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Porti & ambiente — le notizie raccolte

Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 4854 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.

Articoli per area ambientale
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Nichel e cadmio nella falda, 72 indagati per disastro ambientale
📰 ANSA.it Alta 📅 2026-05-12 📍 Bari it
Una falda acquifera "consapevolmente" inquinata da chi avrebbe scelto di risparmiare soldi, violando la legge e a scapito dell'ambiente. Un sottosuolo impregnato di arsenico, zinco, cadmio, nichel tutte sostanze "altamente pericolose e cancerogene". (ANSA)
(v. 'Inquinamento ambientale in area Asi a...' delle 09:19) Una falda acquifera "consapevolmente" inquinata da chi avrebbe scelto di risparmiare soldi, violando la legge e a scapito dell'ambiente. Un sottosuolo impregnato di arsenico, zinco, cadmio, nichel tutte sostanze "altamente pericolose e cancerogene". Un disastro ambientale compiuto con l'utilizzo di pozzi disperdenti non autorizzati, che drenavano gli scarichi della zona industriale di Molfetta (Bari) direttamente nella falda provocando un inquinamento che "non potrà mai essere eliminato ma solo arginato". È quanto emerso dall'inchiesta della Procura di Trani, denominata Ground water ovvero Acque sotterranee, che conta 72 indagati, di cui 44 persone fisiche e 28 giuridiche, tutti accusati a vario titolo di disastro ambientale colposo e scarico illecito di reflui industriali. Tra gli iscritti nel registro degli indagati ci sono anche dirigenti e funzionari del consorzio per l'Area di sviluppo industriale (Asi) di Bari, del settore Ambiente della Città metropolitana di Bari e del Comune di Molfetta oltre a numerosi titolari di imprese con sedi legali sia a Molfetta, sia in altre regioni italiane.Sotto sequestro sono finiti beni per un valore complessivo di 150 milioni di euro. Si tratta di 17 aziende, parti di altre 5 imprese e 11 pozzi disperdenti di cui 10 abusivi che avrebbero compromesso l'equilibrio ambientale. L'inchiesta è partita da un dato, ovvero "la presenza di molteplici impianti nella zona industriale di Molfetta", ha spiegato nel corso della conferenza stampa il capo della procura di Trani, Renato Nitti, e poi si è sviluppata sulla "qualità dello scarico che finiva direttamente nell'acqua di falda. Parliamo di un agglomerato industriale esteso per 230 ettari". Le indagini della Capitaneria di porto si sono avvalse di video-ispezioni e campionamenti di tipo biologico, chimico e ingegneristico. I risultati hanno mostrato "uno sforamento dei limiti di sostanze inquinanti fino a oltre diecimila volte rispetto alle concentrazioni soglia di contaminazione stabilite per legge - ha continuato Nitti - e riteniamo che tutta una serie di presidi che avrebbero dovuto essere messi in atto, in primo luogo dal Consorzio e dalle aziende, non siano stati messi in essere consapevolmente, determinando un risparmio di spesa e rendendo conveniente investire lì ma con un danno ambientale non sanabile. Chi avrebbe dovuto rilasciare le autorizzazioni, non è stato mai interpellato: parlo della Città metropolitana di Bari mentre venivano date autorizzazioni rilasciate dal Consorzio che consentivano di avvalersi delle rete e non allo scarico".La Procura ha richiesto, infatti, anche il commissariamento giudiziale del Consorzio e di Asi Spa, società partecipata dal Consorzio. Riproduzione riservata © Copyright ANSA Da non perdere Condividi
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Il porto di Bari punta a fine 2026 per il cold ironing
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-06-15 📍 Bari it Elettrificazione · cold ironing
Il Consiglio di Stato valida la decisione dell’Adsp di procedere con l’opera malgrado l’annullamento dell’aggiudicazione L'articolo Il porto di Bari punta a fine 2026 per il cold ironing proviene da Shipping Italy .
Anche per il Consiglio di Stato la preferenza va “all’esigenza pubblica legata alla più celere realizzazione dell’opera”. Stiamo parlando della realizzazione dell’impianto di cold ironing nel porto di Bari, oggetto di un contenzioso che aveva visto soccombere in primo grado l’Autorità di sistema portuale pugliese, innestandosi su un percorso già caratterizzato da ritardi legati a problematiche tecniche. Ma dopo la sentenza del Tar, il presidente Francesco Mastro era stato netto con SHIPPING ITALY, rivendicando subito la volontà di procedere malgrado l’annullamento dell’aggiudicazione dell’appalto da 22,9 milioni di euro al raggruppamento guidato da Consorzio Stabile Cantiere Italia e Acreide. Detto fatto, circa un mese fa Mastro, sulla base della disamina giuridica del caso e della sentenza, che non aveva espressamente annullato il contratto con l’aggiudicatario, ne aveva confermato gli effetti, “ritenendo – si legge nella relativa determina – non sussistenti e comunque recessivi rispetto alla tutela dell’interesse pubblico, sotteso al completamento dell’opera, e risultante dall’avanzato stato dei lavori, i presupposti per sospendere l’esecuzione del contratto e/o disporre nell’immediato ed in costanza del giudizio di appello, diverse determinazioni in merito agli esiti della gara”. In ballo, si leggeva fra le righe del documento, c’era il finanziamento ministeriale del Programma di Azione e Coesione complementare al Pon Infrastrutture e Reti 2014-2020, decisivo per l’appalto da concludere entro fine anno, nonché gli ‘avvertimenti’ dell’aggiudicatario, inerenti da una parte il risarcimento di quanto già speso (in particolare un ordine di carpenteria metallica da 1,7 milioni di euro) e dall’altra la tempistica stretta per l’esecuzione dei lavori per “acquisire le relative forniture in tempo utile per il completamento dei lavori, calendarizzato per il 31.12.2026”. Da cui la decisione di proseguire il contratto, anche a fronte del rischio, qualora la sentenza di primo grado fosse confermata in appello, di risarcire anche per equivalente il consorzio classificatosi secondo per l’errore commesso – secondo il Tar della Puglia – dall’Adsp in sede di fara. Una decisione ora corroborata dal Consiglio di Stato, che ha accolto l’istanza cautelare dell’Adsp sospendendo la sentenza, “tenuto pure conto della possibilità di accordare la tutela risarcitoria (anche per equivalente)” al raggruppamento piazzatosi secondo. Decisiva A.M. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Fermato nel porto di Bari un mercantile per gravi irregolarità
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-06-11 📍 Bari it
Per il cargo, già recidivo, scatterà il bando da tutti gli scali dei Paesi aderenti al Paris Memorandum of Understanding L'articolo Fermato nel porto di Bari un mercantile per gravi irregolarità proviene da Shipping Italy .
Un cargo battente bandiera della Guinea-Bissau, dopo essere stato sottoposto a un controllo approfondito durato oltre dieci ore, è stato bloccato nel porto di Bari. Il fermo amministrativo è stato disposto dalla Guardia Costiera a seguito di un’ispezione condotta dal Nucleo Port State Control della Capitaneria di Porto nell’ambito delle consuete attività di verifica sulle unità straniere che approdano negli scali nazionali. Proveniente dalla Grecia e impiegato nel trasporto di grano, il mercantile era già sotto osservazione dalle autorità marittime poiché considerato un profilo a rischio a causa di passati provvedimenti di fermo. Durante le verifiche, i tecnici della Guardia Costiera hanno riscontrato il mancato funzionamento di diversi dispositivi fondamentali per la gestione delle emergenze e la salvaguardia ambientale; tra i più rilevanti: il blocco del sistema di ammaino del battello di salvataggio, l’inefficacia della pompa antincendio d’emergenza e il guasto all’impianto di filtraggio delle acque di sentina. Inoltre sono emersi difetti nel funzionamento del pannello di rilevazione dei fumi e problemi strutturali alle manichette antincendio di bordo. L’autorità marittima per queste ragioni ha imposto la detenzione del mercantile e ne ha vietato la partenza fino alla completa risoluzione di ogni problema tecnico. Oltre agli aspetti meccanici e di sicurezza nella navigazione sul cargo sono state riscontrate anche carenze per le condizioni di vita e di lavoro riservate all’equipaggio, composto da marittimi di nazionalità russa e azera, identificate in precarietà alloggiativa caratterizzata da cabine in cattivo stato di manutenzione, impianti igienici non funzionanti e una scorta di generi alimentari giudicata del tutto insufficiente per il sostentamento del personale di bordo. Per il mercantile la situazione si è aggravata in quanto recidivo: negli ultimi ventiquattro mesi aveva infatti già subito altri due provvedimenti di fermo, rispettivamente nei porti di Patrasso e di Trieste. Questo terzo stop farà scattare automaticamente il bando del mercantile da tutti gli scali dei Paesi aderenti al Paris Memorandum of Understanding, l’accordo internazionale che regola i controlli di sicurezza marittima in Europa e in Canada. La misura potrà essere revocata solo dopo la completa regolarizzazione delle criticità e il superamento di una nuova ispezione, ma l’accesso ai porti europei resterà comunque precluso alla nave per un lungo periodo. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Orecchiette nei vicoli e profumo di focaccia: è la città pugliese più verace da scoprire a piedi
📰 Thewom.it 📅 2026-05-29 📍 Bari it
Come muoversi e quando andare a Bari Bari è un punto di snodo del sud Italia e raggiungerla è semplice. L’aeroporto si trova fuori città ma è collegato al centro da mezzi pubblici e treno; la stazione ferroviaria è in pieno tessuto urbano, a breve distanza si…
All’alba Bari profuma di mare e di forno. Sul lungomare si vedono i gozzi blu e verdi che rientrano, al porto vecchio i pescatori sistemano cassette e richiami, nei vicoli di pietra le signore stendono panni bianchi accanto ai tavolieri di legno coperti di orecchiette. In uno spazio compatto, che si gira comodamente a piedi, la città mette insieme romanico pugliese, vita di quartiere, palazzi liberty e una cucina che resta in mente per mesi. Questo itinerario è pensato per un giorno a Bari, con passo lento ma deciso, includendo i luoghi simbolo e qualche deviazione da insider, sempre senza usare l’auto. Preferisci ascoltare il riassunto audio? Nell'articolo Come muoversi e quando andare a Bari Bari Bari è un punto di snodo del sud Italia e raggiungerla è semplice. L’aeroporto si trova fuori città ma è collegato al centro da mezzi pubblici e treno; la stazione ferroviaria è in pieno tessuto urbano, a breve distanza sia dal quartiere murattiano che dal mare. Chi arriva in auto può lasciarla in uno dei parcheggi collegati ai servizi di navetta urbana, utili per evitare lo stress del traffico e godersi il centro a piedi. La città vive tutto l’anno. La luce è intensa già in primavera, quando iniziano i primi bagni coraggiosi e il lungomare diventa una lunga passerella. L’estate porta giornate calde, ma la brezza dell’Adriatico rende sopportabili anche le ore centrali, soprattutto se si alternano visite e soste gastronomiche. L’autunno e l’inverno sono periodi più tranquilli, con temperature miti e spazi culturali – come musei e teatri – perfetti per riempire le giornate. Per un primo incontro con Bari un giorno intero ben organizzato è sufficiente per entrare nell’atmosfera, ma chi ama cibo di mare, arte e vita di quartiere può facilmente trasformare la sosta in un weekend, inserendo anche escursioni nelle località vicine come Polignano a Mare, Alberobello o le Grotte di Castellana. SCOPRI: SPIAGGE DI BARI Mattina tra Bari Vecchia, orecchiette e mare Bari Vecchia Il modo migliore per iniziare la giornata è raggiungere le mura antiche e il Castello normanno-svevo, che controlla l’ingresso alla città vecchia. Le pietre chiare, le torri possenti e il fossato raccontano secoli di passaggi: Ruggero il Normanno, Federico II di Svevia, le trasformazioni del Cinquecento. Da qui in pochi minuti si entra nel tessuto compatto di Bari Vecchia, fatto di archi, edicole votive, scalette e slarghi improvvisi. Di fronte all’ingresso del castello, basta attraversare la strada per imbattersi nei primi stendini carichi di pasta fresca. Alle spalle, una piccola apertura conduce verso via dell’Arco Basso, la celebre “via delle orecchiette”. Su tavole di legno poste a livello degli occhi, le donne del quartiere lavorano semola e acqua con un gesto rapido, ottenendo centinaia di piccole conchiglie rugose. Alcune parlano con i passanti, altre vendono sacchetti di pasta ai viaggiatori. Qui si capisce quanto la tradizione domestica sia ancora parte del quotidiano. Dalla zona dell’Arco Basso vale la pena infilarsi nei vicoli senza fretta, seguendo l’odore di sugo, bucato e mare. A pochi minuti di cammino si raggiunge la Cattedrale di San Sabino, esempio di romanico pugliese con facciata chiara e interni sobri. Più avanti, lungo una strada commerciale punteggiata da frutta esposta, souvenir e piccoli bar, si arriva al grande spiazzo che ospita la Basilica di San Nicola. La facciata massiccia, i portali scolpiti, la sovrapposizione di lingue e accenti dei visitatori raccontano l’importanza del santuario: qui riposano le reliquie del santo venerato da cattolici e ortodossi. Sotto, nella cripta, candele e icone creano un’atmosfera raccolta, anche per chi non è credente. Terminata l’esplorazione dei luoghi sacri, la mattinata può proseguire verso il mare. Puntando nuovamente in direzione delle mura e scendendo verso il porto vecchio si raggiunge l’area che i baresi chiamano N’ dèrr’a la lanze. Tra il Teatro Margherita – ex teatro su palafitte affacciato direttamente sull’acqua – e un piccolo chiosco conosciuto da generazioni, si concentrano gozzi di legno blu, reti ammassate, vasche bianche riempite di frutti di mare. I pescatori alzano la voce, invitano ad assaggiare, qualcuno “lavora” il polpo sbattendolo su pietra per ammorbidirlo. Il tutto con sullo sfondo il mare che luccica e il profilo dei lampioni del lungomare. Seguendo la linea costiera verso sud si percorre uno dei tratti più scenografici della città: palazzi istituzionali in stile tardo liberty sul lato interno, Adriatico aperto dall’altro. Camminare qui permette di vedere come Bari sia costruita sul rapporto costante con l’acqua: panchine affollate, runner, famiglie con il passeggino, ragazzi seduti sulla balaustra con una bottiglia di birra locale in mano. Pomeriggio tra focaccia, arte e shopping urbano Bari La pausa pranzo a Bari non è solo necessità: è parte integrante dell’esperienza. Tornando verso il centro storico, nel dedalo di strade bianche di Bari Vecchia, spiccano i panifici storici che sfornano focaccia barese perennemente calda. L’impasto morbido, l’olio abbondante, i pomodori schiacciati e le olive nere incastonate sulla superficie creano un profumo che invade la strada. Due indirizzi ricorrenti tra chi conosce la città sono il Panificio Fiore e il Panificio Santa Rita: impasti diversi, stessa devozione per questa specialità, perfetta per un pranzo veloce seduti su uno scalino o su un muretto. Dopo lo spuntino, si può puntare verso Piazza Ferrarese e Piazza Mercantile, collegate tra loro e aperte verso il mare. Da qui uno dei percorsi più piacevoli conduce sulla Muraglia, la passeggiata sopra le antiche mura che affaccia da un lato sui tetti della città vecchia e dall’altro sull’Adriatico. Procedendo verso il Fortino di Sant’Antonio, una piccola costruzione difensiva medievale, la vista si allarga: da qui si percepisce la forma compatta del centro antico, i campanili che spuntano e le anse del lungomare. Chi desidera un caffè o un aperitivo può fermarsi in uno dei locali affacciati sul mare, come La Ciclatera sotto il mare, che unisce posizione panoramica e atmosfera rilassata, soprattutto nel tardo pomeriggio. Per cambiare completamente scenario basta spostarsi nel quartiere murattiano, la parte “moderna” ottocentesca disegnata a scacchiera. Lungo Via Sparano, asse pedonale dedicato allo shopping, i grandi marchi si alternano a palazzi storici. Tra questi spicca Palazzo Mincuzzi, edificio del 1928 in stile art nouveau: facciata elaborata, balconate curvilinee e un’aria da grande magazzino d’epoca. Anche chi non è interessato alle vetrine può apprezzare la cura dei dettagli architettonici. Chi ha una passione per l’arte può usare parte del pomeriggio per salire al Palazzo della Provincia, sul lungomare, che ospita al piano alto la Pinacoteca Corrado Giaquinto. Le sale raccolgono opere dal Medioevo al Novecento, con particolare attenzione agli artisti pugliesi e alla scuola napoletana. Il percorso permette di vedere da vicino dipinti, sculture, abiti storici e di affacciarsi dalle finestre sul mare, unendo colpo d’occhio urbano e contenuti culturali. Nel tragitto di ritorno verso il cuore cittadino, una breve deviazione porta al Teatro Petruzzelli, simbolo della Bari elegante. La grande facciata neoclassica, le locandine affisse, la memoria del devastante incendio del 1991 e della successiva rinascita rendono questo luogo un riferimento non solo per gli amanti dell’opera, ma per chiunque sia interessato alla storia recente della città. Per un assaggio più strutturato della cucina locale, la scelta è ampia. Tra le osterie del borgo antico spicca Le Arpie, con un menu che mette al centro piatti come fave e cicorie e orecchiette al ragù, in un ambiente raccolto (conviene prenotare, i coperti sono pochi). Poco distante, Terranima interpreta la tradizione in chiave più curata, con piatti tipici presentati in modo contemporaneo. Chi preferisce una trattoria più grande, a pochi passi dal mare e quasi di fronte al Petruzzelli, trova Tiella, dove compaiono in carta piatti della cucina pugliese e panini locali come le pucce. Gli appassionati di spaghetti all’assassina, specialità barese dal sugo “tirato” fino a diventare quasi caramellato e croccante sul fondo, possono puntare su Al Sorso Preferito, il locale dove il piatto è nato negli anni Sessanta. In Piazza Mercantile, invece, La Locanda di Federico porta avanti la tradizione della ristorazione familiare con un tocco più moderno. Per chi cerca un’esperienza di cucina più ragionata, con piatti di terra e di mare presentati in modo elegante, Riva Restaurant dietro il Petruzzelli è un’opzione che unisce buona tavola e ambienti curati. Per un bicchiere di vino naturale e qualcosa di semplice da accompagnare, La Staffa è un indirizzo informale dove la Puglia incontra la cucina fiorentina, con apertura spesso fino a tardi. GUARDA ANCHE: COSA VEDERE IN PUGLIA Sera barese tra Largo Albicocca, panzerotti e crudo di mare Bari Quando la luce si abbassa, Bari cambia ritmo. Le famiglie passeggiano sulla Muraglia, i ragazzi si danno appuntamento nei vicoli della città vecchia, i bar riempiono i dehors. Uno degli angoli più vivi per chi vuole cenare in modo informale è Largo Albicocca, nel cuore di Bari Vecchia. La piazza è stata riqualificata, oggi è uno spazio raccolto dove fili di lucine tra i palazzi creano un soffitto luminoso. Qui si concentrano friggitorie e piccoli chioschi che servono panzerotti bollenti – mezze lune di pasta fritta e ripiena, spesso di pomodoro e mozzarella – e sgagliozze, rettangoli di polenta fritta salata tipici del capoluogo. Sedersi su una sedia di plastica, mangiare con le mani e parlare con chi sta al tavolo vicino è una delle esperienze più dirette per incontrare il carattere barese. Per chi preferisce una cena di pesce, la città offre soluzioni molto diverse tra loro. Sul versante più verace si colloca Al Pescatore, ristorante storico conosciuto da decenni, dove si possono ordinare piatti “alla barese” e soprattutto il crudo di mare: frutti di mare, gamberi, spesso anche polpo, serviti con pochi condimenti per lasciare spazio al gusto del prodotto. L’ambiente, il servizio e il tipo di clientela restituiscono la dimensione più schietta della Bari marinara. Chi cerca invece un contesto più elegante e piatti di pesce costruiti con grande attenzione all’impiattamento trova in Biancofiore un volto più sofisticato della cucina locale. La serata può proseguire di nuovo verso il mare, con una passeggiata sul lungomare illuminato, dove i lampioni disegnano una linea continua e la città si riflette sull’acqua. Il rumore delle onde contro le scogliere artificiali accompagna il via vai delle auto e dei pedoni. Per molti baresi, chiudere la giornata con un giro in questa zona è quasi un rito: anche chi è nato qui ha spesso bisogno di vedere il mare almeno una volta al giorno. Per chi decide di fermarsi a dormire in città, la scelta di alloggi è ampia: alberghi e B&B nel quartiere murattiano, strutture diffuse nel centro storico, oltre a masserie e trulli nelle campagne circostanti per chi vuole combinare Bari con un’esperienza rurale pugliese. I costi medi sono contenuti rispetto ad altre città italiane di dimensioni simili, soprattutto fuori dall’alta stagione estiva, e consentono di programmare un weekend fatto di cultura, cucina e vita quotidiana senza eccessivi compromessi sul budget.
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Mastro propone il porto di Brindisi a Msc per i container
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-19 📍 Bari it
Il presidente dell'Adsp annuncia un viaggio a Ginevra per prospettare investimenti su un'area ad oggi "non presa in considerazione" L'articolo Mastro propone il porto di Brindisi a Msc per i container proviene da Shipping Italy .
Il porto di Brindisi potrebbe in futuro ospitare traffico container di Msc. A sostenerlo ed auspicarlo è stato il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico meridionale Francesco Mastro che, a margine della presentazione di alcuni lavori di refitting di un faro nello scalo: “Sto cercando di utilizzare gli spazi di questo porto, di cui Bari non dispone. Non si era mai pensato a Brindisi per questo tipo di traffico: voglio capire il vettore che cosa ne pensa. Stiamo preparando una relazione illustrativa per quelle che sono le possibilità attuali di Brindisi, perché ci si era dimenticati che a Brindisi abbiamo i fondali, le banchine, la rete ferroviaria e gli spazi. Ritengo che dopo averci ascoltato, probabilmente il traffico container potrà trovare in Brindisi un’altra operatività, un’altra zona prima non presa in considerazione”. Secondo quanto riferito alla stampa locale dal sindaco Pino Marchionna, l’idea sarebbe in gestazione da un po’ e farebbe pendant con gli investimenti del colosso svizzero sul fronte crocieristico: “Msc mi accennò di questa volontà di movimentare merci a Brindisi il giorno in cui ci fu la firma a Bari della concessione dei servizi crocieristici. Pertanto, non mi sorprende che il dialogo stia andando avanti e sono molto favorevole acché questo accada”. Secondo quanto riferito Mastro dovrebbe recarsi prossimamente a Ginevra per discutere delle possibilità containeristiche di Brindisi. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Educazione ambientale e cultura a bordo di un traghetto: è il progetto “Il mare di tutti” - RaiNews
📰 RaiNews 📅 2026-05-15 📍 Bari it
Educazione ambientale e cultura a bordo di un traghetto: è il progetto “Il mare di tutti” RaiNews
Non solo mezzi di trasporto, i traghetti diventano spazi aperti alla città, alla cultura e all'educazione. È il progetto "Il Mare di Tutti", iniziativa socio-culturale promossa da una compagnia marittima, in collaborazione con il Comune di Bari. Il progetto, che accompagnerà l'avvio della stagione estiva 2026, punta a trasformare le navi in "contenitori culturali" aperti alla cittadinanza durante la loro sosta in porto, attraverso laboratori, attività educative, eventi artistici e momenti di incontro utili a ridefinire il rapporto tra porto, territorio e comunità. Un modo per 52 piccoli alunni e alunne di una scuola elementare barese per esplorare il traghetto e conoscere l'habitat marino con il laboratorio didattico "Le Perle del Mare", poi mani in pasta per realizzare una conchiglia con la plastilina. nel servizio Vittorio Di Benedetto - referente compagnia marittima; Francesco Mastro - presidente autorità sistema portuale Adriatico Meridionale
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Disastro ambientale a Molfetta, scatta il blitz: nel mirino delle indagini consorzio Asi, Comune e Provincia VIDEO - lagazzettadelmezzogiorno.it
📰 lagazzettadelmezzogiorno.it Media 📅 2026-05-12 📍 Bari it
Disastro ambientale a Molfetta, scatta il blitz: nel mirino delle indagini consorzio Asi, Comune e Provincia VIDEO lagazzettadelmezzogiorno.it
La Procura di Trani ha disposto accertamenti nell’ambito di una inchiesta sull'inquinamento ambientale a Molfetta, nel Barese. Il fascicolo contesta, a vario titolo, i reati di disastro ambientale e scarico illecito di reflui industriali a imprenditori, società, dirigenti e funzionari del Consorzio per l’area di sviluppo industriale (Asi) di Bari, del settore Ambiente della Città Metropolitana di Bari e del Comune di Molfetta. Secondo l’ipotesi accusatoria, gli indagati avrebbero prodotto inquinamento chimico e alterazione delle acque sotterranee e di falda nell’intero comprensorio Asi a Molfetta. Il personale del Nucleo speciale d’intervento del comando generale delle Capitanerie di porto ha eseguito il sequestro "preventivo impeditivo totale o parziale di alcune aziende» che si trovano nel «comprensorio Asi, con contestuale imposizione della amministrazione giudiziaria». I sigilli sono stati apposti anche a «undici sistemi di pozzi disperdenti utilizzati dal Consorzio» che sarebbero stati usati per immettere in modo "abusivo e diretto acque reflue industriali direttamente nelle acque di falda». La Procura ha inoltre richiesto il commissariamento giudiziale del Consorzio e di «Asi Spa», società partecipata dal Consorzio. Gli indagati per i quali sono stati chiesti arresti e misure interdittive verranno sottoposti ad interrogatorio preventivo. Nichel e cadmio nella falda, 72 indagati per disastro ambientale Una falda acquifera «consapevolmente» inquinata da chi avrebbe scelto di risparmiare soldi, violando la legge e a scapito dell’ambiente. Un sottosuolo impregnato di arsenico, zinco, cadmio, nichel tutte sostanze «altamente pericolose e cancerogene». Un disastro ambientale compiuto con l’utilizzo di pozzi disperdenti non autorizzati, che drenavano gli scarichi della zona industriale di Molfetta (Bari) direttamente nella falda provocando un inquinamento che «non potrà mai essere eliminato ma solo arginato». È quanto emerso dall’inchiesta della Procura di Trani, denominata Ground water ovvero Acque sotterranee, che conta 72 indagati, di cui 44 persone fisiche e 28 giuridiche, tutti accusati a vario titolo di disastro ambientale colposo e scarico illecito di reflui industriali. Tra gli iscritti nel registro degli indagati ci sono anche dirigenti e funzionari del consorzio per l’Area di sviluppo industriale (Asi) di Bari, del settore Ambiente della Città metropolitana di Bari e del Comune di Molfetta oltre a numerosi titolari di imprese con sedi legali sia a Molfetta, sia in altre regioni italiane. Sotto sequestro sono finiti beni per un valore complessivo di 150 milioni di euro. Si tratta di 17 aziende, parti di altre 5 imprese e 11 pozzi disperdenti di cui 10 abusivi che avrebbero compromesso l’equilibrio ambientale. L’inchiesta è partita da un dato, ovvero «la presenza di molteplici impianti nella zona industriale di Molfetta», ha spiegato nel corso della conferenza stampa il capo della procura di Trani, Renato Nitti, e poi si è sviluppata sulla «qualità dello scarico che finiva direttamente nell’acqua di falda. Parliamo di un agglomerato industriale esteso per 230 ettari». Le indagini della Capitaneria di porto si sono avvalse di video-ispezioni e campionamenti di tipo biologico, chimico e ingegneristico. I risultati hanno mostrato "uno sforamento dei limiti di sostanze inquinanti fino a oltre diecimila volte rispetto alle concentrazioni soglia di contaminazione stabilite per legge - ha continuato Nitti - e riteniamo che tutta una serie di presidi che avrebbero dovuto essere messi in atto, in primo luogo dal Consorzio e dalle aziende, non siano stati messi in essere consapevolmente, determinando un risparmio di spesa e rendendo conveniente investire lì ma con un danno ambientale non sanabile. Chi avrebbe dovuto rilasciare le autorizzazioni, non è stato mai interpellato: parlo della Città metropolitana di Bari mentre venivano date autorizzazioni rilasciate dal Consorzio che consentivano di avvalersi delle rete e non allo scarico». La Procura ha richiesto, infatti, anche il commissariamento giudiziale del Consorzio e di Asi Spa, società partecipata dal Consorzio.
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Bari, liberate a Pane e Pomodoro due tartarughe Caretta Caretta: festa in spiaggia tra bambini e volontari VIDEO - La Gazzetta del Mezzogiorno
📰 La Gazzetta del Mezzogiorno Media 📅 2026-05-10 📍 Bari it
Bari, liberate a Pane e Pomodoro due tartarughe Caretta Caretta: festa in spiaggia tra bambini e volontari VIDEO La Gazzetta del Mezzogiorno
Due esemplari di Caretta Caretta, Nicola e Marina, sono stati liberati oggi sulla spiaggia di Pane e Pomodoro a Bari dopo il recupero e le cure effettuate dal centro di Molfetta. Alla liberazione hanno assistito famiglie, volontari e sommozzatori, in una mattinata dedicata anche alla sensibilizzazione ambientale con la raccolta di rifiuti in spiaggia. Le due tartarughe erano rimaste ferite dopo essere state accidentalmente catturate da reti da pesca. Ecco le immagini dopo la liberazione realizzato dal club dei sommozzatori di Bari.
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