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Porti & ambiente — le notizie raccolte

Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 4854 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.

Articoli per area ambientale
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“Contributi Sea modal shift inferiori dell’80% alla domanda delle imprese”
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-06-23 📍 Ravenna it Clima · decarbonizzazione
Necessario secondo Fiap destinare i proventi Ets all’incentivo, per il quale la domanda è stata di 240 milioni di euro a fronte di stanziamenti per 52,9 L'articolo “Contributi Sea modal shift inferiori dell’80% alla domanda delle imprese” proviene da Shipping Italy .
A fronte di un tetto massimo di contribuzione di 30 centesimi per veicolo/km, la prima annualità del Sea Modal Shift garantirà ai richiedenti solo 6 centesimi, dato il divario tra l’alto fabbisogno espresso dalle imprese dell’autotrasporto (pari a 240 milioni di euro) e la scarsa dotazione finanziaria dell’incentivo (52,9 milioni). Per questo, è necessario che alla misura siano destinati i proventi dell’Ets, come fissato in linea di principio dal Dl Bollette, non solo per il futuro ma con effetto anche sulle annualità già rendicontate. È questa, in estrema sintesi, la posizione espressa da Fiap a seguito di un riscontro ufficiale ottenuto dal Mit sul tema che porta la data del 15 giugno. Secondo la ricostruzione, per la prima annualità del Sms – ovvero quella 2023-2024 – il contributo spettante (calcolato sulla base degli imbarchi previsti, moltiplicati per il massimo di 0,30 euro/km, tetto fissato dalla Commissione Europea in base alla normativa in materia di Aiuti di Stato per il sostegno) ha evidenziato un fabbisogno di circa 240 milioni di euro. Il quale però si è scontrato con una dotazione – frutto di stanziamenti fissati nel 2023 e nel 2025 – di soli 52,9 milioni di euro. Sulla base dello stesso Decreto 166/2923 del Mit che aveva istituito la misura, le risorse sono state riparametrate quindi a soli 6 centesimi per veicolo/km, con una riduzione dell’80% rispetto al massimo teorico previsto. Un importo irrisorio, sottolinea a SHIPPING ITALY il presidente di Fiap Alessandro Peron, considerato che nell’ultimo biennio, per effetto dell’aumento della quota Ets ma non solo, i noli base per trasporti sulla tratta Ravenna – Catania sono aumentati del 73%, mentre parallelamente quelli sulla Livorno – Olbia sono passati da 600 a 1.200 euro. Se per i traffici con la Sicilia, l’effetto spesso è quello di spingere i mezzi dal mare sulla strada, per rotte dove non esiste alternativa alla via marittima inizia a porsi il tema della sostenibilità economica dei trasporti, in particolare per merce a basso costo, “quale ad esempio quello delle acque”. Il tema, aggiunge Peron, resterà di attualità considerando che per la seconda annualità (stanziamenti 2024 e 2026) la dotazione resterà di 52,9 milioni di euro, mentre per la terza (2027) addirittura scenderà a 21,4 milioni Oltre alla insufficienza delle risorse, l’Sms sconta anche delle farraginosità a livello contabile. “I fondi Sms – spiega la federazione – sono allocati su un capitolo di parte corrente (cap. 1245) e non di parte capitale. Questo significa che le risorse stanziate in ciascun anno devono essere impegnate entro il 31 dicembre dello stesso anno, pena la loro economia — cioè la perdita”. Altro aspetto critico, il fatto che i benefici previsti nel 2023, frutto di stime costruite su piani previsionali degli imbarchi, siano stati consolidati solo nel 2025, all’esito dell’istruttoria sulle rendicontazioni effettive. “È quindi l’elenco del 2025 ad aver definito gli importi complessivi erogabili”. Un meccanismo che però, secondo quanto appreso dal ministero, è destinato a cambiare, dato che per la terza annualità (relativa a imbarchi effettuati tra dicembre 2025 e dicembre 2026), sarà pubblicato un solo elenco nel 2027, con importi definitivi. Al di là degli aspetti tecnici, Fiap evidenzia ancora come, in particolare per le imprese che lavorano nei trasporti da e per le isole, la riduzione del contributo rispetto alle attese non sia solo un “aggiustamento contabile”, ma “un colpo su una voce di costo che non si può eliminare, perché il mare non è un’alternativa, è l’unico percorso possibile”. Sebbene il Mit abbia fatto un passo avanti chiarendo pubblicamente la meccanica della riparametrazione, secondo Peron resta il fatto la misura è sottodimensionata rispetto alla domanda reale del mercato. Da qui il richiamo agli impegni assunti dal viceministro Rixi “sulle risorse aggiuntive e sulla destinazione di una quota dei proventi Ets a sostegno del Sea Modal Shift e del Ferrobonus” affinché questi “si traducano in fatti concreti, subito e con effetto anche sulle annualità già rendicontate. Il tavolo attuativo – conclude il presidente di Fiap – va convocato: senza modalità operative e cifre certe, anche il principio più giusto resta carta.” ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Saipem makes inroads at African offshore gas project with ‘major milestone’ (Gallery)
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-06-03 📍 Ravenna en Clima · decarbonizzazione
Saipem has reported a new achievement in the execution phase of a gas project off the coast of Libya, which is operated by Mellitah Oil & Gas Libyan Branch, a consortium formed by National Oil Corporation of Libya and Eni North Africa. The post Saipem makes inroads at African offshore gas project with ‘major milestone’ (Gallery) appeared first on Offshore Energy .
Italy’s engineering, drilling, and construction services giant Saipem has reported a new achievement in the execution phase of a gas project off the coast of Libya, which is operated by Mellitah Oil & Gas Libyan Branch, a consortium formed by National Oil Corporation of Libya and Eni North Africa. Saipem has completed the lifting operations of the gas recovery module for theBouri Gas Utilization Project (BGUP)offshore Libya, using its flagshipSaipem 7000, said to be one of the world’s largest crane vessels. The firm secured a $1 billionengineering, procurement, construction, installation, and commissioning (EPCIC) contractin August 2023 for the refurbishment of platforms and facilities at theBouri gas field. The gas recovery module, fabricated byRosetti Marinoat its Marina di Ravenna yard on behalf of Saipem, is perceived to represent a key component of the plant. Weighing more than 5,200 tonnes and measuring approximately 45 meters by 31 meters, with a height of around 45 meters, the module left the yard in early May 2026 to be transported to the Bouri field, located approximately 170 kilometers off the Libyan coast. This module, which was built in about two years, integrates advanced gas treatment systems and has been installed on the existing offshore platform at the field, contributing to the development of the new infrastructures foreseen by the project. Following completion of the lifting operations, offshore activities covered by the company’s scope of work will continue, with execution entrusted to Rosetti Marino. These activities include the integration of the module on the existingDP4 platform, as well as hook-up and commissioning of the plant and its related communication, safety and control systems. The pre-commissioning activities are also planned for approximately 28 kilometers of already laid subsea pipelines, which connect theDP3, DP4, andSabrathaplatforms to enable the transportation of the recovered gas to the Mellitah treatment complex. The Italian giant emphasized:“The lifting of the module marks a major milestone in the execution phase of the project, confirming Saipem’s ability to manage complex operations through advanced engineering planning and the use of heavy-lifting solutions, in full compliance with the highest standards of safety and reliability.” The Bouri project aims to recover associated gas currently subject to flaring, the controlled combustion of excess gas that produces the typical flame visible in refineries or wells, and transport it to the Mellitah complex for use or export. Reducing flaring is anticipated to avoid the combustion of gas into the atmosphere, significantly contributing to the reduction of CO2 emissions and supporting an increase in production up to approximately 2 million cubic meters per day, which serves to improve the efficiency of existing infrastructure. Saipem is busy with many projects across the globe, as illustrated by its recentpartnershipwith Petrobras to explore ways to advance solutions for decommissioning activities across Brazil’s oil and gas fields, subsea systems, and associated infrastructure. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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Completato dalla Saipem 7000 il sollevamento del maxi-modulo per il progetto Bouri in Libia
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-06-03 📍 Ravenna it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione
Con un peso superiore alle 5.200 tonnellate, dimensioni in pianta di 45 metri per 31 metri e un’altezza di circa 45 metri, il modulo è stato costruito in circa due anni da Rosetti Marino L'articolo Completato dalla Saipem 7000 il sollevamento del maxi-modulo per il progetto Bouri in Libia proviene da Shipping Italy .
Con un peso superiore alle 5.200 tonnellate, dimensioni in pianta di 45 metri per 31 metri e un’altezza di circa 45 metri, il modulo è stato costruito in circa due anni da Rosetti Marino Saipem ha annunciato di aver completato con successo le operazioni di sollevamento del modulo gas recovery destinato al Bouri Gas Utilization Project (Bgup), nell’offshore della Libia, utilizzando la propria ammiraglia Saipem 7000, una delle navi gru più grandi al mondo per quetso tipo di lavori. Una nota spiega che il modulo, realizzato per conto di Saipem da Rosetti Marino nel cantiere di Marina di Ravenna, rappresenta un componente chiave dell’impianto. A inizio maggio il modulo aveva lasciato lo scalo romagnolo per essere trasportato su una barge fino al campo di Bouri, situato a circa 170 chilometri dalla costa libica. Con un peso superiore alle 5.200 tonnellate, dimensioni in pianta di 45 metri per 31 metri e un’altezza di circa 45 metri, il modulo, costruito in circa due anni, integra sistemi avanzati per il trattamento del gas ed è stato installato sulla piattaforma offshore esistente del campo di Bouri, contribuendo alla realizzazione delle nuove infrastrutture previste dal progetto. “Il sollevamento del modulo – fa sapere Saipem – rappresenta un importante traguardo nella fase esecutiva del progetto, a conferma della capacità di Saipem di gestire operazioni complesse con una pianificazione ingegneristica avanzata e l’utilizzo di soluzioni di sollevamento pesante, nel rispetto dei più elevati standard di sicurezza e affidabilità.” Sempre l’Epci contarctor italiano spiega che, “a seguito del completamento delle operazioni di sollevamento, proseguiranno le attività offshore previste dallo scope of work di Saipem, la cui esecuzione è affidata a Rosetti Marino, che includono l’integrazione del modulo sulla piattaforma esistente DP4, nonché le operazioni di hook-up e commissioning dell’impianto dei relativi sistemi di comunicazione, sicurezza e controllo. È, inoltre, previsto il pre-commissioning di circa 28 chilometri di condotte sottomarine, già posate, che collegano le piattaforme DP3, DP4 e Sabratha e consentiranno il trasporto del gas recuperato verso il complesso di trattamento di Mellitah”. Il Bouri Gas Utilization Project, sviluppato da Mellitah Oil & Gas (una joint venture tra Eni e Noc) mira a recuperare il gas associato oggi soggetto a flaring, ovvero la combustione controllata di gas in eccesso che produce la classica fiamma visibile nelle raffinerie o nei pozzi, e a convogliarlo verso il complesso di Mellitah per l’utilizzo o l’esportazione. Ridurre il flaring consentirà di evitare la combustione del gas in atmosfera contribuendo in modo significativo alla riduzione delle emissioni di CO2 (1.5 Mton eq/anno riduzione). Inoltre, l’iniziativa favorirà un incremento della produzione di gas netto fino a circa 2 milioni di metri cubi al giorno, migliorando l’efficienza delle infrastrutture esistenti. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Sabadini: “Sapir punta su intermodalità e più servizi ai clienti nell’automotive e nella logistica”
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-29 📍 Ravenna it
Nel prossimo futuro nuove categorie merceologiche, sviluppo delle aree e trasporto combinato marittimo, ferroviario e stradale L'articolo Sabadini: “Sapir punta su intermodalità e più servizi ai clienti nell’automotive e nella logistica” proviene da Shipping Italy .
Nel prossimo futuro nuove categorie merceologiche, sviluppo delle aree e trasporto combinato marittimo, ferroviario e stradale Ravenna – La Sapir di cui Riccardo Sabadini è presidente è il principale operatore terminalistico di Ravenna ed è attivo in vari settori, dalle rinfuse ai ferrosi, ai container e al project cargo. A margine dell’evento De Portibus si è soffermato a dialogare con SHIPPING ITALY. Che prospettive può aprirvi a medio lungo termine la trasformazione in atto del porto di Ravenna? “Ravenna vive un momento di trasformazione ma si intravede già come sarà il futuro. Anche Sapir è in perenne movimento, nel senso che stiamo cercando sempre di aprire nuove strade e di allungarci nella catena della produzione del valore, quindi stiamo ragionando su nuove merceologie. Abbiamo cominciato tre anni fa con l’automotive e oggi stiamo cercando di sviluppare l’attività intermodale. Siamo convinti che l’apertura della galleria del Brennero ci potrà dare un ulteriore impulso, consentendo di collegarci direttamente all’Europa del Nord.” Come vi state muovendo sul fronte dell’intermodalità? “Vorremmo rafforzare un sistema, che peraltro già esiste, con gli altri operatori logistici dell’Emilia-Romagna, a cominciare dall’interporto di Bologna. Il mercato dell’intermodalità ci attrae molto e pensiamo di essere in grado di svilupparlo adeguatamente grazie alle aree di cui già disponiamo e che sono collocate vicino alle nuove sottostazioni di Ravenna. Fra nuove categorie merceologiche, sviluppo delle aree e intermodalità pensiamo di averne abbastanza per i prossimi dieci anni…” A De Portibus avete accennato a nuovi servizi che offrite, in particolare prelavorazioni su alcuni materiali: ci può spiegare meglio? “Partiamo dicendo che l’atteggiamento di Sapir nei confronti delle aziende per cui lavora non è mai stato mai quello di fornitore-cliente: abbiamo sempre cercato di considerare i nostri clienti come partner. Nel momento in cui, a causa della guerra in Ucraina, è emersa l’esigenza di utilizzare materiali che non potevano più entrare nel ciclo produttivo delle ceramiche ‘tal quali’ come l’argilla ucraina, ci è stata fatta la richiesta di fare miscele fra vari tipi di argilla e noi ci siamo riusciti: ora forniamo un servizio in più al cliente e questo ci ha aperto altre prospettive.” Ci sono altri esempi simili? “Si, nell’automotive non forniamo più soltanto il banale ‘parcheggio’ delle macchine, abbiamo aggiunto anche un servizio post vendita per allungare la catena del valore.” Puntate quindi a diversificare servizi e competenze? “Ampliare la gamma dei servizi offerti secondo noi è una cosa molto importante. Il fatto che a Ravenna abbiamo a disposizione altri 60-70 ettari da mettere in produzione ci porta a pensare di offrire altri servizi di logistica, perché l’area è particolarmente funzionale: da un lato c’è la sottostazione, dall’altra parte c’è la SS67 e dall’altra parte ancora il mare. Abbiamo quindi la possibilità di spostare la merce gomma-ferro, gomma-nave, ferro-gomma con facilità.” ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Merli: “Per Setramar obiettivo 8 milioni di tonnellate di rinfuse entro 4 anni”
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-28 📍 Ravenna it
In programma un piano per i prossimi cinque anni di diverse decine di milioni di investimento volti alla crescita L'articolo Merli: “Per Setramar obiettivo 8 milioni di tonnellate di rinfuse entro 4 anni” proviene da Shipping Italy .
Ravenna – Al recente evento De Portibus il porto di Ravenna ha messo in mostra alcune delle migliori realtà aziendali che operano nello scalo. Fra queste figura Setramar, una delle aziende terminalistiche italiane più attive nel settore dry bulk alla quale SHIPPING ITALY ha dedicato un’apposita intervista con l’amministratore delegato Carlo Merli. Ing. Merli come state vivendo questo momento di trasformazione del porto di Ravenna? “I numeri del porto dicono di un sistema in salute dal punto di vista dei traffici, che oggi si trova di fronte a una partita importante, e cioè è la messa a terra di una serie di interventi già pianificati dalla precedente gestione dell’Autorità di sistema, che l’attuale presidente Benevolo ha fatto propri.” Che sarebbero? “Parliamo in sostanza dell’approfondimento dei pescaggi a -12,5 metri per tutte le banchine del porto e del revamping del sistema ferroviario sui due lati del canale Candiano: sono circa 120 milioni di investimento che oggi vanno trovati. Questa è sia la sfida per l’Adsp che il principale punto di attenzione per noi.” Quali sono le strategie di Setramar? “Noi abbiamo un piano per i prossimi cinque anni con diverse decine di milioni di investimento volti alla crescita. Oggi trattiamo circa sei milioni e mezzo di tonnellate di rinfuse ma vogliamo arrivare a quasi otto nel giro di quattro anni.” Sono cifre importanti… “Per grazia di Dio e per merito dei miei colleghi oggi abbiamo un posizionamento commerciale molto buono, ma servono le infrastrutture nei tempi opportuni e serve anche che il porto cresca anche nel rapporto con le infrastrutture logistiche inland. L’idea, che è stata discussa anche a De Portibus, di dialogare con l’interporto di Bologna secondo me è un canale interessante su cui anche noi intendiamo fare la nostra parte.” Voi siete un operatore con una visione globale e con aree di business diversificate. Quali sono quelle che vedete più promettenti? “Oggi noi sostanzialmente trattiamo quattro tipologie di commodities: prodotti siderurgici, agri-food (cereali e farine), fertilizzanti e minerali. Il mercato dei minerali, principalmente argille e feldspati, è un mercato maturo. Quello dei fertilizzanti è un mercato a buon tasso di redditività ma oggi sotto stress dal punto di vista geopolitico quindi dobbiamo capire quando finirà questa guerra con l’Iran e che riflessi avrà sulla catena logistica, anche a valle. I cereali secondo me sono un settore strategico, perché comunque centrale rispetto al mercato di consumo italiano, sul quale noi come azienda e il porto di Ravenna abbiamo anche una capacità tecnologica e di servizio che nessun altro raggiunge, neanche fuori dall’Italia.” E la siderurgia? “I prodotti siderurgici sono determinanti in un sistema paese e generano volumi importanti, ma oggi hanno due grandi punti interrogativi da risolvere. Il primo è se e come la produzione interna riprenderà, e mi riferisco naturalmente alla vicenda ex-Ilva. Il secondo è come i vincoli all’importazione non europea saranno non solo applicati ma, come si teme, anche inaspriti. Questo ovviamente metterà in stress la catena e bisognerà capire come seguirne gli effetti.” Lei a De Portibus ha parlato di una “collaborazione competitiva” fra le imprese del porto di Ravenna, che sui grandi temi di interesse generale fanno fronte comune. “Si, questa è una particolarità del territorio. La dico da tanto tempo perché ci credo davvero, in questo sistema portuale funziona. Ho lavorato in altre realtà portuali e da altre parti non succede, a Ravenna sì.” ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Riforma portuale, gli armatori promuovono percorso parlamentare e Porti Spa
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-22 📍 Ravenna it Clima · decarbonizzazione
Il Ddl rixiano presentato a Ravenna: Fedespedi chiede una “Carta dei servizi” dei porti, Assiterminal un interlocutore unico L'articolo Riforma portuale, gli armatori promuovono percorso parlamentare e Porti Spa proviene da Shipping Italy .
Ravenna – Tutti d’accordo, tutti uniti, nessuna polemica, nessuna lamentela, bando ai localismi o agli interessi di parte. A sentire le prime reazioni dei soggetti interessati, direttamente o indirettamente, dalla prossima riforma portuale intervenuti a De Portibus ci si annoia quasi nel registrare un coro unanime di consensi, perlomeno sull’impostazione del progetto, sulla visione che sta alle sue spalle e sui risultati che vuole ottenere. Del resto chi non vuole rafforzare la competitività del sistema logistico italiano, riportare l’Italia al centro dei traffici mondiali, snellire i processi, velocizzare le procedure, favorire gli investimenti e la realizzazione di nuove infrastrutture ecc ecc? Vedremo poi se nel prosieguo del cammino queste posizioni iniziali verranno confermate. Parte Roberto Petri, presidente Assoporti, forse il primo soggetto impattato: “Credo che sia stato trovato un equilibrio, la strada è quella giusta. La dotazione finanziaria della Porti d’Italia spa andrà a svantaggio delle autonomia? Non penso, è importante garantire stabilità economica ai soggetti, le Adsp sono aziende medio-piccole e i loro presidenti di fatto sono degli amministratori delegati. Bisogna trovare il coraggio di combattere due principi culturali che appesantiscono il nostro paese: campanilismo, inteso come difesa gretta di interessi territoriali, e burocrazia. Il concetto del ‘piccolo è bello’ non ha più significato in questa epoca”. Mario Zanetti, presidente di Confitarma, pone l’accento sul fatto che i km quadrati di retroterra che insistono dietro ai porti siano doppi rispetto ad esempio alla Spagna: “Qui ogni porto è un territorio. Noi guardiamo con interesse allo sviluppo delle nuove infrastrutture legislative e il confronto è di buon auspicio. Credo che la riforma debba andare ben oltre la legislatura, serve un assetto strategico. Non credo che la Porti d’Italia spa allunghi la catena decisionale, in un’azienda quando è chiara una strategia si velocizza l’esecuzione e non si rallenta. Se la riforma assegna bene ruoli e responsabilità si può andare verso un futuro con un’impalcatura legislativa che favorisce capacità decisionale e velocità”. Vivace e puntuale l’intervento di Alberto Rossi, segretario generale di Assarmatori, a ribadire l’insolita armonia fra tutti i soggetti emersa: “Se fossimo di fronte a un notaio bisognerebbe certificare le dichiarazioni delle varie associazioni, che oggi sono tutte d’accordo sull’impostazione della riforma e sull’esigenza di fare questo percorso “ ha esordito, in tono semi-scherzoso. “Credo sia importante anche il metodo, che è perfetto: mi fa piacere che Petri abbia ricordato che le Adsp sono imprese e servono per attrarre investimenti, oggi gli interessi localistici ci frenano, la logistica è un fenomeno globale e non possiamo essere local”. Rossi ha ammesso come sugli Ets il comparto marittimo abbia compiuto un “errore madornale”: “Non ci siamo occupati della legislazione ambientale, il rafforzamento di Assoporti in Europa è finalmente un segno di attenzione a dove sono fatte le norme più importanti per il nostro settore, e cioè a Bruxelles e a Londra, non a Roma”. Da Alessandro Pitto, presidente di Fedespedi, è arrivata un’interessante proposta concreta: “Nella riforma servirebbe inserire un comma di sette parole che dica: ‘E’ istituita la carta dei servizi portuali’. Il modello è quello aeroportuale, con indicazioni di Kpi dei servizi di un aeroporto: serve uno strumento flessibile e trasparente, che aiuti a valutare e misurare la qualità dell’offerta. Crediamo che aiuterebbe ad armonizzare l’offerta del sistema portuale”. La valutazione di Paolo Pessina presidente Federagenti è in linea con quella dei colleghi: “Noi rappresentiamo i clienti dei porti e quando ne scegliamo uno vogliamo vedere anche l’offerta a terra. Credo che la riforma vada in questo senso, serve per lo sviluppo della logistica del Paese. In passato abbiamo visto investimenti a pioggia, ora c’è una visione strategica, avere un coordinamento degli investimenti è fondamentale”. Secondo Fabrizio Zerbini, presidente vicario Uniport, la proposta è “interessante e propositiva”: “In futuro sarà il ministero delle Infrastrutture, in accordo con quello dello Sviluppo Economico, a dire quali sono le grandi opere da costruire, ai porti servono i collegamenti con retroporti, soprattutto ferroviari perché sono quelli che fanno la differenza”. Una richiesta precisa è arrivata da Tomaso Cognolato, presidente di Assiterminal: “Vorremmo avere chiaro chi è il nostro interlocutore: idealmente ne vorremmo uno o due, oggi ne abbiamo quarantasette… Sulla riforma preferirei fare piccoli passi, costruire i tasselli un poco per volta, servirebbe uniformità di norme e assenza di interpretazioni, se possibile”. “Trovare equilibrio fra g-local e local “ sarà la chiave del successo del sistema Italia secondo Paolo Guidi, presidente di Assologistica, mentre un appassionato Marcello Di Caterina, vicepresidente e direttore di Alis, ha ricordato come “Le audizioni si faranno in Parlamento come sempre. Il nostro sarà un supporto prima e dopo, per snellire le attività degli uffici legislativi. L’obiettivo del Governo è arrivare alla chiusura del percorso entro fine anno, teniamo presente che il modello non è nuovo perché Enav e Anas sono state concepite così”. 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Porto di Ravenna sempre più Green: arriva il Van elettrico - Ravenna24ore.it
📰 Ravenna24ore.it 📅 2026-05-15 📍 Ravenna it
Porto di Ravenna sempre più Green: arriva il Van elettrico Ravenna24ore.it
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Impianto fotovoltaico all’avanguardia. Unicredit finanzia Adriasol per 22 milioni - Il Resto del Carlino
📰 Il Resto del Carlino 📅 2026-05-12 📍 Ravenna it Aria · inquinamento Elettrificazione · cold ironing
Impianto fotovoltaico all’avanguardia. Unicredit finanzia Adriasol per 22 milioni Il Resto del Carlino
L’impianto fotovoltaico è integrato con sistema di “Cold Ironing” Unicreditfinanzia Adriasol, controllata da Renco e EcoTrade (Gruppo Ecosuntek), con 22,6 milioni di euro per la costruzione del primoimpianto fotovoltaicoa supporto dellatransizione energeticadel sistema portuale diRavenna. Nel dettaglio, l’azienda marchigiana è titolare, nell’ambito di una concessione in partenariato pubblico privato sottoscritta con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro-Settentrionale, di un innovativo impianto fotovoltaico integrato con sistema di “Cold Ironing”. E il finanziamento, certificato green ai sensi dei “Green Loan Principles”, è finalizzato a sostenere i costi di costruzione e messa in esercizio di un impianto fotovoltaico, di potenza complessiva di circa 37 MWp, localizzato nell’area portuale del Comune di Ravenna. Il progetto è ritenuto strategico per la transizione energetica delle infrastrutture portuali, fornendo la parte della produzione di energia da fonti rinnovabili non immessa in rete alle navi da crociera ormeggiate nel porto di Ravenna, a supporto del loro fabbisogno energetico operativo, garantendo benefici economici e ambientali, con una riduzione delle emissioni e dell’inquinamento acustico delle navi nella fase di stazionamento in porto e rafforzando la posizione di leader nelle infrastrutture portuali italiane, offrendo un servizio all’avanguardia a costi energetici competitivi. L’impianto ha una produzione fotovoltaica annua attesa di circa 53 GWh, in grado di coprire i fabbisogni energetici annui di circa 20mila famiglie italiane. Il progetto, una volta in esercizio, permetterà di evitare emissioni climalteranti di oltre 18 mila tonnellate annue di CO₂ equivalenti che, nell’arco della vita utile dello stesso impianto, corrisponderà ad un risparmio di oltre 600 mila tonnellate di CO₂ equivalenti. © Riproduzione riservata Tag dell'articolo
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Transizione energetica in ambito portuale: governance, tecnologia e modelli di autoconsumo energetico - Canale Energia
📰 Canale Energia 📅 2026-05-11 📍 Ravenna it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione Elettrificazione · cold ironing
Transizione energetica in ambito portuale: governance, tecnologia e modelli di autoconsumo energetico Canale Energia
I porti stanno diventando protagonisti della transizione energetica.Innovazione, sostenibilità ed efficienza energetica sono oggi elementi centrali per costruire infrastrutture portuali più moderne e competitive. Il 22 maggio alle ore 15.00, a hashtag#Ravenna, ASSOCOSTIERI promuove il convegno “Transizione energetica in ambito portuale: governance, tecnologia e modelli di autoconsumo energetico”, in collaborazione con DEPORTIBUS. Al centro dell’incontro ci saranno temi sempre più strategici per il futuro dei porti: cold ironing, comunità energetiche rinnovabili (CER) e modelli di autoconsumo energetico.Soluzioni concrete che possono contribuire a ridurre le emissioni, migliorare l’efficienza delle infrastrutture e favorire una gestione dell’energia più integrata e sostenibile. A moderare il confronto sarà Dario Soria, Direttore Generale di Assocostieri. Aprirà i lavori Francesco Benevolo, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale. Previsti i saluti istituzionali di Donato Liguori, Direttore generale per i porti, la logistica e l’intermodalità del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e di Fabrizio Giovannone, Capo del 2° Reparto (Affari giuridici e servizi d’istituto) del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera Interverranno:– Emanuele Corradini, Neta, Engineering Group– Michele Francioni, MSC Cruises– Ivo Gattulli, Koinè ETS– Vincenzo Naciti, Datanetwork– Federico Rossi e Sabrina Sacchetti EY– Carmine Suanno e Carlo Fusero, Eng.Co Group– Carlo Troccoli, ASSOCOSTIERI SERVIZI S.R.L. Un’occasione di confronto tra istituzioni, imprese e operatori del settore per approfondire tecnologie, modelli energetici innovativi e nuove sinergie a supporto della transizione energetica in ambito portuale. REGISTRAZIONE Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita
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Ecosuntek - Eco Trade porta il fotovoltaico nel Porto di Ravenna - Websim
📰 Websim 📅 2026-05-11 📍 Ravenna it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione Elettrificazione · cold ironing
Ecosuntek - Eco Trade porta il fotovoltaico nel Porto di Ravenna Websim
La controllata e Renco S.p.A. stanno completando la realizzazione, tramite la joint venture paritetica Adriasol, di un impianto a terra da 37,16 MW Photo by bombermoon/Getty Images Novità in casaEcosuntek. Il gruppo - attivo nella produzione e vendita di energia rinnovabile - ha comunicato venerdì cheEco Trade(controllata al 51%) eRenco S.p.A.stanno completando la realizzazione, tramite la joint venture paritetica Adriasol, di unimpiantofotovoltaico a terra da 37,16 MW situato nel porto di Ravenna. L’infrastruttura, attualmente in fase finale di costruzione, prevede l'entrata in esercizio nel secondo semestre 2026e unaproduzione annua attesa di circa 53 GWh. Parliamo di un valore in grado di coprire i fabbisogni energetici annui di circa 20.000 famiglie e che permette di evitare emissioni di oltre 25.000 tonnellate annue di CO2 equivalenti. L’energia prodotta, in particolare, sarà destinata principalmente al sistema di cold ironing, ossia quello che consente la fornitura elettrica da terra alle navi all'ormeggio, con priorità a quelle da crociera presso le banchine di Porto Corsini. Invece, la produzione eccedente sarà immessa in rete e gestita da Eco Trade. Il progetto si è aggiudicato i meccanismi di supporto alla transizione verde previsti daldecreto FER X, beneficiando di una tariffa incentivante per 20 anni, e ha ottenuto uncontributo a fondo perduto pari a 7,6 milioni di euronell’ambito delPNRR. "L’impianto del Porto di Ravenna, per il quale Eco Trade si occuperà anche del dispacciamento dell’energia prodotta, è posizionato in una area del Paese fortemente strategica e rappresenta per il nostro gruppo un importante step di crescita per la Business Unit relativa alla Power Generation - ha sottolineatoMatteo Minelli, amministratore delegato di Ecosuntek -Questo conferma l’approccio innovativo e all’avanguardia che caratterizza la cultura aziendale, con iniziative ambiziose e sostenibili, strettamente integrate con il tessuto economico e sociale del territorio". "Giudichiamo positivamente la notizia, che congiuntamente allapipelinedi nuovi progetti coltivata da Ecosuntek (impianti per 29MWp verranno realizzati nel 2026 e ulteriori 29MWp di progetti agrivoltaici cantierabili sono in attesa di finanziamento), proietta il gruppo verso unulteriore e significativo aumento della potenza installata- ha commentatoWebsim Corporate- Al riguardo, ricordiamo che attualmente la società detiene e gestisce un portafoglio di impianti fotovoltaici aventi una potenza complessiva superiore a 17 MWp ed una capacità di generazione annua prossima a 18 GWh". Gli analisti hanno una visione positiva sul titolo:rating BUY e target price a 4,75 euro.Adesso l'attenzione è rivolta alla pubblicazione dei risultati 2025 di Ecosuntek, prevista per il 26 maggio. Advertisement Per informazioni su natura e caratteristiche dei contenuti di Websim.it, si prega di leggere attentamente la sezioneAvvertenze. Questo pannello ti permette di esprimere le tue preferenze relative al trattamento delle tue informazioni personali.Puoi rivedere o modificare le tue scelte in qualsiasi momento accedendo al registropreferenze cookie. Per rifiutare il tuo consenso alle attività di trattamento utilizza il pulsante “Accetta solo i necessari”.
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Carico record approdato al terminal Bunge del porto di Ravenna
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-10 📍 Ravenna it Rumore · acque · biodiversità
Mese di aprile positivo per i traffici dello scalo saliti di quasi 700 mila tonnellate (+32%) rispetto allo stesso merse del 2025 L'articolo Carico record approdato al terminal Bunge del porto di Ravenna proviene da Shipping Italy .
Nel porto di Ravenna, anche grazie alla recente Ordinanza sugli accosti della Capitaneria di Porto che tiene conto dei fondali più profondi grazie ai lavori di dragaggio effettuati, nei giorni scorsi è approdata al terminal Bunge la nave bulk carrier Star Sophia, che con una lunghezza di 229 metri (per oltre 32 di larghezza), stabilisce il record storico di carico per lo scalo romagnolo. Lo ha fatto sapere l’Autorità di sistema portuale spiegando che “è il carico più grande che sia mai stato sbarcato nel porto, di circa 53.500 tonnellate di merce”. Il primato, evidentemente, riguarda il segmento merceologico delle rinfuse solide. La stessa port authority ha inoltre fatto sapere che nel mese di aprile 2026, sulla base dei primi dati rilevati dal Port community system, la movimentazione complessiva dello scalo è stimata in circa 2,8 milioni di tonnellate, con un incremento di quasi 700 mila tonnellate (+32%) rispetto allo stesso merse del 2025. L’andamento risulta positivo per la maggior parte delle principali merceologie. In particolare viene evidenziata una crescita significativa degli agroalimentari, sia liquidi (+61,5%) sia solidi (+42,7%), dei concimi (+33,5%), dei prodotti metallurgici (+45,7%), dei materiali da costruzione (+13,2%) e dei prodotti petroliferi (+40,8%). In controtendenza risultano invece i prodotti chimici, in calo sia nella componente liquida (-6,1%) sia in quella solida (-5,1%). Segnali positivi arrivano anche dal traffico dei trailer che registra un aumento del 4,6%, mentre la merce trasportata su trailer cresce del 4,9%. Positivo anche il comparto container, con un incremento del 14,7% nel numero di Teu e del 13,7% nella merce movimentata. Nel periodo gennaio – aprile 2026, la movimentazione complessiva supera i 9,4 milioni di tonnellate, segnando un aumento dell’8,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. A livello merceologico, si stimano in crescita gli agroalimentari solidi (+4,7%), i concimi (+18,1%), i prodotti petroliferi (+30,0%) e i materiali da costruzione (+4,1%). Risultano invece in calo gli agroalimentari liquidi (-6,0%), i prodotti chimici liquidi (-30,0%) e i metallurgici (-3,2%). Anche nel quadrimestre risulta positivo il numero dei trailer, in aumento del 4,6%, e la merce su trailer del 7,1%. In crescita anche il traffico containerizzato, con un +3,9% nei Teu e un +4,4% per tonnellate di merce. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Ecosuntek and Renco develop 37 MW photovoltaic plant in Ravenna - marketscreener.com
📰 marketscreener.com 📅 2026-05-08 📍 Ravenna en Clima · decarbonizzazione Elettrificazione · cold ironing
Ecosuntek and Renco develop 37 MW photovoltaic plant in Ravenna marketscreener.com
Published on 05/08/2026 at 01:50 pm EDT Contact us to request a correction (Alliance News) - Ecosuntek Spa has announced that its subsidiary Eco Trade Srl and Renco Spa are nearing completion of a 37.16 MW photovoltaic plant in the Port of Ravenna, integrated with a cold ironing system. The facility, owned by the Adriasol Srl joint venture, is expected to generate approximately 53 GWh annually, enough to meet the energy needs of around 20,000 Italian households and offset more than 25,000 tonnes of CO2 equivalent emissions per year. The energy will be primarily used to power cruise ships docked at Porto Corsini, the company explained in a statement. The project will also benefit from a 20-year GSE incentive tariff and a non-repayable PNRR grant amounting to EUR7.6 million. Commissioning is scheduled for the second half of 2026. Ecosuntek shares closed Friday up 3.0% at EUR3.42. By Claudia Cavaliere, Alliance News reporter Comments and questions to redazione@alliancenews.com Copyright 2026 Alliance News IS Italian Service Ltd. All rights reserved.
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Ecosuntek, Eco Trade e Renco realizzano un impianto fotovoltaico da 37 MW nel porto di Ravenna - Teleborsa
📰 Teleborsa 📅 2026-05-08 📍 Ravenna it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione Elettrificazione · cold ironing
Ecosuntek, Eco Trade e Renco realizzano un impianto fotovoltaico da 37 MW nel porto di Ravenna Teleborsa
Ecosuntek, Eco Trade e Renco realizzano un impianto fotovoltaico da 37 MW nel porto di Ravenna (Teleborsa) - Ecosuntek , azienda attiva nel settore delle energie rinnovabili e player di riferimento nella power generation, comunica che sono entrati nella fase finale i lavori per la realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra di potenza complessiva di 37,16 MW, localizzato nell’area portuale del Comune di Ravenna, integrato con sistema di "Cold Ironing”. L’impianto, detenuto dalla società veicolo Adriasol, partecipata in via paritetica da Renco S.p.A. e da Eco Trade, avrà una produzione fotovoltaica annua attesa di circa 53 GWh, in grado di coprire i fabbisogni energetici annui di circa 20.000 famiglie italiane e permetterà di evitare emissioni climalteranti di oltre 25.000 tonnellate annue di CO2 equivalenti. Ritenuto strategico per la transizione energetica delle infrastrutture portuali, l’impianto produrrà energia da destinare prioritariamente all’alimentazione delle navi da crociera ormeggiate alle banchine di Porto Corsini, a supporto del loro fabbisogno energetico operativo, garantendo benefici economici e ambientali, con una riduzione delle emissioni e dell’inquinamento acustico delle navi nella fase di stazionamento, offrendo un servizio all'avanguardia a costi energetici competitivi. Sulla produzione aggiuntiva, immessa direttamente in rete e dispacciata da Eco Trade, essendo l’impianto in questione risultato aggiudicatario nell’ambito dell’asta FER X, il GSE riconoscerà una tariffa incentivante per un periodo pari a 20 anni. L’iniziativa, spiega una nota, considerata fondamentale per contribuire al raggiungimento degli obiettivi italiani stabiliti nel Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC), beneficia inoltre di un contributo pubblico a fondo perduto, pari a Euro 7.600.000, messo a disposizione dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica attraverso i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) del progetto “Green ports”. La costruzione dell’impianto, attualmente in fase avanzata terminerà entro il primo semestre 2026 e si prevede che lo stesso entrerà in esercizio nel secondo semestre 2026. Matteo Minelli, Amministratore Delegato del Gruppo Ecosuntek, ha commentato: "L’impianto del Porto di Ravenna, per il quale Eco Trade si occuperà anche del dispacciamento dell’energia prodotta, è posizionato in una area del Paese fortemente strategica e rappresenta per il nostro Gruppo un importante step di crescita per la Business Unit relativa alla Power Generation. Questo conferma l’approccio innovativo e all’avanguardia che caratterizza la cultura aziendale, con iniziative ambiziose e sostenibili, strettamente integrate con il tessuto economico e sociale del territorio". Condividi ```
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Unicredit investe nel maxi fotovoltaico al porto di Ravenna: dalla banca oltre 22 milioni di euro - RavennaToday
📰 RavennaToday Media 📅 2026-05-08 📍 Ravenna it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione
Unicredit investe nel maxi fotovoltaico al porto di Ravenna: dalla banca oltre 22 milioni di euro RavennaToday
Fa un grosso passo in avanti ilprogetto del fotovoltaico al porto di Ravennasviluppato da Adriasol, Renco ed Eco Trade. UniCredit ha deciso infatti di investire nella maxi opera con un finanziamento di 22,6 milioni destinato ad Adriasol. L'impianto da 37 megawatt di picco, che sorgerà all’interno dell’area industriale dismessa “Ex Sarom”, una superficie di oltre 437 mila metri quadri di proprietà dell’Autorità di sistema portuale, a regime produrrà circa 53 gigawattora annui di energia, equivalenti al consumo stimato di 20mila famiglie, e consentirà di evitare oltre 18mila tonnellate annue di Co2 equivalente. Leggi le notizie di RavennaToday su WhatsApp: iscriviti al canale L'energia non immessa in rete coprirà il fabbisogno delle navi da crociera ormeggiate, riducendo emissioni e inquinamento acustico durante la sosta in porto. L'iniziativa beneficia anche di un contributo a fondo perduto del ministero dell'Ambiente nell'ambito del progetto “Green ports” del Pnrr. Adriasol opera in forza di una concessione in partenariato pubblico-privato con l'Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centro-settentrionale. Lo riferiscel'Ansa. RavennaToday è anche su Mobile!Scarical’App per rimanere sempre aggiornato. © Riproduzione riservata
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UniCredit finanzia con 22 milioni di euro un impianto fotovoltaico nel porto di Ravenna - Energia e Mercato
📰 Energia e Mercato 📅 2026-05-08 📍 Ravenna it Aria · inquinamento Elettrificazione · cold ironing
UniCredit finanzia con 22 milioni di euro un impianto fotovoltaico nel porto di Ravenna Energia e Mercato
UniCredit ha perfezionato un green mini-perm project financing da 22,6 milioni di euro a favore di Adriasol S.r.l., società veicolo partecipata in parti uguali da Renco S.p.A. e Eco Trade S.r.l., controllata al 51% da Ecosuntek S.p.A., gruppo quotato su Borsa Italiana attivo nelle energie rinnovabili. Il finanziamento, certificato green ai sensi dei Green Loan Principles, coprirà i costi di costruzione di un impianto fotovoltaico da circa 37 MWp nell'area portuale di Ravenna, realizzato nell'ambito di una concessione in partenariato pubblico-privato con l'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro-Settentrionale. L'impianto sarà integrato con un sistema di Cold Ironing, che consentirà di fornire energia alle navi da crociera ormeggiate senza che queste tengano accesi i motori, riducendo le emissioni e l'inquinamento acustico durante la sosta in porto. La produzione fotovoltaica annua attesa è di circa 53 GWh. Una volta operativo, il progetto dovrebbe evitare l'emissione di oltre 18.000 tonnellate annue di CO₂ equivalente. L'entrata in esercizio è prevista entro il primo semestre 2026. L'impianto beneficia di un contratto per differenza con il GSE e di un contributo a fondo perduto del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, nell'ambito del progetto Green Ports finanziato dal PNRR.
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UniCredit finanzia con 22,6 milioni di euro fotovoltaico nel porto di Ravenna - pv magazine Italia
📰 pv magazine Italia 📅 2026-05-08 📍 Ravenna it Elettrificazione · cold ironing
UniCredit finanzia con 22,6 milioni di euro fotovoltaico nel porto di Ravenna pv magazine Italia
Adriasol, società veicolo di Renco ed Eco Trade (Ecosuntek), ha ottenuto un finanziamento da 22,6 milioni di euro da UniCredit per sostenere la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 37 MW nel porto di Ravenna. Il progetto, riporta una nota, rientra nell’ambito di una concessione in partenariato pubblico privato sottoscritta con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro-Settentrionale, e prevede la realizzazione di un impianto fotovoltaico integrato con sistema di cold ironing. L’impianto ha una produzione fotovoltaica annua attesa di circa 53 GWh. La parte della produzione di energia rinnovabile non immessa in rete sarà destinata alle navi da crociera ormeggiate nello scalo, a supporto del loro fabbisogno energetico operativo. L’iniziativa beneficia di un contributo pubblico a fondo perduto del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) attraverso i fondi Pnrr del progetto “Green ports”. L’entrata in esercizio dell’impianto, attualmente in fase di costruzione, è prevista entro giugno e beneficerà di un contratto per differenza con il Gestore dei servizi energetici (GSE). I presenti contenuti sono tutelati da diritti d’autore e non possono essere riutilizzati. Se desideri collaborare con noi e riutilizzare alcuni dei nostri contenuti, contatta: editors@nullpv-magazine.com.
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UniCredit, €22 milioni ad Adriasol per fotovoltaico da 37 MW nel porto di Ravenna con sistema Cold Ironing per traghetti - Il Giornale d'Italia
📰 Il Giornale d'Italia 📅 2026-05-08 📍 Ravenna it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione Elettrificazione · cold ironing
UniCredit, €22 milioni ad Adriasol per fotovoltaico da 37 MW nel porto di Ravenna con sistema Cold Ironing per traghetti Il Giornale d'Italia
UniCredit ha finanziato con €22,6 milioni Adriasol per la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 37 MW nel porto di Ravenna integrato con sistema di Cold Ironing. L’operazione, strutturata come green mini-perm project financing, sosterrà la costruzione dell’infrastruttura energetica destinata ad alimentare anche il fabbisogno operativo delle navi ormeggiate in banchina. Adriasol è una società controllata pariteticamente da Renco ed Eco Trade, quest’ultima partecipata dal gruppo Ecosuntek. Il progetto rientra in una concessione in partenariato pubblico-privato sottoscritta con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro-Settentrionale. L’impianto, la cui entrata in esercizio è prevista entro il 2026, produrrà circa 53 GWh annui di energia da fonti rinnovabili, equivalenti ai consumi di circa 20mila famiglie. Secondo le stime comunicate, il progetto consentirà inoltre di evitare oltre 18mila tonnellate annue di CO2 equivalenti, per un risparmio complessivo superiore a 600mila tonnellate nell’arco della vita utile dell’impianto. La parte di energia non immessa in rete sarà utilizzata per alimentare le navi da crociera in porto attraverso il sistema di Cold Ironing, soluzione che permette di ridurre emissioni e rumore durante la sosta in banchina. L’operazione beneficia inoltre di contributi pubblici legati al progetto Green Ports del PNRR, destinato a sostenere interventi di efficientamento energetico e riduzione delle emissioni nelle infrastrutture portuali italiane. Unicredit UniCredit è un gruppo bancario italiano attivo nei servizi di banca commerciale, corporate banking, investment banking e gestione del risparmio. Il gruppo opera in diversi Paesi europei, con una presenza in Italia, Germania, Austria ed Europa centro-orientale. La banca fornisce servizi finanziari a famiglie, imprese e istituzioni attraverso reti bancarie e piattaforme digitali. In Italia è tra i principali istituti di credito per volumi di attività, raccolta e finanziamenti alle imprese. UniCredit è quotata alla Borsa di Milano ed è guidata dall’amministratore delegato Andrea Orcel. Negli ultimi anni il gruppo ha concentrato parte delle attività su finanziamenti legati a transizione energetica, infrastrutture, digitalizzazione e operazioni di finanza strutturata.
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UniCredit finanzia con 22 milioni di euro il primo impianto fotovoltaico del porto di Ravenna - Affaritaliani
📰 Affaritaliani 📅 2026-05-08 📍 Ravenna it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione Elettrificazione · cold ironing
UniCredit finanzia con 22 milioni di euro il primo impianto fotovoltaico del porto di Ravenna Affaritaliani
UniCredit sostiene Adriasol con un green project financing da 22,6 milioni di euro per la decarbonizzazione del porto di Ravenna UniCredit sostiene la transizione energetica del sistema portuale di Ravenna con un’operazione di finanza green da oltre 22 milioni di euro destinata alla realizzazione di un innovativo impianto fotovoltaico integrato con sistema di “Cold Ironing”. La banca ha infatti finalizzato un green mini-perm project financing da 22,6 milioni di euro a favore di Adriasol, società partecipata in quote paritetiche da Renco ed Eco Trade, quest’ultima controllata dal Gruppo Ecosuntek, attivo nel settore delle energie rinnovabili e quotato su Borsa Italiana. L’operazione finanzierà la costruzione di un impianto fotovoltaico da circa 37 MWp nell’area portuale di Ravenna, destinato a diventare uno dei progetti più avanzati in Italia nel settore dell’elettrificazione sostenibile delle infrastrutture portuali. Il sistema sarà integrato con una soluzione di “Cold Ironing”, tecnologia che consente alle navi da crociera ormeggiate in porto di spegnere i motori e alimentarsi direttamente tramite energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. L’impianto, la cui entrata in esercizio è prevista entro il primo semestre del 2026, produrrà circa 53 GWh di energia pulita all’anno, una quantità sufficiente a coprire il fabbisogno energetico di circa 20mila famiglie italiane. Secondo le stime, il progetto permetterà inoltre di evitare emissioni climalteranti per oltre 18mila tonnellate annue di CO₂ equivalenti, raggiungendo un risparmio complessivo superiore alle 600mila tonnellate nell’intero ciclo di vita dell’impianto. L’iniziativa si inserisce nel quadro degli obiettivi previsti dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) e beneficia di un contributo pubblico a fondo perduto finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica attraverso i fondi del PNRR dedicati al progetto “Green Ports”, destinato all’efficientamento energetico e alla sostenibilità ambientale delle attività portuali. Il finanziamento è stato certificato green secondo i “Green Loan Principles” e rappresenta uno dei primi project financing italiani dedicati a un impianto fotovoltaico integrato con sistema di “Cold Ironing”. UniCredit ha agito come Global Coordinator & Bookrunner, Structuring Mandated Lead Arranger, banca finanziatrice, Hedging Bank, Banca Agente, Banca Depositaria e Green Loan Coordinator. Per Giovanni Rubini, amministratore delegato del Gruppo Renco, il progetto rappresenta “il primo impianto fotovoltaico di dimensioni rilevanti realizzato all’interno di un’infrastruttura portuale dove la produzione di energia da fonti rinnovabili incontra le necessità operative delle moderne navi da crociera”. “L’iniziativa ridurrà drasticamente le emissioni di CO₂ e rafforzerà la posizione competitiva del porto di Ravenna nel mercato crocieristico internazionale, offrendo un servizio all’avanguardia a costi energetici competitivi”. Soddisfazione anche da parte del Gruppo Ecosuntek. “Questa operazione supporta concretamente la nostra pipeline greenfield di impianti solari, agrivoltaici e storage”, ha dichiarato Matteo Minelli, amministratore delegato del Gruppo. “L’impianto sorgerà in un’area strategica del Paese e conferma l’approccio innovativo e sostenibile che caratterizza la nostra cultura aziendale”. Andrea Burchi, Regional Manager Centro Nord di UniCredit, ha sottolineato come il progetto rappresenti “un esempio tangibile di come la finanza green possa supportare la trasformazione dei modelli produttivi e contribuire allo sviluppo sostenibile dei territori”. Il porto di Ravenna si candida così a diventare uno dei principali hub italiani per la sostenibilità energetica nel settore crocieristico, puntando su innovazione, decarbonizzazione e integrazione tra infrastrutture portuali e produzione di energia rinnovabile.
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Nuovo impianto di Rosetti Marino salpato dal porto di Ravenna per un progetto libico di Saipem
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-08 📍 Ravenna it Aria · inquinamento
Dopo tre anni di lavori Il modulo offshore di gas gecovery da 5.200 tonnellate ha lasciato lo scalo su barge al rimorchio del mezzo Pacific Discovery di Tidewater Offshore L'articolo Nuovo impianto di Rosetti Marino salpato dal porto di Ravenna per un progetto libico di Saipem proviene da Shipping Italy .
È partito questa mattina dal cantiere Piomboni di Marina di Ravenna il modulo offshore del progetto Bouri Gas Recovery, diretto verso la Libia. Il colosso da 5.200 tonnellate, costruito da Rosetti Marino per Saipem, servirà a recuperare gas oggi disperso durante le attività estrattive offshore Il gigante d’acciaio del progetto Bouri Gas Recovery ha lasciato questa mattina il cantiere Piomboni di Marina di Ravenna e ha preso il largo verso la Libia. Trainato su una chiatta lungo il canale portuale, il modulo offshore da oltre 5.200 tonnellate è uscito dal porto ravennate davanti agli sguardi di tecnici, lavoratori e cittadini, segnando la conclusione simbolica di uno dei progetti industriali più importanti degli ultimi anni per Rosetti Marino. La partenza del manufatto, rinviata di un giorno per il maltempo e le condizioni del mare, rappresenta un momento chiave per il comparto offshore ravennate. Il colosso d’acciaio, costruito in circa tre anni di lavoro, è destinato al campo petrolifero di Bouri, al largo della Libia, dove contribuirà al recupero del gas oggi disperso durante le attività estrattive. Un intervento considerato strategico sia sul piano industriale sia su quello ambientale. Il modulo raggiungerà la Libia dopo circa cinque giorni di navigazione, con uno scalo tecnico a Malta dove incontrerà la nave gru Saipem 7000, incaricata dell’installazione in mare. Il progetto è stato realizzato da Rosetti Marino per conto di Saipem, general contractor dell’intervento destinato al campo petrolifero di Bouri, a circa 170 chilometri dalla costa libica. Il modulo opererà nel sistema offshore collegato alla piattaforma di Sabratha, con l’obiettivo di recuperare il gas oggi disperso o bruciato in torcia durante le attività estrattive. Una volta trattato e compresso, il gas verrà convogliato attraverso infrastrutture già esistenti fino al terminale di Mellitah, per poi essere destinato in parte alla Libia e in parte all’Italia. L’opera rappresenta uno dei più rilevanti interventi di ottimizzazione energetica e riduzione delle emissioni nel Mediterraneo offshore. Costruita in circa tre anni, ha richiesto 2,4 milioni di ore di lavoro, con punte di 500 persone contemporaneamente impegnate nel cantiere ravennate. La struttura si sviluppa su sette piani, è alta 45 metri e misura circa 32 metri per 45 alla base. Al suo interno trovano spazio 750 tonnellate di tubazioni, 830 tonnellate di macchinari e circa 190 chilometri di cavi. L’investimento complessivo del progetto ammonta a 1,3 miliardi di dollari, di cui circa un terzo destinato alla realizzazione affidata a Rosetti Marino. Un risultato che consolida il ruolo internazionale dell’azienda ravennate e rafforza il rapporto industriale con Saipem in un’area strategica come quella del Mediterraneo. Il traino della chiatta Rainbarge I su cui è stato posizionato il modulo è stato affidato alla Tidewater Offshore, che vi sta provvedendo a mezzo del rimorchiatore d’altura Pacific Discovery. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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In Emilia Romagna nasce Roler, rete di tre imprese per raddoppiare il trasporto merci su ferrovia
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-07 📍 Ravenna it
Firmato un contratto di rete per lo sviluppo congiunto di nuovi servizi intermodali anche da e per il porto di Ravenna L'articolo In Emilia Romagna nasce Roler, rete di tre imprese per raddoppiare il trasporto merci su ferrovia proviene da Shipping Italy .
Interporto Bologna, Dinazzano Po, Sapir e Rail Traction Company hanno sottoscritto un contratto di rete per lo sviluppo congiunto dei servizi intermodali in Emilia-Romagna. Una nota spiega che “l’intesa punta contribuire all’incremento dei volumi di trasporto merci su ferro attraverso l’integrazione delle specializzazioni, l’innovazione tecnologica e la riduzione dell’impatto ambientale”. L’iniziativa chiamata Roler – Rete Operatori Logistica Emilia-Romagna nasce dalla convinzione che un sistema logistico regionale efficiente e sostenibile rappresenti un fattore chiave di competitività per l’intero tessuto economico dell’Emilia-Romagna. L’accordo prevede: maggiore sinergia fra le quattro realtà, facendo perno sulle specializzazioni e vocazioni di ciascuno nel segmento del trasporto intermodale delle merci, per offrire servizi di trasporto intermodale unitari al sistema produttivo regionale; creazione di un modello logistico innovativo per posizionare l’Emilia-Romagna come snodo strategico tra l’Europa centrale e i porti del Tirreno e dell’Adriatico; sviluppo di azioni commerciali congiunte a servizio dell’industria regionale; dialogo strutturato con le istituzioni (Regione Emilia-Romagna e Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro Settentrionale) per la pianificazione degli investimenti e il coordinamento delle politiche infrastrutturali. Questo il commento di Gino Maioli, presidente di Dinazzano Po: “Mentre 235 milioni di tonnellate di merci viaggiano su strada, i flussi ferroviari verso i terminal regionali sono scesi da 21,8 a 19,2 milioni di tonnellate tra il 2022 e il 2024: una crisi non solo locale, ma nazionale ed europea. La rete Roler è la nostra risposta: un agire comune per sviluppare servizi logistici più efficienti e sostenibili, e per essere interlocutori credibili con la Regione e l’ADSP di Ravenna nel potenziamento delle infrastrutture ferroviarie regionali”. Stefano Caliandro, presidente di Interporto Bologna, ha aggiunto: “Questo contratto di rete è un passo concreto per il rilancio dell’intermodalità in Emilia-Romagna. Le aziende all’interno dell’Interporto generano oltre 1,5 miliardi di euro di fatturato e 6.700 posti di lavoro: numeri che dimostrano quanto la logistica sia specchio del tessuto produttivo regionale. Di fronte al calo nazionale del 3,7% del trasporto merci su ferro nel 2025, questa alleanza è la scelta lungimirante che serve: rafforza le connessioni con il porto di Ravenna e il Brennero, e prepara il terreno al nuovo terminal del 2027, con cinque binari da 750 metri e due gru a portale”. Martin Ausserdorfer, amministratore delegato di Rail Traction Company, ha dichiarato: “Noi crediamo molto nel trasporto intermodale e abbiamo tantissima esperienza, facendo più di 15.000 treni nel gruppo ogni anno. Siamo molto contenti di questa collaborazione con l’Emilia-Romagna perché crediamo di poter dare un valore aggiunto al sistema territoriale e favorire l’export, soprattutto grazie alla nostra esperienza Oltralpe”. Infine Riccardo Sabbadini, presidente di Sapir, ha sottolineato che “la costituzione di Roler appare quanto mai opportuna in un momento nel quale il porto di Ravenna è oggetto di grandi trasformazioni che potranno portare ulteriori benefici al sistema logistico portuale e regionale rispetto a quelli attualmente registrati. Sapir ha in corso un piano di sviluppo e di investimento in grado di offrire opportunità non soltanto a Sapir stessa, ma all’intero sistema portuale. Sono infatti disponibili circa 200 ettari di terreno a vocazione logistica e intermodale, un patrimonio unico nel panorama della portualità nazionale, i cui lavori di infrastrutturazione e sviluppo inizieranno a breve. Sapir, proprietaria di 100 ettari delle suddette aree, intende adibirle ad aree logistiche nelle quali sia possibile esercitare attività intermodale. Questo patrimonio rappresenta, in concreto, la possibilità di perseguire, assieme agli altri soggetti aderenti alla rete, l’obiettivo che si propone di raggiungere Roler”. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Da Ravenna alla Libia, in partenza il maxi impianto per ridurre le emissioni offshore - PortoRavennaNews
📰 PortoRavennaNews Media 📅 2026-05-06 📍 Ravenna it Aria · inquinamento
Da Ravenna alla Libia, in partenza il maxi impianto per ridurre le emissioni offshore PortoRavennaNews
Un impianto costruito a Ravenna è pronto a partire per il largo della Libia, dove contribuirà a cambiare in modo concreto la gestione del gas nei giacimenti offshore del Mediterraneo. Il modulo realizzato da Rosetti Marino per il Bouri Gas Utilization Project lascerà il cantiere a Marina di Ravenna, tempo permettendo, il 7 maggio e, dopo circa quattro giorni di navigazione su un pontone rimorchiato, raggiungerà il campo petrolifero di Bouri, a circa 170 chilometri dalla costa libica. Qui sarà installato dalla nave Saipem 7000, una delle più grandi al mondo.Si tratta di un investimento complessivo pari a 1,3 miliardi, di cui circa 400 milioni per la commessa Rosetti Marino.Il progetto BGUP rappresenta uno degli interventi più rilevanti nel Mediterraneo per l’ottimizzazione energetica e la riduzione delle emissioni nel settore offshore. La committente finale è Mellitah Oil & Gas, attraverso cui Eni opera nel Paese nordafricano insieme alla compagnia statale National Oil Corporation of Libya. Il ruolo di main contractor è affidato a Saipem, mentre Rosetti Marino ha curato la realizzazione del modulo.L’impianto nasce con un obiettivo preciso: recuperare e utilizzare il gas associato alla produzione di petrolio che, da decenni, viene bruciato in torcia. Un processo che comporta dispersione di risorse ed emissioni in atmosfera. Il modulo, completato a fine aprile 2026, intercetterà questo gas, lo tratterà eliminando anidride carbonica e umidità e lo comprimerà per renderlo trasportabile verso il complesso di Mellitah, passando dalla piattaforma Sabratha. Da lì potrà essere utilizzato localmente oppure esportato verso l’Italia attraverso il gasdotto GreenStream, in caso di surplus rispetto al fabbisogno domestico.Il risultato atteso è duplice: da un lato un incremento significativo della produzione di gas, stimato in circa 3 milioni di metri cubi al giorno, dall’altro una riduzione sostanziale delle emissioni di CO2, fino ad avvicinarsi all’azzeramento del flaring, cioè delle fiaccole che bruciano il gas in eccesso nei giacimenti offshore.La costruzione ha richiesto circa due anni di lavoro e oltre 2 milioni e 400 mila ore nel cantiere di Marina di Ravenna, a cui si aggiunge oltre 1 milione di ore impiegate in mare per modificare e ammodernare le piattaforme esistenti di Bouri e Sabratha. “Per Ravenna significa lavoro di qualità, in sicurezza, e sviluppo per l’indotto”, evidenziano il presidente Stefano Silvestroni e l’amministratore delegato Oscar Guerra.È lo stesso Guerra a spiegare il funzionamento dell’impianto: “Il modulo intercetta il gas, lo tratta eliminando anidride carbonica, acqua e impurità. A questo punto viene compresso e arriva a terra per essere utilizzato”.Dal punto di vista tecnico, il modulo misura 45 metri per 31 in pianta, ha un’altezza di 45 metri e un peso complessivo superiore alle 5.200 tonnellate, con circa 750 tonnellate di tubazioni e 830 tonnellate di macchinari. Le superfici verniciate raggiungono quasi 60 mila metri quadrati e i cavi superano i 190 chilometri di lunghezza.Il progetto coinvolge una filiera industriale italiana di primo piano e si inserisce in una strategia più ampia che punta a rendere più efficienti le infrastrutture energetiche esistenti, riducendo l’impatto ambientale e valorizzando risorse già disponibili.Alla presentazione del modulo era presente anche una delegazione libica, che ha evidenziato l’importanza dell’intervento sia per la riduzione delle emissioni sia per l’incremento della produzione, sottolineando al tempo stesso la solidità della partnership con l’Italia e la prospettiva di una futura disponibilità del gas anche per il nostro Paese.nella foto Oscar Guerra, Ad di Rosetti Marino SpA, con Albashir Ahmed Mohamed Chairman di Mog
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Al porto di Ravenna bando per mezzi operativi non inquinanti - AdriaPorts
📰 AdriaPorts Media 📅 2026-05-05 📍 Ravenna it
Al porto di Ravenna bando per mezzi operativi non inquinanti AdriaPorts
TRIESTE – L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro-Settentrionale ha riaperto il bando “Porti Verdi”, stanziando 4 milioni di euro a fondo perduto per sostenere terminalisti e concessionari portuali nella sostituzione dei mezzi operativi in banchina con attrezzature elettriche o a idrogeno. Le domande si possono presentare fino al 30 giugno 2026. L’intensità di aiuto arriva fino al 100% dei costi ammissibili, con un tetto di 300.000 euro per singolo beneficiario. Si tratta di una misura importante e strategica nel panorama degli incentivi italiani, resa possibile dalla classificazione del contributo come compensazione dei costi addizionali per la decarbonizzazione rispetto all’acquisto dell’equivalente mezzo diesel. Tra le spese ammesse: acquisto di veicoli nuovi elettrici o a idrogeno – tra cui muletti, gru, spazzatrici, autocarri – retrofit di mezzi diesel esistenti, installazione di infrastrutture di ricarica, spese tecniche di progettazione e formazione degli operatori. Esclusi i mezzi a metano, gli acquisti di usato e qualsiasi spesa sostenuta prima del decreto di aggiudicazione. Possono accedere al bando i privati terminalisti e i titolari di concessione o titolo equivalente rilasciato dall’AdSP, che svolgano la propria attività all’interno del porto di Ravenna o di Marina di Ravenna. La concessione deve essere in corso di validità per almeno cinque anni dalla data di domanda, arco temporale corrispondente al vincolo di utilizzo del bene acquistato. La procedura è a sportello: le domande vengono valutate in ordine di arrivo fino a esaurimento delle risorse disponibili , con decreto di aggiudicazione atteso entro 60-90 giorni dalla scadenza e liquidazione del 50% di anticipo entro 30 giorni dal decreto. Il bando si inserisce nell’investimento 1.1 del PNRR “Porti verdi”, per il quale il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha complessivamente stanziato 270 milioni di euro destinati alla sostenibilità ambientale degli scali italiani.
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A Ravenna arriva ‘Deportibus’, il festival internazionale dedicato alla portualità
📰 SHIP MAG Media 📅 2026-05-04 📍 Ravenna it Clima · decarbonizzazione
Dal 21 al 23 maggio il porto diventa spazio di confronto tra istituzioni, imprese e cittadini L'articolo A Ravenna arriva ‘Deportibus’, il festival internazionale dedicato alla portualità proviene da Shipmag .
Dal 21 al 23 maggio il porto diventa spazio di confronto tra istituzioni, imprese e cittadini Bologna – La nuova centralità geopolitica del Mediterraneo, il ruolo dei porti nella sicurezza nazionale ed europea, l’integrazione tra infrastrutture, logistica e sistema produttivo, la transizione energetica, l’innovazione tecnologica, l’intelligenza artificiale applicata alle infrastrutture, il rapporto tra porti, città e territori, il turismo crocieristico e le nuove competenze del lavoro portuale. Sono solo alcuni dei temi che verranno affrontati e discussi da istituzioni, esperti, professionisti e associazioni di categoria in occasione di “Deportibus – Il Festival dei porti che collegano il mondo”, il primo evento internazionale interamente dedicato ai grandi temi della portualità, che ha scelto Ravenna per la sua seconda edizione e che si terrà, dal 21 al 23 maggio prossimi, nella città diventata da poco la prima Capitale italiana del Mare. Tutte le informazioni e il programma completo sono disponibili su deportibus.it. Deportibus – promosso dall’Adsp del Mare Adriatico centro-settentrionale in collaborazione con Regione Emilia-Romagna, Provincia di Ravenna, Comune di Ravenna e organizzato da Italian Blue Growth – sarà anche l’occasione di confronto sulla bozza del disegno di legge di riforma del sistema portuale. Al Festival se ne parlerà in una tavola rotonda dedicata con il Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi. L’ inaugurazione del Festival e il taglio del nastro si terranno giovedì 21 maggio a partire dalle ore 9.30 presso le Artificerie Almagià. Nell’arco delle tre giornate, il Festival ospiterà oltre 30 appuntamenti tra tavole rotonde, conferenze, interviste, incontri, momenti di co-working, spettacoli e presentazioni di libri, dedicati a questioni decisive per il futuro del settore. Per l’occasione, Ravenna, il suo porto e la Darsena, insieme ad alcuni dei luoghi più significativi della città, si trasformeranno in un laboratorio diffuso di idee, relazioni e visioni. Il programma si articolerà in due macro-aree tematiche. La prima, ‘Connessioni’, sarà dedicata al confronto tecnico, politico e istituzionale: uno spazio pensato per approfondire strategie, innovazione, portualità e sviluppo territoriale attraverso il contributo di esperti, amministratori, imprese e ricercatori. La seconda, ‘Impronte’, rappresenterà invece la dimensione più divulgativa e accessibile del Festival, con incontri, talk, visite guidate, dimostrazioni e performance pensati per raccontare a un pubblico ampio i temi del mare, dei porti, dell’ambiente, del lavoro e dell’innovazione. Tra i focus previsti, figurano anche i progetti energetici e ambientali legati al porto di Ravenna, la decarbonizzazione dei sistemi portuali, le politiche di destinazione per il traffico crocieristico, la sicurezza del Mediterraneo, l’intermodalità mare-terra e il contributo della logistica alla competitività del Made in Italy.
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Rinnovato a Ravenna il contratto integrativo di Sers per il ‘nuovo’ rimorchio portuale
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-04 📍 Ravenna it
Firmato da Filt Cgil e Fit Cisl, non è stato sottoscritto da Uiltrasporti che nei giorni scorsi ha proclamato lo stato di agitazione nello scalo L'articolo Rinnovato a Ravenna il contratto integrativo di Sers per il ‘nuovo’ rimorchio portuale proviene da Shipping Italy .
Firmato da Filt Cgil e Fit Cisl, non è stato sottoscritto da Uiltrasporti che nei giorni scorsi ha proclamato lo stato di agitazione nello scalo Accordo raggiunto a Ravenna tra i sindacati Filt Cgil e Fit Cisl e Sers (MedTug) sul rinnovo del contratto integrativo aziendale per il personale addetto al servizio di rimorchio nello scalo. Le due sigle lo hanno annunciato oggi, evidenziando di avere avuto “mandato dalla maggioranza dei lavoratori”, che si era già espressa a favore dell’intesa tramite una sottoscrizione con firma della relativa bozza. Non ha invece firmato l’accordo Uiltrasporti, che nei giorni scorsi aveva proclamato lo stato di agitazione per i lavoratori del rimorchio dello scalo. Il rinnovo, ricostruiscono ora in una nota Filt Cgil e Fit Cisl, “avviene dopo una lunga e difficile trattativa, durata più di un anno, con la necessità di rinnovare un contratto integrativo scaduto da ben 10 anni ed esigenze articolate sia da parte aziendale che da parte dei lavoratori”. La firma arriva peraltro nei giorni in cui sta diventando operativa la nuova concessione per il rimorchio nel porto di Ravenna, che come noto ha allargato il raggio dei servizi da assicurare. In particolare, il nuovo contratto – che salvo richiesta di indizione di un referendum da parte del sindacato non firmatario (ovvero Uiltrasporti) dovrebbe entrare in vigore automaticamente – “prevede un incremento del numero degli equipaggi in servizio dai precedenti 16 a 18 con un conseguente calo dei carichi di lavoro, riduzione dei cavi medi per equipaggio superiore al 10% e un’articolazione dei turni che nel rispetto della sicurezza a bordo garantisce 5 giorni di riposo nei 15 in cui si articola il turno”, andando a rappresentare una versione aggiornata e integrata di quello presentato dalle stesse due sigle e rigettato dalla assemblea dei lavoratori lo scorso dicembre. Dal punto di vista economico, prosegue la nota di Filt Cgil e Fit Cisl, “oltre al superamento delle precedenti differenti indennità esistenti a seconda dell’anzianità, è previsto un importante aumento annuo a fronte dell’incremento dell’indennità di produttività mensile diversificata a seconda della qualifica”. Viene inoltre istituito un premio di risultato annuale calibrato sulla base del traffico in porto, che porterà in aggiunta “mediamente dai 1.700 ai 2.300 euro per lavoratore”. A chiusura dell’accordo, le parti, inoltre, hanno definito “l’erogazione per l’anno 2025 di una cifra una tantum per i lavoratori in forza al momento del rinnovo”. La nota di Filt Cgil e Fit Cisl si chiude con l’espressione di soddisfazione per il risultato raggiunto, e l’auspicio che questo risultato “crei le condizioni per ritrovare spirito costruttivo e collaborativo all’interno dell’azienda”. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Nuovo accordo a Ravenna fra autotrasporto e container
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-04-30 📍 Ravenna it
Intesa fra parte della committenza e parte delle imprese camionistiche sulle attese al carico/scarico dei mezzi L'articolo Nuovo accordo a Ravenna fra autotrasporto e container proviene da Shipping Italy .
Le Associazioni di Ravenna dei committenti Spedizionieri Arsi e Agenti Marittimi Asamar e le Associazioni degli autotrasportatori Cna Ravenna, Confartigianato Imprese Ravenna, Confcooperative Romagna Estense e Legacoop Romagna, riunite nel Cuar, hanno siglato questa mattina, presso la sede dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Adriatico Centro Settentrionale, un nuovo accordo per definire regole condivise, trasparenza e collaborazione sul tema delle attese alla caricazione e scaricazione di merci in container: “Si rafforza un modello virtuoso di collaborazione nella logistica dei container basato su fiducia reciproca e qualità dei rapporti tra le parti” ha spiegato una nota congiunta. “Un accordo, curato dall’Avv. Simone Bassi, che nasce prima di tutto da un principio: la qualità delle relazioni tra imprese è un fattore decisivo per la competitività del sistema portuale. Il documento sottoscritto sulla piazza di Ravenna rappresenta, un ulteriore passo concreto verso un modello più maturo di collaborazione tra committenti e autotrasportatori, fondato su regole condivise, trasparenza e responsabilità reciproca” si aggiunge nella nota. Secondo i firmatari la creazione di strumenti condivisi, come la commissione paritetica per la gestione delle controversie, va nella direzione di un dialogo continuo e strutturato tra le parti. “Non solo regole, dunque, ma un vero e proprio patto di sistema – ha osservato il coordinatore del Cuar Veniero Rosetti – che punta a rinsaldare le relazioni fra gli operatori della logistica e a qualificare ulteriormente il porto di Ravenna come contesto in cui cooperazione e competitività possono crescere insieme”. “È un accordo importante. Dimostra come, a livello territoriale, sia possibile costruire soluzioni condivise in grado di rafforzare la collaborazione tra committenza e autotrasporto. L’intesa punta – ha sottolineato Annagiulia Randi, presidente di Arsi – su previsioni contrattuali uniformi e condivise in materia di tempi di attesa al carico e allo scarico, offrendo maggiore certezza e organizzazione agli operatori. La nostra categoria si conferma così come elemento strategico della catena logistica, capace di dialogare e fare sintesi tra le diverse esigenze dei soggetti coinvolti, a beneficio dell’intero sistema imprenditoriale ravennate”. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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