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Porto Marina di Pastena, la società: "Integrazioni al Ministero entro i termini, nuova autorizzazione paesaggistica già nel 2024. Si va avanti" SalernoToday
Continua il dibattito sul progetto del porto “Marina di Pastena” dopo gli approfondimenti e le presunte carenze che sarebbero state evidenziate dal Ministero dell'Ambiente. A prendere posizione è l'ingegnere Angelo Ilardi, amministratore delegato della società Polo Nautico e responsabile del progetto, che, ancora una volta, intende “fare chiarezza” dopo alcune notizie riportate dagli organi di stampa locale. “Nel quadro della procedura prevista dalla normativa per il riesame della Valutazione di Impatto Ambientale del progetto del porto turistico Marina di Pastena, è prevista una fase di interlocuzione aperta a tutti. Il pubblico ha avuto la possibilità di interagire formulando osservazioni. Ne sono pervenute circa 40, tutte da soggetti privati. A valle di tale processo, il Ministero dell'Ambiente ha quindi richiesto alla società Concessionaria una serie di precisazioni, approfondimenti, integrazioni in data 27 aprile. Fra le osservazioni pervenute, seppure oltre i termini previsti dalla normativa, vi è anche quella del Ministero della Cultura che richiede di integrare la Relazione Paesaggistica con ulteriori documenti”.
Le precisazioni
L'ingegnere Ilardi “la società concessionaria ha fornito al Ministero le dovute controdeduzioni a tutte le osservazioni ed ha definitivamente ottemperato, entro i termini prescritti, a tutte le integrazioni richieste con oltre 700 pagine di approfondimenti ed aggiornamenti. Il predetto dossier risponde anche alle richieste formulate dal Ministero della Cultura che correttamente non considera più valida la autorizzazione paesaggistica rilasciata nel 2012 perché è già stata rilasciata, ovviamente, la nuova Autorizzazione Paesaggistica nel 2024, che è tuttora in vigore. La diffusione di informazioni non corrette, cui assistiamo da qualche settimana, genera grande confusione. Gli organi di stampa, istituzioni e rappresentanti politici vengono strumentalmente disinformati. La polemica sul conflitto fra interesse pubblico e quello privato è completamente ribaltata. La verità è che è il porto turistico di Pastena a rappresentare l'interesse pubblico mentre le proteste rappresentano solo interessi privati. Le ragioni del no dono sempre legittime ma, con competenza e serietà, devono offrire serie risposte a tutti gli ambiti del progetto. Quello tecnico, il progetto è parte integrante del calcolo dell'equilibrio idraulico marittimo di tutto il litorale cittadino, la cui alterazione comporta un gravissimo danno, e rappresenta una valida opera di difesa stabile di un fragile tratto di costa. Quello sociale, il progetto porta in dote oltre 33mila mq di verde attrezzato ed oltre 20.000 mq di parcheggi e risolve definitivamente le storiche problematiche del quartiere di Pastena, un nuovo lungomare di oltre 600 metri nel mare e una grande piazza per eventi, tutti a libera fruizione pubblica in un contesto perfettamente integrato dal punto di vista ambientale e dotato di sistemi di produzione di energia rinnovabile. Quello economico, il progetto genera un evidente incremento dei valori immobiliari di tutto il tratto di lungomare interessato e di tutte le attività turistiche, di ristorazione e commerciali oggi presenti. Quello politico, il progetto genera nella città di Salerno un investimento di oltre 100 milioni di euro e diverse centinaia di nuovi posti di lavoro che la città non può concedersi il lusso di rinunciare. Per tutti questi motivi, siamo fortemente convinti della grande importanza di questo intervento pubblico e restiamo disponibili a valutare insieme alla pubblica amministrazione anche eventuali soluzioni migliorative che, nel quadro dell'equilibrio economico finanziario approvato, contemperino anche nuove sensibilità e nuove esigenze” conclude Ilardi.
Risultato record per la società genovese guidata dall'a.d. Luzzatto, che dice: "Stiamo accelerando la realizzazione del piano strategico al 2030" L'articolo Nel 2025 oltre 1 miliardo di fatturato e 39,7 milioni di utile per Rina proviene da Shipping Italy .
L’assemblea dei soci di Rina ha approvato oggi il bilancio 2025 che vede ricavi pari a 1,030 miliardi di euro (in aumento dell’11% rispetto al 2024) e un Ebitda adjusted pari a 155 milioni di euro (+12,5% rispetto al 2024, passando quindi dal 14,8% al 15% sui ricavi).
“L’utile netto del gruppo è salito a 39,7 milioni di euro, rispetto ai 30,4 milioni dell’anno precedente, e la leva finanziaria si conferma intorno a 1x. Inoltre, Rina continua a costruire il proprio futuro sostenendo la crescita dei ricavi di domani con un rapporto tra nuovi ordini acquisiti e ricavi superiore a 1,2x. Il trend positivo prosegue anche nel primo trimestre 2026, che Rina ha chiuso con ricavi gestionali a 246 milioni di euro (+2,7% rispetto allo stesso periodo 2025). La raccolta ordini è di circa 346 milioni di euro”.
Ugo Salerno, Presidente Esecutivo di Rina, ha dichiarato: “Il superamento del miliardo di ricavi testimonia la solidità di Rina: un’azienda capace di evolvere continuamente e determinata a proseguire il proprio percorso. Una crescita che intendiamo sostenere anche attraverso acquisizioni mirate a livello internazionale, focalizzate sui business a più alto potenziale strategico. Questo risultato è il frutto di un percorso costruito nel tempo, fondato sulle persone, sulle competenze e sulla capacità di trasformarsi in un contesto in continua evoluzione. Risultati come questi confermano la capacità del Gruppo di cogliere le opportunità del mercato e trasformarle in sviluppo e valore di lungo periodo”.
Carlo Luzzatto, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rina, ha commentato: “Stiamo accelerando la realizzazione del piano strategico al 2030, consolidando l’impegno del Gruppo nelle iniziative legate all’innovazione, che rappresenta da sempre una caratteristica distintiva di Rina. In questo percorso si inserisce anche l’acquisizione di Foreship, che ha rappresentato un passaggio strategico per rafforzare ulteriormente le nostre competenze nel settore marine e dell’ingegneria navale, ampliando il nostro posizionamento internazionale. Sono molto orgoglioso dei risultati raggiunti fin qui grazie all’impegno corale di tutti i colleghi”.
L'ex attaccante di Salernitana e Crotone Nwankwo Simy ha parlato ai taccuini di TuttoC.
Simy: "Salerno è diventata una seconda casa per me. Crotone, piazza che mi ha dato tutto"
L'ex attaccante di Salernitana e Crotone Nwankwo Simy ha parlato ai taccuini di TuttoC.com delle due squadre in cui ha militato: "Dopo le stagioni vissute con i colori granata, Salerno è diventata una seconda casa per me. La porto nel cuore, la seguo con grande affetto. È stato certamente un periodo delicato, ma mi auguro che le cose migliorino presto già a partire da questo finale nei Playoff. Conosco bene il presidente, conosco bene la piazza: so che non vorranno mai deludere la loro gente. Ho sempre fatto e continuo a fare il tifo per la Salernitana, è un ambiente a cui sono profondamente legato.
Il Crotone è la piazza che mi ha dato tutto. È il posto dove sono cresciuto, dove sono stato accolto in Italia, dove ho mosso i passi più importanti della mia carriera. Un percorso diverso dalla mia storia, ma che porto dentro con grande orgoglio. I momenti belli sono stati tantissimi. Continuo a fare il tifo per il Crotone: è una seconda casa, e spero che i tifosi di questo ambiente, a cui sono molto legato, possano presto rivedere la loro squadra tornare protagonista".
"Ho trascorso tanti anni in Italia - ha concluso - ho girato mezza penisola, sono cresciuto e ho imparato moltissimo. Adesso sono qui in Arabia e devo ancora capire quale sarà il percorso nei prossimi anni. Non so cosa riserva il futuro. Ma l'Italia fa parte di me, è legata al mio vissuto in modo indissolubile. Per questo tutto è possibile. Non ho certezze, ma non chiudo nessuna porta".
Equilibrio tra import ed export, spinta dalle rotte d'oltreoceano e successo della catena del freddo: l'hub campano punta alla soglia dei 500mila Teu annui L'articolo Settimana record per Salerno Container Terminal con 10.640 Teu e 21 navi proviene da Shipping Italy .
Un risultato storico è stato raggiunto dal Salerno Container Terminal nel corso della diciannovesima settimana dell’anno con la movimentazione di 10.640 Teu, grazie all’approdo e alla gestione di 21 navi.
I dati settimanali, informa una nota, evidenziano infatti un sostanziale equilibrio tra i container pieni sbarcati e quelli imbarcati con un’incidenza dei contenitori scarichi di solo il 15% totale tra sbarco e imbarco. Si conferma inoltre strategico il ruolo della catena del freddo, con il traffico dei container reefer che ha sfiorato il 10% dei volumi complessivi. Sul fronte dell’export, le merci in uscita dal terminal salernitano hanno trovato come sbocco principale il mercato del Nord America, che da solo assorbe il 38% delle spedizioni, seguito dall’area del Mediterraneo con il 25% e dal Nord Europa con il 20%.
Questo risultato settimanale si inserisce in quadro previsionale positivo: secondo la società, infatti, è realisticamente prevedibile una movimentazione complessiva per l’anno in corso compresa tra i 430.000 e i 450.000 Teu. Se confermato, questo target segnerebbe una crescita dei volumi fino all’8% rispetto ai 416.000 Teu registrati l’anno precedente.
Il presidente di Sct, Agostino Gallozzi, ha spiegato che questi numeri confermano la validità delle scelte operative, dell’innovazione e degli investimenti infrastrutturali messi in campo nell’ultimo periodo per sostenere la capacità produttiva del terminal, anche in vista di sviluppi futuri. Gallozzi ha inoltre evidenziato una prospettiva ancora più ambiziosa: il picco rilevato in questa settimana record dimostra che, se i flussi venissero proiettati teoricamente su base annua, il terminal nella sua configurazione attuale ha già la capacità di gestire e superare il traguardo dei 500.000 Teu.
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Navi da crociera e inquinamento a Salerno: esposti di Italia Nostra Agro 24
Torna al centro del dibattito il tema dell’inquinamento provocato dalle navi da crociera nel porto di Salerno. L’associazione Italia Nostra ha presentato esposti al Comune e alla Polizia Municipale dopo le segnalazioni dei residenti del lungomare, costretti spesso a chiudersi in casa a causa di fumi e gas di scarico provenienti dalle imbarcazioni in sosta.
Negli ultimi anni il porto salernitano ha registrato una forte crescita del traffico crocieristico, ma insieme all’aumento dei turisti cresce anche la preoccupazione per l’impatto ambientale delle grandi navi.
Secondo quanto evidenziato, durante la permanenza in porto le imbarcazioni continuano a mantenere accesi i motori per alimentare i servizi di bordo, producendo emissioni considerate altamente inquinanti.
A riaccendere la polemica sono state anche alcune immagini pubblicate sui social da Gianpaolo Lambiase, che mostrano dense emissioni di fumo provenienti da una nave attraccata nello scalo cittadino.
Residenti e associazioni chiedono ora maggiori controlli e interventi concreti per limitare l’impatto ambientale del traffico crocieristico sulla città.
Il presidente Agostino Gallozzi: "Quest'anno puntiamo a chiudere tra i 430mila e 450mila teu" L'articolo Salerno Container Terminal, settimana record con 21 navi e 10.640 teu movimentati proviene da Shipmag .
Navi da crociera nel porto di Salerno, inquinamento ambientale: esposti di Italia Nostra - Salernonotizie.it Salerno Notizie
StampaInquinamento navi da crociera: via agli esposti.Italia Nostra– come riporta, anche in prima pagina, il quotidiano “La Città” oggi in edicola – ha presentato lesegnalazioni al Comune e alla Municipale:fumi egas di scaricocostringono i residenti in casa Ilporto di Salernoha vissuto negli ultimi anni una crescita significativa nelsettore crocieristico. Eppure, quando una di queste gigantesche imbarcazioni entra in rada con i motori accesi, costretta a tenerli in funzione per garantire energia a bordo anche durante la sosta, l’aria sullungomarecambia letteralmente. Ogni volta che una di queste colossali strutture entra in porto, infatti, porta con sé qualcosa di invisibile ma pesante: una nube di emissioni inquinanti che, secondodiversi studi scientifici, supera in molti casi quelle prodotte da decine di migliaia di automobili messe insieme. Le immagini eloquenti,postate su Facebookdall’ex assessore provinciale,Gianpaolo Lambiase, non lasciano spazio ad altri commenti: il fumo che esce dalla ciminiera di una nave in sosta, è piuttosto eloquente.
📰 Sbircia la Notizia Magazine📅 2026-04-30📍 Salernoit
Porto di Pastena, il MASE chiede integrazioni alla VIA: cosa cambia per il progetto Marina di Pastena a Salerno Sbircia la Notizia Magazine
La ricostruzione completa
Il fascicolo di Pastena va letto senza scorciatoie. La richiesta ministeriale lascia aperto il procedimento, esclude un via libera automatico e sposta il baricentro sulle prove tecniche che il proponente dovrà produrre. In un’opera costiera nata molti anni fa, la domanda centrale diventa questa: il progetto fotografato dagli studi originari regge ancora il contesto ambientale e urbano del 2026?
Nota tecnica: questa ricostruzione distingue la fase istruttoria della VIA dall’autorizzazione finale. La cantierizzazione potrà essere valutata solo dopo la chiusura dei passaggi ambientali e amministrativi necessari.
Che cosa ha chiesto il MASE e perché il passaggio pesa
La richiesta di integrazioni riguarda la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale del progetto denominato Porto Turistico Marina di Pastena sul lungomare Colombo del comune di Salerno. Il fascicolo ministeriale, secondo la scheda pubblica del portale VIA del MASE, parte dall’istanza presentata il 7 luglio 2025, passa dalla richiesta di perfezionamento documentale del 21 luglio 2025, registra la ricezione degli atti perfezionati il 18 agosto 2025 e apre la consultazione pubblica il 9 febbraio 2026, con termine per le osservazioni fissato al 10 aprile 2026.
Il valore del passaggio sta nella natura degli approfondimenti richiesti. Il Ministero chiede di aggiornare il quadro conoscitivo e progettuale alla luce del tempo trascorso, delle trasformazioni del contesto territoriale e dello stato attuale dell’ambiente marino. La formulazione istituzionale della Regione Campania, rilanciata anche da ANSA, converge sul punto essenziale: molti studi alla base del dossier risultano datati e devono misurarsi con cambiamenti climatici, dinamiche costiere e assetto urbano reale.
Il nodo delle ventisette integrazioni
La nostra verifica sul fascicolo colloca la richiesta nella fase successiva alla consultazione pubblica, quindi nel momento in cui osservazioni, pareri e documentazione progettuale vengono portati dentro la stessa matrice valutativa. Il numero operativo dei rilievi, ventisette integrazioni, trova riscontro nelle ricostruzioni locali de La Città di Salerno e di SalernoNotizie, con un elemento che merita attenzione: la Commissione tecnica va oltre il chiarimento formale e sollecita un riallineamento del progetto al contesto aggiornato.
Questo significa che la partita non si gioca su una correzione marginale. Una procedura VIA solida deve poter leggere batimetrie, circolazione marina, sedimentazione, interferenze con la costa, accessibilità, traffico indotto e compatibilità paesaggistica dentro un quadro attuale. Quando un progetto nasce in un ciclo amministrativo molto lungo, il dato storico resta utile solo se viene tradotto in una fotografia ambientale nuova.
Che cosa prevede il progetto Marina di Pastena
Il progetto pubblico del promotore Polo Nautico, nella scheda del sito Porto di Pastena, descrive una marina urbana con 450 posti barca per imbarcazioni fino a 21 metri e profondità massima indicata in 3,5 metri. Accanto alla funzione nautica sono previsti servizi turistico-commerciali, attività ricettive, residenze, un nuovo albergo, una piazza sul mare, percorsi di affaccio e un sistema di sosta che nelle comunicazioni del proponente viene quantificato in circa 750 posti auto e circa 350 box, oppure sintetizzato come oltre 1.095 soluzioni tra stalli e box.
La dimensione urbanistica spiega perché la VIA sia centrale. Pastena ospiterebbe un approdo ampliato e una trasformazione del fronte mare orientale di Salerno. Le opere a terra incidono su accessi, percorrenze pedonali, relazione con il lungomare Colombo e uso collettivo della fascia costiera. Le opere in mare incidono sulla dinamica del litorale e sulla qualità del bacino. Separare questi due piani renderebbe l’analisi più comoda, ma meno aderente alla natura reale dell’intervento.
La lunga storia amministrativa del porto
Il dossier non nasce nel 2026. Gli atti regionali ricostruiscono un percorso avviato con il bando pubblicato in sede europea nel 2004, il protocollo d’intesa tra Regione Campania e Comune di Salerno del 30 luglio 2004 e la proposta in project financing presentata dal promotore Polo Nautico. Nel 2006 la Regione riconosce l’interesse pubblico della proposta dopo la valutazione della commissione tecnica. Il 10 settembre 2012 un comunicato istituzionale segnala l’approvazione del progetto definitivo e colloca l’intervento dentro il più ampio sistema delle infrastrutture marittime salernitane.
Questa sequenza chiarisce il punto più delicato. Un’opera può avere una storia amministrativa favorevole e restare comunque obbligata a una verifica ambientale aggiornata. Il passare del tempo mantiene gli atti precedenti dentro il fascicolo e impone di misurare l’intervento con la costa di oggi, con gli usi attuali del quartiere e con un quadro climatico più severo rispetto a quello in cui furono costruite molte valutazioni originarie.
Perché le osservazioni del territorio entrano nel cuore della VIA
Le osservazioni di cittadini, cittadine e comitati locali hanno un peso tecnico quando mettono in evidenza criticità verificabili. Nel caso di Pastena, le istanze pubbliche riguardano accessibilità del litorale, equilibrio tra nuova infrastruttura e spazi liberi, carico viario, impatto paesaggistico, qualità dell’ambiente marino e coerenza con la presenza di altre infrastrutture portuali lungo la costa salernitana. La procedura VIA serve proprio a trasformare il conflitto territoriale in domande misurabili.
L’assessora Pecoraro ha inserito il tema della partecipazione dentro il perimetro dell’interesse pubblico. La lettura istituzionale è rilevante perché sposta il confronto dalla contrapposizione tra favorevoli e contrari alla qualità delle risposte tecniche. Un comitato non decide l’esito di una VIA, un promotore non lo determina da solo e l’amministrazione competente deve rendere tracciabile il percorso che porta alla valutazione finale.
Cosa può accadere ora nel procedimento
La richiesta di integrazioni apre una fase nella quale il proponente dovrà depositare elaborati aggiornati e controdeduzioni sulle osservazioni ricevute. Sul piano giuridico, la richiesta istruttoria non contiene un giudizio finale sul progetto. Produce però un effetto concreto: senza risposte adeguate, la Commissione VIA non può completare una valutazione fondata su dati sufficienti.
Il passaggio successivo dipenderà dalla qualità e dalla portata degli elaborati integrativi. Se le integrazioni modificheranno in modo sostanziale il quadro valutativo, potrà aprirsi una nuova finestra di consultazione sulle parti aggiornate. Se invece saranno lette come chiarimenti puntuali, il fascicolo proseguirà nel canale istruttorio ordinario. In entrambi i casi, la soglia decisiva resta la stessa: dimostrare la sostenibilità dell’intervento nel contesto reale del 2026.