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Brindisi, ora Futuro Nazionale è il primo partito della maggioranza: consigliere di FdI passa con Vannacci dopo i 3 di FI
📰 Ilfattoquotidiano.it 📅 2026-06-10 📍 Brindisi it
In tre arrivano da Forza Italia, un altro da Fratelli d’Italia. Così, in appena 24 ore, Futuro Nazionale entra nel Consiglio comunale di Brindisi e diventa il primo partito nella maggioranza di centrodestra che sostiene il sindaco Giuseppe Marchionna, eletto …
Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati In tre arrivano da Forza Italia, un altro da Fratelli d’Italia. Così, in appena 24 ore, Futuro Nazionale entra nel Consiglio comunale di Brindisi e diventa il primo partito nella maggioranza di centrodestra che sostiene il sindaco Giuseppe Marchionna, eletto da indipendente per volere del deputato forzista Mauro D’Attis e con uno storico passato nel Partito Socialista Italiano. A capovolgere definitivamente gli equilibri ci ha pensato Cesare Mevoli, storico esponente della destra brindisina, che ha lasciato il partito di Giorgia Meloni per aderire a quello di Roberto Vannacci. La mossa è arrivata il giorno dopo lo strappo di tre consiglieri berlusconiani – Nicola Di Donna, Luca Tondi e Maria Ciaccia – che avevano dimezzato il gruppo di FI. Il passaggio dell’ex meloniano ha un peso politico non indifferente. Già assessore, Mevoli era infatti vicesegretario provinciale di FdI e componente dell’assemblea nazionale. Da tempo in rotta con il resto del partito sul territorio, tanto da autosospendersi dal gruppo consiliare a marzo, vanta una storia tutta a destra. Il suo testimone di nozze è stato Gianni Alemanno e il nome del consigliere brindisino compare anche – da non indagato – nelle carte con le quali il Tribunale di Sorveglianza confermò il ritorno in carcere dell’ex sindaco di Roma: era ritenuto uno dei “soggetti compiacenti” che avrebbe aiutato Alemanno nella “artata costituzione di documenti giustificativi” degli spostamenti. Nel 2023 inoltre un suo post contro Elena Cecchettin, sorella della 22enne Giulia uccisa dall’ex fidanzato, provocò le proteste del Partito Democratico. Al momento né i tre ex Forza Italia né Mevoli hanno rivendicato la necessità di riequilibrare gli assetti della giunta. Tuttavia lo spostamento a destra della maggioranza è destinato ad avere delle ripercussioni sulla coalizione. Al momento, per dire, con tre consiglieri in assise Forza Italia esprime tre assessori nella squadra di Marchionna, che governerà anche grazie al sostegno dei quattro esponenti di Futuro Nazionale nonostante la sua storia politica affondi le radici nel Psi. Negli Anni Novanta, durante il suo primo mandato, il sindaco divenne famoso per la gestione impeccabile dell’esodo di albanesi che nel marzo 1991 si riversarono in città dopo il crollo del regime comunista. In assenza di supporto da parte del governo, riuscì a mobilitare gli abitanti nell’accoglienza di 25mila profughi arrivati in ventiquattr’ore a bordo delle carrette del mare. Da oggi dovrà anche confrontarsi con le idee sulla gestione dei migranti di ben quattro consiglieri di Futuro Nazionale, partito a favore della remigrazione.
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F.lli Barretta replica a Ugl sul rimorchio Brindisi: “Accuse infondate”
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-06-09 📍 Brindisi it
"Riorganizzazione necessaria a fronteggiare il deficit finanziario causato dalla fine del polo industriale e non imputabile alla gestione societaria" L'articolo F.lli Barretta replica a Ugl sul rimorchio Brindisi: “Accuse infondate” proviene da Shipping Italy .
Dopo la nota diffusa dal Segretario Territoriale Ugl Brindisi, Damiano Flores, l’Impresa Fratelli Barretta S.r.l. ha replicato con l’intento di fare “chiarezza sulla reale natura della crisi in atto, respingendo categoricamente le accuse riguardanti presunte ‘ristrutturazioni aggressive’ o tentativi di ‘massimizzazione dei profitti’ a discapito dei lavoratori”. Secondo la compagnia armatoriale pugliese “La rimodulazione dell’organico e dei turni non è un’operazione speculativa, bensì una misura di extrema ratio per garantire la continuità aziendale e la sopravvivenza stessa del servizio pubblico di rimorchio nello scalo di Brindisi, con la salvaguardia dei livelli occupazionali. A riguardo è la stessa Concessione Portuale che prevede che quando si superano certi aumenti tariffari, l’Autorità Marittima debba aprire un tavolo tecnico di confronto con la partecipazione dell’Autorità di Sistema e delle organizzazioni che rappresentano l’utenza al fine di adottare ogni opportuna iniziativa per riequilibrare la sostenibilità finanziaria del contratto con il concessionario e nel contempo garantire una risposta competitiva ed efficiente del servizio rispetto ai dati di traffico attualmente esistente nel porto di Brindisi”. Per Barretta “a tal fine le misure di riorganizzazione del servizio che dovrebbero essere approvate dall’Autorità Marittima si fondano sul principio della transitorietà e sono soggette a modifiche in ragione delle variazioni di traffico portuale. Tant’è che ogni due anni la Capitaneria di Porto procede alla verifica delle tariffe, prevedendo eventuali variazioni in aumento o diminuzione. Ed è per questo che l’Azienda respinge con forza le infondate e contraddittorie contestazioni fatte dall’Ugl secondo cui la riorganizzazione del servizio sarebbe in realtà ‘una operazione speculativa finalizzata ad accumulare profitto a discapito dei lavorati’. L’organizzazione sindacale da un lato evoca gli effetti della crisi dei traffici industriali nello scalo di Brindisi e dall’altro ignora o finge di ignorare che la riorganizzazione del servizio è una misura necessaria prevista dalla legge, dal contratto ed è eseguita sotto il controllo costante delle Autorità preposte in presenza di determinati presupposti”. Per questo, è la conclusione della società, “le affermazioni dell’Ugl a nostro avviso lesive della reputazione e dell’immagine dell’Azienda fatte con toni accesi e polemici non fanno altro che inasprire il dialogo tra le parti sociali; dialogo in questo momento delicato di transizione dovrebbe invece fondarsi su un confronto sereno e costruttivo che vedano convergere nella medesima direzione datore di lavoro e lavoratori, a tutela della sostenibilità a lungo termine del servizio di rimorchio. L’Impresa Barretta concorda con le organizzazioni sindacali sulla necessità di un confronto immediato per risolvere con le istituzioni il problema del decremento dei traffici nel porto di Brindisi con spirito di reale collaborazione e auspica l’adozione di nuove misure straordinarie per colmare un deficit finanziario causato dalla fine del polo industriale e non imputabile alla gestione societaria”. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Allarme Ugl sui tagli occupazionali ventilati da F.lli Barretta nel rimorchio portuale
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-06-08 📍 Brindisi it Clima · decarbonizzazione
Secondo il sindacato l'azienda brindisina starebbe approffittando di un calo oggettivo di attività per una "ristrutturazione aggressiva" L'articolo Allarme Ugl sui tagli occupazionali ventilati da F.lli Barretta nel rimorchio portuale proviene da Shipping Italy .
Una nota di Ugl Mare e Porti ha reso nota la richiesta di una “convocazione urgente di un tavolo istituzionale per affrontare la delicata situazione occupazionale che riguarda i lavoratori dell’Impresa Fratelli Barretta, storica concessionaria del servizio di rimorchio nella rada e nel porto di Brindisi”. La richiesta, firmata dal Segretario Territoriale UGL Brindisi, Damiano Flores, è stata indirizzata al Presidente della Regione Puglia, al Prefetto di Brindisi, al Sindaco di Brindisi, alla Capitaneria di Porto e all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale. Il sindacato ha evidenziato “uno stato di forte preoccupazione tra i lavoratori, che vivono una fase di profonda incertezza legata alle recenti comunicazioni aziendali sull’ipotesi di una contrazione dell’organico. Una prospettiva che rischia di incidere pesantemente sulla stabilità economica di diverse famiglie e di aprire una stagione di tensione sociale in un comparto strategico per il porto di Brindisi. Alla base della situazione vi sarebbero le difficoltà connesse alla riduzione dei traffici industriali nello scalo, anche a seguito del blocco della Centrale Enel e della chiusura delle linee di cracking presso il molo petrolchimico, operativa dallo scorso marzo 2026”. Elementi che hanno inciso sul numero di toccate e, di conseguenza, sulle attività legate alla movimentazione mercantile, ma che secondo i rappresentanti dei lavoratori starebbero diventando il “paravento per operazioni di ben altra natura. Dietro la facciata della crisi economica transitoria, emerge lo spettro di una ristrutturazione aggressiva. I lavoratori evidenziano come la governance societaria intenda approfittare di questo momento di oggettiva flessione dei traffici industriali per imporre uno stravolgimento strutturale e permanente dell’organizzazione del lavoro portuale”. Il timore dei marittimi è che, “tagliando il personale e deregolamentando i turni di reperibilità e di servizio a bordo, l’azienda punti a massimizzare i profitti una volta che il porto avrà trovato nuovi equilibri commerciali, scaricando interamente il rischio d’impresa sulla pelle dei dipendenti. Ugl Mare e Porti sottolinea che il servizio di rimorchio non può essere considerato una semplice attività privata, ma rappresenta un presidio essenziale per la sicurezza della navigazione, per la regolarità delle manovre portuali e per la salvaguardia della vita umana in mare. Ogni eventuale riduzione dell’attuale assetto organizzativo deve quindi essere valutata con estrema attenzione, nel rispetto dei livelli occupazionali, delle condizioni normative e salariali dei lavoratori e delle esigenze di sicurezza dello scalo”. La convocazione di un tavolo presso la Regione Puglia rappresenta, secondo il sindacato, “la strada più opportuna per prevenire ulteriori tensioni e affrontare in modo responsabile una vertenza che si inserisce in un quadro territoriale già segnato dai processi di decarbonizzazione, transizione energetica e ridimensionamento di importanti attività industriali”. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Edison rinuncia al Gnl a Brindisi malgrado i 35 milioni pubblici
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-22 📍 Brindisi it Clima · decarbonizzazione
Secondo la nota della società energetica geopolitica e caro prezzi più forti della “validità industriale” del progetto L'articolo Edison rinuncia al Gnl a Brindisi malgrado i 35 milioni pubblici proviene da Shipping Italy .
Brindisi non avrà un deposito costiero di Gnl. Con una nota Edison ha reso noto di aver “verificato che non sussistono più le condizioni per proseguire con l’investimento per la realizzazione” della struttura “in ragione della estrema volatilità del contesto economico-finanziario, geopolitico e di mercato attuali, anche alla luce dei ritardi accumulati e del conseguente incremento dei costi”. Edison è la controllante della Società Deposito Gnl Brindisi, che a novembre aveva ottenuto i 35 milioni di euro stanziati ad hoc dal Governo nel luglio 2025, dopo che il ritardo del programma Pnrr-Pnc dedicato a tale filiera aveva fatto saltare l’iniziale finanziamento. Entro l’inizio di maggio avrebbe dovuto far partire i lavori per non perdere il finanziamento. Un sostegno pubblico non sufficiente, però, per Edison, per cui i succitati “incidono in modo sostanziale sul profilo di rischio e sulla sostenibilità economica del progetto, nonostante esso stesso mantenga solidità progettuale e validità industriale”. E questo sebbene “la regione Puglia si confermi per Edison un territorio di elevata rilevanza strategica, nel quale la Società è presente lungo tutta la catena del valore dell’energia: dalla produzione elettrica da fonti rinnovabili e flessibili ai servizi a valore aggiunto per i clienti, fino ai green gas. Il Gruppo conferma il suo impegno a lavorare con le istituzioni, le imprese e le comunità locali per contribuire a una crescita sostenibile del territorio, generando valore condiviso nel pieno rispetto delle specificità e delle vocazioni locali, coniugando innovazione industriale, decarbonizzazione, sviluppo economico e sociale”. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Traffico illecito di rifiuti speciali tra Brindisi e la Bulgaria via nave: giudizio immediato per 7 - lagazzettadelmezzogiorno.it
📰 lagazzettadelmezzogiorno.it Media 📅 2026-05-14 📍 Brindisi it
Traffico illecito di rifiuti speciali tra Brindisi e la Bulgaria via nave: giudizio immediato per 7 lagazzettadelmezzogiorno.it
Compariranno il 29 giugno davanti al giudice in composizione collegiale sette imputati (sono 25 quelli rientranti nell’inchiesta) coinvolti nella maxi operazione su un presunto traffico illecito di rifiuti speciali tra Brindisi e la Bulgaria via nave. Si tratta di Cosimo Roma (48 anni), dominus della Bri.Ecologica; la figlia Aurora Roma (28), legale rappresentante della Eliaura Servizi e il marito Danilo Conte (29), coordinatore logistico; Sonia Milano (43), mente amministrativa, e la sorella Manuela Milano (45), legale rappresentante della Bri.Ecologica; Danilo Venera (61), spedizioniere portuale; il broker Giuseppe Mugnolo (44), titolare della Euro Transferry Booking. I sette imputati rispondono del reato associativo in materia di traffico illecito di rifiuti e, insieme agli altri soggetti coinvolti, di attività organizzata in concorso per il traffico illecito di rifiuti, in violazione delle norme in materia (tranne Aurora Roma). Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Karin Pantaleo, Vincenzo Farina, Daniela D’Amuri, Massimo Manfreda, Vincenzo Lanzilotti, Angela De Cristofaro e Giampaolo Sechi. Il blitz dei carabinieri del Noe di Lecce dello scorso febbraio ha segnato la resa dei conti con l’esecuzione dell’ordinanza cautelare emessa dal gip Francesco Valente su richiesta del pm della Dda di Lecce Carmen Ruggiero. E, sempre su richiesta della pm, il giudice ha disposto il giudizio immediato per coloro i quali erano stati raggiunti da ordinanza di custodia cautelare (chi in carcere, chi ai domiciliari) e nei confronti dei quali si è ritenuto già completo il quadro probatorio. L’inchiesta scosse il Comune di Brindisi per il coinvolgimento nelle indagini dell’ex vice sindaca Giuliana Tedesco (che diede le dimissioni) per concorso - con altri sei indagati - in falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. Oltre agli arresti, erano stati disposti i sigilli a due società e agli automezzi ed era stato applicato un sequestro per equivalente per 278 mila euro. Relativamente al sequestro dei camion avvenuto nel maggio 2024, l’avvocato Daniela D’Amuri, che difende anche uno degli autisti coinvolti nell’inchiesta, Hristo Krasimirov Iliev, sottolinea: «Tre camion sono ancora depositati con tutta la spazzatura a bordo. Dopo la chiusura delle indagini, sono stati sequestrati anche mezzi di altre società. Nel frattempo, Hristo Iliev aveva venduto a terzi i suoi mezzi. La misura personale avrà pure la sua importanza, ma quella patrimoniale non è indifferente. Anche perché queste persone sono state messe in ginocchio. Sono trasportatori, terzi estranei al rapporto contrattuale e i controlli, come hanno detto nell’interrogatorio, li effettuano su tutti i documenti dal computer».
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20 tonnellate di cozze respinte al porto di Brindisi - Ambient&Ambienti
📰 Ambient&Ambienti 📅 2026-05-13 📍 Brindisi it
20 tonnellate di cozze respinte al porto di Brindisi Ambient&Ambienti
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AMSI-UMEM, ALLARME VIRUS SULLE CROCIERE: 6 CASI HANTAVIRUS E 115 CONTAGI DA NOROVIRUS ACCENDONO IL DIBATTITO SULLA PREVENZIONE GLOBALE – Brindisi Libera - Brindisi Libera
📰 Brindisi Libera 📅 2026-05-11 📍 Brindisi it Salute · ambiente
AMSI-UMEM, ALLARME VIRUS SULLE CROCIERE: 6 CASI HANTAVIRUS E 115 CONTAGI DA NOROVIRUS ACCENDONO IL DIBATTITO SULLA PREVENZIONE GLOBALE – Brindisi Libera Brindisi Libera
AODI: “OLTRE 80 NOSTRI INTERVENTI INTERNAZIONALI IN TRE GIORNI CON LA NOSTRA RETE DI COMUNICAZIONE. IL NOSTRO PENSIERO E’ CHIARO: NON È UNA NUOVA PANDEMIA, MA OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ RAPIDAMENTE TRA CAMBIAMENTI CLIMATICI, ACQUA CONTAMINATA, SISTEMI IMMUNITARI INDEBOLITI E TURISMO GLOBALE”Dalla nave MV Hondius, partita il primo aprile da Ushuaia e attesa nelle prossime ore al largo di Tenerife per l’evacuazione dei passeggeri, fino al nuovo focolaio di Norovirus registrato sulla Caribbean Princess, cresce in tutto il mondo l’attenzione sanitaria internazionale verso la diffusione delle malattie infettive a bordo delle navi da crociera e nei contesti ad alta mobilità internazionale.Secondo gli ultimi aggiornamenti internazionali, il focolaio di Hantavirus collegato alla MV Hondius conta oggisei casi confermati su otto sospetti e tre decessi, mentre il Ministero della Salute italiano ha attivato la sorveglianza attiva per quattro passeggeri in quarantena a Firenze dopo il possibile contatto con una donna olandese risultata positiva e poi deceduta. L’OMS ha chiarito che il cluster internazionale non rappresenta l’inizio di una pandemia globale, pur confermando la necessità di monitoraggi rigorosi e cooperazione sanitaria internazionale.Parallelamente, il CDC statunitense ha registrato il più grande focolaio gastrointestinale del 2026 attualmente in corso sulla nave Caribbean Princess della compagnia Princess Cruises:115 persone contagiate tra passeggeri ed equipaggio, con sintomi prevalentemente legati a Norovirus, il virus oggi considerato il principale responsabile delle gastroenteriti acute sulle navi da crociera.Le associazioni della rete internazionale AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia), UMEM (Unione Medica Euromediterranea), AISCNEWS (rete internazionale di informazione agenzia mondiale senza confini) e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE riflettono e analizzano con grande attenzione il ritorno delle emergenze infettive legate ai trasporti internazionali, al turismo globale, ai cambiamenti climatici, all’inquinamento ambientale e all’aumento delle zoonosi, sottolineando la necessità di rafforzare informazione sanitaria, prevenzione e cooperazione scientifica internazionale.Sulla questione interviene il Prof. Foad Aodi, medico-fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCEO e docente dell’Università di Tor Vergata, da giorni impegnato in una intensa attività internazionale di divulgazione scientifica.“Negli ultimi tre giorni abbiamo registrato oltre 80 tra interviste televisive, articoli, approfondimenti e dichiarazioni internazionali dedicate ai nuovi rischi infettivi globali e alle differenze tra Hantavirus, Norovirus e altri virus emergenti”, dichiara il Prof. Foad Aodi.DALLA MV HONDIUS A TENERIFE: LA RICOSTRUZIONE DEL FOCOLAIOSecondo la ricostruzione diffusa dai media nazionali il 9 maggio 2026, la nave MV Hondius è partita da Ushuaia il primo aprile e arriverà al largo di Tenerife dopo circa cinquanta giorni di navigazione segnati dal focolaio di Hantavirus. Il bilancio aggiornato parla disei casi confermati su otto sospetti e tre decessi tra i passeggeri. La possibile origine del contagio viene collegata all’esposizione a roditori infetti in aree tra Argentina e Cile, ma questa ipotesi non risulta confermata ufficialmente. Nel corso della navigazione sono stati registrati decessi, evacuazioni sanitarie, casi gravi e controlli internazionali, mentre Sudafrica e Svizzera hanno confermato il coinvolgimento delceppo Andes, l’unico Hantavirus ritenuto potenzialmente trasmissibile da uomo a uomo in circostanze rare e legate a contatti stretti. L’OMS ha precisato che il focolaio non rappresenta l’inizio di una pandemia globale, mentre il Ministero della Salute italiano ha attivato la sorveglianza attiva per quattro passeggeri attualmente in quarantena a Firenze.HANTAVIRUS E NOROVIRUS: DIFFERENZE, RISCHI E TRASMISSIONE“È fondamentale evitare confusione e allarmismi. L’Hantavirus delle Ande resta un virus raro e molto diverso dal Covid-19. Non siamo davanti a una nuova pandemia mondiale”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“L’OMS stessa ha chiarito che il rischio globale resta basso e che il focolaio della MV Hondius dovrebbe rimanere limitato se verranno applicate correttamente le misure sanitarie internazionali”, aggiunge Aodi.“Il Norovirus invece è oggi il vero spauracchio delle navi da crociera perché è estremamente contagioso, resistente ai comuni detergenti e capace di diffondersi rapidamente in ambienti chiusi e ad alta densità di persone”.IL CEPPO ANDES E IL TIMORE DELLA TRASMISSIONE INTERUMANA“Il ceppo Andes resta quello che preoccupa maggiormente la comunità scientifica perché è l’unico Hantavirus ad avere mostrato, in casi limitati e documentati, una possibile trasmissione da uomo a uomo”, spiega il Prof. Foad Aodi.“Parliamo comunque di situazioni rare, legate soprattutto a contatti molto stretti, prolungati e in ambienti chiusi. È importante evitare allarmismi o paragoni impropri con il Covid-19. L’Hantavirus continua a essere una malattia rara, ma proprio per questo ogni caso sospetto va monitorato rapidamente attraverso sorveglianza sanitaria internazionale, isolamento prudenziale e tracciamento dei contatti”.IDENTIFICATO IL POSSIBILE “PAZIENTE ZERO” DEL FOCOLAIO SULLA MV HONDIUSLeo Schilperoord, ornitologo olandese di 70 anni originario di Haulerwijk, nei Paesi Bassi, sarebbe il possibile “paziente zero” del focolaio di Hantavirus sviluppatosi a bordo della nave da crociera MV Hondius. L’uomo è morto dopo essersi ammalato durante il viaggio compiuto insieme alla moglie Mirjam Schilperoord, 69 anni, deceduta pochi giorni dopo.Secondo le prime ricostruzioni riportate dalla rete internazionale e dalle ricerche del Prof. Aodi, i due coniugi avrebbero contratto il virus durante una visita in una discarica a cielo aperto nei pressi di Ushuaia, in Argentina, dove si erano recati per osservare specie rare di uccelli. Gli esperti ipotizzano che abbiano inalato particelle contaminate dagli escrementi di roditori portatori del ceppo andino dell’Hantavirus.La coppia aveva trascorso circa cinque mesi in Sud America prima di imbarcarsi sulla MV Hondius. Il ceppo “Andes” è considerato particolarmente raro e preoccupante perché, a differenza di altre varianti di Hantavirus, può trasmettersi anche da persona a persona.Le autorità sanitarie internazionali stanno monitorando i contatti e i passeggeri della nave, mentre proseguono le verifiche epidemiologiche per ricostruire la catena dei contagi e accertare eventuali ulteriori esposizioni al virus.IL NOROVIRUS: IL VIRUS PIÙ DIFFUSO SULLE NAVI DA CROCIERASecondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, il Norovirus rappresenta oggi la causa più frequente di gastroenterite acuta nel mondo.Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente insidioso:bastano meno di 18 particelle virali per il contagio;il virus può sopravvivere per giorni sulle superfici;vomito e diarrea diffondono miliardi di particelle virali;non esiste immunità permanente perché i ceppi sono numerosi e mutano rapidamente.“I sintomi più frequenti sono vomito improvviso, diarrea intensa, nausea, crampi intestinali, febbre lieve, dolori muscolari e forte rischio di disidratazione soprattutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti fragili”, spiega il Prof. Aodi.“Le navi da crociera rappresentano un ambiente ideale per la diffusione del Norovirus a causa dei buffet condivisi, degli spazi comuni, della vicinanza continua tra persone e dei ricambi elevati di passeggeri provenienti da Paesi differenti”.LE NAVI DA CROCIERA SONO DIVENTATE UN LABORATORIO PERFETTO PER I VIRUSI movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. Dalla nave MV Hondius, partita il primo aprile da Ushuaia e attesa nelle prossime ore al largo di Tenerife per l’evacuazione dei passeggeri, fino al nuovo focolaio di Norovirus registrato sulla Caribbean Princess, cresce in tutto il mondo l’attenzione sanitaria internazionale verso la diffusione delle malattie infettive a bordo delle navi da crociera e nei contesti ad alta mobilità internazionale.Secondo gli ultimi aggiornamenti internazionali, il focolaio di Hantavirus collegato alla MV Hondius conta oggisei casi confermati su otto sospetti e tre decessi, mentre il Ministero della Salute italiano ha attivato la sorveglianza attiva per quattro passeggeri in quarantena a Firenze dopo il possibile contatto con una donna olandese risultata positiva e poi deceduta. L’OMS ha chiarito che il cluster internazionale non rappresenta l’inizio di una pandemia globale, pur confermando la necessità di monitoraggi rigorosi e cooperazione sanitaria internazionale.Parallelamente, il CDC statunitense ha registrato il più grande focolaio gastrointestinale del 2026 attualmente in corso sulla nave Caribbean Princess della compagnia Princess Cruises:115 persone contagiate tra passeggeri ed equipaggio, con sintomi prevalentemente legati a Norovirus, il virus oggi considerato il principale responsabile delle gastroenteriti acute sulle navi da crociera.Le associazioni della rete internazionale AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia), UMEM (Unione Medica Euromediterranea), AISCNEWS (rete internazionale di informazione agenzia mondiale senza confini) e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE riflettono e analizzano con grande attenzione il ritorno delle emergenze infettive legate ai trasporti internazionali, al turismo globale, ai cambiamenti climatici, all’inquinamento ambientale e all’aumento delle zoonosi, sottolineando la necessità di rafforzare informazione sanitaria, prevenzione e cooperazione scientifica internazionale.Sulla questione interviene il Prof. Foad Aodi, medico-fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCEO e docente dell’Università di Tor Vergata, da giorni impegnato in una intensa attività internazionale di divulgazione scientifica.“Negli ultimi tre giorni abbiamo registrato oltre 80 tra interviste televisive, articoli, approfondimenti e dichiarazioni internazionali dedicate ai nuovi rischi infettivi globali e alle differenze tra Hantavirus, Norovirus e altri virus emergenti”, dichiara il Prof. Foad Aodi.DALLA MV HONDIUS A TENERIFE: LA RICOSTRUZIONE DEL FOCOLAIOSecondo la ricostruzione diffusa dai media nazionali il 9 maggio 2026, la nave MV Hondius è partita da Ushuaia il primo aprile e arriverà al largo di Tenerife dopo circa cinquanta giorni di navigazione segnati dal focolaio di Hantavirus. Il bilancio aggiornato parla disei casi confermati su otto sospetti e tre decessi tra i passeggeri. La possibile origine del contagio viene collegata all’esposizione a roditori infetti in aree tra Argentina e Cile, ma questa ipotesi non risulta confermata ufficialmente. Nel corso della navigazione sono stati registrati decessi, evacuazioni sanitarie, casi gravi e controlli internazionali, mentre Sudafrica e Svizzera hanno confermato il coinvolgimento delceppo Andes, l’unico Hantavirus ritenuto potenzialmente trasmissibile da uomo a uomo in circostanze rare e legate a contatti stretti. L’OMS ha precisato che il focolaio non rappresenta l’inizio di una pandemia globale, mentre il Ministero della Salute italiano ha attivato la sorveglianza attiva per quattro passeggeri attualmente in quarantena a Firenze.HANTAVIRUS E NOROVIRUS: DIFFERENZE, RISCHI E TRASMISSIONE“È fondamentale evitare confusione e allarmismi. L’Hantavirus delle Ande resta un virus raro e molto diverso dal Covid-19. Non siamo davanti a una nuova pandemia mondiale”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“L’OMS stessa ha chiarito che il rischio globale resta basso e che il focolaio della MV Hondius dovrebbe rimanere limitato se verranno applicate correttamente le misure sanitarie internazionali”, aggiunge Aodi.“Il Norovirus invece è oggi il vero spauracchio delle navi da crociera perché è estremamente contagioso, resistente ai comuni detergenti e capace di diffondersi rapidamente in ambienti chiusi e ad alta densità di persone”.IL CEPPO ANDES E IL TIMORE DELLA TRASMISSIONE INTERUMANA“Il ceppo Andes resta quello che preoccupa maggiormente la comunità scientifica perché è l’unico Hantavirus ad avere mostrato, in casi limitati e documentati, una possibile trasmissione da uomo a uomo”, spiega il Prof. Foad Aodi.“Parliamo comunque di situazioni rare, legate soprattutto a contatti molto stretti, prolungati e in ambienti chiusi. È importante evitare allarmismi o paragoni impropri con il Covid-19. L’Hantavirus continua a essere una malattia rara, ma proprio per questo ogni caso sospetto va monitorato rapidamente attraverso sorveglianza sanitaria internazionale, isolamento prudenziale e tracciamento dei contatti”.IDENTIFICATO IL POSSIBILE “PAZIENTE ZERO” DEL FOCOLAIO SULLA MV HONDIUSLeo Schilperoord, ornitologo olandese di 70 anni originario di Haulerwijk, nei Paesi Bassi, sarebbe il possibile “paziente zero” del focolaio di Hantavirus sviluppatosi a bordo della nave da crociera MV Hondius. L’uomo è morto dopo essersi ammalato durante il viaggio compiuto insieme alla moglie Mirjam Schilperoord, 69 anni, deceduta pochi giorni dopo.Secondo le prime ricostruzioni riportate dalla rete internazionale e dalle ricerche del Prof. Aodi, i due coniugi avrebbero contratto il virus durante una visita in una discarica a cielo aperto nei pressi di Ushuaia, in Argentina, dove si erano recati per osservare specie rare di uccelli. Gli esperti ipotizzano che abbiano inalato particelle contaminate dagli escrementi di roditori portatori del ceppo andino dell’Hantavirus.La coppia aveva trascorso circa cinque mesi in Sud America prima di imbarcarsi sulla MV Hondius. Il ceppo “Andes” è considerato particolarmente raro e preoccupante perché, a differenza di altre varianti di Hantavirus, può trasmettersi anche da persona a persona.Le autorità sanitarie internazionali stanno monitorando i contatti e i passeggeri della nave, mentre proseguono le verifiche epidemiologiche per ricostruire la catena dei contagi e accertare eventuali ulteriori esposizioni al virus.IL NOROVIRUS: IL VIRUS PIÙ DIFFUSO SULLE NAVI DA CROCIERASecondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, il Norovirus rappresenta oggi la causa più frequente di gastroenterite acuta nel mondo.Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente insidioso:bastano meno di 18 particelle virali per il contagio;il virus può sopravvivere per giorni sulle superfici;vomito e diarrea diffondono miliardi di particelle virali;non esiste immunità permanente perché i ceppi sono numerosi e mutano rapidamente.“I sintomi più frequenti sono vomito improvviso, diarrea intensa, nausea, crampi intestinali, febbre lieve, dolori muscolari e forte rischio di disidratazione soprattutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti fragili”, spiega il Prof. Aodi.“Le navi da crociera rappresentano un ambiente ideale per la diffusione del Norovirus a causa dei buffet condivisi, degli spazi comuni, della vicinanza continua tra persone e dei ricambi elevati di passeggeri provenienti da Paesi differenti”.LE NAVI DA CROCIERA SONO DIVENTATE UN LABORATORIO PERFETTO PER I VIRUSI movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. Dalla nave MV Hondius, partita il primo aprile da Ushuaia e attesa nelle prossime ore al largo di Tenerife per l’evacuazione dei passeggeri, fino al nuovo focolaio di Norovirus registrato sulla Caribbean Princess, cresce in tutto il mondo l’attenzione sanitaria internazionale verso la diffusione delle malattie infettive a bordo delle navi da crociera e nei contesti ad alta mobilità internazionale.Secondo gli ultimi aggiornamenti internazionali, il focolaio di Hantavirus collegato alla MV Hondius conta oggisei casi confermati su otto sospetti e tre decessi, mentre il Ministero della Salute italiano ha attivato la sorveglianza attiva per quattro passeggeri in quarantena a Firenze dopo il possibile contatto con una donna olandese risultata positiva e poi deceduta. L’OMS ha chiarito che il cluster internazionale non rappresenta l’inizio di una pandemia globale, pur confermando la necessità di monitoraggi rigorosi e cooperazione sanitaria internazionale.Parallelamente, il CDC statunitense ha registrato il più grande focolaio gastrointestinale del 2026 attualmente in corso sulla nave Caribbean Princess della compagnia Princess Cruises:115 persone contagiate tra passeggeri ed equipaggio, con sintomi prevalentemente legati a Norovirus, il virus oggi considerato il principale responsabile delle gastroenteriti acute sulle navi da crociera.Le associazioni della rete internazionale AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia), UMEM (Unione Medica Euromediterranea), AISCNEWS (rete internazionale di informazione agenzia mondiale senza confini) e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE riflettono e analizzano con grande attenzione il ritorno delle emergenze infettive legate ai trasporti internazionali, al turismo globale, ai cambiamenti climatici, all’inquinamento ambientale e all’aumento delle zoonosi, sottolineando la necessità di rafforzare informazione sanitaria, prevenzione e cooperazione scientifica internazionale.Sulla questione interviene il Prof. Foad Aodi, medico-fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCEO e docente dell’Università di Tor Vergata, da giorni impegnato in una intensa attività internazionale di divulgazione scientifica.“Negli ultimi tre giorni abbiamo registrato oltre 80 tra interviste televisive, articoli, approfondimenti e dichiarazioni internazionali dedicate ai nuovi rischi infettivi globali e alle differenze tra Hantavirus, Norovirus e altri virus emergenti”, dichiara il Prof. Foad Aodi.DALLA MV HONDIUS A TENERIFE: LA RICOSTRUZIONE DEL FOCOLAIOSecondo la ricostruzione diffusa dai media nazionali il 9 maggio 2026, la nave MV Hondius è partita da Ushuaia il primo aprile e arriverà al largo di Tenerife dopo circa cinquanta giorni di navigazione segnati dal focolaio di Hantavirus. Il bilancio aggiornato parla disei casi confermati su otto sospetti e tre decessi tra i passeggeri. La possibile origine del contagio viene collegata all’esposizione a roditori infetti in aree tra Argentina e Cile, ma questa ipotesi non risulta confermata ufficialmente. Nel corso della navigazione sono stati registrati decessi, evacuazioni sanitarie, casi gravi e controlli internazionali, mentre Sudafrica e Svizzera hanno confermato il coinvolgimento delceppo Andes, l’unico Hantavirus ritenuto potenzialmente trasmissibile da uomo a uomo in circostanze rare e legate a contatti stretti. L’OMS ha precisato che il focolaio non rappresenta l’inizio di una pandemia globale, mentre il Ministero della Salute italiano ha attivato la sorveglianza attiva per quattro passeggeri attualmente in quarantena a Firenze.HANTAVIRUS E NOROVIRUS: DIFFERENZE, RISCHI E TRASMISSIONE“È fondamentale evitare confusione e allarmismi. L’Hantavirus delle Ande resta un virus raro e molto diverso dal Covid-19. Non siamo davanti a una nuova pandemia mondiale”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“L’OMS stessa ha chiarito che il rischio globale resta basso e che il focolaio della MV Hondius dovrebbe rimanere limitato se verranno applicate correttamente le misure sanitarie internazionali”, aggiunge Aodi.“Il Norovirus invece è oggi il vero spauracchio delle navi da crociera perché è estremamente contagioso, resistente ai comuni detergenti e capace di diffondersi rapidamente in ambienti chiusi e ad alta densità di persone”.IL CEPPO ANDES E IL TIMORE DELLA TRASMISSIONE INTERUMANA“Il ceppo Andes resta quello che preoccupa maggiormente la comunità scientifica perché è l’unico Hantavirus ad avere mostrato, in casi limitati e documentati, una possibile trasmissione da uomo a uomo”, spiega il Prof. Foad Aodi.“Parliamo comunque di situazioni rare, legate soprattutto a contatti molto stretti, prolungati e in ambienti chiusi. È importante evitare allarmismi o paragoni impropri con il Covid-19. L’Hantavirus continua a essere una malattia rara, ma proprio per questo ogni caso sospetto va monitorato rapidamente attraverso sorveglianza sanitaria internazionale, isolamento prudenziale e tracciamento dei contatti”.IDENTIFICATO IL POSSIBILE “PAZIENTE ZERO” DEL FOCOLAIO SULLA MV HONDIUSLeo Schilperoord, ornitologo olandese di 70 anni originario di Haulerwijk, nei Paesi Bassi, sarebbe il possibile “paziente zero” del focolaio di Hantavirus sviluppatosi a bordo della nave da crociera MV Hondius. L’uomo è morto dopo essersi ammalato durante il viaggio compiuto insieme alla moglie Mirjam Schilperoord, 69 anni, deceduta pochi giorni dopo.Secondo le prime ricostruzioni riportate dalla rete internazionale e dalle ricerche del Prof. Aodi, i due coniugi avrebbero contratto il virus durante una visita in una discarica a cielo aperto nei pressi di Ushuaia, in Argentina, dove si erano recati per osservare specie rare di uccelli. Gli esperti ipotizzano che abbiano inalato particelle contaminate dagli escrementi di roditori portatori del ceppo andino dell’Hantavirus.La coppia aveva trascorso circa cinque mesi in Sud America prima di imbarcarsi sulla MV Hondius. Il ceppo “Andes” è considerato particolarmente raro e preoccupante perché, a differenza di altre varianti di Hantavirus, può trasmettersi anche da persona a persona.Le autorità sanitarie internazionali stanno monitorando i contatti e i passeggeri della nave, mentre proseguono le verifiche epidemiologiche per ricostruire la catena dei contagi e accertare eventuali ulteriori esposizioni al virus.IL NOROVIRUS: IL VIRUS PIÙ DIFFUSO SULLE NAVI DA CROCIERASecondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, il Norovirus rappresenta oggi la causa più frequente di gastroenterite acuta nel mondo.Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente insidioso:bastano meno di 18 particelle virali per il contagio;il virus può sopravvivere per giorni sulle superfici;vomito e diarrea diffondono miliardi di particelle virali;non esiste immunità permanente perché i ceppi sono numerosi e mutano rapidamente.“I sintomi più frequenti sono vomito improvviso, diarrea intensa, nausea, crampi intestinali, febbre lieve, dolori muscolari e forte rischio di disidratazione soprattutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti fragili”, spiega il Prof. Aodi.“Le navi da crociera rappresentano un ambiente ideale per la diffusione del Norovirus a causa dei buffet condivisi, degli spazi comuni, della vicinanza continua tra persone e dei ricambi elevati di passeggeri provenienti da Paesi differenti”.LE NAVI DA CROCIERA SONO DIVENTATE UN LABORATORIO PERFETTO PER I VIRUSI movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. Secondo gli ultimi aggiornamenti internazionali, il focolaio di Hantavirus collegato alla MV Hondius conta oggisei casi confermati su otto sospetti e tre decessi, mentre il Ministero della Salute italiano ha attivato la sorveglianza attiva per quattro passeggeri in quarantena a Firenze dopo il possibile contatto con una donna olandese risultata positiva e poi deceduta. L’OMS ha chiarito che il cluster internazionale non rappresenta l’inizio di una pandemia globale, pur confermando la necessità di monitoraggi rigorosi e cooperazione sanitaria internazionale.Parallelamente, il CDC statunitense ha registrato il più grande focolaio gastrointestinale del 2026 attualmente in corso sulla nave Caribbean Princess della compagnia Princess Cruises:115 persone contagiate tra passeggeri ed equipaggio, con sintomi prevalentemente legati a Norovirus, il virus oggi considerato il principale responsabile delle gastroenteriti acute sulle navi da crociera.Le associazioni della rete internazionale AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia), UMEM (Unione Medica Euromediterranea), AISCNEWS (rete internazionale di informazione agenzia mondiale senza confini) e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE riflettono e analizzano con grande attenzione il ritorno delle emergenze infettive legate ai trasporti internazionali, al turismo globale, ai cambiamenti climatici, all’inquinamento ambientale e all’aumento delle zoonosi, sottolineando la necessità di rafforzare informazione sanitaria, prevenzione e cooperazione scientifica internazionale.Sulla questione interviene il Prof. Foad Aodi, medico-fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCEO e docente dell’Università di Tor Vergata, da giorni impegnato in una intensa attività internazionale di divulgazione scientifica.“Negli ultimi tre giorni abbiamo registrato oltre 80 tra interviste televisive, articoli, approfondimenti e dichiarazioni internazionali dedicate ai nuovi rischi infettivi globali e alle differenze tra Hantavirus, Norovirus e altri virus emergenti”, dichiara il Prof. Foad Aodi.DALLA MV HONDIUS A TENERIFE: LA RICOSTRUZIONE DEL FOCOLAIOSecondo la ricostruzione diffusa dai media nazionali il 9 maggio 2026, la nave MV Hondius è partita da Ushuaia il primo aprile e arriverà al largo di Tenerife dopo circa cinquanta giorni di navigazione segnati dal focolaio di Hantavirus. Il bilancio aggiornato parla disei casi confermati su otto sospetti e tre decessi tra i passeggeri. La possibile origine del contagio viene collegata all’esposizione a roditori infetti in aree tra Argentina e Cile, ma questa ipotesi non risulta confermata ufficialmente. Nel corso della navigazione sono stati registrati decessi, evacuazioni sanitarie, casi gravi e controlli internazionali, mentre Sudafrica e Svizzera hanno confermato il coinvolgimento delceppo Andes, l’unico Hantavirus ritenuto potenzialmente trasmissibile da uomo a uomo in circostanze rare e legate a contatti stretti. L’OMS ha precisato che il focolaio non rappresenta l’inizio di una pandemia globale, mentre il Ministero della Salute italiano ha attivato la sorveglianza attiva per quattro passeggeri attualmente in quarantena a Firenze.HANTAVIRUS E NOROVIRUS: DIFFERENZE, RISCHI E TRASMISSIONE“È fondamentale evitare confusione e allarmismi. L’Hantavirus delle Ande resta un virus raro e molto diverso dal Covid-19. Non siamo davanti a una nuova pandemia mondiale”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“L’OMS stessa ha chiarito che il rischio globale resta basso e che il focolaio della MV Hondius dovrebbe rimanere limitato se verranno applicate correttamente le misure sanitarie internazionali”, aggiunge Aodi.“Il Norovirus invece è oggi il vero spauracchio delle navi da crociera perché è estremamente contagioso, resistente ai comuni detergenti e capace di diffondersi rapidamente in ambienti chiusi e ad alta densità di persone”.IL CEPPO ANDES E IL TIMORE DELLA TRASMISSIONE INTERUMANA“Il ceppo Andes resta quello che preoccupa maggiormente la comunità scientifica perché è l’unico Hantavirus ad avere mostrato, in casi limitati e documentati, una possibile trasmissione da uomo a uomo”, spiega il Prof. Foad Aodi.“Parliamo comunque di situazioni rare, legate soprattutto a contatti molto stretti, prolungati e in ambienti chiusi. È importante evitare allarmismi o paragoni impropri con il Covid-19. L’Hantavirus continua a essere una malattia rara, ma proprio per questo ogni caso sospetto va monitorato rapidamente attraverso sorveglianza sanitaria internazionale, isolamento prudenziale e tracciamento dei contatti”.IDENTIFICATO IL POSSIBILE “PAZIENTE ZERO” DEL FOCOLAIO SULLA MV HONDIUSLeo Schilperoord, ornitologo olandese di 70 anni originario di Haulerwijk, nei Paesi Bassi, sarebbe il possibile “paziente zero” del focolaio di Hantavirus sviluppatosi a bordo della nave da crociera MV Hondius. L’uomo è morto dopo essersi ammalato durante il viaggio compiuto insieme alla moglie Mirjam Schilperoord, 69 anni, deceduta pochi giorni dopo.Secondo le prime ricostruzioni riportate dalla rete internazionale e dalle ricerche del Prof. Aodi, i due coniugi avrebbero contratto il virus durante una visita in una discarica a cielo aperto nei pressi di Ushuaia, in Argentina, dove si erano recati per osservare specie rare di uccelli. Gli esperti ipotizzano che abbiano inalato particelle contaminate dagli escrementi di roditori portatori del ceppo andino dell’Hantavirus.La coppia aveva trascorso circa cinque mesi in Sud America prima di imbarcarsi sulla MV Hondius. Il ceppo “Andes” è considerato particolarmente raro e preoccupante perché, a differenza di altre varianti di Hantavirus, può trasmettersi anche da persona a persona.Le autorità sanitarie internazionali stanno monitorando i contatti e i passeggeri della nave, mentre proseguono le verifiche epidemiologiche per ricostruire la catena dei contagi e accertare eventuali ulteriori esposizioni al virus.IL NOROVIRUS: IL VIRUS PIÙ DIFFUSO SULLE NAVI DA CROCIERASecondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, il Norovirus rappresenta oggi la causa più frequente di gastroenterite acuta nel mondo.Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente insidioso:bastano meno di 18 particelle virali per il contagio;il virus può sopravvivere per giorni sulle superfici;vomito e diarrea diffondono miliardi di particelle virali;non esiste immunità permanente perché i ceppi sono numerosi e mutano rapidamente.“I sintomi più frequenti sono vomito improvviso, diarrea intensa, nausea, crampi intestinali, febbre lieve, dolori muscolari e forte rischio di disidratazione soprattutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti fragili”, spiega il Prof. Aodi.“Le navi da crociera rappresentano un ambiente ideale per la diffusione del Norovirus a causa dei buffet condivisi, degli spazi comuni, della vicinanza continua tra persone e dei ricambi elevati di passeggeri provenienti da Paesi differenti”.LE NAVI DA CROCIERA SONO DIVENTATE UN LABORATORIO PERFETTO PER I VIRUSI movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. Parallelamente, il CDC statunitense ha registrato il più grande focolaio gastrointestinale del 2026 attualmente in corso sulla nave Caribbean Princess della compagnia Princess Cruises:115 persone contagiate tra passeggeri ed equipaggio, con sintomi prevalentemente legati a Norovirus, il virus oggi considerato il principale responsabile delle gastroenteriti acute sulle navi da crociera.Le associazioni della rete internazionale AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia), UMEM (Unione Medica Euromediterranea), AISCNEWS (rete internazionale di informazione agenzia mondiale senza confini) e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE riflettono e analizzano con grande attenzione il ritorno delle emergenze infettive legate ai trasporti internazionali, al turismo globale, ai cambiamenti climatici, all’inquinamento ambientale e all’aumento delle zoonosi, sottolineando la necessità di rafforzare informazione sanitaria, prevenzione e cooperazione scientifica internazionale.Sulla questione interviene il Prof. Foad Aodi, medico-fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCEO e docente dell’Università di Tor Vergata, da giorni impegnato in una intensa attività internazionale di divulgazione scientifica.“Negli ultimi tre giorni abbiamo registrato oltre 80 tra interviste televisive, articoli, approfondimenti e dichiarazioni internazionali dedicate ai nuovi rischi infettivi globali e alle differenze tra Hantavirus, Norovirus e altri virus emergenti”, dichiara il Prof. Foad Aodi.DALLA MV HONDIUS A TENERIFE: LA RICOSTRUZIONE DEL FOCOLAIOSecondo la ricostruzione diffusa dai media nazionali il 9 maggio 2026, la nave MV Hondius è partita da Ushuaia il primo aprile e arriverà al largo di Tenerife dopo circa cinquanta giorni di navigazione segnati dal focolaio di Hantavirus. Il bilancio aggiornato parla disei casi confermati su otto sospetti e tre decessi tra i passeggeri. La possibile origine del contagio viene collegata all’esposizione a roditori infetti in aree tra Argentina e Cile, ma questa ipotesi non risulta confermata ufficialmente. Nel corso della navigazione sono stati registrati decessi, evacuazioni sanitarie, casi gravi e controlli internazionali, mentre Sudafrica e Svizzera hanno confermato il coinvolgimento delceppo Andes, l’unico Hantavirus ritenuto potenzialmente trasmissibile da uomo a uomo in circostanze rare e legate a contatti stretti. L’OMS ha precisato che il focolaio non rappresenta l’inizio di una pandemia globale, mentre il Ministero della Salute italiano ha attivato la sorveglianza attiva per quattro passeggeri attualmente in quarantena a Firenze.HANTAVIRUS E NOROVIRUS: DIFFERENZE, RISCHI E TRASMISSIONE“È fondamentale evitare confusione e allarmismi. L’Hantavirus delle Ande resta un virus raro e molto diverso dal Covid-19. Non siamo davanti a una nuova pandemia mondiale”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“L’OMS stessa ha chiarito che il rischio globale resta basso e che il focolaio della MV Hondius dovrebbe rimanere limitato se verranno applicate correttamente le misure sanitarie internazionali”, aggiunge Aodi.“Il Norovirus invece è oggi il vero spauracchio delle navi da crociera perché è estremamente contagioso, resistente ai comuni detergenti e capace di diffondersi rapidamente in ambienti chiusi e ad alta densità di persone”.IL CEPPO ANDES E IL TIMORE DELLA TRASMISSIONE INTERUMANA“Il ceppo Andes resta quello che preoccupa maggiormente la comunità scientifica perché è l’unico Hantavirus ad avere mostrato, in casi limitati e documentati, una possibile trasmissione da uomo a uomo”, spiega il Prof. Foad Aodi.“Parliamo comunque di situazioni rare, legate soprattutto a contatti molto stretti, prolungati e in ambienti chiusi. È importante evitare allarmismi o paragoni impropri con il Covid-19. L’Hantavirus continua a essere una malattia rara, ma proprio per questo ogni caso sospetto va monitorato rapidamente attraverso sorveglianza sanitaria internazionale, isolamento prudenziale e tracciamento dei contatti”.IDENTIFICATO IL POSSIBILE “PAZIENTE ZERO” DEL FOCOLAIO SULLA MV HONDIUSLeo Schilperoord, ornitologo olandese di 70 anni originario di Haulerwijk, nei Paesi Bassi, sarebbe il possibile “paziente zero” del focolaio di Hantavirus sviluppatosi a bordo della nave da crociera MV Hondius. L’uomo è morto dopo essersi ammalato durante il viaggio compiuto insieme alla moglie Mirjam Schilperoord, 69 anni, deceduta pochi giorni dopo.Secondo le prime ricostruzioni riportate dalla rete internazionale e dalle ricerche del Prof. Aodi, i due coniugi avrebbero contratto il virus durante una visita in una discarica a cielo aperto nei pressi di Ushuaia, in Argentina, dove si erano recati per osservare specie rare di uccelli. Gli esperti ipotizzano che abbiano inalato particelle contaminate dagli escrementi di roditori portatori del ceppo andino dell’Hantavirus.La coppia aveva trascorso circa cinque mesi in Sud America prima di imbarcarsi sulla MV Hondius. Il ceppo “Andes” è considerato particolarmente raro e preoccupante perché, a differenza di altre varianti di Hantavirus, può trasmettersi anche da persona a persona.Le autorità sanitarie internazionali stanno monitorando i contatti e i passeggeri della nave, mentre proseguono le verifiche epidemiologiche per ricostruire la catena dei contagi e accertare eventuali ulteriori esposizioni al virus.IL NOROVIRUS: IL VIRUS PIÙ DIFFUSO SULLE NAVI DA CROCIERASecondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, il Norovirus rappresenta oggi la causa più frequente di gastroenterite acuta nel mondo.Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente insidioso:bastano meno di 18 particelle virali per il contagio;il virus può sopravvivere per giorni sulle superfici;vomito e diarrea diffondono miliardi di particelle virali;non esiste immunità permanente perché i ceppi sono numerosi e mutano rapidamente.“I sintomi più frequenti sono vomito improvviso, diarrea intensa, nausea, crampi intestinali, febbre lieve, dolori muscolari e forte rischio di disidratazione soprattutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti fragili”, spiega il Prof. Aodi.“Le navi da crociera rappresentano un ambiente ideale per la diffusione del Norovirus a causa dei buffet condivisi, degli spazi comuni, della vicinanza continua tra persone e dei ricambi elevati di passeggeri provenienti da Paesi differenti”.LE NAVI DA CROCIERA SONO DIVENTATE UN LABORATORIO PERFETTO PER I VIRUSI movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. Le associazioni della rete internazionale AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia), UMEM (Unione Medica Euromediterranea), AISCNEWS (rete internazionale di informazione agenzia mondiale senza confini) e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE riflettono e analizzano con grande attenzione il ritorno delle emergenze infettive legate ai trasporti internazionali, al turismo globale, ai cambiamenti climatici, all’inquinamento ambientale e all’aumento delle zoonosi, sottolineando la necessità di rafforzare informazione sanitaria, prevenzione e cooperazione scientifica internazionale.Sulla questione interviene il Prof. Foad Aodi, medico-fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCEO e docente dell’Università di Tor Vergata, da giorni impegnato in una intensa attività internazionale di divulgazione scientifica.“Negli ultimi tre giorni abbiamo registrato oltre 80 tra interviste televisive, articoli, approfondimenti e dichiarazioni internazionali dedicate ai nuovi rischi infettivi globali e alle differenze tra Hantavirus, Norovirus e altri virus emergenti”, dichiara il Prof. Foad Aodi.DALLA MV HONDIUS A TENERIFE: LA RICOSTRUZIONE DEL FOCOLAIOSecondo la ricostruzione diffusa dai media nazionali il 9 maggio 2026, la nave MV Hondius è partita da Ushuaia il primo aprile e arriverà al largo di Tenerife dopo circa cinquanta giorni di navigazione segnati dal focolaio di Hantavirus. Il bilancio aggiornato parla disei casi confermati su otto sospetti e tre decessi tra i passeggeri. La possibile origine del contagio viene collegata all’esposizione a roditori infetti in aree tra Argentina e Cile, ma questa ipotesi non risulta confermata ufficialmente. Nel corso della navigazione sono stati registrati decessi, evacuazioni sanitarie, casi gravi e controlli internazionali, mentre Sudafrica e Svizzera hanno confermato il coinvolgimento delceppo Andes, l’unico Hantavirus ritenuto potenzialmente trasmissibile da uomo a uomo in circostanze rare e legate a contatti stretti. L’OMS ha precisato che il focolaio non rappresenta l’inizio di una pandemia globale, mentre il Ministero della Salute italiano ha attivato la sorveglianza attiva per quattro passeggeri attualmente in quarantena a Firenze.HANTAVIRUS E NOROVIRUS: DIFFERENZE, RISCHI E TRASMISSIONE“È fondamentale evitare confusione e allarmismi. L’Hantavirus delle Ande resta un virus raro e molto diverso dal Covid-19. Non siamo davanti a una nuova pandemia mondiale”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“L’OMS stessa ha chiarito che il rischio globale resta basso e che il focolaio della MV Hondius dovrebbe rimanere limitato se verranno applicate correttamente le misure sanitarie internazionali”, aggiunge Aodi.“Il Norovirus invece è oggi il vero spauracchio delle navi da crociera perché è estremamente contagioso, resistente ai comuni detergenti e capace di diffondersi rapidamente in ambienti chiusi e ad alta densità di persone”.IL CEPPO ANDES E IL TIMORE DELLA TRASMISSIONE INTERUMANA“Il ceppo Andes resta quello che preoccupa maggiormente la comunità scientifica perché è l’unico Hantavirus ad avere mostrato, in casi limitati e documentati, una possibile trasmissione da uomo a uomo”, spiega il Prof. Foad Aodi.“Parliamo comunque di situazioni rare, legate soprattutto a contatti molto stretti, prolungati e in ambienti chiusi. È importante evitare allarmismi o paragoni impropri con il Covid-19. L’Hantavirus continua a essere una malattia rara, ma proprio per questo ogni caso sospetto va monitorato rapidamente attraverso sorveglianza sanitaria internazionale, isolamento prudenziale e tracciamento dei contatti”.IDENTIFICATO IL POSSIBILE “PAZIENTE ZERO” DEL FOCOLAIO SULLA MV HONDIUSLeo Schilperoord, ornitologo olandese di 70 anni originario di Haulerwijk, nei Paesi Bassi, sarebbe il possibile “paziente zero” del focolaio di Hantavirus sviluppatosi a bordo della nave da crociera MV Hondius. L’uomo è morto dopo essersi ammalato durante il viaggio compiuto insieme alla moglie Mirjam Schilperoord, 69 anni, deceduta pochi giorni dopo.Secondo le prime ricostruzioni riportate dalla rete internazionale e dalle ricerche del Prof. Aodi, i due coniugi avrebbero contratto il virus durante una visita in una discarica a cielo aperto nei pressi di Ushuaia, in Argentina, dove si erano recati per osservare specie rare di uccelli. Gli esperti ipotizzano che abbiano inalato particelle contaminate dagli escrementi di roditori portatori del ceppo andino dell’Hantavirus.La coppia aveva trascorso circa cinque mesi in Sud America prima di imbarcarsi sulla MV Hondius. Il ceppo “Andes” è considerato particolarmente raro e preoccupante perché, a differenza di altre varianti di Hantavirus, può trasmettersi anche da persona a persona.Le autorità sanitarie internazionali stanno monitorando i contatti e i passeggeri della nave, mentre proseguono le verifiche epidemiologiche per ricostruire la catena dei contagi e accertare eventuali ulteriori esposizioni al virus.IL NOROVIRUS: IL VIRUS PIÙ DIFFUSO SULLE NAVI DA CROCIERASecondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, il Norovirus rappresenta oggi la causa più frequente di gastroenterite acuta nel mondo.Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente insidioso:bastano meno di 18 particelle virali per il contagio;il virus può sopravvivere per giorni sulle superfici;vomito e diarrea diffondono miliardi di particelle virali;non esiste immunità permanente perché i ceppi sono numerosi e mutano rapidamente.“I sintomi più frequenti sono vomito improvviso, diarrea intensa, nausea, crampi intestinali, febbre lieve, dolori muscolari e forte rischio di disidratazione soprattutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti fragili”, spiega il Prof. Aodi.“Le navi da crociera rappresentano un ambiente ideale per la diffusione del Norovirus a causa dei buffet condivisi, degli spazi comuni, della vicinanza continua tra persone e dei ricambi elevati di passeggeri provenienti da Paesi differenti”.LE NAVI DA CROCIERA SONO DIVENTATE UN LABORATORIO PERFETTO PER I VIRUSI movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. Sulla questione interviene il Prof. Foad Aodi, medico-fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCEO e docente dell’Università di Tor Vergata, da giorni impegnato in una intensa attività internazionale di divulgazione scientifica.“Negli ultimi tre giorni abbiamo registrato oltre 80 tra interviste televisive, articoli, approfondimenti e dichiarazioni internazionali dedicate ai nuovi rischi infettivi globali e alle differenze tra Hantavirus, Norovirus e altri virus emergenti”, dichiara il Prof. Foad Aodi.DALLA MV HONDIUS A TENERIFE: LA RICOSTRUZIONE DEL FOCOLAIOSecondo la ricostruzione diffusa dai media nazionali il 9 maggio 2026, la nave MV Hondius è partita da Ushuaia il primo aprile e arriverà al largo di Tenerife dopo circa cinquanta giorni di navigazione segnati dal focolaio di Hantavirus. Il bilancio aggiornato parla disei casi confermati su otto sospetti e tre decessi tra i passeggeri. La possibile origine del contagio viene collegata all’esposizione a roditori infetti in aree tra Argentina e Cile, ma questa ipotesi non risulta confermata ufficialmente. Nel corso della navigazione sono stati registrati decessi, evacuazioni sanitarie, casi gravi e controlli internazionali, mentre Sudafrica e Svizzera hanno confermato il coinvolgimento delceppo Andes, l’unico Hantavirus ritenuto potenzialmente trasmissibile da uomo a uomo in circostanze rare e legate a contatti stretti. L’OMS ha precisato che il focolaio non rappresenta l’inizio di una pandemia globale, mentre il Ministero della Salute italiano ha attivato la sorveglianza attiva per quattro passeggeri attualmente in quarantena a Firenze.HANTAVIRUS E NOROVIRUS: DIFFERENZE, RISCHI E TRASMISSIONE“È fondamentale evitare confusione e allarmismi. L’Hantavirus delle Ande resta un virus raro e molto diverso dal Covid-19. Non siamo davanti a una nuova pandemia mondiale”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“L’OMS stessa ha chiarito che il rischio globale resta basso e che il focolaio della MV Hondius dovrebbe rimanere limitato se verranno applicate correttamente le misure sanitarie internazionali”, aggiunge Aodi.“Il Norovirus invece è oggi il vero spauracchio delle navi da crociera perché è estremamente contagioso, resistente ai comuni detergenti e capace di diffondersi rapidamente in ambienti chiusi e ad alta densità di persone”.IL CEPPO ANDES E IL TIMORE DELLA TRASMISSIONE INTERUMANA“Il ceppo Andes resta quello che preoccupa maggiormente la comunità scientifica perché è l’unico Hantavirus ad avere mostrato, in casi limitati e documentati, una possibile trasmissione da uomo a uomo”, spiega il Prof. Foad Aodi.“Parliamo comunque di situazioni rare, legate soprattutto a contatti molto stretti, prolungati e in ambienti chiusi. È importante evitare allarmismi o paragoni impropri con il Covid-19. L’Hantavirus continua a essere una malattia rara, ma proprio per questo ogni caso sospetto va monitorato rapidamente attraverso sorveglianza sanitaria internazionale, isolamento prudenziale e tracciamento dei contatti”.IDENTIFICATO IL POSSIBILE “PAZIENTE ZERO” DEL FOCOLAIO SULLA MV HONDIUSLeo Schilperoord, ornitologo olandese di 70 anni originario di Haulerwijk, nei Paesi Bassi, sarebbe il possibile “paziente zero” del focolaio di Hantavirus sviluppatosi a bordo della nave da crociera MV Hondius. L’uomo è morto dopo essersi ammalato durante il viaggio compiuto insieme alla moglie Mirjam Schilperoord, 69 anni, deceduta pochi giorni dopo.Secondo le prime ricostruzioni riportate dalla rete internazionale e dalle ricerche del Prof. Aodi, i due coniugi avrebbero contratto il virus durante una visita in una discarica a cielo aperto nei pressi di Ushuaia, in Argentina, dove si erano recati per osservare specie rare di uccelli. Gli esperti ipotizzano che abbiano inalato particelle contaminate dagli escrementi di roditori portatori del ceppo andino dell’Hantavirus.La coppia aveva trascorso circa cinque mesi in Sud America prima di imbarcarsi sulla MV Hondius. Il ceppo “Andes” è considerato particolarmente raro e preoccupante perché, a differenza di altre varianti di Hantavirus, può trasmettersi anche da persona a persona.Le autorità sanitarie internazionali stanno monitorando i contatti e i passeggeri della nave, mentre proseguono le verifiche epidemiologiche per ricostruire la catena dei contagi e accertare eventuali ulteriori esposizioni al virus.IL NOROVIRUS: IL VIRUS PIÙ DIFFUSO SULLE NAVI DA CROCIERASecondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, il Norovirus rappresenta oggi la causa più frequente di gastroenterite acuta nel mondo.Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente insidioso:bastano meno di 18 particelle virali per il contagio;il virus può sopravvivere per giorni sulle superfici;vomito e diarrea diffondono miliardi di particelle virali;non esiste immunità permanente perché i ceppi sono numerosi e mutano rapidamente.“I sintomi più frequenti sono vomito improvviso, diarrea intensa, nausea, crampi intestinali, febbre lieve, dolori muscolari e forte rischio di disidratazione soprattutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti fragili”, spiega il Prof. Aodi.“Le navi da crociera rappresentano un ambiente ideale per la diffusione del Norovirus a causa dei buffet condivisi, degli spazi comuni, della vicinanza continua tra persone e dei ricambi elevati di passeggeri provenienti da Paesi differenti”.LE NAVI DA CROCIERA SONO DIVENTATE UN LABORATORIO PERFETTO PER I VIRUSI movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. “Negli ultimi tre giorni abbiamo registrato oltre 80 tra interviste televisive, articoli, approfondimenti e dichiarazioni internazionali dedicate ai nuovi rischi infettivi globali e alle differenze tra Hantavirus, Norovirus e altri virus emergenti”, dichiara il Prof. Foad Aodi.DALLA MV HONDIUS A TENERIFE: LA RICOSTRUZIONE DEL FOCOLAIOSecondo la ricostruzione diffusa dai media nazionali il 9 maggio 2026, la nave MV Hondius è partita da Ushuaia il primo aprile e arriverà al largo di Tenerife dopo circa cinquanta giorni di navigazione segnati dal focolaio di Hantavirus. Il bilancio aggiornato parla disei casi confermati su otto sospetti e tre decessi tra i passeggeri. La possibile origine del contagio viene collegata all’esposizione a roditori infetti in aree tra Argentina e Cile, ma questa ipotesi non risulta confermata ufficialmente. Nel corso della navigazione sono stati registrati decessi, evacuazioni sanitarie, casi gravi e controlli internazionali, mentre Sudafrica e Svizzera hanno confermato il coinvolgimento delceppo Andes, l’unico Hantavirus ritenuto potenzialmente trasmissibile da uomo a uomo in circostanze rare e legate a contatti stretti. L’OMS ha precisato che il focolaio non rappresenta l’inizio di una pandemia globale, mentre il Ministero della Salute italiano ha attivato la sorveglianza attiva per quattro passeggeri attualmente in quarantena a Firenze.HANTAVIRUS E NOROVIRUS: DIFFERENZE, RISCHI E TRASMISSIONE“È fondamentale evitare confusione e allarmismi. L’Hantavirus delle Ande resta un virus raro e molto diverso dal Covid-19. Non siamo davanti a una nuova pandemia mondiale”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“L’OMS stessa ha chiarito che il rischio globale resta basso e che il focolaio della MV Hondius dovrebbe rimanere limitato se verranno applicate correttamente le misure sanitarie internazionali”, aggiunge Aodi.“Il Norovirus invece è oggi il vero spauracchio delle navi da crociera perché è estremamente contagioso, resistente ai comuni detergenti e capace di diffondersi rapidamente in ambienti chiusi e ad alta densità di persone”.IL CEPPO ANDES E IL TIMORE DELLA TRASMISSIONE INTERUMANA“Il ceppo Andes resta quello che preoccupa maggiormente la comunità scientifica perché è l’unico Hantavirus ad avere mostrato, in casi limitati e documentati, una possibile trasmissione da uomo a uomo”, spiega il Prof. Foad Aodi.“Parliamo comunque di situazioni rare, legate soprattutto a contatti molto stretti, prolungati e in ambienti chiusi. È importante evitare allarmismi o paragoni impropri con il Covid-19. L’Hantavirus continua a essere una malattia rara, ma proprio per questo ogni caso sospetto va monitorato rapidamente attraverso sorveglianza sanitaria internazionale, isolamento prudenziale e tracciamento dei contatti”.IDENTIFICATO IL POSSIBILE “PAZIENTE ZERO” DEL FOCOLAIO SULLA MV HONDIUSLeo Schilperoord, ornitologo olandese di 70 anni originario di Haulerwijk, nei Paesi Bassi, sarebbe il possibile “paziente zero” del focolaio di Hantavirus sviluppatosi a bordo della nave da crociera MV Hondius. L’uomo è morto dopo essersi ammalato durante il viaggio compiuto insieme alla moglie Mirjam Schilperoord, 69 anni, deceduta pochi giorni dopo.Secondo le prime ricostruzioni riportate dalla rete internazionale e dalle ricerche del Prof. Aodi, i due coniugi avrebbero contratto il virus durante una visita in una discarica a cielo aperto nei pressi di Ushuaia, in Argentina, dove si erano recati per osservare specie rare di uccelli. Gli esperti ipotizzano che abbiano inalato particelle contaminate dagli escrementi di roditori portatori del ceppo andino dell’Hantavirus.La coppia aveva trascorso circa cinque mesi in Sud America prima di imbarcarsi sulla MV Hondius. Il ceppo “Andes” è considerato particolarmente raro e preoccupante perché, a differenza di altre varianti di Hantavirus, può trasmettersi anche da persona a persona.Le autorità sanitarie internazionali stanno monitorando i contatti e i passeggeri della nave, mentre proseguono le verifiche epidemiologiche per ricostruire la catena dei contagi e accertare eventuali ulteriori esposizioni al virus.IL NOROVIRUS: IL VIRUS PIÙ DIFFUSO SULLE NAVI DA CROCIERASecondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, il Norovirus rappresenta oggi la causa più frequente di gastroenterite acuta nel mondo.Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente insidioso:bastano meno di 18 particelle virali per il contagio;il virus può sopravvivere per giorni sulle superfici;vomito e diarrea diffondono miliardi di particelle virali;non esiste immunità permanente perché i ceppi sono numerosi e mutano rapidamente.“I sintomi più frequenti sono vomito improvviso, diarrea intensa, nausea, crampi intestinali, febbre lieve, dolori muscolari e forte rischio di disidratazione soprattutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti fragili”, spiega il Prof. Aodi.“Le navi da crociera rappresentano un ambiente ideale per la diffusione del Norovirus a causa dei buffet condivisi, degli spazi comuni, della vicinanza continua tra persone e dei ricambi elevati di passeggeri provenienti da Paesi differenti”.LE NAVI DA CROCIERA SONO DIVENTATE UN LABORATORIO PERFETTO PER I VIRUSI movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. DALLA MV HONDIUS A TENERIFE: LA RICOSTRUZIONE DEL FOCOLAIOSecondo la ricostruzione diffusa dai media nazionali il 9 maggio 2026, la nave MV Hondius è partita da Ushuaia il primo aprile e arriverà al largo di Tenerife dopo circa cinquanta giorni di navigazione segnati dal focolaio di Hantavirus. Il bilancio aggiornato parla disei casi confermati su otto sospetti e tre decessi tra i passeggeri. La possibile origine del contagio viene collegata all’esposizione a roditori infetti in aree tra Argentina e Cile, ma questa ipotesi non risulta confermata ufficialmente. Nel corso della navigazione sono stati registrati decessi, evacuazioni sanitarie, casi gravi e controlli internazionali, mentre Sudafrica e Svizzera hanno confermato il coinvolgimento delceppo Andes, l’unico Hantavirus ritenuto potenzialmente trasmissibile da uomo a uomo in circostanze rare e legate a contatti stretti. L’OMS ha precisato che il focolaio non rappresenta l’inizio di una pandemia globale, mentre il Ministero della Salute italiano ha attivato la sorveglianza attiva per quattro passeggeri attualmente in quarantena a Firenze.HANTAVIRUS E NOROVIRUS: DIFFERENZE, RISCHI E TRASMISSIONE“È fondamentale evitare confusione e allarmismi. L’Hantavirus delle Ande resta un virus raro e molto diverso dal Covid-19. Non siamo davanti a una nuova pandemia mondiale”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“L’OMS stessa ha chiarito che il rischio globale resta basso e che il focolaio della MV Hondius dovrebbe rimanere limitato se verranno applicate correttamente le misure sanitarie internazionali”, aggiunge Aodi.“Il Norovirus invece è oggi il vero spauracchio delle navi da crociera perché è estremamente contagioso, resistente ai comuni detergenti e capace di diffondersi rapidamente in ambienti chiusi e ad alta densità di persone”.IL CEPPO ANDES E IL TIMORE DELLA TRASMISSIONE INTERUMANA“Il ceppo Andes resta quello che preoccupa maggiormente la comunità scientifica perché è l’unico Hantavirus ad avere mostrato, in casi limitati e documentati, una possibile trasmissione da uomo a uomo”, spiega il Prof. Foad Aodi.“Parliamo comunque di situazioni rare, legate soprattutto a contatti molto stretti, prolungati e in ambienti chiusi. È importante evitare allarmismi o paragoni impropri con il Covid-19. L’Hantavirus continua a essere una malattia rara, ma proprio per questo ogni caso sospetto va monitorato rapidamente attraverso sorveglianza sanitaria internazionale, isolamento prudenziale e tracciamento dei contatti”.IDENTIFICATO IL POSSIBILE “PAZIENTE ZERO” DEL FOCOLAIO SULLA MV HONDIUSLeo Schilperoord, ornitologo olandese di 70 anni originario di Haulerwijk, nei Paesi Bassi, sarebbe il possibile “paziente zero” del focolaio di Hantavirus sviluppatosi a bordo della nave da crociera MV Hondius. L’uomo è morto dopo essersi ammalato durante il viaggio compiuto insieme alla moglie Mirjam Schilperoord, 69 anni, deceduta pochi giorni dopo.Secondo le prime ricostruzioni riportate dalla rete internazionale e dalle ricerche del Prof. Aodi, i due coniugi avrebbero contratto il virus durante una visita in una discarica a cielo aperto nei pressi di Ushuaia, in Argentina, dove si erano recati per osservare specie rare di uccelli. Gli esperti ipotizzano che abbiano inalato particelle contaminate dagli escrementi di roditori portatori del ceppo andino dell’Hantavirus.La coppia aveva trascorso circa cinque mesi in Sud America prima di imbarcarsi sulla MV Hondius. Il ceppo “Andes” è considerato particolarmente raro e preoccupante perché, a differenza di altre varianti di Hantavirus, può trasmettersi anche da persona a persona.Le autorità sanitarie internazionali stanno monitorando i contatti e i passeggeri della nave, mentre proseguono le verifiche epidemiologiche per ricostruire la catena dei contagi e accertare eventuali ulteriori esposizioni al virus.IL NOROVIRUS: IL VIRUS PIÙ DIFFUSO SULLE NAVI DA CROCIERASecondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, il Norovirus rappresenta oggi la causa più frequente di gastroenterite acuta nel mondo.Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente insidioso:bastano meno di 18 particelle virali per il contagio;il virus può sopravvivere per giorni sulle superfici;vomito e diarrea diffondono miliardi di particelle virali;non esiste immunità permanente perché i ceppi sono numerosi e mutano rapidamente.“I sintomi più frequenti sono vomito improvviso, diarrea intensa, nausea, crampi intestinali, febbre lieve, dolori muscolari e forte rischio di disidratazione soprattutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti fragili”, spiega il Prof. Aodi.“Le navi da crociera rappresentano un ambiente ideale per la diffusione del Norovirus a causa dei buffet condivisi, degli spazi comuni, della vicinanza continua tra persone e dei ricambi elevati di passeggeri provenienti da Paesi differenti”.LE NAVI DA CROCIERA SONO DIVENTATE UN LABORATORIO PERFETTO PER I VIRUSI movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. Secondo la ricostruzione diffusa dai media nazionali il 9 maggio 2026, la nave MV Hondius è partita da Ushuaia il primo aprile e arriverà al largo di Tenerife dopo circa cinquanta giorni di navigazione segnati dal focolaio di Hantavirus. Il bilancio aggiornato parla disei casi confermati su otto sospetti e tre decessi tra i passeggeri. La possibile origine del contagio viene collegata all’esposizione a roditori infetti in aree tra Argentina e Cile, ma questa ipotesi non risulta confermata ufficialmente. Nel corso della navigazione sono stati registrati decessi, evacuazioni sanitarie, casi gravi e controlli internazionali, mentre Sudafrica e Svizzera hanno confermato il coinvolgimento delceppo Andes, l’unico Hantavirus ritenuto potenzialmente trasmissibile da uomo a uomo in circostanze rare e legate a contatti stretti. L’OMS ha precisato che il focolaio non rappresenta l’inizio di una pandemia globale, mentre il Ministero della Salute italiano ha attivato la sorveglianza attiva per quattro passeggeri attualmente in quarantena a Firenze.HANTAVIRUS E NOROVIRUS: DIFFERENZE, RISCHI E TRASMISSIONE“È fondamentale evitare confusione e allarmismi. L’Hantavirus delle Ande resta un virus raro e molto diverso dal Covid-19. Non siamo davanti a una nuova pandemia mondiale”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“L’OMS stessa ha chiarito che il rischio globale resta basso e che il focolaio della MV Hondius dovrebbe rimanere limitato se verranno applicate correttamente le misure sanitarie internazionali”, aggiunge Aodi.“Il Norovirus invece è oggi il vero spauracchio delle navi da crociera perché è estremamente contagioso, resistente ai comuni detergenti e capace di diffondersi rapidamente in ambienti chiusi e ad alta densità di persone”.IL CEPPO ANDES E IL TIMORE DELLA TRASMISSIONE INTERUMANA“Il ceppo Andes resta quello che preoccupa maggiormente la comunità scientifica perché è l’unico Hantavirus ad avere mostrato, in casi limitati e documentati, una possibile trasmissione da uomo a uomo”, spiega il Prof. Foad Aodi.“Parliamo comunque di situazioni rare, legate soprattutto a contatti molto stretti, prolungati e in ambienti chiusi. È importante evitare allarmismi o paragoni impropri con il Covid-19. L’Hantavirus continua a essere una malattia rara, ma proprio per questo ogni caso sospetto va monitorato rapidamente attraverso sorveglianza sanitaria internazionale, isolamento prudenziale e tracciamento dei contatti”.IDENTIFICATO IL POSSIBILE “PAZIENTE ZERO” DEL FOCOLAIO SULLA MV HONDIUSLeo Schilperoord, ornitologo olandese di 70 anni originario di Haulerwijk, nei Paesi Bassi, sarebbe il possibile “paziente zero” del focolaio di Hantavirus sviluppatosi a bordo della nave da crociera MV Hondius. L’uomo è morto dopo essersi ammalato durante il viaggio compiuto insieme alla moglie Mirjam Schilperoord, 69 anni, deceduta pochi giorni dopo.Secondo le prime ricostruzioni riportate dalla rete internazionale e dalle ricerche del Prof. Aodi, i due coniugi avrebbero contratto il virus durante una visita in una discarica a cielo aperto nei pressi di Ushuaia, in Argentina, dove si erano recati per osservare specie rare di uccelli. Gli esperti ipotizzano che abbiano inalato particelle contaminate dagli escrementi di roditori portatori del ceppo andino dell’Hantavirus.La coppia aveva trascorso circa cinque mesi in Sud America prima di imbarcarsi sulla MV Hondius. Il ceppo “Andes” è considerato particolarmente raro e preoccupante perché, a differenza di altre varianti di Hantavirus, può trasmettersi anche da persona a persona.Le autorità sanitarie internazionali stanno monitorando i contatti e i passeggeri della nave, mentre proseguono le verifiche epidemiologiche per ricostruire la catena dei contagi e accertare eventuali ulteriori esposizioni al virus.IL NOROVIRUS: IL VIRUS PIÙ DIFFUSO SULLE NAVI DA CROCIERASecondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, il Norovirus rappresenta oggi la causa più frequente di gastroenterite acuta nel mondo.Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente insidioso:bastano meno di 18 particelle virali per il contagio;il virus può sopravvivere per giorni sulle superfici;vomito e diarrea diffondono miliardi di particelle virali;non esiste immunità permanente perché i ceppi sono numerosi e mutano rapidamente.“I sintomi più frequenti sono vomito improvviso, diarrea intensa, nausea, crampi intestinali, febbre lieve, dolori muscolari e forte rischio di disidratazione soprattutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti fragili”, spiega il Prof. Aodi.“Le navi da crociera rappresentano un ambiente ideale per la diffusione del Norovirus a causa dei buffet condivisi, degli spazi comuni, della vicinanza continua tra persone e dei ricambi elevati di passeggeri provenienti da Paesi differenti”.LE NAVI DA CROCIERA SONO DIVENTATE UN LABORATORIO PERFETTO PER I VIRUSI movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. HANTAVIRUS E NOROVIRUS: DIFFERENZE, RISCHI E TRASMISSIONE“È fondamentale evitare confusione e allarmismi. L’Hantavirus delle Ande resta un virus raro e molto diverso dal Covid-19. Non siamo davanti a una nuova pandemia mondiale”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“L’OMS stessa ha chiarito che il rischio globale resta basso e che il focolaio della MV Hondius dovrebbe rimanere limitato se verranno applicate correttamente le misure sanitarie internazionali”, aggiunge Aodi.“Il Norovirus invece è oggi il vero spauracchio delle navi da crociera perché è estremamente contagioso, resistente ai comuni detergenti e capace di diffondersi rapidamente in ambienti chiusi e ad alta densità di persone”.IL CEPPO ANDES E IL TIMORE DELLA TRASMISSIONE INTERUMANA“Il ceppo Andes resta quello che preoccupa maggiormente la comunità scientifica perché è l’unico Hantavirus ad avere mostrato, in casi limitati e documentati, una possibile trasmissione da uomo a uomo”, spiega il Prof. Foad Aodi.“Parliamo comunque di situazioni rare, legate soprattutto a contatti molto stretti, prolungati e in ambienti chiusi. È importante evitare allarmismi o paragoni impropri con il Covid-19. L’Hantavirus continua a essere una malattia rara, ma proprio per questo ogni caso sospetto va monitorato rapidamente attraverso sorveglianza sanitaria internazionale, isolamento prudenziale e tracciamento dei contatti”.IDENTIFICATO IL POSSIBILE “PAZIENTE ZERO” DEL FOCOLAIO SULLA MV HONDIUSLeo Schilperoord, ornitologo olandese di 70 anni originario di Haulerwijk, nei Paesi Bassi, sarebbe il possibile “paziente zero” del focolaio di Hantavirus sviluppatosi a bordo della nave da crociera MV Hondius. L’uomo è morto dopo essersi ammalato durante il viaggio compiuto insieme alla moglie Mirjam Schilperoord, 69 anni, deceduta pochi giorni dopo.Secondo le prime ricostruzioni riportate dalla rete internazionale e dalle ricerche del Prof. Aodi, i due coniugi avrebbero contratto il virus durante una visita in una discarica a cielo aperto nei pressi di Ushuaia, in Argentina, dove si erano recati per osservare specie rare di uccelli. Gli esperti ipotizzano che abbiano inalato particelle contaminate dagli escrementi di roditori portatori del ceppo andino dell’Hantavirus.La coppia aveva trascorso circa cinque mesi in Sud America prima di imbarcarsi sulla MV Hondius. Il ceppo “Andes” è considerato particolarmente raro e preoccupante perché, a differenza di altre varianti di Hantavirus, può trasmettersi anche da persona a persona.Le autorità sanitarie internazionali stanno monitorando i contatti e i passeggeri della nave, mentre proseguono le verifiche epidemiologiche per ricostruire la catena dei contagi e accertare eventuali ulteriori esposizioni al virus.IL NOROVIRUS: IL VIRUS PIÙ DIFFUSO SULLE NAVI DA CROCIERASecondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, il Norovirus rappresenta oggi la causa più frequente di gastroenterite acuta nel mondo.Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente insidioso:bastano meno di 18 particelle virali per il contagio;il virus può sopravvivere per giorni sulle superfici;vomito e diarrea diffondono miliardi di particelle virali;non esiste immunità permanente perché i ceppi sono numerosi e mutano rapidamente.“I sintomi più frequenti sono vomito improvviso, diarrea intensa, nausea, crampi intestinali, febbre lieve, dolori muscolari e forte rischio di disidratazione soprattutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti fragili”, spiega il Prof. Aodi.“Le navi da crociera rappresentano un ambiente ideale per la diffusione del Norovirus a causa dei buffet condivisi, degli spazi comuni, della vicinanza continua tra persone e dei ricambi elevati di passeggeri provenienti da Paesi differenti”.LE NAVI DA CROCIERA SONO DIVENTATE UN LABORATORIO PERFETTO PER I VIRUSI movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. “È fondamentale evitare confusione e allarmismi. L’Hantavirus delle Ande resta un virus raro e molto diverso dal Covid-19. Non siamo davanti a una nuova pandemia mondiale”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“L’OMS stessa ha chiarito che il rischio globale resta basso e che il focolaio della MV Hondius dovrebbe rimanere limitato se verranno applicate correttamente le misure sanitarie internazionali”, aggiunge Aodi.“Il Norovirus invece è oggi il vero spauracchio delle navi da crociera perché è estremamente contagioso, resistente ai comuni detergenti e capace di diffondersi rapidamente in ambienti chiusi e ad alta densità di persone”.IL CEPPO ANDES E IL TIMORE DELLA TRASMISSIONE INTERUMANA“Il ceppo Andes resta quello che preoccupa maggiormente la comunità scientifica perché è l’unico Hantavirus ad avere mostrato, in casi limitati e documentati, una possibile trasmissione da uomo a uomo”, spiega il Prof. Foad Aodi.“Parliamo comunque di situazioni rare, legate soprattutto a contatti molto stretti, prolungati e in ambienti chiusi. È importante evitare allarmismi o paragoni impropri con il Covid-19. L’Hantavirus continua a essere una malattia rara, ma proprio per questo ogni caso sospetto va monitorato rapidamente attraverso sorveglianza sanitaria internazionale, isolamento prudenziale e tracciamento dei contatti”.IDENTIFICATO IL POSSIBILE “PAZIENTE ZERO” DEL FOCOLAIO SULLA MV HONDIUSLeo Schilperoord, ornitologo olandese di 70 anni originario di Haulerwijk, nei Paesi Bassi, sarebbe il possibile “paziente zero” del focolaio di Hantavirus sviluppatosi a bordo della nave da crociera MV Hondius. L’uomo è morto dopo essersi ammalato durante il viaggio compiuto insieme alla moglie Mirjam Schilperoord, 69 anni, deceduta pochi giorni dopo.Secondo le prime ricostruzioni riportate dalla rete internazionale e dalle ricerche del Prof. Aodi, i due coniugi avrebbero contratto il virus durante una visita in una discarica a cielo aperto nei pressi di Ushuaia, in Argentina, dove si erano recati per osservare specie rare di uccelli. Gli esperti ipotizzano che abbiano inalato particelle contaminate dagli escrementi di roditori portatori del ceppo andino dell’Hantavirus.La coppia aveva trascorso circa cinque mesi in Sud America prima di imbarcarsi sulla MV Hondius. Il ceppo “Andes” è considerato particolarmente raro e preoccupante perché, a differenza di altre varianti di Hantavirus, può trasmettersi anche da persona a persona.Le autorità sanitarie internazionali stanno monitorando i contatti e i passeggeri della nave, mentre proseguono le verifiche epidemiologiche per ricostruire la catena dei contagi e accertare eventuali ulteriori esposizioni al virus.IL NOROVIRUS: IL VIRUS PIÙ DIFFUSO SULLE NAVI DA CROCIERASecondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, il Norovirus rappresenta oggi la causa più frequente di gastroenterite acuta nel mondo.Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente insidioso:bastano meno di 18 particelle virali per il contagio;il virus può sopravvivere per giorni sulle superfici;vomito e diarrea diffondono miliardi di particelle virali;non esiste immunità permanente perché i ceppi sono numerosi e mutano rapidamente.“I sintomi più frequenti sono vomito improvviso, diarrea intensa, nausea, crampi intestinali, febbre lieve, dolori muscolari e forte rischio di disidratazione soprattutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti fragili”, spiega il Prof. Aodi.“Le navi da crociera rappresentano un ambiente ideale per la diffusione del Norovirus a causa dei buffet condivisi, degli spazi comuni, della vicinanza continua tra persone e dei ricambi elevati di passeggeri provenienti da Paesi differenti”.LE NAVI DA CROCIERA SONO DIVENTATE UN LABORATORIO PERFETTO PER I VIRUSI movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. “L’OMS stessa ha chiarito che il rischio globale resta basso e che il focolaio della MV Hondius dovrebbe rimanere limitato se verranno applicate correttamente le misure sanitarie internazionali”, aggiunge Aodi.“Il Norovirus invece è oggi il vero spauracchio delle navi da crociera perché è estremamente contagioso, resistente ai comuni detergenti e capace di diffondersi rapidamente in ambienti chiusi e ad alta densità di persone”.IL CEPPO ANDES E IL TIMORE DELLA TRASMISSIONE INTERUMANA“Il ceppo Andes resta quello che preoccupa maggiormente la comunità scientifica perché è l’unico Hantavirus ad avere mostrato, in casi limitati e documentati, una possibile trasmissione da uomo a uomo”, spiega il Prof. Foad Aodi.“Parliamo comunque di situazioni rare, legate soprattutto a contatti molto stretti, prolungati e in ambienti chiusi. È importante evitare allarmismi o paragoni impropri con il Covid-19. L’Hantavirus continua a essere una malattia rara, ma proprio per questo ogni caso sospetto va monitorato rapidamente attraverso sorveglianza sanitaria internazionale, isolamento prudenziale e tracciamento dei contatti”.IDENTIFICATO IL POSSIBILE “PAZIENTE ZERO” DEL FOCOLAIO SULLA MV HONDIUSLeo Schilperoord, ornitologo olandese di 70 anni originario di Haulerwijk, nei Paesi Bassi, sarebbe il possibile “paziente zero” del focolaio di Hantavirus sviluppatosi a bordo della nave da crociera MV Hondius. L’uomo è morto dopo essersi ammalato durante il viaggio compiuto insieme alla moglie Mirjam Schilperoord, 69 anni, deceduta pochi giorni dopo.Secondo le prime ricostruzioni riportate dalla rete internazionale e dalle ricerche del Prof. Aodi, i due coniugi avrebbero contratto il virus durante una visita in una discarica a cielo aperto nei pressi di Ushuaia, in Argentina, dove si erano recati per osservare specie rare di uccelli. Gli esperti ipotizzano che abbiano inalato particelle contaminate dagli escrementi di roditori portatori del ceppo andino dell’Hantavirus.La coppia aveva trascorso circa cinque mesi in Sud America prima di imbarcarsi sulla MV Hondius. Il ceppo “Andes” è considerato particolarmente raro e preoccupante perché, a differenza di altre varianti di Hantavirus, può trasmettersi anche da persona a persona.Le autorità sanitarie internazionali stanno monitorando i contatti e i passeggeri della nave, mentre proseguono le verifiche epidemiologiche per ricostruire la catena dei contagi e accertare eventuali ulteriori esposizioni al virus.IL NOROVIRUS: IL VIRUS PIÙ DIFFUSO SULLE NAVI DA CROCIERASecondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, il Norovirus rappresenta oggi la causa più frequente di gastroenterite acuta nel mondo.Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente insidioso:bastano meno di 18 particelle virali per il contagio;il virus può sopravvivere per giorni sulle superfici;vomito e diarrea diffondono miliardi di particelle virali;non esiste immunità permanente perché i ceppi sono numerosi e mutano rapidamente.“I sintomi più frequenti sono vomito improvviso, diarrea intensa, nausea, crampi intestinali, febbre lieve, dolori muscolari e forte rischio di disidratazione soprattutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti fragili”, spiega il Prof. Aodi.“Le navi da crociera rappresentano un ambiente ideale per la diffusione del Norovirus a causa dei buffet condivisi, degli spazi comuni, della vicinanza continua tra persone e dei ricambi elevati di passeggeri provenienti da Paesi differenti”.LE NAVI DA CROCIERA SONO DIVENTATE UN LABORATORIO PERFETTO PER I VIRUSI movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. “Il Norovirus invece è oggi il vero spauracchio delle navi da crociera perché è estremamente contagioso, resistente ai comuni detergenti e capace di diffondersi rapidamente in ambienti chiusi e ad alta densità di persone”.IL CEPPO ANDES E IL TIMORE DELLA TRASMISSIONE INTERUMANA“Il ceppo Andes resta quello che preoccupa maggiormente la comunità scientifica perché è l’unico Hantavirus ad avere mostrato, in casi limitati e documentati, una possibile trasmissione da uomo a uomo”, spiega il Prof. Foad Aodi.“Parliamo comunque di situazioni rare, legate soprattutto a contatti molto stretti, prolungati e in ambienti chiusi. È importante evitare allarmismi o paragoni impropri con il Covid-19. L’Hantavirus continua a essere una malattia rara, ma proprio per questo ogni caso sospetto va monitorato rapidamente attraverso sorveglianza sanitaria internazionale, isolamento prudenziale e tracciamento dei contatti”.IDENTIFICATO IL POSSIBILE “PAZIENTE ZERO” DEL FOCOLAIO SULLA MV HONDIUSLeo Schilperoord, ornitologo olandese di 70 anni originario di Haulerwijk, nei Paesi Bassi, sarebbe il possibile “paziente zero” del focolaio di Hantavirus sviluppatosi a bordo della nave da crociera MV Hondius. L’uomo è morto dopo essersi ammalato durante il viaggio compiuto insieme alla moglie Mirjam Schilperoord, 69 anni, deceduta pochi giorni dopo.Secondo le prime ricostruzioni riportate dalla rete internazionale e dalle ricerche del Prof. Aodi, i due coniugi avrebbero contratto il virus durante una visita in una discarica a cielo aperto nei pressi di Ushuaia, in Argentina, dove si erano recati per osservare specie rare di uccelli. Gli esperti ipotizzano che abbiano inalato particelle contaminate dagli escrementi di roditori portatori del ceppo andino dell’Hantavirus.La coppia aveva trascorso circa cinque mesi in Sud America prima di imbarcarsi sulla MV Hondius. Il ceppo “Andes” è considerato particolarmente raro e preoccupante perché, a differenza di altre varianti di Hantavirus, può trasmettersi anche da persona a persona.Le autorità sanitarie internazionali stanno monitorando i contatti e i passeggeri della nave, mentre proseguono le verifiche epidemiologiche per ricostruire la catena dei contagi e accertare eventuali ulteriori esposizioni al virus.IL NOROVIRUS: IL VIRUS PIÙ DIFFUSO SULLE NAVI DA CROCIERASecondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, il Norovirus rappresenta oggi la causa più frequente di gastroenterite acuta nel mondo.Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente insidioso:bastano meno di 18 particelle virali per il contagio;il virus può sopravvivere per giorni sulle superfici;vomito e diarrea diffondono miliardi di particelle virali;non esiste immunità permanente perché i ceppi sono numerosi e mutano rapidamente.“I sintomi più frequenti sono vomito improvviso, diarrea intensa, nausea, crampi intestinali, febbre lieve, dolori muscolari e forte rischio di disidratazione soprattutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti fragili”, spiega il Prof. Aodi.“Le navi da crociera rappresentano un ambiente ideale per la diffusione del Norovirus a causa dei buffet condivisi, degli spazi comuni, della vicinanza continua tra persone e dei ricambi elevati di passeggeri provenienti da Paesi differenti”.LE NAVI DA CROCIERA SONO DIVENTATE UN LABORATORIO PERFETTO PER I VIRUSI movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. IL CEPPO ANDES E IL TIMORE DELLA TRASMISSIONE INTERUMANA“Il ceppo Andes resta quello che preoccupa maggiormente la comunità scientifica perché è l’unico Hantavirus ad avere mostrato, in casi limitati e documentati, una possibile trasmissione da uomo a uomo”, spiega il Prof. Foad Aodi.“Parliamo comunque di situazioni rare, legate soprattutto a contatti molto stretti, prolungati e in ambienti chiusi. È importante evitare allarmismi o paragoni impropri con il Covid-19. L’Hantavirus continua a essere una malattia rara, ma proprio per questo ogni caso sospetto va monitorato rapidamente attraverso sorveglianza sanitaria internazionale, isolamento prudenziale e tracciamento dei contatti”.IDENTIFICATO IL POSSIBILE “PAZIENTE ZERO” DEL FOCOLAIO SULLA MV HONDIUSLeo Schilperoord, ornitologo olandese di 70 anni originario di Haulerwijk, nei Paesi Bassi, sarebbe il possibile “paziente zero” del focolaio di Hantavirus sviluppatosi a bordo della nave da crociera MV Hondius. L’uomo è morto dopo essersi ammalato durante il viaggio compiuto insieme alla moglie Mirjam Schilperoord, 69 anni, deceduta pochi giorni dopo.Secondo le prime ricostruzioni riportate dalla rete internazionale e dalle ricerche del Prof. Aodi, i due coniugi avrebbero contratto il virus durante una visita in una discarica a cielo aperto nei pressi di Ushuaia, in Argentina, dove si erano recati per osservare specie rare di uccelli. Gli esperti ipotizzano che abbiano inalato particelle contaminate dagli escrementi di roditori portatori del ceppo andino dell’Hantavirus.La coppia aveva trascorso circa cinque mesi in Sud America prima di imbarcarsi sulla MV Hondius. Il ceppo “Andes” è considerato particolarmente raro e preoccupante perché, a differenza di altre varianti di Hantavirus, può trasmettersi anche da persona a persona.Le autorità sanitarie internazionali stanno monitorando i contatti e i passeggeri della nave, mentre proseguono le verifiche epidemiologiche per ricostruire la catena dei contagi e accertare eventuali ulteriori esposizioni al virus.IL NOROVIRUS: IL VIRUS PIÙ DIFFUSO SULLE NAVI DA CROCIERASecondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, il Norovirus rappresenta oggi la causa più frequente di gastroenterite acuta nel mondo.Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente insidioso:bastano meno di 18 particelle virali per il contagio;il virus può sopravvivere per giorni sulle superfici;vomito e diarrea diffondono miliardi di particelle virali;non esiste immunità permanente perché i ceppi sono numerosi e mutano rapidamente.“I sintomi più frequenti sono vomito improvviso, diarrea intensa, nausea, crampi intestinali, febbre lieve, dolori muscolari e forte rischio di disidratazione soprattutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti fragili”, spiega il Prof. Aodi.“Le navi da crociera rappresentano un ambiente ideale per la diffusione del Norovirus a causa dei buffet condivisi, degli spazi comuni, della vicinanza continua tra persone e dei ricambi elevati di passeggeri provenienti da Paesi differenti”.LE NAVI DA CROCIERA SONO DIVENTATE UN LABORATORIO PERFETTO PER I VIRUSI movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. “Il ceppo Andes resta quello che preoccupa maggiormente la comunità scientifica perché è l’unico Hantavirus ad avere mostrato, in casi limitati e documentati, una possibile trasmissione da uomo a uomo”, spiega il Prof. Foad Aodi.“Parliamo comunque di situazioni rare, legate soprattutto a contatti molto stretti, prolungati e in ambienti chiusi. È importante evitare allarmismi o paragoni impropri con il Covid-19. L’Hantavirus continua a essere una malattia rara, ma proprio per questo ogni caso sospetto va monitorato rapidamente attraverso sorveglianza sanitaria internazionale, isolamento prudenziale e tracciamento dei contatti”.IDENTIFICATO IL POSSIBILE “PAZIENTE ZERO” DEL FOCOLAIO SULLA MV HONDIUSLeo Schilperoord, ornitologo olandese di 70 anni originario di Haulerwijk, nei Paesi Bassi, sarebbe il possibile “paziente zero” del focolaio di Hantavirus sviluppatosi a bordo della nave da crociera MV Hondius. L’uomo è morto dopo essersi ammalato durante il viaggio compiuto insieme alla moglie Mirjam Schilperoord, 69 anni, deceduta pochi giorni dopo.Secondo le prime ricostruzioni riportate dalla rete internazionale e dalle ricerche del Prof. Aodi, i due coniugi avrebbero contratto il virus durante una visita in una discarica a cielo aperto nei pressi di Ushuaia, in Argentina, dove si erano recati per osservare specie rare di uccelli. Gli esperti ipotizzano che abbiano inalato particelle contaminate dagli escrementi di roditori portatori del ceppo andino dell’Hantavirus.La coppia aveva trascorso circa cinque mesi in Sud America prima di imbarcarsi sulla MV Hondius. Il ceppo “Andes” è considerato particolarmente raro e preoccupante perché, a differenza di altre varianti di Hantavirus, può trasmettersi anche da persona a persona.Le autorità sanitarie internazionali stanno monitorando i contatti e i passeggeri della nave, mentre proseguono le verifiche epidemiologiche per ricostruire la catena dei contagi e accertare eventuali ulteriori esposizioni al virus.IL NOROVIRUS: IL VIRUS PIÙ DIFFUSO SULLE NAVI DA CROCIERASecondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, il Norovirus rappresenta oggi la causa più frequente di gastroenterite acuta nel mondo.Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente insidioso:bastano meno di 18 particelle virali per il contagio;il virus può sopravvivere per giorni sulle superfici;vomito e diarrea diffondono miliardi di particelle virali;non esiste immunità permanente perché i ceppi sono numerosi e mutano rapidamente.“I sintomi più frequenti sono vomito improvviso, diarrea intensa, nausea, crampi intestinali, febbre lieve, dolori muscolari e forte rischio di disidratazione soprattutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti fragili”, spiega il Prof. Aodi.“Le navi da crociera rappresentano un ambiente ideale per la diffusione del Norovirus a causa dei buffet condivisi, degli spazi comuni, della vicinanza continua tra persone e dei ricambi elevati di passeggeri provenienti da Paesi differenti”.LE NAVI DA CROCIERA SONO DIVENTATE UN LABORATORIO PERFETTO PER I VIRUSI movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. “Parliamo comunque di situazioni rare, legate soprattutto a contatti molto stretti, prolungati e in ambienti chiusi. È importante evitare allarmismi o paragoni impropri con il Covid-19. L’Hantavirus continua a essere una malattia rara, ma proprio per questo ogni caso sospetto va monitorato rapidamente attraverso sorveglianza sanitaria internazionale, isolamento prudenziale e tracciamento dei contatti”.IDENTIFICATO IL POSSIBILE “PAZIENTE ZERO” DEL FOCOLAIO SULLA MV HONDIUSLeo Schilperoord, ornitologo olandese di 70 anni originario di Haulerwijk, nei Paesi Bassi, sarebbe il possibile “paziente zero” del focolaio di Hantavirus sviluppatosi a bordo della nave da crociera MV Hondius. L’uomo è morto dopo essersi ammalato durante il viaggio compiuto insieme alla moglie Mirjam Schilperoord, 69 anni, deceduta pochi giorni dopo.Secondo le prime ricostruzioni riportate dalla rete internazionale e dalle ricerche del Prof. Aodi, i due coniugi avrebbero contratto il virus durante una visita in una discarica a cielo aperto nei pressi di Ushuaia, in Argentina, dove si erano recati per osservare specie rare di uccelli. Gli esperti ipotizzano che abbiano inalato particelle contaminate dagli escrementi di roditori portatori del ceppo andino dell’Hantavirus.La coppia aveva trascorso circa cinque mesi in Sud America prima di imbarcarsi sulla MV Hondius. Il ceppo “Andes” è considerato particolarmente raro e preoccupante perché, a differenza di altre varianti di Hantavirus, può trasmettersi anche da persona a persona.Le autorità sanitarie internazionali stanno monitorando i contatti e i passeggeri della nave, mentre proseguono le verifiche epidemiologiche per ricostruire la catena dei contagi e accertare eventuali ulteriori esposizioni al virus.IL NOROVIRUS: IL VIRUS PIÙ DIFFUSO SULLE NAVI DA CROCIERASecondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, il Norovirus rappresenta oggi la causa più frequente di gastroenterite acuta nel mondo.Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente insidioso:bastano meno di 18 particelle virali per il contagio;il virus può sopravvivere per giorni sulle superfici;vomito e diarrea diffondono miliardi di particelle virali;non esiste immunità permanente perché i ceppi sono numerosi e mutano rapidamente.“I sintomi più frequenti sono vomito improvviso, diarrea intensa, nausea, crampi intestinali, febbre lieve, dolori muscolari e forte rischio di disidratazione soprattutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti fragili”, spiega il Prof. Aodi.“Le navi da crociera rappresentano un ambiente ideale per la diffusione del Norovirus a causa dei buffet condivisi, degli spazi comuni, della vicinanza continua tra persone e dei ricambi elevati di passeggeri provenienti da Paesi differenti”.LE NAVI DA CROCIERA SONO DIVENTATE UN LABORATORIO PERFETTO PER I VIRUSI movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. IDENTIFICATO IL POSSIBILE “PAZIENTE ZERO” DEL FOCOLAIO SULLA MV HONDIUSLeo Schilperoord, ornitologo olandese di 70 anni originario di Haulerwijk, nei Paesi Bassi, sarebbe il possibile “paziente zero” del focolaio di Hantavirus sviluppatosi a bordo della nave da crociera MV Hondius. L’uomo è morto dopo essersi ammalato durante il viaggio compiuto insieme alla moglie Mirjam Schilperoord, 69 anni, deceduta pochi giorni dopo.Secondo le prime ricostruzioni riportate dalla rete internazionale e dalle ricerche del Prof. Aodi, i due coniugi avrebbero contratto il virus durante una visita in una discarica a cielo aperto nei pressi di Ushuaia, in Argentina, dove si erano recati per osservare specie rare di uccelli. Gli esperti ipotizzano che abbiano inalato particelle contaminate dagli escrementi di roditori portatori del ceppo andino dell’Hantavirus.La coppia aveva trascorso circa cinque mesi in Sud America prima di imbarcarsi sulla MV Hondius. Il ceppo “Andes” è considerato particolarmente raro e preoccupante perché, a differenza di altre varianti di Hantavirus, può trasmettersi anche da persona a persona.Le autorità sanitarie internazionali stanno monitorando i contatti e i passeggeri della nave, mentre proseguono le verifiche epidemiologiche per ricostruire la catena dei contagi e accertare eventuali ulteriori esposizioni al virus.IL NOROVIRUS: IL VIRUS PIÙ DIFFUSO SULLE NAVI DA CROCIERASecondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, il Norovirus rappresenta oggi la causa più frequente di gastroenterite acuta nel mondo.Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente insidioso:bastano meno di 18 particelle virali per il contagio;il virus può sopravvivere per giorni sulle superfici;vomito e diarrea diffondono miliardi di particelle virali;non esiste immunità permanente perché i ceppi sono numerosi e mutano rapidamente.“I sintomi più frequenti sono vomito improvviso, diarrea intensa, nausea, crampi intestinali, febbre lieve, dolori muscolari e forte rischio di disidratazione soprattutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti fragili”, spiega il Prof. Aodi.“Le navi da crociera rappresentano un ambiente ideale per la diffusione del Norovirus a causa dei buffet condivisi, degli spazi comuni, della vicinanza continua tra persone e dei ricambi elevati di passeggeri provenienti da Paesi differenti”.LE NAVI DA CROCIERA SONO DIVENTATE UN LABORATORIO PERFETTO PER I VIRUSI movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. Leo Schilperoord, ornitologo olandese di 70 anni originario di Haulerwijk, nei Paesi Bassi, sarebbe il possibile “paziente zero” del focolaio di Hantavirus sviluppatosi a bordo della nave da crociera MV Hondius. L’uomo è morto dopo essersi ammalato durante il viaggio compiuto insieme alla moglie Mirjam Schilperoord, 69 anni, deceduta pochi giorni dopo.Secondo le prime ricostruzioni riportate dalla rete internazionale e dalle ricerche del Prof. Aodi, i due coniugi avrebbero contratto il virus durante una visita in una discarica a cielo aperto nei pressi di Ushuaia, in Argentina, dove si erano recati per osservare specie rare di uccelli. Gli esperti ipotizzano che abbiano inalato particelle contaminate dagli escrementi di roditori portatori del ceppo andino dell’Hantavirus.La coppia aveva trascorso circa cinque mesi in Sud America prima di imbarcarsi sulla MV Hondius. Il ceppo “Andes” è considerato particolarmente raro e preoccupante perché, a differenza di altre varianti di Hantavirus, può trasmettersi anche da persona a persona.Le autorità sanitarie internazionali stanno monitorando i contatti e i passeggeri della nave, mentre proseguono le verifiche epidemiologiche per ricostruire la catena dei contagi e accertare eventuali ulteriori esposizioni al virus.IL NOROVIRUS: IL VIRUS PIÙ DIFFUSO SULLE NAVI DA CROCIERASecondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, il Norovirus rappresenta oggi la causa più frequente di gastroenterite acuta nel mondo.Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente insidioso:bastano meno di 18 particelle virali per il contagio;il virus può sopravvivere per giorni sulle superfici;vomito e diarrea diffondono miliardi di particelle virali;non esiste immunità permanente perché i ceppi sono numerosi e mutano rapidamente.“I sintomi più frequenti sono vomito improvviso, diarrea intensa, nausea, crampi intestinali, febbre lieve, dolori muscolari e forte rischio di disidratazione soprattutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti fragili”, spiega il Prof. Aodi.“Le navi da crociera rappresentano un ambiente ideale per la diffusione del Norovirus a causa dei buffet condivisi, degli spazi comuni, della vicinanza continua tra persone e dei ricambi elevati di passeggeri provenienti da Paesi differenti”.LE NAVI DA CROCIERA SONO DIVENTATE UN LABORATORIO PERFETTO PER I VIRUSI movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. Secondo le prime ricostruzioni riportate dalla rete internazionale e dalle ricerche del Prof. Aodi, i due coniugi avrebbero contratto il virus durante una visita in una discarica a cielo aperto nei pressi di Ushuaia, in Argentina, dove si erano recati per osservare specie rare di uccelli. Gli esperti ipotizzano che abbiano inalato particelle contaminate dagli escrementi di roditori portatori del ceppo andino dell’Hantavirus.La coppia aveva trascorso circa cinque mesi in Sud America prima di imbarcarsi sulla MV Hondius. Il ceppo “Andes” è considerato particolarmente raro e preoccupante perché, a differenza di altre varianti di Hantavirus, può trasmettersi anche da persona a persona.Le autorità sanitarie internazionali stanno monitorando i contatti e i passeggeri della nave, mentre proseguono le verifiche epidemiologiche per ricostruire la catena dei contagi e accertare eventuali ulteriori esposizioni al virus.IL NOROVIRUS: IL VIRUS PIÙ DIFFUSO SULLE NAVI DA CROCIERASecondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, il Norovirus rappresenta oggi la causa più frequente di gastroenterite acuta nel mondo.Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente insidioso:bastano meno di 18 particelle virali per il contagio;il virus può sopravvivere per giorni sulle superfici;vomito e diarrea diffondono miliardi di particelle virali;non esiste immunità permanente perché i ceppi sono numerosi e mutano rapidamente.“I sintomi più frequenti sono vomito improvviso, diarrea intensa, nausea, crampi intestinali, febbre lieve, dolori muscolari e forte rischio di disidratazione soprattutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti fragili”, spiega il Prof. Aodi.“Le navi da crociera rappresentano un ambiente ideale per la diffusione del Norovirus a causa dei buffet condivisi, degli spazi comuni, della vicinanza continua tra persone e dei ricambi elevati di passeggeri provenienti da Paesi differenti”.LE NAVI DA CROCIERA SONO DIVENTATE UN LABORATORIO PERFETTO PER I VIRUSI movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. La coppia aveva trascorso circa cinque mesi in Sud America prima di imbarcarsi sulla MV Hondius. Il ceppo “Andes” è considerato particolarmente raro e preoccupante perché, a differenza di altre varianti di Hantavirus, può trasmettersi anche da persona a persona.Le autorità sanitarie internazionali stanno monitorando i contatti e i passeggeri della nave, mentre proseguono le verifiche epidemiologiche per ricostruire la catena dei contagi e accertare eventuali ulteriori esposizioni al virus.IL NOROVIRUS: IL VIRUS PIÙ DIFFUSO SULLE NAVI DA CROCIERASecondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, il Norovirus rappresenta oggi la causa più frequente di gastroenterite acuta nel mondo.Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente insidioso:bastano meno di 18 particelle virali per il contagio;il virus può sopravvivere per giorni sulle superfici;vomito e diarrea diffondono miliardi di particelle virali;non esiste immunità permanente perché i ceppi sono numerosi e mutano rapidamente.“I sintomi più frequenti sono vomito improvviso, diarrea intensa, nausea, crampi intestinali, febbre lieve, dolori muscolari e forte rischio di disidratazione soprattutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti fragili”, spiega il Prof. Aodi.“Le navi da crociera rappresentano un ambiente ideale per la diffusione del Norovirus a causa dei buffet condivisi, degli spazi comuni, della vicinanza continua tra persone e dei ricambi elevati di passeggeri provenienti da Paesi differenti”.LE NAVI DA CROCIERA SONO DIVENTATE UN LABORATORIO PERFETTO PER I VIRUSI movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. Le autorità sanitarie internazionali stanno monitorando i contatti e i passeggeri della nave, mentre proseguono le verifiche epidemiologiche per ricostruire la catena dei contagi e accertare eventuali ulteriori esposizioni al virus.IL NOROVIRUS: IL VIRUS PIÙ DIFFUSO SULLE NAVI DA CROCIERASecondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, il Norovirus rappresenta oggi la causa più frequente di gastroenterite acuta nel mondo.Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente insidioso:bastano meno di 18 particelle virali per il contagio;il virus può sopravvivere per giorni sulle superfici;vomito e diarrea diffondono miliardi di particelle virali;non esiste immunità permanente perché i ceppi sono numerosi e mutano rapidamente.“I sintomi più frequenti sono vomito improvviso, diarrea intensa, nausea, crampi intestinali, febbre lieve, dolori muscolari e forte rischio di disidratazione soprattutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti fragili”, spiega il Prof. Aodi.“Le navi da crociera rappresentano un ambiente ideale per la diffusione del Norovirus a causa dei buffet condivisi, degli spazi comuni, della vicinanza continua tra persone e dei ricambi elevati di passeggeri provenienti da Paesi differenti”.LE NAVI DA CROCIERA SONO DIVENTATE UN LABORATORIO PERFETTO PER I VIRUSI movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. IL NOROVIRUS: IL VIRUS PIÙ DIFFUSO SULLE NAVI DA CROCIERASecondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, il Norovirus rappresenta oggi la causa più frequente di gastroenterite acuta nel mondo.Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente insidioso:bastano meno di 18 particelle virali per il contagio;il virus può sopravvivere per giorni sulle superfici;vomito e diarrea diffondono miliardi di particelle virali;non esiste immunità permanente perché i ceppi sono numerosi e mutano rapidamente.“I sintomi più frequenti sono vomito improvviso, diarrea intensa, nausea, crampi intestinali, febbre lieve, dolori muscolari e forte rischio di disidratazione soprattutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti fragili”, spiega il Prof. Aodi.“Le navi da crociera rappresentano un ambiente ideale per la diffusione del Norovirus a causa dei buffet condivisi, degli spazi comuni, della vicinanza continua tra persone e dei ricambi elevati di passeggeri provenienti da Paesi differenti”.LE NAVI DA CROCIERA SONO DIVENTATE UN LABORATORIO PERFETTO PER I VIRUSI movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, il Norovirus rappresenta oggi la causa più frequente di gastroenterite acuta nel mondo.Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente insidioso:bastano meno di 18 particelle virali per il contagio;il virus può sopravvivere per giorni sulle superfici;vomito e diarrea diffondono miliardi di particelle virali;non esiste immunità permanente perché i ceppi sono numerosi e mutano rapidamente.“I sintomi più frequenti sono vomito improvviso, diarrea intensa, nausea, crampi intestinali, febbre lieve, dolori muscolari e forte rischio di disidratazione soprattutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti fragili”, spiega il Prof. Aodi.“Le navi da crociera rappresentano un ambiente ideale per la diffusione del Norovirus a causa dei buffet condivisi, degli spazi comuni, della vicinanza continua tra persone e dei ricambi elevati di passeggeri provenienti da Paesi differenti”.LE NAVI DA CROCIERA SONO DIVENTATE UN LABORATORIO PERFETTO PER I VIRUSI movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente insidioso:bastano meno di 18 particelle virali per il contagio;il virus può sopravvivere per giorni sulle superfici;vomito e diarrea diffondono miliardi di particelle virali;non esiste immunità permanente perché i ceppi sono numerosi e mutano rapidamente.“I sintomi più frequenti sono vomito improvviso, diarrea intensa, nausea, crampi intestinali, febbre lieve, dolori muscolari e forte rischio di disidratazione soprattutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti fragili”, spiega il Prof. Aodi.“Le navi da crociera rappresentano un ambiente ideale per la diffusione del Norovirus a causa dei buffet condivisi, degli spazi comuni, della vicinanza continua tra persone e dei ricambi elevati di passeggeri provenienti da Paesi differenti”.LE NAVI DA CROCIERA SONO DIVENTATE UN LABORATORIO PERFETTO PER I VIRUSI movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. “I sintomi più frequenti sono vomito improvviso, diarrea intensa, nausea, crampi intestinali, febbre lieve, dolori muscolari e forte rischio di disidratazione soprattutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti fragili”, spiega il Prof. Aodi.“Le navi da crociera rappresentano un ambiente ideale per la diffusione del Norovirus a causa dei buffet condivisi, degli spazi comuni, della vicinanza continua tra persone e dei ricambi elevati di passeggeri provenienti da Paesi differenti”.LE NAVI DA CROCIERA SONO DIVENTATE UN LABORATORIO PERFETTO PER I VIRUSI movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. “Le navi da crociera rappresentano un ambiente ideale per la diffusione del Norovirus a causa dei buffet condivisi, degli spazi comuni, della vicinanza continua tra persone e dei ricambi elevati di passeggeri provenienti da Paesi differenti”.LE NAVI DA CROCIERA SONO DIVENTATE UN LABORATORIO PERFETTO PER I VIRUSI movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. LE NAVI DA CROCIERA SONO DIVENTATE UN LABORATORIO PERFETTO PER I VIRUSI movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. I movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. “Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. “Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. “Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. “Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il27,7% della popolazione, contro il25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre16 milioni di casi stimati.Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circaquattro settimane primarispetto agli anni precedenti e almeno27 Paesi europei su 38hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del54%rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. “Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. “Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENELe associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. Le associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. Le principali raccomandazioni sono:lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;evitare alimenti crudi o poco controllati;disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;isolare i soggetti sintomatici;evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. “L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. “Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIEIl Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. Il Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. “Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. “È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”. “La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”.
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Anche Piloda nella rifunzionalizzazione del Baf di Manfredonia
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-10 📍 Brindisi it
Il cantiere brindisino sta operando atttraverso una società consortile con Nautilus. Opera pronta a metà 2027 L'articolo Anche Piloda nella rifunzionalizzazione del Baf di Manfredonia proviene da Shipping Italy .
Procede la rifunzionalizzazione del Bacino Alti Fondali di Manfredonia. A due anni e mezzo dall’aggiudicazione dell’appalto da 120 milioni di euro dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico meridionale, ne ha dato notizia Piloda Shipyard, società di cantieristica navalmeccanica associatasi per l’occasione con Nautilus (società di costruzioni marittime e una delle mandatarie della cordata aggiudicatrice) nella consortile operativa Na.Ve. L’intervento consiste nel restyiling del pontile lungo 2,5 km e prevede la sostituzione integrale di componenti in calcestruzzo armato, ormai deteriorate e non più convenientemente recuperabili, con nuovi impalcati metallici di ultima generazione: elementi fino a 150 tonnellate vengono movimentati e sostituiti con nuove strutture metalliche da circa 60 tonnellate. “Il livello di complessità è molto elevato – ha evidenziato Antonio Di Palo, Project Manager di Piloda – ma siamo riusciti a garantire la continuità operativa del porto, senza interrompere le attività di scarico delle componenti eoliche, un elemento fondamentale”. Piloda e Nautilus hanno evidenziato di aver organizzato il “processo industriale utilizzando i principali produttori internazionali di acciaio per la realizzazione degli impalcati, lunghi 25 metri, larghi 5 e alti 3 metri, con pesi complessivi significativi. Per contenere i tempi e rispettare il cronoprogramma, gli elementi di primo livello vengono prodotti e assemblati al di fuori di Manfredonia, principalmente nel nord Italia o presso il Piloda Shipyard di Brindisi, dotato di capannoni, carroponti e officine di nuova generazione. Qui gli elementi vengono assemblati e caricati su barge per il trasporto in loco a Manfredonia”. Secondo Piloda la peculiarità è che “per la prima volta in Italia e nel Mezzogiorno, le lavorazioni sul pontile procederanno in contemporanea senza la necessità di smantellare integralmente la struttura esistente, garantendo la continuità delle attività portuali”. L’ultimazione dell’opera è prevista entro la metà del 2027. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Ambiente e sostenibilità, a Brindisi studenti portoghesi e turchi del progetto Erasmus + - BrindisiReport
📰 BrindisiReport Media 📅 2026-05-05 📍 Brindisi it
Ambiente e sostenibilità, a Brindisi studenti portoghesi e turchi del progetto Erasmus + BrindisiReport
BRINDISI - La sala della Colonna di Palazzo Granafei Nervegna ha ospitato questa mattina, martedì 5 maggio 2026, un incontro di studenti e docenti partecipanti al progetto di mobilità internazionale Erasmus+ “Luga – Let Us Green Again”, sviluppato dall’Istituto comprensivo “Centro” Brindisi-Tuturano in collaborazione con l’istituto capofila Escola Secundária “António Nobre” di Porto e l’istituto Küçükçekmece Bilim ve Sanat Merkezi di Istanbul. Le delegazioni portoghese e turca e quella brindisina partecipante al progetto, sono impegnate nel promuovere e sensibilizzare i giovani studenti europei al rispetto del Pianeta, al miglioramento degli stili di vita in un'ottica sostenibile e alla condivisione di buone pratiche ambientali. Questa mattina, dunque, hanno incontrato l’assessore all’Ambiente, Livia Antonucci, e l’assessore alla Pubblica istruzione, Maria Lucia Vantaggiato. L’assessore Antonucci, in particolare, ha ricordato come la società, che si occupa della raccolta dei rifiuti, abbia creato in un suo stabile un “angolo del riuso, teso a sensibilizzare la cittadinanza – ha aggiunto – a un cambio di passo e di cultura, dopo anni in cui la parola d’ordine era quella dell’usa e getta. Ma non ci accontentiamo – ha concluso -, perché proprio ieri, nella scuola dell’infanzia di via Modigliani, al quartiere Sant’Elia, sono state messe a dimora 13 piccole querce”. Sulla necessaria sinergia tra politiche ambientali e politiche educative ha quindi riflettuto l’assessore Vantaggiato, che ha ringraziato gli studenti “per il racconto delle vostre esperienze – ha detto -. Viaggiare, visitare luoghi ed osservare cosa si fa altrove per rendere una città più vivibile è parte importante delle esperienze di viaggio. Una buona pratica, che cattura l’attenzione, serve a far riflettere un amministratore e magari ad adattarla alle esigenze di un’altra collettività”. Ecco perché gli studenti portoghesi e turchi, dopo l’incontro, hanno proseguito nelle loro visite in Brindisi, tese a conoscere le peculiarità del patrimonio culturale, storico e ambientale e le iniziative in tema di sostenibilità. Rimani aggiornato sulle notizie dalla tua provincia iscrivendoti al nostro canale whatsapp:clicca qui Seguici gratuitamente anche sul canale Facebook:https://m.me/j/Abampv2kioahdYYR/ BrindisiReport è anche su Mobile!Scarical’App per rimanere sempre aggiornato. © Riproduzione riservata
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