Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 6177 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.
IMO prosegue i lavori sulle emissioni delle navi, l’inquinamento e la protezione degli oceani Il Nautilus
(Comitato per la Protezione dell’Ambiente Marino (Marine Environment Protection Committee, MEPC 84), 27 aprile – 1 maggio 2026; foto courtesy IMO Press Office)
Il Comitato per la Protezione dell’Ambiente Marino “tornato sulla strada giusta” verso il consenso sulle emissioni globali del trasporto marittimo
Londra. L’84ª sessione del Comitato per la Protezione dell’Ambiente Marino si è tenuta presso la sede dell’IMO a Londra dal 27 aprile al 1° maggio 2026, presieduta dal Dr. Harry Conway della Liberia.
Ha concluso la sua 84ª sessione con l’impegno a ricostruire il consenso sulle emissioni globali di navigazione, lanciando al contempo l’allarme sui rischi ambientali nello Stretto di Hormuz e adottando nuove misure per ridurre l’inquinamento atmosferico nell’Atlantico nordorientale.
Il Segretario Generale dell’IMO Arsenio Dominguez ha dichiarato: “Siamo tornati in carreggiata, ma dobbiamo ricostruire la fiducia. Vi incoraggio a mantenere questo slancio attraverso il vostro lavoro intersessionale e a preparare proposte che possano unire i membri.”
Il Comitato riprenderà la sua Seconda Sessione Straordinaria venerdì 4 dicembre 2026, con la conferma da parte dell’85ª sessione (MEPC 85) prevista dal 30 novembre al 3 dicembre.
Quadro Carbon Zero secondo l’IMO
Le 100 delegazioni presenti hanno preso la parola questa settimana per esprimere le loro opinioni sull’adozione di “misure a medio termine” per affrontare le emissioni di gas serra (GHG, Green House Gas) dalle navi – note come IMO Net-Zero Framework – con numerose proposte presentate su come proseguire i negoziati.
Il Comitato ha concordato di istituire un Gruppo di Lavoro intersessionale per risolvere varie preoccupazioni e promuovere una più ampia convergenza su una misura globale in vista del MEPC 85 tra sei mesi. Saranno monitorati l’origine e il movimento dei combustibili lungo la catena di approvvigionamento, garantendo che le emissioni vengano correttamente tracciate e verificate.
Stretto di Hormuz e ambiente marino
Il Comitato ha adottato una risoluzione che condanna gli attacchi alla navigazione commerciale nella regione dello Stretto di Hormuz e i rischi correlati dell’inquinamento marino.
Il Comitato ha riconosciuto la vulnerabilità del Golfo Persico e delle acque adiacenti, avvertendo che questi attacchi potrebbero causare inquinamento marino su larga scala come petrolio, sostanze pericolose e nocive e residui pericolosi provenienti da missili, droni, incendi ed esplosioni.
Nuova Area di Controllo delle Emissioni per l’Atlantico Nordorientale
Il Comitato ha adottato una nuova Area di Controllo delle Emissioni (ECA, Emission Control Area) nell’Atlantico Nord-Orientale, introducendo limiti di emissione più severi su ossidi di azoto (NOx), ossidi di zolfo (SOx) e particelle (PM, Particulate Matter). La data di entrata in vigore è fissata per il 1° settembre 2027, con l’ECA che entrerà in vigore 12 mesi dopo, nel 2028.
L’ECA copre le zone economiche esclusive e i mari territoriali, estendendosi fino a 200 miglia nautiche dalle loro linee di base di Groenlandia, Islanda, Faroe, Irlanda, le terre continentali del Regno Unito, Francia, Spagna e Portogallo.
Piano d’Azione 2026 sui rifiuti di plastica marina
Il Comitato ha adottato la Strategia 2026 e il Piano d’Azione per Affrontare i Rifiuti Plastici Marini dalle Navi, ribadendo l’obiettivo dell’IMO di zero scarichi di rifiuti plastici in mare dalle navi entro il 2030. L’obiettivo è quello di migliorare le strutture di accoglienza portuale e la lavorazione dei rifiuti, rafforzando la conformità normativa, ampliando la consapevolezza pubblica, la formazione dei naviganti e la cooperazione internazionale, inclusa assistenza tecnica mirata e rafforzamento delle capacità. Essa aggiorna e sostituisce la Strategia 2021 e il Piano d’Azione 2025 per affrontare i rifiuti marini.
Codice per il trasporto di pellet di plastica
Il Comitato ha concordato di sviluppare un codice obbligatorio che regoli il trasporto marittimo di pellet di plastica nei container merci, ai sensi dell’Allegato III di MARPOL e/o della Convenzione SOLAS.
Marcatura degli attrezzi da pesca
Il Comitato ha approvato una circolare che promuove l’implementazione di sistemi di marcatura degli attrezzi da pesca, in linea con le Linee Guida Volontarie della FAO sulla Marcatura degli Attrezzi da Pesca (VGMFG, Voluntary Guide lines on the Marking of Fishing Gear).
Combattere gli organismi acquatici dannosi nelle acque di zavorra
Il Comitato ha approvato un pacchetto di emendamenti alla Convenzione sulla Gestione delle Acque di Zavorra (BWM, Ballast Water Management), a seguito di una revisione del trattato e degli strumenti associati nell’ambito di una fase di costruzione dell’esperienza (EBP, Experience Building Phase).
Il Comitato ha adottato Linee Guida riviste per la gestione delle acque di zavorra e lo sviluppo dei Piani di Gestione delle Acque di Zavorra (G4).
Riduzione del rumore irradiato sottomarino proveniente dalla navigazione
Il Comitato ha proseguito il suo lavoro sul rumore irradiato subacqueo (URN, Underwater Radiated Noise ), concordando in linea di principio di estendere la fase di costruzione dell’esperienza (EBP) di due anni, fino alla fine del 2028.
Il Comitato ha concordato in linea di principio di commissionare uno studio IMO sulle emissioni di URN, come base di evidenze per possibili misure future.
Il Comitato – inoltre – ha concordato tre nuovi risultati su cui lavorare nei prossimi due anni: – Modifiche al regolamento 12 dell’Allegato VI di MARPOL per vietare la reintroduzione di sostanze che impoveriscono l’ozono sulle navi; – e Misure per affrontare le navi di superficie autonome marittime (MASS, Maritime Autonomous Surface Ships) negli strumenti sotto la supervisione del Comitato per la Protezione dell’Ambiente Marino.
Abele Carruezzo
fonte: Press Office IMO
(Foto courtesy P. O. IMO)
📰 Città della SpeziaMedia📅 2026-05-02📍 La SpeziaitElettrificazione · cold ironing
Porto, via ai lavori per la rete elettrica: investimento da oltre 30 milioni per cold ironing e aree operative Città della Spezia
Il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Bruno Pisano, ha firmato stamani il decreto che sancisce l’avvio degli interventi relativi al primo lotto di lavori di efficientamento della rete elettrica del porto della Spezia mediante realizzazione di una infrastruttura energetica di alta tensione di potenza 110 megawatt. L’importo dei lavori è di 30.151.522,39 euro e l’operatore che si è aggiudicato l’appalto, tra i sei che hanno partecipato alla gara, è il Research Consorzio Stabile con l’impresa consorziata esecutrice dei lavori la Guastamacchia.
L’investimento complessivo è pari a 41 milioni di euro, di cui 13.288.500 euro finanziati dal bando Green Ports.
I lavori prevedono la costruzione, in località Stagnoni, di una stazione elettrica per la connessione alla Rete di trasmissione nazionale gestita da Terna, la posa in sotterraneo di cavi elettrici per la distribuzione dell’energia in alta tensione all’interno del porto mercantile e la realizzazione di tre stazioni di trasformazione per la successiva alimentazione delle utenze finali (cold ironing e aree operative). Alla fine del 2025 l’Autorità di sistema portuale aveva già consegnato all’appaltatore le aree interessate dai lavori, con la finalità di eseguire i rilievi e le indagini di dettaglio volte alla ingegnerizzazione delle opere.
Via del Molo ricorda che nel corso del 2024 la Regione Liguria aveva autorizzato la costruzione e l’esercizio dell’intera infrastruttura energetica costituita dai raccordi alla Rete di trasmissione nazionale, da realizzarsi a cura di Terna, e dalla nuova cabina e relative linee elettriche per l’elettrificazione delle banchine del porto della Spezia, a cura dell’Adsp.
“L’azione dell’ente verso la sostenibilità ambientale e lo sviluppo del porto della Spezia prosegue speditamente. I 110 megawatt complessivamente previsti dai due lotti di intervento saranno erogati progressivamente e destinati all’elettrificazione delle banchine e all’alimentazione delle nuove aree operative previste dal Piano regolatore portuale”, ha detto il presidente Pisano.
Spezia, al via il primo lotto per la nuova rete elettrica da 110 MW Messaggero Marittimo
LA SPEZIA – Accelerazione sul fronte della transizione energetica portuale a La Spezia, dove prende ufficialmente il via il primo lotto dei lavori per l’efficientamento della rete elettrica. Il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Ligure Orientale, Bruno Pisano, ha firmato il decreto che sancisce l’avvio degli interventi, centrati sulla realizzazione di una nuova infrastruttura energetica in alta tensione da 110 MW. L’appalto, del valore di 30,15 milioni di euro, è stato aggiudicato al RESEARCH Consorzio Stabile, con esecuzione affidata all’impresa GUASTAMACCHIA S.p.A., selezionata tra sei operatori partecipanti alla gara. L’investimento complessivo raggiunge i 41 milioni di euro, sostenuto anche da un finanziamento di oltre 13 milioni proveniente dal programma “Green Ports”.
Il progetto prevede la costruzione, in località Stagnoni, di una nuova stazione elettrica collegata alla Rete di Trasmissione Nazionale gestita da Terna. A questa si affiancheranno la posa di cavi in alta tensione lungo il porto mercantile e la realizzazione di tre stazioni di trasformazione destinate ad alimentare le utenze finali, tra cui i sistemi di cold ironing e le nuove aree operative.
Un intervento strutturale, dunque, che punta a rafforzare la capacità energetica dello scalo e a sostenere l’elettrificazione delle banchine, riducendo le emissioni generate dalle navi in sosta. Già alla fine del 2025 erano state consegnate all’appaltatore le aree interessate, consentendo l’avvio delle attività preliminari di rilievo e progettazione esecutiva.
Il progetto si inserisce in un quadro autorizzativo definito nel 2024 dalla Regione Liguria, che ha dato il via libera alla realizzazione dell’intera infrastruttura energetica: dai raccordi alla rete nazionale, affidati a Terna, fino alle opere portuali gestite dall’Autorità di sistema.
“L’azione dell’Ente verso la sostenibilità ambientale e lo sviluppo del porto della Spezia prosegue speditamente – ha dichiarato Pisano –. I 110 MW complessivamente previsti dai due lotti saranno erogati progressivamente e destinati all’elettrificazione delle banchine e all’alimentazione delle nuove aree operative previste dal Piano regolatore portuale”.
Con questo intervento, lo scalo spezzino si posiziona tra i porti italiani più avanzati sul fronte della decarbonizzazione, integrando infrastrutture energetiche strategiche con gli obiettivi di sviluppo e competitività del sistema logistico.
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IMO, nasce la più grande area di controllo delle emissioni Messaggero Marittimo
LONDRA – L’International Maritime Organization (IMO) compie un passo storico nella regolazione ambientale dello shipping globale: il Comitato per la protezione dell’ambiente marino (MEPC) ha adottato ufficialmente la più vasta Emission Control Area (ECA) mai istituita, che coprirà l’intero Atlantico nord-orientale, da Portogallo a Groenlandia, includendo Regno Unito e Irlanda. L’entrata in vigore è prevista per Settembre 2027.
Dopo il rinvio registrato nell’Ottobre 2025, gli Stati costieri hanno trovato un’intesa per introdurre limiti più severi alle emissioni navali in un’area strategica per traffici e biodiversità. La nuova ECA collegherà i regimi già esistenti nel Mare del Nord e nel Baltico con quelli dell’Artico canadese, della zona economica esclusiva norvegese e, più a sud, con il Mediterraneo, creando di fatto un corridoio ambientale continuo tra Europa e Nord America.
L’impatto atteso è rilevante su più livelli. Sul piano ambientale, le restrizioni all’uso dei combustibili più inquinanti porteranno a una riduzione fino all’82% delle emissioni di ossidi di zolfo (SOx) e del 64% del particolato. Sul fronte sanitario, ciò si tradurrà in un miglioramento significativo della qualità dell’aria per le comunità costiere e nella prevenzione di migliaia di morti premature entro il 2050. Non meno importante è il contributo alla lotta ai cambiamenti climatici. L’adozione di carburanti a più basso contenuto di zolfo e maggiore efficienza energetica ridurrà anche i consumi e le emissioni di CO₂. Inoltre, la misura avrà effetti indiretti sul cosiddetto “black carbon” (fuliggine), uno degli inquinanti più critici per l’Artico: le sue particelle, depositandosi su neve e ghiacci, accelerano lo scioglimento riducendo l’albedo.
Proprio il tema del black carbon resta al centro del dibattito internazionale. Secondo numerosi esperti e organizzazioni ambientaliste, la nuova ECA rappresenta un passo avanti, ma non sufficiente. Serve una regolamentazione specifica a livello IMO che limiti direttamente queste emissioni, soprattutto nelle rotte polari, dove l’impatto climatico è amplificato. L’Artico, infatti, si sta riscaldando a una velocità quattro volte superiore alla media globale. Parallelamente, resta aperta la questione degli scrubber, i sistemi di depurazione dei gas di scarico ancora consentiti dalla normativa internazionale. Diverse analisi indicano che un loro divieto potrebbe ridurre le emissioni di black carbon di oltre il 30% nell’area atlantica e prevenire centinaia di decessi prematuri, oltre a evitare l’inquinamento marino causato dagli scarichi.
Dal punto di vista geopolitico, l’adozione dell’ECA registra una significativa convergenza tra gli Stati membri IMO, nonostante alcune riserve – tra cui quella della Russia, che ha dichiarato di non voler applicare le nuove regole pur non essendo direttamente coinvolta nell’area interessata.
Il provvedimento si inserisce in un contesto più ampio di riforma della governance ambientale dello shipping, che include anche i negoziati sul Net-Zero Framework dell’IMO per la decarbonizzazione del settore e nuove iniziative su rumore sottomarino, inquinamento da plastica e combustibili polari.
Nel complesso, la nuova ECA dell’Atlantico nord-orientale segna un punto di svolta: uno strumento regolatorio considerato tra i più efficaci per ridurre l’inquinamento atmosferico marittimo viene esteso su scala senza precedenti. Tuttavia, per centrare pienamente gli obiettivi climatici e sanitari, il percorso richiederà ulteriori interventi normativi e una maggiore ambizione politica nei prossimi negoziati internazionali.
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Garofalo e Di Sarcina nominati per 60 giorni commissari straordinari ad Ancona e Catania-Augusta L'articolo Mirco Carloni verso la presidenza dell’Adsp del Mare Adriatico Centrale proviene da Shipping Italy .
Garofalo e Di Sarcina nominati per 60 giorni commissari straordinari ad Ancona e Catania-Augusta
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha reso noto che, per garantire la piena operatività e la continuità amministrativa delle rispettive Autorità di Sistema portuale, sono stati nominati commissari straordinari, per un periodo di 60 giorni, i presidenti uscenti Vincenzo Garofalo e Francesco Di Sarcina.
In particolare, Vincenzo Garofalo assumerà l’incarico di commissario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, mentre Francesco Di Sarcina sarà commissario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale.
“La scelta consente di assicurare una gestione ordinata e senza interruzioni delle attività in corso, valorizzando il lavoro già avviato e mantenendo un presidio stabile sui principali dossier strategici per lo sviluppo dei porti e dei territori di riferimento” aggiunge la nota del dicastero.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha inoltre avviato l’iter per la nomina del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, chiedendo l’intesa ai governatori di Marche e Abruzzo sul nome di Mirco Carloni.
Nato a Fano (provincia di Pesaro e Urbino), il 14 gennaio 1981, Mirco Carloni ha conseguito la Laurea in Giurisprudenza, docente esterno Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” e imprenditore, dal 1999 al 2010 è stato Consigliere Comunale e Membro della Giunta del Comune di Fano, dal 2010 al 2022 è stato Consigliere, Assessore e Vice Presidente della Regione Marche. Nel 2022 è eletto con la Lega alla Camera dei Deputati, attualmente è Deputato e Presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, primo firmatario della Legge n. 36 del 15 marzo 2024, c.d. Legge Carloni, a favore dei giovani imprenditori in agricoltura.
A proposito della sua attività politica svolta recentemente, risulta infatti primo firmatario della Legge n. 36 del 15 marzo 2024, volta a creare un fondo per incentivare l’accesso al credito, prevede la stabilizzazione dell’Irap al 12,5% e l’introduzione di crediti d’imposta per coprire fino all’80% dei costi di formazione. L’obiettivo è quello di promuovere l’imprenditorialità nel settore agricolo giovanile riducendo significativamente gli ostacoli burocratici, favorendo l’erogazione di prestiti e incentivando le competenze, tra cui quelle finanziarie, di marketing e tecnologiche.
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Dal porto di King Abdullah, Jeddah e Aqaba i container potranno proseguire via terrà fino ai punti di consegna nel Golfo Persico L'articolo Nuova linea container di Msc dal Nord Europa al Mar Rosso via Gioia Tauro proviene da Shipping Italy .
Dal porto di King Abdullah, Jeddah e Aqaba i container potranno proseguire via terrà fino ai punti di consegna nel Golfo Persico
Mediterranean Shipping Company (Msc) ha annunciato l’avvio di un nuovo servizio regolare per il trasporto marittimo di container ribattezzato Europe – Red Sea – Middle East Express “in risposta alla crescente domanda di collegamenti tra l’Europa e il Mar Rosso e al difficile scenario in Medio Oriente” si legge in una comunicazione. Il collegamento scalerà anche l’hub portuale italiano di Gioia Tauro.
“Il servizio farà scalo in porti strategici in Europa, collegandosi direttamente al porto di King Abdullah, a Jeddah, ad Aqaba e, tramite il nostro servizio multimodale, con collegamenti ai punti di consegna nel Golfo Persico (Emirati Arabi Uniti e paesi settentrionali affacciati sul golfo)” precisa la compagnia.
La prima partenza è prevista dal porto di Anversa il prossimo 10 maggio e prevede la seguente rotazione: Danzica – Klaipeda – Bremerhaven – Anversa – Valencia – Barcellona – Gioia Tauro – Abu Kir – Re Abdullah – Jeddah – Aqaba.
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Le cinque navi del gruppo hanno raggiunto una “eccellente capacità di utilizzo” anche sulle rotte di backhaul verso il Centro America L'articolo Buono l’andamento dello shipping di Orsero nel 2025, ma pesa il rischio carburante proviene da Shipping Italy .
Il 2025 si è rivelato un anno positivo per il gruppo Orsero, in quanto caratterizzato “da un aumento sia dei volumi che dei prezzi”, senza peraltro che le attività abbiano sofferto per effetto dei dazi statunitensi. A trainare i risultati – si legge nella relativa Relazione Finanziaria- è stata l’ottima performance del settore Distribuzione, che ha tra i suoi punti di forza il mix di prodotto e la solidità nelle diverse geografie di riferimento.
Un ruolo importante nelle attività del gruppo – nonostante il peso limitato in termini di ricavi, circa il 10% – è stato quello giocato ancora una volta dalla divisione Shipping, dove Orsero opera tramite la controllata Cosiarma, attiva con una flotta di cinque navi (le quattro Cale Rosse, di proprietà, e una quinta unità a noleggio) sulle rotte verso Setubal-Lisbona, Tarragona e Vado Ligure, e tramite Orsero Costa Rica, a sua volta al 100% della prima, effettuando il trasporto marittimo delle banane ed ananas di produzione centroamericana.
La divisione, si legge, ha infatti “realizzato una buona performance con ricavi stabili e marginalità in aumento rispetto al 2024”. Nel dettaglio, i primi sono stati pari a 115,252 milioni di euro (in lieve flessione sui 116,048 milioni del 2024 e a fronte del miliardo e 700 milioni circa toccato a livello di gruppo), mentre l’Ebitda rettificato è cresciuto a 25,277 milioni (dai precedenti 22,176 milioni).
A dare un contributo positivo alla performance sono stati “i buoni livelli di volumi trasportati”, con un “eccellente” (benché non precisato) load factoring, raggiunto sia per quel che riguarda la frutta, diretta via reefer verso i mercati europei, sia per i container dry nelle rotte di backhaul verso il Centro America, con una “eccellente capacità di utilizzo per la quasi totalità dei viaggi”. In particolare il documento rileva un aumento della redditività sui viaggi di ritorno, dove le navi di Orsero trasportano merci varie, inclusi materiali da costruzione. Il noleggio della quinta nave inoltre “ha allungato da 28 a 35 giorni i tempi del round-trip consentendo risparmi di carburante e minori stress delle unità navali e l’ampliamento della base clienti”.
Questi risultati sono stati raggiunti nonostante il “contesto dei noli marittimi competitivo” e i “costi operativi elevati”, legati anche alla manutenzione in bacino delle navi Cala Palma e Cala Pedra che hanno portato il gruppo a noleggiare temporaneamente una sesta unità per il mantenimento del servizio settimanale.
Altri costi elevati sono stati rappresentati prevedibilmente dalle spese per il carburante (che nel 2025 ha pesato per il 33,14 % sui ricavi del settore Shipping, dal 35,05% dell’esercizio precedente). La presenza nei contratti di trasporto di frutta via reefer della clausola Baf (Bunker Adjustment Factor) e in generale (in quelli reefer e dry) di meccanismi di recupero dei maggiori costi legati alle recenti normative ambientali europee (Ets, Fuel Eu etc) ha tuttavia fatto sì che, nel periodo, il conto economico non risultasse impattato da questi fattori.
Il rischio carburante resta comunque uno dei più importanti per la divisione, ed è anzi ritenuto ad “alta probabilità di accadimento” e ad “alta rilevanza”. Oltre alla stipula di contratti con Baf, il gruppo cerca di mitigarlo tramite stipula di contratti di hedging per una parte dei propri consumi di bunker. Tuttavia, si legge nella relazione, pubblicata a metà di marzo, “la situazione di rischio a livello ‘macro’ è sicuramente aumentata con riferimento agli anni precedenti specialmente per effetto dei rischi geopolitici globali che impattano direttamente sulle valutazioni di un bene quale il petrolio”.
Da rilevare che nel documento si cita anche il rischio connesso alla attività di trasporto ‘conto terzi’, che rappresenta il 59% del totale, in particolare per possibili mancati rinnovi dei contratti (solitamente di durata annuale) da parte dei clienti o di rinnovi a condizioni peggiorative, considerato di ‘media rilevanza’ data la ridotta base clienti di Cosiarma “in virtù del mercato in cui opera”. Altre criticità citate nella reazione in connessione con il business del trasporto via mare sono quelle legate alla manutenzione delle navi e in particolare alla possibile carenza di parti di ricambio, che Orsero ha spiegato di star anticipando aumentando i relativi livelli di stoccaggio.
Non è infine citata nella relazione, ma merita una menzione una nuova iniziativa logistica appena messa a segno dal gruppo. Tramite la controllata spagnola Hermanos Fernández López, Orsero ha infatti rilevato un nuovo polo logistico a Vigo, in Galizia.
Con la piattaforma, dotata di una superficie di 5mila metri quadrati, il gruppo ligure dell’agroalimentare punta in particolare a potenziare la sua presenza nel Nord Ovest della Penisola iberica e le connessioni con i porti dell’Atlantico.
F.M.
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📰 ShippingItalyMedia📅 2026-05-02📍 La SpeziaitElettrificazione · cold ironing
L’investimento complessivo è pari a 41 milioni di euro, di cui 13.288.500 euro finanziati dal bando Green Ports L'articolo A Spezia firmato il decreto per i lavori di efficientamento della rete elettrica dello scalo proviene da Shipping Italy .
Il progetto di elettrificazione delle banchine (shore connection) del porto di La Spezia compie un altro significativo passo in avanti.
Una nota dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure orientale annuncia infatti che il presidente Bruno Pisano ha firmato il decreto che sancisce l’avvio degli interventi relativi al 1° Lotto di lavori di efficientamento della rete elettrica dello scalo mediante realizzazione di una infrastruttura energetica di alta tensione di potenza 110 MW. L’importo dei lavori è di €. 30.151.522,39, l’operatore che si è aggiudicato l’appalto, tra i sei che hanno partecipato alla gara, è il Research Consorzio Stabile con l’impresa consorziata esecutrice dei lavori la Guastamacchi Spa.
L’investimento complessivo è pari a 41 milioni di euro, di cui 13.288.500 euro finanziati dal bando Green Ports.
I lavori prevedono la costruzione, in località Stagnoni, di una stazione elettrica per la connessione alla Rete di Trasmissione Nazionale gestita da Terna SpA, la posa in sotterraneo di cavi elettrici per la distribuzione del’energia in alta tensione all’interno del porto mercantile e la realizzazione di tre stazioni di trasformazione per la successiva alimentazione delle utenze finali (cold ironing e aree operative). Alla fine del 2025 l’AdSP aveva già consegnato all’appaltatore le aree interessate dai lavori, con la finalità di eseguire i rilievi e le indagini di dettaglio volte alla ingegnerizzazione delle opere.
Si ricorda che nel corso del 2024 la Regione Liguria aveva autorizzato la costruzione e l’esercizio dell’intera infrastruttura energetica costituita dai raccordi alla Rete di Trasmissione Nazionale, da realizzarsi a cura della soc. Terna, e dalla nuova cabina e relative linee elettriche per l’elettrificazione delle banchine del porto della Spezia, a cura dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale.
“L’azione dell’Ente verso la sostenibilità ambientale e lo sviluppo del porto della Spezia prosegue speditamente. I 110 MW complessivamente previsti dai due lotti di intervento saranno erogati progressivamente e destinati all’elettrificazione delle banchine e all’alimentazione delle nuove aree operative previste dal Piano Regolatore Portuale”, ha detto il Presidente AdSP, Bruno Pisano.
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Prosegue con Glovis Leader la crescita, numerica e dimensionale, della flotta per l'export asiatico L'articolo Entrata in servizio la più grande nave car carrier del mondo proviene da Shipping Italy .
La prima car carrier al mondo con una capacità superiore a 10.000 unità è stata ufficialmente consegnata in Cina, segnando una nuova pietra miliare nel settore, che continua ad aumentare la propria capacità per soddisfare la domanda di esportazioni dall’Asia. Oltre alla sua capacità, la nave è degna di nota perché è di proprietà della sudcoreana Hmm e fa parte di una strategia di Hyundai Glovis per espandere e diversificare le proprie attività.
Glovis Leader è stata costruita dal cantiere navale cinese Guangzhou Shipyard International come prima di una serie per la partnership sudcoreana. Misura 230 metri di lunghezza, 40 metri di larghezza e dispone di 14 ponti di carico. La nave, con una stazza lorda di 20.000 tonnellate (102.588 tonnellate di portata lorda) e registrata a Panama, è stata progettata per trasportare un’ampia gamma di veicoli, inclusi veicoli elettrici, a idrogeno e autocarri pesanti, con una capacità totale di 10.800 veicoli di dimensioni standard. La nuova nave è dotata di motori a doppia alimentazione, in grado di funzionare a Gnl o a combustibili convenzionali. Dispone inoltre di generatori ad albero ed è in grado di utilizzare l’alimentazione da terra quando si trova in porto. Avrà una velocità di crociera di 19 nodi.
Le navi opereranno con contratti di noleggio a lungo termine con Hyundai Glovis, che persegue un piano strategico per espandere la propria flotta a 128 navi entro il 2030 e aumentare la capacità annua da 3,4 milioni a 5 milioni di unità entro lo stesso anno. Se l’azienda raggiungerà questi obiettivi, prevede di gestire circa il 20% del volume globale di trasporto marittimo di automobili finite.
L’impennata nella costruzione di nuove navi per il trasporto di automobili ha comportato anche un aumento delle dimensioni delle imbarcazioni. Un anno fa, la Cina ha consegnato la BYD Shenzhen, con una capacità di 9.200 unità, la più grande della sua categoria, e un mese dopo la Anji Ansheng , con una capacità di 9.500 unità. Nel 2024, Wallenius Wilhelmsen ha annunciato l’intenzione di ampliare le proprie nuove costruzioni con navi in grado di trasportare 11.700 unità.
Gsi ha sottolineato il suo ruolo crescente nella costruzione di navi portacontainer, che, come sottolinea l’azienda, sono tipicamente imbarcazioni ad alto valore aggiunto con un elevato livello tecnico. Tra le sfide evidenziate figurano le strutture multistrato a lamiera sottile, la sicurezza antincendio dei veicoli, i sistemi roll-on/roll-off e un design ad alta stabilità. Il cantiere navale riferisce di aver ricevuto ordini per 40 navi car carrier nell’ambito della strategia cinese di espansione nel settore della costruzione navale ad alto valore aggiunto, e di averne finora consegnate 26. L’azienda evidenzia un approccio di costruzione in serie, che contribuisce ad aumentare l’efficienza e a ridurre i tempi di consegna.
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The LAT writes that “wildfires are becoming more intense, frequent and damaging in the East, such as last week’s blaze that destroyed dozens of homes in Georgia, fire scientists said.”
The post Sorry, Los Angeles Times, Climate Change Isn’t Driving Georgia’s …
Cannes scommette sull’energia del mare: al via la centrale sotterranea che taglia bollette e CO₂ MontecarloNews
A Cannes prende forma una delle più ambiziose operazioni di transizione energetica della Costa Azzurra: sono ufficialmente iniziati i lavori per la centrale sotterranea di energia marina che sfrutterà le risorse termiche del Mediterraneo per riscaldare e raffrescare il cuore della città.
Il progetto, promosso dall’Agglomerazione Cannes Lérins guidata dal sindaco David Lisnard e realizzato da ENGIE Solutions, punta a coniugare sostenibilità ambientale e tutela del potere d’acquisto dei cittadini. L’entrata in funzione è prevista per l’autunno del 2027.
Una rete energetica dal mare per la città
Il sistema di talassotermia utilizzerà le “calorie” e le “frigorie” del Mar Mediterraneo per alimentare una rete di climatizzazione urbana.
Saranno oltre cinquanta gli edifici coinvolti, tra cui circa 40 condomini, 17 hotel e il Palais des Festivals et des Congrès, simbolo internazionale della città.
L’obiettivo è duplice: ridurre le emissioni di gas serra e stabilizzare i costi energetici per utenti e imprese. Secondo le stime, il sistema consentirà di evitare ogni anno 10.800 tonnellate di CO₂, equivalenti a migliaia di voli intercontinentali, e di abbattere le bollette fino al 15%.
Investimenti e autonomia energetica
L’intervento, dal valore complessivo di circa 55 milioni di euro, è interamente sostenuto dal concessionario privato, con il supporto di finanziamenti pubblici tra cui quelli dell’ADEME.
La rete sarà alimentata per il 75% da energia rinnovabile, riducendo la dipendenza dalle fonti fossili e dalle fluttuazioni dei mercati.
“Disponiamo di una risorsa locale straordinaria come il Mediterraneo – ha dichiarato Lisnard – che ci permette di coniugare ecologia ed economia, proteggendo al tempo stesso il reddito dei cittadini”.
Una centrale invisibile sotto la Croisette
Il cuore dell’impianto sorgerà sotto la Roseraie, lungo la celebre Boulevard de la Croisette, a una profondità fino a 12 metri, senza alterare l’estetica urbana.
Le condotte sottomarine, posate fino a 6 metri sotto il fondale e lontano dalle aree balneabili, convoglieranno l’acqua marina verso la centrale.
Qui, pompe di calore di ultima generazione produrranno simultaneamente energia termica per il riscaldamento e il raffrescamento degli edifici collegati.
Per la realizzazione delle infrastrutture sarà utilizzata una tecnologia di microtunneling, che consente interventi precisi e a basso impatto.
Tutela dell’ambiente marino
Particolare attenzione è stata riservata alla salvaguardia dell’ecosistema: temperatura dell’acqua pressoché invariata, protezione delle praterie di posidonia e dei coralli, riduzione del rumore subacqueo e sospensione dei lavori in presenza di cetacei.
Le tappe del progetto
Dopo la posa della rete principale tra il 2023 e il 2024 lungo la Croisette, i collegamenti proseguiranno fino al 2026 nelle vie limitrofe e verso boulevard Alexandre III. L’avvio operativo della centrale è previsto per il 2027.
Con questa infrastruttura, Cannes si candida a diventare un modello per le città costiere europee, puntando su un’energia rinnovabile, locale e praticamente inesauribile: quella del mare.
Construction of an advanced nuclear power plant partly funded by the U.S. government -billed as the first of its kind this century, is now underway in Wyoming. The Bill Gates-backed company says its technology is proven but there are still hurdles to nuclear.
Kirk Siegler Terra Power CEO Chris Levesque joined the Bill Gates-backed firm after years working in the legacy nuclear power industry which he says was slow to innovate.Kirk Siegler/NPRhide caption Kemmerer, WYO — The infamous Wyoming wind is whipping an American flag hoisted above the construction site of what's only the fourth nuclear reactor to be built in the U.S. this century, and one of the first in a new generation of advanced designs. "We're building an advanced nuclear plant but so many aspects of the plant and of the business are the same as the sixty-year-old coal plant that's down the road," says Chris Levesque, Terra Power's CEO, as he gestures to the west where the old Naughton plant stands. The Washington state-based Terra Power, founded by Bill Gates, says this will be the first of many, part of a new nuclear renaissance they want to bring to long time energy exporting states like Wyoming. Levesque says the company's "advanced reactor" technology makes nuclear plants safer and quicker to build. "There is an energy crisis, it's concerning," Levesque says. The recent beginning of construction here comes amid forecasts that an artificial intelligence boom means that data centers in the U.S. are goingto need about 130% more energy by 2030.That's according to the International Energy Agency. To help meet that demand, Big tech companies and the federal government are partnering to invest billions of dollars in new nuclear power plants. The Nuclear Regulatory Commission gave Terra Power final approval to begin construction in March. This capped five years of studies and safety demonstrations and a decision to site the plant in Kemmerer, Wyoming which won bids over numerous other western towns. "There is a whole different story to begin with, is communities vying for a nuclear power plant," Levesque says. "The old story on nuclear was more of a 'not in my backyard thing.'" Levesque, who came to Terra Power after a career in the legacy nuclear industry, thinks new technologies and demand for low emission power is changing this. Almost everything here will be buried underground and they'll use liquid sodium metal instead of water to cool the reactor. "Milestones like this really show people that, yeah, this is a new technology but we're doing it," he says. "It's real and people can start to work this into their plans." If all goes to plan and the plant is online by 2031, Terra Power says it will make enough electricity for a utility to power almost half a million homes - likely in nearby Salt Lake City. The company has also inked agreements with META for several more reactors to power the tech company's data centers specifically. "Since we were selected by the Department of Energy, we've had a project going for five years that's switched administrations, switched parties, switched multiple controls of Congress," Levesque says. A recent press release from the company marking the beginning of full-scale construction in Kemmerer included quotes praising the project from Wyoming Governor Mark Gordon and the state's entire congressional delegation. The Department of Energy pilot program that spurred Terra Power's first project began during the first Trump administration. Then, the Biden-administration's Infrastructure Law fronted half of the costs of construction, about two billion dollars. Wyoming's Republican Senators voted against that bill. But the state is eagerly courting nuclear energy plants and new uranium mines. So is neighboring Idaho, home to a federal nuclear lab, and Utah, where Governor Spencer Cox recently staged a press conference in the barren scrubland west of Salt Lake City. "If you are serious about energy abundance, you have to be serious about nuclear energy," Cox said, as he went on to unveil Utah's application to be one of the U.S. Department of Energy's new nuclear hubs. It's billed as a "nuclear life cycle innovation campus" where they'd enrich nuclear fuel, recycle it and store its waste, including one day possibly that generated by the Kemmerer plant. Cox noted that nuclear already supplies roughly a fifth of all the electricity on the U.S. grid. "This should not be controversial," the Republican says. "America built the nuclear industry." But nuclear still is controversial, especially in the West with its legacy of abandoned uranium mines and radioactive waste particularly in Indian Country. And Salt Lake City was downwind from Cold War Era nuclear weapons test sites. "This area has been considered a sacrifice zone for a long time," says Lexi Tuddenham, executive director of Healthy Environment Alliance Utah, or HEAL. Skeptical about a nuclear renaissance, Lexi Tuddenham, executive director of Health Environment Alliance for Utah, is concerned about her state's proposal to store nuclear waste near the Great Salt Lake.Kirk Siegler/NPRhide caption Tuddenham is alarmed that Utah wants to site its proposed nuclear hub some ten miles from the western shore of the drying Great Salt Lake. She says nuclear is being rebranded as green but that ignores the ongoing problem of where to store its radioactive waste. "Bill Gates is paying for this first one, we as taxpayers are also paying for this first one, I will say," Tuddenham says. "But what about the next one and the next one? How much are we going to be on the hook for as taxpayers, as rate payers, as we go down this path?" Terra Power says like conventional nuclear reactors, its plant in Wyoming will store its spent fuel on site until a permanent repository is approved by the feds. They say it's safe and the "advanced nuclear" tech produces less waste than legacy plants. In Wyoming, the country's top coal producing state, one thing that's not in dispute is that Kemmerer is eager for any sort of energy boom. When the West Coast divested from coal, national headlines all but wrote off this town of 3,000 as dying. "That's what we were concerned about is no longer being an exporter of power, cause that's a majority of our jobs," says Brian Muir, city administrator in Kemmerer. Kemmerer, Wyoming city administrator Brian Muir was hired by the city in 2019 to help find new economic opportunities when at that time the coal mine had gone bankrupt and the nearby coal power plant was slated to be decommissioned.Kirk Siegler/NPRhide caption But today he says there's relief and optimism around town. Hundreds of skilled jobs are being created. Due to the high demand for electricity, the old coal plant isn't completely shutting either. Some of its generators are being converted to natural gas which will preserve about 100 existing jobs. "I'll just say, when Bill Gates came here, he talked about our high energy IQ," Muir says. "We know about all forms of energy and the benefits and the costs and the risks and the footprints and all of that, we understand that." Muir says Kemmerer is already lobbying Terra Power to build a second nuclear plant here.
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As train travel grows in popularity amid the fuel crisis, an iconic regional service returns to the tracks after a major makeover.
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Fumi in porto, droni per campionare le emissioni delle navi: lo studio della Capitaneria LivornoToday
Bene le centraline, quelle che già ci sono e quelle che saranno installate. Ma la vera svolta, per un'analisi ancor più efficace e immediata, potrebbe presto arrivare dall'utilizzo di droni in grado di rilevare e campionare le emissioni dai camini delle navi. È questa la principale novità emersa giovedì scorso 30 aprile dal tavolo in prefettura sui fumi in porto, con particolare riferimento alla possibile emissione continuativa di sostanze inquinanti provenienti dalle navi ormeggiate. Un incontro che ha visto la partecipazione di tutti i soggetti parte in causa, dal prefetto Giancarlo Dionisi, al sindaco Luca Salvetti e all'assessora all'ambiente Silvia Viviani, fino al presidente dell'Autorità Portuale Davide Gariglio, alla dottoressa Caselli in rappresentanza dell'assessore regionale all'Ambiente David Barontini e ai rappresentanti della Capitaneria di porto, dell'Asl Toscana Nord Ovest e dell'associazione Porto Pulito.
L'impegno del Comune di Livorno
Tra i principali temi affrontati, particolare attenzione è stata dedicata al rafforzamento del sistema di monitoraggio e analisi del fenomeno. In tal senso, è stato evidenziato il significativo impegno del Comune di Livorno nella messa a norma, attivazione e piena operatività della centralina recentemente installata nel parcheggio di via della Cinta Esterna, messa a disposizione dalla struttura commissariale della Darsena Europa. È stato inoltre sottolineato il lavoro in corso per garantire una rapida elaborazione e diffusione dei dati rilevati, attraverso un circuito di comunicazione trasparente e tempestivo, anche tramite il portale istituzionale del Comune, a beneficio diretto dei cittadini livornesi.
Utilizzo dei droni per il campionamento diretto dei fumi
La novità, come anticipato, è arrivata dalla comunicazione della Capitaneria di Porto, secondo cui dal Comando generale è in fase avanzata di studio l'utilizzo di droni per il campionamento diretto dei fumi dai camini delle navi, al fine di consentirne un'analisi immediata e più efficace. Una possibile soluzione che il prefetto ha accolto positivamente manifestando l'intenzione di avviare a breve interlocuzioni dirette con il comandante generale delle Capitanerie di Porto.
Il contributo della Regione
Ulteriori elementi positivi sono emersi dal contributo della Regione Toscana, che si è detta disponibile a installare una centralina di monitoraggio direttamente in ambito portuale, integrata con il sistema regionale. Ed è stato inoltre fatto il punto sul progetto di biomonitoraggio della popolazione residente nelle aree limitrofe ai siti di interesse nazionale (Sin) di Livorno e Piombino, attualmente in corso e la cui conclusione è prevista entro la fine dell'anno.
Da parte sua l'Autorità di Sistema Portuale ha infine aggiornato il tavolo sullo stato di avanzamento del progetto di cold ironing, evidenziando alcune criticità e ritardi legati a fattori non dipendenti dalla volontà dei soggetti attuatori, che stanno determinando uno slittamento dei tempi di realizzazione del sistema di elettrificazione delle banchine.
La soddisfazione del prefetto e del sindaco
"Esprimo soddisfazione per il lavoro che il tavolo sta portando avanti - le parole del prefetto Dionisi al termine dell'incontro -. Si tratta di un percorso che non riparte da zero, ma che si fonda su attività già avviate e su un patrimonio di conoscenze condiviso. Oggi stiamo proseguendo in una logica di progressione concreta, mettendo in campo strumenti sempre più efficaci sia per analizzare il fenomeno sia per individuare le soluzioni più adeguate per fronteggiarlo. Il diritto alla salute rappresenta una priorità assoluta che deve essere pienamente tutelata: la soddisfazione per il lavoro svolto deriva anche dalla consapevolezza che tutte le istituzioni coinvolte stanno operando con determinazione proprio per garantire, fino in fondo, la tutela della salute dei cittadini e della comunità livornese".
Soddisfatto anche il sindaco Luca Salvetti: "Sono contento perché finalmente tutti i soggetti che siedono al tavolo dedicato ai fumi in porto, dalla prefettura al comitato Porto Pulito, dalla Regione Toscana all'Autorità portuale, fino ad Asl e Arpat, hanno riconosciuto che Livorno, su questo fronte, sta portando avanti un lavoro serio e accurato, come raramente si vede altrove. È il riconoscimento di una Livorno che sta anticipando un salto di qualità, rafforzato anche da ulteriori sviluppi concreti. Livorno è un porto strategico nel Mediterraneo e, allo stesso tempo, una città che vuole essere punto di riferimento per un approccio serio e rigoroso ai temi ambientali e alla lotta all'inquinamento".
Por Redacción PortalPortuario/Agencia Reuters @PortalPortuario Las exportaciones de petróleo de Venezuela aumentaron un 14% en abril, alcanzando los 1.23 millones La entrada Exportaciones de petróleo de Venezuela llegan a su nivel más alto desde 2018 se publicó primero en PortalPortuario .