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Porti & ambiente — le notizie raccolte

Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 4854 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.

Articoli per area ambientale
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Hitachi Energy wins €770M contract for first Europe-Africa interconnector
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-06-25 📍 Trapani en
Hitachi Energy has secured a contract worth approximately €770 million for the construction of […] The post Hitachi Energy wins €770M contract for first Europe-Africa interconnector appeared first on Offshore Energy .
Hitachi Energy has secured a contract worth approximately €770 million for the construction of converter stations for the submarine power interconnection between Italy and Tunisia. The Elmed project will be the first direct current connection between Europe and Africa and will run from the Partanna electrical substation in Sicily and the Mlaabi substation on the Tunisian Cap Bon peninsula, for a total length of 220 kilometers, of which 200 is undersea cable. The bi-directional link will have a capacity of 600 MW and a maximum depth of approximately 800 meters, along the Strait of Sicily. Hitachi Energy will construct two converter stations, one in Italy in Partanna, in the province of Trapani, and the other in Mlaabi, in the Menel Temime area, in Tunisia, as well as deliver system studies, design and engineering, supply, installation supervision, and commissioning. Other companies in the consortium, including D’Agostino Costruzioni Generali for the Partanna station and Orascom Construction SAE for the Mlaabi station, will mainly carry out civil works as well as electromechanical installations and auxiliary systems. Italy’s transmission system operator (TSO) Terna and Tunisian counterpart STEGselected Prysmianfor the construction of the submarine power interconnection in September 2025, with the cable laying vessel (CLV)Monna Lisato carry out the installation. Of the total €1,420 million investment for the electricity link, €307 million has been allocated by the European Commission through the Connecting Europe Facility (CEF) grant program managed by CINEA. This marks the first time the European Union has financed a project involving a non-member country. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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Saline sito Unesco, il porto alza il muro: “Rischio nazionale per energia e lavoro” - TP24.it
📰 TP24.it 📅 2026-05-07 📍 Trapani it
Saline sito Unesco, il porto alza il muro: “Rischio nazionale per energia e lavoro” TP24.it
07/05/2026 06:00:00 Si alza l’asticella dello scontro sulla candidatura MAB UNESCO delle saline di Trapani, Paceco e Marsala. E adesso, secondo gli operatori portuali, il problema non riguarda più soltanto Trapani ma interessi nazionali legati a energia, investimenti e occupazione. Da una parte il Ministero dell’Ambiente prova a rassicurare: nessun vincolo diretto sul porto. Dall’altra il fronte della portualità trapanese replica con un documento durissimo, sostenendo che il vero rischio sono gli effetti indiretti su autorizzazioni, opere strategiche e sviluppo industriale. Il caso nasce dall’allargamento della perimetrazione della candidatura UNESCO anche ai centri storici. E qui Trapani presenta una particolarità: il porto è fisicamente dentro il tessuto urbano. Di conseguenza, parte dell’area portuale finirebbe nella “transition area” del programma MAB, cioè la zona destinata alle attività produttive e allo sviluppo economico sostenibile. Il Ministero, con una nota inviata i primi di maggio ad Asamar Sicilia, Assiterminal, Corpo Piloti, Gruppo Ormeggiatori, Soluzioni e Servizi e Riccardo Sanges, e per conoscenza a Prefetto, Comune, Autorità portuale, Capitaneria e Comitato promotore della candidatura, prova a spegnere le tensioni. Il documento firmato da Francesco Tomas, presidente del Comitato Tecnico Nazionale MAB UNESCO, chiarisce che il riconoscimento non introduce automaticamente vincoli assimilabili a quelli delle aree protette tradizionali e che il porto potrebbe continuare a operare. Ma è proprio qui che gli operatori portuali contestano il quadro, e ribadiscono la loro ferma richiesta di bocciare la candidatura. Una prima segnalazione inviata al Ministero il 28 aprile, il cluster della portualità trapanese risponde con una lunga controrelazione firmata da Assiterminal, Assologistica, Somet, Gruppo Barraco-I.M.A., Soluzioni e Servizi Ambientali, Riccardo Sanges, Sikania Shipping, Di Girolamo Carpinteri Agency, Segemar, Rallo Shipping, MedIsole, CAT, Comitato Saline Comuni, Agenzia Marittima Raccomandataria Morana Luigi Srl e Asamar. Nel documento gli operatori sostengono che il MAB, pur non creando nuovi vincoli diretti, agirebbe come una forma di “soft law”, cioè un sistema capace di influenzare autorizzazioni, valutazioni ambientali e pianificazione futura. Ed è qui che entrano in gioco le opere considerate strategiche per la sopravvivenza e la crescita dello scalo. Vengono citati dragaggi portuali, che potrebbero subire verifiche ambientali più rigide e tempi più lunghi; il waterfront e le nuove banchine lato nord-ovest; la nuova stazione marittima; le opere legate alla viabilità e all’ultimo miglio logistico; fino ai progetti collegati all’eolico offshore davanti alla costa trapanese. Secondo gli operatori, il rischio è che ogni investimento debba passare attraverso procedure più complesse, con aumento dei costi, allungamento dei tempi e maggiore incertezza. Una situazione che, in un sistema portuale in concorrenza con altri scali, potrebbe tradursi in perdita di traffici e disincentivo agli investimenti. Il passaggio più duro riguarda proprio l’energia. Gli operatori parlano apertamente di possibili effetti negativi sui progetti offshore e sulla transizione energetica nazionale, sostenendo che eventuali irrigidimenti ambientali potrebbero scoraggiare investimenti da centinaia di milioni di euro e mettere a rischio centinaia, se non migliaia, di posti di lavoro diretti e indiretti. Il Ministero, intanto, insiste sulla necessità di coinvolgere maggiormente territori e stakeholder e apre a ulteriori valutazioni sul perimetro. Ma ormai lo scontro ha superato i confini locali: ambiente contro sviluppo non basta più a spiegare una partita che adesso tocca anche industria, logistica, energia e occupazione.
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Trapani, nave fermata in porto per gravi carenze sulla sicurezza: 13 irregolarità e sanzione - QdS
📰 QdS 📅 2026-04-25 📍 Trapani it
Trapani, nave fermata in porto per gravi carenze sulla sicurezza: 13 irregolarità e sanzione QdS
Nella sera di venerdì 24 aprile, una nave cargo battente bandiera panamense è stata fermata presso la banchina Isolella del porto di Trapani per gravi irregolarità. A seguito di una approfondita ispezione sono state riscontrate violazioni in materia di sicurezza e tutela ambientale. L’operazione è stata coordinata dalla direzione marittima di Palermo ed è stata condotta dal nucleo Port state control della capitaneria di porto di Trapani. Le irregolarità della nave al porto di Trapani Il mercantile proveniva da Sousse (Tunisia) ed era impegnato in operazioni di carico e scarico container. Durante l’ispezione condotta dal nucleo sono state riscontrate 13 irregolarità, alcune delle quali talmente importanti da disporre il fermo amministrativo immediato. Inoltre, è stata comminata una sanzione di 14 mila euro per la violazione del decreto legislativo n. 71 del 2015. Sono state rilevate diverse carenze riguardanti l’applicazione delle normative internazionali sulla sicurezza a bordo e sulla tutela dell’ambiente marino e il malfunzionamento di alcune luci di emergenza, essenziali per un adeguato impiego delle zattere di salvataggio. Inoltre, le criticità più evidenti riguarderebbero anche l’inadeguata formazione dell’equipaggio in vista di situazioni di emergenza. Il fermo amministrativo fino a nuova ispezione della nave La nave cargo non potrà lasciare, per ora, il porto di Trapani e resterà sotto fermo amministrativo. Sarà necessaria un’ulteriore ispezione da parte della guardia costiera che verificherà la risoluzione delle irregolarità accertate. Tali difformità saranno corrette sotto la supervisione dell’autorità di bandiera e degli ispettori del registro di classifica. Si tratta di attività di controllo – la seconda di quest’anno per la capitaneria – afferenti alle verifiche internazionali sulle navi mercantili e commerciali, che mirano a verificare l’idoneità dello stato di lavoro e delle condizioni di vita del personale a bordo e a salvaguardare l’ambiente marino da eventuali inquinamenti. Infine, tali operazioni hanno l’obiettivo di garantire elevati standard di sicurezza della navigazione. Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram
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