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Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 4854 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.

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Messina bacchetta l’Ue sull’Ets «ma la proposta di revisione è un’occasione»
📰 Il Sole 24 Ore Alta 📅 2026-06-16 📍 Messina it Clima · decarbonizzazione Elettrificazione · cold ironing
Assarmatori bacchetta la Commissione Ue per la tassazione Ets sul comparto marittimo che, sostiene il presidente dell’associazione, Stefano Messina, va modificata radicalmente, visto che sospenderla «è un’utopia». L’obiettivo è, tra...
Ascolta la versione audio dell'articolo 3' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact english@ilsole24ore.com Assarmatori bacchetta la Commissione Ue per la tassazione Ets sul comparto marittimo che, sostiene il presidente dell’associazione, Stefano Messina, va modificata radicalmente, visto che sospenderla «è un’utopia». L’obiettivo è, tra l’altro, ottenere «un meccanismo automatico di supporto all’acquisto di carburanti alternativi e puliti», attraverso i ricavi dell’Emission trading system, puntando, però anche sulla propulsione nucleare, più adatta al settore marittimo italiano, rispetto a quella elettrica, caldeggiata da alcuni Paesi del Nord Europa. Guardando, poi, alla scena politica internazionale, Messina respinge qualsiasi ipotesi di pagamenti di pedaggi nello Stretto di Hormuz. Chiedilo al Sole Le domande sono suggerite automaticamente da 24Ore AI sulla base del contenuto visualizzato. Domande di approfondimento generate da 24Ore AI Aprendo l’assemblea di Assarmatori, Messina ricorda che è «attesa per luglio la proposta di revisione del regime Ets da parte della Commissione europea e siamo davanti ad un’occasione forse irripetibile per limitare i danni di quella che è una vera e propria tassazione intempestiva, ingiusta, sproporzionata e soprattutto inutile, anche ai fini stessi della decarbonizzazione». L’Europa, aggiunge, «sembra vivere fuori dalla realtà perché continua a irrigidire le norme vigenti come se fosse ignara del contesto geopolitico mondiale e non fosse, al contrario, chiamata a proteggere la competitività delle imprese europee anziché affossarle. I danni nell’automotive sono emblematici e non possiamo permetterci di perdere altri pezzi fondamentali della nostra industria». Loading... «Dall’Ue posizioni unilaterali che impattano su industrie e cittadini» Messina sottolinea che gli armatori hanno chiesto una sospensione, «ma i funzionari della direzione Clima della Commissione ci dicono “soffrite ancora un poco poi anche il trasporto su gomma pagherà”. Ma di che democrazia stiamo parlando? Quella di una Commissione dove funzionari impongono alla politica posizioni unilaterali che impattano in modo drastico sulle industrie e quindi sui cittadini. Decisioni che incidono sulla carne viva dei Paesi membri ma senza che questi ultimi abbiano poi la leva necessaria per modificare il percorso». Decisioni, evidenzia, «spesso caldeggiate da gruppi di pressione molto ben organizzati e strutturati, che ricevono ingenti finanziamenti da Paesi che sono fra i primi inquinatori mondiali». Occorre giungere, dice Messina, all’esclusione delle isole maggiori dal regime Ets. «Qui parliamo di continuità territoriale, di mobilità dei cittadini, di approvvigionamento delle merci, di turismo: in una parola di coesione sociale. Infine, serve inserire, nella direttiva Ets, un meccanismo automatico di supporto all’acquisto di carburanti alternativi e puliti. L’Europa ha imposto obblighi e tasse ma non ha implementato nessuno strumento finanziario efficace per favorire l’acquisto di questi carburanti». «Innovation fund inneficace» L’Innovation fund (alimentato dall’Ets), poi, dice Messina, «è completamente inefficace e poggia su logiche di ricerca e sviluppo che premiano soltanto i fuel sintetici e l’elettrificazione cara al Nord Europa. La nostra proposta, fatta propria anche dal Governo, è avere un meccanismo come in aviazione dove, sotto l’Ets, esistono quote gratuite per colmare il differenziale di prezzo tra carburanti alternativi e carburanti tradizionali». Messina afferma, poi, che non si può immaginare «che, quanto generato dal nostro comparto, non ritorni per interventi finalizzati alla decarbonizzazione, ovvero soprattutto per il sostegno alle Autostrade del mare, il rinnovo e il refitting delle flotte».
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Assarmatori smonta il nuovo decreto rinnovo flotte: “No all’obbligo di costruire in Europa”
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-06-16 📍 Messina it Clima · decarbonizzazione Elettrificazione · cold ironing
L'associazione presieduta da Messina pronta alla battaglia per la revisione dell'Ets chiede di un meccanismo automatico di supporto all’acquisto di carburanti alternativi e puliti come esiste nel trasporto aereo L'articolo Assarmatori smonta il nuovo decreto rinnovo flotte: “No all’obbligo di costruire in Europa” proviene da Shipping Italy .
Roma – Fondi Ets, nuovi carburanti e rinnovo flotte sono stati tre dei temi principali posti al centro dell’assemblea di Assarmatori andata in scena a Roma presso l’hotel del Parco dei Principi. Il vincolo, però, di dover costruire nuove navi presso cantieri europei continua a essere osteggiata dall’armamento tricolore. “Dalla sera alla mattina, durante il passaggio in Parlamento, è stato aggiunto un emendamento al Carburanti-ter che obbliga a spendere i fondi generati dall’Ets per le nuove costruzioni o il refitting delle unità esistenti nei soli cantieri europei. Questo assurdo vincolo geografico – ha evidenziato il presidente di Assarmatori, Stefano Messina – è il motivo per cui, fra il 2021 e il 2022, è fallito il Decreto Rinnovo Flotte varato dall’allora Ministro Giovannini: 500 milioni di euro di dotazione, di cui spesi una piccolissima parte. In Europa manca completamente la capacità di realizzare un naviglio che non siano unità militari, da crociera o in piccola, piccolissima parte, traghetti. L’ultima portacontainer Made in Italy è stata varata oltre trenta anni fa. Il rinnovo delle flotte si può fare ma senza l’obbligo di costruire in Europa”. A proposito di nuovi fuel la relazione del presidente di Assarmatori ha chiesto di “inserire nella Direttiva Ets un meccanismo automatico di supporto all’acquisto di carburanti alternativi e puliti. L’Europa ha imposto obblighi e tasse per imporre agli armatori una transizione a tamburo battente, ma non ha implementato nessuno strumento finanziario efficace per favorire l’acquisto di carburanti puliti. L’Innovation Fund, spesso citato a sproposito dalla Commissione, è completamente inefficace e poggia su logiche di ricerca e sviluppo che premiano soltanto i carburanti sintetici e l’elettrificazione cara al Nord Europa”. Messina ha dunque proseguito dicendo: “La nostra proposta, fatta propria anche dal Governo, è avere un meccanismo come in aviazione, dove sotto l’Ets esistono quote gratuite per colmare il differenziale di prezzo tra carburanti alternativi e carburanti tradizionali. L’emergenza è adesso. Occorre continuare a combattere per una modifica del regime ETS prendendo atto che la proposta della Commissione sarà probabilmente molto conservativa e che quindi saranno il Consiglio e il Parlamento i luoghi dove le nostre richieste potranno essere tutelate”. Bocciato il progetto (nordeuropeo) di spingere sulla propulsione full-electric nel trasporto marittimo. “A proposito di fuel, vorrei evidenziare con grande chiarezza, che il nostro trasporto marittimo non può essere elettrificato. Sono chimere che vengono sostenute dal Nord Europa e che non sono esportabili nei nostri mari. È unitile investire in questa ricerca che è ontologicamente non adatta al nostro mercato” sono state le parole del vertice di Assarmatori. “Piuttosto siamo favorevoli, proprio mentre in Parlamento si discute della Legge Delega al Governo su questo argomento, a che i numerosi progetti pilota legati al comparto marittimo con al centro il nucleare di IV Generazione e i cosiddetti Small Modular Reactors (SMR), vengano sostenuti con i fondi generati dal regime Ets. Essi almeno dimostrano una certa fattibilità tecnica e presentano benefici in termini di decarbonizzazione. L’attualità riguardo a ciò che sta avvenendo in Golfo Persico è stata solo marginalmente affrontata e l’accordo Usa – Iran “è un fatto senz’altro positivo. Tuttavia – ha precisato Messina – in questi mesi gli annunci di una interruzione del conflitto o comunque di una tregua sono stati diversi e purtroppo non sono mai seguiti i fatti. Il trasporto marittimo ha bisogno di certezze per poter operare in sicurezza, per questo ritengo che le navi rimaste bloccate nel Golfo Persico proveranno a uscirne non appena possibile, ma un ritorno alla normalità nello Stretto di Hormuz non sarà immediato, serviranno diversi giorni per capire se questa volta si potrà tornare davvero a navigare con le necessarie garanzie, in primis a tutela degli equipaggi. Nell’attesa di conoscere i dettagli dell’accordo rifuggiamo qualsiasi ipotesi di un pedaggio per attraversare lo Stretto, ipotesi che sarebbe contraria al principio della libertà di navigazione”. Assarmatori guarda con attenzione a quello che definisce un passaggio importante: “È infatti attesa per luglio la proposta di revisione del regime Ets da parte della Commissione europea e siamo davanti a un’occasione forse irripetibile per limitare i danni di quella che è una vera e propria tassazione intempestiva, ingiusta, sproporzionata e soprattutto inutile anche ai fini stessi della decarbonizzazione”. Secondo Messina l’associazione e il cluster devono “aumentare la pressione sulla Commissione europea ma allo stesso tempo dobbiamo essere concreti e pragmatici e dire con chiarezza che, tout court, una sospensione dell’Ets è oggi un’utopia. Non abbiamo mai smesso di denunciare il danno che l’applicazione dell’Ets produce sui collegamenti marittimi insulari. Ora occorre giungere alla esclusione delle isole maggiori dal regime, posto che la situazione è divenuta insostenibile. Qui parliamo di continuità territoriale, di mobilità dei cittadini, di approvvigionamento delle merci, di turismo: in una parola di coesione sociale. Ogni aggravio di costo imposto a queste rotte finisce inevitabilmente per ricadere sulle comunità insulari”. Last but not least, Assarmatori ha lanciato un appello chiaro alle controparti sindacali riferendosi “alla contrattazione collettiva qualificata e consolidata, che negli anni ha generato tra le parti dei legittimi affidamenti reciproci, oggi sommariamente annullati da interpretazioni giurisprudenziali capaci di creare conseguenze negative per tutti, anche per i lavoratori. Interpretazioni che rappresentano un’ingerenza di soggetti estranei a noi parti sociali contraenti, significativa e difficilmente accettabile da chi ha costruito finora percorsi virtuosi”. Il riferimento è alla sentenza del tribunale di Venezia sulle retribuzioni arretrate che rischia di costare caro a terminal portuali e altre categorie del cluster marittimo-portuale: “È un tema delicato, che ci ha visto negli ultimi giorni anche lavorare a proposte di emendamenti poi non finalizzate, ma essendo oggi il 16 giugno non posso esimermi dal dire che è importante che anche le organizzazioni dei lavoratori riconoscano la legittimità della nostra contrattazione. In assenza di ciò, la stagione dei rinnovi contrattuali prossima all’avvio difficilmente resterà priva di riflessi, evenienza che devo con serenità, tuttavia, rilevare sin d’ora”. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Onorato (Moby): “Ecco perché costruiamo traghetti in Cina. Italia non competitiva”
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-06-16 📍 Messina it Clima · decarbonizzazione
Assarmatori insiste perché si apra alla possibilità di ordinare nuove navi in cantieri extra-Ue beneficiando dei proventi dell’Ets L'articolo Onorato (Moby): “Ecco perché costruiamo traghetti in Cina. Italia non competitiva” proviene da Shipping Italy .
Roma – Nonostante il Governo abbia (secondo quanto reso noto da Assarmatori) appena varato un secondo provvedimento normativo mirato a stimolare il rinnovo delle flotte navali operative in Italia e in Europa, l’armamento non sembra intenzionato ad approfittarne. Un film già visto con il primo ‘Decreto Rinnovo flotte’ che contava sui fondi relativi al piano complementare al Pnrr. “In occasione del decreto voluto dall’allora ministro Giovannini come Toremar avevamo presentato un progetto con fondi Pnrr, avevamo ottenuto i fondi ma l’investimento era insostenibile per costruire in Europa. Se l’avessimo fatto oggi avremmo incassato l’aiuto?” è la domanda retorica posta da Achille Onorato, vicepresidente di Assarmatori e amministratore delegato di Moby. “Abbiamo fatto interventi di retrofit, di reblading ma non ancora abbiamo visto i soldi, quindi non mi fido più dello Stato. Alla possibilità di investire rischiando di non vedere i fondi pubblici dico no grazie, non mi fido”. Durante il suo intervento all’assemblea annuale di Assarmatori il vertice di Moby ha spiegato anche il motivo per cui oggi conviene ordinare e costruire traghetti in Cina invece che in Europa. “I cinesi sono bravi quanto gli europei a costruire le navi, sono più veloci, costano meno, hanno un sistema di export credit con cui possono offrire bassi tassi d’interesse. Offrono un pacchetto completo, vengono e si presentano in tre nel mio ufficio senza che io li sia andati a cercare. Anche durante il Covid, con tutte le difficoltà del momento, sono arrivati in fondo alla costruzione e hanno consegnato la nave senza chiedere extra su eventuali covenant finanziari non rispettati in quel momento” ha raccontato Onorato, spronando il sistema Italia a proporsi nella stessa maniera. “Questo approccio da noi e in Europa non lo vedo. Questo nuovo decreto per il rinnovo delle flotte saranno altri soldi buttati al vento”. Segnalando come le isole stiano ulteriormente perdendo competitività (“l’export per la Sardegna è morto in questo momento”), il vertice di Moby e di Toremar ha invitato l’Europa ad accompagnare le società armatoriali verso la decarbonizzazione: “Non possiamo essere più verdi delle nostre tasche, è un problema che si ripercuote sui nostri clienti e sulle nostre aziende. Oggi passeggeri e aziende isolane pagano l’Ets perché le tariffe sono aumentate. L’accompagnamento verso l’Ets va fatto ora che c’è la revisione”. Secondo Onorato, poi, “è sbagliato distinguere fra isole piccole e grandi ma sarebbe meglio un criterio che considera la distinzione fra isole ricche e meno ricche. Un sistema potrebbe essere quello di non far pagare l’Ets ai collegamenti verso le isole che sono sotto la soglia di povertà europea”. L’appello a “cancellare l’Ets oppure prevedere esenzioni”, fa il paio con il riscontro di mercato offerto da Vincenzo Franza, amministratore delegato di Caronte & Tourist, secondo il quale “all’Ets manca una messa a punto con dei precisi distinguo fra le isole. La differenza di Ets fra camion e navi sta spostando traffico dal mare alla strada e noi lo vediamo direttamente dalle navi di lunga percorrenza che si svuotano mentre aumentano i flussi sullo Stretto di Messina. Una gestione non attenta dell’Ets può creare questi paradossi”. Un altro effetto contrario segnalato è quello del biometano sperimentato per il trasporto marittimo sulla nave Elio; “Costi così caro che, senza l’effetto Ets, non è conveniente e costringe una nave ad andare a carburante tradizionale. Una norma nata per decarbonizzare sta paradossalmente carbonizzando il settore”. Secondo Franco Del Giudice (Toremar) “pensare alla transizione ecologica senza che le flotte siano state rinnovate non è fattibile”. La compagnia di navigazione maddalenina la sua parte sta cercando comunque di farla e nelle prossime settimane entrerà in servizio sulla tratta Maddalena – Palau la nave acquistata un anno. “Si tratta di un traghetto di 8 anni, in precedenza poco utilizzato sul mercato greco, un investimento da 10-11 milioni. Se ci fossero le opportunità gente come noi pensate che non coglierebbero queste opportunità di investire in naviglio moderno? Il problema del rinnovo flotte per le isole minori esiste e non si rivolse senza sostegno” è il pensiero espresso da Del Giudice. Sulle ragioni per cui l’armamento italiano ritenga non percorribile l’opzione di ordinare nuove navi in Europa è tornato, a margine dell’annual meeting, anche il presidente di Assarmatori, Stefano Messina, parlando di “portafoglio ordini in mano ai cantieri già saturo. La cantieristica fa le sue scelte commerciali e imprenditoriali, ha una domanda derivante dalle guerre, dalle spese militari che come sappiamo hanno avuto un grande aumento a livello italiano e europeo, contribuiscono al Pil in maniera significativa. Poi ci sono le crociere – ha proseguito – mercato che tira molto, buona profittabilità ai tassi attuali di riempimento delle compagnie e quindi i cantieri prendono commesse”. Infine il tasto dolente. “Nelle navi ‘povere’, ovvero le bulk carrier e le porta contenitori il divario di prezzo tra Italia e Far East è troppo elevato. Poi bisogna dire la verità: oggi quelle navi in Far East (in Corea, in Giappone, in Cina) le fanno molto bene, sono prodotti di alta qualità. Oggi per riprendere a fare navi da carico in Italia non ci sono i presupposti, è una constatazione; cosa diversa invece è la nicchia dei traghetti dove la cantieristica italiana potrebbe fare ma c’è è un problema di prezzo che ci ha messo fuori mercato come Paese. Dobbiamo ormai sdoganare il concetto per cui per il rinnovo delle flotte si possa costruire all’estero in cantieri extra-Ue ma poter beneficiare comunque dei proventi derivanti dall’Ets”. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Rinnovo flotte sullo Stretto, Rfi vira verso una gara da 23 milioni per un mezzo hi-speed
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-06-15 📍 Messina it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione Elettrificazione · cold ironing
La controllata di Fs, che utilizzerà solo l’8,5% delle risorse del Fondo complementare, ha rivisto alcuni dei suoi piani per la decarbonizzazione del naviglio L'articolo Rinnovo flotte sullo Stretto, Rfi vira verso una gara da 23 milioni per un mezzo hi-speed proviene da Shipping Italy .
“Limitata partecipazione degli operatori ai bandi”, cui si è sommato un “significativo numero di successive rinunce” che ha portato a “un’allocazione solo parziale delle risorse disponibili”. Nonché – per chi ha invece effettivamente preso parte alle procedure e ottenuto i contributi – “una carenza di cassa che ha comportato la parziale mancata liquidazione” per attività già concluse, la quale sta disincentivando la partecipazione a iniziative simili, oltre a essere foriera “di potenziali contenziosi”. Non è tenero il bilancio che la Corte dei Conti ha fatto delle misure varate dal Mit a favore della decarbonizzazione delle flotte navali (e dell’avvio di progetti per la filiera del Gnl), nell’ambito del fondo complementare al Pnrr, in particolare con la misura ‘Rinnovo delle flotte di bus, treni e navi verdi – Navi’. Valutazioni di questo tono per la verità erano emerse già in parte negli anni scorsi, sia in alcuni resoconti offerti dagli stessi magistrati contabili, sia nei riscontri forniti dagli stessi interessati (ultimo in senso cronologico quello dell’Ad di Liberty Lines Carlo Cotella, che poche settimane fa ha riferito di essere tuttora in attesa dei sostegni per tre delle unità veloci fatte realizzare in Spagna). L’ultima relazione della Corte dei Conti (dal titolo: ‘La transizione ecologica nel settore marittimo’), pubblicata nei giorni scorsi, oltre però a fornire un bilancio più aggiornato delle misure mostra anche come si stiano reindirizzando i piani di decarbonizzazione di alcuni operatori. Cominciando con il discusso decreto Rinnovo Flotte, il suo bilancio finale è di una allocazione di risorse per solo il 9,4%, per circa 47,15 milioni di euro sui 500 milioni del finanziamento iniziale (su 89 domande presentate, il bando ha registrato 56 successive rinunce), con interventi di retrofit conclusi su 20 unità, mentre ad oggi sono 13 sono quelle di nuova costruzione che risultano ultimate. Le novità più interessanti si riscontrano però per quel che riguarda il sub investimento dedicato al rinnovo della flotta in servizio sullo Stretto – ovvero per ibridizzazione di traghetti e acquisto di nuovi mezzi veloci – per il quale era stato disposto un investimento complessivo da 80 milioni di euro, dei quali saranno utilizzati però solo 6,8 milioni, l’8,5% del finanziamento originariamente assentito. Completata l’ibridizzazione dell’Iginia (con spesa di 6,8 milioni di euro, inferiore ai 7 messi a disposizione), Rfi – si apprende ora – ha deciso di stralciare l’analoga attività (del valore di 3 milioni) da effettuare sul Messina preferendo, in considerazione “dell’entrata in vigore delle norme europee relative alla riduzione delle emissioni inquinanti”, una modifica “più sostanziale” che doterà la nave di “un sistema di propulsione elettrico tale da consentire il normale esercizio nello Stretto in modalità zero emissioni”. Un intervento quindi diverso e al momento non precisato, del valore stimato di 15 milioni (“su fondi Stato/Mef”), per il quale la società del gruppo Fs sta già elaborando la documentazione di gara e che dovrebbe vedere il Messina debuttare nella sua nuova veste nel 2027. Stralciati, come però già noto, anche l’intervento (9 milioni) per l’ibridizzazione di una nave di nuova costruzione, nonché quello (1 mln) per la realizzazione del cold ironing, che avrebbe avuto lo scopo soddisfare la richiesta di elettricità della nave e di “eventuali futuri treni con alimentazione autonoma a batteria”. Al riguardo Rfi, che ha quindi rinunciato al finanziamento del fondo, per la quale il progetto esecutivo prevede una durata di cinque mesi e quindi con la conclusione dei lavori “prevista nel primo semestre del 2027”. Ancora più interessante però rilevare come sia stato modificato quanto previsto sul fronte dei mezzi per i collegamenti veloci. Preso atto del fallimento della gara avviata nel 2023 per tre mezzi Hsc, Rfi ha infatti comunicato l’intenzione di indire una nuova gara, per una unità diesel/elettrica (in luogo della precedente Gnl/elettrica). Un acquisto che, spiega, sarà finanziato “per 23 milioni sulle risorse statali disponibili sul più ampio intervento A1008 del Contratto di programma – Investimenti 2022-2026 tra Mit e Rfi”, si legge nella relazione. F.M. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Traghetti esclusi dal Decreto Carburanti-bis: Assarmatori protesta
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-14 📍 Messina it Clima · decarbonizzazione
Messina chiede un credito d'imposta: "Altrimenti le risorse dell'Ets che paghiamo finiscono per finanziare misure dalle quali rimaniamo esclusi" L'articolo Traghetti esclusi dal Decreto Carburanti-bis: Assarmatori protesta proviene da Shipping Italy .
La speranza degli armatori di vedersi riconoscere, almeno attraverso un credito d’imposta, un contributo per fare fronte al’aumento del costo del carburante a causa della guerra in Medio Oriente si è infranta contro l’ultima versione del Decreto Carburanti-bis. L’associazione di categoria Assarmatori lamenta il fatto che sia arrivata all’approvazione finale “con la stessa criticità della prima edizione del testo: nessun intervento per il trasporto marittimo, proprio mentre le compagnie di navigazione sostengono extra costi rilevanti legati all’aumento del carburante e continuano a garantire i collegamenti essenziali con le isole maggiori e minori”. Assarmatori denuncia con forza “una decisione che penalizza un comparto strategico per il Paese” e “scarica sulle imprese che assicurano i collegamenti con le isole un onere che dovrebbe essere affrontato con strumenti pubblici adeguati”. Ricordando a questo proposito come il trasporto marittimo “non è un servizio accessorio” ma “un’infrastruttura che garantisce la continuità territoriale, la mobilità dei cittadini, l’approvvigionamento delle merci e la tenuta dell’economia turistica di intere regioni. Escluderlo dal Dl Carburanti-bis significa ignorare la realtà e dimenticare i bisogni delle comunità isolane”. Per Stefano Messina, presidente di Assarmatori, “questa esclusione è incomprensibile. Le compagnie non stanno speculando: stanno sostenendo costi straordinari per continuare a garantire collegamenti regolari, frequenti e a prezzi competitivi, perché la nave rimane il mezzo di trasporto più economico per raggiungere le isole. Ma non si può pretendere che il settore assorba da solo l’impatto dell’aumento del carburante, mentre altri comparti vengono sostenuti con risorse pubbliche”. Oltre il danno anche la beffa perchè, con l’Ets “le risorse, generate anche dagli armatori, vengono prelevate e utilizzate per finanziare misure sui carburanti dalle quali il trasporto marittimo resta escluso. È un cortocircuito evidente – continua Messina – Il settore marittimo garantisce un servizio essenziale, sostiene la regolarità dei collegamenti e dell’economia delle isole, paga l’Ets e poi viene escluso quando si distribuiscono gli interventi”. Assarmatori ribadisce che la soluzione è “un credito d’imposta mirato, parametrato almeno ad una parte dell’extra costo documentato per il carburante, per le compagnie impegnate nei collegamenti marittimi essenziali. Non chiediamo trattamenti di favore” aggiunge. “Chiediamo coerenza e rispetto per un comparto che ogni giorno tiene collegate le isole al resto del Paese. Auspichiamo che il Governo e il Parlamento dimostrino pertanto un’adeguata sensibilità e non lascino sole le compagnie di navigazione a fronteggiare gli extra costi” è la conclusione dell’associazione armatoriale ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Attenzione di Assiterminal su fondo prepensionamenti, indennità feriali e tre desideri
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-12 📍 Messina it
Da Cognolato un appello a Uniport, Ancip e Assologistica per una rappresentanza unica del settore portuale L'articolo Attenzione di Assiterminal su fondo prepensionamenti, indennità feriali e tre desideri proviene da Shipping Italy .
Roma – Certezza del diritto, governance portuale coordinata e rappresentanza unica del settore portuale. Sono questi i tre desideri attorno al quale ruota il programma di Assiterminal e del suo rinnovato presidente Tomaso Cognolato espressi durante l’assemblea annuale dell’associazione andata in scena a Roma. “La frammentazione è uno stato di opportunità limitanti e dinamiche di relazioni che i mercati hanno già superato. La frammentazione è un retaggio romantico interno: chi ci guarda da fuori vede o immagina un sistema associativo, ovviamente diversificato, anche caratterizzato da una dialettica ‘frizzantina’, ma in un sistema Paese la rappresentanza di un asset strategico è chiamata ad essere composita, unita” ha detto Cognolato, incassando l’apertura di Ignazio Messina. “Guardiamo al futuro più uniti e compatti” ha risposto il vicepresidente di Uniport, intervenuto in rappresentanza della sua azienda) Ignazio Messina& C., che è stata tra i fondatori di Assiterminal giunta quest’anno al suo 25° anniversario. L’appello è rivolto anche alle altre associazioni di categoria come Assologistica e Ancip. Premesso che “dal regolamento concessioni e linee guida ci saremmo già aspettati una razionalizzazione delle regole di ingaggio simili per tutti i concessionari terminalisti”, il presidente Cognolato nel suo intervento he evidenziato la richiesta specifica di “avere chiari parametri di riferimento (la famosa certezza del diritto) su cui costruire e sviluppare i nostri Piani economico finanziari, orientati al miglior sviluppo del bene pubblico in concessione, alla migliore marginalità e alle migliori ricadute sul territorio”. Più in dettaglio l’associazione ha posto l’attenzione sul rischio di “cambiare paradigma rendendo asfittico il Roi (indice di redditività del capitale investito)” perchè “non rende attrattivi i porti, anche tenuto conto di contesti che continuamente cambiano le condizioni di mercato, quindi di volumi, costi e merceologie. Il nostro è un contesto produttivo che opera in un mercato libero e fluttuante in cui il concetto di stabilire eque, libere, trasparenti condizioni di accesso alle infrastrutture (strategiche e scarse in termini di risorse) deve trovare un giusto equilibrio con la libertà di impresa, alla luce del cogente principio di proporzionalità di cui invochiamo una rigorosa applicazione”. Da qui l’invito a concentrarsi “sugli strumenti di controllo e vigilanza verso la coerenza, nel tempo, delle condizioni pattuite, per consentirci di esercitare l’attività imprenditoriale di terminalisti tenendo anche conto degli equilibri, utili al Sistema Paese, tra conto terzi e conto proprio (la diversificazione dell’offerta deve essere un valore per il Sistema Paese). L’obiettivo comune, tra Stato e impresa, è di accrescere la ricchezza prodotta dalla portualità come fattore strategico della logistica, del turismo, della produzione e dei territori dove operano le nostre aziende, con un occhio sempre all’area di mercato di riferimento e alla non discriminazione di regimi concorrenziali”. Assiterminal invoca anche “il giusto controllo sulle performance delle imprese e azioni conseguenti in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi”. L’altro desiderio dei terminalisti portuali italiani riguarda “la capacità della pluralità degli Enti di controllo di agire come partner di servizio che operino uniformemente su tutto il territorio nazionale. Solo attraverso questi processi, che dovrebbero avere un’unica regia come sistema Paese, i porti possono affermarsi come vera opportunità di sviluppo e raccordo tra logistica, industria e territorio. Pensiamo a come potrebbero essere utilizzati i dati già oggi disponibili in termini di gestione dei flussi di traffico tra le infrastrutture di collegamento e a quanti benefici questo potrebbe portare alla sostenibilità dei trasporti e all’organizzazione del sistema produttivo e dei flussi turistici. A proposito della legge di riforma portuale, Assiterminal ritiene che possa anche attuarsi “rafforzando i compiti e le funzioni della Conferenza di coordinamento delle Autorità di sistema portuale, integrandola con la presenza degli Enti pubblici che intervengono nei procedimenti amministrativi, come il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, l’Agenzia delle Dogane, il Ministero dell’Ambiente, ecc.”. Un altro passaggio significativo della relazione di Cognolato è quello in cui si chiede un superamento “dell’attuale impostazione di assetto delle imprese portuali integrando gli ambiti di operazioni e servizi in un unico contesto di attività erogabili e prevedendo un minimo di almeno 5 anni di autorizzazione amministrativa, così da poter verificare e misurare la capacità economica e finanziaria degli stessi operatori. Un nuovo assetto – ha detto il presidente – che metta insieme operazioni e servizi (così come avviene in tutta Europa) potrebbe anche consentire un diverso sviluppo per le imprese autorizzate alla somministrazione di lavoro temporaneo portuale che potrebbero valutare con più strumenti di costituire newco ad hoc per offrire prestazioni anche sul modello dei SIEG mettendosi sul mercato”. Centrale nella relazione anche il mercato del lavoro. “Abbiamo bisogno di un sindacato confederale forte e rappresentativo, abbiamo bisogno di chiarezza, rispetto delle regole del gioco e uniformità nella loro applicazione” è scritto in un passaggio del discorso. “Istituti quali il part time, la flessibilità e altro non possono essere, a mero titolo di esempio, temi cui approcciare, nel 2026, con ideologie anacronistiche”. Fondo per il prepensionamento dei lavoratori portuali e indennità feriali gli ultimi due temi scottanti al centro dell’assemblea. Sul primo Cognolato ha sottolineato che “è in discussione come utilizzare le risorse accantonate per un fondo di prepensionamento che dal 2022 non è mai stato costituito. Diciamo alla politica che o ci sarà una risposta in tempi brevi per la sua costituzione o queste risorse rientreranno nelle nostre disponibilità per affrontare il prossimo rinnovo contrattuale che nasce già con il pregiudizio dei contenziosi sulle indennità feriali, nonché in un contesto di mercati e di proiezioni inflattive non rassicuranti”. Infine ha aggiunto: “L’orientamento prevalente di certa giurisprudenza sul tema delle indennità feriali rischia nel nostro settore di portare extra costi per circa 200 milioni di euro. Non va meglio al trasporto ferroviario, aeronautico, allo shipping, alla logistica e ad altri mondi operativi. Se la politica non interviene arginando quantomeno i termini di prescrizione, il sistema avrà certamente delle pesanti ripercussioni. Mentre noi parliamo è in corso un’udienza in cui Assiterminal si è costituita ad adiuvandum di uno degli associati”. 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Tariffe aumentate e misure sui marittimi: nuova polemica per i traghetti verso le isole minori siciliane
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-11 📍 Messina it
Caronte&Tourist lamenta il mancato adeguamento delle convenzioni regionali e sindacati, albergatori ed esercenti lanciano l'allarme L'articolo Tariffe aumentate e misure sui marittimi: nuova polemica per i traghetti verso le isole minori siciliane proviene da Shipping Italy .
Si riaccende il confronto fra la Regione Siciliana e Caronte&Tourist, titolare dei servizi convenzionati (sia ministeriali che regionali) per le isole minori. La compagnia armatoriale che, salvo per il lotto relativo alle isole Pelagie, opera in proroga per quel che riguarda le tratte sovvenzionate dalla Regione, lamenta da tempo il mancato aggiornamento degli accordi con l’ente, che a suo dire causerebbe lo squilibrio economico delle tratte. All’inizio della settimana scorsa le segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno chiesto un incontro agli assessorati regionali ai Trasporti e all’Economia, prospettando come l’azienda avesse comunicato l’intenzione di erogare solo un acconto sugli stipendi di aprile a causa di un credito non saldato di 7 milioni di euro con la Regione stessa. A stretto giro di posta, poi, la compagnia comunicava alle biglietterie che, “preso atto del significativo tempo ormai trascorso senza che la procedura di riequilibrio avviata nel luglio dello scorso anno sia giunta a conclusione”, su tutte le linee sovvenzionate (con l’esclusione delle Pelagie) “il listino attualmente in vigore sarà oggetto di un primo incremento generalizzato delle tariffe applicate a passeggeri, veicoli ordinari e residenti, nonché ai veicoli commerciali”, con variazioni “comprese tra un minimo del 30% e un massimo del 50% rispetto alle tariffe attualmente applicate”. Due giorni dopo erano le organizzazioni sindacali a ricevere una comunicazione in cui si faceva presente come, pur “in via di sanatoria, il credito con la Regione Siciliana”, dal momento che la problematica dello “aggiornamento della redditività delle concessioni in essere” non è stata risolta, da giugno saranno “nuovamente applicate le correzioni organizzative disposte con la lettera del 31 ottobre 2024 e successivamente sospese, e in particolare: i periodi d’imbarco per gli iscritti a Turno Particolare saranno di due mesi intervallati da un periodo di sbarco, con liquidazione di ogni spettanza maturata, di un mese. Ogni deroga a quanto prescritto avrà carattere di eccezionalità; continueranno a rimanere bloccate le stabilizzazioni (immissioni in Crl e/o in Tp); saranno ulteriormente revisionate le turnazioni nell’ottica di recuperi di produttività, da effettuare nel dovuto rispetto delle normative nazionali e sovranazionali in materia di sicurezza del lavoro”. Di fronte a questo quadro di rincari tariffari e tagli retributivi, la reazione è per ora arrivata dalla Federalberghi Isole Minori Sicilia e da Confesercenti Sicilia. La prima ha “rivolto un appello formale urgente al presidente della Regione Renato Schifani, all’assessore Alessandro Aricò e al ministro Matteo Salvini affinché pongano in essere ogni misura necessaria per scongiurare l’entrata in vigore degli aumenti, integrando le risorse finanziarie occorrenti per garantire l’equilibrio della Convenzione senza pesare sull’utenza. Non è più tollerabile che i collegamenti marittimi, servizio pubblico essenziale, siano gestiti attraverso convenzioni inadeguate che non prevedono compensazioni diverse dall’incremento delle tariffe o dal taglio dei servizi”. Di “decisione estremamente preoccupante” ha parlato il presidente di Confesercenti Sicilia, Vittorio Messina, “perché rischia di produrre effetti pesantissimi sull’economia delle isole minori. Aumentare in maniera così consistente il costo dei collegamenti significa colpire famiglie, lavoratori, imprese e turisti. L’Italia continua a essere l’unico Paese europeo a non avere una legge quadro specifica sulle isole minori che riconosca in maniera strutturale le condizioni di svantaggio permanente legate all’insularità e preveda agevolazioni fiscali, misure compensative e strumenti di sostegno per cittadini e imprese”. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Assarmatori: “ETS minaccia la competitività del trasporto marittimo. Servono correttivi urgenti dall’UE” - marittimienavi.net
📰 marittimienavi.net 📅 2026-05-08 📍 Messina it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione
Assarmatori: “ETS minaccia la competitività del trasporto marittimo. Servono correttivi urgenti dall’UE” marittimienavi.net
Bruxelles, 7 maggio 2026 – L’ETS europeo sta producendo effetti paragonabili alle grandi crisi internazionali, ma con un impatto strutturale e permanente sul trasporto marittimo. È il messaggio netto lanciato dal Presidente di Assarmatori, Stefano Messina, al termine della missione annuale del Consiglio Direttivo a Bruxelles, caratterizzata da una serie di incontri istituzionali di alto livello. Messina sottolinea come la tassa sulle emissioni, applicata in modo orizzontale e senza distinguere tra i diversi segmenti del settore, stia mettendo in difficoltà comparti strategici quali i collegamenti con le isole, le Autostrade del Mare e il transhipment. “A differenza dello shock congiunturale legato alla crisi nello Stretto di Hormuz – afferma – l’ETS è una misura strutturale che incide in modo permanente sulla competitività del sistema”. Pur riconoscendo che alcune priorità dell’armamento italiano sono state recepite nelle strategie europee, Assarmatori denuncia la mancanza di misure concrete e la persistente incertezza sugli strumenti correttivi che Bruxelles intende adottare. Particolare attenzione è rivolta alla futura Strategia europea per le isole, guidata dal Vicepresidente Esecutivo Raffaele Fitto, alla quale l’associazione ha rappresentato le criticità di una tassazione climatica ritenuta sproporzionata e non reinvestita nel settore. “La tecnocrazia europea appare ancora troppo rigida – osserva Messina – mentre la revisione di luglio deve essere coraggiosa, per consentire al nostro comparto industriale di restare competitivo in un contesto globale sempre più complesso”. La missione di Assarmatori ha incluso incontri con il Vicepresidente Esecutivo Raffaele Fitto a Palazzo Berlaymont, un ricevimento presso la Residenza dell’Ambasciatore d’Italia in Belgio con la partecipazione di rappresentanti UE e NATO, un confronto con il SEAE e le missioni Aspides e Atalanta, oltre a una riunione tecnica con i funzionari della DG MOVE e della DG CLIMA dedicata all’applicazione dell’ETS. MARITTIMI&NAVI DI TORRE D’AMARE IL SITO DEI MARITTIMI…………PER INSERIMENTI LOGHI SOCIETA’ COMUNICATI INVIARE EMAIL [email protected]….TELEFONO UFFICIO DAL LUNEDI AL VENERDI CELLULARE 3770803697…..SIAMO PRESENTI ANCHE COME WHATS APP 3770803697 SEMPRE ATTIVO………..HAI DEI DUBBI SULE NUOVE CIRCOLARI, DECRETI MINISTERIALI, QUESITI, MANDA UNA EMAIL A [email protected] UN NOSTRO ESPERTO TI RISPONDERA’…… Untitled 1 NUOVA NAVISERVICE Per una gestione a 360° di qualsiasi tipologia di unità mercantile e da diporto.
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Assarmatori a Bruxelles: Urgente revisione coraggiosa dell’ETS per il settore marittimo. - Sicilianews24.it
📰 Sicilianews24.it 📅 2026-05-07 📍 Messina it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione
Assarmatori a Bruxelles: Urgente revisione coraggiosa dell’ETS per il settore marittimo. Sicilianews24.it
BRUXELLES (ITALPRESS) – Il Presidente di Assarmatori, Stefano Messina, ha messo in evidenza le gravi conseguenze della tassa sulle emissioni promossa dall’Unione Europea. Secondo Messina, questa tassa sta colpendo in modo severo i segmenti più vulnerabili e cruciali del trasporto marittimo, paragonabili a crisi internazionali come l’aumento dei costi energetici derivante dal blocco dello Stretto di Hormuz. La differenza principale è che l’ETS rappresenta una tassazione strutturale, destinata a influire in modo permanente sulla competitività e sostenibilità delle rotte marittime con le isole, delle Autostrade del Mare e del transhipment di contenitori. Criticità dell’ETS nel Settore Marittimo Messina non si è sottratto a una valutazione franca durante la missione annuale del Consiglio Direttivo dell’Associazione a Bruxelles, caratterizzata da incontri di alto profilo tra martedì e mercoledì. “Nei mesi recenti abbiamo accolto positivamente l’inclusione di diverse priorità legate all’armamento nazionale nelle strategie marittime europee”, ha affermato, “ma la questione cruciale rimane la loro traduzione in misure operative.” L’attuale regime dell’ETS è considerato ingiusto e non selettivo, applicato uniformemente senza tenere conto delle specificità dei vari settori. Messina ha sottolineato che, sebbene ci sia una crescente consapevolezza delle criticità, le informazioni riguardanti i correttivi necessari restano insoddisfacenti. Inoltre, l’associazione guarda con particolare attenzione alla “Strategia europea per le isole”, in fase di elaborazione sotto la supervisione del Vicepresidente Esecutivo Raffaele Fitto. Nel corso degli incontri, Messina ha illustrato le priorità relative ai collegamenti marittimi con le isole, evidenziando come la tassazione climatica inadeguata possa compromettere la stabilità del settore. “L’imposizione di tasse climatiche sproporzionate, che non ritornano al comparto marittimo sotto forma di investimenti, mette a rischio l’equilibrio esistente”, ha affermato. Richiesta di Revisione Coraggiosa Messina ha osservato che la risposta della tecnocrazia europea alle richieste di miglioramento delle politiche attuali risulta spesso rigida. “Chiediamo che la revisione prevista per luglio sia audace e permetta al nostro settore di rimanere competitivo in un contesto globale particolarmente sfidante,” ha affermato, mettendo in risalto le esigenze del comparto industriale. Tra gli eventi di questa due giorni di Assarmatori a Bruxelles, un incontro significativo è stato quello con il Vicepresidente Esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, presso Palazzo Berlaymont. È seguito un ricevimento per i rappresentanti delle istituzioni europee e della comunità internazionale alla Residenza dell’Ambasciatore d’Italia presso il Regno del Belgio. Durante l’evento hanno preso la parola l’Ambasciatore Federica Favi, il Rappresentante Permanente Aggiunto dell’Italia presso l’UE Marco Canaparo, e l’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, Presidente del Comitato Militare della NATO. L’agenda ha incluso anche un incontro con Giovanni Cremonini, Vice Capo Divisione per la Sicurezza Marittima del Servizio Europeo per l’Azione Esterna. Durante questo appuntamento, sono stati discussi i temi legati alle missioni Aspides e Atalanta, evidenziando la cooperazione fra le forze militari italiane e quelle europee. Inoltre, si è svolta una riunione approfondita con funzionari della DG MOVE e della DG CLIMA, rafforzando le discussioni sulla gestione dell’ETS e sui suoi effetti sul settore marittimo. Secondo quanto riportato da fonti ufficiali come l’Associazione Assarmatori, l’impiego di un più incisivo approccio normativo potrebbe contribuire a garantire un futuro più sostenibile e competitivo per il settore marittimo. Le istituzioni europee sono ora chiamate a rispondere alle sfide poste da una tassazione che, se non gestita con attenzione, potrebbe compromettere la capacità operativa degli armatori, favorendo così una discussione più ampia sulla sostenibilità e la competitività nel settore dei trasporti. (ITALPRESS) Non perderti tutte le notizie sull’ambiente su Blog.it
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Assarmatori a Bruxelles, Messina: “Serve una coraggiosa revisione dell’ETS” - Telenord
📰 Telenord 📅 2026-05-07 📍 Messina it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione
Assarmatori a Bruxelles, Messina: “Serve una coraggiosa revisione dell’ETS” Telenord
Una revisione profonda e coraggiosa del sistema ETS applicato al trasporto marittimo. È la richiesta lanciata dal Presidente di Assarmatori, Stefano Messina, al termine della missione annuale del Consiglio Direttivo dell’associazione a Bruxelles, caratterizzata da una fitta agenda di incontri istituzionali di alto livello. “Gli effetti della tassa sulle emissioni voluta dall’Unione europea stanno producendo conseguenze negative sui segmenti più esposti e strategici del trasporto marittimo, paragonabili a quelle generate dalle grandi crisi internazionali, come l’aumento dei prezzi dell’energia legato al blocco dello Stretto di Hormuz”, ha dichiarato Messina. “La differenza è che Hormuz rappresenta uno shock congiunturale, mentre l’ETS è una tassazione strutturale destinata a incidere in modo permanente sulla competitività e sulla sostenibilità dei collegamenti con le isole, delle Autostrade del Mare e del transhipment di contenitori”. Secondo Assarmatori, nei mesi scorsi l’Unione europea ha mostrato attenzione verso alcune priorità strategiche del comparto marittimo italiano, inserendole nelle politiche europee dedicate al settore. Tuttavia, per l’associazione, il punto cruciale resta il passaggio dalle dichiarazioni alle misure concrete. “Nel caso dell’ETS – ha proseguito Messina – siamo di fronte a una tassazione ingiusta perché non selettiva, applicata in maniera orizzontale senza tenere conto delle specificità dei singoli comparti. Oggi esiste ormai una diffusa consapevolezza delle criticità dell’attuale impianto normativo, ma permane ancora poca chiarezza sugli strumenti correttivi che verranno adottati”. Particolare attenzione viene rivolta alla futura “Strategia europea per le isole”, in fase di elaborazione sotto la guida del Vicepresidente Esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto. “Abbiamo rappresentato con forza le nostre priorità sui collegamenti marittimi con le isole”, ha spiegato il Presidente di Assarmatori. “L’imposizione di una tassazione climatica sproporzionata su questi servizi, che peraltro non ritorna al comparto sotto forma di investimenti per una reale transizione ambientale, rischia di compromettere un equilibrio già fragile”. Messina ha infine sottolineato la necessità di un cambio di approccio da parte delle istituzioni europee: “La sensazione è che la tecnocrazia europea resti ancora troppo rigida rispetto all’esigenza di migliorare in modo significativo queste politiche. Noi chiediamo invece che la revisione prevista per luglio sia davvero coraggiosa, così da consentire al nostro comparto industriale di restare competitivo in uno scenario globale sempre più complesso”. Nel corso della due giorni a Bruxelles, la delegazione di Assarmatori ha incontrato il Vicepresidente Esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto presso Palazzo Berlaymont. Si è inoltre svolto un ricevimento alla Residenza dell’Ambasciatore d’Italia presso il Regno del Belgio, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni europee e della comunità internazionale di Bruxelles. Sono intervenuti, tra gli altri, l’Ambasciatore Federica Favi, l’Ambasciatore Marco Canaparo, Rappresentante Permanente Aggiunto d’Italia presso la UE, l’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, Presidente del Comitato Militare della NATO, e il Ministro plenipotenziario Catherine Flumiani, Inviato speciale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per la Dimensione internazionale del Mare. L’agenda ha incluso anche un confronto con Giovanni Cremonini, Vice Capo Divisione per la Sicurezza Marittima del Servizio Europeo per l’Azione Esterna (SEAE/EEAS), con il coinvolgimento dei referenti delle missioni Aspides e Atalanta, oltre a un incontro con una rappresentanza degli europarlamentari italiani. Approfondito anche il confronto tecnico con i funzionari della DG MOVE e della DG CLIMA sui temi legati all’applicazione del regime ETS. Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagram, su Youtube e su Facebook.
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Assarmatori chiede correzioni sul regime Ets - TrasportoEuropa
📰 TrasportoEuropa 📅 2026-05-07 📍 Messina it Clima · decarbonizzazione
Assarmatori chiede correzioni sul regime Ets TrasportoEuropa
Assarmatori chiede all’Unione Europea una revisione "coraggiosa" del regime Ets applicato al trasporto marittimo. La richiesta è stata formulata a Bruxelles il 7 maggio 2026 dal presidente Stefano Messina, al termine della missione annuale del Consiglio direttivo dell’associazione, articolata in due giornate di incontri con istituzioni europee, rappresentanti italiani e funzionari della Commissione Europea. L’associazione considera l’attuale impostazione dell’Ets una tassazione strutturale che incide in modo permanente su comparti ritenuti esposti e strategici: collegamenti con le isole, autostrade del mare e trasbordo di container. Messina ha paragonato gli effetti economici del meccanismo europeo a quelli prodotti da grandi crisi internazionali, come l’aumento dei prezzi dell’energia legato al blocco dello Stretto di Hormuz, distinguendo però tra una scossa congiunturale e un costo regolatorio destinato a rimanere. Il punto principale sollevato dall’associazione riguarda la natura orizzontale dell’imposizione. Per Assarmatori, l’Ets applicato al mare non tiene conto delle differenze tra segmenti di traffico, modelli operativi e funzioni territoriali dei servizi. Il tema è particolarmente sensibile per i collegamenti insulari, dove il trasporto marittimo svolge una funzione di continuità logistica e sociale, e per il combinato strada-mare, che compete con il trasporto solo stradale su rotte nelle quali il costo finale può orientare le scelte degli operatori. Messina ha richiamato anche la questione della destinazione delle risorse. Secondo Assarmatori, una tassazione climatica sproporzionata sui servizi marittimi con le isole rischia di alterare un equilibrio già fragile se non ritorna al comparto sotto forma d’investimenti per la sostenibilità ambientale. La questione rientra nella preparazione della futura "Strategia europea per le isole", in corso di elaborazione sotto la guida del vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, Raffaele Fitto, al quale l’associazione ha rappresentato le proprie priorità sui collegamenti marittimi insulari. La posizione dell’associazione arriva dopo una fase in cui alcune priorità dell’armamento nazionale sono state incluse nelle strategie europee dedicate al settore marittimo. Per Assarmatori, tuttavia, il passaggio decisivo riguarda la trasformazione di questi indirizzi in misure operative. Nel caso dell’Ets, secondo Messina, la consapevolezza delle criticità dell’attuale assetto normativo sarebbe ormai acquisita, mentre resterebbe insufficiente la chiarezza sugli strumenti correttivi che l’Unione Europea intende adottare. Il calendario indicato dall’associazione guarda alla revisione di luglio 2026. Messina ha chiesto che l’intervento sia tale da consentire al comparto industriale marittimo di conservare competitività in uno scenario globale complesso. La richiesta riguarda in particolare i servizi che, per caratteristiche tecniche e funzione economica, hanno margini limitati per trasferire o assorbire nuovi costi senza conseguenze sulla rete dei collegamenti e sulle catene logistiche.
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Assarmatori sbarcata a Bruxelles per la revisione del sistema Ets marittimo - Shipping Italy
📰 Shipping Italy Media 📅 2026-05-07 📍 Messina it Clima · decarbonizzazione
Assarmatori sbarcata a Bruxelles per la revisione del sistema Ets marittimo Shipping Italy
Secondo Assarmatori, l’attuale impianto normativo – che impone il pagamento di quote per ogni tonnellata di CO2 emessa – presenta criticità dovute alla sua applicazione ‘orizzontale’. Il presidente dell’associazione, Stefano Messina, al termine della due giorni a Bruxelles, ha evidenziato come questa tassazione non tenga conto delle specificità dei diversi segmenti del trasporto marittimo ed ha paragonato l’impatto di questa tassazione alle grandi crisi internazionali, come l’aumento dei prezzi legato al blocco dello Stretto di Hormuz. La differenza sostanziale – ha spiegato -, è che mentre Hormuz rappresenta uno shock congiunturale, l’Ets è una misura strutturale destinata a incidere in modo permanente sulla competitività dei collegamenti marittimi. Nello specifico, informa l’associazione in una nota, Messina ha ricordato che le preoccupazioni riguardano il rischio di un indebolimento dei porti europei a favore della concorrenza extra-Ue, in particolare per quanto riguarda il transhipment di container, l’impatto sui collegamenti con le isole e sulle ‘Autostrade del Mare – segmenti strategici per la mobilità interna -, e per l’impossibilità di reinvestimenti poiché per le risorse incamerate dalla tassa non sono previsti meccanismi certi di restituzione al comparto sotto forma di incentivi per l’innovazione tecnologica e i carburanti green. Il punto centrale del confronto, in particolare durante il vertice con il vicepresidente Esecutivo della Commissione Europea, Raffaele Fitto, è stata la futura “Strategia europea per le isole”. Assarmatori ha sottolineato come una tassazione sul clima sproporzionata rischi di compromettere l’equilibrio economico dei servizi di linea essenziali, e ha chiesto che la politica ambientale sia accompagnata da strumenti correttivi adeguati alla realtà geografica dell’Unione. In conclusione, Messina ha auspicato che la revisione di luglio possa introdurre modifiche sostanziali all’assetto normativo per poter conciliare gli obiettivi di decarbonizzazione con la tenuta industriale del comparto marittimo in un contesto globale complesso.. Durante l’incontro la delegazione ha affrontato anche i temi della sicurezza marittima, con focus sulle missioni Aspides e Atalanta, in riunioni che hanno coinvolto vertici militari della Nato, diplomatici e funzionari delle Dg Move e Dg Clima. Nelle foto: un momento del ricevimento alla Residenza dell’Ambasciatore d’Italia presso il Regno del Belgio e l’incontro con il Vicepresidente Esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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ETS e shipping, Assarmatori a Bruxelles chiede correttivi immediati all’Europa - Corriere Marittimo
📰 Corriere Marittimo 📅 2026-05-07 📍 Messina it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione
ETS e shipping, Assarmatori a Bruxelles chiede correttivi immediati all’Europa Corriere Marittimo
BRUXELLES – In occasione della missione annuale del Consiglio Direttivo di Assarmatori a Bruxelles, l’associazione degli armatori ha posto l’attenzione sulla penalizzazione strutturale che la tassa europea sulle emissioni (ETS) sta causando al trasporto marittimo, con effetti destinati a incidere a lungo sulla competitività dei collegamenti marittimi e del transhipment. La missione ha visto un’agenda fitta di incontri di alto livello fra martedì e mercoledì. Il presidente di Assarmatori, Stefano Messina, ha denunciato: “Gli effetti della tassa sulle emissioni voluta dall’Unione europea stanno producendo conseguenze negative sui segmenti più esposti e strategici del trasporto marittimo paragonabili a quelle delle grandi crisi internazionali, come l’aumento dei prezzi dell’energia legato al blocco dello Stretto di Hormuz. La differenza è che Hormuz è uno shock congiunturale, mentre l’ETS è una tassazione strutturale, destinata a incidere in modo permanente sulla competitività e sostenibilità dei collegamenti con le isole, delle Autostrade del Mare e del transhipment di contenitori”. Ha proseguito il presidente Messina: “Nei mesi scorsi abbiamo accolto con favore l’inclusione di alcune priorità dell’armamento nazionale nelle strategie europee dedicate al settore marittimo. Tuttavia, il nodo decisivo era e resta la loro traduzione in misure concrete. Nel caso dell’ETS, tassazione ingiusta perché non selettiva in quanto applicata in maniera orizzontale, senza considerare le specificità dei singoli settori, è ormai conclamata la consapevolezza delle criticità dell’attuale assetto normativo, ma resta insufficiente la chiarezza sugli strumenti correttivi che saranno adottati. In questo quadro guardiamo con particolare attenzione alla futura ‘Strategia europea per le isole’, in corso di elaborazione sotto la guida del vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto, al quale abbiamo rappresentato le nostre priorità sui collegamenti marittimi con le isole. L’imposizione su questi servizi di una tassazione climatica sproporzionata e che, per di più, non torna al comparto marittimo sotto forma di investimenti nell’ottica di una reale sostenibilità ambientale ne mette a rischio il fragile equilibrio”. “La sensazione è che la tecnocrazia europea rimanga inflessibile rispetto all’esigenza di un miglioramento significativo di queste politiche. Invece noi chiediamo che la revisione di luglio sia coraggiosa, per permettere al nostro comparto industriale di rimanere competitivo in uno scenario globale particolarmente difficile”, conclude Messina. Fra gli appuntamenti della due giorni di Assarmatori a Bruxelles, l’incontro con il Vicepresidente Esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, presso Palazzo Berlaymont; un ricevimento dedicato ai rappresentanti delle Istituzioni europee e alla comunità internazionale di Bruxelles alla Residenza dell’Ambasciatore d’Italia presso il Regno del Belgio, con interventi dell’Ambasciatore Federica Favi, dell’Ambasciatore Marco Canaparo, Rappresentante Permanente Aggiunto d’Italia presso la UE, dell’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, Presidente del Comitato Militare della NATO e del Ministro plenipotenziario Catherine Flumiani, Inviato speciale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per la Dimensione internazionale del Mare. L’agenda ha visto anche un vertice con Giovanni Cremonini, Vice Capo Divisione per la Sicurezza Marittima del Servizio Europeo per l’Azione Esterna (SEAE/EEAS), con in collegamento i referenti delle missioni Aspides e Atalanta, e un incontro con una rappresentanza degli Europarlamentari italiani. Durante la presenza a Bruxelles si è svolta anche una lunga e approfondita riunione con i funzionari della DG MOVE e della DG CLIMA, durante la quale sono stati affrontati i vari temi legati all’applicazione del regime ETS.
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Assarmatori a Bruxelles, Messina attacca sull’ETS: “Serve una revisione coraggiosa” - Ship2Shore
📰 Ship2Shore Media 📅 2026-05-07 📍 Messina it Clima · decarbonizzazione
Assarmatori a Bruxelles, Messina attacca sull’ETS: “Serve una revisione coraggiosa” Ship2Shore
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