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È la baia più spettacolare delle Marche: un paradiso di sassi bianchi e acqua color smeraldo
📰 Thewom.it 📅 2026-04-27 📍 Ancona it Salute · ambiente
Portonovo in pratica: dove si trova, come arrivare, quando andare Portonovo è una baia sulla Riviera del Conero, nel territorio di Ancona, completamente inserita nel Parco del Monte Conero. La posizione è particolare: mare aperto davanti, pareti rocciose e ma…
U na baia chiara di sassi bianchi, l’acqua verde smeraldo che cambia colore con la luce, il profilo del Monte Conero che scende diretto in mare. A Portonovo la giornata può cominciare con un tuffo tra i ciottoli freddi e finire con un piatto di moscioli in riva all’acqua, mentre in sottofondo si sente solo il fruscio del vento nel bosco. È un luogo piccolo, ma denso: di storia, di natura e di riti che gli abitanti difendono con tenacia. Preferisci ascoltare il riassunto audio? Nell'articolo Portonovo in pratica: dove si trova, come arrivare, quando andare Portonovo Portonovo è una baia sulla Riviera del Conero, nel territorio di Ancona, completamente inserita nel Parco del Monte Conero. La posizione è particolare: mare aperto davanti, pareti rocciose e macchia mediterranea alle spalle, laghetti salmastri quasi a bordo spiaggia. Questa conformazione fa sì che in pochi minuti si passi dall’acqua salata al bosco ombroso, e poi ancora al bianco dei ciottoli. Per raggiungere Portonovo in auto, il riferimento è l’uscita autostradale di Ancona Sud. Da lì si prosegue verso Camerano seguendo le indicazioni per Riviera del Conero – Portonovo, lungo la Strada Provinciale del Conero. Una volta arrivati alla rotatoria dedicata alla Riviera, la strada scende affiancando il monte con curve panoramiche che aprono scorci sulla costa. Il parcheggio in baia è limitato e in gran parte legato a ristoranti e stabilimenti balneari. In alta stagione conviene lasciare l’auto nei parcheggi più in alto, lungo la strada di accesso: da lì partono navette frequenti che scendono verso la spiaggia. Questo sistema riduce il traffico nella parte bassa e rende gli spostamenti più semplici anche nelle giornate di agosto più affollate. Portonovo è collegata ad Ancona e ai centri della Riviera del Conero anche da bus di linea, utili per chi arriva in treno o vuole evitare l’auto. Per chi viaggia in aereo, lo scalo di riferimento è l’aeroporto di Ancona-Falconara: da lì si prosegue verso il capoluogo e poi verso il Conero con treno, bus o auto a noleggio. SCOPRI ANCHE: ESTATE IN ITALIA Il periodo più gettonato è l’estate, quando la baia vive quasi 24 ore su 24 tra bagni, sport in acqua, aperitivi sulla ghiaia e cene all’aperto. Chi ama camminare lungo i sentieri del Conero o fare birdwatching ai laghetti può valutare anche la tarda primavera e l’inizio dell’autunno, quando l’aria è più fresca, il bosco profuma di resina bagnata e la luce radente esalta il bianco della costa. Per la durata del soggiorno, una giornata è sufficiente per un assaggio tra mare e monumenti, ma per alternare spiagge, trekking e assaggi di moscioli senza fretta ha senso prevedere almeno due o tre giorni, magari abbinando Ancona, Numana o Sirolo. Mare, laghi e sentieri: la natura della Baia Verde Portonovo La prima cosa che colpisce, arrivando in spiaggia, è il contrasto tra i ciottoli chiari sotto i piedi e il colore dell’acqua, che varia dal verde intenso vicino alla riva al blu più profondo pochi metri oltre. La baia di Portonovo è composta da sassi, ghiaia e scogli: il fondale diventa profondo abbastanza in fretta, caratteristica che attira chi pratica snorkeling o immersioni leggere, ma richiede attenzione con i bambini piccoli. La costa è spezzata in diversi tratti: la porzione centrale della baia di Portonovo con stabilimenti e tratti di spiaggia libera; a sud lo scoglio della Vela, dove nelle giornate ventose si radunano appassionati di surf e windsurf; verso nord, oltre la baia, le spiagge più selvagge come Mezzavalle e la zona del Trave, raggiungibili con percorsi dedicati o via mare. Chi ama esplorare la costa può noleggiare gommoni, canoe o pedalò e spostarsi lungo le scogliere. SCOPRI ANCHE: LE SPIAGGE PIÙ BELLE DEL CONERO Appena alle spalle della spiaggia, quasi inaspettati, compaiono il Lago Profondo e il Lago Grande (o del Calcagno): due bacini d’acqua salmastra, nati in seguito a una enorme frana in epoca preistorica dal fianco del Monte Conero. L’acqua nasce dall’incontro tra mare e sorgenti dolci interne, creando un ambiente particolare, popolato da folaghe, gallinelle d’acqua, germani reali e, durante le migrazioni, da stormi di aironi che si fermano a riposare tra i canneti. Intorno ai laghi corre un piccolo boschetto umido, attraversato da sentieri ombrosi che arrivano fino al mare. D’estate questi percorsi sono un modo concreto per scappare dal sole per un’ora: l’aria è più fresca, il terreno profuma di foglie bagnate e il canto degli uccelli copre per un momento il rumore delle onde. I due laghi sono anche protagonisti di leggende locali: si racconta di collegamenti sotterranei con il mare, di vortici in grado di risucchiare chi si avvicina troppo. Racconti che, nel tempo, hanno contribuito a tenere lontani i bagnanti dall’acqua dei laghetti, trasformandoli di fatto in un rifugio tranquillo per la fauna. Sulla ghiaia della spiaggia, soprattutto alle prime luci dell’alba, si notano spesso strane colonne di sassi in equilibrio. Sono le creazioni degli appassionati di stone balancing, tra cui il marchigiano Andrea Mei, diventato un riferimento internazionale di questa disciplina. Camminare lungo riva all’alba, con il rumore secco dei ciottoli mossi dall’onda e queste sculture temporanee ancora in piedi, è una delle immagini più particolari di Portonovo. LEGGI ANCHE: I SENTIERI DEL CONERO Chiese, torri e fortini: la storia a due passi dal mare Mezzavalle Portonovo non è solo mare: tra gli alberi e sugli speroni rocciosi compaiono edifici che raccontano quasi mille anni di storia. La chiesa di Santa Maria di Portonovo è l’edificio che più colpisce per posizione. È una chiesa romanica in pietra bianca del Conero, costruita nel 1034 dai monaci benedettini di un monastero oggi scomparso. Si trova a ridosso del mare, al punto che il colore azzurro dell’acqua sembra riflettersi sulle sue pareti chiare. L’interno è essenziale, con un’atmosfera raccolta che contrasta con il brulicare della spiaggia poco distante. La chiesa è stata restaurata negli anni Ottanta del Novecento ed è oggi uno dei riferimenti architettonici della baia. È citata anche da Dante Alighieri nella Divina Commedia, dettaglio che aggiunge fascino a chi arriva qui con un minimo di curiosità letteraria. Gli orari di apertura cambiano tra periodo estivo e invernale, quindi conviene verificare prima di andare. Il 15 agosto, nel giorno di Ferragosto, Portonovo vive uno dei suoi riti più sentiti: la Festa del Mare, legata alla solennità dell’Assunta. L’arcivescovo celebra la messa nella chiesa di Santa Maria e poi guida la benedizione delle barche e del mare. In seguito parte una vera e propria processione sull’acqua: diverse imbarcazioni accompagnano quella che trasporta l’arcivescovo con l’immagine della Madonna, passando davanti alla spiaggia di Mezzavalle e dirigendosi verso la piccola statua bianca della Madonnina, posizionata in mare vicino alla fine dello scoglio del Trave. Qui viene deposta in acqua una ghirlanda in memoria di chi ha perso la vita in mare. È uno di quei momenti in cui si comprende quanto la comunità locale sia legata al proprio tratto di costa. Più in alto, la Torre Clementina, conosciuta anche come Torre De Bosis, domina la zona con la sua struttura massiccia. Fu costruita nel 1716 per volere di papa Clemente XI come torre di guardia contro le incursioni dei pirati che ancora nel Settecento mettevano a rischio navigazione e commerci di Ancona. La torre è a pianta quadrata, con murature in pietra del Conero, facciate in laterizio e tetto spiovente, un’architettura solida che si inserisce nel paesaggio senza sovrastarlo. Nel Novecento fu acquistata dal poeta Adolfo De Bosis, che la trasformò in luogo di ritiro per artisti: vi soggiornò anche Gabriele d’Annunzio. Oggi è visitabile su richiesta e ospita un bed & breakfast molto noto, spesso scelto per matrimoni e soggiorni romantici. La storia della famiglia De Bosis è segnata anche dalla figura di Lauro, figlio di Adolfo, morto a 29 anni in un incidente aereo dopo aver lanciato centinaia di migliaia di volantini antifascisti tra Francia e Italia: un gesto che lega la torre, e Portonovo, a una pagina intensa della storia del Novecento. SCOPRI: LE SPIAGGE PIÙ BELLE DELLE MARCHE Sul lato nord della baia si trova il Fortino Napoleonico, una struttura militare costruita nel 1810 per ordine di Napoleone, con il compito di difendere il fianco meridionale della piazzaforte di Ancona e bloccare i traffici marittimi inglesi in Adriatico. La posizione è strategica: il fortino controlla l’antico approdo della baia e vigila sul tratto di mare verso nord. Negli anni Sessanta è stato restaurato e trasformato in hotel di charme, uno dei più rinomati della zona. Chi non vi soggiorna può comunque osservarne la struttura esterna e il rapporto con il paesaggio. A maggio, Portonovo diventa il teatro della rievocazione storica “Porto Nuovo 1811”: si assiste alla simulazione dello sbarco dei Marines inglesi, alla ricostruzione di un accampamento militare d’epoca e alla presenza di velieri e imbarcazioni storiche che animano la baia. Moscioli, feste e momenti da vivere: l’anima gastronomica e culturale Parlare di Portonovo senza citare i moscioli sarebbe impossibile. Qui la cozza non è solo un mollusco: è un tratto identitario. Il mosciolo selvatico del Conero è una cozza che cresce spontanea sugli scogli rocciosi del tratto di costa tra Portonovo e il Trave, senza allevamento. La particolare composizione della scogliera e le correnti fanno sì che il mollusco abbia una polpa soda, dal sapore intenso e salino. Dal 2004 rientra tra i Presìdi Slow Food, riconoscimento che tutela metodi di pesca e ambiente. Uno dei modi più forti per entrare nella vita della baia è sedersi a un tavolo letteralmente in riva al mare all’ora del tramonto, con un piatto di moscioli davanti e un bicchiere di vino delle colline marchigiane. Si possono assaggiare alla marinara, gratinate o in piatti di pasta, come gli spaghetti ai moscioli, dove il sugo si lega all’amido e sprigiona un profumo di aglio, prezzemolo e mare. La sera, mentre la luce si abbassa, la superficie dell’acqua si scalda di riflessi dorati e il rumore delle onde che battono sui ciottoli accompagna la cena. È in questi momenti che si avverte quanto il cibo qui sia strettamente connesso al paesaggio. Ogni anno, nella terza settimana di giugno, Portonovo celebra i moscioli con l’evento “Mosciolando”. È molto più di una sagra: la manifestazione include convegni e laboratori dedicati alla salvaguardia del mosciolo selvatico, della sua pesca tradizionale e dell’ambiente del Parco del Conero. In programma c’è una grande cena collettiva in riva al mare, in cui il protagonista assoluto sono i moscioli cucinati in diverse varianti, e il “Palio delle Batane”, una gara tra le tipiche barche dei pescatori che coinvolge le frazioni del Poggio di Portonovo. La festa si conclude “in alto”, proprio al Poggio, a sottolineare il legame tra mare e campagna: molti pescatori di oggi vengono da famiglie che un tempo lavoravano i campi e hanno poi spostato la loro vita verso l’Adriatico. Per chi ama le esperienze panoramiche, ci sono due punti da annotare. Uno si trova nei pressi del bivio della Provinciale del Conero: lo sguardo abbraccia la baia di Portonovo, la lunga curva bianca di Mezzavalle, la zona del Trave e il Monte dei Corvi. L’altro è lungo la strada che scende alla baia, dove una piccola area di sosta permette di fermarsi e osservare Portonovo dall’alto: da qui la baia appare come una mezzaluna chiara incastonata nel verde, con il profilo regolare della chiesetta romanica visibile tra gli alberi. Insider tip: nelle giornate più affollate d’estate conviene arrivare prima delle 9 del mattino per trovare la baia più tranquilla, percorrere con calma i sentieri dei laghetti e magari sbirciare le opere di stone balancing ancora integre, prima che il via vai dei bagnanti rompa gli equilibri di sassi costruiti durante la notte. Poi, verso sera, quando la maggior parte delle persone risale verso la strada, rimanere per un aperitivo di moscioli in spiaggia è uno dei modi più efficaci per capire perché Portonovo sia così amata da chi la conosce da sempre.
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