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Porti & ambiente — le notizie raccolte

Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 6177 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.

Articoli per area ambientale
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Gaza, anche con la tregua Israele sposta sempre più in là la Linea gialla: ora occupa il 59% del territorio
📰 Ilfattoquotidiano.it 📅 2026-05-04 it
Israele continua a occupare territori nella Striscia di Gaza. “Le Idf hanno ampliato l’area sotto il loro controllo – ha riferito domenica Galei Zahal, la radio ufficiale delle Israel Defense Forces – e hanno spostato in avanti la Linea Gialla (la linea di de…
Lo ha reso noto Galei Zahal, la radio ufficiale dell'esercito: a ottobre 2025, quando è iniziato il cessate il fuoco, ne controllava il 53%. E "alti funzionari dello Stato Maggiore spingono per tornare a combattere" Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati Israele continua a occupare territori nella Striscia di Gaza. “Le Idf hanno ampliato l’area sotto il loro controllo – ha riferito domenica Galei Zahal, la radio ufficiale delle Israel Defense Forces – e hanno spostato in avanti la Linea Gialla (la linea di demarcazione stabilita durante i negoziati per il cessate il fuoco dell’ottobre 2025 che separa le aree sotto il controllo dell’esercito di Tel Aviv dalle zone in cui è permessa la presenza della popolazione palestinese, ndr), tanto da controllare già il 59% dell’area (e non il 53% come quando è iniziato il cessate il fuoco)”.”Alti funzionari dello Stato Maggiore stanno spingendo per tornare a combattere a Gaza – ha aggiunto l’emittente -, affermando: ‘Il momento migliore per combattere Hamas è adesso'”. Giovedì Haaretz ha riferito che l’esercito israeliano sta trasformando Linea gialla, chiamata così perché costituita da blocchi di cemento dipinti di giallo e inizialmente presentata come temporanea in vista di un ritiro delle forze israeliane dal territorio, in una realtà permanente. Secondo il quotidiano israeliano di opposizione, la frontiera è di fatto diventata una zona di separazione fissa sul terreno, poiché l’esercito ha costruito lungo il suo perimetro 32 postazioni militari e ha innalzato una barriera di terra lunga circa 17 chilometri. Sempre secondo Haaretz, negli ultimi mesi oltre 200 palestinesi sono stati uccisi nelle sue vicinanze. La tregua avrebbe dovuto porre fine a due anni di un’offensiva che ha causato oltre 72.000 morti e 172.000 feriti, e distrutto il 90% delle infrastrutture civili. Con meno dell’1% dei detriti rimosso dopo due anni di guerra, riferisce ancora il quotidiano, sotto le macerie si troverebbero i corpi di circa 8 mila palestinesi. Un funzionario anonimo del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite ha rferito che, considerata la lentezza delle operazioni di rimozione dei detriti, il processo potrebbe richiedere fino a sette anni.
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Fast-tracking approvals process key to unlocking Australia’s new oil & gas projects
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-04 en Rumore · acque · biodiversità
Australian Energy Producers, representing Australia’s upstream oil and gas exploration and production industry, has applauded a commitment to stable policy settings for the energy future, as encouraging investment in early-stage exploration helps bolster efforts to unlock the next generation of supply. The post Fast-tracking approvals process key to unlocking Australia’s new oil & gas projects appeared first on Offshore Energy .
Australian Energy Producers, representing Australia’s upstream oil and gas exploration and production industry, has applauded a commitment to stable policy settings for the energy future, as encouraging investment in early-stage exploration helps bolster efforts to unlock the next generation of supply. Australian Energy Producers has welcomed Opposition LeaderAngus Taylor’s commitment to introduce faster approvals for oil and gas projects to help deliver secure and affordable energy to Australian households and businesses. Samantha McCulloch, Australian Energy Producers’ Chief Executive, commented:“Faster approvals are critical to ensuring Australia can unlock the oil and gas projects needed to support reliable and affordable energy, strengthen energy security and deliver long-term economic benefits. “The decision last year to exclude oil and gas projects from the Environment Protection and Biodiversity Conservation Act’s national interest test and streamlined assessment pathways was a mistake. As the current global energy crisis shows, Australia cannot afford to delay vital new oil and gas supply, or let the Greens dictate Australia’s energy policy.” McCulloch claims the Coalition’s announcement in Perth recognises the critical need for timely approvals and stable policy settings for oil and gas projects to secure the country’s energy future. This content is available after accepting the cookies. Australia requires ‘political will’ to boost investment in new supply and avoid gas shortfalls Australian Energy Producers’ Chief Executive added:“A faster, more efficient approvals system will help restore investor confidence, increase new supply, support lower energy costs and deliver more jobs and economic growth here in Australia.” McCulloch also welcomed the Coalition’s commitment to reinstate the Junior Minerals Exploration Incentive, including dedicated support for oil and gas exploration. She highlighted:“Encouraging investment in early-stage exploration is critical to unlocking the next generation of oil and gas supply and ensuring Australia can continue to meet future energy demand.” Australian Energy Producers’ Chief Executive underlined that the Coalition’s proposed designation of national strategic priority projects would also help ensure projects of critical importance to the country’s economy and energy system are not delayed. McCulloch concluded:“Australia has substantial undeveloped oil and gas resources, and we have the opportunity to unlock them — but it will only be realised with the right policy settings and investment certainty to bring new supply online.” Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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Dazi USA al 25%, l’industria auto tedesca è sotto pressione
📰 Ilfattoquotidiano.it 📅 2026-05-04 it
L’annuncio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di voler portare al 25% i dazi sulle auto importate dall’Unione Europea riaccende le tensioni commerciali tra le due sponde dell’Atlantico. L’aumento, rispetto al precedente 15%, arriva in una fase già …
Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati L’annuncio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di voler portare al 25% i dazi sulle auto importate dall’Unione Europea riaccende le tensioni commerciali tra le due sponde dell’Atlantico. L’aumento, rispetto al precedente 15%, arriva in una fase già delicata per l’economia globale e per il settore automobilistico. Secondo l’associazione dell’industria automobilistica tedesca VDA, le conseguenze potrebbero essere significative. I maggiori costi per i produttori europei rischiano infatti di trasferirsi, almeno in parte, sui consumatori statunitensi, con possibili rincari dei prezzi. Per la Germania si stimano perdite di circa 17,6 miliardi di dollari nel breve periodo, che potrebbero arrivare fino a 30 miliardi di euro nel tempo. La mossa rappresenta anche un passo indietro rispetto al percorso avviato nel 2024, quando Stati Uniti e Unione Europea avevano raggiunto un’intesa per ridurre le tensioni commerciali. Tuttavia, l’accordo non è ancora stato completato, soprattutto per alcune questioni tecniche legate ai dazi su acciaio e alluminio, materiali fondamentali per la produzione di veicoli. Da parte sua, l’amministrazione americana sostiene che l’Unione Europea non abbia rispettato pienamente gli impegni presi, anche se non sono stati forniti dettagli precisi. Allo stesso tempo, Washington punta a spingere i produttori europei a rafforzare la presenza industriale negli Stati Uniti: le auto costruite in stabilimenti americani, infatti, non sarebbero soggette ai nuovi dazi. Le istituzioni europee, dal canto loro, ribadiscono di aver agito nel rispetto degli accordi e chiedono chiarimenti, mantenendo aperte diverse opzioni per tutelare i propri interessi. In questo contesto, alcuni osservatori suggeriscono cautela, ricordando come la politica commerciale statunitense abbia mostrato in passato cambiamenti anche rapidi. Il settore automobilistico resta tra i più esposti. Gruppi come BMW e Mercedes-Benz producono già una parte dei loro veicoli negli Stati Uniti, ma continuano a esportare numerosi modelli dall’Europa. Proprio per questo, eventuali aumenti dei dazi potrebbero avere un impatto diretto sulle loro attività. Nel complesso, l’ipotesi di nuovi dazi contribuisce ad aumentare l’incertezza in un settore già alle prese con sfide importanti, tra transizione tecnologica e cambiamenti del mercato globale. Molto dipenderà ora dalla capacità delle due parti di trovare un’intesa ed evitare un’ulteriore escalation.
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Zim approva la fusione con Hapag-Lloyd: operazione da 4,2 miliardi di dollari
📰 SHIP MAG Media 📅 2026-05-04 it
Adesso però restano da ottenere le necessarie autorizzazioni normative L'articolo Zim approva la fusione con Hapag-Lloyd: operazione da 4,2 miliardi di dollari proviene da Shipmag .
Adesso però restano da ottenere le necessarie autorizzazioni normative Tel Aviv – Gli azionisti di Zim Integrated Shipping Services hanno approvato in modo praticamente unanime l’acquisizione da parte di Hapag-Lloyd, aprendo la strada al completamento dell’operazione entro la fine del 2026, salvo il via libera delle autorità regolatorie nei vari Paesi coinvolti. Durante l’assemblea, gli azionisti che rappresentano il 97% del capitale — pari a circa 57,2 milioni di azioni — hanno votato a favore dell’accordo annunciato a metà febbraio, come riportato in una comunicazione presentata alla US Securities and Exchange Commission (Sec). L’operazione, dal valore di 4,2 miliardi di dollari, consentirà a Hapag-Lloyd di rafforzare ulteriormente la propria posizione nel trasporto container globale, in particolare sulle rotte strategiche tra Asia ed Europa. Un portavoce di Hapag-Lloyd ha espresso soddisfazione per l’esito del voto, sottolineando come si tratti di un passaggio fondamentale verso la fusione tra le due compagnie. Restano tuttavia da ottenere le necessarie autorizzazioni normative in diverse giurisdizioni prima del completamento definitivo dell’accordo. La fusione tra Hapag-Lloyd e Zim rappresenta una delle operazioni più rilevanti nel settore dello shipping containerizzato degli ultimi anni e riflette il continuo processo di consolidamento dell’industria marittima globale.
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Elettrificazione banchine, La Spezia: Al via il 1° Lotto per i lavori della nuova rete elettrica in porto - Corriere Marittimo
📰 Corriere Marittimo 📅 2026-05-04 📍 La Spezia it Elettrificazione · cold ironing
Elettrificazione banchine, La Spezia: Al via il 1° Lotto per i lavori della nuova rete elettrica in porto Corriere Marittimo
LA SPEZIA – Prosegue nel porto della Spezia il percorso avviato dell’AdSP Mar Ligure Orientale per l’elettrificazione delle banchine e e delle nuove aree operative. L’ente portuale ha annunciato la firma, da parte del presidente Bruno Pisano, del decreto che definisce l’avvio degli interventi relativi al 1° Lotto di lavori di efficientamento della rete elettrica del Porto della Spezia mediante realizzazione di una infrastruttura energetica di alta tensione di potenza 110 MW. L’importo dei lavori è di €. 30.151.522,39, l’operatore che si è aggiudicato l’appalto, tra i sei che hanno partecipato alla gara, è il RESEARCH CONSORZIO STABILE con l’impresa consorziata esecutrice dei lavori la GUASTAMACCHIA S.P.A. L’investimento complessivo è pari a 41 milioni di euro, di cui 13.288.500 euro finanziati dal bando Green Ports. I LAVORI: I lavori prevedono la costruzione, in località Stagnoni, di una stazione elettrica per la connessione alla Rete di Trasmissione Nazionale gestita da Terna SpA, la posa in sotterraneo di cavi elettrici per la distribuzione dell’energia in alta tensione all’interno del porto mercantile e la realizzazione di tre stazioni di trasformazione per la successiva alimentazione delle utenze finali (cold ironing e aree operative). Alla fine del 2025 l’AdSP aveva già consegnato all’appaltatore le aree interessate dai lavori, con la finalità di eseguire i rilievi e le indagini di dettaglio volte alla ingegnerizzazione delle opere. Si ricorda che nel corso del 2024 la Regione Liguria aveva autorizzato la costruzione e l’esercizio dell’intera infrastruttura energetica costituita dai raccordi alla Rete di Trasmissione Nazionale, da realizzarsi a cura della soc. Terna, e dalla nuova cabina e relative linee elettriche per l’elettrificazione delle banchine del porto della Spezia, a cura dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale. “L’azione dell’Ente verso la sostenibilità ambientale e lo sviluppo del porto della Spezia prosegue speditamente. I 110 MW complessivamente previsti dai due lotti di intervento saranno erogati progressivamente e destinati all’elettrificazione delle banchine e all’alimentazione delle nuove aree operative previste dal Piano Regolatore Portuale”, ha detto il presidente AdSP, Bruno Pisano.
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L’ex sindaco di New York Rudolph Giuliani ricoverato in ospedale in condizioni critiche
📰 Ilfattoquotidiano.it 📅 2026-05-04 📍 New York/NJ it
L’ex sindaco di New York Rudolph Giuliani è ricoverato in un ospedale della Florida in condizioni critiche. L’annuncio è stato dato dal suo portavoce, Ted Goodman, su X e lo ha confermato il presidente americano Donald Trump su Truth Social. Goodman ha parlat…
L’ex sindaco di New York Rudolph Giuliani è ricoverato in un ospedale della Florida in condizioni critiche. L’annuncio è stato dato dal suo portavoce, Ted Goodman, su X e lo ha confermato il presidente americano Donald Trump su Truth Social. Goodman ha parlato di condizioni critiche “ma stabili” e ha definito Giuliani un “combattente” che “ha affrontato ogni sfida della sua vita con incrollabile forza e sta combattendo con la stessa forza anche adesso”. Non è stato specificato il motivo del ricovero dell’ex sindaco di New York, che ha 81 anni. Trump ha invece parlato di un “vero guerriero” e definito Giuliani il “miglior sindaco nella storia di New York, di gran lunga”. Quindi ne ha approfittato per attaccare gli avversari politici: “Che tragedia che sia stato trattato così male dai pazzi radicali di sinistra, tutti democratici, e aveva ragione su tutto! Hanno imbrogliato alle elezioni, inventato centinaia di storie, fatto di tutto per distruggere la nostra nazione, e ora guardate Rudy. Che tristezza!”.
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18 companies secure a share of €1.56 billion as Equinor extends key agreements
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-04 en
Norwegian state-owned energy giant Equinor is extending key supplier agreements for drilling and well […] The post 18 companies secure a share of €1.56 billion as Equinor extends key agreements appeared first on Offshore Energy .
Norwegian state-owned energy giant Equinor is extending key supplier agreements for drilling and well services on the Norwegian Continental Shelf (NCS) with a combined value of around NOK 17 billion (approximately €1.56 billion), set to employ around 2,500 people. Equinor reported today, May 4, that it was exercising one-year options under the three contracts for integrated drilling and well services on the NCS valued at NOK 8.3 billion, as well as two-year options under the 18 corporate framework agreements for specialist services linked to these deliveries, estimated at approximately NOK 4.3 billion annually over two years. Baker Hughes Norge, Halliburton and SLB Norge have been awarded the contracts for integrated drilling and well services, as well as, together with a further 15 suppliers, corporate framework agreements for specialist services. The agreements for specialist services were awarded to Weatherford Norge, Roxar Flow Measurement,Archer Oiltools, Interwell Norway, NOV Wellbore Technologies NUF, Welltec Oilfield Services, Ramex, TCO, Silixa Limited, Tendeka, Sekal, Expro Norway, Enventure Global Technology, Coretrax Americas and Corpro Systems. According to Equinor, the agreements will employ around 2,500 people and cover activity on both fixed installations and mobile rigs. “These agreements are among the largest we have, and they are crucial for activity on the Norwegian continental shelf. New wells enable us to maintain high production and deliver stable energy to Europe. This is particularly important at a time of turbulence in the energy markets,”saidJannicke Nilsson, Chief Procurement Officer. The integrated drilling and well services contracts include cementing and pumping, drilling and completion fluids, electrical logging and completion, while the specialist services include electrical submersible pumps, downhole monitoring, tubing conveyed perforation, wired drill pipe, liner hanger, additional completion equipment and services, sand screens, fibre optics, fishing services, downhole mechanical isolation, multilateral technology, coring services, one trip steerable drilling liner system, and expandable hydraulic screens. “New wells are expected to account for around 70 percent of Equinor’s production in 2035. This involves both more wells and more well interventions, which must be delivered faster and significantly more cost-efficiently than today. That requires closer collaboration with the supplier industry and increased use of technology and standardisation,”saidRune Nedregaard, Equinor’s Senior Vice President for Wells. “We are now moving to a greater extent towards industry standards. Together with our suppliers, we will use this to simplify work processes, reduce costs and increase pace, while maintaining safety.” Baker Hughes will provide shared delivery with Halliburton for Heidrun and Askepott, and with SLB for Visund A and Transocean Norge. The company’s agreements for Grane, Oseberg B – C – Øst – Sør, Johan Sverdrup DP, Deepsea Bergen, Transocean Encourage, and COSL Promoter have also been extended. Halliburton will continue working on Njord A, Snorre A – B, and Transocean Enabler, and SLB on Gullfaks A – B – C, Statfjord A – B – C, Deepsea Stavanger, Askeladden, Deepsea Aberdeen and COSL Innovator. The two will work together on Kvitebjørn and Shelf Drilling Barsk. All three will have shared delivery for Transocean Spitsbergen. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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Settimana di scioperi per la scuola: il calendario delle proteste dei sindacati contro i test Invalsi e la riforma degli istituti tecnici
📰 Ilfattoquotidiano.it 📅 2026-05-04 it
Raffica di scioperi questa settimana nel mondo della scuola: la Confederazione unitaria di base (Cub) e il Sindacato generale di base (Sgb) hanno indetto le giornate di astensione dal lavoro il 6 e 7 maggio contro i test Invalsi, previsti in questi giorni all…
Raffica di scioperi questa settimana nel mondo della scuola: la Confederazione unitaria di base (Cub) e il Sindacato generale di base (Sgb) hanno indetto la giornata di astensione dal lavoro il 6 maggio contro i test Invalsi, previsti in questi giorni alla primaria; Sgb e Flc Cgil scendono in piazza contro la riforma degli istituti tecnici e l’Usb, l’Unione sindacale di base si farà sentire per opporsi alla militarizzazione della scuola sempre giovedì 7, mentre Cobas Scuola sciopera sia giovedì che venerdì. In ordine cronologico la prima protesta che potrebbe creare qualche problema alle famiglie che devono portare a scuola i figli (i genitori li devono accompagnare all’ingresso degli istituti verificando l’orario) è quella contro la somministrazione dei test Invalsi che è in programma martedì 5 (inglese in quinta primaria), mercoledì 6 (italiano in seconda e quinta) e giovedì 7 (matematica per le stesse classi). Cub Sur e Sgb, hanno previsto uno stop mercoledì per l’intera giornata e per tutta la durata della correzione e tabulazione dei test (secondo il calendario stabilito da ogni singola scuola), astensione dalle sole attività di correzione e tabulazione. “Le differenze sociali e territoriali non si superano con le classifiche ma con risorse, tempo scuola, sostegno, servizi. I test standardizzati – spiegano i sindacalisti – fotografano le disuguaglianze, ma non le risolvono. Noi diciamo no alla scuola-quiz, alla competizione tra istituti, alla valutazione punitiva”. Quest’anno, inoltre, Cub Sur ha organizzato una vera e propria battaglia contro i dirigenti scolastici che pur di garantire lo svolgimento delle prove chiamano al lavoro altri docenti. In Piemonte hanno già portato in tribunale due scuole, segnalando un comportamento che giudicano antisindacale. Il 7 maggio tocca, invece, a Cub Sur, Sgb e Flc Cgil che hanno proclamato uno sciopero rivolto al personale dirigente, docente e Ata degli istituti di istruzione secondaria superiore, ovunque siano presenti al loro interno istituti tecnici. “La decisione si rende necessaria vista l’assenza di risposte adeguate alle pesanti ricadute sulla qualità della didattica, sulle condizioni di lavoro del personale e sui livelli occupazionali, determinate dalla riforma degli istituti tecnici. Gli interventi correttivi sull’orario e lo stanziamento di esigue risorse aggiuntive, se da un lato ne riconoscono le falle, dall’altro risultano del tutto inadeguati e lontani dal costituire il ripensamento generale della riforma che rappresenta un ulteriore intervento per smantellare la scuola secondaria”, spiega la piattaforma delle organizzazioni che hanno proclamato la protesta. Infine, l’Usb il 7 maggio organizzerà manifestazioni territoriali in decine di città. L’appuntamento principale è a Roma alle 9 in viale Trastevere, dove ha sede il ministero dell’Istruzione. “Scioperiamo – precisano gli organizzatori – contro la militarizzazione della scuola e della società, contro la leva obbligatoria, contro la riforma degli istituti tecnici e professionali che consegna la formazione delle classi popolari direttamente nelle mani delle imprese, contro le nuove linee guida dei licei e contro un rinnovo contrattuale che propone salari vergognosi mentre l’inflazione cresce, trascinata dai costi di guerre che non abbiamo voluto e non vogliamo”. La foto è d’archivio
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Woodside in the clear for plug & abandonment ops offshore Australia
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-04 en Elettrificazione · cold ironing
Australian energy giant Woodside has received a blessing for its environmental plan (EP) from the country’s offshore regulator for permanent plug and abandonment (P&A) of multiple subsea exploration wells off the coast of Australia. The post Woodside in the clear for plug & abandonment ops offshore Australia appeared first on Offshore Energy .
Australian energy giant Woodside has received a blessing for its environmental plan (EP) from the country’s offshore regulator to carry out permanent plug and abandonment (P&A) of multiple subsea exploration wells off the coast of Australia. The National Offshore Petroleum Safety and Environmental Management Authority (NOPSEMA) gave Woodside the green light on April 17, 2025, to move forward with activities proposed in its submittedenvironment plan, entailing the permanent plug and abandonment of subsea exploration wells in theJulimar-BrunellolicenceWA-49-L. The company intends to undertake P&A of three subsea wells associated with the Julimar-Brunello field using a mobile offshore drilling unit (MODU) with combined dynamic positioning (DP) and mooring capability. These wells are Julimar East-1, Brunello-1 ST1, and Brulimar-1. In addition, Woodside proposes an additional contingent activity to remediate/remove and/or isolate non-water-based mud (NWBM) in the annulus of one additional well, Balnaves Deep-1. This activity will be attempted using a vessel-based strategy under the accepted North West Shelf (NWS) and Julimar Exploration Wellhead Decommissioning EP. If completed using a vessel-based strategy, no further activity will be performed under this EP. On the other hand, if the vessel-based strategy is not feasible or unsuccessful, the activity will be undertaken by a MODU-based strategy. The operator explained that all four wells were drilled as exploration or appraisal wells between 2007 and 2011. The three wells scheduled for P&A were suspended following exploration activities; however, the temporary abandonment methodology conducted does not align with current legislative requirements, regulatory expectations, and best practice for permanent abandonment, driving the need for further P&A activities. Due to the cement-based temporary abandonment plugs already present in these three wells, Woodside believes it is unlikely that a flow path exists between the wellbore and the reservoir(s), and the most likely fluid contained in the wellbore is suspension fluid rather than reservoir hydrocarbons. The reservoir interval in the Balnaves Deep-1 exploration well has already been accepted as permanently abandoned. NWBM was left in one of the annuli in the well, with the annulus being exposed to the marine environment upon wellhead removal. As all wells are located in Commonwealth waters of the Barrow Sub-Basin around Woodside’s existing production facilities, the petroleum activity is located in this area. The wells are in permit area WA-49-L, approximately 185 kilometers WNW of Karratha in around 135 to 171 meters of water depth. The P&A and well intervention will be undertaken using a moored or hybrid semi-submersible MODU with up to three MODU support vessels and an inspection, maintenance, and repair (IMR) vessel. The MODU will undertake plug and abandonment activities, wellhead cutting, and may be used to remove wellheads. The company underlines that wellheads may be cut by the MODU and temporarily wet parked, or left in their existing position for later removal under the accepted NWS and Julimar exploration wellhead decommissioning environment plan. NWBM remediation, removal, or isolation activities, if required, will also be undertaken by a MODU. According to Woodside, support vessels will undertake preparatory activities, such as inspection, maintenance, and repair, pre-laying and recovery of moorings and/ or tether clump weights, and anchor hold testing. The MODU and support vessels are expected to operate within the operational area for approximately three to seven months, including mobilization, demobilization, and contingency activities, which will be done 24 hours per day, seven days per week. The operator elaborates that timing and duration of the P&A activities are subject to change due to project schedule requirements, metocean conditions, vessel availability, unforeseen circumstances, and weather. As a result, this is prepared as a three-year EP. This environment plan is not intended to be the final decommissioning EP for Woodside’s property in WA-49-L andWA-34-L. Operated by Chevron on behalf of the Wheatstone joint venture,Wheatstone LNGprocesses gas from the offshore Wheatstone, Iago, Julimar, and Brunello gas fields in Western Australia. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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Marine license variation ‘opens door to further innovation’ at Morlais tidal energy scheme
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-04 en
Menter Môn Morlais has secured regulatory approval to deploy different types of tidal technology […] The post Marine license variation ‘opens door to further innovation’ at Morlais tidal energy scheme appeared first on Offshore Energy .
Menter Môn Morlais has secured regulatory approval to deploy different types of tidal technology within the Morlais tidal energy scheme off the coast of Anglesey in Wales. Natural Resources Wales has approved the company’s application to vary its existing marine license, allowing different types of tidal technology to be deployed within the Morlais zone. The variation relates specifically to Tidal Technologies’ devices and supports the continued development of Morlais as a shared site for multiple tidal energy technologies, operating within a single licensed area. “This is a positive decision for us and allows the Morlais scheme to continue moving forward, and to get tidal energy devices in the sea. It reflects the steady progress we are making at the site and supports the wider development of the tidal stream energy sector here in Wales,”saidAndy Billcliff, Chief Executive Officer of Menter Môn Morlais Ltd. Tidal Technologies is one of five developers to have secured capacity at the Welsh zone as part of the UK Government’s Contracts for Difference (CfD)Allocation Round 7 (AR7). Morlais, described as one of the world’s largest consented tidal stream energy projects, will use the power of the tides off the coast of Ynys Môn to generate clean electricity. With a potential generating capacity of 240 MW, the first turbines are scheduled to be deployed in 2027. “The marine licence variation is an exciting and significant step forward for our plans at Morlais. It enables the next phase of work to move ahead, opening the door to further innovation and bringing us closer to generating clean electricity off the coast of Ynys Môn,”saidJim Conybeare-Cross, one of the Founder Directors of Tidal Technologies. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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Record di passeggeri imbarcati per Royal Caribbean nel primo trimestre 2026
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-04 it
Anche i risultati finanziari corrono nonostante le difficoltà imposte e l'impatto del caro carburante e della situaizone geopolitica internazionale L'articolo Record di passeggeri imbarcati per Royal Caribbean nel primo trimestre 2026 proviene da Shipping Italy .
La crisi in Medio Oriente per ora sembra aver solo superficialmente scalfito le performance finanziarie di Royal Caribbean Cruises che ha chiuso il primo trimestre dell’anno in corso con risultati record. A partire dal record assoluto di passeggeri imbarcati sulle navi della propria flotta tra l’1 gennaio e il 31 marzo: 2,5 milioni di ospiti, ovvero un incremento del 12% rispetto al primo trimestre dello scorso anno, con un load factor prossimo al 109%. Nello stesso arco temporale i ricavi sono stati pari a 4,45 miliardi di dollari (+11,3%), con cifre record per questo periodo dell’anno sia grazie alle entrate generati dai biglietti per le crociere (3,02 miliardi, +10,1%) sia per gli introiti derivanti dalle vendite a bordo (1,43 miliardi, +14%). I costi della produzione (2,25 miliardi) hanno segnato un aumento del +8,1% e il margine operativo lordo è stato di 1,7 miliardi (+21,1%), l’utile operativo di 1,16 miliardi (+23%) e l’utile netto di 950 milioni di dollari (+29,1%). Secondo quanto reso noto da Royal Caribbean attualmente la domanda di crociere continua a essere sostenuta, con prenotazioni nel mese di aprile superiori a quelle dello stesso periodo del 2025 e che presentano prezzi record. Il gruppo statunitense ha specificato che le prenotazioni per gli itinerari programmate nel Mediterraneo, che avevano iniziato l’anno in forte crescita, hanno subito un rallentamento a seguito dei recenti sviluppi geopolitici, in parte a causa dell’aumento dei costi dei viaggi aerei, della riduzione della capacità offerta dalle compagnie aeree e dell’interruzione dei voli. A questo proposito Royal Caribbean ha precisato che, tuttavia, nelle ultime settimane le prenotazioni per le crociere nel Mediterraneo hanno mostrato una ripresa nonostante la limitata disponibilità di capacità ancora disponibile. Questi fattori influenzeranno i risultati del secondo e del terzo trimestre dell’anno, periodo nel quale le crociere europee rappresentano una quota rilevante delle prenotazioni. A ciò si aggiunge l’effetto di un rallentamento delle prenotazioni per le crociere sulla costa occidentale del Messico che subiscono anch’esse l’impatto di sviluppi geopolitici specifici. Il gruppo Royal Caribbean ha inoltre fatto sapere che le prenotazioni per le sue crociere di lusso nel Mediterraneo hanno registrato un rimbalzo dopo circa un mese di interruzioni causate dal conflitto in Iran e le vendite corrono attualmente a un ritmo superiore rispetto allo scorso anno. L’aumento dei costi del carburante per effetto del conflitto in Medio Oriente hanno spinto perà l’operatore crocieristico a tagliare le proprie previsioni di utile annuale. Gli operatori del settore, fortemente dipendenti dall’olio combustibile e dal gasolio marino, si trovano a navigare in un contesto più difficile, poiché lo stallo dei negoziati fra Stati Uniti e Iran solleva timori di prolungate interruzioni delle forniture mediorientali, facendo lievitare i prezzi del petrolio. L’amministratore delegato di Royal Caribbean, Jason Liberty, ha dichiarato durante la conference call con gli analisti che “i viaggi rimangono una priorità assoluta, classificandosi come la prima categoria di svago in cui i consumatori intendono spendere di più”. Il gruppo prevede che i costi del carburante saranno superiori di circa 1,3 miliardi di dollari rispetto alla precedente stima annuale di circa 1,17 miliardi di dollari, sulla base dei prezzi attuali alla pompa e al netto delle coperture. La società si è assicurata circa il 59% del proprio fabbisogno di carburante per il resto del 2026 a tassi inferiori ai prezzi di mercato attuali. Il secondo trimestre risulta più esposto agli itinerari premium colpiti dai recenti eventi globali, con alcune ripercussioni che si estenderanno al terzo trimestre. Royal Caribbean ha previsto infine che i ricavi annuali cresceranno di circa il 10%, rispetto alla precedente previsione di una crescita a doppia cifra. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Hmm riceve la nuova portacontainer a metanolo “Lime” - Shipmag
📰 Shipmag Media 📅 2026-05-04 it Clima · decarbonizzazione
Hmm riceve la nuova portacontainer a metanolo “Lime” Shipmag
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Noli container in calo a fine aprile: pesa l’eccesso di capacità
📰 SHIP MAG Media 📅 2026-05-04 📍 Los Angeles it
Il World Container Index segnala un raffreddamento delle tariffe nonostante le tensioni geopolitiche L'articolo Noli container in calo a fine aprile: pesa l’eccesso di capacità proviene da Shipmag .
Il World Container Index segnala un raffreddamento delle tariffe nonostante le tensioni geopolitiche Bruxelles – Nel mercato del trasporto containerizzato, l’equilibrio tra domanda e offerta continua a determinare l’andamento dei noli più delle tensioni internazionali. È quanto emerge dagli ultimi dati diffusi da Drewry, che fotografano un contesto di debolezza diffusa. Secondo l’aggiornamento del World Container Index al 30 aprile 2026, l’indice composito è sceso dell’1% a 2.216 dollari per container da 40 piedi, segnando la terza flessione settimanale consecutiva. Il calo riflette soprattutto un eccesso di capacità disponibile, che limita il potere tariffario delle compagnie, nonostante le tensioni nello Stretto di Hormuz e l’aumento dei costi del carburante. Sulle rotte Asia-Europa i segnali restano deboli: le tariffe da Shanghai verso Genova e Rotterdam sono diminuite dell’1%, con andamenti annui divergenti tra le due destinazioni. In risposta, le compagnie stanno riducendo l’offerta, con tagli programmati della capacità a maggio, nel tentativo di riequilibrare il mercato e favorire una possibile stabilizzazione nel breve termine. Diversa la situazione sulla direttrice transpacifica, dove i noli verso New York sono scesi leggermente mentre quelli verso Los Angeles sono rimasti stabili. In questo contesto, operatori come Msc Mediterranean Shipping Company e Cma Cgm hanno introdotto nuovi sovrapprezzi, puntando a sostenere i ricavi unitari più che a riflettere una reale ripresa della domanda. Il contrasto tra tariffe spot in calo e aumento degli extra costi evidenzia un mercato ancora fragile, in cui i caricatori mantengono un forte potere negoziale grazie all’ampia disponibilità di stiva. Alcune rotte di ritorno, come quella da Rotterdam a Shanghai, mostrano invece lievi rialzi, segno di dinamiche commerciali differenziate. Nel quadro generale, la situazione resta condizionata dall’ingresso di nuove navi sul mercato, che continua a esercitare pressione sui noli e obbliga le compagnie a intervenire su capacità e strategie tariffarie per mantenere l’equilibrio economico.
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Entrata in servizio la più grande nave porta auto al mondo - Supply Chain Italy
📰 Supply Chain Italy 📅 2026-05-04 it
Entrata in servizio la più grande nave porta auto al mondo Supply Chain Italy
La prima car carrier al mondo con una capacità superiore a 10.000 unità è stata ufficialmente consegnata in Cina, segnando una nuova pietra miliare nel settore, che continua ad aumentare la propria capacità per soddisfare la domanda di esportazioni dall’Asia. Oltre alla sua capacità, la nave è degna di nota perché è di proprietà della sudcoreana Hmm e fa parte di una strategia di Hyundai Glovis per espandere e diversificare le proprie attività. Glovis Leader è stata costruita dal cantiere navale cinese Guangzhou Shipyard International come prima di una serie per la partnership sudcoreana. Misura 230 metri di lunghezza, 40 metri di larghezza e dispone di 14 ponti di carico. La nave, con una stazza lorda di 20.000 tonnellate (102.588 tonnellate di portata lorda) e registrata a Panama, è stata progettata per trasportare un’ampia gamma di veicoli, inclusi veicoli elettrici, a idrogeno e autocarri pesanti, con una capacità totale di 10.800 veicoli di dimensioni standard. La nuova nave è dotata di motori a doppia alimentazione, in grado di funzionare a Gnl o a combustibili convenzionali. Dispone inoltre di generatori ad albero ed è in grado di utilizzare l’alimentazione da terra quando si trova in porto. Avrà una velocità di crociera di 19 nodi. Le navi opereranno con contratti di noleggio a lungo termine con Hyundai Glovis, che persegue un piano strategico per espandere la propria flotta a 128 navi entro il 2030 e aumentare la capacità annua da 3,4 milioni a 5 milioni di unità entro lo stesso anno. Se l’azienda raggiungerà questi obiettivi, prevede di gestire circa il 20% del volume globale di trasporto marittimo di automobili finite. L’impennata nella costruzione di nuove navi per il trasporto di automobili ha comportato anche un aumento delle dimensioni delle imbarcazioni. Un anno fa, la Cina ha consegnato la BYD Shenzhen, con una capacità di 9.200 unità, la più grande della sua categoria, e un mese dopo la Anji Ansheng , con una capacità di 9.500 unità. Nel 2024, Wallenius Wilhelmsen ha annunciato l’intenzione di ampliare le proprie nuove costruzioni con navi in ​​grado di trasportare 11.700 unità. Gsi ha sottolineato il suo ruolo crescente nella costruzione di navi portacontainer, che, come sottolinea l’azienda, sono tipicamente imbarcazioni ad alto valore aggiunto con un elevato livello tecnico. Tra le sfide evidenziate figurano le strutture multistrato a lamiera sottile, la sicurezza antincendio dei veicoli, i sistemi roll-on/roll-off e un design ad alta stabilità. Il cantiere navale riferisce di aver ricevuto ordini per 40 navi car carrier nell’ambito della strategia cinese di espansione nel settore della costruzione navale ad alto valore aggiunto, e di averne finora consegnate 26. L’azienda evidenzia un approccio di costruzione in serie, che contribuisce ad aumentare l’efficienza e a ridurre i tempi di consegna. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER GRATUITA DI AIR CARGO ITALY
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“Amici era tutto rose e fiori, ma la notorietà è stata una tragedia. Ho sofferto di depressione, poi la svolta da una psichiatra. Oggi ho bisogno di un bacio in fronte e lo sto ricevendo”: Federica Carta torna con Stupido Dolore
📰 Ilfattoquotidiano.it 📅 2026-05-04 it
Il terzo posto ad Amici 16, la depressione e la rinascita artistica. Federica Carta, in occasione dell’uscita del singolo “Stupido dolore”, si è raccontata a tutto tondo. L’artista, dopo il successo ottenuto a seguito della partecipazione al talent di Maria D…
Il terzo posto ad Amici 16, la depressione e la rinascita artistica. Federica Carta, in occasione dell’uscita del singolo “Stupido dolore”, si è raccontata a tutto tondo. L’artista, dopo il successo ottenuto a seguito della partecipazione al talent di Maria De Filippi, a soli 18 anni, dove le sembrava “tutto bello”, poi ha dovuto fare i conti con momenti molto difficili successivamente. Dopo Sanremo 2019 assieme a Shade, tre dischi pubblicati in tre anni e qualche, sporadico, singolo in uscita, Federica Carta ha deciso di fermarsi per qualche anno. E, una volta superata la depressione grazie, anche, all’aiuto di “una psichiatra che mi ha prescritto dei farmaci”, la cantante ha deciso di ripartire da zero ritrasferendosi, da Milano, nella sua amata Roma. Ora la cantante, grazie ad una ritrovata stabilità personale e lavorativa, è tornata ad amare, appieno, la sua musica (“Prima, quando uscivano i miei pezzi, per me erano morti, non li volevo più ascoltare”). In futuro, all’artista, piacerebbe tornare a suonare nei club. Ma un passo alla volta, anche perché “Ho molta paura dei paganti. Oggi se non riempi un posto, esagerando ovviamente, ti ammazzano, ti dicono che sei una mer**, che fai schifo, e che non meriti di fare il cantante”. Sei arrivata terza ad Amici 2016/17. Che ricordo hai del talent? Ho un ricordo molto “da bambina” di quel periodo. Guardavo tutto con gli occhi dell’innocenza e della felicità. Non mi pesava il mondo, non mi pesava niente in realtà. Era tutto bello, tutto rose e fiori. Maria De Filippi e tutte le altre persone all’interno del programma sono sempre state super gentili con me. Il difficile è arrivato una volta uscita dal programma. C’è un consiglio o un’osservazione di un giudice che custodisci ancora oggi? Una volta Maria De Filippi mi disse di lasciare andare le emozioni. Di non trattenerle, soprattutto, quando canto. E per quanto semplice possa sembrare come consiglio, per me è stato essenziale perché sono una persona molto timida in realtà e, quando canto, mi faccio trasportare troppo e ho paura di dare troppo. Quindi, per non dare in eccesso, do di meno. E il suo consiglio, anche al di fuori di Amici, mi è servito tantissimo. Me lo ricordo ancora ogni volta che mi esibisco. Hai raggiunto la notorietà ai soli 18 anni. Come l’hai vissuta lontana dai riflettori? È stata una tragedia per me (ride, ndr). Ho lavorato sul cercare di essere grata alla vita e a tutto quello che mi ha dato, però devo dire che, forse, il momento più difficile per me, da ragazzina di 18 anni, era proprio spegnere la luce quando andavo a letto. Perché sono passata dalla scuola alberghiera, allo stare 12 ore al giorno in un programma televisivo. E ho fatto fatica a capire. Magari di giorno avevo gli instore, vedevo ed abbracciavo migliaia di persone, mi raccontavano le loro storie e poi la sera di base ero sola. Però fa parte della crescita personale e, devo dire, che quel periodo mi è servito a capire che non voglio mai più sentirmi così e, quindi, ho imparato anche ad accettare quei momenti. Dal 2017 al 2019 hai pubblicato tre dischi e hai partecipato sia ad Amici che a Sanremo: considerando fossi a malapena ventenne, ti sei mai sentita “rinchiusa” in una bolla? Mi definisco una “non persona” ripensando ad un certo periodo della mia vita, perché non ero formata e non mi rendevo conto di nulla. Tutto il dolore che ho provato in quel periodo era dato anche dal sentirmi più piccola rispetto agli altri. Non riuscivo a confrontarmi: dovevo parlare sempre con gente adulta, che fosse in discografica o anche in un’intervista. Mi sentivo ancora una bambina. Quando non ti sei più sentita “bambina”? Dopo aver fatto 25 anni mi è arrivata un’ondata di dolore rispetto a tutto ciò che avevo vissuto, comprese le ingiustizie. Prima, invece, ero “stupida”, felicissima, era tutto bello per me. Quando, invece, c’è gente che a 20 anni è un po’ più sveglia e si rende più conto di quello che ha intorno, delle persone che lo circondando. Questo è un argomento che, sempre più artisti, stanno affrontando. Prima c’era gente che mi era affianco per altri scopi e non per amicizia e, al tempo, non mi rendevo conto di nulla. Però adesso diciamo che me la cavo, dai. Ti è mancata una persona che tutelasse i tuoi interessi e che ti spiegasse alcune dinamiche del mondo discografico? Sì, anche se non sono il tipo di persona che dà la colpa agli altri. Però sicuramente, vedendomi molto dolce e “docile”, le figure che avevo intorno tendevano a mettere zucchero un po’ ovunque. Quindi era tutto più delicato. Non mi è mai stata detta una verità in faccia e, quindi, su molte cose, mi sento ancora un po’ in ritardo. Soprattutto su aspetti burocratici del mio lavoro che pensavo non dovessero interessarmi ma che, invece, riguardano più me che gli altri. Sicuramente mi è mancata una figura che mi dicesse le cose. Forse il mio tour manager, che è stato quello con cui ho passato più tempo perché abbiamo fatto veramente tanti viaggi in macchina, in aereo, è stato quello che mi diceva le cose come stavano. Però non era il suo lavoro. Hai sempre posto molta attenzione sulla salute mentale. Hai raccontato di aver sofferto anche di depressione. Come sei riuscita ad uscirne? Ho vissuto cinque anni a Milano. La città in sé non mi ha fatto nulla: è bella e ci sono un sacco di opportunità. Ma io, quelle occasioni, non le ho sapute cogliere. Avevo scritto una canzone che diceva: “La mia casa è soltanto uno spreco di pareti”. Questo perché abitavo in quella casa ma, lì dentro, c’era solo il mio corpo. Stavo ore e ore su un divano ad aspettare qualcuno che mi venisse a salvare. E rimanevo rinchiusa lì. Qual è stata la svolta? La terapia. Sono andata da una psichiatra che mi ha prescritto dei farmaci. Mi hanno aiutato molto perché, in quel momento, da sola, non ce l’avrei fatta. Facevo proprio fatica a fare tutto: ad alzarmi dal letto, a lavarmi ed anche a funzionare come artista. Perché se pensi che il mondo è un posto brutto, non riesci a scrivere nulla e la gente che ti sta intorno ti abbandona perché sei troppo triste e, quindi, rimani da sola. È tutto un circolo vizioso. Infatti, uno dei lavori principali che ho fatto con la mia psicologa, è stato quello di limitare le lamentele, soprattutto con le persone che cercavano di darmi una soluzione. Ovvero? Più ti lamenti con una persona e più quella cercherà di darti una soluzione. Ma tu stai talmente male che una soluzione non la vuoi e quindi, poi, fai pena alla gente. Ed è una cosa che odio suscitare compassione. Alla fine ho un bel ricordo anche di quel periodo veramente terribile, perché poi ne sono uscita. Annunciando su Instagram “Ti prego non piangere” hai scritto: “In questi anni senza far uscire musica ho pensato fosse tutto finito”: perché? Io vedo bianco o nero, non c’è una via di mezzo. Ho avuto un taglio netto da quella che era la mia vecchia vita.Sono tornata a vivere a Roma, non ho più la mia casa discografica, ho cambiato management, ho cambiato mentalità proprio. È stato un periodo non difficile, ma strano. Avevo paura di rimanere senza terra sotto i piedi perché, tutte le certezze che avevo prima, sono andate chissà dove. Cos’hai ritrovato a Roma? Quando sono tornata non avevo proprio idea di cosa potermi aspettare. Sono venuta senza aspettative, “Co ‘na scarpa e ‘na ciavatta (una scarpa e una ciabatta, ndr)”, si direbbe a Roma. Pensavo “Che devo fare?”, “Chi mi vorrà?”. Invece ho rincontrato delle persone meravigliose, che sono Fasma e GG, che è adesso il mio produttore. Li avevo conosciuti tanti anni fa, sul set di un video che girò il mio ex fidanzato, a Fasma. Ci eravamo incontrati così e molto a caso ci siamo rivisti. Loro mi fanno vivere Roma benissimo e, in più, ho ritrovato anche tanti altri amici, cosa che in Milano non avevo. Di base sto da Dio, non posso veramente lamentarmi di niente. Nel post dici di aver trovato “un ambiente lavorativo sano”: perché prima non era così? Per me è stato l’ambiente meno sano per la mia sanità mentale. Avevo quell’ansia dell’aspettare che qualcuno mi rispondesse. Che fosse anche il fidanzato che non mi cag*va. Era una situazione che mi stava risucchiando l’anima. Mi andava bene l’idea di non essere la priorità per qualcuno. Che poi questa parola, “priorità”, è un termine che mi è stato ripetuto più volte nella mia carriera. “Sei la priorità, non sei la priorità”. Come la vivevi? Quando ho iniziato a ragionare in questo modo: “Adesso sono la priorità, adesso non lo sono”, non mi sentivo più un essere umano. Questa cosa di attendere, di scrivere alla gente, di cercare di essere sempre presente, mi stava proprio consumando. E ho ancora dei traumi per questa cosa. Perché anche adesso, nonostante abbia delle persone a me vicine, che mi fanno sentire proprio dentro una famiglia, faccio fatica, ad esempio, a scrivergli io. Fatico ad essere me stessa, mettiamola così. Però loro sono molto pazienti. Prima pensavo che la gente che lavorava in discografica o, altri addetti ai lavori, fossero miei amici. Quando poi mi sono resa conto che a loro, che io ci fossi o meno, non gliene fregava proprio nulla, è stata una bella botta. Che poi magari non era neanche vero, però mi sono convinta di questo. Di conseguenza ho dovuto fare il lavoro inverso, della serie “nessuno è mio amico”. Adesso, invece, sto cercando di riaprirmi un po’ alla vita. Hai detto di aver trovato “il coraggio di spazzare via i tuoi limiti”: in che modo? Ho scaricato Logic sul computer, che è un programma per produttori musicali. Mi sto creando la mia routine, cosa che non ho mai avuto. Prima per me era una cosa da “sfigati”. Pensavo: “Devo fare il rock’n’roll, non so che faccio domani, non so che faccio oggi”. “Limiti” è proprio una parola che mi piace, perché ne ho tantissimi e non vedo l’ora di scoprirli tutti e mandarli via. Per me anche soltanto riuscire a parlare con qualcuno a un evento sociale è una vittoria. “Ti prego non piangere” e “Stupido dolore” sono due brani intimi ed introspettivi: ti senti più libera e consapevole nella scrittura? Tantissimo, ma perché ci sto lavorando e ci ho lavorato. E, soprattutto, ho delle persone vicino che mi invogliano, mi incitano, a far uscire queste mie sfaccettature e parole. Mi è capitato molto spesso di sentirmi a disagio durante delle sessioni di scrittura con altri autori. Anche perché sono timida e, prima di farmi uscire un’idea dalla bocca, ci voleva veramente la manovella. Poi magari arrivava un altro con la mia stessa idea e dicevo “ca***, l’avevo pensata prima io”. Però come fai a provarlo? Adesso faccio comunque fatica, però sono molto più consapevole e felice. Il tuo attuale team di lavoro ti lascia più libertà e tranquillità nell’esprimere ciò che sei? Sì, sono più tranquilla e, sicuramente, sto più dietro a cose a cui prima non facevo caso, come la caption di Instagram. Il mio management mi ha detto “tu scrivi in maniera molto personale. Porta le persone dentro al tuo mondo”. E lo apprezzo tanto, perché un altro mio limite grande sono proprio i social. Nella mia testa è “meno cavoli sai di me, meglio è”, però non è molto produttiva questa cosa, perché i social sono stati fatti per sapere i cavoli degli altri, e quindi sto combattendo anche con questo piccolo mostro. Però sono circondata da persone che poi te la fanno anche prendere bene questa cosa. In generale ci sono i problemi e poi ci sono i problemi che si risolvono. E quindi daje. Nel brano, a chi è riferito il “Ti prego non piangere”? Quando l’abbiamo scritta era riferita a me. Prima, quando uscivano i miei pezzi, per me erano morti, non li volevo più ascoltare. Invece questi ultimi due che ho pubblicato me li sento quarantamila volte al giorno, anche per forza di cose, perché abito con i miei. Perché in passato non li ascoltavi più i tuoi brani? C’era talmente poco di mio, delle canzoni che cantavo, che quando poi uscivano diventavano soltanto degli altri. Mentre, ad esempio, “Ti prego non piangere”, è la mia canzone. Poi ovviamente gli altri ci si possono rivedere. Non so se il pubblico si aspettava un sound diverso o meno però, a livello di testo e di mood, questo è ciò che sono io. Anche “Stupido dolore” è una canzone che non ha mai un picco di voce, non è mai urlata. È sempre rilassata come un bacio sulla fronte. Ho bisogno di questo, adesso, anche perché lo sto ricevendo dalle persone che mi sono intorno. E, per forza di cose, è anche quello che mi viene da scrivere e che scriviamo insieme. Il pubblico, alla lunga, comprende se una canzone o un progetto siano “autentici” e “sentiti”? Certo, e questa per me è una super ripartenza. Sarà sicuramente lenta, avrà il suo tempo, ma non è una cosa che mi preoccupa. Ciò che mi “spaventa” è che non vorrei fare alcuni brani vecchi quando canto live. Mi fanno proprio soffrire. Però penso sia un po’ la croce di molti artisti e me la porto in silenzio. Il 24 aprile è uscito il tuo nuovo singolo. Perché l’hai definito “stupido dolore”? Perché è un po’ stupido. Negli ultimi anni ho definito “stupido” proprio l’amore, perché divento “stupida” quando mi innamoro e faccio tanta fatica, poi, a lasciare andare le persone, tanto che sono amica con molti dei miei ex. Perché se ti ho voluto tanto bene vuol dire che siamo connessi per sempre. Anche con chi mi ha fatto veramente cose brutte. Questo pezzo racconta di due persone che si lasciano. Ma lo fa con una dolcezza secondo me disarmante. E “stupido dolore” è proprio un titolo che mi rappresenta, perché, è sia “infantile” dirlo, ma allo stesso è anche dolce e maturo. Nella canzone ti chiedi come si faccia a smettere di pensare a qualcuno e come provare a separare i ricordi da quello che si prova ancora. Che risposta ti sei data? Non ne ho ancora una definitiva perché voglio bene a tutti. E, forse, questo è un altro limite, per assurdo, nel mondo di adesso. Però sicuramente la risposta è che il tempo è l’unico amico che possiamo avere nei periodi in cui ci si lascia. Poi la cosa bella è che quando abbiamo scritto questo pezzo io ero, e sono tuttora single da centomila anni. Quindi sono andata un po’ a scavare in una delle storie più grandi che ho avuto, nel periodo più strano, che era quello del Covid. Lui abitava a New York ed era un casino, il panico. Quando abbiamo scritto la traccia è stato un po’ come rivivere quell’angoscia di doversi lasciare e ho capito che, ad esempio, adesso sto proprio da Dio, da sola. E se devo cantare dell’amore lo faccio come fosse un bel ricordo. Cosa ci sarà nel tuo futuro artistico? Questa cosa che gli artisti non possono dire niente mi sta un po’ antipatica (ride, ndr). Stiamo lavorando, da un anno ormai, ed ho tanti brani in una cartella. Dobbiamo capire quali canzoni, eventualmente, considerare, perché siamo andati veramente oltre con la sperimentazione. E se da una parte non ce ne frega nulla, dall’altra dobbiamo un po’ capire cosa va e cosa no. Ho in mente tanti progetti visivi, fichissimi, che vanno proprio a sposarsi con la musica. Live, invece? Credo che quest’estate sarò in giro per l’Italia. Andrò in qualche piazza di paesi meravigliosi, e quella è l’esperienza che preferisco dell’estate perché incontro un sacco di gente nuova che, altrimenti, non avrei mai la possibilità di conoscere. Poi, sicuramente, mi piacerebbe ritornare nei club, però quello è un altro limite che mi fa molta paura. Perché? Ho molta paura dei paganti. È un altro trauma mio perché, anche la gente, ti porta ad avere dei turbamenti. Oggi se non riempi un posto, esagerando ovviamente, ti ammazzano, ti dicono che sei una mer**, che fai schifo, e che non meriti di fare il cantante. Ci sta buttarsi nelle cose a volte però, per quanto riguarda il live, voglio essere sicura di avere un mio pubblico. Perché la mia musica sta cambiando e, con ciò, potrei avere un pubblico un po’ diverso, questo non lo so. E non è scontato che queste persone abbiano effettivamente voglia di vedermi dal vivo.
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Adriatic Ports Big Upgrade Signals Major Tourism Shift Across Coastal Europe in 2026 - Travel And Tour World
📰 Travel And Tour World 📅 2026-05-04 en
Adriatic Ports Big Upgrade Signals Major Tourism Shift Across Coastal Europe in 2026 Travel And Tour World
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Fumi in porto: a Livorno il tavolo permanente - Messaggero Marittimo
📰 Messaggero Marittimo 📅 2026-05-04 📍 Livorno it
Fumi in porto: a Livorno il tavolo permanente Messaggero Marittimo
Abbonati Effettua il login LIVORNO - Quarta riunione in prefettura, a Livorno, del tavolo permanente costituito per affrontare il tema delle, con particolare riferimento alla possibile emissione continuativa di sostanze inquinanti provenienti dalle navi ormeggiate. La riunione, presieduta dal prefetto, si inserisce nel percorso già avviato nei precedenti incontri, durante i quali tutti i soggetti coinvolti hanno contribuito a delineare un quadro puntuale dello stato dell’arte, delle criticità e delle azioni intraprese. In tale contesto, l’incontro ha rappresentato, orientata a consolidare e sviluppare le iniziative già in campo, con l’obiettivo di garantire una progressione concreta delle attività. Tra i principali temi affrontati, particolare attenzione è stata dedicata al
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Gulf LNG export woes push gas prices up but diversification becomes Europe’s energy lifeline
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-04 en Clima · decarbonizzazione
Given the supply shock that hit the global liquefied natural gas (LNG) markets as a result of the Middle East conflict, Wood Mackenzie, an energy intelligence group, has pointed out that this disruption, which led to a gas price surge, failed to rattle Europe thanks to its investment in diversified fuels that acted as a shield, insulating it from the Gulf LNG export pause. The post Gulf LNG export woes push gas prices up but diversification becomes Europe’s energy lifeline appeared first on Offshore Energy .
Given the supply shock that hit the global liquefied natural gas (LNG) markets as a result of the Middle East conflict, Wood Mackenzie, an energy intelligence group, has pointed out that this disruption, which led to a gas price surge, failed to rattle Europe thanks to its investment in diversified fuels that acted as a shield, insulating it from the Gulf LNG export pause. Based on Wood Mackenzie’s analysis, which compared wholesale power and gas pricing across European and Asian markets during the 2022 Ukraine crisis and the 2026 Middle East conflict by examining generation mix changes, LNG supply additions, and price-setting mechanisms between January 2022 and April 2026, the Middle East conflict disrupted 80 million tonnes per annum (mtpa) of Gulf LNG exports. However, power markets absorbed the shock through fuel diversification, as gas prices have so far peaked at just $19/mmbtu in April 2026, compared to nearly $70/mmbtu in September 2022. The company outlines that wholesale power prices across Europe’s five major markets averaged just over €90/MWh in March 2026, largely unchanged from March 2025 and well below the €280/MWh recorded during the first months of the Ukraine crisis. The firm’s data shows the supply shock matched the scale of Russia’s 2022 curtailment in Europe. WoodMac pinpoints three factors that have contained prices, including warmer weather, which left European storage at 28% capacity at the end of March, project start-ups that added 40 mtpa of new LNG supply on an annualized basis since the beginning of 2026, and China’s LNG demand drop as the country turned to alternatives. This content is available after accepting the cookies. Hormuz shutdown ramifications: Oil price hike to hit $100 as Asia-Europe LNG battle looms According to the energy intelligence player, Spain recorded the lowest wholesale power price at €42/MWh in March 2026, supported by renewables penetration exceeding 60%, while rising solar availability enabled Germany to cut coal and gas generation from 46% in February to 39% in March. On the other hand, battery storage in Australia increased its share of price-setting from approximately 2% in early 2022 to 20% by late 2025, while gas-fired generation halved from 10% to under 5%. As gas prices eased to $15/mmbtu, only 20% above the 2025 average, Italian power prices rose 18%, Germany 5%, the UK 3% year-on-year in March 2026, while average market prices recorded declines in France and Spain of 16% and 22%, respectively. In addition, Japan’s nuclear plants now constitute 10% of supply, double the 2022 level; the Netherlands reduced coal and gas generation from 49% to 36% between February and March; and Europe’s annual generation from gas has fallen nearly 13% since early 2022. “The Ukraine war illustrated for Europe the benefits of diversifying away from volatile fossil fuels,”saidPeter Osbaldstone, Research Director, Europe Power at Wood Mackenzie. “Battery storage and renewables set prices with increasing frequency, reducing the influence of gas. That structural shift insulated power markets when this crisis hit.” Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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Maersk avvia una linea tra Mediterraneo e Baltico con scalo anche a Vado Ligure
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-04 📍 Savona it
Sul nuovo Sla Baltic Sea saranno impiegate navi con capacità tra i 4.200 e i 5.000 Teu L'articolo Maersk avvia una linea tra Mediterraneo e Baltico con scalo anche a Vado Ligure proviene da Shipping Italy .
Sul nuovo Sla Baltic Sea saranno impiegate navi con capacità tra i 4.200 e i 5.000 Teu Maersk avvierà dalla prossima settimana un nuovo servizio container tra Mediterraneo e Baltico, che in Italia toccherà il porto di Vado Ligure e nel complesso farà perno sull’hub di Tanger Med in Marocco. Il nuovo Sla Baltic Sea – attivo precisamente dall’11 maggio – raggiungerà nell’ordine Tanger Med, Gdansk, Bremerhaven, Vado Ligure, Port Said, Alexandria, Tanger Med, completando la rotazione in 35 giorni. Sulla linea – scrive Linerlytica – saranno impiegate cinque navi con capacità tra i 4.200 e i 5.000 Teu. Il debutto toccherà alla Maersk Makutu, da 4.822 Teu, che salperà da Tangeri per il primo viaggio il prossimo 11 maggio. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Fallisce anche l’ultimo attacco di Porto Livorno 2000 a Sintermar Darsena Toscana
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-04 📍 Livorno it
Respinto il ricorso volto ad ottenere un risarcimento per le autorizzazioni alla joint venture fra Grimaldi e Neri a operare anche sui ro-pax L'articolo Fallisce anche l’ultimo attacco di Porto Livorno 2000 a Sintermar Darsena Toscana proviene da Shipping Italy .
La coda del pluriennale contenzioso fra Porto Livorno 2000 e Autorità di sistema portuale labronica (peraltro suo azionista di minoranza) avente ad oggetto le autorizzazioni a Sdt – Sintermar Darsena Toscana a gestire traffico ro-pax è stata di nuovo sfavorevole alla società guidata da Moby e partecipata da Msc. La parziale tregua sottoscritta nel marzo 2025 non aveva portato quest’ultima a rinunciare ai ricorsi contro le autorizzazioni temporanee che l’ente aveva rilasciato alla rivale (partnership fra la Tdt del gruppo Grimaldi e la Sintermar del gruppo Neri) per operare fra l’agosto 2024 e tutto il 2025, anche se, emerge ora dalla sentenza del Tar in proposito, che PL2000 non ha invece impugnato la proroga di fine 2025 con cui Adsp ha assegnato ancora temporaneamente a Sdt l’accosto in radice della Darsena Toscana (prolungando le relative autorizzazioni) fino al termine del relativo procedimento concessorio. Da qui l’improcedibilità dei ricorsi decisa dal Tar, dato che quelle autorizzazioni sono arrivate a scadenza ed è quindi decaduto l’interesse di PL2000 a chiederne l’annullamento, anche se i giudici hanno deciso di pronunciarsi pure nel merito, stante l’interesse della società ricorrente in chiave di risarcimento. Anche questo verdetto, come accennato, è stato però negativo per PL2000. I giudici hanno infatti sancito come “le ragioni di inammissibilità sopra richiamate (per cui PL2000 aveva già perso i ricorsi contro le passate autorizzazioni a Sdt, ndr) continuano a sussistere ancora oggi, anche se con alcune modificazioni legate agli atti successivamente intervenuti ed a determinare l’inammissibilità delle contestazioni mosse da parte ricorrente con il ricorso ed i motivi aggiunti”. In particolare, il fatto che nel frattempo il servizio di sbarco passeggeri sia stato inquadrato da Adsp come servizio di interesse generale (senza che PL 2000 abbia mosso rilievi in proposito) non ha determinato l’esclusività alla movimentazione dei passeggeri in capo a Porto Livorno 2000. A cui, per contro, i giudici toscani, come già i colleghi del Consiglio di Stato, contestano l’ammissibilità al ricorso anche per la mancata autorizzazione (ex articolo 16) ad operare traffico ro-pax pur per essi “essendo imprescindibile che l’operatore sia in possesso anche della specifica autorizzazione prescritta dall’art. 16”. Quello di PL2000, quindi, sarebbe “l’evidente tentativo della ricorrente di costituirsi una legittimazione e un interesse alla proposizione del ricorso in un contesto e con riferimento ad un’attività che le sono sostanzialmente estranei, soprattutto per quanto già rilevato in ordine alla mancanza dei necessari titoli autorizzatori”. Da cui l’inammissibilità anche nel merito (oltre a un punto interrogativo sulla legittimità ad operare traffico ro-pax, su cui evidentemente Adsp non ha insistito, oggi come nei processi di 3-4 anni fa, essendo l’ente vigilante sulle attività di PL2000 che opera notoriamente in ambito ro-pax, pur senza un’autorizzazione ex articolo 16). ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Rinnovato a Ravenna il contratto integrativo di Sers per il ‘nuovo’ rimorchio portuale
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-04 📍 Ravenna it
Firmato da Filt Cgil e Fit Cisl, non è stato sottoscritto da Uiltrasporti che nei giorni scorsi ha proclamato lo stato di agitazione nello scalo L'articolo Rinnovato a Ravenna il contratto integrativo di Sers per il ‘nuovo’ rimorchio portuale proviene da Shipping Italy .
Firmato da Filt Cgil e Fit Cisl, non è stato sottoscritto da Uiltrasporti che nei giorni scorsi ha proclamato lo stato di agitazione nello scalo Accordo raggiunto a Ravenna tra i sindacati Filt Cgil e Fit Cisl e Sers (MedTug) sul rinnovo del contratto integrativo aziendale per il personale addetto al servizio di rimorchio nello scalo. Le due sigle lo hanno annunciato oggi, evidenziando di avere avuto “mandato dalla maggioranza dei lavoratori”, che si era già espressa a favore dell’intesa tramite una sottoscrizione con firma della relativa bozza. Non ha invece firmato l’accordo Uiltrasporti, che nei giorni scorsi aveva proclamato lo stato di agitazione per i lavoratori del rimorchio dello scalo. Il rinnovo, ricostruiscono ora in una nota Filt Cgil e Fit Cisl, “avviene dopo una lunga e difficile trattativa, durata più di un anno, con la necessità di rinnovare un contratto integrativo scaduto da ben 10 anni ed esigenze articolate sia da parte aziendale che da parte dei lavoratori”. La firma arriva peraltro nei giorni in cui sta diventando operativa la nuova concessione per il rimorchio nel porto di Ravenna, che come noto ha allargato il raggio dei servizi da assicurare. In particolare, il nuovo contratto – che salvo richiesta di indizione di un referendum da parte del sindacato non firmatario (ovvero Uiltrasporti) dovrebbe entrare in vigore automaticamente – “prevede un incremento del numero degli equipaggi in servizio dai precedenti 16 a 18 con un conseguente calo dei carichi di lavoro, riduzione dei cavi medi per equipaggio superiore al 10% e un’articolazione dei turni che nel rispetto della sicurezza a bordo garantisce 5 giorni di riposo nei 15 in cui si articola il turno”, andando a rappresentare una versione aggiornata e integrata di quello presentato dalle stesse due sigle e rigettato dalla assemblea dei lavoratori lo scorso dicembre. Dal punto di vista economico, prosegue la nota di Filt Cgil e Fit Cisl, “oltre al superamento delle precedenti differenti indennità esistenti a seconda dell’anzianità, è previsto un importante aumento annuo a fronte dell’incremento dell’indennità di produttività mensile diversificata a seconda della qualifica”. Viene inoltre istituito un premio di risultato annuale calibrato sulla base del traffico in porto, che porterà in aggiunta “mediamente dai 1.700 ai 2.300 euro per lavoratore”. A chiusura dell’accordo, le parti, inoltre, hanno definito “l’erogazione per l’anno 2025 di una cifra una tantum per i lavoratori in forza al momento del rinnovo”. La nota di Filt Cgil e Fit Cisl si chiude con l’espressione di soddisfazione per il risultato raggiunto, e l’auspicio che questo risultato “crei le condizioni per ritrovare spirito costruttivo e collaborativo all’interno dell’azienda”. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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IceWhale ZimaCube 2 Personal Cloud NAS review: A modern, high-performance network-attached storage device with plenty of room to grow
📰 TechRadar 📅 2026-05-04 en
Leaving its Kickstarter past behind, IceWhale delivers a second-generation ZimaCube 2 for those who want more of everything in an NAS.
Support for up to six hard drives and six NVMe drives gives this platform a broad foundation. Throw in TrueNAS compatibility as an alternative to ZimaOS, and the ZimaCube 2 Personal Cloud NAS has a credible claim on some serious attention. Intel i3 CPU Dual PCIe slots Thunderbolt 4 ports Four M.2 slots No locks on drive trays Awkward port locations M.2 slot speed limitations Why you can trust TechRadarWe spend hours testing every product or service we review, so you can be sure you're buying the best.Find out more about how we test. The original ZimaCube was a Kickstarter campaign by IceWhale that delivered a workable NAS with a reasonable specification. Having proven the concept, the ZimaCube 2 Personal Cloud NAS is a direct-to-retail launch that addresses several shortcomings of the original. Replacing the N100 CPU is a Core i3-1215U, an Intel 12th Generation Alder Lake chip with six cores, eight threads, 20 PCIe 4.0 lanes, and DDR5 memory support. At $799, it ships with 8GB of RAM and a 256GB NVMe SSD pre-installed, along with ZimaOS already loaded, which can be upgraded to ZimaOS+ for a small fee. Six SATA bays are ready for drives, and four M.2 slots sit in the expansion section for NVMe storage. That puts it in direct competition with the UGREEN NASync DXP6800 Pro, which costs north of $1,000, though that machine does come with an i5-class CPU. Where the ZimaCube 2 stands out is its pair of free PCIe slots, which make it straightforward to add 10GbE LAN, a discrete GPU, or additional M.2 capacity. It also accepts up to 32GB of DDR5 memory. That flexibility extends to software as well. The internal 256GB NVMe drive runs ZimaOS, a Linux-derived NAS platform, but IceWhale also supports TrueNAS for those who prefer it. On the whole, the ZimaCube 2 addresses many of the complaints levelled at the N100-powered original, while keeping the minimalist styling intact. But with memory and storage prices what they are, is it offering enough performance for buyers looking to run local AI workloads? Sign up to the TechRadar Pro newsletter to get all the top news, opinion, features and guidance your business needs to succeed! This might not be one of thebest NAS devicesfor home and small business users, but the impressive functionality and build quality make it an interesting alternative. TheZimaCube 2 is only available direct from IceWhale for $799. At that price, this Personal Cloud NAS sits above the mainstream six-bay offerings from Synology and QNAP but below their higher-end units with comparable processing power. TheQNAP TS-664in the same bracket uses a Celeron N5105. Neither offers Thunderbolt 4 nor any of the open-platform flexibility. The Synology DS1825+ is an eight-bay machine that also ships without 10GbE as standard, uses the same AMD Ryzen V1500B with four cores, and comes with 8GB of DDR ECC. Synology asks $1,149.99 for the privilege. The DS1621+ is now end-of-line and has not been replaced. The only six-bay DS series NAS Synology currently offers is the ageing DS620slim, built for 2.5-inch drives. Closer in price is the five-bay DS1525+, at $799.99. That gets you the same AMD Ryzen V1500B, the same 8GB of DDR4 ECC, two M.2 slots, USB-C (not Thunderbolt), and a single proprietary PCIe expansion slot with Gen3 x2 lanes. Networking is dual 2.5GbE, though you can add higher speeds via the PCIe slot with a $109.99 E10G22-T1-Mini card. It is worth noting that since Synology began restricting compatible drives to its own-brand range, you can no longer use third-party M.2 SSDs in these machines. Synology's own SSDs arrive in remarkably small capacities and at eye-watering prices. The SNV5420-400G Enterprise Series M.2 NVMe SSD, a 400GB drive with a 650MB/s write speed, costs $484.99. If Synology is still positioning itself as a prosumer and small-business NAS vendor, its pricing makes that argument difficult to sustain. Asustor has the Lockerstor 6 Gen3 AS6806T, a six-bay machine with a Quad-Core AMD Ryzen Embedded V3C14, 2.5GbE LAN ports, the option to add 10GbE via PCIe, and four M.2 slots. It lacks Thunderbolt but does support USB4. Asustor wants $1,539.99 for that, which puts it on par with the ZimaCube 2 Pro. A more balanced comparison is with Ugreen, which launched its iDX series at CES 2026 with Intel Core Ultra 7 processors, dual 10GbE, and Thunderbolt 4 at competitive prices. Those units are entering the market at the same time as the ZimaCube 2, and their specifications closely overlap with those of the ZimaCube 2 Pro. From Ugreen, and currently on offer, $679.99 gets you the four-bay NASync DXP4800 Pro, which uses the i3-1315U, comes with 8GB of DDR5 RAM, 10GbE and 2.5GbE LAN, and dual M.2 slots running at Gen 4x4. It lacks Thunderbolt and has two fewer bays, but the processor is 13th Gen rather than 12th. Six bays from Ugreen means stepping up to the NASync DXP5800 Pro, which uses the i5-1235U found in the ZimaCube 2 Pro. It comes with dual 10GbE LAN, 8GB of RAM, dual PCIe Gen4x4 M.2 slots, two Thunderbolt 4 ports, and a single PCIe x4 slot. The asking price is $1,027.99. The ZimaCube 2 Pro costs $1,299 and comes with 16GB of memory. Circling back to the ZimaCube 2, the pricing is reasonable for what you get, particularly when compared to Asustor or Synology. Model: ZimaCube 2 Personal Cloud NAS CPU: Intel i3-1215U, 6 Cores, 8 Threads GPU: Intel UHD Graphics (64 EUs), Intel Alder Lake-UP3 GT1 NPU: N/A RAM: 1x 8GB LPDDR5 (upgradeable to 32GB) Internal Storage: 256GB SSD for ZimaOS SATA Storage: 6 bays (3.5 or 2.5 inch) M.2 Storage: 4 slots M.2 2280/2242/2230 NVMe PCIe 4.0 Ports: 2x Thunderbolt (USB-C) 40Gbps, 4x USB 3.0 USB-A, 1x USB 3.0 USB-C, 1x HDMI 2.0b, 1x DisplayPort 1.4, 1x 3.5mm audio jack, 1x PCIe 4.0 slot (x16 physical, x4 lanes), 1x PCIe 3.0 (x4 physical, x2 lanes) Networking: 2x RJ45 2.5GbE LAN OS: ZimaOS 1.61 Max Capacity: 6x 32TB SATA (192TB) + 4x 8TB M.2 (32TB) RAID Modes: JBOD / Basic / RAID 0 / RAID 1 / RAID 5 / RAID 6 / RAID 10 PSU: External 19V 11.58A 220W Dimensions: 240 x 221 x 220mm (LxWxH) Weight: 7.4kg (including the PSU) From the outside, the ZimaCube 2 looks remarkably similar to the original. It is the same size, the same aluminium box, with storage below and the system above, which makes sense from a heat management perspective. The six front-loading SATA bays sit behind a plastic grille held in place by magnets, but there is no obvious way to remove it. The designer left no tab to pull it or get a fingernail underneath. Having removed it a couple of times, I would be more likely to leave the grille in the box than deal with it repeatedly. With the grille off, there are six vertically mounted drive trays and a seventh for the four M.2 drives. The trays were a disappointment on several counts. They are not lockable and require screws, regardless of whether you are fitting 2.5- or 3.5-inch drives. Virtually every branded NAS maker now offers tool-less 3.5-inch trays, and installing 24 screws for a full build is a tedious way to spend an afternoon. Extracting the M.2 bay means unscrewing a retained thumbscrew, but that alone is not enough to pull it free. Getting it out required me to remove bay six first, just to find something to grip. These are the sort of issues that should have been caught at the prototype stage. Another carry-over from the original is the placement of the ports 14cm up the cube. Three USB 3.0 ports sit on the front (two USB-A, one USB-C), alongside an audio jack and the power button. Around the back are the power inlet and reset hole, dual 2.5GbE LAN ports, dual Thunderbolt 4, dual USB 3.0 Type-A, DisplayPort 1.4, and HDMI 2.0 video outputs. The problem with routing USB and Thunderbolt cables from mid-height is that most external drives ship with cables that are not long enough to reach a desk without some awkward draping. Placing the ports on top would not be much better. This is why most NAS designs put the mainboard, and its associated ports, at the base. The upside of IceWhale's approach is that the system is genuinely easy to access. Remove four screws, lift the top, and everything is exposed: the DDR5 SODIMMs, the two PCIe slots, the CPU cooler, and an unoccupied M.2 slot on the motherboard. What I found slightly odd is that there are no fans pushing or pulling air through this area, only small perforations in the sides and rear. Warm air will naturally rise and collect where the system lives, but there is no active mechanism to extract it. The CPU cooler in this model is noticeably larger than the one in the original ZimaCube, which helps, but once the heat leaves the chip, it still has nowhere obvious to go. Keeping the same enclosure no doubt reduced the cost of bringing the ZimaCube 2 to market. But the fact that almost none of the physical design problems have been addressed is hard to overlook. More than anything else, the N100 processor is what damaged the original ZimaCube. Intel gave that chip just nine PCIe lanes, which was simply not enough to service six hard drives, USB ports, and dual 2.5GbE LAN simultaneously. The ZimaCube 2 swaps that for the Intel i3-1215U, a CPU with six cores, eight threads, and, critically, 20 PCIe 4.0 lanes. Since those lanes are PCIe 4.0 rather than PCIe 3.0, the total available bandwidth is more than four times what the N100 could offer. The architecture splits those six cores into two performance cores with hyperthreading and four efficiency cores, giving eight simultaneous threads in total. That is not as capable as the ZimaCube 2 Pro, which uses the i5-1235U with ten cores, but it is more than sufficient for the typical NAS workload mix. In practice, the ZimaCube 2 can handle Docker containers, media transcoding, RAID rebuilds, and light virtualisation running concurrently, without the processor becoming the obvious throttle. That said, the 20 lanes have to stretch across a lot of hardware. The bandwidth consumers include two M.2 slots on the mainboard, four M.2 slots on the bay-seven riser, two PCIe slots, six SATA drives, all the USB ports, dual 2.5GbE LAN, and the two 40Gbps Thunderbolt 4 connections. That is why there is no 10GbE LAN port included on the standard model. The four M.2 slots in the expansion bay also deserve some clarity. Each runs at PCIe Gen 3 x1, which gives an individual bandwidth ceiling of around 800MB/s per slot. That is adequate for tiering or caching, but it is not the full-speed NVMe performance the slot count might suggest. Users expecting PCIe 4.0 x4 speeds will be disappointed. Those planning to use them as high-capacity supplementary storage on top of a SATA array will find them perfectly serviceable. The obvious answer to both the missing 10GbE port and the slow M.2 slots is the PCIe expansion slot, but what those slots appear to offer and what they actually deliver is worth clarifying. The larger x16 slot looks as though it could take a low-profile video card, but electrically it is only PCIe 4.0 x4. Each lane delivers 2GB/s, so there is enough bandwidth for a single PCIe Gen4x4 NVMe drive or two 10GbE LAN ports. The second PCIe slot is physically x4 but electrically only two lanes of PCIe 3.0. IceWhale sells an accessory card for this slot, with two M.2 2280/2242/2230 positions, though it was designed for PCIe 4.0 and would perform better in the x16 slot. With two PCIe 4.0 NVMe drives on that card, each would get around 4GB/s. There is also a PCIe to 2.5GbE Ethernet adapter available, offering a relatively inexpensive way to add network bandwidth if your infrastructure supports channel bonding. Alternatively, Thunderbolt adapters can deliver 5GbE or even 10GbE if you need it. It is hard to overstate how much of an improvement the i3 represents over the N100. The bandwidth increase alone unlocks possibilities that simply were not available before. Even so, this is 12th Gen Intel silicon built on Intel's 10nm Enhanced SuperFin process, a considerable distance behind the Series 100, 200, and 300 silicon Intel currently ships. There are no AI accelerator components here whatsoever. Ugreen's iDX series has moved to the Intel Core Ultra 7 255H, rated at 96 TOPS. Neither the ZimaCube 2 nor the Pro model can compete with that, so if running a local LLM on your NAS is the goal, this is not the right machine. One last point worth flagging is the memory configuration. The machine ships with a single 8GB DDR5 module. There is a free slot, so getting to 16GB is straightforward, but a single module means the NAS is not running in dual-channel mode. DDR5 4800MT/s is inherently dual-channel in specification, but most systems only enable it with two modules fitted. Adding a matching module would noticeably improve memory bandwidth. IceWhale states the system accepts two 32GB modules for a maximum of 64GB, which is four times the total in the N100. At current RAM prices, most buyers are unlikely to go that far, but there is headroom if needed. The ZimaCube 2 platform is a significant step forward from the original. The problem is that the NAS market has moved forward, and some of the competition is now ahead of where this machine has landed. ZimaOS arrives pre-installed and boots straight to a browser-based dashboard, with no keyboard or monitor required during setup, provided the machine finds a network connection. The interface has matured considerably since the early CasaOS days. Drive management, RAID configuration, Docker container deployment, and an app store covering Plex, Jellyfin, Immich, Photoprism, Home Assistant, and several hundred more are all accessible from the same web UI, with no command line needed. Compared to the relatively limited app selection that Ugreen currently offers, ZimaOS looks well-stocked. Plex, Home Assistant, Jellyfin, Nextcloud, Syncthing, Pi-hole, Portainer, Tailscale, and WordPress are all there. It is worth noting, though, that most of these apps are not native ZimaOS applications. When you launch them, they open as web-based applications with their own port numbers rather than appearing within the main system interface. That suggests the App Manager is essentially managing pre-configured Docker installations behind the scenes. There is a reasonable argument that with tools like Portainer now widely available, the concept of native applications matters less than it once did. That was previously one of the strongest selling points for Synology. What ZimaOS does is make Docker installs feel as seamless as native apps while still delivering the functionality users actually want. What users do not want is an unexpected bill. The introduction of a paid ZimaOS Plus tier, priced at $29 for life, has generated debate in the community. IceWhale frames it as a contribution to sustainable development rather than a subscription, and states that a third of licence revenue is distributed back to community contributors. Core functionality for most home users is available without the Plus licence. The paid tier unlocks unlimited disk support, unlimited users, and certain advanced features. Whether that feels fair depends on how much of the Plus tier a given user actually needs. Given the overall cost of the machine, asking for a licence on top feels like a second bite of the cherry. If you don’t pay the extra $29, you get a version of ZimaOS that can support a maximum of four disks and three users. And, although basic RAID is available in the free version, Plus enables advanced configurations for better redundancy and data protection, including enhanced support for ZFS and larger storage arrays. There are also enhancements in remote access, backup/sync and priority support. It’s worth noting that the license is ‘lifetime’, but it applies only to that specific hardware, not to any other ZimaOS devices. That said, the cost and the debate can both be sidestepped entirely. The platform was designed with OS flexibility in mind, and TrueNAS, Unraid, Proxmox, and OpenMediaVault all run without modification. pfSense and OPNsense are options for anyone wanting to repurpose the hardware as a network appliance. The case for buying the ZimaCube 2 Standard over its predecessor rests almost entirely on the Core i3-1215U. The original ZimaCube's N100 was a four-core, low-power processor with nine PCIe 3.0 lanes, which proved wholly inadequate for a six-bay NAS running dual 2.5GbE networking alongside M.2 storage and any active workload. The i3-1215U changes things fundamentally. Six cores and eight threads with 20 PCIe 4.0 lanes means the bus contention that plagued the N100 is no longer a concern. Docker containers and media transcoding can now run at the same time without the processor struggling, and the system can handle light virtualisation on top of that. Networking on the standard model tops out at dual 2.5GbE, which in practical terms means a ceiling of around 280MB/s per port. For home backup, media streaming to multiple devices, and general file serving, that is adequate. For workloads demanding higher throughput, the Thunderbolt 4 ports offer a direct-attach path at up to 40Gbps, which is a meaningful alternative to 10GbE for single-machine workflows. Anyone wanting permanent 10GbE over the network will need the Pro model, or will need to use the PCIe 4.0 slot for a 10GbE card. These are not expensive, and you are not limited to IceWhale-approved options. From a performance standpoint, the weak link in the ZimaCube 2 is the M.2 expansion section. Gen 3 x1 per slot does not offer a dramatic improvement over SATA SSD speeds. If you plan to use the slots for hard drive caching, one slot for reads and one for writes, the speeds are acceptable. For anything more demanding, the PCIe 4.0 slot is again the route to better performance. And that is the underlying tension. The PCIe 4.0 slot is the answer to the 10GbE question, the faster M.2 question, and the GPU question. But there is only one of them. Giving this machine four times the bandwidth of its predecessor turned out not to be quite enough. The ZimaCube 2 is a much better machine than the original, but several problems have been carried straight over from the first generation without being fixed. IceWhale seems committed to the cube form factor, even though NAS buyers generally do not care what shape their hardware is. What is telling is that the team listened carefully to criticism of the N100 processor and acted on it, yet largely ignored feedback about the missing drive tray locks and the awkward port placement. Perhaps the third generation can fix what this one has not, while still keeping the distinctive shape. In other respects, the ZimaCube 2 is the machine the original should have been. Swapping the N100 for the Core i3-1215U removes the architectural ceiling that undermined the first generation, and Thunderbolt 4 gives the standard model a high-speed access path that partially offsets the 2.5GbE networking limitation. The M.2 expansion section is slower than its slot count implies, and 8GB of RAM is tight for a machine capable of running Docker containers alongside a six-bay RAID array. But both are straightforward to fix, and the open platform means the hardware is not held back by the software running on it. At $799, this is a genuinely compelling option for anyone who wants a capable, expandable, properly hackable six-bay server without paying Pro prices. Value Lots of features, a solidly built 4 / 5 Design Repeat of the first ZimaCube 3.5 / 5 Features Six bays, six M.2 slots and PCIe expansion 4 / 5 Software Workable OS once you have paid extra for + option 4 / 5 Performance Limited by the 2.5GbE LAN ports and Gen3x1 M.2 slots 3.5 / 5 Overall Plenty of possibilities in one NAS 4 / 5 You want something flexibleThe ability to configure this system in numerous ways is undoubtedly a strong point. It has enough processing power for multiple functions, and you can expand storage, memory and network bandwidth as required. You like value for moneyWhile it isn’t cheap exactly, what you get for the asking price is impressive when compared to some name brands. The quality of construction is high, and you can easily upgrade many aspects. You want an AI-capable NASIceWhale do include some AI tools in the apps store for ZimaOS, the processor in this NAS doesn’t have a dedicated NPU. What you can do is add a low-profile video card, like the Nvidia RTX Pro 2000 included in the Creator Pack version of the ZimaCube 2, boosting the Compute functionality. But that costs $2499.99, for a system with an i5 CPU and 64GB of RAM. You want 10GbE networking out of the boxIt is possible to put a 10GbE network card in this system, but that takes up the PCIe slot that you might want for a graphics card or faster M.2 slots. Without the 10GbE card you are limited to dual 2.5GbE LAN ports. For more NAS solutions we've collated thebest NAS hard drivesaround Mark is an expert on 3D printers, drones and phones. He also covers storage, including SSDs, NAS drives and portable hard drives. He started writing in 1986 and has contributed to MicroMart, PC Format, 3D World, among others. 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Porto dell’Etna di Riposto / "Vela & Salute", la Lega Navale Italiana coinvolge 160 studenti - La Voce dell'Jonio
📰 La Voce dell'Jonio 📅 2026-05-04 📍 Catania it
Porto dell’Etna di Riposto / "Vela & Salute", la Lega Navale Italiana coinvolge 160 studenti La Voce dell'Jonio
Si è svolta al Porto dell’Etna – Marina di Riposto la tappa del progetto ‘Vela & Salute’, iniziativa della Lega Navale Italiana inserita nel programma nazionale ‘Mare di Legalità’, che ha fatto registrare una straordinaria partecipazione di autorità civili, militari e religiose, oltre che di numerosi studenti provenienti da istituti di ogni ordine e grado. Una giornata – illustra una nota stampa – all’insegna del mare, dell’educazione e dell’impegno civile, che ha coinvolto circa 160 ragazzi in un percorso formativo fatto di esperienze dirette, attività di inclusione, sensibilizzazione ambientale e momenti dedicati alla prevenzione sanitaria. Gli studenti hanno avuto l’opportunità di vivere il mare da protagonisti, salendo a bordo delle imbarcazioni della legalità, sottratte al malaffare e restituite alla collettività. E visitando le unità navali della Guardia di Finanza, presenti con due motovedette. L’iniziativa si è arricchita anche grazie alla collaborazione con l’Istituto di Istruzione Superiore ‘Amari Rizzo Pantano’. Questo ha aperto le porte del Nautico e del suo planetario, offrendo ai ragazzi un’esperienza formativa ancora più completa e coinvolgente. Una bella opportunità per i ragazzi di vivere il mare Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Lega Navale Italiana di Riposto, Giuseppe Ballistreri. “Anche quest’anno abbiamo partecipato a questa meravigliosa manifestazione. Io devo ringraziare il Marina di Riposto, che ci ospita oggi in questo bellissimo porto. La dirigente scolastica dell’Istituto ‘Amari Rizzo Pantano’ Rosalba Mingiardi che ci ha dato la possibilità di visitare il Nautico e il suo bellissimo planetario. Poi il capitano Cannella della Guardia di Finanza, che oggi ha portato qui due motovedette, dando così la possibilità ai ragazzi di visitare anche queste imbarcazioni. E poi devo dire grazie ai nostri soci che sono sempre disponibili, lungimiranti. E oggi con le nostre tre imbarcazioni confiscate al malaffare danno l’opportunità a questi ragazzi di vivere una giornata diversa al mare”. Un’iniziativa che coniuga educazione, legalità e attenzione alla salute A sottolineare il valore dell’iniziativa anche il delegato regionale per la Sicilia Orientale della Lega Navale Italiana. “Vela & Salute è un progetto che unisce cultura del mare, inclusione e prevenzione sanitaria – ha detto il Contrammiraglio Agatino Catania. E offre ai giovani e ai soggetti più fragili la possibilità di vivere il mare senza barriere. È inquadrato in un progetto più ampio che si chiama ‘Mare di Legalità’, di respiro nazionale voluto fortemente dal nostro presidente nazionale, l’ammiraglio Donato Marzano. Quest’anno il format è stato ampliato, dalla navigazione costiera lungo la Sicilia Orientale a tutta la nostra bellissima isola. Toccheremo tredici porti grazie al supporto della prof.ssa Daniela Gemelli, la mia omologa delegata per la Sicilia Occidentale. I ragazzi si sono alternati in mare, in attività di inclusione, di divulgazione della cultura dell’ambiente marino, a cura di un nostro partner molto importante, ‘Mare Vivo’. E in attività di prevenzione sanitaria con la Società Italiana di Urologia e la Federazione Italiana Medici Pediatri. Un’iniziativa – ha concluso – che coniuga educazione, legalità e attenzione alla salute, coinvolgendo centinaia di studenti in attività concrete e formative”. La tappa di Riposto, seconda del percorso dopo la partenza da Catania, conferma così il valore di un progetto che coniuga educazione, legalità e inclusione. E offre ai giovani un’occasione concreta di crescita e consapevolezza, attraverso il contatto diretto con il mare e i suoi valori più autentici.
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Porti Verdi AdSP Mare Adriatico 2026: 100% Fondo Perduto per Mezzi Elettrici - Incentivimpresa
📰 Incentivimpresa 📅 2026-05-04 it
Porti Verdi AdSP Mare Adriatico 2026: 100% Fondo Perduto per Mezzi Elettrici Incentivimpresa
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Norwegian Pearl inaugura la stagione crocieristica 2026 a Porto Corsini - PortoRavennaNews
📰 PortoRavennaNews Media 📅 2026-05-04 it
Norwegian Pearl inaugura la stagione crocieristica 2026 a Porto Corsini PortoRavennaNews
Norwegian Pearl, la nave della compagnia Norwegian Cruise Line, ha ormeggiato alle 6 di questa mattina al terminal crociere di Porto Corsini. Ripartirà alle 17 di oggi.Come comunicato dall'agenzia Mirco Santi, proveniva da Spalato in Croazia ed è diretta al porto di Bar in Montenegro.A bordo oltre 1000 membri di equipaggio e 2419 passeggeri.La nave ha inaugurato la stagione 2026 dello scalo, che prosegue domani, lunedì 4 maggio, con Silver Muse della compagnia di navigazione Silversea. © copyright Porto Ravenna News
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