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I globicefali non riescono più a comunicare a causa del rumore delle navi MeteoWeb
L’oceano, un tempo regno del silenzio o dei suoni ancestrali della natura, sta diventando un luogo sempre più caotico e inospitale per i suoi abitanti più intelligenti. Secondo un recente studio approfondito riportato da Australian Geographic, i globicefali (noti anche come balene pilota) stanno lottando per mantenere i contatti tra loro a causa dell’incessante aumento del traffico navale. Le grandi imbarcazioni commerciali e turistiche generano un frastuono costante che agisce come una nebbia sonora, impedendo a questi cetacei di scambiarsi informazioni vitali per la sopravvivenza quotidiana. La ricerca sottolinea come l’inquinamento acustico marino non sia solo un fastidio ambientale, ma una vera e propria barriera fisica che frammenta le comunità marine e ne compromette le capacità biologiche fondamentali.
Il meccanismo dell’eco-localizzazione e il dramma del mascheramento sonoro
I globicefali sono animali profondamente sociali che dipendono quasi esclusivamente dal suono per navigare, cacciare e interagire. Utilizzano un sofisticato sistema di eco-localizzazione e una vasta gamma di fischi e click per mappare l’ambiente circostante e coordinarsi durante le immersioni profonde. Tuttavia, le frequenze emesse dai motori delle navi si sovrappongono pericolosamente a quelle utilizzate dai cetacei, creando un fenomeno noto come mascheramento acustico. Quando il rumore di fondo del traffico navale supera determinate soglie, i richiami dei globicefali vengono letteralmente sommersi, rendendo impossibile per i membri del pod sentirsi a vicenda anche a brevi distanze. Questo isolamento forzato aumenta lo stress degli esemplari e riduce drasticamente l’efficienza della loro ricerca di cibo negli abissi.
Impatti devastanti sulla coesione sociale e sulla caccia di gruppo
La struttura sociale dei globicefali è una delle più complesse del regno animale, basata su legami familiari che durano tutta la vita. La perdita della capacità di comunicare efficacemente può portare alla separazione involontaria di madri e piccoli o allo sbandamento dell’intero gruppo durante gli spostamenti migratori. Inoltre, lo studio evidenziato da Australian Geographic rivela che il rumore delle navi interferisce con le strategie di caccia cooperativa. Se i cetacei non riescono a coordinare i loro attacchi alle prede a causa dell’inquinamento acustico, la quantità di energia spesa per nutrirsi aumenta esponenzialmente, portando a un indebolimento fisico che può avere ripercussioni sulla fertilità e sulla resistenza alle malattie dell’intera popolazione.
La sfida della conservazione in un oceano sempre più rumoroso
Affrontare il problema dell’inquinamento acustico marino richiede una revisione drastica delle rotte commerciali e delle tecnologie di propulsione navale. Gli scienziati chiedono a gran voce l’implementazione di “zone di silenzio” nelle aree critiche per la riproduzione e il foraggiamento dei globicefali. La riduzione della velocità delle navi e l’adozione di scafi e motori più silenziosi sono passi fondamentali per restituire agli oceani un equilibrio sonoro accettabile. Senza interventi normativi internazionali immediati, il rischio è che molte popolazioni di cetacei vengano spinte verso l’estinzione non per mancanza di spazio o cibo, ma per l’impossibilità di “parlarsi” in un mondo che ha smesso di ascoltarli, trasformando il loro habitat naturale in un deserto acustico senza via d’uscita.
Prospettive future per la tutela dei cetacei e degli habitat marini
Il monitoraggio costante delle emissioni sonore sottomarine è diventato uno strumento essenziale per la biologia marina moderna nel 2026. L’integrazione di sensori acustici satellitari e boe intelligenti sta permettendo di mappare in tempo reale le zone a maggior impatto, fornendo dati preziosi per deviare il traffico navale lontano dai gruppi di globicefali in transito. La consapevolezza pubblica sta crescendo, ma la pressione economica del commercio globale resta un ostacolo formidabile. La speranza dei ricercatori è che questa nuova evidenza scientifica spinga i governi ad approvare trattati vincolanti per la protezione del paesaggio sonoro oceanico, riconoscendo il silenzio (o meglio, l’assenza di rumore antropico) come una risorsa naturale preziosa e indispensabile per la vita sulla Terra.
“Il suono per un globicefalo è tutto: è la loro vista, il loro linguaggio, la loro identità. Togliergli il silenzio significa condannarli a una cecità sociale permanente“.
Story at a glance: City sustainability officials and building and design professionals share how Portland, Maine, is one of the country’s most sustainable cities. Read more about the inspiring, sustainable projects happening in Portland, including ongoing dev…
Dolphin Drilling, an Oslo-listed, Aberdeen-headquartered owner and operator of a fleet of three harsh environment mid-water and deep-water semi-submersible drilling rigs, has firmed up a multimillion-dollar assignment for its 36-year-old semi-submersible rig on the UK Continental Shelf (UKCS), while the firm’s 52-year-old unit remains on duty off the coast of India. The post Dolphin Drilling’s 1990-built rig scores North Sea job as 1974-built semi-sub stays in India appeared first on Offshore Energy .
Dolphin Drilling, an Oslo-listed, Aberdeen-headquartered owner and operator of a fleet of three harsh environment mid-water and deep-water semi-submersible drilling rigs, has firmed up a multimillion-dollar assignment for its 36-year-old semi-submersible rig on the UK Continental Shelf (UKCS), while the firm’s 52-year-old unit remains on duty off the coast of India. A month aftersigning a letter of intent (LOI)for a potential new drilling deal, Dolphin Drilling secured a contract withHarbour Energyfor thePaul B. Loyd Jr.rig, which wasacquiredfrom Transocean. The UK operator also holds options to extend the engagement for up to a further five years. The new agreement in the UK sector of the North Sea will start upon expiry of the firm term of the current arrangement for the semi-submersible. The additional firm term runs through to August 30, 2030, representing approximately $150 million in firm contract backlog. This deal is expected to materially increase Dolphin Drilling’s backlog in direct continuation of the unit’s current engagement, providing long‑term earnings visibility through 2030. With the ability to operate in water depths of 1,969 feet, the 1990-built Paul B. Loyd Jr. rig is of Aker H 4.2 design and can accommodate 120 people. Michael Boyd, Chief Executive Officer of Dolphin Drilling, commented:“This contract award is a testament to the partnership formed between Dolphin Drilling and Harbour Energy. It provides both parties with stability and the platform to continue to deliver safe and efficient operations.” Meanwhile, the rig owner’sBlackford Dolphindeepwater-capable semi-submersible rig will continue its drilling contract forOil India Limited. The rig is expected to remain oncontractuntil the end of July 2026 to complete drilling, testing, and abandonment work at locations East of India. The semi-submersible continues on the same terms and scope of work as the existing contract. The 1974-built Blackford Dolphin is a semi-submersible drilling rig of an enhanced Aker H-3 design, which can accommodate 120 people. Michael Boyd, Chief Executive Officer of Dolphin Drilling, emphasized:“Dolphin Drilling now has USD 362 million in firm contract backlog with a further 849 million in LOI (as advised 14th April 2026) and options, materially improving future revenue and earnings visibility since the turn of the year. “With the strong support of our shareholders, we continue to progress towards our objective of re-establishing Dolphin Drilling as a stable, efficient, and investable platform for growth.” Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
Eni e MSC Crociere testano con successo l’HVO Messaggero Marittimo
SAN DONATO MILANESE – Si conclude con risultati positivi la campagna sperimentale avviata da Eni e MSC Cruises per testare l’impiego del diesel HVO (Hydrogenated Vegetable Oil) di Enilive nel settore marittimo. L’iniziativa, annunciata da San Donato Milanese, conferma la fattibilità tecnica dell’utilizzo del biocarburante in forma pura per l’alimentazione dei motori delle navi da crociera, senza necessità di modifiche agli apparati propulsivi. La sperimentazione è stata condotta a bordo della nave da crociera MSC Opera, dove uno dei motori principali è stato alimentato per circa 2.000 ore esclusivamente con HVO puro. Durante tutta la fase di prova sono stati monitorati parametri operativi, consumi ed emissioni, con l’obiettivo di verificare l’affidabilità del carburante e il suo potenziale contributo alla decarbonizzazione dello shipping.
Secondo quanto emerso dai test, l’HVO si è dimostrato immediatamente utilizzabile anche in ambito marittimo, garantendo prestazioni analoghe a quelle dei combustibili fossili tradizionalmente impiegati nel settore navale. I risultati hanno evidenziato inoltre una riduzione delle emissioni di ossidi di azoto (NOx) pari al 16%, una diminuzione del particolato e soprattutto un abbattimento delle emissioni climalteranti lungo l’intero ciclo di vita stimato intorno all’80% rispetto ai carburanti convenzionali. Un risultato legato principalmente all’origine delle materie prime impiegate nella produzione dell’HVO, realizzato utilizzando esclusivamente componenti biogeniche come oli alimentari esausti, grassi animali e residui provenienti dall’industria agroalimentare. Il carburante viene prodotto nelle bioraffinerie Venezia e Gela di Enilive.
L’attività di raccolta e validazione dei dati tecnici è stata svolta con il supporto di Wärtsilä, costruttore del motore utilizzato durante la prova, mentre Bureau Veritas ha operato come ente indipendente di certificazione per la verifica dei risultati ottenuti.
Per Stefano Ballista, la sperimentazione rappresenta una dimostrazione concreta di come il diesel HVO possa offrire un contributo immediato alla riduzione delle emissioni del trasporto marittimo. Ballista ha sottolineato come il biocarburante consenta un taglio delle emissioni climalteranti compreso tra il 65% e il 90% lungo l’intera filiera rispetto ai combustibili fossili marini tradizionali. L’amministratore delegato di Enilive ha inoltre ricordato che il carburante HVO per uso marittimo è già disponibile nei porti di Genova, Ravenna e Venezia, con consegne effettuate direttamente alle navi tramite bettolina.
Soddisfazione è stata espressa anche da Michele Francioni, che ha definito il test un importante passo avanti nel percorso di decarbonizzazione della compagnia crocieristica. Secondo Francioni, l’HVO può avere un ruolo strategico nella transizione energetica dello shipping, affiancandosi ad altre soluzioni già disponibili come LNG e bio-LNG.
L’obiettivo finale di MSC Cruises resta quello di raggiungere emissioni nette di gas serra pari a zero entro il 2050, in linea con i target internazionali e con le disposizioni introdotte dal regolamento europeo FuelEU Maritime.
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U.K. Prime Minister Keir Starmer has lost the first member of his government as he faces pressure to step down following losses in local elections
U.K. Prime Minister Keir Starmer has told his Cabinet he won't resign despite growing calls from within his Labour Party LONDON --U.K. Prime MinisterKeir Starmertold members of his Cabinet on Tuesday that he has no intention of resigning as calls within his Labour Party for him to step down grew louder. Starmer is trying to shore up support within his Cabinet following a febrile few days in the wake ofhefty lossesfor the Labour Party in local elections last week, which if repeated in a national election would see it overwhelmingly ejected from power. The meeting, which lasted about an hour, took place after more than 70 Labour backbenchers, or nearly a fifth of the party's representation in the House of Commons, saidStarmer should stand down, or at least set out a timetable for his departure. However, no one has yet announced they will stand as acandidate for the party leadership, directly challenging Starmer. On Tuesday, junior minister Miatta Fahnbulleh became the first member of his government to step down, urging Starmer “to do the right thing for the country” and set a timetable for his departure. Fahnbulleh, who is considered to be on the left of the party, said she was proud of her service, but that the government hadn't acted with the vision, pace and mandate for change it had been given by voters. “Nor have we governed as a Labour Party clear about our values and strong in our convictions,” she said. Despite winning alandslide election victory in July 2024, Labour’s popularity has sunk and Starmer is getting much of the blame. The reasons are varied, including a series of policy missteps, a perceived lack of vision, a struggling British economy and questions over his judgment — especially over his appointment of Peter Mandelson as U.K. ambassador to Washington despite the envoy’s ties to the convicted sex offenderJeffrey Epstein. At the start of the Cabinet meeting on Tuesday, Starmer said he took responsibility for the losses in last week’s local elections across the U.K. but that he would fight on. Labour was squeezed from right and left, losing votes to both the anti-immigrant Reform UK and the “eco-populist” Green Party, as well as nationalist parties in Scotland and Wales. The result reflects the increasing fragmentation of U.K. politics, long dominated by Labour and the Conservatives. Starmer said that there’s a process to oust a leader and that it hadn't been triggered. Under Labour’s rules, candidates must have the support of a fifth of the party’s House of Commons lawmakers — a number that currently stands at 81. “The country expects us to get on with governing,” Starmer said. “The past 48 hours have been destabilizing for government and that has a real economic cost for our country and for families.” That cost was evident in financial markets on Tuesday, with the interest rate charged on British government bonds up by more than those of comparable nations — that shows that investors are putting a higher price on taking on government debt. As Cabinet ministers left 10 Downing Street, some voiced their support for the embattled prime minister. Works and Pensions Secretary Pat McFadden said nobody publicly challenged Starmer at the meeting, while Business Secretary Peter Kyle said the prime minister was showing “really steadfast leadership." Health Secretary Wes Streeting, long believed to be preparing for a leadership challenge against Starmer, did not comment as he left the meeting. “Wes Streeting, do you want the job, or not?” one person yelled from across the street. “Are you measuring the curtains?” He was among senior ministers who dodged a barrage of shouted questions from a gaggle of reporters outside. Though no one in his Cabinet has challenged Starmer, he will be aware that someone else within the parliamentary party could trigger the leadership process. The next U.K. national election doesn’t have to be held until 2029, but British politics allows parties to change leader midterm without the need for a general election. Starmer had hoped to regain momentum with aspeech on Mondayintended to kickstart his fightback, and an ambitious set of legislative plans to be set out by King Charles III at the State Opening of Parliament on Wednesday. ___ Danica Kirka in London contributed to this report.
Registrata una riduzione delle emissioni di gas serra fino all’80% rispetto ai carburanti tradizionali L'articolo Msc Cruises ed Enilive testano con successo il biocarburante Hvo proviene da Shipmag .
Registrata una riduzione delle emissioni di gas serra fino all’80% rispetto ai carburanti tradizionali
San Donato Milanese – Eni e Msc Cruises hanno concluso con successo una sperimentazione sull’utilizzo del biocarburante Hvo diesel di Enilive per alimentare i motori delle navi da crociera, confermandone la fattibilità tecnica nel settore marittimo.
I test sono stati effettuati a bordo della nave Msc Opera, dove uno dei motori è stato alimentato per circa 2.000 ore con Hvo puro, senza necessità di modifiche tecniche. La sperimentazione ha evidenziato prestazioni in linea con i carburanti tradizionali e una riduzione delle emissioni di NOx del 16%, oltre a un taglio delle emissioni di gas serra fino all’80% lungo l’intero ciclo di vita del carburante.
“L’Hvo può contribuire immediatamente alla decarbonizzazione del trasporto marittimo”, ha dichiarato Stefano Ballista, amministratore delegato di Enilive. Per Msc Cruises, il biocarburante “può svolgere un ruolo importante nella decarbonizzazione dello shipping”, ha aggiunto Michele Francioni, chief energy transition officer della compagnia. Alla raccolta e validazione dei dati hanno collaborato anche Wärtsilä e Bureau Veritas.
Firmato un memorandum d’intesa tra il gruppo emiratino e l’Autorità del Porto Franco di Riga per nuove opportunità nei trasporti e infrastrutture del Nord Europa L'articolo Ad Ports guarda al Baltico accordo con il porto di Riga per logistica e sviluppo proviene da Shipmag .
Firmato un memorandum d’intesa tra il gruppo emiratino e l’Autorità del Porto Franco di Riga per nuove opportunità nei trasporti e infrastrutture del Nord Europa
Riga – Ad Ports Group e l’Autorità del Porto Franco di Riga hanno avviato una nuova fase di collaborazione strategica con la firma di un memorandum d’intesa dedicato allo sviluppo portuale, alla logistica, ai progetti industriali e alle soluzioni digitali. L’accordo, siglato nella capitale lettone presso la sede dell’Agenzia per gli investimenti e lo sviluppo, punta a rafforzare il ruolo di Riga nelle reti commerciali e logistiche del Baltico e del Nord Europa, in un momento di crescente attenzione verso le rotte alternative del commercio internazionale.
Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni lettoni, dell’Ambasciata degli Emirati Arabi Uniti e dei principali attori del settore portuale. Il protocollo definisce un quadro di cooperazione per valutare possibili iniziative comuni nella regione baltica, con l’obiettivo di attrarre investimenti e sviluppare infrastrutture integrate capaci di collegare più efficacemente il Nord Europa ai mercati internazionali.
Il ministro dell’Economia lettone Viktors Valainis ha sottolineato che i colloqui avviati nei mesi scorsi negli Emirati Arabi Uniti con il management di Ad Ports Group hanno già prodotto risultati concreti. Secondo il ministro, durante gli incontri erano state approfondite le prospettive di sviluppo del porto di Riga, le opportunità di investimento e il ruolo strategico della Lettonia nelle catene logistiche regionali. La firma del memorandum rappresenterebbe quindi la traduzione operativa di quelle discussioni.
Negli ultimi anni AD Ports Group ha consolidato la propria presenza internazionale diventando uno dei principali operatori infrastrutturali integrati a livello globale. Il gruppo, quotato alla Borsa di Abu Dhabi, opera in oltre cinquanta Paesi e gestisce attività che spaziano dai porti alle zone industriali, fino alle piattaforme logistiche e digitali. I risultati finanziari del 2025 confermano questa crescita, con un fatturato di circa 4,8 miliardi di euro e asset complessivi vicini ai 16 miliardi.
Anche Abdulaziz Zayed Al Shamsi, amministratore delegato regionale di Ad Ports Group, ha evidenziato l’importanza strategica della regione baltica come porta di accesso al Nord Europa. Il dirigente ha spiegato che la posizione della Lettonia nel settore marittimo, insieme ai piani di sviluppo industriale del Paese e al rafforzamento delle relazioni economiche con gli Emirati Arabi Uniti, crea le condizioni per una cooperazione di lungo periodo.
L’intesa tra Riga e Ad Ports si inserisce in una più ampia competizione internazionale per il controllo delle infrastrutture logistiche e delle rotte commerciali. Per la Lettonia l’accordo potrebbe rappresentare un’opportunità per rafforzare il peso del porto di Riga nel Baltico, mentre per il gruppo emiratino costituisce un ulteriore passo nella strategia di espansione globale lungo le principali catene di approvvigionamento mondiali.
Eni-MSC Cruises, testato con successo il biocarburante HVO sulle navi da crociera Borsa Italiana
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With a final investment decision (FID) now out of the way, Australia’s energy giant Santos and its joint venture partners will move forward with the development of a tie-in gas project in Papua New Guinea (PNG), Oceania. The post LNG capacity boost emerging in Oceania as new gas project gets the green light appeared first on Offshore Energy .
With a final investment decision (FID) now out of the way, joint venture partners, encompassing Santos, ExxonMobil PNG, Eneos Xplora, Kumul Petroleum, and the Mineral Resources Development Company, will move forward with the development of a tie-in gas project in Papua New Guinea (PNG), Oceania. Following approval by thePNG LNGjoint venture, a final investment decision has been made to proceed with theAgogo Production Facility (APF) tie-in project in Papua New Guinea. The first gas is targeted for the second quarter of 2028. Kevin Gallagher, Santos’ Chief Executive Officer and Managing Director, described the APF tie-in project as a highly value-accretive investment that meets the company’s capital allocation criteria and will support its long-term production profile with an approximate 12-year production plateau, and the potential to continue production beyond 2050. Gallagher emphasized:“The APFtie-inproject is a high-quality development with strong economics and a clear role in our strategy to build and grow portfolio production.The execution of this project will convert Santos’ 66 mmboe 2P undeveloped reserves into developed reserves, delivering incremental net production of ~54 mmscf/d with significant upside potential depending on reservoir performance. “With an expected IRR of greater than 50 per cent and a payback period less than four years from FID, and approximately two years from first gas, the project is expected to be strongly value accretive, support our long-term production profile and sustain feed gas supply to PNG LNG.” This development will deliver gas from the Santos-operated APF to the PNG LNG gas pipeline via a new 19-kilometre pipeline, together with two new wells and associated production facility modifications. The Australian giant’s share of capital expenditure is approximately $160 million out of the gross capex of around $400 million over three years. This content is available after accepting the cookies. PNG LNG getting more gas thanks to new project coming online Brett Darley, Santos’ Australia and PNG Chief Operating Officer, underlined:“Key regulatory approvals are in place, required land access has been secured and all material joint venture approvals have been obtained.Through the Santos Foundation and our broader community partnerships, we continue to invest in stronger, more resilient communities in the Highlands and long-term, cooperative relationships with landholders and local stakeholders. “Our focus is now on progressing detailed design for the facility modification, awarding the two main construction contracts and progressing the temporary construction camp to drive towards first gas in the second quarter of 2028.” Santos claims that the expected internal rate of return (IRR) is greater than 50% with payback period less than four years from the FID for this project, with incremental production capacity of around 135 mmscf/d. With an investment value of over $19 billion, PGN LNG is said to have a relatively low greenhouse gas emissions intensity. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
Offshore Renewable Energy Sustainability Alliance (ORESA), an Interreg North-West Europe project, has extended the […] The post Deadline extended for innovation program targeting offshore energy solutions appeared first on Offshore Energy .
Offshore Renewable Energy Sustainability Alliance (ORESA), an Interreg North-West Europe project, has extended the application deadline for its second innovation call targeting small and medium-sized enterprises (SMEs) developing products, technologies, or services in the offshore energy sector. The 2nd Innovation Call of the ORESA Accelerator Programme targets SMEs with groundbreaking solutions (TRL 4-6) in the North-West Europe region who are developing innovative products, technologies, or services within offshore wind, wave, tidal energy, as well as the broader blue economy supply chain, such as autonomous and robotic systems, monitoring and inspection technologies, and nature-inclusive and environmental solutions. Theregistrationdeadline was set for May 8, however, it has been extended until May 20 to allow more innovators to join. The program will take place in Ostend, Belgium, from September 7 to 10. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
L’Adsp avvia una procedura di variante al progetto arrivato al 74% L'articolo La diga di Vado cambia per il nuovo deposito di Gnl proviene da Shipping Italy .
Con uno stato di avanzamento lavori arrivato a fine febbraio al 74%, la nuova diga foranea del porto di Vado Ligure cambia faccia.
Lo ha deciso l’Autorità di sistema portuale del Mar ligure occidentale, che ha avviato l’apposita procedura in seno alla Regione Liguria. In estrema sintesi, si legge nella documentazione, si è deciso di non posizionare il sedicesimo e ultimo cassone previsto (che avrebbe dovuto essere collocato ‘a martello’ per poi essere rimosso, una volta che fossero partiti i lavori di Fase 2, cioè l’ulteriore prolungamento dell’opera, pensata come protezione per la nuova piattaforma di Apm Terminals).
Quest’ultimo, infatti, è stato ‘prestato’, in funzione protettiva, al vicino cantiere dove sono in via di realizzazione i cassoni per la nuova diga foranea del porto di Genova, e sarà quindi ‘impegnato’ fino alla fine del 2027. Gli effetti del ‘taglio’ di un cassone sulla funzionalità protettiva della diga non parrebbero – il punto non è approfondito nella documentazione – superiori ai vantaggi: “Eliminando la fase transitoria ‘a martello’ si avrebbero molteplici vantaggi ambientali, funzionali ed economici, legati principalmente ai minori versamenti di materiale lapideo necessari per la realizzazione dello scanno di imbasamento del cassone ‘in linea’ ed alla riduzione delle tempistiche di intervento in quanto opere già funzionali alla realizzazione della seconda fase della diga”.
L’altro fattore che ha determinato la necessità della variante è stato il via libera ambientale al progetto.
Di realizzazione e gestione di un punto di sbarco/imbarco e deposito small scale di Gnl e/o bio-Gnl nel porto di Vado Ligure, che “valida l’ipotesi di un accosto presso la realizzanda nuova diga del porto di Vado Ligure, al fine di garantire un’integrale operatività della banchina Reefer Terminal anche in presenza della nave Gnl”.
In sostanza, cioè, si realizzerà a monte della diga un accosto in funzione del deposito, in modo da non bloccare le attività del terminal container durante le operazioni di imbarco/sbarco di Gnl. Per farlo si è deciso di rinunciare all’idea di utilizzare due dei cassoni della porzione di diga da smantellarsi come opere protettive della nuova diga, destinandoli invece a basamento del nuovo piazzale di accosto. Al loro posto saranno posizionati dei tetrapodi di nuova produzione.
Sul fronte degli effetti ambientali la documentazione presentata dall’Adsp parrebbe evidenziare un impatto positivo o quantomeno non negativo della variante (che prevede in totale un maggior uso di materiali lapidei per circa 6mila tonnellate ma un risparmio di circa 6.100 mc di calcestruzzo), mentre “la definizione economica della variante – ha prescisato l’Adsp – è ancora in fase conclusiva”.
Secondo l’ente “si tratta principalmente di un aggiornamento tecnico e funzionale dell’intervento, finalizzato ad adeguare alcune lavorazioni all’evoluzione del contesto operativo e alle effettive esigenze emerse durante l’esecuzione dell’opera. La variante riguarda, in particolare, aspetti di assestamento progettuale, ottimizzazione di alcune lavorazioni, interventi migliorativi sulla funzionalità dell’infrastruttura e il ripristino della banchina sud-est, già previsto nella programmazione dell’Ente e ora inserito nell’appalto in corso”.
Per quanto riguarda il progetto legato al Gnl, “si precisa che le opere relative alla diga e quelle connesse agli investimenti del deposito sono tra loro distinte e autonome sotto il profilo progettuale e realizzativo. Nell’ambito della variante è stato previsto un adeguamento puntuale della configurazione interna della diga, al fine di migliorare la manovrabilità dei mezzi in transito in considerazione dell’attuale assetto operativo dell’area” ha aggiunto la port authority del Mar Ligure occidentale.
Infine, per quanto riguarda la tempistica, “i lavori della Fase 1 risultano attualmente avanzati per circa l’80%, con conclusione prevista entro la fine del 2026, compatibilmente con le condizioni meteomarine”.
A.M.
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Da Cognolato un appello a Uniport, Ancip e Assologistica per una rappresentanza unica del settore portuale L'articolo Attenzione di Assiterminal su fondo prepensionamenti, indennità feriali e tre desideri proviene da Shipping Italy .
Roma – Certezza del diritto, governance portuale coordinata e rappresentanza unica del settore portuale. Sono questi i tre desideri attorno al quale ruota il programma di Assiterminal e del suo rinnovato presidente Tomaso Cognolato espressi durante l’assemblea annuale dell’associazione andata in scena a Roma.
“La frammentazione è uno stato di opportunità limitanti e dinamiche di relazioni che i mercati hanno già superato. La frammentazione è un retaggio romantico interno: chi ci guarda da fuori vede o immagina un sistema associativo, ovviamente diversificato, anche caratterizzato da una dialettica ‘frizzantina’, ma in un sistema Paese la rappresentanza di un asset strategico è chiamata ad essere composita, unita” ha detto Cognolato, incassando l’apertura di Ignazio Messina. “Guardiamo al futuro più uniti e compatti” ha risposto il vicepresidente di Uniport, intervenuto in rappresentanza della sua azienda) Ignazio Messina& C., che è stata tra i fondatori di Assiterminal giunta quest’anno al suo 25° anniversario. L’appello è rivolto anche alle altre associazioni di categoria come Assologistica e Ancip.
Premesso che “dal regolamento concessioni e linee guida ci saremmo già aspettati una razionalizzazione delle regole di ingaggio simili per tutti i concessionari terminalisti”, il presidente Cognolato nel suo intervento he evidenziato la richiesta specifica di “avere chiari parametri di riferimento (la famosa certezza del diritto) su cui costruire e sviluppare i nostri Piani economico finanziari, orientati al miglior sviluppo del bene pubblico in concessione, alla migliore marginalità e alle migliori ricadute sul territorio”.
Più in dettaglio l’associazione ha posto l’attenzione sul rischio di “cambiare paradigma rendendo asfittico il Roi (indice di redditività del capitale investito)” perchè “non rende attrattivi i porti, anche tenuto conto di contesti che continuamente cambiano le condizioni di mercato, quindi di volumi, costi e merceologie. Il nostro è un contesto produttivo che opera in un mercato libero e fluttuante in cui il concetto di stabilire eque, libere, trasparenti condizioni di accesso alle infrastrutture (strategiche e scarse in termini di risorse) deve trovare un giusto equilibrio con la libertà di impresa, alla luce del cogente principio di proporzionalità di cui invochiamo una rigorosa applicazione”.
Da qui l’invito a concentrarsi “sugli strumenti di controllo e vigilanza verso la coerenza, nel tempo, delle condizioni pattuite, per consentirci di esercitare l’attività imprenditoriale di terminalisti tenendo anche conto degli equilibri, utili al Sistema Paese, tra conto terzi e conto proprio (la diversificazione dell’offerta deve essere un valore per il Sistema Paese). L’obiettivo comune, tra Stato e impresa, è di accrescere la ricchezza prodotta dalla portualità come fattore strategico della logistica, del turismo, della produzione e dei territori dove operano le nostre aziende, con un occhio sempre all’area di mercato di riferimento e alla non discriminazione di regimi concorrenziali”. Assiterminal invoca anche “il giusto controllo sulle performance delle imprese e azioni conseguenti in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi”.
L’altro desiderio dei terminalisti portuali italiani riguarda “la capacità della pluralità degli Enti di controllo di agire come partner di servizio che operino uniformemente su tutto il territorio nazionale. Solo attraverso questi processi, che dovrebbero avere un’unica regia come sistema Paese, i porti possono affermarsi come vera opportunità di sviluppo e raccordo tra logistica, industria e territorio. Pensiamo a come potrebbero essere utilizzati i dati già oggi disponibili in termini di gestione dei flussi di traffico tra le infrastrutture di collegamento e a quanti benefici questo potrebbe portare alla sostenibilità dei trasporti e all’organizzazione del sistema produttivo e dei flussi turistici.
A proposito della legge di riforma portuale, Assiterminal ritiene che possa anche attuarsi “rafforzando i compiti e le funzioni della Conferenza di coordinamento delle Autorità di sistema portuale, integrandola con la presenza degli Enti pubblici che intervengono nei procedimenti amministrativi, come il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, l’Agenzia delle Dogane, il Ministero dell’Ambiente, ecc.”.
Un altro passaggio significativo della relazione di Cognolato è quello in cui si chiede un superamento “dell’attuale impostazione di assetto delle imprese portuali integrando gli ambiti di operazioni e servizi in un unico contesto di attività erogabili e prevedendo un minimo di almeno 5 anni di autorizzazione amministrativa, così da poter verificare e misurare la capacità economica e finanziaria degli stessi operatori. Un nuovo assetto – ha detto il presidente – che metta insieme operazioni e servizi (così come avviene in tutta Europa) potrebbe anche consentire un diverso sviluppo per le imprese autorizzate alla somministrazione di lavoro temporaneo portuale che potrebbero valutare con più strumenti di costituire newco ad hoc per offrire prestazioni anche sul modello dei SIEG mettendosi sul mercato”.
Centrale nella relazione anche il mercato del lavoro. “Abbiamo bisogno di un sindacato confederale forte e rappresentativo, abbiamo bisogno di chiarezza, rispetto delle regole del gioco e uniformità nella loro applicazione” è scritto in un passaggio del discorso. “Istituti quali il part time, la flessibilità e altro non possono essere, a mero titolo di esempio, temi cui approcciare, nel 2026, con ideologie anacronistiche”.
Fondo per il prepensionamento dei lavoratori portuali e indennità feriali gli ultimi due temi scottanti al centro dell’assemblea. Sul primo Cognolato ha sottolineato che “è in discussione come utilizzare le risorse accantonate per un fondo di prepensionamento che dal 2022 non è mai stato costituito. Diciamo alla politica che o ci sarà una risposta in tempi brevi per la sua costituzione o queste risorse rientreranno nelle nostre disponibilità per affrontare il prossimo rinnovo contrattuale che nasce già con il pregiudizio dei contenziosi sulle indennità feriali, nonché in un contesto di mercati e di proiezioni inflattive non rassicuranti”. Infine ha aggiunto: “L’orientamento prevalente di certa giurisprudenza sul tema delle indennità feriali rischia nel nostro settore di portare extra costi per circa 200 milioni di euro. Non va meglio al trasporto ferroviario, aeronautico, allo shipping, alla logistica e ad altri mondi operativi. Se la politica non interviene arginando quantomeno i termini di prescrizione, il sistema avrà certamente delle pesanti ripercussioni. Mentre noi parliamo è in corso un’udienza in cui Assiterminal si è costituita ad adiuvandum di uno degli associati”.
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En los años noventa, tras el colapso de la Unión Soviética, numerosos expertos occidentales comenzaron a temer que científicos y tecnología militar rusa terminaran llegando a Corea del Norte por vías opacas, alimentando silenciosamente los programas armamentí…
Miguel Jorge Miguel Jorge En los años noventa, tras el colapso de la Unión Soviética, numerosos expertos occidentales comenzaron a temer que científicos y tecnología militar rusa terminaranllegando a Corea del Nortepor vías opacas, alimentando silenciosamente los programas armamentísticos de Pyongyang. Desde entonces, cada movimiento extraño entre Moscú y el régimen norcoreanoha sido observadocon una mezcla de preocupación, secretismo y sospechas difíciles de demostrar. Un hundimiento lleno de incógnitas.Contabaesta mañana la CNNen un extenso reportaje que el hundimiento delcarguero ruso Ursa Majorfrente a la costa española ha terminado convirtiéndose en una de las historias más extrañas y opacas surgidas alrededor de la guerra de Ucrania, además de una de las más delicadas.Oficialmente, el barco sufrió varias explosionesen diciembre de 2024antes de hundirse en el Mediterráneo. Sin embargo, desde el primer momento comenzaron aacumularse detallesdifíciles de encajar en la versión de un simple accidente marítimo: un cargamento descrito de forma absurda como “tapas de alcantarilla”, escolta militar rusa durante buena parte del trayecto, maniobras extrañas antes del hundimiento, explosiones posteriores sobre el pecio y un silencio muy poco habitual tanto de Moscú como de las autoridades españolas. Poco a poco, el caso empezó a parecer menos un naufragio convencional y másuna operación estratégicaque salió mal en mitad de un contexto geopolítico extremadamente sensible. La sospecha que lo cambia todo.La gran sospecha surgió cuando investigadores españoles y fuentescitadas por CNNcomenzaron a apuntar que el Ursa Majorpodría transportarcomponentes de reactores nucleares similares a los utilizados en submarinos rusos. El propio capitán habría terminado admitiendo ante investigadores españoles que aquellos supuestos “manhole covers” eran en realidadpiezas vinculadasa dos reactores navales, aunque aseguró no saber si contenían combustible nuclear. La hipótesis más inquietante es que el destino final no era Vladivostok, pese a figurar oficialmente en la ruta, sino elpuerto norcoreano de Rason. Ahí es donde la historia adquiere una dimensión completamente distinta, porque el hundimiento ya no sería solo un incidente marítimo, sino la posible interrupción de unatransferencia tecnológicaextremadamente sensible entre Moscú y Pyongyang, justo después de que Corea del Norte enviaramiles de soldadospara apoyar a Rusia en la guerra de Ucrania. Los WC-135 frente a España.La llegada de losaviones WC-135estadounidenses fue el detalle que disparó definitivamente todas las alarmas. Estos aviones, conocidos como “nuke sniffers”, no son aeronaves cualquiera: son plataformas extremadamente especializadas diseñadas para detectar rastros radiactivos y analizar contaminación nuclear en la atmósfera. Washington los utiliza normalmente para vigilar pruebas nucleares, accidentes atómicos o actividad sensible en lugares como el Ártico ruso o Irán, en cualquier caso, no para sobrevolar rutinariamente el Mediterráneo frente a España. Que Estados Unidosenviara dos vecesestos aparatos sobre la zona donde descansa el Ursa Major alimentó inmediatamente la sospecha de que temía algo mucho más grave que un simple naufragio. Aunque no existe confirmación pública de contaminación radiactiva, el simple despliegue de estos aviones dejó una sensación muy difícil de ignorar: a Rusia podría habérsele hundido frente a Europa un “regalo” nuclear destinado a Corea del Norte. Recordemos que unos meses después, Kim Yong Un enseñó al mundo susupuesto submarino nuclear. Explosiones, barcos espía y un pecio incómodo.La secuencia posterior al hundimiento volvió todavía más extraña la historia. Según la investigacióncitada por CNN, el barco no parecía condenado a hundirse inmediatamente tras las primeras explosiones. Sin embargo, horas después de que llegaran medios españoles de rescate, elbuque ruso Ivan Grenlanzó bengalas rojas sobre la zona y se registraron nuevas explosiones detectadas incluso por sistemas sísmicos españoles. Días más tarde apareció ademásel Yantar, oficialmente un barco de investigación ruso pero señalado desde hace años por la OTAN comoplataforma de espionajesubmarino. Permaneció sobre el pecio durante varios días antesde registrarse más explosionesbajo el agua. Todo ello siguió alimentando la teoría de que Moscú podría haber intentado destruir pruebas sensibles en el fondo del Mediterráneo, especialmente si el barco transportaba tecnología nuclear militar avanzada o documentación comprometida relacionada con Corea del Norte. La teoría del sabotaje silencioso.Otro de los aspectos más sorprendentes de la investigación es la posibilidad de que el Ursa Major fuera atacado conun arma extremadamente inusual. Las autoridades españolas manejan la hipótesis de un pequeñoagujero de apenas 50 centímetrosprovocado por un torpedo supercavitantetipo Barracuda, un arma capaz de desplazarse a altísima velocidad reduciendo la fricción del agua mediante una burbuja de gas. Lo inquietante de este tipo de torpedos es que pueden perforar un casco sin generar necesariamente una gran explosión audible, algo que encajaría con el relato del capitán ruso, que afirmóno haber escuchadoningún impacto cuando el barco comenzó a perder velocidad. Otros expertos creen más probable el uso deminas lapa o cargas adheridasal casco. En cualquier caso, el mero hecho de que se contemple un sabotaje sofisticado en aguas cercanas a España revela hasta qué punto el caso ha dejado de parecer un accidente convencional. El reflejo de una nueva alianza.Más allá del misterio concretodel Ursa Major, el caso refleja algo todavía más importante: el rápido acercamientoentre Rusia y Corea del Norte. Durante años, Moscú evitó cruzar ciertas líneas relacionadas con la transferencia de tecnología militar estratégica a Pyongyang. Sin embargo, la guerra de Ucrania hacambiado muchas prioridades. Comohemos ido contando, Corea del Norteaportamunición, misiles y soldados, y Rusia podría estar devolviendo el favorcon conocimiento técnicomucho más sensible. Las imágenes difundidas meses más tarde del hundimiento con Kim Jong Unmostrando el cascode un supuesto submarino nuclear norcoreano encajan y mucho con esta posibilidad. Si realmente existió un intento de trasladar reactores navales rusos hacia Corea del Norte, el hundimiento del Ursa Major podría representar uno de los episodios más importantes (y más secretos) de la nueva relación militar entre ambos países. Lo que sea sigue en el Mediterráneo.A día de hoy, el pecio continúa a unos2.500 metros de profundidadfrente a la costa española y muchas preguntas siguen sin respuesta. Las autoridades españolashan evitadodar demasiados detalles y sostienen que recuperar la caja negra seríaextremadamente complejo. Mientras tanto, las contradicciones, el silencio oficial yla actividad militaralrededor del lugar del hundimiento han alimentado todo tipo de sospechas. Lo único claro es que el caso dejó de ser hace tiempo la historia de un carguero ruso hundido en el Mediterráneo sin más. Ahora se ha convertido en una trama de lo máspeliculeraque mezcla guerra híbrida, sabotajes, espionaje submarino, tecnología nuclear y la posibilidad de que, en mitad del caos de la guerra de Ucrania, Rusia estuviera ayudando a Corea del Norte a dar uno de los saltos tecnológicosmás delicadosde su historia militar. Imagen |Bas Urrutia En Xataka |Para lograr el hito de levantar la mayor industria de drones sin China, Ucrania ha encontrado un aliado explosivo: Taiwán En Xataka |En 24 horas, Rusia celebra su Día de la Victoria. Y Ucrania tiene una sorpresa preparada a 1.500 kilómetros de distancia
Sperimentato su Msc Opera, il nuovo carburante consentirebbe emissioni di Ghg pari a circa l'80% in meno rispetto all’uso del carburante tradizionale L'articolo Testato con successo da Eni e Msc Cruises biocarburante Hvo diesel per il trasporto marittimo proviene da Shipping Italy .
È stata completata la campagna sperimentale relativa all’utilizzo del diesel Hvo (Hydrogenated Vegetable Oil) di Enilive per l’alimentazione dei motori delle navi da crociera, confermando la fattibilità tecnica dell’impiego del biocarburante in forma pura nel settore marittimo.
Ne hanno dato notizia Eni e Msc Crociere spiegendo che “l’iniziativa evidenzia il valore dell’Hvo come vettore energetico strategico a supporto della decarbonizzazione del trasporto marittimo e della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (Ghg) lungo l’intero ciclo di vita, consentendo agli armatori di ridurre significativamente i costi legati alle emissioni e di rispettare gli obiettivi fissati dal regolamento FuelEU Maritime”.
La sperimentazione è stata condotta congiuntamente da Eni e Msc Cruises: durante i test, uno dei motori della nave da crociera Msc Opera è stato alimentato per circa 2.000 ore con Hvo puro, senza alcuna modifica al motore; allo stesso tempo sono stati rilevati i dati relativi alle prestazioni e alle emissioni.
Secondo le due società “il test ha dimostrato che l’Hvo rappresenta una soluzione immediatamente applicabile anche ai motori marini, senza necessità di significativi aggiornamenti tecnologici, garantendo prestazioni in linea con quelle dei tradizionali combustibili fossili marini. La prova ha inoltre registrato una riduzione delle emissioni sia di NOx (-16%) sia di particolato, nonché una significativa diminuzione delle emissioni di Ghg pari a circa -80% rispetto all’uso del carburante tradizionale, riduzione legata all’utilizzo nel processo di produzione dell’Hvo di materie prime al 100% di origine biogenica”.
I dati tecnici sulle prestazioni del motore e sulle emissioni associate sono stati raccolti e valutati con il supporto di Wärtsilä, costruttore del motore, e di Bureau Veritas, che ha agito come ente certificatore indipendente per la validazione dei risultati sperimentali.
Stefano Ballista, Amministratore delegato di Enilive, ha commentato: “La sperimentazione con Msc ha dimostrato come il biocarburante diesel Hvo possa contribuire immediatamente alla decarbonizzazione del trasporto marittimo. L’Hvo può infatti essere utilizzato in forma pura nei motori marini validati per il suo impiego, consentendo una riduzione delle emissioni climalteranti calcolate lungo l’intera filiera compresa tra il 65% e il 90% rispetto ai tradizionali combustibili fossili marini. L’Hvo è prodotto nelle bioraffinerie Enilive di Venezia e Gela, principalmente a partire da materie prime di scarto come oli alimentari esausti, grassi animali e residui dell’industria agroalimentare. Da alcuni mesi, l’Hvo diesel per la marina di Enilive è disponibile nei porti di Genova, Ravenna e Venezia per consegne dirette dal deposito alle navi tramite bettolina. L’impiego di questo carburante rappresenta una soluzione concreta ed efficace per la decarbonizzazione del trasporto marittimo, contribuendo al rispetto degli obblighi previsti dal regolamento FuelEU Maritime e alla riduzione dei costi legati alle emissioni”.
Michele Francioni, Chief Energy Transition Officer di Msc Cruises ha commentato: “Siamo molto soddisfatti di aver confermato con esito positivo la fattibilità tecnica dell’utilizzo al 100% di Hvo su una nostra nave da crociera, nell’ambito dei nostri continui sforzi di decarbonizzazione. Riteniamo che l’Hvo possa svolgere un ruolo importante nella decarbonizzazione dello shipping e che, insieme ad altri combustibili immediatamente disponibili come Gnl e bio-Gnl, rappresenti un’opportunità concreta già attuabile a bordo delle navi da crociera per accelerare la transizione verso i combustibili rinnovabili, avvicinandoci di un ulteriore passo al nostro obiettivo finale di raggiungere emissioni nette di Ghg pari a zero entro il 2050”.
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U.K. Prime Minister Keir Starmer has lost the first member of his government as he faces pressure to step down following losses in local elections. Junior minister Miatta Fahnbulleh stepped down Tuesday and urged Starmer “to do the right thing for the country…
Prime Minister Keir Starmer made the pledge Monday, referencing members of his own party and among the electorate as a whole wrong as he tries to fight off demands to step down after devastating local election results for his Labour Party. British Prime Minister Sir Keir Starmer speaking to the media after meeting Labour Party members during a visit to AFC Wimbledon in south London, Saturday May 9, 2026. (Maja Smiejkowska/PA via AP) A bookmaker takes bets for a possible next British Prime Minister on his betting board near Downing Street in London, Tuesday, May 12, 2026.(AP Photo/Kirsty Wigglesworth) Secretary of State for Energy Security and Net Zero Ed Miliband arrives for a cabinet meeting in Downing Street, London, Tuesday, May 12, 2026 as Britain’s Prime Minister Keir Starmer is facing the biggest threat yet to his authority after a growing number of disaffected lawmakers called for him to step down.(AP Photo/Kirsty Wigglesworth) Secretary of State for Health and Social Care Wes Streeting arrives for a cabinet meeting in Downing Street, London, Tuesday, May 12, 2026 as Britain’s Prime Minister Keir Starmer is facing the biggest threat yet to his authority after a growing number of disaffected lawmakers called for him to step down.(AP Photo/Kirsty Wigglesworth) Secretary of State for Wales Jo Stevens arrives for a cabinet meeting in Downing Street, London, Tuesday, May 12, 2026 as Britain’s Prime Minister Keir Starmer is facing the biggest threat yet to his authority after a growing number of disaffected lawmakers called for him to step down.(AP Photo/Kirsty Wigglesworth) LONDON (AP) — U.K. Prime MinisterKeir Starmerinsisted Tuesday that he has no intention of resigning as calls grew louder within his Labour Party for him to step down and some junior members of his government quit in protest. A day before the state opening of Parliament when the government will present its legislative program for the coming year, Starmer tried to shore up support within his Cabinet. Starmer’s future has become a hot topic over the past few feverish days followinghistoric lossesfor the Labour Party in local elections last week, which if repeated in a national election that has to be held by 2029, would see it overwhelmingly ejected from power. Though no Cabinet member has quit or publicly stated the prime minister should step aside for a change in leader, there’s growing speculation that the ambitious health secretary, Wes Streeting, will inform Starmer that his days are numbered when they meet on Wednesday. AP correspondent Charles de Ledesma reports Britain’s prime minister is fighting for his political survival in meetings with senior lawmakers. Streeting has many supporters within the parliamentary party, including some of those who resigned from Starmer’s government on Tuesday, which stoked speculation that Starmer could suffer the fate of Boris Johnson in 2022 when dozens of ministers quit en masse andforced his departure. While more than 100 members of Parliament signed a letter saying it was “no time for a leadership contest,” about 90 others saidStarmer should stand downor at least set out a timetable for his departure. That’s not enough to trigger a leadership contest, though, as no candidate has issued a challenge to the prime minister. Under Labour party rules, a fifth of its lawmakers in the House of Commons, or 81 members, must publicly give their backing to a single candidate for a leadership election to take place. On Tuesday, several junior ministers, some of whom were elected for the first time inLabour’s landslide election victoryin July 2024, resigned and urged Starmer to do the same. Miatta Fahnbulleh, minister of housing, communities and local government, was the first to quit, urging Starmer “to do the right thing for the country.” She was followed by Jess Phillips, the safeguarding minister and a prominent member of the Labour Party. In her resignation letter, she described Starmer as a “good man fundamentally” but unable to make bold changes. “I know you care deeply, but deeds, not words are what matter,” Phillips said. “I’m not sure we are grasping this rare opportunity with the gusto that’s needed and I cannot keep waiting around for a crisis to push for faster progress.” Despite the party’s dominant win driving out the Conservatives after 14 years in power, Labour’s popularity has plunged and Starmer is getting much of the blame. The reasons include a series of policy missteps, a perceived lack of vision on the prime minister’s part, a struggling British economy and questions over his judgment. Starmer’s choice of Peter Mandelson as U.K. ambassador to Washington despite ties to the convicted sex offenderJeffrey Epsteinhas continued to haunt him. At the start of the weekly Cabinet meeting on Tuesday, Starmer said he took responsibility for the losses in last week’s elections but would fight on. Labour was squeezed from the right and the left, losing votes to both anti-immigrant Reform UK and the Green Party, as well as nationalist parties in Scotland and Wales. The result reflects the increasing fragmentation of U.K. politics, long dominated by Labour and the Conservatives. Starmer told his Cabinet that there’s a process to oust a leader and it hadn’t been triggered. “The country expects us to get on with governing,” Starmer said. “The past 48 hours have been destabilizing for government and that has a real economic cost for our country and for families.” That cost was evident in financial markets on Tuesday, with the interest rate charged on British government bonds up by more than those of comparable nations. That shows investors think it’s increasingly risky to hold British government debt. As Cabinet members left 10 Downing Street, some voiced their support for the embattled prime minister. Works and Pensions Secretary Pat McFadden said nobody publicly challenged Starmer at the meeting, while Business Secretary Peter Kyle said the prime minister was showing “really steadfast leadership.” Later, Starmer’s deputy David Lammy warned Labour lawmakers that the only beneficiary of the party’s “navel-gazing” is the populist right and the leader of Reform UK,Nigel Farage, in particular. “He has my full support, and what I say to colleagues is, look, let’s just step back,” he said. “Take a breath.” Health Secretary Wes Streeting, long believed to be preparing for a leadership challenge against Starmer, was among senior ministers who dodged a barrage of shouted questions from a gaggle of reporters outside. “Wes Streeting, do you want the job, or not?” a man yelled from across the street. “Are you measuring the curtains?” Streeting is expected to meet Starmer early on Wednesday, before King Charles III outlines the government’s program, to discuss the future. The other two names often touted as possible successors areAngela Rayner, the former deputy prime minister who had to quit last year over an unpaid tax bill. She has long set herself apart as a different kind of politician with a compelling personal story, brought up in social housing and leaving school at 16 as a teen mother. Andy Burnham, the popular mayor of Greater Manchester, is widely perceived to be one of the strongest candidates but is not currently eligible because he’s not in Parliament. To get in the race, he’ll have to find a seat where he can be elected. That may involve a close ally of Burnham’s in the northwest of England vacating their seat for him to stand for election. However, he may be blocked as was the case earlier this year or could even lose, if last week’s results are any guide. ___ Danica Kirka and Sylvia Hui in London contributed to this report.
La compagnia cinese amplia la rete verso Medio Oriente e Africa nonostante le tensioni nell’area L'articolo Cu Lines potenzia il Mar Rosso con un nuovo servizio diretto dalla Cina proviene da Shipmag .
NeptuneZero, a Greek deep-tech startup developing artificial intelligence solutions for optimizing vessel performance and automating maritime reporting, has announced a 500,000 euro investment.
Corallia Ventures TT AKES led the funding…
NeptuneZero: 500,000 e…
Corallia Ventures TT AKES led the funding round, with participation from angel investors. NeptuneZero is developing an integrated solution combining onboard IoT hardware, edge computing, and cloud-based analytics, aiming to automate maritime reporting and improve fleet performance in real time. Its platform collects and validates data using artificial intelligence algorithms, automatically generates daily reports, and provides real-time fleet analytics. By eliminating manual processes, it enables data-driven decision-making. Replacing error-prone and time-consuming workflows, NeptuneZero significantly reduces administrative burden while improving data accuracy and regulatory compliance. The company’s solution delivers direct and quantifiable value to shipping operators: At fleet level, NeptuneZero has already demonstrated: NeptuneZero is already showing strong commercial momentum: The company operates within a rapidly transforming global maritime ecosystem, driven by decarbonization targets, increasing regulatory pressure (EU ETS, FuelEU Maritime, IMO DCS), and rising fuel costs. With the global merchant fleet exceeding 100,000 vessels and the marine IoT market estimated at 700 billion dollars, NeptuneZero positions itself at the forefront of a large and fast-growing industry. Για να εμφανίζονται περισσότερα άρθρα τηςΝαυτεμπορικήςστις αναζητήσεις σας εύκολα και γρήγορα, πρέπει να προσθέσετε το site στις προτιμώμενες πηγές σας. Μπορείτε να το κάνετε πηγαίνονταςεδώ.
Marine Atlantic already has more ferry passengers booked for this summer season than the total number of ferry passengers in all of 2023. The town of Placentia gears up for what they expect will be a buzzing summer tourism season in the area around the Port o…
Kuwait has accused Iran of sending an armed Revolutionary Guard team to attack an island in the Middle East nation. Iran didn't immediately acknowledge the allegation by Kuwait on Tuesday. Kuwait has come under repeated attack by Iran during the war. Kuwait s…
Iran didn’t immediately acknowledge the allegation by Kuwait, which came under repeated attack by Iran in the war and even during the shaky ceasefire still holding in the region. However, the allegation and ongoing attacks throughout the region have threatened to tip the region back into open warfare. The accusation came as the U.S. ambassador to Israel, Mike Huckabee, said that Israel sent Iron Dome anti-missile batteries and personnel to operate them to the United Arab Emirates to defend the country during the war as well. (AP video by Bassam Hatoum) This is a locator map for the Gulf Cooperation Council member states: Saudi Arabia, Bahrain, Qatar, Oman, Kuwait and United Arab Emirates. (AP Photo) Israel’s Iron Dome anti-missile system fires to intercept as air raid sirens sound in Tel Aviv, on Oct. 23, 2024. (Nathan Howard/Pool Photo via AP, File) Defense Secretary Pete Hegseth and Chairman of the Joint Chiefs of Staff Gen. Dan Caine arrive to testify at a House Appropriations subcommittee budget hearing for the Department of Defense, Tuesday, May 12, 2026, in Washington. (AP Photo/Alex Brandon) Vehicles drive past banners showing portraits of the school children who were killed during a strike on a school in southern town of Minab on Feb. 28, at Tajrish square in northern Tehran, Iran, Sunday, May 10, 2026. (AP Photo/Vahid Salemi) DUBAI, United Arab Emirates (AP) — Kuwait said on Tuesday that Iran launched a failed attack earlier this month on an island where China is helping build a port in the Gulf Arab country. The accusation came just hours before U.S. President Donald Trump was todepart for Beijingon ahigh-stakes visitover theIran warand other issues. Trump said he would have a “long talk” about Iran with Chinese President Xi Jinping but said trade would be a bigger focus. As he left for the summit, Trump again threatened Iran if its leaders don’t reach an agreement on its nuclear program. “We have Iran very much under control,” Trump said. “We’re either going to make a deal or they’re going to be decimated. One way or the other, we win.” AP Washington correspondent Sagar Meghani reports on a bipartisan grilling about the Iran war for Defense Secretary Pete Hegseth on Capitol Hill. Iranian state media quoted the country’s foreign ministry as calling “baseless” the allegation by Kuwait, which came under attack by Iran inthe warand during theshaky ceasefirethat is still holding. But the allegation and ongoing attacks in the region have threatened to reignite open warfare. The narrowStrait of Hormuzremains in Iran’s chokehold, the U.S. is maintaining a blockade against Iran and negotiations between the two countries appear at a standstill. “True peace cannot be built with a literature of humiliation, threats, and coercive score-settling,” Kazem Gharibabadi, an Iranian diplomat, said Tuesday on X. With the risk of the conflict breaking out again, Israel has sentIron Dome air-defense weaponsand personnel to operate them to the United Arab Emirates, the U.S. ambassador to Israel said. It was the first publicly acknowledged deployment of Israel’s military to the Emirates — home to Abu Dhabi and Dubai — and underlined the growing relationship between Israel and the UAE. Also very late on Tuesday night, a magnitude 4.6 earthquake shook parts of Iran, followed by several aftershocks, according to Iranian state media. Witnesses felt the temblor in the capital of Tehran, where some people sought refuge in the streets. Iranian state TV said there were no reports of casualties. Kuwait said a paramilitary Revolutionary Guard team tried to infiltrate Bubiyan Island in the northwest corner of the Persian Gulf near Iraq and Iran on May 1. Four men were detained and two escaped when Kuwait’s forces disrupted the attack, it said. A statement that Iranian media attributed to the foreign ministry in Tehran said four officers on a “conventional maritime patrol mission” had entered Kuwait’s waters because of “a disruption in the navigation system.” It denied any hostile intent and called for the men’s release. Bubiyan Island is home to Mubarak Al Kabeer Port, which is under construction as part of a Chinese plan to buildinfrastructure across the world. It also came under Iranian attack during the war. Kuwait provided no reason for why it delayed linking the attack to Iran after initially announcing it on May 3 without any details. Trump is traveling this week to China for a summit where Iran will likely be a main topic. Beijing long has been a buyer of sanctioned Iranian crude oil and has been hurt by the strait’s closure, which has sparked a global energy crisis. U.S. ambassador to IsraelMike Huckabeerevealed at a conference in Tel Aviv, Israel, that Israel has sentIron Domeair-defense to the UAE. The United Arab Emiratesdiplomaticallyrecognized Israelin 2020. That drew criticism from Iran, long Israel’s main regional enemy. Iran didn’t immediately respond to Huckabee’s remarks, though it has repeatedly suggested over the years that Israel maintained a military and intelligence presence in the Emirates. The Israeli military declined to comment on Huckabee’s statement about the Iron Dome while the UAE didn’t immediately respond. The U.S. ambassador to the United Nations, Mike Waltz, was quoted as making comments similar to Huckabee’s during an event at the Israeli mission — suggesting the release of the information was intentional, likely with the Emiratis’ and Israelis’ blessing. The UAE has faced Iranian missile and drone fire even after the ceasefire was reached last month. It has been trying to signal to nervous investors and the public that it remains open for business and safe. U.S. Defense Secretary PeteHegseth told membersof Congress Tuesday that the military has plenty of bombs and missiles despite concerns about its stockpiles. He also maintained that the U.S. is in control of the Strait of Hormuz, even as Iranian attacks — and threats — have disrupted the shipment of oil and other products through the vital waterway. “Ultimately we control the strait, because nothing’s going in that we don’t allow to go in,” said Hegseth, who faced tough questions from Republican and Democratic lawmakers who oversee defense spending. Sen. Chris Coons, a Delaware Democrat, asked what the Trump administration’s strategy is forreopening the waterway. “Your average American is seeing this at the gas pump every single day as the cost of gas continues to rise,” Coons said. Hegseth avoided specifics about the next steps in Iran. The Pentagon’s top budget official told Congress that the cost of the war is close to $29 billion so far — that’s up from an estimate of $25 billion just two weeks ago. One of Norway’s top diplomats met Tuesday with Iranian Foreign Minister Abbas Araghchi in Tehran, pressing for the need to open the strait. Deputy Foreign Minister Andreas Kravik stressed that the attacks on commercial shipping and obstruction of the passageway must end, his minister, Espen Barth Eide, said in an email. Kravik said Iran’s actions affecting third-party countries are “completely unacceptable” and noted that Norway has some 25 vessels stranded, according to Eide. ___ Lidman reported from Tel Aviv, Israel. Associated Press reporters Sam Metz in Ramallah, West Bank, Collin Binkley and Konstantin Toropin in Washington, Jamey Keaten in Geneva, Switzerland, and Giovanna Dell’Orto in Minneapolis contributed to this report.
Kuwait accused Iran on Tuesday of sending an armed paramilitary Revolutionary Guard team to attack an island in the Middle East nation home to a China-funded...
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Le aste per i passaggi prioritari attraverso il Canale sono arrivate a toccare il record dei 4 milioni di dollari per il transito di una neopanamax L'articolo Schizzano causa Hormuz le tariffe per transitare via Panama proviene da Shipping Italy .
I prezzi per i transiti prioritari del Canale di Panama hanno raggiunto la cifra senza precedenti di 4 milioni di dollari per nave, a causa delle turbolenze geopolitiche in Medio Oriente che stanno rimodellando i modelli di trasporto marittimo globali e costringendo gli operatori a cercare rotte alternative.
Le tariffe straordinarie, pagate a valle di apposite aste in aggiunta ai pedaggi standard del canale, sottolineano come il Canale di Panama sia diventato una delle principali valvole di sfogo per il commercio globale, mentre la crisi dello Stretto di Hormuz continua a perturbare i tradizionali flussi di energia e container.
Secondo diverse fonti che citano funzionari dell’Autorità del Canale di Panama e broker navali, un recente slot all’asta per una nave neopanamax è stato aggiudicato per 4 milioni di dollari, superando i livelli registrati durante la grave siccità che ha colpito Panama alla fine del 2023.
Nelle ultime settimane, anche i premi medi delle aste sono aumentati vertiginosamente. Prima dell’intensificarsi del conflitto di Hormuz, i posti all’asta venivano generalmente scambiati a prezzi compresi tra 135.000 e 140.000 dollari. Tra aprile e maggio, i premi medi sono balzati a circa 385.000-425.000 dollari, con alcuni carichi di energia che hanno attirato offerte multimilionarie.
L’Autorità del Canale di Panama ha insistito sul fatto che l’impennata dei prezzi non riflette la congestione o aumenti tariffari ufficiali, bensì l’urgenza dettata dal mercato tra gli operatori, disperati per la difficoltà di evitare ritardi.
Questa corsa è stata in gran parte trainata dagli scambi energetici. Gli acquirenti asiatici, alla ricerca di alternative alle forniture di petrolio greggio e carburanti mediorientali, si sono rivolti sempre più alle esportazioni statunitensi, spingendo un numero crescente di petroliere, navi metaniere e navi gasiere verso le rotte dirette a Panama.
L’amministratore del Canale di Panama, Ricaurte Vásquez, ha rivelato che una nave che trasportava carburante originariamente destinato all’Europa è stata dirottata verso Singapore, costringendo il suo operatore a pagare un sovrapprezzo da record per assicurarsi il transito rapido.
L’aumento dei costi del transito a Panama è stato discusso il mese scorso al Geneva Dry. Rob Aarvold, Ceo dell’operatore di navi portarinfuse Legasea, ha affermato che ci sono navi portarinfuse in attesa di transitare nel canale da oltre 30 giorni. “Ora si cerca di includere nel prezzo tempi di attesa aggiuntivi o una commissione d’asta, oppure bisogna prenotare con tre mesi di anticipo” ha detto Aarvold ai delegati presenti alla conferenza.
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Fianna Fáil marks centenary milestone amid byelection campaigns
Politicsis a tough game and that is as true inIrelandas anywhere else. But as has become the norm over the decade of political turmoil in Britain since the Brexit referendum, if anyone in Leinster House thinks they’re having a hard time, they only need to look across the Irish Sea to find their counterparts in Westminster have it worse. This week it is the turn of British prime minister and Labour leaderKeir Starmerwhose party suffered a drubbing in elections in England, Wales and Scotland. As our London Correspondent Mark Paul reports ontoday’s front page, Starmer’s job as UK prime minister appeared to be slipping away from him on Monday night as upwards of 70 of his own Labour MPs called on him to step down or set out a timeline for departure. Several cabinet members were understood to have called for him to set out a timetable for his departure. Starmer, under pressure over his party’s dire performance in elections last week, had hoped to shore up his position with a speech promising to develop closer ties with theEuropean Union, amid a renewed effort to prove his “doubters wrong”. However, this did not staunch the flow of internal dissent as allies of his main leadership rivals called on him to plan for his exit in what seemed to be a series of co-ordinated, drip-fed interventions. As Monday wore on, the calls also shifted from ordinary backbenchers to more senior ministerial aides, a ratcheting up of the pressure on Starmer. Several backbench allies of British health secretary and leadership hopeful Wes Streeting called on Starmer to step down swiftly on Monday evening. But among the aides, Joe Morris, one of Streeting’s parliamentary private secretaries – a PPS, an MP who works as an assistant to a senior minister – quit his job to call on Starmer to go. Other backbenchers, seen as supporters of Greater Manchester mayor Andy Burnham, called for Starmer to plan for a slower “orderly transition” that would give their favoured candidate time to re-enter the House of Commons in a byelection. If the flow of dissenters were to shift in the coming days from PPS rank to junior ministers, and after that, cabinet members, then Starmer’s position may become untenable. Earlier on Monday, Starmer said he still wanted to lead Labour into a battle “for Britain’s soul” withNigel Farage’s Reform UK party, as he insisted he would also fight any leadership challengers. In hisanalysis, Mark writes Starmer has been here before with many previous attempts to “reset” his government. He writes that unfortunately for the prime minister, the attempt at “a fresh start with a stale message fell flat. “It was the same old Starmer, the same old story” and “the difference now is that his job really is in danger”. This week marks 100 years since the inaugural meeting ofFianna Fáilat the La Scala Theatre in Dublin. The party is holding its 84thardfheis this weekend to coincide with the centenary. On Monday’s Inside Politicspodcast, Hugh Linehan and Pat Leahy are joined by reporter and historian Ronan McGreevy to trace Fianna Fáil’s origins and assess its legacy. Ronan explains how in 1926, with frustration growing atSinn Féin’s ineffectiveness, Éamon de Valera and allies such as Seán Lemass formed Fianna Fáil, rapidly building hundreds of cumainn. He looks at how the party first entered the Dáil, creating the two-party system that would dominate 20th-century Irish politics, and how it ultimately won power. The discussion also covers the party’s catch-all pragmatism, recent history of compromise withFine Gael, and its mixed legacy of ties to corruption along with a commitment to democracy and State institutions. The party’s current leader, Taoiseach Micheál Martin, meanwhile,was interviewedon Virgin Media’s Monday with Gavan Reilly programme last night where he said there was an attitude in his party to “get things done”. He said Fianna Fáil “made a difference” when it took over the housing portfolio in 2020 and his party had historically made “very significant achievements” in housing. Fianna Fáil’s centenary is taking place against a backdrop of byelections in Dublin Central and Galway West that it is unlikely to win – though that is generally the case with Government parties in byelections. Intoday’s coverageof the Dublin Central race we join left-wing candidates on the campaign trail – Janet Horner of Green Party, Labour’s Ruth O’Dea and Eoghan Ó Ceannabháin of People Before Profit. They push back against a narrative that Sinn Féin and the Social Democrats are the front-runners in the constituency. In our Opinion section, Fintan O’Toole looks atthe career of former Conservative Party adviser Steve Hiltonand asks: “How do we get from a risible political farce at a cattle fair in Macroom in 1992 to the possible next governor of California?” He writes: “It’s a wildly improbable journey but one that tells us a great deal about how democratic politics lost its marbles.” Jack Horgan-Jonesreportsspending on a €2.5 billion scheme to address safety defects in Celtic Tiger-era apartments could be capped and the Department of Housing is working on legislation to put the scheme into effect. Ministers were told in recent weeks that while it will cover 100 per cent of eligible costs, this will be subject to upper limits. Dublin is to host a “Davos on tour” eventnext week, with the organisers of the World Economic Forum travelling beyond the Swiss mountain village, which plays host to an annual gathering of global business and political leaders. Meanwhile, Consumer Affairs Correspondent Conor Pope reports on how holiday operators have recordeda slump in bookingsdespite airfare reductions to sun spots. The Cabinet will meet this morning. Harry McGee’s tee-up story – including how the Government is expected to approve a memo setting out how it will support the 40 businesses seriously affected by the large fire in Waterford at the weekend – ishere. Dáil proceedings begin at 2pm with Leaders’ Questions. Government business in the afternoon is statements on International Nursing Day from 3.51pm. Sinn Féin’s proposed legislation aimed at giving more powers to the Commission for the Regulation of Utilities to monitor energy prices and any anticompetitive behaviour in the gas and electricity market will be debated at Second Stage at 6.16pm. Minister for Higher Education James Lawless is due to take Parliamentary Questions at 8.16pm. There is an opportunity for TDs to raise topical issues at 9.52pm. A Private Members’ motion on domestic, sexual and gender-based violence will be debated in the Seanad from 5pm. In committee land, the Committee on Artificial Intelligence will look at defence and cybersecurity and just and law enforcement from 11.10am. The Committee on Public Petitions will consider a series of petitions including one for equal parenting time/shared parenting to become the default under Irish family law; the declaration of one-off national holidays for World Cup qualification playoffs; and a ban on students and teachers usingAI. The meeting begins at 11am. The Committee on Justice will examine legislation from Sinn Féin that proposes to provide victims of sexual violence with the right to seek civil protection orders. TDs and Senators will hear from representatives of Rape Crisis Ireland and Women’s Aid from 3pm. Peace building in the Middle East – reflecting on Ireland’s peace process will be discussed at the Committee on Foreign Affairs at 3pm. Representatives of the Department of Housing, Dublin City Council and the Irish Human Rights and Equality Commission will be before the Committee on Housing to be quizzed on Dublin inner city flat complex regeneration at 3pm. The Committee on Budgetary Oversight will look at budgetary responses to the energy crisis and cost of living pressures from 3.40pm. Representatives of the Economic and Social Research Institute (ESRI) as well as various academics will be in attendance. Data Protection Commission representatives will be at the Committee on Social Protection to discuss the Social Welfare and Other Matters Bill which includes a proposal to allow people to use their Public Services Card as a form of identification when engaging with financial institutions. The meeting starts at 6pm. The full Dáil, Seanad and Committee schedule can be foundhere.
Naples-headquartered Next Geosolutions (NextGeo) has won a €10 million contract to deliver geophysical survey […] The post NextGeo to deploy multiple vessels for Central Mediterranean campaign appeared first on Offshore Energy .
Naples-headquartered Next Geosolutions (NextGeo) has won a €10 million contract to deliver geophysical survey and unexploded ordnance (UXO) activities to ensure safety during the installation of subsea energy infrastructure in the Central Mediterranean. The contract was secured with a leading international client operating in the subsea power cable sector, as part of a project relating to subsea energy infrastructure located in the Central Mediterranean,NextGeosaid. Several vessels will be deployed for offshore and nearshore activities for multiple geophysical and potential UXO identification and clearance (ID&C) survey operations on a number of identified targets. According to the Italian firm, the activities will enable the precise identification of the nature of the detected anomalies and, where necessary, the execution of the appropriate clearance operations to ensure full safety during the subsequent infrastructure installation phases. The contract will be developed in two separate phases. Completion of the operational activities is expected in the third quarter of 2026. Giovanni Ranieri, CEO of NextGeo, said:“This award confirms NextGeo’s technical and operational expertise in managing complex survey campaigns, both in nearshore and offshore environments, and further strengthens our positioning in seabed and UXO survey services supporting strategic energy infrastructure projects across the EMEA region.” Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
“Pedagogia della vita”, a Porto Sant’Elpidio un incontro su interiorità, benessere e cura dell’ambiente Vivere Fermo
diRedazione Vivere Fermofermo@vivere.it Una serata dedicata al legame tra crescita interiore, benessere personale e attenzione all’ecosistema. Mercoledì 13 maggio Villa Murri, a Porto Sant’Elpidio, ospiterà l’incontro pubblico “Pedagogia della vita — Dall’interiorità alla cura dell’ecosistema”, promosso da associazioni del territorio impegnate nella cultura, nell’ambiente e nella formazione della persona. L'evento Mercoledì 13 maggio 2026, alle ore 21:00, la Villa Murri di Porto Sant'Elpidio ospiterà una serata pubblica e gratuita dedicata a un tema di grande attualità: il rapporto tra la vita interiore dell'essere umano e la cura del mondo che lo circonda. L'incontro, dal titolo "Pedagogia della vita — Dall'interiorità alla cura dell'ecosistema", si inserisce in un percorso di riflessione e formazione promosso da realtà associative locali impegnate nella cultura, nell'ambiente e nel benessere della persona. L'incontro sarà introdotto dal Circolo Legambiente Porto Sant'Elpidio e vedrà il dialogo tra Giorgio Amabili e il Prof. Davide Franceschelli. La serata si concluderà con una pratica guidata di meditazione della durata di circa 10 minuti, per un'esperienza che unisce la riflessione intellettuale alla dimensione pratica del benessere. I protagonisti Giorgio Amabili è autore del libro L'Universo Elastico. Davide Franceschelli è insegnante di sostegno, pedagogista e divulgatore, da tempo impegnato nella divulgazione sui temi della mindfulness nei contesti educativi e di cura. I promotori L'iniziativa è realizzata con il patrocinio del Comune di Porto Sant'Elpidio e nasce dalla collaborazione tra il Circolo Legambiente Antonietta Beletti APS di Porto Sant'Elpidio, l'Università del Tempo Libero UTL 1994 Porto Sant'Elpidio e il progetto Mind Body Soul. Un'alleanza virtuosa tra ambiente, cultura e benessere, che testimonia la vitalità del tessuto associativo locale. Informazioni pratiche Data e ora: Mercoledì 13 maggio 2026, ore 21:00 Luogo: Villa Murri — Università del Tempo Libero, Porto Sant'Elpidio (FM) Ingresso: Gratuito e aperto a tutti Sofia Luccerini di Magliano di Tenna ad Affari Tuoi Sant’Elpidio a Mare, bivacco della droga a Cascinare:... Fermo. Strage di multe al Girfalco Guida in stato di ebbrezza e senza patente, cinque denunce... Fermo. Cattolico. A favore della famiglia e delle scuole... diRedazione Vivere Fermofermo@vivere.it Una serata dedicata al legame tra crescita interiore, benessere personale e attenzione all’ecosistema. Mercoledì 13 maggio Villa Murri, a Porto Sant’Elpidio, ospiterà l’incontro pubblico “Pedagogia della vita — Dall’interiorità alla cura dell’ecosistema”, promosso da associazioni del territorio impegnate nella cultura, nell’ambiente e nella formazione della persona. L'evento Mercoledì 13 maggio 2026, alle ore 21:00, la Villa Murri di Porto Sant'Elpidio ospiterà una serata pubblica e gratuita dedicata a un tema di grande attualità: il rapporto tra la vita interiore dell'essere umano e la cura del mondo che lo circonda. L'incontro, dal titolo "Pedagogia della vita — Dall'interiorità alla cura dell'ecosistema", si inserisce in un percorso di riflessione e formazione promosso da realtà associative locali impegnate nella cultura, nell'ambiente e nel benessere della persona. L'incontro sarà introdotto dal Circolo Legambiente Porto Sant'Elpidio e vedrà il dialogo tra Giorgio Amabili e il Prof. Davide Franceschelli. La serata si concluderà con una pratica guidata di meditazione della durata di circa 10 minuti, per un'esperienza che unisce la riflessione intellettuale alla dimensione pratica del benessere. I protagonisti Giorgio Amabili è autore del libro L'Universo Elastico. Davide Franceschelli è insegnante di sostegno, pedagogista e divulgatore, da tempo impegnato nella divulgazione sui temi della mindfulness nei contesti educativi e di cura. I promotori L'iniziativa è realizzata con il patrocinio del Comune di Porto Sant'Elpidio e nasce dalla collaborazione tra il Circolo Legambiente Antonietta Beletti APS di Porto Sant'Elpidio, l'Università del Tempo Libero UTL 1994 Porto Sant'Elpidio e il progetto Mind Body Soul. Un'alleanza virtuosa tra ambiente, cultura e benessere, che testimonia la vitalità del tessuto associativo locale. Informazioni pratiche Data e ora: Mercoledì 13 maggio 2026, ore 21:00 Luogo: Villa Murri — Università del Tempo Libero, Porto Sant'Elpidio (FM) Ingresso: Gratuito e aperto a tutti
Disastro ambientale a Molfetta, scatta il blitz: nel mirino delle indagini consorzio Asi, Comune e Provincia VIDEO lagazzettadelmezzogiorno.it
La Procura di Trani ha disposto accertamenti nell’ambito di una inchiesta sull'inquinamento ambientale a Molfetta, nel Barese. Il fascicolo contesta, a vario titolo, i reati di disastro ambientale e scarico illecito di reflui industriali a imprenditori, società, dirigenti e funzionari del Consorzio per l’area di sviluppo industriale (Asi) di Bari, del settore Ambiente della Città Metropolitana di Bari e del Comune di Molfetta.
Secondo l’ipotesi accusatoria, gli indagati avrebbero prodotto inquinamento chimico e alterazione delle acque sotterranee e di falda nell’intero comprensorio Asi a Molfetta. Il personale del Nucleo speciale d’intervento del comando generale delle Capitanerie di porto ha eseguito il sequestro "preventivo impeditivo totale o parziale di alcune aziende» che si trovano nel «comprensorio Asi, con contestuale imposizione della amministrazione giudiziaria». I sigilli sono stati apposti anche a «undici sistemi di pozzi disperdenti utilizzati dal Consorzio» che sarebbero stati usati per immettere in modo "abusivo e diretto acque reflue industriali direttamente nelle acque di falda». La Procura ha inoltre richiesto il commissariamento giudiziale del Consorzio e di «Asi Spa», società partecipata dal Consorzio.
Gli indagati per i quali sono stati chiesti arresti e misure interdittive verranno sottoposti ad interrogatorio preventivo.
Nichel e cadmio nella falda, 72 indagati per disastro ambientale
Una falda acquifera «consapevolmente» inquinata da chi avrebbe scelto di risparmiare soldi, violando la legge e a scapito dell’ambiente. Un sottosuolo impregnato di arsenico, zinco, cadmio, nichel tutte sostanze «altamente pericolose e cancerogene». Un disastro ambientale compiuto con l’utilizzo di pozzi disperdenti non autorizzati, che drenavano gli scarichi della zona industriale di Molfetta (Bari) direttamente nella falda provocando un inquinamento che «non potrà mai essere eliminato ma solo arginato». È quanto emerso dall’inchiesta della Procura di Trani, denominata Ground water ovvero Acque sotterranee, che conta 72 indagati, di cui 44 persone fisiche e 28 giuridiche, tutti accusati a vario titolo di disastro ambientale colposo e scarico illecito di reflui industriali. Tra gli iscritti nel registro degli indagati ci sono anche dirigenti e funzionari del consorzio per l’Area di sviluppo industriale (Asi) di Bari, del settore Ambiente della Città metropolitana di Bari e del Comune di Molfetta oltre a numerosi titolari di imprese con sedi legali sia a Molfetta, sia in altre regioni italiane.
Sotto sequestro sono finiti beni per un valore complessivo di 150 milioni di euro. Si tratta di 17 aziende, parti di altre 5 imprese e 11 pozzi disperdenti di cui 10 abusivi che avrebbero compromesso l’equilibrio ambientale. L’inchiesta è partita da un dato, ovvero «la presenza di molteplici impianti nella zona industriale di Molfetta», ha spiegato nel corso della conferenza stampa il capo della procura di Trani, Renato Nitti, e poi si è sviluppata sulla «qualità dello scarico che finiva direttamente nell’acqua di falda. Parliamo di un agglomerato industriale esteso per 230 ettari». Le indagini della Capitaneria di porto si sono avvalse di video-ispezioni e campionamenti di tipo biologico, chimico e ingegneristico.
I risultati hanno mostrato "uno sforamento dei limiti di sostanze inquinanti fino a oltre diecimila volte rispetto alle concentrazioni soglia di contaminazione stabilite per legge - ha continuato Nitti - e riteniamo che tutta una serie di presidi che avrebbero dovuto essere messi in atto, in primo luogo dal Consorzio e dalle aziende, non siano stati messi in essere consapevolmente, determinando un risparmio di spesa e rendendo conveniente investire lì ma con un danno ambientale non sanabile. Chi avrebbe dovuto rilasciare le autorizzazioni, non è stato mai interpellato: parlo della Città metropolitana di Bari mentre venivano date autorizzazioni rilasciate dal Consorzio che consentivano di avvalersi delle rete e non allo scarico».
La Procura ha richiesto, infatti, anche il commissariamento giudiziale del Consorzio e di Asi Spa, società partecipata dal Consorzio.