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As part of its development of remote subsea capabilities, ocean services provider DeepOcean has performed its first subsea intervention project with offshore management based onshore. The operation was performed at Aker BP’s Idun Nord field in the Norwegian Sea and included a work-class remotely operated vehicle (ROV) managed by offshore leadership from an onshore remote operating centre (ROC) in Haugesund, with a second ROV operated from a vessel in the field. DeepOceanreported that the scope saw subsea crane operations and close-proximity vessel positioning, which normally would require a shift supervisor and an engineer on board, potentially for a full 14-day offshore trip. In this case, the operation was completed during a 12-hour shift, allowing key personnel to conclude the work and return home. “This project represents an important step forward in how we deliver subsea operations,”saidOlaf A. Hansen, Executive Vice President for DeepOcean’s Northern Europe region.“By moving key operational roles onshore, we can reduce offshore personnel requirements, with its inherent cost savings and emissions reductions, while maintaining safe and efficient execution. It also allows us to utilise specialist competence more flexibly across campaigns.” As for other related news from DeepOcean, the company in 2024 completedsubsea dredging operations remotelyfrom shore for the first time ever. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
Un rapporto di Sogese spiega che i depositi nel Vecchio Continente restano congestionati ma le compagnie di navigazione stanno attivamente riposizionando l'equipment verso i mercati di origine L'articolo In Europa si va verso una minore disponibilità di container proviene da Shipping Italy .
Il mercato globale dei container sta entrando in una nuova fase di riequilibrio, con i flussi di attrezzature che cominciano a invertire direzione mentre le compagnie di navigazione accelerano il riposizionamento verso l’Asia. Questo cambiamento dovrebbe portare a una riduzione della disponibilità di container in Europa nel breve termine, tanto più se e quando la domanda e i prezzi aumenteranno nei porti di origine.
A formulare queste previsioni in un rapporto appena pubblicato è la società Sogese guidata da Andrea Monti, aziende con sede a Livorno fornitore di container. “Ciò che stiamo osservando nel mercato è un chiaro cambiamento direzionale nei flussi di container. I depositi in tutta Europa restano congestionati, mentre i prezzi e i segnali di domanda in Cina si stanno rafforzando. Le compagnie di navigazione stanno attivamente riposizionando le attrezzature verso i mercati di origine, e questo è probabile che riduca i livelli di stock europei nel breve termine, in particolare per i 40HighCube, man mano che produzione e domanda torneranno ad allinearsi” ha spiegato Monti.
L’analisi di Sogese afferma che, per gran parte del 2026 finora, l’Europa è stata caratterizzata da elevata congestione nei depositi e da tempi di sosta prolungati, creando la percezione di una sovra offerta. Il rapporto mostra che questo surplus sta ora venendo attivamente corretto.
“Le compagnie di navigazione stanno infatti privilegiando strategie di riposizionamento che spostano i container verso i mercati di origine, in particolare la Cina, dove l’attività produttiva e la domanda mostrano un rinnovato slancio” scrive Sogese. Secondo cui “ciò dovrebbe ridurre gradualmente i livelli di stock in tutta Europa, con un impatto più marcato sui container high-cube (40HC), fondamentali per i traffici a lungo raggio. Al tempo stesso, i cicli di transito più lunghi, le strozzature nel trasporto interno e la congestione negli hub intermedi stanno rallentando il rientro delle attrezzature in circolazione attiva, amplificando l’impatto del riposizionamento in uscita”.
Lo shortage di box in Europa è determinato dalle modalità con cui i container si muovono nel sistema. I tempi di transito estesi, i ritardi nelle operazioni portuali e le interruzioni in alcune linee marittime stanno aumentando il tempo necessario affinché le attrezzature completino ogni ciclo. “Con l’accelerazione del riposizionamento, è previsto che emergano vincoli di disponibilità anche mentre l’utilizzo dei depot rimane elevato. Questo crea una disconnessione tra i livelli di stock visibili e l’accesso reale a contenitori utilizzabili” sottolinea l’azienda.
Al di là degli squilibri regionali, il rapporto di Sogese evidenzia un cambiamento più profondo in corso nelle reti di spedizione globale. “Le perturbazioni si sono spostate a monte nei servizi mainline Asia–Europa, dove routing, programmazione e dispiegamento di capacità vengono continuamente adeguati” è scritto nel report. “I tempi di transito più lunghi e i ritardi portuali prolungati stanno aumentando i cicli dei container, rendendo l’efficienza temporale un vincolo determinante sulla capacità effettiva. Al tempo stesso, i prezzi del nolo sono sempre più influenzati dall’esposizione al rischio — inclusi costi del carburante, premi assicurativi e decisioni di rerouting — piuttosto che dalle tendenze di domanda sottostanti”.
In Italia la disponibilità di container mostra volumi stabili e pressioni crescenti. “I ritardi negli arrivi delle navi, i tempi di attesa prolungati nei porti e le incongruenze nella disponibilità delle attrezzature stanno incidendo sull’efficienza operativa. Al tempo stesso, cicli di spedizione più lunghi e incertezze sui tempi di consegna stanno cominciando a influire sui cicli di pagamento e sul capitale circolante, in particolare per le imprese più piccole che operano con margini finanziari ridotti” è il monito.
Secondo la società di vendita di container “le pressioni sulla disponibilità sono destinate a emergere prima che la congestione si allenti visibilmente. Gli esportatori e gli operatori logistici in tutta Europa si troveranno presumibilmente ad affrontare un accesso ridotto ai container nelle finestre di picco, tempi di attesa più lunghi per assicurarsi le attrezzature e una maggiore variabilità nella pianificazione e nell’esecuzione”.
N.C.
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Le compagnie attendono l'erogazione di circa 45 milioni e nel frattempo non pagano del tutto gli stipendi ai lavoratori L'articolo Lavoratori di Ast e di Caronte&Tourist in allarme per i fondi regionali che non arrivano proviene da Shipping Italy .
Le segreterie regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti denunciano con “estrema gravità e fermezza” la “situazione insostenibile che sta travolgendo il sistema dei trasporti siciliano, con particolare riferimento all’Azienda Siciliana Trasporti (Ast) e alla società di navigazione Caronte & Tourist”.
I rappresentanti dei lavoratori in una nota ricordano che “l’azienda di trasporto regionale attende l’erogazione di 39 milioni di euro dalla Regione Siciliana. Questo stallo burocratico sta mettendo a rischio la sopravvivenza di una società, che svolge un importante ruolo sociale, unico garante del diritto alla mobilità per migliaia di cittadini in zone isolate. Ast copre tratte non remunerative che i privati rifiutano oltre a mettere a rischio centinaia di posti di lavoro”.
Sul fronte marittimo, la situazione di Caronte & Tourist è “parimenti drammatica” aggiungono i sindacati. “Da febbraio è in attesa di oltre 7 milioni di euro da parte della Regione. A causa del mancato versamento l’azienda ha annunciato l’erogazione di soli acconti sugli stipendi”.
“È inaccettabile che, ancora una volta, Caronte & Tourist scarichi i suoi problemi sui lavoratori, che portano avanti un settore egregiamente nonostante ci siano molti aspetti dell’organizzazione del lavoro di cui discutere! Non si può pensare di esercitare pressione sui ritardi della Regione passando sulla pelle dei lavoratori” denunciano Alessandro Grasso, segretario generale Filt-Cgil, Dionisio Giordano, segretario generale Fit-Cisl, e Katia Di Cristina, segretaria generale Uiltrasporti Sicilia. “La retribuzione dei lavoratori non si tocca. Prima di tagliare i salari, le aziende devono provare a risparmiare facendo tagli su altri costi. Dall’altro lato, garantire la continuità territoriale, specialmente per le isole minori, è un pilastro costituzionale che non può essere sacrificato sull’altare dei ritardi amministrativi regionali”.
I segretari aggiungono: “Siamo di fronte a un’emergenza sociale, Chiediamo alla Regione di sbloccare immediatamente i fondi sia per Ast che per Caronte & Tourist. I lavoratori non possono vivere nell’incertezza economica e morale. La Regione Siciliana deve assumersi le proprie responsabilità: non è possibile che la mobilità dei siciliani sia appesa a un filo ogni mese”.
Le organizzazioni sindacali richiedono un incontro urgente con gli Assessorati ai Trasporti e all’Economia. “Se non arriveranno risposte concrete e immediate, la mobilitazione sarà inevitabile. Più attenzione alla dignità dei lavoratori e ai servizi pubblici essenziali di questa regione” conclude la nota.
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LNG, cresce il portafoglio ordini e cala il methane slip Messaggero Marittimo
LONDRA – Il gas naturale liquefatto (LNG) continua a consolidare il proprio ruolo nel percorso di decarbonizzazione del trasporto marittimo. È quanto emerge dall’ultima edizione del report “Fuel for Thought: LNG” pubblicato da Lloyd’s Register, che fornisce un’analisi aggiornata e basata sui dati dell’evoluzione di questo combustibile nella transizione energetica del settore. Secondo il rapporto, a Marzo 2026 la flotta dual-fuel alimentata a LNG ha raggiunto 1.665 unità, con ulteriori 982 navi in portafoglio ordini. Nonostante le incertezze che hanno rallentato alcuni investimenti nei carburanti alternativi, il LNG si conferma il principale fuel alternativo presente negli orderbook globali.
La crescita è particolarmente marcata nel segmento container, destinato a più che raddoppiare la propria capacità LNG nei prossimi anni. Anche i comparti crocieristico, tanker e PCC/RoRo stanno accelerando l’adozione di questa tecnologia.
Competitività economica fino al 2050
Le simulazioni economiche condotte da Lloyd’s Register indicano che il LNG resta, allo stato attuale, il percorso più conveniente per la compliance normativa fino al 2050, indipendentemente dagli scenari regolatori considerati. Un ulteriore vantaggio competitivo potrebbe derivare dal blending con bio-LNG ed e-LNG, che consentirebbe alle navi di generare surplus di conformità già nelle fasi iniziali dei nuovi regimi normativi.
Methane slip: progressi significativi ma non ancora riconosciuti
Uno degli aspetti più rilevanti del report riguarda la riduzione del methane slip, ovvero le emissioni di metano non combusto. I motori due tempi ad alta pressione raggiungono oggi livelli di appena 0,2 g/kWh, mentre i motori a bassa pressione con ricircolo dei gas di scarico registrano riduzioni superiori al 60%. Tuttavia, questi miglioramenti tecnologici non sono ancora pienamente recepiti nei fattori emissivi previsti da normative come il FuelEU Maritime e le linee guida LCA dell’International Maritime Organization. Il report sottolinea la necessità di aggiornare tali parametri per riflettere i progressi reali ed evitare di penalizzare gli operatori che hanno investito in anticipo.
Filiera e certificazione: il nodo delle emissioni upstream. Sicurezza: focus sul drydocking
Un altro punto critico riguarda le emissioni lungo la catena di approvvigionamento. Produzione più pulita, riduzione delle perdite di metano e sviluppo di sistemi di certificazione indipendenti saranno determinanti per valorizzare appieno il potenziale del LNG in termini di riduzione delle emissioni complessive. Il report affronta anche gli aspetti operativi legati alle navi LNG durante le fasi di drydocking, fornendo raccomandazioni su pianificazione, esecuzione e sicurezza, elementi sempre più rilevanti con l’aumento della flotta gas-fuelled.
LNG: da fuel ponte a scelta strategica
Secondo Constantinos Chaelis, Global Gas Segment Director di Lloyd’s Register, il LNG rappresenta una soluzione immediatamente disponibile, scalabile e già consolidata, in linea sia con le esigenze operative sia con i requisiti normativi emergenti. Sulla stessa linea Panos Mitrou, SVP Shipping Strategy, evidenzia come l’interesse crescente verso il LNG non sia più soltanto una fase di transizione verso altri carburanti, ma una risposta strategica al progressivo irrigidimento delle normative globali e regionali.
La sfida, conclude il report, sarà ora concentrare gli sforzi su riduzione delle emissioni di metano, sviluppo di varianti più pulite e miglioramento dell’impronta GHG lungo l’intera catena del valore.
In sintesi, il LNG si conferma non solo un “fuel ponte”, ma un pilastro strutturale della transizione energetica marittima, almeno nel medio periodo, grazie a maturità tecnologica, infrastrutture in espansione e competitività economica.
L'intervento manutentivo di MG Sub Service consentirà la navigabilità, in attesa di rilanciare il progetto di dragaggio, in dialogo con Mic e Mase (che un anno fa lo bloccarono alla Via) L'articolo L’Adsp sarda ripristina i fondali di Olbia per la stagione crocieristica proviene da Shipping Italy .
Non ancora impugnata, a pochi giorni dalla scadenza del termine, la sentenza del Tar che ne ha bocciato il ricorso contro gli atti del Ministero dell’ambiente (e soprattutto del Ministero della Cultura) da cui è scaturito lo stop al progetto di dragaggio dei fondali del porto di Olbia, l’Autorità del Mar di Sardegna ha reso noto di aver avviato alcuni lavori “per il ripristino, in chiave ultratecnologica, della profondità della canaletta necessaria a fare entrare in sicurezza, nello scalo dell’Isola Bianca, le grandi navi da crociera previste in calendario”.
L’ente ha spiegato che “le operazioni sono state affidate ad una delle Crane Ship più avanzate attualmente operative nel settore del marine engineering europeo, la olandese Hebo Lift II. Un’imbarcazione specializzata che rappresenta lo stato dell’arte nel complesso settore del marine dredging e del sollevamento subacqueo. Si tratta letteralmente di una nave gru, equipaggiata con sistemi di posizionamento dinamico ad alta precisione che consentono l’operatività in mezzo al mare senza necessità di ancoraggi fissi e, quindi, la possibilità di ridurre al minimo i tempi necessari agli spostamenti dall’area di lavorazione per consentire l’ingresso e l’uscita delle navi dal porto. La Hebo Lift II è dotata, inoltre, di una gru ad elevata capacità di sollevamento, fondamentale per la movimentazione di grandi accumuli sabbiosi ottimizzando ulteriormente le tempistiche consentite dalle finestre temporali scandite dal traffico portuale”.
Scopo dell’intervento, che sarà condotto secondo un piano di lavoro rigoroso ed elaborato sulla base di rilievi batimetrici preliminari, è il “ripristino delle quote di fondale indispensabili a garantire la perfetta navigabilità nel canale di accesso delle navi da crociera di grandi dimensioni previste nel nutrito calendario 2026 del porto dell’Isola Bianca. Profondità, quelle del bacino olbiese, continuamente modificate dai naturali processi di sedimentazione legati alle correnti marine, agli apporti fluviali e, soprattutto, agli oltre 5 mila movimenti nave all’anno. Fenomeni che, insieme, determinano un continuo innalzamento del fondale in specifici tratti centrali del canale di accesso, dove si generano delle dune artificiali di sabbia (shallow spots)”.
Al termine delle operazioni, previste entro la metà del mese, si procederà con nuovi controlli batimetrici, che certificheranno il ripristino delle quote originarie, e con la comunicazione delle nuove quote alle compagnie crocieristiche. “Questo intervento è fondamentale per conferire maggiore competitività al porto di Olbia nel mercato delle crociere, ma anche per assicurare ottime performance in previsione dell’imminente stagione turistica. È un’operazione che, considerata la morfologia del golfo, sarà ripetuta annualmente e, proprio grazie all’impiego delle tecnologie all’avanguardia di cui sono dotate unità come la Hebo Lift II, potremo garantire standard di sicurezza, sostenibilità ambientale e operatività di assoluta eccellenza, ottenendo massimi risultati grazie anche ai tempi estremamente ridotti per gli spostamenti del mezzo dall’area di lavorazione in occasione dell’ingresso e dell’uscita delle navi dal porto” ha spiegato Domenico Bagalà, presidente dell’Adsp.
A SHIPPING ITALY l’Adsp sarda ha chiarito che l’affidamento da circa 350mila euro alla olbiese MG Sub Service è una sorta di ‘ponte’ in vista della ripresa del progetto di dragaggio vero e proprio dello scalo, ‘bloccato’ alla Via: “L’intervento, di fatto uno spostamento degli accumuli, ci consentirà di ripristinare le profondità ottimali per un periodo di significativa durata. Nel frattempo non impugneremo la sentenza del Tar, credo sia più utile discutere con Mase e Mic dei correttivi che consentano di proseguire con un progetto che in larga parte è stato validato” ha concluso Bagalà.
A.M.
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Express Global, guidata da Giovanna Cibin, rafforza il presidio asiatico del ramo logistico del gruppo genovese L'articolo Nuova espansione di Cosulich a Singapore per Express Global proviene da Shipping Italy .
Express Global, parte del gruppo genovese Fratelli Cosulich, ha annunciato l’apertura della sua nuova sede a Singapore, “un passo significativo nell’ambito della continua espansione del marchio Cosulich Logistics nella regione Asia-Pacifico”.
In una nota la società ha spiegato che “stabilire una presenza a Singapore consente a Express Global di operare più vicino ai mercati chiave, favorendo relazioni più solide e creando nuove opportunità di collaborazione e sviluppo commerciale. La nuova sede svolgerà un ruolo centrale nel supportare le ambizioni di crescita del Gruppo nella regione, rafforzando al contempo il suo impegno a fornire soluzioni logistiche affidabili ed efficienti. Lo sviluppo del settore a Singapore sarà guidato da una forte attenzione al coinvolgimento nel mercato locale, combinata con la capacità di sfruttare l’esperienza internazionale del Gruppo. Incoraggiando la cooperazione tra le diverse sedi e rafforzando le sinergie regionali, Express Global punta a sostenere una crescita sostenibile e a migliorare ulteriormente le proprie capacità operative”.
Giovanna Cibin, Amministratore Delegato di Express Global Singapore, ha così commentato: “Nel corso degli anni, il nostro obiettivo principale è sempre stato quello di crescere insieme ai nostri clienti, supportandoli nello sviluppo dei loro investimenti locali e regionali, nonché nella loro espansione in nuovi mercati. In questo contesto, l’apertura del nostro nuovo ufficio Express Global a Singapore rappresenta una tappa fondamentale nella continua evoluzione della nostra strategia incentrata sul cliente in tutto il Sud-Est asiatico. Oltre alla nostra consolidata presenza a Hong Kong e in Cina, l’ingresso a Singapore ci consente non solo di adattarci meglio alle esigenze dei nostri clienti, alle diverse strutture di mercato e ai modelli di domanda in tutta la Regione, ma anche di rispondere in modo più efficace agli attuali eventi geopolitici. Poiché le catene di approvvigionamento sono sempre più influenzate dall’incertezza geopolitica, essere più vicini ai nostri clienti e ai principali centri decisionali e produttivi sta diventando sempre più essenziale. Questa espansione, insieme ai futuri sviluppi, riflette il nostro impegno per la prossimità, la competenza locale e la flessibilità: fattori chiave per aiutare i nostri clienti a gestire il cambiamento e a costruire catene di approvvigionamento resilienti e sostenibili.”
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Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario Hurtigruten presentó sus resultados anuales de 2025, destacando un fuerte impulso financiero, con una rentabilidad significativamente La entrada Hurtigruten presenta fuerte aumento en ganancias interanuales se publicó primero en PortalPortuario .
Da Ravenna alla Libia, in partenza il maxi impianto per ridurre le emissioni offshore PortoRavennaNews
Un impianto costruito a Ravenna è pronto a partire per il largo della Libia, dove contribuirà a cambiare in modo concreto la gestione del gas nei giacimenti offshore del Mediterraneo. Il modulo realizzato da Rosetti Marino per il Bouri Gas Utilization Project lascerà il cantiere a Marina di Ravenna, tempo permettendo, il 7 maggio e, dopo circa quattro giorni di navigazione su un pontone rimorchiato, raggiungerà il campo petrolifero di Bouri, a circa 170 chilometri dalla costa libica. Qui sarà installato dalla nave Saipem 7000, una delle più grandi al mondo.Si tratta di un investimento complessivo pari a 1,3 miliardi, di cui circa 400 milioni per la commessa Rosetti Marino.Il progetto BGUP rappresenta uno degli interventi più rilevanti nel Mediterraneo per l’ottimizzazione energetica e la riduzione delle emissioni nel settore offshore. La committente finale è Mellitah Oil & Gas, attraverso cui Eni opera nel Paese nordafricano insieme alla compagnia statale National Oil Corporation of Libya. Il ruolo di main contractor è affidato a Saipem, mentre Rosetti Marino ha curato la realizzazione del modulo.L’impianto nasce con un obiettivo preciso: recuperare e utilizzare il gas associato alla produzione di petrolio che, da decenni, viene bruciato in torcia. Un processo che comporta dispersione di risorse ed emissioni in atmosfera. Il modulo, completato a fine aprile 2026, intercetterà questo gas, lo tratterà eliminando anidride carbonica e umidità e lo comprimerà per renderlo trasportabile verso il complesso di Mellitah, passando dalla piattaforma Sabratha. Da lì potrà essere utilizzato localmente oppure esportato verso l’Italia attraverso il gasdotto GreenStream, in caso di surplus rispetto al fabbisogno domestico.Il risultato atteso è duplice: da un lato un incremento significativo della produzione di gas, stimato in circa 3 milioni di metri cubi al giorno, dall’altro una riduzione sostanziale delle emissioni di CO2, fino ad avvicinarsi all’azzeramento del flaring, cioè delle fiaccole che bruciano il gas in eccesso nei giacimenti offshore.La costruzione ha richiesto circa due anni di lavoro e oltre 2 milioni e 400 mila ore nel cantiere di Marina di Ravenna, a cui si aggiunge oltre 1 milione di ore impiegate in mare per modificare e ammodernare le piattaforme esistenti di Bouri e Sabratha. “Per Ravenna significa lavoro di qualità, in sicurezza, e sviluppo per l’indotto”, evidenziano il presidente Stefano Silvestroni e l’amministratore delegato Oscar Guerra.È lo stesso Guerra a spiegare il funzionamento dell’impianto: “Il modulo intercetta il gas, lo tratta eliminando anidride carbonica, acqua e impurità. A questo punto viene compresso e arriva a terra per essere utilizzato”.Dal punto di vista tecnico, il modulo misura 45 metri per 31 in pianta, ha un’altezza di 45 metri e un peso complessivo superiore alle 5.200 tonnellate, con circa 750 tonnellate di tubazioni e 830 tonnellate di macchinari. Le superfici verniciate raggiungono quasi 60 mila metri quadrati e i cavi superano i 190 chilometri di lunghezza.Il progetto coinvolge una filiera industriale italiana di primo piano e si inserisce in una strategia più ampia che punta a rendere più efficienti le infrastrutture energetiche esistenti, riducendo l’impatto ambientale e valorizzando risorse già disponibili.Alla presentazione del modulo era presente anche una delegazione libica, che ha evidenziato l’importanza dell’intervento sia per la riduzione delle emissioni sia per l’incremento della produzione, sottolineando al tempo stesso la solidità della partnership con l’Italia e la prospettiva di una futura disponibilità del gas anche per il nostro Paese.nella foto Oscar Guerra, Ad di Rosetti Marino SpA, con Albashir Ahmed Mohamed Chairman di Mog
Il rapporto fra stiva in programma ed esistente sfiora il 40%, mai così alto dalla crisi del 2008 L'articolo Monito di Lynerlitica sugli ordini di portacontainer e rischio sovracapacità proviene da Shipping Italy .
Nuovo record nel portafoglio ordini di portacontainer.
Secondo la società di consulenza Linerlytica, l’orderbook in questa tipologia di navi ha i 13 milioni di Teu, che per l’analista equivale a un forte rischio di un’imminente sovraccapacità. Il numero di navi ordinate è ora superiore alla flotta complessiva di Maersk, Cma Cgm e Cosco. Il rapporto tra ordini e capacità disponibile, pari al 38,3%, ha raggiunto livelli mai visti dalla crisi finanziaria globale di quasi 20 anni fa.
Nei primi quattro mesi del 2026, gli ordini totali di nuove navi hanno già superato 1,9 milioni di Teu, e Linerlytica prevede che si possa superare il record annuale di 5,1 milioni di Teu registrato nel 2025. La maggior parte delle nuove consegne è prevista per il 2028, anno in cui gli ordini confermati hanno già raggiunto i 5,2 milioni di Teu.
“Le compagnie di navigazione restano impegnate in una lotta incessante per la quota di mercato” ha affermato Linerlytica nel suo ultimo rapporto settimanale, descrivendo l’attuale impennata degli ordini come “sfrenata”. “La sovraccapacità raggiungerà presto il mercato, con oltre 5 milioni di Teu previsti in consegna solo nel 2028” ha previsto Linerlytica.
Il Drewry World Container Index è sceso per la terza settimana consecutiva giovedì scorso, registrando un calo dell’1% a 2.216 dollari al mese, a causa delle tariffe più basse sulle rotte commerciali Asia-Europa, transpacifiche e transatlantiche. “Nonostante gli elevati costi del carburante e i persistenti rischi geopolitici, le tariffe rimangono sotto una costante pressione al ribasso a causa della sovraccapacità e della bassa domanda” ha avvertito Drewry.
L’ultimo calo si verifica in un contesto di indebolimento degli indicatori generali della domanda. La fiducia dei consumatori statunitensi è scesa al livello più basso mai registrato nell’aprile 2026, secondo l’Università del Michigan, segnalando un calo della domanda di importazioni in futuro.
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La controllata di Marnavi ha ottenuto dall'agenzia del Ministero delle Imprese e del Made in Italy un contributo a fondo perduto per circa 9,414 milioni L'articolo A NextGeo ok da Invitalia al sostegno per acquistare un capannone industriale a Napoli proviene da Shipping Italy .
La controllata di Marnavi ha ottenuto dall’agenzia del Ministero delle Imprese e del Made in Italy un contributo a fondo perduto per circa 9,414 milioni
Next Geosolutions ha annunciato che si è conclusa positivamente l’istruttoria relativa al programma di investimento presentato nell’ambito dello strumento del Contratto di Sviluppo gestito da Invitalia, volto a sostenere i grandi dimensioni nel settore industriale, agro-industriale, turistico e di tutela ambientale.
L’agenzia del Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) ha quindi deliberato la concessione di agevolazioni, sotto forma di contributo a fondo perduto, per circa 9,414 milioni di euro per un Progetto di Investimento Industriale in Campania.
Il programma prevede spese ammissibili per circa 23,5 milioni di euro, di cui circa 17,7 milioni già sostenuti e pagati a marzo 2026. Gli investimenti includono l’acquisto di un capannone industriale nel Comune di Napoli, l’adeguamento e sviluppo di nuove aree per la gestione di attrezzature e laboratori specializzati, nonché l’acquisizione di “asset tecnologici strategici finalizzati a rafforzare ed espandere la presenza di NextGeo sui mercati internazionali”.
Per fare qualche esempio di asset già acquisiti, la stessa NextGeo cita il remotely operated vehicle (Wrow) Shilling Hd, operativo fino a 4.000 metri di profondità, nonché strumentazione avanzata per applicazioni deep ocean, quali sonar multibeam e sub-bottom profiler di profondità, correntometri, sonde parametriche e sensoristica avanzata, utilizzata in campagne di caratterizzazione del fondale e di monitoraggio ambientale, anche con specifico focus scientifico e di ricerca.
“Il programma, gestito da Invitalia, – ha commentato Giuseppe Maffia, Cfo del Gruppo Next Geosolutions – ci consente di rafforzare e ampliare le nostre capacità produttive, attraverso infrastrutture e asset tecnologici avanzati, consolidando al contempo il posizionamento di NextGeo sui mercati internazionali”. Si tratta, ha aggiunto, “di un passo importante in una strategia più ampia, orientata all’innovazione e allo sviluppo di competenze distintive, in particolare nelle attività deep ocean e nei servizi ad alto contenuto scientifico”.
Il completamento del Progetto di Investimento Industriale, identificato con la sigla CDS001450 è previsto entro il 31 dicembre 2028, mentre l’’erogazione del contributo avverrà in più tranche a partire dal 2026.
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Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario Antes de un acto en el Parlamento Europeo sobre el papel estratégico del transporte marítimo en La entrada Estudio de European Shipowners revela que su transporte marítimo es clave para seguridad del Continente se publicó primero en PortalPortuario .
Llegó por fin semana de la Final a Ocho de la Champions de hockey patines en Coímbra (Portugal). El equipo de Ricard Ares se estrena mañana contra el Sporting (20.00 horas) en los cuartos de final de la competición. El Barça es el rey de la Champions, con 22 …
Jefe de sección Actualizado el 06/05/2026 07:00 CEST Llegó por fin semana de laFinal a Ocho de la Champions de hockey patines en Coímbra (Portugal).Elequipo de Ricard Aresse estrena mañana contra elSporting(20.00 horas) en los cuartos de final de la competición. El Barça es el rey de la Champions, con 22 títulos, pero no reina en Europa desde el 2018. La expedición blaugrana ha viajado hasta la bella ciudad ribereña del centro de Portugal que acoge a los ocho mejores equipos de Europa con la máxima ambición y, entre ellos, destaca eljoven Eloi Cervera (21 años).El medio centro azulgrana debuta en una fase final europea. Sabe que el camino hasta la gloria no es nada sencillo, pero confía en la calidad y la unión del equipo para regresar a Barcelona con el trofeo entre sus brazos. Eloi, ¿cómo afronta el equipo la Final a 8 en Coímbra? Con mucha ambición y con muchas ganas. Hace unos años que en la Champions no estamos teniendo la participación que nos gustaría y queremos que este año sí que sea como debe ser. Esta temporada lo estamos haciendo muy bien en la Champions. Hemos hecho una fase regular muy buena y queremos seguir haciéndolo igual de bien ahora en la Final 8, que asumimos con mucha alegría. La fase regular os avala, habéis sido el tercer mejor equipo. Sí, como dices la fase regular nos transmite confianza y es sinónimo de que estamos haciendo las cosas bien. Nos da motivación y encaramos la Final a 8 con la confianza de haber sido el tercer mejor equipo de los dos grupos de la fase regular de la Champions. Pero el camino en Coímbra no será nada fácil. Primer partido en cuartos de final ante el Sporting CP. Exacto, como dices, no será nada fácil. Llegar a la Final a 8 ya es muy complicado. Están los ocho mejores equipos de Europa, pero lo vamos a luchar, como todo. Ya han jugado contra el Sporting CP esta temporada en el Mundial de Clubs de San Juan, donde el Barça se impuso en la fase de grupos, pero cayó en la final. Cierto, ya nos hemos encontrado un par de veces en el Mundial, ganamos uno y perdimos otro. Es un rival muy complicado, no nos engañaremos, pero nosotros sabemos que tenemos un muy buen equipo y pienso que la clave, al margen del juego y de hacerlo lo mejor posible, en ser un equipo, estar todos juntos. Tener esa ambición y esas ganas, esa garra que tenemos que tener. Si lo hacemos de esta forma, trabajando todos como un equipo, lo podemos sacar adelante. Otra de las claves puede estar en el ambiente. La Final a 8 se juega en Portugal, con cuatro equipos lusos y de los cuatro últimos años en tres el campeón ha sido portugués. El ambiente que nos podemos encontrar en el pabellón a mí me da un poco igual, lo que tenemos que hacer es centrarnos en nosotros mismos, en hacerlo bien nosotros, en estar juntos y unidos, como decía antes, y así las cosas saldrán bien. Es en Portugal, el ambiente no será hostil, pero lo afrontamos con muchas ganas. Superado el Sporting CP, en semis esperaría el ganador del partido que enfrente al Benfica, con muchos ex blaugranas y ex compañeros suyos, y el Reus Deportiu. Sí, o Benfica o Reus. Si toca Benfica hay ex compañeros ahí que han estado muchos años en el Barça y será un partido muy especial, y si nos toca el Reus Deportiu también será especial, ya que es un equipo de la liga española y también será muy bonito. El Barça es el rey de la Champions con 22 títulos, pero no gana desde el 2018, ¿notan en el equipo la necesidad, la urgencia, de volver a reinar en Europa? Cierto, llevamos unos años en que al equipo la Champions le está costando, y evidentemente en el club que estamos tenemos que aspirar a todo y la Champions es un título al que tenemos que aspirar con mucha ambición y sí, es verdad, tenemos ese punto que tenemos que ganarla y la confianza de todo el club para ello. ¿Qué balance hace de la temporada? Han acabado segundos de la fase regular de la Ok Liga tras el Liceo, ¿cómo llega el equipo a la Final a 8? Hemos hecho una muy buena fase regular en Champions y en Liga no ha sido como queríamos quizá, pero tampoco ha sido del todo mala, y la verdad es que el equipo llega con confianza y en buen estado de forma, y así lo demostraremos en pista. Su entrenador, Ricard Ares, ya ganó la Champions con el FC Porto, ¿qué les ha remarcado más antes de viajar a Coímbra? Tenemos claro que tenemos que ir partido a partido. Sólo tenemos que pensar en el partido de cuartos ante el Sporting CP. Primero nos centramos en un solo partido, que pueden pasar muchas cosas. Hay que ir con la máxima concentración y darlo todo, y todo es todo, todo y más. Así lo tenemos que hacer y esto es lo que nos remarca el entrenador. Usted, ¿cómo se está encontrando esta temporada en el equipo? Bien, mucho mejor esta temporada, en la que creo que he dado un paso adelante, y así quiero reafirmarlo en todo lo que queda de la Champions. Noto que tengo mucha confianza del equipo, yo también la noto y me encuentro muy bien. ¿Dónde ha notado más la mano desde que llegó Ricard Ares? La verdad es que desde que llegó Ricard al equipo -firmó por el club en julio de 2025- conectamos muy bien y me insiste que confía mucho en mí, que tengo que ser un jugador que desborde, que sea incisivo, que ataque el uno contra uno, que defienda bien, que asista, que tenga confianza conmigo mismo y él me lo transmite. Imagine que el Barça llega a la final y que conquistan la Champions, ¿qué promesa o locura cumpliría, se teñiría el pelo? (ríe) No me gusta mucho hablar de estas cosas antes de las finales porque gafa un poco, pero haría lo que fuese. Para mí ganar la Champions sería un sueño y además con el Barça, sería espectacular. Haría lo que fuese. Usted llegó muy joven al Barça, en el verano del 2023, procedente del Igualada Rigat HC, ¿qué le aportó el equipo de la comarca del Anoia? Tengo muy buen recuerdo de mis años en el Igualada. Es donde me he formado y es donde he aprendido todo, entre comillas. Llegué al Barça con esa garra, con esa actitud defensiva, que en Igualada se trabaja mucho, equipo que me dio esa garra en defensa y estoy muy contento de aquella etapa. ¿Cómo recibió la noticia de su fichaje por el Barça? Bien, la verdad es que me impactó un poco porque no me lo esperaba, pero con mucha ilusión. Me costó. Fue una decisión complicada, porque tenía que dejar el club de mi vida, donde estaban mis amigos y todo, pero también tienes que dar ese paso. Así lo hice, y estoy muy contento de la decisión que tomé. Tiene contrato hasta el 2027, y cuando renovó se decía que el Barça se aseguraba la continuidad de una de las perlas del hockey patines en España. Estas expectativas, ¿le generan un exceso de presión? No, no, al final yo siempre trabajo de la misma forma y trato de hacerlo lo mejor posible, que es lo que yo también quiero, llegar a ser la mejor versión de mí. Sí que no negaré que tengo un poco de presión, porque el Barça es un club donde se tienen que hacer las cosas bien y además hay que ganar, pero la verdad es que lo llevo bien.
Armi nei porti: al Riviera International Film Festival l’anteprima del documentario “Articolo 11” GenovaToday
Cosa succede se un lavoratore decide di non caricare le armi destinate alla guerra? Da questa domanda nasce “Articolo 11. L’Italia ripudia la guerra”, il nuovo documentario dei giornalisti genovesi Simona Tarzia e Fabio Palli che verrà presentato in anteprima il 7 maggio alle 16 al Cinema Ariston di Sestri Levante, ospite del Riviera International Film Festival.
Il "NO" che ha bloccato i porti
Tutto comincia nel 2019 a Genova. I lavoratori del CALP (Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali) si accorgono che tra le merci da imbarcare c'è un carico di generatori per i droni da combattimento. Decidono di fermarsi. Non è uno sciopero per l'orario di lavoro o per la busta paga ma per la coscienza. Da quel gesto si propaga un’onda che non resta ferma. Raggiunge altri porti, da Livorno a Trieste a Ravenna, dove prende forma una rete di lavoratori che mette in discussione il ruolo dei porti come snodi dei conflitti. Questa logistica complessa e opaca che permette alle armi di viaggiare indisturbate, il documentario la smonta pezzo per pezzo avvalendosi anche delle interviste a The Weapon Watch, l'osservatorio che monitora i traffici bellici nei porti del Mediterraneo.
Dalla Striscia di Gaza all’inquinamento globale
“Articolo 11” non resta fermo sulle banchine. Grazie a video inediti girati in Sinai e a Gaza, e ai dati di realtà come Emergency e Medici per l'Ambiente, l’inchiesta svela i costi reali della guerra. Le vittime umane di armi proibite ma anche un enorme danno ambientale: le emissioni del settore militare, ad esempio, pesano quanto quelle delle grandi economie mondiali ma nessuno le conta ufficialmente nelle COP sul clima.
Il prezzo della coerenza
Ma non è tutto. Il documentario mette a nudo un paradosso: mentre la Procura di Genova cercava tra i portuali un’organizzazione criminale che non esisteva, sulle stesse banchine si consolidava un intreccio di potere tra politica e terminalisti poi stravolto dall’inchiesta del 2024 che ha azzerato i vertici di Regione Liguria. È il prezzo da pagare per il dissenso. Lo raccontano ai registi Luigi Spera, il vigile del fuoco finito all'Alta sicurezza con l'accusa di terrorismo per un'azione simbolica contro Leonardo SpA, e Duccio Facchini, direttore di Altreconomia, colpito da una querela temeraria solo per aver fatto il suo lavoro. Storie diverse, un unico obiettivo: colpire chi disturba l'ingranaggio della guerra.
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APS e Prefeitura de Guarujá buscam aprimorar traçado terrestre do túnel
Por Redação PortalPortuario
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A pedido do prefeito de Guarujá, Farid Madi, o presidente Anderson Pomini, da Autoridade Portuária de Santos (APS), empresa do Governo do Brasil responsável pela infraestrutura pública do Porto de Santos, promoverá reunião no escritório da APS em São Paulo para tratar de solicitação de mudanças no traçado dos acessos terrestres ao túnel Santos-Guarujá na margem esquerda do Porto.
A reivindicação visa incluir trecho da Avenida Santos-Dumont na Poligonal, de modo que o Porto de Santos possa aportar recursos federais nas melhorias dos acessos, beneficiando a população de Guarujá e também evitando desapropriações em excesso, problema levantado por moradores ao prefeito Farid Madi.
Da reunião participarão técnicos da Prefeitura de Guarujá e da APS. O objetivo é definir um traçado que interligue o túnel com as vias expressas já existentes e facilite também o escoamento de veículos em direção à Rodovia Cônego Domênico Rangoni, a Piaçaguera-Guarujá.
“Em respeito ao pedido do prefeito vamos promover a reunião, uma vez que o túnel precisa estar alinhado com a nossa meta de relação Porto-Cidades”, disse o presidente Anderson Pomini, lembrando ainda que para poder aportar recursos nestas obras precisa incluir os trechos a serem beneficiados na Poligonal do Porto Organizado.
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario A petición del alcalde de Guarujá, Farid Madi, el presidente de la Autoridad Portuaria de Santos La entrada Brasil: APS y municipio de Guarujá discutirán modificaciones a trazado de nuevo túnel se publicó primero en PortalPortuario .