Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 5970 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.
Il presidente Messina: “Serve credito d’imposta per sostenere le compagnie impegnate nei collegamenti essenziali” L'articolo Decreto Carburanti-bis ed Ets, Assarmatori: “Doppio danno per il trasporto marittimo” proviene da Shipmag .
Drewry prevede per i corridoi Asia - Europa una prossima ripresa della domanda e una peak season anticipata L'articolo Schizzano (+20%) i noli container Shanghai – Genova nell’ultima settimana proviene da Shipping Italy .
I noli per il trasporto via mare di container dalla Cina all’Italia, cresciuti modestamente nelle ultime settimane nonostante la crisi mediorientale, sono schizzati verso l’alto negli ultimi sette giorni, registrando un aumento del 20% che li ha spinti a quota 3.701 dollari per un box da 40 piedi per la tratta Shanghai – Genova (il 35% in più rispetto a un anno fa).
Più limitato, ma comunque a doppia cifra (+11%), l’incremento registrato sulla Shanghai – Rotterdam, dove il costo della spedizione ha toccato i 2.413 dollari (+19% sullo stesso periodo del 2025).
Lo rivelano gli ultimi dati diffusi da Drewry con il suo Container Index settimanale. In particolare rispetto al corridoio Asia- Europa, la società di analisi ha detto di attendersi una peak season anticipata dato che alti livelli di prenotazioni, spazio in stiva più contratto e le disruption relative al conflitto in Medio Oriente “stanno spingendo i caricatori a spostare le merci prima del solito”. Con la ripresa della domanda, gli analisti hanno aggiunto di aspettarsi ulteriori incrementi nelle prossime settimane.
Non è stato molto diverso l’andamento sulle tratte transpacifiche in uscita dalla Cina, dove hanno prodotto i loro effetti gli Emergency Fuel Surcharges (Efs) e i Peak Season Surcharges (Pss) introdotti dai carrier.
In particolare sulla Shanghai – Los Angeles l’aumento è stato del 10% a 3.357 dollari, mentre dal porto cinese verso New York questo è stato del 14% a 4.252 dollari. Si tratta dell’importo più alto toccato per singola tratta nell’ultima settimana, ma è da notare che su questo corridoio il costo è ad oggi ancora inferiore (-2%) a quello raggiunto un anno fa.
Sostanzialmente stabili, in leggero aumento, infine le tratte transatlantiche: la Rotterdam – New York registra un incremento del costo delle spedizioni del 2% a 2.388 dollari, mentre quella in direzione inversa sale dell’1% a 1.030 dollari. Nel complesso, dati anche alcuni contenuti incrementi sulle tratte di backhaul, l’indice composito di Drewry rileva per l’ultima settimana una crescita media dei noli del 12% a un valore finale d2.553 dollari.
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Rilevata in joint venture con San Colombano Costruzioni la general cargo Guang Rong (che sarà però demolita) e un'altra nave sottoposta a lavori di conversione in Turchia in servizio dal prossimo luglio L'articolo Bogazzi torna a fare shopping navale per la nuova diga di Genova proviene da Shipping Italy .
L’esperto armatore carrarino Enrico Bogazzi all’età di 86 anni non intende ritirarsi dalla vita imprenditoriale (benché apparentemente dichiari il contrario) e lo dimostrano gli ultimi investimenti portati a termine per entrare nelle attività di trasporto al servizio di opere marittime come la nuova diga di Genova. Secondo quanto appreso da SHIPPING ITALY, infatti, la nave general cargo Guang Rong che a febbraio del 2025 si era arenata lungo la costa di Marina di Massa, dopo essere stata ‘salvata’ a rimorchiata al porto di Livorno, risulta ora sia stata rilevata dalla società San Colombano Bulk Srl. Quest’ultima, costituita a fine 2025, è controllata pariteticamente dalla società San Colombano Costruzioni (azienda che detiene anche una partecipazione di minoranza nel Mdc Terminal di Marina di Carrara controllato dalla Dario Perioli del Gruppo Grendi) e dalla Co.Fi.Pa. Srl che fa capo proprio a Enrico Bogazzi alla sua famiglia.
“Si tratta solo di una piccola operazione portata a termine ma non particolarmente significativa perché la nave non verrà rimessa in esercizio, bensì destinata alla demolizione” ha confermato Bogazzi a SHIPPING ITALY. Il prezzo d’acquisto risulterebbe compreso fra 110 e 200 mila euro mentre i costi necessari a riparare la nave avrebbero superato i 3 milioni di euro. La Guang Rong, fino al sinistro occorso a fine gennaio del 2025, era di proprietà della società Sea Commander Srl di Chioggia e dopo il naufragio è stata dichiarata perdita totale agli assicuratori. Costruita in Cina nel 2001 ha una portata lorda di 10.000 tonnellate e fino al giorno del suo incaglio era impiegata per il trasporto di materiale lapideo dalle cave di Carrara al cantiere della nova diga di Genova.
Detto che la Guang Rong non rientrerà in servizio, l’altra novità interessante annunciata da Bogazzi è invece l’acquisto, sempre tramite la San Colombano Bulk Srl, e la riconversione “di un’altra nave bulk carrier che è stata affidata a un cantiere in Turchia e ci verrà consegnata fra il 15 e il 20 luglio prossimi. È sottoposta a lavori per farla diventare un’unità da lavoro split hopper con sistema di posizionamento dinamico Dp1 e gru da 200 tonnellate di portata”. Entrerà in servizio nel cantiere per la realizzazione della nuova opera marittima a difesa del porto di Genova andandosi ad aggiungere alle navi di Nova Marine Carriers e agli altri mezzi da lavoro (oltre 60) impiegati dal consorzio Pergenova Breakwater.
A conferma dell’attivismo che da sempre contraddistingue Enrico Bogazzi, l’armatore carrarino negli ultimi anni si è mosso sul mercato anche con alcune operazioni d’acquisto riguardanti navi bulk carrier classe Supramax.
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Hanwha Ocean completa una Lng carrier per Mitsui Osk Lines dotata di sistemi di propulsione eolica sviluppati per ridurre i consumi di carburante L'articolo In consegna la prima nave metaniera al mondo con vele rigide proviene da Shipmag .
Eni e Msc testano biocarburante marittimo Hvo AdriaPorts
VENEZIA – Il trasporto marittimo sarà più “verde”. Eni e Msc hanno testato il bio carburante Hvo diesel che si produce a Porto Marghera e a Gela, disponibile a Genova, Ravenna e Venezia.
Il diesel “Hydrogenated Vegetable Oil” è stato testato nell’alimentazione di navi da crociera, evidenziando come questo combustibile possa effettivamente funzionare. Una notizia che farà felici soprattutto gli armatori, come spiegano le due società in una nota congiunta, visto che consentirà un abbattimento dei costi delle emissioni, rispettando il regolamento FuelEu Maritime.
Duemila ore di alimentazioni senza modifiche al motore, che hanno portato a una riduzione delle emissioni sia di NOx (ossido di azoto -16%) sia di particolato, nonché una significativa diminuzione delle emissioni di Ghg (gas a effetto serra) pari a circa -80% rispetto all’uso del carburante tradizionale. Riduzione legata all’utilizzo nel processo di produzione dell’Hvo di materie prime al 100% di origine biogenica.
I dati tecnici sulle prestazioni del motore e sulle emissioni associate sono stati raccolti e valutati con il supporto di Wärtsilä, costruttore del motore, e di Bureau Veritas, che ha agito come ente certificatore.
«La sperimentazione con Msc ha dimostrato come il biocarburante possa contribuire immediatamente alla decarbonizzazione del trasporto marittimo. L’Hvo può infatti essere utilizzato in forma pura nei motori marini validati per il suo impiego, consentendo una riduzione delle emissioni climalteranti calcolate lungo l’intera filiera compresa tra il 65% e il 90% rispetto ai tradizionali combustibili fossili marini. L’Hvo – ha commentato Stefano Ballista, amministratore delegato di Enilive – è prodotto nelle bioraffinerie Enilive di Venezia e Gela, principalmente a partire da materie prime di scarto come oli alimentari esausti, grassi animali e residui dell’industria agroalimentare. Da alcuni mesi, l’Hvo diesel per la marina di Enilive è disponibile nei porti di Genova, Ravenna e Venezia per consegne dirette dal deposito alle navi tramite bettolina»
Michele Francioni, Chief energy transition officer di Msc Cruises ha aggiunto: «Siamo molto soddisfatti di aver confermato con esito positivo la fattibilità tecnica dell’utilizzo al 100% di Hvo su una nostra nave da crociera, nell’ambito dei nostri continui sforzi di decarbonizzazione. Riteniamo che l’Hvo possa svolgere un ruolo importante nella decarbonizzazione dello shipping e che, insieme ad altri combustibili immediatamente disponibili come Lng e bio-Lng, rappresenti un’opportunità concreta già attuabile a bordo delle navi da crociera per accelerare la transizione verso i combustibili rinnovabili, avvicinandoci di un ulteriore passo al nostro obiettivo finale di raggiungere emissioni nette di Ghg pari a zero entro il 2050».
Sindacati in allarme per la possibile cessione da parte di Acciaierie d'Italia di due storici spintori inutilizzati da alcuni anni L'articolo Due navi ex-Ilva verso la cessione in Turchia proviene da Shipping Italy .
Sarebbero destinate a una non meglio precisata compagnia turca le due navi appartenenti alla flotta ex Ilva Corona Australe e Corona Boreale.
Lo si apprende dalla richiesta delle segreterie ligure e pugliese di Filt Cgil, Fit Cil e Uiltrasporti ad Acciaierie d’Italia di un incontro per discutere dell’operazione “che risulterebbe programmata nel corrente mese di maggio 2026”.
Per i sindacati “tale operazione, qualora confermata, avrebbe immediate e significative ripercussioni sui livelli occupazionali e sulle condizioni di lavoro del personale marittimi imbarcato sulle predette unità, e impone pertanto un confronto preventivo con le parti sociali, nel rispetto delle vigenti procedure di informazione e consultazione sindacale”
Al momento non è chiaro se Acciaierie d’Italia abbia riscontrato e in che modo la richiesta sindacale, né la società pubblica erede dell’ex Ilva ha fornito commenti e chiarimenti alla notizia. I due spintori, da paio d’anni sprovvisti della certificazione di classe e quindi inservibili e effettivamente inattivi, erano utilizzati nell’ambito della logistica del gruppo siderurgico per il trasporto di apposite chiatte (della cui sorte non è dato al momento sapere) fra gli stabilimenti di Taranto e Genova principalmente.
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La Spezia. Contship introduce il primo trattore portuale full-electric nelle operazioni in banchina Corriere dell'Economia
Contship compie un ulteriore e concreto passo nel proprio percorso di decarbonizzazione con l’introduzione del primo trattore elettrico presso La Spezia Container Terminal (LSCT).Il nuovo mezzo sarà impiegato da Hannibal per le attività di navettaggio all’interno del terminal spezzino come un primo progetto pilota di valutazione della progressiva elettrificazione della flotta dei trattori di banchina, in ottica della riduzione delle emissioni dirette generate dalle operazioni in porto. L’elettrificazione dei trattori portuali si presta per l’applicazione in terminal: i mezzi, infatti, operano vicino alle stazioni di ricarica e gli avviamenti frequenti massimizzano i vantaggi della frenata rigenerativa. Questo modello di ralla elettrica a zero emissioni ottimizza inoltre i consumi nelle manovre di movimentazione container.
La bassa rumorosità e le vibrazioni ridotte garantiscono condizioni di lavoro più sicure e confortevoli, migliorando la produttività e la qualità delle operazioni quotidiane. L’investimento è stato co-finanziato nell’ambito del progetto “Green Ports PNRR”, attraverso un bando promosso e gestito dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale. L’iniziativa rientra nel programma “Porti verdi: interventi di energia rinnovabile ed efficienza energetica nei porti”, sostenuto dall’Unione Europea con risorse Next Generation EU che mira a ridurre le emissioni di CO2 e migliorare la qualità dell’aria nelle città portuali.
“Il programma di transizione energetica che abbiamo messo in campo mira a decarbonizzare le attività portuali”, ha commentato Simone Pacciardi, Responsabile del Servizio Rapporti con UE, Gestione Progetti Comunitari e Fondi PNRR dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale. “L’introduzione del trattore elettrico rappresenta un tassello concreto della strategia di sostenibilità del Gruppo”, ha aggiunto Denise Sofia, Head of ESG di Contship. L’iniziativa si colloca in un più ampio piano di innovazione tecnologica intrapreso da Contship nel terminal spezzino, che include digitalizzazione dei processi, nuovi investimenti infrastrutturali e upgrade degli equipment per massimizzare l’efficienza operativa ad ogni livello.
ADES Holding Company, which is part of Saudi Arabia-headquartered ADES Group, has won a new offshore drilling assignment off the coast of Nigeria for one of its jack-up rigs. The post ADES’ 1982-built rig scoops up multimillion-dollar drilling gig in Nigerian waters appeared first on Offshore Energy .
ADES Holding Company, which is part of Saudi Arabia-headquartered ADES Group, has won a new offshore drilling assignment for one of its jack-up rigsoff the coast of Nigeria. ADES has secured a one-year firm contract for itsMain Pass IVstandard jack-up rig in Nigeria, with an additional one-year unpriced option. The total backlog for the firm term with Belbop Nigeria is estimated at approximately SAR 180.7 million, equivalent to $48.2 million. The 1982-built jack-up has recently concluded itsprevious workin the region and is currently undergoing contract preparation. The rig owner explains that operations under the new contract are expected to start in the third quarter of 2026. “This award further reinforces ADES’ ability to secure attractive contracts for its fleet across key markets, supporting backlog visibility and continued utilization across the Group’s global platform. It also reflects the continued strength of demand for offshore jack-up capacity amid a structurally tight market environment,”underlined the firm. The Main Pass IV rig, which is of Friede & Goldman L-780-MOD II design, received its last upgrade in 2012. With a maximum drilling depth of 25,000 feet, the rig, which can accommodate 922 people, is capable of working in a water depth of 300 feet. This drilling deal followslong-term assignmentsfor three premium jack-up rigs and a contract extension for one drilling unit in the same African country. This content is available after accepting the cookies. ADES gets hold of three new jack-up jobs and rig deal extension in Nigeria Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
UK-headquartered energy giant BP and the State Oil Company of the Republic of Azerbaijan (SOCAR) have signed on the dotted line to strengthen their energy bonds. The post BP and SOCAR fortify energy ties appeared first on Offshore Energy .
UK-headquartered energy giant BP and the State Oil Company of the Republic of Azerbaijan (SOCAR) have signed on the dotted line to strengthen their energy bonds. BP has signed two new memoranda of understanding (MOUs) in Azerbaijan. The first one was inked with the country’s Ministry of Economy on the high-performance computing (HPC) infrastructure, and the second with SOCAR to further bolster the two oil and gas players’ long-standing energy partnership. Meg O’Neill, Chief Executive Officer at BP, commented:“I’m just back from two productive days in Azerbaijan– a country where BP has deep roots and a long-term commitment. This was my first visit to Azerbaijan, and I was impressed – from the deep history to the amazing architecture and impressive infrastructure of the country. “We were honoured to meet President Aliyev, Prime Minister Asadov, and Ministers Jabbarov and Shahbazov. Our conversations covered the breadth of our partnership – from oil and gas development to solar energy and electrification.” This content is available after accepting the cookies. BP fires up more gas wells off Trinidad as terminal electrification works continue in Azerbaijan Among the people O’Neill met areMikayil Jabbarov, Azerbaijan’s Minister of Economy, andRovshan Najaf, SOCAR’s President, during her trip to Azerbaijan, where BP’s CEO visited theSangachal terminal, which she describes as one of the world’s largest oil and gas complexes and a critical hub connecting Caspian energy to global markets. While confirming the visit, Jabbarov elaborated that the participants exchanged views on the UK-headquartered giant’s global business operations, its long-term fruitful cooperation with Azerbaijan, and the energy projects being implemented in the region. The minister emphasized:“The MoU between SOCAR and BP will expand energy cooperation between the parties and further reinforce Azerbaijan’s position as a global energy hub.” This content is available after accepting the cookies. Oil & gas boost on the horizon: SOCAR taps SLB for Caspian Sea duo’s revamp Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
I cantieri navali cinesi rafforzano la leadership globale con una forte crescita di produzione, nuovi ordini ed export. L'articolo La Cina domina il mercato mondiale della cantieristica nel primo trimestre 2026 proviene da Shipmag .
U.S.-headquartered energy technology giant Baker Hughes and Australia’s engineering player Worley have joined forces to pursue opportunities in the liquefied natural gas (LNG) sector, spurred by rising LNG demand across the globe. The post Worley and Baker Hughes embarking on integrated lower-carbon LNG quest appeared first on Offshore Energy .
U.S.-headquartered energy technology giant Baker Hughes and Australia’s engineering player Worley have joined forces to pursue opportunities in the liquefied natural gas (LNG) sector, spurred by rising LNG demand across the globe. The two companies have agreed to a non-exclusive strategic memorandum of understanding (MOU) to accelerate integrated solutions in the LNG sector, combining Worley’s engineering, procurement, construction management (EPCM), and engineering, procurement, construction, and installation (EPCI) execution capabilities with Baker Hughes’ advanced turbomachinery, modular liquefaction technologies, and proven expertise in gas processing and power solutions. The duo plans to deliver fully integrated, lower‑carbon LNG infrastructure that meets the surging global demand for reliable, affordable, and sustainable energy. The early collaboration is set on deploying the U.S. player’s equipment and NMBL LNG modular solution to reduce interfaces, operational costs, and schedule risks. This content is available after accepting the cookies. Baker Hughes’ new order helping fuel Latin America’s gas future This MOU represents an opportunity to deployBaker Hughes’ high‑efficiency turbines, compressors, electric motors, and digital offering, and NMBL modular LNG solution withWorley’s proven execution in complex onshore and near-shore projects. The joint efforts to advance lower‑carbon LNG solutions will revolve around incorporating high‑efficiency equipment and integration approaches. The Australian firm claims that the non‑exclusive collaboration enables both companies to pursue opportunities independently or with other partners while prioritizing collaboration where it delivers maximum customer value. This content is available after accepting the cookies. Path clear for Worley to advance second segment of LNG project on US Gulf Coast This agreement is intended to support both companies’ growth plans in a market expected to benefit from significant LNG capacity additions in the coming years, driven by energy security, industrial demand, and decarbonization goals. Chris Ashton, Worley’s CEO, commented:“This strategic collaboration is an opportunity to support mutual growth in the LNG market. By partnering with Baker Hughes, we can offer customers more seamless, end‑to‑end solutions – from early concept and FEED through to project delivery and operations support. “This collaboration strengthens our ability to de‑risk projects, accelerate schedules, and drive efficiency while advancing lower-emission technologies critical for the energy transition.” Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
Il mare del Lazio: dove l’acqua è più bella (e perché sceglierlo adesso) Il litorale laziale corre per oltre 360 km di costa sul Tirreno, tra Toscana e Campania. Dietro la fama “da pendolari del weekend” si nasconde un patrimonio di spiagge premiate con Bandi…
L’alba sul Tirreno laziale ha un suono preciso: le onde che arrivano regolari, il profumo dei pini e della macchia mediterranea, i borghi bianchi che iniziano a illuminarsi. In pochi chilometri si passa dalle spiagge selvagge del Circeo alle calette raggiungibili solo via mare, dai lidi cittadini comodi da raggiungere in treno alle baie di sabbia chiara dove l’acqua, nelle giornate giuste, diventa turchese.
Il Lazio non è solo il mare “vicino a Roma”. È una costa lunga e molto diversa, che cambia volto procedendo da nord a sud: litorali ampi e sabbiosi nella Maremma laziale, dune protette tra Sabaudia e il Circeo, borghi sul mare come Sperlonga e Gaeta, isole vulcaniche come Ponza e Ventotene.
Questa guida raccoglie le spiagge più interessanti del Lazio per il 2026, con un occhio pratico: quali scegliere in base a cosa si cerca, come muoversi lungo la costa, quando andare per evitare la folla e quali tratti sono più adatti a bambini, cani, naturismo o sport acquatici.
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Il mare del Lazio: dove l’acqua è più bella (e perché sceglierlo adesso)
Spiagge Lazio
Il litorale laziale corre per oltre 360 km di costa sul Tirreno, tra Toscana e Campania. Dietro la fama “da pendolari del weekend” si nasconde un patrimonio di spiagge premiate con Bandiera Blu, parchi naturali, promontori scoscesi e isole vulcaniche.
Il mare più scenografico si concentra nella provincia di Latina e sulle Isole Pontine: qui entrano in gioco il Parco Nazionale del Circeo, le falesie tra Sperlonga, Formia e Gaeta, i fondali chiari che circondano Ponza, Palmarola e Ventotene.
L’acqua si tinge di azzurro intenso, soprattutto a Sperlonga, lungo la costa di Gaeta e nelle baie di Ponza come Chiaia di Luna (oggi visibile solo dal mare) e Cala Feola.
Il Lazio, però, è interessante anche per un altro motivo: una buona parte delle sue spiagge migliori è raggiungibile senza auto.
Da Roma si arriva facilmente in treno al Lido di Ostia, a Santa Marinella, ad Anzio, fino a spingersi in giornata verso Formia-Gaeta o Sperlonga con combinazioni treno+bus. Questo rende le fughe al mare semplici anche per chi vive in città e viaggia leggero.
In primavera, tra marzo e maggio, la costa laziale cambia volto: temperature miti, mare più calmo, spiagge quasi vuote. Località come Santa Marinella, Anzio, Sabaudia, Sperlonga e Serapo a Gaeta diventano perfette per chi vuole camminare sulla battigia, fare il primo bagno con mare a circa 16–20 °C e godersi tramonti lunghi senza la pressione degli ombrelloni vicini.
Dalle dune della Maremma Laziale a Roma: spiagge del nord e della Capitale
Tarquinia
La parte nord della costa, nella provincia di Viterbo, è spesso meno raccontata ma nasconde una dimensione più tranquilla.
A Tarquinia Lido e Montalto Marina il mare è accessibile e le spiagge sono ampie, con servizi, bar e stabilimenti adatti anche alle famiglie. Chi cerca un ambiente più aperto può spingersi verso Marina di Pescia Romana e Riva dei Tarquini, dove il paesaggio è meno urbanizzato e la presenza delle pinete rende l’aria più fresca anche nelle ore calde.
Bagni di Sant'Agostino
Tra i tratti più particolari ci sono i Bagni di Sant’Agostino, una spiaggia ampia, con dune basse e vegetazione mediterranea alle spalle. È uno di quei luoghi dove il litorale appare ancora molto naturale, ideale per chi cerca spazio e meno confusione.
Scendendo verso Roma, il mare diventa più pratico. Il Lido di Ostia è il mare di casa dei romani: si raggiunge con il trenino da Piramide e permette di arrivare in spiaggia anche per poche ore. Qui si alternano stabilimenti storici e tratti liberi, perfetti per un pomeriggio veloce o una giornata senza grandi spostamenti.
Chi cerca un ambiente più naturale sceglie Capocotta, tra Ostia e Torvajanica. È un litorale di dune protette e macchia mediterranea, con alcune aree storicamente frequentate anche da chi pratica naturismo. È una zona da vivere con attenzione: il sistema dunale è fragile e le passerelle servono proprio a non danneggiare la vegetazione.
A nord di Roma, Santa Marinella e Santa Severa sono due alternative comode e molto amate. Santa Marinella è perfetta per una giornata di mare senza allontanarsi troppo dalla Capitale, mentre Santa Severa ha una delle immagini più riconoscibili della costa laziale: il castello affacciato direttamente sulla spiaggia, bellissimo soprattutto al tramonto.
Anzio, Nettuno e il litorale romano più scenografico
Anzio
Più a sud, Anzio è una delle località più interessanti del litorale romano e nel 2026 conserva la Bandiera Blu.
La zona delle Grotte di Nerone, con i resti delle antiche strutture romane a ridosso del mare, è una delle più suggestive, anche se non sempre la più comoda per chi cerca stabilimenti e servizi.
Nel territorio di Nettuno, la spiaggia di Torre Astura resta uno dei luoghi più scenografici della costa laziale. Una lunga lingua di sabbia, la pineta alle spalle e la torre medievale collegata alla riva da un ponte creano un paesaggio molto riconoscibile. L’acqua non è sempre trasparente come nelle calette più rocciose del sud della regione, ma il contesto vale il viaggio.
Questa parte del Lazio è perfetta per chi vuole una gita al mare partendo da Roma, senza necessariamente organizzare un weekend intero. La linea ferroviaria verso Anzio e Nettuno aiuta molto, soprattutto nei mesi in cui il traffico sulla Pontina e sulle strade costiere può diventare pesante.
Riviera di Ulisse e Circeo: il Lazio da cartolina
Riviera di Ulisse
Il tratto tra Latina e il confine con la Campania è quello che più spesso entra nelle classifiche del mare bello. Qui rientrano la Riviera di Ulisse, il Parco Nazionale del Circeo e alcune delle spiagge più famose della regione.
A Sabaudia il paesaggio è dominato dalle dune, dal lago costiero e dal profilo del promontorio del Circeo. La spiaggia è lunga, sabbiosa, in gran parte libera, con stabilimenti pochi e distanziati. Nei giorni di tramontana l’acqua diventa più limpida e il paesaggio dà il meglio.
La zona di Torre Paola è una delle più belle: la spiaggia corre ai piedi delle dune e guarda verso il promontorio, con un’atmosfera più selvaggia rispetto ai lidi cittadini. È un tratto amato anche da chi pratica sport legati al vento, come surf e kitesurf, quando le condizioni lo permettono.
Il Promontorio del Circeo è invece quasi ovunque roccioso, con scogliere, grotte e insenature. Alcune calette si raggiungono solo dal mare o con sentieri ripidi, quindi non sono adatte a tutti, ma proprio per questo conservano un fascino più appartato.
Sperlonga e Gaeta: borghi bianchi, spiagge chiare e mare trasparente
Sperlonga
Arrivando a Sperlonga, il paesaggio cambia ancora. Il borgo bianco si arrampica sul promontorio e domina due lunghe spiagge: quella di Ponente e quella di Levante. È una delle località più amate del Lazio perché unisce mare, centro storico e scorci molto fotogenici.
La Spiaggia dell’Angolo, vicino alla Grotta di Tiberio e ai resti della villa imperiale, è una delle più scenografiche. Sabbia chiara, acqua trasparente e pareti rocciose rendono questo tratto uno dei più belli della zona, anche se in estate può essere molto frequentato.
Scendendo verso Gaeta, la costa diventa ancora più varia. Serapo è la spiaggia principale: lunga, sabbiosa, attrezzata, molto comoda per famiglie e per chi vuole avere bar, ristoranti e servizi a pochi passi. Sullo sfondo ci sono il Monte Orlando e lo scoglio della Nave di Serapo, che rendono il paesaggio immediatamente riconoscibile.
Più appartata è la spiaggia dei 300 Gradini, conosciuta anche come Arenauta. Per raggiungerla bisogna scendere una lunga scalinata, ma il contesto ripaga: sabbia dorata, falesie alle spalle e acqua spesso molto limpida. È un luogo meno comodo rispetto a Serapo, ma molto più scenografico. Una parte della spiaggia è nota anche per la frequentazione naturista.
Ponza e Ventotene: il Lazio che diventa isola
Isole Pontine
Oltre la costa, il Lazio continua in mare con le Isole Pontine. Qui il viaggio cambia completamente: non si va solo “in spiaggia”, ma si entra in un paesaggio fatto di scogliere, cale, taxi-boat, porticcioli e fondali trasparenti.
Ponza è la più grande e frequentata. La Chiaia di Luna, con la sua parete di tufo chiaro e la mezzaluna di ghiaia ai piedi della falesia, resta una delle immagini più famose del Mediterraneo. Da terra l’accesso è chiuso da anni per motivi di sicurezza, ma la baia si può ancora ammirare dal mare durante i giri in barca.
Molte cale di Ponza sono raggiungibili solo via mare, dettaglio che contribuisce a preservarle. Tra le più note ci sono il Frontone, collegato al porto dai taxi-boat, le Piscine Naturali, scavate nella roccia, e Cala Feola, una delle poche spiagge sabbiose raggiungibili anche a piedi, adatta pure a chi viaggia con bambini.
Ventotene ha un’anima diversa, più raccolta e silenziosa. Qui il mare si vive bene in barca, in kayak o con maschera e pinne. La spiaggia principale è Cala Nave, sotto il paese, con sabbia scura di origine vulcanica e un’atmosfera molto diversa rispetto alle spiagge della costa pontina.
Prima di organizzare la visita, soprattutto per le calette più piccole, è sempre bene informarsi sulle condizioni di accesso. In alcune zone possono esserci limitazioni temporanee per motivi di sicurezza o tutela ambientale.
Bandiere Blu 2026 nel Lazio: quali sono le località premiate
Spiagge Lazio
Per orientarsi tra qualità delle acque, servizi e gestione ambientale, le Bandiere Blu restano uno strumento utile. Nel 2026 il Lazio conta 10 Comuni premiati, uno in meno rispetto al 2025: San Felice Circeo non è stato riconfermato.
Le località premiate sono Trevignano Romano, sul lago di Bracciano, e Anzio in provincia di Roma. In provincia di Latina ottengono il riconoscimento Latina, Sabaudia, Terracina, Fondi, Sperlonga, Gaeta, Formia e Minturno.
È importante ricordare che la Bandiera Blu non certifica solo la bellezza del mare. Il riconoscimento tiene conto della qualità delle acque, ma anche della gestione dei rifiuti, della sicurezza, dei servizi, dell’accessibilità e dell’attenzione all’ambiente.
Per chi deve scegliere una meta, quindi, è un buon punto di partenza. Non sostituisce il gusto personale, ma aiuta a individuare località dove la vacanza al mare è più organizzata e controllata.
Bambini, cani e naturismo: come scegliere la spiaggia giusta
Le famiglie con bambini trovano nel Lazio molte spiagge adatte: fondali bassi, sabbia fine e stabilimenti attrezzati non mancano. Sabaudia, Terracina, Fondi, Sperlonga, Serapo a Gaeta e alcuni tratti di Anzio sono buone opzioni se si cercano accessi semplici, bar vicini e servizi.
Per chi viaggia con il cane, il Lazio offre diverse spiagge dog-friendly, ma è sempre necessario controllare regolamenti aggiornati e modalità di accesso. Tra le più note c’è il Baubeach di Maccarese, mentre nella zona di Sabaudia esistono aree dedicate con accessi regolamentati.
Per il naturismo, i tratti più conosciuti sono alcune zone di Capocotta, la parte più appartata dei 300 Gradini a Gaeta e alcuni settori meno frequentati della costa tra dune e aree naturali. Anche qui è importante rispettare le regole locali, perché non tutti i tratti sono ufficialmente autorizzati o regolamentati allo stesso modo.
Come arrivare al mare nel Lazio senza stress
Partendo da Roma, il treno è spesso il modo più semplice per evitare traffico e parcheggi. La linea verso Ostia è perfetta per una giornata veloce, mentre la FL5 porta verso Santa Marinella e il litorale nord. La linea per Anzio e Nettuno è utile per chi vuole raggiungere la costa sud senza guidare.
Per arrivare verso Gaeta, Formia e la parte meridionale della provincia di Latina, la stazione di riferimento è Formia-Gaeta, da cui si prosegue con bus o taxi. Per Sperlonga, spesso serve combinare treno e autobus, oppure muoversi in auto.
Chi viaggia in macchina deve tenere conto dei tempi nei weekend estivi. La Pontina e le strade verso Sabaudia, San Felice Circeo, Terracina e Sperlonga possono diventare trafficate, soprattutto al rientro. Meglio partire presto al mattino e, se possibile, evitare gli orari più critici.
La nautica non è più soltanto turismo, charter e lusso stagionale. Alla Fiera Nautica di Sardegna 2026 il mare si è trasformato in una piattaforma industriale dove si incontrano tecnologia, ricerca, capitale umano e investimenti. Un cambio di paradigma che emerge con forza dai panel organizzati insieme a Forbes Italia durante la manifestazione di Porto Rotondo.
La Sardegna continua a essere una delle destinazioni più prestigiose del Mediterraneo per la nautica internazionale, ma oggi punta a qualcosa di più ambizioso: costruire una filiera industriale stabile e competitiva capace di generare occupazione qualificata, innovazione e nuove imprese.
Dalla nautica turistica all’industria del mare
La quinta edizione della Fiera Nautica di Sardegna ha segnato un’evoluzione chiara dell’evento. Non più soltanto esposizione di barche e vetrina commerciale, ma un hub industriale dedicato all’intera blue economy regionale. I numeri confermano la crescita: oltre 150 espositori, circa 200 imbarcazioni presenti e una partecipazione sempre più internazionale.
Secondo i dati presentati durante la manifestazione da Cipnes Gallura, UniOlbia e Il Sole 24 Ore attraverso la piattaforma Margò-Cribis, in Sardegna operano oltre 1.500 imprese legate alla nautica tra produzione, refit, portualità e servizi, con un fatturato complessivo di circa 644 milioni di euro e quasi 5.800 addetti diretti.
Un comparto che le istituzioni regionali considerano sempre più strategico. L’obiettivo dichiarato è affiancare alla tradizionale vocazione turistica dell’isola una vera capacità produttiva nautica, in grado di attrarre investimenti e creare filiere locali ad alto valore aggiunto.
Robotica, ricerca e nuove competenze
Tra i temi più discussi nei panel Forbes c’è stata l’innovazione tecnologica applicata alla produzione nautica. Luciano Belviso, cofondatore di Mirai Robotics, ha illustrato le prospettive della robotica industriale nei processi manifatturieri, mentre Antonio Usai ha presentato il nuovo laboratorio di robotica previsto a Olbia grazie al network Artes 4.0 e all’Università di Sassari.
Il messaggio emerso è chiaro: senza formazione tecnica avanzata e trasferimento tecnologico non può esistere una nautica industriale competitiva.
In questa direzione si inserisce anche il nuovo Dipartimento di Innovazione promosso dall’Università di Sassari e UniOlbia, pensato per sviluppare corsi multidisciplinari, ricerca applicata e progettazione territoriale legata alla blue economy.
Sostenibilità e carburanti alternativi
La sostenibilità è ormai uno dei grandi temi della nautica internazionale e la Sardegna vuole ritagliarsi un ruolo da protagonista. Durante la fiera è stato presentato anche il progetto legato al bio-metanolo nautico, un carburante rinnovabile destinato ai superyacht sviluppato attraverso una collaborazione tra Cipnes Gallura, Regione Sardegna, Ministero dell’Ambiente e Politecnico di Milano.
Il progetto, sostenuto da fondi PNRR, punta a trasformare Olbia in uno dei primi poli europei dedicati alla produzione e all’utilizzo di combustibili alternativi per la nautica di lusso. Un segnale importante in un mercato che guarda sempre più a propulsioni ibride, elettriche e carburanti a basso impatto ambientale.
Giovani designer e nuovi talenti
Accanto all’industria, la Fiera Nautica di Sardegna ha dedicato spazio anche al capitale umano e ai giovani professionisti dello yacht design. Designer under 30, studi di progettazione e cantieri hanno discusso delle nuove tendenze del design nautico contemporaneo, sempre più orientato a sostenibilità, efficienza energetica e integrazione digitale.
Un tema cruciale in un settore che, oltre alla costruzione delle imbarcazioni, genera valore lungo tutta la filiera: manutenzione, refit, servizi tecnici, componentistica e innovazione tecnologica.
La Sardegna come piattaforma del Mediterraneo
La sensazione emersa a Porto Rotondo è che la nautica sarda stia cercando una nuova identità: meno dipendente dalla stagionalità e più orientata a diventare un ecosistema produttivo permanente.
La posizione geografica dell’isola, il prestigio internazionale delle sue coste e la crescita delle infrastrutture nautiche rappresentano una base importante. Ma la vera sfida sarà trasformare questo vantaggio naturale in un sistema industriale integrato capace di connettere imprese, università, startup e finanza.
La rotta sembra ormai tracciata: fare della Sardegna non solo una destinazione del mare, ma un luogo dove il futuro della nautica viene progettato, costruito e sviluppato.
Vietnam’s Petrovietnam Drilling & Well Service Corporation (PV Drilling) has been hired on a jack-up assignment for a development drilling program at a field off the coast of Vietnam, Southeast Asia. The post Rig job for Southeast Asian development campaign goes to PV Drilling appeared first on Offshore Energy .
Vietnam’s Petrovietnam Drilling & Well Service Corporation (PV Drilling) has been hired on a jack-up assignment for a development drilling program at a field off the coast of Vietnam, Southeast Asia. PV Drilling has signed a contract with Zarubezhneft EP Vietnam (ZNEP) for the provision of jack-up drilling unit services for the 2026 development drilling campaign atBlock 12/11offshore Vietnam. “Amid the positive recovery of the drilling market, PV Drilling is not only expanding its presence in Malaysia, Brunei and Indonesia but also continues to play a vital role in securing leased rig supply for the Vietnamese market with high standards of safety and efficiency,”explained the company. The contract signing ceremony was attended by the management of ZNEP, along with PV Drilling and its partner. The jack-up rig will mobilize to execute the drilling campaign at theThien Nga – Hai Aufield in Block 12/11. The assignment’s duration is expected to be approximately 160 days, with the commencement window in October 2026. This campaign is interpreted to represent a strategic milestone for ZNEP’s oilfield development in Vietnam. WhileNguyen Xuan Cuong, President & CEO of PV Drilling, reaffirmed the commitment to delivering drilling services at a reasonable price, a representative of ZNEP expressed strong confidence in the former’s capabilities as demonstrated by previously executed drilling campaigns. The company also highlighted that the drilling player deployed two rigs in 2025 with high working efficiency and operational safety. The latest contract is said to underscore ZNEP’s continued trust in PV Drilling’s technical expertise and service quality. This comes after PV Drilling inked a deal to provide a second jack-up rig for the 2026 drilling campaign of PVEP–Cuu Long at Block 15-1 offshore Vietnam, covering two wells with a total duration of approximately 104 days. The deal is slated to begin in July 2026, with Borr Drilling’sThorjack-up rig secured for the work. PV Drillingconfirmed a naming ceremonyin March 2026 for a multi-purpose jack-up rig itboughtfrom Noble Corporation last year. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
In un mondo che improvvisamente si scopre vulnerabile, zone politicamente stabili e prevedibili come l'Alaska sono tornate a essere centrali nelle agende di Exxon, Shell e Repsol L'articolo La nuova corsa all’oro bianco nel Grande Nord proviene da Shipmag .
Ambiente: La Cinquecento 2026 trasforma velisti e appassionati del mare in sentinelle dell’Adriatico PugliaLive
Non solo vela d’altura e competizione sportiva: la storica regata offshore “La Cinquecento” di Caorle, in provincia di Venezia, quest’anno si trasformerà anche in una grande iniziativa diffusa di monitoraggio ambientale e sensibilizzazione contro l’inquinamento marino.
La manifestazione, organizzata dal Circolo Nautico Porto Santa Margherita (CNSM) dal 31 maggio al 6 giugno, vedrà infatti nascere “Sea La Cinquecento”, un progetto che punta a coinvolgere velisti, appassionati del mare, volontari e ricercatori in un’azione concreta per la tutela dell’Adriatico. Giunta alla sua 52ª edizione, La Cinquecento è considerata la “regina delle regate offshore del Mediterraneo”.
La competizione partirà da Caorle per affrontare le cinquecento miglia del percorso verso le Isole Tremiti e ritorno, passando per Sansego, lungo uno dei tracciati più affascinanti e imprevedibili dell’Adriatico. Nata nel 1975 come prima regata offshore del Mediterraneo riservata a due soli skipper, La Cinquecento ha anticipato di decenni il modello delle competizioni “in doppio”, oggi diffuse in tutta Europa. Dal 1995 la regata è aperta anche agli equipaggi completi nella categoria XTutti ed è oggi inserita nel calendario World Sailing e valida per il Campionato Italiano Offshore.
Nel corso degli anni ha richiamato a Caorle navigatori oceanici, campioni e grandi nomi della vela internazionale come Ambrogio Fogar, Cino Ricci, Vittorio Malingri, Mauro Pelaschier, Simone Bianchetti, Giancarlo Pedote e Ivica Kostelic. La grande novità del 2026 sarà però il forte impegno ambientale sviluppato insieme a partner scientifici come ISPRA e CNR-ISMAR e associazioni come Plastic Free Onlus, l’organizzazione impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento da plastica e che collabora con il Circolo Nautico Porto Santa Margherita dal 2023 nelle attività di sensibilizzazione ambientale legate agli eventi velici.
Tra le iniziative principali ci sarà il Clean Up “Litter Watch” in programma sabato 30 maggio alle ore 10.00 sulla spiaggia della Brussa, organizzato con il coinvolgimento della Capitaneria di Porto, del Comune di Caorle e dei volontari coordinati da Plastic Free Onlus con Irene Zambusi, referente dell’associazione per il Comune di Caorle e vicereferente provinciale di Venezia. Grazie alla collaborazione con il progetto europeo TETHYS4ADRION, i partecipanti contribuiranno alla pulizia e al monitoraggio scientifico di un tratto di 100 metri di spiaggia attraverso il protocollo utilizzato da tutti i paesi europei nell’ambito della Strategia Marina. Tutti i rifiuti raccolti verranno classificati e i dati condivisi con l’Agenzia Europea dell’Ambiente nell’ambito dell’iniziativa Marine Litter Watch. L’obiettivo non sarà soltanto rimuovere plastica e materiali dispersi, ma comprendere quali tipologie di rifiuti arrivano sulle coste adriatiche e come i comportamenti quotidiani incidano sull’inquinamento del mare.
Per la prima volta, inoltre, alcuni equipaggi impegnati nella regata effettueranno una raccolta sperimentale di microplastiche in mare aperto coordinata dal CNR-ISMAR. Utilizzando speciali retini, i velisti preleveranno campioni lungo il percorso offshore che saranno successivamente analizzati dai ricercatori per studiare la presenza di microplastiche nell’Adriatico. L’intera flotta potrà inoltre contribuire alla segnalazione dei rifiuti galleggianti lungo il percorso utilizzando l’App europea “Floating Litter Monitoring”, supportando così l’individuazione e la mappatura di materiali potenzialmente pericolosi per l’ecosistema marino.
L’edizione 2026 de La Cinquecento partirà domenica 31 maggio alle ore 13.00 dal tratto di mare antistante la passeggiata a mare di Caorle, con circa trenta imbarcazioni attese tra categorie X2 e XTutti, equipaggi stranieri, Mini e multiscafi. Chiunque voglia partecipare al Clean Up “Litter Watch” del 30 maggio può seguire gli aggiornamenti sui canali ufficiali del Circolo Nautico Porto Santa Margherita e iscriversi gratuitamente nella pagina Eventi di Plastic Free Onlus.
As the Norwegian Continental Shelf (NCS) continues to attract new investments into oil and gas exploration and production (E&P) activities amid the global energy security concerns spurred by the Middle East conflict, Norway has upped its net cash flow ante from the petroleum sector, with billions added to the country’s coffers in 2026 compared to last year. The post Norwegian oil & gas cash flow surpasses $74 billion as investment bill hits $30.71B appeared first on Offshore Energy .
As the Norwegian Continental Shelf (NCS) continues to attract new investments into oil and gas exploration and production (E&P) activities amid the global energy security concerns spurred by the Middle East conflict, Norway has upped its net cash flow ante from the petroleum sector, with billions added to the country’s coffers in 2026 compared to last year. While reporting stable production and high petroleum revenues from the NCS, which accounts for about 30% of gas consumption and 14% of oil consumption in the EU and the UK, the Norwegian government estimates the state’s net cash flow from the petroleum sector to be 686 billion NOK (over $74.43 billion) this year, which represents an increase from 2025, when net cash flow was around 664 billion NOK (about $72.04 billion). The total petroleum production on the Norwegian Continental Shelf is expected to remain at the same level this year as recorded in 2025, which was approximately 239 million standard cubic meters of oil equivalents. The country’s oil production amounted to about 107 million standard cubic meters of oil equivalents last year, which is the highest level since 2009. This content is available after accepting the cookies. 70 more offshore exploration blocks widen Norway’s new oil & gas licensing round Terje Aasland, Norway’s Minister of Energy, commented:“The petroleum resources belong to the Norwegian people. The industry has generated, and continues to generate, substantial revenues. With the fiscal rule, these revenues are of great importance to the mainland economy and the financing of the welfare state, both today and in the future.” The Norwegian government underlines that thestart-upof theJohan Castbergfield in the Barents Sea added to the uptick in oil production on the NCS. This field is expected to continue making an important output contribution in the years ahead as well. Norway claims that numerous ongoing construction and development projects have helped achieve a high level of activity in recent years. This content is available after accepting the cookies. Equinor’s Barents Sea field hits peak output 3 months after first oil The government elaborates that theinvestmentin the petroleum sector is estimated to be around 283 billion NOK (approximately $30.71 billion) in 2026. As major ongoing projects are now being completed, the country expects investments to decline in the coming years without a corresponding start-up of new projects. Aasland highlighted:“At a time marked by global geopolitical turmoil, Norwegian energy makes a direct contribution to our allies’ energy security, economic stability and national security. “It is crucial that Norway continues to develop the continental shelf to remain a stable and long-term energy partner. The decisions we make today will have an impact on the long-term production of oil and gas on the NorwegianContinentalShelf.” According to the Norwegian government, industrial activity on the NCS provides the basis for significant employment and activity in the local supply industry, which needs a continuous stream of new contracts going forward to maintain value creation, expertise, and employment in the country. This content is available after accepting the cookies. Cooperation, cost cuts, and new tech keys to unlock oil & gas from tight reservoirs Aasland concluded:“To maintain the current level of activity, new development projects are crucial for the supply industry. It is therefore important that the industry develops profitable resources in its portfolio and exploits the business opportunities offered by the oil and gas resources on the NorwegianContinentalShelf. “Thegovernment supports this by facilitating further exploration, increased recovery and the development of discoveries through stable and predictable framework conditions.” Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
Traffico illecito di rifiuti speciali tra Brindisi e la Bulgaria via nave: giudizio immediato per 7 lagazzettadelmezzogiorno.it
Compariranno il 29 giugno davanti al giudice in composizione collegiale sette imputati (sono 25 quelli rientranti nell’inchiesta) coinvolti nella maxi operazione su un presunto traffico illecito di rifiuti speciali tra Brindisi e la Bulgaria via nave.
Si tratta di Cosimo Roma (48 anni), dominus della Bri.Ecologica; la figlia Aurora Roma (28), legale rappresentante della Eliaura Servizi e il marito Danilo Conte (29), coordinatore logistico; Sonia Milano (43), mente amministrativa, e la sorella Manuela Milano (45), legale rappresentante della Bri.Ecologica; Danilo Venera (61), spedizioniere portuale; il broker Giuseppe Mugnolo (44), titolare della Euro Transferry Booking.
I sette imputati rispondono del reato associativo in materia di traffico illecito di rifiuti e, insieme agli altri soggetti coinvolti, di attività organizzata in concorso per il traffico illecito di rifiuti, in violazione delle norme in materia (tranne Aurora Roma).
Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Karin Pantaleo, Vincenzo Farina, Daniela D’Amuri, Massimo Manfreda, Vincenzo Lanzilotti, Angela De Cristofaro e Giampaolo Sechi.
Il blitz dei carabinieri del Noe di Lecce dello scorso febbraio ha segnato la resa dei conti con l’esecuzione dell’ordinanza cautelare emessa dal gip Francesco Valente su richiesta del pm della Dda di Lecce Carmen Ruggiero.
E, sempre su richiesta della pm, il giudice ha disposto il giudizio immediato per coloro i quali erano stati raggiunti da ordinanza di custodia cautelare (chi in carcere, chi ai domiciliari) e nei confronti dei quali si è ritenuto già completo il quadro probatorio.
L’inchiesta scosse il Comune di Brindisi per il coinvolgimento nelle indagini dell’ex vice sindaca Giuliana Tedesco (che diede le dimissioni) per concorso - con altri sei indagati - in falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. Oltre agli arresti, erano stati disposti i sigilli a due società e agli automezzi ed era stato applicato un sequestro per equivalente per 278 mila euro.
Relativamente al sequestro dei camion avvenuto nel maggio 2024, l’avvocato Daniela D’Amuri, che difende anche uno degli autisti coinvolti nell’inchiesta, Hristo Krasimirov Iliev, sottolinea: «Tre camion sono ancora depositati con tutta la spazzatura a bordo. Dopo la chiusura delle indagini, sono stati sequestrati anche mezzi di altre società. Nel frattempo, Hristo Iliev aveva venduto a terzi i suoi mezzi. La misura personale avrà pure la sua importanza, ma quella patrimoniale non è indifferente. Anche perché queste persone sono state messe in ginocchio. Sono trasportatori, terzi estranei al rapporto contrattuale e i controlli, come hanno detto nell’interrogatorio, li effettuano su tutti i documenti dal computer».
Fugro is set to deploy its geophysical vessel in a couple of days to […] The post Fugro set for maintenance survey of 40-year-old interconnector appeared first on Offshore Energy .
Fugro is set to deploy its geophysical vessel in a couple of days to carry out a maintenance survey of an interconnector between France and the UK that has been operating since 1986. The 2 GW IFA 2000 high voltage direct current (HVDC) electrical interconnector is approximately 70 kilometers long, with 45 kilometers being subsea. Fugro Frontier has been appointed to perform a geophysical survey in the North Sea from the nearshore limit of the IFA 2000 cable south of Dover and extending west offshore to the French border on behalf of National Grid Ventures. The survey will include the full coverage of dedicated survey lines with a geophysical survey system, multibeam echo sounder and towed sidescan sonar, and will provide seabed bathymetry and sidescan sonar data along the route. The 54-meter-long vessel is expected to carry out the operations from May 16 to May 20, depending on the weather conditions and work progress. Three electricity interconnectors with a total capacity of 4 GW are in service between France and the UK, including IFA 2000, commissioned in 1986, the1 GW IFA2, commissioned in January 2021, and the 1 GW ElecLink, commissioned in May 2022. It was reported in February 2025 that the French Energy Regulatory Commission (CRE) and Great Britain’s independent energy regulator Ofgem had agreed to continue exploringfurther electricity interconnection development opportunitiesof around 1 GW capacity between the two countries. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
L’intervento prevedeva l'installazione di un nuovo blocco cabine a poppa, con l'aggiunta di 141 cabine L'articolo Gnv Polaris completa il refitting e rientra in Italia con una maggiore capacità di passeggeri proviene da Shipmag .
Iran, la guerra nel Golfo in diretta: "Gli Usa rinunciano dispiegare la Black Jack in Europa" | Libero Quotidiano.it Libero Quotidiano
Il dipartimento della Guerra degli Stati Uniti ha cancellato all'ultimo momento il dispiegamento in Polonia della Seconda Brigata corazzata della Prima divisione di cavalleria, nota come "Black Jack", che conta oltre 4 mila uomini. Parte dei militari e dei mezzi era già diretta in Europa quando l'operazione è stata cancellata, secondo fonti informate citate dal quotidiano statunitense Wall Street Journal. Nei giorni scorsi Washington aveva già annunciato il ritiro di 5.000 militari dalla Germania. Una mossa significativa, da leggere anche nel quadro della guerra in Iran. Di seguito, le principali notizie di giornata dal Golfo:
Trump: "Xi favorevole ad accordo e vuole aiutare" - Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che il leader cinese Xi Jinping sarebbe favorevole a un accordo con l'Iran e avrebbe persino offerto il proprio aiuto per favorirlo. In un'intervista a Fox News, Trump ha raccontato che Xi "vorrebbe vedere raggiunto un accordo" con Teheran. "Chi compra così tanto petrolio ha ovviamente qualche tipo di rapporto con loro - ha affermato Trump riferendosi alla Cina - Ma lui ha detto: 'Mi piacerebbe essere d'aiuto. Se posso essere utile in qualsiasi modo'. Vorrebbe vedere aperto lo Stretto di Hormuz".
Centcom: "Distrutte 161 navi da guerra e il 90% delle mine dell'Iran" - "In mare abbiamo distrutto 161 unità navali totali relative a 16 diverse classi di navi da guerra, compromettendo di fatto la capacità operativa del regime" iraniano. L'ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, ha riferito che le forze Usa hanno eliminato "oltre il 90% di quello che era un imponente arsenale di mine navali fatto di oltre 8.000 ordigni, attraverso oltre 700 attacchi aerei mirati". In sintesi, ha aggiunto Cooper in un'audizone al Congresso, "la Marina iraniana non può più rivendicare lo status di potenza marittima e non è in grado di proiettare la sua forza nel Golfo di Oman o nell'Oceano Indiano".
ll Papa, sbagliato chiamare difesa un riarmo che impoverisce - "Quanto sta avvenendo in Ucraina, a Gaza e nei territori palestinesi, in Libano, in Iran - afferma Leone XIV - descrive la disumana evoluzione del rapporto fra guerra e nuove tecnologie in una spirale di annientamento. Lo studio, la ricerca, gli investimenti vadano nella direzione opposta: siano un radicale 'sì' alla vita! Sì alla vita innocente, sì alla vita giovane, sì alla vita dei popoli che invocano pace e giustizia!". "A chi è più adulto - dice quindi Leone - il malessere giovanile domanda: 'Che mondo stiamo lasciando?'. Un mondo purtroppo storpiato dalle guerre e dalle parole di guerra. Si tratta di un inquinamento della ragione, che dal piano geopolitico invade ogni relazione sociale. La semplificazione che costruisce nemici va allora corretta, specie in università, con la cura per la complessità e il saggio esercizio della memoria". "In particolare, il dramma del Novecento non va dimenticato - inovoca il Papa -. Il grido 'mai più la guerra!' dei miei predecessori, così consonante al ripudio della guerra sancito nella Costituzione Italiana, ci sprona a un'alleanza spirituale con il senso di giustizia che abita il cuore dei giovani, con la loro vocazione a non chiudersi tra ideologie e confini nazionali".
Rubio; "Missili e droni passo preliminare di Teheran verso l'atomica" - Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio ha difeso la guerra contro l'Iran, sostenendo che Teheran si sia dotato di un vasto arsenale di missili e droni come passo preliminare verso l'ottenimento di un'arma nucleare. In un'intervista concessa all'emittente televisiva "Fox News" prima di partire alla volta della Cina, Rubio ha affermato che prima dell'intervento militare degli Stati Uniti l'Iran stava accumulando capacità convenzionali tali da poter sopraffare qualsiasi sistema di difesa nella regione e dissuadere così eventuali attacchi contro il Paese. Secondo Rubio, una volta ottenuta questa sorta di "immunità" convenzionale, la Repubblica islamica contava di incedere indisturbata verso la realizzazione di un'arma atomica.
Seoul minaccia "ritorsioni diplomatiche" dopo l'attacco a Hormuz - Il governo della Corea del Sud ha promesso una risposta diplomatica contro i responsabili dell'attacco a una propria nave cargo verificatosi all'inizio di questo mese nello Stretto di Hormuz, una volta conclusa l'indagine ufficiale in merito all'accaduto. Secondo l'agenzia di stampa "Yonhap", fonti governative sudcoreane ritengono altamente improbabile che dietro l'attacco vi sia un soggetto diverso dall'Iran, che nei giorni scorsi ha negato di essere coinvolto nell'attacco. Il ministero della Difesa sudcoreano ha inviato a Dubai una squadra tecnica incaricata di analizzare l'esplosione e l'incendio avvenuti il 4 maggio a bordo della nave Hmm Namu, battente bandiera panamense ma gestita dalla compagnia sudcoreana Hmm.
Hormuz, seconda petroliera legata al Giappone attraversa lo stretto - Una petroliera battente bandiera panamense e gestita dal gruppo giapponese di raffinazione Eneos ha attraversato lo Stretto di Hormuz, diventando la seconda nave legata al Giappone e diretta nel Paese asiatico a transitare ad attraversare lo stretto nonostante il blocco parziale legato al conflitto tra Stati Uniti e Iran. Secondo dati di monitoraggio navale, la nave trasporta circa 1,9 milioni di barili di greggio provenienti da Kuwait ed Emirati Arabi Uniti e dovrebbe arrivare in Giappone il 3 giugno. Ieri anche una superpetroliera cinese con due milioni di barili di greggio iracheno aveva attraversato lo stretto dopo essere rimasta bloccata nel Golfo per oltre due mesi a causa della guerra tra Stati Uniti e Iran.
While a specialist panel is being set up to review appeals, clouds still obscure the exact timing of hydrocarbon exploration activities, which are poised to begin once an environmental go-ahead is in hand, enabling the first well to be spud at an offshore block in South Africa’s Orange Basin. The post Uncertainty hovers over South African drilling ops, as oil push hinges on appeals outcome appeared first on Offshore Energy .
While a specialist panel is being set up to review appeals, clouds still obscure the exact timing of hydrocarbon exploration activities, which are poised to begin once an environmental go-ahead is in hand, enabling the first well to be spud at an offshore block in South Africa’s Orange Basin. The Department of Mineral Resources and Energy for the Republic of South Africa granted an environmental authorization on September 16, 2024, for exploration activities on Block 3B/4B in the Orange Basin, covering up to five exploration wells. However, the legislative notification and appeals process in the country was suspended pending a Supreme Court of Appeal judgment in respect ofBlock 5/6/7, held by TotalEnergies and Shell, which set in motion an application forleave to appeal the decision. This content is available after accepting the cookies. Shell and African country push back after court halts offshore drilling plans Meren Energy, formerly Africa Oil, explained that the suspension was lifted in March 2026. As a result, a specialist panel is being appointed to review the environmental authorization appeals process and make a recommendation to the Minister. Despite the progress made so far, the timing of this review process remains uncertain. TotalEnergies and QatarEnergy acquired participating interests in Block 3B/4B, with the former taking over the operatorship from Africa Oil at the end ofAugust 2024. The deal wascompletedsix months after it was initially announced. This content is available after accepting the cookies. Obtaining production right for offshore block key to oil & gas firm’s South African expansion The operator has stated that the current plan is to drill the first exploration well on Block 3B/4B as soon as the environmental authorization is confirmed. The block is located between 120 and 250 kilometers off the coast of western South Africa. The firm has identified theNaylaprospect in the northwest of the license area as the potential drilling target. Encompassing an area of 17,581 square kilometers, Block 3B/4B lies in water depths ranging from 300 to 2,500 meters. This block in the Orange Basin is located directly south of the multi-billion-barrel discoveries offshore Namibia, which were made by Shell (GraffandJonker) and TotalEnergies (Venus). This content is available after accepting the cookies. TotalEnergies’ 750-million-barrel project offshore Namibia targets first oil in 2030 Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!