Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 4854 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.
"È un risultato importante perché si basa su uno degli indicatori di produttività più rilevanti per il nostro settore" L'articolo Casciano (Vado Gateway) allarga alla community il merito del Container Port Performance Index proviene da Shipping Italy .
“Il ritorno del porto di Savona – Vado al vertice della classifica italiana del Container Port Performance Index 2025 rappresenta un riconoscimento significativo per l’intera comunità portuale e per tutti gli attori che contribuiscono con il loro lavoro quotidiano all’efficienza operativa dello scalo”.
Con queste parole Santi Casciano – amministratore delegato Vado Gateway, il terminal container di Savona – Vado ha commentato il piazzamento dello scalo (51° e primo fra gli italiani) nel The Container Port Performance Index 2025, appena pubblicato dalla Banca Mondiale: “È un risultato importante perché si basa su uno degli indicatori di produttività più rilevanti per il nostro settore, vale a dire il tempo effettivo di permanenza di una nave in porto, un parametro che rappresenta non solo un indicatore della produttività dei porti, ma anche un elemento determinante per la resilienza e l’affidabilità delle catene logistiche globali in un contesto caratterizzato da forti tensioni geopolitiche e ridefinizione delle rotte marittime internazionali” ha aggiunto il manager.
“Come unico terminal contenitori del porto di Savona-Vado siamo orgogliosi di aver contribuito a questo risultato, a dimostrazione della validità del percorso intrapreso da Vado Gateway dall’avvio dell’operatività avvenuto nel febbraio 2020. Una traiettoria di crescita fatta di investimenti e sviluppo delle competenze che, in pochi anni, hanno consentito al Container Terminal di Vado Ligure di assumere un ruolo importante nella geografia terminalistica internazionale. Il ritorno di Savona – Vado al vertice della classifica italiana del Container Port Performance Index rappresenta per noi uno stimolo a proseguire lungo questa rotta, continuando a lavorare insieme alle istituzioni e a tutti gli stakeholder del cluster portuale per rafforzare il ruolo di Vado Gateway come hub portuale e logistico strategico nel Mediterraneo, creando valore per il territorio, i clienti e l’intero sistema logistico nazionale” ha chiuso Casciano.
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Delega da Upi a Olivieri per la portualità: "Prioritario evitare processi decisionali troppo distanti dai contesti locali" L'articolo Savona alla guida delle Province italiane per la riforma portuale proviene da Shipping Italy .
Nel corso della seduta del Comitato Direttivo dell’Unione delle Province d’Italia è stata formalizzata la delega alla portualità al presidente della Provincia di Savona, Pierangelo Olivieri.
Lo ha spiegato una nota della Provincia di Savona: “Il nuovo incarico sancisce il ruolo nel seguire, a livello nazionale, i principali dossier del settore, a partire dal processo di riforma del sistema portuale italiano. L’Upi è già coinvolta nei tavoli tecnici attivati in sede di Conferenza Stato-Regioni, con l’obiettivo di consentire anche alle Province di accompagnare il percorso di riforma in modo costruttivo e orientato alle soluzioni, nell’ambito del confronto istituzionale con Governo e Parlamento, in vista dell’avvio dell’iter parlamentare”.
Il provvedimento, punta a rafforzare la competitività del sistema portuale nazionale, superando frammentazioni amministrative e disomogeneità programmatorie che hanno storicamente rallentato la realizzazione delle opere. In questo contesto, il sistema delle province intende contribuire alla discussione sul riordino della legge 28 gennaio 1994, n. 84.
“Tra le priorità, emerge la necessità di evitare processi decisionali troppo distanti dai contesti locali, che potrebbero ridurre la capacità di risposta alle specificità infrastrutturali, operative e produttive dei singoli scali. Al contempo, risulta fondamentale chiarire il rapporto tra il nuovo quadro strategico nazionale e gli strumenti di pianificazione locale – quali i Documenti di Pianificazione Strategica di Sistema, i Piani regolatori portuali e gli Accordi di programma – al fine di prevenire sovrapposizioni e incertezze attuative” ha proseguito la nota.
Nell’ottica dell’Unione delle province “particolare attenzione è inoltre rivolta al tema della classificazione dei porti in relazione alla rete Ten-T, che potrebbe penalizzare scali non core ma strategici per specifiche filiere industriali e per l’equilibrio dei sistemi logistici regionali. L’obiettivo è quello di elaborare proposte migliorative equilibrate, realistiche e attuabili, capaci di valorizzare gli elementi positivi del provvedimento e, al contempo, di correggerne le criticità”.
“L’ambito della portualità e della blue economy è ritenuto meritevole di un’attenzione particolare da parte della nostra associazione, quale leva strategica per la valorizzazione e lo sviluppo delle diverse piattaforme logistiche” ha dichiarato Olivieri.
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Il traghetto è già predisposto per l’alimentazione elettrica in porto: può trasportare fino a 2.000 passeggeri e oltre 600 veicoli L'articolo Corsica Sardinia Ferries, arriva Mega Serena: nuova nave per Sardegna e Baleari proviene da Shipmag .
Il traghetto è già predisposto per l’alimentazione elettrica in porto: può trasportare fino a 2.000 passeggeri e oltre 600 veicoli
Vado Ligure – Ha preso il largo la nuova Mega Serena, entrata ufficialmente nella flotta di Corsica Sardinia Ferries. La nave opererà sulle linee verso Corsica, Sardegna e Baleari, affiancando le altre unità della compagnia.
Con una stazza di circa 39.200 tonnellate, Mega Serena può trasportare fino a 2.000 passeggeri e oltre 600 veicoli. La nave è dotata di tecnologie moderne per sicurezza, sostenibilità e prestazioni.
Tra le novità più importanti c’è la predisposizione al sistema “shore to ship”, che consentirà il collegamento elettrico da terra durante la sosta nei porti. Una soluzione che permetterà di ridurre emissioni, rumori e vibrazioni, contribuendo a rendere più sostenibili le attività portuali. “L’ingresso della Mega Serena rappresenta un passo importante per la nostra crescita e conferma l’impegno per un servizio efficiente, sicuro e attento all’ambiente”, ha dichiarato Sébastien Romani, amministratore delegato della compagnia. “Questa nuova unità ci permetterà di migliorare l’offerta per i clienti e affrontare con ancora più forza le sfide del mercato”.
Dai controlli della capitaneria di Porto emerse gravi irregolarità strutturali e criticità ai sistemi di emergenza di bordo L'articolo Nave arriva sbandata in porto a Savona, fermata per Port State Control proviene da Shipping Italy .
La Capitaneria di Porto di Savona è intervenuta, con il nucleo Port State Control nella sua attività di monitoraggio e controllo, su una nave mercantile battente bandiera olandese, che era giunta agli ormeggi nel porto ligure in condizioni di evidente criticità. Come spiega la nota della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Savona, durante la navigazione di trasferimento verso lo scalo, dove avrebbe dovuto effettuare le normali operazioni di sbarco merci, la nave si è imbattuta in una forte perturbazione meteo-marina che le ha procurato problematiche per lo spostamento del carico nelle stive e conseguentemente per la sua stabilità, costringendola a entrare in porto ‘sbandata’.
Gli ispettori Psc considerata la situazione sono saliti a bordo per un’ispezione addizionale straordinaria per ricostruire con esattezza le dinamiche dell’evento in mare e verificare la piena rispondenza del mercantile agli standard fissati dalle convenzioni internazionali sulla sicurezza della navigazione.
L’esito delle verifiche tecniche ha confermato i sospetti degli ispettori evidenziando diverse non-conformità strutturali e procedurali. Alcune tra queste sono state classificate come particolarmente gravi, poiché interessavano direttamente i sistemi di sicurezza e gli apparati di emergenza di bordo.
La Capitaneria di Porto, a fronte di questi rilievi, ha emanato un provvedimento di detenzione, bloccando la nave in porto. Il fermo amministrativo rimarrà in vigore fino a quando nella nave non saranno state integralmente eliminate tutte le anomalie riscontrate. Solo un successivo esame da parte del Nucleo Psc, conclude la nota, che certifichi il rientro nei parametri di sicurezza, consentirà al cargo olandese di ottenere il nulla osta alla partenza.
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Niente da fare. Il sottosegretario all’Economia Federico Freni si è ritirato dalla corsa alla presidenza della Consob. “Faccio un passo indietro”, ha annunciato il leghista a Repubblica. Freni avrebbe già comunicato la sua decisione alla premier Giorgia Melon…
Niente da fare. Il sottosegretario all’Economia Federico Freni si è ritirato dalla corsa alla presidenza della Consob. “Faccio un passo indietro”, ha annunciato il leghista a Repubblica. Freni avrebbe già comunicato la sua decisione alla premier Giorgia Meloni, al titolare del Tesoro Giancarlo Giorgetti e al leader del suo partito Matteo Salvini. “È una decisione sua. Posso dire di essere contento, così almeno continua a lavorare con noi…”, ha dichiarato il ministro Giorgetti rispondendo ai giornalisti alla Camera.
L’indicazione di Freni alla presidenza dell’Autorità che vigila sulla Borsa, in sostituzione di Paolo Savona (nominato dal governo Conte-1 nel 2019), era trapelata già nel mese di gennaio scorso. Quando la nomina sembrava a un passo, però, tutto si è complicato per uno scontro politico all’interno del centrodestra. A mettersi di traverso è stato il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani: “Consob non può essere parte di una lottizzazione politica. Per la delicatezza della situazione serve un candidato autorevole, non espressione di un partito”, ha dichiarato il ministro degli Esteri. La corsa verso la presidenza si era ulteriormente complicata ad aprile quando si è fatta strada anche una possibile valutazione legale sul cambio di ruolo e poi il guaio dell’indagine delle autorità Ue sull’indipendenza delle autorità nazionali.
Adesso, pertanto, si riapre la partita per la presidenza della Consob. Matteo Salvini raggiunto più volte dai cronisti nel Transatlantico della Camera in occasione del question time, ha evitato di rispondere alle domande sul caso, fino a sbottare: “Ragazzi, oggi non parlo…“. Il nervosismo del leader leghista, osserva a mezza voce un esponente di primo piano della maggioranza che segue il dossier nomine fin dall’inizio, vale più di molte dichiarazioni. Secondo questa lettura, Freni avrebbe deciso di farsi da parte anche perché sarebbe venuto meno il sostegno decisivo di Fratelli d’Italia e della premier Giorgia Meloni. “Da persona di grande responsabilità ed elevato senso istituzionale, Federico Freni ha preso atto della situazione e ha scelto di sfilarsi dalla corsa per la presidenza della Consob. In questo modo, Freni dimostra di non voler creare problemi al governo, all’Authority e al Paese”, fanno sapere fonti del Carroccio.
Forza Italia, che non ha mai nascosto il proprio veto sul nome di Freni, ribadisce la sua posizione attraverso il portavoce nazionale Raffaele Nevi: “La Consob è importante e dobbiamo trovare una figura autorevole, forte e credibile, che sia al di sopra della dinamica politica”. “La nostra obiezione – precisa Nevi – non è a Freni a ma a una figura politica alla guida dell’Autority, fosse stato un altro nome sarebbe stato lo stesso”. Alla domanda se domani la nomina andrà in Cdm, il portavoce degli azzurri risponde: “Dipende dalla premier, è lei che istruisce”. I nodi da sciogliere, pertanto, rimangono ancora tanti.
Sul nuovo Sla Baltic Sea saranno impiegate navi con capacità tra i 4.200 e i 5.000 Teu L'articolo Maersk avvia una linea tra Mediterraneo e Baltico con scalo anche a Vado Ligure proviene da Shipping Italy .
Sul nuovo Sla Baltic Sea saranno impiegate navi con capacità tra i 4.200 e i 5.000 Teu
Maersk avvierà dalla prossima settimana un nuovo servizio container tra Mediterraneo e Baltico, che in Italia toccherà il porto di Vado Ligure e nel complesso farà perno sull’hub di Tanger Med in Marocco.
Il nuovo Sla Baltic Sea – attivo precisamente dall’11 maggio – raggiungerà nell’ordine Tanger Med, Gdansk, Bremerhaven, Vado Ligure, Port Said, Alexandria, Tanger Med, completando la rotazione in 35 giorni. Sulla linea – scrive Linerlytica – saranno impiegate cinque navi con capacità tra i 4.200 e i 5.000 Teu. Il debutto toccherà alla Maersk Makutu, da 4.822 Teu, che salperà da Tangeri per il primo viaggio il prossimo 11 maggio.
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Le cinque navi del gruppo hanno raggiunto una “eccellente capacità di utilizzo” anche sulle rotte di backhaul verso il Centro America L'articolo Buono l’andamento dello shipping di Orsero nel 2025, ma pesa il rischio carburante proviene da Shipping Italy .
Il 2025 si è rivelato un anno positivo per il gruppo Orsero, in quanto caratterizzato “da un aumento sia dei volumi che dei prezzi”, senza peraltro che le attività abbiano sofferto per effetto dei dazi statunitensi. A trainare i risultati – si legge nella relativa Relazione Finanziaria- è stata l’ottima performance del settore Distribuzione, che ha tra i suoi punti di forza il mix di prodotto e la solidità nelle diverse geografie di riferimento.
Un ruolo importante nelle attività del gruppo – nonostante il peso limitato in termini di ricavi, circa il 10% – è stato quello giocato ancora una volta dalla divisione Shipping, dove Orsero opera tramite la controllata Cosiarma, attiva con una flotta di cinque navi (le quattro Cale Rosse, di proprietà, e una quinta unità a noleggio) sulle rotte verso Setubal-Lisbona, Tarragona e Vado Ligure, e tramite Orsero Costa Rica, a sua volta al 100% della prima, effettuando il trasporto marittimo delle banane ed ananas di produzione centroamericana.
La divisione, si legge, ha infatti “realizzato una buona performance con ricavi stabili e marginalità in aumento rispetto al 2024”. Nel dettaglio, i primi sono stati pari a 115,252 milioni di euro (in lieve flessione sui 116,048 milioni del 2024 e a fronte del miliardo e 700 milioni circa toccato a livello di gruppo), mentre l’Ebitda rettificato è cresciuto a 25,277 milioni (dai precedenti 22,176 milioni).
A dare un contributo positivo alla performance sono stati “i buoni livelli di volumi trasportati”, con un “eccellente” (benché non precisato) load factoring, raggiunto sia per quel che riguarda la frutta, diretta via reefer verso i mercati europei, sia per i container dry nelle rotte di backhaul verso il Centro America, con una “eccellente capacità di utilizzo per la quasi totalità dei viaggi”. In particolare il documento rileva un aumento della redditività sui viaggi di ritorno, dove le navi di Orsero trasportano merci varie, inclusi materiali da costruzione. Il noleggio della quinta nave inoltre “ha allungato da 28 a 35 giorni i tempi del round-trip consentendo risparmi di carburante e minori stress delle unità navali e l’ampliamento della base clienti”.
Questi risultati sono stati raggiunti nonostante il “contesto dei noli marittimi competitivo” e i “costi operativi elevati”, legati anche alla manutenzione in bacino delle navi Cala Palma e Cala Pedra che hanno portato il gruppo a noleggiare temporaneamente una sesta unità per il mantenimento del servizio settimanale.
Altri costi elevati sono stati rappresentati prevedibilmente dalle spese per il carburante (che nel 2025 ha pesato per il 33,14 % sui ricavi del settore Shipping, dal 35,05% dell’esercizio precedente). La presenza nei contratti di trasporto di frutta via reefer della clausola Baf (Bunker Adjustment Factor) e in generale (in quelli reefer e dry) di meccanismi di recupero dei maggiori costi legati alle recenti normative ambientali europee (Ets, Fuel Eu etc) ha tuttavia fatto sì che, nel periodo, il conto economico non risultasse impattato da questi fattori.
Il rischio carburante resta comunque uno dei più importanti per la divisione, ed è anzi ritenuto ad “alta probabilità di accadimento” e ad “alta rilevanza”. Oltre alla stipula di contratti con Baf, il gruppo cerca di mitigarlo tramite stipula di contratti di hedging per una parte dei propri consumi di bunker. Tuttavia, si legge nella relazione, pubblicata a metà di marzo, “la situazione di rischio a livello ‘macro’ è sicuramente aumentata con riferimento agli anni precedenti specialmente per effetto dei rischi geopolitici globali che impattano direttamente sulle valutazioni di un bene quale il petrolio”.
Da rilevare che nel documento si cita anche il rischio connesso alla attività di trasporto ‘conto terzi’, che rappresenta il 59% del totale, in particolare per possibili mancati rinnovi dei contratti (solitamente di durata annuale) da parte dei clienti o di rinnovi a condizioni peggiorative, considerato di ‘media rilevanza’ data la ridotta base clienti di Cosiarma “in virtù del mercato in cui opera”. Altre criticità citate nella reazione in connessione con il business del trasporto via mare sono quelle legate alla manutenzione delle navi e in particolare alla possibile carenza di parti di ricambio, che Orsero ha spiegato di star anticipando aumentando i relativi livelli di stoccaggio.
Non è infine citata nella relazione, ma merita una menzione una nuova iniziativa logistica appena messa a segno dal gruppo. Tramite la controllata spagnola Hermanos Fernández López, Orsero ha infatti rilevato un nuovo polo logistico a Vigo, in Galizia.
Con la piattaforma, dotata di una superficie di 5mila metri quadrati, il gruppo ligure dell’agroalimentare punta in particolare a potenziare la sua presenza nel Nord Ovest della Penisola iberica e le connessioni con i porti dell’Atlantico.
F.M.
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