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Porti & ambiente — le notizie raccolte

Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 5770 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.

Articoli per area ambientale
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Merli: “Per Setramar obiettivo 8 milioni di tonnellate di rinfuse entro 4 anni”
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-28 📍 Ravenna it
In programma un piano per i prossimi cinque anni di diverse decine di milioni di investimento volti alla crescita L'articolo Merli: “Per Setramar obiettivo 8 milioni di tonnellate di rinfuse entro 4 anni” proviene da Shipping Italy .
Ravenna – Al recente evento De Portibus il porto di Ravenna ha messo in mostra alcune delle migliori realtà aziendali che operano nello scalo. Fra queste figura Setramar, una delle aziende terminalistiche italiane più attive nel settore dry bulk alla quale SHIPPING ITALY ha dedicato un’apposita intervista con l’amministratore delegato Carlo Merli. Ing. Merli come state vivendo questo momento di trasformazione del porto di Ravenna? “I numeri del porto dicono di un sistema in salute dal punto di vista dei traffici, che oggi si trova di fronte a una partita importante, e cioè è la messa a terra di una serie di interventi già pianificati dalla precedente gestione dell’Autorità di sistema, che l’attuale presidente Benevolo ha fatto propri.” Che sarebbero? “Parliamo in sostanza dell’approfondimento dei pescaggi a -12,5 metri per tutte le banchine del porto e del revamping del sistema ferroviario sui due lati del canale Candiano: sono circa 120 milioni di investimento che oggi vanno trovati. Questa è sia la sfida per l’Adsp che il principale punto di attenzione per noi.” Quali sono le strategie di Setramar? “Noi abbiamo un piano per i prossimi cinque anni con diverse decine di milioni di investimento volti alla crescita. Oggi trattiamo circa sei milioni e mezzo di tonnellate di rinfuse ma vogliamo arrivare a quasi otto nel giro di quattro anni.” Sono cifre importanti… “Per grazia di Dio e per merito dei miei colleghi oggi abbiamo un posizionamento commerciale molto buono, ma servono le infrastrutture nei tempi opportuni e serve anche che il porto cresca anche nel rapporto con le infrastrutture logistiche inland. L’idea, che è stata discussa anche a De Portibus, di dialogare con l’interporto di Bologna secondo me è un canale interessante su cui anche noi intendiamo fare la nostra parte.” Voi siete un operatore con una visione globale e con aree di business diversificate. Quali sono quelle che vedete più promettenti? “Oggi noi sostanzialmente trattiamo quattro tipologie di commodities: prodotti siderurgici, agri-food (cereali e farine), fertilizzanti e minerali. Il mercato dei minerali, principalmente argille e feldspati, è un mercato maturo. Quello dei fertilizzanti è un mercato a buon tasso di redditività ma oggi sotto stress dal punto di vista geopolitico quindi dobbiamo capire quando finirà questa guerra con l’Iran e che riflessi avrà sulla catena logistica, anche a valle. I cereali secondo me sono un settore strategico, perché comunque centrale rispetto al mercato di consumo italiano, sul quale noi come azienda e il porto di Ravenna abbiamo anche una capacità tecnologica e di servizio che nessun altro raggiunge, neanche fuori dall’Italia.” E la siderurgia? “I prodotti siderurgici sono determinanti in un sistema paese e generano volumi importanti, ma oggi hanno due grandi punti interrogativi da risolvere. Il primo è se e come la produzione interna riprenderà, e mi riferisco naturalmente alla vicenda ex-Ilva. Il secondo è come i vincoli all’importazione non europea saranno non solo applicati ma, come si teme, anche inaspriti. Questo ovviamente metterà in stress la catena e bisognerà capire come seguirne gli effetti.” Lei a De Portibus ha parlato di una “collaborazione competitiva” fra le imprese del porto di Ravenna, che sui grandi temi di interesse generale fanno fronte comune. “Si, questa è una particolarità del territorio. La dico da tanto tempo perché ci credo davvero, in questo sistema portuale funziona. Ho lavorato in altre realtà portuali e da altre parti non succede, a Ravenna sì.” ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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CRP Subsea to supply cable protection systems for East Anglia Two offshore wind farm
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-28 en
UK-based CRP Subsea has secured a contract from Seaway7 to supply cable protection systems […] The post CRP Subsea to supply cable protection systems for East Anglia Two offshore wind farm appeared first on Offshore Energy .
UK-based CRP Subsea has secured a contract from Seaway7 to supply cable protection systems (CPS) for ScottishPower Renewables’ East Anglia Two offshore wind farm in the UK North Sea. Under the contract, CRP Subsea will provide 142 NjordGuard cable protection systems for inter-array cable terminations at the project’s wind turbines. The systems are designed to protect the cables against over-bending, abrasion and fatigue during installation and operations, CRP Subsea said, and added that three different CPS configurations will be engineered for monopile and J-tube interface applications. The company’s NjordGuard systems will be manufactured at CRP Subsea’s facility in north-west England, with project engineering already underway and final deliveries scheduled for February 2027. Seaway7 secured a transport and installation contract for East Anglia Two inter-array cables in 2024, andcontracted Hellenic Cables for the supply of the inter-array cablesin 2025. East Anglia Two forms part of ScottishPower Renewables’ wider East Anglia Hub alongside East Anglia One North and East Anglia Three. The 960 MW project will comprise 64Siemens Gamesa SG 14-236 DD wind turbinesinstalled around 46 kilometers off the coast of Lowestoft. East Anglia Hub is among the UK’s largest offshore wind developments, with a combined capacity of around 2.9 GW. East Anglia Three is currently under construction, with the first turbines installed. The installation of inter-array cables on East Anglia Three has also been carried out by Seaway7. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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Technip Energies rakes in over €1 billion for job on $13B US LNG project
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-28 en Clima · decarbonizzazione
French-based engineering player Technip Energies has secured the all-clear to proceed with its assignment on a liquefied natural gas (LNG) export project under development in Louisiana, United States. The post Technip Energies rakes in over €1 billion for job on $13B US LNG project appeared first on Offshore Energy .
French-based engineering player Technip Energies hassecured the all-clear to proceed with its assignment ona liquefied natural gas (LNG) export project under development in Louisiana, United States. Technip Energies has received full notice to proceed (FNTP) for an engineering, procurement, and construction (EPC)contractwithCommonwealth LNG, aCaturuscompany. This deal, representing above €1 billion of revenue, is for the 9.5 million tons per annum (mtpa)LNG export facilityin Cameron Parish, Louisiana. This clearance follows thefinal investment decision (FID)for the $13-billion project, enabling the French player to transition from initial activities to full execution of the project. The scope of the contract includes the delivery of six identical liquefaction trains, utilizing the firm’s SnapLNG by T.ENTM modular and scalable solution. By employing a single design replicated across all six trains, this solution is perceived to offer accelerated project schedules and optimized costs, alongside improved predictability and certainty at scale. Arnaud Pieton, CEO of Technip Energies, commented:“Thefinalinvestmentdecision by Commonwealth LNG is a pivotal moment for this strategic project. We are delighted to move forward with the execution phase and to bring our industry-leading expertise in modular LNG solutions to Commonwealth LNG. “By leveraging our SnapLNG by T.ENTM productized solution, we anticipate delivering a highly efficient facility that will support reliable LNG supply and strengthen global energy security.” The project lined up long‑term offtake agreements with several players, encapsulatingEQT,Glencore,Mercuria,Petronas, andAramco Trading. Phase 1 development is expected to generate more than $3 billion in annual export revenue when operations start in 2030. The Commonwealth LNG facility will entail six Baker Hughesmixed-refrigerant compressorspowered by LM9000 gas turbines, six Honeywellmain cryogenic heat exchangers, and four Titan 350 gas turbine-generators from Solar Turbines. The project will be capable of loading LNG carriers up to 216,000 cubic meters. Technip Energies highlights that the FNTP milestone reinforces its position as a global leader in LNG, having delivered over 20% of the world’s operating LNG capacity. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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Venterra’s Oceanscan opens new facility after ‘standout year of growth’
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-28 en
UK’s Oceanscan Group, a member of Venterra Group, has opened its new facility in […] The post Venterra’s Oceanscan opens new facility after ‘standout year of growth’ appeared first on Offshore Energy .
UK’s Oceanscan Group, a member of Venterra Group, has opened its new facility in Aberdeen, following what the company says was a standout year of growth across Europe, during which the subsea business doubled in size. Oceanscan reported that the new 1,200m2 site in Dyce, opened on May 21, more than doubles its operational footprint compared to the previous Bridge of Don base, which served as the company’s home for over 35 years. The newly refurbished engineering facility features advanced NDT and subsea calibration capabilities. According to the Aberdeen-headquartered player, the facility also brings together complementary capabilities from across the wider Venterra Group network under one roof, including those from INSPIRE Environmental and HPR, strengthening operational collaboration and service delivery. “This move represents an exciting leap forward for Oceanscan. We’ve built on years of work from our previous Bridge of Don base to create a facility that reflects both the momentum we’re seeing across Scotland, the UK and Europe, and the growing needs of our customers. With more space, more equipment and enhanced capability under one roof, we’re ideally positioned to support offshore campaigns with the same friendly Oceanscan approach our clients know and trust,”said Oceanscan Group CEODerek Donaldson. “The opportunity across the region is significant, and we’re excited to continue building alongside our colleagues across Venterra Group. At the heart of our new facility is our commitment to our people. With modern workspaces and extra amenities, including an on-site gym, we’ve created a space that supports wellbeing and team collaboration, making Oceanscan a great place to work.” Furthermore, Oceanscan’s Aberdeen workforce has grown to 57 employees, with space to support an additional 30 roles across engineering, operations, sales and finance functions. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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Gnv: “Estinto l’incendio sulla nave ex Athara” (VIDEO)
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-28 📍 Napoli it
Adria ferries sta valutando se dover tornare sul mercato per cercare un traghetto per la prossima stagione L'articolo Gnv: “Estinto l’incendio sulla nave ex Athara” (VIDEO) proviene da Shipping Italy .
Dopo 12 ore sono state completamente spente le fiamme sul traghetto Gnv Phoenix. Lo ha annunciato la stessa compagnia di navigazione Gnv spiegando in una nota che, “in merito agli eventi che hanno coinvolto la nave ex Athara nel porto di Napoli nella serata di ieri, la Compagnia informa che l’incendio è stato completamente estinto. Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza sono state condotte in costante coordinamento con i Vigili del Fuoco, la Guardia Costiera e le autorità competenti. Il rapido intervento e la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti hanno permesso di gestire la situazione in modo coordinato ed efficace”. Gnv conferma che non sono stati registrati feriti. “Sono ora in corso le verifiche tecniche e le attività necessarie al ripristino dell’unità. La Compagnia seguirà con la massima attenzione tutte le fasi finalizzate al ritorno alla piena operatività, continuando a collaborare con le autorità impegnate negli accertamenti” è scritto ancora nella nota. Gnv ringrazia i Vigili del Fuoco, i rimorchiatori intervenuti e tutte le forze coinvolte “per la professionalità, l’impegno e la tempestività dimostrati”. La nave ro-pax, dopo il trasferimento da Moby (Tirrenia), si trovava presso il cantiere Nuova Meccanica Navale per interventi di refitting (ripitturazione inclusa) in vista del prossimo impiego in charter che doveva vedere la nave assumere le insegne di Adria Ferries e il nome di AF Phoenix per operare in mare Adriatico sulla rotta che collega il porto di Brindisi con quello di Durazzo in Albania. La compagnia di navigazione anconetana attende ora di capire quali siano le reali conseguenze dell’incendio sui macchinari, sugli apparati e sugli spazi di bordo, e se dovrà o meno rivolgersi nuovamente al mercato per reperire il necessario tonnellaggio da impiegare sulla linea fra Italia e Albania. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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24a edizione del BrodettoFest, Fano festeggia il piatto simbolo dell’Adriatico
📰 Ilgiornale.it 📅 2026-05-28 📍 Barcellona it Rumore · acque · biodiversità
A Roma la conferenza stampa di presentazione con il Ministro Lollobrigida. Il festival, in programma dal 30 maggio al 2 giugno, prevede showcooking, degustazioni, escursioni in barca, spettacoli live, musica, attività per bambini, incontri divulgativi e inizi…
Torna a Fano il BrodettoFest, un festival unico nel panorama nazionale dedicato alla cucina di mare italiana. Un’esperienza completa nel mondo del mare, che unisce tradizione e innovazione, tra showcooking, degustazioni, escursioni in barca, spettacoli live, musica, attività per bambini, incontri divulgativi e iniziative dedicate alla salvaguardia dell’ambiente. L’evento è stato illustrato nella conferenza stampa tenutasi a Roma, presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. Per la 24a edizione, dal 30 maggio al 2 giugno, sono in programma sul lungomare di Fano tanti appuntamenti, un palinsesto ricchissimo che va oltre una semplice celebrazione gastronomica. Una manifestazione organizzata per raccontare secoli di tradizione marinara tra sapori, storie ed esperienze da vivere, con il mare Adriatico che diventa così il protagonista assoluto. BrodettoFest è a cura di Confesercenti Pesaro e Urbino in collaborazione con il Comune di Fano, Regione Marche, Let’s Marche e Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, ha dichiarato: “Un’occasione per raccontare il mondo della pesca attraverso un prodotto straordinario, che consente al settore di valorizzarsi sia nel modo più tradizionale sia in quello più innovativo. A Fano, infatti, la Festa del Brodetto è il luogo in cui convivono tradizione e innovazione: dalla cultura marinara alla trasformazione alimentare che permette di assaporare pesce di qualità proveniente dai nostri mari. Questa è la sfida: dare valore al nostro prodotto e garantire reddito ai pescatori italiani. Negli anni, purtroppo, le scelte portate avanti soprattutto dall’Unione Europea hanno penalizzato il comparto della pesca. I numeri lo dimostrano chiaramente: a soffrire è stato soprattutto il settore europeo e, in particolare, quello italiano. Con questo Governo abbiamo cambiato decisamente rotta: oggi difendiamo i pescatori, li sosteniamo economicamente e abbiamo restituito loro il ruolo che meritano, quello di custodi del mare. Allo stesso tempo, valorizziamo anche la qualità delle trasformazioni legate ai prodotti ittici, come il brodetto che, nei ristoranti di Fano e di tutta Italia, rappresenta un’eccellenza. Questo permette di affiancare alla produzione anche la trasformazione e la distribuzione, creando un alto valore aggiunto e generando economie che possono essere redistribuite sul territorio. Con il presidente della Commissione Mirco Carloni abbiamo lavorato in questi anni per garantire tutela e sostegno al mondo della pesca e continueremo a farlo”. Per Mirco Carloni, Presidente della XIII Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati: “Il BrodettoFest rappresenta oggi uno degli eventi più significativi per la valorizzazione della pesca italiana e della nostra tradizione gastronomica marinara. Insieme al Ministro Francesco Lollobrigida abbiamo promosso il brodetto nelle più importanti fiere europee, portando un piatto simbolo della cucina popolare adriatica oltre i confini nazionali. La valorizzazione della pesca passa anche attraverso la cultura del cibo e la capacità di raccontare l’eccellenza che nasce dal mare e arriva sulle nostre tavole. Raggiungere la 24ª edizione è un traguardo importante che ci spinge a continuare con ancora maggiore determinazione nel percorso di promozione del settore ittico, sostenendo pescatori, ristoratori e tutta la filiera legata al mare. Il festival continua a crescere perché riesce a coniugare qualità, sostenibilità e valorizzazione del pesce pescato in Italia”. Enrico Rossi, Vice Presidente della Regione Marche e Assessore alla Pesca, ha affermato: “Il BrodettoFest rappresenta una sintesi autorevole dell’identità marittima delle Marche e della capacità del territorio di trasformare una tradizione in valore culturale, turistico e promozionale. In una regione in cui la filiera ittica esprime un valore complessivo di circa 160 milioni di euro, il brodetto diventa espressione concreta di una storia produttiva, di un sapere diffuso e di un rapporto profondo con il mare. Anche la recente presentazione a Barcellona, davanti a buyer, stampa della Blue Economy e tour operator internazionali, ha confermato la forza di questo racconto oltre i confini nazionali. Fano, con questo festival, valorizza qualità, sostenibilità, cucina e attrattività territoriale, proiettando le Marche in una dimensione sempre più riconoscibile e contemporanea”. “Ci sono sapori che non appartengono solo alla cucina, ma alla storia di una città – ha dichiarato il Sindaco di Fano Luca Serfilippi - Il brodetto è uno di questi perché racconta il lavoro dei pescatori, la vita del porto, le famiglie, le tavole condivise e il legame profondo tra Fano e il suo mare. BrodettoFest nasce da questa identità e la porta nel presente, trasformandola in un evento capace di unire tradizione, cultura, turismo e convivialità. Dal 30 maggio al 2 giugno Fano diventerà ancora una volta luogo di incontro, scoperta e racconto, accogliendo cittadini e visitatori attorno a uno dei simboli più autentici della nostra città. È questa la forza del festival, far sentire il sapore di Fano prima ancora di raccontarlo”. “BrodettoFest – ha sottolineato Alberto Santorelli, Assessore al Turismo e ai Grandi Eventi del Comune di Fano – rappresenta un modello virtuoso di integrazione tra identità locale, filiera del mare, accoglienza e sviluppo sostenibile. Il festival promuove il patrimonio culturale e gastronomico della nostra costa, valorizzando l’immagine di Fano e rendendola ancora più attrattiva per i visitatori. Tra i profumi dell’Adriatico e il gusto inconfondibile del brodetto, il festival offre un’esperienza immersiva nella cultura della pesca e nella tradizione marinara della città. Negli anni è diventato un appuntamento di richiamo nazionale e internazionale, che unisce spettacolo, cucina, ambiente e intrattenimento, valorizzando il lavoro dei pescatori e l’intera filiera del mare”. “BrodettoFest – ha osservato Pier Stefano Fiorelli, Presidente Confesercenti Pesaro e Urbino - celebra anche quest’anno la cucina di mare e il prodotto ittico attraverso una ricetta simbolo che racchiude storia, tradizioni e identità di un territorio. Confesercenti di Pesaro e Urbino è orgogliosa di dare il benvenuto alla XXIV edizione di una manifestazione capace di portare Fano e le Marche al centro dell’attenzione nazionale e internazionale. Cresce inoltre l’impatto dell’evento sul turismo e sull’economia locale, grazie alla valorizzazione di un’intera filiera che coinvolge pescatori, produttori, commercianti e ristoratori. Un appuntamento che unisce cultura, gusto e promozione del territorio, contribuendo a rafforzarne l’attrattività e lo sviluppo”. La Gara Nazionale dei Brodetti e delle Zuppe di Pesce: il cuore pulsante del festival Grande protagonista dell’edizione 2026 è la Gara Nazionale dei Brodetti e delle Zuppe di pesce, sempre più prestigiosa e combattuta. Dopo il trionfo del Ciuppin ligure dello chef Giuseppe Bizioli, si aprono ufficialmente le selezioni per la nuova sfida: i migliori chef d’Italia sono chiamati a confrontarsi per conquistare il titolo nella finale del 31 maggio e 1° giugno a Fano. A rendere ancora più autorevole la competizione, una giuria d’eccellenza composta da grandi nomi del panorama gastronomico italiano, affiancata dal giudizio del pubblico. Tecnica, creatività e rispetto della tradizione saranno gli ingredienti decisivi in una gara che celebra l’identità culinaria del Paese, valorizzando le infinite interpretazioni delle zuppe di pesce. Il Villaggio del Gusto raccoglie il meglio delle zuppe regionali, delle tipicità del territorio e marinare, mentre lo Spazio Bro – La cucina dei pescatori porta in scena la ricetta autentica del brodetto fanese, preparata direttamente da chi il mare lo vive ogni giorno. Con i Cooking Show del Palabrodetto, grandi chef reinterpretano il brodetto tra innovazione e tradizione, mentre Brodetto&Wine propone raffinati percorsi di degustazione tra cibo e vini marchigiani DOC e DOCG. Imperdibile la BrodettoBoat, per vivere aperitivi, pranzi e cene in mare aperto a bordo della motonave Queen Elisabeth, scoprendo i segreti della tradizione marinara. Per i più piccoli, Brodetto&Kids, in collaborazione con il Masaf, educa al valore della biodiversità e della sana alimentazione, mentre i Talk sul mare – “In profondità” portano sul palco scienziati ed esperti per raccontare il mare con rigore e passione. E quando cala il sole, il lungomare si accende con il BrodettoStage: concerti, spettacoli, cabaret, poesia e cinema trasformano Fano in un grande palcoscenico sul mare. Con I Ristoranti del Brodetto, tutta la città diventa un itinerario gastronomico: un percorso che unisce tradizione e innovazione, con il brodetto alla fanese protagonista assoluto. Grande attenzione anche alla sostenibilità, con attività dedicate alla tutela dell’ambiente marino in collaborazione con le principali associazioni ambientaliste italiane. Un invito concreto a prendersi cura del mare, ogni giorno. La 24esima edizione di BrodettoFest è a cura di Confesercenti Pesaro e Urbino in collaborazione con il Comune di Fano, Regione Marche, Let’s Marche e Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.
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D-Marin investe 8,5 milioni di euro nel porto turistico di Gouvia - yacht.de
📰 yacht.de 📅 2026-05-28 it Aria · inquinamento
D-Marin investe 8,5 milioni di euro nel porto turistico di Gouvia yacht.de
Il porto turistico di Gouvia avrà 104 nuovi posti barca per yacht fino a 50 metri di lunghezza. Il più grande porto turistico di Corfù offre ora colonnine intelligenti a ogni ormeggio, un sistema di energia solare da 100 kWp e 6.000 metri quadrati di spazio aggiuntivo per il rimessaggio a secco. Argomenti in questo articolo D-Marin ha completato l'ammodernamento del porto turistico di Gouvia, a Corfù. L'ammodernamento, costato 8,5 milioni di euro, è stato realizzato durante le operazioni in corso ed è stato sostenuto dal piano di rilancio nazionale "Grecia 2.0" dell'Unione Europea. Oltre all'espansione della capacità, l'attenzione si è concentrata sulla digitalizzazione e sulla sostenibilità. Gouvia è attualmente il più grande porto turistico di Corfù, situato in posizione strategica tra l'Adriatico e il Mediterraneo, e svolge un ruolo centrale nel turismo nautico della regione. Infrastrutture e capacità I 104 nuovi posti barca aumentano la capacità per gli yacht fino a 50 metri di lunghezza. Inoltre, sono state create nuove aree di parcheggio e 6.000 metri quadrati di deposito a secco a terra. Il lungomare è stato completamente ridisegnato come zona pedonale e la rete stradale interna è stata rinnovata. Tutti i servizi igienici e le docce sono stati completamente rinnovati. La ristrutturazione ha incluso anche la sistemazione del paesaggio. Più di 2.000 nuovi alberi e piante creano uno spazio pubblico contemporaneo. Un parco giochi e un anfiteatro di nuova creazione rafforzano il carattere sociale e culturale del porto turistico. L'area eventi viene utilizzata per concerti e come cinema all'aperto. Perché D-Marin vuole espandersi, un'intervista. Articoli più letti 1 2 3 4 5 6 Una migliore rete WLAN nella Marina di Gouvia I piedistalli intelligenti sono ora disponibili in ogni posto barca e consentono di gestire il consumo di elettricità e acqua tramite l'applicazione mobile D-Marin. Questo aumenta la comodità per i clienti e migliora l'efficienza operativa e la gestione dell'energia. common.RATING_THUMBS_HEADLINE common.RATING_THUMBS_DISLIKE common.RATING_THUMBS_LIKE common.RATING_THUMBS_AMAZING Allo stesso tempo, è stata ampliata l'infrastruttura digitale. La copertura WLAN è stata estesa a tutte le aree. Questi miglioramenti tecnici si riflettono direttamente sulla soddisfazione dei clienti. Il Net Promoter Score di Gouvia Marina è aumentato di undici punti: i clienti hanno valutato positivamente le nuove strutture e i nuovi servizi, nonché l'esperienza complessiva. I 10 porti turistici più importanti del mondo. Il primo impianto solare in loco Il porto turistico di Gouvia è ora dotato di sistemi di filtraggio dell'acqua ad alta pressione, di sistemi avanzati di rilevamento degli incendi e di allarme di emergenza e di illuminazione a LED. Le stazioni di ricarica per i veicoli elettrici completano le misure di sostenibilità. Il miglioramento dell'accessibilità rafforza l'integrazione con la comunità locale. Come parte dell'ammodernamento, il porto ora funziona a energia solare. L'impianto fotovoltaico da 100 kWp è il primo progetto di questo tipo realizzato da D-Marin in Grecia. Il sistema dovrebbe generare circa 167 MWh di elettricità pulita all'anno, coprendo circa il 20% del fabbisogno energetico del porto. Riduzione delle emissioni del 40% entro il 2030 Il progetto integra i cinque megawatt di capacità solare che D-Marin ha già installato nei porti turistici in Turchia, Croazia e Italia. Le misure sono a sostegno dell'impegno dell'azienda SBTi di ridurre le emissioni del 42% entro il 2030. Ioannis Koutsodontis, direttore regionale D-Marin Grecia: "La modernizzazione di Gouvia Marina crea una destinazione aperta, vivace e strettamente connessa alla comunità locale di Corfù". Informazioni su D-Marin: D-Marin è stata fondata nel 2003 e ha sede ad Atene. La società gestisce 26 porti turistici in nove Paesi, tra cui Grecia, Turchia, Emirati Arabi Uniti e diverse destinazioni del Mediterraneo. Il portafoglio comprende oltre 14.000 posti barca, di cui 1.000 per superyacht. Ogni anno, D-Marin serve più di 50.000 clienti con particolare attenzione ai superyacht, con il supporto di strutture specializzate e cantieri professionali. Nel 2023, D-Marin si è espansa acquisendo dieci porti turistici ed entrando in nuovi mercati come Spagna, Malta e Albania.
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Martinoli&C. compie 80 anni: “Come cambia il lavoro del perito navale”
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-28 📍 Singapore it
Dalla Haven fino al Bayesian, Giovanni Martinoli ripercorre mezzo secolo di esperienza professionale fra grandi soddisfazioni, incarichi delicati e nuove sfide tecnologiche L'articolo Martinoli&C. compie 80 anni: “Come cambia il lavoro del perito navale” proviene da Shipping Italy .
Genova – Con un apposito evento serale organizzato presso la sede genovese dello Yacht Club Italiano, lo studio tecnico navale Martinoli & C. ha festegiato i suoi primi 80 anni d’attività e contestualmente i 50 anni di esperienza professionale dell’attuale timoniere, l’ing. Giovanni Martinoli. Martinoli & C. è uno studio tecnico specialista in attività di consulenza navale e peritale delle avarie e degli incidenti marittimi tra i più accreditati dai principali assicuratori Corpo e Macchina e dai P&I Club. L’origine dell’attività di consulenza tecnica navale risale al 1946, quando Federico Martinoli Sr. fondò a Genova uno studio che riuniva periti e consulenti navali indipendenti. Nel corso degli anni lo studio ha ulteriormente rafforzato e ammodernato l’attività peritale assicurativa e la consulenza tecnico-giudiziaria. Ing. Giovanni Martinoli oltre all’anniversario cosa si celebra oggi? “Beh direi che i motivi per festeggiare solo almeno due. Uno è il rapporto con i clienti con cui abbiamo lavorato tutti questi anni, l’altro è un po’ la storia della famiglia, perché lo studio è stato avviato da mio nonno nel ‘46, poi è proseguito da mio zio e mio papà, poi io e mio cugino Roberto dopo la prematura scomparsa dai nostri genitori.” Vi siete tolti non poche soddisfazioni… “Io ero giovane all’epoca, però diciamo che ce l’abbiamo fatta, siamo andati avanti e abbiamo fatto abbastanza bene. Con Roberto avevamo anche preso la gestione delle navi Costa a metà degli anni ‘90, abbiamo aperto l’ufficio a Miami per le crociere ai Caraibi, poi l’ufficio a Montecarlo. Nel 2005, quando Carnival ha comprato Costa, Roberto ha dovuto vendere le sue quote, come azienda abbiamo ceduto tutta la parte di management tecnico navale a Vships. Da lì in avanti abbiamo fatto tante altre cose interessanti.” Vogliamo citarne alcune? “Abbiamo seguito molti casi importanti, i più iconici sono l’incendio della petroliera Haven davanti ad Arenzano, l’incendio del traghetto Moby Prince a Livorno, il crollo della Torre Piloti qua a Genova, il disastro della Costa Concordia e poi da ultimo il Baesyan in Sicilia che è una pratica seguita da Marco Calabria (mio cugino) per conto degli assicuratori inglesi.” La struttura aziendale oggi come è composta? “Oggi possiamo dire di essere un gruppo consolidato, abbiamo una sede a Genova che seguo io, una sede a Montecarlo che segue mio cugino, abbiamo dieci periti, cinque ragazze che fanno claim handling, abbiamo corrispondenti e uffici a Shanghai, Singapore, a Dubai, a Buenos Aires e a Miami, anche perché il lavoro è cambiato.” Come e perché è cambiato? “Il lavoro storico di noi periti assicurativi era molto eroico perché fino a qualche anno prima del Covid succedeva un incidente all’altro capo del mondo e saltavi sull’aereo, facevi la perizia, stavi quattro o cinque giorni o quanto serviva e poi tornavi indietro. Poi gli assicuratori hanno preferito fare scelte diverse ma secondo me hanno perso molto dall’apporto diretto che un perito può dare perché, a parte le pratiche di routine, esistono dei casi dove è molto importante riuscire a capire la causa e l’origine del guaio. Sia nell’interesse degli assicuratori sia dell’armatore, affinché certe cose non si ripetano più. La ricerca del perché di certe situazioni è estremamente importante ma non si può ottenere se non vai di persona e ti devi basare sul rapporto di uno specialista o di un corrispondente. Oggi però l’industria vuole così e anche noi ci affidiamo a periti locali di fiducia con cui abbiamo instaurato un rapporto condividendo modulistica e metodologia di lavoro.” La tecnologia aiuta? “Adesso c’è addirittura la tendenza a voler sfruttare l’intelligenza artificiale, utilizzare un telefono, un filmato, un drone e poi chiedere all’intelligenza artificiale di dirci tutto ottenendo direttamente la perizia. Io però penso che sia assolutamente impossibile, perlomeno in questa fase, fare il lavoro con accuratezza e approfondimento. Serve capire cosa ci sia dietro un sinistro, delle volte ci sono tanti segnali che bisogna cercare di capire. La maggior parte degli incidenti sono dovuti a errore umani, le macchine difficilmente sbagliano; il più delle volte è l’uomo che non interagisce con le macchine in maniera corretta o fa errori clamorosi.” È un tema di formazione? “Purtroppo ci sono talvolta dei problemi per cui l’equipaggio non addestrato e non serio stacca gli allarmi. Gli allarmi sono fatti apposta per avvisarti, per segnalare un pericolo e non devono essere staccati manualmente perché rompono le scatole. Poi succedono incidenti incredibili.” Qual è stato il caso che le ha dato maggiore soddisfazione professionale? “È stato il lavoro fatto per l’incendio della petroliera Haven dove noi intervenimmo in difesa degli armatori che erano a processo penale per affondamento doloso e altri capi d’accusa. C’era un primo ufficiale, quello che gestiva la discarica, che aveva fatto un errore; per sua responsabilità aveva sovraccaricato la cisterna e a questo fece seguito un’esplosione. Il marittimo raccontò che l’esplosione aveva avuto origine da una pompa del carico alla quale non era stata fatta manutenzione, attribuendo quindi la colpa agli armatori. Al tempo non c’era il Gps, non c’erano gli strumenti attuali di localizzazione, ecc. quindi avevamo semplicemente un filmato preso per fortuna dalla Marconi che sul tetto stava provando una telecamera a raggi infrarossi. Disponevamo quindi della termofotografia della nave e da quella si riuscì a stabilire qual era la zona più calda della nave. Loro sostenevano che l’esplosione avvenne in sala pompe del carico mentre i sommozzatori nella sala pompe verificarono che il locale era in ordine quindi quella pompa non era esplosa. Da lì in poi riuscimmo a dimostrato che ci fu un errore di considerazione del primo ufficiale che aveva sovraccaricato la cisterna.” Anche in quel caso un errore umano? “Aveva fatto (male) i calcoli di quando sarebbe stata piena fino a un certo livello la cisterna ed era andato a mangiare senza tener conto che, in certe condizioni, la pompa pompava molto di più di quello che lui aveva previsto. Nel processo abbiamo vinto in primo e in secondo grado dimostrando le nostre tesi.” Un consiglio alla prossima generazione di consulenti e periti navali? “Bisogna avere una preparazione tecnica specifica, non si può pensare di avere una laurea in ingegneria e cominciare a fare il perito. Serve l’occhio per capire quello che succede, bisogna avere un’esperienza pratica, l’esperienza migliore è quello di aver lavorato in una gestione armatoriale dove vedi a 360° i problemi, i danni, le riparazioni, la manutenzione, i regolamenti, la parte commerciale e bisogna soprattutto sporcarsi le mani. Oggi la professionalità diretta meccanica si è molto persa. Una volta il direttore di macchina non faceva salire a bordo nessuno specialista, oggi invece non tocca niente se non arriva lo specialista perché sono tutti estremamente specializzati. La comunicazione uccide la capacità delle persone di prendersi responsabilità; se sei in mezzo al mare e c’è un guaio una volta non potevi chiamare nessuno, ti dovevi arrangiare. Oggi mandi mail via satellite all’ufficio tecnico e ti guidano su cosa e come fare per intervenire. Poi fra un po’ avremo i robot e le navi senza equipaggio.” Scettico sulle navi unmanned? “Credo sia difficilissimo introdurle perché la nave è come una città che galleggia, non ha solamente un motore o un’elica, ci sono tutti gli impianti per la vita di bordo, per il carico, sono super specializzate a seconda di quello che portano. Non è possibile pensare che possano andare per mare controllate solo dal satellite. Se si interrompe il segnale cosa fai? Se uno blocca internet si ferma tutto.” ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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LNG pact enables Greek FSRU to boost Southeast Europe’s gas supply diversification
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-28 en Clima · decarbonizzazione
Mercuria, an independent energy and commodity trader, has joined forces with Motor Oil Hellas (MOH) to ensure liquefied natural gas (LNG) supply through a floating storage and regasification unit (FSRU) in Greece’s Saronic Gulf. The post LNG pact enables Greek FSRU to boost Southeast Europe’s gas supply diversification appeared first on Offshore Energy .
Mercuria, an independent energy and commodity trader, hasjoined forces with Motor Oil Hellas (MOH) to ensure liquefied natural gas (LNG) supply through a floating storage and regasification unit (FSRU) in Greece’s Saronic Gulf. Mercuria and Motor Oil have signed a memorandum of understanding (MOU) to establish a framework for long-term cooperation in connection with theFSRUDioriga Gasproject in the Saronic Gulf. This unit, being developed by MOH through its subsidiary Dioriga Gas, is said to be the most advanced and mature FSRU project in Greece, representing the optimal solution for LNG imports into the country and the wider Southeast European region. Under the MOU, the duo set its cap on step-by-step cooperation regarding regasification capacity reservation at the terminal, the long-term supply of LNG by Mercuria to MOH for delivery through the FSRU Dioriga Gas, and the joint development of the framework required to bring the project to commercial operation. The cooperation is seen as a shared commitment to support energy security in Europe and invest in the infrastructure that underpins a reliable and diversified gas supply. The partners look forward to working together to advance the region’s LNG import capacity. Mercuria emphasized:“The project will play a pivotal role in diversifying gas supply sources, enhancing regional energy security, and strengthening Greece’s position as a key LNG gateway for Europe.” The MOU with Motor Oil comes weeks after Mercuriasecured dealsrelated to an LNG export project in Louisiana, which is being developed by Kimmeridge’s Caturus. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community! v
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Porto Marina di Pastena, la società: "Integrazioni al Ministero entro i termini, nuova autorizzazione paesaggistica già nel 2024. Si va avanti" - SalernoToday
📰 SalernoToday 📅 2026-05-28 📍 Salerno it
Porto Marina di Pastena, la società: "Integrazioni al Ministero entro i termini, nuova autorizzazione paesaggistica già nel 2024. Si va avanti" SalernoToday
Continua il dibattito sul progetto del porto “Marina di Pastena” dopo gli approfondimenti e le presunte carenze che sarebbero state evidenziate dal Ministero dell'Ambiente. A prendere posizione è l'ingegnere Angelo Ilardi, amministratore delegato della società Polo Nautico e responsabile del progetto, che, ancora una volta, intende “fare chiarezza” dopo alcune notizie riportate dagli organi di stampa locale. “Nel quadro della procedura prevista dalla normativa per il riesame della Valutazione di Impatto Ambientale del progetto del porto turistico Marina di Pastena, è prevista una fase di interlocuzione aperta a tutti. Il pubblico ha avuto la possibilità di interagire formulando osservazioni. Ne sono pervenute circa 40, tutte da soggetti privati. A valle di tale processo, il Ministero dell'Ambiente ha quindi richiesto alla società Concessionaria una serie di precisazioni, approfondimenti, integrazioni in data 27 aprile. Fra le osservazioni pervenute, seppure oltre i termini previsti dalla normativa, vi è anche quella del Ministero della Cultura che richiede di integrare la Relazione Paesaggistica con ulteriori documenti”. Le precisazioni L'ingegnere Ilardi “la società concessionaria ha fornito al Ministero le dovute controdeduzioni a tutte le osservazioni ed ha definitivamente ottemperato, entro i termini prescritti, a tutte le integrazioni richieste con oltre 700 pagine di approfondimenti ed aggiornamenti. Il predetto dossier risponde anche alle richieste formulate dal Ministero della Cultura che correttamente non considera più valida la autorizzazione paesaggistica rilasciata nel 2012 perché è già stata rilasciata, ovviamente, la nuova Autorizzazione Paesaggistica nel 2024, che è tuttora in vigore. La diffusione di informazioni non corrette, cui assistiamo da qualche settimana, genera grande confusione. Gli organi di stampa, istituzioni e rappresentanti politici vengono strumentalmente disinformati. La polemica sul conflitto fra interesse pubblico e quello privato è completamente ribaltata. La verità è che è il porto turistico di Pastena a rappresentare l'interesse pubblico mentre le proteste rappresentano solo interessi privati. Le ragioni del no dono sempre legittime ma, con competenza e serietà, devono offrire serie risposte a tutti gli ambiti del progetto. Quello tecnico, il progetto è parte integrante del calcolo dell'equilibrio idraulico marittimo di tutto il litorale cittadino, la cui alterazione comporta un gravissimo danno, e rappresenta una valida opera di difesa stabile di un fragile tratto di costa. Quello sociale, il progetto porta in dote oltre 33mila mq di verde attrezzato ed oltre 20.000 mq di parcheggi e risolve definitivamente le storiche problematiche del quartiere di Pastena, un nuovo lungomare di oltre 600 metri nel mare e una grande piazza per eventi, tutti a libera fruizione pubblica in un contesto perfettamente integrato dal punto di vista ambientale e dotato di sistemi di produzione di energia rinnovabile. Quello economico, il progetto genera un evidente incremento dei valori immobiliari di tutto il tratto di lungomare interessato e di tutte le attività turistiche, di ristorazione e commerciali oggi presenti. Quello politico, il progetto genera nella città di Salerno un investimento di oltre 100 milioni di euro e diverse centinaia di nuovi posti di lavoro che la città non può concedersi il lusso di rinunciare. Per tutti questi motivi, siamo fortemente convinti della grande importanza di questo intervento pubblico e restiamo disponibili a valutare insieme alla pubblica amministrazione anche eventuali soluzioni migliorative che, nel quadro dell'equilibrio economico finanziario approvato, contemperino anche nuove sensibilità e nuove esigenze” conclude Ilardi.
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Eastern Green Link 2 gives back as second round of community fund opens
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-28 en Rumore · acque · biodiversità
The second round of funding for the Eastern Green Link 2 (EGL) project fund […] The post Eastern Green Link 2 gives back as second round of community fund opens appeared first on Offshore Energy .
The second round of funding for the Eastern Green Link 2 (EGL) project fund has opened for applications, targeting communities near the project that will transport clean electricity from Peterhead in Scotland to England via a 505-kilometer subsea cable. Developed by a joint venture of SSEN Transmission and National Grid Electricity Transmission,EGL2involves the installation of a 2 GW HVDC subsea cable connecting Peterhead in Scotland to Drax in Yorkshire. Project constructionstarted in September 2024, with the link expected to be completed in 2029. The project fund has a total value of £2,159,444 (around €2.5 million), with over £400,000 available to support local communities in this round. This includes a large fund, which can support strategic community improvement projects across Peterhead and the surrounding area, and micro-grants of up to £500 to support community groups and individuals with smaller, local projects and causes, each having its own application process and eligibility criteria. Funding is available between 2025 and 2029. The funds are aimed specifically at communities in the Peterhead, Boddam, Cruden, Buchan East and Longside & District community council areas. Its priorities are education, employment and skills; protection and enhancement of the natural environment, including land and sea, natural habitats, and biodiversity; transport and connectivity, including path/cycle networks and community transport; community infrastructure and regeneration, heritage and culture; and community action planning and capacity building. The closing date for applications is Wednesday, July 22, at 12:00 p.m. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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Ripresa dei noli container e previsioni di rialzo per il trade Far East – Mediterraneo
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-28 📍 Rotterdam it
Xeneta e Drewry concordi: l'anticipo della peak season e le turbolenze geopolitiche hanno spinto in alto le tariffe e lo faranno anche nelle prossime settimane L'articolo Ripresa dei noli container e previsioni di rialzo per il trade Far East – Mediterraneo proviene da Shipping Italy .
Xeneta e Drewry concordi: l’anticipo della peak season e le turbolenze geopolitiche hanno spinto in alto le tariffe e lo faranno anche nelle prossime settimane Dopo il calo registrato a marzo, i noli spot sulla direttrice Far East – Mediterraneo sono tornati a crescere con decisione a partire da inizio maggio. Lo ha evidenziato un report di Xeneta:” La ripresa della domanda ha anticipato la tradizionale peak season stagionale, riportando le tariffe vicino ai livelli di gennaio. Rispetto a un mese fa, i noli medi sono aumentati di circa il 21%. Un ulteriore incremento è atteso dal 1° giugno, nell’ordine di 300–350 dollari per Feu”. Secondo l’analista, “a causa dell’anticipo della peak season, i carriers stanno incrementando leggermente la capacità, in un contesto in cui le navi viaggiano attualmente quasi al 100% di riempimento. Nel prossimo mese si prevede un aumento di capacità di circa il 3%. Parallelamente, i carriers hanno annunciato blank sailings nelle prossime otto settimane per un totale di circa 155.000 teu”. Col persistere del dello Stretto di Hormuz, nonostante i segnali incoraggianti lanciati dalle parti circa la possibilità di concludere positivamente le trattative in corso, le divergenze tra Usa e Iran lasciano poco spazio all’ottimismo nel breve termine: “I costi delle risorse energetiche rimangono estremamente volatili e una normalizzazione dei flussi, e di conseguenza dei prezzi, non è attesa almeno per tutto il resto del 2026”. È per questo che secondo Xeneta “i contratti indicizzati stanno progressivamente soppiantando quelli tradizionali a noli fissi di lungo termine, offrendo una maggiore protezione rispetto alle oscillazioni di mercato. In questo scenario, diventa indispensabile per i caricatori affidarsi a dati certi, strumenti di business intelligence e analisi approfondite, per non restare esposti a un mercato di eccezionale volatilità”. Intanto il World Container Index di Drewry nell’ultima settimana ha fatto registrare un aumento del 3%, raggiungendo i 2.800 dollari per container da 40 piedi, a causa degli incrementi tariffari sulle rotte commerciali Asia-Europa e transpacifiche. In particolare, ha notato l’analista britannico, “sulla rotta commerciale Asia-Europa, le tariffe spot sono aumentate nuovamente questa settimana, spinte dalla domanda di inizio stagione di punta. Le tariffe di trasporto da Shanghai a Rotterdam sono aumentate del 3% a 2.861 dollari per container da 40 piedi, mentre quelle da Shanghai a Genova sono aumentate del 4% a 4.253 dollari per container da 40 piedi. Secondo il Container Capacity Insight di Drewry, sono state annunciate solo quattro cancellazioni di partenze sulla rotta commerciale Asia-Europa per la prossima settimana, il che indica una capacità relativamente stabile. Con l’avvicinarsi dell’inizio della stagione di punta e il continuo aumento delle tariffe Fak da parte delle compagnie di navigazione, Drewry prevede un ulteriore incremento nelle prossime settimane”. Come Xeneta, anche per i colleghi di Drewy “i mercati del trasporto container tra Est e Ovest si stanno rafforzando, poiché quest’anno l’alta stagione arriva prima del solito. La domanda si sta spostando verso giugno, in vista dell’adeguamento del prezzo del carburante previsto per il 1° luglio, sostenendo flussi di spedizione più consistenti”. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Rinnovato il Ccnl di ormeggiatori e barcaioli dei porti italiani
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-28 it
Accordo fra sindacati confederali e Angopi, Legacoop e Confcooperative L'articolo Rinnovato il Ccnl di ormeggiatori e barcaioli dei porti italiani proviene da Shipping Italy .
Accordo fra sindacati confederali e Angopi, Legacoop e Confcooperative “Sottoscritto l’accordo di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro degli ormeggiatori e barcaioli dei porti italiani, siglato con Angopi, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi e le organizzazioni sindacali confederali”. Lo ha annunciato in una nota il Segretario Generale Fit-Cisl, Monica Mascia, spiegando che: “L’intesa, raggiunta al termine di un lungo e articolato percorso negoziale, rappresenta un risultato significativo per i lavoratori della settore e consolida un sistema di relazioni industriali fondato sul dialogo costruttivo e sul riconoscimento del valore professionale degli addetti ai servizi di ormeggio e battellaggio nei porti italiani”. Per Mascia, “il Contratto, con validità dal 1º luglio 2025 al 30 giugno 2028, introduce importanti novità. Sul piano economico sono previsti incrementi retributivi volti a contrastare il caro vita e a tutelare il potere d’acquisto dei salari, con un aumento medio complessivo pari a 220 euro. Vengono inoltre rafforzate le misure di welfare contrattuale, con particolare attenzione alla salute, alla sicurezza e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Ampio spazio è dedicato anche alla formazione professionale, con nuovi investimenti in linea con l’evoluzione tecnologica e normativa del settore portuale”. Inoltre, “sul fronte della classificazione professionale è previsto l’aggiornamento dei profili professionali, con l’obiettivo di valorizzare le competenze specifiche degli ormeggiatori e dei barcaioli. In particolare, il contratto introduce due nuove figure: l’allievo ormeggiatore e l’aspirante ormeggiatore” ha aggiunto il segretario: “Un risultato che segna un ulteriore passo avanti nella valorizzazione di una categoria che, seppur numericamente contenuta, è fondamentale per la sicurezza e l’efficienza dei porti italiani, a tutela dei diritti dei lavoratori e a sostegno dello sviluppo dell’intero comparto portuale”. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Boskalis vessel back to work in North Sea following dry dock in Spain
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-28 en
Boskalis’ 2012-built construction support vessel (CSV) BOKA Northern Ocean has completed a period in […] The post Boskalis vessel back to work in North Sea following dry dock in Spain appeared first on Offshore Energy .
Boskalis’ 2012-built construction support vessel (CSV) BOKA Northern Ocean has completed a period in dry dock in Spain for certain modifications and is now back at work. In a few weeks, the 100-ton knuckle boom deck crane was overhauled and relocated and an anti-roll tank was installed under the helicopter deck to further enhance the CSV’s dynamic sailing behavior, making it even safer and more precise, Boskalis reported. The work on BOKA Northern Ocean was performed at the Astander dry dock in Santander, Spain. Following the completion, the vessel departed Santander for a project in the North Sea. To remind, it was reported this March that Boskalis Subsea Services had secured itsfirst decommissioning-specific project with UK-headquartered energy giant Shellunder a multi-million-pound contract and would be using BOKA Northern Ocean for the work expected to take over 100 vessel days. In addition to this, the vessel was recently used for thefirst deployment of remotely operated vehicles (ROVs)from Boskalis’ Remote Operations Center (ROC) in Aberdeen, Scotland. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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Oil & gas players unlocking $500 billion opportunity with AI and digitalization
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-28 en
By employing digitalization and artificial intelligence (AI), Rystad Energy, an energy market intelligence group, has highlighted that exploration and production (E&P) companies could reap close to $500 billion in cumulative value between 2026 and 2030. The post Oil & gas players unlocking $500 billion opportunity with AI and digitalization appeared first on Offshore Energy .
By employing digitalization and artificial intelligence (AI), Rystad Energy, an energy market intelligence group, has highlighted that exploration and production (E&P) companies could reap close to $500 billion in cumulative value between 2026 and 2030. According to Rystad Energy’sJon Marsh Duesund, Partner, Advisory, andAndreas Bakke Moan, Project Manager, Advisory, the value of $500 billion between 2026 and 2030 is captured through cost reductions from more efficient operations, production increases from higher uptime and increased recovery, and compressed development timelines. While pointing out that cost reductions and production increases are the largest value pools and contribute roughly equally through 2030, the company underlines that E&P players, which are currently investing in digital and AI, are expected to capture an additional value of $80 billion per annum in 2030 compared to 2025. The energy market intelligence group emphasized:“The returns are already visible in the industry. ADNOC reported $500 million in AI-driven value already in 2023, and the UAE state giant has committed $1.5 billion in digital capital expenditure targeting $1 billion in annual value creation. “Norway’s Equinor generated around $200 million in AI-related savings between 2021 and 2024, before reporting $130 million in 2025 alone. The trajectory is not linear. Digital value creation follows a compounding curve as adoption increases and organizational capabilities mature.” Based on Rystad’s estimates, the $500 billion value creation opportunity in upstream oil and gas sits across four main workflow categories, encompassing asset development and operations and maintenance, which relate mostly to surface workflows, and exploration and reservoir development alongside drilling, wells, and production, representing subsurface-focused workflows. The firm elaborated:“Each is at a different stage of digital maturity. Historically, operators have deployed a wide range of digital tools into various workflows, especially within exploration and reservoir development. When it comes to newer deployments, operations and maintenance is seeing more rapid adoption, primarily through predictive maintenance and remote operations delivering double-digit cost reductions at leading operators. “Subsurface workflows hold the largest untapped value potential, especially from getting more volumes out of the ground and reducing drilling costs. Several operators have, for instance, compressed seismic interpretation timelines from months to around 10 days and the next step is to transfer this increased reservoir knowledge into real value.” This content is available after accepting the cookies. $25 billion price tag looms over Gulf energy infrastructure repairs, Rystad says Rystad’s findings indicate that a key structural finding across all four workflow categories is that AI does not necessarily raise the ceiling for the best operators; it lifts the rest of the industry towards the performance level that the best operator already achieves. The dynamic within drilling is said to already be visible, as U.S. shale operators are close to physical drilling limits, where the best wells can still improve, but the biggest effect would come from lifting the average well. As a result, Rystad estimates that for U.S. land, the average improvement potential is close to 10%, while for more complex deepwater wells, the potential savings can be far greater, more than 50% in more extreme cases, although between 15% and 20% is more representative of the average. Capturing the value at stake is said to require investment in digital tools, infrastructure, and integration. The E&P companies are estimated to have spent around $25 billion on digital and AI purchases last year, but the market for providing these tools and services is expected to grow by more than $10 billion by 2030, surpassing $35 billion in total annual market size, before growing closer to $50 billion by 2035. The early adopters of these technologies typically have digitalization and AI as an integral part of their strategy. Rystad noted:“Conversations with various industry stakeholders highlight that organizational readiness determines the realistic pace. Traditional cloud migration can take multiple years, cybersecurity gates add months, while cross-silo collaboration requires cultural shifts that no software can automate. Beyond adopting off-the-shelf solutions, some of these players seek to develop their own solutions in-house to gain a competitive advantage over the rest of the industry. “However, the central barrier to capturing this value is not technology availability but deployment at scale. Advanced E&Ps, and those with less capabilities to start, opt for partnerships with suppliers and technology experts to reduce complexity, and simplify integration across equipment, assets, and different parts of their organization, typically through platform solutions.” This content is available after accepting the cookies. Energy outlook: 12 trends set to shape 2026 power spectrum The energy market intelligence group’s findings include traditional oilfield service (OFS) providers with domain expertise, and technology experts such as integrators or hyperscalers among the most important partners for E&P firms seeking to translate digital investment into operational returns, with a commercial model shifting from transactional service delivery towards integrated technology partnerships that can then leverage an ecosystem of players, platforms, and scalable tools. Rystad underlined:“AI is accelerating the value potential of digital solutions in oil and gas. Despite many breakthroughs, most current AI applications in upstream rely on traditional machine learning models trained on equipment and workflow-specific data. That training data takes years to accumulate, and models rarely transfer across assets without significant rework. “Newer AI approaches may change this dynamic, for instance through agentic AI automating tasks and augmenting humans in a way that breaks down organizational silos and acting as a contextualizing layer that functions across varied data types without full retraining, although this remains an emerging capability rather than a proven solution.” The energy market intelligence player sees a scenario in which AI accelerates the value creation further than the base case, where breakthroughs simplify integration and compress adoption timelines industry-wide. Such a higher scenario’s annual value creation from digital initiatives would reach $150 billion already in 2030, with potential to further grow past $300 billion by 2035, compared to the base case of $178 billion in 2035. The accelerated AI scenario would also require additional spending on digital solutions, up to $50 billion annually in 2030 and close to $80 billion by 2035, in Rystad’s view, as the company is convinced this scenario would then follow the wider global trend of more money being injected into AI. The firm concluded:“The value creation gap between early adopters and followers could widen further in a scenario with faster adoption as data and organizational intelligence accumulate. AI accelerates what happens inside a digitally mature organization; it does not necessarily accelerate the process of becoming one.” Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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Portualità, governance e l’incognita Ets: il punto di Uniport a Livorno
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-28 📍 Livorno it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione
Dal vertice labronico un richiamo a semplificare il Ddl governance e a sbloccare i raccordi ferroviari entro il 2030 L'articolo Portualità, governance e l’incognita Ets: il punto di Uniport a Livorno proviene da Shipping Italy .
Livorno – Uniport, l’unione nazionale delle imprese portuali, ha tenuto una conferenza stampa presso l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale alla quale hanno preso parte i principali vertici istituzionali e operatori del cluster locale. La riunione con la stampa ha avuto luogo nell’occasione della tappa livornese del percorso di incontri associativi itineranti lungo le coste della Penisola che Uniport sta compiendo per aumentare le occasioni di confronto e dialogo tra il Consiglio Direttivo e le imprese del cluster marittimo portuale. Il dibattito, guidato dal presidente di Uniport Pasquale Legora de Feo, ha fatto emergere i nodi cruciali per la competitività nazionale: dalla revisione della governance all’adeguamento dello scalo di Livorno, fino alle risposte necessarie per la gestione del lavoro portuale e la transizione ecologica. Sul fronte della riforma della governance portuale, attualmente all’esame del Governo, Uniport ha confermato una posizione pragmatica che guarda favorevolmente un maggiore coordinamento centralizzato per individuare le opere strategiche nazionali, indicando comunque la necessità di evitare derive burocratiche. “Il rafforzamento del coordinamento nazionale dovrebbe riguardare non solo le infrastrutture, ma anche l’armonizzazione di procedure e tempistiche per concessioni, autorizzazioni e digitalizzazione”, ha evidenziato Legora de Feo, rimarcando l’importanza di mantenere le Adsp come punti di riferimento territoriali. Per quanto riguarda specificamente lo scalo di Livorno, l’attenzione resta focalizzata sulla garanzia di una piena accessibilità per le navi di nuova generazione e in quest’ottica, il progetto della Darsena Europa è stato confermato come decisivo per il potenziamento dei traffici containerizzati e, da parte dell’Adsp, è stato confermato che parte della nuova infrastruttura è prevista in consegna per il 2027 mentre da parte degli operatori si è chiesto di velocizzare al massimo i tempi e di realizzare una forte sinergia istituzionale, in particolare sui raccordi stradali e ferroviari – curati da Anas e Rfi – attesi entro il 2030, per evitare il rischio di un’infrastruttura isolata. Si è parlato inoltre di progetti di riorganizzazione delle aree esistenti, come la piattaforma dedicata al traffico Ro-Ro e lo scavalcamento ferroviario, per il quale la Regione Toscana ha confermato un impegno finanziario da 40 milioni di euro aggiuntivi, destinati a dare certezza e accelerazione all’opera senza intaccare i finanziamenti già stanziati. Su un altro tema centrale, quello delle risorse umane, che vede l’imminente scadenza del Contratto Collettivo Nazionale dei Porti, prevista per giugno, è emerso che la trattativa per il rinnovo si preannuncia complessa e dovrà affrontare scadenze e criticità storiche. Tra i punti caldi evidenziati figurano la gestione dell’istituto delle ferie e, soprattutto, l’attivazione del Fondo per l’incentivazione al pensionamento anticipato. Nonostante una previsione normativa che risale a quasi cinque anni fa, e i relativi accantonamenti economici costanti da parte di Adsp e imprese, manca ancora il regolamento attuativo. Uniport ha rimarcato l’urgenza di sbloccare questo strumento, fondamentale per favorire il ricambio generazionale in un settore in cui l’automazione dei mezzi e la crescente complessità tecnologica dei macchinari contrastano con l’innalzamento dell’età media della forza lavoro. In parallelo, prosegue il ‘pressing’ a tutti i livelli per il riconoscimento formale del lavoro portuale come lavoro usurante. Le sfide maggiori per la portualità nazionale non si esauriscono però entro i confini del Paese. A margine dell’incontro, il presidente Legora de Feo ha analizzato con realismo lo scenario macroeconomico e normativo internazionale, fortemente condizionato dalle tensioni geopolitiche globali. Se da un lato i volumi complessivi dei traffici italiani stanno mostrando una sostanziale tenuta, dall’altro l’attenzione di Uniport è rivolta alle politiche ambientali europee, con particolare riferimento alla normativa Ets. L’applicazione del sistema di tassazione delle emissioni rischia di penalizzare fortemente gli hub di transhipment nazionali rispetto ai competitor extra-Ue del Nord Africa. L’associazione, ha detto il presidente Legora de Feo, sta intensificando gli sforzi di monitoraggio e interlocuzione a Bruxelles, spesso in coesione con altre sigle associative del settore, per far valere le istanze del cluster italiano. Realisticamente, ad oggi – ha detto il vertice di Uniport – non si registrano segnali concreti di ascolto o correttivi da parte delle istituzioni dell’Unione Europea. C.G. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Liberiamo insieme il mare - Comune di Porto Torres
📰 Comune di Porto Torres 📅 2026-05-28 📍 Porto Torres it
Liberiamo insieme il mare Comune di Porto Torres
Cos'è IL 31 maggio dalle ore 9,30 ci sarà l’evento “Liberiamo insieme il mare”, in prossimità della giornata degli oceani in arrivo l’8 giugno, Ambiente Mare Italia con la referente locale Bonino Cristina e l’ASD I Sette Mari propongono una pulizia dei fondali costiera da Renaredda a Scogliolungo, un intervento ambientale e di monitoraggio, da parte dei soci subacquei della ASD Sette Mari, guidati e coordinati dalla dott.ssa Bonino Cristina referente Ambiente Mare Italia localmente. Programma in dettaglio: Ore 9:30 - 10:00 briefing e sensibilizzazione ambientale sui rifiuti e l’impatto sull’ecosistema costiero presso la sede ASD I Sette Mari. Ore 10:00 preparazione dei subacquei Ore 10:30 - 11:30 intervento subacqueo entrata in acqua Renaredda - uscita subacquei spiaggia Scogliolungo Ore 11:30 - 12:30 debriefing, restituzione, dibattito e coscienza ambientale presso la spiaggia Scogliolungo. locandina
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Catania saluta i playoff e anche Toscano? Il tecnico: "Mio percorso già finito a gennaio"
📰 Tuttomercatoweb.com 📅 2026-05-28 📍 Catania it
Vittoria amara per il Catania nella notte del 'Massimino'.
Catania saluta i playoff e anche Toscano? Il tecnico: "Mio percorso già finito a gennaio" Vittoria amara per il Catania nella notte del 'Massimino'. Nonostante il successo per 2-1 contro l'Ascoli gli uomini di Domenico Toscano finiscono per essere eliminati a causa del brutto ko per 4-0 incassato all'andata. Queste le considerazioni del tecnico degli etnei nel postpartita: "C’è tanta amarezza, tanta delusione e tanta frustrazione, soprattutto per la partita di oggi (ieri, ndr). Al 50’ l’azione di D'Ausilio e quella di Casasola potevano cambiare il risultato della semifinale e regalarci l’impresa. Ce l’eravamo detti prima della partita: nel calcio le imprese succedono, ma solo se ci credi davvero prima di entrare in campo. Avevo chiesto una gara di orgoglio, perché se dovevamo uscire, dovevamo farlo a testa alta. I ragazzi l’hanno fatto. Il rammarico più grande è per la partita di andata, dove secondo me c’è stata paura di vincere. C’è stata la voglia di vincere. È dura parlarne ora. So quello che io, il mio staff e i ragazzi abbiamo dato a Catania in due anni. Due anni di lavoro che, secondo me, serviranno al Catania per costruire una squadra più forte. Ho conosciuto una piazza gloriosa, una città bellissima e delle persone straordinarie, veri amici. È quello che mi porto dietro. Nei prossimi giorni passerà il film di tutto il campionato. È dura. C’è la sensazione di aver buttato la promozione: tanti punti persi nella stagione regolare (soprattutto da Sorrento in poi) e poi i playoff, con una gara steccata all’andata anche per scelte di atteggiamento. "Nel calcio prendi quello che ti meriti. Probabilmente meritiamo di uscire a testa alta dopo aver fatto una grande partita. Nell’arco di una stagione ci sono mille difficoltà. Abbiamo cercato di migliorare, ma ci sono mancati cinque-sei giocatori importanti, siamo ripartiti, abbiamo trovato un ambiente depresso e una squadra svuotata. Abbiamo dovuto rimettere in piedi Cicirelli, Casasola, Donnarumma, Di Tacchio… Insieme allo staff e alla società abbiamo cercato di ricompattare l’ambiente e lo spogliatoio. Ci siamo riusciti, ma quando metti troppe toppe, prima o poi la coperta si strappa". Le parole del tecnico hanno il sapore di un addio: "Il mio percorso era già finito a gennaio. Quando sono arrivate le prime difficoltà, ognuno ha preso la propria strada e si è dubitato di tutto: delle scelte, del lavoro. Nonostante questo, per l’amore viscerale che ho per questo mestiere e perché ci tenevo tantissimo a vincere a Catania, ho continuato in silenzio, mettendo la faccia ogni giorno davanti a tutti. Non è solo il mercato di gennaio, sono tante cose una dietro l’altra. C’è tanta delusione, figlia di tante situazioni. Io so solo che ci abbiamo messo anima e corpo ogni giorno per raggiungere l’obiettivo. Se le modifiche necessarie per far crescere il progetto non sono state fatte? Non è solo una questione di scelta degli uomini. È essere uniti e condividere tutto, nel bene e nel male. A gennaio non è stato più condiviso. Nei momenti di difficoltà ognuno ha guardato per sé. Chiudo qui. Perché questi ragazzi, dal punto di vista psicologico, hanno spesso oscillato tra lo zero e lo zero? È un aspetto caratteriale di questo gruppo. Nel momento in cui le cose non vanno come vorresti (come ad Ascoli), la squadra perde sicurezze, serenità e tranquillità. Non posso rimproverar loro niente: ognuno ha il proprio carattere e le proprie debolezze. Qualcuno doveva capire cosa significa Catania e cosa vuol dire vincere a Catania. Sono ragazzi straordinari, ognuno con le proprie debolezze. Un consiglio al Catania? In due anni ho dato tanti consigli alla società. Se vuoi ottenere risultati diversi devi fare cose diverse e pensare in modo diverso. Se Catania ha lasciato qualcosa a Toscano? Tantissimo. È stata un’esperienza straordinaria, la consiglio a tutti quelli che possono farla. Ogni giorno devi ingegnarti per trovare soluzioni e risolvere problemi. La città è splendida, la storia di questo club si respira. Per me è stato un onore allenare il Catania. Lascio belle persone e veri amici. Sicuramente continuerò a frequentare Catania, perché mi ha lasciato tanto".
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L’illusione dello Stretto di Hormuz: se finanza ed energia riscrivono le regole dello shipping
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-28 📍 Livorno it Salute · ambiente
Costi milionari e sanzioni: le polizze di Londra e l'energia frenano lo shipping secondo quanto emerso al Propeller Club di Livorno L'articolo L’illusione dello Stretto di Hormuz: se finanza ed energia riscrivono le regole dello shipping proviene da Shipping Italy .
Le crisi marittime nello Stretto di Hormuz e nel Mar Rosso non si risolvono più soltanto con i dispiegamenti militari. C’è una dimensione meno visibile, ma molto più impattante, che governa la navigazione commerciale globale: quella dei modelli attuariali della City londinese e dei flussi strutturali dell’energia mondiale. È quanto emerso dal recente dibattito promosso dal Propeller Club di Livorno presso lo Yacht Club guidato da Maria Gloria Giani. Un confronto, moderato dai giornalisti Francesco Filiali e Pietro Roth, che ha messo attorno allo stesso tavolo analisti, legali e operatori del settore per scardinare i luoghi comuni che circondano il ‘war risk’. Il primo paradigma a cadere è stato quello della chiusura fisica delle rotte con l’analisi legale dell’avvocato Alberto Batini (Btg Legal) che ha riposizionato la narrazione sugli eventi dello scorso febbraio: a bloccare il transito di oltre 150 petroliere a Hormuz non è stata una flotta da guerra, ma la revoca simultanea delle coperture da parte dei grandi riassicuratori globali. Di fronte a un accumulo di rischio non più quantificabile, la matematica finanziaria ha imposto lo stop. Con premi speciali schizzati istantaneamente fino all’1-3% del valore della nave – traducendosi in esborsi milionari per singolo passaggio – navigare è diventato economicamente impossibile. Il conseguente ‘rerouting’ di massa lungo il Capo di Buona Speranza ha dilatato i tempi di due settimane e aumentato i consumi di carburante del 35%, aprendo una serie di contenziosi legali sulla tenuta dei contratti di compravendita e sull’ambiguità delle classiche clausole ‘Incoterms’ (come Cif o Fob) nell’allocazione di questi extracosti improvvisi. Una vulnerabilità sistemica che, secondo Roberto Armana (a.d. di Pca Broker), impone alle compagnie dello shipping un cambio di passo nel metodo, perché non ha più senso gestire il rischio in modo lineare o isolato: un attacco informatico o una sanzione internazionale si riflettono immediatamente su catene di penali contrattuali e rating finanziari. La risposta, secondo il broker, non può risiedere nel semplice acquisto di polizze standard sul mercato. Le aziende devono adottare protocolli di ‘risk engineering’ capaci di mappare l’esposizione reale prima ancora di negoziare con i sottoscrittori. Solo limitando internamente le debolezze strutturali e definendo il rischio residuo è possibile trattare da posizioni di forza con le compagnie assicurative, riducendo i costi e blindando la continuità aziendale. Questo scenario di forte instabilità internazionale va a impattare su un sistema marittimo italiano storicamente fragile. Pino Musolino (a.d. Alilauro e past president di MedPorts) ha evidenziato la ‘cecità marittima’ del nostro Paese: nonostante l’Italia vanti la seconda manifattura d’Europa, il 74% delle esportazioni viene tuttora regolato tramite la clausola ‘ex works’. Vendere alle condizioni dell’acquirente significa rinunciare al controllo della logistica, regalando miliardi di valore aggiunto di noli e coperture assicurative a operatori esteri. Una debolezza strategica che si riflette anche nella governance degli investimenti: sui quasi quattro miliardi di euro del Pnrr portuale, Musolino ha invocato una cabina di regia nazionale che analizzi i tassi di riempimento effettivi delle banchine, per evitare di finanziare opere sottoutilizzate. Anche sul fronte della protezione delle rotte, i modelli vanno rivisti: la facility assicurativa statale da 40 miliardi tentata dagli Stati Uniti è rimasta inutilizzata perché priva di una scorta militare reale, mentre – ha evidenziato – l’esperienza in Ucraina dimostra l’efficacia di uno Stato che interviene come garante finanziario di ultima istanza solo dopo aver garantito la difesa fisica delle infrastrutture. A ribaltare del tutto la prospettiva geopolitica classica è stata la lettura macroeconomica di Fabrizio Vettosi (Vsl SpA): non sono i conflitti territoriali a muovere l’energia, ma sono i mutamenti strutturali della produzione a determinare le mosse delle superpotenze. Negli ultimi quindici anni il boom dello shale oil ha proiettato gli Stati Uniti da 7,8 a 21 milioni di barili al giorno, azzerando le loro importazioni e trasformandoli nel principale esportatore globale, mentre l’Europa si chiudeva in una ‘prigione energetica’ autoinflitta. Con il taglio della capacità di raffinazione interna, il contintente europeo ha spostato i centri di trasformazione in India e Medio Oriente, legandosi a rotte a lungo raggio naturalmente più onerose. I dati presentati da Vettosi hanno inolre dimostrato che l’impennata dei noli non è figlia della crisi di Hormuz, ma delle sanzioni del 2023 che, imponendo l’uso della ‘dark fleet’ per i prodotti russi e iraniani, hanno allungato le rotte medie mondiali del 20%. Il vero pericolo per gli armatori, però, sarà sul fronte commerciale dei prossimi mesi. Spinti dalle impennate speculative dei noli, gli operatori hanno avviato una massiccia campagna di ordini di navi che ha spinto l’ordinato complessivo oltre il 20% della flotta attiva. Non appena le tensioni nello Stretto si allenteranno, il ritorno in servizio delle navi oggi bloccate, combinato con la consegna delle nuove costruzioni, rischia di generare un’eccedenza di stiva vicina al 50%. Per il mercato dei noli energetici, il vero problema alle porte non è la carenza di navi, ha sottolineato Vettosi, ma un’imminente crisi da sovraccapacità strutturale. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Australian gas reservation draft raises the alarm over export reliability
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-28 📍 Singapore en Clima · decarbonizzazione
Given the growing concerns over a draft domestic gas reservation framework, Australian Energy Producers, representing Australia’s upstream oil and gas exploration and production industry, has emphasized the investment risks such a move could bring, intensifying east coast gas supply pressures. The post Australian gas reservation draft raises the alarm over export reliability appeared first on Offshore Energy .
Given the growing concerns over a draft domestic gas reservation framework, Australian Energy Producers, representing Australia’s upstream oil and gas exploration and production industry, has emphasized the investment risks such a move could bring, intensifying east coast gas supply pressures. After the federal government released its draft domestic gas reservation framework,Samantha McCulloch, Australian Energy Producers’ Chief Executive, underlined that the proposed scheme deepened industry concerns over the possibility of undermininginvestment in additional gas supply, displacing domestic-focused producers, and damaging Australia’s standing“as a reliable export partner at a critical time for our bilateral energy trade.” While explaining that the proposed framework imposes complex and opaque compliance obligations, McCulloch highlights that it also threatens existing export contracts and entrenches a structural oversupply that would mute investment signals for new domestic gas supply. As a result, it is interpreted to send a concerning signal to key trade and investment partners, including Japan, South Korea, Malaysia, and Singapore, which were assured by Prime MinisterAnthony Albanesethat liquefied natural gas (LNG) contracts would not be impacted by the reservation scheme. This content is available after accepting the cookies. Higher oil prices put $80 billion more on Australia’s tax horizon Australian Energy Producers’ Chief Executive stated:“At a time when Australia needs more gas supply, this proposal risks crowding out smaller domestic producers, discouraging future projects and exacerbating long-term supply pressures in the east coast gas market.The patchwork of exemptions also creates significant and ongoing uncertainty for gas producers and users in Western Australia and the Northern Territory. “Australia’s oil and gas industry supports a prospective reservation policy that encourages investment and promotes a competitive and functioning gas market. But the proposed design does the opposite and, if implemented, would be an own goal for Australia’s future energy and economic security.” McCulloch is adamant that Australian Energy Producers will continue to advocate for a framework that supports investment, maintains competition, and strengthens Australia’s long-term energy security. This comes after she previously underscored that the Federal government’s proposal to require LNG exporters to supply 20% of export volumes into the domestic market raised significant concerns about the potential impacts on competition, investment, and future gas supply. Australian Energy Producers’ Chief Executive said:“Forcing Queensland LNG exporters to supply 20% of export volumes into the east coast market would crowd out smaller domestic producers, reduce competition and impact future supply. 20% of export volumes represents around 60% of the east coast gas market. “There is no justification for such heavy-handed intervention when the east coast market is currently well supplied and prices are the lowest they’ve been in years, with Australian gas users insulated from the global energy crisis.” Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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Pantelleria, avviso di pericolo 28 maggio al Porto - Il Giornale di Pantelleria
📰 Il Giornale di Pantelleria 📅 2026-05-28 it Clima · decarbonizzazione
Pantelleria, avviso di pericolo 28 maggio al Porto Il Giornale di Pantelleria
Transizione energetica delle isole: il Parco Nazionale di Pantelleria partecipa attivamente al Forum Europeo “Clean Energy for EU Island” L’Ente Parco Nazionale Isola di Pantelleria ha partecipato, anche quest’anno, ai lavori del Forum “Clean Energy for EU Islands” che si è tenuto a Maiorca il 21 e 22 maggio. L’evento dedicato al processo di decarbonizzazione delle isole dell’Unione Europea è stato il momento conclusivo che annualmente riunisce le isole che aderiscono al programma 30for2030. Più di 130 i partecipanti tra decisori politici, esperti, autorità locali e autori. Per il Parco è intervenuto Gaspare Inglese, ingegnere ambientale, che ha portato al centro del dibattito internazionale l’esperienza di eccellenza e i risultati ottenuti dall’isola negli ultimi anni. Nella sezione dedicata alla governance locale, l’ingegnere Inglese ha illustrato il modello Pantelleria frutto di una strategia che ha puntato l’attenzione su due pilastri fondamentali: il miglioramento della comunicazione e la costruzione del consenso pubblico, attraverso l’esperienza del processo partecipativo per la sostenibilità, intrapreso con Agenda 2030 e la costruzione del FORUM del PARCO. Sottolineati anche i tre livelli di azione: statutario, ovvero la partecipazione pubblica non è un progetto temporaneo ma un elemento permanente garantito dal Forum del Parco (artt. 25-16 dello Statuto); strategico, in quanto l’energia è uno dei sei pilastri della Strategia di Sostenibilità Pantelleria 2030; procedurale, si utilizza, cioè, la metodologia partecipativa europea EASW (European Awareness Scenario Workshop), con la quale dopo avere ascoltato la comunità, si definiscono le priorità e si costruisce consenso. Un intervento molto apprezzato dagli auditori europei arricchito dalla testimonianza di un altro rappresentate dell’isola di Pantelleria, l’ingegnere Massimo Miraglia, Energy Manager del Comune con il quale il Parco collabora attivamente, che ha approfondito il tema delle Comunità Energetiche Rinnovabili in fieri. Il Parco ha inoltre esposto il percorso verso la mobilità sostenibile, intrapreso insieme al Comune, contribuendo alla flotta di trasporto pubblico elettrico per l’isola. Su un totale di diciassette autobus, il Parco contribuisce con sette veicoli, inclusi tre mini scuolabus ibridi per bambini e due scuolabus elettrici, con possibilità di essere utilizzati attraverso un servizio bus a chiamata (DRT) durante l’alta stagione turistica. A ciò si sommano le biciclette elettriche, accessibili dalle 4 ciclostazioni, tramite un’applicazione di bike sharing (con prezzo calmierato da voucher per la mobilità). Si aggiungono tre veicoli ibridi per trasferte di servizio e un furgone elettrico per le attività operative del Parco. Mezzi e infrastrutture che il Parco mette a disposizione utilizzando i Fondi per efficienza energetica, mobilità sostenibile e innovazione di “Parchi per il Clima” del MASE. Parco, Comune e Regione hanno messo in partica il principio di sussidiarietà esponendo la best practice al Forum, concorrendo in maniera unitaria all’attuazione della Mobilità Sostenibile, canalizzando i fondi sia del programma del MASE di “Parchi per il Clima”, che del piano nazionale PNRR “Isole Verdi”, nonché del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, gestiti dalla Regione Siciliana. L’ingegnere Inglese ritiene utilissima l’attività svolta in questi anni dal Segretariato dell’Unione Europea accompagnando l’isola verso la transizione energetica, anche e soprattutto, grazie al supporto tecnico del Politecnico di Torino, partner regionale italiano. Il confronto con le altre realtà insulari dell’Unione arricchisce e porta nuove idee in ultimo, ma non per ordine di importanza, per un Piano del Parco che accompagni la transizione energetica dell’Isola. Fonte: https://www.parconazionalepantelleria.it/news-dettaglio.php?id=87023&fbclid=IwY2xjawSCpOBleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBkMHk3Y0p2dEs5MXpkcEFpc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHl-1eElhXjOSypMImhukEgI5epZoK3IJMNIUFNPllVOS428lzyIRUhmjLVni_aem_rTRuui0dpvS_Yx_REVHSaQ …………………………….. Tutte le news su Pantelleria nel mnostro canale WhatsApp
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Canadá: Seaspan progresa en construcción de rompehielos polar pesado
📰 Portal Portuario Media 📅 2026-05-28 es
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario El astillero Seaspan en Vancouver continúa progresando en la construcción de un rompehielos polar pesado. Actualmente, La entrada Canadá: Seaspan progresa en construcción de rompehielos polar pesado se publicó primero en PortalPortuario .
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Multiple tank design orders for LNG vessels in GTT’s bag
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-28 en Clima · decarbonizzazione
French technological containment specialist Gaztransport & Technigaz (GTT) has won new tank design jobs for liquefied natural gas (LNG) carriers (LNGCs) with HD Korea Shipbuilding & Offshore Engineering (HD KSOE) and Hanwha Ocean. The post Multiple tank design orders for LNG vessels in GTT’s bag appeared first on Offshore Energy .
French technological containment specialist Gaztransport & Technigaz (GTT) haswonnew tank designjobs for liquefied natural gas (LNG) carriers(LNGCs) with HD Korea Shipbuilding & Offshore Engineering (HD KSOE) and Hanwha Ocean. GTT has secured the tank design for what are said to be the world’s first large-scale 177,000 cubic meter (cbm) LNG carriers featuring a three-cargo-tank configuration, combining simplified architecture with increased cargo capacity and a lower boil-off rate for improved vessel performance. This order with HD Korea Shipbuilding & Offshore Engineering, on behalf of the shipowner BW LNG, will enable the French player’s new design to equip four newbuildings: two vessels already ordered in November 2025 and two additional vessels ordered in May 2026. François Michel, CEO of GTT, commented:“This project marks a significant step forward in the evolution of LNG carrier design, with major gains in operational efficiency and environmental performance. It demonstrates GTT’s proactive approach in working closely with shipyards andship-owners to address the evolving needs of the LNG transport market.” This three-tank design is the result of a close collaboration between GTT, the shipyard, and the shipowner, with targeted reinforcements and design enhancements to deliver performance beyond that of a conventional four-tank 174,000 cbm LNG carrier. These four vessels, which will feature the GTT Mark III Flex membrane containment system with enhanced safety and structural integrity, are scheduled for delivery from the fourth quarter of 2028. The three-tank LNG vessels represent a new-generation ship concept based on a proven design, delivering enhanced cargo efficiency and operational performance, enabling the lowest possible unit freight cost and reduced emissions. Yngvil Åsheim, CEO of BW LNG, underscored:“BW LNG is proud to pioneer the industry’s first three-tank LNG carrier design across four of our new buildings. Developed in close collaboration with GTT and Hyundai, this innovative proven configuration delivers increased cargo capacity, with greater operational flexibility and enhanced operational performance. “This collaboration reflects BW LNG’s commitment to practical innovation and delivering greater value to our clients, while strengthening our ability to support global LNG demand with lower emissions towards a lower-carbon future.” The simplified vessel architecture enables an increase in tank length of up to 55%, while raising cargo capacity by 3,000 cbm to 177,000 cbm. Similar to the conventional 174,000 cbm LNGC configuration, GTT underlines that the vessels will have the same principal dimensions, terminal compatibility, loading, and discharge parameters. The vessel can load any cargo parcel size by means of local membrane reinforcement, offering cargo owners full flexibility. With technological innovation and enhanced cargo handling and reliquefication capabilities, the three-cargo-tank design improves cargo utilisation and vessel performance. By optimising the ratio of LNG cargo volume to insulation surface area, the design improves thermal efficiency and reduces the LNG boil-off gas rate, guaranteed at 0.08% per day. HongRyeul Ryu, CTO of HD Hyundai Heavy Industries, stated:“This contract marks a meaningful milestone for HD Group in advancing next-generation LNG carrier solutions. “Through close collaboration with BW LNG and GTT, the innovative and highly efficient three-tank concept combines operational flexibility and cargo efficiency, while further strengthening our technological leadership in the LNG shipping sector.” Meanwhile, GTT has received an order from Hanwha Ocean for the tank design of a new LNG carrier, on behalf of a European shipowner. The delivery of the vessel is scheduled for the second quarter of 2029. The French firm will design the cryogenic tanks of the vessel, offering a total capacity of 174,000 cbm. The tanks will be fitted with the NO96 Super+ membrane containment system. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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Transnet Port Terminals presenta nueva Política de Colaboración con Clientes a minera Kudumane Manganese Resources
📰 Portal Portuario Media 📅 2026-05-28 es
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario Una delegación de la empresa minera sudafricana Kudumane Manganese Resources visitó recientemente Eastern Cape Terminals, en La entrada Transnet Port Terminals presenta nueva Política de Colaboración con Clientes a minera Kudumane Manganese Resources se publicó primero en PortalPortuario .
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Operazione di Sei Toscana. Pulizia delle spiagge a Porto Ercole. E poi i rifiuti prendono il volo - La Nazione
📰 La Nazione 📅 2026-05-28 it
Operazione di Sei Toscana. Pulizia delle spiagge a Porto Ercole. E poi i rifiuti prendono il volo La Nazione
Per portare via i numerosi sacchi contenenti il materiale recuperato è dovuto intervenire l’elicottero Terminata lapulizia straordinariadelle spiagge sul versante diPorto Ercole, i rifiuti sono stati portati via con l’elicottero. Si è svolto un intervento di pulizia degli arenili della spiaggia Le Pilette, della spiaggia Lunga e della spiaggia Acqua dolce. L’intervento, programmato e gestito daSei Toscanasu richiesta e con il coordinamento delComune, è stato effettuato con il supporto di un elicottero utilizzato per portare via i rifiuti, per lo più residui legnosi rilasciati dal mare durante la stagione invernale e raccolti dagli operatori a terra. L’area oggetto della pulizia ricade in un contesto costiero di elevato pregio ambientale, caratterizzato da versanti rocciosi a forte pendenza che rendevano impossibile effettuare l’intervento via terra. Essendo impraticabile anche la soluzione via mare, è stata predisposta l’attività di pulizia con l’ausilio di un elicottero. Una soluzione che ha consentito di facilitare le operazioni e svolgerle nella massima sicurezza, di ridurre i tempi di esecuzione e di limitare l’impatto ambientale. L’intervento ha visto la raccolta e la separazione manuale dei materiali presenti sull’arenile, successivamente disposti in appositi sacchi (i cosiddetti Big Bags) e trasferiti, con l’intervento dell’elicottero, nel punto di stoccaggio provvisorio individuato all’Argentario Golf Club. Da qui, il trasferimento via terra negli impianti di trattamento. "Si tratta di un intervento di portata eccezionale – ha commentato l’assessore all’Ambiente delComune di Monte Argentario, Michele Vaiani –, sia per la particolare modalità di esecuzione che per la qualità dei risultati ottenuti in termini di pulizia del litorale. Ringrazio Sei Toscana e la ditta Favilli, che hanno programmato ed effettuato l’operazione in maniera minuziosa, e gli uffici comunali, che hanno collaborato fattivamente all’organizzazione del servizio. Da decenni gli arenili e le spiagge della costa sud non venivano interessate da un intervento così puntuale, eseguito in piena sicurezza e senza il minimo impatto sull’ambiente". "La sempre crescente consapevolezza dell’enorme valore del nostro patrimonio costiero – ha aggiunto il presidente di Sei Toscana, Alessandro Fabbrini – ci induce a progettare interventi sempre più efficienti per la cura e il decoro dei litorali". © Riproduzione riservata Tag dell'articolo
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