Aggregatore notizie

Porti & ambiente — le notizie raccolte

Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 5970 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.

Articoli per area ambientale
reset
Allerta gialla per rischio idrogeologico - Comune di Venezia - Live
📰 Comune di Venezia - Live 📅 2026-05-13 📍 Venezia it
Allerta gialla per rischio idrogeologico Comune di Venezia - Live
→ Apri originale
Il sottosegretario leghista Federico Freni si ritira dalla corsa alla presidenza della Consob, Giorgetti: “Decisione sua”
📰 Ilfattoquotidiano.it 📅 2026-05-13 📍 Savona it
Niente da fare. Il sottosegretario all’Economia Federico Freni si è ritirato dalla corsa alla presidenza della Consob. “Faccio un passo indietro”, ha annunciato il leghista a Repubblica. Freni avrebbe già comunicato la sua decisione alla premier Giorgia Melon…
Niente da fare. Il sottosegretario all’Economia Federico Freni si è ritirato dalla corsa alla presidenza della Consob. “Faccio un passo indietro”, ha annunciato il leghista a Repubblica. Freni avrebbe già comunicato la sua decisione alla premier Giorgia Meloni, al titolare del Tesoro Giancarlo Giorgetti e al leader del suo partito Matteo Salvini. “È una decisione sua. Posso dire di essere contento, così almeno continua a lavorare con noi…”, ha dichiarato il ministro Giorgetti rispondendo ai giornalisti alla Camera. L’indicazione di Freni alla presidenza dell’Autorità che vigila sulla Borsa, in sostituzione di Paolo Savona (nominato dal governo Conte-1 nel 2019), era trapelata già nel mese di gennaio scorso. Quando la nomina sembrava a un passo, però, tutto si è complicato per uno scontro politico all’interno del centrodestra. A mettersi di traverso è stato il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani: “Consob non può essere parte di una lottizzazione politica. Per la delicatezza della situazione serve un candidato autorevole, non espressione di un partito”, ha dichiarato il ministro degli Esteri. La corsa verso la presidenza si era ulteriormente complicata ad aprile quando si è fatta strada anche una possibile valutazione legale sul cambio di ruolo e poi il guaio dell’indagine delle autorità Ue sull’indipendenza delle autorità nazionali. Adesso, pertanto, si riapre la partita per la presidenza della Consob. Matteo Salvini raggiunto più volte dai cronisti nel Transatlantico della Camera in occasione del question time, ha evitato di rispondere alle domande sul caso, fino a sbottare: “Ragazzi, oggi non parlo…“. Il nervosismo del leader leghista, osserva a mezza voce un esponente di primo piano della maggioranza che segue il dossier nomine fin dall’inizio, vale più di molte dichiarazioni. Secondo questa lettura, Freni avrebbe deciso di farsi da parte anche perché sarebbe venuto meno il sostegno decisivo di Fratelli d’Italia e della premier Giorgia Meloni. “Da persona di grande responsabilità ed elevato senso istituzionale, Federico Freni ha preso atto della situazione e ha scelto di sfilarsi dalla corsa per la presidenza della Consob. In questo modo, Freni dimostra di non voler creare problemi al governo, all’Authority e al Paese”, fanno sapere fonti del Carroccio. Forza Italia, che non ha mai nascosto il proprio veto sul nome di Freni, ribadisce la sua posizione attraverso il portavoce nazionale Raffaele Nevi: “La Consob è importante e dobbiamo trovare una figura autorevole, forte e credibile, che sia al di sopra della dinamica politica”. “La nostra obiezione – precisa Nevi – non è a Freni a ma a una figura politica alla guida dell’Autority, fosse stato un altro nome sarebbe stato lo stesso”. Alla domanda se domani la nomina andrà in Cdm, il portavoce degli azzurri risponde: “Dipende dalla premier, è lei che istruisce”. I nodi da sciogliere, pertanto, rimangono ancora tanti.
→ Apri originale
Femminismo fortemente sconsigliato: a Milano un convegno su censura, Gpa e nonviolenza
📰 Ilfattoquotidiano.it 📅 2026-05-13 it
L’urgenza di creare uno spazio di libero confronto femminista: ecco perché la Rete Dichiariamo, che riunisce singole femministe di generazioni diverse con gruppi e associazioni locali e nazionali, chiama a due giornate di confronto, a Milano, il 16 e 17 maggi…
Il desiderio politico che muove le organizzatrici è quello che sia ripristinato il libero confronto delle idee, contro post-verità e censure, per realizzare un patto di convivenza pacifica e rispettosa di tutte L’urgenza di creare uno spazio di libero confronto femminista: ecco perché la Rete Dichiariamo, che riunisce singole femministe di generazioni diverse con gruppi e associazioni locali e nazionali, chiama a due giornate di confronto, a Milano, il 16 e 17 maggio prossimi, su temi difficili, controversi e attuali. L’incontro milanese, che si chiama Femminismo fortemente sconsigliato, ma necessario, nasce dal bisogno di creare uno spazio femminista aperto, uno spazio che manca da molto tempo in Italia: un tempo di censure anche dentro il femminismo stesso, come accaduto di recente a Bologna, ultimo in ordine di tempo, dove la presentazione del libro delle filosofe Cavarero e Guaraldo, Donna si nasce, è stata cancellata dietro pressioni di Nonunadimeno. Anche Radio popolare, che per Milano è una istituzione importante del femminismo e della sinistra, ha deciso di non ospitare nessuna delle organizzatrici in trasmissione per dare l’annuncio dell’appuntamento perché non sono condivise alcune posizioni su Gpa e prostituzione. L’iniziativa è un momento di dialogo ed elaborazione collettiva, dove la pluralità delle esperienze e dei punti di vista rappresenta una risorsa fondamentale. Saranno affrontati temi spesso esclusi o limitati nel dibattito pubblico perché considerati divisivi, quali: la libertà dei corpi, intesa come autodeterminazione e rifiuto di modelli imposti o dinamiche di mercificazione; la condizione delle giovani donne e la costruzione della coscienza femminista in contesti alienanti; il rifiuto della normalizzazione della guerra e la promozione di un’etica della cura e della nonviolenza; la necessità di contrastare censura e pensiero unico, valorizzando il diritto alla divergenza. “Mettere al centro le donne significa opporsi a un modello dominato da mercato, guerra e disuguaglianze. Le donne non sono una minoranza fra le tante, sono metà dell’umanità. Rifiutiamo di sparire nell’indistinto degli asterischi, come di servire a desideri non nostri. Le ‘libertà’ che passano attraverso il mercato sono false opportunità perché nessuna può piegare le leggi di mercato a proprio vantaggio”, recita un passo del manifesto proposto come invito dalla rete. Il desiderio politico che muove le organizzatrici è quello che sia ripristinato il libero confronto delle idee, contro post-verità e censure, per realizzare un patto di convivenza pacifica e rispettosa di tutte. Ecco il perché del titolo dell’appuntamento, scomodo, ironico e interlocutorio: Femminismo fortemente sconsigliato da chi propugna le guerre, più o meno ibride, degli eserciti e della propaganda. Femminismo fortemente sconsigliato da chi vende e compra tutto: sesso, gestazione per altri (più o meno solidale), pornografia. Femminismo fortemente sconsigliato da chi, a destra, sinistra, centro, censura il libero pensiero, lo teme e lo evita. Femminismo (intensamente) necessario per chi cerca la nonviolenza negli scambi e pratica la difficile arte del conflitto generativo. Femminismo (intensamente) necessario per chi sceglie il gusto di vivere, la maternità, il lesbismo, al di qua e al di là della legge. Femminismo (intensamente) necessario per chi afferma la libertà di espressione, la sincerità, il disallineamento. Tra le facilitatrici delle diverse sessioni di lavoro tematico ci saranno Cristina Gramolini, presidente di Arcilesbica, Daniela Dioguardi, della rete contro la guerra 10/100/1000 piazze di donne per la pace, Olivia Guaraldo e Valentina Pazè, docenti di filosofia politica. L’evento, sul quale esiste una pagina Facebook e Instagram, si terrà sabato 16 e domenica 17 maggio 2026 (inizio lavori sabato alle ore 9:30) presso il Cfup di Viale Monza 140, Milano (Linea M1, fermate Turro e Gorla). Per partecipare è necessario iscriversi a questo link.
→ Apri originale
Crisi del settore elettrodomestici, il tavolo fantasma di Urso: istituito a inizio 2024 e mai convocato
📰 Ilfattoquotidiano.it 📅 2026-05-13 it
Lo definì “necessario” per “conoscere le esigenze della filiera”, descritta come un “settore portante dell’eccellenza del Made in Italy”. La finalità era quella di “definire le politiche industriali strategiche per il rilancio”, così da “rendere competitivo i…
Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati Lo definì “necessario” per “conoscere le esigenze della filiera”, descritta come un “settore portante dell’eccellenza del Made in Italy”. La finalità era quella di “definire le politiche industriali strategiche per il rilancio”, così da “rendere competitivo il settore” nonché “sostenere l’occupazione”. Puntava, insomma, a “interventi normativi” specifici e a “politiche e linee di azione dedicate”. Il tavolo fantasma Era il 22 febbraio 2024 quando il ministro delle Imprese Adolfo Urso pronunciava queste parole nel giorno dell’insediamento del tavolo permanente sul settore dell’elettrodomestico. Accanto a lui il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, e la sottosegretario Fausta Bergamotto. Toni trionfalistici, obiettivi roboanti. In due anni e tre mesi, dopo quella prima convocazione, le riunioni sono state zero. Le aziende della filiera e sindacati non hanno mai più ricevuto alcuna convocazione. Più che un tavolo strategico, un tavolo fantasma. Nato, tra l’altro, già zoppo. Al primo incontro non c’erano rappresentanti di Whirlpool né Electrolux. Cioè le aziende principali in termini di volumi e di occupazione nel settore del bianco nel nostro Paese e le stesse che, in questi due anni, hanno deciso di indebolire la loro presenza. Quel giorno al Mimit, ricorda una fonte sindacale a Ilfattoquotidiano.it, “c’erano solo piccole imprese della componentistica”. Il ministro comunque non ha mai nemmeno provato ad andare avanti nel tracciare una politica industriale per il comparto, lasciando che il fragoroso annuncio diventasse lettera morta. La crisi del settore era annunciata Nonostante, a prendere per buone le sue motivazioni, il Green Deal che ha subito messo sul banco degli imputati per i 1.700 licenziamenti annunciati da Electrolux esistesse già all’epoca e non sia cambiato di una virgola nel frattempo. Eppure Urso ammetteva che la filiera è strategica per l’Italia. Stando ai numeri di Confartigianato riferiti al 2024, conta 319 imprese per un totale di 24mila addetti e genera un fatturato di 9 miliardi di euro. E la situazione, già due anni fa, era in peggioramento: negli stessi giorni in cui il tavolo al Mimit veniva ufficialmente partorito, Il Fatto pubblicava un articolo in cui si parlava di “crisi annunciata”, citava esplicitamente Whirlpool a Electrolux, e si faceva riferimento a un settore “preda di multinazionali”. Beko nel guado dopo 950 esuberi La storia ha preso esattamente quella strada. Whirlpool è stata definitivamente venduta ai turchi di Beko, che solo dopo una lunga trattativa hanno ridotto i tagli fermandosi a 950 esuberi e la dismissione della fabbrica di Siena con i suoi 299 operai, promettendo al contempo 300 milioni di investimenti. L’accordo del 14 aprile 2025 è però ancora in alto mare: quindici giorni fa, i sindacati hanno denunciato il “pesante utilizzo” della cassa integrazione negli stabilimenti nonostante le quasi mille uscite volontarie incentivate in larga parte completate, inoltre il sito toscano aspetta ancora la reindustrializzazione. Si sa solo che esistono nove interessamenti: in vantaggio ci sarebbe una vendita spezzatino con tre soggetti in fabbrica che riassorbirebbero 153 lavoratori, quando l’accordo quadro ne prevedeva 229. Risultato: oltre mille posti di lavoro persi, uno stabilimento ancora in bilico e al momento un terzo degli investimenti previsti. L’addio di Candy e la macelleria di Electrolux A giugno 2025, l’ex Candy – dal 2018 nelle mani della cinese Haier – ha chiuso i battenti delle linee produttive a Brugherio, che è ora un polo logistico europeo per pezzi di ricambio, e ridotto il personale di 100 unità. E ora tocca a Electrolux, che a gennaio 2024 aveva già dichiarato una prima tranche di esuberi con 373 operai e impiegati allontanati attraverso uscite incentivate. Nonostante fondi pubblici e finanziamenti europei per supportare attività di ricerca&sviluppo in Italia, il colosso svedese ha annunciato il taglio di 1.700 posti e la chiusura del sito marchigiano di Cerreto d’Esi. La decisione è figlia di una politica globale di ridimensionamento. Colpa delle politiche ambientali di Bruxelles, sostiene il ministro, facendo finta di non vedere che su 4mila licenziamenti in tutto il mondo, oltre il 40% si concentri in Italia. A rischio ci sono i lavoratori di tutti i siti da Porcia a Susegana passando per Solaro e Forlì. Urso ha convocato azienda e sindacati il 25 maggio al ministero. Il tavolo permanente doveva servire a “sostenere l’occupazione”, invece eccone un altro per discutere una crisi e tentare di ridurre il perimetro dei licenziamenti.
→ Apri originale
License extension out of the way, as Stamper advances multi-basin mission offshore Namibia
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-13 en
Canada-headquartered Stamper Oil & Gas Corp., a Namibia-focused oil and gas exploration company, has confirmed an extension of a Namibian offshore petroleum exploration license (PEL), as energy majors continue to move in across multiple basins in the African country to pursue hydrocarbon exploration activities. The post License extension out of the way, as Stamper advances multi-basin mission offshore Namibia appeared first on Offshore Energy .
Canada-headquartered Stamper Oil & Gas Corp., a Namibia-focused oil and gas exploration company, has confirmed an extension of a Namibian offshore petroleum exploration license (PEL), as energy majors continue to move in across multiple basins in the African country to pursue hydrocarbon exploration activities. Stamper Oil & Gas’ 66.67% owned subsidiary, NASMAM Investments, was informed by the Ministry of Industries, Mines and Energy (MIME) that the operator, the National Petroleum Corporation of Namibia (NAMCOR), on behalf of the joint venture partners, received the approval to extend the current initial exploration period to October 7, 2026. The approval has been granted on the condition that the work program commitments will be carried out during the extension period, including planning the acquisition of 3D seismic data, determination of volumes associated with current leads and prospects, evaluation of prospectivity, updating the prospect portfolio, determination of prospect risk and geological chances of success, conducting sequence stratigraphic analysis, and a minimum budget of $0.5 million. According to Stamper Oil & Gas, these commitments have been progressing well, with several options being evaluated for the acquisition of 3D seismic. Under the terms of the petroleum agreement, two more two-year exploration periods are available, as are additional extension periods subject to MIME and other regulatory approval. The extension period was applied for July 3, 2025, approved on March 12, 2026, and received by Stamper on May 6, 2026. With ownership interests across five offshore exploration blocks covering four PELs in the Orange, Walvis, and Lüderitz basins, the Canadian firm also provided a corporate update, highlighting continued industry validation across its offshore Namibia portfolio and ongoing technical and strategic advancement initiatives across the company’s key exploration licenses. Grayson Andersen, Chief Executive Officer of Stamper, commented:“We continue to be encouraged by the increasing level of industry activity surrounding Stamper’s offshore Namibia portfolio. “The continued expansion of major international oil companies across the Orange, Walvis and Lüderitz basins reinforces our view that Namibia remains one of the world’s most attractive frontier exploration regions. With carried interests across multiple strategically positioned offshore licences, Stamper remains focused on advancing technical work programs and evaluating pathways to unlock shareholder value.” This content is available after accepting the cookies. BP widens its oil & gas horizons in Namibian waters with three blocks The firm claims to be seeing increasing industry validation of its multi-basin strategy across its offshore Namibia portfolio as major international oil companies expand activity in the Orange, Walvis, and Lüderitz basins adjacent to the Canadian player’s licenses. As BP is entering the Walvis Basin with a planned acquisition of PEL 97, PEL 99, and PEL 100, the firm’s planned acquisition of acreage adjacent to PEL 106 is perceived to further validate the emerging prospectivity of the Walvis Basin, highlighting increasing industry interest in the region. Petrobras has joined TotalEnergies in a planned acquisition of PEL 104 in the Lüderitz Basin, which sits adjacent to Stamper’s PEL 102. The firm continues to advance technical work with its partners and make introductions to facilitate potential farm-out discussions on several PELs, specifically PEL 107 and PEL 106. This content is available after accepting the cookies. TotalEnergies widens its oil & gas portfolio offshore Namibia with new license Stamper underlined:“On PEL 107 in the Orange Basin, industry remains encouraged by the progress of existing discoveries being appraised and delineated ahead of potential final investment decisions, including TotalEnergies’ Venus discovery on PEL 56 and the Mopane discovery on PEL 83, where TotalEnergies has agreed to acquire an operated interest from Galp Energia. “Additionally, Chevron’s planned Nabba-1X exploration well on adjacent PEL 90 represents an important regional catalyst that may further enhance industry understanding of the prospectivity of the southern portion of Stamper’s PEL 107.” Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
→ Apri originale
Koleosho, Lipani e la suggestione Inacio: come sarà la Nazionale dei giovani che Baldini vuole lanciare in azzurro
📰 Ilfattoquotidiano.it 📅 2026-05-13 it
L’Italia riparte. E lo farà dai giovani. “Una scelta logica, non di coraggio”, ha annunciato il Commissario tecnico ad interim Silvio Baldini a margine del Premio Maurizio Maestrelli. Anche se la delusione per la terza mancata qualificazione ai Mondiali è tan…
Il commissario tecnico ad interim l'ha definita una scelta "logica, non di coraggio". Tra i nomi già noti ci saranno Donnarumma e Pio Esposito, poi Ndour, Kayode e Casadei tra gli altri L’Italia riparte. E lo farà dai giovani. “Una scelta logica, non di coraggio”, ha annunciato il Commissario tecnico ad interim Silvio Baldini a margine del Premio Maurizio Maestrelli. Anche se la delusione per la terza mancata qualificazione ai Mondiali è tanta, gli azzurri devono necessariamente resettare e andare avanti. In questa fase di limbo, e in attesa della nomina del nuovo presidente federale, l’Italia si affida a Silvio Baldini per le amichevoli contro Lussemburgo (3 giugno) e Grecia (7 giugno). “Alle amichevoli di giugno porterò solo giocatori dell’Under21”, ha poi aggiunto il Ct. Con i reduci di Zenica che ‘staccheranno la spina’, vedremo presto un’Italia volutamente sperimentale. Dentro gli azzurrini, che tanto bene stanno facendo nele qualificazioni per gli Europei Under 21. E sullo sfondo, si monitora anche quel Samuele Inacio che brilla in Bundesliga. Da Koleosho a Lipani e Kayode: i nuovi azzurri Ripartire sì, ma da chi? Sono diversi i giovani che sognano la convocazione, ma tra tutti spicca Luca Koleosho. Il classe 2004, in prestito di riscatto al Paris FC dal Burnley. Esterno offensivo dotato di velocità e dribbling, ha segnato 3 gol in 15 presenze in Ligue 1 (nella squadra in cui gioca anche Immobile). L’italo-americano ha guizzi da campione e l’età giusta per provare a giocarsi la suggestiva occasione. In mediana potremmo vedere Cher Ndour e Luca Lipani. Dopo le esperienze con Benfica, Besiktas e PSG, Ndour è tornato in Italia e ora gioca nella Fiorentina. Un rendimento in crescendo per il ventunenne, che ha giocato 43 partite tra Serie A e Conference League (con sei gol segnati). Mezzala dal fisico possente e dotata di corsa, Ndour è sicuramente un calciatore da tenere d’occhio anche per il futuro. Così come Luca Lipani. Anche lui ventunenne, si è ritagliato spazio importante nel Sassuolo di Grosso, studiando da un calciatore navigato come Matic. Metronomo, ordinato e pulito nelle giocate, il classe 2005 è soltanto l’ultimo gioiellino sfornato dalla società neroverde. La certezza assoluta sarà rappresentata da Niccolò Pisilli, già nel giro della Nazionale con Gattuso in panchina. Stagione da sogno per il romano, ormai punto fermo anche per Gasperini: toccherà a lui raccogliere eredità pesanti in mezzo al campo. Sulla lista di Baldini, ci sono anche Michael Kayode e Cesare Casadei. Il primo è volato in estate in Premier League e ha vissuto un’ottima stagione al Brentford, con anche un gol e un assist a referto. Dopo un Sub20 da sogno, il centrocampista si è un po’ perso al Chelsea, ma adesso sta crescendo al Torino. Anche 5 gol segnati in Serie A per lui. Tra i difensori, invece, i volti nuovi potrebbero essere quelli di Fabio Chiarodia e Honest Ahanor. Nato in Germania, il primo ha già collezionato 15 presenze con il Borussia Mönchengladbach in Bundesliga (7 da titolare), il secondo ha ottenuto la cittadinanza italiana soltanto lo scorso marzo (sebbene sia nato e cresciuto in Italia) ma ha già esordito con l’Under 21. La sua precocità e l’ottima stagione con l’Atalanta hanno spinto anche il Real Madrid a osservarlo con attenzione. Sarà sicuramente un profilo su cui puntare anche in azzurro. Modulo e “certezze” Il prossimo 25 maggio verrà stilata la lista dei convocati e poi si partirà il 28 a Coverciano per le amichevoli con Lussemburgo e Grecia. Leggera incertezza sugli interpreti, ma pochi dubbi sul modulo: Silvio Baldini punterà sul 4-3-3. Tra i pali dovrebbe esserci Gigio Donnarumma. “Ho pianto per la delusione”, aveva scritto il portiere del City all’indomani della sconfitta nel playoff contro la Bosnia-Erzegovina. Il nuovo corso ripartirà sicuramente da lui che, da capitano, dovrà aiutare i giovani e i nuovi convocati a inserirsi in fretta. Le altre certezze saranno rappresentate da Marco Palestra e Francesco Pio Esposito. Rivelazioni della Serie A, i due ventunenni saranno presente e futuro di una Nazionale che ha disperato bisogno di talenti. E Pio, dopo l’ottima stagione con l’Inter, vorrà sicuramente riscattarsi dopo il rigore fallito a Zenica. Con loro potrebbe esserci anche Matteo Ruggeri che di anni ne ha 24, ma forse è stato incolpevolmente lasciato a casa a marzo e non ha ancora esordito in Nazionale maggiore. Nelle ultime settimane ha dimostrato di poter fermare Lamine Yamal, non proprio l’ultimo arrivato. Un biglietto da visita non da poco per convincere Silvio Baldini a chiamarlo. La suggestione Inacio e lo spettro Brasile Suggestione ma (velata) programmazione: nelle idee del nuovo Ct ci sarebbe anche Samuele Inacio. Mentre l’Atalanta è ancora furiosa per lo scippo della scorsa estate, il talentino italo-brasiliano cresce velocemente al Borussia Dortmund. Inacio ha recentemente trovato la prima rete in Bundesliga contro l’Eintracht Francoforte e sogna da predestinato. Il cammino nelle giovanili azzurre è esaltante: il titolo di capocannoniere agli Europei U17, poi il gol all’esordio con l’U19 lo scorso marzo. Il prossimo passo sarebbe l’U21, ma la suggestione della prima vera convocazione nella Nazionale maggiore è tanta. Ripartire dai giovani è il diktat, farlo da quello più luminoso sarebbe un obbligo. E, perché no, anche per scongiurare un altro scippo. Le ottime prestazioni del diciottenne non sono passate inosservate in Brasile, che lo ha inserito in una short list di 60 nomi sui nuovi talentini verdeoro. Dopo i Mondiali, la Seleçao potrebbe anche insistere per portarlo alla corte di Carlo Ancelotti. Una presenza con l’Italia scongiurerebbe il peggio. In assenza di grosse certezze, sarebbe un errore perdere un potenziale craque.
→ Apri originale
L’isola dalle acque così turchesi da sembrare irreali: un paradiso selvaggio dove vivono solo 2 persone
📰 Thewom.it 📅 2026-05-13 it Salute · ambiente
Comino oltre la Blue Lagoon: cosa si vive davvero sull’isola Comino è minuscola: circa 3,5 chilometri quadrati di superficie, quasi del tutto disabitati. Non ci sono centri abitati, poche costruzioni e una strada sterrata che taglia l’isola. Questo significa …
L’acqua ha una sfumatura che sembra irreale: uno strato di turchese acceso in superficie, poi il blu che si fa profondo verso il largo. Attorno, solo roccia chiara, il rumore dei motoscafi che si allontanano e il vento caldo che asciuga la salsedine sulla pelle. Questo è il primo impatto con Comino, la piccola isola tra Malta e Gozo che molti vedono in cartolina come “solo” Blue Lagoon, ma che in realtà regala un’intera giornata di esplorazione, silenzio e natura cruda. Nell'articolo Comino oltre la Blue Lagoon: cosa si vive davvero sull’isola Comino è minuscola: circa 3,5 chilometri quadrati di superficie, quasi del tutto disabitati. Non ci sono centri abitati, poche costruzioni e una strada sterrata che taglia l’isola. Questo significa che, una volta scesi dal traghetto, tutto si gioca tra calette, rocce, sentieri e mare. La maggior parte dei visitatori si concentra sulla Blue Lagoon, ma basta allontanarsi di qualche minuto a piedi per ritrovare silenzio e spazi vuoti. La Blue Lagoon si apre tra Comino e il micro isolotto di Kemmunet: il fondale è chiaro, la sabbia è morbida e profonda, e ogni passo fa affondare i piedi, tenendo l’acqua limpida anche quando la spiaggia si riempie. Le rocce sott’acqua e le piccole cavità sono popolate di pesci e alghe, per cui maschera e boccaglio hanno pieno senso: qui lo snorkeling non è un riempitivo, ma una delle esperienze migliori da fare. Nei mesi caldi la laguna può diventare affollata: sdraio allineate sulle rocce, barche che entrano ed escono, musica dai chioschi che vendono panini, bevande fresche e snack. Per chi cerca un’atmosfera più tranquilla, conviene puntare sulle ore ai margini della giornata: all’alba, prima dell’arrivo dei primi traghetti, o verso tardo pomeriggio, quando l’ultima barca se ne va e il mare cambia colore con la luce più bassa. SCOPRI: LE PIÙ BELLE ISOLE DEL MEDITERRANEO Baie tranquille, grotte e trekking leggero Comino Allontanandosi dalla folla della Blue Lagoon, Comino rivela il suo lato più selvatico e rilassato. La Baia di Santa Maria, sul lato nord, è una delle zone più adatte a chi vuole restare in acqua senza il caos della laguna. La spiaggia è più raccolta, l’acqua resta trasparente ma la presenza di alberi alle spalle della sabbia crea una fascia di ombra naturale, preziosa nelle ore centrali della giornata. Proprio qui è possibile campeggiare, in un’area attrezzata con servizi basilari come docce e bagni: l’esperienza è quella di dormire a pochi metri dal mare, con il fruscio degli alberi e il suono delle onde al posto del traffico. Vicino alla baia sorgono una piccola cappella, una stazione di polizia dai ritmi decisamente tranquilli e alcuni bungalow legati all’unico hotel dell’isola, attivo solo in estate. Il sabato sera in cappella si celebra la messa, e chi è in barca nella zona spesso scende a terra per partecipare, trasformando per un’ora l’isola quasi vuota in un micro villaggio. Dalla Baia di Santa Maria parte un sentiero verso est che porta alle Grotte di Santa Maria, uno dei tratti più scenografici dell’isola. Il terreno è irregolare, disseminato di blocchi di roccia che sembrano incastrati lì per caso. I geologi spiegano che questi massi sono stati trascinati in passato dalla forza del mare, e il risultato è un paesaggio quasi lunare. Seguendo il percorso si raggiunge l’ingresso delle grotte: qui si alternano piscine naturali coperte, archi scavati nella roccia e finestre che si aprono sul mare aperto. Le immersioni in barca in quest’area sono molto richieste, ma anche chi nuota in superficie o fa snorkeling può godersi un ambiente ricco di cavità, passaggi e luce che filtra dall’alto. Camminando verso l’interno dell’isola si incrociano tracce della sua storia più recente: un piccolo cimitero militare, un allevamento di animali, qualche caserma in disuso e la fattoria dei pochissimi residenti stabili (le fonti parlano di due-cinque persone al massimo, spesso legate tra loro da rapporti di parentela). Questo dà l’idea di quanto Comino sia ancora quasi intatta rispetto allo sviluppo turistico delle isole vicine. Storia, curiosità e la Torre di Santa Maria Camogli Il nome Comino non è casuale: deriva dal cumino, la pianta aromatica che per secoli è cresciuta spontanea sull’isola. Passeggiando lungo i sentieri si percepisce l’odore di erbe selvatiche seccate dal sole, mescolato alla salsedine. Per secoli Comino è stata un avamposto strategico e poco abitato: abbastanza vicino a Malta e Gozo da controllare il canale, abbastanza isolato da restare quasi vuoto. Il simbolo di questa funzione difensiva è la Torre di Santa Maria, chiamata anche Torre di Comino, costruita nel 1618 durante il periodo dei Cavalieri di San Giovanni. La torre sorge su una scogliera alta, in posizione dominante sull’arcipelago: da qui lo sguardo abbraccia Gozo con i suoi campanili in lontananza, le isole minori che chiudono la laguna e il tratto di costa frastagliata punteggiato di grotte e archi naturali. In alcune giornate, quando sventola la bandiera, la torre è aperta e l’accesso è curato da volontari. L’interno è essenziale, ma la salita in cima ripaga per la vista e per la sensazione di essere su un punto di osservazione usato per secoli. Negli ultimi decenni, le scogliere e le baie di Comino hanno conquistato anche il cinema: l’isola è stata scelta come set per produzioni internazionali come “Troia” e “Il Conte di Montecristo”. Guardando le pareti rocciose che scendono a strapiombo sull’acqua è facile immaginare perché: la luce forte, il contrasto tra la pietra chiara e il blu profondo e l’assenza quasi totale di costruzioni moderne la rendono perfetta come scenario. Un’altra curiosità riguarda la popolazione residente: secondo diverse fonti sull’isola vivono solo pochissime persone, spesso indicate come due anziani cugini, che si occupano della manutenzione degli edifici e accolgono, in estate, l’arrivo delle barche cariche di turisti. Un microcosmo umano che fa da contraltare al flusso continuo di visitatori giornalieri. SCOPRI ANCHE: LE PIÙ BELLE SPIAGGE DI MALTA Come arrivare, quando andare e consigli pratici Comino Comino si raggiunge solo via mare. I collegamenti pubblici più diretti partono dai porti di Cirkewwa (a nord di Malta) e di Mgarr (a Gozo), con traghetti che effettuano la traversata in circa 25 minuti e fanno capolinea proprio alla Blue Lagoon. Secondo le fonti, le corse sono frequenti (indicativamente ogni tre quarti d’ora), ma gli orari possono variare: prima di organizzare la giornata è bene controllare gli aggiornamenti sui siti degli operatori o presso le biglietterie in porto. Dall’Italia si arriva a Malta in aereo, atterrando al Malta International Airport, e da lì si può proseguire con autobus o auto a noleggio verso Cirkewwa per poi imbarcarsi. Chi soggiorna a Gozo, invece, può recarsi al porto di Mgarr e salire sui piccoli traghetti che puntano verso Comino. Esistono anche escursioni organizzate in barca che includono più soste tra lagune, grotte e tratti di costa, spesso con pranzo a bordo: sono comode per chi vuole una giornata strutturata, ma lasciano meno libertà di esplorare a piedi. Il periodo più gettonato è l’estate, quando l’acqua è calda e le giornate lunghissime. In questi mesi, però, la Blue Lagoon può diventare molto affollata e la presenza di ombra naturale è quasi nulla. È fondamentale portare crema solare ad alta protezione, cappello, molta acqua e, se possibile, un telo o un ombrellone pieghevole: gli ombrelloni a noleggio non sono sempre disponibili e si riempiono presto. La primavera e l’inizio dell’autunno sono ideali per chi ama trekking e fotografia, perché le temperature sono più miti e i sentieri risultano più piacevoli. Un consiglio pratico: se l’idea è fare il giro dell’isola a piedi, bastano poche ore di cammino a ritmo tranquillo, ma il terreno è spesso irregolare e roccioso. Meglio scegliere scarpe chiuse o sandali tecnici invece delle classiche infradito. Portare con sé una maschera da snorkeling permette di trasformare ogni sosta in acqua in una piccola esplorazione del fondale, soprattutto nella zona delle Grotte di Santa Maria e lungo i tratti di costa meno battuti. Per chi valuta il campeggio a Santa Maria, ha senso informarsi in anticipo sulle regole in vigore (eventuali permessi, periodi consentiti, servizi disponibili) e organizzarsi con tutto il necessario per passare una notte in un contesto essenziale: niente ristoranti sotto casa, niente luci artificiali forti, solo il rumore del mare e il cielo scuro sopra le tende.
→ Apri originale
China’s Mahan: The Man Who Created China’s Modern Navy
📰 The Diplomat 📅 2026-05-13 en
Insights from Xiaobing Li.
People’s Liberation Army Navy ships Yueyang (FF 575) (left) and Haikou (DD 171) (right) participate in a replenishment-at-sea (RAS) approach exercise during Rim of the Pacific (RIMPAC) Exercise 2014, July 15, 2014. The Diplomat author Mercy Kuo regularly engages subject-matter experts, policy practitioners, and strategic thinkers across the globe for their diverse insights into U.S. Asia policy. This conversation with Dr. Xiaobing Li – professor of history and the Don Betz Endowed Chair of International Studies at the University of Central Oklahoma and author of“China’s Mahan: Admiral Liu Huaqing and the Rise of the Modern Chinese Navy”(Naval Institute Press 2026) –is the 508th in“The Trans-Pacific View Insight Series.” Describe the influence of the 19th century U.S. Navy strategist Alfred Mahan on Admiral Liu Huaqing, the commander of China’s navy from 1982-1988 and a vice chair of the Central Military Commission from 1990-1998. Mahan influenced Liu Huaqing with new strategic ideas and conceptions of maritime sovereignty and sea power. Mahan’s sea-power theory showed Liu what China needed to be a great power again. Liu realized that China had traditionally been a land power despite its long coastline. He agreed with Mahan on “rich country and a strong navy.” Liu also understood that China lost its power position in East Asia due to its naval defeat to Japan. China needed a strong naval force if it wanted a national rejuvenation. Although Liu Huaqing’s theory and practice sometimes resembled or overlapped with parts of Mahanian theory, the findings in the work did not provide enough evidence to show Mahan’s direct influence on the Chinese admiral. One of the reasons is that Mahanian theory may include universal truths about the nature of maritime strategy. These truths are accessible to theorists and practitioners regardless of whether they have read Mahan or not. How did Russian Admiral Sergey Gorshkov’s influence on Liu Huaqing differ from Mahan’s influence? Meanwhile, Liu Huaqing’s fundamental understanding of maritime theory and naval force-building was derived from intellectual roots such as Gorshkov’s maritime theory and naval-building. The Chinese admiral shared the similar institutional framework and organizational system with the Soviet naval commander. Therefore, Liu Huaqing was more like China’s Gorshkov than “Red Mahan.” Gorshkov influenced Liu on how to build a strong Chinese navy with institutional reform, technological improvement, and centralized party-naval control. Gorshkov’s theory and methodology showed Liu step by step to transform the PLA Navy (PLAN) from weak to strong, from a near shore fleet to a far-sea modern navy. Liu learned Gorshkov’s experience and lessons during his four-year study in the Soviet Union. Liu Huaqing in 1955. Analyze how PLAN operational doctrine and strategic thinking has been transformed under Liu Huaqing’s maritime security doctrine. Liu Huaqing reconceptualized China’s sea power and shifted naval strategy from near shore defense to near sea defense and far-sea protection. He told the chiefs that China’s next war would be a naval conflict in near sea locations like the Taiwan Strait or South China Sea. Thereafter, the PLA moved away from traditional ground war preparation and instead focused on new naval warfare. Liu’s plan prioritized the PLA Navy’s modernization under the third-generation command and new efforts in reorganization, institutional reform, and improving sustainability systems. His strategic thinking broadened the country’s maritime interests, redirected China’s ocean-going development, and built a blue-water navy capable of far-sea operations. He transformed the PLAN from a defensive force to an offensive navy, and his new strategy led the PLAN’s development of aircraft carrier battle groups, key combat warships, and high-tech weapon systems. As a result, China’s shipbuilding industry, aviation technology research and imports, reconstruction, qualitative improvement, and naval training and education systems backed its impressive naval development throughout the entire 1990s and continued into the 2010s. Liu shifted the PLAN from brown-water operations to blue-water development. Liu Huaqing officially retired in 1998 and passed away in 2011, before Xi came to power. How Liu’s adaption of PLAN strategy set the stage for Chinese President Xi Jinping’s strategic priorities? With geostrategic ambitions and political confidence, Xi Jinping launched his global plan, the Belt and Road Initiative (BRI), in 2013. His intention was to create the new maritime silk road via trading sea routes from the Pacific to Indian Oceans through Southeast Asia to South Asia, the Middle East, and Africa, representing the maritime dimension of China’s global geostrategic ambitions. The BRI brought massive trade, finance, transportation, communication, infrastructure, and energy programs, by both sea and land routes, from Chinese coasts to other continents. It was designed to establish a China-centric global system excluding America. Liu’s new naval strategy effectively prepared China for Xi’s BRI during the 2010s-2020s. Since Xi Jinping became China’s commander-in-chief in 2012, he emphasized Liu Huaqing’s sea power doctrine and expanded China’s maritime policy beyond that of either Jiang Zemin or Hu Jintao. Liu’s strong naval strategy became part of Xi’s grand strategy. Xi believed the current Asian-Pacific trade system under the U.S. leadership limited China’s maritime interests. He focused on naval development and required the PLAN to build a combat fleet capable of winning naval battles in the near and far seas. In 2020, the global shipbuilding industry estimated that China’s shipbuilding capacity is the largest, making up around 45 percent, of global capacity. By 2020, the PLAN had 240,000 naval officers and sailors with an overall battle force of 350 surface ships and submarines–the U.S. Navy had 293 warships at that time. Among its most publicized development is a growing Chinese aircraft carrier fleet. Under the command of Xi Jinping, Liu Huaqing’s dreams of Chinese aircraft carriers and a blue-water navy became realities. Assess how China’s blue water navy and new PLAN strategy might perform in Taiwan Strait or South China Sea maritime conflict despite the PLAN’s lack of contemporary warfighting experience. Since he believed that the U.S. is in decline, Xi changed China’s strategic role from supporting the U.S. in the Asia-Pacific to challenging the U.S. in the region. He repositioned China as the Asia-Pacific regional epicenter, despite experiencing unprecedented demands and facing new challenges. Taiwan has emerged as the most dangerous flashpoint in the growing U.S.-China rivalry. Chinese attacks on Taiwan, to protect Beijing’s so called “core interests,” are in China’s strategy. Beijing considers an attack on Taiwan as a near sea operation. The PLAN’s new strategy dismisses the timing issue and justifies the war efforts as defensive in nature, even though Chinese warships may have to open fire first. The new strategy and transformations require the PLAN to build a combat fleet capable of winning naval battles in an offensive, amphibious landing campaign again Taiwan. During the 2020s, Beijing strengthened multi-agent naval services, including the China Coast Guard (CCG) and Chinese maritime militia. The PLAN closely coordinated with its sister services for similar strategic goals. Xi Jinping shifted China’s strategic position in the South China Sea and Pacific with an emphasis on far sea operations. For protection and attacks in far seas, the PLAN could use anti-aircraft carrier weapons, ship-based A2/AD systems, anti-ship ballistic missiles (ASBM), and nuclear submarines. In line with the strategic requirements of mobile operations and multi-dimensional offense and defense, the PLAN has reoriented to trans-oceanic mobility. In the 2020s, China operates 90 maritime installations, 13 of which are owned by these Chinese state. Ten of them are suitable for a naval base, after the PLA established its first naval facility in Djibouti in 2017. 2025-2049 is the most important time-period for China’s rejuvenation, as well as when the PLAN will reach the milestone of being a world-class navy.
→ Apri originale
Wave energy prototype makes a splash at BiMEP for technology validation
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-13 en
Spain-based consulting, engineering, and architecture services firm IDOM has deployed its prototype wave energy […] The post Wave energy prototype makes a splash at BiMEP for technology validation appeared first on Offshore Energy .
Spain-based consulting, engineering, and architecture services firm IDOM has deployed its prototype wave energy converter (WEC) at the Biscay Marine Energy Platform (BiMEP) as part of the system’s technological validation and to obtain key information for its future scalability. The MARMOK A 5 floating WEC is based on oscillating water column technology, which transforms wave motion into electricity by means of a turbine, and incorporates controllable blades, on-board batteries and intelligent control systems, aimed at optimizing its operation in real conditions of operation on the high seas,BiMEPdescribes. An earlier version of the device was tested at BiMEP between 2016 and 2019. In this latest campaign, the device will be electrically connected to the network through the Lab platform, integrated into the BiMEP infrastructures, said to enable the evacuation of generated energy and monitoring of the system’s behavior during the testing period. During the coming months, MARMOK A 5 will be evaluated in real operating conditions, with the aim of verifying its performance, robustness, reliability and ease of maintenance in the demanding marine environment. The obtained data will be used to evaluate the design and move towards future pre-commercial phases of the technology. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
→ Apri originale
Canon EOS R6 V & RF20-50mm F4 L IS USM PZ
📰 Newsshooter 📅 2026-05-13 en
Canon has announced its new EOS R6 V, the first full-frame camera in the V-series. Along with the EOS R6 V, Canon also has a new lens, the RF 20-50mm F4 L IS USM PZ. The EOS R6 V is designed to sit between the EOS R50 V and the EOS C50. It utilizes the exact …
Canon has announced its newEOS R6 V, the first full-frame camera in the V-series. Along with the EOS R6 V, Canon also has a new lens, the RF 20-50mm F4 L IS USM PZ. The EOS R6 V is designed to sit between theEOS R50 Vand theEOS C50. It utilizes the exact same sensor and has a lot of the same recording options as the C50. With the popularity of the Nikon ZR andSony FX3, it makes sense for Canon to enter the super-compact cinema camera market. Yes, there is the EOS C50, but with the success of the Nikon ZR, Canon needed an even more compact solution. The compact camera market has seen a big resurgence recently, despite the fears that it would become a dwindling market with the advances in smartphone technology. With this booming market, Canon (like everyone else) wants a slice of that pie. With content creators and influencers looking for a lightweight, video-centric camera at an affordable price, Canon needed to look into this market and come up with more solutions. Below you can see some of the key differences. The EOS R6 V utilizes the same 3:2, 34.2 Megapixel (7144 x 4790) full-frame sensor that is found in the EOS C50. The sensor in the R6 V and EOS C50 does not use a Dual Gain Output (DGO) like previous Cinema EOS cameras, nor a back-illuminated stacked CMOS sensor like the EOS C80 and EOS C400. Canon also uses a back-illuminated stacked sensor in its R3. One of the reasons a lot of companies are now utilizing back-illuminated stacked CMOS sensors is that they allow for better AF performance. The camera uses the DIGIC X processor that is found in the R6 III, and not the DIGIC DV 7 processor, which is found in the C50, C80, C400, C500 Mark II, and C300 Mark III. Canon claims that just like the C50, the R6 V has 15+ stops when sensor mode is Full Frame. Interestingly, the R6 Vs claimed dynamic range when shooting in full frame is 1 stop less than the C80 and C400. Just like with the C50, C80, C400, and C500 Mark II, the R6 V uses an oversampling process from the 7K image capture to produce 4K (DCI or UHD). Canon claims that this enhances image sharpness, curtails moire, and produces a lowered visibility of noise at the higher ISO settings. Canon states the image will be sharper with better detail and will resolve color better when shooting in 4K, 2K, and HD. Unfortunately, it seems like Canon has ditched DGO sensor technology. I personally thought the sensor in the C70 was one of the best they had made. With the DGO sensor in the C70, the construction of the red, green, and blue components entailed no algorithmic debayering processes. A parallel readout process within the image sensor separately extracts the four individual components, including the two spatially offset green components (green has twice as many spatial samples as the red and blue components). This approach avoids any of the reconstruction errors inevitably associated with algorithmic debayering. The DGO sensor produces images optimized for HDR by creating two images. One prioritizes highlights and the other prioritizes shadows and dark areas. Canon states that this sensor is capable of 16+ stops of dynamic range with reduced noise in the shadows and improved low light performance. You probably didn’t notice a massive increase in dynamic range if you are still finishing in SDR. It is with HDR that DGO was noticeable. Noise was also greatly reduced because the Dual Gain Output signal was taken directly from the sensor and before any image processing took place. The DGO worked across all ISO ranges on the camera. Canon stated that the most dynamic range (16+ stops) was achieved when shooting at 800 ISO in Canon Log 2. If you shoot in Canon Log 3, then the dynamic range drops to 14 stops. If you moved off the camera’s native IS,O the DGO wasn’t as effective when shooting at higher ISO levels. It also appears that the extra dynamic range you are getting on the camera is coming below middle grey. If you look at images from the C300 Mark III, there didn’t seem to be any dynamic range improvement in the highlights if you compare it to the C500 Mark II, and the same was true with the C70. There was a catch with this Dual gain Output system. It didn’t work when you were shooting in frame rates above 60p in S35 4K. However, it did work when you were shooting in 2K Super 16mm Crop mode up to 180fps. This was not surprising because the amount of processing power to deal with two readouts at high resolutions and high frame rates put a proportionally bigger load on the system. You shouldn’t confuse Dual Gain Output with Dual Base ISO. Although it’s the same basic idea of having different readout calibrations, Dual Gain Output is much harder to do than Dual Gain ISO because that switches between the two. What ARRI and Canon are doing requires there to be a dual readout on every frame and then processing all of that on every frame. The DGO also couldn’t be turned on or off. Canon also included an Auto ISO option in the C70, which made it the first Cinema EOS camera to feature an Auto ISO capability. The Auto ISO could be set to either High or Low in the menu. For certain shooting applications, this was a nice feature to have, especially if you happen to be going from outdoors to indoors in one shot. Like the EOS C50, the EOS R6 V has a dual base ISO of 800 and 6400; however, manual selection of these is not available (unlike on the EOS C50). The EOS R6 V will automatically switch the Base ISO in accordance with the selected ISO speed setting. This is Canon’s second camera to feature Open Gate recording. Even the flagship C700 didn’t offer Open Gate recording. The ability to record in Open Gate on the R6 V allows users to frame for 17:9, 16:9, and 9:16, etc. The high resolution also allows you to crop into your image for 4K and HD delivery. Canon obviously felt the pressure from competing companies such as Panasonic, RED, and Blackmagic Design to offer Open Gate recording. Arguably, one of the biggest selling points of the Panasonic mirrorless hybrids, especially the recent ones, is that they offer Open Gate recording. As they don’t have any digital cinema cameras to protect, they don’t need to worry about segregating features. It didn’t come as any big shock thatCanon added 3:2 open gate recording on the EOS C400. Owners of the C80 may feel a little disappointed that Canon won’t be adding open gate recording to that camera. Now, there is a slight catch with the R6 V. It doesn’t feature an anamorphic desqueeze options like the EOS C50. This is a bit puzzling, because it makes shooting open gate with anamorphic lenses very difficult unless you use an external monitor. Just like the EOS C50, the R6 V is capable of recording in resolutions up to 7K in Open Gate. It can also record in 4K DCI, UHD, 2K DCI, and HD. It can record in the following codecs: 4K 60p recording is done by doing approx. 5.9K oversampling. 4K 30p recording is done via approx. 7K oversampling. As usual, the resolutions, frame rates, etc., are a little confusing, so it’s best to study the tables below carefully. 7K Open Gate RAW or MP4 recordings can be done in frame rates up to 29.97p. The 7K Open Gate recording resolution in RAW is 6960 x 4640, and in MP4 it is slightly cropped at 6912 x 4608. If you are recording 7K RAW (light) in the 17:9 aspect ratio (6960 x 4640), you can do so at up to 60p. The R6 V offers a variety of options in terms of onboard recording. You can record in Canon Cinema RAW Lite, XF-AVC, XF-HEVC S (H.265), or XF-AVC S (H.264). The R6 V can record 7K Open Gate (6960 x 4640 at 23.98/24.00/25/29.97 fpsat up to 30p in Canon RAW Lite and 7K Open Gate (6912 x 4608) in XF-HEVC S (H.265) or XF-AVC S (H.264). It can also record up to 4K 120p in XF-AVC, XF-HEVC S (H.265), or XF-AVC S (H.264). The max resolution in XF-HEVC S (H.265) and XF-AVC S (H.264) is 4K. The camera can also shoot in 2K or HD at up to 180fps. In 2K 180p mode, there is a small crop as the angle of view becomes approximately 12% narrower. When shooting 4K 120p, there is no crop. During slow-motion recording, simultaneous recording may not be possible depending on the shooting frame rate. Having Canon’s Cinema RAW Lite in the R6 V is no real surprise. First introduced in the EOS C200 and then implemented in other Canon cameras, Cinema RAW Lite is a proprietary Canon RAW format. The good news is that most NLEs can read it with plugins. Canon added three new Cinema RAW Light formats in a firmware update that came out for the C500 Mark II, and one of those options is in the R6 V, C50, C80, and C400. This allows you to record in 12-bit at all frame rates. One of the advantages the C400 has over the C50 and R6 V is that it can record in Cinema RAW Light LT, ST, and HQ formats, giving you the choice of four different RAW recording options, instead of just one. While the file sizes and recording times may seem overwhelming to someone who isn’t used to shooting RAW, they are actually pretty small compared to most other digital cinema camera RAW formats. The original Cinema RAW Light files were about a 1/3 to 1/5 the size of Canon’s Cinema RAW format, which had to be recorded externally from the EOS C300 Mark II and EOS C700. The benefit of having these smaller RAW files is that they can be recorded internally to SD cards. Canon’s Cinema RAW Light isn’t uncompressed, but the files still contain more than enough information to give you very clean images, good color accuracy, and a smaller chance of seeing any image artifacts. Unlike traditional RAW recording, Cinema RAW Light does not record in a frame-by-frame file structure. Instead, the RAW information is compiled into a single Canon RAW Movie file (.CRM). The integrity of the RAW signal is protected by eliminating video processes like the Linear Matrix that selects the color gamut, and employing a special RAW OETF that optimizes the digital coding over the entire transfer curve for all ISO settings When you are recording in RAW to the CFexpress cards, you can also record proxy files to an SD card. The maximum continuous recording time is 6 hours when shooting in frame rates below 59.94p. Unlike its bigger brother, the C50, the R6 V cannot do Simultaneous Crop Recording. With the C50, when you are recording 4K (DCI/UHD) to the CF Express Type B card, you can simultaneously do a sub recording in a cropped mode to the SD card. When shooting in simultaneous crop mode, the three format options include: 9:17, 9:16, or 1:1 Below you can see what combination of gamma, color sampling, and bit depth is available in the various codecs. Easy-to-manage folder structure With XF-HEVC S / XF-AVC S, the folder structure has been changed from the conventional MP4 format, and video files can be saved in a folder with the same structure as Cinema RAW Light and XF-AVC. This means that the folder structure will be the same regardless of which video format is used, making video file management more efficient during shooting and editing. As I mentioned earlier, the R6 V doesn’t feature any anamorphic de-squeeze options like the EOS C50. It does have 2 aspect markers you can choose from. To create some type of consistency with the Cinema EOS cameras, Canon has tried to standardize the GAMMA/COLOR SPACE settings across its range. Just like the EOS C50, the R6 V has the ability to record in Canon Log 3 / Cinema Gamut and Canon Log 2, so it is easier to match and use alongside Cinema EOS cameras and the EOS R series. Just like the EOS C50, the R6 V has one CFexpress Type B card and one SD UHS-II card slot. The media card slots are located on the right-hand side of the camera, behind where you would grip it. If you are going to record 7K Open Gate, then you need to use the CFexpress Type B card. By having dual slots, the R6 V can simultaneously record some of the same resolution and frame rates to two cards at once, or you can simultaneously record different formats at once, or you can do relay recording. As the camera can also record proxies, you could choose to record your main footage to one card and proxies to the other. Main / Sub Recording Proxy Movie Recording The R6 V can output 4:2:2/ProResRAW via HDMI 6960 x 3672 at 25/29.97 fps. * Not displayed when [OSD Output: HDMI] is set to [Off (Clean)] or [Off] (however, B&W image display is possible). This doesn’t come as any huge surprise, but the R6 V doesn’t feature any built-in ND. Just like the competing Nikon ZR, Sony FX3, etc., you will have to use external ND filters. This is where cameras like the EOS C70 and C80 still have an edge. Putting ND into a small-sized full-frame camera is difficult. Canon’s lower entry PowerShot V1 features an in-built ND filter that allows you to add 3 stops (0.8 ND). However, 3 stops isn’t a lot, and it won’t be enough if you are shooting outdoors on a sunny day and want to adhere to the 180-degree shutter rule. You also can’t adjust the level of ND. It is only 3 stops. There is an Auto ND setting that will automatically add the 3 stops; however, that isn’t available when shooting in some modes. Could Canon have put something similar into the R6 V? Perhaps. Any ND is better than no ND. No company has yet worked out how to put built-in ND into a small-sized full-frame camera. Just like the Canon EOS C50, the R6 V features an in-built fan. The heat generated inside the camera, including the processing engine and sensor, is dissipated using the fan, which enables continuous shooting for long periods of time, even at higher resolutions and frame rates. Canon claims that with this new design, the R6 V can record for over 60 minutes continuously, even in 7K Open Gate. There is a thermometer icon and a 10-stage analog scale to indicate rising temps. The R6 V utilizes the same Dual Pixel CMOS AF II (DAF) Technology that is found in cameras like the C50, C80, R3, and C400. How does DPAF work? Two independent image signals can then be detected at each photosite. By implementing phase-difference AF, smooth focusing is accomplished with much higher speed and accuracy than was possible with previous technologies. An improved Dual Pixel CMOS AF II system covers the entire sensor area for faster, more responsive, and more precise focusing performance. This upgraded phase-detection focusing system also has enhanced subject detection and tracking, with the ability to intelligently recognize eyes, faces, heads (including helmets), and animals, and tracking will automatically lock onto these subjects and maintain sharp focus. To further fine-tune AF performance, the camera has the ability to set the AF tracking speed and response. Unlike the C50, C70, C80, C400, the R6 V featuress IBIS. Canon states that it offers up to 6.5 stops. A lot of C50 owners complained that they wanted IBIS in that camera. When an RF mount lens with its own lens-based optical image stabilizer is attached, this allows for effective blur reduction through coordinated control of the camera‘s electronic IS and the lens’s IS via RF mount communication. Canon has taken its design cues from theEOS R50 Vand the EOS C50. Its form factor is also arguably more in line with the Nikon ZR and Sony FX3. The control and button layout of the R6 V more closely resembles that of the EOS R50 V. It is different from the C50, C80, and R5 C. On top of the camera, there is a zoom lever for compatible lenses, which allows the EOS R6 V to control the optical zoom on the RF 20-50mm f/4L IS USM PZ and other compatible Canon lenses. There is a vari-angle screen, a front record button, and a vertical 1/4-20″ tripod socket. The vari-angle screen is 3″, and it has 1.62 million dots and four selectable brightness levels. Canon doesn’t list what the nit brightness of the screen is. On the left-hand side of the camera, you will find a USB-C port, 3.5mm mic jack, 3.5mm headphone jack, a full-sized HDMI output, and a remote control terminal. There is no SDI port like you will find on the C80. There are 7 function buttons on the body that can be individually mapped to perform different tasks. On the bottom of the camera, there is just a single 1/4-20″ thread. Conversely, on the C50, there are one 3/8″ and one 1/4-20″ mounting hole. There is also an inbuilt microphone for catching scratch audio. The R6 V also features a special UI design for when you want to capture vertical video. Both the image and display overlays, as well as the menu system, can rotate to be shown correctly. The EOS R6 V utilizes theCanon LP-E6P battery. The EOS R6 V allows for up to four channels of audio to be recorded. There are built-in stereo microphones and a 3.5mm mic input jack. To record 4 channels, you will need to use the multi-function hot shoe. The Canon EOS R6 V weighs 689g / 24.3 oz, and it has physical dimensions of 84.5mm x 141mm x 80mm (H x W x D). As a comparison, the Canon EOS C50 weighs 665g / 23.5 oz, and it has physical dimensions of 88mm x 142mm x 95mm (H x W x D). The C80 tips the scales at 1.3 kg (2.86 lb), and it has physical dimensions of (H) 137.4 mm / 5.41″ x (W) 160 mm / 6.3″ x (D) 115.9mm / 4.6″. As another comparison, the C70 tips the scales at 1.17 kg (2.58 lb), and it has physical dimensions of (H) 130.2 mm / 5.1″ x (W) 160 mm / 6.3″ x (D) 115.9mm / 4.6″. The compact size of the R6 V makes it suitable for a variety of applications. Whether you are shooting handheld, putting the camera on a gimbal, or using a tripod, the R6 V should work well. So how does that weight compare to other Canon cameras, past & present? Below you can see: So how does this price compare to some other mirrorless hybrids? If we have a look at what is arguably the R6 V’s closest competitor, the Nikon ZR, as you can see, the cameras are fairly similar when it comes to weight. The R6 V features Canon’s Multi-Shoe Interface. Unfortunately, it won’t work with the C50’s top handle as it doesn’t have the mounting holes. At least in my opinion, it would have made sense if Canon had at least made that top handle compatible, even as an optional extra. Not having that handle does make audio a little trickier. Sony offers theXLR-H1 XLR Handle Unitsolution for the Sony FX3, FX2, and FX30. Live Streaming via USB Live Streaming Formats Resolution / FPS rates The R6 V is capable of taking 32.5MP still images. It also has a 40 FPS burst mode for high-speed continuous shooting, a maximum ISO setting of 64000, and it can do pre-continuous shooting at up to 20 shots. There is also a pre-continuous shooting that starts capturing images before the shutter release is fully pressed. A dedicated Photo/Movie Mode switch allows users to shift between video and stills without navigating menus. These capabilities make it a pretty good option for anyone who is doing multimedia and wants to capture both stills and video. While the capabilities aren’t going to be as good as the R5 C, they are still going to suit a lot of people’s requirements. The C70 was Canon’s first dedicated video camera to utilize the RF mount, and the R6 V, just like the C50 and C80, follows suit. The RF mount is a lot more versatile than the EF mount, and it allows users to use a variety of different lenses through the use of adapters. The EF mount was designed in the ’90s, and it technically reached its limits, and that’s why Canon moved in a different direction. Along with the R6 V, Canon has also announced theRF 20-50mm F4 L IS USM PZ. This lens offers power zoom functionality, a versatile 20-50mm focal length. It utilizes an internal zooming mechanism so the barrel length doesn’t change. You can adjust the zoom with the zoom dial on the R6 V. You also have the ability to change the zoom speed in the camera menu. There is also a customizable Lens Function button, a manual focus ring, and a dedicated Control Ring for instant access to an assigned setting. The RF 20-50mm f/4L IS USM PZ is claimed to deliver exceptional L-series image quality, and the optical design features UD lens elements, Air Sphere Coating (ASC), and optically suppressed focus breathing to maintain a stable frame during zooming. It offers up to 6-stops of optical image stabilisation, ensuring shake-free handheld shooting. Its Nano USM autofocus is said to provide swift, silent, and accurate focusing, down to 0.24 metres. The lens weighs in at just 420g / 0.95 lbs. It looks to be a nice complement to the Canon VCM lenses. It will retail for $1,399 USD. Moving on to some of the accessories, there is also theHG200 TBR Tripod Grip ($159 USD), which replaces the existing HG100-TBR on the market. There is also an optionalBluetooth wireless remote (BR-E2) $69 USDwith an independent record button, a separate lever to control either zoom or exposure, and two custom buttons. TheCanon EOS R6 Vwill retail for $2,499 USD, and it will be available from the 17th May. You can also buy it in a kit with the RF 20-50mm F4 L IS USM PZ for$3,699 USD. So how does this price compare to some other mirrorless hybrids? What are your thoughts on the new EOS R6 V? Let us know in the comments section below. Matthew Allard is a multi-award-winning, ACS accredited freelance Director of Photography with over 35 years' of experience working in more than 50 countries around the world.He is the Editor of Newsshooter.com and has been writing on the site since 2010.Matthew has won 51 ACS Awards, including six prestigious Golden Tripods. In 2016 he won the Award for Best Cinematography at the 21st Asian Television Awards.Matthew is available to hire as a DP in Japan or for work anywhere else in the world.
→ Apri originale
Biocarburante HVO di Enilive sulle navi MSC: 2.000 ore di test e −80% di emissioni - Greenstyle.it
📰 Greenstyle.it 📅 2026-05-13 📍 Venezia it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione
Biocarburante HVO di Enilive sulle navi MSC: 2.000 ore di test e −80% di emissioni Greenstyle.it
Biocarburante HVO di Enilive sulle navi MSC: 2.000 ore di test e −80% di emissioni Eni e MSC Cruises hanno completato con successo una campagna sperimentale sull’utilizzo del biocarburante HVO diesel (Hydrogenated Vegetable Oil) prodotto da Enilive per l’alimentazione dei motori delle navi da crociera. I risultati confermano la fattibilità tecnica dell’impiego del biocarburante in forma pura nel settore marittimo, aprendo una strada concreta verso la decarbonizzazione dello shipping senza richiedere modifiche ai motori esistenti. Il test: 2.000 ore di navigazione con HVO puro La sperimentazione è stata condotta a bordo della nave da crociera MSC Opera: uno dei suoi motori è stato alimentato per circa 2.000 ore con HVO puro, senza alcuna modifica all’impianto. I dati su prestazioni ed emissioni sono stati raccolti con il supporto di Wärtsilä, costruttore del motore, e validati da Bureau Veritas come ente certificatore indipendente. I risultati sono significativi su più fronti. Le prestazioni del motore si sono dimostrate in linea con quelle ottenute con i tradizionali combustibili fossili marini, a conferma che l’HVO non richiede investimenti straordinari in aggiornamenti tecnologici. Sul fronte emissioni, il test ha registrato una riduzione di NOx del 16%, una diminuzione del particolato e — dato più rilevante — un calo delle emissioni di gas a effetto serra (GHG) di circa −80% rispetto al carburante convenzionale, grazie all’utilizzo nel processo produttivo di materie prime al 100% di origine biogenica. Cos’è l’HVO e come viene prodotto L’HVO diesel di Enilive è prodotto nelle bioraffinerie di Venezia e Gela, principalmente a partire da materie prime di scarto: oli alimentari esausti, grassi animali e residui dell’industria agroalimentare. Lungo l’intera filiera produttiva, il biocarburante consente una riduzione delle emissioni climalteranti compresa tra il 65% e il 90% rispetto ai combustibili fossili marini tradizionali. Da alcuni mesi il prodotto è disponibile per la marina nei porti di Genova, Ravenna e Venezia, con consegne dirette dal deposito alle navi tramite bettolina, il che lo rende operativamente adottabile da subito senza infrastrutture dedicate. Il contesto normativo: FuelEU Maritime L’iniziativa si inserisce nel quadro del regolamento europeo FuelEU Maritime, che impone agli armatori obiettivi progressivi di riduzione delle emissioni GHG per il trasporto marittimo. L’HVO rappresenta in questo senso una soluzione a impatto immediato: non richiede nuovi motori, è già disponibile nei porti e consente di rispettare i target normativi riducendo contestualmente i costi legati alle emissioni. Le dichiarazioni Stefano Ballista, Amministratore Delegato di Enilive, ha sottolineato come la sperimentazione con MSC abbia dimostrato la capacità dell’HVO di contribuire immediatamente alla decarbonizzazione del trasporto marittimo, definendolo una soluzione concreta ed efficace per rispettare gli obblighi del regolamento FuelEU Maritime. Michele Francioni, Chief Energy Transition Officer di MSC Cruises, ha dichiarato la soddisfazione dell’azienda per l’esito positivo dei test, ribadendo il ruolo che l’HVO potrà svolgere nel mix di combustibili della transizione — insieme a LNG e bio-LNG — come opportunità già attuabile a bordo delle navi da crociera verso l’obiettivo di emissioni nette GHG zero entro il 2050.
→ Apri originale
Porto Torres, un convegno sulle pavimentazioni stradali a basso impatto acustico - L'Unione Sarda.it
📰 L'Unione Sarda.it 📅 2026-05-13 📍 Porto Torres it
Porto Torres, un convegno sulle pavimentazioni stradali a basso impatto acustico L'Unione Sarda.it
La città di Porto Torres si prepara al convegno "Green & Silent Road – Materiali innovativi e sostenibili per pavimentazioni stradali a ridotto impatto acustico e ad alto contenuto di riciclato", in programma mercoledì 20 maggio, alle 16, nella sala congressi comunale "Filippo Canu" (Corso Vittorio Emanuele II, 103). L'evento, organizzato dal Settore Ambiente del Comune di Porto Torres, in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e architettura dell'Università di Cagliari, si inserisce nel quadro del progetto europeo Interreg Claster (programma Marittimo IT-FR-Maritime, cofinanziato dall'Unione Europea) e rappresenta un'occasione di confronto tra istituzioni, mondo della ricerca e operatori del settore sulle più avanzate soluzioni tecnologiche per le infrastrutture stradali. I lavori saranno aperti dal sindaco Massimo Mulas dalla presidente del Consorzio Industriale Provinciale di Sassari Simona Fois e dal presidente di Ance Sardegna Pierpaolo Tilocca. La moderazione è affidata al professore Mauro Coni dell’Università di Cagliari. Gli obiettivi del convegno riflettono una visione integrata della mobilità sostenibile: ridurre l'inquinamento acustico nelle aree urbane attraverso pavimentazioni innovative a bassa rumorosità, promuovere l'economia circolare mediante l'impiego di materiali ad alto contenuto di riciclato, aggiornare il quadro tecnico-normativo di riferimento, dai criteri UNI ai Criteri Ambientali Minimi nelle commesse pubbliche, valorizzare la cooperazione scientifica e istituzionale nel bacino del Mediterraneo nell'ambito del progetto europeo Interreg Claster. Il tutto attraverso un dialogo diretto tra università, imprese, enti locali e amministrazione regionale, con Porto Torres come caso studio e territorio pilota. Nel corso del pomeriggio si alterneranno interventi di docenti universitari, tecnici e rappresentanti istituzionali su temi quali le pavimentazioni stradali a bassa rumorosità, la normativa tecnica di settore, il riciclaggio nelle infrastrutture, i Criteri Ambientali Minimi nell'esperienza ANAS, nonché il ruolo di imprese e industrie nell'innovazione dei materiali, con particolare riferimento all'impiego di sabbie riciclate da incenerimento RSU e di additivi innovativi a base di grafene. Concluderà i lavori l'Assessore regionale ai Lavori Pubblici Antonio Piu. Porto Torres si afferma come polo di riferimento regionale per la ricerca e l'innovazione nel campo delle infrastrutture sostenibili. L'evento del 20 maggiorappresenta un passo concreto verso un modello di sviluppo urbano che coniuga qualità ambientale, riduzione dell'inquinamento acustico e utilizzo responsabile delle risorse a beneficio diretto della comunità e del territorio. La partecipazione è libera e gratuita. Sono in fase di accreditamento i crediti per ingegneri, architetti, agronomi e agronomi forestali e geometri. © Riproduzione riservata
→ Apri originale
Eni Says Its Biodiesel Successfully Tested on Cruise Ship
📰 Rigzone 📅 2026-05-13 en Clima · decarbonizzazione
Eni said tests it had conducted with an MSC cruise ship showed that its Hydrogenated Vegetable Oil biofuel can power maritime transport without requiring engine upgrades.
Eni SpA announced Wednesday that tests it had conducted with MSC Mediterranean Shipping Company SA showed that its Hydrogenated Vegetable Oil (HVO) biofuel can power maritime transport without requiring engine upgrades. "During the tests, one of the engines of the cruise ship MSC Opera was powered for approximately 2,000 hours with pure HVO, without any engine modifications, while performance and emissions data were recorded", the Italian state-backed energy major said in a press release. "This test demonstrated that HVO is an immediately applicable solution even for marine engines and without the need for technological upgrades, while ensuring performance in line with traditional marine fossil fuels. "The test also recorded lower emissions of both NOx (-16 percent) and particulate, as well as a significant reduction in GHG emissions inherent to the origin of the HVO product of around -80 percent compared to the use of traditional fuel; the reduction is due to the usage of 100 percent biogenic feedstocks in the HVO production process. "Technical data on engine performance and associated emissions were collected and assessed with the support of Wärtsilä, the engine manufacturer, and Bureau Veritas, which acted as an independent certifier to validate the experimental results". Eni, through its biofuels arm Enilive, produces HVO diesel at its biorefineries in the Italian cities of Gela and Venice, mainly using waste feedstock such as cooking oils, animal fats and residues from the agri-food sector, according to Eni. "For several months now, Enilive's marine HVO diesel has been available at the ports of Genoa, Ravenna and Venice for direct delivery from the terminal to vessels via barge", said Enilive chief executive Stefano Ballista. "The use of this fuel represents a viable solution for the decarbonization of maritime transport, contributing to compliance with the obligations set by the FuelEU Maritime regulation and reducing the emission-related costs". MSC Cruises chief energy transition officer Michele Francioni commented, "We are very pleased to have satisfactorily confirmed the technical feasibility of 100 percent HVO on our cruise ship as part of our continuous decarbonization efforts". "We believe HVO may play an important role in the decarbonization of shipping and together with other immediately available fuels such as LNG and bio-LNG, constitutes an immediate opportunity that could be deployed on board cruise ships to accelerate the transition towards renewable fuels, bringing us a step closer to our ultimate goal of reaching net zero GHG emissions by 2050", Francioni added. To contact the author, email jov.onsat@rigzone.com What do you think? We’d love to hear from you, join the conversation on theRigzone Energy Network.TheRigzone Energy Networkis a new social experience created for you and all energy professionals to Speak Up about our industry, share knowledge, connect with peers and industry insiders and engage in a professional community that will empower your career in energy.
→ Apri originale
Iran parliamentary commission finalizes plan to secure Strait of Hormuz: Chairman
📰 Globalsecurity.org 📅 2026-05-13 en
Iran's National Security and Foreign Policy Commission has finalized a comprehensive plan for the security and development of the Persian Gulf and the Strait of Hormuz, a senior lawmaker said, while also revealing a proposal calling for legal and financial in…
Iran Press TV Wednesday, 13 May 2026 4:28 PM Iran’s National Security and Foreign Policy Commission has finalized a comprehensive plan for the security and development of the Persian Gulf and the Strait of Hormuz, a senior lawmaker said, while also revealing a proposal calling for legal and financial incentives for action against US and Israeli leaders. The commission has prepared a draft titled “Plan for the Security and Development of the Persian Gulf and the Strait of Hormuz,” which will be reviewed once the legislature reconvenes, according to Ebrahim Azizi, the chairman of the parliamentary commission. Initial coordination with the Constitutional Council and the Foreign Ministry has also been carried out, and input from the General Staff of the Armed Forces has been received. The lawmaker noted that the plan respects international law and envisions the possibility of the government concluding agreements with other countries regarding the Strait of Hormuz. “The Strait of Hormuz, which belongs to the Islamic Republic of Iran, is one of the world’s fourteen strategic chokepoints and an unparalleled geographic asset that has remained largely untapped,” the statement said. “Iran now seeks to use this capacity for power generation, economic production, defense and security, and maritime services.” The plan would ban the entry of vessels from hostile countries and any military vessels under any pretext, reflecting “unprecedented achievements for the Iranian nation” following the recent war. €50 million reward Separately, the commission has prepared a reciprocal action plan that calls for the prosecution and targeting of US President Donald Trump, the Israeli prime minister, and the commanders of US Central Command over their role in the assassination of Iran’s Leader Ayatollah Seyyed Ali Khamenei on February 28. “We believe that the US president, the Zionist prime minister, and the CENTCOM commander must be subjected to reciprocal action, the same action that led to the martyrdom of our leader. This is our right,” the statement said. The draft stipulates that if any individual or legal entity carries out this religious and moral duty, the government is obliged to pay a reward of 50 million euros. It also mandates legal pursuit of those who ordered and executed the assassination. Asymmetric strategy and regional shifts The lawmaker said that Iran’s strategy of asymmetric hybrid warfare, backed by popular mobilization, enabled the country to stand up to two nuclear powers. He criticized the UAE, Saudi Arabia, and Qatar for allowing the US to use 14 military bases along the southern shore of the Persian Gulf during the war. “Those who came to bring security to the Gulf states could not even secure themselves. The Americans are now banned from entry; they have fled and are anchored hundreds of miles away in the Indian Ocean,” he said. The statement said Iran’s steadfastness has changed global perceptions. “The world did not look at Iran before the Ramadan war the way it does today. They now know that we will make no concessions, compromise, or negligence regarding our national interests, security, and dignity.” The United States and Israel launched an unprovoked war of aggression against Iran on February 28, assassinating Leader Ayatollah Seyyed Ali Khamenei and striking civilian and nuclear infrastructure. Iran responded with 100 waves of decisive retaliatory strikes under Operation True Promise 4. A fragile Pakistan‑brokered ceasefire is in place, but a US naval blockade of Iranian ports continues, and peace talks have stalled after Washington rejected Tehran’s peace terms.
→ Apri originale
Ørsted looking to award six-year frame agreement for inspection services
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-13 en
Danish energy company Ørsted has issued a tender looking to award a six-year frame […] The post Ørsted looking to award six-year frame agreement for inspection services appeared first on Offshore Energy .
Danish energy company Ørsted has issued a tender looking to award a six-year frame agreement for pipeline inspection services to be performed in the Danish part of the North Sea. Ørsted is planning for a new frame agreement with bi-annual remotely operated vehicle (ROV) inspection with planned call-offs in 2027-2029-2031, and optional 2033, but not limited to call-off in these specific years. The maximum value of the agreement is DKK 90 million (around €12 million). The scope covers two Ørsted-owned and operated 24” and 30” offshore gas pipelines, including subsea structures, risers and spools and the 20” offshore oil pipeline. The contractor will be in charge of IRM ROV inspection work according to Ørsted, inspection sheets, visual inspection, CP stabbing, cleaning of marine growth, and optionally the removal of seabed objects, flooded member detection (FMD), FIGS pipeline and structure CP task, and other ROV tasks. The final scope will be defined in each call-off. Expected duration for execution, including mobilization and demobilization per call-off, is 5 to 10 days. The required vessels are those that can be approved and operated after marine operation procedures (TotalEnergies, INEOS, and Ørsted). The expected start date is December 15, 2026, with a duration of six years, including a maximum of three renewals. The deadline for submitting requests to participate inthe tenderis June 16 by 13:00 local time. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
→ Apri originale
Es lento y no tiene lujos pero por menos de 16.500 € es el siete plazas más barato que puedes comprar
📰 Diariomotor.com 📅 2026-05-13 es Clima · decarbonizzazione
Cuando se necesita un vehículo de siete plazas pero el presupuesto es muy ajustado, en la mayoría de los casos no queda más remedio que tirar del mercado de ocasión para poder satisfacer las necesidades de transporte. Para esos interesados que desconfían de l…
Cuando se necesita un vehículo de siete plazas pero el presupuesto es muy ajustado, en la mayoría de los casos no queda más remedio que tirar del mercado de ocasión para poder satisfacer las necesidades de transporte. Para esos interesados que desconfían de los coches usados hay una opción sencilla, sin lujos y muy básica que pueden estrenar por muy poco dinero. El SWM G03F se ha convertido desde su lanzamiento en el vehículo con siete plazas más baratoque se puede adquirir nuevo en España, quedando por debajo del Dacia Jogger y de las diversas alternativas derivadas de vehículos comerciales. No es un coche lujoso o rápido pero tampoco debería importar demasiado cuando se quiere estrenar un vehículo sencillo para ir del punto A al B sin problemas. La mecánica elegida para mover al SWM G03F más barato no tiene turbo ni ningún tipo de hibridación. Se trata de unmotor de gasolina con 1,5 litros y 109 CV de potencia que se combina con una transmisión manual de cinco velocidades. Le corresponde la etiqueta ambiental «C» de la Dirección General de Tráfico y suponemos que se quedará justo si se aprovecha su buena capacidad de carga. Pregunta 1 de 1 Gracias por dar tu opinión. Según los datos facilitados por el fabricante, el SWM G03F alcanzauna velocidad máxima de 180 km/h y alcanza los 100 km/h desde parado en 10,2 segundos(datos que creemos demasiado optimistas) mientras que el consumo medio se queda en los 7,2 L/100, con unas emisiones de 181 g/km de CO2. Aquellos usuarios que necesiten una opción con etiqueta CERO también podrán estrenar una versión de este modelo conel motor de autonomía extendida con 150 CV de potenciay caja de cambios automática. Es una alternativa mucho más rápida y además cuenta con mayor dotación de serie. Una de las pegas más importantes del SWM G03F de gasolina está en su dotación de seguridad pobre. Entre lo más destacable hay que mencionarla cámara de visión posterior, asistente al arranque en cuestas, luces diurnas por LEDs, faros antiniebla, encendido automático de luces, sensor de parking trasero y poco más. Es por tanto un coche muy justito en este aspecto. Otros elementos que lleva de serie son eltecho solar deslizante, tapizado en piel sintética, elevalunas y espejos eléctricos, ordenador de viaje, aire acondicionado, llantas de aleación de 17 pulgadas, barras de techo, sistema de sonido con pantalla a color, bluetotoh, navegador integrado, puerto USB, Mirror Screen, volante multifunción, etc. El precio recomendado incluyendo promociones del SWM G03F arranca en los 15.990 €para la versión de cinco plazas, y en los 16.490 € si prefieres la alternativa con siete asientos. En el caso de querer la etiqueta ambiental «CERO» puedes optar por la versión «EDI» que arranca en los 20.240 € incluyendo ayudas (500 € más para el siete plazas). Desde muy pequeño Enrique García ya era un apasionado del mundo del motor aunque la baba se le caía especialmente con los coches, cuánto más raros mucho mejor. Aprendió a leer con las revistas del motor y desde aquel momento han sido su verdadera pasión.Seguir leyendo...
→ Apri originale
Wednesday: Hili dialogue
📰 Whyevolutionistrue.com 📅 2026-05-13 en
Welcome to a Hump Day (“ថ្ងៃ​ហ៊ុម” in Khmer): Wednesday, May 13, 2026 and Frog Jumping Day, inspired by Mark Twain’s 1865 story The Celebrated Jumping Frog of Calaveras County, whose text you can find here.  The Caleveras County still celebrates the story wit…
→ Apri originale
The War on Wind Power Is 190-Proof Trumpism
📰 Common Dreams 📅 2026-05-13 en
Those of us who came up in a different age still occasionally harbor the belief that facts, truth, science matters; that it hasn’t all just vanished into a tweeting flash of nonsense. In service of this delusion, I’m dedicating this newsletter to the topic of…
Daily news & progressive opinion—funded by the people, not the corporations—delivered straight to your inbox.
→ Apri originale
ABL enhances its menu for energy industries with acquisition of Southeast Asia‑based firm
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-13 📍 Singapore en
Oslo-listed global consultancy group ABL Group is expanding its end‑to‑end technical offering to the energy industries by making a move to bring into its fold SynergenOG, a Malaysia‑based process safety and technical risk management consultancy for the energy industry. The post ABL enhances its menu for energy industries with acquisition of Southeast Asia‑based firm appeared first on Offshore Energy .
Oslo-listed global consultancy group ABL Group is expanding its end‑to‑end technical offering to the energy industries by making a move to bring into its fold SynergenOG, a Malaysia‑based process safety and technical risk management consultancy for the energy industry. ABL Group has signed an agreement to acquire 100% of the shares in SynergenOG, which will be integrated with the group’s design and engineering consultancy, Longitude, strengthening its engineering offering across all business lines, creating a technical centre of excellence in process safety and risk management focused on driving safety, cost efficiencies and performance from concept design through to operations and late life. Hege Norheim, CEO of ABL Group, commented:“SynergenOG is an excellent addition to ABL Group and Longitude. The two companies have a track record of successful collaboration with both ABL and Longitude, signalling a clear market appetite for integrated risk and engineering solutions, and a proven capacity to generate results together for our clients. “With this acquisition, we bring SynergenOG’s expert safety and risk engineering in‑house. The deal also strengthens our Asia Pacific engineering footprint, while giving SynergenOG a larger platform to scale its services for the benefit of a wider range of energy markets.” SynergenOG’s team of 45 consultants, which is based across offices in Malaysia, Singapore, Indonesia, Brunei and India, specializes in process safety management, technical risk, loss prevention and operational safety, supporting energy clients across more than 50 countries, including Australia, Japan, Egypt, the UK and Mexico, as well as across the Asia Pacific region. The Southeast Asian consultancy’s process safety and risk management capabilities are further strengthened by a suite of proprietary software solutions, alongside industry‑level training delivered through its dedicated SOG Academy, complemented by the e‑learning platform ePSM, co‑developed with Longitude’s sister company, ABL, and designed to embed robust asset integrity management practices within client organizations. Puvan Balasubramaniam, Director and Co‑founder of SynergenOG, highlighted:“Effective risk management is fundamental to every energy asset. It sits at the heart of CAPEX and OPEX optimisation, is intrinsic to long‑term performance, and mitigates risk to people and the environment. “What makes us distinctive is the way we combine deep operational experience with process safety and engineering expertise. This allows us to bridge the gap between design and operations—embedding process safety and technical risk early into project engineering and tailoring it to the realities of how assets are actually operated.” This content is available after accepting the cookies. Stage set for unified oil & gas rig moving service in Red Sea and Gulf of Suez According to ABL, SynergenOG’s services, including the design and delivery of HAZIDs and HAZOPs, are highly complementary to the group’s areas of expertise, spanning marine warranty survey (MWS), marine and subsea operations, and offshore wind development, while the integration of the Malaysian firm bolsters Longitude’s facilities and subsea engineering offering, building on a growing track record in asset integrity management, and enables a fully integrated risk and engineering offering to clients at any stage of an energy asset’s design and operational lifecycle. Jake Anderson, CEO of Longitude, emphasized:“Everything we do for our clients is geared towards reducing risk and driving efficiencies. With SynergenOG, we can deliver an expert safety and risk engineering capability that elevates our offering to support clients at every stage of an asset’s lifecycle.” The acquisition is set to increase Longitude’s presence in the Asia Pacific region, including through a new in‑country presence in Brunei, providing the company with a strategic gateway to Borneo. SynergenOG will also benefit from the acquisition, which provides a broader geographical and technical platform to scale its services. In addition, the move is expected to create increased opportunities for professional development, while the firm’s existing clients gain access to a wider pool of more than 200 design and engineering professionals across energy, marine, and engineering disciplines. Meanwhile, ABL Group recently secured a deal with Egypt’s Petroleum Safety and Environmental Services Company (PetroSafe) tojointly embarkon technical performance solutions across onshore and offshore energy assets. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
→ Apri originale
Føn Energy Services mobilizes for subsea, above-water inspections in ‘busiest season to date’
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-13 en
Føn Energy Services has launched what it says will be its busiest offshore wind season […] The post Føn Energy Services mobilizes for subsea, above-water inspections in ‘busiest season to date’ appeared first on Offshore Energy .
Føn Energy Services has launched what it says will be its busiest offshore wind season to date, with inspection and repair campaigns underway across 14 offshore wind farms in the Netherlands, Scotland, Germany and Poland. The company has mobilized technicians, vessels, diving teams, remotely operated vehicle (ROV) spreads, and survey equipment to support above- and below-water inspection scopes across offshore wind farms in the North Sea and Baltic Sea during the 2026 season. This year marks the start ofFøn’s five-year framework agreement with Eneco on six offshore wind farmsin the Netherlands, where subsea and above-water activities have now started. As reported by our sibling news siteoffshoreWIND.bizin November 2025, the contract with Eneco covers Borssele 3&4, Borssele 5, Eneco Luchterduinen, Hollandse Kust Noord, Hollandse Kust West VI, and Prinses Amaliawindpark. At the same time, the company is continuing work for Vattenfall and Shell at Offshore Windpark Egmond aan Zee (OWEZ), the Netherlands’ first offshore wind farm. In Scotland, Føn is entering the third operational year of its inspection program for Ocean Winds at the Moray East and Moray West projects. The company said on May 12 that it had also commenced work on several projects in the German sectors of the North Sea and the Baltic Sea. According to Føn, the combined portfolio of projects it is now engaged in covers more than 900 offshore wind assets supplying electricity to around 10 million households, making it the largest inspection campaign in the company’s history. During its 2026 campaigns, Føn will conduct inspections of subsea structures, monopiles, scour protection systems, cable protection systems, turbine foundations, transition pieces, external structures and hard-to-access above-water assets. The company said its technicians are carrying out the work using special inspection software, covering boat landings, platforms, internal structures and safety-critical components. The company also said it had increased technician numbers ahead of the season and continues to invest in training, supply chain partnerships and mobilization capabilities through its bases in the Netherlands, Norway, Poland and the UK. “After a steady growth over the past couple of years, 2026 is a defining year for our team”,saidPeter Van Veen, Project Director Offshore Wind at Føn Energy Services.“Running operations in over fourteen different wind farms across four countries—creating as many synergies as possible to achieve the most efficient delivery for our clients—is exactly what FØN was built for. By combining scopes, we drive down costs, reduce emissions per asset visited, and give our clients the data-driven insight they need to make confident decisions about their assets.” Føn Energy Services wasestablishedin 2022 by Norway-based Akastor ASA and IKM Industrial Group. In 2024, the company announced the acquisition of the Dutch offshore wind farm services company, C-Ventus, as part of a merger to bolster its offshore wind operations and maintenance (O&M) capabilities. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
→ Apri originale
Finalistas ELLE Travel Awards 2026: categoría 'Iconic'
📰 ELLE.com 📅 2026-05-13 📍 Barcellona es
Hay hoteles y hoteles, pero siempre hay unos que destacan frente al resto por sus servicios de lujo, destinos inmejorables y sus diseños que rozan lo extraordinario. Estos son los hoteles más icónicos preferidos de los viajeros más exigentes, 'celebrities' y …
¿Cuáles son los destinos preferidos de los viajeros más exigentes y expertos travel? En este artículo de aquí, nuestro equipo ha decidido reunir los hoteles más icónicos, elegidos por su excelencia, historia y capacidad para atraer hasta a los celebrities más reconocidos a nivel internacional. Desde servicios de lujo inmejorables, hasta ubicaciones privilegiadas en los destinos turísticos más espectaculares del mundo, estos son los mejores hoteles y los imprescindibles para quienes buscan el equilibrio perfecto entre exclusividad, experiencias memorables y diseño. Marbella, Sevilla, Barcelona, San Sebastián, Oporto... Son muchos los destinos que forman parte del imaginario del viajero experto, pero solo son unos pocos los que, de verdad, han conseguido conquistar sus corazones. Porque no, la combinación perfecta de gastronomía, cultura y estilo de vida no es fácil de conseguir, pero estos 12 hoteles de la categoría 'Iconic' han conseguido lograr lo imposible: destacar en un mundo saturado de propuestas. Desde el famoso hotel Rosewood Villa Magna situado en el exclusivo Paseo de la Castellana de Madrid, hasta el espectacular hotel de lujo Alfonso XIII de Sevilla. Aquí los 12 nominados por nuestro equipo experto, el nombre del ganador saldrá a la luz en los próximos Premios ELLE Travel que tendrán lugar en septiembre. Una gala en la que un jurado especializado destacará los mejores destinos según las diversas categorías que conforman estos premios: 'Family First', 'In Love', 'A bordo'... No te lo pierdas. Alfonso XIII Sevilla Alfonso XIII Sevilla El Hotel Alfonso XIII es considerado un monumento en sí mismo. Se inauguró en el año 1928 por orden del rey de España para alojar a personalidades y dignatarios internacionales durante la Exposición Iberoamericana. Desde entonces, se ha convertido en un centro referente de la vida social y diplomática. Se encuentra ubicado en el centro de la ciudad de Sevilla. Concretamente, en el famoso barrio de Santa Cruz, junto a los Reales Alcázares y la Catedral. Es un hotel 5 estrellas que describen como "la joya" por su arquitectura regionalista, destacada por sus impresionantes patios andaluces, sus azulejos artesanales y su diseño histórico. Todas y cada una de sus habitaciones y suites premium están meticulosamente diseñadas para transportarle a la vida aristócrata de la época. Destacan por sus amplios espacios, sus terrazas con vistas y, en el caso de las habitaciones más exclusivas, sus salas de estar independientes, sus comedores para hasta ocho personas, sus cocinas y sus baños privados para invitados. Su oferta gastronómica se divide en cuatro restaurantes y bares: el restaurante San Fernando, dónde podrás disfrutar de una cuidada selección de platos españoles en el patio interior de columnas; Ena Sevilla, ubicado en la terraza exterior, y en el que probarás las mejores tapas y vinos locales; y su Pool Restaurant, con comida más ligera y refrescos para disfrutar de la piscina del hotel a lo grande. También cuenta con un Bar Americano en el que podrás deleitarte con los mejores cócteles tras la cena. Plus extra: cuenta con ocho salas adaptables, ideales para negocios, banquetes, celebraciones importantes y un sinfín de eventos sociales. Don Carlos Marbella Michelle Chaplow Don Carlos Marbella es uno de los grandes iconos del lujo mediterráneo en la Costa del Sol. Situado en primera línea de playa, junto a la playa de Elviria, el hotel forma parte del imaginario de Marbella desde 1969, año en el que fue inaugurado por Conrad Hilton como un nuevo referente de hospitalidad, glamour y sofisticación frente al mar. Desde entonces, Don Carlos Marbella ha sido mucho más que un lugar donde alojarse. Ha sido testigo y protagonista de la evolución de Marbella como destino cosmopolita, un enclave capaz de reunir bajo una misma luz el descanso mediterráneo, la vida social y ese magnetismo discreto que convirtió a la ciudad en sinónimo de estilo. Durante décadas, el hotel se consolidó como uno de los favoritos de celebrities, artistas, deportistas y personalidades de todo el mundo. En 1973, la apertura de su Beach Club reforzó esa conexión natural con el mar. Concebido como un espacio de ocio frente al Mediterráneo, con su gran piscina central y sus icónicas cuevas luminosas, pronto se convirtió en uno de los lugares más deseados de la Costa del Sol. Allí se celebraron fiestas privadas a las que asistieron nombres como Sean Connery, Dolph Lundgren o Christopher Lambert, alimentando la leyenda de una Marbella sofisticada, hedonista y profundamente internacional. El deporte también forma parte de su historia. Pocos años después, sus pistas de tenis de tierra batida situaron al hotel en el mapa internacional al convertirse en sede de la Asociación de Tenis Femenino. Por ellas pasaron algunas de las grandes figuras de la época, como Martina Navratilova, Chris Evert o Steffi Graf. Aquel legado deportivo evolucionaría con el tiempo hasta dar lugar al actual Rafa Nadal Tennis Center, el primer centro deportivo en España creado con la metodología de entrenamiento del tenista, hoy con pistas de tenis y pádel abiertas al paisaje mediterráneo. La vida nocturna escribió otro de sus capítulos memorables con Oh Marbella, la mítica discoteca que se convirtió en punto de encuentro de la jet set durante la época dorada de la ciudad. Alejandro Sanz, Isabel Preysler, Miguel Boyer, Luis del Olmo, Prince o Demis Roussos fueron algunos de los nombres asociados a unas noches en las que nadie quería quedarse fuera. Entre música, verano y largas madrugadas, Don Carlos Marbella terminó de construir su aura de hotel legendario. Ese legado convive hoy con una nueva etapa. Tras una ambiciosa reforma integral, Don Carlos Marbella renace con una propuesta contemporánea que reinterpreta el espíritu andaluz desde la calma, la luz y el diseño. El interiorismo, firmado por Jaime Beriestain, combina materiales nobles, vegetación exuberante, referencias sutiles al imaginario local y una elegancia serena que conecta con el estilo de vida mediterráneo actual. Rodeado por más de 20.000 metros cuadrados de jardines tropicales y abierto directamente al Mediterráneo, el hotel se presenta ahora como un refugio donde el descanso, la gastronomía, el deporte y el bienestar marcan el ritmo de la estancia. Sus habitaciones, suites y residences, bañadas de luz natural y orientadas hacia los jardines o el mar, están pensadas como espacios de desconexión donde cada detalle invita a detener el tiempo. La experiencia se completa con una propuesta gastronómica que celebra el sabor del sur desde una mirada actual, con espacios como Los Naranjos, Sol y Sombra, Break Point y Manero. A pie de playa, Nikki Beach Marbella y Lucía Marbella mantienen vivo el vínculo del hotel con el mar, la música, el ocio y las largas jornadas al sol. El bienestar ocupa también un papel esencial en esta nueva etapa. Don Carlos Spa, con 1.600 metros cuadrados dedicados al cuidado, propone un recorrido de aguas, tratamientos de firmas de prestigio y rituales inspirados en la luz del Mediterráneo. Para quienes entienden el movimiento como parte del descanso, el Rafa Nadal Tennis Center prolonga el ADN deportivo del hotel con una propuesta de tenis y pádel de primer nivel en un entorno privilegiado. Hoy, Don Carlos Marbella combina la fuerza de su historia con una visión renovada del lujo. Un hotel legendario que conserva el carisma de los grandes clásicos, pero mira al presente con autenticidad, diseño y una forma de vivir el Mediterráneo más pausada, sensorial y contemporánea. https://doncarlosresort.com/es/ Gran Hotel Miramar, Málaga Gran Hotel Miramar, Málaga El Gran Hotel Miramar es mucho más que un edificio excepcional, es un destino que ha visto evolucionar a la ciudad de Málaga durante casi un siglo, siendo testigo de su evolución social, política y turística. Se inauguró en los años 20, frente al Mar Mediterráneo, para situar a la ciudad en el mapa turístico europeo. La idea fue obra de los reyes Alfonso XIII y Victoria Eugenia y, desde ese preciso momento, se convirtió en el lugar de referencia para todo tipo de recepciones, celebraciones y encuentros memorables. Su nombre original era 'Hotel Príncipe de Asturias'. En su primera década de vida, se podían ver a emblemáticas figuras de la política, cultura y alta sociedad paseando por sus salones. Poco más tarde, el edificio pasó de ser un exclusivo hotel, a un espacio de uso comunitario e institucional que recibía el nombre de 'Palacio de Miramar'. Eso sí, manteniendo su imponente arquitectura. A finales de los 90, se transformó en sede judicial, pero conservando su carácter majestuoso. En los 2000, el palacio quedó inactivo hasta su rehabilitación integral en 2016, que dio como resultado al lujoso y contemporáneo Gran Hotel Miramar de Málaga Ahora, en él se pueden encontrar toda clase de servicios y comodidades excepcionales propias de un hotel de lujo: piscinas exteriores, gimnasio, servicio de botones y conserjería, solarium, zona chill out con vistas al mar, servicios de canguro, centro de spa y wellness, salas para reuniones y eventos... Posicionándose así como uno de los destinos preferidos de los viajeros más exigentes. https://www.granhotelmiramarmalaga.com/es/ Gran Meliá Don Pepe Gran Meliá Don Pepe Se trata de un icono del lujo atemporal pionero de la 'Milla de Oro' marbellí desde el año 1964. Con una ubicación inmejorable en el paseo marítimo con vistas al mar y a la Sierra Blanca, este exclusivo hotel 5 estrellas ha logrado posicionarse como un referente de hospitalidad en la Costa del Sol durante más de seis décadas. Su construcción fue la "culpable" de impulsar el desarrollo de la famosa 'Milla de Oro'. Se construyó en un terreno de 32.000 metros cuadrados. Y sí, el hecho de que, tan solo un mes después de su apertura, recibiera a la famosa actriz Audrey Hepburn lo impulsó hacia lo más alto. Desde entonces, en algunas pantallas del hall se proyectan películas suyas en blanco y negro. En él también se han hospedado otros rostros muy influyentes como Sean Connery, Prince o S.M. el Príncipe Eduardo. Además, merece especial mención que forma parte de la filmoteca española, tras rodarse en sus instalaciones algunas de las películas más míticas como 'Pepito Piscinas' o 'El turismo es un gran invento'. En él han actuado también figuras ilustres como Rocío Jurado, Julio Iglesias o Lola Flores. Su diseño es obra del arquitecto Álvaro Sans. Cuenta con alrededor de 200 habitaciones y suites con vistas impresionantes al mar. Además de unos espectaculares jardines tropicales y un servicio de primera arraigado en los valores mediterráneos. Sin duda, se trata de un lugar de ensueño donde la historia, la cultura, el placer y el buen gusto van de la mano. Hotel W Barcelona Hotel W Barcelona W Barcelona es un hotel 5 estrellas que se inauguró en el año 2009, pero que ya ha conseguido posicionarse como uno de los más icónicos de nuestro país. Se ve desde el mar, y también desde muchos puntos de la ciudad catalana. Gracias a su inusual y sorprendente arquitectura, se distingue con tan solo verlo. Cuenta con hasta 88 metros de altura —aunque la idea inicial era de 180 metros— y fue idea de Ricardo Bofill. Su idea era clara: construir un rascacielos junto al puerto. Su presupuesto llegó a los 260 millones de euros. El fundador del Taller de Arquitectura definió el edificio como "una vela hinchada por el viento" situada en un muelle de tan solo 11 metros sobre el Mar Mediterráneo. Por lo que, en total, son 99 metros de altura. Eso sí, la silueta de la vela sí que pudo ensancharse finalmente por su base. Cerca de 42.000 metros cuadrados construidos, W Barcelona se convirtió en el primer hotel de Starwood —hoy Marriott— en Europa occidental y un icono en la industria hotelera. Cuenta con hasta 473 habitaciones, de las cuales 68 son suites más exclusivas con el servicio 'Extreme WOW' que promete a sus huéspedes ser atendidos en cualquier momento del día. Algunos de sus huéspedes más destacados y habituales son Shakira, Arnold Schwarzenegger, Madonna o Lady Gaga. https://www.w-barcelona.cat/ Majestic Hotel Barcelona Hotel Majestic Barcelona En pleno corazón de Barcelona, en el famoso Paseo de Gracia, se encuentra uno de los edificios más emblemáticos de la ciudad: el Majestic Hotel & Spa Barcelona. Un exclusivo hotel abierto en 1918 que ha logrado posicionarse como uno de los más prestigiosos hoteles a nivel internacional. Propiedad de la familia Soldevila-Casals, durante sus más de cien años de historia ha sido testigo de importantes eventos políticos, culturales e históricos. Durante la Guerra Civil, por ejemplo, fue sede de la oficina de propaganda de la Generalitat de Catalunya y alojamiento principal de corresponsales. Tras esta, el hotel cambió su nombre de Hotel Majestic Inglaterra al Hotel Majestic, y los propietarios decidieron ampliar y remodelar sus instalaciones. Una reforma que no acabó hasta los años 70, cuando el hotel añadió un nuevo edificio al gran edificio principal. Tras la celebración de los Juegos Olímpicos de Barcelona de 1992, el hotel inició otra gran reforma para mejorar sus instalaciones. Esta duró más de cinco años, pero dieron como resultado uno de los hoteles más lujosos de la ciudad y su entrada a la exclusiva Asociación internacional “The Leading hotels of the world”, donde se encuentran los mejores hoteles del mundo. En él se han alojado desde monarcas como la Reina Maria Cristina, hasta artistas como Joan Miró, cantantes como Josephine Baker o la soprano Renata Tebaldi. Así como famosos escritores como Federico García Lorca o Antonio Machado. Maria Cristina, San Sebastián Maria Cristina, San Sebastián Se inauguró en 1912 en San Sebastián y fue diseñado por el famoso arquitecto Charles Mewes, que construyó los hoteles Ritz de Madrid y París. Lo describen como un icono de la 'Belle Époque' y un símbolo de lujo 5 estrellas. Desde su construcción, el hotel ha estado estrechamente vinculado con la historia y la vida cultura de los hoteles de San Sebastián, ciudad costera que se convirtió en el retiro predilecto de la realeza y la aristocracia allá por el siglo XIX. La reina María Cristina, madre de Alfonso XIII, vio en la bahía de La Concha el lugar de veraneo perfecto por su proximidad a la ciudad francesa de Biarritz, donde veraneaba la realeza europea. El traslado de la Corte a esta ciudad hizo que este hotel llevara su nombre a modo de homenaje. El mismo año de su inauguración se abrieron las puertas del balneario de la Perla y el teatro Victoria Eugenia. Lo que hizo que personalidades influyentes pasaran por la ciudad, convirtiéndola en uno de los mejores destinos turísticos. Audrey Hepburn, Coco Chanel, Woody Allen, Alfred Hitchcok o Steven Spielberg han sido solo algunas de las grandes personalidades que han disfrutado de sus estancias. De hecho, algunas de las suites más exclusivas del hotel llevan el nombre de las estrellas más destacadas como Bette Davis, que destaca por sus impresionantes vistas al río Urumea, y su salón imperial con de retratos de la actriz. También merecen especial mención la Bette Davis Suite y la Suite María Cristina. Actualmente, se trata del alojamiento principal del Festival de Cine de San Sebastián, convirtiéndose en el epicentro de celebrities y personalidades influyentes actuales. También destaca por su excelente propuesta gastronómica con barras de pinchos, en las que reina la Gilda por excelencia. Orfila Hotel Orfila El hotel nació en 1885 como residencia de la familia real búlgara en Madrid. Se trata de un antiguo palacete del siglo XIX ubicado en el tranquilo y prestigioso barrio de Chamberí. En los años 90, gracias a Gabriel García Alonso, actual presidente de la Asociación Empresarial Hotelera de Madrid, pasó a ser un hotel que conservó la fachada principal, así como la entrada de carruajes, escalera principal y gran parte de la distribución interior. Sin embargo, en el año 2020 se reformó bajo la mano del interiorista Lorenzo del Castillo, que apostó por resaltar todavía más la elegancia del palacio a través de suelos de mármol, maderas nobles, grandes espejos de marcos dorados y pinturas originales del siglo XVIII y XIX. Sus muebles también destacan por ser antigüedades que ha ido coleccionando Gabriel García Alonso, propietario del hotel, a lo largo de los años. Todas sus estancias lucen como un museo histórico. Cada esquina, cada cuadro, cada detalle... Merece la pena detenerse para disfrutar del lugar. Uno de los retratos más espectaculares es el de Fernando VII —pintado por Vicente López— ubicado en el vestíbulo principal. En total, cuenta con 32 habitaciones, y destaca por su impresionante jardín decorado con fuentes adosadas, sillas de hierro y zonas de almuerzos ideales para planes en familia, parejas o amigos. El Jardín de Orfila, su restaurante, está supervisado por el chef ejecutivo Mario Sandoval, galardonado con dos estrellas Michelin Dato curioso: Hubert Givenchy vivió y se alojo durante meses en el hotel mientras preparaba una exposición en el Museo Nacional Thyssen-Bornemisza. https://hotelorfila.com/ Palace Madrid Palace Madrid Se inauguró el 12 de septiembre de 1912 por orden del rey Alfonso XIII y el empresario George Marquet. Se construyó en tiempo récord sobre el antiguo palacio de los Duques de Medinaceli, y su diseño lo llevó a cabo el arquitecto francés Edouard-Jean Niermans y el diseñador español Eduardo Ferrer Puig. Se encuentra en la Plaza de las Cortes. El bisabuelo del actual rey de España vio la necesidad de construir un hotel de lujo en Madrid como respuesta de la creciente demanda impulsada por la evolución del transporte. La primera piedra fue colocada en 1911, y en solo 18 meses el edificio ya estaba terminado. Cuando abrió sus puertas, se convirtió en el hotel más grande y moderno de Europa, y el primero en España en ofrecer baño privado y teléfono en cada habitación. Tres años más tarde, el Ayuntamiento de Madrid le otorgó el premio al 'Mejor edificio de la ciudad". Como dato curioso: el primer huésped pagó 7 péseles (0,047 euros). A su inauguración acudieron personalidades influyentes de todos los ámbitos. Posteriormente, la familia real brindó por su éxito con copas de plata que ahora forman parte de su legado. Entre sus características arquitectónicas más destacadas se encuentra su espectacular cúpula de vidrio, una obra maestra compuesta por 1.875 cristales que ha sido restaurada a su esplendor original gracias a un meticuloso proceso de restauración. Durante la Segunda Guerra Mundial, el hotel se convirtió en un hervidero de espías. Mientras que en los años 20 fue el lugar clave para acoger grandes fiestas bajo la cúpula. Durante la Guerra Civil Española, el hotel cerró y se transformó en hospital. Su renovación después de la guerra costó 4 millones de pesetas. En las décadas de los años 20 y 30, fue el lugar de encuentro favorito de Federico García Lorca, Luis Buñuel y Dalí. https://www.thepalacehotelmadrid.com/es/ Ritz Mandarin Oriental Madrid Ritz Mandarin Oriental Madrid Oficialmente, abrió sus puertas el 2 de octubre de 1910. Fue inaugurado por el rey Alfonso XIII y la reina Victoria Eugenia con el fin de modernizar Madrid y elevar su estatus como capital europea. Este se colocó estratégicamente en los terrenos del antiguo teatro Tivoli, en el centro de la ciudad con la ayuda de Charles Mewes, arquitecto que concibió el hotel Ritz de París, y ejecutado por los arquitectos españoles Luis de Landecho y Lorenzo Gallego. Durante la Guerra Civil, el hotel permaneció abierto y sirvió como hospital de guerra. Sin embargo, la cúpula de cristal sufrió daños considerables y tuvo que cerrar en la década de 1940. Hicieron falta ochenta años para que pudiera recuperar su esplendor original. La relación del hotel Ritz Madrid con la Casa Real española se mantiene hasta día de hoy. Cuando Alfonso XII falleció en Roma, en el Ritz se creó un libro de condolencias en el que las personas firmaban para mostrar sus respetos. En la actualidad, el rey Felipe VI y la reina Letizia lo han visitado en múltiples ocasiones. Además, sirve como despacho para el rey durante la celebración del Día de la Hispanidad. Durante muchos años, el Ritz mantuvo una política de no ofrecer alojamiento a personalidades del mundo del espectáculo. ¿El motivo? Mantener el ambiente de serenidad que caracterizaba al hotel. Eso sí, esto no quita que se hayan una serie de excepciones con actores distinguidos como Leslie Howard, Henry Fonda, Gary Cooper o James Stewart, entre otros. Dato curioso: el hotel cuenta con su propia colección de arte. Cada una ha sido seleccionada para intentar reflejar el legado artístico de la ciudad e invitar a los huéspedes a adentrarse en el mundo del Museo Del Prado, muy próximo a sus instalaciones. Rosewood Villa Magna Rosewood Villa Magna Situado en el prestigioso Paseo de la Castellana de Madrid, se encuentra el famoso hotel Rosewood Villa Magna, un icónico hotel de lujo inaugurado originalmente en 1972 sobre el antiguo Palacio Anglada, que logró posicionarse como uno de los hoteles más exclusivos de toda Europa. En noviembre de 2021, tuvo lugar una restauración de la mano de la cadena hotelera con sede en Hong Kong, Rosewood. En ella se ha visto un claro compromiso con el diseño contemporáneo, la arquitectura y el arte. Su fachada, obra del arquitecto español Ramón de Arana, ha sido uno de los cambios más notables. Aunque su nueva entrada con gran escalinata también merece especial mención. La encargada de diseñar el interior ha sido la empresa australiana Bar Studio. Y sí, han conseguido rendir homenaje a la historia y tradición de la familia que residió en el antiguo palacio allá por el año 1870. Otras de sus características originales más atractivas es su preciosa vidriera de colores de la década de 1970. Eso sí, sigue manteniendo el mismo número de habitaciones (154, 53 de ellas suites). Estas destacan por su amplitud, su diseño de estilo hogareño y sus comodidades funcionales. Además de por sus amplios ventanales con vistas y mucha luz. También es un destino de interés para los expertos foodie por su excelente oferta gastronómica dividida en el Restaurante Amós by Jesús Sánchez, con tres estrellas Michelin y tres soles Repsol; Las Brasas, Tarde.O y su café Flor y Nata. https://www.rosewoodhotels.com/es/villa-magna The Yeatman Oporto The Yeatman Oporto Desde hace más de tres siglos de historia, Oporto ha sido uno de los destinos por excelencia de las familias británicas que, a lo largo de las generaciones, se han dedicado al comercio del vino. Inaugurado en 2010 en Vila Nova de Gaia, a pasos de las Bodegas de Guarda Vino de Oporto, por orden de la familia Yeatman, comerciante de vinos británicos con gran tradición en la región desde el siglo XIX, este hotel se construyó con un claro objetivo: ser el mejor hotel vinícola de lujo en Portugal. La familia Yeatman comenzó a comercializar vino en Oporto en 1838. Se trataba de una de las familias mas distinguidas y emprendedoras de la industria. Y aún a día de hoy, son propietarios de otras tres famosas casas de vino de Oporto. Para poder cumplir con su objetivo, se llevaron a cabo numerosos acuerdos con los mejores productores de vino de Portugal. A día de hoy, estos participan activamente en diversos programas de degustación, seminarios y cenas vinícolas organizados por el hotel. Además, cabe destacar que las habitaciones y suites han sido personalizadas por dichos socios, que facilitaron toda clase de fotografías y objetos decorativos que ayudan a dar a conocer la historia y el ambiente de cada bodega. The Yeatman posee la mayor y más variada bodega de vinos portugueses del mundo. Su reconocimiento de hotel 5 estrellas confirma la experiencia única que ofrece, principalmente, a los amantes y curiosos del vino. Destacan sus impresionantes vistas al Río Douro y a la histórica ciudad de Porto. Además, el tema del vino se extiende también a su famoso The Yeatman Wine Spa, a través de diversos productos y tratamientos especializados. https://www.the-yeatman-hotel.com/es/ Volver al índice principal con todas las categorías de los Premios 'ELLE Travel' 2026
→ Apri originale
Finalistas ELLE Travel Awards 2026: categoría 'Family first'
📰 ELLE.com 📅 2026-05-13 📍 Durban es
Porque no hay nada como viajar en familia y vivir una de las mejores experiencias con la mejor compañía, estos son los mejores hoteles donde alojarse según los expertos de ELLE Travel.
Cuando viajas en familia, solo hay un objetivo: construir recuerdos que duren por siempre.Viajar en familia es mucho más que ocio, es una oportunidad única para fortalecer vínculos, vivir experiencias nuevas y disfrutar de los tuyos con toda clase de comodidades y lejos de la rutina y lo cotidiano. Conocer otros lugares, culturas y formas de vida puede ayudar a los más pequeños a nivel educativo y emocional. Porque no es lo mismo leer sobre un destino, que vivirlo en primera persona para conocer sus costumbres, gastronomía e, incluso, relacionarte con su gente. Cada viaje es una experiencia única, pero si es de la mano de tus seres queridos, esa experiencia de aprendizaje y de emoción es todavía mayor. Precisamente por eso, los expertos de ELLE Travel han querido hacer una selección delos 12 mejores hoteles de la categoría 'Family First', para ayudar a aquellos viajeros que buscan las mejores experiencias diseñadas para disfrutar en familia. En este artículo de aquí, os descubriremos los 12 nominados por nuestro equipo experto. Explicando qué servicios, novedades y ventajas ofrece cada uno para ayudar a las familias a elegir el alojamiento que mejor se adapte a cada uno. ¿Lo mejor?El nombre del ganador saldrá a la luz el próximo mes de septiembre durante los primeros Premios ELLE Travel.Estos son los destinos elegidos: Se trata de uno de los complejos ferroviarios más importantes construidos en la Europa del primer tercio del siglo XX. Ahora, es unhotel 5 estrellas Gran Lujocon una ubicación excelente en el Pirineo Aragonés (Huesca). Se le declaróBien de Interés Cultural en 2002. Aún con su rehabilitación, se intentó conservar el ADN y los rasgos característicos de la histórica estación internacional de Canfranc. Ofreciendo así a sus huéspedes una experiencia donde el lujo contemporáneo se une al estilo de vida aristócrata de los años 20. En sus alrededores se encuentra un espeso manto de bosques,cerca de las estaciones de esquí de Candanchú y Astún, así como del puerto de Somport. De ahí que cobre especial interés en los meses de invierno. Además, el pueblo de Camfranc posee varios lugares de interés: las ruinas De la Iglesia de la Trinidad, las rutas de los búnkeres, la Cueva de las Güixas y, en general, todo el Parque Natural de los Valles Occidentales. Servicios destacables: zonas de piscinas climatizadas, gimnasios con equipamiento de última generación, áreas de relax, estación de tés e infusiones, clases de esquí, actividades en la nieve, visitas guiadas. Además, el hotel incluye 3 restaurantes (uno de ellos conestrella Michelin), unsnack bary una coctelería de autor en el interior de una biblioteca. https://www.barcelo.com/es-es/canfranc-estacion-a-royal-hideaway-hotel/ A sólo 45 minutos de Durban, entre el océano y la sabana, se encuentra el nuevo Resort Med Sudáfrica que combinalo mejor de ambos mundos: playa y safari.Un resort perfecto para alojarse en familia por la cantidad deactividades que ofrece: desde escuelas de surf, hasta safaris en el Vikela Safari Lodge. Cuenta con unareserva privada de 18.000 hectáreas. Su decoración está inspirada en la cultura africana, aunque con un toque más contemporáneo y moderno. Su ambiente vacacional es relajante, pero a la vez revitalizante, ideal tanto para los adultos como para los más jóvenes. Se encuentra ubicado frente al mar. Concretamente,frente a 32 hectáreas de una inmensa playa virgen. ¿Una gran ventaja? Se encuentra a sólo 30 minutos del Aeropuerto Internacional King Shaka y a 45 minutos de Durban. Ofrece hasta 411 habitaciones,cuatro piscinas y un spa. También todo tipo de actividades culturales inspiradas en Sudáfrica. Mientras quesu oferta gastronómicadestaca por las diversas opciones para huéspedes de todas las edades. https://www.clubmed.es/l/club-med-south-africa-beach-safari-2026 Grand Hyatt La Manga Club Golf & Spaes el destino ideal para los que buscan relajarse, pero a la vez mantenerse activos enuno de los mayores y exclusivos centros de golf de Europa. Se encuentra ubicado entre las colinas del parque regional de Calblanque, el mar Mediterráneo y campos de golf exuberantes. Aunque cuenta con experiencias y actividades de todo tipo:experiencias culinarias, sesiones de spa de inspiración árabe, clases de tenis y pádel... Ofrecen192 habitaciones y suites.Todas ellas con vistas extraordinarias tanto a la piscina como a los campos de golf. Están completamente equipadas con toda clase de comodidades de última generación. Mientras que su diseño inspirado en la naturaleza circundante derrocha lujo y elegancia. Destacan suspa con tratamientoswellness, suspiscinas(hay exclusivas para adultos y niños), sucentro de fútbol con cuatro campos, suspistas de tenis y pádel, supista de pickleball y criquet, y sus múltiples campos de golf para jugadores de todos los niveles. Cuentan, además, con11 destinos gastronómicos únicosque ofrecen experiencias culinarias tanto en espacios interiores como al aire libre, con platos exquisitos y un ambiente elegante que garantiza una experiencia gastronómica cautivadora. Destacan, su restaurante Amapola, que ofrece una amplia selección de vinos de denominación de la región de Murcia y la mejor cocina de autor elaborada con productos locales de temporada; su Hatsune Japanese Bar, con los auténticos sabores de la cocina japonesa; o su Don Luigi Trattoria, dónde podrás disfrutar de todos los tipos de pastas. https://www.hyatt.com/grand-hyatt/en-US/rmugh-grand-hyatt-la-manga-club-golf-and-spa En la costa sureste de la isla de Mallorca, muy cerca del Parque Nacional de Mondragó y del puerto deportivo de Porto Petro, se encuentra el famoso resort IKOS Porto Petro. Un exclusivo resort de lujo con jardines exuberantes, piscinas de aguas cristalinas y encantadoras calas de arenaque harán que disfrutes de las mejores vacaciones en familia con todo tipo de servicios incluidos. Ofrece unconcepto de "todo incluido" de alto nivel(Infinite Lifestyle), ofreciendo menús de chefs con estrella Michelin, bebidas de marcas premium y un servicio de habitaciones 24 horas. Además, en el podrás disfrutar detodo tipo de actividades: desde sesiones de yoga al aire libre, hasta paseos en paddleboard, inmersiones de buceo, clases de tenis o, incluso, paseos en yates privados. Los niños de 6 meses a 17 años podrán disfrutar de una amplia variedades de actividades en los diversosclubes por edadcon experiencias artísticas, musicales, deportivas y gastronómicas. En el hotel también ofrecen servicio de niñera. En él podrás encontrar hasta untotal de 300 habitaciones—incluyendo bungalows, suites y villas más exclusivos— con diseños de estilo isleño conseguidos a través de la unión de piedras mallorquinas, maderas y fibras naturales. https://ikosresorts.com/es/resorts/ikos-porto-petro/ El Meliá Collection Mim Baqueira es unhotel boutique perfecto para aquellas familias apasionadas por el esquíy las experiencias de descanso y desconexión que solo se pueden experimentar en la montaña. En pleno corazón de los Pirineos, en el Valle de Arán, este refugio de montaña irradia bienestar y estilo propio. Entre sus ventajas, destaca que se encuentraa pocos pasos del telecabina Baqueira TC, que cuenta con unspa y espacio wellness de alto nively que cuenta con un diseño de montaña contemporáneo, enfocado en ofrecer una experiencia de esquí premium a sus huéspedes. ¿Otro de sus mayores puntos de interés?Es propiedad de Lionel Messi. Ofrece 141 habitaciones —incluyendo duplex y suites—. Todas ellas decoradas con estéticas de diseño alpino, interiores cálidos y luces naturales pensadas para el descanso total tras una intensa jornada de esquí. Además, su spa es un universo de bienestar que incluyedesde circuitos de hidroterapia, hasta piscinas, baños de vapor y duchas de sensación. Además de masajes y tratamientos de belleza. El hotel también ofrecegimnasio, servicio de guardaesquís y actividades al aire librepara crear toda clase de experiencias únicas en familia, pareja o amigos. Cuenta contres restaurantes: Hincha, del galardonado chef con estrella Michelin Nandu Jubany; Bajo Cero, unlounge barcon los mejores chocolates calientes, vinos y cócteles para vivir elaprès-skide Baqueira; y Land, dónde podrás disfrutar de los mejores platos de alta cocina mientras disfrutas de los bellos paisajes de las montañas alpinas. https://www.melia.com/es/hoteles/espana/baqueira-beret/hotel-baqueira-2507 Ubicado en el pueblo de Alagana Valsesia, en mitad de los Alpes, se encuentrael refugio más alto de Europa a 4.554 metros de altura: el hotel NH Collection Alargna Mirtillo Rosso. Un destino situadoal lado de las mejores pistas de esquíy perfecto para los que buscan la mezcla perfecta entre aventura y relax en sus escapadas familiares. Su arquitectura moderna, pero inspirada en elestilo alpino Walser, lo convierten en un lugar soñado para los amantes de la vida en la montaña. Sus habitaciones y suites (56 en total) están diseñadas para todo tipo de huéspedes: desde para los que viajan en familia, hasta los que viajan en pareja o, incluso, solos. Aunque está especialmente diseñado para familias, ofreciendo unaamplia variedad de servicios pensados para los más pequeños: clubes infantiles, spa familiar, menús para niños... El hotel cuenta con dos zonas de spa: una exclusiva para adultos y otra para familias, donde los padres pueden relajarse mientras los niños se divierten en un entorno seguro. Su propuesta gastronómica ofrece desde unmenú variadoque incluye clásicos italianos, hasta opciones vegetarianas y un menú de alimentación complementaria para bebés. Además, ofrecen todo tipo deactividades en familia: paseos por senderos alpinos, clases de esquí, recorridos en teleférico, aventuras al aire libre... https://www.nh-collection.com/it/hotel/nh-collection-alagna-mirtillo-rosso Ubicado en el espectacular Puerto de Santa Maria (Cádiz), esteBeach Hotel Premiumse convierte en el destino ideal para crear momentos inolvidables con tus seres queridos. Sus habitaciones, perfectas para familias, incluyen terrazas con vistas al mar, salones privados y todo tipo de comodidades para ofrecer la mejor de las experiencias tanto a los más adultos como a los más jóvenes: servicios de habitaciones, televisión inteligente, mini nevera, camas extragrandes, cunas... En cuanto asu oferta gastronómica, cuenta con dos restaurantes de comida local e internacional. Además, ofrece desde desayunos buffet hasta cenas sofisticadas diseñadas para sorprender los sentidos de los huéspedes más exigentes. Destacan el atún rojo, la gamba blanca, el langostino de Sanlúcar. Servicios destacados: zona de spa con servicioswellness, gimnasio, piscinas exteriores, jardines, salones de reuniones, solarium, bar junto a la piscina, saunas, salas de conferencias... https://www.puntabermeja.com/es Se trata de unrefugio de lujo situado en La Val d’Arán, la estación de esquí de Baqueira, Beret.Este exclusivo hotel de montaña se ha convertido en uno de los destinos estrellas de quienes desean disfrutar del esquí y de todos los deportes de invierno. Además, una de sus grandes ventajas es que se encuentraa tan solo unos metros del telesilla de Esquirós. Suoferta gastronómica es amplia y variada.Destaca, sobre todo, Gel al Foc, con su cocina catalana e internacional. También la Pleta Sushi Restaurant, con sus recetas japonesas; y La Racletterie, con su amplia selección de quesos y vinos. Su spatambién es uno de sus puntos más destacables. En él podrás encontrar diversos tratamientos centrados en el bienestar de cuerpo y alma. Llama la atención su localización a1.700 metros de alturay su apuesta por nuevos tratamientos cada temporada. Eso sí, sin lugar a dudas, es suservicio 'Concierge'completamente personalizado lo que lo convierte en una de las opciones preferidas de los huéspedes más exigentes. Este incluye: servicio de habitaciones 24 horas, aparcamiento cubierto, servicio de aparcacoches... Además, en el hotel podrás encontrar todo tipo de equipo para excursiones y deportes en la nieve gracias a supropia tienda. https://www.eurostarshotels.com/eurostars-la-pleta.html Esterefugio de 5 estrellas se encuentra en la encantadora ciudad de San Roque.Concretamente, a 7,7 km del centro de la ciudad. Se trata de un destino ideal para las familias que buscan una escapada serena con una gran cantidad deservicios de primera categoríapara asegurar una estancia inolvidable. En él podrás disfrutar de toda clase de comodidades: desde untratamiento en el spa, hasta un baño en lapiscina exterioro, incluso,clases de golfpara los amantes de este deporte. Su propuesta gastronómica también es excelente. Merecen especial mención elCortijo Santa María 1962, con platos tradicionales españoles;el Marxa Chiringuito, con sabores típicos de las parrillas y barbacoas;o el IXO Tapas & Bar, para disfrutar de un tapeo casual junto a los tuyos. Ofrece 152 habitaciones y suitescon estética moderna andaluza. Susservicios más destacados: club infantil, piscina al aire libre, piscina cubierta, spa, gimnasio, baños de vapor, clases de buceo, servicios infantiles, parques para niños, actividades deportivas... https://so-sotogrande-spa-golf-resort-hotel.bookstaygo.com/es Este exclusivo hotel de 5 estrellas se encuentra en el sur de Tenerife.Concretamente, en Costa Adeje nuevo, el tramo más exclusivo de la isla. Lo describen como un oasis de relajación, que destaca por su arquitectura y diseño, y sus espectaculares vistas al océano.Jardines tropicales, piscinas al aire libre, pistas de pádel, restaurantes de primer nivel, actividades deportivas de todo tipo(golf, surf, buceo...),spa... Sin duda, se trata de uno de los mejores destinos para viajar en familia. Cuenta con284 habitaciones y suites.Todas ellas rodeadas por jardines tropicales y con terraza incluida con vistas panorámicas al mar. Cabe destacar que todas sus habitaciones sonaptas para mascotas.Además, dentro de sus instalaciones podrás encontrar hasta 9 restaurantes con propuestas gastronómicas completamente diferentes: desde sushi, hasta comidas típicas locales. En Tivoli La Caleta, podrás vivir unaamplia variedad de actividades: partidas de pádel, ejercicios en el gimnasio, baños en las piscinas saladas y dulces del hotel, clases de yoga y/o pilates, sesiones de DJ, música en directo. Además, su premiado Anantara Spa ofrece las antiguas tradiciones curativas de Oriente con lo último en bienestar y ciencia. https://www.tivolihotels.com/es/tivoli-la-caleta-tenerife/gallery Este hotel destaca por ser el únicosituado en pleno corazón de la estación de esquí de Baqueira Beret. Ofreciendo así una experiencia completaen pie de pista a tan solo 50 metros del telecabina. El Hotel Val de Neu cuenta con un objetivo claro: ofrecer el mejor descanso a sus huéspedes tras una intensa jornada en la nieve. Susamplias habitaciones, cuidadas al más mínimo detalle, con una decoración exquisita y con magníficas vistas a la montaña son el lugar ideal para disfrutar de una excelente y cómoda estancia. Suservicio de 5 estrellas Gran Lujoincluye: copa de bienvenida, garaje cubierto, cargadores eléctricos, gimnasio, servicio de botones, spa con jacuzzi exterior, miniclub con animación y piscina infantil, servicio de guardaesquís, servicio de canguro y traslados desde aeropuertos y estación de tren. Sucircuito termal con jacuzzi con vistas a la montañalo convierten en un destino ideal para el relax absoluto. Por supuesto, ofrece todo tipo de tratamientos corporales y faciales. Además, en él podrás disfrutar de distintosespacios gastronómicos(cuatro restaurantes en total) con la mejor gastronomía local e internacional, una zonachill outde estilo suizo y unsmokers club. https://www.hotelbaqueiravaldeneu.com/es/ Para los amantes de la playa y el mar, en esta lista no podía faltarel hotel W Algarve. Un resort ubicadoa pocos pasos de las playas de Evaristo y Balbina, que ofrece acceso directo a algunos de los tramos costeros más espectaculares del Algarve. Cuenta con134 habitaciones y 83 residencias completasque irradian lujo. Cada habitación ofrece impresionantes vistas al mar gracias a sus grandes balcones privados. También hay opción de disfrutar de sus dúplex, donde los huéspedes podrán disfrutar de una vista deslumbrante a la costa desde la azotea. SuMarket Kitchensirve todo tipo de recetas: desde las regionales hasta las internacionales. Mientras que enel Paper Moondisfrutaras de los platos italianos más populares. Además, en la cabaña dela terraza WETpodrás tomar el sol mientras disfrutas de la música frente a la playa. En W Algarve siempre hayactividades y eventos: sesiones de DJ en vivo, actuaciones musicales, clases de bienestar, experiencias culinarias inspiradas en la cocina del sur de Portugal, gimnasio... Además, ofrece 6 estudios flexibles completamente adaptables a cualquier tipo de reunión, evento, comida o fiesta. https://www.marriott.com/es/hotels/faowh-w-algarve/overview/ Volver al índice principal con todas las categorías de los Premios 'ELLE Travel' 2026 Laura Soria Onieva es experta en moda, tendencias, alfombras rojas y 'celebrities'. Como apasionada del periodismo y la comunicación, siempre está atenta a las últimas novedades del sector. Entiende la moda como una vía de expresión y siempre busca entender la filosofía que transmiten los estilismos de las famosas. La búsqueda constante de inspiración la convierte en una prescriptora de futuras tendencias de temporada. Así, no hay prenda o estilo que se le escape en Instagram y TikTok. Experta en recrear los mejores looks de las famosas e influencers con prendas de las firmas 'low cost' más exitosas como Zara, Mango, Stradivarius... Así como de las firmas españolas que debes tener sí o sí en tu radar para que puedas vestir a la última. Para ella no hay tendencia imposible: transparencias, aberturas complicadas, brillos, lentejuelas... Buscará todos los trucos de la mano de las expertas para enseñar cómo lucirlas sin caer en el error. Laura Soria se graduó en el doble grado de Periodismo y Comunicación Audiovisual en la Universidad Rey Juan Carlos y, desde el inicio, ha conseguido experiencia en distintos sectores: radio, televisión, periódico digital... Actualmente se dedica a la que es su verdadera pasión, el periodismo de moda, como colaboradora de moda y actualidad en la revista ELLE. Sus constantes ganas de aprender, y su alma inquieta, la han empujado a especializarse aún más en el mundillo con distintos cursos, destacando el de Marketing Digital y Comunicación de Moda y Lujo.
→ Apri originale
Finalistas ELLE Travel Awards 2026: categoría 'Country chic'
📰 ELLE.com 📅 2026-05-13 es
Porque no hay nada como una escapada rural para desconectar y volver a conectar con tu 'yo' interior. Estos son los mejores hoteles 'Country Chic' según nuestros expertos.
Porque no hay nada como alejarse del bullicio de la ciudad para desconectar y recargar energías. Amantes de la vida rural, este artículo es para vosotros. Los expertos de ELLE Travel se han reunido para seleccionarlos mejores hoteles rurales del 2026con el objetivo de dar a conocer refugios únicos y cargados de encanto rodeados de naturaleza y paisajes encantadores. Desde antiguascasas de piedra restauradas, hasta fincas rodeadas de césped y jardines de ensueño. En esta selección de los mejores hoteles de la categoría 'Country Chic' encontrarás losalojamientos de lujoque todo experto desearía visitar, como mínimo, una vez en la vida. Porque no hay nada como viajar para disfrutar de una vida sin prisas, del aire puro y de los atardeceres y amaneceres que invitan a la contemplación. Estos son los mejores destinos para descubrir lugares que no solo se visitan, sino que se sienten. Los expertos de ELLE Travel han recorrido e investigado todos y cada uno de los hoteles y fincas rurales más especiales para hacer una breve lista de los 12 mejores destinos de este año. El nombre del ganador final se dará a conocer durante la celebración delos primeros Premios ELLE Travel, que tendrán lugar el próximo mes de septiembre en Madrid. En dicha gala, también saldrán a la luz los galardonados en cada categoría (Family First, A Bordo, In Love...), reconociendo así las mejores experiencias para cada tipo de viajero. Aquíla lista de nominados: La Residencia lleva siglos siendo el lugar de conexión de espiritual de referencia para escritores, artistas y músicos. Gracias a su ubicación idílica enla Sierra de Tramuntana, su colección de más de 800 obras de arte, sulujo bohemioy su magnífico enclave rodeado de jardines, playa y montaña, ha sido reconocido comoel mejor hotel de lujo de toda España. Se encuentraen Deià (Mallorca), Patrimonio de la Humanidad. Sus habitaciones destacan por su diseño de estilo mallorquín tradicional con lujo sofisticado. En él podrás encontrar desde suites espaciosas y cargadas de ambiente, hasta villas enteras para disfrutar de la experiencia mallorquina más íntima y especial. Cada una de ellas están diseñadas para que los huéspedes alcancen la máxima serenidad, paz y tranquilidad. También destacan su restaurante de alta cocina ,El Olivo; su relajadoCafé Miró, con vistas a la montaña; suRestaurante Miró, con su sabrosa selección de tapas y de pescado fresco; yel Tramuntana Grill, dónde podrás disfrutar de los mejores cócteles y bebidas frente a la piscina. Además, su spa también ofrece experiencias exclusivas con tratamientos realizados con productos locales (masajes con aceites esenciales, exfoliaciones con aceite de oliva...). Más servicios destacables: clases de tenis, actividades de senderismo y ciclismo en la sierra de Tramuntana, clases de arte, caminatas al amanecer... Además de varios espacios llenos de encanto ideales para organizaciones de eventos de todo tipo. https://www.belmond.com/es/hotels/europe/mallorca/deia/belmond-la-residencia/ El César Lanzarote es un espectacularhotel boutiquerodeado del imponente paisaje volcánico típico de la isla. Antiguamente se trataba delantiguo hogar de la familia de César Manrique.Su apuesta es clara: ofrecer una experiencia de lujo exclusiva para adultos, centrada en la calma, el lujo y una propuesta gastronómica local de alta calidad. Se encuentra situado enLa Geriay forma parte de Annua Signature Hotels. Sus habitaciones y suites se encuentran en plena naturaleza y destacan por su amplitud, sus terrazas y/o jardines privados y su decoración de lujo acogedor. Su restaurante, César, reinterpreta la cocina local de Lanzarote a través de platos que rinden homenaje al origen de la isla. También es digno de mención su Sunset Bar Lanzarote, situado en una terraza elevada sobre el océano, en el que podrás disfrutar de los mejores cócteles de autor. Además, ofrecen unamplio catálogo de experiencias en la islaque van desde las actividades más salvajes y naturales, hasta las más delicadas y relajadas: brunch&yoga, masajes en aljibes, experiencias acuáticas deportivas, paseos a caballo... https://annuahotels.com/es/hoteles-con-encanto-lanzarote/hotel-cesar-lanzarote Val d'Isère es un pueblo de montaña situado en el hueco de un valle repleto de chalets de piedra de madera. Su excelente ubicación entre los Alpes, lo convierte en el destino perfecto para los amantes del esquí, el bienestar y la buena comida. El Club Med Val d'Isère esel único resort de la Colección Exclusiva en la montaña.Y sí, ofreceacceso directo a las pistas con 300 km de pistas variadas. Desde pistas suaves para principiantes hasta pistas rojas y negras para esquiadores avanzados, hay opciones para todos los gustos. Ojo: los esquiadores que prefieran ir fuera de pista también encontrarán zonas ideales para explorar. Sin embargo, no todo es deporte en el Club Med Val d'Isère. Allí también disfrutarás del relax y el lujo característicos de un resort de este nivel.Su spa con múltiples tipos de tratamientos y masajeses perfecto para aquellos que buscan relajarse mientras admiran el paisaje. También cuenta con unapiscina cubierta climatizada,jacuzzi al aire libre y un bar para tomar cócteles y copas de champánmientras disfrutas del entretenimiento del hotel. Merece especial mención que está diseñado para solo adultos. Gracias a su sello Exclusive Collection, la experiencia se centra en el refinamiento y la relajación. Se trata de unhotel de 5 estrellas que describen como"el secreto mejor guardado de Asturias". Antiguamente, era unpalacio del siglo XVIcon 13 mil metros cuadrados de jardines situado a tan solo dos kilómetros del encantador pueblo marinero de Lastres, entre el mar Cantábrico y los Picos de Europa. El hotel está rodeado de zonas boscosas de cerezos, pinos, acebos... Por lo que, si estás buscando un sitio lejos del ruido, la rutina y la contaminación, CoolRooms Palacio de Luces es tu lugar perfecto. Cuenta con44 habitaciones.Desde todas ellas podrá disfrutar de unas fabulosas vistas, desde los jardines del palacio, a la Bahía de Lastres, la Sierra del Sueve, el mar Cantábrico y los Picos de Europa. También unrestaurante gastronómico, Tella, que bajo la supervisión del Chef Francisco Ruiz ofrece unacocina de elaboración artesanal con producto ecológicode proximidad del marisco a la caza y al corral avalada con la garantía de calidad 'Mesas de Asturias'. Susantuario de bienestarofrece una experiencia única con la vanguardia de la alta cosmética, los mejores tratamientos para la piel, camas de relajación, duchas de contraste, saunas y una piscina climatizada. Además, también podrás encontrar un gimnasio con maquinaria de última generación. https://coolrooms.com/palaciodeluces/ Se trata deuno de los mejores resorts de lujo del mundo y uno de los más famosos de la Costa del Sol. Situado en Casares (Málaga) es mundialmente reconocido por su diseño lujoso andaluz, su servicio personalizado impecable, su gastronomía de alto nivel ysu excepcional campo de golf de clase mundial(sede de la Solheim Cup 2023). Este campo de 18 hoyos ha sido clasificado entre los mejores de España y Europa. La arquitectura encalada, los patios fragantes y los jardines reflejan a la perfección la vibrante cultura de Andalucía y la elegancia calmada del Mediterráneo. Sus alojamientos incluyen todo tipo de comodidades excepcionales con vistas a los jardines, piscinas o a la costa. Su spa abarca más de 2.200 metros cuadrados. En él se encuentran desde baños termales, hasta piscinas de agua saladas, tratamientos orientales y actividades de bienestar como rituales seleccionados o clases de yoga. Además, a poca distancia en coche, encontrarássu exclusivo Beach Club con una piscina infinita de 35 metros, tumbona y una exquisita cocina mediterránea servida en la orilla.Su club de Fitness y Raquetatambién es digno de mención, pues el complejo ofrece desde gimnasios de última generación y estudios llenos de luz, hasta canchas de tenis. Punto extra: desde Finca Cortesín ofrecen todo tipo deexperiencias extraque van desde reuniones íntimas en patios iluminados hasta grandes celebraciones en jardines andaluces. Su equipo es capaz de hacer de cada evento una experiencia digna para el recuerdo https://www.fincacortesin.com/ Este hotel boutique de lujo rodeado de viñedos en el corazón de Priorat (Tarragona) destaca como uno de los mejores resorts del mundo. Se trata de unaexclusiva masía del siglo XVIIIideal para ofrecer el lujo silencioso digno de un cinco estrellas. Tan solo incluye24 suites únicas. Todas ellas con chimeneas y terrazas que combinan elementos rústicos con comodidades contemporáneas pensadas para que los huéspedes desconecten y gocen de una escapada exclusiva en un lugar lleno de encanto, tradición e historia. Cuenta con todos los servicios para unas parada de bienestar y desconexión: viñedos propios, una gastronomía de ensueño, spa… De sustres restaurantes, destaca Vinum, que ofrece tres exquisitas variedades de menús degustación, así como la opción de deleitarse con platos a la carta. Aunque su restaurante Tarraco, situado junto a lapiscina infinita, es el lugar perfecto para disfrutar de una deliciosa comida al aire libre con una selección única de platos frescos y sabrosos para todos los gustos. Su spa, diseñado en torno a elementos arqueológicos históricos, es un espacio privado ideal para los que buscan disfrutar de los mejores tratamientos y las más completas instalaciones Wellness. Este cuenta contodos los servicios: piscina de agua climatizada, jacuzzi, hammam y sauna, además de diferentes duchas frías y calientes. https://www.masdenbruno.com/es/ Mendi Argia —o Montaña Iluminada— es unavilla de principios del siglo XX ubicada en la ladera del monte Uliacon espectaculares vistas a la ciudad deSan Sebastián. Se trata de un proyecto familiar de dos hermanos de Guernica que, gracias a su fuerte arraigo a la cultura de la ciudad, consiguieron un alojamiento perfecto para quienes buscan un lugar de descanso y desconexión, pero sin renunciar a la proximidad del núcleo urbano. Su restauración fue obra de Openhouse Studio. Esta agencia creativa hizo de una casa en ruinas un espacio contemporáneo que respeta la esencia original del edificio: escaleras de madera, arcos de piedra, techos centenarios... Aunquesus estancias destacan por su delicadez, comodidad y encanto. Junto con Curdelón, en Mendi Argia ofrecencatas de vino privadasdentro de las instalaciones del hotel. Además, también se presta como un lugar ideal para celebrar todo tipo de eventos (bodas, cumpleaños, conferencias, sesiones de yoga...). Su capacidad total de 25 personas lo convierten en unlugar perfecto para eventos íntimos con carácter.Disponen tanto de espacios interiores como exteriores. ¿Plus extra? Se beneficia de la reputación gastronómica y turística de San Sebastián. https://mendiargia.com/es/ Estepalacio rural del siglo XV situado en Quirós (Asturias)fusiona la esencia campestre con la estética japonesa wabi-sabi (filosofía que encuentra la belleza en la imperfección y la sencillez), para ofrecer así una experiencia sostenible, única y auténtica a sus huéspedes. El hotel combina laarquitectura típica asturianacon interiores que valoran lo natural y simple. Todo el complejo apuesta por un enfoque sostenible para la conservación ambiental del entorno. Su ubicación es privilegiada. Se encuentraen el Parque Natural Las Ubiñas-La Mesa. Su restaurante gastronómico,Monte Bistró, cuenta con una estrella Michelin. Además, gracias a sus grandes espacios llenos de encanto, se trata del lugar perfecto para organizar eventos más especiales de hasta 60 personas. A esto se le suman, además, varias instalaciones de última generación; piscina de lámina de agua infinita, jacuzzi, saunas, salas de reuniones...Todas con las comodidades propias de un hotel de lujo moderno. Dato importante: el alojamiento funciona como unaentidad sin fines de lucroy la totalidad de sus beneficios se destinan a proyectos ambientales de la zona. https://www.solopalacio.com/ A pocos kilómetros de la ciudad de Oporto se encuentra estamansión del siglo XIX,un exclusivo hotel situado en lo alto de una colina con vistas a viñedos cercanos al majestuoso río Duero. Destaca por combinarlujo con sostenibilidad, su exquisita restauración, sus habitaciones y villas amplias y cómodas, su impresionanteSex Seises Spa con 2.000 metros cuadradosy sus experiencias enogastronómicas personalizadas. Sus opciones gastronómicas celebran la región en la que se encuentra y gran parte de los productos provienen del exuberante valle y del campo circundante. Aunque cabe destacar que en la misma finca cuentan con un huerto ecológico de verduras y hierbas. En su interior, destaca tambiénsu bodega (Wine Library) con una amplia selección de vinos de la región. Suspa con piscina cubierta, terapia de sonido, chorros de masaje, salas de tratamiento y saunas(de infrarrojos, de vapor, hierbas...) te sumergirán en un estado de relajación inigualable. Además, también ofrece una selección de clases bajo demanda con entrenadores y personales expertos. Más servicios que ofrece: salas de conferencias equipadas con tecnologías punteras, catas de vino, experiencias gastronómicas de temporada, gimnasio, experiencias en el entorno... https://www.sixsenses.com/en/hotels-resorts/europe/portugal/douro-valley/ En unacasa palaciega del siglo XVIII rodeada de 180 hectáreas de naturalezase encuentra este exclusivohotel boutique de cinco estrellas de Menorcaa tan solo veinte minutos de Ciudadela. Cuenta con dos piscinas al aire libre, dos restaurantes, una gran cantidad de experiencias artesanales y un total de33 lujosas suitessituadas en la casa principal rodeadas de jardines aromáticos con árboles de cítricos, olivares y plantas típicas del Mediterráneo. En Cala Son Vell, suplaya rocosa privada, podrás disfrutar de aguas cristalinas azul zafiro a tan solo un paseo a pie desde el hotel. Asimismo, desde el extremo de la finca se puede acceder alCamí de Cavalls, un antiguo camino de herradura que rodea toda la isla y que todavía se conserva en buen estado para pasear y hacer senderismo. Sus habitaciones y suites fusionan la estructura tradicional del edificio con lujos contemporáneos y elegantes para conseguir una atmósfera profundamente acogedora y reconfortante. Además, las opciones culinarias son una celebración de la generosidad de la isla gracias a losingredientes frescos de su huerto ecológicoy sus proveedores locales. Su oferta gastronómica está liderada por el galardonadochef ejecutivo Joan Bagur, que en 2024 obtuvo una entrada codiciada en la Guía Repsol, la versión española de la Guía Michelin. Experiencias que ofrece: viaje artístico por Ciudadela, cine bajo las estrellas, música en directo en Vermell, alquiler de barcos, yoga matutino, excursiones en paddle surf, aventuras en quads, paseos a caballo... https://vestigecollection.com/son-vell/es/ Apodado como"el santuario del Mediterráneo", el hotel St. Regis Mardavall es un excepcionalresort de lujo en Mallorcaque destaca por su ubicación inmejorable frente al mar en Costa d'en Blanes, situado entre acantilados y el puerto deportivo de Puerto Portals. Distribuido en cuatro edificios en tonos terracota, el hotel ofrece125 habitaciones y suites con amplias terrazas privadas con acceso al jardín o con vistas al Mediterráneo.Destaca, además, su impecableservicio de mayordomo St. Regisque ofrece atención personalizada las 24 horas, anticipándose a cada deseo y atendiendo cada detalle para crear una experiencia tan personalizada como inolvidable. En sus instalaciones albergael famoso restaurante 'Es Fum', galardonado con una estrella Michelin y un Sol Repsol, liderado por el chef Miguel Navarro. También destacan su restaurante 'Terra', con recetas y productos de Mallorca; su Mar Sea Club, con vistas al mar en Mallorca; y el bar de tapas 'The St. Regis Bar'. Llama la atenciónThe St. Regis Mardavall Mallorca Resort, sus exclusivos campos de golfpara sus huéspedes más distinguidos. Cuenta con tres campos: Son Vida, Son Mutaner y Son Quino. https://www.marriott.com/es/hotels/pmixr-the-st-regis-mardavall-mallorca-resort/overview/ En Mallorca también podremos disfrutar del exclusivo Zoëtry Mallorca, unresort de cinco estrellas situado en la tranquila localidad de Llucmajor, ubicado en una encantadorafinca histórica del siglo XIVcon capilla neogótica, un molino de viento y una casa señorial restaurada que combina la elegancia histórica con las comodidades más punteras de un hotel boutique. Rodeado de jardines, olivares y naturaleza mediterránea, este resort busca crear una experiencia única e inigualable a través de la gastronomía, el bienestar y la conexión con la naturaleza, creando así un santuario perfecto para el descanso y la renovación. Gracias a sugastronomía de alta gama, descubrirás la esencia de la cocina mediterránea con platos tradicionales preparados por chefs expertos y elaborados con productos frescos, locales y orgánicos. Cada comida es una experiencia sensorial, liderada por Andreu Genestra, galardonado con unaEstrella Michelin y una Estrella Verde Michelin.Puedes elegir entre las siguientes opciones: alojamiento y desayuno, media pensión o las inclusiones deEndless Privilegespara personalizar su estancia: un concepto de lujo todo incluido que ofrece cenas ilimitadas, servicios de mayordomo, bienestar y experiencias personalizadas. Su Pure Spa (16 años+)es concebido como un santuario de serenidad. Este incluye: baños turcos, duchas sensoriales, saunas, fuentes de hielo, acueducto, piscina climatizada y productos de spa de lujo Natura Bissé. https://www.hyattinclusivecollection.com/es/resorts-y-hoteles/zoetry/espana/mallorca-balearic-islands/ Volver al índice principal con todas las categorías de los Premios 'ELLE Travel' 2026 Laura Soria Onieva es experta en moda, tendencias, alfombras rojas y 'celebrities'. Como apasionada del periodismo y la comunicación, siempre está atenta a las últimas novedades del sector. Entiende la moda como una vía de expresión y siempre busca entender la filosofía que transmiten los estilismos de las famosas. La búsqueda constante de inspiración la convierte en una prescriptora de futuras tendencias de temporada. Así, no hay prenda o estilo que se le escape en Instagram y TikTok. Experta en recrear los mejores looks de las famosas e influencers con prendas de las firmas 'low cost' más exitosas como Zara, Mango, Stradivarius... Así como de las firmas españolas que debes tener sí o sí en tu radar para que puedas vestir a la última. Para ella no hay tendencia imposible: transparencias, aberturas complicadas, brillos, lentejuelas... Buscará todos los trucos de la mano de las expertas para enseñar cómo lucirlas sin caer en el error. Laura Soria se graduó en el doble grado de Periodismo y Comunicación Audiovisual en la Universidad Rey Juan Carlos y, desde el inicio, ha conseguido experiencia en distintos sectores: radio, televisión, periódico digital... Actualmente se dedica a la que es su verdadera pasión, el periodismo de moda, como colaboradora de moda y actualidad en la revista ELLE. Sus constantes ganas de aprender, y su alma inquieta, la han empujado a especializarse aún más en el mundillo con distintos cursos, destacando el de Marketing Digital y Comunicación de Moda y Lujo.
→ Apri originale
Finalistas ELLE Travel Awards 2026: categoría 'Apertura estelar'
📰 ELLE.com 📅 2026-05-13 es
La revista ELLE Travel reconoce los mejores hoteles que han abierto sus puertas este 2026 para ofrecer a sus clientes los mejores servicios, comodidades y experiencias. Estos son los favoritos de la redacción.
La revista ELLE celebrará sus primerospremios ELLE Travelen septiembre de 2026 para homenajear lo mejor de la industria hotelera tanto a nivel nacional como internacional en diversas categorías (A bordo, Family First, Best Friends...). En este artículo de aquí, daremos a conocer los hoteles nominados por el equipo de redacción enla categoría 'Apertura estelar'. En ella, describiremos los mejores hoteles que han abierto sus puertas en el último año tanto en España como en tierras extrajeras. Y es que, este último año, la industria hotelera se ha redefinido por completo.Ya no se venlos hoteles como una simple estancia donde alojarse. Ahora, el hotel es el destino en sí mismo.Un lugar en el que se busca desconectar, vivir experiencias y reunir momentos perdurables con el paso del tiempo. Todo esto, por supuesto, con toda clase de comodidades y pequeños detalles que te hacen vivir como un auténtico rey, aunque sea por unos días. Diseños exclusivos,ofertas gastronómicas únicas, spas de autor, estancias inmersivas...A los nuevos hoteles del 2025/2026 no les falta detalle. Estos son los nominados por los expertos de ELLE Travel. Los nombres de los ganadores saldrán a la luz durante la entrega de premios. Ubicado en pleno corazón de Oporto, Casa Cedo es reconocido por ser un hotel boutique de lujo caracterizado por suenfoqueslow living. El objetivo de Casa Cedo está claro: hacerte sentir como en casa, incluso lejos de ella. De este destaca su diseño inspirado en la artesanía portuguesa contemporánea, suarquitectura histórica del siglo XIX,su ambiente íntimo y acogedor, y suboutique de floresque ofrece una experiencia sensorial 360º. En Casa Cedo no encontrarás excesos, encontrarás minimalismo, sencillez, calidez y hospitalidad. Además de un aroma floral que hace de cada sala un rincón encantador. Cada habitación (ocho en total)está bautizada por el nombre de una planta. Son amplias, cómodas y cuentan con todo tipo de lujos minimalistas: baño de mármol, grandes ventanales, butacas de lana, escritorios de metal... Además, ofrece unservicio de conserjería por cliente.Porque sí, la hospitalidad es uno de sus puntos fuertes. Casa Cedo es tu opción ideal si buscas tranquilidad y un ambiente acogedor más allá de tu hogar. www.casacedo.com/ Elisabeth by the Sea esel primer hotel cinco estrellas situado en Tossa de Mar(Costa Brava). Concretamente, está ubicado frente a la playa Grande y la Vila Vella. Y sí, una de las principales razones de su éxito es su diseño de lujo al más puro estilo oasis y suubicación premium situada en primera línea de playacon vistas al Mar Mediterráneo. Sushabitaciones están diseñadas para todo tipo de huéspedes. Puedes encontrar desde la acogedora habitación individual, ideal para los que viajan solos por gusto o por motivos de trabajo; hasta las habitaciones familiares pensadas para vivir la mejor de las experiencias con tus allegados y seres queridos. Destaca, además, suexcelente oferta gastronómica con ‘The Patio’, dónde podrás encontrar platos frescos y bien elaborados con productos locales; o‘Pique Nique’, su rooftop bar con los mejores aperitivos y cócteles para brindar sin prisas. Qué ofrece: spa para relajarse, gimnasios, meeting room para reuniones, patios exteriores para disfrutar del aire libre… https://elisabethbytheseahotel.com/es/ Situado frente a la majestuosa Catedral de Granada yelevado sobre los antiguos restos de la Alhóndiga de los Genovesesse encuentra el exclusivo Gran Hotel Claridge Granada. Un santuario de calma con servicio exquisito en el que podrás vivir la esencia más auténtica de Granada yel auténtico lujo nazarí. Este ofrece70 habitaciones con vistas privilegiadas a La Alhambra, Sierra Nevada y la Catedral.Cada habitación destaca por estar diseñada de manera exquisita con materiales nobles y luz natural. Además, encara una de ellas podrás encontrar: teléfono, televisión, aire acondicionado, caja fuerte, wifi, baño privado, cafetera y toda clase de accesorios necesarios para cumplir con tus necesidades. Además, ofrecela mejor gastronomía con producto local a través de INIZIO, su restaurante de cocina de autor, bajo la batuta delchef Rafael Arroyo, para conocer así los sabores más auténticos del lugar. Más servicios que ofrece: spa, piscinas inspiradas en el ambiente nazarí, terraza wellness, gimnasio, salas de reuniones, instalaciones para congresos, bodas y eventos privados y demás promociones exclusivas. www.granhotelclaridge.com/ Se inauguró en 1890 y se convirtió enel primer gran hotel de lujo de España. Fue refugio de 'royals' como Alfonso XIII, aristócratas y personajes ilustres como Agatha Christie. Sin embargo, este 2026 se ha restaurado con el fin de conseguir un hotel que combine historia, arquitectura neoclásica, alta gastronomía y todos los lujos actuales. Es considerado elpionero del turismo de lujo en Canarias.Está situado en el norte de Tenerife y cuenta con impresionantes vistas panorámicas al Teide y al océano Atlántico. En él podrás encontrar hasta1999 habitaciones y suites que destacan por su diseño colonialconseguido con materiales nobles y vistas panorámicas únicas. Cuenta conseis restaurantes de alta cocina.Desde el restaurante Oka by Ricardo Sanz en el que degustarás lo mejor de la cocina japo-mediterránea, hasta el restaurante Amalur del prestigioso chef Erlantz Gorostiza con los mejores productos locales y la esencia artesanal típica del lugar. Más cosas que ofrece: actividades privadas o en grupos reducidos con acceso privilegiado y guiadas por expertos, rutas privadas y experiencias culinarias personalizadas, https://granhoteltaoro.com/es/ Para los que buscan unauténtico resort de lujo frente al mar, Hacienda del Mar es el mejor destino. Está ubicado frente al mar enprimera línea de playa en Estepona, lo que ofrece unas vistas panorámicas al Mar Mediterráneo impresionantes. Llama especialmente la atención sus exuberantes y exóticos jardines tropicales con piscinas exteriores y zonas de bienestar. Ofreciendo así un auténticooasis de autenticidad, calma y elegancia. Se trata de unhotel de cinco estrellasen el que podrás encontrar toda clase de comodidades: exquisitas opciones gastronómicas, habitaciones y suites con lo último en decoración, piscinas climatizadas, spas, gimnasios, campos de golf... Todo inspirado en la esencia mediterránea y la identidad andaluza más auténtica. Más comodidades que ofrece: Kids Club, acceso directo a la playa, tratamientos de bienestar, servicios de limpieza, instalaciones para mascotas, parking privado, aparcacoches, personal de animación... Hacienda del Mar pertenece a The Meliá Collection, una selección de hoteles de lujo que asegura una conexión auténtica y de calidad con el destino. https://www.melia.com/es/hoteles/espana/estepona/hotel-hacienda-del-mar-2940? El Iberostar Fuerteventura Palace es unhotel de cinco estrellasque destaca por su excelente ubicación en primera línea de la playa de Jandía. Aunque no solo es reconocido por sus vistas al mar, también lo es por sulujoso diseño, su inmejorable gastronomía y su apuesta para experiencias para adultos. Es considerado comouno de los mejores hoteles "todo incluido" en España. Se renovó este año con el fin de ofrecer a las parejas las mejores instalaciones para disfrutar del descanso, la calma y la conexión con la naturaleza. Cada habitación está decorada con el objetivo de transmitir el estilo de vida relajado de la isla. Cuenta, además, convarios restaurantes y bares con diversas opciones de gastronomía local, comida vegana, cocina en vivo o de especialidad...Y todo tipo de servicios de bienestar, spa, fitness y yoga, así como salas de reuniones, shows profesionales, servicios de habitaciones 24 horas, zonas exclusivas para los 'Star Prestige', etc. https://www.iberostar.com/es/hoteles/fuerteventura/iberostar-selection-fuerteventura-palace/ Only You Nueva York es un hotel situado en el epicentro de Manhattanque promete conquistar a todos los que viajen a la ciudad de la Gran Manzana en cuanto abra sus partes definitivamente a finales de año. ¿Su objetivo?Ofrecer a sus huéspedes el concepto dellifestylede lujo característico del lugar. Su ubicación es inmejorable. Te conectará con los grandes hitos de la ciudad: teatros de Broadway, librerías icónicas, cafés con carácter y azoteas que impresionan.Tiene un total de138 habitacionesy contará contoda clase de espacios gastronómicos, experiencias y servicios pensados para quienes viajan con intención de descubrir la ciudad desde dentrocomo si de un auténtico neoyorquino se tratara. El hotel busca ofrecer una auténtica experiencia cosmopolita, incluso a los viajeros más exigentes. Sin duda, se trata de todo un hito para la marca española Only You Hotels aterrizar en Estados Unidos. https://www.onlyyouhotels.com/hoteles/only-you-new-york/ Paradisus Bali es más que un resort de cinco estrellas en Bali,es un santuario moldeado por la propia isla. Este hotel viene con el fin derefedinir el lujo en Indonesiacon un concepto "todo incluido" de alta gama. Ubicado en las cosas de Nuba Dua, Paradis Bali ofrece desde suites cuya decoración está inspirada en el ambiente local, hasta cocina de temporada y toda clase de experiencias inolvidables tanto para adultos (The Reserve) como para familias (Family Concierge). Más allá del resort, podrás encontrarte con las campanas de los templos, los famosos arrozales y los amaneceres dorados. Lo que más llama la atención es su experiencia donde el lujo no entiende de límites tanto en susrestaurantes de especialidad(hasta ocho restaurantes y múltiples bares), como en suservicio de habitaciones de 24 horas. Además de, por supuesto, susexuberantes jardines tropicales, lagunas y piscinasque se integran con la naturaleza local. Cabe destacar que también ofrece inmersiones culturales auténticas, sesiones de yoga e, incluso, la posibilidad de escoger villas privadas con piscinas propias para experiencias más íntimas. https://www.melia.com/es/hoteles/indonesia/bali/hotel-bali-5701 Con una ubicación privilegiada como lo es el popular distrito de Argüelles —situado en el lado oeste del centro de Madrid—, se encuentra el Princesa Plaza. Un hotel que recientemente ha "sufrido" unareforma integral para hacer de él un alojamiento de alta gama en pleno corazón de la capital española. Cuenta con400 habitaciones(las de los pisos superiores con vistas panorámicas),14 suites,espacios para reuniones y conferenciasllenos de luz natural, auténticagastronomía española de alta gamay unbar en el lobbydonde poder relajarte. Tras una inversión millonaria por Selenta Group, el hotel ha renovado su interior para darle un aspecto más lujoso, pero respetando su estructura clásica y tradicional. Se posiciona como unreferente en el sector de hoteles de negociospor sus servicios de calidad excepcionales. Además, cuenta con la certificación 'LiYu', para ofrecer toda clase de comodidades y servicios para los huéspedes chinos. Se trata del primer hotel bajo la marca insignia Marriot Hotels situado en el centro de Madrid. https://www.marriott.com/es/hotels/madpp-madrid-marriott-hotel-princesa-plaza/ Radisson Tenerife es el primer resort de Radisson situado en esta impresionante isla.Ubicado en la cima de una colina, ofrece unas vistas panorámicas espectaculares al Teide, así como un acceso rápido a los lugares más emblemáticos a nivel turístico como el Parque Nacional del Teide, Playa Jardín y el Loro Parque. Reinaugurado este último año, resalta por tratarse de unexclusivo refugio solo para adultos(a partir de 16 años) que une lo mejor de un hotel de lujo y 'branded residences' con servicios de alta gama. Está enfocado para los viajeros que buscan tranquilidad y descanso. De ahí que su centro de bienestar Laurisilva Wellnesssea uno de sus puntos más fuertes y aplaudidos por los huéspedes. Su servicio 'Crown'te permitirá disfrutar de experiencias superiores, como el acceso a la zona exclusiva con aperitivos y bebidas, así como otros servicios de gran calidad y un 10% de descuento en tratamientos y masajes. Además, podrás disfrutar detoda clase de experiencias gastronómicas, desde deliciosos desayunos bufé hasta recetas temáticas en Tremor para disfrutar de los deliciosos sabores del mundo. Con el servicio 'Crown', también tendrás extras en la habitación, así como acceso a la zona de restaurante privada. Más servicios que ofrece: piscinas al aire libre, gimnasios, spa, servicio de habitaciones y estancias para mascotas. https://www.radissonhotels.com/es-es/hoteles/radisson-resort-tenerife SLS Barcelona es unexclusivo resort de lujo urbanoque destaca por su excelente ubicación frente al mar y su diseño extravagante y maximalista. Todas sus habitaciones (casi 500 en total) recogen la energía de la ciudad de Barcelona a través de decoraciones lujosas con espíritu lúdico y detalles inesperados. Aunque también ofrecen suites para los más exigentes y apartamentos para los que desean quedarse más tiempo. Suoferta gastronómicava desde los atrevidos sabores de Lora, hasta la impresionante azotea con vistas de Cósmico que te llevará al cielo. Se trata de uno de los epicentros de entretenimiento concócteles de autor.Destacan, además, suseventos en la piscina y sus domingos de fiestas. ¿Qué más ofrece?Desayunos incluidos (si reservas desde su web), paquetes para eventos de temporada como el Primavera Sound (pase de tres días para el festival), experiencia 'glow' de spa y wellness, un 50% de descuento en la segunda habitación al reservar dos estancias, saunas, piscinas, gimnasio y salas para eventos privados. https://slshotels.com/es/barcelona/ Tivoli Hotels & Resorts se ha unido con Kopke —la exclusiva bodega de vino de Oporto más antigua del mundo— para lanzar un impresionante hotel de lujo en Vila Nova de Gaia (Portugal).Se distingue, principalmente, por sus increíbles vistas panorámicas del Río Duero, su impresionante colección de arte contemporáneo y su excelente oferta gastronómica con comidas y cenas ibéricas elaboradas por el chef nacho Manzano (tres estrellas Michelin) junto a los mejores vinos de la bodega Kopke, hasta su excelente cata de degustación. Si te alojas en Tivoli Kopke conocerás el bienestar de verdad con sussantuarios repletos de saunas, salas de vapor, piscinas con vistas y demás.Además, el hotel también ofrece amplios espacios para los que busquen celebrar eventos y bodas de hasta 900 invitados en un lugar con encanto e historia. Se puede escoger la opción de utilizar las históricas bodegas para que la ocasión sea verdaderamente única. Puntos destacados: ofrece 150 habitaciones y suites, vinoteca, restaurante con chef con estrellas Michelin, amplia colección de arte, tratamientos wellness, gimnasio con máquinas de alta tecnología, permiso para mascotas.... Además, desde su web puedes acceder aofertas extrapara vivir todo tipo de experiencias únicas como clases privadas de pilates, planes románticos con spa y masaje, catas de vinos, visitas guiadas, talleres, excursiones, etc. https://www.tivolihotels.com/es/tivoli-kopke-porto-gaia Volver al índice principal con todas las categorías de los Premios 'ELLE Travel' 2026 Laura Soria Onieva es experta en moda, tendencias, alfombras rojas y 'celebrities'. Como apasionada del periodismo y la comunicación, siempre está atenta a las últimas novedades del sector. Entiende la moda como una vía de expresión y siempre busca entender la filosofía que transmiten los estilismos de las famosas. La búsqueda constante de inspiración la convierte en una prescriptora de futuras tendencias de temporada. Así, no hay prenda o estilo que se le escape en Instagram y TikTok. Experta en recrear los mejores looks de las famosas e influencers con prendas de las firmas 'low cost' más exitosas como Zara, Mango, Stradivarius... Así como de las firmas españolas que debes tener sí o sí en tu radar para que puedas vestir a la última. Para ella no hay tendencia imposible: transparencias, aberturas complicadas, brillos, lentejuelas... Buscará todos los trucos de la mano de las expertas para enseñar cómo lucirlas sin caer en el error. Laura Soria se graduó en el doble grado de Periodismo y Comunicación Audiovisual en la Universidad Rey Juan Carlos y, desde el inicio, ha conseguido experiencia en distintos sectores: radio, televisión, periódico digital... Actualmente se dedica a la que es su verdadera pasión, el periodismo de moda, como colaboradora de moda y actualidad en la revista ELLE. Sus constantes ganas de aprender, y su alma inquieta, la han empujado a especializarse aún más en el mundillo con distintos cursos, destacando el de Marketing Digital y Comunicación de Moda y Lujo.
→ Apri originale
The ballerina, the billionaire's son... and Jeffrey Epstein: Inside the murder of Martine Vik Magnussen
📰 Dailymail.com 📅 2026-05-13 📍 New York/NJ en
Sitting in the living room of Martine's family home on an island near Oslo, her father Petter revealed the battles he has faced in his 18-year fight for his daughter's suspected killer to be brought to justice.
ByPIRIYANGA THIRUNIMALAN, SENIOR REPORTERand DAVID LEAFE andMARTIN ROBINSON, CHIEF REPORTER Published:11:54 BST, 13 May 2026|Updated:07:24 BST, 14 May 2026 With a bow in her hair and wearing her favourite pink and white tutu, six-year-old Martine Vik Magnussen poses excitedly for the camera at one of her very first ballet lessons. ‘Like many girls, she started off wanting to be a ballerina,’ says her father Petter, gesturing towards this treasured photo of the daughter whose life was to end so brutally at the age of 23. ‘She had this tremendous sense of humour and she was always genuinely interested in other people. She enjoyed life and she was pure sunshine. I know that many parents would say that about their children but there’s no better way to describe her.’ Sometimes fighting back tears as we talk in the living room of his elegant home on the island of Nesøya, a wealthy enclave 12 miles southwest of Oslo, retired academic Petter is sharing many pictures from the family albums for the first time since Martine’s murder inLondon, 18 years ago. Back then, the story hit the headlines not just because of the cruel end that had befallen this beautiful young student but because it soon emerged that Farouk Abdulhak, her alleged murderer, had evaded justice by fleeing to Yemen, which has no extradition treaty with the UK. Now Petter is giving this in-depth interview with the Daily Mail’s Crime Desk because of another sickening twist in the still unresolved case. With the latest release of the Jeffrey Epstein files in January, it emerged that the paedophile financier had brokered a meeting between Farouk Abdulhak’s father Shaher and Lord Ken Macdonald, the director of public prosecutions (DPP) at the time of Martine’s death. Lord Macdonald subsequently met with Farouk Abdulhak in Yemen, prompting an enraged Petter to describe it as ‘completely wrong’ for the man in charge of the Crown Prosecution Service at the time of the murder to be advising the chief suspect and his father. As we will see, Lord Macdonald was just one of the big guns called upon by Abdulhak Senior. Martine Vik Magnussen dressed for one of her very first ballet lessons aged six. Her father Petter shared the image as he described her childhood dream of becoming a ballerina Martine, a bright young student, had moved to London to study International Business at Regent's Business School. She was celebrating her end of term exams in 2008 when she went missing and was found buried under rubble in the basement of a block of flats Petter and Martine pictured during a weekend trip to New York. The pair had an extremely close bond and shared a love for travelling Farouk Abdulhak with Martine on the night she died in 2008. She was found raped and strangled and he fled the UK for Yemen Another was solicitor Ian Burton, a founder member of London-based BCL Solicitors. His controversial clients have included longtime Harrods boss Mohamed Al-Fayed who, after his retirement, was exposed as a serial sexual predator. More recently, he has been representing Epstein’s close friend Peter Mandelson as he is investigated on suspicion of misconduct in public office. In the Spears 500 directory, a kind of Yellow Pages for the hugely wealthy, Burton is quoted as saying that ‘the trick in our game is not to win the fight, but to avoid there being a fight.’ But if that was Shaher Abdulhak’s aim in hiring him, then it failed. Hi, I'm Alex Matthews, Editor of The Crime Desk. It was over 30 years ago that Fred and Rose West's 'house of horrors' was found - but have you ever wondered what happened to their children? Some live in fear, others have happy lives.Sign up here to get our exclusive piece for free. Today, in light of the new Epstein documents, Odd Petter Magnussen is more determined than ever to see Farouk Abdulhak brought to account for what happened to his beloved daughter. Martine had been raped and strangled before her half-naked body was buried beneath rubble in the basement of an apartment block near London’s Regent’s Park. Suspicion immediately fell on Abdulhak, a fellow student at the nearby Regent’s Business School. A resident of the flats where Martine’s body was found, he was the last person seen with her as they left Mayfair's exclusive Maddox nightclub in the early hours of March 14, 2008, after celebrating their end-of-term exams. Just hours after the murder, Abdulhak fled the UK on a scheduled flight to Cairo before jumping aboard his father’s private jet and flying to Yemen. Now 39, he is thought to have been living there ever since, presumably living off money inherited from his father who died in December 2020. In an interview with the BBC in 2023, the only time he has spoken publicly, he admitted for the first time his involvement in Martine's death, claiming it was a cocaine-fuelled ‘sex accident’ gone wrong. Petter dismisses that idea, pointing out that the 43 cuts and scratches on her body showed that she fought for her life during a violent attack. ‘It was definitely a sex act,’ he says. ’But it was forced upon Martine who had only a very minor amount of cocaine in her blood.’ This week, the Metropolitan Police said that the case remains open and that they will not stop pursuing Abdulhak, a promise Petter will be making sure they keep. He insists he is intent on justice rather than revenge. He has certainly had plenty of opportunity for the latter. ‘I’ve had offers to kill or use force to bring him back from approximately 10 different groups. One said they would have a bullet put in his head in Yemen, or leave him abandoned in front of a British police station. But I want Martine’s case to change international law so that the lack of an extradition treaty does not prevent a fugitive from being brought to justice.' As we talk, we are surrounded by reminders of the vibrant young woman Martine was, among them a photo of father and daughter smiling happily on a weekend away in New York. Equally poignant is the clay bust of Martine, positioned so that it gazes out of the sweeping windows overlooking the Oslofjord, the picturesque inlet surrounding the house. Here, in this idyllic setting, Martine was raised as the middle of three children born to Petter and his now ex-wife Kristin, the couple divorcing when Martine was 16. Today in his 70s, he is grey-haired and infinitely more careworn than in the photo of him as a proud young father with Martine, then a toddler, sitting on his knee. But still he lights up as he talks about Martine, describing her as a social butterfly, always inviting her friends over to enjoy a swim in the lake and relax in the little beach house he built on the shore beneath their home. Petter spoke with our reporter at his home which sits on an island just outside of Oslo. It is the same home where Martine had once grown up Petter recalled Martine's childhood dreams as he also described her 'tremendous sense of humour' and 'genuine interest in other people' Jeffrey Epstein said in a 2012 email to Farouk Abdulhak's father Shaher Abdulhak that he had spoken to Lord Ken Macdonald, who served as Director of Public Prosecution between 2003 and 2008 Shaher Abdulhak (pictured) was one of Yemen's wealthiest men, known as the 'King of Sugar'. Emails released by the DoJ show he was in contact with Jeffrey Epstein about his son's case After she moved to London to study international business and started hanging out with a fun-loving and well-heeled crowd who introduced her to the likes of Prince Harry, Petter worried about her being distracted from her studies, but he couldn’t have been more wrong. ‘She managed to come top of her class,’ he says proudly. Showing me Martine’s bedroom, where her clothes still hang in the wardrobe, and her bed is made as if she might be returning at any minute, he describes the shocking phone call he received on the evening of March 15, 2008. It was from Martine’s friends in London, telling him that she hadn’t been heard from since leaving the club with Abdulhak. The next day, the family flew to London where, soon after they landed, the police told them they had found Martine’s body. ‘We all went to identify her at the coroner’s court. She was lying there under a nice red blanket, looking so calm - exactly as we had seen her in bed during her childhood. ‘She still had make-up on from her last night and she seemed so peaceful and familiar that I felt like we could wake her up. I just couldn’t leave the room because I knew it was the last time I was going to see Martine, but eventually I stroked her gently over the cheek and said goodbye. ‘Packing her belongings in her flat, and talking to the police kept the full impact of grief at some distance for me. But at one point, when I was alone in our hotel room, I ended up screaming my lungs out in despair.’ By then, Abdulhak was long gone. Brought up between the United States and Egypt, he had never lived in Yemen but his father, one of the country’s richest and most powerful men, persuaded then president Ali Abdullah Saleh to give his son a Yemeni passport. ‘Money talks,’ says Petter, and it certainly did for Shaher Abdulhak. Alongside Ian Burton, he also hired David Wilson, chairman of Bell Pottinger, the PR firm which propelled Margaret Thatcher to power, as his spokesman in the UK. Both he and Burton were, of course, at liberty to accept his money even if, given the awful circumstances of the case, others might have declined. But it is Lord Macdonald’s role that has sent eyebrows soaring, particularly given the grubby nature of his erstwhile client’s friendship with Epstein. The Epstein files cast no light on how the two billionaires got acquainted. But Abdulhak, who made his vast fortune trading sugar, oil and arms, was certainly someone Epstein — shamelessly courting the ruling classes of the Middle East in building his web of powerful contacts — would have made it his business to know. That web also included British PR consultant Ian Osborne, a fixer to the rich and powerful. And it was Osborne who put Epstein in touch with Lord Macdonald, a leading criminal defence QC who co-founded human rights chamber Matrix with Cherie Booth QC, wife of Tony Blair. His 2003 appointment as CPS chief was dogged by claims that he was a ‘Blair crony’ but he served for five years, returning to private legal practice six months after Martine’s death. In June 2012, following a phone conversation with Jeffrey Epstein, Lord Macdonald met with Shaher Abdulhak in Paris. For that trip, according to an email sent from his practice manager to Abdulhak and included in the Epstein files, he was paid £20,000, and put up in a five-star hotel with first-class travel on Eurostar both ways. Then, a month later, he flew to Sanaa, the capital of Yemen, to meet Abdulhak’s son. When questioned about this meeting after it was exposed in the Epstein files, Lord Macdonald described it as a failed attempt to persuade Farouk Abdulhak to return to the UK. This week he told the Mail that he went because ‘all diplomatic and legal attempts to secure his return had… long since hit a brick wall.’ That Lord Macdonald did not succeed either is hardly surprising given that Shaher Abdulhak was implacably opposed to his son leaving Yemen, as was made clear at a meeting which Lord Macdonald and Ian Burton held with the Metropolitan Police in February 2009. Then, Burton said his instructions were to ‘uphold what is set out in the Yemeni constitution’ which ‘forbids the extradition of its nationals’. This begs the question of why Lord Macdonald, who has declined to say what he was paid for meeting Farouk Abdulhak, thought he might get him to come back voluntarily. An image revealed in the Epstein Files further reveals the close relationship between the paedophile financier and Shaher Abdulhak Martine's memory is kept alive throughout the family home with artwork dedicated to her Pictured: Petter sitting in Martine's childhood bedroom, which is adorned with framed images of Martine and the family Petter described Martine, pictured here during her teenage years, as 'pure sunshine' as he told of her love for life and care for others As for the ethics of his involvement, he said in February that, since he no longer held the post of DPP at the time of these meetings, ‘there was nothing improper in any way in my involvement in this case’. That may be so, legally speaking, but it seems tone-deaf to Petter. ‘If the aim had simply been to return Farouk Abdulhak to the UK, there were clear legal and diplomatic routes available,’ he says. ‘Turning instead to a former UK head of prosecutions risks giving the impression that those routes were being sidestepped.’ He is equally furious about an email to Epstein in which Shaher Abdulhak speculated that, if convicted in the UK, his son might get away with a lesser sentence, ‘something like house arrest, charity work’. More insulting still was Abdulhak’s apparent attempt to buy his silence by paying him $50 million (approximately £36 million), the amount suggested after Petter had turned down several meetings he believed was aimed at discuss such possibilities. ‘For me, that could never replace justice. I will never make a dime out of Martine’s tragedy,’ he says. Alongside the efforts to circumvent British justice, Petter also suspects Epstein’s hand in what he views as the Norwegian government’s disappointing response to his campaign for Abdulhak’s extradition. He claims that one of those involved in attempting to broker financial negotiations with him on Shaher Abdulhak’s behalf was Terje Rød-Larsen, the husband of Mona Juul, Norway’s ambassador to the UK between 2014 and 2018. Both had been much lauded for their role in facilitating the secret negotiations that led to the 1993 Oslo Peace Accords between Israel and the Palestine Liberation Organization. They got to know Epstein after Rød-Larsen — who described him as his ‘best friend’ and a ‘thoroughly good human being’ — became president of the International Peace Institute (IPI) in 2005. This publicly-funded think tank works closely with the United Nations to promote peace, security and sustainable development but Rød-Larsen has since been accused of using his position to help secure visas for Russian models to serve as ‘interns’ there. One of them has since claimed she was among Epstein’s sexual abuse victims. In 2020, Rød-Larsen was forced to resign for what he described as his ‘failed judgement’ in accepting a personal £95,000 loan from Epstein, and securing from him around half a million pounds in donations for the organisation without the knowledge of the IPI’s board. The association with Epstein has proved equally damaging to his wife’s career. After her posting to the UK, she became ambassador to Jordan and Iraq, positions she was forced to resign in February after the Epstein files showed just how involved he was in their lives. On several occasions, they and their twins, Edward and Emma, visited Little Saint James, the Caribbean island later revealed as the central hub for his sex trafficking ring, and Epstein seems to have become a mentor to Edward, becoming like a doting ‘uncle’ to him. Petter and Martine pictured together as he played Lego with his eldest daughter. Despite the obstacles thrown his way, Petter refuses to give up in his fight for Farouk Abdulhak to be brought back to the UK to face trial Epstein's email to Shaher Abdulhak, where he states that Lord Macdonald suggested Farouk Abdulhak could get away with 'a form of house arrest' for the murder Martine's childhood bedroom. Photo albums and books about Martine are stacked on shelves, alongside framed images of her. Her bed is still freshly made as though she may return any second, and her wardrobe still contains her clothes Farouk Abdulhak fled the UK for Cairo, Egypt and then on his father's private jet to Yemen within hours of Martine's murder. He remains there and the Met Police have said they are still committed to bringing him back to the UK to face trial CCTV footage issued by the Met Police shows Martine leaving the Maddox nightclub with Farouk Abdulhak hours before she was killed Various emails show how he arranged work experience for Edward at Christie’s auction house and advised him on how to speak, dress and even get his hair cut. Eventually, he became so entwined with the family that he left both Edward and Emma $5 million (£3.6 million) in his will. Recently, 25-year-old Edward committed suicide as police investigated his parents’ financial ties to Epstein. Both deny any wrongdoing. In a statement this week, Terje Rød-Larsen’s lawyers said he had no recollection of an attempt by himself and Epstein to organise a meeting with Petter, while Mona Juul referred all questions to the Norwegian Ministry of Foreign Affairs. But Petter believes it is no coincidence that, during Mona Juul’s time as ambassador to the UK, there was what he describes as ‘continued inactivity’ in pursuing the case. Indeed, at a meeting held in February 2018, during Juul’s final period as ambassador, it was decided that Norway would no longer take any action regarding Farouk Abdulhak unless specifically asked to do so by the British authorities. Petter remains suspicious about Epstein’s closeness to such prominent figures while still very much in touch with Shaher Abdulhak. In the many emails exchanged between them, Abdulhak referred to him affectionately as ‘dear cousin brother.’ In one particularly unsavoury message, Epstein compared investing in a traditional industry to dating a woman who had grown older and uglier, suggesting that Abdulhak should instead put money into a tech start-up. Or, as he put it, ‘a young pretty thing with a long bright upside and future.’ Both men had residences in Paris and, in another email, they talked about how Epstein had given some of the old furniture from his apartment near the Arc de Triomphe to Abdulhak. Is it too far-fetched to think that he did Abdulhak other favours, like using his Norwegian contacts to sabotage efforts to bring his son to trial? Petter thinks not. ‘You don’t have to be Einstein to understand why nothing happened when Mona Juul was ambassador to the UK,’ he says. He has vowed to keep pressuring for Farouk Abdulhak’s return despite the grief which overwhelms him ‘when you least expect it. You might be cutting a slice of bread, or sitting in the car and hear something on the radio when it hits you. ‘What kind of a father would I be if I didn't keep going? I couldn’t look at Martine's photos or at myself in the mirror if I did that. ‘Farouk Abdulhak is not worth my energy in hating him. But it’s his damn responsibility to tell us, as a family at least, what happened to Martine. And that’s what he's going to do.’
→ Apri originale
🏠