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Porti & ambiente — le notizie raccolte

Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 4854 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.

Articoli per area ambientale
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Copenhagen-Malmö Port se une a red Portchain Connect
📰 Portal Portuario Media 📅 2026-06-17 📍 Copenhagen es
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario Portchain anunció que Copenhagen-Malmö Port (CMP) se unirá a la red Portchain Connect, para mejorar la La entrada Copenhagen-Malmö Port se une a red Portchain Connect se publicó primero en PortalPortuario .
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Dai carrier ok per Unicef a non pagare i surcharge sul trasporto marittimo
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-06-07 📍 Copenhagen it
L'organizzazione Onu per l'infanzia lancia un allarme sui costi crescenti della logistica, che stanno imponendo "scelte impossibili" L'articolo Dai carrier ok per Unicef a non pagare i surcharge sul trasporto marittimo proviene da Shipping Italy .
Tra le organizzazioni che stanno soffrendo per le conseguenze che la crisi in Medio Oriente sta avendo sull’intero settore globale dei trasporti c’è anche Unicef. L’organizzazione Onu dedicata all’infanzia, per voce del suo responsabile della logistica Jean-Cedric Meeus, ha lanciato ieri un allarme per mettere in guardia rispetto all’impatto delle continue congestioni e della escalation dei prezzi sulle catene di approvvigionamento degli aiuti umanitari. “Per Unicef ritardi persistenti e maggiori costi operativi, in un contesto già segnato da una crisi globale dei finanziamenti, stanno già imponendo scelte impossibili: quali bambini raggiungere per primi?” ha affermato Meeus, che ha poi elencato le principali criticità avvertite dalla organizzazione e le azioni che questa sta mettendo in campo insieme ai partner per contrastarle. “I soli costi di trasporto e logistica stanno avendo un impatto enorme. Le deviazioni marittime attorno al Capo di Buona Speranza aggiungono oggi da due a quattro settimane ai tempi di spedizione. La capacità del trasporto aereo sulle rotte mediorientali si è ridotta, mentre la congestione portuale si sta diffondendo in Africa e oltre” ha spiegato. Per dare un’idea degli incrementi, Meeus ha rilevato come i costi del trasporto aereo dei vaccini da India verso Etiopia, Nigeria e Repubblica Democratica del Congo siano aumentati “dal 50 al 70%”, mentre il trasferimento via camion degli alimenti terapeutici pronti all’uso da Kenya verso Somalia, Sud Sudan e Rdc “è salito del 30%” e la spedizione via mare di materiali educativi dalla Cina verso Yemen e Mozambico è cresciuta “dal 100 al 150%”. Costi tali che Unicef ha quindi evidenziato di avere “quasi esaurito i contributi annuali destinati al trasporto forniti dai partner logistici”, in quella che ha descritto come “una situazione senza precedenti”. Nei porti africani di Beira, Conakry, Abidjan, Dar es Salaam e Mombasa, ha poi proseguito Meeus, si stanno registrando pesanti ritardi che poi si ripercuotono sui paesi senza sbocco sul mare che dipendono dai relativi corridoi logistici, quali quello Djibouti-Etiopia. Tra le azioni messe in campo, c’è naturalmente in primis quella della ricerca di “rotte alternative via aerea, terrestre e marittima” ma anche il frontloading, ovvero gli acquisti anticipati degli approvvigionamenti, nonché la diversificazione della base di fornitori. Unicef sta inoltre lavorando nella direzione di un nearshoring delle forniture, ovvero di una localizzazione della produzione in particolare di Rutf (Ready-to-Use Therapeutic Food o Alimento Terapeutico Pronto all’Uso). Oggi l’organizzazione, strutturata attorno a due hub globali a Copenaghen e Dubai cui si aggiungono 300 magazzini nel mondo, collabora con oltre 20 produttori a livello globale, tra cui alcuni di base in Etiopia, Kenya, Haiti ed Egitto, in modo da ridurre la dipendenza dalle lunghe rotte internazionali di trasporto. Queste azioni, spiega, “contribuiscono a rafforzare la resilienza delle catene di fornitura, la sicurezza degli approvvigionamenti e la stabilità dei prezzi, riducendo il rischio di carenze e aumenti dei costi”. Un altro sollievo momentaneo, ha aggiunto, deriva dalla sospensione temporanea dei surcharge per le spedizioni umanitarie nel trasporto via mare, che Unicef ha ottenuto dai carrier insieme al Programma Alimentare Mondiale e ad altri partner delle Nazioni Unite, con un risparmio stimato di circa 2 milioni di dollari per le operazioni dell’Onu. “Ma – è il messaggio finale di Meeus – dobbiamo essere chiari: esiste un limite a ciò che le organizzazioni umanitarie possono assorbire. Quando le catene di approvvigionamento si inceppano, i bambini sono i primi a pagarne il prezzo”. Nonostante le sfide, ha concluso, Unicef e i suoi partner continuano a consegnare gli aiuti. “Non permetteremo che queste difficoltà compromettano la vita e il benessere dei bambini”. Secondo quanto riportato sul suo sito web, la logistica di Unicef ha il suo nodo centrale a Copenhagen, in un magazzino – il più grande al mondo con finalità umanitarie – esteso su 20mila metri quadrati e in grado di ospitare fino a 36mila pallet, avviato nel 1962 grazie a una donazione del governo danese. Per il polo, spiega l’organizzazione, passa comunque solo il 4% dei beni che sono distribuiti da Unicef globalmente. Gran parte della attività ruota attorno alle campagne di vaccinazioni, che movimentano circa 3 miliardi di dosi ogni anno, spediti non solo per via aerea ma dal 2025 anche via mare per ragioni di costi e sostenibilità, in particolare nei paesi dotati di porti con strutture di gestione della catena del freddo e servizi, anche doganali, adeguati. F.M. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Dinamarca: Designan nuevo director ejecutivo en Copenhagen Malmö Port
📰 Portal Portuario Media 📅 2026-05-31 📍 Copenhagen es
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario Copenhagen Malmö Port (CMP) tendrá un nuevo director ejecutivo a partir del próximo 1 de junio La entrada Dinamarca: Designan nuevo director ejecutivo en Copenhagen Malmö Port se publicó primero en PortalPortuario .
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“Il termovalorizzatore di Roma frenerà la differenziata e aumenterà l’inquinamento”: intervista all’ingegnere ambientale Francesco Girardi
📰 Ilfattoquotidiano.it 📅 2026-05-27 📍 Copenhagen it
Non cambierà il degrado cittadino, né le carenze della municipalizzata dei rifiuti romana. E non farà scendere la Tari mentre, al contrario, produrrà inquinamento. Secondo Francesco Girardi, ingegnere ambientale ed energy manager, voce fuori dal coro di conse…
Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati Non cambierà il degrado cittadino, né le carenze della municipalizzata dei rifiuti romana. E non farà scendere la Tari mentre, al contrario, produrrà inquinamento. Secondo Francesco Girardi, ingegnere ambientale ed energy manager, voce fuori dal coro di consensi all’impianto, l’unico effetto concreto del termovalorizzatore di Roma, i cui lavori sono inziati ufficialmente da pochi giorni, sarà quello di disincentivare la raccolta differenziata. Dei romani e della stessa Ama. Roma come Copenaghen? Secondo gli amministratori romani, se anche l’ecologica capitale danese ne ha uno perché non Roma? Premesso che la Danimarca è lo stato in Europa che produce più rifiuti e tanto ecologica non mi pare, il paragone non regge: Copenaghen sta sul mare ed è soggetta a venti costanti e forti che spazzano gli inquinanti, abbassando le concentrazioni e l’impatto sanitario sulla popolazione sotto vento, per cui è inutile andare a farsi foto in cima ai camini degli inceneritori per dire “che bell’aria si respira da qui su”, come ha fatto il sindaco di Roma e l’assessora ai Rifiuti e all’Ambiente Sabrina Alfonsi; se vogliamo attendibilità si seguano i pennacchi dei fumi e le ricadute degli inquinanti secondo i venti e si vada a misurare l’inquinamento di ricaduta dei fumi lontano dal camino. Inoltre si noti che a Copenaghen buona parte dei fumi ricadono anche su mare dove non abita nessuno, a Roma la rosa dei venti è sempre diretta su abitazioni. Che effetto avrà il termovalorizzatore, secondo lei, sull’ azienda municipalizzata dei rifiuti di Roma, AMA? L’inceneritore non cambierà chi gestisce i rifiuti a Roma: se la città è sporca, i cassonetti pieni, la differenziata al palo (40%) e poco si riesce a riciclare di questo, non dipende dall’assenza di un inceneritore, ma da come è pianificato e gestito il servizio e come lo stesso è percepito e vissuto dal tessuto sociale. Il termovalorizzatore non determinerà alcun effetto positivo su Ama, in quanto lo smaltimento dei rifiuti è scollegato dalle modalità di raccolta dell’azienda che ha procedure, prassi e struttura organizzativa consolidate. Anzi direi che forse per Ama, l’inceneritore diventa un argomento in più per restare bassi con la differenziata. Lo stesso vale per i cittadini? Sì, l’inceneritore rischia di bloccare o quanto meno rallentare l’aumento e l’evoluzione della differenziata in città, riducendo in cenere i rifiuti riciclabili e le materie prime/seconde da essi ricavabili. E riducendo anche i posti di lavoro e introiti per Pmi già attive e nuove che potrebbero nascere legate alle filiere industriali dell’economia circolare. In breve, questo impianto rischia di far restare Roma indietro dal punto di vista ambientale e sociale. I romani non progrediranno nella conoscenza delle tematiche ambientali. Ma avremo abbastanza rifiuti da metterci? Questo è un altro aspetto dolente. Facendo alcuni calcoli, è facile capire che se aumentasse la raccolta differenziata non basteranno i rifiuti di Roma, quindi bisognerà portare i rifiuti con centinaia di camion, che produrranno altro inquinamento e problemi ulteriori di traffico. Quindi paradossalmente sarà meglio non pensare di aumentare la differenziata per ridurre questo impatto indiretto. Inoltre l’impianto impiega fonti fossili per accendere e sostenere la fiamma costantemente, anche perché i rifiuti non sono una fonte energetica rinnovabile: i rifiuti devono essere ridotti, non sono infiniti e “rinnovabili” come il sole e il vento. Almeno si abbasserà la Tari per i romani? No, non può calare la Tari, per effetto del termovalorizzatore in quanto avendo una efficienza energetica molto bassa (meno del 15/20%) esso disperde sottoforma di fumi e ceneri caldi più dell’80% del potere calorifico dei rifiuti inceneriti. Per questo per ricavare energia per appena 200.000 abitanti (meno del 10% dei residenti) bisognerà mettere nell’impianto montagne di rifiuti prodotti in modo indifferenziato. A ciò si aggiungano i costi per smaltire in discariche le ceneri che sono rifiuti speciali pericolosi. Se si vuole abbassare la Tari bisogna aumentare la differenziata, gestire i rifiuti urbani senza trasformarli in pericolosi, riducendo i costi di trasporto e smaltimento in inceneritori e discariche puntando a riciclare i rifiuti differenziati guadagnandoci. In conclusione: per lei il termovalorizzatore non cambierà la situazione? Assolutamente no. Anzi: se da un lato non cambierà la situazione di degrado, l’impianto tende a deresponsabilizzare i cittadini indotti come saranno a credere che bruciare rifiuti sia la soluzione e il solito refrain del “gigantismo impiantistico” debba ancora una volta sostituirsi alle mani e cervello di cittadini consapevoli. Basterebbe buon senso per riuscire a convincere chiunque che anche i romani possono e devono meritare un servizio di raccolta efficiente efficace e finalizzato a far bene all’ambiente e alla propria economia, con calo della Tari, ma gli interessi economici di pochi prevaricano a volte anche invertendo la gerarchia europea della gestione rifiuti.
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Haesong Offshore Wind signs supply chain agreements with LS Cable, LS Marine Solution, KEPCO E&C
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-27 📍 Copenhagen en
Haesong Offshore Wind has signed preferred supplier agreements (PSAs) with LS Cable & System […] The post Haesong Offshore Wind signs supply chain agreements with LS Cable, LS Marine Solution, KEPCO E&C appeared first on Offshore Energy .
Haesong Offshore Wind has signed preferred supplier agreements (PSAs) with LS Cable & System and LS Marine Solution, alongside a tripartite memorandum of understanding (MoU) with LS Cable & System and KEPCO Engineering and Construction (KEPCO E&C), for its Haesong Offshore Wind 1 and 3 projects in South Korea. According to the company, the agreements cover subsea cable supply, transportation and installation, as well as operations and maintenance support. “By combining LS Cable’s manufacturing expertise, LS Marine Solution’s installation capabilities, and KEPCO E&C’s engineering know-how, the partnerships will ensure the successful execution of the Haesong Offshore Wind 1·3 Projects and contribute to Korea’s ambition of becoming a global offshore wind leader”,the developer saidvia social media. The agreements come shortly after Haesong Offshore Wind’sMoU with Siemens Gamesa and Doosan Enerbility, which aims to combine Siemens Gamesa’s offshore wind turbine technology with Doosan’s domestic manufacturing capabilities on the Haesong Offshore Wind 1 and 3 projects. Owned and developed by Copenhagen Infrastructure Partners (CIP), the Haesong project is planned to be built off the west coast of Shinan, Jeonnam, through two 504 MW phases, Haesong 1 and Haesong 3. Last year, Copenhagen Offshore Partners (COP), which is developing the Haesong project on behalf of CIP, signeda preferred supplier agreement (PSA) with LS Marine Solutionfor subsea cable installation work and LS Cable & System for the delivery of cables. In June 2025, the developer signed a grid interconnection agreement (GIA) with KEPCO that enables the connection of 1 GW of renewable energy generated from the Haesong Offshore Wind 1 and 3 projects to KEPCO’s grid. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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Jan De Nul installs export cables for Taiwan’s Fengmiao 1 offshore wind farm
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-01 📍 Copenhagen en
Jan De Nul has completed the installation of two export cables for the Fengmiao […] The post Jan De Nul installs export cables for Taiwan’s Fengmiao 1 offshore wind farm appeared first on Offshore Energy .
Jan De Nul has completed the installation of two export cables for the Fengmiao 1 offshore wind farm, being built by Copenhagen Infrastructure Partners (CIP) 35 kilometers off the coast of Taichung, Taiwan. The two high-voltage subsea cables, measuring 45 kilometers and 44 kilometers, have been installed and are currently wet stored offshore, awaiting installation of the offshore substation jacket, Jan De Nul said on April 20. With the cables now laid, Jan De Nul will move into the next phase of the works, which involves burying the cables in the seabed using a trencher. Once the offshore platform becomes available, the cables will be pulled in and connected. The cables were installed using the cable-laying vessel (CLV) Willem de Vlamingh, which is also being deployed for transport, trenching and protection activities. Fengmiao 1 will comprise 33 Vestas 15 MW offshore wind turbines, installed on three-legged jacket foundations, and one offshore substation installed on a four-legged jacket structure. At the beginning of this year, CIP announced that its supplierCentury Wind Power produced the first jacket foundations for the project, ahead of the foundation installation that will start this year. The 495 MW Fengmiao offshore wind farm is scheduled for completion and grid connection to Taiwan Power Company’s Taichung Zhongqing substation in 2027. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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