Aggregatore notizie

Porti & ambiente — le notizie raccolte

Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 4854 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.

Articoli per area ambientale
reset
Stop al lavoro all'aperto nelle ore più calde, Acquaroli firma l'ordinanza
📰 ANSA.it Alta 📅 2026-06-22 it Salute · ambiente
Stop al lavoro all'aperto tra le 12,30 e le 16,00, nei giorni e nelle aree in cui la piattaforma Worklimate segnala un rischio "alto" di esposizione al sole per chi svolge attività fisica intensa: è la misura centrale dell'ordinanza firmata oggi dal presid...…
Stop al lavoro all'aperto tra le 12,30 e le 16,00, nei giorni e nelle aree in cui la piattaforma Worklimate segnala un rischio "alto" di esposizione al sole per chi svolge attività fisica intensa: è la misura centrale dell'ordinanza firmata oggi dal presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, per fronteggiare l'emergenza caldo nei luoghi di lavoro all'aperto. Il provvedimento entra in vigore mercoledì 24 giugno e resterà valido fino al 31 agosto, introducendo un sistema di tutela flessibile legato al rischio climatico effettivamente registrato sul territorio.Tra i settori più coinvolti figurano l'agricoltura e il florovivaismo, i cantieri edili e navali all'aperto, le attività portuali, le cave e la logistica, in particolare le operazioni di movimentazione, deposito, carico e scarico merci in aree scoperte. Attenzione specifica viene dedicata ai lavoratori delle consegne con bicicletta o bicicletta a pedalata assistita, per i quali gli organizzatori del servizio dovranno adottare misure contro lo stress termico e garantire dotazioni di protezione adeguate.L'ordinanza fa salvi eventuali provvedimenti dei sindaci sul territorio comunale, purché non in contrasto con le linee regionali, e gli accordi aziendali o sindacali più favorevoli ai lavoratori. Per le opere strategiche, come i cantieri del Pnrr e quelli della ricostruzione post-sisma, sono previste soluzioni organizzative flessibili, con la possibilità di anticipare le attività al mattino o di prolungarle in serata. Il divieto non si applica alle pubbliche amministrazioni e ai concessionari di pubblico servizio impegnati in interventi urgenti di pubblica utilità, protezione civile o salvaguardia della pubblica incolumità, sempre con l'adozione di misure per contenere il rischio termico. La Regione raccomanda inoltre ai Comuni marchigiani di valutare deroghe temporanee ai regolamenti sui limiti di rumore, per favorire lo spostamento dei lavori nelle ore più fresche della giornata.Il testo dell'ordinanza sarà diffuso a Prefetture, Comuni, Province, Aziende sanitarie territoriali, Inail, Inps, Ispettorati territoriali del lavoro, Università e Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale."Si tratta di una risposta concreta a una situazione che ormai si ripete ogni anno e che sta diventando una condizione strutturale destinata a ripresentarsi con sempre maggiore frequenza e intensità durante la stagione estiva. - ha detto Acquaroli - L'atto adotta una strategia precisa per ridurre i rischi legati all'esposizione prolungata al caldo estremo, soprattutto nei cantieri e nelle attività all'aperto, dove le alte temperature possono incidere significativamente sulla salute e sulla sicurezza delle persone". Riproduzione riservata © Copyright ANSA Da non perdere Condividi
→ Apri originale
Da Cagliari a Capo Spartivento oltre il mare turchese, tra saline, foreste e miniere
📰 Il Sole 24 Ore Alta 📅 2026-06-22 📍 Cagliari it Rumore · acque · biodiversità Salute · ambiente
E’ un territorio che racconta storie millenarie come quelle del Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline, del Sarrabus con la Foresta Demaniale dei Settefratelli e del Cammino Minerario di Santa Barbara
Ascolta la versione audio dell'articolo 4' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact english@ilsole24ore.com Chi arriva nel sud della Sardegna cerca quasi sempre il mare e le spiagge, ma è sufficiente spostare lo sguardo per immergersi in scenari diversi fatti di saline, boschi, antiche miniere. Un territorio capace di sorprendere e raccontare storie millenarie, da scoprire attraverso alcune delle esperienze più interessanti da sperimentare nell’area meridionale dell’isola. Chiedilo al Sole Le domande sono suggerite automaticamente da 24Ore AI sulla base del contenuto visualizzato. Domande di approfondimento generate da 24Ore AI Dove nasce l’antico legame con il sale A Cagliari l’attività di estrazione del sale ha rappresentato per un lungo periodo una delle principali risorse economiche della città. Le tracce di questa storia millenaria, documentata già in epoca fenicia, si seguono ancora oggi specialmente in due luoghi: il Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline, un’oasi protetta nata dopo un percorso di trasformazione quando l’attività salifera si è fermata nel 1985, e le Saline Conti Vecchi, ancora attive nello stagno di Santa Gilla. Tra gli specchi d’acqua del Molentargius (il cui nome deriva dal termine sardo che indicava gli asini che trasportavano il sale) là dove un tempo si estraeva il sale, la presenza degli edifici industriali testimonia ancora le tracce della produzione dei primi anni del Novecento, oggi si cammina in un ecosistema con la maggiore biodiversità avifaunistica della Sardegna. Un’area umida riconosciuta come il principale sito di nidificazione dei fenicotteri nel bacino del Mediterraneo; un’oasi naturalistica che può essere esplorata in autonomia, o con visite guidate, a piedi e in bicicletta. Pochi chilometri più a ovest, nello stagno di Santa Gilla, le Saline Conti Vecchi, tutelate e valorizzate dal FAI, raccontano l’antica tradizione salifera sarda. Qui, con il percorso di visita che si snoda tra montagne di sale che abbagliano con il riflesso del sole, vasche e antichi edifici industriali, si conosce la storia iniziata alla fine degli anni Venti grazie alla visione dell’ingegnere Conti Vecchi che, attraverso un progetto di bonifica e valorizzazione dello stagno, trasformò l’area in uno dei più importanti complessi produttivi dell’isola. Loading... Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline. Foto Erika Scafuro Nel regno del cervo sardo Lasciata alle spalle la costa cagliaritana e dirigendosi verso l’entroterra sud orientale della Sardegna, si raggiunge il territorio del Sarrabus. È qui che si estende rigogliosa la Foresta Demaniale dei Settefratelli, così chiamata dal numero delle vette che costituiscono il massiccio montuoso che si estende nei comuni di Sinnai, Burcei, Castiadas e San Vito. Un’area protetta di quasi diecimila ettari capace di immergere nella natura più sorprendente dell’isola: boschi di lecci, sughere e macchia mediterranea si alternano e si integrano, dando vita ad un ambiente ricco di biodiversità popolato da numerose specie animali, tra cui il cervo sardo è senza dubbio la più rappresentativa. Introdotto in Sardegna circa ottomila anni fa, questo animale è così rappresentativo della fauna isolana da essere celebrato con uno spazio espositivo e didattico a lui dedicato. Il Museo del cervo sardo, che si trova presso il centro servizi del Settefratelli in località Campu Omu, immerge il visitatore nella vita e nella storia di questo regale mammifero. Particolarmente apprezzata da chi ama le escursioni a piedi e in mountain bike, la Foresta dei Settefratelli dispone di una vasta rete sentieristica. Un primo approccio agli ambienti che caratterizzano l’area, può essere quello di percorrere il sentiero natura che si sviluppa nei dintorni di Campu Omu oppure visitare il giardino botanico di Maidopis, dove è possibile approfondire gli aspetti floristici e faunistici che rendono unico il complesso dei Settefratelli. Paesaggio del Sarrabus Sardegna. Foto Erika Scafuro A passo lento lungo gli antichi sentieri dei minatori La Sardegna meridionale è legata anche al suo passato minerario, che ne costituisce un importante tratto identitario. Uno dei modi migliori per coglierlo è percorrere il Cammino Minerario di Santa Barbara, un itinerario escursionistico che porta alla scoperta della millenaria storia mineraria della Sardegna e del patrimonio naturalistico, storico, culturale dei territori del Sulcis-Iglesiente-Guspinese. Lungo circa cinquecento chilometri, e suddiviso in trenta tappe, il percorso ad anello parte da Iglesias e può essere affrontato nella sua interezza, oppure in parte per alcuni tratti. Si cammina lungo antichi sentieri battuti dai minatori, con la costante presenza delle chiese dedicate alla loro patrona, santa Barbara, fra tracce di giacimenti e villaggi minerari, come Nebida, Montevecchio, e testimonianze di archeologia industriale che raccontano l’attività mineraria del territorio, emblematico in questo senso è Porto Flavia, sito minerario che sbuca dalla roccia a picco sul mare. Il Cammino Minerario di Santa Barbara è un’esperienza a passo lento che unisce storia e natura, si attraversano paesaggi costieri, si raggiunge anche il celebre faraglione di Pan di Zucchero, spiagge, borghi in cui il mare è protagonista - il percorso fa tappa anche a Carloforte, sull’isola di San Pietro, e Sant’Antioco – ma anche foreste rigogliose, montagne come il massiccio del Marganai e luoghi sorprendenti di cui sono esempio le grotte Is Zuddas, nel comune di Santadi. Parco Molentarius Cagliari. Foto Erika Scafuro Dove il mare sembra dipinto Dopo aver scoperto saline, foreste e antichi siti minerari, è il mare a catturare l’attenzione, riportando lo sguardo verso lo scenario più celebre della Sardegna meridionale. Lunghi litorali di sabbia candida, fondali di acqua cristallina, dune modellate dal vento e pinete ombreggiate rendono inconfondibile questo tratto di costa. Il viaggio alla scoperta di questo paesaggio può iniziare già alle porte di Cagliari, con gli otto chilometri della spiaggia cittadina de il Poetto e un mare che si tinge di sfumature sempre diverse, seguendo il ritmo della luce dall’alba al tramonto. Tonalità che si susseguono lungo tutta la costa orientale della Sardegna, non sorprende quindi che la spiaggia di Mari Pintau, nel territorio di Quartu Sant’Elena, debba il suo nome ad un mare che sembra dipinto; per raggiungere poi Villasimius, una delle località balneari più rinomate del sud della Sardegna, che ospita calette e spiagge altrettanto suggestive, come quella di Cala Sinzias, nel territorio di Castiadas, dove una lunga distesa di sabbia fine incontra un mare dai luminosi riflessi turchesi. Non è da meno, per fascino e suggestione, il tratto di costa che abbraccia il versante sud-occidentale della Sardegna. Un paesaggio dominato dalle celebri spiagge caratterizzate da dune modellate dal vento, come quelle di Piscinas e Porto Pino, cui si affianca la varietà di litorali e calette dell’arcipelago del Sulcis con l’isola di San Pietro e la località di Sant’Antioco. Proseguendo nuovamente verso Cagliari, lo sguardo si posa sul versante più celebre della Sardegna, dove si incontrano scenari iconici come la spiaggia di Tuerredda, Chia e il promontorio di Capo Spartivento. Un alternarsi di mare cristallino e sabbia candida che racconta tutta la straordinaria varietà della sorprendente costa meridionale della Sardegna.
→ Apri originale
Inchape launches US forwarding service
📰 The Loadstar Alta 📅 2026-06-01 📍 Jebel Ali en Salute · ambiente
Leading global port agency provider Inchape Shipping services is moving into the US freight forwarding sector after receiving its Ocean Transportation Intermediary (OTI) license from the Federal Maritime Commission (FMC). The FMC license means Inchcape can operate in the US as an NVOCC [non-vessel operating common carrier], allowing it to issue its own House Bills of Lading, consolidate shipments, and negotiate directly with ocean carriers to secure space and rates for ... The post Inchape launches US forwarding service appeared first on The Loadstar .
Leading global port agency provider Inchape Shipping services is moving into the US freight forwarding sector after receiving its Ocean Transportation Intermediary (OTI) license from the Federal Maritime Commission (FMC). The FMC license means Inchcape can operate in the US as an NVOCC [non-vessel operating common carrier], allowing it to issue its own House Bills of Lading, consolidate shipments, and negotiate directly with ocean carriers to secure space and rates for shippers. “Becoming an FMC-licensed NVOCC is a major milestone for Inchcape Shipping Services and for the customers we serve,” said Irem Gokmen, regional CEO Americas of Inchcape Shipping Services. “This license reflects our commitment to operating at the highest standards of compliance, transparency, and service. “With our NVOCC offering, we can give shippers more control, more flexibility, and more competitive options for moving cargo to and from the United States,” she added. In the initial phase, Inchape will offer both full- and less-than-container load shipments to shippers as well as other forwarders. Securing the OTI license, which is mandatory to issue Bills of Lading, involves a process that requires applicants to demonstrate financial responsibility, regulatory knowledge, and operational readiness. “Our customers expect a partner they can rely on, especially when navigating the complexity of international ocean freight,” said Gerard Bradley, Director Americas Liner. “Being FMC-licensed isn’t just a regulatory checkbox, it’s a signal of trust. We’re proud to bring that trust into a new chapter of service,” he added. It is not the first time the firm has flirted with the freight forwarding sector. In 2018 it was acquired by the Dubai government which launched ISS Global Forwarding out of it. However,its ownership was transferred once againwhen it was bought by UK private equity platform Epiris in 2022. Inchape CEO at that time, Frank Olsen, said: “This investment by Epiris represents a rejuvenation of the company, enabling us to build on our solid business foundation, accelerate benefit realisation and unlock significant upside potential. “Inchcape can now move forward with deployment of capital to realise its strategic goal to become an aggregated platform in the maritime services industry and thereby accelerate realisation of benefits for our customers,” he added.
→ Apri originale
Gdf di Rovigo sequestra una discarica abusiva di 4mila metri quadri
📰 ANSA.it Alta 📅 2026-05-27 📍 Venezia it Salute · ambiente
La Gdf di Rovigo ha scoperto nel parco del Delta del Po, nel comune di Porto Viro, un'area rurale di oltre 4mila metri quadri adibita a vera e propria discarica abusiva di rifiuti, compresi i cosiddetti rifiuti speciali e pericolosi. (ANSA)
La Gdf di Rovigo ha scoperto nel parco del Delta del Po, nel comune di Porto Viro, un'area rurale di oltre 4mila metri quadri adibita a vera e propria discarica abusiva di rifiuti, compresi i cosiddetti rifiuti speciali e pericolosi. L'area, composta da quattro terreni e da un'abitazione privata, è stata perquisita su disposizione della procura rodigina ed è emerso che la casa era "stracolma", scrive la Gdf in una nota, di materiale come bombole del gas, oli esausti, e batterie. All'esterno vi era invece "una vera e propria distesa di imbarcazioni, motori per piccoli natanti, carcasse di auto e materiale di risulta edile".L'attività di perquisizione è stata eseguita con il personale di Arpa Veneto per la caratterizzazione e classificazione del materiale rinvenuto, oltre che per la valutazione dell'inquinamento del suolo e della falda acquifera sottostante, rilevata la presenza nel sito anche di carburanti e oli lubrificanti. Sul materiale sono in corso accertamenti. I cinque proprietari dell'area sono risultati privi dei titoli autorizzativi previsti dal Testo Unico Ambientale né è stata rinvenuta alcuna documentazione attestante la tracciabilità dei rifiuti. Per questo sono stati denunciati e la presunta discarica abusiva è stata posta sotto sequestro.L'operazione dei finanzieri con gli specialisti della Reparto Operativo Aereonavale della Gdfdi Venezia, si è sviluppata a seguito del monitoraggio svolto su terra, cielo, ambiente marino e fluviale dalle pattuglie e unità "117" per prevenire e contrastare gli illeciti di natura ambientale nella zona.Presenti sul posto anche i vigili del fuoco per mettere in sicurezza l'intero sito, vista le numerose bombole di Gpl, metano e acetilene abbandonate nella discarica abusiva. Riproduzione riservata © Copyright ANSA Da non perdere Condividi
→ Apri originale
I numeri delle assicurazioni marittime migliorano ma il Golfo Persico aumenta premi e incertezze
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-06-25 it Salute · ambiente
Secondo il Safety and Shipping Review di Allianz bloccate dentro lo Stretto di Hormuz ci sono 1.150 navi per un controvalore stimato in 125 miliardi di dollari L'articolo I numeri delle assicurazioni marittime migliorano ma il Golfo Persico aumenta premi e incertezze proviene da Shipping Italy .
Nella sua ultima Safety and Shipping Review, la compagnia assicurativa Allianz Commercial segnala quanto le recenti interruzioni nelle principali vie navigabili internazionali, in primis lo Stretto di Hormuz, contribuisca a una più ampia escalation dei rischi che interessano le rotte marittime globali. Nonostante ciò, però, i numeri degli ultimi anni foniscono anche un quadro meno preoccupante per il mercato navale. Il conflitto militare e politico in atto in Medio Oriente contribuisce a una maggiore incertezza nel settore assicurativo, con gli assicuratori che reagiscono attraverso un aumento dei prezzi delle coperture, un esame più attento dei rischi legati al trasporto e una maggiore attenzione alle strategie di sottoscrizione. Allianz Commercial descrive la direzione intrapresa dal mercato come un passaggio verso un contesto operativo per il trasporto marittimo globale maggiormente sensibile alla sicurezza, dove la protezione dei beni e la continuità dei flussi commerciali stanno diventando importanti quanto l’efficienza dei costi. Secondo il report le interruzioni causate dal conflitto in Medio Oriente hanno avuto un impatto diretto sull’esposizione assicurativa in campo marittimo, in particolare per le coperture dello scafo e del carico. Circa 1.150 navi mercantili di stazza superiore a 100 tonnellate lorde, per un controvalore complessivo stimato in circa 125 miliardi di dollari (navi e merci) e una capacità di stiva pari a circa 29 milioni di tonnellate, sono ferme nel Golfo Persico in attesa della ripresa delle normali operazioni a seguito dei recenti progressi diplomatici fra i contendenti. Il gruppo assicurativo sottolinea che fino a 20 mila marittimi sono stati colpiti da questa situazione. Sebbene le coperture assicurative siano rimaste disponibili per tutto il periodo del conflitto, Allianz Commercial rileva come i premi siano aumentati, riflettendo un maggiore rischio percepito. Sia per gli armatori che per le compagnie assicurative la preoccupazione principale si è concentrata meno sulla disponibilità di copertura assicurativa e più sulla sicurezza delle navi e degli equipaggi che transitano in acque potenzialmente insicure. Secondo Allianz, anche se la tregua in atto dovesse favorire la riapertura delle rotte principali da e per il Golfo Persico, sarebbe probabilmente necessario un coordinamento internazionale costante per ripristinare la fiducia e sostenere un ritorno ai livelli di traffico pre-guerra (fino a 140 navi al giorno). Al netto di questa instabilità geopolitica, Allianz Commercial segnala come il quadro assicurativo generale sia influenzato dai miglioramenti a lungo termine in materia di sicurezza marittima. Nell’ultimo decennio, infatti, la compagnia ha registrato oltre 900 sinistri totali a livello globale per navi di stazza lorda superiore a 100 tonnellate. Tra il 2016 e il 2020, sono state registrate 555 perdite totali, con una media di 111 all’anno, rispetto alle 350 perdite registrate tra il 2021 e il 2025, ovvero una media di 70 all’anno. Questo decremento viene attribuito, in parte, al miglioramento degli standard di sicurezza e della gestione del rischio operativo nel settore marittimo, pur rilevando che continuano a verificarsi perdite significative. Il rapporto segnala anche un calo complessivo dei sinistri marittimi, diminuiti di circa il 16% nel 2025 rispetto all’anno precedente, passando da 3.353 a 2.818. Nonostante questo miglioramento, Allianz Commercial sottolinea che l’esposizione ai sinistri rimane significativa, soprattutto in alcune regioni. Il Mediterraneo orientale e il Mar Nero hanno registrato il maggior numero di incidenti, pari a 622, seguiti a ruota dalle Isole Britanniche con 619, che rappresentano anche la più alta concentrazione di sinistri nell’ultimo decennio. I guasti ai macchinari rimangono la principale causa di sinistro, rappresentando oltre la metà di tutti gli incidenti, ovvero 1.505, mentre le collisioni e gli incendi su grandi navi continuano a generare un numero significativo di richieste di risarcimento assicurativo. Allianz Commercial osserva che gli incendi che coinvolgono navi portacontainer e navi per il trasporto di automobili rimangono una preoccupazione costante, con oltre 200 sinistri registrati solo nel 2025, molti dei quali hanno contribuito a molteplici perdite totali costruttive. La compagnia richiama inoltre l’attenzione sulle dimensioni sempre maggiori delle navi moderne, che stanno influenzando la frequenza e la complessità delle richieste di risarcimento per avaria comune. Allianz spiega che tali richieste si verificano quando armatori e titolari del carico condividono i costi straordinari sostenuti per preservare un viaggio in difficoltà, e stanno diventando sempre più complesse e costose a causa del maggiore valore del carico e delle maggiori dimensioni delle spedizioni. In alcuni casi i contributi possono raggiungere fino al 50% del valore del carico, il che significa che singoli incidenti che coinvolgono merci di alto valore, come i veicoli elettrici, possono comportare richieste di risarcimento superiori a 100 milioni di dollari. Secondo Thomas Lillelund, amministratore delegato di Allianz Commercial, “l’analisi mostra che il settore del trasporto marittimo ha compiuto progressi significativi in ​​termini di sicurezza negli ultimi anni. Tuttavia ha anche subìto una trasformazione fondamentale, passando da decenni di relativa stabilità, caratterizzata da flussi commerciali costanti e condizioni operative ampiamente prevedibili, a un contesto sempre più complesso e volatile. Il conflitto in Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz sono solo gli ultimi di una serie di gravi interruzioni che hanno colpito armatori e operatori del trasporto merci. Resilienza, geopolitica ed efficienza devono essere bilanciate in un mondo sempre più imprevedibile, dove il costo dell’incertezza sta rimodellando il settore marittimo”. Secondo Rahul Khanna, responsabile globale della consulenza sui rischi marittimi presso Allianz Commercial, “gli eventi in Medio Oriente hanno avuto un impatto maggiore di quanto molti si aspettassero. La chiusura dello Stretto di Hormuz crea un pericoloso precedente e solleva interrogativi sul futuro a lungo termine di questo e di altri punti strategici cruciali. Ciò che sta diventando chiaro è che dobbiamo pagare un prezzo per l’incertezza, passando da catene di approvvigionamento ‘just-in-time’ a catene di approvvigionamento ‘just-in-case’, e dando priorità alla resilienza del trasporto rispetto all’efficienza dei costi”. Per Justus Heinrich, Global product leader marine hull di Allianz Commercial, “i mercati assicurativi reagiscono rapidamente alle crisi, ma la vera sfida per le aziende è comprendere come i rischi siano interconnessi. Ecco perché la resilienza e la gestione del rischio stanno diventando importanti quanto la copertura assicurativa”. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
→ Apri originale
I numeri delle assicurazioni marittimi migliorano ma il Golfo Persico aumenta premi e incertezze
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-06-25 it Salute · ambiente
Secondo il Safety and Shipping Review di Allianz bloccate dentro lo Stretto di Hormuz ci sono 1.150 navi per un controvalore stimato in 125 miliardi di dollari L'articolo I numeri delle assicurazioni marittimi migliorano ma il Golfo Persico aumenta premi e incertezze proviene da Shipping Italy .
Nella sua ultima Safety and Shipping Review, la compagnia assicurativa Allianz Commercial segnala quanto le recenti interruzioni nelle principali vie navigabili internazionali, in primis lo Stretto di Hormuz, contribuisca a una più ampia escalation dei rischi che interessano le rotte marittime globali. Nonostante ciò, però, i numeri degli ultimi anni foniscono anche un quadro meno preoccupante per il mercato navale. Il conflitto militare e politico in atto in Medio Oriente contribuisce a una maggiore incertezza nel settore assicurativo, con gli assicuratori che reagiscono attraverso un aumento dei prezzi delle coperture, un esame più attento dei rischi legati al trasporto e una maggiore attenzione alle strategie di sottoscrizione. Allianz Commercial descrive la direzione intrapresa dal mercato come un passaggio verso un contesto operativo per il trasporto marittimo globale maggiormente sensibile alla sicurezza, dove la protezione dei beni e la continuità dei flussi commerciali stanno diventando importanti quanto l’efficienza dei costi. Secondo il report le interruzioni causate dal conflitto in Medio Oriente hanno avuto un impatto diretto sull’esposizione assicurativa in campo marittimo, in particolare per le coperture dello scafo e del carico. Circa 1.150 navi mercantili di stazza superiore a 100 tonnellate lorde, per un controvalore complessivo stimato in circa 125 miliardi di dollari (navi e merci) e una capacità di stiva pari a circa 29 milioni di tonnellate, sono ferme nel Golfo Persico in attesa della ripresa delle normali operazioni a seguito dei recenti progressi diplomatici fra i contendenti. Il gruppo assicurativo sottolinea che fino a 20 mila marittimi sono stati colpiti da questa situazione. Sebbene le coperture assicurative siano rimaste disponibili per tutto il periodo del conflitto, Allianz Commercial rileva come i premi siano aumentati, riflettendo un maggiore rischio percepito. Sia per gli armatori che per le compagnie assicurative la preoccupazione principale si è concentrata meno sulla disponibilità di copertura assicurativa e più sulla sicurezza delle navi e degli equipaggi che transitano in acque potenzialmente insicure. Secondo Allianz, anche se la tregua in atto dovesse favorire la riapertura delle rotte principali da e per il Golfo Persico, sarebbe probabilmente necessario un coordinamento internazionale costante per ripristinare la fiducia e sostenere un ritorno ai livelli di traffico pre-guerra (fino a 140 navi al giorno). Al netto di questa instabilità geopolitica, Allianz Commercial segnala come il quadro assicurativo generale sia influenzato dai miglioramenti a lungo termine in materia di sicurezza marittima. Nell’ultimo decennio, infatti, la compagnia ha registrato oltre 900 sinistri totali a livello globale per navi di stazza lorda superiore a 100 tonnellate. Tra il 2016 e il 2020, sono state registrate 555 perdite totali, con una media di 111 all’anno, rispetto alle 350 perdite registrate tra il 2021 e il 2025, ovvero una media di 70 all’anno. Questo decremento viene attribuito, in parte, al miglioramento degli standard di sicurezza e della gestione del rischio operativo nel settore marittimo, pur rilevando che continuano a verificarsi perdite significative. Il rapporto segnala anche un calo complessivo dei sinistri marittimi, diminuiti di circa il 16% nel 2025 rispetto all’anno precedente, passando da 3.353 a 2.818. Nonostante questo miglioramento, Allianz Commercial sottolinea che l’esposizione ai sinistri rimane significativa, soprattutto in alcune regioni. Il Mediterraneo orientale e il Mar Nero hanno registrato il maggior numero di incidenti, pari a 622, seguiti a ruota dalle Isole Britanniche con 619, che rappresentano anche la più alta concentrazione di sinistri nell’ultimo decennio. I guasti ai macchinari rimangono la principale causa di sinistro, rappresentando oltre la metà di tutti gli incidenti, ovvero 1.505, mentre le collisioni e gli incendi su grandi navi continuano a generare un numero significativo di richieste di risarcimento assicurativo. Allianz Commercial osserva che gli incendi che coinvolgono navi portacontainer e navi per il trasporto di automobili rimangono una preoccupazione costante, con oltre 200 sinistri registrati solo nel 2025, molti dei quali hanno contribuito a molteplici perdite totali costruttive. La compagnia richiama inoltre l’attenzione sulle dimensioni sempre maggiori delle navi moderne, che stanno influenzando la frequenza e la complessità delle richieste di risarcimento per avaria comune. Allianz spiega che tali richieste si verificano quando armatori e titolari del carico condividono i costi straordinari sostenuti per preservare un viaggio in difficoltà, e stanno diventando sempre più complesse e costose a causa del maggiore valore del carico e delle maggiori dimensioni delle spedizioni. In alcuni casi i contributi possono raggiungere fino al 50% del valore del carico, il che significa che singoli incidenti che coinvolgono merci di alto valore, come i veicoli elettrici, possono comportare richieste di risarcimento superiori a 100 milioni di dollari. Secondo Thomas Lillelund, amministratore delegato di Allianz Commercial, “l’analisi mostra che il settore del trasporto marittimo ha compiuto progressi significativi in ​​termini di sicurezza negli ultimi anni. Tuttavia ha anche subìto una trasformazione fondamentale, passando da decenni di relativa stabilità, caratterizzata da flussi commerciali costanti e condizioni operative ampiamente prevedibili, a un contesto sempre più complesso e volatile. Il conflitto in Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz sono solo gli ultimi di una serie di gravi interruzioni che hanno colpito armatori e operatori del trasporto merci. Resilienza, geopolitica ed efficienza devono essere bilanciate in un mondo sempre più imprevedibile, dove il costo dell’incertezza sta rimodellando il settore marittimo”. Secondo Rahul Khanna, responsabile globale della consulenza sui rischi marittimi presso Allianz Commercial, “gli eventi in Medio Oriente hanno avuto un impatto maggiore di quanto molti si aspettassero. La chiusura dello Stretto di Hormuz crea un pericoloso precedente e solleva interrogativi sul futuro a lungo termine di questo e di altri punti strategici cruciali. Ciò che sta diventando chiaro è che dobbiamo pagare un prezzo per l’incertezza, passando da catene di approvvigionamento ‘just-in-time’ a catene di approvvigionamento ‘just-in-case’, e dando priorità alla resilienza del trasporto rispetto all’efficienza dei costi”. Per Justus Heinrich, Global product leader marine hull di Allianz Commercial, “i mercati assicurativi reagiscono rapidamente alle crisi, ma la vera sfida per le aziende è comprendere come i rischi siano interconnessi. Ecco perché la resilienza e la gestione del rischio stanno diventando importanti quanto la copertura assicurativa”. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
→ Apri originale
L’Iran si oppone alla riapertura dello Stretto di Hormuz voluta dall’Imo e dall’Oman
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-06-25 it Salute · ambiente
Ancora irrisolto il nodo dell'effettiva autorità sullo Stretto, la ripresa della navigazione regolare rimane a rischio L'articolo L’Iran si oppone alla riapertura dello Stretto di Hormuz voluta dall’Imo e dall’Oman proviene da Shipping Italy .
La fragile riapertura dello Stretto di Hormuz, annunciata nei giorni scorsi dall’Organizzazione Marittima Internazionale (Imo) e dal Sultanato dell’Oman, rischia di subire una brusca battuta d’arresto dopo che la Marina dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (Irgc Navy) ha formalmente respinto uno dei corridoi di navigazione predisposti per consentire il ritorno graduale del traffico marittimo. Il piano elaborato dall’Imo prevedeva una sorta di evacuazione controllata delle navi rimaste bloccate nel Golfo Persico durante i mesi di conflitto. L’obiettivo era permettere a centinaia di unità commerciali e a circa 11.000 marittimi di lasciare l’area in condizioni di sicurezza attraverso due percorsi temporanei: uno settentrionale, in prossimità delle acque iraniane, e uno meridionale, lungo la costa dell’Oman. Le prime traversate erano già iniziate. Alcune petroliere, portarinfuse e navi cargo avevano lasciato il Golfo seguendo le istruzioni dell’Imo, mentre il traffico giornaliero era risalito a circa 25-30 transiti contro i circa 125 registrati prima della crisi. Nonostante ciò, oltre 500 navi risultano ancora in attesa di autorizzazione al passaggio e il traffico rimane fortemente contingentato. La situazione è cambiata quando l’Irgc Navy ha dichiarato inaccettabile il corridoio meridionale predisposto da Oman e Imo. In un breve comunicato, i Pasdaran hanno sostenuto che la rotta proposta presenterebbe “seri rischi per la sicurezza” e hanno affermato che il transito attraverso Hormuz può avvenire esclusivamente lungo percorsi approvati dalle autorità iraniane. Contestualmente hanno invitato le navi a coordinarsi direttamente con la Marina dei Guardiani della Rivoluzione attraverso i canali radio marittimi internazionali. La presa di posizione appare particolarmente significativa perché colpisce il cuore dell’accordo negoziato dall’Imo con Oman, Iran, Stati Uniti e altri Stati costieri. Il corridoio meridionale era infatti stato progettato proprio per ridurre l’esposizione delle navi alle aree considerate più pericolose e per aggirare il rischio rappresentato dalle mine e dagli altri residuati bellici presenti nello stretto. Secondo diversi osservatori del settore, il messaggio dell’Irgc conferma che la questione non è più soltanto legata alla sicurezza della navigazione ma anche al controllo politico e militare dello stretto. Da mesi Teheran sostiene che ogni passaggio debba avvenire secondo procedure autorizzate dalle proprie forze navali. Già in aprile i Pasdaran avevano annunciato un proprio corridoio di navigazione, denominato “Larak Corridor”, utilizzabile esclusivamente previa autorizzazione iraniana. Il risultato è che la tanto annunciata riapertura di Hormuz appare oggi molto più precaria di quanto sembrasse all’indomani del cessate il fuoco. Formalmente lo stretto non è più chiuso, ma le condizioni operative restano eccezionali. Le compagnie di navigazione continuano a confrontarsi con premi assicurativi elevatissimi, procedure di autorizzazione straordinarie e un quadro di sicurezza ancora instabile. Anche Lars Jensen, tra gli analisti più seguiti nel settore container e logistico, aveva invitato a non confondere l’annuncio della riapertura con un effettivo ritorno alla normalità. A suo giudizio il vero indicatore da osservare non è il numero di comunicati politici, ma la capacità delle navi di transitare regolarmente, senza incidenti e senza interventi straordinari. Gli eventi delle ultime ore sembrano confermare questa lettura. Per il momento Hormuz resta dunque aperto solo sulla carta. La navigazione è ripresa in forma limitata e sotto stretto controllo, ma il rifiuto del piano Imo da parte della Marina dei Pasdaran dimostra che il nodo fondamentale — chi esercita l’autorità effettiva sullo stretto e a quali condizioni — è ancora lontano dall’essere risolto. Finché tale questione rimarrà aperta, il principale chokepoint energetico del mondo continuerà a rappresentare un fattore di instabilità per lo shipping e per i mercati petroliferi internazionali. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
→ Apri originale
I migliori libri della Biblioteca di Babele (parte seconda)
📰 Macitynet.it 📅 2026-06-21 📍 Buenos Aires it Salute · ambiente
La seconda parte della bellissima raccolta di testi brevi curata da Jorge Luis Borges per l'editore italiano Franco Maria Ricci - su macitynet.it I migliori libri della Biblioteca di Babele (parte seconda)
Riprendiamo la serie di migliori libri che avevamo già visto nella puntata precedente qui su Macity. Come scrivevamo la volta scorsa, il famoso scrittore argentino Borges ha giocato tantissimo con l’idea di biblioteca, l’accumulo di libri, il susseguirsi di stanze, i cataloghi e gli schedari infiniti. E ha ragionato sulle biblioteche che conservano libri e le biblioteche che invece cambiano il modo in cui li guardiamo. Dopotutto, di lavoro lui faceva il bibliotecario cieco. Però qui c’è qualcosa di più. Se non ne conoscete la storia, la Biblioteca di Babele è stata creata da Jorge Luis Borges per l’editore italiano di eccellenza Franco Maria Ricci. È una collana che nasce da un’idea apparentemente semplice e in realtà vertiginosa: raccogliere racconti fantastici, strani, inquieti e dimenticati, non seguendo la fama degli autori ma una precisa idea della letteratura. Il lavoro di Borges va oltre la ricerca di capolavori da scoprire o riscoprire. In effetti, l’autore argentino cercava pagine capaci di aprire una porta verso l’impossibile: storie dove la realtà si incrina, dove l’identità diventa un enigma, dove il mondo ordinario lascia intravedere qualcosa di più oscuro e profondo. Per questo molti libri sono in realtà di difficile reperimento e puntiamo alle versioni fuori catalogo, che comunque vengono venduti nel marketplace di Amazon come libri usati (puntiamo alle edizioni nelle migliori condizioni possibili). Si tratta di un lavoro di riscoperta secondo noi molto importante, che consente di guardare alla letteratura attraverso la lente di un grandissimo autore del canone mondiale. Qui trovate tutti gli articoli con i Migliori libri di Macity raccolti in un’unica pagina. Borges in controluce Cominciamo subito con un fuori sacco, senza il quale non si sarebbe una lista dei migliori libri di Macity. Ci serve per inquadrare a perfezione il ruolo e la figura di Borges come autore, curatore e uomo di cultura. Una notte d’estate, dopo una serata passata a casa di Silvina Ocampo e Adolfo Bioy Casares, Estela Canto si trova a camminare verso casa attraverso Buenos Aires in compagnia di Jorge Luis Borges. I due entrano in un bar, lui ordina un bicchiere di latte, lei gli parla della sua ammirazione per Bernard Shaw. Borges non tarda a innamorarsi della giovane donna, che ha “il sorriso della Gioconda e i movimenti di un cavallino degli scacchi“. Da questo primo incontro nacque la relazione, che durò fino alla fine delle loro vite, tra la talentuosa, colta e attraente scrittrice e Borges, che all’epoca non è ancora il celebre scrittore, ma per gli intimi solamente Georgie. Ed è così che ce lo restituisce Estela Canto in questo saggio intimo e personale, dalla storia della genesi de l’Aleph, opera che lui le dedicò, alle sedute di psicanalisi di Borges con il dottor Cohen-Miller, a cui lei partecipò, alle lettere appassionate che lui le scrisse mentre stavano insieme, alla loro storia, tra gli scontri, i malintesi e le riappacificazioni comuni alle grandi relazioni. Opera controversa che divise la critica nel 1989 quando uscì per la prima volta in Spagna, Borges in controluce è considerato oggi come uno dei migliori libri scritti su Borges. “Parlo di Borges quando era in vita, dell’uomo che ho conosciuto“, scrive Estela Canto in questo ritratto inedito, a tratti tagliente, sempre appassionante. L’intelligenza di Estela Canto sta nel cogliere le sottili sfumature psicologiche dell’uomo in un dialogo preciso con la sua opera, sempre sincero e fedele alla realtà perché “Borges non si merita nulla di meno“. Parte memoir, parte saggio, parte biografia, questo libro rivela i tratti dell’essere umano che si cela dietro uno dei più grandi scrittori del nostro tempo. “Cara Estela: non c’è nessun motivo per cui dobbiamo smettere di essere amici. Ti devo le migliori e forse le peggiori notti della mia vita e questo è un legame che non si può rompere“. Jorge Luis Borges. Link Amazon Sto caricando altre schede... Racconti scientifici Cominciamo con un’opera difficile da trovare, perché non più ristampata. È quella di Charles Howard Hinton, una raccolta di racconti. Infatti, con questo libro Hinton anticipa le cupe immaginazioni di Wells e apre la strada in maniera inequivocabile a quella che sarà la narrativa fantascientifica. Hinton ha quasi ottenuto le tenebre. Non è meno misterioso delle sue opere, i repertori biografici lo ignorano. Per aiutare la nostra immaginazione ad accettare un mondo a quattro dimensioni, nel primo racconto di questo volume Hinton propone un ambiente non meno fittizio, ma dall’accesso più possibile: un mondo a due dimensioni. Lo fa con una probità tanto minuziosa e tanto infaticabile che seguirlo suole essere arduo, malgrado gli scrupolosi diagrammi che integrano l’esposizione. Hinton non è un narratore, è un ragionatore solitario che istintivamente si rifugia in un mondo speculativo che mai lo delude, perché egli ne è il creatore e la fonte. Tra le pagine di questa raccolta cercò la forma narrativa. Alla sua segreta geometria si univa in lui un grave senso morale; quest’ultimo i lascia trapelare in Il re di Persia, il secondo racconto di questo libro, che all’inizio sembra un gioco alla maniera delle Mille e una Notte, e alla fine è una parabola dell’universo, non senza qualche inevitabile incursione nelle matematiche. Link Amazon Sto caricando altre schede... L’occhio di Apollo Un altro libro “difficile” ma fondamentale di Chesterton. Una raccolta di racconti dello scrittore britannico specialista di questo tipo di narrazione, che si muove tra tetri castelli scozzesi, antichi culti, travestimenti. Affermare che una persona bonaria e affabile come Chesterton fu anche un uomo segreto, che sentiva l’orrore delle cose, può sorprenderci, ma la sua opera, contro la sua volontà, lo testimonia… Così paragona le piante di un giardino ad animali incatenati, il marmo a una luce lunare solidificata, l’oro a un rogo congelato e la notte a una nube più vasta del mondo e a un mostro fatto di occhi. La fantastica Londra dei racconti di Chesterton incanta il lettore. Il volume include il miglior racconto di Chesterton, con una lunga strada bianca e cavalli bianchi, una bella partita a scacchi: I tre cavalieri dell’Apocalisse. In L’onore di Israele Gow viene raccontato un mistero apparentemente insolubile; in L’occhio di Apollo si assiste all’esecuzione di un crimine. La letteratura è una delle forme della felicità e Chesterton ne è un esempio. La sua teologia fu imprescindibile per la costruzione dell’opera. Link Amazon Sto caricando altre schede... Candido-Zadig-Micromega-L’ingenuo Nella biblioteca di Borges c’è solo il famosissimo Micromegas, ma abbiamo trovato questa edizione Garzanti che è un po’ come la notte di Natale: a prezzo modico aggiunge anche il Candido (opera imprescindibile del filosofo francese) e Zadig, profondità dell’abisso. I romanzi di Voltaire sono accomunati da un filo conduttore: quello di un processo di formazione del protagonista che si compie attraverso molteplici esperienze, prima fra tutte quella della diversità. Tutti gli eroi di Voltaire sono grandi viaggiatori, per necessità o per curiosità, e tutti sono disponibili all’osservazione etnologica e alle discussioni filosofiche, politiche o metafisiche. Quest’esperienza suscita la riflessione: ciò che di cui all’inizio si era sicuri non appare più certo, cadono alcune preclusioni, gli orizzonti si allargano, il giudizio si fa più duttile e complesso, si afferma l’idea della relatività di ogni norma e giudizio e lo scetticismo, morale e metafisico, sostituisce il dogmatismo iniziale. Link Amazon Sto caricando altre schede... La casa dei desideri Esiste l’edizione di Franco Maria Ricci ed esiste anche questa edizione di Leone, “umile” ma che dà molta soddisfazione. Si può liberare dal dolore chi si ama, prendendo su di sé il male di cui soffre? Davanti a un tè, due vecchie amiche scoprono che forse è possibile, se si va a bussare alla casa dei desideri. Link Amazon Sto caricando altre schede... L’isola delle voci-The isle of voices Altra edizione bilingue curata da Leone Editore, questa volta per un capolavoro colpevolmente poco conosciuto di Robert Louis Stevenson. Kalamake, un mago che sembra disporre di un’inesauribile ricchezza, con un incantesimo si trasporta assieme a Keola su un’isola sconosciuta abitata da antropofago a cui i due sono però invisibili. Qui gli rivela che le conchiglie dell’isola possono essere trasformate in monete, e poi lo abbandona in mare. Tornato sull’isola misteriosa, Keola scopre che tanti visitatori vengono da tutto il mondo per raccogliere le conchiglie, e scatena una battaglia tra i maghi invisibili e gli isolani. Link Amazon Sto caricando altre schede... La lettera rubata Praticamente non ci sono libri di Edgar Allan Poe che sono sconosciuti o poco stampati. Non fa eccezione questo, con protagonista il suo investigatore Auguste Dupin. Una lettera sottratta dal ministro francese D. al legittimo proprietario, una questione d’onore, di ricatto e di potere: sono i motivi al centro di questo avvincente racconto poliziesco che ha come protagonista Auguste Dupin. E come sempre il più abile degli investigatori non fallisce e svela una soluzione che è clamorosamente sotto gli occhi di tutti. Link Amazon Sto caricando altre schede... L’ospite tigre Capolavoro assoluto di Sung-Ling P’u, di cui in Italia non sapevamo quasi niente. Perché? Basta leggerlo. Non v’è nulla che caratterizzi un paese più delle sue fantasie. Nelle sue scarse pagine, questo libro lascia intravedere una delle culture più antiche del mondo, e nel contempo uno dei più insoliti approcci alla narrativa fantastica. Di P’u Sung-ling si sa pochissimo, salvo che fu respinto all’esame del dottorato di lettere nel 1651. a questo fortunato fallimento dobbiamo il suo consacrarsi alla letteratura, e di conseguenza la redazione del libro che lo avrebbe reso famoso. In Cina, il Liao-Chai di P’u Sung-ling occupa il posto che in Occidente spetta alle Mille e Una Notte e le storie scelte per questo libro appartengono in maggioranza a quest’opera. P’u Sung-ling trama senza sforzo visibile un mondo instabile come l’acqua. A differenza di Edgar Allan Poe e di Hoffmann, P’u Sung-ling non si meraviglia delle meraviglie che riferisce. È più lecito pensare a Swift, non solo per l’aspetto fantastico della favola, ma anche per il tono di rapporto laconico e impersonale, e per l’intenzione satirica. Gli inferni di P’u Sung-ling ci ricordano quelli di Quevedo; non sono amministrativi e opachi. I suoi tribunali, i suoi littori, i suoi giudici, i suoi scrivani non sono meno venali e burocratici dei loro prototipi terreni di qualunque luogo e di qualunque secolo. Link Amazon Sto caricando altre schede... Il grande volto di pietra Il capolavoro perduto di Nathaniel Hawthorne. E va detta una cosa subito in apertura: tutta la vita di Hawthorne fu una serie di sogni, che culminavano in una produzione letteraria allegorica, ben illustrata dalla selezione di racconti contenuti in questo libro. Hawthorne nacque nel 1804 nel porto di Salem, che soffriva, già allora, di due caratteristiche anomale in America: era molto antico e si trovava in decadenza. In questa vecchia e decaduta città dall’onesto nome biblico, Hawthorne visse fino al 1836; l’amò del triste amore che ci ispirano le persone che non ci amano, i fallimenti, le malattie, le manie; essenzialmente non è falso dire che non se ne allontanò mai e che Salem e i sentimenti che Hawthorne nutriva nei suoi confronti si riflettono in molti dei suoi romanzi e dei suoi racconti, tra cui alcuni editi in questa raccolta. Wakefield è il miglior racconto di Hawthorne e forse uno dei migliori della letteratura, mentre Il grande volto di pietra affronta il tema del doppio. Olocausto del mondo corrisponde ammirevolmente alla mistica speculazione dei trascendentalisti del New England, che furono gli amici di Hawthorne; la mente umana, non il mondo tangibile e visibile, è la realtà essenziale. Mr. Higginbotham anticipa sorprese e artifici del genere poliziesco, mentre Il velo nero del ministro, ultimo racconto della serie, è puramente e apertamente un’allegoria e, malgrado lo sia, è non solo efficace bensì indimenticabile. L’edizione di Franco Maria Ricci contiene tra gli altri: Wakefield; Olocausto del mondo; L’incredibile sventura di Mr. Higginbotham. Link Amazon Sto caricando altre schede... Venticinque agosto 1983 e altri racconti inediti Ovviamente Jorge Luis Borges non poteva curare tutta una raccolta di libri come questa Biblioteca di Babele senza non infiltrare qualcosa di suo, in maniera diretta o indiretta. Qui gioca in maniera diretta. Questa è una raccolta di racconti di Borges, quasi tutti inediti al momento della pubblicazione, arricchita da un’intervista di María Esther Vázquez e una cronologia dettagliata della vita e dell’opera di Borges. Il volume fu stampato da Franco Maria Ricci all’insaputa di Borges, per celebrare l’ottantesimo compleanno dello scrittore argentino e raccoglie quattro racconti, di cui tre inediti al momento dell’uscita nel 1980: oltre a 25 agosto 1983, sono presenti Rosa di Paracelso, Tigri azzurre e Utopia di un uomo che è stanco, inserito, nonostante fosse già stato pubblicato, in quanto definito da Borges la sua “mejor pagina” e in cui si può trovare traccia del suo individualismo e della sua anarchia. I racconti sono dominati da due colori, l’Azzurro e il Rosa, colori mentali caduti dal cielo e riassaporati nel fondo della cecità. Link Amazon Sto caricando altre schede...
→ Apri originale
L’elettrificazione è l’uovo di Colombo per la transizione dei traghetti secondo T&E
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-06-18 📍 Napoli it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione Elettrificazione · cold ironing Salute · ambiente
Bocciatura da Assarmatori ma secondo l'Ong entro il 2035 l'80% dei mezzi circolanti in Italia potrebbe essere sostituito con beneficio anche degli armatori L'articolo L’elettrificazione è l’uovo di Colombo per la transizione dei traghetti secondo T&E proviene da Shipping Italy .
L’80% dei traghetti che oggi bruciano carburanti fossili nei loro motori, al 2035 potrebbe essere sostituito – in termini di capacità tecnologica – da versioni full-electric o ibride, che in tre casi su quattro risulterebbero anche più economicamente convenienti da operare per gli armatori, nell’intero arco di vita dell’imbarcazione. È quanto emerge da una recente analisi presentata a Portoferraio da T&E, ong europea per la decarbonizzazione dei trasporti, che oggi, a Portoferraio, sull’Isola d’Elba. La flotta di traghetti che opera in Italia ha un’età media di 33 anni (circa 7 in più rispetto alla media europea), e causa l’emissione di circa 2,4 Mt annui di CO 2 , pari al 40% di quanto emesso da tutti i traghetti nell’intero Mar Mediterraneo. Queste imbarcazioni, in un anno, passano più di 800.000 ore nelle prossimità dei porti, anche da ferme, causando l’emissione di inquinanti tossici come ossidi di zolfo (SOx), di azoto (NOx) e particolato (PM₂.₅). L’analisi rileva che Napoli è la città che ha registrato i livelli più elevati di inquinamento da SOx causato dai traghetti in Italia, un valore 4 volte superiore a quanto emesso cumulativamente dalle oltre 500.000 auto che circolano nel capoluogo campano. Ugualmente, nelle città portuali che collegano lo Stretto di Messina le emissioni di SOx causata dai traghetti sono tra le 10 e le 170 volte superiori all’inquinamento causato dalle auto che, così come per Portoferraio (circa 165 volte l’inquinamento delle auto), Piombino (circa 72 volte in più) e Livorno (17 volte più elevati). Sebbene nel 2025 sia entrata in vigore una Seca, un protocollo internazionale che fissa limiti severi di emissioni di zolfo e che stimola gli operatori ad adottare carburanti più puliti o ricorrere all’uso di scrubber, permettendo di ridurre sensibilmente i livelli di inquinamento atmosferico, l’elettrificazione è l’unica tecnologia che permette di azzerare la produzione di tali sostanze secondo T&E. Per l’associazione, sostituire gli attuali traghetti con versioni full-electric (o ibride, per le rotte che non possono essere totalmente elettrificate), permetterebbe di abbattere drasticamente tanto le emissioni di CO 2 , quanto quelle di inquinanti locali che affliggono le città portuali italiane, consentendo a chi opera traghetti di risparmiare sul costo totale di possesso del mezzo lungo la vita utile. Si tratta di una soluzione win-win che fa bene al clima, alla salute dei cittadini delle città portuali, ai bilanci delle aziende di trasporto marittimo; e che persegue un paradigma di turismo sostenibile. L’analisi della fattibilità tecnica – in funzione della stazza delle navi e delle rotte servite – evidenzia che già nel 2030 sarebbe possibile sostituire l’80% dei traghetti con versioni elettriche o ibride, sebbene in un 22% dei casi questa opzione risulterebbe più onerosa per gli armatori. Ma al 2035, la sostituzione con mezzi elettrici sarebbe l’opzione più economica nei tre quarti (76%) dei casi, facendo coincidere gli interessi di chi opera le rotte e con la tutela del clima e dell’ambiente. Tanto al 2030 quanto al 2035, rimarrebbe circa un 20% dei traghetti tecnicamente impossibile da elettrificare: si tratta di quelle navi di stazza molto maggiore, che servono rotte nazionali o internazionali di lunga percorrenza, come la connessione Civitavecchia-Barcellona o Ancona-Patrasso, e per le quali l’opzione dell’elettrificazione diretta risulterebbe impraticabile. La maggior efficienza energetica della navigazione elettrica, secondo l’analisi di T&E, si traduce in un vantaggio dal punto di vista dei costi operativi per le società che operano i traghetti: il passaggio a mezzi a batterie alimentate da elettricità permette di ridurre considerevolmente i consumi energetici (nonché di sottrarsi alla volatilità di prezzo dei carburanti fossili) e di azzerare i costi per conformarsi alle normative europee, che richiedono uno sforzo di decarbonizzazione al comparto. La sostituzione degli attuali traghetti, con versioni elettriche e ibride, permetterebbe di risparmiare circa 1,7 miliardi di euro, su un periodo di 30 anni rispetto alle alternative, pari a circa il 20% dei costi operativi. Risparmi che, T&E ricorda, sarebbe opportuno fossero riflessi sul costo del biglietto, a beneficio dei cittadini e viaggiatori. “L’Italia ha il più evidente problema di inquinamento causato dai traghetti in Europa, ma ha anche il potenziale per risolverlo. I nostri traghetti utilizzano una tecnologia ormai superata; hanno decenni di vita, bruciano fonti fossili che inquinano l’aria e causano emissioni di CO2 e sono costosi da gestire. L’elettrificazione del comparto risolverebbe ognuno di questi problemi ed è un’opportunità che l’Italia non deve perdere” ha dichiarato Carlo Tritto, Sustainable Fuels Manager di T&E Italia. L’analisi di T&E guarda anche alle altre opzioni disponibili per decarbonizzare, ossia la miscelazione di quote crescenti di biocarburanti alle fonti fossili per rispettare gli obblighi fissati dai regolamenti europei per gli armatori, evidenziando come tale soluzione sia più costosa ed emissiva. La vedono però in maniera diametralmente opposta i committenti associati ad Assarmatori che nei giorni scorsi, dal palco dell’annual meeting, per voce del presidente Stefano Messina hanno detto: “A proposito di fuel, vorrei evidenziare con grande chiarezza, che il nostro trasporto marittimo non può essere elettrificato. Sono chimere che vengono sostenute dal Nord Europa e che non sono esportabili nei nostri mari. È unitile investire in questa ricerca che è ontologicamente non adatta al nostro mercato” sono state le parole dell’armatore genovese. “Piuttosto siamo favorevoli, proprio mentre in Parlamento si discute della Legge Delega al Governo su questo argomento, a che i numerosi progetti pilota legati al comparto marittimo con al centro il nucleare di IV Generazione e i cosiddetti Small Modular Reactors, vengano sostenuti con i fondi generati dal regime Ets. Essi almeno dimostrano una certa fattibilità tecnica e presentano benefici in termini di decarbonizzazione”. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
→ Apri originale
Non solo mare e movida: l’isola dai borghi di pietra e l’acqua così cristallina che sembra un sogno
📰 Thewom.it 📅 2026-06-16 📍 Venezia it Salute · ambiente
Orientarsi a Maiorca: dove si trova e quanto tempo dedicarle Maiorca è la più estesa delle Baleari, nel Mediterraneo, di fronte alla costa orientale della Spagna. Conta circa 550 km di costa e sei aree principali: la Serra de Tramuntana a nord-ovest, il Lleva…
L’aria sa di sale e di pini, il mare cambia colore a ogni curva di strada e, dietro le spiagge da cartolina, spuntano montagne aspre e villaggi di pietra. Maiorca non è solo “mare e movida”: è un’isola grande abbastanza da riempire una settimana intera senza annoiare, ma sufficientemente compatta per combinare in un unico viaggio città, calette, trekking e borghi di montagna. Ecco come organizzare una vacanza completa, tra Palma, la Serra de Tramuntana e le spiagge più scenografiche dell’isola. Preferisci ascoltare il riassunto audio? Nell'articolo Orientarsi a Maiorca: dove si trova e quanto tempo dedicarle Maiorca Maiorca è la più estesa delle Baleari, nel Mediterraneo, di fronte alla costa orientale della Spagna. Conta circa 550 km di costa e sei aree principali: la Serra de Tramuntana a nord-ovest, il Llevant e il Migjorn sulla costa orientale e meridionale, la piana centrale (Es Pla e Raiguer) e l’area urbana di Palma. Per chi arriva dall’Italia, il modo più semplice è il volo diretto per Palma di Maiorca: le principali low cost collegano l’isola a città come Milano, Roma, Bologna, Napoli, Pisa, Verona e Venezia. Il volo dura poco meno di due ore e l’aeroporto si trova a circa 9 km dal centro. L’alternativa via mare passa dalla Spagna continentale: bisogna raggiungere porti come Barcellona, Valencia o Denia e imbarcarsi per Palma con le compagnie di navigazione locali. Spostarsi sull’isola è relativamente semplice. Gli autobus interurbani partono quasi tutti dalla Estació Intermodal di Palma e collegano città, villaggi e molte località di mare. I treni della rete Serveis Ferroviaris de Mallorca servono l’interno e alcune cittadine importanti. Per chi vuole esplorare calette isolate, strade panoramiche e paesi di montagna, noleggiare un’auto resta però la soluzione più flessibile. Per entrare davvero nel ritmo dell’isola conviene prevedere almeno 5-7 giorni. In tre giorni si riesce a combinare Palma, un assaggio di Tramuntana e una giornata di mare. Con una settimana si possono aggiungere trekking, gite naturalistiche e più spiagge in aree diverse. Palma e l’entroterra: arte, villaggi di pietra e sentieri nel verde Palma di Maiorca Palma è il punto di partenza naturale. La città si affaccia su una larga baia e concentra storia, musei e vita notturna. La Cattedrale di Santa Maria, la Seu, domina il lungomare con le sue guglie gotiche. All’interno colpiscono il baldacchino disegnato da Antoni Gaudí, sospeso sopra l’altare maggiore, e il grande rosone chiamato Occhio del Gotico, composto da oltre 1.200 vetri colorati che al mattino proiettano giochi di luce su navate e colonne. Nella Cappella del Santissimo Sacramento, il murale in ceramica dell’artista Miguel Barceló porta il linguaggio dell’arte contemporanea dentro l’architettura sacra. Accanto alla cattedrale si trova il Palau de l’Almudaina, palazzo reale del XIV secolo. Le sale, le corti interne e le terrazze raccontano il passaggio dalle radici islamiche al potere dei sovrani aragonesi: è ancora oggi una residenza ufficiale della monarchia spagnola a Maiorca. Salendo sulla collina che domina la città si incontra il Castello di Bellver, un fortilizio gotico dalla pianta circolare, caso raro in Europa. Dal camminamento si leggono la baia, il porto e il reticolo di vie del centro storico, mentre all’interno ha sede il Museo di Storia della Città. Nel Casco Antiguo si cammina tra palazzi nobiliari, cortili nascosti e vicoli stretti. Nel quartiere di Sa Calatrava, tra la cattedrale e il mare, si incontra la Basilica gotica di Sant Francesc, con chiostri ombreggiati, e i bagni arabi dell’XI secolo, testimonianza dell’epoca musulmana immersa in un piccolo giardino di agrumi. Per la Palma più quotidiana, vale una sosta in Plaça de Cort, con il municipio del XVII secolo e il grande olivo secolare, e una deviazione nel quartiere di Santa Catalina, ex borgo di pescatori trasformato in zona gastronomica: il Mercat de Santa Catalina è un mercato coperto dove bancarelle di pesce, formaggi e frutta convivono con tapas bar e piccoli locali di cucina creativa. Gli appassionati di arte moderna trovano due indirizzi da segnare. La Fundació Miró Mallorca, nel quartiere di Cala Major, conserva gli atelier originali in cui Joan Miró lavorò dal 1956 alla morte: l’atelier Sert, dalle linee bianche e pulite, e Son Boter, ricavato in una casa rurale del XVIII secolo, fanno da cornice a una collezione di circa 7.000 opere tra dipinti, sculture, ceramiche e disegni. Il museo Es Baluard, alle mura rinascimentali di Sant Pere, è il principale spazio per l’arte contemporanea delle Baleari, con più di 800 opere dalla fine dell’Ottocento a oggi, tra cui Miró, Picasso, Tàpies e Barceló. In Plaça Weyler spicca il Gran Hotel, edificio modernista del 1903, rivestito di ceramiche policrome e ferro battuto lavorato. Oggi ospita la Fundación La Caixa con mostre temporanee e una collezione permanente di arte. Appena si lascia la città verso nord-ovest, il paesaggio cambia. La Serra de Tramuntana, riconosciuta dall’Unesco per il suo paesaggio culturale, è un susseguirsi di scogliere, terrazzamenti a secco, uliveti e boschi di leccio che scendono verso il mare. In questo scenario si incontrano alcuni dei villaggi più caratteristici dell’isola. Valldemossa Valldemossa è un paese di case in pietra, balconi di gerani e stradine lastricate. In alto si distingue la Cartuja de Valldemossa, nata come residenza reale nel Trecento e trasformata in monastero certosino. Oggi si visitano la chiesa, le antiche celle, il piccolo museo, l’antica farmacia e i giardini affacciati sulla valle. Nell’Ottocento qui soggiornarono Fryderyk Chopin e George Sand, e ogni estate il legame viene ricordato con un festival dedicato al compositore. Pochi chilometri più in là, Deià appare aggrappata al versante della montagna, con case color ocra circondate da ulivi e agrumeti. È stata per decenni un rifugio di scrittori e artisti; si può visitare la casa di Robert Graves, trasformata in museo, oppure scendere a piedi verso Cala Deià, una piccola spiaggia di ciottoli ai piedi di scogliere coperte di pini, con due chiringuito per pranzo con vista mare. Sóller si trova in una conca di aranceti e ulivi, collegata a Palma da un treno storico in legno in funzione dal 1912. Il convoglio attraversa la campagna, tra campi di mandorli e carrubi, e entra nella Tramuntana con una serie di 13 gallerie scavate nella roccia. In paese, la vita gira intorno a Plaça de la Constitución, dominata dalla facciata in pietra della chiesa di San Bartomeu. Da qui parte anche il tram arancione che raggiunge il Port de Sóller costeggiando gli agrumeti fino alla baia. Per chi ama l’arte del Novecento, merita una visita Ca’n Prunera, residenza modernista con arredi d’epoca e opere di Miró, Toulouse-Lautrec, Picasso, Gauguin, de Chirico e Matisse, oltre a un giardino di sculture. Pollenca Più a nord, Pollença unisce mare e storia. Nel centro si incontra la chiesa di Nostra Senyora dels Àngels, affacciata sulla Plaça Major, e la lunga scalinata del Calvari, 365 gradini di pietra che portano a una cappella del XVIII secolo con vista sulle montagne e sulla costa. Nei dintorni spiccano il Cap de Formentor, con la strada a tornanti che arriva fino al faro all’estremo nord dell’isola, e Alcúdia, cittadina murata del XIV secolo con un centro medievale ben conservato e oltre 30 km di costa tra lunghe spiagge sabbiose, pareti rocciose e calette riparate. La Tramuntana è anche un territorio straordinario per chi ama camminare. Il Barranc de Biniaraix è uno dei percorsi più scenografici: una gola percorsa da un sentiero lastricato antico, con quasi 2.000 gradini di pietra, muretti a secco e terrazzamenti coltivati a ulivo, che sale dal piccolo borgo di Biniaraix, vicino Sóller. Questo tratto è parte del GR 221, la Ruta de Pedra en Sec, un itinerario escursionistico di circa 140 km che collega Port d’Andratx a Port de Pollença attraversando tutta la catena montuosa tra paesi, eremi, antichi possessi rurali e il monastero di Lluc, importante santuario mariano dell’isola. Sul versante orientale, il più recente Gran Recorrido del Llevant segue per oltre 100 km la costa frastagliata, da Cales de Mallorca fino a Cala Rajada passando per Manacor, Son Carrio e Artà. Il cammino alterna calette sabbiose, pinete, campi coltivati e rilievi delle Serres de Llevant, con piccoli insediamenti rurali e resti storici. Mare per tutti i gusti: spiagge, calette e aree naturali Spiagge Maiorca Maiorca conta circa 300 spiagge: litorali urbani con tutti i servizi, lingue di sabbia chiara dietro le dune, calette rocciose raggiungibili solo a piedi. Lungo la costa meridionale, tra Colònia de Sant Jordi e Sa Ràpita, Es Trenc è una lunga fascia di sabbia bianca con mare turchese e bassi fondali, protetta da un’area naturale con dune e vegetazione mediterranea. I servizi sono ridotti, il che mantiene l’ambiente più selvaggio rispetto ad altre zone. Poco distante, nel sud-est, Caló des Moro è una piccola insenatura incastonata fra pareti rocciose e pineta, con acqua trasparente e sfumature azzurre. La popolarità è altissima e gli spazi sono limitati: si arriva a piedi con una scalinata ripida, meglio andarci nelle ore meno affollate. Sempre a sud-est, nel comune di Santanyí, Cala Llombards è una conca di sabbia chiara stretta tra due costoni rocciosi, con acqua calma e limpida che sembra una piscina naturale e le tradizionali casette dei pescatori sul bordo della spiaggia. Pochi chilometri più in là, nel Parco Naturale di Mondragó, Cala Mondragó è una spiaggia di sabbia fine circondata da pineta e rocce, con acqua turchese, bar sul mare, parcheggio vicino e possibilità di noleggiare lettini e ombrelloni. Nella parte nord-orientale, vicino ad Artà, Cala Torta e Cala Mesquida sono ampie spiagge sabbiose inserite nel paesaggio del Parco del Llevant, senza grandi costruzioni intorno. Il mare qui può essere più mosso nei giorni di vento e i servizi sono limitati: l’ambiente resta naturale, con dune e colline basse. Nella stessa area, calette come Cala Mitjana e Cala Matzoc si raggiungono con brevi sentieri nella macchia mediterranea. Verso il nord, Platja d’Alcúdia offre un contrasto: una lunga spiaggia di circa 7 km di sabbia chiara, acqua bassa e pulita, pineta alle spalle e una serie continua di servizi balneari, dalle docce ai campi da beach volley. È una delle zone più adatte alle famiglie con bambini, per profondità ridotte e facilità di accesso, e si collega senza soluzione di continuità con la vicina Playa de Muro. Lungo la penisola di Formentor, le montagne calcaree scendono verso il mare creando piccole spiagge e punti panoramici. Playa de Formentor, di fronte al famoso Hotel Formentor inaugurato nel 1929 e frequentato in passato da personaggi come Winston Churchill, Agatha Christie e Charlie Chaplin, è una lingua di sabbia chiara delimitata da pini marittimi: l’ombra naturale è un vantaggio nelle giornate di piena estate. Sulla costa orientale, nel comune di Manacor, Cala Varques si raggiunge con una passeggiata nella pineta: è una baia con sabbia chiara, acqua trasparente e scogli che si tuffano in mare, all’interno dell’area protetta delle Cales Verges de Manacor. Più vicino a Palma, nel comune di Calvià, Ses Illetes combina sabbia dorata, acqua turchese e facile accesso: è una delle spiagge più note nei dintorni della capitale, spesso scelta per una pausa di mare veloce. Ancora in zona sud, Cala Pi, nel municipio di Llucmajor, è una stretta insenatura di sabbia incastonata tra due pareti rocciose coperte di pini, raggiungibile tramite una scalinata ripida; il mare è limpido e tranquillo, interessante per chi ama lo snorkeling. A ovest di Magaluf, Portals Vells è un piccolo sistema di baie con pineta fitta alle spalle e fondale chiaro, tra cui la più grande, Sa Platgeta des Portals Vells, con sabbia fine, acqua trasparente adatta allo snorkeling e un ristorante sulla spiaggia. Per chi preferisce alternare mare e natura, il Parco Naturale di S’Albufera, vicino ad Alcúdia, è la più grande zona umida delle Baleari. Lagune, paludi, canali e dune ospitano oltre 200 specie di uccelli: il centro visite fornisce mappe di sentieri pedonali e piste ciclabili pianeggianti dove fermarsi ai punti di osservazione per il birdwatching. L’isola custodisce anche un mondo sotterraneo. Le grotte calcaree, modellate dall’acqua in milioni di anni, si sviluppano sotto la superficie in laghi interni, stalattiti e stalagmiti. I complessi come le Cuevas del Drach, citati spesso nelle guide, sono i più conosciuti e organizzati per le visite, ma la costa orientale è punteggiata da cavità minori, spesso chiuse o visitabili solo con guide specializzate. Quando andare, cosa mangiare e consigli pratici di viaggio Maiorca Il clima mediterraneo di Maiorca rende l’isola visitabile in ogni stagione, ma con caratteri diversi. L’estate, soprattutto luglio e agosto, è il momento di massima affluenza: giornate soleggiate, mare caldo, lunga luce serale e una fitta agenda di eventi, ma anche prezzi in aumento e spiagge affollate. In questo periodo si svolgono molti festival, tra cui il Festival Chopin di Valldemossa nella Certosa, che anima il villaggio con concerti. La primavera, tra Pasqua e inizio giugno, è l’alleata di chi cerca temperature miti e paesaggi verdi. Le campagne sono in fiore, i mandorli hanno già dato spettacolo a fine inverno e le giornate sono favorevoli a escursioni e ciclismo. È anche il periodo della Semana Santa, con processioni in molte località: a Pollença il Davallament, la discesa dalla croce, è una delle più intense. Tra settembre e ottobre il mare resta caldo, l’aria si fa più morbida, i turisti calano. In molte zone rurali è tempo di vendemmia e feste del vino. Ottobre può portare più piogge, spesso sotto forma di rovesci brevi, che raramente compromettono l’intera giornata. L’inverno mostra un’altra faccia dell’isola. Molte strutture balneari chiudono, soprattutto fuori da Palma, ma proprio per questo i sentieri della Tramuntana e i vicoli di Palma si possono percorrere con più calma. Le temperature sono più basse ma raramente rigide sulla costa, e le giornate serene permettono trekking e visite ai musei senza la calura estiva. Sul fronte gastronomico, l’isola ha una tradizione forte e ben distinta dalla sola paella. Il dolce simbolo è l’Ensaimada, pasta lievitata a spirale, soffice, spolverata di zucchero a velo, servita semplice o farcita con crema, cioccolato o cabello de ángel, una confettura di zucca candita. La Sobrasada è un insaccato morbido a base di carne di maiale e paprika, da spalmare sul pane o utilizzare per insaporire piatti salati. Tra le ricette più radicate c’è il Frit Mallorquí, un salto in padella di carne (spesso agnello o frattaglie), patate, peperoni, cipolle e finocchietto selvatico, cotto in olio d’oliva con un risultato intenso e rustico. L’Arròs brut è un riso brodoso, ricco di spezie, carni miste e verdure, servito fumante in terrine di terracotta. Chi cerca piatti senza carne trova il Tumbet, strati di patate, melanzane e peperoni fritti, coperti da salsa di pomodoro, e le Sopes mallorquines, zuppe dense di verdure stagionali, pane raffermo e, a volte, carne o salsiccia, diverse in ogni famiglia di campagna. Sul lato marinaro spiccano il peix al forn, pesce al forno con patate e verdure, l’arroz negro al nero di seppia, la paella marinera, le greixoneres de peix (zuppe di pesce in teglia di terracotta) e i calamari ripieni. Da assaggiare anche i cocarrois, fagottini di pasta ripieni di verdure o carne, perfetti come spuntino. Un buon modo per entrare in contatto con i sapori quotidiani è fare un giro nei mercati. A Palma, il Mercat de l’Olivar è un grande mercato coperto con banchi di pesce, carne, formaggi, frutta e una zona dedicata alla ristorazione: l’Olivar Bistro serve piatti di pesce del giorno, carne, pasta e paella preparati con i prodotti del mercato. Sempre in città, il Mercat de Santa Catalina unisce materia prima fresca e piccoli locali per tapas. Fuori Palma, il mercato di Santanyí, il sabato, anima le strade con contadini, artigiani e banchi di prodotti tipici. Per provare la pasticceria tradizionale, Fornet de la Soca a Palma lavora ricette antiche dell’isola: torte salate, fagottini e la coca mallorquina, una focaccia con peperoni, melanzane e funghi. Nel cortile interno del palazzo seicentesco di Can Cera si trova La Vermutería, con una carta di vini isolani e tapas come formaggi di Maiorca, sobrasada di maiale nero e piccoli piatti da condividere. Nel quartiere di Santa Catalina, FaBrick propone cucina mediterranea in un ambiente informale con musica e piatti creativi. Nel sud dell’isola, a Ses Salines, Bodega Barahona è conosciuta per il pesce freschissimo cucinato in modo semplice. Per il soggiorno, le opzioni spaziano dagli hotel urbani alle case rurali. Nel centro storico di Palma, il Convent de la Missió ha trasformato un convento del XVII secolo in struttura di lusso dal design contemporaneo, mantenendo spazi silenziosi e chiostri interni. Nel sud-est, in zona Cas Concos, Son Vent è un’antica fattoria riadattata con poche camere dai colori chiari e arredi mediterranei. Nel nord-ovest, vicino a Deià, l’Es Molí occupa una residenza del XVII secolo su una collina, con vista sul mare, sul villaggio e sulle montagne della Tramuntana, a circa venti minuti a piedi dalla spiaggia. Maiorca funziona bene anche per chi viaggia con bambini: spiagge come Platja d’Alcúdia hanno fondali bassi e sabbia fine, i treni storici e i tram piacciono ai più piccoli, molti percorsi naturalistici sono pianeggianti e adatti alle famiglie. È possibile muoversi anche senza auto, sfruttando autobus e treni, ma molte delle calette più scenografiche e dei sentieri in montagna restano più comodi da raggiungere con un mezzo proprio. Tra le domande più frequenti c’è se l’isola valga un viaggio anche in inverno. La risposta è sì, soprattutto per chi ama musei, trekking e borghi senza folla. Palma resta vivace tutto l’anno; la Tramuntana, con i suoi sentieri e i suoi villaggi di pietra, in bassa stagione restituisce la sensazione di un’isola diversa, più legata alla vita rurale e meno alle giornate di spiaggia.
→ Apri originale
In Campania c’è un angolo di paradiso dove il mare è cristallino e si scopre il segreto della longevità
📰 Thewom.it 📅 2026-06-12 📍 Napoli it Salute · ambiente
Dove si trova Pollica e come organizzare il viaggio Pollica si trova nel Cilento costiero, in provincia di Salerno, all’interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Il suo territorio abbraccia il borgo principale sul colle e le frazioni …
L’odore di salsedine del porto di Acciaroli, le colline di ulivi che salgono verso Pollica, il rumore delle forchette nelle case dove si prepara ancora la dieta mediterranea come si faceva decenni fa: un viaggio qui non è solo mare, ma un intreccio continuo tra borghi in pietra, storia e quotidianità contadina. In pochi chilometri si passa dalla barca dei pescatori alle torri difensive, dai conventi silenziosi alle piazzette dove in estate risuonano jazz e dialetto cilentano. Preferisci ascoltare il riassunto audio? Nell'articolo Dove si trova Pollica e come organizzare il viaggio Pollica Pollica si trova nel Cilento costiero, in provincia di Salerno, all’interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Il suo territorio abbraccia il borgo principale sul colle e le frazioni di Acciaroli, Pioppi, Cannicchio, Celso e Galdo, tutte diverse tra loro ma legate da un paesaggio fatto di macchia mediterranea, uliveti, muretti a secco e viste sul mare. Per arrivare in auto da Salerno si segue la direttrice della SS18 e poi le strade interne che scendono verso la costa cilentana. Chi sceglie il treno può scendere alle stazioni più vicine, come Agropoli-Castellabate o Vallo della Lucania-Castelnuovo, e proseguire con autobus locali o transfer privati verso Acciaroli, Pioppi o Pollica paese. L’aeroporto di riferimento è Napoli, da cui si prosegue su rotaia o su gomma. La primavera e l’inizio dell’autunno sono i periodi migliori per chi cerca trekking, bici e borghi tranquilli, con temperature più dolci e sentieri praticabili senza caldo estremo. L’estate porta con sé mare caldo, eventi e un’atmosfera vivace nei paesi costieri, ma anche più traffico e maggiore affluenza sulle spiagge. Per esplorare bene sia mare sia entroterra sono ideali almeno tre o quattro giorni, così da alternare giornate in spiaggia a giri nei borghi in collina e visite ai musei. Mare, porti e musei: cosa vedere tra Acciaroli e Pioppi Acciaroli Acciaroli è la frazione forse più famosa del comune di Pollica. Il suo porto, con le barche di legno e i pescherecci che rientrano al mattino presto, è un punto perfetto per una passeggiata al tramonto: il cielo si tinge di arancione e il profilo della Torre Normanna si staglia netto sopra le case. Costruita nel Medioevo come torre di avvistamento, oggi è uno dei segni più riconoscibili dello skyline sul mare insieme alla Chiesa dell’Annunziata, che con la sua facciata chiara e l’affaccio verso il porto racconta secoli di devozione marinara. Alle spalle del molo si allunga la Spiaggia Grande di Acciaroli, con sabbia chiara e acqua trasparente. Nei mesi caldi è animata da famiglie e da chi arriva per una giornata di mare, mentre fuori stagione diventa un nastro di sabbia quasi silenzioso dove si sentono solo le onde e le voci dei pescatori che sistemano le reti. Una passeggiata lenta lungo il molo permette di osservare da vicino le barche, la vita del porto e, nelle giornate più limpide, la costa che si allunga verso Capo Palinuro. Pochi chilometri più a sud, Pioppi ha un carattere diverso, più raccolto, ma con un patrimonio culturale sorprendente. Qui si trova Palazzo Vinciprova, edificio seicentesco con chiarissimi rimandi allo stile arabo-catalano, riconoscibile per le torri merlate e i torrini di difesa che ne disegnano la sagoma. Oggi il palazzo ospita il Museo Vivo del Mare, dedicato agli ecosistemi marini del Cilento, e il Museo Vivente della Dieta Mediterranea, che racconta attraverso installazioni e percorsi espositivi il legame tra territorio, cibo e salute. Pioppi è infatti strettamente associata alla storia della dieta mediterranea: qui il biologo Ancel Keys trascorse molti anni a studiare gli effetti dello stile alimentare locale sulla longevità. Camminando sul lungomare, tra alberi di pino e piccoli stabilimenti, è facile riconoscere negli ingredienti dei ristoranti – alici, olio extravergine, verdure di stagione – la trasposizione concreta di ciò che i musei spiegano in modo scientifico. SCOPRI: LE SPIAGGE PIÙ BELLE DEL CILENTO Borghi in collina, storia e pietra: Pollica, Cannicchio, Celso e Galdo Pollica Salendo dal mare verso la collina, Pollica capoluogo appare come un gruppo compatto di case affacciate sulla valle e sul mare in lontananza. Nel punto più alto spicca il Castello dei Principi Capano, noto anche come Palazzo Capano, con la grande torre quadrata che domina il profilo del paese. Risalente al Seicento, oggi il complesso è di proprietà comunale e ospita il Centro Studi della Dieta Mediterranea, un luogo che lega ricerca, memoria e divulgazione sullo stile di vita cilentano. Nel tessuto del borgo si incontrano la Chiesa di San Nicola, considerata la più antica di Pollica, con altare in marmi policromi e soffitto decorato seicentesco, e il Convento Francescano di Santa Maria delle Grazie, anch’esso di epoca barocca, con tele e stucchi di pregio. Sono luoghi in cui l’odore di incenso, la luce filtrata dalle finestre e il silenzio delle navate raccontano un Cilento profondamente religioso e legato alle proprie confraternite. Più in alto sulla dorsale collinare si trova Cannicchio, minuscolo borgo che sembra incastonato lungo il crinale. Le case seguono in modo compatto la linea della collina, dando l’impressione di una vera e propria “spina” di pietra. Colpiscono il torrino di casa Pascale e gli archi delle Petenghe, che incorniciano la via principale a gradoni: un percorso di scalini e passaggi coperti da cui, tra un portale e l’altro, si aprono scorci sul mare lontano. Ancora diverso è il volto di Celso, dove si è conservata l’impostazione originaria del borgo con case in pietra e torrini difensivi che incorniciano porte carrabili strette, pensate per far passare una sola persona alla volta. Qui il grande Palazzo Baronale Mazziotti, oggi riconosciuto come monumento nazionale, domina la scena con la sua mole. Nei dintorni, in posizione isolata, si incontrano i resti del Convento di Costantinopoli, costruito secondo la tradizione da profughi di Costantinopoli nel XV secolo e poi affidato ai frati agostiniani: un luogo che evoca storie di fughe, fede e frontiere del Mediterraneo. Il borgo di Galdo ha un impianto marcatamente medievale. La piccola piazza centrale, con la cappella di Santa Caterina, è il punto in cui ci si ritrova e da cui si diramano vicoli stretti. Qui si nota la presenza di due dimore signorili del Cinquecento, Palazzo Galdi e Palazzo Rizzo, quest’ultimo riconoscibile per la torre cilindrica che spezza la linea delle case. Passeggiare tra questi paesini significa incontrare anziani seduti fuori casa, panni stesi al sole, porte socchiuse da cui arriva odore di sugo e basilico. Nel territorio comunale rientra anche il megalite Pietra del Mulacchio, sul Monte Stella, considerato una sorta di “Stonehenge cilentana” per il suo allineamento con i solstizi e la probabile funzione di calendario solare e luogo sacro nelle epoche preistoriche. La grande pietra, raggiungibile tramite sentieri di montagna, offre un colpo d’occhio a 360 gradi sul paesaggio circostante, tra boschi, colline coltivate e mare. SCOPRI: I BORGHI PIÙ BELLI DELLA CAMPANIA Cibo, eventi e consigli pratici per vivere Pollica come i locali Pollica Pollica è un vero laboratorio a cielo aperto di gastronomia cilentana. Il territorio rientra nei Presìdi Slow Food con prodotti che raccontano la relazione strettissima tra colline, mare e lavoro agricolo: le Alici di Menaica, pescate con un’antica tecnica che utilizza speciali reti e lavorate a mano con sale e tempo; il cacioricotta di capra, formaggio dal sapore intenso che nasce dalle greggi al pascolo nei dintorni; e l’oliva salella, piccola e carnosa, lavorata secondo metodi tradizionali. Nei ristoranti di Acciaroli e Pioppi e nelle trattorie dei borghi interni questi ingredienti compaiono in ricette semplici ma precise, accompagnati quasi sempre da olio extravergine locale. La scena culturale è sorprendentemente vivace per un comune di queste dimensioni. Tra primavera e fine estate Pollica e le sue frazioni ospitano una serie di festival e rassegne dedicate alla musica, al cibo e all’ambiente. “Viviamo Cilento Slow Festival” lega musica e paesaggio in un periodo ampio tra aprile e luglio, mentre il Festival della Dieta Mediterranea anima solitamente i mesi da luglio a settembre con incontri, showcooking, dibattiti e degustazioni. A settembre, a Pioppi, la Sagra del Pesce Azzurro riempie il lungomare di profumo di fritto e grigliate, con piatti a base di alici e pesce povero. L’estate vede anche appuntamenti come Pollica in Jazz, che porta musica nelle piazze; “Buon Compleanno Dieta Mediterranea”, dedicato alla celebrazione di questo patrimonio immateriale; e FestAmbiente e Legalità, che intreccia ambiente, partecipazione e impegno civile. Sono momenti in cui il comune si riempie di visitatori, ma anche di cilentani che rientrano per le ferie. Un consiglio pratico: per muoversi con libertà tra borghi collinari e marine è molto utile avere un’auto, soprattutto se si vogliono raggiungere luoghi più isolati come la Pietra del Mulacchio o organizzare giri nei paesi vicini del Cilento antico. Chi ama la bici troverà percorsi per ogni livello, dai giri su strada panoramici lungo la costa alle salite impegnative verso Monte Stella, spesso segnalati sulle principali piattaforme dedicate all’outdoor.
→ Apri originale
Sembra di stare ai Tropici ma è un’isola italiana: le 15 spiagge dal mare più cristallino per l’estate 2026
📰 Thewom.it 📅 2026-06-11 📍 Porto Torres it Salute · ambiente
Come organizzare un viaggio mare in Sardegna nel 2026 Per esplorare le spiagge più belle della Sardegna serve una base logistica chiara. Gli aeroporti principali sono Cagliari a Sud, Olbia a Nord-Est e Alghero a Nord-Ovest: da qui si raggiungono facilmente Co…
A cque trasparenti, sabbia chiara, scogliere a picco sul mare e calette raggiungibili solo via mare o attraverso sentieri panoramici. La Sardegna è una delle poche regioni dove ogni tratto di costa offre paesaggi diversi e dove basta spostarsi di qualche chilometro per ritrovarsi in uno scenario completamente nuovo. Da nord a sud, ecco le spiagge più belle da inserire in un viaggio estivo sull'isola. Preferisci ascoltare il riassunto audio? Nell'articolo Come organizzare un viaggio mare in Sardegna nel 2026 Sardegna Per esplorare le spiagge più belle della Sardegna serve una base logistica chiara. Gli aeroporti principali sono Cagliari a Sud, Olbia a Nord-Est e Alghero a Nord-Ovest: da qui si raggiungono facilmente Costa Smeralda, Golfo di Orosei, Costa Rei, Chia e Costa Verde. I porti più usati sono Olbia, Golfo Aranci, Porto Torres (Nord) e Cagliari (Sud), ideali se si viaggia con auto al seguito, indispensabile per muoversi tra baie isolate e spiagge attrezzate. Il periodo migliore per godersi mare trasparente e meno folla va indicativamente da maggio a giugno e da settembre a ottobre: la luce è più morbida, le temperature permettono anche trekking costieri come quello per Cala Goloritzé o Cala Coticcio e l’accesso alle spiagge contingentate è meno stressante. Luglio e agosto restano i mesi con più servizi attivi, ma anche con più restrizioni, prenotazioni obbligatorie e spiagge piene fin dalla mattina. Un soggiorno di una settimana permette un assaggio equilibrato di Nord o Sud; con 10-14 giorni si può pensare a un vero “coast tour” che includa anche escursioni nell’interno: Supramonte, paesi ogliastrini, siti nuragici come Su Nuraxi. Nord della Sardegna Nel Nord della Sardegna l’acqua assume tonalità quasi irreali. È l’area giusta per chi cerca sabbie chiarissime, fondali bassi e panorami sulle isole. La Spiaggia del Principe, in Costa Smeralda, si apre come una mezzaluna chiara tra rocce di granito rosa e vegetazione bassa. Una breve passeggiata dal parcheggio conduce a una baia doppia, divisa da scogli affioranti. Qui lo snorkeling regala fondali popolati da piccoli pesci tra massi arrotondati, con acqua color smeraldo che cambia sfumatura a ogni nuvola. A San Teodoro, Cala Brandinchi è uno dei nomi che ricorrono spesso quando si parla di mare “da tropici”: sabbia soffice, fondali bassi per decine di metri, pineta alle spalle che profuma di resina nelle ore più calde. Fa parte dell’area marina protetta di Tavolara e, nelle giornate limpide, l’isola si staglia davanti come una parete di roccia bianca. In alta stagione l’accesso può essere regolamentato e la spiaggia è molto frequentata; meglio puntare alle prime ore del mattino o alle settimane di spalla. Spostandosi a Nord-Ovest, La Pelosa a Stintino ha fatto il giro del mondo sui social: sabbia quasi bianca, acqua bassa e calma, una torre aragonese su un isolotto a pochi metri dalla riva. Per tutelare questo ambiente delicato, l’accesso in estate è contingentato, con prenotazione e numero chiuso, e si possono usare solo teli appoggiati su stuoie per proteggere la sabbia. Dal punto di vista fotografico, alcuni dei colpi d’occhio migliori si hanno già dalla strada panoramica che scende verso la spiaggia. Spiaggia Rosa Chi sogna l’Arcipelago della Maddalena ha due nomi da segnare. La Spiaggia Rosa di Budelli, oggi tutelata rigidamente, non è accessibile a piedi: la sabbia, resa rosata da minuscoli frammenti di conchiglie e coralli, si osserva da un belvedere dedicato o dal mare con tour in barca autorizzati. È una visita contemplativa, da abbinare a bagni e soste nelle spiagge vicine dove invece è possibile entrare in acqua. Poi c’è Cala Coticcio, sull’isola di Caprera, spesso soprannominata “Tahiti” per la combinazione di rocce rosa, macchia mediterranea e piscina naturale verde-azzurra. La cala è suddivisa in due piccole insenature collegate da scogli affioranti, perfette per chi ama maschera e pinne. L’accesso via terra è regolamentato e in estate si visita solo con guide ambientali, tramite un sentiero che richiede scarpe da trekking e un po’ di allenamento; in alternativa si arriva con le barche che girano l’arcipelago. Più a Nord, verso Santa Teresa di Gallura, Rena Bianca è la classica “spiaggia cittadina” che non rinuncia a un mare chiaro: sabbia chiarissima, stabilimenti e bar a pochi metri, possibilità di fare un bagno e in pochi minuti tornare nel centro del paese per un pranzo o un gelato. Dalla zona della Torre di Longonsardo lo sguardo spazia sullo stretto di Bocche di Bonifacio e, nelle giornate terse, sulle falesie bianche della Corsica. Cala Mariolu Il Golfo di Orosei è il lato più selvaggio della costa orientale sarda, con pareti calcaree che scendono a picco e spiagge minuscole, spesso raggiungibili solo dal mare o con sentieri impegnativi. Cala Mariolu è una delle più iconiche: un anfiteatro di roccia chiara che racchiude un arenile di minuscoli ciottoli bianchi, simili a schegge di marmo. L’acqua passa dal turchese chiarissimo al blu intenso in pochi metri, ed è ricca di vita marina, perfetta per chi ama nuotare con la maschera. Si arriva in genere con le barche che partono da Cala Gonone, Arbatax o Santa Maria Navarrese; la spiaggia è in gran parte libera e non offre molta ombra, quindi servono cappello, crema solare e scorte d’acqua. Più a Sud, Cala Goloritzé richiede impegno fisico ma ripaga con un paesaggio quasi lunare: una guglia calcarea acuminata (Monte Caroddi) che sovrasta la spiaggia, un arco naturale sul lato della baia e ciottoli bianchi che fanno risaltare l’azzurro intenso del mare. L’accesso via terra parte dall’altopiano del Golgo e prevede un’escursione di circa un’ora e mezza in discesa all’andata (e salita al ritorno), con prenotazione e ticket di ingresso; in barca si può solo ancorare a distanza dalla riva, nel rispetto delle norme del parco. Cala Luna, spartita tra i comuni di Dorgali e Baunei, è diversa da tutte: una lingua di sabbia dorata, più grossa, chiusa da grotte profonde che diventano riparo naturale nelle ore più calde. Alle spalle, la valle di Codula di Luna, in estate costellata di oleandri. Si raggiunge con barche da Cala Gonone e Santa Maria Navarrese oppure tramite un sentiero costiero per escursionisti preparati. Dietro la spiaggia, in stagione, sono presenti un bar e un piccolo ristorante. Nelle vicinanze si trovano anche le Grotte del Bue Marino, visitabili con escursioni dedicate. Is Arutas Spostandosi sul versante occidentale della Sardegna, la Penisola del Sinis, vicino a Cabras, cambia completamente scenario. Is Arutas è famosa per la sua sabbia fatta di granelli di quarzo, piccoli come chicchi di riso, dalle sfumature rosa, bianche e verdi: camminandoci sopra, si sente una consistenza diversa, quasi granulare ma non tagliente. L’acqua qui tende al verde smeraldo, il vento può sollevarsi rapidamente e creare condizioni perfette per surf e sport da onda. La spiaggia è inserita in un’area marina protetta: è vietato raccogliere o portare via i granelli di quarzo, un comportamento che viene controllato con attenzione. A breve distanza sorge Tharros, antica città punica e poi romana, utile per alternare giornate di mare a visite archeologiche con vista sulle baie della zona. L’intera Penisola del Sinis è una scelta adatta a chi cerca natura poco costruita e un ritmo di vacanza più tranquillo rispetto alle località glamour del Nord-Est. Sud Sardegna: dune, fenicotteri e spiagge chilometriche Il Sud della Sardegna è un susseguirsi di dune, lagune e baie sabbiose che si affacciano su un mare aperto ma spesso con fondali bassi, perfetti anche per chi viaggia con bambini. Su Giudeu Nella zona di Chia, Su Giudeu è una lunga distesa dorata, con dune alte ricoperte di ginepri e una laguna alle spalle dove, con un po’ di pazienza e un binocolo, si possono scorgere fenicotteri rosa. Davanti alla spiaggia si trova un isolotto roccioso che, in base alla marea e al livello dell’acqua, si può raggiungere con una breve camminata in mare, arrampicandosi poi fino alla sommità per una vista completa sulla baia. Qui coesistono tratti liberi e stabilimenti attrezzati, e molte scuole di sport acquatici. Procedendo lungo la strada panoramica costiera verso Ovest, la spiaggia di Tuerredda, nel territorio di Teulada, ha sabbia chiara, sottile, e una baia chiusa da colline verdi. Di fronte, l’isolotto di Tuerredda sembra quasi un prolungamento della spiaggia: chi è un buon nuotatore può raggiungerlo in acqua calma per osservare la costa da un altro punto di vista. Per preservare l’area, l’accesso estivo è spesso controllato e su prenotazione, con un numero massimo di presenze giornaliere. Anche qui sono presenti stabilimenti con ristorazione e servizi. Spostandosi verso Sud-Est, nel territorio di Villasimius, Porto Giunco è famosa per l’effetto “doppio mare”: da un lato il mare aperto con sabbia chiara, dall’altro la laguna di Notteri, spesso frequentata dai fenicotteri. Una passeggiata sulla striscia di sabbia permette di osservare contemporaneamente i riflessi azzurri dell’acqua marina e le tonalità più lattiginose dello stagno. Salendo fino alla Torre di Porto Giunco, una torre costiera d’epoca aragonese, lo sguardo abbraccia tutta la costa fino a Capo Carbonara. Cala Sinzias Più a Nord, lungo la costa di Castiadas e Costa Rei, Cala Sinzias si stende per quasi due chilometri di sabbia dorata. La larghezza dell’arenile e la lunghezza della baia fanno sì che, anche nelle ore centrali, sia quasi sempre possibile trovare zone più tranquille lontane dagli accessi principali. Alle spalle della spiaggia crescono pini ed eucalipti, che nelle giornate calde riempiono l’aria di un profumo resinoso. L’acqua è chiara e generalmente calma, con fondale sabbioso per diversi metri dalla riva. Chi punta a paesaggi più estremi deve guardare al Sud-Ovest, alla Costa Verde. Qui, la spiaggia di Piscinas è conosciuta per le sue dune tra le più alte d’Europa: onde di sabbia che si allungano verso l’entroterra per chilometri, modellate dal vento. L’arenile è ampio, affacciato su un mare aperto che attrae spesso surfisti e amanti delle onde. Nelle vicinanze affiorano strutture minerarie abbandonate, resti della storia industriale della zona, che conferiscono a questo tratto di costa un’atmosfera quasi desertica. Presso il principale accesso al mare si trovano comunque alcune strutture ricettive e punti di ristoro. Tra mare, storia e cucina: consigli pratici per vivere la Sardegna oltre la spiaggia Nuraghi Una vacanza dedicata alle spiagge della Sardegna funziona ancora meglio se alternata a esperienze culturali e gastronomiche. L’isola è costellata di nuraghi, tombe dei giganti e villaggi antichi: il complesso di Su Nuraxi di Barumini, nell’interno del Sud, è il sito archeologico nuragico più famoso e racconta una civiltà che ha modellato il paesaggio con torri di pietra ben prima dei romani. Nei paesi dell’interno, soprattutto tra Nuoro e Ogliastra, resistono tradizioni ancora molto vive: costumi ricamati, canti a tenore, feste patronali che animano le piazze nei mesi estivi. Una giornata lontano dalla costa permette di entrare in contatto con un lato diverso dell’isola e di scoprire una cucina più robusta, fatta di pane carasau, formaggi ovini, maialetto arrosto, culurgiones e dolci a base di mandorle e miele. Sulla costa il pescato diventa protagonista: aragoste, bottarga di muggine di Cabras, fregola ai frutti di mare, zuppe di pesce. In molte località, i ristoranti propongono piatti legati alla tradizione ma reinterpretati in chiave contemporanea: un buon modo per concludere le giornate di mare è sedersi nei centri storici di Alghero, Cagliari, Olbia, La Maddalena o Villasimius e osservare il via vai mentre tramonta il sole. Per chi desidera muoversi senza stress tra calette raggiungibili solo dal mare, nel 2026 continueranno a essere centrali le escursioni in barca: nel Nord per La Maddalena, Budelli, Caprera e l’Asinara; a Est per le calette del Golfo di Orosei; a Sud per i dintorni di Villasimius e l’area di Capo Spartivento. Prenotare in anticipo, soprattutto in alta stagione, è essenziale per trovare posto negli orari meno affollati.
→ Apri originale
La spiaggia dove la sabbia non scotta mai: è questo il mare più amato del Friuli Venezia Giulia per l’estate 2026
📰 Thewom.it 📅 2026-06-11 📍 Venezia it Salute · ambiente
Il mare di Lignano: tre spiagge, tre modi diversi di vivere l’estate La lunga striscia di sabbia di Lignano Sabbiadoro non è tutta uguale. Le sue tre zone – Sabbiadoro, Pineta e Riviera – hanno caratteri molto diversi, utili per scegliere dove prenotare hotel…
L a sabbia fine che non scotta neanche a mezzogiorno, l’acqua bassa dove i bambini si tuffano senza paura, il profumo di pini marittimi che arriva fino alla riva: Lignano Sabbiadoro nel 2026 è ancora una delle grandi classiche dell’estate italiana, ma con molte più sfumature rispetto all’immagine da sola località balneare. Tra spiagge organizzate, laguna silenziosa, parchi divertimento e piatti friulani da ricordare anche in pieno inverno, è una destinazione dove la giornata non finisce quando si chiude l’ombrellone, anzi: semplicemente cambia ritmo. Preferisci ascoltare il riassunto audio? Nell'articolo Il mare di Lignano: tre spiagge, tre modi diversi di vivere l’estate Lignano Sabbiadoro La lunga striscia di sabbia di Lignano Sabbiadoro non è tutta uguale. Le sue tre zone – Sabbiadoro, Pineta e Riviera – hanno caratteri molto diversi, utili per scegliere dove prenotare hotel e stabilimento. A Sabbiadoro, la parte orientale, la spiaggia è ampia, la sabbia dorata si allunga per centinaia di metri e il fondale scende morbido. Questo tratto è il più animato, con molti stabilimenti attrezzati, chioschi, aree gioco e sport in riva al mare. La Terrazza a Mare, struttura bianca che sporge sull’acqua come un ponte futuristico, è il punto di riferimento per un aperitivo con il vento salato sul viso o per una passeggiata dopo cena, quando le luci dei locali si riflettono sulla superficie dell’Adriatico. Spostandosi verso ovest, la scena cambia a Lignano Pineta. Qui la spiaggia incontra una pineta fitta, che porta in riva un odore resinoso e crea zone d’ombra naturale anche nelle ore più calde. Le strutture balneari sono spesso più raccolte, con lettini distanziati e aree tranquille. I sentieri sabbiosi che attraversano il bosco permettono di passare in pochi minuti dal fruscio delle onde al rumore ovattato degli aghi di pino sotto i sandali, perfetto per chi cerca un ritmo più lento senza rinunciare a servizi curati. Ancora più a ovest si trova Lignano Riviera, affacciata verso la foce del Tagliamento. Qui la spiaggia è ampia e ordinata, con stabilimenti che puntano su servizi più selezionati e una certa cura per i dettagli, dal design delle aree lounge ai ristorantini sul mare. La vicinanza del fiume apre scenari diversi: la luce cambia colore, l’orizzonte alterna mare e vegetazione fluviale, e non è raro vedere canoe e piccole barche che risalgono il corso d’acqua per esplorare l’ambiente lagunare. Lignano fa parte della costa del Friuli Venezia Giulia, e la qualità delle sue acque è oggetto di monitoraggi costanti da parte degli enti regionali, con controlli periodici che verificano la balneabilità. Nei vari tratti di litorale operano servizi di salvataggio organizzati, che contribuiscono a rendere la spiaggia più sicura, soprattutto per chi viaggia con bambini. SCOPRI ANCHE: LE SPIAGGE PIÙ BELLE IN ITALIA Oltre l’ombrellone: natura, laguna e vita quotidiana Laguna di Marano Uno dei lati più interessanti di Lignano Sabbiadoro nel 2026 è ciò che accade lontano dalla fila di lettini ordinati. Basta allontanarsi di qualche chilometro per entrare in scenari completamente diversi, dove il rumore principale non sono i pedalò ma il richiamo degli uccelli acquatici. La Laguna di Marano è il volto più delicato del territorio. È un ambiente lagunare complesso, dove l’acqua assume tonalità che cambiano con la luce e la marea, e dove la vegetazione bassa disegna piccoli labirinti tra canali e banchi di sabbia. Qui è possibile partecipare a escursioni in barca, spesso guidate, pensate per osservare la fauna, tra cui specie di uccelli che trovano in quest’area una tappa importante durante le migrazioni. Nel paesaggio compaiono i “casoni”, le antiche costruzioni dei pescatori con tetti di canna, che raccontano un modo di vivere legato alle maree e alle stagioni della pesca. Alcune uscite includono soste per un pranzo semplice a base di pesce locale, in piccoli ristoranti affacciati direttamente sull’acqua. Sulla linea del mare, un altro riferimento è il Faro Rosso di Lignano. Si raggiunge con una passeggiata lungo la diga foranea, una passerella che avanza sull’Adriatico. Camminando, si avverte il rumore ritmico delle onde che battono contro la struttura e, nelle giornate limpide, lo sguardo spazia lungo la costa. Il faro, con il suo colore acceso, è un ottimo punto per chi ama la fotografia o semplicemente vuole una visuale ampia sul mare, soprattutto nelle ore in cui il sole scende e l’acqua diventa più scura. Allontanandosi dall’arenile, il Porto Vecchio di Lignano mostra il volto quotidiano della località. Qui si vedono ancora barche da pesca ormeggiate, reti stese ad asciugare e piccoli ristoranti dove il menu segue quello che è arrivato in banchina nelle ore precedenti. Poco distante, la Chiesa di San Zaccaria, piccola e raccolta, introduce un frammento di storia religiosa e marinara della zona: le pareti e le decorazioni parlano di una comunità che ha vissuto per decenni in rapporto diretto con il mare e con le sue regole. Per chi viaggia con bambini, il verde non manca. Il Parco Zoo Punta Verde, vicino alla zona di Riviera, è immerso nella vegetazione e ospita numerose specie animali. Il percorso, organizzato in viali ombreggiati, alterna recinti e pannelli informativi, con una forte componente educativa. È una meta classica per chi vuole una giornata diversa dalla spiaggia, con la possibilità di avvicinare animali esotici in un contesto strutturato. Divertimento, sapori e serate: cosa succede dopo il tramonto Lignano Sabbiadoro Lignano Sabbiadoro è conosciuta anche per le sue attività ludiche e per le serate che si allungano fino a tardi. Per le famiglie, una delle attrazioni più citate è Aquasplash, parco acquatico con scivoli di diverse altezze, piscine e aree dedicate ai più piccoli. Tra discese adrenaliniche e zone relax con lettini, è un modo per cambiare ambiente restando comunque circondati dall’acqua. Accanto al mondo degli scivoli, negli anni Lignano ha sviluppato anche parchi tematici come Gulliverlandia, con attrazioni meccaniche e spettacoli. Alcune aree sono dedicate alla fantasia e al viaggio immaginario, altre alla dimensione più spettacolare, con show e intrattenimento serale. Sono strutture pensate per riempire la parte centrale o finale della giornata, quando il sole comincia ad abbassarsi e la spiaggia si svuota. La sera, l’asse pedonale di Sabbiadoro cambia completamente volto: le vetrine dei negozi di abbigliamento e articoli da mare restano illuminate, i bar espongono banconi colmi di cicchetti di pesce e piccoli panini, le gelaterie riempiono l’aria di odore di cialda calda. È il momento ideale per passeggiare con calma, osservare le vetrine, prendere un cono gelato e fermarsi a uno dei tavolini all’aperto. Chi preferisce atmosfere più tranquille può puntare al lungomare di Pineta, dove la presenza dei pini rende l’aria più fresca e il suono del traffico si attenua. Qui le serate hanno un ritmo più lento: si cammina lungo la promenade, si sente il rumore del mare che arriva filtrato dalla vegetazione, e i locali hanno spesso terrazze che si affacciano sulle aree verdi. Il mercato settimanale di Lignano Sabbiadoro, storicamente organizzato il lunedì mattina, è uno degli appuntamenti più popolari. Tra le bancarelle si trovano abbigliamento, oggetti per la casa, frutta e verdura, formaggi e salumi del territorio. È un buon momento per provare prodotti friulani come il famoso prosciutto di San Daniele, dal profumo dolce e dalla fetta sottile, o per acquistare ingredienti freschi da trasformare in un picnic in pineta. Sul fronte gastronomico, la cucina locale gioca su due fronti: pesce dell’Adriatico e tradizione dell’interno friulano. Nei ristoranti e nelle trattorie compaiono spesso piatti a base di pescato del giorno, servito alla griglia o in umido, con contorni semplici come verdure alla piastra o insalate croccanti. Accanto al mare, resiste però anche la cucina di terra: il frico, ad esempio, è una torta di formaggio fuso e patate, con una crosticina dorata e un interno morbido, che arriva in tavola fumante e profuma di malga, anche in riva al mare. A seconda della posizione (vista mare, centro pedonale, zone più defilate), i ristoranti possono rientrare in fasce di prezzo diverse, dalla media a quella più alta, mentre i chioschi sulla spiaggia propongono piatti veloci e panini a costo più contenuto. Come organizzare il viaggio a Lignano Sabbiadoro Lignano Sabbiadoro Per raggiungere Lignano Sabbiadoro, le alternative principali sono l’auto, il treno abbinato agli autobus locali e l’aereo con arrivo negli aeroporti vicini del Nord-Est. In macchina si arriva tramite la rete autostradale che attraversa il Friuli Venezia Giulia; l’uscita più usata è quella che porta verso Latisana, da cui una strada scorrevole conduce fino alla costa. Chi preferisce il treno può fare riferimento alle stazioni più vicine dell’entroterra, collegate alla località balneare da autobus di linea che intensificano le corse in alta stagione. Gli aeroporti del Nord-Est, collegati con molte città italiane ed europee, rappresentano l’opzione più comoda per chi arriva da lontano, con successivo trasferimento su gomma. Una volta arrivati, Lignano si presta molto bene agli spostamenti in bicicletta. La rete di piste ciclabili collega i diversi quartieri (Sabbiadoro, Pineta, Riviera) e si estende verso la laguna e le aree verdi circostanti. Il noleggio bici è una soluzione pratica per evitare il traffico dei mesi centrali dell’estate e raggiungere facilmente zone meno frequentate, come tratti di pineta o punti panoramici sul fiume. Per la laguna e il Tagliamento esistono servizi che organizzano tour in barca o consentono il noleggio di piccole imbarcazioni; in genere i costi rientrano in una fascia media per questo tipo di attività, ma è sempre bene informarsi in anticipo e verificare le condizioni aggiornate. Sul fronte del periodo migliore, la stagione balneare si concentra tradizionalmente tra fine primavera e inizio autunno. I mesi centrali dell’estate offrono il massimo delle attività, degli eventi e dell’animazione, ma anche più affollamento e traffico. Chi preferisce spazi più ampi sulla sabbia e temperature meno estreme può orientarsi sui periodi di spalla, come l’inizio di giugno o la fine di agosto, quando la luce al tramonto resta lunga ma le code in strada si riducono.
→ Apri originale
Disponibilità di container “sempre meno prevedibile in Europa”
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-06-11 📍 Livorno it Salute · ambiente
In Italia anche la forte variabilità negli arrivi nave contribuisce a rendere più complesse le spedizioni in tempi sostenibili L'articolo Disponibilità di container “sempre meno prevedibile in Europa” proviene da Shipping Italy .
Il riposizionamento dei container sta tornando a essere un tema rilevante per il mercato europeo. Lo rileva Sogese, azienda con sede a Livorno guidata da Andrea Monti, che opera nella fornitura di box, evidenziando che gli operatori del Vecchio Continente stanno attivamente privilegiando il rientro dei container vuoti verso l’Asia, in particolare la Cina, dove l’attività di esportazione e la produzione manifatturiera hanno mostrato un rinnovato slancio. In questo modo si va a ridisegnare la disponibilità all’interno dell’Europa stessa, dato che la congestione rimane elevata nei depot in diversi mercati europei interni. La società segnala quindi un “restringimento delle attrezzature immediatamente disponibili”, in particolare per le unità 40HC. “I container trascorrono più tempo nelle reti di transito e stoccaggio prima di rientrare in circolazione, riducendo la disponibilità pratica anche dove le scorte sembrano sufficienti sulla carta”. Sebbene in Europa sia ancora presente un volume significativo di container, gli operatori segnalano una crescente riduzione delle finestre di disponibilità per le attrezzature immediatamente utilizzabili, poiché i box trascorrono più tempo nei cicli di trasporto, stoccaggio e riposizionamento prima di tornare operativi. “La sfida crescente non riguarda il volume complessivo dei container, ma la loro disponibilità pratica”, ha dichiarato Monti. “In Europa i container sono presenti, ma la loro disponibilità sta diventando meno prevedibile per molti esportatori e operatori logistici.” Parallelamente, delle variazioni si riscontrano sugli indicatori dei prezzi e del leasing dei container in Cina, ora in crescita per via della ripresa della domanda all’origine. Questo trend secondo la società sta incentivando vettori e le società di leasing a riposizionare le attrezzature inattive lontano dai cicli europei più lenti, verso i corridoi asiatici. Nel complesso l’edizione di giugno dell’Europe Container Market Update di Sogese evidenzia come interruzioni prolungate, adeguamenti della capacità e riposizionamento dei container stiano contribuendo a rafforzare le rotte dirette verso l’Europa. “Gli operatori si trovano sempre più a gestire un mercato caratterizzato dall’aumento dei costi, da modelli commerciali in evoluzione e da una domanda disomogenea tra le diverse regioni”. Mentre solitamente la gestione della capacità è stata legata alla efficienza operativa, sempre più spesso i vettori “progettano le proprie reti sulla base di criteri di redditività, resilienza e disponibilità delle attrezzature”. In questo contesto, i blank sailing stanno tornando alla ribalta, con la programmazione di una quota tre le 30 e le 41 cancellazioni di partenze entro la metà di giugno, che porterà alla rimozione di circa il 4% della capacità attiva sulle rotte East-West contribuendo a una maggiore pressione sui noli e a finestre di prenotazione più ristrette. Per quel che riguarda l’Italia, sebbene il suo sistema logistico continui a dimostrare una notevole resilienza operativa, le pressioni commerciali sottostanti stanno diventando sempre più evidenti. I principali gateway continuano a gestire flussi relativamente stabili, ma la crescente variabilità degli arrivi delle navi genera effetti a catena sulla disponibilità dei container, sul coordinamento dei trasporti terrestri, sulla gestione dei magazzini e sulla pianificazione delle esportazioni. Per molte imprese italiane, in particolare Pmi e settori sensibili ai tempi di consegna, la sfida non riguarda più la possibilità di movimentare le merci, ma la capacità di farlo entro tempi economicamente sostenibili. Finestre di prenotazione più lunghe, minore prevedibilità nell’accesso ai container, maggiore domanda di spazi di stoccaggio ed esposizione crescente al capitale circolante indicano che il sistema logistico italiano sta affrontando una crescente complessità dal punto di vista commerciale. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
→ Apri originale
DAILY CURRENT AFFAIRS IAS | UPSC Prelims and Mains Exam – 10th June 2026
📰 Iasbaba.com 📅 2026-06-11 en Rumore · acque · biodiversità Salute · ambiente
Archives (PRELIMS  Focus) (MAINS Focus)   The post DAILY CURRENT AFFAIRS IAS | UPSC Prelims and Mains Exam – 10th June 2026 appeared first on IASbaba.
Subject:International Relations / Security Issues / Defence (Nuclear Weapons, Global Arms Control, Strategic Deterrence, International Think Tanks) Why in News? TheStockholm International Peace Research Institute (SIPRI) Yearbook 2026reported that India may haveoperationally deployed 12 nuclear warheadsfor the first time, marking a significant shift from its long-standing practice of keeping warheads and delivery systems separately stored during peacetime. SIPRI also estimated that India’s nuclear arsenal increased from180 to 190 warheadsas of January 2026. About SIPRI Key Findings on India India’s Nuclear Doctrine Global Nuclear Snapshot (SIPRI 2026) UPSC Prelims-Oriented Analysis Source/Reference: https://www.ndtv.com/india-news/in-a-first-india-deploys-12-nuclear-warhead-in-big-policy-shift-report-11611678 Subject:Geography / Economy / International Relations (Hydroelectric Power Projects, India–Bhutan Relations, River Systems, Renewable Energy) Why in News? Hindustan Construction Company (HCC)recently secured a contract worth₹127 crorefrom Wangchhu Hydroelectric Power Ltd. (WHPL) for construction works related to theWangchhu Hydroelectric Projectin Bhutan. The contract includes diversion tunnels, hydromechanical gates, and cofferdam works. About the Wangchhu Hydroelectric Project Ownership & Implementation Strategic Significance UPSC Prelims-Oriented Analysis Source/Reference: https://www.business-standard.com/markets/capital-market-news/hindustan-construction-secures-rs-127-cr-wangchhu-hydroelectric-project-126060500174_1.html Subject:Geography / Infrastructure / Internal Security (Himalayan Passes, Strategic Infrastructure, Border Connectivity, Tunnel Engineering) Why in News? TheZojila Tunnel, currently under construction, has reached significant milestones and is expected to becomeIndia’s longest road tunneland one of Asia’s longest bi-directional tunnels. The project is crucial for ensuringall-weather connectivity between Kashmir and Ladakh, a region often cut off during winter due to heavy snowfall. About the Zojila Tunnel Key Features Strategic Significance About Zoji La Pass UPSC Prelims-Oriented Analysis Source/Reference: https://indianexpress.com/article/explained/zojila-tunnel-development-longest-tunnel-10730959/ Subject:Polity & Governance / Economy (Statutory Bodies, Food Safety Regulations, Consumer Protection, Public Health) Why in News? TheFood Safety and Standards Authority of India (FSSAI)has directedFood Business Operators (FBOs)to discontinue the use ofnewspapers and recycled printed materialsfor packaging, storing, carrying, and serving food. The move aims to prevent contamination from printing inks, dyes, pigments, and other chemicals that may pose health risks. About FSSAI Composition Major Functions Recent Directive on Newspapers Important Initiatives of FSSAI UPSC Prelims-Oriented Analysis Source/Reference: https://newsonair.gov.in/fssai-directs-food-business-operators-to-discontinue-use-of-newspapers-for-food-packaging-serving-food/ Subject:Science & Technology (Space Science) (Black Holes, Radio Astronomy, Galactic Structure, Astrophysics) Why in News? Astronomers have solved a50-year-old mysteryregarding the unusual radio emissions fromSagittarius A* (Sgr A*), the supermassive black hole at the center of the Milky Way. Using nearly100 hours of radio observations, researchers found that the fluctuations in radio signals are caused by turbulence in the hot plasma surrounding the black hole, improving our understanding of black hole environments. What is Sagittarius A*? Key Features Recent Discovery Black Hole Basics UPSC Prelims-Oriented Analysis Source/Reference: https://indianexpress.com/article/technology/science/100-hours-of-radio-observations-crack-a-50-year-black-hole-mystery-10729429/ Subject:Environment & Ecology (Biodiversity, Endemic Species, Western Ghats Biodiversity Hotspot, Taxonomy & Evolution) Why in News? Researchers have identified a new freshwater fish species,Eechathalakenda incognita, from theWestern Ghats of Kerala, resolving a long-standing taxonomic and evolutionary mystery dating back to the 19th century. The discovery highlights the exceptional freshwater biodiversity and endemism of the Western Ghats. About Eechathalakenda incognita Key Significance About the Western Ghats UPSC Prelims-Oriented Analysis Source/Reference: https://www.thehindu.com/news/national/kerala/study-unveils-new-fish-species-in-western-ghats-solves-evolutionary-riddle/article71080594.ece#google_vignette GS Paper III – Economy (Infrastructure) | GS Paper III – EnvironmentTransport Connectivity; Energy Security; Digital Infrastructure; Urban Development; PM GatiShakti Introduction Infrastructure has become a key driver of India’s development strategy. Through initiatives such as the PM GatiShakti National Master Plan and the National Infrastructure Pipeline (NIP), the government has expanded investment in transport, energy, and digital networks. These efforts have improved logistics efficiency, lowered transportation costs, and enhanced India’s competitiveness as a manufacturing and investment destination. Main Body Transport Infrastructure: Roads, Railways, Ports, and Airports Roads: Railways: Ports and Shipping: Airports: Energy Infrastructure Power Generation: Transmission and Distribution: Digital Infrastructure BharatNet: Digital Payments: 5G Rollout: Urban Infrastructure Urban Transport: Housing and Sanitation: Water Supply: Institutional Mechanisms: PM GatiShakti and NIP PM GatiShakti National Master Plan (October 2021): National Infrastructure Pipeline (NIP): Logistics Performance Logistics Performance Index (World Bank): Key enablers: Challenges: The Core Reality: Conclusion India has witnessed unprecedented infrastructure expansion over the past decade through initiatives such as PM GatiShakti and the National Infrastructure Pipeline. Significant gains in highways, railways, metro networks, renewable energy, digital payments, and logistics have strengthened economic competitiveness and connectivity. Going forward, the focus must shift from asset creation to quality, maintenance, climate resilience, and greater private sector participation. UPSC Mains Practice Question https://www.pib.gov.in/PressReleasePage.aspx?PRID=2270740&reg=3&lang=1 GS Paper III – Security (Cyber Security) | GS Paper III – Science & TechnologyFrontier AI; Cyber Vulnerabilities; Critical Infrastructure; AI Safety Institute; Defensive AI Introduction Recent advances in AI-powered cybersecurity, exemplified by Anthropic’s Claude Mythos, have enabled the discovery of complex vulnerabilities that often escape human experts and conventional testing. Its ability to autonomously combine minor flaws into major attack pathways highlights emerging security risks. With only a small fraction of identified vulnerabilities patched, India must rapidly strengthen its cyber resilience and governance architecture to stay ahead of evolving AI-driven threats. Main Body Why Mythos is Different and More Dangerous India’s Preparedness Gap Digital Front End vs. Legacy Back End: No AI Safety Institute: Cybersecurity Workforce Gap: Recommendations: What India Must Do The Window Is Closing The Core Problem: Timeframe: The Mythos Era: Conclusion Advanced AI systems are rapidly transforming cybersecurity by identifying vulnerabilities beyond human capability and autonomously combining minor flaws into major attack vectors. While India possesses strong digital public infrastructure, legacy backend systems, workforce shortages, and the absence of a dedicated AI safety framework expose critical risks. India must urgently strengthen AI governance, cyber resilience, and international cooperation to stay ahead of emerging AI-driven threats. UPSC Mains Practice Question https://www.thehindu.com/opinion/lead/securing-india-against-the-threat-of-a-mythocalypse/article71081835.ece
→ Apri originale
Skeptical Science New Research for Week #24 2026
📰 Skepticalscience.com 📅 2026-06-11 en Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione Elettrificazione · cold ironing Rumore · acque · biodiversità Salute · ambiente
Open access notables Emergence of Uncompensable Heat Stress During Monsoon Season in India, Chuphal et al., AGU Advances Uncompensable heat stress (UHS), characterized by the loss of homeostasis due to excessive environmental thermal loading, causes substan…
Enter a term in the search box to find its definition. Use the controls in the far right panel to increase or decrease the number of terms automatically displayed (or to completely turn that feature off). Archives Emergence of Uncompensable Heat Stress During Monsoon Season in India, Chuphal et al.,AGU Advances Uncompensable heat stress (UHS), characterized by the loss of homeostasis due to excessive environmental thermal loading, causes substantial heat-related health risks in India. However, the spatial and seasonal heterogeneity, as well as temporal changes of UHS in India remain poorly understood. Using observations, reanalysis data, and climate model projections, we highlight the surge of UHS during the monsoon season (July–October) as the climate warms. In the observed period (1979–2021), the frequency and area affected by UHS have increased significantly across India. The observed UHS is more prevalent in summer (March–June) and affects 8% of India, whereas only 1% of the country is affected in the monsoon season. The summer UHS is also more strongly associated with annual heat-related mortality (R2 = 0.38). However, the monsoon season (July-October) UHS, predominantly characterized by hot-humid conditions, is projected to increase rapidly with climate warming and affect nearly equivalent areas of the country as the summer season (60% in summer and 53% in the monsoon season) under 2°C warming relative to the preindustrial period. This will create long-lasting UHS across both seasons, posing critical challenges to public health, labor productivity, and climate resilience in densely populated and vulnerable regions. Brief communication: Sea-level projections, adaptation planning, and actionable science, Lipscomb et al.,cryosphere As climate scientists seek to deliver actionable science for adaptation planning, there are risks in using novel results to inform decision-making. Premature acceptance may lead to maladaptation, practitioner confusion, and “whiplash”. We propose that scientific claims should be considered actionable (i.e., sufficiently accepted to support near-term adaptation action) only after meeting a confidence threshold based on the strength of evidence as evaluated by a diverse group of scientific experts. We discuss an influential study that projected rapid sea-level rise from Antarctic ice-sheet retreat but in our view was not actionable. We recommend regular, transparent communications between scientists and practitioners to support the use of actionable science. Hello world! An interdisciplinary climate modelling course, Proske & Staab,Geoscience Communication Climate models are not just physics translated into computer code. They are powerful actors influencing and influenced by humans. Thus modelers need to learn and modelling courses need to teach not only the techniques of numerical discretisation and the physical understanding of the climate system, but also the underlying motivations, the uncertainties and the societal embededness of the modelling approach. Following a design-based research approach, this study develops a 50hlong course at Bachelor level that aims to teach students such interdisciplinary perspectives. With a reflective open-ended exercise, we elicit students' learning process through challenging climate modelling topics. We find that the students learn to appreciate the complexity of climate models and the intricacies of scientific practice itself, highlighting for example the role of values in science. The exercise reveals few misconceptions and no major hurdles in the students' learning that may have been expected from the interdisciplinary nature of the material. We thus conclude that the course is a practice-proven approach to teaching the physical basis of climate modelling as well as its critical reflection. Rapid artificial intelligence deployment increases near-term pressure on global carbon budgets, Charabi,Communications Earth & Environment Limiting warming to 1.5 degrees Celsius depends on cumulative carbon dioxide emissions, not only on whether annual emissions eventually balance. Artificial intelligence is increasingly promoted as a tool for reducing emissions, but its supporting digital infrastructure produces emissions before many system-level benefits are realized. Here, we evaluate this timing mismatch using a probabilistic numerical cumulative carbon accounting model calibrated to International Energy Agency artificial-intelligence and energy scenarios through 2035. The model combines operational emissions, embodied emissions, and delayed system-level savings. Across 10,000 Monte Carlo realizations, the accelerated Lift-Off pathway yields a median cumulative carbon debt of 2.85 gigatonnes of carbon dioxide before annual savings exceed annual infrastructure-related emissions in late 2031. Across scenarios, the carbon imbalance varies with deployment speed, grid decarbonization, and the coupling between infrastructure growth and mitigation-relevant applications. These results indicate that rapid artificial-intelligence deployment can increase near-term pressure on the remaining 1.5 degrees Celsius carbon budget. Temperature Check 2025–26,The Center for Climate Journalism and Communication,University of Southern California Climate Change in the American Mind: Politics & Policy, Spring 2026,Leiserowitz et al.,Yale University and George Mason University This edition includes an unusually large number of articles, with some being rather old. This is a result of our correcting a bibliographic database query problem. In the interest of completeness of our internal database wer're integrating older items affected by this quirk. This edition takes a large initial bite out of the backlog and we'll then will meter out the remainder over the coming few weeks. Physical science of climate change, effects Atlantic multidecadal variability amplifies decadal variability in the Kuroshio–Oyashio Extension region under global warming, Wang et al.,Communications Earth & EnvironmentOpen Access10.1038/s43247-026-03750-2 Constraints on Climate Change Stabilization Based on Observations of Earth's Energy Imbalance, Douville & Allan,Geophysical Research LettersOpen Access10.1029/2025gl121056 Current and Future Changes in Earth's Outgoing Infrared Spectrum, Shaw et al.,Geophysical Research LettersOpen Access10.1029/2026gl121893 Decoupling greenhouse gas and paleogeographic effects on Pacific decadal climate variability, Wu et al.,Global and Planetary Change10.1016/j.gloplacha.2026.105558 Differential Synoptic Circulation Forcing of Land and Coastal Heatwaves, Zhang et al.,Journal of Geophysical Research Atmospheres10.1029/2026jd046358 Differential Synoptic Circulation Forcing of Land and Coastal Heatwaves, Zhang et al.,Journal of Geophysical Research Atmospheres10.1029/2026jd046358 Divergent regional responses of soil moisture-air temperature coupling under future climate scenarios, Hagan et al.,Nature CommunicationsOpen Access10.1038/s41467-026-74040-w Elevation-dependent warming: observations, models, and energetic mechanisms, Byrne et al.,Weather and Climate DynamicsOpen Accesspdf10.5194/wcd-5-763-2024 High-latitude Southern Ocean warming hotspot induced by ocean mesoscale eddies, Li et al.,Nature Climate ChangeOpen Accesspdf10.1038/s41558-026-02652-7 Interdependent Extratropical Atmospheric Responses to Arctic Sea Ice Loss, QBO, and ENSO, Walsh et al.,Journal of ClimateOpen Access10.1175/jcli-d-24-0518.1 Mechanisms Driving CO2 Instantaneous Radiative Forcing Enhancement in Warmer Climates, Wang et al.,Journal of Climate10.1175/jcli-d-25-0569.1 Multidecadal Atlantic “Warming Hole” Heat Content Variations Are Caused by Ocean Heat Transport, Not by Surface Fluxes, Rahmstorf et al.,Geophysical Research LettersOpen Access10.1029/2025gl118383 Multidecadal Atlantic “Warming Hole” Heat Content Variations Are Caused by Ocean Heat Transport, Not by Surface Fluxes, Rahmstorf et al.,Geophysical Research LettersOpen Access10.1029/2025gl118383 Observational constraints from global ice-phase fraction indicate moderate climate sensitivity, Zhou et al.,Science AdvancesOpen Access10.1126/sciadv.aea0731 On the Role of Ocean Dynamics in Polar-Amplified Climate Change, Shakespeare,Journal of Climate10.1175/jcli-d-25-0193.1 Polar processes set Arctic marine heatwaves apart, Athanase et al.,Communications Earth & EnvironmentOpen Accesspdf10.1038/s43247-026-03735-1 Most cited from this section, published 2 years ago:Changes in Compound Hot Extremes over the Mid–High Latitudes of Asia and the Underlying Mechanisms,Journal of Climate, 10.1175/jcli-d-23-0502.14cites. Observations of climate change, effects Compound weather and climate events in 2025, Raymond et al.,Nature Reviews Earth & Environment10.1038/s43017-026-00797-9 Emergence of Uncompensable Heat Stress During Monsoon Season in India, Chuphal et al.,AGU AdvancesOpen Access10.1029/2025av001945 Emerging Effective Radiative Forcing in the Radiative Imbalance Since 2010, Yukimoto et al.,Geophysical Research LettersOpen Accesspdf10.1029/2025gl119913 Historical Increase in Autumn and Winter Cyclone-Associated Precipitation Over the Arctic Ocean Driven Primarily by Enhanced Arctic Evaporation, Crawford et al.,Journal of Geophysical Research AtmospheresOpen Access10.1029/2025jd045523 Human-induced westerly jet shifts coordinate terrestrial productivity at the hemispheric scale, Yang et al.,Nature CommunicationsOpen Access10.1038/s41467-026-74039-3 Sudden, local temperature increase above the continental slope in the southern Weddell Sea, Antarctica, Darelius et al.,Ocean scienceOpen Access10.5194/os-19-671-2023 The Fate of Western Headwaters: Climate Controls on Base-Flow Decline, Mroczek et al.,Earth s FutureOpen Access10.1029/2025ef007971 Unveiling the Climate Type Shifts: The Dominant Role of Anthropogenic Activities, Zhang et al.,Anthropocene10.1016/j.ancene.2026.100558 Most cited from this section, published 2 years ago:Analysis of tropical nights in Spain (1970–2023): Minimum temperatures as an indicator of climate change,International Journal of Climatology, 10.1002/joc.851019cites. Instrumentation & observational methods of climate change, effects Cloud parameter retrieval based on satellite data: A review of methods, advances, and challenges, Li et al.,Atmospheric Research10.1016/j.atmosres.2026.109130 Combining Observations, Forecasts, and Projections into Seamless Climate Information: Recent Advances and Insights in User Applications, Sarojini et al.,Bulletin of the American Meteorological SocietyOpen Access10.1175/bams-d-26-0079.1 Data supporting the North Atlantic Climate System: Integrated Studies (ACSIS) programme, including atmospheric composition, oceanographic and sea ice observations (2016–2022) and output from ocean, atmosphere, land and sea-ice models (1950–2050), Archibald et al.,Earth system science dataOpen Accesspdf10.5194/essd-17-135-2025 Machine learning-based assessment of climate change impacts on hydrological drought in the Yangtze River Basin, 1985–2020, WANG et al.,Advances in Climate Change ResearchOpen Access10.1016/j.accre.2026.05.010 Thermo-hydrological river valley observatory in Yedoma permafrost from 2012 through 2022 in Syrdakh, Central Yakutia, Pohl et al.,Earth system science dataOpen Access10.5194/essd-18-3525-2026 Modeling, simulation & projection of climate change, effects Enhanced Moisture Uptake Fuels North Atlantic Tropical Easterly Waves Precipitation in a Downscaled CMIP6 Projection, Córdova-García et al.,Geophysical Research LettersOpen Access10.1029/2026gl122074 Future Projection of Tropical Upper-Tropospheric Troughs and Implications for Tropical Cyclone Activity, Chang et al.,Journal of Climate10.1175/jcli-d-25-0579.1 Increasing Future Global Compound Heat Flash Droughts and Socioeconomic Exposure, Li et al.,Earth s FutureOpen Access10.1029/2026ef008096 Near-0°C Temperature Pathways From High-Resolution Simulation in Current and Pseudo-Global Warming Future Over Eastern Canada and United States, Basnet & Thériault,Journal of Geophysical Research AtmospheresOpen Access10.1029/2025jd045714 Projected changes in forest fire season, the number of fires, and burnt area in Fennoscandia by 2100, Kinnunen et al.,BiogeosciencesOpen Access10.5194/bg-21-4739-2024 Worst-case European heat storylines generated using ensemble boosting, Suarez-Gutierrez et al.,Communications Earth & EnvironmentOpen Accesspdf10.1038/s43247-026-03699-2 Most cited from this section, published 2 years ago:Comparative assessment of dry- and humid-heat extremes in a warming climate: Frequency, intensity, and seasonal timing,Weather and Climate Extremes, 10.1016/j.wace.2024.10069820cites. Advancement of climate & climate effects modeling, simulation & projection CMIP6 models overestimate sea ice melt, growth and conduction relative to ice mass balance buoy estimates, West & Blockley,Geoscientific model developmentOpen Accesspdf10.5194/gmd-18-3041-2025 Hello world! An interdisciplinary climate modelling course, Proske & Staab,Geoscience CommunicationOpen Accesspdf10.5194/gc-9-239-2026 Transport of warm bias from Indian Ocean subsurface to Southern Ocean surface in Coupled Model Intercomparison Project phase 6 models, Ma et al.,Communications Earth & EnvironmentOpen Accesspdf10.1038/s43247-026-03705-7 Tropical impacts of the Southern Ocean underestimated by mean-state biases, Dong et al.,Science AdvancesOpen Access10.1126/sciadv.aed1936 Underestimated Future Wetting in the Arid Region of Northwest China: Impact of Systematic Model Biases in Synoptic Regime Frequency, Guo et al.,Journal of Geophysical Research Atmospheres10.1029/2026jd046874 Using remote sensing radiation and meteorological data to assess climate change: prediction of extreme weather events in Northeast China, Li et al.,Frontiers in Environmental ScienceOpen Accesspdf10.3389/fenvs.2026.1778049 Most cited from this section, published 2 years ago:Delivering an Improved Framework for the New Generation of CMIP6-Driven EURO-CORDEX Regional Climate Simulations,Bulletin of the American Meteorological Society, 10.1175/bams-d-23-0131.123cites. Cryosphere & climate change Arctic Sea Ice Acceleration: Seasonal Pulses, Spatial Contrasts, and a Sea Ice Concentration–Dependent Rheological Threshold, Ouyang et al.,Journal of Geophysical Research Oceans10.1029/2025jc023182 Assessing the susceptibility to thaw settlement hazards in circum-Arctic permafrost regions during 2000?2020, NI et al.,Advances in Climate Change ResearchOpen Access10.1016/j.accre.2026.05.021 Ice-sheet regime shifts with climate warming, Golledge et al.,Nature Geoscience10.1038/s41561-026-02010-4 Ice-Sheet–Ocean Interactions and the Reversibility of a Regime Shift Beneath Filchner-Ronne Ice Shelf, Reese et al.,Journal of Geophysical Research OceansOpen Access10.1029/2025jc023952 Inland migration of near-surface crevasses in the Amundsen Sea Sector, West Antarctica, Hoffman et al.,cryosphereOpen Access10.5194/tc-19-1353-2025 Mapping the vertical heterogeneity of Greenland's firn from 2011–2019 using airborne radar and laser altimetry, Rutishauser et al.,cryosphereOpen Access10.5194/tc-18-2455-2024 Probabilistic projections of the Amery Ice Shelf catchment, Antarctica, under conditions of high ice-shelf basal melt, Jantre et al.,cryosphereOpen Access10.5194/tc-18-5207-2024 Sedimentary insights into organic matter alteration in Arctic Alaska's saline permafrost, Seemann et al.,BiogeosciencesOpen Accesspdf10.5194/bg-23-3675-2026 The influence of ocean waves on Antarctic sea-ice albedo and seasonal melting, and potential coupled physical and biological feedbacks, Massom et al.,cryosphereOpen Access10.5194/tc-20-3271-2026 Most cited from this section, published 2 years ago:Snowpack variations and their hazardous effects under climate warming in the central Tianshan Mountains,Advances in Climate Change Research, 10.1016/j.accre.2024.06.00112cites. Sea level & climate change Crustal Deformation and Gravitational Effects From Dynamic Ocean Mass Redistribution Impact Projected Sea-Level Change, Ertel et al.,Geophysical Research LettersOpen Access10.1029/2026gl122243 Impacts of future sea level change on Greenland from community knowledge, coastal mapping, and glacial isostatic adjustment models, Tinto et al.,Proceedings of the National Academy of SciencesOpen Accesspdf10.1073/pnas.2528615123 Sea-level rise is projected to reshape compound flooding potential in microtidal environments along the Spanish Mediterranean coastline, Jiménez et al.,Communications Earth & EnvironmentOpen Accesspdf10.1038/s43247-026-03712-8 Singular Geological Evidence, Historical Record and Socio-Economic Consequences of Recent Coastal Erosion and Future Sea Level Rise on Tourist Beaches: A Case Study from Southwestern Spain, Izquierdo et al.,Journal of Earth Science10.1007/s12583-025-0303-5 The sea level time series of Trieste, Molo Sartorio, Italy (1869–2021), Raicich,Earth system science dataOpen Accesspdf10.5194/essd-15-1749-2023 Most cited from this section, published 2 years ago:Sea-level change in coastal areas of China: Status in 2021,Advances in Climate Change Research, 10.1016/j.accre.2024.06.00211cites. Paleoclimate & paleogeochemistry Non-linear climatic response to the weakening of the Atlantic Meridional Overturning Circulation during glacial times, Du et al.,Climate of the pastOpen Access10.5194/cp-22-1105-2026 West Antarctic Ice Sheet advance since the early Pliocene, Zhang et al.,Nature CommunicationsOpen Access10.1038/s41467-026-74100-1 Most cited from this section, published 2 years ago:Polar amplification of orbital-scale climate variability in the early Eocene greenhouse world,Climate of the past, 10.5194/cp-20-1303-202411cites. Biology & climate change, related geochemistry A global early warning system for predicting exposure of biodiversity to extreme heat, Serra-Diaz et al.,Nature Climate Change10.1038/s41558-026-02642-9 Amplified Arctic iceberg traffic reshapes benthic biodiversity, Krumpen,Zenodo (CERN European Organization for Nuclear Research)Open Access10.5281/zenodo.19664564 Anchoring India's Umbrella Species to Biodiversity and Climate Gains, Lamba et al.,Conservation LettersOpen Access10.1111/con4.70059 Aridity Modulates the Legacy of Peak Growing Season Precipitation on Tree Growth Across Eurasia, Abudureheman et al.,Dendrochronologia10.1016/j.dendro.2026.126563 Bambusa bambos in Sri Lanka: a native species at the interface of climate resilience and ecological disruption, Madawala,Frontiers in Ecology and EvolutionOpen Accesspdf10.3389/fevo.2026.1862374 Bleaching, mortality and lengthy recovery on the coral reefs of Lord Howe Island. The 2019 marine heatwave suggests an uncertain future for high-latitude ecosystems, Moriarty et al.,PLOS ClimateOpen Accesspdf10.1371/journal.pclm.0000080 Climate Change Reduces Habitat Suitability of the Endemic Iranian Ground-Jay (Podoces pleskei): Spatial Analyses to Guide Conservation Strategies, Yousefi et al.,Ecology and EvolutionOpen Access10.1002/ece3.73637 Climate Warming Will Reduce Boreal Forest Litterfall, but the Response Differs Among Plant Functional Types, Thu et al.,Ecology and EvolutionOpen Access10.1002/ece3.73726 Climate-induced shifts in plant investment strategies regulate ecosystem carbon cycling across alpine grasslands, Althuizen et al.,Journal of EcologyOpen Access10.1111/1365-2745.70364 Competition enables rapid adaptation to a warming range edge in a model plant community, Usui & Angert,Science10.1126/science.ads4664 Deforestation-induced drying lowers Amazon climate threshold, Wunderling et al.,NatureOpen Access10.1038/s41586-026-10456-0 Disease, Drought, and Warming: A Triple Threat to a Declining High-Elevation Amphibian, Kissel et al.,Ecology and EvolutionOpen Access10.1002/ece3.73767 Eco-evolutionary decoupling drives silent ecosystem collapse in the Anthropocene, Mosoh,Frontiers in ClimateOpen Access10.3389/fclim.2026.1765410 Glacial Meltwater Impacts Marine Carbonate Chemistry on Iceland's Continental Shelf, Ljungberg et al.,Journal of Geophysical Research OceansOpen Access10.1029/2025jc023671 Integrating Remote Sensing and Machine Learning to Project Global Habitat Suitability and Productivity of Chinese Fir Under Climate Change, Sun et al.,Ecology and EvolutionOpen Access10.1002/ece3.73757 Modelling the global invasion potential of Pelagia noctiluca under climate change, Nisai et al.,Scientific ReportsOpen Accesspdf10.1038/s41598-026-48886-5 Persistent warm water anomalies before and after marine heatwaves amplify heat exposure and associated risks, Nardi et al.,Communications Earth & EnvironmentOpen Access10.1038/s43247-026-03739-x Reversible Regime Change: Climate-Driven Phytoplankton Community Shifts in the Cariaco Basin, Venezuela, Post et al.,Journal of Geophysical Research BiogeosciencesOpen Access10.1029/2025jg009360 Snow Gum Dieback Enhances Trunk Monoterpene Emissions in the Australian Alps, Contreras?Serrano et al.,Journal of Geophysical Research BiogeosciencesOpen Access10.1029/2025jg009577 Static connectivity models underestimate ecological risk under long-term climate and land-use change, Xu et al.,Communications Earth & EnvironmentOpen Access10.1038/s43247-026-03707-5 The Mussels That Came in From the Cold: Long-Term Effects of the Population Collapse in the 1960s May Explain Low Abundances of Boreal Mussels in the Subarctic Despite the Warming, Marchenko et al.,Ecology and EvolutionOpen Access10.1002/ece3.73763 These Boots Are Made for Walking: Sex-Specific Physiological and Metabolomic Strategies Reflect Male-Skewed Vulnerability to Ocean Warming in a Keystone Amphipod, Fernandes et al.,Global Change BiologyOpen Access10.1111/gcb.70950 Vegetation Growth Responses to Extreme Drought Events During 2001–2016 in Southwest China, Bing et al.,Journal of Geophysical Research Atmospheres10.1029/2025jd045108 Widespread Aquatic Insect Responses to Recent Warming in Swiss Mountain Lakes, Damber et al.,Global Change BiologyOpen Access10.1111/gcb.70957 Most cited from this section, published 2 years ago:Global critical soil moisture thresholds of plant water stress,Nature Communications, 10.1038/s41467-024-49244-7156cites. GHG sources & sinks, flux, related geochemistry A fixed methane filter maximizes freshwater emissions under warming, Harpenslager et al.,Nature Climate ChangeOpen Accesspdf10.1038/s41558-026-02649-2 Annual emissions of carbon from land use, land-use change, and forestry from 1850 to 2020, Houghton & Castanho,Earth system science dataOpen Accesspdf10.5194/essd-15-2025-2023 Anthropogenic Carbon Isotope Signals in North Atlantic Water Masses at 48°N, Bavoux et al.,Geophysical Research LettersOpen Access10.1029/2025gl121339 Assessing recent anthropogenic carbon dioxide and acidification in the Ross Sea, Antarctica, Mo et al.,Marine Environmental Research10.1016/j.marenvres.2026.108125 Canada's Forests Are Shifting From a Recovery-Driven Carbon Sink to a Disturbance-Driven Carbon Source, Curasi et al.,Global Change BiologyOpen Access10.1111/gcb.70958 Carbon emissions and radiative forcings from tundra wildfires in the Yukon–Kuskokwim River Delta, Alaska, Moubarak et al.,BiogeosciencesOpen Accesspdf10.5194/bg-20-1537-2023 Climate-induced shifts in plant investment strategies regulate ecosystem carbon cycling across alpine grasslands, Althuizen et al.,Journal of EcologyOpen Access10.1111/1365-2745.70364 Contrasting carbon cycling in the benthic food webs between a river-fed, high-energy canyon and an upper continental slope, Tung et al.,BiogeosciencesOpen Accesspdf10.5194/bg-21-1729-2024 FluxCANS: A Field Campaign on Carbon, Nitrogen, and Sulfur Fluxes over a Lake–Wetland in the North China Plain, Li et al.,Bulletin of the American Meteorological Society10.1175/bams-d-25-0330.1 Integrated perspective on ocean carbon cycle: Untangling facts, fluxes, and fictions, Resplandy et al.,Science AdvancesOpen Access10.1126/sciadv.aed2480 Monitoring urban carbon dioxide emissions from the atmosphere: insights from vertical tower observations in Beijing, China, Liu et al.,Atmospheric Environment10.1016/j.atmosenv.2026.122166 Natural forest expansion is a larger carbon sink than secondary forests in moist tropics, ZHANG et al.,Nature Geoscience10.1038/s41561-026-01984-5 Nitrogen limitation amplifies future warming by weakening terrestrial carbon cycle feedbacks and sink capacity, Tang et al.,Communications Earth & EnvironmentOpen Accesspdf10.1038/s43247-026-03736-0 Rapid artificial intelligence deployment increases near-term pressure on global carbon budgets, Charabi,Communications Earth & EnvironmentOpen Accesspdf10.1038/s43247-026-03746-y Reply to: The size of tropical vegetation gross primary production, Lai et al.,Nature10.1038/s41586-026-10561-0 Sedimentary insights into organic matter alteration in Arctic Alaska's saline permafrost, Seemann et al.,BiogeosciencesOpen Accesspdf10.5194/bg-23-3675-2026 The Importance of Scale in the Future of Mangrove Blue Carbon Under Sea-Level Rise, Iwantoro et al.,Earth s FutureOpen Access10.1029/2025ef006984 Wood Decomposition in European Rivers Increases With Temperature but Decreases With Human Population Density, Jonsson et al.,Ecology and EvolutionOpen Access10.1002/ece3.73821 Most cited from this section, published 2 years ago:The Growth and Carbon Sink of Tundra Peat Patches in Arctic Alaska,Journal of Geophysical Research Biogeosciences, 10.1029/2023jg00789019cites. CO2 capture, sequestration science & engineering Accelerating weathering, lessons from a century of soil rejuvenation, Minasny & Dupla,Frontiers in ClimateOpen Accesspdf10.3389/fclim.2026.1824420 Analysing policy signals from the US, EU and UN regulations for the deployment of marine carbon dioxide removal, Seralta et al.,Climate Policy10.1080/14693062.2026.2678303 Early engagement with First Nations in British Columbia, Canada: a case study for assessing the feasibility of geological carbon storage, Steinthorsdottir et al.,Geoscience CommunicationOpen Accesspdf10.5194/gc-8-151-2025 Most cited from this section, published 2 years ago:Graphene membranes with pyridinic nitrogen at pore edges for high-performance CO2 capture,Nature Energy, 10.1038/s41560-024-01556-068cites. Decarbonization Aquavoltaics knowledge gaps undercut benefits, Liu et al.,Science10.1126/science.aeh2751 Climate (im)mobility justice under transboundary hydropower: evidence from Northeast Thailand, Steiner et al.,FigshareOpen Access10.6084/m9.figshare.32609872.v1 Dynamic and probabilistic material flow analysis for circular economy strategies in the photovoltaic sector, Jorio et al.,Environment Development and SustainabilityOpen Accesspdf10.1007/s10668-026-07730-6 From climate goals to energy security: Mapping Europe's biomethane implementation gap, with Greece as a case in point, Giannakis et al.,Energy Research & Social ScienceOpen Access10.1016/j.erss.2026.104799 UK Government support for nuclear power compared with that of tidal lagoons, Allsopp,Energy PolicyOpen Access10.1016/j.enpol.2026.115400 Most cited from this section, published 2 years ago:Skillful seasonal prediction of wind energy resources in the contiguous United States,Communications Earth & Environment, 10.1038/s43247-024-01457-w18cites. Geoengineering climate Sulfur Exposure for Airplane Passengers From Stratospheric Aerosol Injection, Robock et al.,Geophysical Research LettersOpen Accesspdf10.1029/2026gl122804 The deployment length of solar radiation modification: an interplay of mitigation, net-negative emissions and climate uncertainty, Baur et al.,Earth System DynamicsOpen Accesspdf10.5194/esd-14-367-2023 Most cited from this section, published 2 years ago:Investigating the effect of silicate- and calcium-based ocean alkalinity enhancement on diatom silicification,Biogeosciences, 10.5194/bg-21-2777-202432cites. Black carbon China's Contribution to Arctic Black Carbon Declined From 2009 to 2022, Deng et al.,Earth s FutureOpen Access10.1029/2025ef007441 Aerosols Most cited from this section, published 2 years ago:Aerosol?Cloud Interactions From Aviation Soot Emissions,Journal of Geophysical Research Atmospheres, 10.1029/2023jd0402774cites. Climate change communications & cognition Comparing households’ perception of flood hazard with historical climate and hydrological data in the Lower Mono River catchment (West Africa), Benin and Togo, Dossoumou et al.,PLOS ClimateOpen Accesspdf10.1371/journal.pclm.0000123 Coping with the climate crisis: Text-derived coping profiles reveal a tension between burden, engagement, and mental well-being in four countries, Zauner et al.,Journal of Environmental Psychology10.1016/j.jenvp.2026.103102 Do low-income groups respond more positively to “climate justice” than to other terms from the public discourse about climate change and sustainability? Evidence from a survey-based wording experiment with a representative Los Angeles County sample, Blyler et al.,PLOS ClimateOpen Access10.1371/journal.pclm.0000905 Environmental and climate news in the eyes of parents as audiences: disconnection, uncertainty and anxiety in evaluating news about environmental change, Roberts et al.,Environmental Sociology10.1080/23251042.2026.2684455 Hello world! An interdisciplinary climate modelling course, Proske & Staab,Geoscience CommunicationOpen Accesspdf10.5194/gc-9-239-2026 The impact of green space perception, trust in scientists and climate anxiety in predicting the perception of air pollution health effects, Monge et al.,PLOS ClimateOpen Access10.1371/journal.pclm.0000683 Most cited from this section, published 2 years ago:From Denial to the Culture Wars: A Study of Climate Misinformation on YouTube,Environmental Communication, 10.1080/17524032.2024.236386131cites. Agronomy, animal husbundry, food production & climate change Beyond temperature: Why climate adaptation in agriculture needs a systems approach, Basso,Proceedings of the National Academy of SciencesOpen Access10.1073/pnas.2614201123 Climate Change, Animal Agriculture, and Ethics, Donoso & Mittiga,Wiley Interdisciplinary Reviews Climate ChangeOpen Access10.1002/wcc.70047 Editorial: Regenerative agriculture for soil health, greenhouse gas mitigation, and climate action, Lenka et al.,Frontiers in Environmental ScienceOpen Accesspdf10.3389/fenvs.2026.1872013 Impact of climate change on plantation crops with special reference to tea (Camellia sinensis (L.) O. Kuntze) in India, Babu et al.,Frontiers in ClimateOpen Accesspdf10.3389/fclim.2026.1829924 Impacts of climate change on the phenology and distribution range of Castanea sativa (Mill.) varieties in the Cévennes mountainous region, Southern France, Ponsa et al.,Regional Environmental ChangeOpen Accesspdf10.1007/s10113-026-02605-y Investigating Methane Emissions From Cattle Facilities in Northeastern Colorado, Steinmann et al.,Journal of Geophysical Research Atmospheres10.1029/2025jd046146 Low hanging fruit: climate change and tobacco endgame measures, Bostic et al.,Frontiers in Environmental ScienceOpen Accesspdf10.3389/fenvs.2026.1606133 Multidimensional assessment of farmers’ climate resilience in the lower Gangetic Region of India, Biswas et al.,Discover SustainabilityOpen Access10.1007/s43621-026-03679-8 Pollinator Dependency and Regional Climate Affect Crop Yield Development Under Climate Change, Prucker et al.,Ecology and EvolutionOpen Access10.1002/ece3.73751 Regenerative agriculture for soil health, greenhouse gas mitigation, and climate action, Lenka et al.,Frontiers in Environmental ScienceOpen Accesspdf10.3389/fenvs.2026.1872013 Shifting hail hazard under global warming and effects on crop hail risk, Raupach et al.,Nature Climate ChangeOpen Access10.1038/s41558-026-02660-7 Most cited from this section, published 2 years ago:Deforestation and climate risk hotspots in the global cocoa value chain,Environmental Science & Policy, 10.1016/j.envsci.2024.10379617cites. Hydrology, hydrometeorology & climate change Climatology and Trends of Sub-Daily Precipitation Extremes in Croatia, Star?evi? et al.,International Journal of ClimatologyOpen Access10.1002/joc.70463 Flood Hazard in Aotearoa New Zealand Under Current and Future Climates, Harang et al.,Geoscience Data JournalOpen Access10.1002/gdj3.70083 Hydrological transition from natural locking to artificial locking in the Indus River Basin (IRB) under warming climate, Jeelani et al.,Current Opinion in Environmental Sustainability10.1016/j.cosust.2026.101666 The Fate of Western Headwaters: Climate Controls on Base-Flow Decline, Mroczek et al.,Earth s FutureOpen Access10.1029/2025ef007971 The Growing Threat of Flooding on Transportation Infrastructure Across Texas Through 2100, Ahasan et al.,Earth s FutureOpen Access10.1029/2026ef008207 The Shrinking Caspian Sea: Eco-Hydrological Responses to Human and Climate Pressures, Duku et al.,Earth s FutureOpen Access10.1029/2025ef008028 Trends in Subdaily to Daily Rainfall in Florida, 1990–2022, Haider et al.,Journal of Hydrometeorology10.1175/jhm-d-25-0112.1 Warming Drives Streamflow Reductions and Intensifies Hydrologic Whiplash, Threatening California's Water Supply, Graves et al.,Earth s FutureOpen Access10.1029/2025ef006985 Most cited from this section, published 2 years ago:Anthropogenic Intensification of Cool?Season Precipitation Is Not Yet Detectable Across the Western United States,Journal of Geophysical Research Atmospheres, 10.1029/2023jd04053712cites. Climate change economics Early signs that the EU carbon border adjustment mechanism is reshaping EU–India steel trade, Vriz et al.,Nature Climate ChangeOpen Accesspdf10.1038/s41558-026-02607-y Operationalizing publicly managed decline: Public asset acquisition in the Powder River Basin, Wyoming, Mijin & Grubert,Energy Research & Social Science10.1016/j.erss.2026.104772 Operationalizing the loss and damage fund: a case for equity and justice in India's climate response, Lama et al.,Climate and Development10.1080/17565529.2026.2674796 Most cited from this section, published 2 years ago:Greening to shield: The impacts of extreme rainfall on economic activity in Latin American cities,Global Environmental Change, 10.1016/j.gloenvcha.2024.1028575cites. Climate change mitigation public policy research Forecasting Ireland's retrofit trajectory: Overcoming policy gaps to meet climate action goals, Essien-Thompson et al.,Energy PolicyOpen Access10.1016/j.enpol.2026.115135 Fossil lock-in, resource dependence, and energy transition policy in the Global South, Bigerna et al.,Energy PolicyOpen Access10.1016/j.enpol.2026.115281 Leveraging agency for climate change mitigation, Kukowski et al.,Nature Climate Change10.1038/s41558-026-02644-7 Rethinking energy transition strategies for the European Union amid rising energy prices, Meng et al.,Proceedings of the National Academy of SciencesOpen Access10.1073/pnas.2609606123 Most cited from this section, published 2 years ago:The transition towards solar energy storage: a multi-level perspective,Energy Policy, 10.1016/j.enpol.2024.11420927cites. Climate change adaptation & adaptation public policy research African cities apply new planning tool to guide urban NbS action for climate resilience: insights from Addis Ababa and Kigali, Beyer et al.,Environmental Research Infrastructure and SustainabilityOpen Access10.1088/2634-4505/ae6acd Brief communication: Sea-level projections, adaptation planning, and actionable science, Lipscomb et al.,cryosphereOpen Accesspdf10.5194/tc-19-793-2025 Building resilient Arctic futures through Indigenous Knowledge and self-determination, Vural & Hall,PLOS ClimateOpen Access10.1371/journal.pclm.0000943 Climate change at the margins of the megacity: informal settlements’ adaptation infrastructures, Castro,Climate and DevelopmentOpen Access10.1080/17565529.2026.2679005 Exploring the Role of Strategic Place-Based Risk Assessment as a Framework to Support System-Based Climate Adaptation Planning, Jenkins et al.,Earth s FutureOpen Access10.1029/2025ef007417 Informing adaptation strategy through mapping the dynamics linking climate change, health, and other human systems: Case studies from Georgia, Lebanon, Mozambique and Costa Rica, Loffreda et al.,PLOS ClimateOpen Accesspdf10.1371/journal.pclm.0000184 Norms and climate change adaptation behaviour: a systematic literature review using TCCM framework and future research agenda, Vinchurkar & Gaurav,Climate and Development10.1080/17565529.2026.2674797 Relevant climatic impact-drivers for port functionality in a changing climate – an evaluation based on German seaports, Lankenau et al.,Climate Risk ManagementOpen Access10.1016/j.crm.2026.100832 Translating community perceptions and concerns into planning: climate change adaptation in Hooper Bay, Alaska, Molina et al.,Regional Environmental Change10.1007/s10113-026-02612-z Most cited from this section, published 2 years ago:Navigating tensions in climate change-related planned relocation,AMBIO, 10.1007/s13280-024-02035-220cites. Climate change impacts on human health Climate change, inequality, and childhood stunting in African countries, Pradhan et al.,Proceedings of the National Academy of SciencesOpen Access10.1073/pnas.2518179123 Emergence of Uncompensable Heat Stress During Monsoon Season in India, Chuphal et al.,AGU AdvancesOpen Access10.1029/2025av001945 Emergency Department Presentations During Dry and Humid Heatwaves: A Case-Crossover Study in the Northern Territory, Australia, Boyd et al.,GeoHealthOpen Accesspdf10.1029/2025gh001562 Evaluating the potential for heat warning systems to account for intra-urban variability, Ludwig et al.,PLOS ClimateOpen Access10.1371/journal.pclm.0000941 Global, regional, and national trends in disease burden attributable to high temperature exposure in adults aged 65 years and older from 1990 to 2021, Zhu et al.,Frontiers in ClimateOpen Accesspdf10.3389/fclim.2026.1811293 Governing climate change adaptation in urban Tanzania: health system capacity gaps and implications for resilience, Mushi et al.,Frontiers in ClimateOpen Access10.3389/fclim.2026.1801864 Heat, Humidity, and Adverse Birth Outcomes: Quantification of Projected Risks in the Contiguous United States, Sheahan et al.,GeoHealthOpen Access10.1029/2025gh001643 Most cited from this section, published 2 years ago:Climate changes and food-borne pathogens: the impact on human health and mitigation strategy,Climatic Change, 10.1007/s10584-024-03748-974cites. Climate change & geopolitics Analysing policy signals from the US, EU and UN regulations for the deployment of marine carbon dioxide removal, Seralta et al.,Climate Policy10.1080/14693062.2026.2678303 Other Cloud-Radiative Feedback Intensified Yunnan's Record-Breaking 2023 Spring Drought-Heatwave, Zhou et al.,Journal of Geophysical Research Atmospheres10.1029/2025jd046196 Peatland fire ecology and management in Malaysia: hydrological controls, empirical insights and pathways to climate resilience, Nawang et al.,Fire EcologyOpen Access10.1186/s42408-026-00505-4 Informed opinion, nudges & major initiatives Opinion: The Scientific and Community-Building Roles of the Geoengineering Model Intercomparison Project (GeoMIP) - Past, Present, and Future, Visioni et al.,Atmospheric chemistry and physicsOpen Accesspdf10.5194/acp-23-5149-2023 White House defangs NSF watchdog unit, Mervis,Science10.1126/science.aej3864 Most cited from this section, published 2 years ago:The climate benefits from cement carbonation are being overestimated,Nature Communications, 10.1038/s41467-024-48965-z77cites. The Demand Stack: An Assessment of the Benefits,Hledik et al.,Uplight Americans Oppose AI Data Centers in Their Area,Jeffrey Jones,Gallup The Environmental Cost of Artificial Intelligence: Carbon, Water, and Land Footprints,Aczel et al.,United Nations University Advancing Industrial Electrification in Pennsylvania,Quinn et al.,The 2035 Initiative, University of California, Santa Barbara Global Justice Report,Aggarwal et al.,World Inequality Lab Temperature Check 2025–26,The Center for Climate Journalism and Communication,University of Southern California The New Geopolitics of LNG: Asia’s Energy Security in a Divided World,Andrews-Speed et al.,The National Bureau of Asian Research Drivers of supply and demand of terrestrial animal source food,Tak et al.,Food and Agriculture Organization of the United Nations Clean industry rising: the foundation of resilient value chains,Mission Possible Partnership China Carbon Neutrality Tracker 2025 Annual Report Green and Low-Carbon Transition in China's Provincial Level Regions: A Decade in Review,Li et al.,Institute for Global Decarbonization Progress Gas share in global power mix has declined for a fifth consecutive year,Malgorzata Wiatros-Motyka,Ember Climate Change in the American Mind: Politics & Policy, Spring 2026,Leiserowitz et al.,Yale University and George Mason University The Intersection of Data Center Development, Water Availability, and Environmental Justice In California,Stewart-Frey et al.,NEXT 10 Banking on Climate Crisis. Fossil Fuel Finance Report 2026,Lusiani et al.,Banking on Climate Chaos Coalition SLCP Impact Report: A decade of driving decent working conditions,The Social and Labor Convergence Program Clickherefor the why and how of Skeptical ScienceNew Research. Please let us know if you're aware of an article you think may be of interest for Skeptical Science research news, or if we've missed something that may be important. Send your input to Skeptical Science via ourcontact form. The previous edition ofSkeptical Science New Researchmay be foundhere. 00 Printable Version|Link to this page There have been no comments posted yet. You need to be logged in to post a comment. Login via the left margin or if you're new,register here. The Consensus Project Website THE ESCALATOR(free to republish)
→ Apri originale
A Trieste il primo impianto mobile per il trattamento delle acque di zavorra
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-06-10 📍 Venezia it Rumore · acque · biodiversità Salute · ambiente
Pure Ballast di Itelyum è stato collaudato da Autorità Marittima, Adsp, Arpa Fvg e tecnici della Regione L'articolo A Trieste il primo impianto mobile per il trattamento delle acque di zavorra proviene da Shipping Italy .
Pure Ballast di Itelyum è stato collaudato da Autorità Marittima, Adsp, Arpa Fvg e tecnici della Regione “È entrato ufficialmente in servizio Pure Ballast, il primo e unico impianto mobile in Italia dedicato al trattamento delle acque di zavorra provenienti dalle navi”. Ne ha dato notizia la società produttrice Itelyum Sea Fvg: “Le acque di zavorra, utilizzate dalle imbarcazioni per garantire stabilità e sicurezza durante la navigazione, rappresentano da decenni una delle principali vie di diffusione di specie acquatiche aliene e microorganismi potenzialmente dannosi per gli ecosistemi locali. Un problema riconosciuto a livello internazionale già dalla fine degli anni Ottanta e affrontato dall’International Maritime Organization attraverso la Convenzione internazionale per il controllo e la gestione delle acque di zavorra”. Itelyum ha ricordato come “grazie al Progetto Aliena (Interreg Italia Croazia 2021-2027), di cui Arpa Fvg è partner, sono state stimate nel Mediterraneo circa 1.100 specie non indigene, delle quali circa 217 nel solo Adriatico e quasi 90 nel Golfo di Trieste. Si stima che almeno il 50% delle specie aliene nel Mare Adriatico siano state introdotte attraverso il traffico navale, rappresentando così il principale veicolo di introduzione per queste specie”. Secondo la società “l’entrata in funzione di Pure Ballast consente oggi ai porti di Trieste e Monfalcone di disporre di un servizio altamente specializzato per il trattamento delle acque di zavorra direttamente in banchina, contribuendo concretamente alla protezione dell’ecosistema dell’Alto Adriatico. L’impianto, completamente containerizzato e trasportabile, può operare in prossimità delle aree portuali e garantisce una capacità di trattamento fino a 300 metri cubi all’ora. Il processo si basa su una combinazione di filtrazione e trattamento mediante raggi ultravioletti (UV): una tecnologia che consente di eliminare particelle, organismi e microorganismi presenti nell’acqua senza ricorrere a sostanze chimiche, restituendo acqua trattata conforme agli standard internazionali”. “La tutela della biodiversità marina e la prevenzione dell’introduzione di specie invasive rappresentano una sfida globale che richiede strumenti concreti e innovativi. Con l’entrata in servizio di Pure Ballast mettiamo a disposizione del territorio una tecnologia unica nel panorama nazionale, capace di coniugare efficienza operativa e protezione dell’ambiente” ha sottolineato Alessandro Bullo, AD di Itelyum Sea Fvg. La nuova soluzione è stata collaudata alla presenza dell’Autorità Marittima, dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, dei tecnici della Regione Friuli-Venezia Giulia e di Arpa Fvg, confermandone la piena funzionalità. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
→ Apri originale
È il borgo sul mare più bello della Calabria: qui le case sono costruite direttamente sull’acqua
📰 Thewom.it 📅 2026-06-09 📍 Venezia it Salute · ambiente
Come arrivare e quando organizzare un giorno a Scilla Per chi sogna di concentrare in una giornata il meglio di Scilla, la logistica è semplice. Il paese si trova sulla costa tirrenica della provincia di Reggio Calabria, affacciato verso la Sicilia e lo Stret…
L a prima immagine di Scilla spesso arriva con un rumore preciso: quello dei ciottoli sotto i sandali mentre il profilo del Castello Ruffo si accende di luce dorata e il profumo di pesce alla griglia sale dal mare. Un giorno qui scorre veloce, tra vicoli che finiscono sull’acqua, tramonti viola sullo Stretto e leggende di mostri marini raccontate quasi sottovoce. Scilla è compatta, a misura d’uomo: in 24 ore si passa dalla spiaggia alla rocca, dal borgo dei pescatori ai locali sul mare, senza mai allontanarsi troppo dal rumore delle onde. Preferisci ascoltare il riassunto audio? Nell'articolo Come arrivare e quando organizzare un giorno a Scilla Scilla Per chi sogna di concentrare in una giornata il meglio di Scilla, la logistica è semplice. Il paese si trova sulla costa tirrenica della provincia di Reggio Calabria, affacciato verso la Sicilia e lo Stretto di Messina. Chi arriva in aereo atterra di solito all’aeroporto di Reggio Calabria, collegato alla costa da treni e bus regionali. Più distante, ma spesso usato per i voli nazionali, è l’aeroporto di Lamezia Terme, anch’esso con collegamenti ferroviari verso sud. L’arrivo classico resta però il treno: la stazione di Scilla è a pochi minuti a piedi dal mare e consente di iniziare la visita praticamente appena scesi dal vagone, con le prime case bianche che appaiono tra i binari e la spiaggia. Chi sceglie l’auto percorre l’autostrada che segue la costa tirrenica calabrese, con uscite ben segnalate per Scilla. Nei mesi estivi il traffico può essere intenso e i parcheggi risultano limitati: conviene spostarsi presto la mattina e, se possibile, lasciare l’auto leggermente fuori dal centro, muovendosi poi a piedi. Il borgo è raccolto, e in una giornata si riescono a toccare mare, centro storico e rocca senza bisogno di altri mezzi. Il periodo più gettonato va da giugno a settembre, quando l’acqua è tiepida e i lidi sono operativi. Chi preferisce temperature più miti e meno folla può orientarsi verso fine primavera o inizio autunno: si passeggia con calma tra Chianalea e Marina Grande, con il mare ancora adatto per un bagno ma senza caos da alta stagione. Scilla, il borgo costruito sull'acqua Un itinerario di un giorno: dal castello ai vicoli di Chianalea Chianalea Per sfruttare bene un singolo giorno, l’itinerario più efficace alterna storia, panorami e mare. Una buona partenza è la zona di Marina Grande, dove sorge la Chiesa dello Spirito Santo: una piccola chiesa barocca, riconosciuta come monumento nazionale, che ha resistito ai grandi terremoti che hanno colpito la zona. All’interno, l’attenzione cade sull’altare maggiore e su un dipinto settecentesco dedicato alla discesa dello Spirito Santo, con colori caldi che contrastano con l’esterno essenziale. Da qui si sale verso il Castello Ruffo, vero punto di riferimento visivo del paese. La fortezza, arroccata sulla roccia che domina il mare, porta addosso secoli di storia: origini antiche, passaggi di mano tra diverse dominazioni, il lungo possesso della famiglia Ruffo e, in età moderna, il faro legato alla Marina Militare. Oggi ospita un centro dedicato al recupero dei centri storici calabresi e spesso eventi ed esposizioni. Le parti visitabili includono cortili, ambienti interni e le vecchie prigioni, ma il colpo d’occhio più forte arriva dalle mura esterne, dove lo sguardo scorre tra il blu del Tirreno, il profilo della Sicilia e, nelle giornate limpide, le Eolie sullo sfondo. Poco distante si trova la Chiesa Matrice Santissima Immacolata, riconoscibile per le sei colonne ioniche bianche sulla facciata. Dentro, spiccano i mosaici colorati, in particolare quello alle spalle dell’altare con un angelo che protegge le case del paese. Due statue marmoree, una dell’Immacolata e una di San Pietro Apostolo, rimandano al XVII secolo e alla lunga tradizione religiosa di Scilla. Scendendo verso il mare si incontra la Cappella di San Rocco, dedicata al patrono a cui gli abitanti si rivolsero in epoca di pestilenze. L’edificio odierno è frutto di restauri successivi ai terremoti, con una statua in marmo di San Rocco che occupa la scena sull’altare. È una sosta rapida, ma interessante per capire quanto il culto del santo sia ancora radicato nella vita quotidiana. Il pomeriggio si presta alla scoperta di Chianalea, la parte più antica e fotografata del paese. Qui le case dei pescatori sono costruite praticamente sull’acqua, separate da vicoli strettissimi e passaggi che sembrano corridoi tra mare e roccia. Il soprannome di “Venezia del Sud” nasce proprio da questa relazione diretta con l’acqua: le barche sono ormeggiate sotto i balconi, i tavolini dei ristoranti sfiorano le onde, i muri portano l’odore di salsedine e umidità. Tra i punti di interesse rientrano lo Scaro Alaggio, dove le barche vengono tirate in secco, Palazzo Scategna e Villa Zagari, che raccontano un passato più aristocratico rispetto alle semplici case di pescatori. Nei dintorni del centro, per chi ha un’auto a disposizione, si possono raggiungere le Grotte di Tremusa tra Scilla e Melia: cavità di origine carsica con conchiglie fossili incastonate nelle pareti, testimonianza di un antico mare. Qui le forme di stalattiti e rocce modellate dal tempo aggiungono un’atmosfera quasi teatrale, immersa nella vegetazione. Un’altra escursione interessante porta a Favazzina, borgo marinaro sulla Costa Viola noto sia per le coltivazioni di limone verdello e uva zibibbo, sia per le sue spiagge chiare che al tramonto assumono sfumature tra l’azzurro e il viola, spiegando il nome della costa. Chi vuole aggiungere un tocco di natura più “alpina” al viaggio può spingersi fino al Parco Nazionale dell’Aspromonte, a circa 30 km: qui i boschi di faggi, pini e pino laricio offrono ombra d’estate e scenari perfetti per trekking e, in inverno, sport sulla neve. SCOPRI: LE SPIAGGE PIÙ BELLE DELLA CALABRIA Mare, spiagge e Scogliera di Punta Pacì Scilla La giornata a Scilla non è completa senza almeno qualche ora dedicata al mare. La spiaggia più frequentata è Marina Grande, un lungo arenile delimitato da alte rocce, con il castello che domina dall’alto. Qui convivono tratti di spiaggia libera e stabilimenti attrezzati, con file di ombrelloni colorati, docce e bar sul litorale. L’acqua è di un blu intenso e i fondali, ricchi di vegetazione marina, attirano chi pratica snorkeling e immersioni leggere già a pochi metri dalla riva. Il lungomare che corre alle spalle della spiaggia è il luogo perfetto per una passeggiata a fine giornata: tra gelaterie, bar e ristoranti, si osservano i colori del tramonto che cambiano velocemente, dal giallo all’arancio fino alle tipiche tonalità violacee della Costa Viola. Appena fuori dall’abitato, verso nord, la Scogliera di Punta Pacì regala un ambiente più selvatico. Qui le rocce entrano dritte nel mare, coperte da piccoli arbusti e macchia mediterranea; sott’acqua, la vegetazione rigogliosa e i fondali frastagliati trasformano la zona in un punto di riferimento per chi ama esplorare con maschera e pinne. Anche chi preferisce restare in superficie può camminare lungo i sentieri che costeggiano la scogliera, con viste continue sul Tirreno e sullo Stretto. Altre spiagge si distribuiscono lungo il territorio di Scilla: nella zona di Chianalea si trovano piccole insenature tra rocce e case, più difficili da organizzare con ombrellone e teli ma affascinanti per la vicinanza estrema alle abitazioni. Più defilate, Punta Pacì, la Spiaggia delle Sirene e la Cala delle Rondini sono indicate nelle fonti come luoghi apprezzati per immersioni e relax. Qui domina il rumore delle onde contro gli scogli e, nelle ore meno affollate, è facile ascoltare solo il fruscio del vento. Leggende, sapori e consigli pratici Scilla Il nome Scilla rimanda subito alla mitologia. La tradizione lega il toponimo alla ninfa trasformata in creatura marina dalla maga Circe, che minacciava i naviganti in coppia con Cariddi, sull’altra sponda dello Stretto. Un’altra interpretazione lo collega al termine greco “Skylla”, legato agli scogli che caratterizzano questa parte di costa. In entrambi i casi, il rapporto tra paese e mare è evidente: la storia locale è segnata da navigatori, passaggi di Greci e Romani, pescatori che per secoli hanno affrontato correnti difficili e fondali insidiosi. Questa identità marinara si ritrova anche a tavola. Nei ristoranti e nelle trattorie si punta su pesce freschissimo, servito spesso a pochi metri dalle barche che lo hanno portato in porto. Spiedini di pesce, fritture croccanti, primi con frutti di mare e pesce spada alla griglia sono tra le scelte più diffuse. I locali di Chianalea e del lungomare di Marina Grande propongono spesso tavoli quasi sospesi sul mare, con il profumo di origano, aglio e limone che accompagna piatti semplici ma curati. Per chi ha un budget contenuto, Scilla rientra tra le mete accessibili rispetto ad altre località balneari più blasonate: la presenza di opzioni “mordi e fuggi” con panini, pizza al taglio e arancini permette di contenere le spese per i pasti principali, lasciando magari spazio a una cena più elaborata in uno dei ristoranti sul mare. Infine, la sera, la vita di Scilla si concentra tra wine bar, locali sul lungomare e chioschi in spiaggia. A Chianalea si trovano piccoli indirizzi dove sedersi con un calice di vino calabrese e taglieri di prodotti locali, spesso su pedane affacciate direttamente sull’acqua. Sulla spiaggia, alcuni stabilimenti restano aperti fino a tardi con musica dal vivo o DJ set soft: niente grandi discoteche, ma una socialità rilassata, scandita dal rumore del mare e dai colori scuri della Costa Viola dopo il tramonto.
→ Apri originale
È la città più affascinante della Puglia: ha una cattedrale bianca che sembra galleggiare sul mare
📰 Thewom.it 📅 2026-06-09 📍 Venezia it Salute · ambiente
Il porto, il mare e le passeggiate più belle Il porto di Trani è il punto da cui cominciare. È racchiuso in una piccola insenatura tra il Molo Santa Lucia e il Molo Sant’Antonio: da un lato le barche da pesca con le reti stese ad asciugare, dall’altro i tavol…
L e pietre chiare che s’infuocano al tramonto, le barche dei pescatori che rientrano lente, il profumo di focaccia e mare: Trani conquista così, in pochi minuti. Una città compatta, facile da girare a piedi, dove una cattedrale bianca affacciata direttamente sull’Adriatico convive con un quartiere ebraico medievale, un castello svevo e una manciata di spiagge dall’acqua trasparente. Qui tutto è vicino: arte, storia, tuffi, aperitivi sul porto e cene di pesce all’aperto. Di seguito un itinerario ragionato per viverla davvero: cosa vedere, dove andare al mare, dove mangiare e come organizzare un weekend senza perdere tempo. Preferisci ascoltare il riassunto audio? Nell'articolo Il porto, il mare e le passeggiate più belle Trani Il porto di Trani è il punto da cui cominciare. È racchiuso in una piccola insenatura tra il Molo Santa Lucia e il Molo Sant’Antonio: da un lato le barche da pesca con le reti stese ad asciugare, dall’altro i tavolini dei locali che si riempiono verso sera. Durante il giorno è il luogo giusto per orientarsi, scendere sulla banchina, guardare le facciate bianche del centro storico e capire quanto sia raccolta la città. Di notte la zona si anima: musica, luci riflesse sull’acqua e un continuo via vai tra bar, ristoranti e gelaterie. Alle spalle del porto inizia il lungomare che porta alla Villa Comunale, il grande giardino pubblico affacciato sul mare. Qui, tra panchine, aiuole e alberi sempreverdi, l’aria è un po’ più fresca anche nelle giornate estive più calde. La villa è abbellita da una fontana centrale e da un monumento ai caduti, ma il vero motivo per venire fin qui è la vista: dalle balaustre si osservano il porto dall’alto, il profilo della cattedrale e il disegno dei moli. Proprio sotto la villa si scende a un piccolo lido cittadino, il Lido Bella Venezia, utile se si ha poco tempo e si vuole comunque fare un bagno guardando il campanile. A ridosso della villa si trova il Fortino di Trani, costruito a scopo difensivo probabilmente nel XII secolo. Oggi è uno dei punti panoramici più scenografici: mura in pietra chiara, mare che batte contro la scogliera, la cattedrale sullo sfondo. È il posto strategico per fermarsi al tramonto, quando la luce cambia colore e la pietra assume sfumature rosate. Chi ha voglia di esplorare la costa può spostarsi fuori città verso la Grotta Azzurra di Trani, raggiungibile in pochi minuti in auto seguendo il lungomare. È una cavità naturale sul mare, famosa per le acque limpide e i riflessi blu che si creano quando il sole entra dall’apertura. Si arriva via mare, con piccole imbarcazioni o escursioni organizzate, ed è un’uscita perfetta per chi ama nuotare e passare un paio d’ore in acqua. SCOPRI ANCHE: COSA VEDERE IN PUGLIA Centro storico, cattedrale sul mare e tracce ebraiche Trani Il centro storico di Trani comincia subito dietro il porto: un labirinto di vicoli pavimentati in pietra chiara, case con balconi in ferro battuto, portali scolpiti e profumi di cucina che arrivano dalle trattorie. Le strade si allargano all’improvviso in piccole piazze, tra cui Piazza Teatro, caratterizzata dalla pavimentazione in pietra di Trani e da alte palme che le danno quasi un’aria esotica. Dentro il borgo si nasconde l’antico quartiere ebraico, raggiungibile varcando la Porta della Giudecca e percorrendo via La Giudea. Qui, nel Medioevo, si contavano quattro sinagoghe; oggi ne restano due e rappresentano una traccia preziosa della comunità ebraica pugliese. La Sinagoga Scolanova, in via Scola Nova, è ancora oggi luogo di culto. Risale al XIII secolo: per secoli fu luogo di preghiera per la comunità ebraica, poi venne trasformata in chiesa cristiana e dedicata a Santa Maria di Scolanova, per tornare sinagoga solo nel XXI secolo. L’esterno in pietra chiara, quasi austero, racchiude uno spazio raccolto e affascinante. L’ingresso è gratuito, ma occorre prestare attenzione ai giorni di chiusura, in particolare al sabato e al venerdì pomeriggio per rispetto del riposo ebraico. Poco distante, lungo via La Giudea, si incontra l’ex Sinagoga Grande, oggi Museo Sant’Anna. L’edificio, fondato nel 1247 e in seguito convertito in chiesa cattolica, è stato restaurato riportando alla luce la cupola e le murature originarie. All’interno sono esposti reperti che raccontano la vita della comunità ebraica tra XII e XVI secolo: documenti, privilegi imperiali, frammenti di una Bibbia ebraica e un’epigrafe di fondazione. In meno di un’ora si ha un quadro chiaro di quanto questa presenza abbia segnato la storia della città. Scendendo verso il mare ci si ritrova in Piazza Duomo, una piattaforma di pietra chiarissima che sembra sporgere direttamente sull’Adriatico. Qui domina la Basilica Cattedrale di San Nicola Pellegrino, il monumento simbolo di Trani. È costruita in pietra di Trani, un tufo calcareo di colore bianco-rosato estratto dalle cave della zona: alla luce del giorno quasi abbaglia, mentre nelle ore dorate diventa calda e morbida. L’interno custodisce diverse aree di culto, tra cui le cripte e l’ipogeo di San Leucio, collocato sotto il livello principale. L’accesso alla basilica è gratuito, mentre la salita al campanile è a pagamento: gli scalini ripidi sono ripagati da una vista completa sulla città, sul porto e sulla costa. Alle spalle della cattedrale sorge il Castello Svevo di Trani, voluto da Federico II di Svevia come presidio difensivo sul mare per il Regno di Sicilia. L’impianto quadrangolare, severo e compatto, è circondato dalle onde e si vede già arrivando da Piazza Duomo. Nei secoli ha cambiato più volte funzione: in epoca ottocentesca venne utilizzato come carcere, poi, negli anni Settanta del Novecento, passò al Ministero dei Beni Culturali, che ne ha curato il restauro e l’allestimento museale. Oggi si visitano le grandi sale interne, i cortili e gli ambienti affacciati sul mare, con esposizioni di ceramiche e lapidi rinvenute durante gli scavi. Serve circa mezz’ora per un giro essenziale, di più se si ama leggere pannelli e soffermarsi nei cortili. Nel reticolo di strade attorno al porto spicca la Chiesa di Ognissanti, lungo l’omonima via, a brevissima distanza dal lungomare. È un edificio romanico, probabilmente risalente al XII secolo, legato nella tradizione all’Ordine dei Templari: si racconta che qui i crociati partenti per la Terra Santa ricevessero la benedizione prima di imbarcarsi, anche se gli storici non sono unanimi su questo punto. L’esterno è elegante e sobrio, con archi e decorazioni tipiche del romanico pugliese. L’apertura è limitata a poche ore a settimana, perciò conviene informarsi in anticipo se si desidera entrare. Tra le architetture civili spicca Palazzo Caccetta, in via Ognissanti. Costruito tra il 1451 e il 1456 per volere del mercante Simone Caccetta, si riconosce subito per il portale monumentale e per le eleganti finestre che punteggiano la facciata. Nel tempo ha ospitato i governatori veneti, un convento di monaci Teresiniani e in seguito un seminario. Oggi è sede distaccata del Palazzo di Giustizia, quindi non si visita all’interno, ma vale la pena fermarsi qualche minuto ad ammirare la facciata. Per chi ama l’arte contemporanea e gli spazi culturali, nel cuore del borgo antico c’è il Palazzo delle Arti “Beltrani”. Un tempo dimora di famiglie nobili, oggi è un centro culturale con sale riunioni, spazi per conferenze, aree di co-working e una terrazza affittabile per eventi. Al secondo piano si trova la Pinacoteca “Ivo Scaringi”, dove sono esposte le opere del maestro Scaringi: un’occasione per vedere come la luce di Trani sia stata interpretata da un artista locale. Un’attrazione curiosa, perfetta anche con bambini e ragazzi, è il Museo della Macchina per Scrivere, in Piazza Duomo. Fa parte del Polo Museale Diocesano e raccoglie circa 450 macchine da scrivere, tutte appartenenti alla collezione di Natale Pagano, fondatore della fondazione SECA (Scripturae Evolutio Cum Arte), dedicata alla storia della scrittura. L’esposizione accompagna dai primi modelli meccanici alle soluzioni più recenti, fino alla soglia dell’era digitale. Il biglietto comprende anche l’accesso al Museo Diocesano, ospitato al secondo piano di Palazzo Lodispoto. Spiagge, tuffi e un itinerario di un giorno già pronto Spiagge Puglia Trani non è solo pietra e architettura: appena fuori dal centro si susseguono spiagge e calette adatte a chi cerca sia comodità sia angoli più selvaggi. Sotto la Villa Comunale, il Lido Bella Venezia è la soluzione cittadina: un piccolo tratto attrezzato dove scendere dopo una passeggiata nel parco, con vista diretta sul molo e sulla cattedrale. Proseguendo lungo la costa si incontra Cala Mariposa, con stabilimento balneare, noleggio ombrelloni e lettini, molto gettonata all’ora dell’aperitivo grazie alla posizione fronte tramonto. Chi preferisce la spiaggia libera e la sabbia può puntare alla Spiaggia di San Marco Sud, un tratto tranquillo e relativamente defilato rispetto ai flussi principali, con mare chiaro e un piccolo parcheggio a pagamento nei dintorni. Più avanti si arriva alla cosiddetta Seconda Spiaggia, un’ampia lingua di sabbia dorata delimitata da un lato dalla Baia del Gruccione: qui si alternano zone attrezzate e tratti liberi, con acqua particolarmente limpida nelle giornate poco ventose. Per un ambiente più naturale c’è la Spiaggia la Torretta, poco oltre Trani verso sud. È una spiaggia di sassolini, con mare cristallino e zero fronzoli: niente pavimentazioni, solo ciottoli e scogli, per cui conviene portare le scarpette da scoglio. Subito dopo si trova Spiaggia Salsello, che combina una parte libera e una parte con stabilimento balneare, ombrelloni, sdraio a noleggio e un piccolo chiringuito dove fare pausa tra un bagno e l’altro. Per chi arriva a Trani per un solo giorno, un itinerario equilibrato può aiutare a vedere il meglio senza correre. Una possibilità è iniziare la mattina con colazione in centro, ad esempio in una delle pasticcerie storiche vicino al porto, e poi dirigersi verso il Castello Svevo per la visita alle sale interne. A seguire, spostarsi nella vicinissima Cattedrale e, se le condizioni lo permettono, salire fino al campanile per avere una visione d’insieme della costa. Terminata la visita, si torna verso il porto per un pranzo veloce. Per un pasto informale ma con ingredienti locali, Da Mimmazzo è un riferimento per panini farciti con prodotti tipici, a pochi minuti a piedi dalla banchina. Si può mangiare nel locale oppure portarsi il panino sul lungomare, sedendosi su una panchina vista barche. Nel primo pomeriggio, quando il sole è più alto, si raggiunge la Villa Comunale per un po’ di ombra tra gli alberi e poi si sale al Fortino per fotografare il porto dall’alto. Quando la temperatura inizia a scendere, è il momento di spostarsi verso la Grotta Azzurra o verso una delle spiagge citate, per due ore dedicate al mare. Rientrando in città, il tramonto si osserva bene dalla zona del porto, dove gli aperitivi vista mare sono un piccolo rito. Per la cena, chi vuole sedersi comodamente in una sala accogliente può scegliere Osteria La Banchina, vicino al porto, specializzata in cucina tradizionale pugliese con attenzione ai piatti di pesce e alla pasta. Per un’esperienza più raffinata, Le Lampare al Fortino, all’interno del vecchio fortino, è nota per le preparazioni di pesce fresco in un contesto scenografico, con i bastioni che guardano il mare. Info pratiche, vita notturna e dintorni da inserire in viaggio Trani Trani si trova a circa 55 km da Bari ed è ben collegata sia su strada sia su ferro. In auto si raggiunge in circa tre quarti d’ora percorrendo la SS16, mentre da Bari partono treni regionali diretti che, in un tempo più contenuto, portano direttamente alla stazione di Trani, a breve distanza dal centro. La città è anche vicina a Barletta, che dista circa 15 km: si arriva di nuovo tramite SS16 o con brevi tratte regionali. Una volta arrivati, ci si muove a piedi quasi ovunque. Il centro storico è compatto e la maggior parte delle attrazioni – cattedrale, castello, porto, quartiere ebraico, musei principali – si raggiunge facilmente camminando dalla stazione. Per le spiagge più decentrate e per la Grotta Azzurra risulta invece comoda l’auto. Chi arriva in macchina deve solo fare attenzione alla ZTL del centro storico. Ai margini della zona a traffico limitato si trovano parcheggi a pagamento comodi per lasciare l’auto e proseguire a piedi, come il Parcheggio Piazza Tiepolo, il Parcheggio Piazza Plebiscito, il Parcheggio Piazza Castello e il Parcheggio Trani Porto, con diverse capienze e tariffe orarie indicate in loco. La vita notturna di Trani cambia volto a seconda della stagione. In estate la scena si concentra soprattutto attorno al porto e al lungomare: qui il locale Portulaca, sul mare, è uno dei riferimenti per la movida estiva, tra cocktail, musica e vista sull’acqua. Per chi ama ballare c’è la discoteca Il Vecchio e il Mare, vicino al Fortino, con una grande terrazza esterna che si anima con dj set e serate danzanti. Nei mesi più freddi, invece, la sera si sposta tra le vie del centro storico e le piazze principali. La Taverna dei Suoni è una birreria storica con una vasta scelta di birre e un pubblico soprattutto giovane, perfetta per chi cerca una serata informale tra chiacchiere e musica. In generale, la città resta vivace durante tutto l’anno, con eventi culturali, rassegne e iniziative legate ai luoghi d’arte come il Palazzo delle Arti Beltrani. Per il pernottamento, Trani offre un buon numero di B&B nel borgo antico, piccoli alberghi vicino al mare e strutture moderne nelle aree più nuove della città. È consigliabile confrontare le opzioni in anticipo su piattaforme di prenotazione online, valutando posizione (centro storico se ci si muove senza auto, aree più esterne se si punta soprattutto sulle spiagge) e servizi offerti. Chi ha qualche giorno in più può usare Trani come base per esplorare i dintorni. In meno di mezz’ora si raggiungono Andria e Barletta, città ricche di storia, mentre a circa 32 km si trova Castel del Monte, il celebre maniero ottagonale legato a Federico II. Gli amanti della natura possono spingersi fino al Parco dell’Alta Murgia, a circa 35 km, o verso nord fino al Promontorio del Gargano, che dista circa 56 km e apre a itinerari tra foreste, eremi e altre spiagge adriatiche.
→ Apri originale
NCLH Releases Latest Sail & Sustain® Report, Advancing Collective Action Across Environmental and Social Priorities
📰 GlobeNewswire 📅 2026-06-08 en Clima · decarbonizzazione Salute · ambiente
MIAMI, June 08, 2026 (GLOBE NEWSWIRE) -- Norwegian Cruise Line Holdings Ltd. (NYSE: NCLH) today released its 2025 Sail & Sustain® Report, highlighting progress across the Company’s global sustainability strategy and its five foundational pillars: Caring for N…
MIAMI, June 08, 2026 (GLOBE NEWSWIRE) -- Norwegian Cruise Line Holdings Ltd. (NYSE: NCLH) today released its 2025Sail & Sustain®Report, highlighting progress across the Company’s global sustainability strategy and its five foundational pillars: Caring for Nature, Sailing Safely, Empowering People, Strengthening Our Communities, and Operating with Integrity & Accountability. Throughout 2025, the Company continued advancing initiatives across its operations, workforce, supply chain, and destinations through a focus on collaboration, innovation, and continuous improvement. “OurSail & Sustainprogram is designed to support resilience, discipline and long-term value creation,” said John W. Chidsey, chief executive officer of Norwegian Cruise Line Holdings Ltd. “The progress outlined in this year’s report reflects the dedication of our team members and partners around the world as we continue to strengthen our business, support our communities, and advance our sustainability journey.” Key highlights from the 2025 Sail & Sustain report include: The full 2025 Sail & Sustain report is available atwww.nclhltd.com/sustainability.About Norwegian Cruise Line Holdings Ltd.Norwegian Cruise Line Holdings Ltd. (NYSE: NCLH) is a leading global cruise company which operates Norwegian Cruise Line, Oceania Cruises and Regent Seven Seas Cruises. With a combined fleet of 35 ships and ~75,000 Berths, NCLH offers itineraries to approximately 700 destinations worldwide. NCLH expects to add 16 additional ships across its three brands through 2037, which will add ~43,000 Berths to its fleet. To learn more, visit www.nclhltd.com. Cautionary Statement Concerning Forward-Looking StatementsSome of the statements, estimates or projections contained in this release are “forward-looking statements” within the meaning of the U.S. federal securities laws intended to qualify for the safe harbor from liability established by the Private Securities Litigation Reform Act of 1995. All statements other than statements of historical facts contained, or incorporated by reference, in this release, including, without limitation, statements related to Board composition and our value creation initiatives, our expectations regarding our results of operations, future financial position, including our future capital expenditures, plans, prospects, actions taken or strategies being considered with respect to our liquidity position, expected fleet additions and deliveries, including expected timing thereof, our expectations regarding the impact of macroeconomic conditions and recent global events, and expectations relating to our sustainability program, decarbonization efforts, and alternative fuel sources and related regulation may be forward-looking statements. Many, but not all, of these statements can be found by looking for words like “expect,” “anticipate,” “goal,” “project,” “plan,” “believe,” “seek,” “will,” “may,” “forecast,” “estimate,” “intend,” “future” and similar words. Forward-looking statements do not guarantee future performance and may involve risks, uncertainties and other factors which could cause our actual results, performance or achievements to differ materially from the future results, performance or achievements expressed or implied in those forward-looking statements. Examples of these risks, uncertainties and other factors include, but are not limited to the impact of: adverse general economic factors, such as fluctuating or increasing levels of interest rates, inflation, unemployment, underemployment, tariff increases and trade wars, the volatility of fuel prices, declines in the securities and real estate markets, and perceptions of these conditions that decrease the level of disposable income of consumers or consumer confidence; our indebtedness and restrictions in the agreements governing our indebtedness that require us to maintain minimum levels of liquidity and be in compliance with maintenance covenants and otherwise limit our flexibility in operating our business, including the significant portion of assets that are collateral under these agreements; our ability to work with lenders and others or otherwise pursue options to defer, renegotiate, refinance or restructure our existing debt profile, near-term debt amortization, newbuild-related payments and other obligations and to work with credit card processors to satisfy current or potential future demands for collateral on cash advanced from customers relating to future cruises; our need for additional financing or financing to optimize our balance sheet, which may not be available on favorable terms, or at all, and our outstanding exchangeable notes and any future financing which may be dilutive to existing shareholders; shareholder activism and/or proxy contests; the unavailability of ports of call and the impacts of port and destination fees and expenses; future increases in the price of, or major changes, disruptions or reductions in, commercial airline services; changes involving the tax and environmental regulatory regimes in which we operate, including new and existing regulations aimed at reducing greenhouse gas emissions; the accuracy of any appraisals of our assets; our success in controlling operating expenses and capital expenditures; adverse events impacting the security of travel, or customer perceptions of the security of travel, such as terrorist acts, geopolitical conflict, armed conflict or threats thereof, acts of piracy, and other international events; public health crises, and their effect on the ability or desire of people to travel (including on cruises); adverse incidents involving cruise ships; our ability to maintain and strengthen our brand; breaches in data security or other disturbances to our information technology systems and other networks or our actual or perceived failure to comply with requirements regarding data privacy and protection; changes in fuel prices and the type of fuel we are permitted to use and/or other cruise operating costs; mechanical malfunctions and repairs, delays in our shipbuilding program, maintenance and refurbishments and the consolidation of qualified shipyard facilities; the risks and increased costs associated with operating internationally; our inability to recruit or retain qualified personnel or the loss of key personnel or employee relations issues; impacts related to climate change and our ability to achieve our climate-related or other sustainability goals; our inability to obtain adequate insurance coverage; implementing precautions in coordination with regulators and global public health authorities to protect the health, safety and security of guests, crew and the communities we visit and to comply with related regulatory restrictions; pending or threatened litigation, investigations and enforcement actions; volatility and disruptions in the global credit and financial markets, which may adversely affect our ability to borrow and could increase our counterparty credit risks, including those under our credit facilities, derivatives, contingent obligations, insurance contracts and new ship progress payment guarantees; our reliance on third parties to provide hotel management services for certain ships and certain other services; fluctuations in foreign currency exchange rates; our expansion into new markets and investments in new markets, businesses and land-based destination projects; overcapacity in key markets or globally; and other factors set forth under “Risk Factors” in our most recently filed Annual Report on Form 10-K and subsequent filings with the Securities and Exchange Commission. The above examples are not exhaustive and new risks emerge from time to time. There may be additional risks that we currently consider immaterial or which are unknown. Such forward-looking statements are based on our current beliefs, assumptions, expectations, estimates and projections regarding our present and future business strategies and the environment in which we expect to operate in the future. You are cautioned not to place undue reliance on the forward-looking statements included in this release, which speak only as of the date made. We expressly disclaim any obligation or undertaking to release publicly any updates or revisions to any forward-looking statement to reflect any change in our expectations with regard thereto or any change of events, conditions or circumstances on which any such statement was based, except as required by law. Media Contact:NCLHMedia@nclcorp.com
→ Apri originale
Oceani e non solo: che cosa c’è nelle nostre acque
📰 La Repubblica Media 📅 2026-06-08 it Aria · inquinamento Rumore · acque · biodiversità Salute · ambiente
Presentati i risultati di Sea Care, un progetto durato tre anni dell’Istituto superiore di sanità, con la Marina militare. Oltre 4000 prelievi. I risultati: micro e macroplastiche, geni dell’antibiosticoresistenza, Pfas, virus e batteri. Fino alle Svalbard
Virus del Covid e non solo, batteri, Pfas, metalli e inquinanti, geni di resistenza agli antibiotici e microplastiche, microplastiche dappertutto. Con oltre 4000 campioni di acqua in 140 diversi punti di mari e oceani tra il nostro Mediterraneo, Atlantico, Pacifico, Artico, Oceano Indiano, il progetto Sea care – portato avanti dall’Istituto superiore di Sanità con la collaborazione della Marina Militare, è il primo e più grande progetto internazionale di indagine delle acque. Dodici missioni, oltre 4000 prelievi Numeri importanti: tra il 2022 e il 2025 sono state effettuate 12 missioni su 6 unità navali, tra le quali il gioiello della nostra Marina, l’Amerigo Vespucci. Con prelievi di acqua in superficie e in profondità per effettuare indagini virologiche, chimiche e microbiologiche. E una conclusione: il mare è un “archivio” delle nostre emissioni e i nostri scarichi vengono trasportati dappertutto. Ne sono prova i Pfos, soggetti a restrizioni d’uso a livello internazionale da diversi anni e trovati in quantità significative anche in mare aperto e nell’Artico, segno della loro eccezionale persistenza e mobilità. Primo Forum sugli oceani Un progetto che aveva l’obiettivo di verificare la qualità delle acque e il livello di inquinamento del nostro pianeta e i cui risultati sono stati presentati oggi nella sede dell’Iss a Roma in occasione del primo Forum internazionale sugli oceani, con esperti di tutto il mondo. Una mappa sconfortante, perché non c’è luogo remoto del pianeta che sia indenne, dove i ricercatori siano riusciti a trovare acque incontaminate. In tutti i mari studiati (Mediterraneo, Atlantico, Artico, Golfo Persico, Mar Rosso) sono stati trovati geni di resistenza agli antibiotici, con livelli più alti vicini alle zone costiere più abitate ma anche lungo le rotte di navigazione. La salute delle acque è anche la nostra “Proteggere la salute umana significa oggi, inevitabilmente, prendersi cura del mare e degli oceani – afferma Andrea Piccioli, ideatore di Sea Care e direttore generale dell’Istituto Superiore di Sanità – quello che immettiamo nell’ambiente non scompare: l’oceano lo restituisce all’uomo, trasformando i fenomeni di inquinamento locale in una sfida globale per la sanità pubblica. I dati del progetto parlano chiaro: in tutti i bacini analizzati sono stati rilevati geni di resistenza agli antibiotici, Pfas, microplastiche e tracce di Sars-Cov-2 persino nell’Artico. Queste sostanze sono presenti ovunque, dalle aree costiere fino alle acque aperte, comprese zone remote dove mai si sarebbe immaginata la loro diffusione. Non esistono confini: l'impatto dell'uomo si propaga all'interno di un sistema globale straordinariamente complesso e interconnesso e questo fa sì che l'inquinamento e i fattori di rischio ci ritornino indietro attraverso l'acqua, il cibo e il clima stesso”. Il ruolo della Marina militare Il progetto Sea Care ha avuto la piena collaborazione della Marina che in questi anni ha ospitato a bordo ricercatrici dell’Iss in missioni anche lunghe, fino a 60-80 giorni. “Una esperienza straordinaria, non solo per l’atmosfera che si crea a bordo, ma per i rapporti umani, la collaborazione, e i luoghi che difficilmente sono accessibili in altro modo”, racconta, con un pizzico di nostalgia, Lorenza Notargiacomo, 28 anni e dottoranda presso il Centro nazionale sicurezza delle acque dell’Iss e università di Roma La Sapienza. “Che cosa mi ha colpito di più? Trovare Pfas anche attorno alle Svalbard e aver navigato nell’Indopacifico in un mare di macroplastiche, tra bottiglie, sacchetti, pezzi di plastica grandi: distese di plastica. Mi ha sconvolto, come vedere solo plastica in banchina tra una nave e l’altra”. L’antibiotico-resistenza L’altra grande criticità è l’antibiotico resistenza, nei confronti della quale ci dimostriamo sempre più indifesi: ormai una vera emergenza mondiale. “Abbiamo fatto prelievi in 43 siti – racconta Anna Muratore, 33 anni, ricercatrice al Centro nazionale sicurezza delle acque dell’Iss – tra le Svalbard e il Mediterraneo, dall’Italia a Gibilterra, poi l’Oceano Atlantico da Cadice agli Stati Uniti e ancora Golfo Persico e Mar Rosso cercando 5 geni di antibioticoresistenza: uno dei geni sentinella era ubiquitario e in 5 dei 43 siti li abbiamo trovati tutti e 5”. Missioni al femminile I turni di lavoro scientifico sulle navi sono sempre di due persone, quasi sempre donne perché il gruppo dell’Iss è interamente femminile. La collaborazione con la Marina non si limita al passaggio a bordo. “Il personale della Marina ci aiuta nei prelievi – racconta Muratore – perché alcuni sono difficili, soprattutto nell’Oceano, e serve anche forza di braccia. Nei giorni di attività scientifica per tutta la giornata preleviamo campioni – per l’analisi virologica per esempio servono 500 litri di acqua - che poi vengono pre-trattati a bordo e congelati: per le analisi servono le apparecchiature che abbiamo in Istituto e che sono di grandi dimensioni”. Il momento più bello della missione? “Il cinema serale sulla Vespucci, con un grande telo tirato per lo schermo, e la pizza a mezzanotte. Il cuoco della Vespucci è un genio dei lievitati: il pane fresco ogni giorno ancora ce lo ricordiamo”, ridono le due ricercatrici. Le azioni proposte da Sea Care E veniamo alle conclusioni di Sea Care. Il progetto propone dieci azioni per la salvaguardia degli ambienti marini e per la salute dell’uomo stesso: innanzi tutto che la ricerca sugli oceani diventi una priorità di salute pubblica perché significa costruire prevenzione e proteggere le comunità dai rischi sanitari emergenti. Poi l’adozione di metodologie di ricerca condivise e omogenee a livello internazionale per rendere comparabili ed interoperabili i singoli studi e avere una conoscenza globale e approfondita. Adottare l’approccio "From Source to Sea" (Dalla sorgente al mare): ogni forma di inquinamento prodotta nell'entroterra finisce per impattare direttamente e talvolta amplificandosi sulla nostra salute tramite il cibo, l'acqua e l'aria. La protezione dell'uomo richiede quindi una visione integrata dell'intero ciclo idrico. Includere la salute nel Trattato sugli Alti Mari: la tutela della salute e del benessere umano dovrebbe essere parte del nuovo Accordo BBNJ (Biodiversità oltre la giurisdizione nazionale), per sviluppare strategie di prevenzione che tutelino contemporaneamente ecosistemi marini e comunità globali. Costruire una squadra unica per un obiettivo comune, superando i muri tra le competenze: grandi istituzioni come Oms, Unesco-Ioc e Unione Europea devono coordinarsi in un sistema unico, affinché scienza e sanità pubblica progrediscano insieme. Infine dati sistematici per la Water Agenda ONU: studi ed osservazioni limitati nel tempo e nello spazio vanno integrati in infrastrutture di produzione e analisi dati continui e comparabili, funzionali a far convergere tutela della salute e protezione del mare al centro degli obiettivi globali delle Nazioni Unite.
→ Apri originale
Media stars, philanthropists and former politicians are recognised with top awards in King's Birthday honours
📰 Dailymail.com 📅 2026-06-07 en Rumore · acque · biodiversità Salute · ambiente
The recipients for The King's Birthday 2026 honours list was released ahead of official celebrations on Monday, the public holiday for the King's birthday.
ByASHLEY NICKEL, NEWS REPORTER, AUSTRALIAand AAP Published:16:13 BST, 7 June 2026|Updated:16:57 BST, 7 June 2026 An incredible 949 Australians have made the King's Birthday 2026 honours list. The list of recipients for this year's awards has been released ahead of official celebrations on Monday, the public holiday for the King's birthday. The awards are organised into four categories: Companions of the Order (AC), Officer of the Order (AO), Member of the Order (AM) and Medal of the Order (OAM). While it's hard to summarise the amazing work of those awarded, here are some of the standout Aussies who've received recognition. Christine Holgate Businesswoman Christine Holgate was made a Member of the Order of Australia. The former Australia Post CEO has been recognised for her contribution to Australian commerce. Businesswoman Christine Holgate was made a Member of the Order of Australia Holgate served as Aus Post's first female CEO from 2017 to 2020, when she was forced out over ascandal about luxury gifts to executives. 'If there's anything you feel a bit conscious about when you get an award for your contribution to business, you're always slightly self-conscious that a lot of other people worked really hard for you and supported you, which enabled you to achieve those results,' she told News.com.au of the honour. 'I kind of feel that this award is not just my award.' Rove McManus Beloved comedian Rove McManus was notified last month he would be made a Member of the Order of Australia. He was sworn to secrecy until the list of awardees was revealed. Rove was recognised for his service to broadcast media and the entertainment industry. He plans to celebrate the honour with a barbeque with friends and family in Perth. TV host Rove was recognised for his service to broadcast media and the entertainment industry James Valentine Late radio host James Valentinewas presented with an AM just four days before his death on April 22, 2026. He was recognised for his significant contributions to media, specifically in radio, television, music and children's literature. His wife, Joanne Corrigan, said the 64-year-old was 'opposed to his nomination' as he felt others deserved it more. 'But then when the children gave it to him, it was like the last moment of sunshine in his brain,' Ms Corrigan said. ABC Radio and TV legend James Valentine was given one of the top honours Janet Calvert-Jones Philanthropist Janet Calvert-Jones was a recipient of the Companion of the Order of Australia, the highest award in the King's Birthday Honours. She was recognised for her work helping sick children through the founding of the Murdoch Children's Research Institute. 'I would like to say how honoured I am and how humbled I am for this award, I don't deserve it at all,' Ms Calvert-Jones told The Australian. 'I have been so lucky; a very happy childhood with devoted parents, a wonderful marriage with a husband who spoils me and looks after me, and four healthy children who inspire me with their activities, and care for me.' Janet Calvert-Jones was a recipient of the Companion of the Order of Australia, the highest award in the King's Birthday Honours Natasha Stott Despoja Natasha Stott Despoja was awarded the Companion of the Order of Australia for her service to the prevention of family violence, gender equity and human rights. She formerly served as a South Australian senator and continues to be a gender equality advocate. Ms Stott Despoja was the commissioner of the Royal Commission into Domestic, Family and Sexual Violence from 2024 to 2025. She was also re-elected to the United Nations Committee on the Elimination of Discrimination Against Women for 2025 to 2028. Natasha Stott Despoja was the commissioner of the Royal Commission into Domestic, Family and Sexual Violence from 2024 to 2025. Edwina McCann Edwina McCann has received the Member of the Order of Australia for her service to journalism and Australian fashion. As the editorial director of Vogue Australia, Vogue Living and GQ Australia, Ms McCann helped to launch Vogue Codes, an annual event series that supports women in STEM fields. Ms McCann said she was 'shocked' but honoured to receive the award. Edwina McCann is the editorial director of Vogue Australia, Vogue Living and GQ Australia Katie Allen Former Liberal MP Katie Allen was awarded the Officer of the Order of Australia posthumously. The honour is in recognition of her service to medical research in paediatric allergies and gastroenterology as well as her time in parliament. Dr Allen represented the now-abolished seat of Higgins, Victoria, from 2019 to 2022. She died in December from cholangiocarcinoma, a rare form of cancer. Former Liberal MP Katie Allen represented the now-abolished seat of Higgins, Victoria, from 2019 to 2022. Fran Kelly ABC radio presenter Fran Kelly received an Officer of the Order of Australia, the second-highest award on the list. Kelly was recognised for her decades of service in journalism. She joined the ABC in 1990 and hosted its breakfast show for 17 years, waking up at 3am every day to help Aussies start their mornings. Kelly has also been applauded for her advocacy work in social justice, equality and LGBTQ+ rights. ABC radio presenter Fran Kelly received an Officer of the Order of Australia Companion of the Order in the General Division Mrs Elisabeth Janet CALVERT-JONES AO For eminent service to philanthropy, to the arts, to medical research organisations, to the community, and to children and youth. The Honourable William Edward HODGMAN For eminent service to the people and Parliament of Tasmania, to economic growth and policy reform, to the law, and to the community. Professor William David RAWLINSON AM For eminent service to the medical sciences as a virologist, to clinical research and education, and to national and international public health. Ms Natasha Jessica STOTT DESPOJA AO For eminent service to the prevention of domestic, family and sexual violence, to gender equity, and to the promotion of human rights and global systemic change. Professor Terence Chi-Shen TAO For eminent service to the mathematical sciences, to the global mathematics community, and to tertiary education and academia. Officer of the Order in the General Division The late Professor Katrina Jane ALLEN For distinguished service to medical research as a paediatric allergist and gastroenterologist, and to the people and Parliament of Australia. The Honourable David John BARTLETT For distinguished service to the people and Parliament of Tasmania, particularly as Premier, to community health and sport, to information technology, and to education. Professor Michael BERK For distinguished service to epidemiology, to preventative medicine, to mental health, and to tertiary education. Professor David Gerald BLAIR For distinguished service to physics, to precision measurement science, to gravitational wave research, and to scientific education. Professor Attila Joseph BRUNGS For distinguished service to tertiary education leadership, to research and innovation, and to social justice and equity. Emeritus Professor Leo Gerard CARNEY For distinguished service to optometric and vision sciences through research and clinical practice, to academia, and to tertiary education. Ms Katarina Ruzh CARROLL APM For distinguished service to law enforcement, to disaster management response and recovery, and to the community. Ms Helen Maree CONWAY For distinguished service to business and legal governance, to youth social welfare, to gender equity, and to the not-for-profit sector. Professor Timothy Mark DAVIS For distinguished service to medicine as a consultant physician, to clinical research into diabetes and infectious diseases, and to tertiary education. Dr Gordon John DE BROUWER PSM For distinguished service to public administration, policy and reform, to diversity, to environmental conservation, and to education. Emeritus Professor Richard Charles DOWELL For distinguished service to audiology, to the development of the cochlear implant for people who are deaf or hard of hearing, and to tertiary education. Professor Valsamma EAPEN For distinguished service to psychiatry, to child and adolescent mental health, to neurodevelopmental research, and to tertiary education. Professor Elizabeth Jane ELLIOTT AM For distinguished service to paediatric medicine, to women's health, and to medical and social understanding of Fetal Alcohol Spectrum Disorder. Professor Timothy John ENTWISLE For distinguished service to environmental conservation, to botanical sciences, to the media, to tertiary education, and to the community. Mr John Wilmot FLYNN For distinguished service to people who are deaf or hard of hearing, to equality and accessibility, and to Auslan training and education. Professor Jozef GECZ For distinguished service to human translational genetic science, to genomic research, to child health, and to neurodevelopmental disability. Mr Stephan William GOLLSCHEWSKI APM For distinguished service to law enforcement, to counter-terrorism activities, and to the community. Professor David Addison HAIG For distinguished service to international academic relations, to tertiary education, and to organismic and evolutionary biology. The Honourable Morris IEMMA For distinguished service to the people and Parliament of New South Wales, particularly as Premier, to the not-for-profit sector, and to community sport. Ms Frances Margaret KELLY For distinguished service to broadcast journalism, to the advancement of social justice, to equality, and to advocacy for the LGBTQIA+ community. Emeritus Professor Justin Alastair KENARDY For distinguished service to clinical psychology, to the understanding of traumatic stress, to governance roles, and to tertiary education. The Honourable Robert Gerard KERIN For distinguished service to the people and Parliament of South Australia, particularly as Premier, to regional and economic development, and to primary industry. Mr James White MCDOWELL For distinguished service to public administration, to the defence capability industry, to science and technology, and to education governance. Emeritus Professor Harold David MCINTYRE For distinguished service to medicine as a clinician, to medical research and education, to policy development, and to allied health administration. Ms Janet Elizabeth MEAGHER AM For distinguished service to mental health and disability, and to advocacy for those with lived experience. Professor William Huxley MORGAN For distinguished service to ophthalmology, to neuro-ophthalmic physiology, to space medicine and health, and to tertiary education. Mr Gerald MURNANE For distinguished service to literature as an author and novelist, and to tertiary education. Mr Sidney Hordern MYER AM For distinguished service to the community through philanthropic endeavours, to equality, to the arts, and to Australian-Asian relations. Emeritus Professor Michael Stephen ROBERTS For distinguished service to pharmaceutical science and medicine, to the advancement of topical drug delivery, and to clinical toxicology research. Distinguished Professor Claude Patrick ROUX For distinguished service to forensic science, to technological development, to law enforcement, to ethics, and to tertiary education. Professor Raymond SACKS For distinguished service to otolaryngology, to clinical training, to tertiary education, and to governance roles. Professor Margaret SCHNITZLER For distinguished service to colorectal surgery, to research, to innovative surgical training, and to tertiary education. Professor Hans Peter SOYER For distinguished service to dermatology, to the diagnosis of skin cancer, to medical research and development, and to governance roles. Emeritus Professor Andrew John SPENCER For distinguished service to dentistry, to public health research and policy development, to oral epidemiology, and to tertiary education. Dr John Henry SPIERINGS For distinguished service to social policy research and advocacy, to the not-for-profit sector, and to the community of Port Phillip. Ms Patricia Ann TURNER AM For distinguished service to the Indigenous community through policy development, to governance and leaderships roles, and to improving health outcomes. Emeritus Professor Mark Sebastian WAINWRIGHT AM For distinguished service to the tertiary education administration, to academic research, to Australia-China relations, and to governance roles. Mr Martijn Brian WILDER AM For distinguished service to environmental conservation, to the renewable energy sector, to sustainable finance, to animal welfare, and to the law. Honourable Benjamin Sana WYATT For distinguished service to the people and Parliament of Western Australia, to the Indigenous community, to corporate governance, and to the not-for-profit sector. Professor Emeritus Michael Denis YOUNG For distinguished service to conservation and the environment, to water resource management, and to tertiary education. Member of the Order in the General Division Emerita Professor Lynette Kay ABBOTT For significant service to soil sciences, to primary industry and agricultural management, and to the community. Dr Michael John ADAMS For significant service to Indigenous health and education. Ro ALLEN For significant service to the community through social reform and human rights advocacy. Mr Matthew Bruce AMES For significant service to community health, to engineering, to business administration, and to corporate governance. Ms Lisa ANNESE For significant service to the community through social welfare organisations. Emeritus Professor Prema-Chandra ATHUKORALA For significant service to tertiary education, and to international trade and development economics. Associate Professor David Lancelot AUSTIN For significant service to intensive care medicine, to sport, and to education. Mr Roland Geoffrey BAILEY For significant service to heritage and environmental rehabilitation and conservation. Mrs Faith BAISDEN For significant service to Indigenous language preservation and education. Professor Alexander BAITCH For significant service to power systems engineering, and to electrotechnical standards. Professor Greg John BAMBER For significant service to tertiary education, and to international industrial relations research. Dr Robin Jordan BEAMAN For significant service to marine geology, to ocean mapping, and to geomorphology. Emeritus Professor Martin George BEAN CBE For significant service to tertiary education governance, to digital learning, and to business. Mr Anthony Richard BEECH For significant service to industrial relations, and to the community of Western Australia. Dr Bianca Renee BEETSON For significant service to Indigenous art as an educator, curator and artist. The late Professor Edward James BLAKELY For significant service to urban planning, to regional development, and to social justice. Ms Deborah Jane BLAKEY For significant service to the superannuation sector, and to corporate governance. Dr Tanja Gizela BOHL For significant service to dermatology as a clinician, and to women's health. The late Professor Peter BUCKSKIN PSM For significant service to the Indigenous community through education, research, and advocacy roles. Professor Emerita Tracey Arlene BUNDA For significant service to tertiary education and research, and to the Indigenous community. Emeritus Professor Mark Beaufoy BUSH For significant service to engineering, to tertiary education, and to the community. Ms Marika CALFAS For significant service to the transport and shipping industry, to logistics, and to infrastructure. Ms Debra Therese CAMDEN For significant service to the public relations and strategic communications industry. Mr Bryce David CAMM For significant service to the beef cattle industry, to horse sports, and to the community. Dr Jennifer Lorraine CARUSO For significant service to the Indigenous communities of South Australia. Scientia Professor Louise Annette CHAPPELL For significant service to tertiary education, to human rights, and gender justice. Mr Brian William CHATTERTON OAM For significant service to classical music as an educator, performer and artistic director. The Very Reverend Dr John CHRYSSAVGIS For significant service to the Orthodox Christian Church, to education, and to advancing ecological awareness. Mr Salvatore Mario CICCARELLO For significant service to sports administration, and to the community of South Australia. Mr Darryl Charles CLOUT For significant service to international sports administration, and to the community. Ms Deborah COAKLEY For significant service to business in the property and investment sector. Ms Lyn COBLEY For significant service to the business and financial sector through executive roles. Ms Margaret Rose COLE For significant service to finance through regulatory reform in the industry. Professor Grahame John COLEMAN For significant service to animal welfare science, and to the discipline of human psychology. The late Dr Malcolm COOK For significant service to international relations, to foreign policy, and to national security. Mr Peter Robert COOMBS For significant service to sonography, to tertiary education, and to clinical training. Mr Bruce Kenneth CORBETT AFSM For significant service to the community through emergency response organisations. Ms Lucinda Lee CORRIGAN For significant service to the meat and livestock industry, to sustainability, and to climate action. Mr Edward John COTEN For significant service to sports administration, and to basketball. The Honourable Dr Kenneth John CRISPIN KC For significant service to the judiciary, to the law, and to the community of the Australian Capital Territory. Professor Simon DARCY For significant service to tertiary education, and to inclusion and accessible environments. The Honourable Legh Hewitson DAVIS For significant service to the arts, to philanthropy, and to the community of South Australia. Professor Mariapia Alessandra DEGLI-ESPOSTI For significant service to immunology, to microbiology, and to clinical research and education. Dr Kathy DEMPSEY For significant service to infection prevention and control, to patient safety, and to clinical governance. Mr David Ian DINTE For significant service to the not-for-profit sector, to the Jewish community, and to children. Dr Ursula Bridget DUBOSARSKY For significant service to literature as an author of children and young adult books. Mr Gavin Horace DUNN For significant service to the grain growing sector, and to biodynamic and organic agriculture. Mr Robert DUNN For significant service to international development, to the not-for-profit sector, and to the community. Mr Iain EDWARDS For significant service to community health, and to people who are blind or have low vision. Emeritus Professor Jennifer Joan EDWARDS For significant service to the information technology sector, and to tertiary education. Mr David ELIA For significant service to the superannuation industry through executive roles. Dr Peter Ross ELLIOTT For significant service to gastroenterology, and to fundraising for research into inflammatory bowel diseases. The Honourable Christopher Martin ELLISON For significant service to the people and Parliament of Australia, to tertiary education administration, and to business. Mr Wayne John ERICKSON For significant service to tertiary education, to rugby union, and to the community. Mr Geoffrey Clement FADER For significant service to business development, to vocational training, and to the community. Ms Bronwyn Kate FAGAN For significant service to sports administration, to broadcast media, and to the community. Professor Emeritus David Malcolm FINDLAY For significant service to orthopaedic research, and to the Baptist Church in Australia. Ms Susan Jane GAUDION For significant service to netball as a coach and administrator, and to the media. Mr Robert John GILLAM For significant service to primary industry, to local government, and to the community. Mr Gerard Bradbury GILLESPIE For significant service to conservation, to organic waste management, and to the community. Associate Professor Miron GOLDWASSER For significant service to orthopaedic surgery, and to clinical education and training. Mr Spencer GRAMMER For significant service to trailer manufacturing, and to Defence capability. Mrs Christine Teresa GRANT For significant service to preserving Indigenous culture and heritage. Mr Andrew Carlyle GREIG For significant service to the community through philanthropic initiatives. Emeritus Professor Ross Ernest GRIFFITH For significant service to tertiary education, to the textile industry, and to the community. The Honourable Brendon John GRYLLS For significant service to the people and Parliament of Western Australia, and to the community. Mr Neil Stuart GUARD For significant service to community health, to people with disability, and to social welfare. Dr Patricia Lorraine HAMILTON For significant service to women in rural and remote Australia, and to the agricultural industry. Mr Ian Maxwell HANNAH For significant service to golf administration, to surf lifesaving, and to community sports. Professor Graeme Eric HARPER For significant service to literature, to education, and to creative writing. Dr Jennifer Anne HARRISON For significant service to youth and children's psychiatry, and to the arts. Mr Brett HARROD For significant service to surf lifesaving, and to the community. Professor Noel Edward HAYMAN For significant service to medicine, particularly to Indigenous health care and medical education. Mr James Thomas HAZEL For significant service to the finance sector through a range of senior board roles. Mr Robert Mark HECEK For significant service to property valuation, particularly as an educator and mentor. Mr Matthew Lewis HIGGINS For significant service to heritage conservation, and to the environment. Mr Ian Clarence HILL For significant service to public administration in Western Australia, and to vocational education. Mr Howard William HOBBS For significant service to the people and Parliament of Queensland, and to the community. Ms Christine Wendy HOLGATE For significant service to business through a range of executive roles. Mr Craig Joseph HOLLYWOOD For significant service to the community through social welfare organisations. Mrs Mary Frances HOODLESS For significant service to regional development, and to the communities of the Riverina and Murray regions. Associate Professor Anne Margaret HOWARD For significant service to dermatology as a clinician, teacher, examiner and mentor. Dr Jonathon Leigh HOWARD For significant service to tertiary education, and to conservation and sustainability. The Reverend Emeritus Professor Phillip John HUGHES For significant service to the sociology of religion, to academia, to social cohesion, and to the community. Mr Mark IRWIN For significant service to local government, to surf lifesaving, and to the community. Professor Terence JEYARETNAM For significant service to social justice, and to environmental conservation and sustainability. Dr David John JOSKE For significant service to haematology, and to pioneering the use of integrative oncology. Mr Michael KENNEDY For significant service to snow sport development and advancement in Australia, and to international sport governance. Mr Anthony Shane KITTEL For significant service to the electronics industry, and to the defence sector. Mr Adrian John KLOEDEN For significant service to business and commerce, and to the tertiary education sector. The Honourable Robert Charles KUCERA APM For significant service to the community of Western Australia through a range of organisations. The Honourable Rene Lucien LE MIERE KC For significant service to the judiciary, to the law, and to the arts. Emeritus Professor Zheng Xiang LI For significant service to geoscience and Earth dynamics research, and to tertiary education. Dr Mark LINTERMANS For significant service to freshwater conservation and the environment, and to fisheries ecology. Professor Ryan LISTER For significant service to biochemistry, to genetic science, and to neuroscience. Mrs Joan Margaret LYONS For significant service to the arts, and to the community through philanthropic support. Professor Richard Alan MACDONELL For significant service to neurology, to clinical electrophysiology, and to tertiary education. Dr Helen MACKIE For significant service to rehabilitation medicine, and to research and treatment of lymphoedema. The late Mr Ian MACKINTOSH For significant service to accounting through developing corporate and public sector reporting practices. Professor Colin MACLEOD For significant service to clinical psychology, and to advancing research into emotions. Ms Debra Gladys MAHER For significant service to the law, to women and children, and to the community. Mr Stephen James MARGETIC For significant service to the building and construction industry, and to philanthropy. Professor Anthony Frederick MASTERS For significant service to tertiary education and governance, and to chemical science. Ms Edwina Diana MCCANN For significant service to journalism, to the fashion industry, and to arts governance. Mr Christopher John MCCORMACK For significant service to triathlon as a competitor and administrator, and to charitable organisations. Mr Ewen Neil MCDONALD For significant service to international relations, to public administration, and to the community. Mrs Diana Helen MCLAURIN For significant service to the arts, to golf, and to environmental conservation. Mr John Rove MCMANUS For significant service to broadcast media, to entertainment, and to the community. The late Justice Kate MCMILLAN SC For significant service to the judiciary, to the law, and to the community. Mrs Joanna Christine MENDELSSOHN For significant service to art history as a research and author. Professor Warwick MIDDLETON For significant service to psychiatric medicine, and to research into and treatment of complex traumagenic dissociation. Dr Andrew James MULCAHY For significant service to medical administration, and to anaesthetics. Ms Yvonne Phyllis MULLINS For significant service to international sports administration, and to athletics. Dr Elizabeth Mary MURPHY For significant service to colorectal and general surgery, and to clinical education and training. The Honourable Michael Philip MURRAY For significant service to the people and Parliament of Western Australia. Mr Warwick Martin NEGUS For significant service to the not-for-profit, education and financial sectors. Professor John Richard NEWTON For significant service to mental health care, and to the psychiatry profession. Dr John Bevan NORTH For significant service to orthopaedic medicine, to international surgery outreach, and to education and training. Associate Professor Peter David NOTTLE For significant service to laparoscopic and gastrointestinal surgery, to clinical leadership, and to education. Dr Hope Gertrude O'CHIN For significant service to the Indigenous community as an artist and educator. Emeritus Professor Carolyn Elizabeth OLDHAM For significant service to tertiary education, and to environmental and water science. Professor John Kevin OLYNYK For significant service to the health sciences, and to gastroenterology and hepatology. Miss Kim Michelle OWENS For significant service to athletics as an official and administrator. Mr James Ian PAGENT For significant service to the community through not-for-profit organisations. Professor Peter PARASHOS For significant service to dentistry, particularly endodontology, and to tertiary education. Professor Konrad PESUDOVS For significant service to optometry and ophthalmology research, and to clinical education and training. Mr Robert Dawson PETIE For significant service to industrial relations, to corporate governance, and to the community. Mr Ross Edward PINNEY For significant service to the community through social welfare and service groups. Mr Christopher Keith RAINE For significant service to community health, and to social welfare. Scientia Professor Rosemary Gail RAYFUSE For significant service to tertiary education, and to international and environmental law. Professor Emeritus Trevor Gordon REDGRAVE For significant service to physiology and molecular biology research, and to tertiary education. Mr Mark David REID For significant service to community health, and to the rights of people living with HIV/AIDS. Professor Sarah Jane ROBERTS-THOMSON For significant service to pharmaceutical medicine, to academic leadership, and to tertiary education. Mr Terrence Albert ROE For significant service to veterans and their families, and to the community. Professor Anna ROSAMILIA For significant service to urogynaecology through education, mentoring and training. Mr Barry James SANDISON For significant service to public administration, particularly in health and welfare. Professor Matthaios SANTAMOURIS For significant service to architecture, to energy, and to environmental quality. Ms Bridget Ruth SHAW For significant service to physiotherapy, to clinical training, and to advanced practice leadership. Mrs Marie Elizabeth SHAW KC For significant service to the law, to the legal profession, and to the community. Mr Anthony John SHEEHAN For significant service to Australia's national security, and to public administration. The late Mr Toby SIMKIN For significant service to musical theatre, and to major event production. Ms Sally Jane SMART For significant service to the arts as an administrator, educator and visual artist. Mrs Carmel Desley SMITH For significant service to golf through governance roles, and as a player and administrator. Mr Gary Alan SMITH For significant service to the Indigenous community of Western Australia, and to education. Professor Michael John SOLOMON For significant service to gastrointestinal surgery, to surgical outcomes research, and to the community. Dr Shane Sydney SONDERGELD For significant service to rural and remote medicine, to general practice, and to the community. Ms Kay SPENCER For significant service to the community through the charitable sector, and to the retail industry. Dr Rebecca Elizabeth SPINDLER For significant service to conservation science, to wildlife reproduction research, and to biodiversity protection. Emeritus Professor Kaye Christine STACEY For significant service to tertiary and secondary education, and to mathematics. Mr James Peter STANTON PSM For significant service to conservation, to wildlife ecology, and to wet tropics management. Mr Jason STEINBERG For significant service to the Jewish community in Queensland, and to historical commemoration. Associate Professor Michael Paul STEYN For significant service to anaesthesiology and peri-operative medicine, and to health leadership. Professor Andrew Mark STRIPP For significant service to medical administration through executive and governance roles. Dr Julja Isabel SZUSTER For significant service to music as a researcher, educator and administrator. Mr Raymond Lewis TANNER For significant service to social welfare, and to the transport and logistics industry. Mrs Mary-Lynne TAYLOR For significant service to town planning and development, and to the law. Mr Simon TEDESCHI For significant service to music as a concert pianist. The Honourable David Alan TEMPLEMAN For significant service to the arts, and to the people and Parliament of Western Australia. Mr Jonathan Leo TEPERSON For significant service to the Jewish community through a range of organisations. Mr Damon Christopher THOMAS For significant service to local government, to the law, and to the community of Tasmania. Professor Robert John THOMAS OAM For significant service to surgical oncology, to patient-centred cancer care, and to system reform. Mr Luke Ashley THOMSON For significant service to primary and secondary education, and to independent schools. Dr John Graham TOON For significant service to urban and regional planning and education. Professor Bernard Edward TUCH For significant service to endocrinology, and to medical research. Mr Edward Richard TUDOR OAM For significant service to secondary education governance, and to the not-for-profit sector. Professor Sean Michael TWEEDY For significant service to para sport, to adapted physical activity research, and to tertiary education. Mrs Frances Mary UNDERWOOD For significant service to music education, to the arts, and to the community of Tasmania. Mr Tim Mark UNGAR For significant service to business, to the arts and cultural sectors, and to philanthropy. The late Mr James Matthew VALENTINE For significant service to the media as a radio presenter and television host, to music, and to children's literature. Dr Andrew Leonard VAN ESSEN For significant service to podiatry as a clinician and educator, and to specialist podiatric surgery. Professor Balasubramaniam VENKATESH For significant service to critical and intensive care medicine, to infection control, and to tertiary education. Mrs Kathryn Mary VINES For significant service to community health through cancer support. Professor Emeritus Ljubo VLACIC For significant service to control systems engineering, and to tertiary education. Mr Brett David WALKER For significant service to the community through social welfare organisations, and to the law. Mr James Allan WALKER For significant service to the mining sector, to history preservation organisations, and to the community. Ms Louise Mary WALSH For significant service to the community through philanthropic governance, and to the arts. Dr Raymond Kenneth WEEKES For significant service to business management and education. Mr Neil Donald WESTBURY PSM For significant service to the Indigenous communities of the Northern Territory and Victoria. Mr Bradley Brian WOODS For significant service to the tourism and hospitality industry, and to the community of Western Australia. Ms Elizabeth Adele WOODS For significant service to the law, to people with disability, and to basketball administration. Mrs Vicki Louise WOODS For significant service to the tourism and hospitality industry, and to the community. Mr Gary Ronald WORBOYS APM For significant service to the community through emergency response organisations. Emeritus Professor Stephen Rade ZUBRICK For significant service to medical science and research, particularly in children's and youth development. Medal of the Order in the General Division Mr Steven ADAMS For service to the Indigenous community through a range of roles. Ms Pam Ann AHERN For service to animal welfare. Mr Ziaul Islam AHMAD For service to journalism, and to the Muslim community. Mr Mohammed Shabbir ALAM For service to the community through emergency response organisations. Mr Donald Leslie ALCHIN For service to swimming. Justice Murray Robert ALDRIDGE For service to conservation, to orchid growing, and to the law. Mrs Annabelle Cecil ALEXANDER For service to the arts, and to the community. Mr Douglas Phillip ALEXANDER For service to the arts, and to the community. Mr Mohammed ALI For service to the community of the Australian Capital Territory. His Eminence, Professor Sheikh Salim Mahmoud ALWAN For service to Islam and Qur'anic studies. Mr Panagiotis (Peter) ANDRINOPOULOS For service to the Greek community of Melbourne. Mrs Maxine Rhonda APPO For service to tourism, and to the Indigenous community of Queensland. Mr Giovanni ARCO For service to veterans. Mrs Deborah ATTARD PORTUGHES For service to the community through the not-for-profit sector. Mr Ross Andrew AUGUSTINE For service to the community of Frankston. Mr Colin Roy AXUP For service to secondary education. Mr Leslie John BAGULEY For service to the community through charitable initiatives. Mrs Heather June BAIRD For service to children. Mrs Susan Helen BAMFORD For service to netball. Mr Gary Andrew BARCLAY For service to swimming. Dr Susan BARKER For service to conservation and the environment. Mr Trevor Hugh BARRON For service to lawn bowls. Mr Maxwell Kenneth BATEY For service to swimming as a coach. Mr Robert George BATROUNEY For service to the community through a range of roles. Mrs Ethel May BATTEN For service to the community, and to youth. Mr John Kevin BAYLISS For service to turf management, and to vocational education. Mr Roger John BAYLISS For service to business and trade, and to the community. Dr Andrew Alder BEATTIE For service to the community of Coffs Harbour. Mrs Kristy Patricia BEECHAM For service to the community of Narooma. Mr James Russell BELL For service to the arts, particularly through music and theatre. Dr Constantine George BERBATIS For service to the community of Perth. Dr Imad BERRO For service to the Arabic community of New South Wales. Ms Marianne BIRCH For service to the finance industry. Mr John BIRD For service to local government, and to the community of Collie. Mrs Wanda BIRD For service to horse training, and to the community of Collie. Mr Robert Douglas BLAIR For service to community history. The late Mr Keiran Robert BOOTH For service to community health through a range of organisations. Mrs Elizabeth Anne BOWDITCH For service to the community through charitable initiatives. Mr Paul Roger BOYCE For service to architecture. Dr Fiona Kathleen BOYD For service to general and palliative care medicine. Mrs Margaret BROOKS For service to the communities of Monbulk and Kallista. Dr Linda Suzanne BROOME For service to animal welfare. Mr Anthony George BROWN For service to local government administration. Mrs Silvia Fay BROWN For service to nursing. Mr John Kenyon BROWNING For service to education administration, and to the community. Mr Gregory John BUDWORTH For services to the community through social housing. Mrs Reiltin Maire BULLOCK For service to the community of Campbelltown. Mr Barry Arnold BURDETT For service to the community of Mannum. Mr Christopher Edward BURGESS For service to veterans and their families. The late Mrs Annette Margaret BURKE For service to the community through a range of organisations. Mrs Kay Marie BURTON For service to swimming. Mr Rodney Malcolm BUSH For service to basketball, and to the community. Mr Malcolm BUTTERFIELD For service to surf lifesaving, and to charitable organisations. Ms Mary Lou BYRNE For service to the community through refugee support. Mr Kevin William CAMM For service to veterans' welfare. Mr Max Albert CARSTEDT For service to electrical engineering. Mr Stephen Andrew CARTER For service to community health. The late Mrs Carol Frances CARTWRIGHT For service to the museums and galleries sector. Mrs Christine Laura CASTLEY For service to the multicultural community, and to public administration. Mr Stephen John CATTLEY For service to cricket. Mrs Tamara Joy CAVENETT For service to psychology. Mrs Usha Kiran CHANDRA For service to the Indian community of Queensland. Ms Elaine CHIA For service to arts administration. The late Mr Andjelko CIMERA For service to football administration. Dr Andrew Francis CLARKE For service to equine welfare. Mrs Juley CLARKE For service to primary education. Mr John Patrick CLEARY For service to the community through the not-for-profit sector. Ms Judith Ann CLEMENTS For service to the community of Whittlesea. Mr Russell David CLIFTON For service to the community through emergency response organisations. Mr Peter Robert CLISDELL For service to the real estate industry, and to the community. Mrs Pauline Mary COADY For service to community social welfare. Mr Keith Raymond COFFEY For service to the community of Darebin. Mr Brett Travis COLE For service to youth, and to the community. Mr Paul Reginald COLE For service to mountain biking. Mr Justin Andrew COLEMAN For service to the hospitality industry, and to the community. Mr Kevin John COLLINS For service to the community of Croydon. Mr Brendan Patrick CONDON For service to conservation and the environment. Dr Thomas Michael CONDON For service to dentistry, and to the community of Southern Downs. Mrs Rachel Marie CONDOS-FIELDS For service to youth, and to the community. Mr Mark Peter CONNELL For service to youth through scouting. Mr Stuart John CONNEW For service to music, and to the church. Mr John Oliver COOK For service to the community of Orange. Mrs Sharon Jane COOK For service to the banking industry, and to the law. Mrs Wendy Joy COOK For service to animal welfare. Mr Roderick James COOKE For service to the community through a range of organisations. Mr Stephen Leonardo COPPEL For service to the museums and galleries sector. Dr Wesley CORMICK For service to ultrasound and general practice medicine. Mrs Noline Gai CORNHILL For service to the communities of Canberra and Forster-Tuncurry. Mr Marshall Kelvin COX For service to the community of Toowoomba. Dr Luke Anthony COYLE For service to haematology. Mrs Judith CRIGHTON For service to conservation and wildlife. Mr Michael John CROSBIE For service to the community of Sunshine. Mrs Patricia Janet CROSBIE For service to the community of Winchelsea. Mrs Barbara Mary CULLEN For service to the community of Tocumwal. Mr Robert James CULLEN For service to the community of Tocumwal. Mr Robin George CUMMINS For service to veterans, and to the community. Mr William Noel CURNOE For service to rugby league. The late Mr Lynne Gary CURTIS For service to the sport of clay target shooting. Mr John Sydenham CUSTANCE For service to surf lifesaving. Miss Deslee Karen DALEY For service to youth, and to the community. Mr Paul James DALY For service to Australian rules football, and to the community of Onkaparinga. Mr Brian DAVIDSON For service to community health. Mr Ray John DAVIDSON For service to cricket, and to the community. Mrs Pamela May DAVIS For service to the community of Drysdale. Mr Stephen DAY For service to the Anglican Church of Australia. Mr Dean DE HAAS For service to the community through social welfare organisations. Mr Theodoor DE LYSTER For service to people with disability. Dr Dov Aharon DEGEN For service to medicine, and to mental health support. Mr John David DEVINE For service to the community of Lane Cove. His Honour Judge Douglas Raymond DICK For service to the law. Ms Sharon Mun-Foong DING For service to people with disability. Mrs Fran Mary DOIG For service to the community through charitable organisations. Mr Geoffrey Robert D'OMBRAIN For service to music, and to education. The Venerable Edward William DONCASTER For service to the Anglican Church in Australia. Dr William Francis DONOVAN For service to secondary education, and to the community. Mr Peter DOURIOS For service to the Greek community of Melbourne. Mr Brian Joseph DOWNS For service to the community of Ashgrove. The late Mrs Joyce Myrtle DOWSETT For service to the community of Stawell. Mrs Janet Celia DRUMMOND For service to local government, and to the community. Mrs Florence DRURY For service to the community through a range of roles. Mrs Bijinder DUGAL For service to aged welfare. The late Mr Phillip Joseph DUGGAN For service to strata management, and to the community. Mrs Barbara Joan DUNLOP For service to the community, and to the arts. Mrs Vicki Ann DUNNE For service to the people and Parliament of the Australian Capital Territory. Mr Peter John DUNPHY For service to table tennis. Mrs Janice Elizabeth EARLE For service to the community through emergency response organisations. Mr Trevor Raymond EDDY For service to the community through a range of organisations. Ms Jane Anne EDWARDS For service to the performing arts, particularly music. Mrs Linda EMERY For service to the community of Wingecarribee. Mrs Sandra Jane EVANS For service to softball. Dr Kenneth James FACER For service to medicine as a general practitioner. Ms Gabrielle Marie FACHRY For service to the Lebanese community. Mr Kenneth Thomas FAYLE For service to veterans and their families. Professor Suran Loshana FERNANDO For service to medicine in the field of immunology. Mrs Karen Lesley FIELD For service to charitable organisations, and to the mining sector. Lieutenant Commander Kym Desmond FISHER For service to rowing as a coach. Mr Steven FISHER For service to child welfare organisations. Ms Margaret Esther FLEMING For service to community history in Victoria. Ms Janice Marea FLORENCE For service to the arts, and to people with disability. Mr Graeme Jerard FOALE For service to sailing. Miss Gillian Patricia FORSYTH For service to the community, and to heritage conservation. Mr Wayne Stanley FOSSEY For service to the Indigenous communities of southern Queensland. Ms Christine Ann FOX For service to health administration, and to the community. Ms Elsta FOY For service to the community of Broome. Mr Ian Leo FRAME For service to youth, and to rugby league. Mrs Margaret Leigh FREEMAN For service to the church. Mrs Margretta Judith FULLER For service to conservation and the environment. Mr David Dalroy FUNNELL For service to local government, and to the community of Camden. Dr Dilipkumar GAHANKARI For service to plastic and reconstructive surgery. Associate Professor Alan William GALE For service to cardiothoracic surgery, and to the community. Mr Eric GALLOWAY For service to sport, particularly rugby league. Mrs Lorna May GAMBLE For service to music through the church. Mr Ian Victor GARDNER For services to youth through solar modelling. Dr Atul Kumar GARG For service to the community through a range of organisations. Mrs Jacqueline Patricia GASSON For service to the arts as a ceramicist. Mr Colin John GERRARD For service to the community of Beaufort. Ms Bernadette GIGLIOTTI For service to secondary and vocational education. Mr Richard Grant GILES For service to the community of the Northern Territory. Mr Robert Hugh GLASS For service to the community of Ballarat. Ms Margaret Rae GLEESON For service to the arts. The late Mr Ronald Norman GLENCROSS For service to environmental conservation. Mr Graham Neil GLIDDON For service to basketball. Mrs Sandra GOLDSTRAW For service to the community through a range of roles. Mrs Kerry Maureen GOODE For service to the community through performing arts. The late Mr Richard Lindsay GORDON For service to the communities of Killarney Heights and Forestville. Mrs Valerie May GORDON For service to the communities of Forestville and Killarney Heights. Dr Jon William GRAFTDYK For service to the community through cancer support groups. Mrs Lorraine Leigh GREENFIELD For service to remote communities. Mr Phillip George GREENTREE For service to cricket, and to the community of the Hawkesbury. Mr Philip Hilton GREENWOOD SC For service to the law. Mr John GREENWOOD-SMITH For service to the community through emergency response organisations. Mrs Ann Campbell GREGG For service to the community of Peppermint Grove. The late Mrs Helen GREGORY For service to community history. Mr Paul William GRIFFITHS For service to sport, to people with disability, and to the community. Mr Richard John GRIFFITHS For service to the community of Darwin. Mr Marcus GRINBLAT ESM For service to the community through emergency response organisations. Dr Helen Judith GRZYB For service to the community of Western Australia. Mr Gerard Michael GUERIN For service to the community of Kadina. Mrs Suzane Margaret HAMILTON For service to the community of the Tilligerry Peninsula. Dr Roger HAMPSON For service to medicine as a pathologist. Ms Teresa Gayle HANDICOTT For service to business, and to corporate governance. The Reverend Dr Timothy David HANNA For service to the church, and to charitable organisations. Mrs Josephine Daisy HARPUR For service to the community of the Northern Beaches. Dr Timothy Martin HARPUR For service to the community of the Northern Beaches. Mr Gregory Mark HARRIS For service to sports administration. Mr Jeffrey Mervyn HARVEY For service to the community through a range of organisations. Mr Robert HASLAM For service to the community of the Riverland region. Mr John Whitton HASLEM For service to the community through a range of roles. Mr Michael Norman HAWKING For service to cricket, and to sports administration. Mrs Dawn Elizabeth HAY For service to the community through a range of roles. Mrs Genevieve Maida HEBART For service to the community of the Barossa, and to nursing. Mr Donald Alfred HENDERSON For service to surf lifesaving. Dr Peter Richard HENDERSON For service to obstetrics and gynaecology. Mrs Feona Leigh HENNESS For service to the community of the Hills District. Ms Elspeth Clare HENSLER For service to the law. Mr David John HILL For service to youth. The late Mr Ian Murray HILL For service to the community through a range of organisations. Ms Joanne Kay HILL For service to basketball. Dr Peter Robert HILL For service to dentistry. Ms Laura Maree HOGAN For service to people with disability. Mr Craig Robert HOLDEN For service to the community, and to surf lifesaving. Mrs Susan Margaret HOOD For service to regional agricultural shows, and to youth. Dr Noemi HORVATH For service to haematology. Mr Trevor Raymond HOWARD For service to sport, and to the community of Western Australia. Mr Winwood HOWARD For service to the community through a range of organisations. Mr Silvio IADAROLA For service to the Italian community of South Australia Mr Noshir IRANI For service to the community. Mrs Sally IRWIN For service to the community, particularly to survivors of modern slavery. Ms Kristina JACKSON For service to the community through a range of organisations. The late Mr Alan JENKINS For service to fraternal organisations, and to the community. Dr Paul Ignatius JENKINS For service to medicine as a paediatrician. The late Mr Trent Andrew JENNISON For service to community health, to people with disability, and to social welfare. Ms Trish JOHNSON For service to the law, and to the legal profession. Mrs Anne Louise JOHNSTON For service to child cancer support. Mr Glenn Kenneth JOHNSTON For service to the Indigenous community. Mr Robert Norman JOHNSTONE For service to the community, and to secondary education. Mrs Marian JONES For service to decorative food arts. Mr Geoffrey JOY For service to education. Mrs Patricia KAYE For service to the community of Gisborne. Mrs Jennifer Mary KEARNEY For service to the community of Bacchus Marsh. The late Mr Peter KEARSEY For service to the community of Inverell. Mrs Shannan Louise KEEN For service to Locked-in Syndrome research. Mr Michael Timothy KELLY For service to the community of Corowa. Mrs Patricia KENT For service to the community of northwest Tasmania. Mr Owen Heathfield KILPATRICK For service to rugby league, and to the superannuation industry. Mr Deuk Rae KIM For service to boxing. Mr Gary KING For service to the community of Koo Wee Rup. Mr Geoffrey Eric KING For service to broadcast media. Mr Nigel Howard KING For service to the community through a range of organisations. Mr Kenneth David KINLOCH For service to youth, and to the community. Mr Peter Morton KINSEY For service to surf lifesaving. Dr Rodney KIRKPATRICK For service to community history. Mrs Alva Joyce KNUCKEY For service to charitable organisations. Mr Stephen Francis LAFFAN For service to the community through voluntary roles with sporting associations. Mr Tracey John LAKE For service to surf lifesaving. Lieutenant Colonel Stefan Franz LANDHERR RFD (Retd) For service to veterans. Mr Anthony LARKIN For service to secondary education, and to school sports. Mr Alex LASLOWSKI For service to medical science, and to anatomical pathology. Mr Matthew Robert LAVERTY For service to the community through charitable initiatives. Mr Ross Andrew LEE For service to the law, and to the community. Mr Craig Anthony LEESON For service to media, and to the community. Mr Robert John LEHUNT For service to the plastics industry. Mr Paul James LEMMON For service to surf lifesaving. Dr Lana Adele LESLIE-HENFLING For service to the Indigenous community through a range of roles. The Late Mr Lewis Joshua LEVI For service to the Jewish community of New South Wales. Mr Christopher Lockyer LEWIS For service to Australian rules football, and to the Indigenous community. Mr Maxwell John LEWIS For service to veterans, and to the community. Ms Joan Catherine LILEY For service to conservation, and to the community. Mr Kenneth George LITTLE For service to the community of Port Macquarie. The Honourable Francis Michael LOGAN For service to the people and Parliament of Western Australia. Mr Nicholas Michael LOGAN For service to the pharmacy profession. Mr William Charles LOWIS For service to local government, and to the community of the Burdekin Shire. Mr Brian Anthony LULHAM For service to sport, and to the law. Mrs Susan Barbara LYLE For service to the community of Gunnedah. Ms Mary-Jane Veronica LYNCH For service to rural and remote nursing. Mr Michael Colum LYNCH For service to the community of Parkes. Ms Anna Kyriakides MAAS For service to the museums and galleries sector. Mr David Charles MACALLISTER For service to the community through aquatic safety organisations. Mrs Jennifer MACKAY For service to primary education. Dr Ross Duncan MACPHERSON For service to medicine as an anaesthetist. Mr James Thomas MAGUIRE For service to gymnastics, and to rugby league. Dr Gabor Attilla MAJOR For service to rheumatology. Mr Neville Ronald MALE For service to photography. Lieutenant Colonel Kevin Anthony MALONEY (Retd) For service to rugby union, and to the community. Mr Stefano MARAFIOTE For service to agriculture. Mrs Michele Denise MARQUET For service to primary education. Mr William Barry MARSH For service to literature as a writer. Mr Kenneth John MARTIN For service to the community of Coleambally. Mr Robert Eric MASON For service to the wool growing industry, and to the community. The late Mr Kenneth Francis MAURER For service to thanatology, and to the community. Mr Albert John MAXWELL For service to surf lifesaving. Mrs Tallilah MAY For service to the Jewish community. Dr William MCAULIFFE For service to interventional neuroradiology. Mr Nicholas Hatch MCCORMACK For service to golf. Mr Geoffrey Charles MCCRACKEN For service to Australian rules football. Ms Michele MCDONALD For service to education. Ms Betty Lee MCGEEVER For service to the community, particularly refugees and asylum seekers. Mrs Betty MCGUIRE For service to softball. Mr Robin Lee MCKENDRICK For service to local government, and to the community of Launceston. Ms Elizabeth MCKENZIE For service to the community through music. The late Mrs Marion Elizabeth MCKINNON For service to community history. Mr Neil John MCWHANNELL For service to the community, and to the not-for-profit sector. Mr Frank Laurence MENG For service to the community, and to engineering. Mrs Merle Elizabeth MILLER For service to the Indigenous community of Victoria. Mr Ian Andrew MILLINER For service to diver training and accreditation. Mr David Raymond MILNE For service to youth. Mr Saurabh MISHRA For service to the community through a range of organisations. Mr Allan Raymond MITCHELL For service to local government, and to the community. Mr Lawrence Raymond MOLACHINO For service to the community of Ingham. Mrs Prudence Jean MOLNAR For service to the community through a range of organisations. Dr Brian Roy MOON For service to tertiary education. Mr David Arthur MORGAN For service to youth, and to the community. Mr Richard Vincent MORGAN For service to youth, and to the community. Mr Darren Anthony MORT For service to the law. Emeritus Professor Peter Maxwell MUIRHEAD For service to the maritime industry, and to tertiary education. Mr Timothy Craig MUIRHEAD For service to reconciliation in Western Australia. Mr Andrew Lewis MULLETT For service to Australian rules football. Mr Michael Andrew MURPHY For service to sport administration, particularly diving. Dr Sandra Janette NASH For service to music education. Mr Scott Bradley NASH For service to local government, the law, and to the legal profession. Mr Mark Anthony NEAVE For service to youth. Dr Robert Charles NEWBY For service to conservation and the environment. Mr Nicholas Ronald NEWTON For service to surf lifesaving. Ms Kathleen Majella NOONAN For service to social welfare. Mr Keven Maxwell NORDSTROM For service to the poultry industry. Mr William Arnold OATES For service to history preservation. Mr Issam OBEID For service to the Lebanese community of Sydney, and to taekwondo. Mr David Patrick O'BRIEN For service to the community through the not-for-profit sector. Mr Kevin O'BRIEN For service to rowing. The late Mr Brian Francis O'CONNOR For service to local government, and to the community. Mr Dennis OLDENHOVE For service to veterans, and to the community of Macclesfield. Mrs Catherine Ruth O'LEARY For service to the community through a range of roles. Mrs Anne Jillian OLIVER For service to the community through a range of roles. Mrs Christine Jennifer OLIVER For service to the communities of the Gippsland region, and to youth. Mr Leo Harmen OP DEN BROUW ESM For service to the community of East Gippsland. Dr Anne PANG For service to the Chinese community of Melbourne, and to women. Mrs Ghestimani PASCHALIDIS-CHILAS For service to the multicultural community of New South Wales. Mr Philip Garry PATTERSON For service to primary industry. Mr Rodney David PAYNE For service to the community through the not-for-profit sector. Air Commodore Ian Murray PEARSON (Retd) For service to veterans' welfare. Mr Jeffrey Ian PEKIN For service to the community of the Horsham region. Mr Duncan John PERRYMAN CSM RAN For service to history preservation. Mr Keith PESTER For service to football, and to the community. The late Dr Roger Frank PETERS RFD For service to community health, particularly as a psychologist. Mr Keith Stanley PETTIGREW For service to the community of Leopold. Mrs Elisabeth Lesley PICKERING For service to secondary education, and to the community. Lieutenant Colonel Patrick Anthony PICKETT CSM (Retd) For service to the performing arts, particularly through music. Mr Franciscus Joseph PIKARDT For service to secondary education. Mr Keith Norman PITMAN For service to veterans and their families. Associate Professor Christopher Stephen POKORNY For service to community health. Mr Andrew James PORTER For service to business, and to corporate governance. Mr Geoffrey Samuel PRENTER For service to the print media as a sports journalist. Mrs Lesley Roxanne PRYOR For service to youth through foster care. Mr John Stewart PUGH For service to swimming. Mr Paolo RAJO For service to the Italian community of New South Wales. Mr Brian Warwick RALPH For service to secondary education. Mrs Marie Elizabeth RANSOM For service to community welfare. Mrs Joylene RAPPO For service to community health through bereavement support. The Honourable Ljiljanna Maria RAVLICH For service to the people and Parliament of Western Australia, and to the community. Professor Keir James REEVES For service to tertiary education. Ms Julia Monique REICHSTEIN For service to the community, and to librarianship. Dr Richard Ekenhead REID For service to community through history preservation organisations. Mrs Catherine Margaret REMENYI For service to the community of Torquay. Ms Silvia RENDA For service to the Portuguese community of Victoria. Mrs Jane RICHARDSON For service to the communities of the East Grampians. Ms Joanne Charlotte RILEY For service to the suicide prevention advocacy. Mr Geoffrey Colin ROBERTSON For service to baseball. Ms Tammy Margaret ROBINSON For service to the community, and to youth. Ms Susan RODGERS-WILSON For service to the community through charitable organisations. Mr Kenneth John ROMA For service to veterans. Mr Peter Alan ROMEY For service to conservation and the environment. The late Mr Neil ROSENFELD For service to ballroom dancing. Mr Patrick John ROWE For service to veterans and their families. Dr Helen Brenda ROXBURGH For service to general practice, particularly in the areas of women's health. Dr Pauline Elizabeth RULE For service to history, and to secondary education. Mr Daniel John RYAN For service to community health. Mr George Christopher SACHSE For service to veterans, and to the community. Mr Fawaz SANKARI For service to the community, and to the banking sector. Mr James Frederick SARGEANT For service to sailing. Mr Andrew Peter SATSIA For service to the community of Canberra. Mrs Diana SAWYER For service to the communities of Barwon South West. Mr Desmond Alwyn SCHIRMER For service to the Victor Harbor and the Southern Fleurieu communities. Mr Stephan Bruce SCHNIERER For service to fisheries management. The Reverend Dr Noel Clifford SCHULTZ For service to the Lutheran and Uniting Churches. Mr Colin James SCHULZ For service to surf lifesaving. Mrs Leone Gwendolen SCOTT For service to child and youth support. Ms Jillian SEARS For service to people with disability, and to equality and diversity. Mrs Cherry Josephine SERVIS For service to community health. Mr Kuranda Seyfettin SEYIT For service to the multicultural communities of Victoria. Mrs Carla SHARP For service to the Jewish community. Mr Lloyd William SHEPHERDSON For service to the community of Margaret River. Mr Clarence John SHERATON For service to the community through a range of roles. Emeritus Professor Susan SHERIDAN For service to the arts, and to the humanities. Mr Charles James SHERRIN For service to veterans and their families. Mr David John SHIELDS For service to surf lifesaving. Mr Raymond Charles SHOOBERT For service to the community of Murrurundi. Mrs Simone Antoinette SHORT For service to the community through charitable initiatives. Dr Emad Walid SHUBLAQ For service to engineering. Mrs Maureen Edith SIMPFENDORFER For service to nursing. Mr John Drazen SIPEK For service to local government, and to the community. Mrs Susan Elizabeth SKINNER For service to youth with disability. Mr Kevin SLOMOI For service to the Jewish community. Mrs Margaret Blair SMALL For service to nursing. Dr Andrea Lynne SMITH For service to community health. The late Mr Antony Frederick SMITH For service to oenology. Mr Edward Arthur SMITH For service to football. Mr Robert James SMITH For service to the community through emergency response welfare organisations. Mr Victor Herbert SMITH For service to the community through emergency response organisations. Mr Barry Robert SNEDDON For service to sports administration. The late Mr Ian Henry SOBBE For service to palaeontology. Dr Wayne John SPRING For service to medicine as a general consultant physician. Mrs Susan Barbara SPRINGFIELD For service to the communities of Mulgrave and Springvale North. Mr Clinton John STANLEY For service to people with disability through swimming. Mrs Yvette Rachel STANTON For service to embroidery. Dr Linton Drew STAPLES For service to science, and to pest animal management. Mr Cornelis Simon STEENLAND For service to youth, and to sailing. Dr Sean Colin STEVENS For service to general practice medicine. Dr Colin Kenneth STEWART For service to secondary media education. Mr Graeme Lindsay STOCKTON For service to conservation and the environment. Mr Kevin Harold STOKES For service to conservation and the environment. Mr Colin John STROFIELD For service to the law. Ms Kathryn Erica STROHM For service to disability support. Mr Peter Joseph SWEENEY For service to hockey. Mr Laurie John SWEET For service to the community of Gwandalan. Mr Christopher Robert SYMONDS For service to the community of Queensland. Mr Gerard TANCRED For service to baseball. Mr Kevin Martin TANNEBRING For service to sport, particularly softball. Mr Kevin John TANT For service to the game of bridge, and to club administration. Mr Kieran John TAPSELL For service to conservation and the environment. Mr William Leslie TE KLOOT For service to business governance and risk management. Mr Chethicad Oommen THOMAS For service to the Indian community of Victoria. Mrs Margaret Rose THOMPSON For service to croquet. Mr Geoffrey Ashlen THOMPSTONE For service to surf lifesaving. Mr Rob (Sam) THOMSON For service to youth through pastoral care. The late Mr David John THORPE For service to the community through a range of roles. Ms Therese Majella TIERNEY For service to community health in the Gippsland region. Mrs Enid Daphne TINK For service to the community of Ravensthorpe. Mr David TOREVELL For service to surf lifesaving, and to the community. Mr Mervyn Stanley TREASE For service to rogaining and orienteering, and to bushland search and rescue. Mrs Anna TURETSCHEK For service to gymnastics as a coach and administrator. Mrs Lynette Gweneth TURNER For service to the community through disaster relief roles. Ms Margaret Anne TURNER For service to the community of Batemans Bay. Mrs Mechelle Ann TURVEY For service to the Indigenous communities of Western Australia. Dr Stephen Eric UTICK For service to conservation, and to the community. Dr Paul VALENT For service to the Jewish community. Mr Cornelis Hendrikus VAN DEN DUNGEN For service to motor sports. Mrs Lois Madge VANSTONE For service to music, and to the community. Dr Christopher Johnson VERCO RFD For service to medicine as an obstetrician. Dr Abhishek Kumar VERMA For service to medicine, and to medical administration. Mr Matthew VERTZONIS CSM RFD For service to veterans and their families. Ms Evelyn Felicia VICKER For service to the law. Mr Roger Gaul VINEY For service to the community of Hobart. Ms Theano (Tina) VINEY For service to the beauty and aesthetics industry. Mrs Anna VITENBERGS For service to conservation and the environment. Ms Cecile Jane WAKE For service to the energy supply industry, and to education. The late Mrs Kathleen Mary WALCOTT For service to tennis, and to the community of Goulburn. Mr Philip WALKER For service to arts administration, and to philanthropy. Mr Darren James WALLACE For service to the community through a range of roles. Mrs Karen Anne WALLWORK For service to community history. Mr Denis John WALSH For service to the community through social welfare organisations. Mr Shane Murray WALSH For service to the community of Adelong. Mr Allan Arthur WARD For service to the community through music. Mr Milton Clarence WARD For service to the community through music. Ms Sarah WARD For service to the community through social welfare organisations. Dr Lachlan John WARREN For service to dermatology. Mr Peter Roy WARWICK-MAYO For service to community history. Mr John Langley WATSFORD For service to the rail transport industry. Ms Elizabeth WATSON For service to the environment, and to the Parliament of Western Australia. Mr Peter Bruce WATSON For service to the people and Parliament of Western Australia. Mr Rodney Reginald WATSON For service to secondary education, and to the community. Mr Philip Gregory WEBB For service to the community of Melbourne. Mr Robert Wilton WEBSTER For service to the communities of the Terrey Hills region. Mr Keith Raymond WELSH For service to the performing arts, particularly through music. The late Mr Mark WERAGODA For service to the community of Bendigo. Mr David Herbert WESTLAKE For service to the community of Manly-Wynnum. Mrs Margaret Ann WHEELER For service to the community of Newcastle. Mr Aaron Ronald WHITE For service to the community of Brighton. Mr Peter Allen WHITING For service to the community of Adelaide. Ms Margaret Gayle WHITTAKER For service to community health, and to sport. Mr Craig WILLIAMS For service to surf lifesaving. Dr Mark Alexander WILLIAMS For service to tertiary education. Mr Colin WILSON For service to veterans, and to the community. Mr George Bruce WILSON For service to karate, and to youth. The late Mr Ray Joseph WILTON For service to the community of Melbourne. Mrs Lilly Anna WOLF For service to the Jewish community. Dr Ann Leslie WOLLNER For service to the Jewish community. Mr John Archer WOODHOUSE For service to the visual arts, particularly photography. Mr Dale Malcolm WRIGHT For service to the community through a range of organisations. Dr Celina Ping YU For service to business education, and to international trade. Mr Man Kit YU For service to the community through charitable organisations. Mr Robert Stephen ZAHARA For service to rowing. Professor Shixiang ZHANG For service to music as a violin teacher. Mr Carmine ZOLLO For service to the community, and to football. Dr Bogumila ZONGOLLOWICZ For service to the Polish community.
→ Apri originale
Zurigo, morti sospette dei pazienti di cardiochirurgia: la Procura indaga per omicidio colposo, lesioni e falsificazione di documenti
📰 Ilfattoquotidiano.it 📅 2026-06-05 it Salute · ambiente
Quattro pm con competenze mediche. Tutti dedicati al caso. La Procura del Cantone di Zurigo ha reso noto di aver avviato un’indagine penale – al momento non risultano ancora indagati – sul caso delle morti sospette nel reparto di cardiochirurgia dell’Ospedale…
Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati Quattro pm con competenze mediche. Tutti dedicati al caso. La Procura del Cantone di Zurigo ha reso noto di aver avviato un’indagine penale – al momento non risultano ancora indagati – sul caso delle morti sospette nel reparto di cardiochirurgia dell’Ospedale Universitario di Zurigo. All’epoca dei fatti guidato dal professor Francesco Maisano, oggi al San Raffaele di Milano. La vicenda penale prende le mosse dal dossier di 216 pagine commissionato dalla stessa Università di Zurigo a un gruppo di esperti indipendenti (il Fatto Quotidiano ne ha dato ampiamente conto). Il documento parla di “un eccesso di mortalità pari a 68-74 decessi nel reparto di cardiochirurgia tra il 2016 e il 2020″. “Undici decessi classificati come ‘inattesi’ su 307 esaminati” nel dettaglio. Al centro del caso, tra l’altro, l’utilizzo di un presidio medico innovativo utilizzato per curare i disturbi delle valvole cardiache. Un dispositivo – prodotto da una società in cui Maisano ha ricoperto il ruolo di chief medical officer – che non viene più utilizzato. L’ipotesi ora al vaglio della Procura è che il dispositivo possa essere stato utilizzato quando non era necessario. Una vicenda nata dalle ripetute denunce di uno whistleblower, il dottor Andre Plass che oggi non lavora più nell’ospedale universitario. L’Ospedale Universitario aveva fatto un mea culpa soprattutto nei confronti dei pazienti e delle famiglie. Aveva, però, puntato il dito verso la gestione Maisano e aveva annunciato, appunto, di aver passato gli atti alla Procura cantonale: “Le cause di questi incidenti risiedono principalmente nella nomina affrettata dell’allora primario del reparto di cardiochirurgia nel 2015, nella sua mancanza di capacità di leadership e nei preesistenti conflitti di interesse, ma anche nella gestione inadeguata del reparto stesso”. Ora il caso è approdato in Procura ed è stato aperto un fascicolo. Le autorità elvetiche hanno fatto sapere che sono state presentate tre denunce. Reati ipotizzati sono omicidio colposo, lesioni personali colpose gravi e falsificazione di documenti. Finora, va detto, si indaga a carico di ignoti. La Procura ha anche fatto sapere che, oltre al lavoro dei pm specializzati in materia sanitaria e degli investigatori, intende avvalersi della consulenza di esperti del settore. Il Fatto ha ripetutamente cercato di contattare il professor Maisano per avere una sua versione dei fatti e un suo commento sulle dichiarazioni dell’Università di Zurigo. Maisano non ha parlato con il cronista, ma ha risposto con un comunicato scritto in cui respingeva ogni addebito: “Fui chiamato a Zurigo nel 2014 come primario in un reparto che richiedeva un profilo scientifico internazionale. Mi trovai, fin da subito, in un contesto difficile: ero un clinico italiano in un ambiente svizzero-tedesco, che non aveva mai accettato che un clinico italiano ricoprisse il ruolo di primario di una unità così importante. Le resistenze culturali e istituzionali che incontrai non erano banali incomprensioni: erano il frutto di dinamiche profonde, che rendevano arduo costruire un’équipe coesa attorno a una visione condivisa dell’innovazione clinica”. Maisano prosegue: “Lo stesso rapporto prodotto dall’Università smentisce le accuse: la sovra-mortalità era attribuibile agli interventi chirurgici convenzionali (cioè a cuore aperto, ndr). Non alle procedure innovative (che arrivano al cuore attraverso le arterie, ndr). Non al Cardioband. Non alle tecniche transcatetere (cosiddette Tavi, ndr)”.
→ Apri originale
Fiumicino, il senatore di FdI Menia attacca una coppia gay all’aeroporto: “Basta effusioni, fatele a casa vostra”
📰 Ilfattoquotidiano.it 📅 2026-06-04 it Salute · ambiente
“Niente carezze ed effusioni in pubblico”. Sono passate da poco le 21 e alla lounge Ita dell’aeroporto di Fiumicino, in un attimo, scoppia un battibecco. Protagonista il senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia che nota due ragazzi scambiarsi effusioni al …
Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati “Niente carezze ed effusioni in pubblico”. Sono passate da poco le 21 e alla lounge Ita dell’aeroporto di Fiumicino, in un attimo, scoppia un battibecco. Protagonista il senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia che nota due ragazzi scambiarsi effusioni al tavolino accanto. Stanno facendo una videochiamata con degli amici scambiandosi qualche carezza, ma questo al senatore meloniano non va bene. Non gli va giù. Non è ammissibile, per lui. Così reagisce: “Ora basta, le effusioni fatele a casa vostra“. Una scena che non passa inosservata. I due ragazzi protestano, non capiscono cosa hanno fatto di male se non scambiarsi qualche gesto d’amore in pubblico. Ma Menia – storico esponente di Fratelli d’Italia con una lunga militanza nel Msi e in An – non ci sta e i due giovani sono costretti a chiamare gli assistenti della lounge Ita di Fiumicino che però non allontanano il senatore di Fratelli d’Italia. Così a intervenire ci pensa il capogruppo del M5s Luca Pirondini che calma Menia e gli fa capire a brutto muso che non si deve permettere: “Gli ho detto che non doveva azzardarsi a dire cose del genere a una coppia di ragazzi che erano seduti al tavolo e non facevano niente di male, l’omofobia nel nostro Paese non è ammessa”, racconta il senatore pentastellato. Alla fine i due ragazzi restano per un po’, finchè non raggiungono il gate per il loro volo, indignati. Anche Menia conferma il racconto. Rispondendo al Fatto dall’aereo spiega: “Avevo questi due signori seduti vicino alla lounge ma a me da ragazzino hanno insegnato l’educazione”. Cosa nello specifico? “Che quando sei all’aeroporto o al bar, non ti sbaciucchi non ti tocchi. E invece loro si mostravano a tocchettarsi e a baciarsi a vicenda. Questo non va bene: vale per un uomo e una donna, un uomo e un uomo e donna con un’altra donna. Loro (gli omosessuali, ndr) non sono più uguali degli altri: in un posto pubblico bisogna comportarsi come ci si comporta civilmente in un luogo pubblico“. E loro che le hanno risposto? “Mi hanno insultato: mi hanno detto ‘crepa’, ‘ti venga un tumore’ – continua Menia – ma sono abituati a fare vittime. Lei quando va con il suo ragazzo o la sua ragazza in pubblico cosa fa, si tocca? Erano tocchi continui. Hanno infastidito diversi. In molti mi hanno detto: ‘Bravo hai fatto bene'”.
→ Apri originale
Tra acque turchesi e paesaggi lunari: l’angolo più selvaggio della Sardegna che sembra un altro pianeta
📰 Thewom.it 📅 2026-06-04 📍 Cagliari it Salute · ambiente
Dove si trova Baunei e come arrivarci Baunei si trova nella Sardegna centro-orientale, in provincia di Nuoro, all’interno della regione storica dell’Ogliastra. Il suo territorio si estende dal Supramonte fino al Golfo di Orosei, includendo la costa di Baunei …
L a prima immagine di Baunei spesso arriva dal mare: pareti di roccia bianca che scendono a picco nell’acqua turchese, piccole cale di ciottoli chiari, profumo di macchia e rosmarino che arriva fino alla battigia. Poi si alza lo sguardo e si scopre che, sopra quelle falesie, c’è un paese arroccato, un altopiano lunare, gole profonde e antichi sentieri di pastori. Baunei non è solo una spiaggia famosa su Instagram, ma un territorio intero da esplorare, tra l’Ogliastra e il Supramonte, dove mare e montagna convivono a pochi chilometri di distanza. Preferisci ascoltare il riassunto audio? Nell'articolo Dove si trova Baunei e come arrivarci baunei Baunei si trova nella Sardegna centro-orientale, in provincia di Nuoro, all’interno della regione storica dell’Ogliastra. Il suo territorio si estende dal Supramonte fino al Golfo di Orosei, includendo la costa di Baunei e la località marina di Santa Maria Navarrese, punto di partenza per molte escursioni in barca. Per arrivare in aereo, gli scali di riferimento sono Cagliari, Olbia e – più distante – Alghero. Da Cagliari e Olbia si prosegue in auto o bus verso Tortolì/Arbatax e poi si risale verso Baunei e Santa Maria Navarrese lungo la strada interna che corre tra colline e vigneti di Cannonau. Chi arriva in nave può sbarcare a Cagliari, Olbia o Golfo Aranci e seguire un percorso simile, programmando 2-3 ore di guida in base al porto di arrivo. L’auto resta il mezzo più pratico per muoversi tra altopiano del Golgo, costa e paesi dell’Ogliastra. I collegamenti in autobus esistono, ma sono meno flessibili, soprattutto se si vogliono raggiungere punti di partenza per trekking o rientrare tardi dopo le escursioni. In estate i tempi di percorrenza si allungano per il traffico lungo la costa, quindi conviene calcolare margine extra per imbarcarsi sui tour in mare o partire all’alba per i trekking più lunghi. Il periodo migliore per un viaggio a Baunei è la primavera avanzata e l’inizio dell’autunno, quando le temperature sono più miti, i sentieri del Supramonte sono meno secchi e le spiagge del Golfo di Orosei restano godibili senza affollamento intenso. In estate il mare è al massimo della trasparenza, ma per camminare sotto il sole, lungo i sentieri che scendono alle cale, servono orari molto mattinieri e buona abitudine al caldo. SCOPRI ANCHE: SARDEGNA ORIENTALE Mare e trekking: le esperienze chiave da vivere a Baunei Cala Goloritzè Il territorio di Baunei è il regno di chi ama outdoor e natura in tutte le varianti: trekking, discese a mare, canyon, grotte, piscine naturali e falesie per arrampicare o fare abseiling. L’altopiano del Golgo, poco sopra il paese, è il punto di partenza di numerosi sentieri che attraversano la macchia mediterranea, tra lecci e rocce calcaree, fino ad arrivare alle spiagge della costa di Baunei. Le calette più note del Golfo di Orosei – come Cala Goloritzé, Cala Mariolu, Cala Biriola, Cala Luna e Cala Sisine – si raggiungono quasi tutte in due modi: a piedi tramite sentieri di varia difficoltà oppure via mare, con imbarcazioni che partono per esempio dal porto turistico di Santa Maria Navarrese o da altri paesi della costa. Cala Luna Scegliendo il trekking, si passa tra ginepri contorti, tratti di roccia e punti panoramici che affacciano su un mare color smeraldo. Scegliendo la barca, si ha la possibilità di toccare più cale nella stessa giornata, nuotare, fare snorkeling e osservare dall’acqua le alte pareti del Supramonte. Un itinerario molto amato è il trekking che porta a Pedra Longa, il grande pinnacolo roccioso che emerge dal mare poco a sud della costa di Baunei. Da Santa Maria Navarrese parte un sentiero abbastanza agevole, con scarso dislivello, che consente in poche ore di camminare a ridosso della scogliera tra profumo di cisto e mirto e viste continue sulla costa. Da Pedra Longa parte anche un percorso verso Cala Fenile, più breve ma comunque in ambiente selvatico, indicato a chi ha già un minimo di dimestichezza con i sentieri rocciosi. Su Gorropu Gli amanti delle gole possono puntare alla gola di Gorropu, al confine tra Ogliastra e Barbagia, uno dei canyon più noti d’Europa. Qui le pareti si stringono e si alzano per decine di metri creando un corridoio di roccia bianca e grigia. Esistono diversi itinerari per arrivare all’ingresso della gola, dai percorsi più facili e adatti anche a chi ha un buon allenamento ma poca esperienza, a quelli per escursionisti esperti che vogliono affrontare dislivelli maggiori o tratti più tecnici. Chi preferisce l’acqua dolce può scegliere le piscine naturali di Bau Mela, nel territorio di Villagrande Strisaili, immerse in un bosco di querce. Il torrente ha scavato il granito creando vasche, cascatelle e scivoli di roccia. In estate l’acqua è fresca e il contrasto con le rocce chiare e il verde del bosco è particolarmente netto. Un’altra zona interessante, sempre legata alle acque interne, è quella delle piscine naturali di Is Piscinas, raggiungibili da un sentiero che parte dal parcheggio della spiaggia di Coccorocci, famosa per i suoi ciottoli scuri. Bau mela Chi cerca adrenalina può provare il canyoning nel torrente Bau Mela, sempre in Ogliastra, con guide che accompagnano lungo gole strette, scivoli naturali e calate in corda, oppure l’abseiling a Pedra Longa, lungo la costa di Baunei, dove si scende in corda doppia su pareti affacciate direttamente sul mare. Per una prospettiva diversa sull’entroterra, i tour in quad e 4x4 nel Supramonte di Baunei e sull’altopiano del Golgo permettono di attraversare piste sterrate, raggiungere belvedere remoti e, in alcuni casi, concludere l’esperienza con un aperitivo o un pranzo tipico tra i pastori. Tra grotte, altopiani e borghi: cosa scoprire oltre la costa Grotta del Bue marino Baunei non è solo mare. Il suo territorio e quello dell’Ogliastra circostante custodiscono grotte spettacolari, altopiani carsici, voragini naturali e siti nuragici. L’altopiano del Golgo, raggiungibile in pochi minuti di auto dal paese, è un grande pianoro calcareo segnato da lecci, campi e antiche tracce della civiltà nuragica. Qui sono stati ritrovati bronzetti nuragici, oggi esposti al Museo archeologico di Cagliari, testimonianza di un passato in cui questa zona aveva un ruolo importante nei percorsi interni dell’isola. Sul Golgo si trova anche la celebre voragine di Su Sterru, una dolina cilindrica profonda, che colpisce per il contrasto tra la vastità del pianoro e questo enorme “pozzo” nel terreno. Grotta del Fico Lungo la Costa del Blue Marino, all’interno del Golfo di Orosei, si apre la Grotta del Fico, accessibile solo via mare. La cavità si trova a una decina di metri sul livello dell’acqua e si sviluppa per centinaia di metri all’interno della roccia. Stalattiti, colate calcaree e saloni si susseguono lungo un percorso attrezzato, ancora in parte in fase di esplorazione da parte degli speleologi. La grotta ha anche avuto un ruolo importante dal punto di vista naturalistico: per un periodo è stata frequentata dalla foca monaca, uno dei mammiferi marini più rari del Mediterraneo. Oggi l’accesso avviene tramite visite guidate, organizzate in genere nel periodo estivo, mentre in inverno le escursioni sono su prenotazione. Più all’interno, a Ulassai, si trova la Grotta di Su Marmuri, una delle grotte turistiche più imponenti d’Italia. Il percorso visitabile è lungo circa un chilometro, con una altezza media di circa 30 metri, e attraversa diverse sale in cui l’acqua, per milioni di anni, ha modellato stalattiti e stalagmiti di ogni forma. La grotta ospita la più grande colonia di pipistrelli conosciuta in Italia, con decine di migliaia di esemplari, oltre a piccoli invertebrati che vivono in un ambiente costantemente umido e buio. Lungo il tragitto guidato si possono notare le diverse fasce lasciate dal passaggio dell’acqua in epoche differenti e le zone “vive”, ancora bagnate, rispetto a quelle ormai secche. Dal punto di vista culturale, l’Ogliastra è costellata di siti preistorici: nuraghi, domus de janas e tombe dei giganti. Nei dintorni di Triei, vicino a Baunei, si trova per esempio la Tomba dei Giganti di Osono, mentre a Tortolì è visitabile il complesso nuragico di S’Ortali ’e su Monti, con torre, capanne e una tomba monumentale. Questi luoghi permettono di collegare il paesaggio attuale alle comunità che lo abitavano già tra il II e il I millennio a.C., con un rapporto strettissimo con le rocce, le sorgenti e i passaggi di montagna. Rocce Rosse I borghi dell’Ogliastra offrono un’altra faccia del territorio. Tortolì è il principale centro urbano, comodo per servizi e come base logistica. Arbatax è noto per le Rocce Rosse, affioramenti di porfido che emergono dal mare, e per il porto, punto di partenza di molte escursioni in barca. Santa Maria Navarrese, frazione marina di Baunei, combina una spiaggia cittadina con la presenza di una torre aragonese e una piccola chiesa medievale immersa tra gli ulivi. Baunei stessa, con le sue case affacciate sulla vallata, è la “porta” verso il Supramonte: da qui si entra in un dedalo di alture e gole che, passo dopo passo, conducono al mare. Sapori d’Ogliastra, tradizioni e consigli pratici Ogliastra La scoperta di Baunei passa anche dalla cucina ogliastrina, fortemente legata alla pastorizia, ai campi terrazzati e alle piccole produzioni locali. Tra i piatti simbolo spiccano i culurgiones d’Ogliastra, riconosciuti come prodotto IGP. Si tratta di una pasta ripiena con una sfoglia lavorata a mano e chiusa “a spiga”, con un ripieno a base di patate, formaggio e menta. Ogni zona, e spesso ogni famiglia, ha la sua variante: alcuni utilizzano pecorino fresco, altri un misto di formaggi vaccini e ovini, qualcuno aggiunge aglio. Il risultato è un morso dal profumo di erbe e dalla consistenza cremosa, spesso servito con salsa di pomodoro semplice. Dallo stesso ripieno nascono le coccoi prena, piccoli “canestri” di pasta fresca che racchiudono il composto di patate, formaggio e menta. Nei paesi dell’Ogliastra compaiono in panifici, pastifici e menù di trattorie e ristoranti. Assaggiare più versioni di culurgiones e coccoi prena permette di capire come una ricetta apparentemente identica cambi leggermente sapore da un paese all’altro. L’Ogliastra e l’area del Supramonte di Baunei fanno parte delle cosiddette Blue Zones, regioni del mondo in cui è stata registrata una concentrazione molto alta di centenari. Qui la longevità viene spesso attribuita a una combinazione di stile di vita attivo, alimentazione basata su prodotti semplici (legumi, pane, formaggi, vino locale) e reti sociali molto fitte. Percorrendo i sentieri, osservando i pastori al lavoro e sedendosi a tavola con piatti che hanno ingredienti di poche decine di chilometri di raggio, si intuisce come il territorio influenzi il modo di vivere. Per pianificare un soggiorno a Baunei conviene considerare almeno 4-5 giorni pieni se si vogliono alternare escursioni in mare, trekking e visite alle grotte. Chi desidera inserire anche attività più tecniche – come canyoning, speleo-canyoning o corsi di wing foil a Bari Sardo, sulla spiaggia di Planargia – può prolungare di qualche giorno per non comprimere troppo i tempi. Il budget varia molto in base alle esperienze scelte: le escursioni guidate in barca, quad, 4x4 o canyoning hanno un costo superiore rispetto alle giornate di spiaggia libera, ma permettono l’accesso a luoghi che, per conformazione del territorio, sono difficilmente raggiungibili in autonomia.
→ Apri originale
🏠