Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 4854 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.
La Flotilla per Gaza parte dall’Italia insieme alla nave Arctic Sunrise di Greenpeace greenpeace.org
Foto e video della missione disponibili QUI
Sono salpate ieri sera dal porto di Augusta le barche della Global Sumud Flotilla insieme alla nave Arctic Sunrise di Greenpeace, impegnata a fornire supporto tecnico e operativo alle oltre 50 imbarcazioni della grande missione umanitaria e pacifica diretta a Gaza per sfidare il blocco illegale di Israele e portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese.
«Le navi di Greenpeace sono nate per stare dove il diritto viene violato e dove l’ingiustizia viene normalizzata. Oggi essere accanto alla Global Sumud Flotilla significa questo: sostenere una missione civile e pacifica che sfida l’assedio di Gaza e afferma una verità elementare, cioè che nessun popolo può essere lasciato senza aiuti, senza protezione, senza futuro», afferma Chiara Campione, direttora esecutiva di Greenpeace Italia. «Non esiste un futuro sostenibile costruito sulla guerra, sulla fame, sull’occupazione e sulla devastazione di una terra. A Gaza non si sta consumando solo una catastrofe umanitaria: stiamo assistendo alla distruzione deliberata del tessuto umano, sociale e ambientale di un territorio. Saremo in mare perché, quando la politica fallisce, la solidarietà diventa un dovere. Non serve il permesso per essere umani».
La storica rompighiaccio di Greenpeace è arrivata mercoledì scorso a Siracusa con una quarantina di barche della Flotilla partite dal porto di Barcellona il 16 aprile, per ricongiungersi con le barche italiane della missione e proseguire insieme verso Gaza.
Con 6 ingegneri a bordo, l’equipaggio di Greenpeace sta aiutando a risolvere problemi ai motori e agli impianti elettrici delle imbarcazioni della flottiglia, sia in porto che in mare, per garantire che quante più barche possibili siano in grado di navigare in sicurezza verso Gaza. Oltre alle riparazioni tecniche, l’Arctic Sunrise sta anche fornendo rifornimenti alimentari essenziali agli equipaggi della flottiglia, trasferendo personale medico da una barca all’altra e facendo operazioni di rimorchio con i suoi gommoni a bordo.
Gli aggiornamenti sulle tappe della missione si possono seguire sui canali ufficiali della Global Sumud Flotilla.
18-6-2026
Carlo Nesti: "Juve - Fantaformazione - E se arrivasse il gigante Milinkovic Savic?"
Analizzo, reparto per reparto, la formazione della Juve, che si deduce in tempo reale, dai rumors di oggi, provenienti dalle varie testate, cartacee, radiofoniche, …
Carlo Nesti: "Juve - Fantaformazione - E se arrivasse il gigante Milinkovic Savic?"
18-6-2026
Carlo Nesti: "Juve - Fantaformazione - E se arrivasse il gigante Milinkovic Savic?"
Analizzo, reparto per reparto, la formazione della Juve, che si deduce in tempo reale, dai rumors di oggi, provenienti dalle varie testate, cartacee, radiofoniche, televisive e web, con il contributo dei social.
PORTIERE
Resta certo l'accantonamento di Di Gregorio, in chiave Besiktas.
È sempre Alisson l'oggetto dei desideri, ma il Liverpool sembra avere cambiato idea sulla cessione.
Per questo motivo, prende piede la virata su Milinkovic Savic e Vicario.
DIFESA
Si profilano le principali entrate, per ovviare alla mancata partecipazione alla Champions League: Bremer e Cambiaso.
Bremer è l'uomo più cedibile della rosa, soprattutto per l'interessamento del Bayern Monaco, che in cambio potrebbe cedere Kim, risolvendo il problema del difensore centrale titolare. Ma, a quel punto, quanto guadagnerebbe la Juve?
A Spalletti, piace Lucumi, che 2 anni fa convinse, nel Bologna, con Beukema.
Per Cambiaso, torna la situazione di 2 inverni fa, quando arrivò una offerta molto allettante di Guardiola. Il giocatore sembrava un fuoriclasse. Sembrava… Ora, per molto meno, ci provano Barcellona, Chelsea e Real Madrid.
CENTROCAMPO
Resta in piedi un problema annoso, rappresentato dalla esigenza di assicurare alternative per Locatelli e Thuram, sia in un reparto a 2, sia in un reparto a 3.
Ultimamente, dopo la fase di stallo rappresentata dalla difficoltà di acquistare Goretzka, si è fatta largo la candidatura di Ndour, dopo quella di Koke e Frattesi.
Sicuramente, Bernardo Silva, in una posizione più arretrata, come nell'ultimo periodo con Guardiola, avrebbe consentito a Spalletti di acquisire quel trequartista, del quale aveva parlato a fine campionato.
Per questo, anche la società bianconera si è fatta sotto per Brahim Diaz.
ESTERNI
Considerando sempre l'ipotesi di poter vendere, ma ad un prezzo elevato, Cambiaso, i dribblatori Conceicao, Yildiz e Boga, per 2 posti su 3, sono sicuramente all'altezza della situazione. Boga è stato l’unico affare utile di Comolli, perché il costo del riscatto è stato molto favorevole: 5 milioni. Chissà che la nuova aria dirigenziale non favorisca Chiesa e Berardi.
ATTACCO – È tempo di Carnevali, e torna a girare la ruota da luna park di Vlahovic, che non è mai dispiaciuto a Spalletti.
E, a mio parere, continua a non convincere la scelta di Kolo Muani come punta centrale, non avendo i requisiti di attaccante di sfondamento, richiesti da Spalletti.
Per questo, Sorloth è balzato in testa alla graduatoria delle possibilità di acquisto. Ma, in Nazionale, è costretto a giocare decentrato, per non pestare i piedi al totem Halland.
Nell’affare Cambiaso, con il Chelsea, potrebbe assumere consistenza la pista Jackson.
MODULO 4-2-3-1 - Allenatore: Spalletti.
Alisson (50%).
Kalulu. Bremer (50%). Kelly. Cambiaso (50%).
Locatelli. Thuram. Ndour (25%).
Conceicao. Yildiz. Boga.
Sorloth (50%).
6-6-2026
Carlo Nesti: "Juve - Fantaformazione - Sorloth meglio di Kolo Muani"
Analizzo, reparto per reparto, la formazione della Juve, che si deduce in tempo reale, dai rumors di oggi, provenienti dalle varie testate, cartacee, radiofoniche, televisive e web, con il contributo dei social.
PORTIERE - Resta certo l'accantonamento di Di Gregorio. È sempre Alisson l'oggetto dei desideri, ma il Liverpool sembra avere cambiato idea sulla cessione. Salvo ripiegare su Vicario. Maignan è un sogno.
DIFESA - Si profila la principale entrata, per ovviare alla mancata partecipazione alla Champions League. Bremer è l'uomo più cedibile della rosa, soprattutto per l'interessamento del Bayern Monaco, che in cambio potrebbe cedere Kim, risolvendo il problema del difensore centrale titolare. Ma, a quel punto, quanto guadagnerebbe la Juve? Tutto va valutato nel contesto di una difesa prevalentemente a quattro, come nei desideri, e nelle abitudini di Spalletti.
CENTROCAMPO - Resta in piedi un problema annoso, rappresentato dalla esigenza di assicurare alternative per Locatelli e Thuram, sia in un reparto a 2, sia in un reparto a 3. Ultimamente, dopo la fase di stallo rappresentata dalla difficoltà di acquistare Goretzka, si è fatta largo la candidatura di Koke. Sicuramente, Bernardo Silva, in una posizione più arretrata, come nell'ultimo periodo con Guardiola, avrebbe consentito a Spalletti di acquisire quel trequartista, del quale aveva parlato a fine campionato. Per questo, anche la società bianconera si è fatta sotto per Brahim Diaz.
ESTERNI - Considerando sempre l'ipotesi di poter vendere, ma ad un prezzo elevato, Cambiaso, i dribblatori Conceicao, Yildiz e Boga, per 2 posti su 3, sono sicuramente all'altezza della situazione.
ATTACCO - È fresca la notizia della chiusura del rapporto con Vlahovic. E, a mio parere, continua a non convincere la scelta di Kolo Muani come punta centrale, non avendo i requisiti di attaccante di sfondamento, richiesti da Spalletti. Per questo, Sorloth è balzato in testa alla graduatoria delle possibilità di acquisto. Chiesa è un incognita, da anni, per il malaugurato declino fisico.
MODULO 4-3-2-1 - Allenatore: Spalletti.
Alisson (50%).
Kalulu. Bremer. Kelly. Cambiaso.
Koke (25%). Locatelli. Thuram.
Conceicao. Yildiz.
Kolo Muani (50%).
30-5-2026
Carlo Nesti: "Fra un anno, 29 maggio Giornata della Memoria"
È stata una grande volata, e, per un niente, la Giornata della Memoria dei Caduti dell' Heysel non è diventata, definitivamente, Legge dello Stato. Manca solo la pubblicazione sul Gazzettino Ufficiale, e l'iniziativa dell'onorevole Fabrizio Comba (Fratelli d'Italia) diventerà realtà. Nel mio libro autobiografico "La vita è rotonda", ho ricordato così quel tragico giorno: l'Hiroshima del calcio.
Per tanto tempo, almeno fino ai 30 anni, riesco a conservare una purezza d’animo, che rende il lavoro leggero come una piuma, e quindi svolto senza fatica. Riesco a rigirare fra le mani il pallone, e, in generale, il mondo del calcio, come un giocattolo. Anzi: come “il Giocattolo”, con la “G” maiuscola, una affascinante e spassosa appendice dell’infanzia.
Dentro un recinto ideale, colloco figurine, prati, porte, tacchetti, stadi, spogliatoi, penne, taccuini, rotative, microfoni, telefoni e transistor. Metto insieme le campane della domenica, le code ai botteghini, le attese sulle gradinate, e i fischi di inizio contemporanei. Tutte le partite, rigorosamente, alla stessa ora del pomeriggio.
Guai a modificare l’equilibrio! Un romanzo popolare, che suggerisce il quesito: ma come saranno riusciti, nei secoli scorsi, a fare a meno del calcio? E una domanda, tuttavia, carica tanto di romanticismo, quanto di superficialità, perché più il calcio conquista le folle, e più si cala nella società, con i suoi chiaroscuri.
Il 29 maggio 1985, a Bruxelles, sono inviato della Rai per il TG1 e per la radio, in occasione della finale di Coppa dei Campioni Juventus-Liverpool. La mia terza finale bianconera, da giornalista, dopo l’Amburgo nel 1983, e il Porto nel 1984. Parto con il solito, squisito compagno di viaggio: Beppe Barletti, inviato da Torino per il TG2.
La Grand Place di Bruxelles si svuota nell'ora di pranzo, e propone un colpo d'occhio indimenticabile: migliaia di lattine vuote di birra hanno lastricato interamente il pavimento stradale. E' il segno mattutino lasciato, dagli hooligans: un’orda barbarica di ultras inglesi, che saccheggia i bar, nelle prove generali per lo “spettacolo” della sera.
Nel pomeriggio, quando noi giornalisti saliamo sul pullman, che ci porta al decrepito Stadio Heysel, un’altra scena spiega il loro stato di eccitazione, ubriachi e drogati. Salgono sulle collinette che circondano l'impianto, e, al nostro passaggio, abbassano i pantaloni, mostrano i genitali, e orinano disinvoltamente, con un volgare gesto di sfida.
La polizia belga continua a tenere lo stesso contegno del giorno prima: agli inglesi è concesso tutto, mentre gli italiani vengono perquisiti, minacciati e derisi. I connazionali sembrano tornati quelli “usati”, negli anni 50, nelle miniere del Belgio, cittadini del mondo di Serie C, braccia straniere da lavori forzati, fino all'olocausto di Marcinelles.
Il servizio d'ordine, vergognoso responsabile aggiunto della tragedia, ha 2 obbiettivi: proteggere i belgi, e chiudere un occhio, in caso di scontri fra inglesi e italiani. In sostanza, gli ultras si eliminino a vicenda, ed è questo equivoco, che rende colpevolmente inesistente l'intervento della polizia in curva Z, sulla sinistra della tribuna.
Sì, la curva Z: l’ultima curva, la curva della morte. Lì non ci sono ultras inglesi e ultras italiani, bensì feroci hooligans, già ben noti alle polizie di tutta Europa, al fianco di gente comune, venuta dall’Italia: padri, madri, figli, famiglie indifese, e desiderose solo di assistere a una partita di calcio. In mezzo, a dividerli, un ridicolo cordone di pochi poliziotti.
Io sono con Enrico Ameri, per raccontare, via radio, la partita. Noto che la curva finisce in un punto, in cui non è possibile, dalla nostra postazione, scorgere se esistono uscite di sicurezza. Due ore prima dell’incontro, cominciano le cariche degli inglesi contro gli italiani, che indietreggiano, terrorizzati, sparendo in una zona d’ombra.
Non lo posso ancora sapere, ma quella macabra zona d’ombra è lo spartiacque fra la vita e la morte, e anche fra il mio passato e il mio futuro, fra il calcio-fiaba e il calcio-strazio. La compressione dei tifosi verso l'esterno, con conseguente decesso di 39 persone calpestate e soffocate, determina la carneficina: è l'omicidio di massa impunito di Caino contro Abele.
I tifosi sfuggiti al massacro, infatti, si riversano sul terreno di gioco, picchiati dalla polizia belga, come invasori di campo. Chi può scavalca le barriere, per mettersi in salvo, ed entra in tribuna-stampa. Senza ancora i cellulari, e con poche cabine telefoniche a disposizione, allungo il microfono a chi vuol far sapere a casa di essere vivo.
Arrivano, presso di me, come i soldati feriti di una guerra improvvisa, inimmaginabile, bestiale. Hanno facce stravolte, braccia insanguinate, camicie strappate. Chi ha avuto la fortuna di rompere il muretto è volato di sotto, si è fratturato in più parti, ma si è salvato. Chi non ci è riuscito, è rimasto schiacciato, e non è più riuscito a respirare.
Gaetano Scirea e Phil Neal, i 2 capitani, salgono nella cabina dello speaker, per tranquillizzare i tifosi. Dicono che giocheranno lo stesso. Giocheranno per loro. Che effetto, mentre scrivo, pensare che anche Gaetano, poco più di 4 anni dopo, non ci sarà più, lasciandoci in un modo, se possibile, ancora peggiore, fra le fiamme della benzina!
Quando rievoco quella finale, penso che si doveva disputare per evitare altri scontri e altri morti, ma che non doveva assegnare nulla, con immediata restituzione del trofeo all’Uefa. E penso ad una sorta di Hiroshima del pallone: la “bomba atomica” del teppismo calcistico, che esplode, e dopo la quale, inevitabilmente, nulla sarà più come prima.
25-5-2026
Carlo Nesti: "Toro fa derby, Juve che spreca"
La mia scheda di Toro-Juve, al di sopra delle parti, in 2 paragrafi.
Cominciamo dal Toro. Ha fatto un certo effetto vedere Adams correre sotto la Curva Maratona, per festeggiare un gol come nei vecchi derby. Fino al sessantesimo, era fallito il piano tattico di D'Aversa, e cioè aspettare la Juve, e colpire di rimessa. Almeno 7 le occasioni concesse agli avversari, con una ventina di minuti di crisi di Coco, nei riguardi di Boga. Troppo fragile il centrocampo, composto da Ilkan e Gineitis, e almeno vigorosa la spinta, da parte di Pedersen e di Obrador. Poi, quando tutto sembrava perduto, il Toro si è rammentato di giocare un derby, esprimendo la massima ferocia. Determinanti le qualità, come saltatore, di Casadei, e sulle fasce di Nkunku e Njie, in grado di mettere in imbarazzo gli avversari.
Passiamo alla Juve. Serata surreale per un tifoso ferito gravemente; per la rimonta da 2-0 a 2-2 del Toro; e per la squalificazione... ho detto proprio "squalificazione" in Europa League. La constatazione più amara è stata, anche ieri sera, pensare a cosa sarebbe stato, e cosa sarebbe cambiato, con Vlahovic in campo. Vlahovic, invece, infortunato per troppo tempo, e autore, ieri sera, di una doppietta. Per un'ora, il dominio bianconero è stato netto, anche se non spettacolare. La squadra, evidentemente, si è addormentata sugli allori. I cambi di Vlahovic, di Conseicao e Thuram sono parsi, francamente, discutibili, e, nel finale, la grinta granata è stata superiore. La Juve, fino a poche settimane fa, sembrava avere spiccato il volo, ma non si può pareggiare con il Verona, e perdere contro la Fiorentina: errori imperdonabili. E adesso, senza i 60-70 milioni della Champions League, si può anche discutere Monsieur Comolli.
18-5-2026
Carlo Nesti: "Fiorentina di testa, Juve fuori di testa"
La scheda di Juve-Fiorentina, dal punto di vista bianconero, in quattro parti.
1 - Mezzogiorno di fuoco: le fiamme bruciano la qualificazione alla Champions League, e come minimo 60-70 milioni. La Fiorentina è libera di testa. La Juve è fuori di testa, schiacciata, evidentemente, sul piano psicologico, dalla posta in palio. Nel primo tempo, i viola giocano meglio. Nel secondo tempo, si gioca ad una porta sola, quella di De Gea, con 18 tiri della Juve, e 180 passaggi nella metà campo avversaria, ma non basta.
2 - La difesa. Di Gregorio, da quando sa di essere ceduto, non è più lui. Aveva già commesso degli errori, durante la stagione. Ne commette uno grave anche oggi, e cioè quel gol di Ndour sul suo palo. Cambiaso, senza i ripiegamenti di Yildiz davanti a lui, si trova 1 contro 2, perché, su quella fascia, imperversano Dodò e Parisi. Quest'ultimo è martellante, fino a quando non si infortuna.
3 - Il centrocampo. Ennesimo tentativo a vuoto di dimostrare che Koopmeiners è un mediano da Juve. Non lo è. Così, quando la squadra perde palla, e rimane solo la sentinella Locatelli, si aprono le praterie. McKennie è un giocatore che ha vissuto un periodo di grande forma. Ma non gli si può chiedere di essere sempre un fenomeno, perché, comunque, è un giocatore, che ha dei limiti.
4 - L'attacco. Conceicao migliore in campo, imprevedibile e imprendibile. Secondo me, non merita di essere sostituito al sessantanovesimo, perché ha ancora energie. Vlahovic, cancellato da Pongracic, e incapace di trovare spazi, così come conclusioni. Yildiz, da molto tempo, impiegato in condizioni precarie. Ma perché? Perché non c'è nessuno migliore di lui alle sue spalle.
10-5-2026
Carlo Nesti: "L'importanza di Vlahovic, unico uomo--gol"
La mia scheda di Lecce-Juve, dal punto di vista bianconero, in 4 parti.
1 - Dimostrare responsabilità, e reggere la pressione, erano fondamentali in una partita di questo genere. Segnare poi, oltretutto, dopo 12 secondi, ha liberato la Juve da un fardello di ansia e di tensione. Ora la Juve, e non è poco, ha 4 punti in più rispetto alla quinta.
2 - La partita ha messo a nudo un grande rimpianto. Cosa sarebbe stato il campionato bianconero con Vlahovic? É mancato, infatti, proprio quando la formazione stava cambiando pelle, diventando più offensiva. E quindi annullava il difetto, direi storico, perché riguarda sia quest'anno che l'anno scorso, di non servire adeguatamente il centravanti. Qui non parliamo, per decoro, di David e di Openda.
3 - Spalletti, negli spogliatoi, ha confermato la sua obiettività, e anche la sua severità di giudizio. Ha detto che la Juve è stata prima dominante, e poi superficiale. Ha aggiunto che mancano fasce cattive, come quella di Vlahovic, e non è la prima volta che l'allenatore parla di infantilismo della squadra.
4 - É la quarta volta, in cui la porta della squadra rimane inviolata in trasferta. A Spalletti piace, essere definito non giochista, ma equilibrista, e in effetti ieri la Juve è stata un po' più coperta, con Locatelli interditore, con Koopmaners finalmente convincente, e con McKenny pronto ad arretrare dalla posizione di trequartista centrale a quella di centrocampista aggiunto.
In conclusione, l'equilibrio è la chiave di qualsiasi squadra, e purtroppo è stata sicuramente una carenza della rosa della Juve, in questa stagione, perché oltre a Locatelli e Thuram, per molto tempo, non si è vista un'alternativa. Adesso la carte in più può essere, seppur a fine stagione, Koopemainers, "miracolato".
4-5-2026
Carlo Nesti: "La solita Juve generosa ma sprecona"
La mia scheda di Juve-Verona, dal punto di vista bianconero, in quattro parti.
1 - Giusto recriminare sulla grande occasione persa. Ma quante volte abbiamo visto questa stessa Juve di Spalletti? Intendo dire una squadra offensiva, spettacolare, ma in grado di raccogliere l'1% di ciò che ha seminato. 76% di possesso palla, 29 tiri, 7 nello specchio della porta, e 2 pali. Il malocchio.
2 - Inevitabile che il gol, non alla portata di David, sia arrivato da parte dell'unico numero nove, ho detto nove, non nueve, della rosa, e cioè il rientrante Vlahović, dopo 180 giorni. Io, però, avrei visto bene, all'inizio del secondo tempo, a destra Conceicao, al centro Yildiz al dietro a Vlahović, e a sinistra Boga. Poi, durante il secondo tempo, lo sfortunato Zhegrova.
3 - L'Oscar della fantasia delle ultime settimane spetta a Conceicao, che si è acceso proprio quando necessitava, e cioè nel momento in cui doveva rifiatare Yildiz. Incontenibile anche questa volta per gli avversari, grazie a tutto il repertorio che ha saputo sfoggiare: dribbling, cross e tiro. Gli manca soltanto il gol.
4 - La rete del tenacissimo e generosissimo Verona è arrivata in circostanze rocambolesche. Locatelli cade in area, ed è, di per sé, un episodio dubbio, ma l'arbitro lo ammonisce per simulazione. Capovolgimento di fronte, e maledetta costruzione bassa. Passaggio sbagliato di Bremer (Spalletti: "Bremer e Kelly concedono qualcosa"), e palla prendibile, onestamente, per Di Gregorio.
Per quello che ho visto, nonostante le tante occasioni mancate, a me pare una Juve in condizioni fisiche buone, in rapporto al finale di campionato. Anche se è chiaro, che una vittoria avrebbe cambiato di parecchio la situazione. Quindi, con un Vlahović in più (fondamentale il suo rientro), resto, in ogni caso,
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario El Port de Barcelona realizó una inversión en la compra de dos nuevos vehículos y un La entrada Port de Barcelona invierte en nuevos camiones pesados con grúa articulada y contenedor cisterna para Bomberos se publicó primero en PortalPortuario .
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario El Consejo para la Sostenibilidad de los Cruceros, plataforma de diálogo con los principales actores del La entrada Port de Barcelona reactiva Consejo para la Sostenibilidad de Cruceros se publicó primero en PortalPortuario .
Mancano poche ore all’inizio dei Mondiali e in Brasile sale la “febbre” da Coppa del Mondo. A Novo Hamburgo, un comune nello Stato del Rio Grande do Sul a Porto Alegre, Neymar è diventato un murale di 200 metri dipinto sull’asfalto. Un capolavoro artistico a …
L'opera, realizzata da sei artisti in un progetto di riqualificazione urbana, è grande 850 metri quadrati e si trova nel comune dello Stato del Rio Grande do Sul, in Brasile
Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati
Mancano poche ore all’inizio dei Mondiali e in Brasile sale la “febbre” da Coppa del Mondo. A Novo Hamburgo, un comune nello Stato del Rio Grande do Sul a Porto Alegre, Neymar è diventato un murale di 200 metri dipinto sull’asfalto. Un capolavoro artistico a cielo aperto che si è già trasformato in un punto di pellegrinaggio per tifosi e curiosi.
Si dice che il calcio brasiliano vero si giochi per la strada e quindi quale posto migliore per dedicare un ritratto al numero 10 della Seleção. La strada, in via João Pessoa, è stata cosparsa di vernice verde, oro e blu, i colori della maglia della nazionale, trasformandola in un tributo urbano di 850 metri quadrati di superficie calpestabile. L’opera, come riporta il giornale locale Globo Esporte RS, è stata completata tra il 6 e il 7 giugno da sei artisti urbani: Rafael Jung, Nosg, Bart, Chimia, Joca e Jefferson.
La realizzazione si inserisce in un più ampio progetto di riqualificazione urbana pensata dal polo culturale Galeria 5. Fin dal principio è stato pensato come evento collettivo, durante il quale i residenti del luogo hanno potuto osservare in diretta l’evoluzione del disegno mentre intorno erano stati allestiti mercatini per scambiarsi le figurine dei Mondiali e food trucks.
RUA DO NEYMAR! ???????? Neymar ganhou uma pintura de cerca de 200m na esquina das ruas João Pessoa e Voluntários da Pátria, no Rio Grande do Sul. A homenagem ao craque foi feita por artistas locais. Curtiu, torcedor? ????⚽ ???? @tudodecima_ *Contém legenda automática#ViveNaGente… pic.twitter.com/mskhusq21I — sportv (@sportv) June 10, 2026
La scelta di Neymar non è stata casuale. Non solo è il marcatore più prolifico della nazionale, ma è anche l’idolo del suo Paese. Basta guardare ai cori, alle esultanze e anche alle lacrime dei brasiliani dopo aver scoperto che mister Carlo Ancellotti aveva convocato il numero 10 per quello che sarà il suo ultimo Mondiale. Poco dopo però il Brasile aveva passato giorni di apprensione a seguito di un infortunio al polpaccio riportato dal campione ex Barcellona e Psg, che ne aveva messo a rischio la presenza. Che ci sarà sembra ormai fuori dubbio, resta solo da capire quanto giocherà.
England wrapped up their official public preparations for the 2026 World Cup with a commanding 3-0 victory over a robust Costa Rica side in Florida.A severe pre-match thunderstorm waterlogged the pitc...
England wrapped up their official public preparations for the 2026 World Cup with a commanding 3-0 victory over a robust Costa Rica side in Florida. A severe pre-match thunderstorm waterlogged the pitch and pushed kick-off back by an hour, but the sweltering humidity did little to zap the intensity of Thomas Tuchel’s men. Unlike the experimental side that laboured through earlier fixtures, this selection carried the distinct flavour of a tournament dress rehearsal. Declan Rice broke the deadlock inside ten minutes with a heavily deflected strike, set up by the electric Anthony Gordon. The newly minted Barcelona forward then took centre stage himself in the second half, coolly converting a 66th-minute penalty. Next stop:@FIFAWorldCup🏆pic.twitter.com/5ZJnZvTzX1 — England (@England)June 10, 2026 Substitute Ollie Watkins rounded out the scoreline late on, pouncing on a spilled rebound from a Morgan Rogers shot. In a physically bruising encounter, Gordon’s masterclass and a powerful return to form from Jude Bellingham handed Tuchel exactly the kind of selection headache he would have wanted ahead of the opening group stage clash against Croatia. Here is how the Three Lions rated in Orlando Jordan Pickford – 6/10Operated practically as a sweeper-keeper in the opening period, routinely stepping well outside his penalty box to keep play moving. One loose clearance almost invited unnecessary danger, but he was otherwise unbothered by a conservative opposition frontline. Reece James – 6/10Enjoyed a mostly comfortable shift defensively. Kept things simple, tidy, and progressive with his distribution, getting valuable minutes in the tank ahead of the tournament opener. Ezri Konsa – 7/10Stood tall in what descended into a heavily physical battle. Handled the aerial and ground duels with composure, showing excellent anticipation to shut down any rare Central American counters. Ezri Konsa for England vs Costa Rica 71 minutes played98% pass completion (44/45)2 chances created53 touches6 passes into the final third100% accurate long balls2 clearances100% ground duels won (3/3)100% aerial duels won Consistent❗#AVFCpic.twitter.com/iSrpwWC0FW — Aston Villa Statto (@AVFCStatto)June 10, 2026 John Stones – 6/10Tasked with building up match fitness before the heavy fixtures commence, his positioning was faultless. Breathed calmness into the backline and stepped into midfield seamlessly before making way in the mass second-half reshuffle. Nico O’Reilly – 6/10Maintained his fine integration into the senior setup. Less explosive than his previous outing, but he held his tactical shape intelligently and rarely looked out of place. Declan Rice – 7/10Showed instincts of a seasoned box-to-box midfielder by arriving perfectly at the edge of the box to sweep home the deflecting opener. Shielded the defence reliably before taking a well-earned rest. Elliot Anderson – 6/10Kept up the momentum from his standout display against Japan. Maintained a high energy level in the engine room, even if the extreme Orlando humidity slowed down the game’s overall pace. Jude Bellingham – 8/10A complete, all-action display that firmly reminded everyone why the number 10 role belongs to him. Driving past challenges with ease, his press-resistance and power gave England a cutting edge they had been missing. Bellingham parecía que estaba jugando contra niños ¡Baile tremendo!pic.twitter.com/90XcusYOe5 — TD Más (@tdmascrc)June 10, 2026 Noni Madueke – 6/10Guilty of one of the misses of the season when he rounded the keeper only to smash the post with an open net gaping. Flashed a fierce effort just wide in the second half, showing dangerous intent but lacking the final touch. Anthony Gordon – 9/10 (Star Man)The absolute standard-bearer on the night. Left his marker for dead to orchestrate the opening goal, saw a penalty claim controversially waved away by VAR, and ultimately got his reward by firing home a ruthless spot-kick. Marcus Rashford has serious competition on the left wing. 𝗔ssist. 𝗚oal.pic.twitter.com/nBVGZRsipF — England (@England)June 10, 2026 Harry Kane – 6/10Linked play beautifully with a brace of trademark, pinpoint cross-field passes. Denied a goal by a smart first-half save, but his primary victory was coming through a highly physical match completely unscathed. Ollie Watkins – 7/10Displayed true poacher instincts during his cameo. Showed immense hunger by reacting quickest to nod home a spilled ball, making his case as a premier backup option. Morgan Rogers – 6/10Squandered a golden one-on-one opportunity late on, but redeemed himself shortly after by driving a low effort that forced the goalkeeper’s mistake for Watkins’ tap-in. Dean Henderson – 6/10Replaced Pickford for the final half-hour. Maintained a clean sheet with minimal fuss as Costa Rica accepted their fate. Marc Guehi – 6/10Slotted directly into the heart of defence to see out the match with zero complications. Bukayo Saka – 6/10Injected fresh energy down the right wing and dragged a sharp effort just wide of the far post late on. Marcus Rashford – 6/10Offered a direct running threat in the closing 20 minutes, though the match had lost its shape by the time he entered the fray. Mainoo, Rogers and Rashford were playing telepathic footballpic.twitter.com/UHvtpGGlybhttps://t.co/Di8Td1PnlG — TopCee (@UtdTopCee)June 10, 2026 Eberechi Eze – 6/10Looked to combine in tight spaces and kept the opposition backline pinned deep. Jarell Quansah – 6/10Earned late minutes to shore up the defensive line in a relaxed party atmosphere. Dan Burn – 6/10Brought on alongside Quansah to provide extra height and ensure a routine conclusion. Kobbie Mainoo – 6/10Tested the goalkeeper with a venomous strike from distance in stoppage time during a tidy late cameo. Djed Spence – 6/10Offered an energetic burst down the flank to ensure no late slip-ups. Read more –Ranking the best managers at the FIFA World Cup 2026 See Also-World Cup 2026: Five young stars set to light up this summer Facebook|Instagram|Twitter|YouTube|TikTok
El presidente del Consejo de Gobierno, Fernando López Miras, comparecerá ante el Pleno de la Asamblea Regional este jueves, 11 de junio, a partir de las 9.30 horas, para responder, entre otros asuntos, sobre la trama de las prótesis y el nombramiento de la co…
El presidente del Consejo de Gobierno, Fernando López Miras, comparecerá ante el Pleno de la Asamblea Regional este jueves, 11 de junio, a partir de las 9.30 horas, para responder, entre otros asuntos, sobre la trama de las prótesis y el nombramiento de la consejera de Salud, Isabel Ayala, quien antes era la gerente del Servicio Murciano de Salud (SMS). La primera pregunta estará formulada por el Grupo Mixto, mientras que la relativa al nombramiento de Ayala la presentarán los socialistas. Además, desde Vox le preguntarán sobre la aplicación del principio de prioridad nacional para que los ciudadanos españoles tengan preferencia en el acceso a ayudas públicas y vivienda en la Región, mientras que desde el Grupo Parlamentario Popular lo hará por las medidas adoptadas para mejorar la vida de los ciudadanos de la Región de Murcia "frente a la inacción constante del Gobierno de España". Además, el orden del día de la Sesión Plenaria de control incluye las Preguntas Orales que los grupos parlamentarios formularán a los miembros del Consejo de Gobierno. De este modo, el Grupo Parlamentario Popular preguntará sobre el Proyecto Reswater, los proyectos del IMIDA y el gasto público en Educación de la Región de Murcia. Así, los socialista lo harán sobre los motivos por los que no se ha desarrollado la Disposición final segunda, Normas-Marco de la Ley 6/2019, de 4 de abril, de coordinación de las Policías Locales de la Región de Murcia. Por su parte, Vox preguntará sobre la seguridad de las instalaciones hidráulicas de la Región de Murcia y la "discriminación" de los agricultores murcianos y el Programa de actuación en zonas vulnerables a la contaminación por nitratos. El Grupo Mixto lo hará sobre las actuaciones para ampliar las infraestructuras educativas en Secundaria en Puerto Lumbreras y sobre la Ley de la vivienda de la Región de Murcia. La Sesión Plenaria incluirá también interpelaciones al pleno. La de los 'populares' será sobre acciones de bioeconomía forestal, mientras que los socialistas lo harán sobre el retraso en el cumplimiento del acuerdo número uno de la 11L/MOCP-0813 sobre 'Puesta en marcha del Centro Integral de Alta Resolución (CIAR) de Águilas'. Por último, Vox lo hará sobre por qué se autoriza la instalación de una planta de residuos sanitarios peligrosos en el municipio de Los Alcázares y sobre los convenios de colaboración con empresas para la formación en empresa en el marco de la Formación Profesional Dual, mientras que desde el Grupo Mixto preguntará por las razones del rechazo al Plan Estatal de Vivienda y la cofinanciación de las políticas de vivienda. Las siete asociaciones de Guardia Civil agradecen el "esfuerzo" de Mercedes González para dar prioridad a sus demandas Técnicos de Hacienda dicen que Zapatero puede hacer una declaración y pagar unos 530.000 euros para evitar delito fiscal La Tarjeta de Transporte se expedirá desde el lunes solo a empadronados en Comunidad y algunas zonas de C-LM y CyL Un juez condena a Belarra a pagar 9.000 euros al exmagistrado García Castellón por llamarle corrupto y prevaricador Puente compara Barcelona con el Madrid del "relaxing cup of café con leche" y Sanz le dice que se dedique a los trenes
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario El Port de Barcelona recibió una delegación institucional y empresarial de Shanghai en el marco de La entrada Puertos de Barcelona y Shanghai refuerzan alianza con la firma de acuerdo estratégico se publicó primero en PortalPortuario .
Debido a la visita del Papa León XIV a España, RTVE modificará su programación habitual para ofrecer una extensa cobertura de este acontecimiento
Debido a la visita del Papa León XIV a España,RTVEmodificará su programación habitual para ofrecer una extensa cobertura de este acontecimiento. En este sentido, La 1 emitirá una programación especial para informar en directosobre los actos que el pontífice protagonizará en Madrid, Barcelona y las Islas Canarias, lo que provocará que algunos espacios desaparezcan o se vean afectados.Mañaneros 360será uno de los principales damnificados por estos especiales. El lunes 8 de junio, a partir de las 10:15 horas, Alejandra Herranz capitaneará en La 1 y en el 24 Horas de la pública un programa especial que seguirá muy de cerca el encuentro del Papa León XIV en las Cortes Generales y con la Conferencia Episcopal. Por este motivo,Mañaneros 360verá reducida su duración considerablemente,puesto que comenzará a partir de las 13:00 horas. El martes 9 de junio, el matinal de Javier Ruiz y Adela González volverá a perder minutos debido a la llegada del pontífice a Barcelona. Y es que Alejandra Herranz y Lorenzo Milápresentarán un programa especial a partir de las 12:00 horas, narrando la llegada del Papa León XIV al aeropuerto de El Prat y su posterior visita a la catedral de la Santa Cruz y Santa Eulàlia,donde realizará una oración a las 13:00 horas. El miércoles 10 de junio volverá a suceder algo similar.A partir de las 10:35 horas, Alejandra Herranz y Lorenzo Milá volverán a conducir una retransmisión especialcon la visita del pontífice a la cárcel de Brians y a Montserrat, donde el Papa recorrerá la basílica y tomará un almuerzo con la comunidad de monjes benedictinos. De esta forma,Mañaneros 360solo emitirá los últimos minutos del programa. El jueves 11 de junio,con la visita del Papa León XIV a Las Palmas de Gran Canaria, TVE volverá a apostar por un especial informativo conducido por Herranz a partir de las 12:40 horas. Es por ello queMañaneros 360sufrirá un nuevo recorte para así dar la última hora sobre el encuentro del pontífice con personas migrantes en el puerto de Arguineguín. Para terminar la semana, el viernes 12 de junio, Alejandra Herranz capitaneará nuevamente una retransmisión especial para seguir la visita del Papa a un centro de migrantes, la misa en el Puerto de Santa Cruz y la ceremonia de despedida desde el aeropuerto internacional de Tenerife Norte. Debido a la larga duración de esta jornada, de momentono se sabe siMañaneros 360se verá recortado nuevamente o se cancelará completamente su emisión. Debido a la visita del Papa León XIV a España,RTVEmodificará su programación habitual para ofrecer una extensa cobertura de este acontecimiento. En este sentido, La 1 emitirá una programación especial para informar en directosobre los actos que el pontífice protagonizará en Madrid, Barcelona y las Islas Canarias, lo que provocará que algunos espacios desaparezcan o se vean afectados.Mañaneros 360será uno de los principales damnificados por estos especiales.
España cuenta ya las horas para recibir al papa León XIV en la que será su primera visita al país desde su elección como Pontífice. Del 6 al 12 de junio, Madrid, Barcelona, Gran Canaria y Tenerife se convertirán en las principales etapas de un viaje que combi…
Clara Molla Pagán España cuenta ya las horas para recibir al papa León XIV en la que será su primera visita al país desde su elección como Pontífice. Del 6 al 12 de junio, Madrid, Barcelona, Gran Canaria y Tenerife se convertirán en las principales etapas de un...viaje que combinará encuentros institucionales, celebraciones litúrgicas y actos de marcado carácter social. Miles de fieles llegados dedistintos puntos de España y del extranjeroacompañarán al Santo Padre en un recorrido que ha despertado una notable expectación desde su anuncio. Las ciudades incluidas en la agenda papal ultiman los preparativos para acoger a cientos de miles de personas en algunos de los actos más multitudinarios previstos, como la misa de la Plaza de Cibeles en Madrid, la bendición de la nueva torre de la Sagrada Familia en Barcelona o los encuentros con migrantes en Canarias. Noticia relacionada En la 'zona cero' de la visita del Papa León XIV: «Es una suerte verlo con la familia desde el balcón» La visita, además de su dimensión religiosa, tendrá una importante repercusión política, social y mediática, convirtiéndose durante una semana en uno de los principales focos de atención informativa dentro y fuera de España. Ante la magnitud del acontecimiento, las principales cadenas de televisión y radio también han diseñado una programación especial para seguir cada etapa del viaje y trasladar a la audiencia el ambiente que se vivirá en las calles. Madrid concentrará buena parte de la atención durante los primeros días de la visita y será también el centro de los mayores despliegues informativos. RTVE, responsable además de la señal institucional que se distribuirá a medios de comunicación de todo el mundo, movilizará alrededor de 660 profesionales para cubrir el recorrido del Pontífice. El operativo incluye 17 unidades móviles, cinco estudios, helicóptero, drones y más de 170 cámaras repartidas entre los distintos escenarios de la visita. La corporación realizará una programación especial en La 1, Canal 24 Horas, RTVE Play y RNE para seguir en directo la llegada de León XIV al aeropuerto Adolfo Suárez Madrid-Barajas y su posterior recepción oficial en el Palacio Real. La cobertura continuará con la visita al proyecto social CEDIA 24 Horas de Cáritas Diocesana de Madrid, la vigilia con jóvenes en la Plaza de Lima, la misa en la Plaza de Cibeles, el encuentro con representantes de la cultura, el deporte y la economía en el Movistar Arena, así como las reuniones institucionales con el Gobierno, las Cortes Generales y la Conferencia Episcopal Española. También tendrán un seguimiento específico el homenaje a la Virgen de la Almudena y el encuentro con la comunidad diocesana previsto en el estadio Santiago Bernabéu. Para ello, RTVE ha previsto especiales informativos y conexiones permanentes desde distintos puntos de la capital, con nombres como Lourdes Maldonado, Marc Sala, Pepa Bueno, Alejandra Herranz, Igor Gómez, Carlos Franganillo o Lara Siscar al frente de las principales retransmisiones. Junto a RTVE, Cope y Telemadrid también dedicarán una amplia cobertura a la estancia del Papa en Madrid. Ambas marcas han preparado una programación conjunta que superará las 70 horas de emisión a lo largo de la semana y que implicará a más de medio centenar de profesionales repartidos entre las distintas ciudades de la visita. En la capital, las retransmisiones se realizarán desde algunos de los principales escenarios del viaje apostólico, como el Palacio Real, la Plaza de Lima, la Plaza de Cibeles, el Congreso de los Diputados, el Movistar Arena o el estadio Santiago Bernabéu. En el caso de Cope, gran parte de su programación habitual se trasladará a pie de calle, con Carlos Herrera, Jorge Bustos y Alberto Herrera al frente de Herrera en Cope; Pilar García de la Granja en Mediodía Cope; Pilar García Muñiz en La Tarde y Ángel Expósito en La Linterna. Durante el primer fin de semana también participarán Fernando de Haro, César Lumbreras y Cristina López Schlichting. Trece reforzará su programación con especiales informativos conducidos por José Luis Pérez, Raquel Caldas e Irene Pozo, además de espacios de análisis dedicados a los principales momentos del viaje. La cobertura contará asimismo con las crónicas de Eva Fernández, corresponsal en el Vaticano de Cope y Trece, que acompañará al Pontífice durante todo el recorrido. Telemadrid, por su parte, movilizará a más de 200 profesionales para seguir en directo la visita de León XIV a España. La cadena ofrecerá más de 20 horas de programación en directo para seguir los principales actos del pontífice entre el 6 y el 12 de junio, en un operativo que incluirá conexiones desde todos los escenarios clave del viaje, con especiales informativos, retransmisiones en directo y análisis de los acontecimientos más destacados de la agenda papal. El mayor despliegue de Telemadrid se concentrará en los cinco actos de la visita a Madrid, cuya señal institucional será producida por la cadena: la vigilia de oración con jóvenes en la Plaza de Lima, el acto 'Tejer redes' en el Movistar Arena, el encuentro con los obispos en la sede de la Conferencia Episcopal Española, la ofrenda floral en la Catedral de la Almudena y el encuentro del pontífice con los voluntarios en IFEMA. RTVE Especial de llegada del Papa a Barajas y recepción oficial en el Palacio Real. Presentan Lourdes Maldonado e Igor Gómez desde Torrespaña, con Marc Sala desde la Catedral de la Almudena. Por la tarde, nuevo especial conducido por Lourdes Maldonado y Marc Sala para seguir la visita al proyecto social CEDIA 24 Horas de Cáritas y la vigilia de oración con jóvenes en la Plaza de Lima. Cope Programación especial desde las 06:00 horas con Fernando de Haro al frente de La Mañana Fin de Semana. A las 08:30 horas, cobertura en Agropopular con César Lumbreras. Desde las 10:00 horas, Cristina López Schlichting conduce Fin de Semana desde las inmediaciones del Palacio Real. Información permanente con la corresponsal en el Vaticano, Eva Fernández, integrada en la comitiva papal. Trece Especiales informativos en directo liderados por José Luis Pérez, Raquel Caldas e Irene Pozo. Cobertura de la recepción oficial, la visita a Cáritas y la vigilia juvenil. Emisión del documental León XIV, el hombre tras el Papa a las 22:00 horas. Telemadrid Ricardo Altable y Raquel Pina arrancarán la programación especial por la mañana con la llegada de León XIV al aeropuerto Adolfo Suárez Madrid-Barajas. La cobertura continuará con los actos institucionales previstos para ese día, incluido su recibimiento en el Palacio Real. A partir de las 18 horas, Víctor Arribas estará al frente del seguimiento del encuentro del Papa con el proyecto social CEDIA 24 Horas de Cáritas Diocesana de Madrid y de la vigilia de oración con jóvenes programada en la Plaza de Lima. RTVE Especial desde las 10:00 horas para retransmitir la misa de la Plaza de Cibeles. Presentan Pepa Bueno y Marc Sala. Por la tarde, cobertura del encuentro «Tejer redes con el mundo de la cultura, arte, economía y deporte» en el Movistar Arena con Lourdes Maldonado, Marc Sala, Lara Siscar y Carlos Franganillo. Cope Programación especial dentro de Herrera en Cope, Mediodía Cope, La Tarde y La Linterna. Seguimiento desde la Plaza de Cibeles y el Movistar Arena con los principales comunicadores de la cadena. Trece Especiales en directo para la misa multitudinaria y el encuentro con representantes de la sociedad civil. Telemadrid Desde las 9:30h, María López seguirá la celebración de la Santa Misa en la Plaza de Cibeles y el posterior recorrido de la procesión del Corpus. A partir de las 17:30h, Víctor Arribas dará cobertura al acto 'Tejer redes', que reunirá en el Movistar Arena a representantes del ámbito de la cultura, el arte, la economía y el deporte. RTVE 'La Hora de La 1' sigue el encuentro entre León XIV y el presidente del Gobierno. A partir de las 10:15 horas, especial conducido por Alejandra Herranz para el acto en las Cortes Generales y el encuentro con la Conferencia Episcopal. Por la tarde, Pepa Bueno dirige la cobertura del homenaje a la Virgen de la Almudena y del encuentro con la comunidad diocesana en el Santiago Bernabéu. Cope Especial seguimiento del discurso papal en el Congreso. Programas conducidos desde Madrid por Carlos Herrera, Jorge Bustos, Alberto Herrera, Pilar García de la Granja, Pilar García Muñiz y Ángel Expósito. Trece Especial informativo desde el Congreso y conexiones desde la Almudena y el Santiago Bernabéu. Telemadrid 'Buenos días Madrid', con Pina y Altable, retransmitirá la reunión de León XIV con el presidente del Gobierno y su visita a las Cortes Generales. En '120 Minutos', María Rey recogerá el encuentro con los obispos en la sede de la Conferencia Episcopal Española. A las 18:00h, Laura Gómez y María López estarán al frente de la retransmisión de la ofrenda floral en la Catedral de la Almudena. López continuará con el acto previsto en el estadio Santiago Bernabéu, que presentarán Christian Gálvez y su mujer Patricia Pardo. RTVE 'La Hora de La 1' sigue el encuentro con voluntarios en IFEMA. Desde Barcelona, Alejandra Herranz y Lorenzo Milá conducen el especial de llegada a El Prat y la oración en la Catedral. Por la noche, retransmisión de la vigilia en Montjuïc con Cristina Villanueva y Oriol Nolis. Cope Traslado de la programación especial a Barcelona. Emisiones desde los principales puntos del recorrido papal. Trece Especiales desde la Catedral de Barcelona y el Estadio Olímpico. Telemadrid 'Buenos días, Madrid' emitirá el encuentro del pontífice con los voluntarios en IFEMA, una de las citas más representativas del programa pastoral de la visita. RTVE Especial conducido por Alejandra Herranz y Lorenzo Milá para la visita a Brians y Montserrat. Por la tarde, Pepa Bueno y Gemma Nierga encabezan la retransmisión de la visita a la Sagrada Familia, la bendición de la Torre de Jesucristo y el espectáculo lumínico posterior. Cope Cobertura especial desde la Sagrada Familia con programación en directo desde las 16.00 hasta las 23.30. Participación de Eva Fernández desde la comitiva papal. Trece Especiales informativos dedicados al acto central de la visita en Cataluña. Telemadrid Retransmitirá desde la Basílica de la Sagrada Familia la misa presidida por León XIV y la bendición de la nueva torre del templo, coincidiendo con el centenario de la muerte de Antoni Gaudí. RTVE Cobertura de la llegada a Las Palmas dentro de La Hora de La 1. Especial presentado por Alejandra Herranz desde Arguineguín para seguir el encuentro con migrantes. Retransmisión de la misa en el Estadio de Gran Canaria. Programa especial nocturno producido por RTVE Canarias desde la Plaza de Santa Ana. Cope y Trece Programación especial desde Las Palmas para seguir los actos relacionados con la migración y la celebración litúrgica en el Estadio de Gran Canaria. RTVE Alejandra Herranz continúa al frente de la programación especial desde Tenerife. Cobertura de la visita a un centro de migrantes, la misa en el puerto de Santa Cruz y la ceremonia de despedida en el aeropuerto de Los Rodeos. Cope Programas especiales desde Tenerife con seguimiento de la despedida del Pontífice. Intervenciones de Carlos Herrera, Pilar García Muñiz, Ángel Expósito y el resto de comunicadores desplazados. Trece Especial final desde Tenerife para acompañar la despedida de León XIV antes de su regreso a Roma. Telemadrid Se retransmitirá la misa celebrada en el Puerto de Santa Cruz y la ceremonia oficial de despedida desde el aeropuerto internacional de Tenerife Norte. Todos los actos del Papa y los detalles de tu visita los puedes seguir también minuto a minuto en ABC.es.
La nuova società concepita per il mercato spagnolo pensa ora al Brasile, ma la nave in uso resta un mistero L'articolo La compagnia crocieristica Corazul cancella l’estate in Mediterraneo e rinvia il debutto proviene da Shipping Italy .
I piani per il lancio della compagnia di crociere di nicchia dedicata al mercato ispanofono Corazul hanno subito un ritardo.
La nuova società ha infatti annunciato la cancellazione della stagione estiva nel Mediterraneo, prevista per luglio. La compagnia afferma di voler comunque proseguire con il progetto, concentrandosi sul lancio nel mercato brasiliano durante la stagione 2026-2027.
All’inizio del 2026, Corazul ha annunciato l’intenzione di rilanciare un servizio di crociere dedicato alla Spagna. Il mercato era stato precedentemente servito da un altro tour operator, Pullmantur, che per un certo periodo era stato di proprietà del Royal Caribbean Group, ma ha cessato le attività durante la pandemia del 2020. Le sue navi sono state vendute per la demolizione. Anche Carnival Corporation era stata partner di un altro marchio spagnolo, Iberocruceros, attivo fino al 2014.
L’idea era quella di adattare l’offerta di crociere alle preferenze spagnole, includendo opzioni per la cena in orari più tardi e una maggiore attenzione alle famiglie e ai grandi eventi sociali. Corazul ha dichiarato a The Maritime Executive che la sua analisi di mercato ha mostrato che solo il 10% dei clienti delle precedenti compagnie di crociera aveva continuato a preferire le crociere ad altre forme di vacanza dopo la cessazione delle attività delle due compagnie. L’obiettivo era quindi quello di riconquistare quei clienti.
I piani prevedevano l’avvio delle operazioni a inizio luglio con una nave chiamata Buneavista, ma la compagnia afferma che, dopo un’approfondita analisi della situazione di mercato, ha deciso di non procedere con il programma di crociere che avrebbe dovuto operare da Barcellona fino a ottobre. Successivamente, aveva pianificato una traversata transatlantica dal Portogallo a Recife, in Brasile, per crociere nel 2026-2027, prima di tornare in Spagna a marzo 2027.
I dettagli della prima nave della compagnia non sono mai stati confermati ufficialmente, ma si utilizzava l’immagine della nave da crociera Oriana (69.840 tonnellate di stazza lorda), costruita nel 1995, che aveva navigato per la compagnia britannica P&O Cruises. Carnival Corporation ha venduto la nave nel 2018 a un gruppo cinese, che l’ha ribattezzata Piano Land. È entrata in servizio nel 2019 ed è stata sottoposta a un importante restyling nel 2020 per adattarla allo stile cinese, ma non ha potuto riprendere le operazioni fino a luglio 2024 a causa delle restrizioni imposte dalla Cina alle crociere dopo la pandemia.
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY
SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
El Instituto Nacional de Previsión perteneciente al Ministerio de Trabajo por los años cincuenta diseña la red de centros asistenciales en régimen de hospitalización que provocan un gran cambio en la medicina española
El Instituto Nacional de Previsión perteneciente al Ministerio de Trabajo por los años cincuenta diseña la red de centros asistenciales en régimen de hospitalización que provocan un gran cambio en la medicina española. Del INP y tras rigurosas oposiciones saldrán los funcionarios del Estado, Cuerpo Nacional de Médicos Inspectores a los que se les encomienda la dirección de tales Residencias y Ciudades Sanitarias que a partir de 1978 con el Ministerio de Sanidad ya serán denominados hospitales públicos y formarán red con los hospitales provinciales y los Clínicos de la Universidad. La Mariña sufre el impacto del cambio en su modo de vida y población.Lo promueve el montaje de la factoría aluminera que en principio iba destinada para Arosa, pero que José Luís Taboada García, médico y alto dirigente político-presidente do Consello Económico e Social Sindical de Galicia (1962-1977) - QUE SERÁ QUIEN PRESIDA EL ACTO QUE FIGURA EN LA HISTÓRICA FOTO QUE SE ACOMPAÑA CUANDO SE FIRMA EN LUGO EL ACUERDO PARA LA CONSTRUCCIÓN DEL HOSPITAL- abogó por A Mariña. Figura el Delegado Nacional del INP, José Martínez Estrada, a su derecha- veraneante en San Ciprián señala que se ubique en A Mariña, incluso con una fuente de energía que será la nuclear de Xove y un puerto con todos los requerimientos para carga y descarga de grandes tonelajes en Morás. El INP sito en Alcalá 56 de Madrid cita a tres inspectores médicos que dirigen hospitales de su red. Mosquera Ferrando, director del Hospital Central Universitario en Compostela- antes había sido director de La Paz y del centro hoy Vall de Hebrón en Barcelona. Pertenecía a la primera promoción de Gerentes de Hospitales que se crearon en 1968 bajo el mandato del profesor García Orcoyen, Guerra Zunzunegui y Martín Lagos. Félix Mosquera Mata, inspector médico por oposición y director del Centro hospitalario de Cabueñes en Gijón. Pablo Mosquera Mata, director del Hospital de Txagorritxo en Vitoria, también Inspector Médico por oposición. Dada la relación de este padre y sus dos hijos con La Mariña Luguesa,se les pregunta si consideran necesaria la construcción de una Residencia Sanitaria en La Mariña. Coinciden los tres en la afirmación. En cuanto a la ubicación proponen las isócronas: una línea o polígono en un mapa que conecta todos los puntos a los que se puede llegar en el mismo tiempo de viaje desde un punto de origen central. Son fundamentales para planificar la accesibilidad, el transporte y la logística. Al mismo tiempo rechazan determinadas afirmaciones que desde Lugo trasladaron al INP. «la costumbre de las personas residentes en A Mariña consiste tradicionalmente en desplazarse a Lugo para ser atendidas en sanatorios, hospital San José y Residencia Hermanos Pedrosa». De aquellas residencias y de aquel INP a partir de 1977 con el Ministerio de Sanidad y en 1978 con la desaparición del INP que se desdobla en tres Institutos, los Hospitales Públicos pasan a ser gestionados por el Insalud y posteriormente por las comunidades que conforman el Estado de las Autonomías. La empresa hospitalaria requiere de conocimientos diferentes a las exigencias de aquellas Residencias del Seguro Obligatorio de Enfermedad. Son empresas que envejecen muy rápidamente-Peter Drucker- .por los avances tecnológicos continuados. Tienen que responder a: entorno (envejecimiento poblacional y Centros de Salud que derivan o resuelven), esperas( desequilibrio entre oferta y demanda) y espacios(nuevas unidades de diagnóstico y tratamiento). Lo que requiere médicos gestores que trabajen sobre la eficiencia. Máximo rendimiento, al menor coste posible con mayor número de usuarios satisfechos. Se hacen indispensables protocolos y guías para el trabajo de los equipos multidisciplinares y controles de la calidad percibida. Pero también hay tres hechos de enorme trascendencia. La formación de los mejores sanitarios -programas MIR y EIR y estudiantes de la universidad- Empresa que constituye nichos de empleos, salarios y consumos para el territorio. Planes para luchar contra la obsolescencia. Participación de la sociedad civil al menos en el acceso a la información sobre la capacidad en tiempo y técnicas del hospital de referencia en el mapa de salud, como faro del derecho a la salud integral. Ser gerente del hospital en la provincia de Mondoñedo del antiguo Reino de Galicia es un honor, al que responde con creces mi amiga y compañera María José Cortés.Celebramos 40 años de la presencia en Burela del Hospital público que gestiona el SERGAS.Pero debemos tener conciencia de estar ante la empresa más importante del territorio y que se trata de un Hospital General- lo fue durante mi gestión 2002 a 2005- cuya capacidad de resolución es el fundamento real para nuestra salud y la recuperación de la misma cuando somos víctimas de la enfermedad. Además se hace necesario que sea pieza jerárquica de primer orden en el Espacio Socio Sanitario de una hermosa comarca envejecida, con una peligrosa red viaria y con los efectos perversos de la contaminación por tierra, mar y aire de los metales pesados que emanan de la factoría ALCOA. * Pablo Mosquera. Exparlamentario, médico y exdirector-gerente del Hospital da Costa entre otros.
A Roma la conferenza stampa di presentazione con il Ministro Lollobrigida. Il festival, in programma dal 30 maggio al 2 giugno, prevede showcooking, degustazioni, escursioni in barca, spettacoli live, musica, attività per bambini, incontri divulgativi e inizi…
Torna a Fano il BrodettoFest, un festival unico nel panorama nazionale dedicato alla cucina di mare italiana. Un’esperienza completa nel mondo del mare, che unisce tradizione e innovazione, tra showcooking, degustazioni, escursioni in barca, spettacoli live, musica, attività per bambini, incontri divulgativi e iniziative dedicate alla salvaguardia dell’ambiente.
L’evento è stato illustrato nella conferenza stampa tenutasi a Roma, presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.
Per la 24a edizione, dal 30 maggio al 2 giugno, sono in programma sul lungomare di Fano tanti appuntamenti, un palinsesto ricchissimo che va oltre una semplice celebrazione gastronomica. Una manifestazione organizzata per raccontare secoli di tradizione marinara tra sapori, storie ed esperienze da vivere, con il mare Adriatico che diventa così il protagonista assoluto.
BrodettoFest è a cura di Confesercenti Pesaro e Urbino in collaborazione con il Comune di Fano,
Regione Marche, Let’s Marche e Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.
Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, ha dichiarato: “Un’occasione per raccontare il mondo della pesca attraverso un prodotto straordinario, che consente al settore di valorizzarsi sia nel modo più tradizionale sia in quello più innovativo. A Fano, infatti, la Festa del Brodetto è il luogo in cui convivono tradizione e innovazione: dalla cultura marinara alla trasformazione alimentare che permette di assaporare pesce di qualità proveniente dai nostri mari. Questa è la sfida: dare valore al nostro prodotto e garantire reddito ai pescatori italiani. Negli anni, purtroppo, le scelte portate avanti soprattutto dall’Unione Europea hanno penalizzato il comparto della pesca. I numeri lo dimostrano chiaramente: a soffrire è stato soprattutto il settore europeo e, in particolare, quello italiano. Con questo Governo abbiamo cambiato decisamente rotta: oggi difendiamo i pescatori, li sosteniamo economicamente e abbiamo restituito loro il ruolo che meritano, quello di custodi del mare. Allo stesso tempo, valorizziamo anche la qualità delle trasformazioni legate ai prodotti ittici, come il brodetto che, nei ristoranti di Fano e di tutta Italia, rappresenta un’eccellenza. Questo permette di affiancare alla produzione anche la trasformazione e la distribuzione, creando un alto valore aggiunto e generando economie che possono essere redistribuite sul territorio. Con il presidente della Commissione Mirco Carloni abbiamo lavorato in questi anni per garantire tutela e sostegno al mondo della pesca e continueremo a farlo”.
Per Mirco Carloni, Presidente della XIII Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati: “Il BrodettoFest rappresenta oggi uno degli eventi più significativi per la valorizzazione della pesca italiana e della nostra tradizione gastronomica marinara. Insieme al Ministro Francesco Lollobrigida abbiamo promosso il brodetto nelle più importanti fiere europee, portando un piatto simbolo della cucina popolare adriatica oltre i confini nazionali. La valorizzazione della pesca passa anche attraverso la cultura del cibo e la capacità di raccontare l’eccellenza che nasce dal mare e arriva sulle nostre tavole. Raggiungere la 24ª edizione è un traguardo importante che ci spinge a continuare con ancora maggiore determinazione nel percorso di promozione del settore ittico, sostenendo pescatori, ristoratori e tutta la filiera legata al mare. Il festival continua a crescere perché riesce a coniugare qualità, sostenibilità e valorizzazione del pesce pescato in Italia”.
Enrico Rossi, Vice Presidente della Regione Marche e Assessore alla Pesca, ha affermato: “Il BrodettoFest rappresenta una sintesi autorevole dell’identità marittima delle Marche e della capacità del territorio di trasformare una tradizione in valore culturale, turistico e promozionale. In una regione in cui la filiera ittica esprime un valore complessivo di circa 160 milioni di euro, il brodetto diventa espressione concreta di una storia produttiva, di un sapere diffuso e di un rapporto profondo con il mare. Anche la recente presentazione a Barcellona, davanti a buyer, stampa della Blue Economy e tour operator internazionali, ha confermato la forza di questo racconto oltre i confini nazionali. Fano, con questo festival, valorizza qualità, sostenibilità, cucina e attrattività territoriale, proiettando le Marche in una dimensione sempre più riconoscibile e contemporanea”.
“Ci sono sapori che non appartengono solo alla cucina, ma alla storia di una città – ha dichiarato il Sindaco di Fano Luca Serfilippi - Il brodetto è uno di questi perché racconta il lavoro dei pescatori, la vita del porto, le famiglie, le tavole condivise e il legame profondo tra Fano e il suo mare. BrodettoFest nasce da questa identità e la porta nel presente, trasformandola in un evento capace di unire tradizione, cultura, turismo e convivialità. Dal 30 maggio al 2 giugno Fano diventerà ancora una volta luogo di incontro, scoperta e racconto, accogliendo cittadini e visitatori attorno a uno dei simboli più autentici della nostra città. È questa la forza del festival, far sentire il sapore di Fano prima ancora di raccontarlo”.
“BrodettoFest – ha sottolineato Alberto Santorelli, Assessore al Turismo e ai Grandi Eventi del Comune di Fano – rappresenta un modello virtuoso di integrazione tra identità locale, filiera del mare, accoglienza e sviluppo sostenibile. Il festival promuove il patrimonio culturale e gastronomico della nostra costa, valorizzando l’immagine di Fano e rendendola ancora più attrattiva per i visitatori. Tra i profumi dell’Adriatico e il gusto inconfondibile del brodetto, il festival offre un’esperienza immersiva nella cultura della pesca e nella tradizione marinara della città. Negli anni è diventato un appuntamento di richiamo nazionale e internazionale, che unisce spettacolo, cucina, ambiente e intrattenimento, valorizzando il lavoro dei pescatori e l’intera filiera del mare”.
“BrodettoFest – ha osservato Pier Stefano Fiorelli, Presidente Confesercenti Pesaro e Urbino - celebra anche quest’anno la cucina di mare e il prodotto ittico attraverso una ricetta simbolo che racchiude storia, tradizioni e identità di un territorio. Confesercenti di Pesaro e Urbino è orgogliosa di dare il benvenuto alla XXIV edizione di una manifestazione capace di portare Fano e le Marche al centro dell’attenzione nazionale e internazionale. Cresce inoltre l’impatto dell’evento sul turismo e sull’economia locale, grazie alla valorizzazione di un’intera filiera che coinvolge pescatori, produttori, commercianti e ristoratori. Un appuntamento che unisce cultura, gusto e promozione del territorio, contribuendo a rafforzarne l’attrattività e lo sviluppo”.
La Gara Nazionale dei Brodetti e delle Zuppe di Pesce: il cuore pulsante del festival
Grande protagonista dell’edizione 2026 è la Gara Nazionale dei Brodetti e delle Zuppe di pesce, sempre più prestigiosa e combattuta. Dopo il trionfo del Ciuppin ligure dello chef Giuseppe Bizioli, si aprono ufficialmente le selezioni per la nuova sfida: i migliori chef d’Italia sono chiamati a confrontarsi per conquistare il titolo nella finale del 31 maggio e 1° giugno a Fano.
A rendere ancora più autorevole la competizione, una giuria d’eccellenza composta da grandi nomi del panorama gastronomico italiano, affiancata dal giudizio del pubblico. Tecnica, creatività e rispetto della tradizione saranno gli ingredienti decisivi in una gara che celebra l’identità culinaria del Paese, valorizzando le infinite interpretazioni delle zuppe di pesce.
Il Villaggio del Gusto raccoglie il meglio delle zuppe regionali, delle tipicità del territorio e marinare, mentre lo Spazio Bro – La cucina dei pescatori porta in scena la ricetta autentica del brodetto fanese, preparata direttamente da chi il mare lo vive ogni giorno.
Con i Cooking Show del Palabrodetto, grandi chef reinterpretano il brodetto tra innovazione e tradizione, mentre Brodetto&Wine propone raffinati percorsi di degustazione tra cibo e vini marchigiani DOC e DOCG.
Imperdibile la BrodettoBoat, per vivere aperitivi, pranzi e cene in mare aperto a bordo della motonave Queen Elisabeth, scoprendo i segreti della tradizione marinara.
Per i più piccoli, Brodetto&Kids, in collaborazione con il Masaf, educa al valore della biodiversità e della sana alimentazione, mentre i Talk sul mare – “In profondità” portano sul palco scienziati ed esperti per raccontare il mare con rigore e passione.
E quando cala il sole, il lungomare si accende con il BrodettoStage: concerti, spettacoli, cabaret, poesia e cinema trasformano Fano in un grande palcoscenico sul mare.
Con I Ristoranti del Brodetto, tutta la città diventa un itinerario gastronomico: un percorso che unisce tradizione e innovazione, con il brodetto alla fanese protagonista assoluto.
Grande attenzione anche alla sostenibilità, con attività dedicate alla tutela dell’ambiente marino in collaborazione con le principali associazioni ambientaliste italiane. Un invito concreto a prendersi cura del mare, ogni giorno.
La 24esima edizione di BrodettoFest è a cura di Confesercenti Pesaro e Urbino in collaborazione con il Comune di Fano, Regione Marche, Let’s Marche e Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.
La Commissione Ue avrebbe sospeso l'indagine sull'acquisizione del terminal cobtainer catalano in attesa di documentazione dalle parti L'articolo L’operazione Msc-Best a Barcellona resta congelata dall’Europa proviene da Shipping Italy .
L’indagine della Commissione europea sull’acquisizione da parte di Msc del 50% del Barcelona Europe South Terminal (per l’80% di CK Hutchison e per il 20% di Tercat) è sospesa dall’inizio dell’anno.
Nello specifico, secondo la stampa spagnola che cita fonti interne alla Commissione, dall’8 gennaio. Il motivo sarebbe la mancata presentazione di “documenti importanti” richiesti da Bruxelles alle società coinvolte. “La Commissione ha ‘fermato il conto alla rovescia’ dell’indagine”, una prerogativa a disposizione delle autorità garanti della concorrenza dell’Unione europea in situazioni simili, hanno spiegato le stesse fonti. Una volta che le parti avranno presentato la documentazione, il “contatore” riprenderà a funzionare, sostiene l’Ue.
La Commissione europea aveva un termine legale specifico di 90 giorni per condurre la sua indagine ed emettere una decisione sulla fusione. Poiché il procedimento è iniziato a dicembre, la decisione finale avrebbe dovuto essere raggiunta entro aprile, eppure nulla è stato reso pubblico fino ad ora. Quando Bruxelles ha avviato l’indagine, l’Autorità portuale di Barcellona ha dovuto prorogare di sei mesi l’autorizzazione precedentemente concessa per l’operazione tra le due società, ma tale periodo scadrà il prossimo giugno, sebbene tutto indichi che verrà ulteriormente prorogato vista la situazione attuale.
Msc e Hutchison Ports hanno annunciato il loro accordo relativo a Best nell’estate del 2024. La compagnia della famiglia Aponte avrebbe offerto tra i 250 e i 350 milioni di euro per acquisire il 50% del capitale del terminal container di Barcellona. L’acquirente sarebbe TiL (Terminal Investment Limited), partecipata dal fondo di investimento BlackRock. Secondo quanto filtrato, Hutchison manterrebbe il controllo operativo del terminal.
L’operazione è estranea e ulteriore all’offerta lanciata da TiL e BlackRock per l’intero portafoglio di terminal internazionali di Hutchison – quelli situati al di fuori della Cina – nel 2025. Recenti indiscrezioni suggeriscono che anche Cosco Shipping Ports e China Merchants parteciperanno all’accordo, data la dimensione geopolitica delle negoziazioni. Attualmente, secondo quanto riportato da Bloomberg a fine aprile, le varie parti starebbero discutendo la struttura di controllo per il nuovo portafoglio o i nuovi portafogli di terminal che nasceranno dall’accordo.
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY
SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
Hay hoteles y hoteles, pero siempre hay unos que destacan frente al resto por sus servicios de lujo, destinos inmejorables y sus diseños que rozan lo extraordinario. Estos son los hoteles más icónicos preferidos de los viajeros más exigentes, 'celebrities' y …
¿Cuáles son los destinos preferidos de los viajeros más exigentes y expertos travel? En este artículo de aquí, nuestro equipo ha decidido reunir los hoteles más icónicos, elegidos por su excelencia, historia y capacidad para atraer hasta a los celebrities más reconocidos a nivel internacional. Desde servicios de lujo inmejorables, hasta ubicaciones privilegiadas en los destinos turísticos más espectaculares del mundo, estos son los mejores hoteles y los imprescindibles para quienes buscan el equilibrio perfecto entre exclusividad, experiencias memorables y diseño.
Marbella, Sevilla, Barcelona, San Sebastián, Oporto... Son muchos los destinos que forman parte del imaginario del viajero experto, pero solo son unos pocos los que, de verdad, han conseguido conquistar sus corazones. Porque no, la combinación perfecta de gastronomía, cultura y estilo de vida no es fácil de conseguir, pero estos 12 hoteles de la categoría 'Iconic' han conseguido lograr lo imposible: destacar en un mundo saturado de propuestas. Desde el famoso hotel Rosewood Villa Magna situado en el exclusivo Paseo de la Castellana de Madrid, hasta el espectacular hotel de lujo Alfonso XIII de Sevilla.
Aquí los 12 nominados por nuestro equipo experto, el nombre del ganador saldrá a la luz en los próximos Premios ELLE Travel que tendrán lugar en septiembre. Una gala en la que un jurado especializado destacará los mejores destinos según las diversas categorías que conforman estos premios: 'Family First', 'In Love', 'A bordo'... No te lo pierdas.
Alfonso XIII Sevilla
Alfonso XIII Sevilla
El Hotel Alfonso XIII es considerado un monumento en sí mismo. Se inauguró en el año 1928 por orden del rey de España para alojar a personalidades y dignatarios internacionales durante la Exposición Iberoamericana. Desde entonces, se ha convertido en un centro referente de la vida social y diplomática.
Se encuentra ubicado en el centro de la ciudad de Sevilla. Concretamente, en el famoso barrio de Santa Cruz, junto a los Reales Alcázares y la Catedral. Es un hotel 5 estrellas que describen como "la joya" por su arquitectura regionalista, destacada por sus impresionantes patios andaluces, sus azulejos artesanales y su diseño histórico.
Todas y cada una de sus habitaciones y suites premium están meticulosamente diseñadas para transportarle a la vida aristócrata de la época. Destacan por sus amplios espacios, sus terrazas con vistas y, en el caso de las habitaciones más exclusivas, sus salas de estar independientes, sus comedores para hasta ocho personas, sus cocinas y sus baños privados para invitados.
Su oferta gastronómica se divide en cuatro restaurantes y bares: el restaurante San Fernando, dónde podrás disfrutar de una cuidada selección de platos españoles en el patio interior de columnas; Ena Sevilla, ubicado en la terraza exterior, y en el que probarás las mejores tapas y vinos locales; y su Pool Restaurant, con comida más ligera y refrescos para disfrutar de la piscina del hotel a lo grande. También cuenta con un Bar Americano en el que podrás deleitarte con los mejores cócteles tras la cena.
Plus extra: cuenta con ocho salas adaptables, ideales para negocios, banquetes, celebraciones importantes y un sinfín de eventos sociales.
Don Carlos Marbella
Michelle Chaplow
Don Carlos Marbella es uno de los grandes iconos del lujo mediterráneo en la Costa del Sol. Situado en primera línea de playa, junto a la playa de Elviria, el hotel forma parte del imaginario de Marbella desde 1969, año en el que fue inaugurado por Conrad Hilton como un nuevo referente de hospitalidad, glamour y sofisticación frente al mar.
Desde entonces, Don Carlos Marbella ha sido mucho más que un lugar donde alojarse. Ha sido testigo y protagonista de la evolución de Marbella como destino cosmopolita, un enclave capaz de reunir bajo una misma luz el descanso mediterráneo, la vida social y ese magnetismo discreto que convirtió a la ciudad en sinónimo de estilo. Durante décadas, el hotel se consolidó como uno de los favoritos de celebrities, artistas, deportistas y personalidades de todo el mundo.
En 1973, la apertura de su Beach Club reforzó esa conexión natural con el mar. Concebido como un espacio de ocio frente al Mediterráneo, con su gran piscina central y sus icónicas cuevas luminosas, pronto se convirtió en uno de los lugares más deseados de la Costa del Sol. Allí se celebraron fiestas privadas a las que asistieron nombres como Sean Connery, Dolph Lundgren o Christopher Lambert, alimentando la leyenda de una Marbella sofisticada, hedonista y profundamente internacional.
El deporte también forma parte de su historia. Pocos años después, sus pistas de tenis de tierra batida situaron al hotel en el mapa internacional al convertirse en sede de la Asociación de Tenis Femenino. Por ellas pasaron algunas de las grandes figuras de la época, como Martina Navratilova, Chris Evert o Steffi Graf. Aquel legado deportivo evolucionaría con el tiempo hasta dar lugar al actual Rafa Nadal Tennis Center, el primer centro deportivo en España creado con la metodología de entrenamiento del tenista, hoy con pistas de tenis y pádel abiertas al paisaje mediterráneo.
La vida nocturna escribió otro de sus capítulos memorables con Oh Marbella, la mítica discoteca que se convirtió en punto de encuentro de la jet set durante la época dorada de la ciudad. Alejandro Sanz, Isabel Preysler, Miguel Boyer, Luis del Olmo, Prince o Demis Roussos fueron algunos de los nombres asociados a unas noches en las que nadie quería quedarse fuera. Entre música, verano y largas madrugadas, Don Carlos Marbella terminó de construir su aura de hotel legendario.
Ese legado convive hoy con una nueva etapa. Tras una ambiciosa reforma integral, Don Carlos Marbella renace con una propuesta contemporánea que reinterpreta el espíritu andaluz desde la calma, la luz y el diseño. El interiorismo, firmado por Jaime Beriestain, combina materiales nobles, vegetación exuberante, referencias sutiles al imaginario local y una elegancia serena que conecta con el estilo de vida mediterráneo actual.
Rodeado por más de 20.000 metros cuadrados de jardines tropicales y abierto directamente al Mediterráneo, el hotel se presenta ahora como un refugio donde el descanso, la gastronomía, el deporte y el bienestar marcan el ritmo de la estancia. Sus habitaciones, suites y residences, bañadas de luz natural y orientadas hacia los jardines o el mar, están pensadas como espacios de desconexión donde cada detalle invita a detener el tiempo.
La experiencia se completa con una propuesta gastronómica que celebra el sabor del sur desde una mirada actual, con espacios como Los Naranjos, Sol y Sombra, Break Point y Manero. A pie de playa, Nikki Beach Marbella y Lucía Marbella mantienen vivo el vínculo del hotel con el mar, la música, el ocio y las largas jornadas al sol.
El bienestar ocupa también un papel esencial en esta nueva etapa. Don Carlos Spa, con 1.600 metros cuadrados dedicados al cuidado, propone un recorrido de aguas, tratamientos de firmas de prestigio y rituales inspirados en la luz del Mediterráneo. Para quienes entienden el movimiento como parte del descanso, el Rafa Nadal Tennis Center prolonga el ADN deportivo del hotel con una propuesta de tenis y pádel de primer nivel en un entorno privilegiado.
Hoy, Don Carlos Marbella combina la fuerza de su historia con una visión renovada del lujo. Un hotel legendario que conserva el carisma de los grandes clásicos, pero mira al presente con autenticidad, diseño y una forma de vivir el Mediterráneo más pausada, sensorial y contemporánea.
https://doncarlosresort.com/es/
Gran Hotel Miramar, Málaga
Gran Hotel Miramar, Málaga
El Gran Hotel Miramar es mucho más que un edificio excepcional, es un destino que ha visto evolucionar a la ciudad de Málaga durante casi un siglo, siendo testigo de su evolución social, política y turística. Se inauguró en los años 20, frente al Mar Mediterráneo, para situar a la ciudad en el mapa turístico europeo. La idea fue obra de los reyes Alfonso XIII y Victoria Eugenia y, desde ese preciso momento, se convirtió en el lugar de referencia para todo tipo de recepciones, celebraciones y encuentros memorables.
Su nombre original era 'Hotel Príncipe de Asturias'. En su primera década de vida, se podían ver a emblemáticas figuras de la política, cultura y alta sociedad paseando por sus salones. Poco más tarde, el edificio pasó de ser un exclusivo hotel, a un espacio de uso comunitario e institucional que recibía el nombre de 'Palacio de Miramar'. Eso sí, manteniendo su imponente arquitectura. A finales de los 90, se transformó en sede judicial, pero conservando su carácter majestuoso. En los 2000, el palacio quedó inactivo hasta su rehabilitación integral en 2016, que dio como resultado al lujoso y contemporáneo Gran Hotel Miramar de Málaga
Ahora, en él se pueden encontrar toda clase de servicios y comodidades excepcionales propias de un hotel de lujo: piscinas exteriores, gimnasio, servicio de botones y conserjería, solarium, zona chill out con vistas al mar, servicios de canguro, centro de spa y wellness, salas para reuniones y eventos... Posicionándose así como uno de los destinos preferidos de los viajeros más exigentes.
https://www.granhotelmiramarmalaga.com/es/
Gran Meliá Don Pepe
Gran Meliá Don Pepe
Se trata de un icono del lujo atemporal pionero de la 'Milla de Oro' marbellí desde el año 1964. Con una ubicación inmejorable en el paseo marítimo con vistas al mar y a la Sierra Blanca, este exclusivo hotel 5 estrellas ha logrado posicionarse como un referente de hospitalidad en la Costa del Sol durante más de seis décadas.
Su construcción fue la "culpable" de impulsar el desarrollo de la famosa 'Milla de Oro'. Se construyó en un terreno de 32.000 metros cuadrados. Y sí, el hecho de que, tan solo un mes después de su apertura, recibiera a la famosa actriz Audrey Hepburn lo impulsó hacia lo más alto. Desde entonces, en algunas pantallas del hall se proyectan películas suyas en blanco y negro. En él también se han hospedado otros rostros muy influyentes como Sean Connery, Prince o S.M. el Príncipe Eduardo. Además, merece especial mención que forma parte de la filmoteca española, tras rodarse en sus instalaciones algunas de las películas más míticas como 'Pepito Piscinas' o 'El turismo es un gran invento'. En él han actuado también figuras ilustres como Rocío Jurado, Julio Iglesias o Lola Flores.
Su diseño es obra del arquitecto Álvaro Sans. Cuenta con alrededor de 200 habitaciones y suites con vistas impresionantes al mar. Además de unos espectaculares jardines tropicales y un servicio de primera arraigado en los valores mediterráneos. Sin duda, se trata de un lugar de ensueño donde la historia, la cultura, el placer y el buen gusto van de la mano.
Hotel W Barcelona
Hotel W Barcelona
W Barcelona es un hotel 5 estrellas que se inauguró en el año 2009, pero que ya ha conseguido posicionarse como uno de los más icónicos de nuestro país. Se ve desde el mar, y también desde muchos puntos de la ciudad catalana. Gracias a su inusual y sorprendente arquitectura, se distingue con tan solo verlo.
Cuenta con hasta 88 metros de altura —aunque la idea inicial era de 180 metros— y fue idea de Ricardo Bofill. Su idea era clara: construir un rascacielos junto al puerto. Su presupuesto llegó a los 260 millones de euros. El fundador del Taller de Arquitectura definió el edificio como "una vela hinchada por el viento" situada en un muelle de tan solo 11 metros sobre el Mar Mediterráneo. Por lo que, en total, son 99 metros de altura. Eso sí, la silueta de la vela sí que pudo ensancharse finalmente por su base.
Cerca de 42.000 metros cuadrados construidos, W Barcelona se convirtió en el primer hotel de Starwood —hoy Marriott— en Europa occidental y un icono en la industria hotelera. Cuenta con hasta 473 habitaciones, de las cuales 68 son suites más exclusivas con el servicio 'Extreme WOW' que promete a sus huéspedes ser atendidos en cualquier momento del día. Algunos de sus huéspedes más destacados y habituales son Shakira, Arnold Schwarzenegger, Madonna o Lady Gaga.
https://www.w-barcelona.cat/
Majestic Hotel Barcelona
Hotel Majestic Barcelona
En pleno corazón de Barcelona, en el famoso Paseo de Gracia, se encuentra uno de los edificios más emblemáticos de la ciudad: el Majestic Hotel & Spa Barcelona. Un exclusivo hotel abierto en 1918 que ha logrado posicionarse como uno de los más prestigiosos hoteles a nivel internacional.
Propiedad de la familia Soldevila-Casals, durante sus más de cien años de historia ha sido testigo de importantes eventos políticos, culturales e históricos. Durante la Guerra Civil, por ejemplo, fue sede de la oficina de propaganda de la Generalitat de Catalunya y alojamiento principal de corresponsales. Tras esta, el hotel cambió su nombre de Hotel Majestic Inglaterra al Hotel Majestic, y los propietarios decidieron ampliar y remodelar sus instalaciones. Una reforma que no acabó hasta los años 70, cuando el hotel añadió un nuevo edificio al gran edificio principal.
Tras la celebración de los Juegos Olímpicos de Barcelona de 1992, el hotel inició otra gran reforma para mejorar sus instalaciones. Esta duró más de cinco años, pero dieron como resultado uno de los hoteles más lujosos de la ciudad y su entrada a la exclusiva Asociación internacional “The Leading hotels of the world”, donde se encuentran los mejores hoteles del mundo.
En él se han alojado desde monarcas como la Reina Maria Cristina, hasta artistas como Joan Miró, cantantes como Josephine Baker o la soprano Renata Tebaldi. Así como famosos escritores como Federico García Lorca o Antonio Machado.
Maria Cristina, San Sebastián
Maria Cristina, San Sebastián
Se inauguró en 1912 en San Sebastián y fue diseñado por el famoso arquitecto Charles Mewes, que construyó los hoteles Ritz de Madrid y París. Lo describen como un icono de la 'Belle Époque' y un símbolo de lujo 5 estrellas.
Desde su construcción, el hotel ha estado estrechamente vinculado con la historia y la vida cultura de los hoteles de San Sebastián, ciudad costera que se convirtió en el retiro predilecto de la realeza y la aristocracia allá por el siglo XIX. La reina María Cristina, madre de Alfonso XIII, vio en la bahía de La Concha el lugar de veraneo perfecto por su proximidad a la ciudad francesa de Biarritz, donde veraneaba la realeza europea. El traslado de la Corte a esta ciudad hizo que este hotel llevara su nombre a modo de homenaje. El mismo año de su inauguración se abrieron las puertas del balneario de la Perla y el teatro Victoria Eugenia. Lo que hizo que personalidades influyentes pasaran por la ciudad, convirtiéndola en uno de los mejores destinos turísticos.
Audrey Hepburn, Coco Chanel, Woody Allen, Alfred Hitchcok o Steven Spielberg han sido solo algunas de las grandes personalidades que han disfrutado de sus estancias. De hecho, algunas de las suites más exclusivas del hotel llevan el nombre de las estrellas más destacadas como Bette Davis, que destaca por sus impresionantes vistas al río Urumea, y su salón imperial con de retratos de la actriz. También merecen especial mención la Bette Davis Suite y la Suite María Cristina.
Actualmente, se trata del alojamiento principal del Festival de Cine de San Sebastián, convirtiéndose en el epicentro de celebrities y personalidades influyentes actuales. También destaca por su excelente propuesta gastronómica con barras de pinchos, en las que reina la Gilda por excelencia.
Orfila
Hotel Orfila
El hotel nació en 1885 como residencia de la familia real búlgara en Madrid. Se trata de un antiguo palacete del siglo XIX ubicado en el tranquilo y prestigioso barrio de Chamberí. En los años 90, gracias a Gabriel García Alonso, actual presidente de la Asociación Empresarial Hotelera de Madrid, pasó a ser un hotel que conservó la fachada principal, así como la entrada de carruajes, escalera principal y gran parte de la distribución interior. Sin embargo, en el año 2020 se reformó bajo la mano del interiorista Lorenzo del Castillo, que apostó por resaltar todavía más la elegancia del palacio a través de suelos de mármol, maderas nobles, grandes espejos de marcos dorados y pinturas originales del siglo XVIII y XIX. Sus muebles también destacan por ser antigüedades que ha ido coleccionando Gabriel García Alonso, propietario del hotel, a lo largo de los años.
Todas sus estancias lucen como un museo histórico. Cada esquina, cada cuadro, cada detalle... Merece la pena detenerse para disfrutar del lugar. Uno de los retratos más espectaculares es el de Fernando VII —pintado por Vicente López— ubicado en el vestíbulo principal. En total, cuenta con 32 habitaciones, y destaca por su impresionante jardín decorado con fuentes adosadas, sillas de hierro y zonas de almuerzos ideales para planes en familia, parejas o amigos. El Jardín de Orfila, su restaurante, está supervisado por el chef ejecutivo Mario Sandoval, galardonado con dos estrellas Michelin
Dato curioso: Hubert Givenchy vivió y se alojo durante meses en el hotel mientras preparaba una exposición en el Museo Nacional Thyssen-Bornemisza.
https://hotelorfila.com/
Palace Madrid
Palace Madrid
Se inauguró el 12 de septiembre de 1912 por orden del rey Alfonso XIII y el empresario George Marquet. Se construyó en tiempo récord sobre el antiguo palacio de los Duques de Medinaceli, y su diseño lo llevó a cabo el arquitecto francés Edouard-Jean Niermans y el diseñador español Eduardo Ferrer Puig. Se encuentra en la Plaza de las Cortes.
El bisabuelo del actual rey de España vio la necesidad de construir un hotel de lujo en Madrid como respuesta de la creciente demanda impulsada por la evolución del transporte. La primera piedra fue colocada en 1911, y en solo 18 meses el edificio ya estaba terminado. Cuando abrió sus puertas, se convirtió en el hotel más grande y moderno de Europa, y el primero en España en ofrecer baño privado y teléfono en cada habitación. Tres años más tarde, el Ayuntamiento de Madrid le otorgó el premio al 'Mejor edificio de la ciudad". Como dato curioso: el primer huésped pagó 7 péseles (0,047 euros).
A su inauguración acudieron personalidades influyentes de todos los ámbitos. Posteriormente, la familia real brindó por su éxito con copas de plata que ahora forman parte de su legado. Entre sus características arquitectónicas más destacadas se encuentra su espectacular cúpula de vidrio, una obra maestra compuesta por 1.875 cristales que ha sido restaurada a su esplendor original gracias a un meticuloso proceso de restauración.
Durante la Segunda Guerra Mundial, el hotel se convirtió en un hervidero de espías. Mientras que en los años 20 fue el lugar clave para acoger grandes fiestas bajo la cúpula. Durante la Guerra Civil Española, el hotel cerró y se transformó en hospital. Su renovación después de la guerra costó 4 millones de pesetas. En las décadas de los años 20 y 30, fue el lugar de encuentro favorito de Federico García Lorca, Luis Buñuel y Dalí.
https://www.thepalacehotelmadrid.com/es/
Ritz Mandarin Oriental Madrid
Ritz Mandarin Oriental Madrid
Oficialmente, abrió sus puertas el 2 de octubre de 1910. Fue inaugurado por el rey Alfonso XIII y la reina Victoria Eugenia con el fin de modernizar Madrid y elevar su estatus como capital europea. Este se colocó estratégicamente en los terrenos del antiguo teatro Tivoli, en el centro de la ciudad con la ayuda de Charles Mewes, arquitecto que concibió el hotel Ritz de París, y ejecutado por los arquitectos españoles Luis de Landecho y Lorenzo Gallego.
Durante la Guerra Civil, el hotel permaneció abierto y sirvió como hospital de guerra. Sin embargo, la cúpula de cristal sufrió daños considerables y tuvo que cerrar en la década de 1940. Hicieron falta ochenta años para que pudiera recuperar su esplendor original.
La relación del hotel Ritz Madrid con la Casa Real española se mantiene hasta día de hoy. Cuando Alfonso XII falleció en Roma, en el Ritz se creó un libro de condolencias en el que las personas firmaban para mostrar sus respetos. En la actualidad, el rey Felipe VI y la reina Letizia lo han visitado en múltiples ocasiones. Además, sirve como despacho para el rey durante la celebración del Día de la Hispanidad.
Durante muchos años, el Ritz mantuvo una política de no ofrecer alojamiento a personalidades del mundo del espectáculo. ¿El motivo? Mantener el ambiente de serenidad que caracterizaba al hotel. Eso sí, esto no quita que se hayan una serie de excepciones con actores distinguidos como Leslie Howard, Henry Fonda, Gary Cooper o James Stewart, entre otros.
Dato curioso: el hotel cuenta con su propia colección de arte. Cada una ha sido seleccionada para intentar reflejar el legado artístico de la ciudad e invitar a los huéspedes a adentrarse en el mundo del Museo Del Prado, muy próximo a sus instalaciones.
Rosewood Villa Magna
Rosewood Villa Magna
Situado en el prestigioso Paseo de la Castellana de Madrid, se encuentra el famoso hotel Rosewood Villa Magna, un icónico hotel de lujo inaugurado originalmente en 1972 sobre el antiguo Palacio Anglada, que logró posicionarse como uno de los hoteles más exclusivos de toda Europa.
En noviembre de 2021, tuvo lugar una restauración de la mano de la cadena hotelera con sede en Hong Kong, Rosewood. En ella se ha visto un claro compromiso con el diseño contemporáneo, la arquitectura y el arte. Su fachada, obra del arquitecto español Ramón de Arana, ha sido uno de los cambios más notables. Aunque su nueva entrada con gran escalinata también merece especial mención. La encargada de diseñar el interior ha sido la empresa australiana Bar Studio. Y sí, han conseguido rendir homenaje a la historia y tradición de la familia que residió en el antiguo palacio allá por el año 1870. Otras de sus características originales más atractivas es su preciosa vidriera de colores de la década de 1970.
Eso sí, sigue manteniendo el mismo número de habitaciones (154, 53 de ellas suites). Estas destacan por su amplitud, su diseño de estilo hogareño y sus comodidades funcionales. Además de por sus amplios ventanales con vistas y mucha luz.
También es un destino de interés para los expertos foodie por su excelente oferta gastronómica dividida en el Restaurante Amós by Jesús Sánchez, con tres estrellas Michelin y tres soles Repsol; Las Brasas, Tarde.O y su café Flor y Nata.
https://www.rosewoodhotels.com/es/villa-magna
The Yeatman Oporto
The Yeatman Oporto
Desde hace más de tres siglos de historia, Oporto ha sido uno de los destinos por excelencia de las familias británicas que, a lo largo de las generaciones, se han dedicado al comercio del vino. Inaugurado en 2010 en Vila Nova de Gaia, a pasos de las Bodegas de Guarda Vino de Oporto, por orden de la familia Yeatman, comerciante de vinos británicos con gran tradición en la región desde el siglo XIX, este hotel se construyó con un claro objetivo: ser el mejor hotel vinícola de lujo en Portugal.
La familia Yeatman comenzó a comercializar vino en Oporto en 1838. Se trataba de una de las familias mas distinguidas y emprendedoras de la industria. Y aún a día de hoy, son propietarios de otras tres famosas casas de vino de Oporto.
Para poder cumplir con su objetivo, se llevaron a cabo numerosos acuerdos con los mejores productores de vino de Portugal. A día de hoy, estos participan activamente en diversos programas de degustación, seminarios y cenas vinícolas organizados por el hotel. Además, cabe destacar que las habitaciones y suites han sido personalizadas por dichos socios, que facilitaron toda clase de fotografías y objetos decorativos que ayudan a dar a conocer la historia y el ambiente de cada bodega.
The Yeatman posee la mayor y más variada bodega de vinos portugueses del mundo. Su reconocimiento de hotel 5 estrellas confirma la experiencia única que ofrece, principalmente, a los amantes y curiosos del vino. Destacan sus impresionantes vistas al Río Douro y a la histórica ciudad de Porto. Además, el tema del vino se extiende también a su famoso The Yeatman Wine Spa, a través de diversos productos y tratamientos especializados.
https://www.the-yeatman-hotel.com/es/
Volver al índice principal con todas las categorías de los Premios 'ELLE Travel' 2026
La compagnia soddisfatta: "Nessun condizionamento rilevato dalle indagini, scelte assunte solo per la sicurezza" L'articolo L’ultima sentenza su Liberty Lines evidenzia ruolo e responsabilità dei comandanti proviene da Shipping Italy .
A seguito della pubblicazione delle motivazioni della sentenza n. 41/2026 del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, Liberty Lines ha ribadito la piena fondatezza dell’assoluzione dei propri comandanti, già pronunciata il 25 marzo 2026 con la formula “perché il fatto non sussiste”.
Le motivazioni chiariscono inequivocabilmente l’assenza di elementi idonei a sostenere una responsabilità penale, evidenziando come le ipotesi accusatorie, avanzate nell’ottobre 2023 da alcuni residenti di Stromboli, fossero fondate su mere congetture, prive di qualsiasi riscontro oggettivo. Il Giudice ha infatti escluso che le decisioni di annullare alcune corse possano essere state influenzate da ragioni economiche o da finalità diverse da quelle di sicurezza, sottolineando che tali ricostruzioni non sono state supportate da alcun elemento probatorio concreto.
Secondo la compagnia è stato inoltre “ribadito un principio centrale: la valutazione delle condizioni meteomarine e la decisione di effettuare o meno la navigazione competono in via esclusiva al comandante del mezzo, quale responsabile della sicurezza dell’imbarcazione e dei passeggeri. Le motivazioni evidenziano come tale discrezionalità tecnica non possa essere messa in discussione sulla base di comparazioni astratte o successive tra viaggi effettuati in condizioni diverse, in assenza di evidenze oggettive di condotte irrazionali o falsità nelle annotazioni di bordo”.
Le indagini, è stato inoltre ricordato da Liberty, “non hanno rilevato alcuna forma di condizionamento da parte della compagnia sulle decisioni dei comandanti, confermando che le scelte operative sono state assunte di volta in volta, nel pieno rispetto delle effettive condizioni di navigazione. Alla luce di tali elementi, Liberty Lines esprime soddisfazione per una decisione che riconosce, in modo chiaro e definitivo, la professionalità, l’autonomia decisionale e il senso di responsabilità dei propri comandanti, i quali hanno sempre operato con l’obiettivo prioritario della tutela della sicurezza dei passeggeri.
Liberty Lines si è detta “pienamente consapevole del valore essenziale dei collegamenti marittimi per le comunità isolane e per tutti i passeggeri che viaggiano per lavoro, studio, salute, motivi familiari o turismo. Ogni sospensione o variazione del servizio può comportare disagi rilevanti: proprio per questo l’azienda è costantemente impegnata a garantire la massima regolarità possibile dei collegamenti. Al contempo, la sicurezza delle persone trasportate, degli equipaggi e delle unità navali rappresenta un principio non negoziabile: nessuna esigenza operativa può prevalere sulla tutela dell’incolumità dei passeggeri”.
Llegó por fin semana de la Final a Ocho de la Champions de hockey patines en Coímbra (Portugal). El equipo de Ricard Ares se estrena mañana contra el Sporting (20.00 horas) en los cuartos de final de la competición. El Barça es el rey de la Champions, con 22 …
Jefe de sección Actualizado el 06/05/2026 07:00 CEST Llegó por fin semana de laFinal a Ocho de la Champions de hockey patines en Coímbra (Portugal).Elequipo de Ricard Aresse estrena mañana contra elSporting(20.00 horas) en los cuartos de final de la competición. El Barça es el rey de la Champions, con 22 títulos, pero no reina en Europa desde el 2018. La expedición blaugrana ha viajado hasta la bella ciudad ribereña del centro de Portugal que acoge a los ocho mejores equipos de Europa con la máxima ambición y, entre ellos, destaca eljoven Eloi Cervera (21 años).El medio centro azulgrana debuta en una fase final europea. Sabe que el camino hasta la gloria no es nada sencillo, pero confía en la calidad y la unión del equipo para regresar a Barcelona con el trofeo entre sus brazos. Eloi, ¿cómo afronta el equipo la Final a 8 en Coímbra? Con mucha ambición y con muchas ganas. Hace unos años que en la Champions no estamos teniendo la participación que nos gustaría y queremos que este año sí que sea como debe ser. Esta temporada lo estamos haciendo muy bien en la Champions. Hemos hecho una fase regular muy buena y queremos seguir haciéndolo igual de bien ahora en la Final 8, que asumimos con mucha alegría. La fase regular os avala, habéis sido el tercer mejor equipo. Sí, como dices la fase regular nos transmite confianza y es sinónimo de que estamos haciendo las cosas bien. Nos da motivación y encaramos la Final a 8 con la confianza de haber sido el tercer mejor equipo de los dos grupos de la fase regular de la Champions. Pero el camino en Coímbra no será nada fácil. Primer partido en cuartos de final ante el Sporting CP. Exacto, como dices, no será nada fácil. Llegar a la Final a 8 ya es muy complicado. Están los ocho mejores equipos de Europa, pero lo vamos a luchar, como todo. Ya han jugado contra el Sporting CP esta temporada en el Mundial de Clubs de San Juan, donde el Barça se impuso en la fase de grupos, pero cayó en la final. Cierto, ya nos hemos encontrado un par de veces en el Mundial, ganamos uno y perdimos otro. Es un rival muy complicado, no nos engañaremos, pero nosotros sabemos que tenemos un muy buen equipo y pienso que la clave, al margen del juego y de hacerlo lo mejor posible, en ser un equipo, estar todos juntos. Tener esa ambición y esas ganas, esa garra que tenemos que tener. Si lo hacemos de esta forma, trabajando todos como un equipo, lo podemos sacar adelante. Otra de las claves puede estar en el ambiente. La Final a 8 se juega en Portugal, con cuatro equipos lusos y de los cuatro últimos años en tres el campeón ha sido portugués. El ambiente que nos podemos encontrar en el pabellón a mí me da un poco igual, lo que tenemos que hacer es centrarnos en nosotros mismos, en hacerlo bien nosotros, en estar juntos y unidos, como decía antes, y así las cosas saldrán bien. Es en Portugal, el ambiente no será hostil, pero lo afrontamos con muchas ganas. Superado el Sporting CP, en semis esperaría el ganador del partido que enfrente al Benfica, con muchos ex blaugranas y ex compañeros suyos, y el Reus Deportiu. Sí, o Benfica o Reus. Si toca Benfica hay ex compañeros ahí que han estado muchos años en el Barça y será un partido muy especial, y si nos toca el Reus Deportiu también será especial, ya que es un equipo de la liga española y también será muy bonito. El Barça es el rey de la Champions con 22 títulos, pero no gana desde el 2018, ¿notan en el equipo la necesidad, la urgencia, de volver a reinar en Europa? Cierto, llevamos unos años en que al equipo la Champions le está costando, y evidentemente en el club que estamos tenemos que aspirar a todo y la Champions es un título al que tenemos que aspirar con mucha ambición y sí, es verdad, tenemos ese punto que tenemos que ganarla y la confianza de todo el club para ello. ¿Qué balance hace de la temporada? Han acabado segundos de la fase regular de la Ok Liga tras el Liceo, ¿cómo llega el equipo a la Final a 8? Hemos hecho una muy buena fase regular en Champions y en Liga no ha sido como queríamos quizá, pero tampoco ha sido del todo mala, y la verdad es que el equipo llega con confianza y en buen estado de forma, y así lo demostraremos en pista. Su entrenador, Ricard Ares, ya ganó la Champions con el FC Porto, ¿qué les ha remarcado más antes de viajar a Coímbra? Tenemos claro que tenemos que ir partido a partido. Sólo tenemos que pensar en el partido de cuartos ante el Sporting CP. Primero nos centramos en un solo partido, que pueden pasar muchas cosas. Hay que ir con la máxima concentración y darlo todo, y todo es todo, todo y más. Así lo tenemos que hacer y esto es lo que nos remarca el entrenador. Usted, ¿cómo se está encontrando esta temporada en el equipo? Bien, mucho mejor esta temporada, en la que creo que he dado un paso adelante, y así quiero reafirmarlo en todo lo que queda de la Champions. Noto que tengo mucha confianza del equipo, yo también la noto y me encuentro muy bien. ¿Dónde ha notado más la mano desde que llegó Ricard Ares? La verdad es que desde que llegó Ricard al equipo -firmó por el club en julio de 2025- conectamos muy bien y me insiste que confía mucho en mí, que tengo que ser un jugador que desborde, que sea incisivo, que ataque el uno contra uno, que defienda bien, que asista, que tenga confianza conmigo mismo y él me lo transmite. Imagine que el Barça llega a la final y que conquistan la Champions, ¿qué promesa o locura cumpliría, se teñiría el pelo? (ríe) No me gusta mucho hablar de estas cosas antes de las finales porque gafa un poco, pero haría lo que fuese. Para mí ganar la Champions sería un sueño y además con el Barça, sería espectacular. Haría lo que fuese. Usted llegó muy joven al Barça, en el verano del 2023, procedente del Igualada Rigat HC, ¿qué le aportó el equipo de la comarca del Anoia? Tengo muy buen recuerdo de mis años en el Igualada. Es donde me he formado y es donde he aprendido todo, entre comillas. Llegué al Barça con esa garra, con esa actitud defensiva, que en Igualada se trabaja mucho, equipo que me dio esa garra en defensa y estoy muy contento de aquella etapa. ¿Cómo recibió la noticia de su fichaje por el Barça? Bien, la verdad es que me impactó un poco porque no me lo esperaba, pero con mucha ilusión. Me costó. Fue una decisión complicada, porque tenía que dejar el club de mi vida, donde estaban mis amigos y todo, pero también tienes que dar ese paso. Así lo hice, y estoy muy contento de la decisión que tomé. Tiene contrato hasta el 2027, y cuando renovó se decía que el Barça se aseguraba la continuidad de una de las perlas del hockey patines en España. Estas expectativas, ¿le generan un exceso de presión? No, no, al final yo siempre trabajo de la misma forma y trato de hacerlo lo mejor posible, que es lo que yo también quiero, llegar a ser la mejor versión de mí. Sí que no negaré que tengo un poco de presión, porque el Barça es un club donde se tienen que hacer las cosas bien y además hay que ganar, pero la verdad es que lo llevo bien.
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario El Consejo de Administración del Port de Barcelona aprobó la adjudicación del proyecto para la instalación La entrada Port de Barcelona adjudica OPS de la Terminal G de cruceros a PowerCon se publicó primero en PortalPortuario .
El Port de Barcelona ha adjudicado a la empresa danesa PowerCon A/S el contrato para instalar el sistema de suministro eléctrico a buques desde tierra (Onshore Power Supply, OPS) en la futura Terminal G de cruceros, por un importe de 10,4 millones de euros. L…
El Port de Barcelona ha adjudicado a la empresa danesa PowerCon A/S el contrato para instalar el sistema de suministro eléctrico a buques desde tierra (Onshore Power Supply, OPS) en la futura Terminal G de cruceros, por un importe de 10,4 millones de euros. La compañía ha obtenido la mejor puntuación entre las cuatro ofertas presentadas y asumirá tanto la redacción del proyecto como su ejecución y explotación, ha explicado el puerto en un comunicado este jueves.
El contrato tiene una duración total de cinco años e incluye un plazo de 22 meses para la redacción, construcción y puesta en marcha del sistema. Se trata de un proyecto “llave en mano”, como ya suele hacer la autoridad portuaria, que abarca la conexión a la red eléctrica de media tensión que el puerto está desplegando entre la subestación Port y el Moll Adossat, la instalación de una subestación OPS en la terminal y la implementación de un sistema de gestión de cables (CMS) para enlazar los buques con la red terrestre. Además, el adjudicatario se encargará del servicio de conexión y desconexión de los cruceros, así como del mantenimiento de toda la instalación.
Una grúa descarga los sistemas OPS que permitirán conectar los barcos a la electricidad, en la terminal de ferris de Grimaldi del Port de Barcelona. / Port de Barcelona
En funcionamiento en 2027
La actuación forma parte del plan Nexigen de electrificación de muelles, uno de los ejes de la estrategia ambiental del puerto, orientado a reducir las emisiones contaminantes y el ruido durante la estancia de los barcos en puerto mediante su conexión a la red eléctrica terrestre. En el ámbito de los cruceros, el despliegue del OPS se está realizando de forma progresiva en las terminales del Moll Adossat, en paralelo al desarrollo de las infraestructuras eléctricas generales.
La futura Terminal G, concedida a Royal Caribbean Group a través de Catalonia Cruise Terminal G, ha sido diseñada con criterios de eficiencia energética y sostenibilidad desde su origen. Está previsto que entre en funcionamiento en 2027, con una operativa alineada con los objetivos climáticos del Port de Barcelona y los estándares ambientales del sector.
El Port de Barcelona estrena la conexión eléctrica de la terminal de ferris de Grimaldi / MANU MITRU
Este contrato se enmarca el proceso iniciado en octubre de 2025, cuando el Consejo de Ministros autorizó la licitación de una actuación similar por 12,6 millones de euros (sin IVA) para esta misma terminal, dentro del despliegue del sistema OPS en los puertos estatales. Dicho sistema permite a los buques atracados conectarse a la red —preferentemente de origen renovable— y apagar sus motores auxiliares, reduciendo así las emisiones atmosféricas.
Grimaldi y Hutchison, antes
El Port de Barcelona ya cuenta con experiencia en esta tecnología. En mayo de 2025 inauguró el primer OPS para ferris en la terminal de Grimaldi Group, que permite operar con energía 100 % renovable en atraque, y en julio de 2024 puso en marcha el primer sistema OPS en una terminal de contenedores del Mediterráneo, en Hutchison Ports BEST, con capacidad para conectar dos buques simultáneamente y evitar unas 2.500 toneladas de CO₂ anuales en sus fases iniciales.
A escala estatal, está previsto invertir más de 800 millones de euros hasta 2029 en el despliegue de esta tecnología en los puertos, mientras que el Ministerio de Transportes y Movilidad Sostenible ha anunciado una planificación adicional de 1.600 millones de euros para reforzar el sistema portuario en 2026. Con la electrificación de la Terminal G, Barcelona consolida su posicionamiento como uno de los puertos europeos más avanzados en la implantación del OPS.
El Port de Barcelona ha dado un paso decisivo en su estrategia de descarbonización al adjudicar a SympH2ony la construcción y explotación de la futura hidrogenera del recinto. El proyecto, licitado en septiembre del año pasado, supondrá una inversión superior…
Ubicación del esapcio de la ZAL Port donde se situará la futura hidrogenera./ Port de Barcelona Cristina Buesa ElPort de Barcelonaha dado un paso decisivo ensu estrategia de descarbonizaciónal adjudicar aSympH2onyla construcción y explotación de lafutura hidrogenera del recinto. El proyecto, licitado en septiembre del año pasado, supondrá una inversión superior a los 20 millones de euros, según han informado desde la autoridad portuaria y se trata de unainfraestructura clave para el suministro de hidrógeno verde a vehículos y maquinaria portuaria. La nueva instalación se ubicará en unaparcela de unos 7.000 metros cuadrados en la ZAL Prat, junto a las principalesáreas logísticas de El Prat de Llobregat y la Zona Franca. Su puesta en marcha permitirá abastecer a camiones, autobuses y equipos portuarios, "actuando como palanca para laprogresiva transformación de flotashacia modelos de cero emisiones", aseguran. El proyecto, adjudicado en el consejo de administración de este miércoles, va más allá de una hidrogenera convencional. Incluye tanto laproduccióncomo elsuministrode hidrógeno verde, además de soluciones integrales de movilidad. Entre ellas, unidades móviles para repostar maquinaria que no pueda desplazarse hasta la planta y la posibilidad de conexión futura mediante canalizaciones a grandes consumidores industriales. En términos técnicos, la planta contará con unacapacidad de electrólisis de 3,1 MW en 2030, ampliable hasta 6,2 MW en 2032. A pleno rendimiento, podrá producir hasta 540 toneladas anuales de hidrógeno verde. Este se generará in situ mediante electrolizadoresalimentados con energía 100% renovable, garantizando un combustible neutro en emisiones, en línea con los criterios ya fijados en el concurso público lanzado en 2025. Accesos a la ZAL del Port de Barcelona, la primera plataforma logística que se construyó en el Estado./ Zowy Voeten La concesión, otorgada por unperiodo de 40 años prorrogables, incluye también la urbanización de los accesos y la construcción de una rotonda para facilitar la operativa de entrada y salida de vehículos. La adjudicación consolida el papel de SympH2ony comosocio tecnológico del puerto en la transición energética. La compañía,creada en 2024 por Toyota Tsusho Europe y Messer, tiene como objetivo acelerar la implantación del hidrógeno en sectores difíciles de electrificar, como el transporte pesado y la logística. Su propuesta en Barcelona se enmarca en una estrategia más amplia para desarrollar unecosistema europeo del hidrógeno, combinando producción, infraestructuras de repostaje, vehículos de pila de combustible y servicios asociados para la gestión de flotas. La nueva hidrogenerase integrará en elPlan de Transición Energética del puerto, junto a iniciativas como laelectrificación de muelles(Nexigen) y los proyectos fotovoltaicos en la ZAL. Con ello, el enclave busca consolidarse comohub regional de producción y distribución de hidrógeno verdey avanzar en la sustitución de combustibles fósiles en la cadena logística. Noticias relacionadas y más La infraestructura, cuyaentrada en operación estaba prevista inicialmente para 2028 tras la licitación, se perfila como una de las primeras de estas características en el sistema portuario español, tanto por su capacidad como por su modelo integral de producción y suministro. Suscríbete para seguir leyendo
La Autoridad Portuaria de Almería (APA) ha puesto el foco en la estación marítima con la adjudicación de la redacción del proyecto básico y de ejecución y la asistencia técnica y dirección facultativa para llevar a cabo su rehabilitación energética y la de su…
ALMERÍA 29 Abr. (EUROPA PRESS) - La Autoridad Portuaria de Almería (APA) ha puesto el foco en la estación marítima con la adjudicación de la redacción del proyecto básico y de ejecución y la asistencia técnica y dirección facultativa para llevar a cabo su rehabilitación energética y la de sus edificios anexos, lo que redundará en el refuerzo de la eficiencia energética, la mejora de las instalaciones portuarias para pasajeros y la modernización del Puerto de Almería en línea con las actuaciones de integración del puerto con la ciudad. Tal y como ha detallado la APA en un comunicado, esta adjudicación ha sido contratada a la UTE Ferrer-GMÁSP por 253.782 euros (IVA incluido) y un plazo de tres meses para la elaboración de los proyectos y de un año, a partir de la firma del acta de comprobación de replanteo, para la dirección y asistencia técnica de obra. Con este proyecto y la construcción de una terminal exclusiva para el pasaje de cruceros en el suroeste de la estación, que actualmente está en fase de licitación, la autoridad portuaria ha asegurado que "reducirá el consumo energético y las emisiones de CO2, dotará de mayor calidad a los servicios al pasaje, a la vez que potenciará la estética arquitectónica de los edificios a través de un sistema envolvente que modernizará sus fachadas". En suma, el proyecto de rehabilitación energética de la estación marítima y la de sus edificios anexos abarca concretamente cuatro edificaciones, en concreto, la estación marítima, con una superficie construida de 8.244 metros cuadrados (m2); el edificio de servicios múltiples de 647 m2 y dos edificios anexos de 481 m2 y 244 m2, respectivamente. La Guardia Civil intercepta en la A-7 un camión que circulaba cargado y con 26 defectos técnicos de gravedad Transportes asegura que al puente del Centenario en Sevilla le queda "menos de un 10% de obra y garantiza la seguridad China ordena a sus compañías energéticas afectadas que ignoren las sanciones impuestas por EEUU Lerma (Burgos) congrega a miles de personas en su 64ª edición de la Feria de Maquinaria Agrícola Detenido un hombre por la muerte violenta de una mujer en Esplugues de Llobregat (Barcelona)