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Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 4854 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.

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Le spiagge meno affollate d’Italia: 20 mete per un’estate lontana dalla folla
📰 Thewom.it 📅 2026-06-15 📍 Olbia it
Ogni estate, milioni di turisti si riversano sulle stesse spiagge iconiche della penisola, trasformando lidi un tempo selvaggi in distese di ombrelloni a perdita d’occhio. Eppure, l’Italia nasconde ancora centinaia di angoli di mare straordinari, raggiungibil…
C alette raggiungibili solo a piedi o via mare, lunghi arenili ionici ignorati dal turismo di massa, e isole pontine da visitare fuori stagione. Ecco le spiagge poco affollare da scoprire in Italia (anche fuori stagione) Preferisci ascoltare il riassunto audio? Nell'articolo Quarantasette milioni di presenze turistiche balneari. Quattro settimane. Meno di 4.700 km di costa libera rimasta. Chiunque abbia cercato parcheggio a Tropea un sabato di agosto sa come va a finire. Le spiagge vuote esistono ancora. Non sono nascoste — sono scomode. Richiedono venti minuti a piedi su sentiero non segnalato o la scelta di non partire dopo le nove. In questo articolo ti portiamo alla scoperta delle spiagge meno affollate d'Italia: calette nascoste tra le rocce della Sardegna, lidi silenziosi sul mar Ionio, spiagge dorate nel Cilento, angoli selvaggi in Maremma e perle delle isole minori. Perché scegliere spiagge poco affollate in Italia Spiagge Italiane La ricerca di mare in Italia lontano dal turismo di massa non è solo una questione di preferenza estetica: è una scelta che migliora profondamente la qualità della vacanza. Le spiagge affollate portano con sé code, prezzi elevati, difficoltà di parcheggio e un impatto ambientale spesso insostenibile. Al contrario, i lidi meno frequentati offrono acque più pulite, ecosistemi marini intatti, silenzio e la possibilità di connettersi davvero con la natura. Un dato importante: molte delle spiagge più belle d'Italia hanno introdotto negli ultimi anni sistemi di accesso regolamentato — prenotazione obbligatoria, numero chiuso, contributo ambientale — proprio per proteggere luoghi che il turismo di massa stava danneggiando. Quando andare per trovare meno folla La regola vale per tutte e 20 le spiagge di questa guida: qualsiasi caletta diventa diversa da sé stessa nella settimana centrale di agosto. Il resto dell'anno è un'altra storia. Giugno Mare già caldo al Sud (21-23°C in Sicilia e Calabria), giornate lunghe, spiagge ai minimi stagionali. Il momento migliore per le destinazioni ioniche. Mare già caldo al Sud (21-23°C in Sicilia e Calabria), giornate lunghe, spiagge ai minimi stagionali. Il momento migliore per le destinazioni ioniche. Prima settimana di luglio Ancora accettabile ovunque. L'ondata arriva con la seconda settimana. Ancora accettabile ovunque. L'ondata arriva con la seconda settimana. Settembre Il mese migliore in assoluto. Acqua calda (24-26°C al Sud), folla al 30-40% rispetto ad agosto, prezzi in calo, molti sistemi di contingentamento già terminati. Il mese migliore in assoluto. Acqua calda (24-26°C al Sud), folla al 30-40% rispetto ad agosto, prezzi in calo, molti sistemi di contingentamento già terminati. Infrasettimanale in agosto Martedì e mercoledì sono i giorni con meno presenze su quasi tutte le spiagge italiane. Anche in piena estate. Confronto rapido: tutte e 20 le spiagge Difficoltà: ●○○○ facile → ●●●● solo per esperti. Kids: accessibile con bambini piccoli. Spiaggia Regione Accesso Difficoltà Servizi Kids Cala Tinnari Sardegna A piedi / via mare ●●●○ Nessuno ✗ Spiaggia dei Corbezzoli Sardegna A piedi (5 min) ●○○○ Nessuno ✓ Cala Sisine Sardegna A piedi / via mare ●●●● Nessuno ✗ Spiaggia di Caminia Calabria Auto + breve cammino ●○○○ Chioschi ✓ Spiaggia di Ferruzzano Calabria Auto ●○○○ Minim. ✓ Punta Bianca Sicilia A piedi (10 min) ●●○○ Nessuno ✓ Cala Buguto Sicilia A piedi su scogli ●●○○ Nessuno ✗ Spiaggia del Sospetto Puglia / Gargano A piedi da Calenelle ●●○○ Nessuno ✓ Cala della Sanguinara Puglia / Gargano Sentiero pineta ●●●○ Nessuno ✗ Spiaggia di Zaiana Puglia / Gargano A piedi (10 min) ●●○○ Nessuno ✓ Torre Borraco Puglia / Ionica Auto ●○○○ Nessuno ✓ Punta Aderci Abruzzo A piedi (15 min) ●●○○ Nessuno ✓ Cala Grande Toscana Sentiero ripido ●●○○ Nessuno ✗ Mezzavalle Marche Sentiero (20 min) ●●●○ Bar, docce ✗ Punta Crena Liguria Via mare / corda ●●●● Nessuno ✗ Cala Battaglia Lazio (Ventotene) Via mare ●●○○ Nessuno ✗ Cala Feola Lazio (Ponza) A piedi (15 min) ●○○○ Nessuno ✓ Cala Bianca Palinuro Campania Via mare / kayak ●●○○ Nessuno ✗ Spiaggia Terzo Cavone Basilicata Auto ●○○○ Nessuno ✓ Baia di Ieranto Campania A piedi (25 min) ●●●○ Nessuno ✓ Cala Tinnari, Costa Paradiso (Olbia-Tempio) Cala Tinnari Cala Tinnari si trova a Costa Paradiso, nel nord-ovest della Sardegna, e si raggiunge in due modi: a piedi con un sentiero di circa 30-40 minuti abbastanza impegnativo e non sempre segnalato (partenza dal chiosco della spiaggia Li Cossi), oppure via mare noleggiando un gommone-taxi dal porticciolo di Costa Paradiso. Il sentiero parte dal parcheggio della spiaggia Li Cossi e non è segnalato. Trenta-quaranta minuti di cammino su roccia granitica color ferro, con il sole che già alle dieci picchia sulla nuca: questo è il prezzo d'ingresso per una cala di ciottoli grigi e rosa levigati con un mare che va dal turchese piatto al blu di Prussia a venti metri di profondità. Spiaggia dei Corbezzoli, Cannigione (Olbia-Tempio) Spiaggia dei Corbezzoli A dispetto di quanto ci si aspetterebbe dalla vicina e celeberrima Costa Smeralda, la Spiaggia dei Corbezzoli all'imboccatura del Golfo delle Saline, poco distante da Cannigione, è quasi completamente sconosciuta ai turisti. Non è segnalata sulla strada: dalla SP13 in direzione Palau, circa 250 metri dopo il parcheggio di La Iaciola, si nota una piccola interruzione nella macchia mediterranea — è lì che inizia il breve accesso a piedi. La spiaggia è di sabbia rosata a grana media, l'acqua cristallina e ricchissima di pesci. La presenza frequente di cormorani a riva è il segno più eloquente del fatto che qui la gente non abbonda. Nessun servizio, nessuna segnalazione: portate tutto il necessario. Cala Sisine, Baunei (Nuoro) Cala Sisine Tra le calette del Golfo di Orosei, Cala Sisine è quella che richiede più impegno — ed è per questo che rimane la più silenziosa. Si raggiunge percorrendo l'intero sentiero del Selvaggio Blu (sei-sette ore solo andata, per escursionisti esperti) oppure via mare dalle barche che partono da Cala Gonone o Santa Maria Navarrese. La spiaggia è di ciottoli bianchi e ghiaia finissima, inserita in un anfiteatro di falesie grigie che arrivano fino a 300 metri. L'acqua è verde smeraldo sui bordi, quasi nera al centro dove la profondità supera i 30 metri già a pochi metri dalla riva. Un arco naturale di roccia calcarea chiude la cala a nord. Come arrivare Via mare: gita in barca da Cala Gonone (circa 45 min). A piedi: sentiero dal bivio di Golgo, 3-4 ore, attrezzatura da trekking obbligatoria. Spiaggia di Caminia, Stalettì (Catanzaro) Caminia La Costa degli Aranci, nel Golfo di Squillace, produce un mare che vira tra il verde acqua e il cobalto a seconda di dove guardi — e Caminia ne è il tratto migliore. Più autentica della vicina Soverato: prevale la spiaggia libera, ci sono due soli chioschi, nessuna struttura ricettiva organizzata. Alle spalle della spiaggia si trovano i resti della chiesa bizantina di Panaja, parzialmente inglobata dalla vegetazione. Vale dieci minuti di deviazione. Le grotte marine accessibili via kayak o pedalò nascondono fondali con gorgonie gialle e barracuda. Come arrivare SS106 Ionica, svincolo per Caminia (tra Catanzaro Lido e Soverato). Parcheggio a pagamento in stagione, 2 €/ora circa. Arrivate prima delle 9:00 per parcheggiare vicino. Dopo le 17:00 cala l'ombra delle colline: il momento migliore per una nuotata lunga senza sole in testa. Spiaggia di Ferruzzano, Ferruzzano Marina (Reggio Calabria) Ferruzzano Ferruzzano Marina è un piccolo borgo di meno di 200 abitanti sulla Costa dei Gelsomini, a circa 70 km da Reggio Calabria. Il lungomare è quasi privo di costruzioni, il paese è diviso dalla ferrovia e frequentato quasi esclusivamente da camperisti — molti dei quali stranieri, che arrivano qui proprio per l'isolamento. La spiaggia di Ferruzzano è una lunga e incontaminata distesa di sabbia dorata con mare azzurro e cristallino. Non aspettatevi servizi elaborati: è la classica spiaggia calabrese di una volta, con qualche piccolo stabilimento a gestione familiare e lunghi tratti di spiaggia libera. Il paesaggio dell'entroterra, brullo e quasi lunare, aggiunge un fascino particolare al luogo. Punta Bianca, Agrigento Punta Bianca Punta Bianca è uno sperone di calcare bianco che si protende sul mare nel territorio di Agrigento, dominato dal Monte Grande. Il litorale si presenta come un susseguirsi di calette rocciose e sabbiose, con acque limpide e cristalline. Si raggiunge dalla SS115 seguendo le indicazioni fino a un piccolo parcheggio, da cui si cammina circa dieci minuti su sentiero. Nessun servizio, nessuno stabilimento. L'accesso a piedi su terreno non sempre agevole scoraggia la maggior parte dei turisti e garantisce una relativa tranquillità. Indossate scarpe adatte e portate acqua e cibo. Cala Buguto, Custonaci (Trapani) Nella Baia di Cornino, ai piedi della Riserva Naturale del Monte Cofano, si trova una delle calette più particolari della Sicilia occidentale. La spiaggia principale di Cornino può essere affollata in agosto, ma Cala Buguto — raggiungibile camminando qualche centinaio di metri sugli scogli oltre la parte sabbiosa — rimane tranquilla grazie al fondo roccioso e all'assenza di servizi. L'acqua è di una trasparenza quasi disturbante, alimentata da sorgenti sottomarine fredde che emergono ai piedi del Cofano. Il contrasto si sente chiaramente sul petto quando si nuota verso il largo: da 24°C in superficie a 18°C in tre secondi. A 13 metri di profondità, posizionata dai pescatori locali nel 1980, c'è la statua della Madonna di Custonaci. Meta per apneisti e subacquei. Come arrivare Baia di Cornino, parcheggio sterrato gratuito. 28 km da Trapani (30 minuti). Camminare sugli scogli verso il promontorio del Cofano: 10-15 minuti. Spiaggia del Sospetto (Murgia della Madonna), Vico del Gargano Murgia della Madonna Nel territorio di Vico del Gargano, borgo considerato tra i più belli d'Italia, si nasconde la Spiaggia della Murgia della Madonna — detta localmente Spiaggia del Sospetto. È una baia di sabbia e ghiaia non troppo grossa, quasi sempre tranquilla. Per raggiungerla bisogna arrivare prima alla spiaggia dei 100 Scalini e proseguire lungo il litorale, oppure arrivarci via mare dalla spiaggia delle Calenelle. La maggior parte dei bagnanti preferisce restare più vicino ai lidi attrezzati. Acque limpide, fondale pulito, pochissime barche. Cala della Sanguinara La Cala della Sanguinara si trova a circa 12 km da Vieste, raggiungibile tramite un sentiero che attraversa la pineta del Gargano. È una piccola spiaggia ghiaiosa, molto riparata dai venti e con un mare cristallino di colore intenso. L'assenza totale di servizi e la difficoltà del percorso la tengono naturalmente lontana dalla folla anche in piena estate. Portate acqua, cibo e scarpe da trekking. Spiaggia di Zaiana, Peschici (Foggia) La strada tra Peschici e Vieste, allo svincolo per Manaccora, non segnala nulla. Un cartello malandato e un sentiero di terra rossa tra i lecci — una cinquantina di metri di discesa — e la spiaggia di Zaiana si apre su un golfo ristretto, con l'acqua che vira dal verde smeraldo al blu cobalto man mano che i piedi perdono il fondo. Sabbia gialla a grana grossa, qualche scoglio piatto affiorante a destra. Zero servizi, nessuno stabilimento. Arriva quasi solo chi conosce già il Gargano. Il fondo marino è irregolare — qualche riccio tra gli scogli sul lato est — ma la zona centrale è sabbiosa e bassa fino a 30 metri dalla riva. Adatta per i bambini se si tiene il centro. Come arrivare: Dalla SP52 Peschici-Vieste, a circa 4 km da Peschici in direzione Vieste, al bivio per Manaccora. Parcheggio sterrato gratuito sulla destra. Sentiero di discesa: 10 minuti. Torre Borraco, San Pietro in Bevagna (Manduria, Taranto) San Pietro in Bevagna Sulla litoranea tra Campomarino di Maruggio e San Pietro in Bevagna, la spiaggia di Torre Borraco prende il nome dalla torre antisaracena cinquecentesca che la domina. Sabbia bianca e fine, acque turchesi, fondale sabbioso, nessun stabilimento balneare. Frequentata quasi esclusivamente dai locali, è uno dei tratti ionici meno noti della provincia di Taranto. Alla foce di un piccolo fiume si forma uno specchio d'acqua dolce che crea correnti e colori particolari. Si raggiunge dalla Provinciale 122 tra Campomarino di Maruggio e San Pietro in Bevagna. Punta Aderci La Riserva Naturale di Punta Aderci è uno dei pochi tratti di costa adriatica rimasti senza cemento. Il promontorio divide due spiagge: a nord la Baia dell'Acquabella, a sud la spiaggia della Punta, entrambe di ciottoli chiari e acqua azzurra. Il paesaggio è insolito per l'Adriatico: scogliere calcaree basse, macchia mediterranea fino alla riva, dune naturali. Il sentiero che percorre il perimetro della riserva (circa 5 km) è pianeggiante e adatto a tutti. La mattina presto si avvistano aironi, falchi pescatori e, nelle acque di fronte, delfini striati che seguono i banchi di pesce. Cala Grande, Monte Argentario (Grosseto) Cala Grande Sul versante est del promontorio dell'Argentario, Cala Grande è una baia di tre spiaggette di ciottoli bianchi con un mare cristallino. Il mare è cristallino, azzurro con sfumature verde-grigio nelle giornate nuvolose. Rispetto alle spiagge più comode dell'Argentario, Cala Grande mantiene una relativa tranquillità grazie al sentiero ripido di circa 500 metri che parte dal km 3,9 della Strada Panoramica SP65 di Porto Santo Stefano. Scarpe da ginnastica obbligatorie. La cala è priva di servizi e frequentata soprattutto da chi arriva in barca. Il mattino presto e il tardo pomeriggio sono i momenti con meno barche ancorate al largo. Come arrivare SP65 Panoramica di Porto Santo Stefano, km 3,9. Piccolo parcheggio sul ciglio della strada. Sentiero ripido: 500 m, 10 minuti in discesa. Mezzavalle Probabilmente la spiaggia più bella delle Marche e tra le meno servite della Riviera del Conero. Mezzavalle si raggiunge scendendo un sentiero ripido di circa 20 minuti (scarpe da trekking indispensabili, vietato scendere con le infradito) da un parcheggio a pagamento sulla strada tra Portonovo e Sirolo. Alternativa: via mare in canoa o kayak. La spiaggia è di ciottoli, libera, con un solo bar e le docce gratuite. Spostandosi verso il Trave — la struttura di pesca tradizionale che emerge dal mare all'estremità nord — si trova ancora meno gente. Dopo le 17-18 cala l'ombra della falesia: portatevi qualcosa da mangiare per il ritardo di pomeriggio e godetevi il tramonto. Punta Crena, Varigotti (Finale Ligure, Savona) Punta Crena Punta Crena è una piccola caletta scavata nella roccia alla base del promontorio che divide Varigotti dalla Baia dei Saraceni. Grazie alla difficoltà di accesso non è mai affollata: si raggiunge via mare (a nuoto, in kayak, canoa o pedalò dalla spiaggia di Varigotti — vietati i mezzi a motore) oppure via terra con un sentiero molto impegnativo che termina a strapiombo sulla spiaggia, con un tratto finale dove è necessario calarsi con una corda. Il sentiero parte dalla Chiesa di San Lorenzino. Nessun servizio: portate tutto il necessario. La caletta è piccola — una cinquantina di metri di larghezza — ma di rara bellezza, con fondali ricchi per lo snorkeling. Cala Battaglia, Isola di Ventotene (Latina) Ventotene Ventotene è già di per sé poco raggiungibile — niente aeroporto, porto piccolo, capacità ricettiva limitata. Cala Battaglia è la caletta di sabbia nera dell'isola accessibile solo via mare, affacciata su un turchese intenso. Non ci sono servizi di alcun tipo. L'isolamento fisico dell'isola è il suo miglior guardiano: anche in agosto il numero di turisti rimane contenuto rispetto a qualsiasi altra destinazione insulare italiana. Cala Feola, Isola di Ponza (Latina) Cala Feola Cala Feola è la caletta delle piscine naturali scavate nella roccia bianca, una delle più belle di Ponza. Si raggiunge a piedi in circa 15 minuti dall'abitato di Le Forna. In luglio e agosto Cala Feola è frequentata. Il periodo ideale è giugno o settembre, quando la luce è ottima, il mare caldo (24-25°C) e il numero di turisti si riduce drasticamente rispetto all'alta stagione. Come arrivare Traghetto da Formia, Anzio o Terracina. Da Ponza paese, autobus o a piedi fino a Le Forna (3 km). Sentiero per Cala Feola: 15 minuti. Cala Bianca, promontorio di Palinuro (Salerno) Cala Bianca A Palinuro, uno dei borghi costieri più affascinanti del Cilento, le spiagge più frequentate si trovano nelle baie principali. Cala Bianca invece è una piccola caletta di ciottoli bianchi con acque di trasparenza quasi irreale, raggiungibile quasi esclusivamente via mare in kayak o piccola imbarcazione. Fa parte dell'Area Marina Protetta Costa degli Infreschi e della Masseta. Nessun servizio. Dal porto di Palinuro partono escursioni in barca che toccano anche questa cala insieme alla celebre Grotta Azzurra di Palinuro. Baia di Ieranto, Massa Lubrense Baia di Ieranto Probabilmente la spiaggia più bella della Penisola Sorrentina — e la meno frequentata, grazie a un sentiero di circa 45 minuti dal parcheggio di Nerano che scoraggia chi non è disposto a camminare. L'area è gestita dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) che mantiene il territorio in stato di conservazione esemplare. La baia è di ciottoli bianchi con acque che passano dal verde smeraldo nelle ore centrali al blu intenso la sera. Di fronte, a tre miglia, i Faraglioni di Capri. Sui fondali di fronte alla baia sono stati individuati resti di anfore romane. Come arrivare Da Massa Lubrense, seguire indicazioni per Nerano. Parcheggio (a pagamento). Sentiero FAI: 45 minuti a piedi, dislivello modesto ma percorso non asfaltato. Spiaggia Terzo Cavone, Scanzano Jonico (Matera) La spiaggia di Terzo Cavone è la spiaggia libera per eccellenza della costa lucana: sconfinata, di sabbia dorata, con alle spalle una pineta e dune naturali. La vicinanza con l'Oasi WWF Policoro Herakleia la rende anche una meta per il birdwatching: aironi, cavalieri d'Italia e, con fortuna, delfini e tartarughe Caretta caretta che qui depongono le uova. Si raggiunge dalla SS106 Ionica seguendo le indicazioni per Scanzano Jonico Marina. Cosa verificare sempre prima di partire Alcune spiagge italiane hanno regole che cambiano ogni anno. Prima di partire verificate sempre: Se la spiaggia è in un'area marina protetta: alcune zone sono a balneazione vietata (es. zona A dell'AMP di Portofino) Se è richiesta prenotazione: Cala Violina (Toscana), Su Sirboni (Sardegna), Baia degli Infreschi (Campania) hanno accesso contingentato in alta stagione. Se ci sono ordinanze di chiusura temporanea
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Ripristinati i fondali a Olbia per le navi da crociera
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-18 📍 Olbia it
Chiuso in tempo per il cuore della stagione l'intervento di livellamento che assicurerà l'accessibilità dello scalo nei prossimi mesi L'articolo Ripristinati i fondali a Olbia per le navi da crociera proviene da Shipping Italy .
Si è concluso, nei tempi previsti, l’intervento di ripristino delle quote di fondale nel canale di accesso al porto di Olbia. Lo ha reso noto l’Autorità di sistema portuale locale committente: “Nella mattinata di giovedì, la crane ship Hebo Lift II ha portato a termine le operazioni tecniche che, da oggi, garantiscono un nuovo potenziale operativo allo scalo dell’Isola Bianca. Avviati lo scorso 6 maggio, i risultati ottenuti con l’intervento di livellamento assicurano un adeguato franco verticale sotto chiglia e, quindi, una migliore manovrabilità delle navi di maggiori dimensioni. Aspetti, questi, che rispondono pienamente alle caratteristiche tecniche delle grandi navi previste nel calendario crocieristico 2026 e rafforzano ulteriormente la competitività dello scalo sul mercato per le prossime stagioni”. Secondo l’ente, “determinante, per la rapidità dell’intervento, è stato l’impiego della nave gru olandese, le cui dotazioni tecnologiche avanzate e sistemi di monitoraggio batimetrico e ambientale in tempo reale hanno consentito di operare con precisione e riducendo al minimo le interferenze con il traffico portuale. Tale risultato è stato possibile grazie al continuo e proficuo coordinamento con la Capitaneria di Porto di Olbia che, anche in questo caso, ha dimostrato una grandissima sensibilità operativa, contemperando le esigenze della sicurezza della navigazione con quelle del traffico commerciale”. Al termine delle operazioni di ripristino delle quote dei fondali, sono stati eseguiti i rilievi batimetrici finali che hanno confermato il pieno raggiungimento delle profondità previste. I risultati positivi sono già stati comunicati agli operatori e alle compagnie crocieristiche: “Il completamento dei lavori in linea con le tempistiche previste ci consente di mettere immediatamente a disposizione del crescente traffico crocieristico e dei traghetti uno scalo ancora più performante e sicuro” ha spiega Domenico Bagalà, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna: “Le attuali condizioni dei fondali ci permettono, quindi, di affrontare la stagione con la massima capacità operativa, in attesa di completare l’iter amministrativo per l’avvio della prima fase dei dragaggi”. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Porto Rotondo guarda al futuro - nautica.it
📰 nautica.it 📅 2026-05-14 📍 Olbia it Clima · decarbonizzazione Salute · ambiente
Porto Rotondo guarda al futuro nautica.it
La nautica non è più soltanto turismo, charter e lusso stagionale. Alla Fiera Nautica di Sardegna 2026 il mare si è trasformato in una piattaforma industriale dove si incontrano tecnologia, ricerca, capitale umano e investimenti. Un cambio di paradigma che emerge con forza dai panel organizzati insieme a Forbes Italia durante la manifestazione di Porto Rotondo. La Sardegna continua a essere una delle destinazioni più prestigiose del Mediterraneo per la nautica internazionale, ma oggi punta a qualcosa di più ambizioso: costruire una filiera industriale stabile e competitiva capace di generare occupazione qualificata, innovazione e nuove imprese. Dalla nautica turistica all’industria del mare La quinta edizione della Fiera Nautica di Sardegna ha segnato un’evoluzione chiara dell’evento. Non più soltanto esposizione di barche e vetrina commerciale, ma un hub industriale dedicato all’intera blue economy regionale. I numeri confermano la crescita: oltre 150 espositori, circa 200 imbarcazioni presenti e una partecipazione sempre più internazionale. Secondo i dati presentati durante la manifestazione da Cipnes Gallura, UniOlbia e Il Sole 24 Ore attraverso la piattaforma Margò-Cribis, in Sardegna operano oltre 1.500 imprese legate alla nautica tra produzione, refit, portualità e servizi, con un fatturato complessivo di circa 644 milioni di euro e quasi 5.800 addetti diretti. Un comparto che le istituzioni regionali considerano sempre più strategico. L’obiettivo dichiarato è affiancare alla tradizionale vocazione turistica dell’isola una vera capacità produttiva nautica, in grado di attrarre investimenti e creare filiere locali ad alto valore aggiunto. Robotica, ricerca e nuove competenze Tra i temi più discussi nei panel Forbes c’è stata l’innovazione tecnologica applicata alla produzione nautica. Luciano Belviso, cofondatore di Mirai Robotics, ha illustrato le prospettive della robotica industriale nei processi manifatturieri, mentre Antonio Usai ha presentato il nuovo laboratorio di robotica previsto a Olbia grazie al network Artes 4.0 e all’Università di Sassari. Il messaggio emerso è chiaro: senza formazione tecnica avanzata e trasferimento tecnologico non può esistere una nautica industriale competitiva. In questa direzione si inserisce anche il nuovo Dipartimento di Innovazione promosso dall’Università di Sassari e UniOlbia, pensato per sviluppare corsi multidisciplinari, ricerca applicata e progettazione territoriale legata alla blue economy. Sostenibilità e carburanti alternativi La sostenibilità è ormai uno dei grandi temi della nautica internazionale e la Sardegna vuole ritagliarsi un ruolo da protagonista. Durante la fiera è stato presentato anche il progetto legato al bio-metanolo nautico, un carburante rinnovabile destinato ai superyacht sviluppato attraverso una collaborazione tra Cipnes Gallura, Regione Sardegna, Ministero dell’Ambiente e Politecnico di Milano. Il progetto, sostenuto da fondi PNRR, punta a trasformare Olbia in uno dei primi poli europei dedicati alla produzione e all’utilizzo di combustibili alternativi per la nautica di lusso. Un segnale importante in un mercato che guarda sempre più a propulsioni ibride, elettriche e carburanti a basso impatto ambientale. Giovani designer e nuovi talenti Accanto all’industria, la Fiera Nautica di Sardegna ha dedicato spazio anche al capitale umano e ai giovani professionisti dello yacht design. Designer under 30, studi di progettazione e cantieri hanno discusso delle nuove tendenze del design nautico contemporaneo, sempre più orientato a sostenibilità, efficienza energetica e integrazione digitale. Un tema cruciale in un settore che, oltre alla costruzione delle imbarcazioni, genera valore lungo tutta la filiera: manutenzione, refit, servizi tecnici, componentistica e innovazione tecnologica. La Sardegna come piattaforma del Mediterraneo La sensazione emersa a Porto Rotondo è che la nautica sarda stia cercando una nuova identità: meno dipendente dalla stagionalità e più orientata a diventare un ecosistema produttivo permanente. La posizione geografica dell’isola, il prestigio internazionale delle sue coste e la crescita delle infrastrutture nautiche rappresentano una base importante. Ma la vera sfida sarà trasformare questo vantaggio naturale in un sistema industriale integrato capace di connettere imprese, università, startup e finanza. La rotta sembra ormai tracciata: fare della Sardegna non solo una destinazione del mare, ma un luogo dove il futuro della nautica viene progettato, costruito e sviluppato.
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L’Adsp sarda ripristina i fondali di Olbia per la stagione crocieristica
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-06 📍 Olbia it Rumore · acque · biodiversità
L'intervento manutentivo di MG Sub Service consentirà la navigabilità, in attesa di rilanciare il progetto di dragaggio, in dialogo con Mic e Mase (che un anno fa lo bloccarono alla Via) L'articolo L’Adsp sarda ripristina i fondali di Olbia per la stagione crocieristica proviene da Shipping Italy .
Non ancora impugnata, a pochi giorni dalla scadenza del termine, la sentenza del Tar che ne ha bocciato il ricorso contro gli atti del Ministero dell’ambiente (e soprattutto del Ministero della Cultura) da cui è scaturito lo stop al progetto di dragaggio dei fondali del porto di Olbia, l’Autorità del Mar di Sardegna ha reso noto di aver avviato alcuni lavori “per il ripristino, in chiave ultratecnologica, della profondità della canaletta necessaria a fare entrare in sicurezza, nello scalo dell’Isola Bianca, le grandi navi da crociera previste in calendario”. L’ente ha spiegato che “le operazioni sono state affidate ad una delle Crane Ship più avanzate attualmente operative nel settore del marine engineering europeo, la olandese Hebo Lift II. Un’imbarcazione specializzata che rappresenta lo stato dell’arte nel complesso settore del marine dredging e del sollevamento subacqueo. Si tratta letteralmente di una nave gru, equipaggiata con sistemi di posizionamento dinamico ad alta precisione che consentono l’operatività in mezzo al mare senza necessità di ancoraggi fissi e, quindi, la possibilità di ridurre al minimo i tempi necessari agli spostamenti dall’area di lavorazione per consentire l’ingresso e l’uscita delle navi dal porto. La Hebo Lift II è dotata, inoltre, di una gru ad elevata capacità di sollevamento, fondamentale per la movimentazione di grandi accumuli sabbiosi ottimizzando ulteriormente le tempistiche consentite dalle finestre temporali scandite dal traffico portuale”. Scopo dell’intervento, che sarà condotto secondo un piano di lavoro rigoroso ed elaborato sulla base di rilievi batimetrici preliminari, è il “ripristino delle quote di fondale indispensabili a garantire la perfetta navigabilità nel canale di accesso delle navi da crociera di grandi dimensioni previste nel nutrito calendario 2026 del porto dell’Isola Bianca. Profondità, quelle del bacino olbiese, continuamente modificate dai naturali processi di sedimentazione legati alle correnti marine, agli apporti fluviali e, soprattutto, agli oltre 5 mila movimenti nave all’anno. Fenomeni che, insieme, determinano un continuo innalzamento del fondale in specifici tratti centrali del canale di accesso, dove si generano delle dune artificiali di sabbia (shallow spots)”. Al termine delle operazioni, previste entro la metà del mese, si procederà con nuovi controlli batimetrici, che certificheranno il ripristino delle quote originarie, e con la comunicazione delle nuove quote alle compagnie crocieristiche. “Questo intervento è fondamentale per conferire maggiore competitività al porto di Olbia nel mercato delle crociere, ma anche per assicurare ottime performance in previsione dell’imminente stagione turistica. È un’operazione che, considerata la morfologia del golfo, sarà ripetuta annualmente e, proprio grazie all’impiego delle tecnologie all’avanguardia di cui sono dotate unità come la Hebo Lift II, potremo garantire standard di sicurezza, sostenibilità ambientale e operatività di assoluta eccellenza, ottenendo massimi risultati grazie anche ai tempi estremamente ridotti per gli spostamenti del mezzo dall’area di lavorazione in occasione dell’ingresso e dell’uscita delle navi dal porto” ha spiegato Domenico Bagalà, presidente dell’Adsp. A SHIPPING ITALY l’Adsp sarda ha chiarito che l’affidamento da circa 350mila euro alla olbiese MG Sub Service è una sorta di ‘ponte’ in vista della ripresa del progetto di dragaggio vero e proprio dello scalo, ‘bloccato’ alla Via: “L’intervento, di fatto uno spostamento degli accumuli, ci consentirà di ripristinare le profondità ottimali per un periodo di significativa durata. Nel frattempo non impugneremo la sentenza del Tar, credo sia più utile discutere con Mase e Mic dei correttivi che consentano di proseguire con un progetto che in larga parte è stato validato” ha concluso Bagalà. A.M. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Fedepiloti: “A Golfo Aranci nuove opportunità grazie anche al pilotaggio”
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-01 📍 Olbia it
Il caso della nave da crociera Nautica mostra quanto i servizi tecnico-nautici possano rendere i porti più attrattivi sostenendo lo sviluppo economico delle comunità marittime L'articolo Fedepiloti: “A Golfo Aranci nuove opportunità grazie anche al pilotaggio” proviene da Shipping Italy .
Fedepiloti, la Federazione italiana piloti dei porti, sottolinea in una nota a SHIPPING ITALY quanto e come l’attrattività di uno scalo marittimo non si misura solo nelle infrastrutture, ma nella sua capacità di garantire sicurezza e affidabilità. “Ne è un esempio il recente approdo a Golfo Aranci della nave da crociera Nautica, che rappresenta non una semplice variazione operativa, ma il segnale di un’evoluzione concreta nelle dinamiche dello scalo” si legge nel contributo. Secondo l’associazione il pilotaggio rappresenta uno dei fattori decisivi perchè “rende un porto non solo accessibile, ma anche competitivo, capace di generare traffici e offrire nuove opportunità operative”. Per fedepiloti, dopo l’introduzione del pilotaggio obbligatorio, iniziano a emergere i primi segnali concreti di cambiamento: “Alcune compagnie stanno valutando il passaggio dalla sosta in rada all’ormeggio diretto, attratte dai vantaggi in termini di sicurezza, efficienza e qualità del servizio. Tra queste figura anche Oceania Cruises, del gruppo Norwegian Cruise Line, che ha recentemente fatto scalo nel porto avviando le prime analisi tecniche per possibili futuri approdi con altre unità della flotta”. I piloti ricordano che il cambiamento ha basi normative precise: l’obbligatorietà del servizio di pilotaggio nel porto e nella rada di Golfo Aranci, introdotta nell’aprile 2025, è il risultato di un articolato processo istruttorio avviato dalla Direzione Marittima di Olbia e sviluppato dal Mit, con il pieno coinvolgimento e l’avallo della locale Autorità di Sistema Portuale e dell’intero cluster marittimo. “Un percorso condiviso che ha consentito di coniugare esigenze di sicurezza, efficienza operativa e sviluppo dello scalo” sottolineano i piloti. “In questo contesto, l’obbligatorietà del pilotaggio si conferma un elemento chiave” aggiungono. “Lontano dall’essere un vincolo, riduce l’incertezza operativa e consente una gestione più precisa e controllata delle manovre, soprattutto in scenari tecnici complessi”. È il caso dello scalo di Golfo Aranci, le cui peculiarità operative richiedono un’attenta pianificazione delle manovre. Le operazioni di accosto implicano valutazioni complesse legate alle condizioni ambientali, agli spazi di manovra, alle caratteristiche infrastrutturali e ai necessari margini di sicurezza. Variabili che, senza un presidio qualificato, possono rappresentare un limite. “Con il pilotaggio obbligatorio, invece, queste condizioni diventano governabili” sottolinea Fedepiloti. “La presenza del pilota, unita al coordinamento con i servizi tecnico-nautici, permette di gestire in sicurezza anche operazioni più delicate, rendendo lo scalo accessibile e affidabile agli occhi delle compagnie. Ed è proprio qui che si misura l’impatto reale del servizio: quando un porto è sicuro e prevedibile, viene scelto. E quando viene scelto, genera valore. Aumentano gli approdi, crescono i flussi di passeggeri e si attivano ricadute economiche dirette per il porto e per il territorio”. Anche in presenza di margini di miglioramento infrastrutturale, l’esperienza di Golfo Aranci dimostra che il primo fattore competitivo resta la sicurezza. Per Fedepiloti, il messaggio è chiaro: “il pilotaggio non è solo una funzione tecnica, ma una leva strategica capace di rendere i porti più attrattivi e di sostenere lo sviluppo economico delle comunità marittime”. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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