Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 4854 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.
Investimento da 200 milioni per la realizzazione di una nuova stazione con 10 binari da 750 metri L'articolo Luce verde al nuovo terminal ferroviario di Servola nel porto di Trieste proviene da Shipping Italy .
Con la firma del relativo decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze per il porto di Trieste è ststo compiuto il passaggio decisivo che consente di avviare la realizzazione della nuova stazione ferroviaria di Servola.
“Oggi si apre una nuova fase per il porto di Trieste. La ferrovia è l’arteria vitale dello scalo e questo intervento rappresenta un investimento decisivo per accompagnarne la crescita e consolidarne la competitività nei prossimi decenni” ha dichiarato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Marco Consalvo.
Sul fronte dell’iter amministrativo, l’Autorità ha spiegato di avere completato il passaggio di propria competenza, approvando la deliberazione che autorizza l’avvio della procedura di gara e consente la richiesta di pubblicazione del bando nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea che avverrà il prossimo 30 giugno. Il valore complessivo aggiornato dell’investimento ammonta a circa 200 milioni di euro.
Una nota spiega che la nuova stazione ferroviaria di Servola è uno dei principali investimenti infrastrutturali previsti dal Piano Regolatore Portuale e rientra tra le opere strategiche nazionali finanziate nell’ambito del PNRR-PNC. Il progetto prevede la realizzazione di una nuova stazione con 10 binari da 750 metri, integrata con gli interventi di messa in sicurezza permanente dell’area e con il collegamento alla Grande Viabilità Triestina.
La nuova stazione di Servola “si inserisce nella strategia di sviluppo del porto di Trieste. Già oggi oltre il 50% dei container movimentati dallo scalo viaggia su rotaia, anticipando gli obiettivi fissati dall’Unione europea per il riequilibrio modale dei trasporti” spiega lAdsp. “La nuova infrastruttura consentirà di accompagnare la crescita dei traffici e dei nuovi terminal (Hhla Plt Italy e il futuro Molo VII, ndr), incrementando progressivamente la capacità del sistema fino a 25 mila treni all’anno”.
“La collaborazione tra le istituzioni ha consentito di superare uno stallo di anni. Ora siamo pronti ad avviare la gara e a trasformare questo investimento in un’infrastruttura destinata a consolidare la leadership ferroviaria del porto di Trieste e a rafforzare la competitività del sistema logistico italiano” sono state la parole di Consalvo.
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Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario El Puerto de Trieste, en Italia, fue la sede de la ceremonia de nombramiento del Mein La entrada Puerto de Trieste recibe nombramiento de nuevo buque de TUI Cruises se publicó primero en PortalPortuario .
Presentato al Salone del Libro di Torino, il volume ricostruisce una tappa storica della campagna mondiale della nave scuola della Marina Militare L'articolo Vespucci, il passaggio di Capo Horn diventa un libro fotografico proviene da Shipping Italy .
Il doppiaggio di Capo Horn da parte di Nave Scuola Amerigo Vespucci è stato uno dei momenti più significativi della recente campagna mondiale dell’unità della Marina Militare. Un passaggio che ha assunto un valore simbolico e marinaresco particolare, trattandosi della prima volta nei quasi cento anni di storia del veliero che la nave ha superato il celebre capo situato all’estremità meridionale del continente americano. L’impresa è ora raccontata nel volume fotografico “Nave Vespucci. Capo Horn”, presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino, allo stand del Ministero della Difesa.
Il libro si inserisce nella produzione editoriale realizzata da Giunti in collaborazione con la Marina Militare e documenta, attraverso un ampio apparato iconografico, una delle navigazioni più impegnative affrontate dalla nave scuola durante il suo viaggio intorno al mondo. Il passaggio di Capo Horn rappresenta infatti uno dei banchi di prova più complessi per qualsiasi navigatore, per effetto dell’incontro tra Oceano Atlantico e Pacifico, delle forti correnti, dei venti persistenti e delle condizioni meteomarine spesso proibitive. La stessa Marina Militare ha definito il capo uno dei passaggi più sfidanti dell’intero pianeta per la navigazione.
Per gli addetti ai lavori e gli appassionati, il valore del volume va oltre l’aspetto celebrativo. Le immagini e i contributi raccolti consentono infatti di osservare da vicino la gestione operativa di una nave storica impegnata in una traversata oceanica estrema, mettendo in evidenza la preparazione dell’equipaggio, la pianificazione della rotta e l’attenzione alle finestre meteorologiche necessarie per affrontare in sicurezza un tratto di mare che continua a mantenere una reputazione leggendaria. Il passaggio è stato possibile grazie a un’attenta valutazione delle condizioni meteomarine e a una pianificazione accurata della navigazione, durante un tour mondiale terminato a Trieste.
L’opera si colloca inoltre nel più ampio racconto della missione globale del Vespucci, la più anziana unità in servizio della Marina Militare italiana, varata nel 1931 e ancora oggi impiegata per la formazione degli allievi ufficiali e per le attività di rappresentanza internazionale del Paese.
Il volume punta soprattutto sulla forza delle immagini, accompagnate da testimonianze dell’equipaggio, approfondimenti storici e contenuti tecnici che permettono di contestualizzare il significato del passaggio di Capo Horn nella lunga storia della nave. La formula riprende quella già adottata nei recenti volumi dedicati al viaggio intorno al mondo del Vespucci, nei quali fotografia, racconto di bordo e documentazione storica vengono integrati in un unico prodotto editoriale.
Per il settore marittimo il libro assume il valore di una testimonianza di cultura navale e di tradizione marinara. In un’epoca dominata dalla digitalizzazione della navigazione e dall’automazione dei sistemi di bordo, il racconto del passaggio di Capo Horn da parte del Vespucci richiama infatti alcuni elementi fondamentali della professione marittima: la conoscenza del mare, la capacità di leggere le condizioni ambientali, la preparazione dell’equipaggio e il rispetto per una delle rotte più impegnative al mondo.
Nave Vespucci. Capo Horn
Giunti Editore, in collaborazione con Marina Militare
128 pagine, 32 euro
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Il collegamento è attivo con due circolazioni a settimana L'articolo A Trieste parte un nuovo shuttle ferroviario tra Hhla Plt Italy e Interporto di Cervignano proviene da Shipping Italy .
Dal 15 giugno 2026 il terminal Hhla Plt Italy del porto di Trieste è collegato con l’Interporto di Cervignano attraverso un nuovo servizio ferroviario dedicato. Lo ha annunciato il gruppo tedesco, rilevando che il collegamento – gestito da Plus Intermodal in collaborazione con Duisport e Adriafer – in questa fase è attivo con due circolazioni a settimana.
Il servizio, spiegano i partner, è stato sviluppato per supportare il traffico Ro-Ro, ottimizzare i flussi operativi e consolidare il ruolo del terminal come porta di accesso ai mercati del Centro ed Est Europa. La ‘navetta’ in particolare mette in relazione Trieste, ovvero la porta d’accesso meridionale all’Europa, e Cervignano, snodo che permette l’accesso alla rete ferroviaria continentale.
L’iniziativa, spiega Hhla Plt, ha visto anche il coinvolgimento di Interporto di Trieste, con l’obiettivo di rafforzare i collegamenti ferroviari del network Duisport e valorizzare il sistema logistico regionale.
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È possibile fare un viaggio di diecimila chilometri lungo le spiagge d’Italia? La risposta è sì. Questa è stata l’incredibile avventura di Andrea Guolo e Tiziana Di Masi, autori della Guida ai migliori Beach Club d’Italia (Morellini Editore), la prima dedicat…
È possibile fare un viaggio di diecimila chilometri lungo le spiagge d’Italia? La risposta è sì. Questa è stata l’incredibile avventura di Andrea Guolo e Tiziana Di Masi, autori della Guida ai migliori Beach Club d’Italia (Morellini Editore), la prima dedicata al mondo degli stabilimenti balneari che arriva alla sua terza edizione, un progetto editoriale unico nel suo genere. Non solo: quest’anno i nostri rabdomanti della vita balneare rivelano anche gli stabilimenti da non perdere al lago. Un itinerario che tocca tutte le regioni costiere e quelle con i più grandi specchi di blu, un viaggio che non si limita a dare consigli per una vacanza all’insegna del relax o del divertimento, dell’esclusività o dell’autenticità, ma anche una geografia dell’utile che mappa un’offerta completa, strumento per turisti ma anche per operatori del settore.
La guida si propone come fermo immagine per raccontare il turismo balneare, una delle filiere più rilevanti dell’economia italiana, fortemente radicata ai territori. Un ecosistema integrato di servizi e opportunità: dalla ristorazione all’ospitalità, includendo sempre più intrattenimento e benessere. Un’imprenditoria coraggiosa che sfida i limiti ambientali della delicata morfologia costiera italiana, in numerosi punti soggetta ad erosione, e i garbugli di una burocrazia complessa, in quanto le spiagge sono aree di competenza demaniale dello stato. Facciamo un passo indietro. È utile ricordare la direttiva europea Bolkestein introdotta nel 2010, la quale punta alla concorrenza trasparente tramite gare pubbliche imparziali per l’assegnazione di autorizzazioni anche in caso di risorse naturali scarse.
Nel Belpaese però, non è stata riconosciuta la suddetta caratteristica ambientale, e in assenza di una legge nazionale coerente alla direttiva, in questi anni abbiamo collezionato una lunga lista di rinvii e proroghe lasciando carta bianca ai singoli comuni che tutt’oggi sono liberi di agire autonomamente, avviando eventuali gare per le concessioni balneari. Nell’attesa di comprendere se la direttiva verrà un giorno applicata a cascata su tutto il territorio nazionale, le spiagge italiane, in quanto beni del demanio, continuano ad essere concesse solo in uso temporaneo a soggetti privati a fronte del pagamento di un canone annuo.
C’è chi parteggia per i pro, chi per i contro, sta di fatto che il dibattito sulle concessioni balneari si riaccende puntualmente stagione dopo stagione come un tormentone estivo, tra polemiche e forti pressioni da parte delle associazioni di categoria dei balneari. Questa incertezza incide anche sulle logiche imprenditoriali, soprattutto nel caso delle piccole realtà dove gli investimenti per migliorare la struttura e incentivare i servizi diventerebbero un comprensibile rischio, un’impasse che, di conseguenza, non valorizza il potenziale di certe località, fattore da considerare e che Andrea Guolo ha tenuto a sottolineare, un’onesta considerazione alla luce di una guida che rivela i migliori Beach Club d’Italia.
Gran Galà dei Beach Club d’Italia 2026: i premi
La “Guida ai migliori beach club d’Italia 2026” è stata lanciata ufficialmente in occasione del Gran Galà dei Beach Club d’Italia, gli “oscar” del settore balneare che si sono svolti a maggio in quel di Milano. In questa occasione sono stati svelati i prestigiosi premi di miglior beach club d’Italia, suddivisi per fascia di prezzo: luxury, premium e accessibile. A conquistare “ex aequo” il titolo di Best Luxury Beach Club Italia 2026 (oltre i 200 euro al giorno) sono: Alpemare, rinomato punto di riferimento a Forte dei Marmi, e Lido Villeggiatura, beach club del Belmond Villa Sant’Andrea, nella splendida cornice di Taormina. Nella fascia premium (50-200 euro) è invece Tivoli Portopiccolo a Sistiana, bella località della provincia di Trieste. Tra i beach club di prezzo accessibile (sotto i 50 euro) si distingue Sabbia D’oro a Scanzano Jonico, eccellenza lucana che affaccia sul limpido mare della Basilicata.
I “flop”, gli imprevisti e i fuori programma di un lungo itinerario
Durante la lunga ricerca che ha portato a selezionare i migliori beach club d’Italia, non è mancato qualche imprevisto, anche a fronte dell’eccellenza. La valutazione delle strutture avviene l’anno precedente rispetto all’uscita della guida, e in questo lasso di tempo può capitare qualche “cambio di programma”. Un caso emblematico è stato quello di un beach club marchigiano selezionato per essere premiato e recensito con i migliori voti per qualità del servizio, location e posizione, il quale non è più agibile essendo stato messo sotto sequestro giudiziario: niente guida, nessuna stagione, solo tante domande alle quali neanche Andrea e Tiziana saprebbero dare risposta.
Di contro, i nostri autori possono testimoniare alcune realtà capaci di “fare scuola” in territori presi d’assalto durante i mesi estivi, con tutte le conseguenze del caso. Ci sono destinazioni incantevoli come la Puglia salentina della costa ionica, dove attualmente il turismo non è classificabile di fascia qualitativa alta, soprattutto se confrontato all’eccellenza della proposta adriatica. Due facce della stessa medaglia, quelle di una delle regioni più amate d’Italia per le vacanze balneari. Ma è proprio lungo la costa ionica che si trova Le 5 Vele, precisamente a Marina di Pescoluse, premiato per la strategia d’impresa. Questo beach club si distingue non solo per le proposte di alto livello ma anche per il concept che valorizza l’ospitalità salentina con il massimo del servizio, un esempio strutturato in un territorio soggetto all’overtourism spesso caotico e indisciplinato.
L’Italia e le sue mille sfaccettature, tra limiti, incredibili potenzialità e tanta bellezza. C’è chi desidera trascorrere una vacanza balneare immerso nella natura e a stretto contatto con le tradizioni del luogo, chi invece non rinuncia all’ “esclusività da ombrellone” all’insegna del barefoot luxury, concetto di lusso che sposa sempre più l’eccellenza dei servizi alla libertà della vita da spiaggia, binomio sempre più in voga. Abbiamo chiesto ad Andrea Guolo qualche consiglio e curiosità per lasciarci ispirare e scoprire alcune località della nostra bellissima Italia.
Ottimo rapporto qualità-prezzo e autenticità a portata di ombrellone
A distinguersi per l’autenticità della proposta e per l’ottimo rapporto qualità/prezzo spicca la Calabria dove gli stabilimenti stanno crescendo e intraprendendo politiche di hotellerie. Destinazione bellissima e selvaggia, dove il mare è ancora il vero protagonista e il verde incornicia le coste, ma il valore aggiunto è il legame con il territorio e le sue tradizioni, prime tra tutte quelle gastronomiche. Ed è così che la cucina genuina (e piccante) e la rosticceria diventano un must da ombrellone: al beach club Blanca Cruz di Caminia i piatti sono espressione delle tradizioni calabresi. Questa accogliente struttura situata lungo la suggestiva Costa degli Aranci in provincia di Catanzaro, offre un menù autentico e molto saporito. Per gli amanti della buona tavola, anche quest’anno si distingue Il Fico, ristorante del Lido Tahiti a Palmi, che propone piatti di pesce freschissimo preparati secondo tradizione ma impreziositi da tocchi moderni. Un’occasione per gustare delizie locali e rivisitate in questa perla della Costa Viola e del Reggino tirrenico nella provincia di Reggio Calabria, con incantevole affaccio sulle Isole Eolie.
Anche la Basilicata è una rivelazione e i suoi beach club sono i migliori d’Italia per il rapporto qualità-prezzo. Il Sabbia D’oro Beach Club a Scanzano Jonico, premiato come migliore d’Italia in fascia accessibile, offre tantissimi servizi che affacciano sull’ampia spiaggia dorata, una meraviglia di questa località lucana che affascina non solo per il mare cristallino. Il piccolo borgo di Scanzano affonda le radici in tempi antichissimi, quando era frequentato dai Micenei, di cui restano ancora tracce e preziose testimonianze risalenti al XIII-XI secolo a. C. in località Termitito, a poca distanza dal centro del paese. Un territorio autentico e ricco di sorprese.
‹ › 1 / 3 Sabbia D'oro Scanzano Jonico ‹ › 2 / 3 Sabbia D'oro Scanzano Jonico2 ‹ › 3 / 3 Alpemare
I migliori beach club dove mangiare: le proposte gourmet
Dalla colazione alla cena, c’è un valore aggiunto nel mangiare con i piedi nella sabbia. Il settore balneare punta sempre più a nuovi trend come il best sweet experience, dolci di qualità che impreziosiscono colazioni, pranzi e cene. Gettonatissimi anche gli aperitivi, complice la magia della golden hour sulla spiaggia, valorizzata da dj set e cocktail menù di tutto rispetto. Ma sono il pranzo e la cena a definire il meglio delle proposte gastronomiche fronte mare o direttamente in spiaggia sotto l’ombrellone (servizio sempre più diffuso), tali da poter paragonare i beach club ai migliori ristoranti dell’ “entroterra”.
Tra i best spicca Langosteria che ha cambiato la storia di Bagni Fiore, affacciato sulle acque cristalline di baia Paraggi. Incoronato il miglior beach club della Liguria è inoltre un’ode alla dolcevita: da Brigitte Bardot, a Maria Callas, a Liz Taylor, sono tante le dive di Hollywood che hanno scelto questo angolo di paradiso, tutt’oggi molto rinomato nel jet set internazionale che lo incorona uno dei place to be della movida balneare ligure, nonché fiore all’occhiello della ristorazione locale, tanto da conquistare il prestigioso riconoscimento del Cà Maiol Award – Best beach restaurant 2026.
Un altro must è il Gilda Forte dei Marmi. Il beach club si distingue per essere un ambiente di grande charme della Versilia, dove gustare ogni giorno la cucina di mare e le essenze del territorio, accompagnate dalla migliore selezione di vini e champagne, terroir da abbinare a piatti che raccontano il mare e la terra Toscana, come Tagliolino scampi e tartufo nero di San Miniato, eccellenza dell’entroterra regionale.
Altra tappa da non perdere è La Spigola a Golfo Aranci. Questa oasi affacciata sulle onde turchesi rivela l’identità e l’essenza del mare, così quella della verace anima sarda, giocando con i sapori e rivelando i saperi dello chef Roberto Pisano, capace di unire il cibo a una profonda coscienza ambientalista. La sua cucina è consapevole e sostenibile: ogni piatto si propone come un messaggio virtuoso che promuove la lotta agli sprechi, sensibilizza sull’inquinamento e valorizza le specie marine dimenticate, il tutto privilegiando ingredienti freschi e locali che rafforzano il legame con il territorio. Oltre ai fornelli, anche delle cabine di frollatura per il pesce, una cucina consapevole e ambiziosa, per un menù che desidera fare la differenza.
I beach club alla moda e instagrammabili
La Sardegna, resta una delle mete più amate per una vacanza balneare. Oltre alla bellezza indiscussa del mare e delle spiagge, anche la nomea di alcune località la rende una destinazione patinata e “alla moda”, basti dire “Costa Smeralda” per associare una vacanza all’insegna dell’esclusività. Non è un caso se il Phi Beach continua a confermarsi uno dei beach club più gettonati per trascorrere una serata glam e raffinata, un must di Porto Cervo che accende la vita balneare tra spiaggia e dancefloor, mixando mare, proposte gourmet e Dj internazionali. Una foto scattata qui crea “social engagement”, ma esistono altrettanti beach club che assicurano scatti “instagrammabili”, come La Scogliera a Positano, location perfetta per immortalare uno dei belvedere più iconici del Belpaese e per trascorrere un’esperienza che racchiude tutta l’essenza di un’estate italiana: questo beach club, incastonato tra le rocce della Costiera Amalfitana con vista sulle isole Li Galli, offre il mix perfetto di natura, relax, comfort e servizi di ristorazione di alta qualità.
Meravigliosamente inserita nel paesaggio ligure anche La Spiaggetta dei Balzi Rossi che spunta come una gemma ai piedi della costa rocciosa a confine con la Francia. Situata a due passi dalla Costa Azzurra ma orgogliosamente ligure, questo stabilimento, oltre ad essere fotogenico per l’incredibile location abbracciata dal litorale e affacciata sul mare cristallino, è unica nel suo genere per le serate “al cinema”: il nuovo Cinema Balzi Rossi vi aspetta per la stagione 2026 con le pellicole più belle proiettate direttamente sul mare, grazie a un maxischermo installato tra le onde.
Gli stabilimenti balneari storici per un viaggio nel tempo
Ci sono località balneari capaci di unire la bellezza della natura al fascino della cultura, luoghi dove è possibile fare un tuffo nella storia. Il Lido di Venezia offre tutto questo, oltre alla Mostra del Cinema che si svolge tra fine agosto e inizio settembre, colpi di coda di un’estate glam. Qui si trova il Des Bains 1900, che conta la bellezza di 126 anni di attività, una vera e propria icona dei primi anni del XX secolo descritta anche da Thomas Mann nel suo celeberrimo romanzo “Morte a Venezia”. Frequentato dal jet set internazionale sin dalla sua inaugurazione, il 5 Luglio 1900, questa raffinata struttura veneziana resta più che mai attuale.
Per rivivere le atmosfere del passato ma soprattutto scoprire una curiosa caratteristica che lo rende anacronistico ma al contempo unico, tappa alla Lanterna, meglio nota come Pedocin, sul Molo Fratelli Bandiera di Trieste. Si tratta dell’unico stabilimento balneare in Europa dove l’area destinata agli uomini e quella riservata a donne e bambini (fino ai 12 anni) sono separate. La divisione di questo stabilimento, aperto nel 1903 sotto l’Impero Austro-Ungarico per cure elioterapiche, è tutt’oggi amatissimo dai triestini che scelsero di mantenere la divisione dei bagni nonostante la proposta comunale di toglierla. Non solo, lo stabilimento è altresì il più economico d’Italia: l’entrata costa solo 1,40 Euro, a patto di seguire le indicazioni che vi porteranno a fare un vero e proprio tuffo nella storia.
Gli stabilimenti Pet Friendly: in vacanza con gli amici a quattro zampe
Sono tantissimi i vacanzieri che scelgono di partire con gli animali, per questa ragione è molto utile riportare che in alcuni comuni i beach club non possono accogliere i cani sulla spiaggia poiché non concesso dall’ordinanza comunale. Dove non è consentito per legge, siamo certi che alcuni divieti siano stati affissi a malincuore nella maggioranza dei casi. La Guida ai migliori Beach Club d’Italia offre tutte le indicazioni aggiornate in merito alle strutture che accettano oppure no gli amici a quattro zampe. Tra le destinazioni top, c’è un angolo di pace tra Alassio e Albenga, con bella vista dell’Isola Gallinara: il Baba Beach. In questa struttura pet friendly il comfort incontra la buona cucina ligure e il benessere, anche quello dei vostri amici pelosi dove possono rilassarsi e divertirsi nella spiaggia dog friendly completamente delimitata, con vegetazione pensata per loro. Tanta libertà, sicurezza e numerosi servizi ad hoc, come le docce dedicate ai cani. In Veneto, altrettanto gettonato e perfettamente organizzato il Tamerici Dog a Rosolina Mare, il primo stabilimento nel Parco del Delta del Po attrezzato per chi desidera trascorrere una vacanza o qualche giorno al mare in compagnia del proprio amico a quattro zampe che troverà il contesto ideale, con tanto di sistema “autolavaggio” prima dell’uscita spiaggia.
‹ › 1 / 2 Cala Sveva ‹ › 2 / 2 Baba Beach
Non i soliti beach club: due chicche dell’Adriatico
Per chi desidera scoprire qualcosa di nuovo, la nostra bella Italia non delude mai, così alcune strutture che si inseriscono con grazia nei paesaggi e valorizzano le bellezze e le peculiarità dei territori come la spiaggia di Termoli, dove spunta Cala Sveva Beach Club, incorniciato dalle splendide mura federiciane e dai trabucchi sul mare, testimonianza della tradizione marinara abruzzese. Qui la storia e la cultura incontrano il piacere balneare e una proposta gastronomica che punta su specialità di pesce sempre freschissimo, da gustare direttamente in spiaggia durante il giorno, mentre dall’orario aperitivo in poi, trasforma le serate a suon di ritmo con artisti di fama mondiale.
Il Mar Adriatico si racconta lungo lo stivale, e cambia. C’è una località che sembra testimoniare la bellezza di questa geografia varia e pittoresca, quella di Gabicce Mare, che spunta lungo la Riviera a Nord delle Marche, altresì chiamata “la Capri dell’Adriatico” poiché è il primo punto panoramico da Trieste. Ed è proprio qui che si trova uno dei centri balneari più caratteristici, il primo stabilimento situato sulla roccia dopo l’interminabile nastro di sabbia fine della riviera adriatica che da nord Italia scende verso sud. Non è un caso che Bagni 45 Maristella, viene chiamato anche “Sotto Monte”, il luogo ideale dove scoprire tutta l’accoglienza marchigiana.
Beach club al lago: relax, lusso e tanta natura
Tra le novità di Guida ai migliori Beach Club d’Italia 2026 ci sono anche le migliori proposte per trascorrere una vacanza balneare al lago. Una ricerca “in divenire”, come l’ha definita Andrea Guolo, che merita sempre più attenzione dopo questo primo resoconto “nero su bianco”. Oggigiorno il turismo lacustre italiano è in crescita e molto richiesto dal mercato estero, soprattutto i laghi di Garda e Como, binomio di lusso e natura, ma sempre più accessibili e con un forte legame con i territori. Le incantevoli località del Garda per esempio, uniscono il piacere balneare alla cultura locale, compresa quella enogastronomica del vino e di prodotti DOP come l’Olio del Garda. Il Riviera Lake a Punta San Vigilio è considerato il beach club più esclusivo del lago di Garda. Questo fiore all’occhiello della sponda veronese non ha bisogno di molte presentazioni per l’eccellenza dei servizi. La sua vera suggestione è la spiaggia con incantevole punto panoramico, rinfrescata dall’acqua color smeraldo, ombreggiata da ulivi secolari e tanto verde, un eden dove è possibile gustare golose prelibatezze dalla colazione all’aperitivo.
Su “quel ramo del lago di Como” invece, per la precisione lungo la sponda occidentale di questo incantevole specchio di blu, si trova il Victoria Beach Club di Menaggio. Parole d’ordine: accoglienza raffinata e connessione al territorio perché tutto qui parla con stile del genius loci di Menaggio, pittoresca cittadina di antiche origini da visitare a ritmo lento, nonché un ottimo punto di partenza per scoprire il lago di Como e le montagne che lo circondano, una destinazione non solo balneare che incanta il mondo intero.
📰 il Nord Est📅 2026-05-31📍 TriesteitAria · inquinamentoElettrificazione · cold ironing
L’esperto: «Il porto elettrificato? Serve una potenza simile al consumo della città di Trieste» il Nord Est
Ottanta megawatt: è il fabbisogno futuro per elettrificare completamente il porto di Trieste. Poco meno dei 110 megawatt che l’intera città consuma nei momenti di picco. «È come raddoppiare l’infrastruttura elettrica di una città», spiega Giorgio Sulligoi, professore di sistemi elettrici per l’energia all’Università di Trieste. Per portare questa potenza serve un rinforzo massiccio della rete: dalla nuova linea Terna da Duino al potenziamento della distribuzione locale di AcegasApsAmga.
Giorgio Sulligoi, docente di sistemi elettrici all’Università di Trieste
La sfida non è attaccare una presa a una nave. È portare l’energia fino a lì e gestirla in modo flessibile. «Solo per la Stazione marittima servono tra 20 e 30 megawatt per alimentare due navi passeggeri contemporaneamente», spiega Sulligoi. «Con l’elettrificazione si eliminano completamente le emissioni locali. E anche il rumore dei motori». Una nave da crociera ferma in porto per dieci ore risparmia così emissioni pari a quelle di 14.000 automobili in un giorno.
Smart Grid, due trasformatori da oltre 50 tonnellate arrivano di notte alla cabina primaria di Roiano La redazione Il trasporto eccezionale, avvenuto in orario notturno per limitare i disagi, ha attraversato le vie strette del quartiere. L’arrivo dei trasformatori si inserisce nel più ampio intervento di ristrutturazione della cabina primaria di Roiano, completamente rinnovata per sostenere l’evoluzione dei consumi elettrici urbani e portuali nell’ambito del progetto Smart Grid
L’Università di Trieste è dentro questo processo da anni. Con il progetto Egrebuty hanno sviluppato modelli di simulazione delle reti portuali, validati grazie a Smart Campus, il dimostratore di reti intelligenti del campus di via Europa. Ora UniTs è coinvolta nel progetto Smart Grid per il potenziamento della rete e usa Etef, la facility realizzata con Wärtsilä e Fincantieri, per testare sistemi a scala industriale. È proprio qui che sono stati testati i superconduttori e i supercapacitori del progetto europeo V-Access (5 milioni di euro, 14 partner), passando da prototipi a sistemi da centinaia di chilowatt.
Elettrificazione del porto di Trieste: espropri lungo 23 chilometri La redazione Il tracciato di Terna parte da Duino Aurisina fino alla cabina primaria di Roiano. Nell’iter le particelle interessate: le osservazioni dei proprietari entro 30 giorni
Il vero tema, secondo Sulligoi, non è tecnico ma gestionale. «Bisogna guardare alla rete elettrica come a un sistema flessibile. Possono arrivare navi più grandi, picchi improvvisi». Servono tecnologie per l’accumulo: supercapacitori per sbilanciamenti rapidi, superconduttori dove c’è poco spazio, batterie per energia di lunga durata. La rete diventa anche una rete dati.
Il punto critico è chi gestirà tutto. «Serve un gestore che controlli l’intero sistema e che conosca le esigenze del porto e il mezzo navale». Non è ancora chiaro chi sarà: il distributore cittadino, una cabina di regia portuale, i terminalisti o un soggetto nuovo. Altro nodo: le tariffe. «Va chiarito se ci sarà una tariffa agevolata per gli armatori, o un sistema misto con incentivi e penali per chi tiene i motori accesi». Il costo dell’energia in Italia rende difficile convincere gli armatori ed è necessario definire un quadro regolatorio chiaro. «Sulla portualità sarebbe interessante fare da apripista».
Tutto questo richiede competenze nuove: ingegneri e tecnici specializzati. «Servono persone preparate sull’elettronica di potenza, sull’automazione avanzata, sulle medie e alte tensioni, sui sistemi isolanti». L’Università di Trieste forma queste figure, «ma sono troppo poche rispetto alle richieste del mercato», ammette Sulligoi. «Le opportunità di lavoro ci sono: nella distribuzione, nella logistica, nel settore navale. Crescono i traffici, crescono i terminal e le infrastrutture».
Investimenti miliardari puntano a trasformare la regione in un corridoio logistico strategico tra Adriatico, Mediterraneo e Centro Europa L'articolo Ue, Banca Mondiale e Cina rilanciano le ferrovie dei Balcani occidentali proviene da Shipmag .
Investimenti miliardari puntano a trasformare la regione in un corridoio logistico strategico tra Adriatico, Mediterraneo e Centro Europa
Washington – I Balcani occidentali stanno tornando al centro delle strategie logistiche europee grazie a un vasto programma di ammodernamento ferroviario sostenuto da Unione Europea, World Bank e investitori cinesi. L’obiettivo è riqualificare le infrastrutture ereditate dall’epoca jugoslava e trasformare la regione in un corridoio strategico tra i porti dell’Adriatico e dell’Egeo e i poli industriali dell’Europa centrale.
Uno dei progetti più avanzati riguarda la Slovenia, dove è in fase di test la nuova linea ferroviaria Divača–Capodistria, destinata a potenziare il collegamento con il Port of Koper. L’opera, sostenuta anche dalla Banca Europea per gli Investimenti e dai fondi europei TEN-T, dovrebbe entrare gradualmente in funzione entro la fine del 2026 e aumentare significativamente la capacità di trasporto merci del porto.
Anche la Croazia sta accelerando gli investimenti ferroviari per rafforzare il collegamento tra il porto di Rijeka, Zagabria e l’Europa centrale. Tra i principali interventi figurano il potenziamento del Corridoio X e la futura “lowland railway” Zagabria-Rijeka, una nuova linea a doppio binario progettata per migliorare la competitività del porto adriatico rispetto agli scali rivali di Koper e Trieste.
Più complessa la situazione della Bosnia ed Erzegovina, dove il sistema ferroviario continua a soffrire frammentazione amministrativa, infrastrutture obsolete e limitati investimenti. Tuttavia, nuovi finanziamenti sostenuti dalla Banca Mondiale puntano a stabilizzare il settore e migliorare i collegamenti strategici tra Sarajevo, Ploče e le principali aree industriali del Paese.
Nel frattempo la Serbia prosegue il rafforzamento della linea Belgrado-Budapest, sviluppata con finanziamenti cinesi e considerata una delle principali direttrici ferroviarie tra Balcani ed Europa centrale. Il progetto, insieme ai nuovi servizi intermodali avviati da operatori come MSC e DP World, mira a consolidare il ruolo della Serbia come hub logistico regionale.
L’insieme di questi investimenti conferma la crescente importanza geopolitica e commerciale dei Balcani occidentali nelle catene logistiche europee. Dopo decenni di sotto investimenti, la modernizzazione ferroviaria della regione viene oggi considerata fondamentale per migliorare i collegamenti tra Mediterraneo, Europa centrale e nuove rotte commerciali euroasiatiche.
Commissionata da Inkfish, lunga 162 metri e larga 28, l’unità è in grado di ospitare 130 persone tra equipaggio e ricercatori. Consegna prevista nel 2030 Trieste – Va [...] L'articolo Vard (Fincantieri) costruirà una delle più grosse navi da ricerca per acque profonde: valore 700 milioni proviene da Shipmag .
Commissionata da Inkfish, lunga 162 metri e larga 28, l’unità è in grado di ospitare 130 persone tra equipaggio e ricercatori. Consegna prevista nel 2030
Trieste – Vard, controllata norvegese del gruppo Fincantieri e fra le prime società al mondo nella realizzazione di navi speciali, ha firmato un nuovo contratto con l’organizzazione di ricerca statunitense Inkfish per la progettazione e costruzione di un’innovativa unità da ricerca per acque profonde. Il valore dell’ordine ammonta a circa 700 milioni di euro. Si tratta del più grande ordine mai acquisito da Vard per una singola unità, nonché del più rilevante nel suo genere mai registrato da un cantiere navale norvegese.
La nave, denominata RV11000, è basata sul design Vard 9 42, ha una lunghezza di 162 metri e una larghezza di 28 metri, con consegna prevista nel primo trimestre del 2030. Rappresenta un significativo passo avanti in termini di capacità, sviluppato a partire dalle soluzioni ingegneristiche e progettuali già adottate per la nave RV6000, contrattualizzata da Vard nel 2025 e attualmente in costruzione per Inkfish. Entrambe le unità andranno a far parte della flotta dell’armatore a supporto di attività di ricerca marina a livello globale e contribuendo alla condivisione di dati in repository open-source.
Sviluppata da Vard Design ad Ålesund, in Norvegia, in stretta collaborazione con Inkfish, la RV11000 è una nave altamente specializzata, progettata per attività di mappatura dei fondali, carotaggi e campionamenti, operazioni con sommergibili e utilizzo di Rov fino a profondità di 11.000 metri. L’unità consentirà di svolgere un’ampia gamma di missioni in acque profonde, comprese operazioni con sottomarini, Rov e veicoli autonomi. La nave sarà dotata di uno dei più avanzati sistemi di accumulo a batterie mai installati a bordo di un’unità navale, permettendo fino a 12 ore di operatività silenziosa per missioni scientifiche, oltre a disporre di un sistema di propulsione avanzato che combina tecnologia in corrente continua (dc) e soluzioni ibride a batterie.
Lo scafo verrà realizzato presso il cantiere Vard di Tulcea, in Romania, mentre le attività di allestimento, prove, collaudo e consegna saranno effettuate presso uno dei cantieri del gruppo in Norvegia. Gli spazi di bordo includeranno laboratori, officine e aree scientifiche di ultima generazione, oltre a sistemazioni di alto livello per un massimo di 130 persone tra equipaggio e ricercatori, progettate per garantire elevati standard di comfort e condizioni ottimali di lavoro.
Pierroberto Folgiero, amministratore delegato e direttore generale di Fincantieri, ha commentato: “Questo contratto rappresenta una tappa significativa per il gruppo. Fincantieri svolge un ruolo abilitante nello sviluppo di soluzioni tecnologicamente avanzate, contribuendo alla realizzazione di piattaforme uniche per le applicazioni più complesse nel settore delle attività in acque profonde. Il progetto coniuga scala, complessità tecnologica e ambizione scientifica, riflettendo la nostra capacità di progettare e realizzare soluzioni di nuova generazione per l’esplorazione degli abissi. Conferma inoltre la rilevanza strategica del dominio della subacquea per Fincantieri, in cui continuiamo a investire e innovare, facendo leva sulle nostre competenze distintive per supportare missioni sempre più articolate, dalla ricerca scientifica al monitoraggio e alla protezione delle infrastrutture critiche sottomarine”.
Al via la gara per la progettazione dell’allungamento della banchina: 83 milioni di euro d’investimento, opera pronta a fine 2029 L'articolo L’Adsp Trieste avvia l’espansione del nuovo terminal multipurpose ungherese proviene da Shipping Italy .
Mentre il banchinamento del lato nord è ancora ‘in progress’, l’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico orientale ha avviato il percorso per la realizzazione del lato sud del nuovo terminal delle Noghere, allo sbocco del canale industriale del porto di Trieste.
Si tratta dei lavori a mare dell’area ex Aquila che la società governativa ungherese Adria Port intende trasformare in un terminal multipurpose. L’appalto per la prima fase dei lavori a mare, in capo allo stato italiano, fu aggiudicato all’inizio del 2024 e prevedeva il nuovo banchinamento di 245 metri e 8.000 mq di superficie, n. 2 mooring dolphin e il dragaggio del canale di accesso fino a quota –11,7 metri nell’area antistante la banchina di accosto.
Nei giorni scorsi l’Adsp ha bandito una gara per “il servizio attinente all’architettura e all’ingegneria di progettazione di fattibilità tecnica ed economica con opzione per il successivo affidamento delle attività di direzione lavori e coordinamento per la sicurezza” relativamente alla fase 2 dell’opera, per 6,1 milioni di euro.
Dalla documentazione si evince come l’appaltatore dovrà dettagliare il progetto di massima dell’Adsp, con l’allungamento della banchina di 356 metri, e l’ampliamento del piazzale retrostante di altri 16mila mq, costituito da un impalcato in calcestruzzo armato fondato su pali in calcestruzzo armato.
“La realizzazione delle opere pubbliche” in questione – si legge nella documentazione dell’Adsp – “si inserisce in un contesto di integrazione funzionale con iniziative già avviate da operatori privati nelle aree limitrofe e che tale sinergia, in considerazione della natura strategica dell’investimento, è suscettibile di incrementare significativamente il potenziale di interscambio logistico con le principali direttrici dell’Europa centro-orientale”.
Il quadro economico dell’opera ammonta a 83 milioni di euro e il cronoprogramma fissa il collaudo nell’ultimo trimestre 2029, pur ammettendo possibili “aggiustamenti in sede di progettazione delle opere”.
A.M.
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L’unità della compagnia Tui Cruises, arrivata nel porto giuliano con il solo equipaggio a bordo, imbarcherà 1.600 passeggeri Trieste – Il porto di Trieste ha accolto [...] L'articolo Trieste festeggia Mein Schiff 4, la nave da crociera che ha sfidato lo stretto di Hormuz proviene da Shipmag .
Porto Vecchio si trasforma in pista: torna la Corri Trieste con i big della corsa VIDEO triestenews
8 maggio 2026 – ore 14:00 – Porto Vecchio-Porto Vivo si prepara a ospitare la 23ª edizione della “Dole Corri Trieste”, la manifestazione podistica organizzata da Promorun in programma sabato 16 maggio negli spazi dell’antico scalo asburgico. L’evento, presentato oggi nel Salotto Azzurro del Municipio, unirà sport, sostenibilità e promozione del territorio, con gare competitive e iniziative aperte a famiglie e appassionati. Il percorso si svilupperà all’interno dell’area di Porto Vecchio-Porto Vivo, al centro del progetto di rigenerazione urbana promosso dal Comune di Trieste. “A Trieste è ormai consolidato il susseguirsi di importanti eventi sportivi grazie alle associazioni del territorio”, ha sottolineato l’assessore comunale allo Sport Elisa Lodi, evidenziando il valore della manifestazione anche come occasione per far conoscere il recupero dell’ex scalo asburgico e la futura Cittadella dello Sport.
Alla conferenza stampa sono intervenuti la presidente di Promorun Silvia Gianardi, il direttore di gara Michele Gamba, l’assessore regionale alla Difesa dell’Ambiente Fabio Scoccimarro, la componente del Cda dell’Irccs materno infantile Burlo Garofolo Margherita Paglino, il delegato Coni Trieste Ernesto Mari, la coordinatrice regionale di Sport e Salute Erika Dessabo e il rappresentante della Fidal – Comitato di Trieste Maurizio Ciani. Presenti anche gli studenti del liceo Petrarca, che collaboreranno come volontari durante la giornata della gara. “La Corri Trieste rappresenta la sintesi tra pratica sportiva e sostenibilità ambientale”, ha affermato Scoccimarro, ricordando come gli investimenti regionali nello sport siano “tra i più alti in Italia”. L’assessore ha definito la manifestazione un “eco-evento” capace di coinvolgere giovani, famiglie e appassionati. Il programma prevede la 10 chilometri competitiva e non competitiva, oltre alla Family Run da 3 chilometri. La competizione punta a confermarsi tra le più veloci d’Italia sulla distanza, con la partecipazione di atleti di livello internazionale. Confermata la presenza dell’ugandese Martin Magengo Kiprotich, vincitore dell’edizione 2025 e detentore del record della corsa con 28’04”. Tra le protagoniste annunciate anche l’azzurra Giovanna Epis, olimpionica della maratona a Tokyo e Parigi.
Articolo di Francesco Viviani
Assarmatori all’attacco dell’ETS: «L’Europa corregga subito il sistema» AdriaPorts
TRIESTE – Assarmatori torna a premere sull’Unione europea per una revisione del sistema ETS applicato al trasporto marittimo. Da Bruxelles, al termine della missione annuale del Consiglio direttivo dell’associazione, il presidente Stefano Messina ha lanciato un duro attacco contro l’attuale impostazione della tassa europea sulle emissioni.
Secondo Messina, gli effetti economici dell’ETS sui segmenti più esposti del trasporto marittimo sarebbero ormai comparabili a quelli provocati dalle grandi crisi internazionali, come i rincari energetici legati alle tensioni nello Stretto di Hormuz. La differenza, ha sottolineato, è che l’emergenza geopolitica è temporanea, mentre il sistema ETS rappresenta una pressione strutturale destinata a incidere in modo permanente sulla competitività del settore.
Nel mirino dell’associazione armatoriale finiscono soprattutto i collegamenti con le isole, le Autostrade del Mare e il transhipment container, considerati comparti particolarmente vulnerabili all’aumento dei costi. Messina definisce l’ETS una tassazione “ingiusta perché non selettiva”, applicata senza distinguere tra le diverse tipologie di traffico e servizi marittimi.
Assarmatori guarda con attenzione anche alla futura Strategia europea per le isole, seguita dal vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto. Durante l’incontro a Palazzo Berlaymont, l’associazione ha ribadito la necessità di tutelare i collegamenti marittimi essenziali verso le isole, ritenendo che una tassazione climatica troppo elevata rischi di compromettere gli equilibri economici del settore senza generare un ritorno diretto in investimenti per la transizione energetica dello shipping.
Il presidente di Assarmatori ha inoltre criticato quello che definisce un atteggiamento “inflessibile” della tecnocrazia europea, chiedendo che la revisione prevista per luglio introduca correttivi concreti per evitare una perdita di competitività dell’industria marittima europea.
La missione a Bruxelles ha incluso anche incontri con funzionari della DG MOVE e della DG CLIMA dedicati all’applicazione del regime ETS, oltre a confronti con europarlamentari italiani e rappresentanti delle istituzioni europee e della sicurezza marittima internazionale. Tra gli appuntamenti, anche un vertice con il Servizio Europeo per l’Azione Esterna e collegamenti con le missioni navali europee Aspides e Atalanta.
📰 Sbircia la Notizia Magazine📅 2026-05-07📍 TriesteitElettrificazione · cold ironing
Trieste Terminal Passeggeri rinnova il CdA: Consalvo alla guida, Mariani resta amministratore delegato Sbircia la Notizia Magazine
La nostra ricostruzione
Il rinnovo di Trieste Terminal Passeggeri va letto dentro una sequenza precisa: cambio di presidenza, continuità dell’amministratore delegato, approvazione del bilancio 2025 e calendario crocieristico già orientato su due stagioni. Il punto operativo sta nella connessione fra società terminalistica e Autorità portuale, perché la stessa fase richiede scelte su flussi passeggeri, investimenti di banchina e coordinamento urbano.
Nota di lettura: i calcoli su margini, media passeggeri per toccata e variazione degli scali sono elaborazioni redazionali sui numeri ufficialmente comunicati. Ogni dato economico o operativo è stato mantenuto nel perimetro verificabile alla data di pubblicazione.
La governance: Consalvo entra alla presidenza e Mariani resta AD
La nuova architettura societaria assegna a Marco Consalvo la presidenza del CdA di Trieste Terminal Passeggeri e mantiene Franco Mariani nel ruolo di amministratore delegato. La scelta produce una continuità gestionale chiara sul lato operativo e rafforza il collegamento con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, che partecipa direttamente al capitale della società.
Il consiglio viene completato da Luigi Merlo, Roberto Ferrarini e Guido Bortoluzzi. L’indicazione di Alberto Grimaldi come direttore generale aggiunge un livello manageriale dedicato all’esecuzione quotidiana. La composizione segnala una linea di governo orientata a preservare l’operatività del terminal durante una fase in cui il mix delle navi incide più del semplice numero degli attracchi.
L’assetto azionario spiega il peso industriale della nomina
Trieste Terminal Passeggeri gestisce la Stazione Marittima e i servizi a supporto del traffico passeggeri nel porto di Trieste. La società è partecipata per il 40% dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale e per il 60% da Trieste Adriatic Maritime Initiatives, società collegata ai principali azionisti privati del comparto crocieristico.
Dentro TAMI, MSC Crociere e Costa Crociere detengono ciascuna il 44,37%, mentre Assicurazioni Generali possiede l’11,26%. Questo equilibrio rende il terminal un punto di intersezione fra regia pubblica e interessi armatoriali: la presidenza affidata al vertice dell’Autorità portuale aumenta la coerenza fra infrastruttura, concessione e calendario del traffico passeggeri.
Bilancio 2025: utile a 3,2 milioni e ricavi a 11,1 milioni
Il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2025 si chiude con un utile netto di 3,2 milioni di euro su ricavi complessivi pari a circa 11,1 milioni. Il rapporto aritmetico fra utile netto e ricavi è vicino al 28,8%: il dato va trattato come indicatore di sintesi redazionale, utile a misurare la tenuta economica della società rispetto al volume di ricavi comunicato.
Nel 2025 il terminal ha gestito 455.469 passeggeri e 131 toccate nave. La media calcolata è di circa 3.477 passeggeri per toccata, valore che aiuta a comprendere il tema della stagione successiva: la capacità media delle unità programmate pesa direttamente sul numero finale dei passeggeri, anche quando gli scali restano quasi invariati.
Il 2026 resta stabile negli scali, con capacità media più bassa
Per il 2026 sono attese circa 130 toccate nave, cioè una variazione aritmetica di circa -0,8% rispetto alle 131 registrate nel 2025. Il numero degli attracchi resta quindi sostanzialmente stabile; il cambiamento reale si sposta sulla dimensione media delle navi, indicate prevalentemente come unità di media grandezza e segmento luxury.
La programmazione conferma la presenza delle principali compagnie internazionali. Costa Crociere e MSC Crociere restano nel perimetro naturale del terminal; la stagione indica anche Norwegian Cruise Line Holdings, Holland America Line, TUI Cruises, Marella UK e Royal Caribbean International, con attività sia di home port sia di transito. La minore capacità media può generare una lieve riduzione dei passeggeri pur in assenza di un vero arretramento degli scali.
La ripresa attesa nel 2027 passa da 136 approdi
La prospettiva 2027 indica circa 136 approdi programmati. Il confronto con il 2026 vale una crescita aritmetica del 4,6%; rispetto alle 131 toccate del 2025 l’incremento è vicino al 3,8%. La differenza principale riguarda il ritorno di navi di maggiori dimensioni, elemento che può tradursi in più presenze complessive a parità di efficienza operativa.
La traiettoria consegna a Trieste Terminal Passeggeri una sfida specifica: mantenere qualità del servizio in un anno di capacità più selettiva e preparare il salto successivo senza scaricare pressione eccessiva sulle rive cittadine. Per un terminal crocieristico inserito nel tessuto urbano, il valore della crescita dipende dalla gestione dei tempi di sbarco, dalle connessioni a terra e dalla capacità di evitare colli di bottiglia nelle giornate di picco.
Molo Bersaglieri: 14 milioni tra manutenzione ed elettrificazione
Il nodo infrastrutturale più immediato riguarda il Molo Bersaglieri. L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale ha previsto interventi mirati: circa 3 milioni di euro per la manutenzione straordinaria e circa 11 milioni per l’elettrificazione della banchina, con ultimazione indicata entro giugno 2026.
La somma dei due interventi porta il perimetro a circa 14 milioni di euro. La lettura industriale è netta: il terminal passeggeri viene governato insieme alla sua infrastruttura di attracco, perché la competitività crocieristica dipende ormai anche dalla qualità energetica della sosta nave e dalla compatibilità con il contesto urbano. Qui la governance rinnovata trova il suo primo banco operativo.
La sostituzione di Madriz chiude una fase e ne apre una più integrata
Il passaggio alla presidenza arriva dopo la stagione guidata da Gianluca Madriz. La conferma di Mariani preserva memoria gestionale e procedure operative; l’ingresso di Consalvo porta invece il terminal dentro una regia più vicina alla programmazione portuale complessiva. Il risultato è una struttura più aderente al calendario degli investimenti già annunciati dall’Autorità.
Questa impostazione conta perché Trieste opera dentro un mercato adriatico in cui ogni scalo deve governare contemporaneamente stagionalità, dimensione delle navi e rapporto con la città. Il traffico passeggeri richiede decisioni che non si esauriscono nella gestione della banchina: coinvolgono mobilità, sicurezza, servizi turistici e continuità delle operazioni nelle giornate ad alta intensità.
Dove si inserisce nel nostro dossier sui porti
Il collegamento più diretto è con il nostro approfondimento sul rendiconto 2025 del porto di Trieste, dove l’avanzo sopra 277 milioni e le risorse vincolate agli investimenti spiegano il margine finanziario dell’Autorità. La nuova governance di TTP si colloca dentro quella stessa capacità di cantiere.
A questa lettura si aggancia il dossier sul turismo via mare nei porti adriatici, perché il terminal passeggeri triestino partecipa alla competizione fra scali che investono su banchine elettrificate, terminal e servizi di accesso. Il tema supera la singola stagione crocieristica e riguarda la posizione di Trieste nell’Alto Adriatico.
Il terzo riferimento è il lavoro portuale. Nel nostro articolo sui turni nei porti di Trieste e Monfalcone abbiamo misurato la crescita della domanda operativa nel sistema: anche il traffico passeggeri vive della stessa esigenza di continuità, con personale, procedure e organizzazione capaci di assorbire i picchi.
Mariani confermato amministratore delegato della stazione marittima di Trieste partecipata dall'Adsp, da Msc Crociere e Costa Crociere L'articolo Consalvo nuova nomins al vertice di Trieste Terminal Passeggeri proviene da Shipping Italy .
Cambio ai vertici di Trieste Terminal Passeggeri, concessionaria della gestione della Stazione Marittima e dei servizi a supporto del traffico passeggeri nel porto di Trieste, partecipata per il 40% dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale e per il restante 60% da Trieste Adriatic Maritime Initiatives – Tami, controllata da Msc Crociere e Costa Crociere con il 44,37% ciascuna e da Assicurazioni Generali (11,26%).
L’assemblea ha nominato come presidente, Marco Consalvo neo presidente dell’Adsp.
L’assemblea ha inoltre rinnovato il consiglio di amministrazione di Trieste Terminal Passeggeri, affidando la presidenza a Consalvo e confermando Franco Mariani nel ruolo di amministratore delegato, a garanzia della continuità operativa della società. Del nuovo CdA fanno parte anche Luigi Merlo, Roberto Ferrarini e Guido Bortoluzzi. L’assemblea ha inoltre indicato Alberto Grimaldi quale direttore generale.
Nel corso della seduta è stato approvato il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2025, che si chiude con un utile netto pari a 3,2 milioni di euro, a fronte di ricavi complessivi di circa 11,1 milioni di euro. Nel 2025 la società ha gestito complessivamente 455.469 passeggeri e 131 toccate nave, confermando la solidità economica anche in una fase di riduzione dei volumi e la presenza a Trieste delle principali compagnie crocieristiche internazionali.
Per il 2026 sono attualmente previste circa 130 toccate nave, con la presenza delle principali compagnie attive nel settore, tra cui Costa Crociere, Msc Crociere, Norwegian Cruise Line Holdings, Holland America Line, Tui Cruises, Marella Uk, Royal Caribbean International e altre, con attività sia di home port sia di transito. La programmazione sarà caratterizzata prevalentemente da navi di media dimensione e segmento luxury. Pur mantenendosi stabile il numero degli scali rispetto all’anno precedente, la presenza di unità più piccole comporterà una lieve riduzione del numero complessivo dei passeggeri.
Le prospettive per il 2027 indicano, invece, una ripresa con circa 136 approdi programmati, il ritorno di navi di maggiori dimensioni e un conseguente incremento del numero delle presenze complessive.
Consalvo ha ringraziato il CdA uscente e il presidente Gianluca Madriz per l’importante lavoro svolto e i risultati conseguiti, sottolineando che: “Il comparto crocieristico rappresenta un segmento rilevante per il porto di Trieste e per l’economia del territorio e richiede oggi una gestione ancora più strutturata tra pianificazione, servizi e flussi. L’obiettivo è assicurare un indirizzo chiaro e una visione unitaria sull’evoluzione del traffico passeggeri, accompagnando il settore verso uno sviluppo sempre più sostenibile, integrato con il contesto urbano e coordinato con le dinamiche degli altri scali dell’Adriatico”.
In questo quadro l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale ha già previsto interventi mirati, tra cui la manutenzione straordinaria del Molo Bersaglieri (3 milioni di euro) e la sua elettrificazione (circa 11 milioni di euro), la cui ultimazione è prevista entro il prossimo giugno.
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I volumi crescono da e per il Nord Africa ma la linea con la Turchia flette nei volumi ma beneficia della nuova politica di prezzi L'articolo I risultati di Dfds tornano in positivo nonostante il Mediterraneo resti sfidante proviene da Shipping Italy .
Dopo un piano di razionalizzazione della flotta e dalla capacità di stiva impiegata soprattutto sui collegamenti marittimi fra Turchia e Nord Adriatico (Trieste), a seguito della crescente concorrenza di Grimaldi Euromed, la compagnia di navigazione danese Dfds nel primo trimestre è tornato a far registrare risultati di bilancio in positivo.
La trimestrale appena resa pubblica mostra infatti ricavi pari a 7,3 milioni di corone, pari a 33 milioni di corone (in crescita di 150 milioni), mentre l’Ebitda è salito a 799 milioni di corone (dai 748 milioni dello stesso periodo un anno prima. Il fatturato del 2026 previsto in linea con quello del 2025 con un Ebit positivo compreso fra 1 milione e 1,4 milioni di corone secondo le stime. Secondo quanto preannunciato dalla shipping company il prezzo del carburante sta impattando in maniera significativa per effetto del caro-petrolio ma questo effetto negativo dovrebbe ridursi già nel secondo trimestre dell’anno in corso.
Secondo Dfds i risultati economici grazie ai programmi di efficienza e a una performance più solida nel settore del trasporto merci, in particolare nella regione mediterranea, nonostante un calo dei volumi imbarcati (-1,9%) e grazie a politiche di prezzo aggiornate. Fra le priorità d’azione indicate per l’esercizio 2026 c’è proprio il recupero del market share sulle riotte del Mediterraneo dove Dfds è attiva anche con collegamenti verso l’Egitto, la Francia e nello stretto di Gibilterra.
La compagnia spiega che, nel primo trimestre del 2026, il mercato complessivo del trasporto di semirimorchi tra la Turchia e l’Europa era ripartito tra il 53% di volumi trasportati via traghetto e il 47% di volumi trasportati su strada. Rispetto al primo trimestre del 2025, il mercato dei traghetti ha guadagnato 2 punti percentuali di quota di mercato rispetto al trasporto su strada. Fra gennaio e marzo la quota di mercato di Dfds nel settore dei traghetti era pari al 34% del mercato totale (traghetti e trasporto su strada), mentre la quota di tutti gli altri operatori di traghetti era del 19%.
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After completing installation on the first vessel in January, Spanish automated wind-assisted propulsion system […] The post Second Maersk Tankers vessel fitted with Spain-made suction sails appeared first on Offshore Energy .
After completing installation on the first vessel in January, Spanish automated wind-assisted propulsion system specialist bound4blue has installed four 24-meter eSAIL suction sails on the second of the planned five tankers owned by Danish Maersk Tankers. Maersk’s 29,445 gwt medium-range (MR) tanker Maersk Tahiti was fitted with the ‘plug and play’ eSAILs at Chengxi Shipyard in Jiangyin, China, which will help it to slash emissions, achieve double-digit fuel savings, and enable simpler regulatory compliance, bound4blue reported. In total, 20 units will be installed on five Maersk MR tankers, markingbound4blue’s largest ever single agreement. The first installation, on board the Maersk Trieste,was completed in January. “The agreement with Maersk Tankers reflects the wider scaling up of wind power adoption across the industry. Wind, and particularly suction sail technology, delivers massive advantage in both environmental and commercial contexts, and appreciation of this reality is blossoming,”said bound4blue CEO and Co-FounderJosé Miguel Bermúdez. “It marks an opportunity for us, of course, but more than that it demonstrates a chance for forward thinking owners to simplify an increasingly complex regulatory and operating environment with proven technology and a free – and freely available – power source.” The Spanish firm explains that the autonomous eSAILs work by drawing air across an aerodynamically optimized surface to generate lift up to seven times greater than conventional rigid sails of a comparable size. The system reduces engine load, delivering compelling fuel and CO₂ savings while improving Carbon Intensity Indicator (CII) ratings. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
Il progetto non potrà però decollare se non verrà parallelamente sbloccato il finanziamento Pnrr-Pnc da 180 milioni dedicato alla stazione di Servola Trieste – La gara per [...] L'articolo Consalvo annuncia: “Prima di fine anno la gara per realizzare il Molo VIII del porto di Trieste” proviene da Shipmag .