Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 4854 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.
📰 ANSA.itAlta📅 2026-05-29📍 Porto TorresitElettrificazione · cold ironing
Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini in visita nella sede dell'AdSP di Porto Torres. Un incontro tecnico, quello del vicepremier con il presidente dell'Authority Domenico Bagalà, per fare il punto sull'andamento dei lavori in corso e sui progetti. (ANSA)
📰 Thewom.it📅 2026-06-11📍 Porto TorresitSalute · ambiente
Come organizzare un viaggio mare in Sardegna nel 2026 Per esplorare le spiagge più belle della Sardegna serve una base logistica chiara. Gli aeroporti principali sono Cagliari a Sud, Olbia a Nord-Est e Alghero a Nord-Ovest: da qui si raggiungono facilmente Co…
A cque trasparenti, sabbia chiara, scogliere a picco sul mare e calette raggiungibili solo via mare o attraverso sentieri panoramici. La Sardegna è una delle poche regioni dove ogni tratto di costa offre paesaggi diversi e dove basta spostarsi di qualche chilometro per ritrovarsi in uno scenario completamente nuovo. Da nord a sud, ecco le spiagge più belle da inserire in un viaggio estivo sull'isola.
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Come organizzare un viaggio mare in Sardegna nel 2026
Sardegna
Per esplorare le spiagge più belle della Sardegna serve una base logistica chiara. Gli aeroporti principali sono Cagliari a Sud, Olbia a Nord-Est e Alghero a Nord-Ovest: da qui si raggiungono facilmente Costa Smeralda, Golfo di Orosei, Costa Rei, Chia e Costa Verde.
I porti più usati sono Olbia, Golfo Aranci, Porto Torres (Nord) e Cagliari (Sud), ideali se si viaggia con auto al seguito, indispensabile per muoversi tra baie isolate e spiagge attrezzate.
Il periodo migliore per godersi mare trasparente e meno folla va indicativamente da maggio a giugno e da settembre a ottobre: la luce è più morbida, le temperature permettono anche trekking costieri come quello per Cala Goloritzé o Cala Coticcio e l’accesso alle spiagge contingentate è meno stressante. Luglio e agosto restano i mesi con più servizi attivi, ma anche con più restrizioni, prenotazioni obbligatorie e spiagge piene fin dalla mattina.
Un soggiorno di una settimana permette un assaggio equilibrato di Nord o Sud; con 10-14 giorni si può pensare a un vero “coast tour” che includa anche escursioni nell’interno: Supramonte, paesi ogliastrini, siti nuragici come Su Nuraxi.
Nord della Sardegna
Nel Nord della Sardegna l’acqua assume tonalità quasi irreali. È l’area giusta per chi cerca sabbie chiarissime, fondali bassi e panorami sulle isole.
La Spiaggia del Principe, in Costa Smeralda, si apre come una mezzaluna chiara tra rocce di granito rosa e vegetazione bassa. Una breve passeggiata dal parcheggio conduce a una baia doppia, divisa da scogli affioranti. Qui lo snorkeling regala fondali popolati da piccoli pesci tra massi arrotondati, con acqua color smeraldo che cambia sfumatura a ogni nuvola.
A San Teodoro, Cala Brandinchi è uno dei nomi che ricorrono spesso quando si parla di mare “da tropici”: sabbia soffice, fondali bassi per decine di metri, pineta alle spalle che profuma di resina nelle ore più calde. Fa parte dell’area marina protetta di Tavolara e, nelle giornate limpide, l’isola si staglia davanti come una parete di roccia bianca. In alta stagione l’accesso può essere regolamentato e la spiaggia è molto frequentata; meglio puntare alle prime ore del mattino o alle settimane di spalla.
Spostandosi a Nord-Ovest, La Pelosa a Stintino ha fatto il giro del mondo sui social: sabbia quasi bianca, acqua bassa e calma, una torre aragonese su un isolotto a pochi metri dalla riva.
Per tutelare questo ambiente delicato, l’accesso in estate è contingentato, con prenotazione e numero chiuso, e si possono usare solo teli appoggiati su stuoie per proteggere la sabbia. Dal punto di vista fotografico, alcuni dei colpi d’occhio migliori si hanno già dalla strada panoramica che scende verso la spiaggia.
Spiaggia Rosa
Chi sogna l’Arcipelago della Maddalena ha due nomi da segnare. La Spiaggia Rosa di Budelli, oggi tutelata rigidamente, non è accessibile a piedi: la sabbia, resa rosata da minuscoli frammenti di conchiglie e coralli, si osserva da un belvedere dedicato o dal mare con tour in barca autorizzati. È una visita contemplativa, da abbinare a bagni e soste nelle spiagge vicine dove invece è possibile entrare in acqua.
Poi c’è Cala Coticcio, sull’isola di Caprera, spesso soprannominata “Tahiti” per la combinazione di rocce rosa, macchia mediterranea e piscina naturale verde-azzurra. La cala è suddivisa in due piccole insenature collegate da scogli affioranti, perfette per chi ama maschera e pinne. L’accesso via terra è regolamentato e in estate si visita solo con guide ambientali, tramite un sentiero che richiede scarpe da trekking e un po’ di allenamento; in alternativa si arriva con le barche che girano l’arcipelago.
Più a Nord, verso Santa Teresa di Gallura, Rena Bianca è la classica “spiaggia cittadina” che non rinuncia a un mare chiaro: sabbia chiarissima, stabilimenti e bar a pochi metri, possibilità di fare un bagno e in pochi minuti tornare nel centro del paese per un pranzo o un gelato. Dalla zona della Torre di Longonsardo lo sguardo spazia sullo stretto di Bocche di Bonifacio e, nelle giornate terse, sulle falesie bianche della Corsica.
Cala Mariolu
Il Golfo di Orosei è il lato più selvaggio della costa orientale sarda, con pareti calcaree che scendono a picco e spiagge minuscole, spesso raggiungibili solo dal mare o con sentieri impegnativi.
Cala Mariolu è una delle più iconiche: un anfiteatro di roccia chiara che racchiude un arenile di minuscoli ciottoli bianchi, simili a schegge di marmo. L’acqua passa dal turchese chiarissimo al blu intenso in pochi metri, ed è ricca di vita marina, perfetta per chi ama nuotare con la maschera.
Si arriva in genere con le barche che partono da Cala Gonone, Arbatax o Santa Maria Navarrese; la spiaggia è in gran parte libera e non offre molta ombra, quindi servono cappello, crema solare e scorte d’acqua.
Più a Sud, Cala Goloritzé richiede impegno fisico ma ripaga con un paesaggio quasi lunare: una guglia calcarea acuminata (Monte Caroddi) che sovrasta la spiaggia, un arco naturale sul lato della baia e ciottoli bianchi che fanno risaltare l’azzurro intenso del mare. L’accesso via terra parte dall’altopiano del Golgo e prevede un’escursione di circa un’ora e mezza in discesa all’andata (e salita al ritorno), con prenotazione e ticket di ingresso; in barca si può solo ancorare a distanza dalla riva, nel rispetto delle norme del parco.
Cala Luna, spartita tra i comuni di Dorgali e Baunei, è diversa da tutte: una lingua di sabbia dorata, più grossa, chiusa da grotte profonde che diventano riparo naturale nelle ore più calde. Alle spalle, la valle di Codula di Luna, in estate costellata di oleandri. Si raggiunge con barche da Cala Gonone e Santa Maria Navarrese oppure tramite un sentiero costiero per escursionisti preparati. Dietro la spiaggia, in stagione, sono presenti un bar e un piccolo ristorante. Nelle vicinanze si trovano anche le Grotte del Bue Marino, visitabili con escursioni dedicate.
Is Arutas
Spostandosi sul versante occidentale della Sardegna, la Penisola del Sinis, vicino a Cabras, cambia completamente scenario. Is Arutas è famosa per la sua sabbia fatta di granelli di quarzo, piccoli come chicchi di riso, dalle sfumature rosa, bianche e verdi: camminandoci sopra, si sente una consistenza diversa, quasi granulare ma non tagliente. L’acqua qui tende al verde smeraldo, il vento può sollevarsi rapidamente e creare condizioni perfette per surf e sport da onda. La spiaggia è inserita in un’area marina protetta: è vietato raccogliere o portare via i granelli di quarzo, un comportamento che viene controllato con attenzione.
A breve distanza sorge Tharros, antica città punica e poi romana, utile per alternare giornate di mare a visite archeologiche con vista sulle baie della zona. L’intera Penisola del Sinis è una scelta adatta a chi cerca natura poco costruita e un ritmo di vacanza più tranquillo rispetto alle località glamour del Nord-Est.
Sud Sardegna: dune, fenicotteri e spiagge chilometriche
Il Sud della Sardegna è un susseguirsi di dune, lagune e baie sabbiose che si affacciano su un mare aperto ma spesso con fondali bassi, perfetti anche per chi viaggia con bambini.
Su Giudeu
Nella zona di Chia, Su Giudeu è una lunga distesa dorata, con dune alte ricoperte di ginepri e una laguna alle spalle dove, con un po’ di pazienza e un binocolo, si possono scorgere fenicotteri rosa. Davanti alla spiaggia si trova un isolotto roccioso che, in base alla marea e al livello dell’acqua, si può raggiungere con una breve camminata in mare, arrampicandosi poi fino alla sommità per una vista completa sulla baia. Qui coesistono tratti liberi e stabilimenti attrezzati, e molte scuole di sport acquatici.
Procedendo lungo la strada panoramica costiera verso Ovest, la spiaggia di Tuerredda, nel territorio di Teulada, ha sabbia chiara, sottile, e una baia chiusa da colline verdi. Di fronte, l’isolotto di Tuerredda sembra quasi un prolungamento della spiaggia: chi è un buon nuotatore può raggiungerlo in acqua calma per osservare la costa da un altro punto di vista. Per preservare l’area, l’accesso estivo è spesso controllato e su prenotazione, con un numero massimo di presenze giornaliere. Anche qui sono presenti stabilimenti con ristorazione e servizi.
Spostandosi verso Sud-Est, nel territorio di Villasimius, Porto Giunco è famosa per l’effetto “doppio mare”: da un lato il mare aperto con sabbia chiara, dall’altro la laguna di Notteri, spesso frequentata dai fenicotteri. Una passeggiata sulla striscia di sabbia permette di osservare contemporaneamente i riflessi azzurri dell’acqua marina e le tonalità più lattiginose dello stagno. Salendo fino alla Torre di Porto Giunco, una torre costiera d’epoca aragonese, lo sguardo abbraccia tutta la costa fino a Capo Carbonara.
Cala Sinzias
Più a Nord, lungo la costa di Castiadas e Costa Rei, Cala Sinzias si stende per quasi due chilometri di sabbia dorata. La larghezza dell’arenile e la lunghezza della baia fanno sì che, anche nelle ore centrali, sia quasi sempre possibile trovare zone più tranquille lontane dagli accessi principali. Alle spalle della spiaggia crescono pini ed eucalipti, che nelle giornate calde riempiono l’aria di un profumo resinoso. L’acqua è chiara e generalmente calma, con fondale sabbioso per diversi metri dalla riva.
Chi punta a paesaggi più estremi deve guardare al Sud-Ovest, alla Costa Verde. Qui, la spiaggia di Piscinas è conosciuta per le sue dune tra le più alte d’Europa: onde di sabbia che si allungano verso l’entroterra per chilometri, modellate dal vento.
L’arenile è ampio, affacciato su un mare aperto che attrae spesso surfisti e amanti delle onde. Nelle vicinanze affiorano strutture minerarie abbandonate, resti della storia industriale della zona, che conferiscono a questo tratto di costa un’atmosfera quasi desertica. Presso il principale accesso al mare si trovano comunque alcune strutture ricettive e punti di ristoro.
Tra mare, storia e cucina: consigli pratici per vivere la Sardegna oltre la spiaggia
Nuraghi
Una vacanza dedicata alle spiagge della Sardegna funziona ancora meglio se alternata a esperienze culturali e gastronomiche.
L’isola è costellata di nuraghi, tombe dei giganti e villaggi antichi: il complesso di Su Nuraxi di Barumini, nell’interno del Sud, è il sito archeologico nuragico più famoso e racconta una civiltà che ha modellato il paesaggio con torri di pietra ben prima dei romani.
Nei paesi dell’interno, soprattutto tra Nuoro e Ogliastra, resistono tradizioni ancora molto vive: costumi ricamati, canti a tenore, feste patronali che animano le piazze nei mesi estivi. Una giornata lontano dalla costa permette di entrare in contatto con un lato diverso dell’isola e di scoprire una cucina più robusta, fatta di pane carasau, formaggi ovini, maialetto arrosto, culurgiones e dolci a base di mandorle e miele.
Sulla costa il pescato diventa protagonista: aragoste, bottarga di muggine di Cabras, fregola ai frutti di mare, zuppe di pesce. In molte località, i ristoranti propongono piatti legati alla tradizione ma reinterpretati in chiave contemporanea: un buon modo per concludere le giornate di mare è sedersi nei centri storici di Alghero, Cagliari, Olbia, La Maddalena o Villasimius e osservare il via vai mentre tramonta il sole.
Per chi desidera muoversi senza stress tra calette raggiungibili solo dal mare, nel 2026 continueranno a essere centrali le escursioni in barca: nel Nord per La Maddalena, Budelli, Caprera e l’Asinara; a Est per le calette del Golfo di Orosei; a Sud per i dintorni di Villasimius e l’area di Capo Spartivento. Prenotare in anticipo, soprattutto in alta stagione, è essenziale per trovare posto negli orari meno affollati.
📰 SHIP MAGMedia📅 2026-05-29📍 Porto TorresitElettrificazione · cold ironing
Il presidente Bagalà: "Scalo in profonda trasformazione tra infrastrutture, energia, crocieristica diporto e cantieristica" L'articolo Il Ministro Salvini in visita nella sede dell’Adsp di Porto Torres proviene da Shipmag .
Il presidente Bagalà: “Scalo in profonda trasformazione tra infrastrutture, energia, crocieristica diporto e cantieristica”
Porto Torres – Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha visitato la sede dell’Adsp di Porto Torres, dove ha incontrato il presidente Domenico Bagalà per un confronto sullo stato di avanzamento dei lavori e sui futuri sviluppi dello scalo. Porto Torres si conferma uno dei principali hub in crescita del sistema portuale della Sardegna, al centro di un vasto programma di investimenti che ne sta potenziando infrastrutture, capacità operativa e ruolo strategico nel Mediterraneo. Negli ultimi anni sono stati completati interventi per oltre 13 milioni di euro, con miglioramenti su accoglienza passeggeri, servizi e digitalizzazione. Parallelamente sono in corso cantieri per circa 74 milioni di euro, tra cui il prolungamento dell’Antemurale di Ponente, la riorganizzazione della banchina Alti Fondali e l’introduzione di sistemi di cold ironing per l’alimentazione elettrica delle navi in banchina. Tra i progetti innovativi figura anche il sistema “Millepiedi”, basato sul moto ondoso per la produzione di energia pulita.
Il piano di sviluppo 2026-2028 prevede ulteriori interventi strategici, tra cui il completamento della Darsena Servizi e la realizzazione di nuove infrastrutture logistiche nell’area dell’ex pontile Eni, destinate a rafforzare il ruolo del porto come piattaforma del Nord Ovest Sardegna. Cresce anche il traffico passeggeri, con oltre 1,07 milioni di transiti nel 2025, e si consolida lo sviluppo della crocieristica di fascia alta, orientata a un turismo esperienziale e culturale. In aumento anche il segmento della nautica da diporto, sostenuto da nuove infrastrutture per yacht e refitting, tra cui un travel lift da 650 tonnellate. Secondo il presidente dell’Adsp Domenico Bagalà, Porto Torres sta vivendo una fase di forte trasformazione basata su investimenti, innovazione e diversificazione delle attività portuali, con un ruolo sempre più rilevante nel sistema logistico e marittimo nazionale e mediterraneo.
📰 Comune di Porto Torres📅 2026-05-29📍 Porto TorresitSalute · ambiente
MarEducante Comune di Porto Torres
Cos'è
MarEducante è un servizio estivo rivolto a bambini dai 3 ai 12 anni, con proposte innovative che intrecciano i linguaggi espressivi con la valorizzazione e cura del’’ambiente marino. Dal 29 giugno al 4 settembre, dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 13.00. Tutte le settimane sarà presente la biologa marina Cristina Bonino dell’associazione ASD I Sette Mari che accompagnerà i bambini nelle loro scoperte. Tre atelieristi guideranno i bambini attraverso diversi linguaggi espressivi. Sono previsti due eventi speciali: il 30 maggio dalle 9.00 alle 11.00 “Bio-passeggiata” presso la spiaggia dello Scoglio Lungo; sabato 8 agosto escursione al Parco dell’Asinara con visita al CRAMA. Al termine del servizio estivo verrà realizzata un’esposizione che racconterà l’esperienza. Progetto realizzato con bando della Fondazione di Sardegna.
Il progetto "MarEducante" si propone come un servizio estivo intensivo di 8 settimane e di alta qualità metodologica, rivolto a 80 bambini e ragazzi del Nord Sardegna (3-12 anni). L'obiettivo primario è intersecare l'innovazione didattica con la valorizzazione concreta del Patrimonio Ambientale Marino, trasformando l'Atelier non in un semplice laboratorio, ma in un centro di ricerca e sperimentazione educativa. La filosofia educativa del progetto si ispira al Reggio Emilia Approach di Reggio Children, un modello pedagogico che riconosce nel bambino il portatore dei “Cento Linguaggi" (creativi, espressivi, cognitivi) e che considera l'ambiente come il “Terzo Educatore". L'attenzione dei 3 Atelieristi specializzati è posta sull’esplorazione quotidiana di questi linguaggi (grafica, creta, luce, digitale, ecc.) per narrare e conoscere il mondo marino. Per garantire un allestimento e una progettazione dei contesti di apprendimento all'altezza di standard internazionali, ci avvaliamo della collaborazione di DIIP Design Infancia Innovación Proyectos, un'entità di formazione con sede a Barcellona specializzata nel design di spazi per l'infanzia e nell’innovazione pedagogica per la fascia 0-12 anni, (partner del progetto). La metodologia si concentra sulla Didattica Zero Waste, dove l'ambiente fornisce la materia prima per la sperimentazione. A tal fine, le esperienze sul campo sono cruciali: i bambini parteciperanno a una Passeggiata Ecologica presso la spiaggia dello Scoglio Lungo per la raccolta degli scarti marini, e a una Passeggiata Naturalistica con approfondimento scientifico sull'Isola dell’Asinara. Queste esperienze all’aperto avvengono con la collaborazione strategica di ASD I Sette Mari (partner del progetto) e sono arricchite dalla supervisione specialistica della loro Biologa Marina. Questa expertise scientifica garantisce la corretta analisi degli scarti e la comprensione dell'impatto ambientale prima che i materiali vengano riutilizzati creativamente. Il processo sperimentale culmina nella realizzazione di una pubblicazione e una Mostra Finale di restituzione, rendendo visibile l’esperienza dei bambini, alla comunità e alle Istituzioni.
Programma
Per giovani esploratori dai 3 ai 12 anni
dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 senza pranzo con merenda al sacco
dal 29 giugno al 3 luglio
dal 6 al 10 luglio
dal 20 al 24 luglio
dal 27 al 31 luglio
dal 3 al 7 agosto
dal 24 al 28 agosto
dal 31 al 4 settembre
Appuntamenti speciali in collaborazione con ASD I Sette Mari
sabato 30 maggio - 9-11 "Biopasseggiata" c/o Spiaggia dello Scogliolungo (massimo 20 partecipanti)
sabato 6 agosto escursione c/o Parco Nazionale dell'Asinara (massimo 40 partecipanti)
Con il contributo di Fondazione di Sardegna, Isolex S.C.P.A., S&I NordOvest Sardegna Srl, Altair S.r.l.
Locandina dell'evento
Cos'è
IL 31 maggio dalle ore 9,30 ci sarà l’evento “Liberiamo insieme il mare”, in prossimità della giornata degli
oceani in arrivo l’8 giugno, Ambiente Mare Italia con la referente locale Bonino Cristina e l’ASD I Sette
Mari propongono una pulizia dei fondali costiera da Renaredda a Scogliolungo, un intervento ambientale e
di monitoraggio, da parte dei soci subacquei della ASD Sette Mari, guidati e coordinati dalla dott.ssa Bonino
Cristina referente Ambiente Mare Italia localmente.
Programma in dettaglio:
Ore 9:30 - 10:00 briefing e sensibilizzazione ambientale sui rifiuti e l’impatto sull’ecosistema costiero presso la
sede ASD I Sette Mari.
Ore 10:00 preparazione dei subacquei
Ore 10:30 - 11:30 intervento subacqueo entrata in acqua Renaredda - uscita subacquei spiaggia Scogliolungo
Ore 11:30 - 12:30 debriefing, restituzione, dibattito e coscienza ambientale presso la spiaggia Scogliolungo.
locandina
📰 La Nuova Sardegna📅 2026-05-10📍 Porto TorresitClima · decarbonizzazione
I carburanti green per gli yacht saranno prodotti in Sardegna: è il primo progetto al mondo – La sfida La Nuova Sardegna
Porto Rotondo Il nome è in fase di studio, anche il marketing vuole la sua parte, ma è molto probabile che si chiamerà “Bi-Emerald”. Sarà un carburante unico, a impatto zero sull’ambiente. Non a basso impatto. Zero. Yacht e superyacht tra qualche anno potranno essere riforniti con un biometanolo prodotto dai rifiuti gettati nell’umido.
Da ieri 9 maggio, alla Fiera nautica di Sardegna, si è ufficialmente entrati nella fase operativa: «Siamo primi al mondo, stiamo arrivando alla produzione di questo biometanolo con uno sforzo di autorità, industria, politica, accademia e centri di ricerca», sospira di sollievo Flavio Manenti, professore ordinario di impianti chimici “Giulio Natta” del Politecnico di Milano.
Sentire la genesi dei grandi progetti è sempre spassoso. Simone Morelli, patron della Marina Cala dei Sardi, che si intravede lontana all’orizzonte oltre gli yacht a Porto Rotondo, torna indietro di circa due anni. Quando il gruppo Sanlorenzo yacht, uno dei più importanti al mondo nella costruzione di imbarcazioni, gli chiede disponibilità in uno dei suoi moli per costruire un distributore di biometanolo. Dall’altra parte non sapevano ancora come partire, ma intanto si portavano avanti. «E io mi sono ricordato di aver letto sulla Nuova Sardegna un articolo sul progetto del biodigestore del Cipnes». È fatta: hanno pensato tutti.
L’impianto in costruzione a Spiritu Santu, alle porte sud di Olbia, sarà pronto tra un anno. Produrrà biometano, in piccola parte pensato per essere immesso nella rete degli usi domestici. La grande parte diventerà biometanolo, con un processo che nel lungo tempo azzera i consumi di Co2. Si parte dalla forsu, cioè la frazione organica dei rifiuti solidi urbani. «In Italia abbiamo una produzione di 30 milioni di tonnellate di rifiuti, di cui il 40 per cento di frazione organica derivante dalla raccolta differenziata». Un «patrimonio» a disposizione, suggerisce Laura D’Aprile, Capo dipartimento sviluppo sostenibile del ministero dell’Ambiente.
Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna, Domenico Bagalà, arriva con una mappa dell’isola dove indica già i «nove porti» per realizzare una «rete di stoccaggio e distribuzione» del biometanolo. Tra Santa Teresa Gallura a Golfo Aranci, Olbia, Arbatax, Cagliari, Sarroch, Portovesme, Oristano e Porto Torres. «Insieme potremmo presentare un progetto europeo».
Ancora dal Mase, Giovanni Perrella, presidente del Comitato tecnico consultivo biocarburanti, indica come rendere competitiva la nuova filiera «che avrà un futuro, perché nella transizione energetica del 2030 c’è di sicuro il biometanolo. Dobbiamo mettere in campo tre strumenti per garantire tre sostenibilità: quella ambientale, quella economica dei produttori, con degli incentivi, e quella economica di chi paga questo carburante».
Il biodigestore di Olbia è il punto di partenza, il progetto è esportabile e potrà ridisegnare i punti di distribuzione nel Mediterraneo. Ora si passa alla fase operativa che vede il Politecnico di Milano in prima linea per lo sviluppo della catena sostenibile e di economia circolare. Tra 20 mesi si esce dal laboratorio e si inizia con la produzione. «Il politecnico supporta la fase di ingegneria avanzata del progetto – spiega Manenti, che indica il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi –, è la prima volta che vedo una rete così forte tra istituzioni, università e imprese. Il Cipnes ora cercherà una serie di finanziamenti per garantire l’investimento e un impianto per un prodotto specifico per i motori nautici. Siamo primi al mondo», ripete, corre nel van che lo accompagna all’aeroporto Costa Smeralda.
📰 La Nuova Sardegna📅 2026-05-05📍 Porto TorresitAria · inquinamento
I-Clean, dalla Sardegna il progetto che rivoluziona il mondo delle pulizie: ecco come funziona La Nuova Sardegna
Nel settore della pulizia, tradizionalmente legata all’uso di detergenti e detersivi chimici, si è aperta una nuova fase che unisce sostenibilità ambientale, risparmio e organizzazione del lavoro. Il capofila è Tonino Bernardini, 37 anni, di Porto Torres, esperto in pianificazione ambientale e fondatore della startup “iClean”. Il progetto di Bernardini, propone un modello alternativo basato sull’utilizzo dell’acqua ozonizzata per le operazioni di pulizia e sanificazione.
Come funziona
La startup ha creato un dispositivo, applicabile in qualsiasi locale, che trasforma l’acqua corrente in acqua ozonizzata, utilizzabile immediatamente per diverse applicazioni professionali o domestiche. «Il dispositivo prende l’ossigeno dall’aria, all’interno dell’apparecchio viene rotta la molecola dell’ossigeno e diventa così ozono, questo ozono viene iniettato all’interno dell’acqua. Successivamente si riempie il flaconcino e così abbiamo la nostra acqua a forte potere sgrassante e igienizzante» spiega il portotorrese.
La scienza dietro iClean
«Il principio su cui si fonda il progetto è semplice solo in apparenza – continua Bernardini -. Si sfruttano le proprietà ossidanti dell’ozono, generato direttamente in loco, per ottenere una soluzione in grado di pulire e ridurre la carica microbica, senza però ricorrere ai tradizionali prodotti chimici. In questo modo si riduce l’impatto ambientale, e si contengono i costi operativi. Tra l’altro con una maggiore tutela della salute di chi opera in ristoranti, Rsa, supermercati o semplicemente in casa».
Gli studi
Secondo l’azienda, l’efficacia del sistema è stata verificata attraverso test di laboratorio condotti secondo standard europei. Il meccanismo, spiegano, è legato alla capacità dell'ozono di ossidare le membrane cellulari dei microrganismi, inattivandoli. «Tuttavia è importante sottolineare che il dispositivo non è classificato come “medico-chirurgico”, poiché l’ozono viene generato sul momento e non commercializzato come prodotto già confezionato» spiegano.
L’ambiente
L’aspetto centrale della proposta riguarda la sostenibilità ambientale. L’eliminazione o la drastica riduzione dei detergenti comporta una diminuzione significativa degli imballaggi in plastica e delle emissioni legate alla logistica. A questo si aggiunge un minore impatto delle acque reflue, che non contengono residui chimici.
La nascita del progetto
L’apparecchio non è nato da una singola invenzione, esistono infatti sul mercato altri meccanismi simili, ma da una lavoro di selezione e ricerca che semplificano l’operatività del meccanismo.
«Il punto di partenza è stato individuare un cambiamento nel mercato – precisa Bernardini -. Il modello basato su detergenti chimici infatti, ha già iniziato a mostrare i suoi limiti, sia in termini ambientali che operativi. Da lì abbiamo costruito una soluzione che garantisce anche la possibilità di intervenire sullo sviluppo e sull’aggiornamento del prodotto stesso, e la scelta è ricaduta su una produzione europea» conclude.