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Articoli per area ambientale
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I motori marini di Everllence passano nelle mani di Bain Capital
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-06-26 📍 Augusta it Aria · inquinamento
Il Gruppo Volkswagen ha concordato la vendita del 51% della sua partecipazione per circa 8,4 miliardi di dollari tramite un leveraged buyout L'articolo I motori marini di Everllence passano nelle mani di Bain Capital proviene da Shipping Italy .
Il gruppo automobilistico Volkswagen ha raggiunto un accordo per la vendita di una quota di maggioranza della sua storica divisione di motori diesel, Everllence, precedentemente nota come Man Energy Solutions, al colosso americano del private equity Bain Capital. Everllence, in precedenza una divisione di Man SE, affonda le sue radici agli albori dell’industria siderurgica della Ruhr, ma la sua storia ingegneristica è incentrata in Baviera. Lo stabilimento Man di Augusta sponsorizzò gli esperimenti di Rudolf Diesel alla fine del 1890, favorendo l’invenzione del motore diesel e l’inizio dei moderni sistemi di alimentazione industriale. Man divenne in seguito un produttore leader di motori diesel marini grazie all’acquisizione di Burmeister & Wain negli anni ’80, e fu a sua volta acquisita da Volkswagen nel 2011. L’attività relativa ai motori diesel marini fu scorporata da Man SE nel 2018, dando vita a Man Energy Solutions, posta sotto il controllo diretto di VW e poi (lo scorso anno) rinominata Everllence. Oggi è un produttore leader di motori diesel di grandi dimensioni per la propulsione navale e la generazione di energia, e produce anche turbocompressori e sistemi di alimentazione a basse emissioni di carbonio. Come altre aziende del segmento a media velocità, il suo successo è stato favorito dall’enorme fabbisogno energetico dei data center, che crescono così rapidamente e hanno esigenze così stringenti da richiedere spesso una propria generazione di energia supplementare. Dopo sei anni di ristrutturazione di successo, Everllence ha un fatturato di circa 5 miliardi di dollari e un valore contabile di 3,9 miliardi di dollari. Il Gruppo Volkswagen ha concordato la vendita del 51% della sua partecipazione nella società a Bain per circa 8,4 miliardi di dollari tramite un leveraged buyout. VW afferma di voler mantenere il restante 49% “nel medio termine”. “Strutture e processi più snelli offriranno a Everllence l’opportunità di raggiungere un’ulteriore crescita in mercati attraenti come i data center, il settore energetico e quello marittimo. Allo stesso tempo, ci consentiranno di concentrarci ancora di più sul nostro core business” ha dichiarato Oliver Blume, Ceo del Gruppo Volkswagen. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Omicidio a Milano Certosa, Conte: “Tempo degli slogan scaduto, fallimento palese”. Il caso arriva in Aula, Salvini promette più polizia nelle stazioni
📰 Ilfattoquotidiano.it 📅 2026-05-27 📍 Augusta it
Accerchiato e poi accoltellato a morte. L’omicidio del 22enne Gianluca Ibarra Silvera, avvenuto tra i binari della stazione Milano Certosa, è già diventato un caso politico. Azione ha annunciato che porterà “la tragedia” in Parlamento con una interrogazione p…
Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati Accerchiato e poi accoltellato a morte. L’omicidio del 22enne Gianluca Ibarra Silvera, avvenuto tra i binari della stazione Milano Certosa, è già diventato un caso politico. Azione ha annunciato che porterà “la tragedia” in Parlamento con una interrogazione per chiedere “risposte concrete” e cioè “sicurezza, riqualificazione strutturale e un piano strategico che renda nuovamente fruibile la stazione”. Intanto tra opposizione e maggioranza è fuoco di accuse incrociate. “A parti invertite oggi il centrodestra darebbe la colpa agli avversari politici di ogni episodio, ma io non lo farò – ha scritto sui social Giuseppe Conte – Però è un fatto che si moltiplicano aggressioni, rapine, borseggi e i cittadini si sentono sempre più insicuri anche nelle stazioni e nei centri urbani, non solo nei quartieri più decentrati”. “Eppure – attacca il leader del Movimento 5 stelle – era la premier a garantire di avere la bacchetta magica sulla sicurezza ed è sotto gli occhi di tutti il fallimento: il tempo degli slogan, dei decreti Sicurezza propaganda di cui abbiamo perso il conto è scaduto da 4 anni”. Secondo Conte ora è il tempo dell’ascolto. “Hanno detto no alla nostra proposta di riportare in Italia agenti e risorse ferme nei centri vuoti in Albania nonostante manchino più di 20mila fra poliziotti e carabinieri nelle città – spiega – In legge di bilancio hanno respinto tutte le nostre proposte su un pacchetto sicurezza che passa per più assunzioni di forze dell’ordine, un fondo da 500 milioni l’anno per il triennio 2026-2028 per un patto di sicurezza urbana con i Comuni e un fondo dedicato alla sicurezza locale e all’inclusione sociale, con attenzione a videosorveglianza in stazioni, parchi e giardini e più presidi di sicurezza nei locali commerciali lungo le tratte ferroviarie”. Della stessa idea anche Matteo Renzi che parla, sempre via social, di un’Italia di Meloni e Piantedosi “più insicura del passato“. “Fanno un decreto a settimana ma intanto poliziotti e carabinieri rimangono fermi in Albania e la sicurezza della Meloni è uno slogan che funziona solo per TikTok e Instagram”. Per Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, senza però la delega alla Difesa né all’Interno, la soluzione è “raddoppiare la presenza di militari, Forze dell’Ordine e personale di FS Security che opera sui treni e nelle stazioni”. “Già oggi sono oltre 5mila le donne e gli uomini in divisa impegnati ogni giorno per garantire sicurezza e tranquillità a chi viaggia ogni giorno – spiega sui social il leader leghista – Questa presenza va almeno raddoppiata, per stroncare una violenza quotidiana ormai diventata intollerabile”. Mentre a puntare il dito contro l’opposizione è la vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Augusta Montaruli, che attacca: “Una sinistra strabica si è opposta o continua ad opporsi alle norme contro gang e stretta sui coltelli, introdotte recentemente dal Governo Meloni. Dopo l’opposizione al decreto sicurezza, la sinistra variopinta, non paga di ostacolarle, usa persino l’omicidio di Milano Certosa per attaccare pretestuosamente il Governo”. “La verità – continua – è che se ci fosse stato un loro esecutivo non ci sarebbe stato invece alcun giro di vite nei reati di gruppo commessi da giovani né sulle armi da taglio, provvedimenti che noi abbiamo ritenuto essenziali e che invece le opposizioni hanno ritenuto eccessivamente punitivi verso i giovani”.
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Augusta Marcellino: idrocarburi fissi in aria, benzene 4 volte il limite - ecostiera.it
📰 ecostiera.it 📅 2026-05-04 📍 Augusta it Salute · ambiente
Augusta Marcellino: idrocarburi fissi in aria, benzene 4 volte il limite ecostiera.it
AUGUSTA – Respirare idrocarburi non metanici in abbondanza, praticamente ogni santo giorno. E inalare picchi di benzene oltre il 450 per cento, una quantità tale da fare quasi schizzare fuori scala persino le centraline di monitoraggio. E’ ancora preoccupante il report di Arpa Sicilia sulla qualità dell’aria nel Petrolchimico di Priolo, rilevata lo scorso marzo. Questo 2026 è iniziato col paradosso di una crisi nella produzione della zona industriale, ma con le immissioni nocive nell’atmosfera che fanno segnare ancora qualche record. Specialmente nella stazione di Augusta Marcellino, la più vicina alle banchine del porto commerciale. Dove le strumentazioni hanno registrato quasi quotidianamente sforamenti della soglia di Nmhc, con valori in media sopra quattro volte il consentito, e con punte che hanno toccato il 650 per cento. Il grafico allegato alla relazione dell’Agenzia regionale protezione ambiente, parla da solo. Fra l’altro, per questi composti organici volatili classificati come inquinanti primari, il limite di 200 microgrammi per metro cubo è persino obsoleto. Lo fissava un Dpcm del 1983, ma poi la quantità massima ammessa dalla legge è stata abrogata da un Decreto legislativo del 2010. E oggi, “in assenza di una normativa a livello comunitario, nazionale e regionale” si utilizza “come valore di riferimento la concentrazione oraria” indicata nel vecchio decreto, “seppur cautelativamente”. sopra e sotto: i grafici del rapporto Arpa per marzo 2026. Benzene supera per 5 volte l’ampia soglia per le zone industriali, un picco sfora del 650 per cento. sopra e copertina, la zona industriale (foto generiche di repertorio). Stessa “cautela” normativa è per il benzene, come emerge sempre dal report Arpa riguardante marzo 2026, ma pubblicato alla fine di aprile. Il decreto di 16 anni fa prevede “solo un valore limite annuo pari a 5” microgrammi per metro cubo. “Tuttavia si è osservato che le concentrazioni orarie negli agglomerati urbani, in cui non sono presenti impianti industriali, in genere non superano i 20 µg/m3, pertanto si utilizza tale concentrazione come utile riferimento, per individuare eventi in cui la componente industriale è rilevante”. Cioè, vicino uno stabilimento petrolchimico diventa “normale” avere una qualità dell’aria quattro volte inferiore, almeno in termini di misurazione. Eppure quell’inquinante è risultato così cancerogeno, che una Direttiva europea ha abbassato dell’80 per cento il limite per l’esposizione dei lavoratori, passando da 3,25 a 0,66 milligrammi per metro cubo. Anche in questo caso, il grafico dell’Agenzia ambiente è eloquente riguardo la stazione di monitoraggio al Marcellino. Il rapporto parla di ben 5 picchi oltre il limite, registrati il 2 e il 3, il 16, il 20 e il 21. Sono tutti giorni che hanno preceduto o seguito subito un week end. Idrocarburi non metanici fissi nell’aria più vicina a Punta Cugno, nell’Isola sforano 3 volte. monitoraggio ambientale alla nuova darsena dell’Isola. Il favore della brezza marina ha risparmiato il quartiere urbano del Paradiso, come ha registrato la centralina piazzata nella nuova darsena, dove la soglia di benzene è stata sfiorata una volta sola. Neanche i venti dal largo, però, hanno potuto tenere lontani gli idrocarburi non metanici, presenti in grande quantità nell’atmosfera sopra il Marcellino. La strumentazione sull’isola di Augusta ha infatti registrato per 3 volte un lieve superamento di Nmhc, mentre la lancetta di quella piazzata vicina Punta Cugno impazziva praticamente quasi ogni giorno. Tuttavia il monitoraggio olfattivo del progetto Nose “non ha registrato alcun Alert durante il mese, sebbene sia scattato un campionamento dell’odorprep presso l’ufficio comunale di Priolo il 10 marzo. Inoltre è stato effettuato un sopralluogo il 19 marzo a Priolo, su richiesta del Comune stesso, a seguito di molestie olfattive causate dalla fuoriuscita di idrocarburi da un serbatoio della Isab sud in data 18 marzo”. E’ l’unico imputato individuato dalle analisi Arpa sui monitoraggi. Le manutenzioni e gli sfiaccolamenti di Sonatrach, censiti quel mese dall’albo pretorio comunale, non compaiono nel report dell’Agenzia. Appare invece la statistica sulle segnalazioni degli utenti registrati al Network for odour sensitivity, realizzato in collaborazione col Cnr, Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima. Sono numeri significativi solo per ciò che i nasi umani percepiscono, molto più limitati dei sensori elettronici. Nose: Augusta prima fra i comuni Aerca per segnalazioni, intensità di puzze e malesseri accusati. Stop veleni, manifestazione di protesta. Fra i 6 comuni dell’Area a elevato rischio di crisi ambientale, Augusta è quello da dove arrivano le maggiori segnalazioni al Nose di puzze industriali. Il dato in sé tuttavia non può dire molto, perché è anche la città dove il comitato ambientalista Stop veleni ha fatto un’efficace opera di sensibilizzazione alla popolazione. Su 248 eventi segnalati nel mese investigato da Arpa, sono 66 quelli arrivati da augustani. Sono loro ad aver avvertito maggiormente la presenza di idrocarburi nell’aria, il 26 per cento delle segnalazioni totali. Così come è dalla città fra i due porti che sono stati denunciati gli odori più forti (19,4 per cento), seguita a distanza da Melilli (16,1) e Priolo (13,7). Fra i malesseri registrato nell’Aerca di Siracusa, oltre un quarto ha accusato mal di testa, un 16 per cento problemi agli occhi, e più di un quarto irritazioni alla gola. I megaresi guidano anche questa classifica, immediatamente seguiti dai melillesi. Il rapporto si conclude con “Arpa Sicilia ringrazia tutti i cittadini che collaborano con Nose”. Ma difficilmente da questi arriverà un “prego, dovere” senza iniziative per individuare chi causa quei picchi che odorano di cancro.
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