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Porti & ambiente — le notizie raccolte

Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 5770 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.

Articoli per area ambientale
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Saigon Newport recibe mayores palas de aerogeneradores que se hayan movilizado en Vietnam
📰 Portal Portuario Media 📅 2026-05-28 es
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario Saigon Newport Corporation informó que Tan Cang Petro Cam Ranh (TCPC) recibió y almacenó cinco palas La entrada Saigon Newport recibe mayores palas de aerogeneradores que se hayan movilizado en Vietnam se publicó primero en PortalPortuario .
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Se retira ejecutiva clave en desarrollo de Puerto de Dover como centro de cruceros
📰 Portal Portuario Media 📅 2026-05-28 es
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario Sonia Limbrick, directora de Desarrollo de Negocios y anterior directora de Cruceros del Puerto de Dover, La entrada Se retira ejecutiva clave en desarrollo de Puerto de Dover como centro de cruceros se publicó primero en PortalPortuario .
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MPCC obtiene ingresos operativos de USD 118,9 millones en primer trimestre
📰 Portal Portuario Media 📅 2026-05-28 es
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario MPC Container Ships (MPCC) presentó sus resultados trimestrales correspondientes al primer trimestre de 2026, en que La entrada MPCC obtiene ingresos operativos de USD 118,9 millones en primer trimestre se publicó primero en PortalPortuario .
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Caen exportaciones de arroz tipo basmati de la India producto del conflicto en Medio Oriente
📰 Portal Portuario Media 📅 2026-05-28 es
Por Redacción PortalPortuario / Agencia Reuters @PortalPortuario Las exportaciones de arroz tipo basmati de la India se han visto disminuidas La entrada Caen exportaciones de arroz tipo basmati de la India producto del conflicto en Medio Oriente se publicó primero en PortalPortuario .
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Autoridad Portuaria reivindica potencial de Puerto de Castellón para exportación del sector cerámico
📰 Portal Portuario Media 📅 2026-05-28 es
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario Más de 250 fabricantes de azulejos, asociaciones, navieras, transitarios y operadores de toda la cadena logística La entrada Autoridad Portuaria reivindica potencial de Puerto de Castellón para exportación del sector cerámico se publicó primero en PortalPortuario .
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CMA CGM Group implementará nueva plataforma de inteligencia artificial
📰 Portal Portuario Media 📅 2026-05-28 es
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario CMA CGM Group comenzará a implementar progresivamente, a partir del próximo 1 de junio, MAIA, Powered La entrada CMA CGM Group implementará nueva plataforma de inteligencia artificial se publicó primero en PortalPortuario .
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Puerto de Montreal celebra colaboración interinstitucional tras descubrir carga con autos robados
📰 Portal Portuario Media 📅 2026-05-28 📍 Montreal es
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario Incluida la Autoridad Portuaria de Montreal (MPA), varias instituciones colaboraron en una operación que desbarató una La entrada Puerto de Montreal celebra colaboración interinstitucional tras descubrir carga con autos robados se publicó primero en PortalPortuario .
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Corea del Sur afirma probabilidad de que misil iraní haya estado involucrado en ataque contra HMM Namu
📰 Portal Portuario Media 📅 2026-05-28 es
Por Redacción PortalPortuario / Agencia Reuters @PortalPortuario Un misil antibuque iraní probablemente estuvo involucrado en un ataque contra el HMM La entrada Corea del Sur afirma probabilidad de que misil iraní haya estado involucrado en ataque contra HMM Namu se publicó primero en PortalPortuario .
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México: Contecon Manzanillo sigue su transición verde con llegada de tractores eléctricos
📰 Portal Portuario Media 📅 2026-05-28 es
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario La transformación energética se fortalece en el Puerto de Manzanillo con la llegada de tractores eléctricos La entrada México: Contecon Manzanillo sigue su transición verde con llegada de tractores eléctricos se publicó primero en PortalPortuario .
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GMS recibe autorización del Gobierno de EE.UU. para desguazar buques sancionados vinculados a Irán
📰 Portal Portuario Media 📅 2026-05-27 es
Por Redacción PortalPortuario/Agencia Reuters @PortalPortuario Green Marine Sale (GMS), con sede en Dubái, obtuvo la aprobación del Gobierno de Estados La entrada GMS recibe autorización del Gobierno de EE.UU. para desguazar buques sancionados vinculados a Irán se publicó primero en PortalPortuario .
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CNDC valora baja en precios de diésel
📰 Portal Portuario Media 📅 2026-05-27 es
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario El presidente de la Confederación Nacional de Dueños de Camiones de Chile (CNDC), Juan Araya, valoró La entrada CNDC valora baja en precios de diésel se publicó primero en PortalPortuario .
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Complexo Industrial Portuário de Suape recebe escala de novo navio da Grimaldi
📰 Portal Portuario Media 📅 2026-05-27 es
Por Redação PortalPortuario @PortalPortuario O Complexo Industrial – Portuário de Suape recebeu a escala do novo navio Grande Inghilterra, pertencente La entrada Complexo Industrial Portuário de Suape recebe escala de novo navio da Grimaldi se publicó primero en PortalPortuario .
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Brasil: Complejo Industrial Portuario de Suape atiende escala de nuevo buque de Grimaldi
📰 Portal Portuario Media 📅 2026-05-27 es
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario El Complejo Industrial – Portuario de Suape atendió la escala del nuevo buque Grande Inghilterra, perteneciente La entrada Brasil: Complejo Industrial Portuario de Suape atiende escala de nuevo buque de Grimaldi se publicó primero en PortalPortuario .
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La nave Gnv Phoenix vittima di incendio in cantiere a Napoli
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-27 📍 Napoli it
Il traghetto la prossima estate avrebbe dovuto entrare in servizio a noleggio con Adria Ferries in Adriatico L'articolo La nave Gnv Phoenix vittima di incendio in cantiere a Napoli proviene da Shipping Italy .
Un incendio è divampato nella serata di mercoledì 27 maggio a bordo della nave ro-pax Gnv Phoenix mentre si trovava in cantiere nel porto di Napoli per lavori di manutenzione e rinnovamento. Poco prima delle 19 l’unità ha lanciato via radio il mayday per incendio a bordo, chiedendo assistenza alla Capitaneria di porto e l’intervento dei soccorsi. Dal traghetto non sarebbe stata indicata con precisione l’area interessata dalle fiamme ma, secondo alcune testimonianze raccolte sul posto, il rogo si sarebbe sviluppato nei ponti bassi della nave o direttamente nella sala macchine. Poco dopo sono intervenuti alcuni rimorchiatori che hanno iniziato le operazioni di spegnimento utilizzando le pompe antincendio di bordo; successivamente sono giunti una motovedetta della Guardia Costiera e i Vigili del fuoco da terra. Non risultano esserci conseguenze per i membri dell’equipaggio e per gli operai di ditte esterne presenti a bordo; questi ultimi, secondo quanto riferito dal comando della nave, sarebbero stati evacuati in tempo. Il porto di Napoli è rimasto comunque operativo ma la Capitaneria di porto, per agevolare le operazioni di soccorso e spegnimento, ha interdetto le aree prospicienti i moli 29 e 30 dello scalo. La colonna di fumo levatasi dalla nave è stata ben visibile da diverse zone della città. Gnv Phoenix (ex Athara) è un traghetto ro pax costruito nel 2002 per la flotta Tirrenia; è lungo 214 metri, larga 26 e ha una stazza lorda di 35.736 tonnellate. A brevissimo sarebbe dovuto entrare in servizio con il nome AF Phoenix per la compagnia anconetana Adria Ferries coprendo la tratta regolare fra Bari e Durazzo in Albania. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Vacanze al mare con i bambini: ecco le spiagge italiane “promosse” dai pediatri per un’estate senza stress
📰 Thewom.it 📅 2026-05-27 📍 Venezia it
Cosa significa davvero “Bandiera Verde” (e perché interessa ai genitori) Dietro una Bandiera Verde c’è un progetto avviato nel 2008 dal pediatra Italo Farnetani e cresciuto fino a coinvolgere oltre tremila specialisti italiani e stranieri. Sono loro a segnala…
L a scena è sempre quella: secchielli, braccioli, crema solare che profuma di cocco e un bambino che corre verso il mare. La differenza, quando si sceglie una spiaggia Bandiera Verde, è che tutto intorno è pensato per lui: sabbia che non graffia i piedini, acqua che scende dolcemente, giochi colorati, bagnini che controllano l’orizzonte e un bar pronto a scaldare un biberon. Non è una sensazione “a istinto”: è una selezione che nasce dal lavoro di migliaia di pediatri, che ogni anno indicano quali sono i litorali davvero a misura di famiglia. Preferisci ascoltare il riassunto audio? Nell'articolo Cosa significa davvero “Bandiera Verde” (e perché interessa ai genitori) Spiagge di Sabbia Dietro una Bandiera Verde c'è un progetto avviato nel 2008 dal pediatra Italo Farnetani e cresciuto fino a coinvolgere oltre tremila specialisti italiani e stranieri. Sono loro a segnalare le località che rispettano una serie di requisiti molto concreti: la spiaggia deve avere sabbia fine e pulita, spazi sufficienti tra gli ombrelloni perché i bimbi possano giocare e un fondale che scende in modo graduale, così da permettere ai piccoli di entrare in acqua senza “scalini” improvvisi. La qualità dell’acqua di balneazione viene verificata facendo riferimento ai controlli ufficiali: ordinanze dei sindaci e rilevazioni delle agenzie regionali per l’ambiente. Non esistono autocandidature da parte dei Comuni e nessun pediatra riceve un compenso per partecipare all’indagine: il riconoscimento ha quindi una vera valenza sanitaria, oltre che turistica. Fra i criteri indispensabili compaiono sempre la presenza di bagnini e servizi di salvataggio, aree gioco ben visibili, punti ristoro nelle vicinanze per spuntini veloci, oltre a spazi dove sia possibile allattare o cambiare un pannolino lontano dal sole di mezzogiorno. L’idea di fondo è semplice: il mare deve essere un’esperienza di gioco e aria aperta, ma con una cornice organizzata che riduca al minimo lo stress dei grandi. Nel corso degli anni la mappa si è allargata: dalle prime 10 spiagge del 2008 si è arrivati a oltre 150 località selezionate, quasi tutte in Italia ma con un piccolo gruppo di destinazioni anche in Europa e in Africa. A guidare la classifica per numero di spiagge adatte ai bambini sono soprattutto Calabria, Sicilia e Sardegna, mentre in termini di densità lungo la costa spiccano l’Abruzzo, le Marche e la Riviera romagnola, tanto che è ormai diffusa l’espressione “Riviera dei bambini” per indicare questo tratto di Adriatico dai servizi estremamente family friendly. La geografia delle spiagge per bambini: dall’Adriatico alle isole e oltre Grado Guardare la cartina delle Bandiere Verdi significa attraversare praticamente tutta la costa italiana, con qualche puntata fuori confine. All’estremo nord si trova Grado, in Friuli Venezia Giulia, che apre la lista dei litorali adatti ai più piccoli; all’opposto, il punto più meridionale è Santa Maria del Focallo, nel comune di Ispica, in provincia di Ragusa. Muovendosi verso ovest, la località più “laterale” è La Caletta sull’isola di San Pietro, nel territorio di Carloforte, in Sardegna, mentre l’estremità orientale del Mediterraneo “a misura di bambino” è segnata da Otranto, in provincia di Lecce. Le regioni insulari sono protagoniste: la Sardegna conta numerose spiagge certificate, da Alghero al Poetto di Cagliari, da San Teodoro alla costa di Tortolì, con arenili ampi, sabbia chiara e fondali bassi che consentono ai bambini di giocare in riva per ore. San Vito lo Capo In Sicilia la lista è altrettanto lunga: si va da San Vito Lo Capo e Cefalù alle spiagge del Ragusano come Marina di Ragusa, Scoglitti o Sampieri, senza dimenticare località balneari urbane come la Playa di Catania o Mondello, il lungomare sabbioso di Palermo. Sulla terraferma, l’Adriatico è un susseguirsi di Bandiere Verdi: in Emilia Romagna compaiono nomi storici del turismo family come Rimini, Riccione, Cesenatico, Bellaria-Igea Marina e i Lidi ravennati, tutti caratterizzati da stabilimenti organizzati, animazione, passeggini che scorrono senza intoppi su lunghe passerelle. Numana Proseguendo verso sud, le Marche alternano spiagge morbide e fondali bassi – come a San Benedetto del Tronto, Cupra Marittima, Senigallia, Porto Recanati, Numana – a tratti più scenografici come Sirolo, dove si può combinare la giornata di mare con una passeggiata tra i vicoli bianchi affacciati sul Conero. Roccella Ionica La Calabria, con il maggior numero di località certificate, offre litorali sia sul Tirreno che sullo Ionio: da Praia a Mare e Palmi fino alle spiagge di Roccella Jonica, Siderno, Soverato, Squillace, Capo Vaticano e Isola di Capo Rizzuto. Marina di Camerota Le coste campane non sono da meno e la provincia di Salerno detiene un primato significativo con ben nove Bandiere Verdi, distribuite tra Agropoli, Santa Maria di Castellabate, Marina di Camerota, Pisciotta, Sapri, Pollica-Acciaroli-Pioppi e Positano, dove anche le iconiche spiagge come la Spiaggia Grande, Fornillo e Arienzo vengono lette con un occhio attento alle esigenze dei più piccoli. Sabaudia Al centro, regioni come Toscana e Lazio propongono tratti di costa sabbiosa che funzionano bene per famiglie con bambini piccoli: Viareggio, Marina di Pietrasanta, Forte dei Marmi, Follonica, Castiglione della Pescaia e l’Argentario in Toscana; Sperlonga, San Felice Circeo, Sabaudia, Terracina, Gaeta e l’isola di Ventotene nel Lazio, dove le spiagge premiate si affacciano su acque generalmente tranquille d’estate. Per chi guarda oltre i confini nazionali, l’elenco si allarga a Malaga, Marbella, Fuengirola ed Estepona in Spagna, alla città di Costanza sul Mar Nero in Romania, a La Marsa in Tunisia e a località in Tanzania come Coco Beach a Dar es Salaam e Kendwa. In questi casi il riconoscimento non riguarda solo il mare, ma l’intero contesto di vacanza: strutture ricettive pronte ad accogliere famiglie, possibilità di abbinare il soggiorno ai parchi nazionali africani e all’incontro con la fauna locale, con una dimensione intercontinentale che i pediatri considerano persino uno stimolo alla crescita dei bambini. Come scegliere la spiaggia giusta (e organizzare il viaggio in pratica) Bandiere Verdi La mappa delle Bandiere Verdi è ampia, ma la scelta della spiaggia “giusta” dipende molto dall’età dei bambini e dallo stile di viaggio della famiglia. Chi viaggia con neonati spesso preferisce spiagge facilmente raggiungibili in auto, con parcheggi vicini e stabilimenti attrezzati per allattamento e cambio pannolini. In questo caso funzionano bene le località con lunga tradizione di turismo familiare come Rimini, Jesolo, Finale Ligure, Cattolica, Lignano Sabbiadoro, dove è facile trovare farmacie, pediatri e supermercati nel raggio di pochi minuti. Le famiglie con bimbi in età scuola primaria possono invece valutare zone dove al mare si affiancano escursioni culturali o naturalistiche: un soggiorno a Otranto può includere una visita al centro storico e all’entroterra salentino, una vacanza a Marsala permette di raggiungere le saline e le isole vicine, qualche giorno a Numana o Sirolo si può abbinare alle passeggiate sul Monte Conero o alle città d’arte marchigiane. Per gli spostamenti, molte località Bandiera Verde sono servite dalla rete ferroviaria con stazioni a ridosso del lungomare: è il caso di diversi centri sulla costa adriatica di Romagna, Marche, Abruzzo e Puglia, così come di varie spiagge liguri e tirreniche. Questo rende praticabile anche il viaggio in treno, spesso più rilassante con bambini piccoli rispetto alle lunghe ore di guida. L’aereo entra in gioco soprattutto per le destinazioni insulari e internazionali. Secondo i pediatri coinvolti nel progetto, il volo non è considerato un mezzo sconsigliato durante l’infanzia, nemmeno su tratte lunghe; anzi, viene visto sempre più come una soluzione comoda per ridurre i tempi di spostamento verso mete lontane, soprattutto quando le famiglie scelgono località vicine agli aeroporti. È comunque importante pianificare orari compatibili con il ritmo sonno-veglia dei bambini, avere con sé qualcosa da sgranocchiare in caso di attese e prevedere giochi leggeri o libri per tenerli occupati. Per quanto riguarda il periodo migliore, la fascia che va dalla fine della scuola all’inizio dell’autunno è quella più sfruttata dalle famiglie, ma spesso i mesi di giugno e settembre garantiscono ancora temperature miti, mare sfruttabile e spiagge meno affollate, con un impatto positivo sia sulla serenità dei bambini sia sul budget complessivo del viaggio. Un accorgimento utile, soprattutto nelle località molto gettonate come San Vito Lo Capo, Gallipoli, Marina di Camerota o alcune spiagge della Sardegna, è la prenotazione con largo anticipo di struttura e servizi in spiaggia, per evitare di ritrovarsi a cercare ombra nelle ore più calde. Chi preferisce una gestione più libera può optare per spiagge cittadine come Pescara, Catania-Playa o Mondello, dove bar, supermercati e servizi sono distribuiti lungo il litorale e permettono una maggiore flessibilità. Consigli pratici per godersi le Bandiere Verdi con bambini di età diverse Spiagge Pediatri Una stessa spiaggia Bandiera Verde può essere vissuta in modi molto diversi a seconda dell’età dei figli. Con bimbi 0-3 anni, la priorità è spesso la gestione del caldo e dei ritmi: ombrelloni con spazio sufficiente per passeggino e borse, accessi in sabbia o passerelle adatte alle ruote, breve distanza tra stabilimento e alloggio. In località come Follonica, Viareggio, Roseto degli Abruzzi o Margherita di Savoia, i lungomari pianeggianti facilitano spostamenti brevi anche con carrozzine e tricicli. Tra i 4 e i 12 anni entrano in gioco gli spazi di gioco: campetti sulla sabbia, aree con scivoli e altalene, mini-club, tratti di mare dove si possono sperimentare i primi giochi in acqua con tavole, gonfiabili e palloni. Le spiagge della Riviera romagnola, di molte località delle Marche, della Calabria ionica o di zone come Ostuni, Porto Cesareo, Marina di Pescoluse sono note per l’attenzione a questo tipo di servizi. In Sardegna, luoghi come Torre Grande a Oristano o il litorale di Orosei-Berchida-Bidderosa coniugano mare trasparente e sabbia ampia, dove i bambini possono costruire intere “città” di castelli senza intralciare il passaggio. Un vantaggio spesso sottovalutato delle Bandiere Verdi è la presenza capillare di bar e chioschi vicini alla riva, utili non solo per i gelati del pomeriggio ma anche per avere acqua fresca a disposizione, scaldare un biberon o reperire qualcosa di semplice da mangiare senza dover rientrare in struttura. In molte località, soprattutto nei centri più grandi come Jesolo, Caorle, Anzio, Gallipoli o Cefalù, il lungomare serale si trasforma in una lunga passeggiata tra giostre, gelaterie e locali con tavoli all’aperto, dove si può cenare senza formalità e lasciare che i bambini si muovano in relativa libertà. Un ultimo aspetto importante riguarda le aspettative: il fatto che una località non compaia nell’elenco delle Bandiere Verdi non significa che non sia adatta ai bambini, ma semplicemente che non soddisfa tutti i criteri fissati dai pediatri. La lista è uno strumento in più, utile per chi desidera un quadro chiaro dei servizi family già presenti sul territorio. Il resto lo fanno l’organizzazione, la scelta dell’orario giusto per andare in spiaggia e la capacità di assecondare i tempi dei più piccoli, trasformando qualche giorno di mare in uno dei ricordi più nitidi della loro infanzia.
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A Ustica la Summer School di biologia marina, porto e ambiente: una sfida comune - PalermoToday
📰 PalermoToday 📅 2026-05-27 📍 Palermo it Aria · inquinamento Elettrificazione · cold ironing Rumore · acque · biodiversità
A Ustica la Summer School di biologia marina, porto e ambiente: una sfida comune PalermoToday
L'isola di Ustica si è trasformata ancora una volta in un laboratorio scientifico. Oggi ha preso il via la quarta edizione di "Ustica One Health 2026", la Summer School in biologia marina applicata organizzata dall'Ordine dei biologi della Sicilia in collaborazione con il Biodiversity Gateway dell'Università degli studi di Palermo, l'Area marina protetta isola di Ustica e il Comune di Ustica. Al centro del programma: biodiversità, salute degli ecosistemi e l'approccio integrato One Health, il modello che considera inscindibili la salute umana, animale e ambientale. Tra gli ospiti dell'evento, Annalisa Tardino, presidente dell'Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia occidentale, che ha portato una prospettiva inedita: quella delle infrastrutture portuali come attori della transizione ecologica. "Spesso immaginiamo il porto come un luogo esclusivamente legato alla movimentazione delle merci, ai traffici e alle grandi infrastrutture. In realtà, oggi la vera sfida è un'altra: comprendere come la vita di un porto possa convivere con l'attenzione alla sostenibilità. La risposta sta nella capacità di superare una visione che contrappone sviluppo e tutela ambientale. Questo significa investire nell'elettrificazione delle banchine per ridurre le emissioni delle navi in sosta, sviluppare sistemi energetici innovativi, migliorare il monitoraggio della qualità dell'aria e delle acque, rendere più efficienti i collegamenti intermodali e progettare infrastrutture capaci di integrarsi con il territorio. La sostenibilità, tuttavia - ha concluso Tardino - non è soltanto una questione ambientale. È anche sostenibilità sociale ed economica: significa garantire lavoro, creare valore per le comunità locali, dialogare con i territori e costruire sviluppo senza compromettere le risorse future". Il tema della cooperazione tra sapere scientifico e governance istituzionale ha trovato spazio anche nell'intervento di Alessandro Pitruzzella, presidente dell'Ordine dei biologi di Sicilia. "Avvieremo un protocollo d'intesa con l'Autorità di sistema portuale della Sicilia occidentale - ha sottolineato - per rafforzare le attività di monitoraggio ambientale, contrasto all'inquinamento e salvaguardia del litorale. Un passo concreto che unisce competenze scientifiche e istituzionali nell'ottica One Health". L'iniziativa si inserisce in una visione più ampia, riassunta nelle parole di Tardino: "L'approccio di One Health ci ricorda proprio questo: non esiste una salute dell'economia separata dalla salute dell'ambiente e delle persone. Esiste un unico equilibrio da costruire e proteggere". PalermoToday è anche su Mobile!Scarical’App per rimanere sempre aggiornato. © Riproduzione riservata
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Il Board of Peace per Gaza a corto di fondi: zero dollari depositati sul fondo creato dalla Banca Mondiale. Donazioni su un conto JP Morgan
📰 Ilfattoquotidiano.it 📅 2026-05-27 it
L’esperimento di una Onu parallela ideato da Donald Trump parte male. Secondo quanto riportato dal Financial Times, il fondo ufficiale del Board of Peace voluto dal presidente americano per Gaza conta nelle sue casse ben zero dollari, frenando i progetti di r…
Gli Stati aderenti avevano promesso esborsi per 7 miliardi, ai quali se ne sarebbero dovuti aggiungere altri 10 direttamente dagli Stati Uniti. Ma alcune, poche, donazioni sono arrivate solo su un conto aperto in JP Morgan Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati L’esperimento di una Onu parallela ideato da Donald Trump parte male. Secondo quanto riportato dal Financial Times, il fondo ufficiale del Board of Peace voluto dal presidente americano per Gaza conta nelle sue casse ben zero dollari, frenando i progetti di ricostruzione della Striscia. Una situazione ben diversa da quella promessa a suo tempo dal presidente americano e appoggiata dagli Stati che vi hanno aderito. Trump l’aveva definita una delle organizzazioni internazionali “più influenti” mai create che sarebbe costata a chi voleva prenderne parte un esborso da 1 miliardo di dollari una tantum, con i Paesi che si erano già impegnati a sborsare 7 miliardi. Di cui, al momento, non c’è traccia. I fondi sarebbero stati destinati al “pacchetto di aiuti” del Consiglio a Gaza. A questi si sarebbero dovuti aggiungere altri 10 miliardi di dollari di finanziamenti statunitensi promessi dal presidente Usa. Ma a quattro mesi dalla sua istituzione, il fondo finanziario del Consiglio creato dalla Banca Mondiale non ha ricevuto denaro dai donatori, secondo quattro persone informate sulla questione. “Non è stato depositato nemmeno un dollaro”, ha detto una di loro. Il Financial Times aggiunge poi che “anziché avvalersi del fondo gestito dalla Banca Mondiale e approvato dall’Onu, il consiglio ha ricevuto donazioni direttamente tramite il proprio conto presso JP Morgan, secondo quanto riferito dal portavoce del consiglio e da un’altra persona a conoscenza degli accordi”. C’è una differenza sostanziale tra i due metodi di finanziamento: mentre la Banca Mondiale è tenuta a riferire sulla situazione finanziaria del fondo per Gaza ai donatori e ai membri del consiglio, “non esistono requisiti di trasparenza indipendenti per il conto presso JPMorgan”. Un funzionario del Board of Peace ha dichiarato che “sono state stabilite diverse opzioni per ricevere i finanziamenti”, compreso il meccanismo della Banca Mondiale, e “a questo punto i donatori hanno scelto di utilizzare altre opzioni”. Il Board of Peace “riferirà i propri dati finanziari” al proprio consiglio esecutivo, composto da funzionari dell’amministrazione Trump e altri consulenti, “nel momento ritenuto opportuno”. Per fare qualche esempio di fondi ricevuti, 3 milioni di dollari dal Marocco e 20 milioni dagli Emirati Arabi Uniti hanno contribuito a finanziare l’ufficio di Nickolay Mladenov, l’alto rappresentante per la Gaza del dopoguerra, e gli stipendi del comitato tecnocratico palestinese che il consiglio ha formato per governare la Striscia. Gli Emirati hanno inoltre stanziato 100 milioni per addestrare una nuova forza di polizia per Gaza, ma il programma deve ancora iniziare e i fondi sono congelati.
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Omicidio a Milano Certosa, Conte: “Tempo degli slogan scaduto, fallimento palese”. Il caso arriva in Aula, Salvini promette più polizia nelle stazioni
📰 Ilfattoquotidiano.it 📅 2026-05-27 📍 Augusta it
Accerchiato e poi accoltellato a morte. L’omicidio del 22enne Gianluca Ibarra Silvera, avvenuto tra i binari della stazione Milano Certosa, è già diventato un caso politico. Azione ha annunciato che porterà “la tragedia” in Parlamento con una interrogazione p…
Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati Accerchiato e poi accoltellato a morte. L’omicidio del 22enne Gianluca Ibarra Silvera, avvenuto tra i binari della stazione Milano Certosa, è già diventato un caso politico. Azione ha annunciato che porterà “la tragedia” in Parlamento con una interrogazione per chiedere “risposte concrete” e cioè “sicurezza, riqualificazione strutturale e un piano strategico che renda nuovamente fruibile la stazione”. Intanto tra opposizione e maggioranza è fuoco di accuse incrociate. “A parti invertite oggi il centrodestra darebbe la colpa agli avversari politici di ogni episodio, ma io non lo farò – ha scritto sui social Giuseppe Conte – Però è un fatto che si moltiplicano aggressioni, rapine, borseggi e i cittadini si sentono sempre più insicuri anche nelle stazioni e nei centri urbani, non solo nei quartieri più decentrati”. “Eppure – attacca il leader del Movimento 5 stelle – era la premier a garantire di avere la bacchetta magica sulla sicurezza ed è sotto gli occhi di tutti il fallimento: il tempo degli slogan, dei decreti Sicurezza propaganda di cui abbiamo perso il conto è scaduto da 4 anni”. Secondo Conte ora è il tempo dell’ascolto. “Hanno detto no alla nostra proposta di riportare in Italia agenti e risorse ferme nei centri vuoti in Albania nonostante manchino più di 20mila fra poliziotti e carabinieri nelle città – spiega – In legge di bilancio hanno respinto tutte le nostre proposte su un pacchetto sicurezza che passa per più assunzioni di forze dell’ordine, un fondo da 500 milioni l’anno per il triennio 2026-2028 per un patto di sicurezza urbana con i Comuni e un fondo dedicato alla sicurezza locale e all’inclusione sociale, con attenzione a videosorveglianza in stazioni, parchi e giardini e più presidi di sicurezza nei locali commerciali lungo le tratte ferroviarie”. Della stessa idea anche Matteo Renzi che parla, sempre via social, di un’Italia di Meloni e Piantedosi “più insicura del passato“. “Fanno un decreto a settimana ma intanto poliziotti e carabinieri rimangono fermi in Albania e la sicurezza della Meloni è uno slogan che funziona solo per TikTok e Instagram”. Per Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, senza però la delega alla Difesa né all’Interno, la soluzione è “raddoppiare la presenza di militari, Forze dell’Ordine e personale di FS Security che opera sui treni e nelle stazioni”. “Già oggi sono oltre 5mila le donne e gli uomini in divisa impegnati ogni giorno per garantire sicurezza e tranquillità a chi viaggia ogni giorno – spiega sui social il leader leghista – Questa presenza va almeno raddoppiata, per stroncare una violenza quotidiana ormai diventata intollerabile”. Mentre a puntare il dito contro l’opposizione è la vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Augusta Montaruli, che attacca: “Una sinistra strabica si è opposta o continua ad opporsi alle norme contro gang e stretta sui coltelli, introdotte recentemente dal Governo Meloni. Dopo l’opposizione al decreto sicurezza, la sinistra variopinta, non paga di ostacolarle, usa persino l’omicidio di Milano Certosa per attaccare pretestuosamente il Governo”. “La verità – continua – è che se ci fosse stato un loro esecutivo non ci sarebbe stato invece alcun giro di vite nei reati di gruppo commessi da giovani né sulle armi da taglio, provvedimenti che noi abbiamo ritenuto essenziali e che invece le opposizioni hanno ritenuto eccessivamente punitivi verso i giovani”.
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Porthos: il progetto di Air Liquide per catturare la CO2 nell’area industriale del porto di Rotterdam - Econote
📰 Econote 📅 2026-05-27 📍 Rotterdam it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione
Porthos: il progetto di Air Liquide per catturare la CO2 nell’area industriale del porto di Rotterdam Econote
Nel porto di Rotterdam, il più grande polo industriale d’Europa, è in corso un importante progetto incentrato sulla cattura e il sequestro dell’anidride carbonica. Si chiama Porthos e nasce con l’obiettivo di favorire la decarbonizzazione delle attività industriali dell’area, che attualmente genera circa il 15% delle emissioni complessive di CO₂ dei Paesi Bassi. Il progetto prevede la realizzazione di una rete dedicata al sequestro, trasporto e stoccaggio permanente dell’anidride carbonica prodotta dagli impianti industriali dell’area. La CO₂ catturata verrà convogliata tramite tubazioni che attraverseranno il porto e trasportata verso giacimenti di gas esauriti nel Mare del Nord. L’infrastruttura sviluppata nell’ambito di Porthos comprenderà una rete di trasporto della CO₂, un terminale di compressione e una piattaforma offshore collegata ai siti di stoccaggio. Una volta operativo, il sistema consentirà di catturare e sequestrare fino a 2,5 milioni di tonnellate di CO₂ all’anno. Su un orizzonte di 15 anni, il progetto permetterà di stoccare circa 37 milioni di tonnellate di anidride carbonica, contribuendo in modo significativo alla riduzione delle emissioni industriali del porto. Air Liquide svolge un ruolo centrale nello sviluppo del progetto grazie alla sua tecnologia proprietaria per la cattura dell’anidride carbonica. Il Gruppo sta infatti realizzando un’unità Cryocap™, questo il nome della tecnologia, presso il proprio sito di Rozenburg, così da catturare le emissioni generate dalla produzione di idrogeno tramite reforming del gas naturale. La CO₂ catturata verrà successivamente trasportata e stoccata attraverso l’infrastruttura di Porthos, mentre l’idrogeno a basso tenore di carbonio prodotto potrà essere fornito ad altre aziende. Un altro punto di forza del progetto risiede nel fatto che l’infrastruttura è stata progettata per evolvere nel tempo: la rete potrà arrivare a trasportare fino a 10 milioni di tonnellate di CO₂ all’anno, aprendo la strada alla creazione di una rete di CCS integrata nel Nord Europa.
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Elezioni, Bonaccini sbotta con Sardoni: “Nessuna sconfitta del centrosinistra, solo pareggio. Non mi piace essere interrotto”
📰 Ilfattoquotidiano.it 📅 2026-05-27 📍 Venezia it
Tensione stellare a Omnibus, su La7, tra la conduttrice della trasmissione Alessandra Sardoni e Stefano Bonaccini, europarlamentare e presidente nazionale del Pd. A causa di problemi nel collegamento, la presenza dell’ex presidente della Regione Emilia Romagn…
Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati Tensione stellare a Omnibus, su La7, tra la conduttrice della trasmissione Alessandra Sardoni e Stefano Bonaccini, europarlamentare e presidente nazionale del Pd. A causa di problemi nel collegamento, la presenza dell’ex presidente della Regione Emilia Romagna slitta di alcune decine di minuti, ma, una volta che sono stati risolti i problemi, la giornalista gli chiede un parere sull’esito delle ultime amministrative: “Non è andata bene. Nel Pd siete rimasti un po’ spiazzati, perché anche dall’atteggiamento della segretaria Elly Schlein mi sembrava che vi aspettaste a Venezia e in altri luoghi uno sprint verso le politiche ma questo non è stato”. Bonaccini non concorda con la lettura di Sardoni: “Mi pare invece che ci sia stato un sostanziale pareggio. Siccome i numeri non sono né di destra, né di sinistra, vedo che nei capoluoghi è sostanzialmente un 7 a 3, a meno che non consideriate Salerno ed Enna una vittoria del centrodestra – continua – al di là delle vicissitudini di De Luca e di Crisafulli col Pd. I ballottaggi sono 6 e in 3 Comuni è avanti il centrodestra, negli altri 3 il centrosinistra. E se prendete i Comuni sopra i 50mila abitanti, come Imola e Faenza nella mia regione, vinciamo in uno con il 73% e nell’altro col 64%“. “Eh, però in Emilia, Bonaccini”, commenta Sardoni. “No, aspetti – ribatte il politico – Vuole che le dia l’elenco dei dati della Campania? Li conosco tutti”. “No, ci dica di Venezia”, risponde Sardoni. “No, no – ribatte Bonaccini – lei ha parlato di sconfitta del centrosinistra”. “E lei dice no, va bene”, rilancia Sardoni, scatenando l’irritazione dell’europarlamentare (“Sapete che non mi piace essere interrotto“). “Ma io non la stavo interrompendo – spiega la giornalista – È un ritardo”. Scatta un misunderstanding, per cui il politico, per problemi di audio, capisce che il ritardo a cui allude Sardoni riguarda i precedenti problemi di collegamento: “No, no, il ritardo c’è stato per problemi tecnici di La7”. “Continuiamo con una catena di equivoci – risponde Sardoni – intendevo il ritardo nell’audio, non il suo. L’ho detto prima che è un problema nostro”. “Se lei mi lascia parlare, io le rispondo – ribadisce visibilmente innervosito Bonaccini – Non mi piace essere interrotto“.
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Per evitare lo sciopero Samsung trova accordo con i sindacati: partecipazione agli utili e mega bonus fino a 400mila dollari
📰 Ilfattoquotidiano.it 📅 2026-05-27 it
Un aumento salariale medio del 6,2% e la distribuzione del 10,5% degli utili aziendali a circa 78mila dipendenti. E’ il cuore dell’accordo salariale con la dirigenza siglato da Samsung Electronics con i sindacati. L’intesa garantirà bonus annuali fino a 400mi…
Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati Un aumento salariale medio del 6,2% e la distribuzione del 10,5% degli utili aziendali a circa 78mila dipendenti. E’ il cuore dell’accordo salariale con la dirigenza siglato da Samsung Electronics con i sindacati. L’intesa garantirà bonus annuali fino a 400mila dollari per i dipendenti della divisione dei chip di memoria, scongiurando un sciopero di 18 giorni nell’azienda sudcoreana. Dopo sei giorni di votazione, il 74% dei membri del sindacato si è espresso a favore dell’offerta che sblocca un monte bonus di oltre 34.000 miliardi di won (22,6 miliardi di dollari), sulla base di una previsione di utili operativi pari a 327.000 miliardi di won per quest’anno, elaborata come riporta il Financial Times dalla società di intermediazione KB Securities. I bonus speciali saranno pagati in azioni della società per un periodo di almeno 10 anni, sulla base degli obiettivi che la divisione chip dovrà raggiungere: oltre 200.000 miliardi di won (132 miliardi di dollari) di utile operativo annuo dal 2026 al 2028 e 100.000 miliardi di won dal 2029 al 2035. Del montepremi totale, il 40% sarà assegnato alla divisione nel suo complesso, mentre il 60% sarà distribuito alle singole unità aziendali. Gli iscritti ai due principali sindacati del colosso tecnologico sono in totale 62.616: la maggioranza ha dato assenso all’accordo appena un’ora prima dell’inizio dello sciopero. La firma ha anche alleviato i timori di possibili interruzioni della catena di approvvigionamento globale: Samsung è infatti il principale produttore mondiale di chip di memoria. I sindacati e la dirigenza dell’azienda erano in stallo nelle trattative dalla fine del 2025, soprattutto a causa dei bonus legati alle prestazioni e ai profitti del settore dei semiconduttori legati all’intelligenza artificiale. Proprio grazie a questo comparto, Samsung ha registrato utili record: nel primo trimestre si è attestato a 57.200 miliardi di won (38,2 miliardi di dollari), circa otto volte superiore a quello dello stesso periodo dell’anno precedente. L’accordo ha suscitato però anche preoccupazioni tra i gruppi imprenditoriali e i responsabili politici sudcoreani, che ora temono che i sindacati di altre aziende possano chiedere intese simili. Citato da Reuters, Kim Keechang, professore di diritto alla Korea University, ha dichiarato che l’accordo “potrebbe innescare un nuovo focolaio in altre grandi imprese in Corea, perché rompe con pratiche consolidate a livello globale relative alla distribuzione degli utili aziendali”. Secondo Keechang, i bonus sono generalmente calcolati dopo il pagamento delle tasse, mentre i lavoratori dei chip di Samsung hanno di fatto ottenuto una quota dell’utile operativo prima delle imposte. Una questione già viva e presente nel Paese asiatico, come riporta l’agenzia di stampa nazionale Yonhap. Il sindacato della società tecnologica Kakao infatti ha dichiarato la settimana scorsa che i lavoratori iscritti di cinque unità, inclusa la sede centrale, hanno votato a favore dello sciopero a meno che non vengano soddisfatte alcune richieste, tra cui l’allocazione del 13%-15% dell’utile operativo ai bonus.
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Nuova intimidazione a Sicily by Car: dopo i colpi di kalashnikov, incendiate 20 auto in un deposito nel Palermitano
📰 Ilfattoquotidiano.it 📅 2026-05-27 📍 Palermo it
Un raid violento e rapido. Tre giovani scavalcano la recinsione, gettano benzina sulle auto, accendono il fuoco e fuggono. Venti auto andate in fiamme in pochi minuti, di cui dieci completamente distrutte. È successo nella notte, nel deposito Sicily by Car di…
Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati Un raid violento e rapido. Tre giovani scavalcano la recinsione, gettano benzina sulle auto, accendono il fuoco e fuggono. Venti auto andate in fiamme in pochi minuti, di cui dieci completamente distrutte. È successo nella notte, nel deposito Sicily by Car di Carini (Palermo) della società di noleggio dell’imprenditore palermitano Tommaso Dragotto, inaugurata appena 20 giorni fa. Si tratta dell’ennesimo episodio di violenza che ha colpito la città di Palermo e che, da diversi mesi, è tornata a terrorizzare imprenditori, commercianti e cittadinanza. Ma anche il secondo episodio intimidatorio nei confronti di Sicily by Car, che nella notte dello scorso 20-21 marzo, è stata attaccata da un commando che ha esploso 30 colpi di kalashnikov contro il deposito auto nel quartiere San Lorenzo, colpendo quattro macchine. “Abbiamo visto le immagini dei sistemi di videosorveglianza. Ci sono tre giovani che scavalcano la ringhiera gettano benzina sulle auto e fuggono via. In tre minuti hanno dato fuoco alle auto. Non mi è arrivata alcuna richiesta e se dovesse arrivare non avranno mai nulla. Io non mi piego”, ha commentato l’imprenditore Dragotto. Escalation di violenza La città di Palermo sembra ripiombata negli anni ’80, quando era stata ribattezzata Beirut, per i numerosi omicidi di mafia che insanguinavano le strade del capoluogo siciliano. Di mira sono state prese le attività commerciali, ma sono numerosi anche gli episodi di violenza privata e sparatorie. Nella notte tra il 23 e 24 novembre, diverse bottigliette di plastica riempiete di benzina e con un biglietto con la scritta “5 mila euro” sono state lasciate davanti l’ingresso di alcune attività commerciali a Sferracavallo, frazione balneare del capoluogo siciliano. Dopo diversi mesi di silenzio, torna gli episodi di violenza. Tra il 27 e 28 marzo, una macchina rubata è stata incendiata dentro l’autolavaggio Q8 nel quartiere Tommaso Natale. Tra l’8 e 9 aprile, 30 colpi di kalashnikov sono esplosi contro un’autorimessa a Sferracavallo, e alcune settimane dopo, sempre nello stesso borgo marinaro, alle 2 e mezza di notte tra il 24 e 25 aprile, la banda del Ak-45 spara altri 30 colpi contro il ristorante “Al Brigantino”. Il giorno successivo, il bersaglio del raid è un barbiere a cui viene lasciato come messaggio la testa di un manichino, dopo che alcune persone si sono introdotte nel suo salone spaccando la saracinesca e rubando alcuni oggetti. La notte del 10 maggio, nella Zona Espansione Nord (Zen), in successione vengono esplosi 5 colpi di fucile contro la vetrina del panificio Armanio’s Bakery (Zen), e quattro colpi di pistola contro la saracinesca della macelleria da Totuccio. Alcuni giorni dopo (13-14 maggio), spuntano ancora una volta le bottigliette di plastica riempite di benzina e il bigliettino “5 mila euro”, questa volta lasciate davanti alcuni lidi balneari a Isola delle Femmine. Cani sciolti o una regia mirata? Sugli episodi indaga da diversi mesi la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, guidata dal procuratore capo Maurizio de Lucia e dall’aggiunto Vito Di Giorgio. Gli imprenditori vittima dei raid violenti hanno ribadito più volte di non aver ricevuto richieste estorsive e di minacce prima degli attacchi. Eppure il modus operandi risulta agli inquirenti alquanto anomalo. Il “pizzo” viene chiesto dopo una prima visita e ambasciata da parte del clan, e nel caso in cui non si ha voglia di pagare, si passa alla violenza. In questi casi invece, gli estortori non si sarebbero presentati di persona, ma avrebbero lasciato le bottigliette di benzina e il biglietto “5 mila euro”. In seguito, avrebbero iniziato a sparare. In più, seppure a Palermo proliferi la diffusione di coltelli e pistole, il kalashnikov (Ak-45) resta un’arma da guerra, quindi si presume che chi la utilizzi è in grado di reperire armi di un certo calibro. Chi c’è dietro? È la domanda che si pongono gli inquirenti. Giovani rampanti, che in stile “Gomorra” e magari sotto l’effetto di stupefacenti, puntano a conquistare il mercato di droga e racket, compiendo raid in più zone diverse per mostrare forza e coraggio? Oppure c’è dietro la regia di qualcuno, magari boss di un centro calibro e status, che innescano le libere scorribande per poi mostrarsi al momento giusto e riportare l’ordine? Una vecchia tecnica per “destabilizzare e poi stabilizzare”. Una cosa è certa, nella città di Palermo sono tornate in libertà diverse figure di spessore di Cosa Nostra, e molte altre hanno invece ottenuto speciali permessi premio di libertà vigilata. Tra i nomi più ricorrenti, c’è Giuseppe Serio, fratello di Nunzio e DomenicoSerio, entrambi arrestati nel blitz dei 180, Calogero Lo Piccolo, figlio di Salvatore il “barone di San Lorenzo”; e in fine Giuseppe Biondino, figlio di Salvatore, l’autista di Totò Riina, nonché nipote di Girolamo Biondino. Movida insanguinata Sullo sfondo però, resta un altro problema, quello dell’ordine pubblico nel capoluogo siciliano. Oltre al proliferare delle droghe, sono sempre più frequenti gli episodi di violenza privata che riguardano i giovani e la movida palermitana, sfociati in pieno centro città. Domenica scorsa è stata ricoverata d’urgenza all’ospedale Villa Sofia, una 22 enne colpita da un proiettile vagante esploso dopo una rissa. Ad ottobre scorso, ha perso la vita Paolo Taormina (21 anni), ucciso con un colpo alla tempia sparato da Gaetano Maranzano (28 anni) al culmine di un diverbio. Il 15 settembre, il magazziniere Stefano Gaglio (39 anni) è stato freddato con quattro colpi di pistola dal cognato Giuseppe Cangemi (62 anni) davanti una farmacia, e non possiamo dimenticare la strage di Monreale, tra il 26 e 27 aprile, in cui hanno perso la vita Salvatore Turdo (23 anni), Massimo Pirozzo e Andrea Miceli (26) e sono rimasti feriti altri due ragazzi, uno di loro di soli 16 anni, freddati da tre giovani che hanno esploso 20 colpi di pistola. Nel dicembre 2023 invece, in appena una settimana, alcune risse sfociarono in far west nei pressi dei locali notturni della movida cittadina: prima un giovane esplose alcuni colpi di pistola in aria senza ferire nessuno, poi un 17enne uccise con due colpi di pistola Lino Celesia (22 anni) dentro la discoteca Notr3. La Prefettura di Palermo, dopo diverse riunioni di ordine pubblico e l’intervento del ministro dell’interno Matteo Piantedosi, ha istituito alcune “zone rosse” nel centro della città, con controlli maggiori della forze dell’ordine. Ma al momento sembra non bastare.
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Roland Garros, quando gioca Sinner contro Cerundolo: è l’orario peggiore per l’emergenza caldo
📰 Ilfattoquotidiano.it 📅 2026-05-27 it
A distanza di due giorni dalla vittoria di primo turno contro Clement Tabur, Jannik Sinner torna in campo giovedì per il secondo turno contro Juan Manuel Cerundolo. Il numero uno al mondo – che all’esordio aveva evitato il problema del caldo parigino – gioche…
Tra le 12 e le 15 (fascia oraria in cui presumibilmente si gioca la partita), sono previsti tra i 30 e i 33 gradi: è un fattore che può condizionare il match Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati A distanza di due giorni dalla vittoria di primo turno contro Clement Tabur, Jannik Sinner torna in campo giovedì per il secondo turno contro Juan Manuel Cerundolo. Il numero uno al mondo – che all’esordio aveva evitato il problema del caldo parigino – giocherà questa volta nella sessione diurna, con le temperature altissime che saranno così un ostacolo in più all’interno del match. L’avversario sarà Juan Manuel Cerundolo, numero 56 del ranking Atp, da non confondere con il fratello maggiore Francisco, numero 26. L’unico precedente risale al 2023 e fu vinto da Jannik Sinner. Sinner-Cerundolo, l’orario del match Nel primo turno Sinner aveva evitato il problema giocando nella sessione serale, questa volta no. Anzi, giocherà probabilmente in uno dei momenti più caldi della giornata, con temperature altissime. Quello tra Jannik Sinner e Juan Manuel Cerundolo è infatti il primo match di giornata di giovedì sul Philippe Chatrier, il campo principale, alle ore 12. Tra le 12 e le 15 (fascia oraria in cui presumibilmente si gioca la partita), sono previsti tra i 30 e i 33 gradi. Un fattore che potrebbe così influire e condizionare il match e le condizioni fisiche del numero uno al mondo. A proposito di emergenza caldo durante gli Slam, c’è un precedente che riguarda Jannik Sinner agli Australian Open, quando l’altoatesino entrò in crisi per i crampi e per il quale si lamentò Eliot Spizzirri. Nello specifico, le accuse avevano riguardato l’attivazione dell’Extreme Heat Protocol – le misure di sicurezza per proteggere gli atleti dagli effetti del caldo – durante l’incontro in cui l’americano aveva vinto il primo set, perso il secondo ed era sopra di un break nel terzo. Una circostanza che il tennista americano aveva definito un “buffo tempismo“, sollevando dei sospetti sulla buonafede della decisione arbitrale: “Curioso sia successo proprio quando ho fatto il break“. Ma non c’era nessun complotto: semplicemente Sinner era stato “fortunato” perché nella fase in cui aveva accusato dei problemi di crampi, era arrivato il picco di caldo: l’HSS aveva raggiunto il massimo di 5 che prevede la sospensione immediata delle attività. Dopodiché, era avvenuta la chiusura del tetto e l’incontro era proseguito normalmente. Sinner riuscì a rimontare e vinse in quattro set. L’allarme caldo Minime di 20 gradi (ma solo nelle prime ore del mattino) e massime di 34 gradi. Quella di giovedì 28 maggio a Parigi sarà una giornata caldissima, tra le più calde della settimana insieme a venerdì 29. Un aspetto che preoccupa Jannik Sinner: l’unico vero ostacolo nei suoi match a oggi sembrano essere proprio le condizioni fisiche, su cui proprio il caldo potrebbe influire. In Francia si è infatti registrato un nuovo record di caldo per il mese di maggio. Lo riporta Meteo France parlando di “caldo anomalo” che è “storico e senza precedenti”. La ministra per la Transizione Ecologica, Monique Barbut, afferma che l’ondata di calore che sta interessando la Francia dovrebbe durare tutta la settimana. Secondo Meteo-France, le temperature potrebbero continuare a salire e raggiungere i 39°C nei prossimi giorni, compresa la giornata di giovedì, quando Sinner scenderà in campo a mezzogiorno. Il dibattito sulle regole al Roland Garros L’emergenza caldo sta riaprendo anche il dibattito sulle regole di tutela per gli atleti. L’Atp ha introdotto nuove norme per il 2026, con cooling break di dieci minuti oltre i 30 gradi e la possibilità di sospendere il gioco sopra i 32. Il Roland Garros, però – come tutti gli Slam – non segue automaticamente il regolamento Atp perché dipende dall’International Tennis Federation. Resta quindi in vigore la Extreme Heat Policy dell’Itf, che lascia al torneo ampia discrezionalità sulle misure da adottare. Gli organizzatori possono decidere di attivare pause per il caldo estremo, sospendere gli incontri o chiudere i tetti dei campi principali Philippe Chatrier e Suzanne Lenglen, trasformandoli in impianti indoor nel giro di 15 minuti. Una soluzione che potrebbe diventare sempre più centrale in un’edizione del Roland Garros già segnata dall’emergenza climatica. Roland Garros 2026, dove vederlo in tv e streaming In Italia il Roland Garros 2026 viene trasmesso esclusivamente sui canali Eurosport, che sono visibili solo per gli abbonati alle seguenti piattaforme streaming: HBO Max, Discovery+, DAZN, TimVision e Prime Video Channels. Non è prevista una copertura tv in chiaro. L’emittente proprietario dei diritti, Warner Bros. Discovery Italia, potrebbe decidere di trasmettere in chiaro le fasi finali del torneo, in caso di presenza di italiani. Un anno fa, la finale tra Sinner e Alcaraz fu trasmessa in diretta gratis su Canale NOVE.
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Meta, il fondo sovrano norvegese si oppone alla conferma di John Elkann nel board: troppe assenze
📰 Ilfattoquotidiano.it 📅 2026-05-27 it
L’avventura di John Elkann al fianco di Mark Zuckerberg era partita sotto buoni auspici, ma ora potrebbe prendere una piaga poco gradita dall’erede della dinastia Agnelli. “Sono onorato di poter contribuire al futuro di una delle aziende più significative del…
Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati L’avventura di John Elkann al fianco di Mark Zuckerberg era partita sotto buoni auspici, ma ora potrebbe prendere una piaga poco gradita dall’erede della dinastia Agnelli. “Sono onorato di poter contribuire al futuro di una delle aziende più significative del XXI secolo”, aveva annunciato il presidente di Stellantis a gennaio 2025. Ma ora il fondo sovrano norvegese, il più grande del mondo, si è opposto alla sua riconferma nel consiglio di amministrazione di Meta (il gigante di Facebook, Instagram e Whatsapp) in vista dell’assemblea dei soci di Meta. La riunione si è svolta il 17 maggio alle 10 negli Usa sulla costa del Pacifico, le 19 in Italia. Ma Elkann non è affatto la grana principale, per il colosso di Big Tech. Azionisti di minoranza chiedono di limitare il potere del ceo Zuckerberg abolendo i privilegi della azioni di classe B. Oltre a remunerazioni per i manager collegate ai progressi delle piattaforme sulla sicurezza dei minori. Quanto ad Elkann, il fondo sovrano norvegese ha espresso “insoddisfazione” per le sue assenze e teme che l’andazzo non muterà. Lo ha scritto Bloomberg 5 giorni fa, ma la notizia non è stata cavalcata dai media italiana. Elkann ha partecipato a poco più del 70% delle riunioni del consiglio nel 2025 a causa di “impegni inevitabili”, ha riferito la prestigiosa testata finanziaria. Un tasso di assenteismo superiore ai suoi colleghi. Tutti gli altri componenti del board di Meta vantano una partecipazione almeno del 75 per cento, ad eccezione di Dana White. La posizione del fondo norvegese, con un valore da 2.300 miliardi, non è da sottovalutare secondo Bloomberg, perché raramente ha osteggiato le decisioni del management. L’anno scorso, ad esempio, aveva appoggiato le raccomandazioni della società nel 94% dei casi. Norges Bank Investment Management – la divisione della banca centrale norvegese che gestisce il fondo sovrano – sostiene altre proposte critiche nei confronti dei manager di Meta: pari diritti di voto per gli azionisti sulle principali decisioni aziendali; report sulla diffusione di antisemitismo e incitamento all’odio sulle piattaforme social Facebook e Instagram; una maggiore due diligence in materia di diritti umani; una valutazione di come Meta intenda raggiungere i propri obiettivi climatici con l’impennata dei consumi energetici legati all’intelligenza artificiale. Il Fondo norvegese detiene circa l’1,2 per cento di azioni di Meta, ma le sue decisioni possono influenzare altri investitori. Tuttavia il potere nel Consiglio è saldamente nelle mani di Zuckerberg in virtù della divisione delle quote in due categorie. Le azioni di classe B garantiscono un potere di voto dieci volte superiore a quelle di classe A: le prima sono quasi interamente controllate dal Ceo e fondatore di Meta. Ma ora i privilegi sono nel mirino degli azionisti di minoranza, con la proposta ai soci (in vista dell’assemblea) di garantire un voto per ciascuna azione. Favorevole Allianz Global Investors (AllianzGI), perché l’obiettivo è “superare i diritti sproporzionati attribuiti agli azionisti di Classe B”. Dunque limitare il potere di Mark Zuckerberg, rafforzando la voce dei soci di minoranza. “In qualità di azionisti di lungo periodo, il nostro potere di voto dovrebbe essere allineato alla nostra quota di capitale”, ha commentato Antje Stobbe, Head of Stewardship di AllianzGI. “L’attuale struttura azionaria dual class di Meta, in cui le azioni di Classe B detenute dal fondatore e Ceo hanno un potere di voto dieci volte superiore rispetto alle azioni di Classe A, limita in modo sproporzionato la nostra capacità di influenzare la società e, se necessario, di chiedere conto al consiglio di amministrazione del proprio operato”. Ad esempio sulla tutela dei minori e la maximulta, da decine di miliardi, che l’Europa agita contro Meta.
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“Un italiano su due non reagisce più alle notizie di guerra”: che cos’è la “war fatigue” e perché crea distacco emotivo
📰 Ilfattoquotidiano.it 📅 2026-05-27 it Salute · ambiente
Guerre, crisi umanitarie, devastazioni ed emergenze dovute ai cambiamenti climatici. Buona parte degli italiani è esposta quotidianamente a un flusso continuo di notizie drammatiche. E, per reazione, si chiude in sé, sviluppando forme di autodifesa emotiva. I…
La ricerca di UNHCR: "Il rischio è che il sovraccarico spenga l'attenzione proprio quando sarebbe più necessario trasformarla in partecipazione" Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati Guerre, crisi umanitarie, devastazioni ed emergenze dovute ai cambiamenti climatici. Buona parte degli italiani è esposta quotidianamente a un flusso continuo di notizie drammatiche. E, per reazione, si chiude in sé, sviluppando forme di autodifesa emotiva. Il risultato è che quasi una persona su due manifesta forme di distacco, fino ad arrivare all’esclusione, dalla propria vita, di quei contenuti che provocano disagio e impotenza. È la fotografia che emerge dal sondaggio condotta da AstraRicerche per UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, realizzata contestualmente alla campagna “Torniamo a sentire”, che punta a raccogliere fondi per salvare vite in Sudan, Sud Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Burundi, Ciad, Etiopia, Uganda, Kenya e Bangladesh. Realizzato su un campione rappresentativo di oltre millepersone, lo studio rivela che l’esposizione degli italiani alle crisi è altissima: il 73% degli italiani entra in contatto ogni giorno con notizie su guerre o emergenze umanitarie. L’empatia resta forte: emozioni come rabbia, senso di ingiustizia, tristezza e dolore sono le più frequenti di fronte alle immagini delle crisi umanitarie. E per oltre il 65% degli italiani, queste sensazioni non si esauriscono nel momento, ma lasciano un segno duraturo nel tempo. Ma accanto all’empatia emerge anche una crescente stanchezza: quasi un italiano su due (47,5%) manifesta forme di distacco, spesso legate a impotenza e frustrazione. Una fatica che si traduce anche nell’evitamento di contenuti drammatici: quasi il 59% degli intervistati ammette che a volte “scorre via” notizie di questo tipo come forma di autodifesa emotiva. In questo contesto, il modo di raccontare le crisi è decisivo per generare empatia: i racconti e le testimonianze dirette sono i contenuti più in grado di generare coinvolgimento emotivo e immagini e video restano determinanti per la maggioranza delle persone. Questa reazione emotiva, però, non sempre si traduce in azione. Se è vero che circa sette italiani su dieci dichiarano di aver fatto almeno qualcosa di concreto – come donare o informarsi – una parte significativa ammette di non sapere come agire. “Questi dati ci confermano che le persone sono tutt’altro che indifferenti alle crisi umanitarie: seguono le notizie, approfondiscono, sono emotivamente coinvolti, ma spesso si proteggono di fronte a sentimenti di impotenza e frustrazione. Il rischio è che il sovraccarico spenga l’attenzione proprio quando sarebbe più necessario trasformarla in partecipazione”, dichiara Laura Iucci, direttrice della raccolta fondi di UNHCR Italia. “In un contesto in cui milioni di rifugiati e sfollati sono colpiti da conflitti, fame, crisi climatica e, oggi, anche dai tagli agli aiuti umanitari da parte di alcuni governi, è fondamentale non voltarsi dall’altra parte. Anche un gesto individuale, come una donazione, resta essenziale: significa rompere la catena dell’indifferenza e offrire solidarietà, esprimendo il meglio della nostra umanità”. La campagna “Torniamo a sentire” nasce proprio da qui: dall’urgenza di ritrovare un contatto autentico con le storie delle persone costrette alla fuga, andando oltre al rischio della distanza creata dalla continua esposizione informativa. Perché, come mostra la ricerca, quando si prova a immaginare la propria vita interrotta improvvisamente, oltre la metà degli italiani identifica come la perdita più difficile quella di una vita “spezzata” e degli affetti lasciati indietro. UNHCR “continua a operare in prima linea in Sudan, Sud Sudan, Repubblica Democratica del Congo e nei Paesi di accoglienza per garantire protezione e assistenza alle persone in fuga. Insieme ai partner – si legge in una nota – fornisce beni essenziali, rifugi, acqua, cibo. Sostiene inoltre le persone più vulnerabili e contrasta la violenza di genere, offrendo supporto alle sopravvissute. Solo in Sudan, nel 2025, quasi 500.000 rifugiati hanno ricevuto servizi specializzati contro la violenza di genere. L’Agenzia fornisce assistenza sanitaria: in Etiopia, insieme ai partner, ha vaccinato oltre 30.000 bambini sud sudanesi contro la polio e decine di migliaia contro morbillo e colera, mentre nella Repubblica Democratica del Congo ha garantito migliaia di visite mediche e vaccinato 260.000 bambini contro il morbillo nel Nord Kivu”.
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