Aggregatore notizie

Porti & ambiente — le notizie raccolte

Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 5489 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.

Articoli per area ambientale
reset
Maersk y TPC acercan operación portuaria a exportadores de cítricos de Región de Coquimbo
📰 Portal Portuario Media 📅 2026-06-17 es
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario Maersk organizó una visita a Terminal Puerto Coquimbo (TPC), instancia que reunió a representantes de la La entrada Maersk y TPC acercan operación portuaria a exportadores de cítricos de Región de Coquimbo se publicó primero en PortalPortuario .
→ Apri originale
Alemania: HHLA concede mayor capacidad de almacenamiento a Airbus en Terminal de Contenedores de Tollerort
📰 Portal Portuario Media 📅 2026-06-17 es
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario Hamburger Hafen und Logistik AG (HHLA) amplió su capacidad para la manipulación de piezas de aeronaves La entrada Alemania: HHLA concede mayor capacidad de almacenamiento a Airbus en Terminal de Contenedores de Tollerort se publicó primero en PortalPortuario .
→ Apri originale
Dopo oltre 3 mesi la nave Grande Torino di Grimaldi lascia il Golfo Persico
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-06-17 📍 Singapore it
Il ministro Tajani ha ottenuto rassicurazioni dall'Iran sul transito sicuro della car carrier attraverso lo Stretto di Hormuz L'articolo Dopo oltre 3 mesi la nave Grande Torino di Grimaldi lascia il Golfo Persico proviene da Shipping Italy .
Dopo oltre tre mesi (quasi quattro) da quando si è trovata ‘imprigionata’ in Golfo Persico a causa dello scoppio della guerra fra Iran, Israele e Stati Uniti, la nave Grande Torino di Grimaldi può finalmente fare rotta verso l’Oceano Indiano. Mentre scriviamo la pure car truck carrier (con una ventina di marittimi a bordo, di cui alcuni italiani) si dirige a 18 nodi di velocità in direzione dello Stretto di Hormuz con il segnale Ais che segna Singapore come destinazione finale. La nave battente bandiera italiana da febbraio si trovava in Medio Oriente mentre seguiva l’itinerario previsto dalla linea ro-ro per il trasporto di veicoli nuovi dall’Estremo Oriente all’Europa Che la Grande Torino stia per tornare libera lo ha preannunciato anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che con un messaggio su Twitter ha fatto sapere quanto segue: “In una telefonata con il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ho espresso soddisfazione per l’intesa raggiunta tra Stati Uniti e Iran, un passo importante per la stabilità della regione. È fondamentale adesso che l’accordo regga e consenta la piena riapertura dello Stretto di Hormuz, garantendo la libertà di navigazione e il libero transito delle merci, senza ostacoli né pedaggi. Seguiremo e faciliteremo le trattative di 60 giorni con le quali Usa e Iran dovranno arrivare a una intesa definitiva”. L’esponente di Governo ha poi proseguito dicendo: “Con il ministro abbiamo discusso della situazione in Libano: ho condiviso la posizione dell’Italia che chiede di porre fine alle operazioni militari e agli attacchi di Hezbollah. Bisogna evitare una nuova escalation, nell’interesse della pace e della sicurezza regionale. Ho anche comunicato al ministro la decisione di far rientrare il personale dell’Ambasciata a Teheran”. In conclusione Tajani ha aggiunto: “Il ministro mi ha garantito che nelle prossime ore le autorità iraniane garantiranno le condizioni per una partenza sicura della nave italiana Grande Torino, bloccata da mesi all’interno del Golfo”. Negli stessi minuti in cui questo messaggio del ministro è stato pubblicato sul social network la nave Grande Torino stava alzando l’ancora e puntando la prua verso lo Stretto di Hormuz. Da quando la car carrier era rimasta bloccata in Golfo Persico l’amministratore delegato di Grimaldi Group, Emanuele Grimaldi, ha più volte fatto sapere che non avrebbe rischiato di forzare la situazione tentando un passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz che avrebbe potuto mettere in pericolo il proprio equipaggio. Ogni giorno di ‘prigionia’ al largo delle coste degli Emirati Arabi è costato al gruppo armatoriale partenopeo decine di migliaia di dollari. N.C. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
→ Apri originale
Confitarma: pagare pedaggi per Hormuz violerebbe contratti e finanziamenti in essere
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-06-17 📍 Napoli it
Il prossimo passo dell’associazione si concentrerà sul riordino normativo e sulla governance dei porti nazionali L'articolo Confitarma: pagare pedaggi per Hormuz violerebbe contratti e finanziamenti in essere proviene da Shipping Italy .
Riunita oggi a Napoli presso la sede del Gruppo Grimaldi, la Confederazione Italiana Armatori ha espresso una ferma e unanime contrarietà verso qualunque forma di pedaggio nello Stretto di Hormuz, definendo la libertà di navigazione attraverso gli stretti internazionali come un principio inviolabile per l’economia, gli approvvigionamenti energetici e la competitività del Paese. Nel corso del Consiglio Generale e dell’Assemblea privata odierni, Confitarma ha voluto ribadire questa posizione insieme a quella sui principali dossier strategici, a partire dalla riforma della governance portuale che sarà oggetto di una prossima iniziativa mirata. Come spiega una nota, la posizione istituzionale, espressa dal presidente Mario Zanetti, evidenzia che il diritto di passaggio delle navi in transito non può essere vincolato a limitazioni o pedaggi, siano essi espliciti o mascherati. Ribadendo il principio di diritto marittimo, il Consiglio ha sollevato una questione tecnica e finanziaria di fondamentale rilievo per l’operatività delle imprese di navigazione: l’eventuale pagamento di un pedaggio o di un qualsiasi servizio a favore di uno Stato attualmente soggetto a sanzioni, come l’Iran, potrebbe configurarsi come una violazione del regime sanzionatorio stabilito dall’Unione Europea e violare le clausole contrattuali e i finanziamenti bancari già in essere per le flotte. “Seguiamo con attenzione gli sviluppi diplomatici in corso, ma al momento la situazione richiede ancora prudenza e massima vigilanza, in particolare per i 20mila marittimi ancora coinvolti che rappresentano la priorità. Auspichiamo ovviamente la più rapida risoluzione della crisi e un’accelerazione della riapertura della navigazione sicura nello Stretto, anche, se necessario, grazie al contributo prezioso della nostra Marina Militare, insieme alle altre Marine nazionali” – ha detto Zanetti. La tappa napoletana, coordinata insieme al vice presidente di Confitarma Guido Grimaldi, si inserisce nel percorso itinerante promosso nelle principali città portuali per celebrar i 125 anni della Confederazione. Alla sessione pubblica dei lavori hanno preso parte il sindaco di Napoli e presidente Anci Gaetano Manfredi, il presidente dell’Adsp del Mar Tirreno Centrale Eliseo Cuccaro e il presidente dell’International Chamber of Shipping Emanuele Grimaldi. Nel corso del confronto, che si è aperto con il ricordo di Daniele Rossi, il sindaco Manfredi ha evidenziato la centralità politica ed economica del bacino del Mediterraneo per il futuro dell’Europa, mentre Confitarma ha confermato che il prossimo passo dell’associazione si concentrerà proprio sul riordino normativo e sulla governance dei porti nazionali. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
→ Apri originale
ExxonMobil joins Vopak–Transnet JV to progress South Africa’s LNG import terminal
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-06-17 📍 Durban en Clima · decarbonizzazione Elettrificazione · cold ironing
ExxonMobil South Africa LNG, an affiliate of U.S.-headquartered energy heavyweight ExxonMobil, has penned a heads of agreement (HoA) with a strategic partnership between Vopak Terminal Durban and Transnet Pipelines to advance the development of a liquefied natural gas (LNG) import terminal at the Port of Richards Bay, South Africa. The post ExxonMobil joins Vopak–Transnet JV to progress South Africa’s LNG import terminal appeared first on Offshore Energy .
ExxonMobil South Africa LNG, an affiliate of U.S.-headquartered energy heavyweight ExxonMobil, has penned a heads of agreement (HoA) with a strategic partnership between Vopak Terminal Durban and Transnet Pipelines to advance the development of a liquefied natural gas (LNG) import terminal at the Port of Richards Bay, South Africa. ExxonMobil’s HoA with theZululand Energy Terminal (ZET), a joint venture between Vopak and Transnet, is interpreted to signal international market interest in supplying LNG to South Africa, supporting the continued development of infrastructure required to establish a new gas import platform for the country. Oliver Naidu, Director of ZET, commented:“This agreement represents more than a commercial milestone; it is a strong vote of confidence in the Zululand Energy Terminal and the future of LNG in South Africa. The participation of a global energy leader such as ExxonMobil reinforces the strategic importance of Richards Bay as an entry point for LNG and supports our vision of developing the infrastructure needed to unlock a competitive and sustainable gas market.” The new LNG terminal is expected to position Richards Bay as a key entry point for imported LNG and support the country’s transition toward a more secure and diversified energy mix. South Africa is expected to face a significant gas supply shortfall by 2030, as existing supply from Mozambique’s Pande-Temane fields declines. This gas cliff is said to present a risk to power generation, industrial activity, employment and economic growth, reinforcing the need for new gas supply options and enabling infrastructure. The Zululand Energy Terminal is expected to be South Africa’s first LNG import facility, enabling the import, storage, regasification and distribution of LNG to both power generation and industrial users. This content is available after accepting the cookies. Uncertainty hovers over South African drilling ops, as oil push hinges on appeals outcome Michelle Phillips, Group Chief Executive of Transnet, remarked:“Transnet remains committed to supporting strategic infrastructure that strengthens South Africa’s long-term energy security and industrial competitiveness. Through Transnet Pipelines’ partnership in the Zululand Energy Terminal, we continue to support the development of critical LNG import infrastructure at Richards Bay.” Once operational, the LNG terminal is expected to strengthen South Africa’s energy security, support the development of thecountry’s gas market, enable industrial growth and competitiveness, and facilitate a balanced energy transition alongside renewable energy. Andrew Barry, Chairman of ExxonMobil LNG Market Development, underlined:“This agreement reflects ExxonMobil’s global LNG experience and our commitment to support South Africa’s energy security with reliable supply. With LNG markets continuing to expand globally, we see a strong opportunity to help meet growing demand for secure energy and look forward to working with ZET to progress this opportunity.” This content is available after accepting the cookies. Woodside quashes ExxonMobil merger rumors Based on the previously disclosed plans, the project is to be executed in two phases. Phase 1 entails the development of a floating storage unit (FSU) with a capacity of 135,000-174,000 cubic meters, onshore regasification infrastructure capable of around 400 mmscfd, and optional truck loading facilities. A new pipeline connection will link the terminal to the Lilly Pipeline via Empangeni, with a tie-in point for Richards Bay Industrial Development Zone customers. On the other hand, Phase 2 covers the construction of an onshore storage tank with a capacity of up to 220,000 cubic meters, replacing the FSU to increase send-out capacity to about 600 mmscfd, accommodating planned gas-to-power projects in Richards Bay and future gas users nationwide. Maarten Smeets, Chairman of ZET, said:“Signing this HoA with ExxonMobil strengthens the base for the development of a terminal with one of the world’s largest energy companies. Via the terminal, South Africa ensures access to the global LNG market to further strengthen its energy mix by gaining access to affordable and reliable supply.” Under a 25-year concession, ZET intends to design, construct and operate critical gas infrastructure that unlocks reliable LNG supply for industry and power generation. The project is anticipated to strengthen energy security, attract investment, create new economic opportunities across KwaZulu-Natal, and support South Africa’s evolving energy landscape. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
→ Apri originale
Mercato Gnl italiano in aumento dell’11% nel 2025. Trasporto marittimo trainante
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-06-17 it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione
“Prospettive eccellenti” secondo Assogasliquidi dal settore marittimo, che potrebbe toccare i 190 kton nel 2028 L'articolo Mercato Gnl italiano in aumento dell’11% nel 2025. Trasporto marittimo trainante proviene da Shipping Italy .
Il mercato italiano del gas naturale liquefatto si è attestato nel 2025 su circa 231 mila tonnellate di consumi complessivi, segnando una crescita dell’11% rispetto al 2024, con dinamiche differenti però tra i principali segmenti di utilizzo. È quanto emerge dal report ‘Il mercato del Gnl nel 2025: stato dell’arte e prospettive di sviluppo”, realizzato da Bip per conto di Assogasliquidi-Federchimica. In particolare quello marittimo, che ha visto l’avvio durante il 2025 delle prime operazioni di bunkeraggio ship-to-ship e ora tre bettoline in servizio (una quarta si aggiungerà durante l’anno), rappresenta il principale driver di domanda futura, potenzialmente in grado di passare in tre anni dai 5,9 kton del 2025 a 190 kton al 2028 nello scenario più favorevole. Questo mentre anche a livello globale flotta di navi alimentate a Gnl aumenta, con 894 unità nel 2025 e la prospettiva di superare le 1.600 entro il 2030. A dominare il mercato italiano è però il segmento del trasporto stradale pesante, che vale per il il 75% dei consumi complessivi, ma registra un rallentamento nella crescita (+3%). Una tendenza legata a dinamiche di rinnovo delle flotte e fine vita dei veicoli esistenti. Nel corso del 2025, riferisce il rapporto, le immatricolazioni di veicoli industriali a Gnl sono state 326, segnalando una ripresa “limitata e non sufficiente a sostenere una domanda strutturale”. Sebbene il Gnl inoltre rappresenti ancora una quota marginale sul dato complessivo (0,5%), i mezzi immatricolati in Italia raggiungono ora però quota 4.202 (5.400 il parco circolante), mentre i punti vendita salgono a 180 (+3%). Infine il consumo del comparto industriale, terzo segmento analizzato, conferma una traiettoria espansiva, pari a circa 50 kton nel 2025, quota crescente sul totale (circa 22%). Il numero di impianti industriali alimentati a Gnl sale a 78 nel 2025, dai 67 dell’anno precedente (+16%). La crescita è sostenuta dalla diffusione di contratti di fornitura a lungo termine, dalla maggiore competitività rispetto agli oli combustibili e dai benefici legati alla riduzione di emissioni locali e dei costi Ets. Relativamente alle prospettive future, nel complesso il report traccia tre scenari evolutivi del mercato, che vanno dal Low (contrazione marcata dell’autotrazione, crescita limitata del navale, assenza di strumenti incentivanti, volumi complessivi in moderata crescita fino a circa 303 kton nel 2028) a uno High (piena valorizzazione del BioGnl, sviluppo infrastrutturale e incentivi strutturali, forte crescita dei comparti) in cui questo potrà raggiungere complessivamente i 460 kton/anno nel 2028, raddoppiando quindi i volumi attuali. Parlando delle policy necessarie a sviluppare il mercato italiano, Costantino Amadei, Presidente del Gruppo Gnl di Assogasliquidi, ha evidenziato: “Attendiamo novità positive dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti rispetto al Piano incentivi per il rinnovo del parco mezzi delle imprese di autotrasporto” ha ricorda – e anche rispetto alla nostra richiesta di estendere il credito di imposta per le imprese anche in favore del Gnl/BioGnl”. Per Amadei, il comparto ha infatti “opportunità di crescita enormi” anche se “il margine dipende soprattutto dalle decisioni di politica energetica nazionali ed europee. Occorre sostenere la domanda nell’autotrasporto per ridurre il gap di Tco (acquisto e gestione) rispetto ai carburanti tradizionali e favorire il rinnovo delle flotte. Poi, dobbiamo accelerare lo sviluppo del bunkeraggio marittimo: semplificare e standardizzare le procedure autorizzative, dare piena attuazione alle linee guida nazionali, aumentare l’attrattività dei porti italiani”. Assogasliquidi, per voce di Amadei, ha anche sottolineato la necessità di un quadro normativo stabile per il BioGnl “la cui penetrazione è sfavorita oggi da incertezze regolatorie e sugli strumenti adatti a comprovare le caratteristiche di sostenibilità del prodotto (GO, PoS, PoC), nonché da sistemi di certificazione non armonizzati”. Nel dettaglio, a livello normativo “va rafforzata la valorizzazione di questo biocarburante prevendendo, nel decreto nazionale di recepimento della Red III, ulteriori maggiorazioni per il BioGnl in fase di attribuzione dei Certificati di immissione in Consumo, in linea con i modelli più avanzati adottati in Europa, oltre alla possibilità di attribuire i certificati anche agli operatori che immettono il prodotto in consumo”. “Last but not least – ha concluso il Presidente del Gruppo Gnl di Assogasliquidi – ribadiamo la necessità di utilizzare i proventi Ets e FuelEe per sostenere investimenti e diffusione di combustibili a minore intensità carbonica come il Gnl/BioGnlL. La traiettoria futura dipenderà in modo decisivo da tre fattori: quadro regolatorio, politiche di incentivazione e sviluppo infrastrutturale”. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
→ Apri originale
$15.7 billion floating LNG project on Canada’s horizon as Kanata partners with Hanwha Ocean
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-06-17 en Clima · decarbonizzazione
South Korea’s Hanwha Ocean has signed a non-binding memorandum of understanding (MOU) with Kanata Clean Power & Climate Technologies Corp. to explore potential cooperation on a proposed development of a floating liquefied natural gas (FLNG) export project planned for Prince Rupert, British Columbia, Canada. The post $15.7 billion floating LNG project on Canada’s horizon as Kanata partners with Hanwha Ocean appeared first on Offshore Energy .
South Korea’s Hanwha Ocean has signed a non-binding memorandum of understanding (MOU) with Kanata Clean Power & Climate Technologies Corp. to explore potential cooperation on a proposed development of a floating liquefied natural gas (FLNG) export project planned for Prince Rupert, British Columbia, Canada. This strategic memorandum of understanding enables the partnership to contemplate collaboration on engineering, construction, operations, investment and LNG offtake for the proposedKanata LNGproject at Prince Rupert, British Columbia. Kanata estimates total capital expenditures for the project at approximately $15.7 billion, subject to final engineering, commercial arrangements and regulatory approvals. This FLNG export project is expected to have a capacity of up to 12 million tonnes per annum (mtpa). Under the terms of the MOU, Hanwha Ocean and Kanata intend to explore potential opportunities for cooperation across several technical and commercial areas, including engineering and construction of FLNG production and related facilities; operations and maintenance services over the facilities’ operating life; strategic equity participation by the Korean firm or affiliated entities; long-term LNG purchase arrangements; and midstream solutions, including LNGC, LNG and more. Philippe Levy, President of Hanwha Ocean’s Energy Plant Unit, commented:“Canada has world-class natural gas resources and strong long-term potential to support reliable LNG supply to Asia-Pacific markets. We are pleased to establish this strategic relationship with Kanata and to explore how Hanwha Ocean’s FLNG, offshore engineering, construction, and marine energy capabilities could contribute to the proposed Kanata LNG project. “Hanwha Ocean has extensive experience delivering complex offshore energy facilities and believes floating LNG can offer a flexible and scalable pathway for new LNG export developments where the technical, commercial, environmental, and regulatory conditions are properly aligned. This MOU is an important first step. Significant work remains before any final investment or project execution decision can be made, and we look forward to working with Kanata to evaluate the opportunity in a disciplined and responsible manner.” This content is available after accepting the cookies. Hanwha Ocean-built FPSO’s oil offloading opens revenue flows for Petrobras Kanata LNG, which is being developed as a floating LNG export facility located near Prince Rupert, North America’s closest Pacific port to Northeast Asia, is intended to leverage modular construction and marine-based liquefaction technology to provide scalable export capacity. Robert F. Delamar, Chief Executive Officer of Kanata Clean Power & Climate Technologies, said:“We are delighted to welcome Hanwha Ocean as a strategic partner in Kanata LNG through this memorandum of understanding. Hanwha brings globally recognized capabilities in floating infrastructure, shipbuilding and energy systems, making it an outstanding collaborator as we advance the project.” Kanata has also offered participating First Nations the opportunity to acquire up to a 50% ownership interest in the project, subject to negotiations, financing arrangements and applicable approvals. The proposed Kanata LNG project remains subject to numerous approvals and conditions, including environmental assessments, engagement with Indigenous communities, regulatory approvals and the negotiation and execution of definitive commercial agreements. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
→ Apri originale
Msc nega i rumour di un’acquisizione in vista su Hapag Lloyd
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-06-17 📍 Amburgo it
Secondo il tedesco Magazin Manager Aponte punterebbe sui mutati equilibri all'interno di Csav, azionista forte della compagnia di Amburgo L'articolo Msc nega i rumour di un’acquisizione in vista su Hapag Lloyd proviene da Shipping Italy .
Abbandonata da tempo la pista Zim, Msc sarebbe direttamente sulle tracce della compagnia che ne sta trattando l’acquisto. Secondo il giornale tedesco Magazin Manager, infatti, il gruppo elvetico fondato da Gianluigi Aponte e oggi guidato dai figli, avrebbe messo gli occhi sulla principale società di trasporti marittimi di container della Germania, Hapag-Lloyd. Msc vorrebbe entrare nel capitale del rivale tedesco e acquisirne la maggioranza nel lungo periodo, portando sotto il proprio controllo il numero cinque del settore, secondo “fonti interne” ad Hapag citate dalla rivista connazionale. Aponte starebbe sondando da tempo i principali azionisti di Hapag-Lloyd e non intenderebbe rinunciare alle proprie ambizioni nonostante i ripetuti rifiuti. Un portavoce di Hapag-Lloyd ha preferito non commentare la notizia. L’azienda di Amburgo è protetta da un patto tra i soci di riferimento. L’imprenditore della logistica Klaus-Michael Kühne e la compagnia di navigazione cilena Csav detengono ciascuno il 30% del capitale. Secondo la rivista, un accordo vincola entrambe le parti a mantenere l’investimento e a esprimersi con un’unica voce. Il patto, la cui scadenza originale era prevista per il 2026, è stato prorogato fino alla fine del 2030. Ad alimentare le speranze di Aponte potrebbero essere i cambiamenti in corso presso l’azionista cileno. All’interno di Quiñenco, la holding che controlla Csav, i rapporti di forza sono infatti mutati. Francisco Pérez Mackenna, storico capo dell’azienda, si è dimesso a febbraio per diventare Ministro degli Esteri del Paese. Il suo successore, Macario Valdés Raczynski, descritto come un uomo molto attento ai numeri, non avrebbe lo stesso legame affettivo con il settore marittimo. Inoltre, il protettore storico della divisione, il patriarca di Quiñenco Andrónico Luksic Craig, si è ormai ritirato lasciando il campo ai membri più giovani della famiglia. Con un’offerta d’acquisto allettante, Aponte potrebbe spingere il nuovo vertice aziendale a riconsiderare la quota in Hapag-Lloyd. Qualora i cileni cedessero, anche i grandi azionisti arabi del Qatar e dell’Arabia Saudita potrebbero essere disposti a vendere. Insieme, questi ultimi detengono il 22,5% di Hapag-Lloyd. “Questa notizia non è vera né corretta” ha però dichiarato a Reuters un addetto stampa di Msc, mentre una fonte di Hapag-Lloyd ha liquidato l’articolo tedesco come “pura speculazione”. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
→ Apri originale
Incidente mortale sul lavoro nel Milanese: operaio di 38 anni schiacciato da un pilastro di cemento
📰 Ilfattoquotidiano.it 📅 2026-06-17 it
Incidente mortale sul lavoro questa mattina a Binasco, vicino a Milano, dove un operaio di 38 anni è morto schiacciato da un pilastro. Le condizioni di Touil Abderrazzak, che lavorava per la Sasom srl, azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti, sono appars…
Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati Incidente mortale sul lavoro questa mattina a Binasco, vicino a Milano, dove un operaio di 38 anni è morto schiacciato da un pilastro. Le condizioni di Touil Abderrazzak, che lavorava per la Sasom srl, azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti, sono apparse fin sa subito gravissime. Come riporta il Corriere dalla Sera, l’uomo di origini marocchine, stava manovrando un veicolo per la raccolta dei rifiuti in Via Manzoni, quando il mezzo lo ha schiacciato contro uno dei pilastri che sorreggono la cancellata dell’azienda. Per l’urto il blocco di cemento è poi crollato addosso al 38enne. La polizia locale è al lavoro per riscostruire la dinamica dell’incidente avvenuto poco prima delle 7.30. Sul posto sono intervenuti immediatamente i vigili del fuoco e i soccorritori del 118: per il lavoratore però non c’è stato nulla da fare. Trasportato in elicottero all’ospedale di Rozzano, l’uomo è deceduto poco dopo. L’azienda ha espresso il suo “profondo cordoglio per la scomparsa” del proprio dipendente, e si è detta “profondamente scossa” per l’accaduto. La Uil e la Uil Trasporti della Lombardia hanno commentato l’accaduto, denunciando “l’ennesima gravissima tragedia che colpisce il mondo del lavoro e del settore dell’igiene ambientale in Lombardia”. Per il il segretario generale di Uil Trasporti Lombardia, Carmelo Minniti, “Non possiamo e non dobbiamo più considerare queste tragedie come semplici incidenti o tragiche fatalità. siamo di fronte a veri e propri ‘omicidi sul lavoro'”. “L’impegno del sindacato è sempre più forte, ma dov’è quello delle istituzioni?”, si domanda il sindacalista. Dello stesso parere anche il segretario confederale della Uil della Lombardia, Vittorio Sarti, secondo cui “la sicurezza non può essere trattata come un costo aziendale o una formalità burocratica, bensì come un diritto inalienabile e prioritario di ogni cittadino”. Il segretario chiede a nome del sindacato che venga introdotto il “reato di omicidio sul lavoro“, perché “è indispensabile dare una risposta legislativa severa che introduca nel codice penale una fattispecie specifica per chi, violando le norme sulla sicurezza, provoca la morte di un lavoratore”. Gli fanno eco anche Fp Cgil di Milano, della Lombardia e dell’area Ticino Olona Lombardia, secondo cui “La salute e la vita di chi lavora non sono costi da comprimere né voci di bilancio sulle quali risparmiare”.
→ Apri originale
Urbanistica, il procuratore Viola replica a Sala: “Nessuna volontà di interferire con attività del Comune. Lasciate lavorare i pm”
📰 Ilfattoquotidiano.it 📅 2026-06-17 it
A tirarlo in ballo era stato lo stesso sindaco di Milano. “Sono curioso di capire il dottor Viola come vede la situazione”, aveva dichiarato Giuseppe Sala commentando la sentenza sulla Torre di via Stresa che ha assolto tutti gli 8 imputati (la prima delle nu…
"Sono curioso di capire il dottor Viola come vede la situazione", aveva dichiarato il sindaco di Milano dopo la sentenza sulla Torre di via Stresa Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati A tirarlo in ballo era stato lo stesso sindaco di Milano. “Sono curioso di capire il dottor Viola come vede la situazione”, aveva dichiarato Giuseppe Sala commentando la sentenza sulla Torre di via Stresa che ha assolto tutti gli 8 imputati (la prima delle numerose inchieste aperte in questi anni sull’urbanistica milanese), dicendo di essere soddisfatto per la decisione ma “amareggiato” per “la violenza verbale usata dai pm nel sostenere le accuse”: “Una parte della Procura ha dato una impostazione politica al suo lavoro”, ha attaccato il primo cittadino. E dopo il sollecito pubblico di Sala, arriva l’intervento del procuratore capo di Milano: “Non c’è alcuna volontà di interferire con l’autorità amministrativa”, replica Marcello Viola. Ricordando che “le sentenze non si commentano, si rispettano e se non si condividono si impugnano“, Viola ribatte: “La Procura è una e si muove in sintonia”, aggiungendo che si aspettano “le motivazioni con massima serenità” per poi valutarle e decidere il da farsi “senza idee preconcette“. Il procuratore con il suo intervento ha inteso rasserenare l’ufficio che dirige aggiungendo: “Si lasci lavorare chi deve lavorare. Le indagini, ovviamente, determinano degli effetti”. Il magistrato invita pertanto a “rasserenare gli animi” e ad evitare accuse di condizionamenti o inquinamenti esterni e a “lasciar lavorare chi deve lavorare nel modo più sereno e tranquillo possibile”. Rispetto alla sentenza che ha assolto tutti gli imputati perché il fatto non costituisce reato, il procuratore di Milano afferma che “vista la natura del dispositivo un’idea ce la facciamo tutti“. In attesa della motivazione che saranno depositate entro metà settembre, “la sentenza sull’elemento soggettivo ci pone davanti alla materialità del fatto” e “siamo aperti a trovare le soluzioni migliori che potrebbero riguardare anche profili diversi“.
→ Apri originale
Chevron joins Helleniq in Eastern Mediterranean offshore block
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-06-17 en
U.S.-headquartered energy giant Chevron has signed on the dotted line to acquire a majority stake and operatorship in a block off the coast of Greece, currently solely owned by Helleniq Energy, a Greek integrated energy player. The post Chevron joins Helleniq in Eastern Mediterranean offshore block appeared first on Offshore Energy .
U.S.-headquartered energy giant Chevron has signed on the dotted line to acquire a majority stake and operatorship in a block off the coast of Greece, currently solely owned by Helleniq Energy, a Greek integrated energy player. The agreement with Helleniq will enable Chevron to participate in the Block 10 concession, located offshore the Kyparissiakos Gulf in the Southern Ionian Sea in Greece. Under the terms of the deal, the U.S. firm will acquire a 70% participating interest in the concession and assume the role of operator, while the Greek company will retain a 30% stake. Andreas Shiamishis, Helleniq Energy’s CEO, commented:“Chevron’s entry into Block 10 further strengthens our existing partnership and aligns the interests of both companies across all blocks in the Southern Ionian, creating a significantly larger exploration area in which we jointly participate. Flexibility within our portfolio, along with the ability to operate across a broader acreage position, are key factors in attracting leading international energy companies and unlocking potential synergies. “The work we have undertaken in Block 10 in recent years has enabled a more comprehensive assessment of its potential and supported Chevron’s entry into the wider portfolio. The adjustment of our participating interest reflects our strategy of actively managing our exploration assets as a dynamic portfolio, where ownership and structures can evolve in response to changing conditions.” Block 10 is currently in its second exploration phase, where both 2D and 3D seismic studies have been completed, providing a more advanced understanding of the subsurface and supporting the evaluation of potential future drilling targets. As exploration activity progresses, the partnership is expected to focus on further de-risking the asset through additional technical evaluation and potential drilling phases, in line with the broader development of Greece’s offshore exploration sector. Andrew Deighan, Director, Exploration, Middle East and North Africa, Chevron, remarked: “This is another key milestone for Chevron as we continue to build momentum in the Mediterranean region, an area where we are looking to further expand and strengthen our global exploration portfolio. “Together with our partner, Helleniq Energy, and the Hellenic Republic, we are looking forward to evaluating the hydrocarbon potential of Block 10, which is in an exciting frontier area.” Helleniq claims that this agreement marks a further expansion of one of the most significant exploration partnerships currently developing in the Eastern Mediterranean, underscoring both companies’ commitment to unlocking the potential of the country’s offshore energy resources. The partnership combines Chevron’s technical and operational capabilities with the Greek player’s established domestic portfolio, supporting a balanced approach to risk-sharing while maintaining exposure to future exploration upside. Deighan emphasized:“Chevron has significant expertise in developing oil and gas projects globally. We believe that the combination of our partner’s expertise and support coupled with our resources and technology, will help to advance and unlock new energy supplies in this region.” Chevron, whichexpanded its presencein Greece’s hydrocarbon exploration portfolio since last year, now participates in five offshore concessions together with Helleniq. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
→ Apri originale
US Gulf oil production flow another well richer with more to come before year-end
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-06-17 📍 Houston en Elettrificazione · cold ironing
Beacon Offshore Energy, a Texas-based exploration and production company, has advanced two projects by bringing online a second well at a field in the Gulf of America (the U.S. Gulf of Mexico) and drilling another at a different development, which is anticipated to achieve first oil by the end of 2026. The post US Gulf oil production flow another well richer with more to come before year-end appeared first on Offshore Energy .
Beacon Offshore Energy, a Texas-based exploration and production company, has advanced two projects by bringing online a second well at a field in the Gulf of America (the U.S. Gulf of Mexico) and drilling another at a different development, which is anticipated to achieve first oil by the end of 2026. Beacon has drilled the firstMonument fielddevelopment well located in Walker Ridge Block 315 to its total measured depth of 32,250 feet in a structurally high location, encountering 245 net feet true vertical thickness pay, which confirms pre-drill expectations of high-quality Lower Wilcox oil reservoirs consistent with wells drilled during the exploration and appraisal phase. The rig operations at the field will continue with the drilling of the second Monument development well, followed by completion operations at the two initial wells. The U.S. company expects first oil to occur prior to year-end 2026. The Monument project is being developed via a two-well, 17-mile subsea tie-back to the Beacon-operatedShenandoahfloating production system. This asset has been designed as a regional host facility that will enable the development of resources in the northwestern area of Walker Ridge, including the Shenandoah, Monument, andShenandoah Southfields. Beacon is joined by Navitas Petroleum and Talos Energy in the Monument development. This content is available after accepting the cookies. Oil & gas search in US Gulf: Drilling ops underway at one project with appraisal coming up soon at another The Texas-based player also revealed the start-up of oil and natural gas production from a second well in theZephyrus field(Zephyrus #2) in late April 2026. Zephyrus #2 was completed in the first quarter of 2026 and is producing from high-quality Miocene sands. Combined with the first Zephyrus well (Zephyrus #1), which began production in late 2025, the field is expected to reach a peak production rate exceeding 20,000 boepd. This field is situated in Mississippi Canyon Block 759. The Zephyrus development ties into the Shell-operatedWest Boreassubsea infrastructure with processing on theOlympusproduction platform in the Mars corridor. Beacon is joined by Houston Energy, HEQ II, Red Willow Offshore, Westlawn Americas Offshore, and Murphy Exploration & Production in the Zephyrus development. Scott Gutterman, Beacon’s Chairman and Chief Executive Officer, commented:“We are pleased to report continued execution success across our deep inventory of operated developments. “The Monument drilling results support our subsurface interpretation of the field, while the successful startup of Zephyrus #2 further expands our growing production base. These milestones reflect the strength of our deepwater portfolio and our focus on value creation through disciplined execution.” Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
→ Apri originale
Encomara’s subsea installation technology for floating wind gets ABS design approval
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-06-17 en
Encomara’s floating wind installation technology, Squid, has received product design assessment (PDA) certification from […] The post Encomara’s subsea installation technology for floating wind gets ABS design approval appeared first on Offshore Energy .
Encomara’s floating wind installation technology, Squid, has received product design assessment (PDA) certification from the American Bureau of Shipping (ABS). The PDA followsan approval in principle (AiP) granted by ABS in November 2025and moves the system a step closer to commercial deployment, according to Encomara, as it advances the technology along its qualification pathway towards Technology Readiness Level (TRL) assessment and market adoption. The technology is developed by Encomara and manufactured by Aurora Energy Services (AES), which acquired the Aberdeen-based company in 2025. Squid integrates pre-installed mooring lines and electrical connections into a single subsea unit, enabling floating wind turbines to be connected using a “plug-and-play” approach. According to Encomara, the technology allows all subsea infrastructure to be installed ahead of turbine arrival, reducing installation complexity and reliance on favorable weather windows compared to conventional methods. Modeling studies supported by Scottish Enterprise and industry developers indicate Squid could cut installation times by up to 50% and deliver savings of up to GBP 1 billion (around €1.2 billion) per gigawatt of floating wind capacity. “The Squid system allows pre-installation of moorings and cables followed by rapid hook-up of the FOWT, thus reducing risk and potentially doubling the number of turbines that can be installed in a typical season”,saidIan Donald, Managing Director of Encomara. The next phase of testing will include onshore demonstrations at AES’s Huntly facility in July, followed by inshore wet testing and customer demonstrations at Ardersier in August. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
→ Apri originale
Oil gushes out of fourth well at subsea tie-back in Brazilian waters
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-06-17 en
Brazilian oil and gas company PRIO, formerly known as PetroRio, has brought online another well at its subsea tie-back project in the Campos basin off the coast of Brazil. The post Oil gushes out of fourth well at subsea tie-back in Brazilian waters appeared first on Offshore Energy .
Brazilian oil and gas company PRIO, formerly known as PetroRio, has brought online another well at its subsea tie-back project in the Campos basin off the coast of Brazil. PRIO has begun production from the fourth producing well at theWahoo field, stabilizing its production at 10,000 barrels of oil per day. As a result, the firm has completed the start-up of all producing wells planned for this development project. The company intends to limit the field’s total production to 40,000 barrels of oil per day. The first oil from the fourth well comes months after production started at thethird producing wellon the Wahoo field. Previously, PRIO also brought on stream thefirst producing wellfollowed by thesecond oneonce the Brazilian Institute of the Environment and Natural Renewable Resources (Ibama)granted an operating licenseto the company. The license was given after the Brazilian player obtainedapprovalfor the installation of the field production development system and the interconnection of wells to theFPSO Valente, formerly known as Frade. PRIOreceivedan amendment from Ibama a few months ago regarding the drilling license for the Frade field, authorizing the company to drill up to 14 new wells. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
→ Apri originale
Kosmos Energy trims oil & gas portfolio with sale of assets off Equatorial Guinea
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-06-17 en
U.S.-headquartered oil and gas exploration and production company Kosmos Energy has wrapped up the divestment of its non-operating working interest in production assets off the coast of Equatorial Guinea to the UK-headquartered independent E&P company Panoro Energy. The post Kosmos Energy trims oil & gas portfolio with sale of assets off Equatorial Guinea appeared first on Offshore Energy .
U.S.-headquartered oil and gas exploration and production company Kosmos Energy has wrapped up the divestment of its non-operating working interest in production assets off the coast of Equatorial Guinea to the UK-headquartered independent E&P company Panoro Energy. Earlier this year, Panoro Energyagreed to acquireKosmos Energy‘s subsidiary, which owns a 40.375% interest in the Trident Energy-operated Block G where theCeiba fieldandOkume Complexproduction assets are located, with an upfront $180 million cash payment, subject to certain adjustments, plus contingent payments of $12.5 million linked to production performance at Ceiba and $9 million payable in each of 2027, 2028 and 2029, which are dependent on certain oil price and production thresholds. The U.S. player has now confirmed the completion of the sale, which is perceived to enhance its portfolio, high-grade capital allocation, lower costs, and enhance liquidity. The final cash consideration on completion, post-closing adjustments, was approximately $127 million. The transaction proceeds will be used to repay borrowings under the firm’s reserves-based lending (RBL) credit facility. Panoro held a 14.25% interest in Block G since early 2021, but this acquisition has increased the firm’s stake to 54.625%. The company’s next crude oil lifting at the block, and first post-completion of the acquisition, is for approximately 546,000 barrels and scheduled for the beginning of July. Julien Balkany, Executive Chairman of Panoro, commented:“Having been a partner in Block G since 2021, we know the asset well and have a high degree of confidence in its quality, cash generation potential and remaining upside. With our interest now increasing to 54.625 per cent, this acquisition strengthens our production and reserves base and will enhance the frequency and size of our crude liftings, driving meaningful long-term cash flow expansion to enhance shareholder returns. “This opportune acquisition, announced a couple of days before the start of the conflict in the Middle East, is consistent with Panoro’s strategy to expand its presence in Equatorial Guinea, where we see a lot of organic and external investment opportunities to achieve our growth ambition.” The company claims that closing adjustments reflect the cash received from the assets in the first half of 2026 to completion on June 16, 2026. However, future contingent payments of up to around $40 million are subject to certain oil price and production thresholds. Andrew G. Inglis, Kosmos Energy’s Chairman and Chief Executive Officer, commented:“We are pleased to have closed this transaction, a win-win for Kosmos and Panoro. For Kosmos, the transaction high grades our portfolio by divesting high unit operating cost production and increases balance sheet resilience, with retained exposure to future upside from the assets. “Strategically, it also enables Kosmos to focus our capital and expertise on our world-class assets where we can add the most value for our stakeholders over the long-term. We’d like to thank CEMAC and the government of Equatorial Guinea for their timely approvals.” Kosmos’ production year-to-date has been around 5,800 barrels of oil per day net to the company. An asset retirement obligation liability of around $140 million will be removed from the balance sheet. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
→ Apri originale
Ocean Sun leading floating solar-desalination demonstrator in Canary Islands
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-06-17 en
Norway’s Ocean Sun has secured approximately NOK 2.1 million (around €193,000) in EU funding […] The post Ocean Sun leading floating solar-desalination demonstrator in Canary Islands appeared first on Offshore Energy .
Norway’s Ocean Sun has secured approximately NOK 2.1 million (around €193,000) in EU funding for a floating solar demonstrator project in La Palma, one of Spain’s Canary Islands. The 310 kWp La Palma demonstrator, located at the port of Tazacorte, will combine renewable energy from an Ocean Sun FPV installation with desalination technologies in an integrated solution. Ocean Sun is responsible for the design and deployment of the floating solar system, implementation of an automated cleaning solution, and integration of a rainwater collection system for operational use. According to the company, the demonstrator builds on the technical and operational learning from the BOOST project and represents the next step in the firm’s work to adapt floating solar technology for exposed coastal and island environments. The demonstrator will provide a relevant test site for further research, validation and operational improvement in exposed conditions, while the integration with a desalination unit will demonstrate a replicable model for island and coastal regions facing high electricity costs and water scarcity, the Norwegian firm reported. The system is part of the Isla Bonita project, an initiative under the Horizon Europe Mission“Restore our Ocean and Waters”, coordinated by Plocan and brings together a consortium of research institutions, industry partners and public authorities to implement demonstration projects across several island regions in Europe. With an overall EU contribution of approximately €13.5 million, the project aims to accelerate the transition towards sustainable, climate-resilient island communities by deploying and scaling innovative ocean- and water-related solutions. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
→ Apri originale
Sull’accordo integrativo Psa Genova Pra’ prova ad andare avanti con i sindacati confederali
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-06-17 📍 Genova it
Contattate le segreterie di Cgil, Cisl e Uil per valutare la possibilità della firma, previ ritocchi, del contratto di secondo livello bocciato dai lavoratori prima di ricostituire la Rsu L'articolo Sull’accordo integrativo Psa Genova Pra’ prova ad andare avanti con i sindacati confederali proviene da Shipping Italy .
“Contatteremo le Ooss (organizzazioni sindacali) stipulanti il Ccnl per verificare le possibilità di individuare alcune modifiche dell’accordo respinto nel referendum confermando gli obiettivi di sviluppo della azienda e dei diritti dei lavoratori”. In sostanza – si legge nella frase conclusiva di una comunicazione aziendale interna diffusa stamane, a valle del voto dei 750 dipendenti che ha nettamente bocciato l’ipotesi di modifica del contratto integrativo elaborata dal terminalista e dalla Rsu – Psa Genova Pra’, concessionaria del più importante terminal container gateway italiano, prima di ricostituire la Rappresentanza sindacale unitaria (quella uscente s’è dimessa dopo la débâcle referendaria), tenterà di proseguire con le segreterie locali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, previo qualche ritocco alla bozza precedente sulla base delle osservazioni “che le Ooss vorranno rappresentarci”, il percorso per giungere a firmare il nuovo accordo di secondo livello, possibilità prevista in assenza di Rappresentanza dal combinato disposto da Statuto dei lavoratori e Ccnl. Per la validità non occorrerebbe a quel punto voto dei lavoratori, sulla cui opportunità (e modalità: assemblea o referendum) starebbe a quel punto alle segreterie sindacali valutare. Del resto, come si legge nella nota, per Psa (che presumibilmente punta sul fatto che ricostituire una Rsu e ridiscutere un accordo ritarderebbe l’applicazione di un nuovo integrativo che comunque contiene miglioramenti retributivi per i lavoratori) “gli obiettivi che erano contenuti nella ipotesi di accordo restano intatti e validi”. In particolare il recupero della “efficienza generale del terminal che stava mostrando segni di indebolimento che avevano portato a una riduzione della capacità produttiva”. La strada individuata da Psa, ripercorre il testo dell’azienda, era la definizione di una serie di incentivi a fronte della richiesta di “una disponibilità maggiore (a flessibilità e lavoro straordinario, ndr) ai giovani assunti dal 2025”, con cui al riguardo “in fase di assunzione fummo molto chiari”. Secondo l’azienda tale prospettiva non avrebbe rappresentato “alcuna soppressione di diritti acquisiti per i lavoratori”. Per questo, si legge ancora nella nota, “credevamo che (…) le misure di gradualità nel raggiungimento di tutte le condizioni riservate al personale con maggiore anzianità fossero vissute con serenità”. Una fiducia come visto mal riposta, anche se per Psa le “polemiche” sorte intorno al voto sono stato frutto di “strumentalizzazioni”. La palla passa ora alle segreterie territoriali di Filt, Fit e Uiltrasporti, per il momento in fase di valutazione. Fit Cisl ha convocato una riunione unitaria e poi per il 25 giugno un’assemblea dei lavoratori di Psa Pra’ iscritti Fit Cisl o non iscritti ad alcun sindacato, a tema “situazione sindacale e mancato accordo di secondo livello”, mentre Duilio Falvo (Uiltrasporti) commenta: “E’ evidente che i lavoratori hanno bocciato la proposta. Sarà nostro dovere ascoltarli, dopo un primo confronto con Rsu, per capire le perplessità dimostrate con la bocciatura dell accordo. Ma ribadiamo che anche per il futuro che non si fa niente senza la partecipazione dei lavoratori”. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
→ Apri originale
ECOnnect tasked with jettyless transfer solution for Colombia’s new LNG terminal
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-06-17 en Clima · decarbonizzazione
Norway’s technology company ECOnnect Energy has been hired to deliver its IQuay F-Class jettyless transfer system for Puerto Bahía´s fast-tracked liquefied natural gas (LNG) import terminal in Cartagena Bay, Colombia. The post ECOnnect tasked with jettyless transfer solution for Colombia’s new LNG terminal appeared first on Offshore Energy .
Norway’s technology company ECOnnect Energy has been hired to deliver its IQuay F-Class jettyless transfer system for Puerto Bahía’s fast-tracked liquefied natural gas (LNG) import terminal in Cartagena Bay, Colombia. ECOnnect Energy has signed an agreement with Sociedad Portuaria Puerto Bahía, a majority-owned subsidiary of Canada’s Frontera Energy, to deliver its IQuay F-Class jettyless transfer system for Puerto Bahía’sLNG import terminalin Colombia, which will combine the Norwegian firm’s proprietary F-Class transfer technology with a floating storage and regasification unit (FSRU), establishing a new LNG import gateway. Morten Christophersen, CEO at ECOnnect Energy, commented:“We see that many countries increasingly need energy infrastructure that can be deployed faster, with lower environmental impact and provide greater operational flexibility. “Puerto Bahía is a strong example of how innovative marine infrastructure can help respond to growing energy demand, while still reducing the need for extensive marine construction such as with conventional jetties. Together with Frontera and Puerto Bahía, we are proud to support the development of a strategically important LNG project for Colombia.” This content is available after accepting the cookies. Frontera cinches LNG contract with Ecopetrol to underwrite FSRU lease The terminal, which is designed to support Colombia’s growing energy demand and strengthen national energy security during periods of low hydropower supply, is targeting first gas in early 2027, making prompt readiness a key priority for the project. According to Puerto Bahía, ECOnnect Energy was selected based on its track record in fast-track LNG developments. Located in Cartagena Bay, Puerto Bahía is being developed as Colombia’s second LNG import terminal on the Caribbean coast, which is expected to complement existing infrastructure, while increasing supply resilience and import flexibility at a time when LNG is becoming increasingly important to Colombia’s evolving energy landscape. The IQuay F-Class transfer solution will connect the FSRU to the existing receiving facility, enabling LNG imports without the need for additional jetty construction. This solution is designed to support faster and more flexible deployment of LNG infrastructure by reducing offshore construction scope and limiting marine intervention. Orlando Cabrales Segovia, Frontera Energy’s CEO, emphasized:“This agreement represents an important step forward for our LNG project in Cartagena. We have worked closely to identify the right solution for the terminal’s specific requirements, and our collaboration with ECOnnect gives us strong confidence that this system will deliver the most effective solution while minimizing disruption to the surrounding area.” This content is available after accepting the cookies. Floating regas solution gains ground: ECOnnect scores double pre-FEED win on LNG import projects Puerto Bahía’s location is perceived to provide strategic advantages for LNG import operations, including natural deepwater access capable of accommodating large vessels without dredging, proximity to industrial demand centers and connection potential to Colombia’s national gas-transportation system. The terminal is expected to provide up to approximately 500 million standard cubic feet per day (scfd) of LNG and is premised on Colombia’s growing natural gas supply deficit, weather-related supply pressures associated with El Niño, and the need for reliable alternative sources of supply. The project is expected to strengthen Puerto Bahía’s role in the country’s energy infrastructure while supporting energy security. By combining marine LNG infrastructure with an existing multimodal port, the project aims to accelerate time to market while limiting the footprint traditionally associated with large-scale marine infrastructure developments. ECOnnect sees the Puerto Bahía deployment as a further milestone in its growing international deployment of jettyless LNG infrastructure, further expanding its footprint in Latin America. The firm’s previous projects include floating LNG transfer solutions at Herøya in Norway, Altamira in Mexico, andWilhelmshavenin Germany. The company’s technology platform is also designed for future compatibility with alternative energy carriers, including ammonia, hydrogen, bio-LNG, and CO2. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
→ Apri originale
EnerMech delivers offshore pipeline scope for ExxonMobil Australia
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-06-17 en
Aberdeen-headquartered integrated solutions specialist EnerMech has completed a cleaning and preparation scope on an […] The post EnerMech delivers offshore pipeline scope for ExxonMobil Australia appeared first on Offshore Energy .
Aberdeen-headquartered integrated solutions specialist EnerMech has completed a cleaning and preparation scope on an offshore pipeline on behalf of Esso Australia Resources, a wholly-owned subsidiary of ExxonMobil Australia. EnerMech performed the scope on the Bass Strait pipeline system in the Gippsland Basin, offshore south-east Australia, as part of an offshore asset campaign led by UGL on behalf of Esso. The work was carried out across assets linking the Marlin A (MLA), West Kingfish (WKF), Kingfish A (KFA) and Kingfish B (KFB) platforms. Following the completion of this initial campaign, EnerMech has been named the preferred contractor for a subsequent offshore scope, which, as the company says, involves higher operating demands and increased equipment requirements. “This project demonstrates our ability to execute complex offshore scopes under tight timelines while maintaining the highest standards of safety and operational performance,”saidCharles ‘Chuck’ Davison Jr.,EnerMech CEO.“Delivering safely and to schedule reflects the strength of our teams and the value of close collaboration with our clients and project partners.” Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
→ Apri originale
Alphaliner: navi container sempre più grandi impiegate nei servizi intra-Med
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-06-17 it
Il numero di unità cellulari sopra gli 8mila Teu è raddoppiato in un anno e Msc traina l'upgrade L'articolo Alphaliner: navi container sempre più grandi impiegate nei servizi intra-Med proviene da Shipping Italy .
Il numero di unità cellulari sopra gli 8mila Teu è raddoppiato in un anno e Msc traina l’upgrade Il numero di navi sopra gli 8.000 Teu che operano in servizi intraeuropei è quasi raddoppiato in un solo anno, passando da nove a sedici. Un aumento del 78% rispetto a un anno fa in un settore in cui la dimensione media delle navi oggi è di 1.870 Teu, secondo quanto rilevato dall’analista Alphaliner. La compagnia elvetica Msc rimane la forza trainante dietro questo incremento delle navi di medie dimensioni, operando nove delle sedici grandi navi (56,2%), anche se rispetto alle sei su nove di un anno fa (66,6%) il suo peso relativo è calato. Le sue nuove aggiunte includono la Msc Giselle (9.411 Teu), la Msc Elma (9.408 Teu), le sorelle Msc Lagos X e Msc Nairobi X (9.403 Teu ciascuna) e la Msc Brittany (9.288 Teu). Cosco Shipping Lines ha raddoppiato la sua presenza a due unità, mentre Hapag-Lloyd AG continua a operare una singola grande nave, la Sofia Express (8.750 teu). Da notare che la maggior parte delle più grandi navi intra-europee (14 su 16) opera nel segmento di servizio Nord Europa – Mediterraneo, a causa della distanza relativamente lunga rispetto al traffico intra-regionale. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
→ Apri originale
Lsct internalizza il lashing, tensione a La Spezia
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-06-17 📍 La Spezia it
Il contratto con Dock Service (200 lavoratori) non sarà rinnovato a fine anno, ma il terminalista ventila la piena occupazione: sindacati in allerta L'articolo Lsct internalizza il lashing, tensione a La Spezia proviene da Shipping Italy .
Il servizio di lashing (rizzaggio) all’interno del La Spezia Container Terminal, controllato da Contship e partecipato da Msc, sarà internalizzato a partire dall’inizio dell’anno prossimo. Lo conferma una nota della società a SHIPPING ITALY, rilasciata a valle delle tensioni sindacali emerse nei giorni scorsi in relazione alla contestuale conclusione del contratto con l’attuale fornitore, Dockservice, cooperativa da oltre 200 lavoratori che è oggi il secondo operatore portuale per occupati: “Il contratto in essere con Dockservice è in scadenza a fine 2026 e non sarà rinnovato. La decisione è già stata comunicata formalmente all’Autorità di Sistema Portuale e alle organizzazioni sindacali (Cisl, Cgil e altre sigle). Il Gruppo Contship ha l’esigenza di internalizzare le attività core svolte fino ad oggi da Dockservice (servizi di rizzaggio) e ha quindi proposto un piano di integrazione delle risorse idonee all’interno delle società Hannibal ed Eagle (la prima parte di Contship, la seconda esterna, ndr). Le restanti risorse continueranno a essere impiegate in altre attività operative. Il progetto è impostato con l’obiettivo di garantire la piena continuità occupazionale: seguendo il percorso definito dal Gruppo Contship, non sono quindi previsti impatti sui livelli occupazionali”. La preoccupazione dei sindacati, però, è non solo per uno scenario finora sprovvisto di garanzie documentali ma basato su rassicurazioni verbali, ma anche per il fatto che, anche quando fosse garantito il livello occupazionale, potrebbero non esserlo le condizioni esistenti. La nota di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti diramata a valle di un incontro con le aziende, da una parte conferma infatti che “è intenzione di Lsct girare alla Cooperativa appalti di servizi aggiuntivi, creando (a loro dire) le condizioni di sopravvivenza della stessa (cioè l’autorizzazione ex art 16 come previsto dalla legge 84/94”, ma che “la lista di tali servizi non è ancora pronta e verrà consegnata appena ultimata nel prossimo incontro”. Dall’altra sottolinea il “significato politico ben preciso. Quello di ridurre progressivamente il ruolo e la presenza del territorio in ambito portuale, accentrando le decisioni e i servizi in capo al terminalista che come ben noto ha origini altrove. In una fase di riassetto dell’organizzazione portuale e dei relativi servizi, l’obiettivo del sindacato è traguardare l’occupazione di tutti i lavoratori e le loro retribuzioni. Per questa ragione, Dockservice, che ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo portuale spezzino, deve continuare a veder riconosciute tutte le proprie attività”. Da qui l’impegno a convocare l’assemblea generale di tutti i lavoratori (soci e dipendenti) nei primi giorni della prossima settimana, per poi chiedere un altro incontro a Lsct. Anche Cub – Confedewrazione unitaria di base è intervenuta in difesa dei lavoratori di Dockservice, che “dopo ventiquattro anni, si trovano davanti a un muro di silenzi. Nessuno spiega cosa accadrà dal 1°gennaio 2027. Nessuno chiarisce se dietro questa scelta ci siano strategie industriali, automatizzazioni non dichiarate, o peggio, operazioni che rischiano di scaricare sui lavoratori i costi di decisioni prese altrove. Non è accettabile che il porto della Spezia diventi un terreno di speculazione, dove si fanno profitti sulla pelle degli operai e si usa il territorio come piattaforma logistica al servizio di interessi stranieri. La città ha già sacrificato il mare in nome del lavoro: quel compromesso oggi non può essere tradito. Le istituzioni locali e nazionali devono intervenire subito, verificare ogni passaggio, pretendere trasparenza totale e soprattutto farsi da garante affinché nessun lavoratore perda diritti, salario o dignità”. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
→ Apri originale
Puerto de Motril inicia OPE 2026 con refuerzo de medios y nuevas herramientas tecnológicas
📰 Portal Portuario Media 📅 2026-06-17 es
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario La Operación Paso del Estrecho (OPE 2026) comenzó en el Puerto de Motril con la participación La entrada Puerto de Motril inicia OPE 2026 con refuerzo de medios y nuevas herramientas tecnológicas se publicó primero en PortalPortuario .
→ Apri originale
Alleanza nel project cargo fra l’italiana RT&L e i cinesi di Guangzhou Salvage
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-06-17 📍 Guangzhou it
L'azienda genovese apporterà il proprio network commerciale di settore mentre quella asiatica metterà a disposizione la propria flotta (inizialmente 30 navi) L'articolo Alleanza nel project cargo fra l’italiana RT&L e i cinesi di Guangzhou Salvage proviene da Shipping Italy .
RT&L, doganalista e società di spedizioni attiva nel settore project cargo, ha annunciato di avere sottoscritto un accordo quadro di durata biennale con Guangzhou Salvage (Gzs), società di diritto cinese controllata direttamente dal Ministero dei Trasporti della Repubblica Popolare Cinese che offre servizi integrati in ambito marittimo. L’accordo ha lo scopo di permettere alle due realtà di partecipare congiuntamente a bandi e procedure competitive per progetti di interesse nelle aree del Mediterraneo, Africa e Sud America. Nell’ambito di questa collaborazione, RT&L apporterà il proprio network commerciale di settore e Gzs metterà a disposizione la propria flotta navale, ampliando di conseguenza il portafoglio di opportunità a livello internazionale. I progetti che verranno di volta in volta individuati saranno gestiti e coordinati congiuntamente e disciplinati da specifici accordi operativi. RT&L assumerà il ruolo di capofila commerciale e di primo punto di contatto nei confronti dei clienti. Una nota spiega che “la scelta di Gzs come partner rafforza ed amplia la linea di project cargo & chartering, coerentemente con la strategia di crescita del Gruppo RT&L. Il gruppo cinese dispone infatti di circa 80 unità navali, di cui inizialmente circa 30 dedicate in esclusiva all’accordo e impiegabili, in particolare, nelle attività offshore, nel recupero di relitti e nella cantieristica navale. RT&L, grazie a questa partnership, raggiunge un doppio obiettivo: ampliare l’offerta verso i clienti e confermare la propria linea strategica agli investitori, riuscendo a disporre di una flotta numericamente rilevante nel rispetto della sua natura asset-free”. Roberto Bizzarri, vertice di RT&L, ha così commentato: “L’accordo con Guangzhou Salvage rappresenta un primo importante passo nel percorso di crescita e consolidamento delineato dalla società in sede di quotazione. Si tratta di una collaborazione fondamentale per il consolidamento del segmento del project cargo, caratterizzato da ampi margini di sviluppo e di redditività”. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
→ Apri originale
Interporti al centro anche della 21 Convention Nazionale dei Propeller Club
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-06-17 it Aria · inquinamento
L’attuazione della legge di riforma e le prospettive aperte tra i temi che saranno approfondito durante l’evento in programma presso Quadrante Europa L'articolo Interporti al centro anche della 21 Convention Nazionale dei Propeller Club proviene da Shipping Italy .
Porti, interporti e città sono sistemi ormai interconnessi in modo inscindibile. È anche per dare voce a questa consapevolezza che, per la loro 21ª Convention Nazionale i Propeller Clubs, hanno scelto come sede l’interporto Quadrante Europa, tra gli scali intermodali più importanti di Italia. Proprio nel nodo logistico veronese prenderà il via l’evento, che avrà tra i momenti centrali il convegno ‘Il nuovo sistema interportuale. Riforma e investimenti per una spinta all’intermodalità’, in programma domani 18 giugno alle 15 nella Sala Brunetto del Centro Direzionale dell’interporto veronese. “Per quanto ci è noto, il Mit sta già lavorando ai primi decreti attuativi che daranno concretezza alla legge di riforma (approvata lo scorso novembre, ndr), in particolare quello relativo alla composizione del Comitato nazionale per l’intermodalità e la logistica e quello che definirà l’utilizzo delle risorse messe a disposizione, mentre sta anche ultimando la mappatura dei nodi esistenti” spiega a SHIPPING ITALY Gianfranco De Angelis, segretario generale di Uir, tra i relatori che interverranno. Il dicastero, aggiunge, starebbe inoltre apportando correzioni al discusso articolo 5 del testo, che aveva suscitato diverse perplessità da parte degli operatori in quanto secondo alcune letture imporrebbe agli scali finanziariamente solidi di sostenere anche con risorse proprie lo sviluppo di nuove strutture e l’adeguamento di quelli già operativi. Un elemento fuori fuoco in una legge di riforma che invece nel suo insieme ha grandemente soddisfatto le aspettative degli stakeholder, come spiega ancora De Angelis. Si tratta di “uno strumento moderno, che ci permetterà di rispondere alle sfide della sostenibilità, della competitività e della transizione digitale, e che attribuisce agli interporti importanza strategica nazionale: un cambiamento importante considerato che fino a poco tempo fa eravamo considerati ‘brutti e cattivi’, luoghi dove si producevano smog e traffico”. Grazie alla nuova legge, ha aggiunto De Angelis, oltre a godere di uno status che ne riconosce il valore, gli interporti potranno mettere in campo una pianificazione più oculata, che tenga conto delle loro connessioni con il territorio urbano delle città cui sono più prossimi oltre che naturalmente dei porti, cui sono uniti da collegamenti non più solo ferroviari o stradali ma anche digitali. “La convention – ha aggiunto la presidente dell’International Propeller Club Port of Verona Chiara Tosi – rappresenta un’importante occasione di incontro tra istituzioni, imprese e professionisti che ogni giorno contribuiscono allo sviluppo del sistema logistico nazionale”. Tosi ha poi sottolineato come Verona grazie alla sua posizione strategica e alla presenza del Quadrante Europa, costituisca un “osservatorio privilegiato per affrontare le grandi trasformazioni che stanno interessando il settore e per riflettere sulle opportunità offerte dall’ innovazione, dalla sostenibilità e dalla crescente integrazione tra le diverse modalità di trasporto”. Ad aprire i lavori della convention – in programma nei giorni del 18 e 19 giugno e cui è atteso anche il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini -saranno la stessa Chiara Tosi, il presidente nazionale degli International Propeller Clubs Umberto Masucci, il direttore del Consorzio Zai Nicola Boaretti e il presidente del Consiglio comunale di Verona Stefano Vallani, in veste anche di Chief Financial Officer di ATv Spa Azienda Trasporti Verona, la senatrice Aurora Floridia e l’assessore alla Mobilità e Lavori Pubblici della Regione Veneto Diego Ruzza. Tra i relatori anche lo stesso Gianfranco De Angelis Segretario generale Uir e per il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il Direttore DIV 3 della Direzione Generale per i Porti, Logistica e Intermodalità Giorgio Di Bello con un focus dedicato alla evoluzione del quadro normativo degli interporti, dalle sue origini fino alla recente riforma. Lo sguardo si allargherà poi agli scenari internazionali e alla evoluzione del trasporto marittimo, con interventi di Alessandro Panaro, Head of Maritime & Energy Srm, Alberto Candido Strategy Financial Officer di Sofia Consulting e Gabriele Galanti, Head of Marine di Revo Insurance. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
→ Apri originale
Fleetzero lanza plataforma de autonomía que integra hardware, software y propulsión
📰 Portal Portuario Media 📅 2026-06-17 es
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario La empresa de tecnología marítima Fleetzero anunció el lanzamiento comercial de su plataforma de autonomía que La entrada Fleetzero lanza plataforma de autonomía que integra hardware, software y propulsión se publicó primero en PortalPortuario .
→ Apri originale
🏠