Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 4854 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.
A Napoli attesi oltre 250 professionisti per ascoltare le parole di armatori, cantieri, fornitori e associazioni di categoria sul futuro prossimo del comparto L'articolo Ultimi giorni per partecipare al Business Meeting “Traghetti e Ro-Ro”: 3 panel, 18 speaker e 46 sponsor proviene da Shipping Italy .
Ultimi giorni (e posti) disponibili per partecipare al prossimo Business Meeting “Traghetti e Ro-Ro” organizzato da SHIPPING ITALY e in programma il prossimo 22 Maggio presso il centro congressi della Stazione Marittima di Napoli. Sono previsti oltre 250 partecipanti (ad oggi i professionisti accreditati sono 240), tre i panel in programma, 18 i panelist e 46 gli sponsor già confermati.
Questo di seguito è il programma definitivo dell’appuntamento:
9:15 Registrazioni e welcome coffee
10:00 OPENING SESSION:
– Eliseo Cuccaro (Adsp Mare Tirreno Centrale – Presidente)
10:15 – 1° PANEL “Verso i traghetti del futuro”
– Luigi Matarazzo (Fincantieri – Direttore generale navi mercantili)
– Ferdinando Garrè (San Giorgio del Porto – Amministratore delegato)
– Maria Garbarini (Rina – Head of passenger ships excellence centre)
– Maurizio Aponte (Navigazione Libera del Golfo – Amministratore delegato)
– Carlo Cotella (Liberty Lines – Amministratore delegato)
– Antonio Musso (Gruppo Grendi – Amministratore delegato)
– Matteo Sartori (Wartsila – Team leader, system development & design)
– Massimiliano Pini (Volvo Penta – Marine sales)
11:30 Coffee Break
12:00 – 2° PANEL “Porti green e navi smart: la doppia transizione”
– Franco Del Giudice (Assarmatori / Delcomar – Amministratore delegato)
– Pino Musolino (Alilauro – Amministratore delegato)
– Lorenzo Matacena (Ecsa / Caronte&Tourist – Amministratore delegato)
– Ivana Melillo (Gnv – Energy efficiency director)
– Giovanni Giustiniano (Moby – Direttore tecnico)
– Guido Raso (DFDS Samer Seaport Terminals – Amministratore delegato)
– Daniele Bindella (ABB – Sales manager mobile e-power)
– Luca Abatello (Circle Group – Amministratore delegato)
13:10 INTERVISTA FINALE:
– A “tu per tu” con Emanuele Grimaldi (International Chamber of Shipping / Grimaldi Group – Amministratore delegato)
13:30 Termine lavori e light lunch
Ingresso a pagamento (fino a esaurimento posti disponibili)
Per info su modalità di partecipazione scrivere a segreteria@alocinmedia.it oppure chiamare il numero +39 010 970307
MAIN TOPICS:
Transizione energetica e nuovi carburanti marittimi: Stato dell’arte e roadmap per LNG, bio-LNG, metanolo, ammoniaca, idrogeno; Soluzioni dual fuel per ro-ro e passenger; Disponibilità infrastrutturale nei porti italiani; Impatti su costi operativi, sicurezza e formazione equipaggi; Allineamento con Fit for 55, ETS marittimo, FuelEU Maritime
Stato dell’arte e roadmap per LNG, bio-LNG, metanolo, ammoniaca, idrogeno; Soluzioni dual fuel per ro-ro e passenger; Disponibilità infrastrutturale nei porti italiani; Impatti su costi operativi, sicurezza e formazione equipaggi; Allineamento con Fit for 55, ETS marittimo, FuelEU Maritime Elettrificazione delle banchine e cold ironing: Diffusione dell’Onshore Power Supply (OPS) nei porti italiani; Integrazione rete elettrica–porto–nave; Modelli di business e ripartizione dei costi; Esperienze pilota e best practice nei terminal ro-ro/pax; Ruolo di PNRR e fondi europei
Diffusione dell’Onshore Power Supply (OPS) nei porti italiani; Integrazione rete elettrica–porto–nave; Modelli di business e ripartizione dei costi; Esperienze pilota e best practice nei terminal ro-ro/pax; Ruolo di PNRR e fondi europei Rinnovo e ammodernamento delle flotte ro-ro e passeggeri: Strategie di fleet renewal vs refitting; Allungamento della vita utile delle navi; Efficientamento energetico (hull, propulsione, HVAC); Impatti regolatori e finanziari sulle scelte armatoriali
Strategie di fleet renewal vs refitting; Allungamento della vita utile delle navi; Efficientamento energetico (hull, propulsione, HVAC); Impatti regolatori e finanziari sulle scelte armatoriali Nuovi design navali e innovazione nei cantieri: Evoluzione del design ro-ro e ro-pax; Modularità, flessibilità operativa e adattabilità futura; Digital ship, automazione e sistemi di bordo avanzati; Ruolo dei cantieri italiani nella competizione globale; Collaborazione cantieri–armatori–fornitori tecnologici
Evoluzione del design ro-ro e ro-pax; Modularità, flessibilità operativa e adattabilità futura; Digital ship, automazione e sistemi di bordo avanzati; Ruolo dei cantieri italiani nella competizione globale; Collaborazione cantieri–armatori–fornitori tecnologici Cantieristica navale italiana: competitività e filiere: Capacità produttiva e specializzazione dei cantieri; Subfornitura, componentistica e innovazione; Tempi di consegna e colli di bottiglia industriali; Politiche industriali e sostegno alla filiera nazionale;
Capacità produttiva e specializzazione dei cantieri; Subfornitura, componentistica e innovazione; Tempi di consegna e colli di bottiglia industriali; Politiche industriali e sostegno alla filiera nazionale; Terminal portuali ro-ro e passeggeri: evoluzione operativa: Automazione e digitalizzazione dei terminal; Ottimizzazione dei flussi passeggeri e merci; Intermodalità e connessioni terrestri; Sicurezza, resilienza e gestione dei picchi stagionali
Automazione e digitalizzazione dei terminal; Ottimizzazione dei flussi passeggeri e merci; Intermodalità e connessioni terrestri; Sicurezza, resilienza e gestione dei picchi stagionali Autostrade del Mare e integrazione logistica: Ruolo strategico delle Motorways of the Sea ; Competitività rispetto al trasporto stradale; Integrazione ferro-mare e ultimo miglio; Politiche di incentivo e sostegno pubblico
Ruolo strategico delle Motorways of the Sea Competitività rispetto al trasporto stradale; Integrazione ferro-mare e ultimo miglio; Politiche di incentivo e sostegno pubblico Nuove rotte e scenari di traffico nel Mediterraneo: Sviluppo dei collegamenti verso Nord Africa; Crescita delle rotte nel Mediterraneo orientale; Analisi domanda passeggeri e merci; Impatti geopolitici e stabilità delle rotte
Sviluppo dei collegamenti verso Nord Africa; Crescita delle rotte nel Mediterraneo orientale; Analisi domanda passeggeri e merci; Impatti geopolitici e stabilità delle rotte Opportunità per hub portuali italiani
M&A, alleanze strategiche e consolidamento del settore: Trend di fusioni e acquisizioni tra armatori e operatori terminalistici: Joint venture su nuove rotte e flotte; Ingresso di fondi infrastrutturali e investitori finanziari; Impatti su concorrenza e governance
Trend di fusioni e acquisizioni tra armatori e operatori terminalistici: Joint venture su nuove rotte e flotte; Ingresso di fondi infrastrutturali e investitori finanziari; Impatti su concorrenza e governance Finanza, incentivi e modelli di investimento: Accesso al credito per nuove costruzioni e retrofit; Green financing, sustainability-linked loans; Ruolo di CDP, BEI e fondi europei; Valutazione del rischio tecnologico e regolatorio
Accesso al credito per nuove costruzioni e retrofit; Green financing, sustainability-linked loans; Ruolo di CDP, BEI e fondi europei; Valutazione del rischio tecnologico e regolatorio Digitalizzazione e dati nel trasporto ro-ro/pax: Smart port e smart ship; Utilizzo dei dati per efficienza operativa; Cybersecurity marittima; Interoperabilità tra navi, terminal e autorità
Smart port e smart ship; Utilizzo dei dati per efficienza operativa; Cybersecurity marittima; Interoperabilità tra navi, terminal e autorità Capitale umano, formazione e nuove competenze: Evoluzione delle competenze di bordo e a terra; Formazione su nuovi carburanti e sistemi elettrici; Attrattività del settore per i giovani; Sicurezza e fattore umano
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A recent tie-up between Jeep maker Stellantis and China's Leapmotor is seen as a watershed moment for the future of European carmaking.
In this article LONDON — A recent tie-up between Jeep makerStellantisand China's Leapmotor is seen as a watershed moment for the future of European carmaking. In adealannounced late last week, Stellantis said it will expand its strategic partnership with Leapmotor, paving the way for the latter to start production of a model for sale in the European market in 2028. Leapmotor will also work with the multinational conglomerate, which owns household names including Jeep, Dodge, Fiat and Chrysler, to jointly develop an electric SUV under the Opel brand, with production set to take place at Stellantis' plant in Zaragoza, Spain. The move appears to be designed to shore up Stellantis' European operations, while providing Leapmotor with a platform to sidestep the European Union's "Made in Europe" manufacturing targets, as well as avoiding tariffs on electric vehicles imported from China. Stellantis is not alone in exploring the prospect of tie-ups with Chinese automakers. U.S. carmakerFordisreportedlyin talks with China's Geely to create a European partnership and Germany'sVolkswagenhassaidit is open to sharing under-utilized European factories with Chinese car brands as part of a push to cut costs. The concept of such partnerships should not only be Chinese, Stellantis CEO Antonio Filosa said at the FT Future of the Car summit on Tuesday. His comments came in response to a question about whether Western carmarkers partnering up with Chinese car brands could serve as the industry playbook. "Obviously, Chinese OEMs are strong players that are coming with a lot of power to Europe … but also we might look at others," Filosa said at the London summit. "Leapmotor is a Chinese partner that we have — and we really appreciate that partnership. That's why we took it [to] the next level but there are many things that can be done." CNBC has contacted Ford and Volkswagen and is awaiting a response. The burgeoning trend comes as Western car giants battle crises on multiple fronts. Top original equipment manufacturers are caught in a perfect storm as they face headwinds from rising production costs, U.S. tariffs, intense competition, supply chain disruptions and regulatory pressures, as well as a bumpy electric vehicle transition. Stellantis was one of the first Western carmakers to sign a partnership agreement with a Chinese manufacturer when it acquired an approximately 21% stake in Leapmotor in 2023. Leapmotor CEO Zhu Jiangming on Friday described the company's technology know-how, combined with Stellantis' global reach, regional roots and brand recognition, as "a uniquely powerful partnership." Auto analysts have said that while partnerships between European and Chinese car brands can serve as a win-win in the short-term, legacy auto giants will need to be wary about some of the longer-term risks. For Western carmakers, especially those lagging on electrification and software, these partnerships are seen as practically the only option "to stay in the game in Europe," according to Julia Poliscanova, senior director for vehicles and e-mobility supply chains at the campaign group Transport & Environment. "In the short-term, European carmakers need to optimize their factories and Chinese automakers want to enter the market, so it makes sense. But I do worry about what that actually means long-term," Poliscanova told CNBC. "Once they help the Chinese brands get that brand awareness and once people get the car and see that it's not such a bad car, I think it can be a point of no return," Poliscanova said. "So, there is a real risk, and I think as much as it is a good short-term strategy, I think it is just really important for European carmakers that still want to be in business in 2030 to not let their foot off the gas on developing those electric models in parallel."
Aberdeen-headquartered energy solutions business OEG has obtained a long-term multimillion-dollar contract extension to provide assistance during drilling activities off the coast of Australia. The post Scottish player remains on support duty for Australian offshore drilling ops until 2036 appeared first on Offshore Energy .
Aberdeen-headquartered energy solutions business OEG has obtained a long-term multimillion-dollar contract extension to provide assistance during drilling activities off the coast of Australia. With a multi-year contract extension in hand, OEG will support offshore drilling operations in Australia’sBass Strait fielduntil the end of field life, which is expected in 2036. Following an agreement with ExxonMobil, Woodside wasset to becomethe operator of the Bass Strait assets. This deal will see the company supply and manufacture 200 specialist DNV (2.7-1) certified offshore cargo carrying units (CCUs) from its Barry Beach facility in Victoria, Australia. Thanks to the latest extension, six personnel from the company will provide full-service inspection, maintenance, and repair of the units when required, as well as crane and lifting services. As a result, the total number of OEG CCUs and serviced units supporting the operator’s offshore operations in the region will increase to approximately 700. The Bass Strait offshore field began production in the late 1960s. This content is available after accepting the cookies. ExxonMobil handing over reins of Australia’s legacy offshore asset to Woodside Commenting on the contract extension,Beau Robins, Regional Director for Australia and New Zealand at OEG, underlined:“This contract extension reflects a longstanding relationship built over many years. “It also highlights the value of long-term rental agreements in supporting operational planning and equipment availability, reducing unplanned maintenance and helping operators improve efficiency while preserving capital through to end of field life.” The Bass Strait field, which was the first major offshore development in Australia, has supplied a significant proportion of the nation’s oil and gas demand, particularly to Victoria. Several of the Bass Strait offshore facilities have ceased production following field depletion; thus, an active restoration program is underway. OEG, which operates from six locations across Australia and New Zealand, providing integrated solutions to the energy sector, claims that the field has played a key role in supporting domestic energy security while demonstrating long-term production from a mature offshore basin. “OEG’s CCUs are widely recognised for their innovative design and benchmark-setting performance. We look forward to continuing to support operations across Australia with reliable, certified equipment and consistent service,”added Robins. The Bass Strait project, consisting of conventional oil and gas fields in the Gippsland Basin off the southeast coast of Victoria, entails an integrated network of offshore platforms and subsea tie-backs connected via extensive pipeline infrastructure to onshore processing facilities at Longford and Long Island Point. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
Nel 2026 sono in programma bandi di gara per l’affidamento di attività di refitting e rinnovamento flotta per oltre 23 milioni di euro L'articolo Battezzata da Gestione Laghi la nuova nave ibrida Olimpia da 350 passeggeri proviene da Shipping Italy .
Nel 2026 sono in programma bandi di gara per l’affidamento di attività di refitting e rinnovamento flotta per oltre 23 milioni di euro
A Lecco ha avuto luogo il taglio del nastro inaugurale della nuova motonave ibrida Olimpia da parte del vice presidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti sen. Matteo Salvini, alla presenza Sottosegretario di Stato Alessandro Morelli e delle istituzioni regionali e locali.
Gemella della motonave Ambrosiana, inaugurata lo scorso, la nuova imbarcazione ibrida, lunga 35 metri e capace di trasportare 350 passeggeri, prenderà servizio in estate rafforzando ulteriormente la capacità di trasporto dell’Ente Governativo che raggiunge così quota 101 unità navali della propria flotta.
“Il trasporto pubblico lacustre rappresenta un asset strategico al quale il Ministro Salvini per il tramite della Gestione Governativa, sta riservando il massimo impegno per rendere il lago una vera e propria autostrada che funga da alternativa agli spostamenti veicolari tra le località del lago” queste le parole del Gestore Governativo, Pietro Marrapodi: “Solo nel 2026 sono in programma bandi di gara per l’affidamento di attività di refitting e rinnovamento flotta per oltre 23 milioni di euro, oltre all’avvio entro l’anno dei lavori per la riqualificazione del Cantiere navale di Dervio. Tutto questo avviene in linea con il cronoprogramma individuato nella redazione del Piano industriale 2024-2029 (con proiezioni al 2034) dell’Ente, che, oltre ad investimenti in rinnovamento flotta/infrastrutture e digitalizzazione per oltre 117 milioni di euro, porterà con sé ricadute positive anche in termini di indotto occupazionale ed economico territoriale”.
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Ancona, altre grane per il molo Clementino. Il Ministero della Cultura contro i rendering: «Poco realistici, rifateli» Corriere Adriatico
ANCONA Anche il Ministero della Cultura scrive all’Autorità portuale. Non è l’atteso parere sulla compatibilità paesaggistica del molo Clementino, ma l’ennesima sferzata sulla qualità del progetto del banchinamento per le grandi navi da crociera che l’Authority ha depositato a Roma lo scorso novembre.
E, per riflesso, un’ulteriore battuta d’arresto all’iter burocratico che avrebbe dovuto portare il Ministero dell’Ambiente a pronunciarsi definitivamente sulla fattibilità dell’opera entro luglio. La scure dei tecnici del ministro Alessandro Giuli s’è abbattuta, in particolare, sui rendering elaborati dall’Ap per valutare la compatibilità architettonica del banchinamento con i resti del porto antico, archi e mura storiche in primis.
La critica
Per gli estensori della nota, i bozzetti depositati «risultano poco realistici e dunque inefficaci alla rappresentazione dei probabili impatti».
In poche parole, vanno rifatti. La contestazione è doppia: per il punto di vista scelto e per la completezza. Volendo partire proprio da questo secondo aspetto, si fa notare l’assenza di «elaborati planimetrici e progettuali» che definiscano in dettaglio «gli edifici previsti sulla nuova banchina e la nuova viabilità».
Effettivamente, in tutte le immagini prodotte dall’Autorità portuale non si vede mai né il terminal crociere che servirà la banchina, né il complesso di strutture di servizio necessarie alla fruizione di passeggeri e logistica dell’accosto.
È per questo che, oltre alle piantine, il ministero chiede che i rendering tridimensionali vengano aggiornati inserendo anche «i parcheggi di interscambio» e «il sistema di illuminazione, la cabina elettrica aggiuntiva e le opere del sistema di alimentazione elettrica da terra delle navi ormeggiate». Tutta l’infrastruttura del cold ironing, insomma. Già il Comune, nelle sue osservazioni, aveva posto l’accento sull’impatto che avrà la cabina elettrica da 50 metri posizionata «in prossimità della cinta muraria del porto antico».
Tutti elementi oggi assenti nelle viste tridimensionali, ma essenziali per capire davvero l’impatto paesaggistico dell’opera. Con l’occasione, l’Ap dovrà integrare i rendering con delle viste «che documentino in concreto la non visibilità dichiarata dell’area in oggetto», quindi del banchinamento, da parte dei fruitori del porto antico e della città.
I posizionamenti
Servono insomma delle immagini prodotte da più punti di vista come «dalla Mole Vanvitelliana, da via Piezzecolli, da via Cialdini e dal colle Guasco». Tutti luoghi dai quali bisogna dimostrare in concreto che il banchinamento el e navi non disturberanno il panorama. E soprattutto, che la prospettiva usata nelle immagini sia «corrispondente all’altezza del pubblico», non dall’alto come nei rendering depositati dall’Authority che chiariscono ben poco. I tecnici chiedono poi gli «elaborati progettuali dell’area di rispetto della cinta muraria», ovvero la fascia di 5 metri che l’Ap si è impegnata a lasciare fuori dalle reti per consentire comunque la fruizione del porto antico al pubblico, nonostante la presenza delle navi. Infine, un evergreen già visto nella richiesta di integrazioni del Ministero dell’Ambiente.
Anche quello della Cultura vuole sapere perché l’Autorità portuale ha scelto di localizzare il banchinamento al molo Clementino e non alla Pensiola, ipotesi comunque definita «ambiziosa», o alle banchine 26-27, come richiesto dal sindaco Silvetti.
Parlando di tempi, l’Authority avrà 30 giorni per rispondere, con la possibilità di una proroga di ulteriori 30 giorni. Poi i materiali andranno valutati. Insomma, per avere un parere definitivo sul Molo - visto che Ministero della Cultura e dell’Ambiente sono collegati in queste procedure - è molto probabile che bisognerà attendere ben oltre luglio.
Australian energy giant Woodside has highlighted the findings of a new report, which indicates that the development of what is said to be Australia’s largest untapped conventional gas resource could bring a multibillion-dollar boost to the country’s economy, while fortifying its energy security. The post $30 billion mega gas project set to enrich Australia’s countrywide GDP by $98.7 billion appeared first on Offshore Energy .
Australian energy giant Woodside has highlighted the findings of a new report, which indicates that the development of what is said to be Australia’s largest untapped conventional gas resource could bring a multibillion-dollar boost to the country’s economy, while fortifying its energy security. After Woodsideobtained environmental approvalfor theNorth West Shelf (NWS)project extension from the Western Australian government, restarting the federal environmental approvals process, the green light was perceived to be the key to advancing the firm’sBrowse gas projectand extending theKarratha gas plant’s life to 2070. This project is currently in the concept definition phase, and key activities continue in support of progress towards front-end engineering and design (FEED) entry. The Australian operator has nowreleased an economic impact assessmentby Deloitte Access Economics, which estimates theBrowse to NWS projectcould contribute a long-term uplift of aroundA$147 billion ($102.9 billion)in gross state product for Western Australia, more thanA$141 billion ($98.7 billion)in gross domestic product (GDP) nationally, and overA$56 billion ($39.2 billion)in taxes, includingA$19.8 billion ($13.9 billion)in petroleum resource rent tax (PRRT). The Browse gas project, which is located almost 300 kilometers offshore in deep waters, is intended to backfill the NWS as supply from existing fields declines. The capital expenditure for the Australian mega offshore energy development is estimated to require $25 –$30 billionbetween 2019 and 2063, according to analysts. This content is available after accepting the cookies. Woodside’s Australian gas project gets green light for 40 more years of operation The independent modelling shows the proposed Browse to North West Shelf project represents a significant opportunity to strengthen Australia’s energy security, support the energy transition, and deliver long-term economic benefits for Western Australia and the nation. The report also points to substantial employment and economy-wide benefits if the multibillion-dollar project proceeds to development. Liz Westcott, Woodside’s Chief Executive Officer, emphasized:“Browse is Australia’s biggest undeveloped offshore gas resource and represents a major opportunity for the nation at a time when energy security matters more than ever. “Independent modelling shows Browse has the potential to power homes and businesses, support thousands of Australian jobs and generate significant revenue for governments while also helping to manage the risks and costs of the energy transition.” Woodside underlines that the Deloitte assessment finds Browse is not just an energy project, but a whole-of-economy investment, delivering benefits well beyond the oil and gas sector. The modelling estimates the project could deliver up to 4,760 direct and indirect full-time equivalent jobs across Australia at peak operations. Given that around 80% of economic impacts are expected to flow to industries outside oil and gas, including construction, services, and public services, the findings indicate Australian communities, businesses, and public services are expected to benefit if the Browse to NWS project is developed. Additionally, Deloitte Access Economics’ independent modelling points out that the project could ease pressure on Western Australia’s energy system as the state implements its energy transition plans, estimating that additional domestic gas from Browse could support a more stable and reliable energy system. This is expected to be accomplished by generating electricity to keep the lights on in homes and businesses, backing up renewables, enabling a more orderly and lower-cost scale-up of renewable energy, supporting critical minerals processing and other energy-intensive industries needed for electrification. Woodside underscores that Browse gas could also play a role in helping Australia’s trading partners in the Asia Pacific reduce their reliance on coal-fired power while also supporting energy security in the region. The project has a forecast production capacity of 11.4 million tonnes per annum of LNG, LPG, and domestic gas, and a peak condensate production rate of 50,000 barrels per day. The proposed Browse to NWS project would deliver natural gas from theCalliance,Torosa, andBrecknockfields to the existing Karratha gas plant via an approximately 900-kilometer pipeline, connected to two floating production, storage, and offloading (FPSO) units. As elaborated by Woodside, a carbon capture and storage (CCS) solution has been incorporated into the project design and is expected to enable a reduction of 53 million tonnes (mt) CO2e of greenhouse gas (GHG) emissions as compared to the project’s 2019 Scope 1 emissions estimate. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
Transizione energetica in ambito portuale: governance, tecnologia e modelli di autoconsumo energetico Canale Energia
I porti stanno diventando protagonisti della transizione energetica.Innovazione, sostenibilità ed efficienza energetica sono oggi elementi centrali per costruire infrastrutture portuali più moderne e competitive. Il 22 maggio alle ore 15.00, a hashtag#Ravenna, ASSOCOSTIERI promuove il convegno “Transizione energetica in ambito portuale: governance, tecnologia e modelli di autoconsumo energetico”, in collaborazione con DEPORTIBUS. Al centro dell’incontro ci saranno temi sempre più strategici per il futuro dei porti: cold ironing, comunità energetiche rinnovabili (CER) e modelli di autoconsumo energetico.Soluzioni concrete che possono contribuire a ridurre le emissioni, migliorare l’efficienza delle infrastrutture e favorire una gestione dell’energia più integrata e sostenibile. A moderare il confronto sarà Dario Soria, Direttore Generale di Assocostieri. Aprirà i lavori Francesco Benevolo, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale. Previsti i saluti istituzionali di Donato Liguori, Direttore generale per i porti, la logistica e l’intermodalità del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e di Fabrizio Giovannone, Capo del 2° Reparto (Affari giuridici e servizi d’istituto) del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera Interverranno:– Emanuele Corradini, Neta, Engineering Group– Michele Francioni, MSC Cruises– Ivo Gattulli, Koinè ETS– Vincenzo Naciti, Datanetwork– Federico Rossi e Sabrina Sacchetti EY– Carmine Suanno e Carlo Fusero, Eng.Co Group– Carlo Troccoli, ASSOCOSTIERI SERVIZI S.R.L. Un’occasione di confronto tra istituzioni, imprese e operatori del settore per approfondire tecnologie, modelli energetici innovativi e nuove sinergie a supporto della transizione energetica in ambito portuale. REGISTRAZIONE Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita
Ecosuntek - Eco Trade porta il fotovoltaico nel Porto di Ravenna Websim
La controllata e Renco S.p.A. stanno completando la realizzazione, tramite la joint venture paritetica Adriasol, di un impianto a terra da 37,16 MW Photo by bombermoon/Getty Images Novità in casaEcosuntek. Il gruppo - attivo nella produzione e vendita di energia rinnovabile - ha comunicato venerdì cheEco Trade(controllata al 51%) eRenco S.p.A.stanno completando la realizzazione, tramite la joint venture paritetica Adriasol, di unimpiantofotovoltaico a terra da 37,16 MW situato nel porto di Ravenna. L’infrastruttura, attualmente in fase finale di costruzione, prevede l'entrata in esercizio nel secondo semestre 2026e unaproduzione annua attesa di circa 53 GWh. Parliamo di un valore in grado di coprire i fabbisogni energetici annui di circa 20.000 famiglie e che permette di evitare emissioni di oltre 25.000 tonnellate annue di CO2 equivalenti. L’energia prodotta, in particolare, sarà destinata principalmente al sistema di cold ironing, ossia quello che consente la fornitura elettrica da terra alle navi all'ormeggio, con priorità a quelle da crociera presso le banchine di Porto Corsini. Invece, la produzione eccedente sarà immessa in rete e gestita da Eco Trade. Il progetto si è aggiudicato i meccanismi di supporto alla transizione verde previsti daldecreto FER X, beneficiando di una tariffa incentivante per 20 anni, e ha ottenuto uncontributo a fondo perduto pari a 7,6 milioni di euronell’ambito delPNRR. "L’impianto del Porto di Ravenna, per il quale Eco Trade si occuperà anche del dispacciamento dell’energia prodotta, è posizionato in una area del Paese fortemente strategica e rappresenta per il nostro gruppo un importante step di crescita per la Business Unit relativa alla Power Generation - ha sottolineatoMatteo Minelli, amministratore delegato di Ecosuntek -Questo conferma l’approccio innovativo e all’avanguardia che caratterizza la cultura aziendale, con iniziative ambiziose e sostenibili, strettamente integrate con il tessuto economico e sociale del territorio". "Giudichiamo positivamente la notizia, che congiuntamente allapipelinedi nuovi progetti coltivata da Ecosuntek (impianti per 29MWp verranno realizzati nel 2026 e ulteriori 29MWp di progetti agrivoltaici cantierabili sono in attesa di finanziamento), proietta il gruppo verso unulteriore e significativo aumento della potenza installata- ha commentatoWebsim Corporate- Al riguardo, ricordiamo che attualmente la società detiene e gestisce un portafoglio di impianti fotovoltaici aventi una potenza complessiva superiore a 17 MWp ed una capacità di generazione annua prossima a 18 GWh". Gli analisti hanno una visione positiva sul titolo:rating BUY e target price a 4,75 euro.Adesso l'attenzione è rivolta alla pubblicazione dei risultati 2025 di Ecosuntek, prevista per il 26 maggio. Advertisement Per informazioni su natura e caratteristiche dei contenuti di Websim.it, si prega di leggere attentamente la sezioneAvvertenze. Questo pannello ti permette di esprimere le tue preferenze relative al trattamento delle tue informazioni personali.Puoi rivedere o modificare le tue scelte in qualsiasi momento accedendo al registropreferenze cookie. Per rifiutare il tuo consenso alle attività di trattamento utilizza il pulsante “Accetta solo i necessari”.
New Wave Offshore Energy, Texas-headquartered marine consultants, has been tasked with a marine warranty services (MWS) assignment for an oil and gas deepwater development off the coast of Brazil, which is operated by Shell Brasil Petróleo (Shell Brasil), a subsidiary of the UK-headquartered energy giant Shell. The post New Wave Offshore Energy gets mission-critical oversight job on Shell’s Brazilian oil & gas project appeared first on Offshore Energy .
New Wave Offshore Energy, Texas-headquartered marine consultants, has been tasked with a marine warranty services (MWS) assignment for an oil and gas deepwater development off the coast of Brazil, which is operated by Shell Brasil Petróleo (Shell Brasil), a subsidiary of the UK-headquartered energy giant Shell. New Wave Offshore Energy has been selected as the marine warranty surveyor for Shell’sOrcaproject, formerly known as Gato do Mato, in the pre-salt Santos Basin offshore Brazil. While explaining that this“major”MWS contract fortifies its reputation as a trusted MWS partner for complex offshore developments, the U.S. company explains that the deal encompasses risk management and safety oversight support for the project. The firm’s scope of work for the development, which is estimated to have recoverable resource volumes of approximately 370 million barrels, involves marine warranty services across multiple phases of the project, including vessel surveys, engineering review, and oversight of transportation and installation (T&I) operations. The Texas-headquartered player will provide an impartial review of the operation to ensure the agreed project warranties are met while delivering value-added expertise. The contract expands New Wave Offshore’s portfolio of MWS work, which has been on the firm’s services menu since 2018, reinforcing the company’s commitment to providing high-value marine assurance across all types of offshore energy projects. Kyle Eddings, Founder and Chief Executive Officer, commented:“This award clearly validates our technical depth and operational discipline.Being chosen by Shell formarinewarranty services affirms the confidence the industry is placing in our ability to execute offshore projects with integrity and attention to detail. “We are proud to see our core philosophy, that a highly technical team of honest and dedicated professionals delivers unparalleled value to our clients, recognized at this level.” This content is available after accepting the cookies. Shell chooses Valaris drillship for drilling ops at giant oil & gas project in Brazilian waters The Orca project is a unitized development covering theBM-S-54concession agreement and theSul de Orcaproduction sharing agreement (CPP). Currently, the partners are Shell (operator with a 70% stake), Ecopetrol (30%), and Pré-Sal Petróleo S.A. (PPSA) as the CPP manager. Orca’s partners made thefinal investment decision for the project in March 2025. Once the sale of apartial stake is completed, the ownership structure will change, with Shell remaining as the operator with a reduced interest (50%), while its partners will be Ecopetrol (30%) and KUFPEC (20%). Vallourec wascontractedto supply line pipes for the project and TechnipFMC washired forthe integrated engineering, procurement, construction, and installation (iEPCI) work. Designed to produce up to 120,000 barrels of oil per day (boepd), the project’s start-up is scheduled for 2029. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
📰 Il Resto del Carlino📅 2026-05-10itElettrificazione · cold ironing
Sos Lidi Nord . Cantieri e traffico: "Sarà un’estate di sofferenza" Il Resto del Carlino
Sarà un’estate di passione per chi deve andare e venire da Marina Romea e anche i pullman dei crocieristi dovranno fare i conti con i lavori del cold ironing sulla Baiona – di fatto i cavidotti per l’elettrificazione delle banchine per evitare che le navi da crociera tengano i motori diesel accesi per l’alimentazione elettrica durante la sosta in porto - che obbligheranno a tratti semaforizzati su un solo lato della carreggiata. E per l’abitato di Porto Corsini si sta studiando una soluzione per reggere l’impatto dei bus di crocieristi. "Siccome non è pensabile di farli passare da dietro rasente la pineta, verrà adeguata via Molo San Filippo migliorandone il percorso attraverso l’abbattimento di alcuni capannoni di proprietà dell’Autorità portuale. Poi, inutile girarci intorno, sarà un’estate di sofferenza – ammette l’assessore ai lavori pubblici Massimo Cameliani – e per andare a Marina Romea credo sia meglio mettere in campo l’idea di utilizzare anche la Romea. Del resto i lavori vanno fatti e la posa del cavidotto per il cold ironing, che porterà grandi vantaggi ambientali, sono rilevanti".
Quello per il cold ironing è un investimento da 40 milioni targato Pnrr e i lavori devono essere completati entro fine giugno. Poi occorrerà attendere la stabilizzazione del tracciato e il ripristino integrale della sede stradale non avverrà prima dell’autunno prossimo. Sempre per quanto riguarda la Baiona lato industrie, per la manutenzione straordinaria del tratto "camionabile" di via Baiona, è in essere un Accordo di Programma tra Comune e Autorità di Sistema Portuale per un intervento complessivo di 1,5 milioni. In base all’accordo, l’Autorità Portuale finanzia interamente l’opera e svolge il ruolo di Stazione Appaltante, mentre il Comune si occupa della progettazione e della Direzione Lavori. "Stiamo – spiega Cameliani – ultimando il progetto: sono già stati effettuati diversi sopralluoghi, sondaggi e prove sui materiali di sottofondo, al fine di definire la soluzione tecnica più adeguata. Il tratto risulta però molto esteso e particolarmente dissestato; pertanto, alla luce delle risorse disponibili e dei costi elevati dei materiali (in particolare degli asfalti), non in tutto il tratto si riesce a realizzare un intervento anche sulla fondazione. Su vari tratti meno ammalorati si procederà ad un intervento più superficiale. Inoltre, sono comprese anche lavorazioni accessorie quali la sistemazione delle banchine, lo sfalcio e la risagomatura dei fossi".
Anche qui la partenza materiale dei lavori tra progettazione gara avverrà non prima di marzo 2027. "L’obiettivo – spiega Cameliani - è portare il progetto in Giunta per l’approvazione in linea tecnica entro fine maggio. Poi ci sarà la fase di gara in capo ad Autorità Portuale che potrebbe durare anche 5-6 mesi fino all’aggiudicazione". Tornando ai lavori per il cold ironing, questo è il quadro aggiornato per quel che riguarda l’impatto sulle strade comunali: nell’abitato di Porto Corsini è in corso il completamento di via Guizzetti (termine lavori il 15 maggio), in via Baiona lato Porto Corsini i lavori finiranno entro il 15 maggio. L’impatto maggiore sarà di fronte alla Marcegaglia fino a via Gente di Mare con avvio cantiere dal 14 maggio fino al 3 giugno.
Giorgio Costa
Ecosuntek and Renco develop 37 MW photovoltaic plant in Ravenna marketscreener.com
Published on 05/08/2026 at 01:50 pm EDT Contact us to request a correction (Alliance News) - Ecosuntek Spa has announced that its subsidiary Eco Trade Srl and Renco Spa are nearing completion of a 37.16 MW photovoltaic plant in the Port of Ravenna, integrated with a cold ironing system. The facility, owned by the Adriasol Srl joint venture, is expected to generate approximately 53 GWh annually, enough to meet the energy needs of around 20,000 Italian households and offset more than 25,000 tonnes of CO2 equivalent emissions per year. The energy will be primarily used to power cruise ships docked at Porto Corsini, the company explained in a statement. The project will also benefit from a 20-year GSE incentive tariff and a non-repayable PNRR grant amounting to EUR7.6 million. Commissioning is scheduled for the second half of 2026. Ecosuntek shares closed Friday up 3.0% at EUR3.42. By Claudia Cavaliere, Alliance News reporter Comments and questions to redazione@alliancenews.com Copyright 2026 Alliance News IS Italian Service Ltd. All rights reserved.
Ecosuntek, Eco Trade e Renco realizzano un impianto fotovoltaico da 37 MW nel porto di Ravenna Teleborsa
Ecosuntek, Eco Trade e Renco realizzano un impianto fotovoltaico da 37 MW nel porto di Ravenna
(Teleborsa) - Ecosuntek , azienda attiva nel settore delle energie rinnovabili e player di riferimento nella power generation, comunica che sono entrati nella fase finale i lavori per la realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra di potenza complessiva di 37,16 MW, localizzato nell’area portuale del Comune di Ravenna, integrato con sistema di "Cold Ironing”.
L’impianto, detenuto dalla società veicolo Adriasol, partecipata in via paritetica da Renco S.p.A. e da Eco Trade, avrà una produzione fotovoltaica annua attesa di circa 53 GWh, in grado di coprire i fabbisogni energetici annui di circa 20.000 famiglie italiane e permetterà di evitare emissioni climalteranti di oltre 25.000 tonnellate annue di CO2 equivalenti. Ritenuto strategico per la transizione energetica delle infrastrutture portuali, l’impianto produrrà energia da destinare prioritariamente all’alimentazione delle navi da crociera ormeggiate alle banchine di Porto Corsini, a supporto del loro fabbisogno energetico operativo, garantendo benefici economici e ambientali, con una riduzione delle emissioni e dell’inquinamento acustico delle navi nella fase di stazionamento, offrendo un servizio all'avanguardia a costi energetici competitivi.
Sulla produzione aggiuntiva, immessa direttamente in rete e dispacciata da Eco Trade, essendo l’impianto in questione risultato aggiudicatario nell’ambito dell’asta FER X, il GSE riconoscerà una tariffa incentivante per un periodo pari a 20 anni.
L’iniziativa, spiega una nota, considerata fondamentale per contribuire al raggiungimento degli obiettivi italiani stabiliti nel Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC), beneficia inoltre di un contributo pubblico a fondo perduto, pari a Euro 7.600.000, messo a disposizione dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica attraverso i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) del progetto “Green ports”.
La costruzione dell’impianto, attualmente in fase avanzata terminerà entro il primo semestre 2026 e si prevede che lo stesso entrerà in esercizio nel secondo semestre 2026.
Matteo Minelli, Amministratore Delegato del Gruppo Ecosuntek, ha commentato: "L’impianto del Porto di Ravenna, per il quale Eco Trade si occuperà anche del dispacciamento dell’energia prodotta, è posizionato in una area del Paese fortemente strategica e rappresenta per il nostro Gruppo un importante step di crescita per la Business Unit relativa alla Power Generation. Questo conferma l’approccio innovativo e all’avanguardia che caratterizza la cultura aziendale, con iniziative ambiziose e sostenibili, strettamente integrate con il tessuto economico e sociale del territorio".
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Contship Introduces First Electric Port Tractor into Operations maritimeprofessional.com
May 8, 2026 Contship takes another concrete step towards decarbonization with the introduction of the first fully electric port tractor at La Spezia Container Terminal (LSCT). The new vehicle will be operated by Hannibal for internal shuttle activities within the terminal, as part of a pilot project aimed at supporting the progressive electrification of the quay tractor fleet and reducing direct emissions (Scope 1) generated by port operations. The use of electric tractors is particularly well-suited to terminal environments; operations take place in proximity to charging infrastructure, while the high frequency of start-stop cycles maximizes the benefits of regenerative braking. The zero-emission unit also ensures optimized energy consumption during container handling maneuvers. In addition, reduced noise levels and lower vibrations contribute to safer and more comfortable working conditions, enhancing both productivity and operational quality. The investment was co-financed under the "Green Ports PNRR" program, through a dedicated call for proposals promoted and managed by the Port System Authority of the Eastern Ligurian Sea. The initiative is part of the broader "Green Ports: renewable energy and energy efficiency measures in ports" program, supported by the European Union through Next Generation EU funds, aimed at reducing CO2 emissions and improving air quality in port areas. This initiative is part of Contship's broader technological innovation and sustainability roadmap at the La Spezia terminal, which includes process digitalization, infrastructure development, and equipment upgrades aimed at maximizing operational efficiency across all areas.
📰 Energia e Mercato📅 2026-05-08📍 RavennaitAria · inquinamentoElettrificazione · cold ironing
UniCredit finanzia con 22 milioni di euro un impianto fotovoltaico nel porto di Ravenna Energia e Mercato
UniCredit ha perfezionato un green mini-perm project financing da 22,6 milioni di euro a favore di Adriasol S.r.l., società veicolo partecipata in parti uguali da Renco S.p.A. e Eco Trade S.r.l., controllata al 51% da Ecosuntek S.p.A., gruppo quotato su Borsa Italiana attivo nelle energie rinnovabili.
Il finanziamento, certificato green ai sensi dei Green Loan Principles, coprirà i costi di costruzione di un impianto fotovoltaico da circa 37 MWp nell'area portuale di Ravenna, realizzato nell'ambito di una concessione in partenariato pubblico-privato con l'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro-Settentrionale.
L'impianto sarà integrato con un sistema di Cold Ironing, che consentirà di fornire energia alle navi da crociera ormeggiate senza che queste tengano accesi i motori, riducendo le emissioni e l'inquinamento acustico durante la sosta in porto. La produzione fotovoltaica annua attesa è di circa 53 GWh. Una volta operativo, il progetto dovrebbe evitare l'emissione di oltre 18.000 tonnellate annue di CO₂ equivalente.
L'entrata in esercizio è prevista entro il primo semestre 2026. L'impianto beneficia di un contratto per differenza con il GSE e di un contributo a fondo perduto del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, nell'ambito del progetto Green Ports finanziato dal PNRR.
Primo trattore elettrico sui piazzali di La Spezia Container Terminal Shipping Italy
Primo trattore elettrico per il La Spezia Container Terminal. Il gruppo Contship, azionista di controllo di Lsct, ha reso noto che “il nuovo mezzo sarà impiegato da Hannibal per le attività di navettaggio all’interno del terminal spezzino come un primo progetto pilota di valutazione della progressiva elettrificazione della flotta dei trattori di banchina, in ottica della riduzione delle emissioni dirette (Scope 1) generate dalle operazioni in porto”.
Secondo la societò “l’elettrificazione dei trattori portuali si presta per l’applicazione in terminal: i mezzi, infatti, operano vicino alle stazioni di ricarica e gli avviamenti frequenti massimizzano i vantaggi della frenata rigenerativa. Questo modello di ralla elettrica a zero emissioni ottimizza inoltre i consumi nelle manovre di movimentazione container. La bassa rumorosità e le vibrazioni ridotte garantiscono condizioni di lavoro più sicure e confortevoli, migliorando la produttività e la qualità delle operazioni quotidiane”.
L’investimento è stato co-finanziato nell’ambito del progetto Green Ports Pnrr, attraverso un bando promosso e gestito dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale. L’iniziativa rientra nel programma “Porti verdi: interventi di energia rinnovabile ed efficienza energetica nei porti”, sostenuto dall’Unione Europea con risorse Next Generation EU che mira a ridurre le emissioni di CO2 e migliorare la qualità dell’aria nelle città portuali.
“Il programma di transizione energetica che abbiamo messo in campo mira a decarbonizzare le attività portuali” ha commentato Simone Pacciardi, Responsabile del Servizio Rapporti con UE, Gestione Progetti Comunitari e Fondi Pnrr dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale. “L’ente, in particolare, ha messo a disposizione degli operatori terminalisti il proprio know-how, relativamente alla gestione di finanziamenti Pnrr, permettendo così di sfruttare le opportunità offerte dall’iniziativa Green Ports a beneficio del sistema portuale”.
“L’introduzione del trattore elettrico rappresenta un tassello concreto della strategia di sostenibilità del Gruppo” ha aggiunto Denise Sofia, Head of Esg di Contship. “Nel 2025 abbiamo lanciato l’ambiziosa strategia “Moves that Matter” definendo obiettivi chiari e misurabili, tra cui la decarbonizzazione delle attività del Gruppo in allineamento agli standard SBTi. Questo progetto dimostra come innovazione e sostenibilità, unite alla collaborazione pubblico-privato, possano generare iniziative capaci di creare valore nel medio periodo”.
L’iniziativa si colloca in un più ampio piano di innovazione tecnologica intrapreso da Contship nel terminal spezzino, che include digitalizzazione dei processi, nuovi investimenti infrastrutturali e upgrade degli equipment per massimizzare l’efficienza operativa ad ogni livello.
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UniCredit finanzia con 22,6 milioni di euro fotovoltaico nel porto di Ravenna pv magazine Italia
Adriasol, società veicolo di Renco ed Eco Trade (Ecosuntek), ha ottenuto un finanziamento da 22,6 milioni di euro da UniCredit per sostenere la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 37 MW nel porto di Ravenna.
Il progetto, riporta una nota, rientra nell’ambito di una concessione in partenariato pubblico privato sottoscritta con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro-Settentrionale, e prevede la realizzazione di un impianto fotovoltaico integrato con sistema di cold ironing.
L’impianto ha una produzione fotovoltaica annua attesa di circa 53 GWh. La parte della produzione di energia rinnovabile non immessa in rete sarà destinata alle navi da crociera ormeggiate nello scalo, a supporto del loro fabbisogno energetico operativo.
L’iniziativa beneficia di un contributo pubblico a fondo perduto del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) attraverso i fondi Pnrr del progetto “Green ports”.
L’entrata in esercizio dell’impianto, attualmente in fase di costruzione, è prevista entro giugno e beneficerà di un contratto per differenza con il Gestore dei servizi energetici (GSE).
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UniCredit, €22 milioni ad Adriasol per fotovoltaico da 37 MW nel porto di Ravenna con sistema Cold Ironing per traghetti Il Giornale d'Italia
UniCredit ha finanziato con €22,6 milioni Adriasol per la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 37 MW nel porto di Ravenna integrato con sistema di Cold Ironing. L’operazione, strutturata come green mini-perm project financing, sosterrà la costruzione dell’infrastruttura energetica destinata ad alimentare anche il fabbisogno operativo delle navi ormeggiate in banchina.
Adriasol è una società controllata pariteticamente da Renco ed Eco Trade, quest’ultima partecipata dal gruppo Ecosuntek. Il progetto rientra in una concessione in partenariato pubblico-privato sottoscritta con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro-Settentrionale. L’impianto, la cui entrata in esercizio è prevista entro il 2026, produrrà circa 53 GWh annui di energia da fonti rinnovabili, equivalenti ai consumi di circa 20mila famiglie. Secondo le stime comunicate, il progetto consentirà inoltre di evitare oltre 18mila tonnellate annue di CO2 equivalenti, per un risparmio complessivo superiore a 600mila tonnellate nell’arco della vita utile dell’impianto.
La parte di energia non immessa in rete sarà utilizzata per alimentare le navi da crociera in porto attraverso il sistema di Cold Ironing, soluzione che permette di ridurre emissioni e rumore durante la sosta in banchina. L’operazione beneficia inoltre di contributi pubblici legati al progetto Green Ports del PNRR, destinato a sostenere interventi di efficientamento energetico e riduzione delle emissioni nelle infrastrutture portuali italiane.
Unicredit
UniCredit è un gruppo bancario italiano attivo nei servizi di banca commerciale, corporate banking, investment banking e gestione del risparmio. Il gruppo opera in diversi Paesi europei, con una presenza in Italia, Germania, Austria ed Europa centro-orientale. La banca fornisce servizi finanziari a famiglie, imprese e istituzioni attraverso reti bancarie e piattaforme digitali. In Italia è tra i principali istituti di credito per volumi di attività, raccolta e finanziamenti alle imprese. UniCredit è quotata alla Borsa di Milano ed è guidata dall’amministratore delegato Andrea Orcel. Negli ultimi anni il gruppo ha concentrato parte delle attività su finanziamenti legati a transizione energetica, infrastrutture, digitalizzazione e operazioni di finanza strutturata.
Contship elettrifica i trattori di banchina alla Spezia TrasportoEuropa
Contship ha introdotto a maggio 2025 il primo trattore portuale elettrico nelle operazioni di banchina della La Spezia Container Terminal, aggiungendo un nuovo intervento al piano di innovazione tecnologica del terminal spezzino. Il veicolo sarà impiegato da Hannibal nelle attività di navettamento interno, con l’obiettivo di avviare una valutazione operativa sulla progressiva elettrificazione della flotta dei trattori di banchina. Il progetto riguarda le emissioni dirette generate dalle attività portuali, classificate come Scope 1 e s’inserisce nel percorso di decarbonizzazione avviato da Contship. La scelta del trattore elettrico risponde a una condizione operativa tipica dei terminal container: i mezzi lavorano su percorsi definiti, vicino alle stazioni di ricarica, e sono soggetti a frequenti fasi di avvio, frenata e manovra.
In questo contesto, la frenata rigenerativa consente di recuperare parte dell’energia durante le fasi di rallentamento, mentre la trazione elettrica permette di ridurre i consumi nelle movimentazioni ripetute dei container. Questo esemplare ha il compito anche di verificare sul campo l’efficacia della tecnologia nelle normali condizioni di lavoro del terminal. Contship segnala che l’elettrificazione può incidere pure sull’ambiente operativo in banchina. La minore rumorosità e la riduzione delle vibrazioni migliorano le condizioni di lavoro degli operatori e possono contribuire a rendere più regolari le attività quotidiane di navettamento, soprattutto nelle fasi in cui i mezzi operano in prossimità di gru, piazzali e aree di trasferimento dei container.
L’investimento è stato cofinanziato nell’ambito del progetto Green Ports Pnrr, attraverso un bando promosso e gestito dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale. L’iniziativa rientra nel programma Green Ports: interventi di energia rinnovabile ed efficienza energetica nei porti, sostenuto dall’Unione Europea con risorse Next Generation EU per ridurre le emissioni di anidride carbonica e migliorare la qualità dell’aria nelle città portuali. Denise Sofia, responsabile Esg di Contship, ha richiamato la strategia Moves that Matter, lanciata nel 2025, che definisce obiettivi misurabili per la decarbonizzazione delle attività del Gruppo in allineamento agli standard Sbti. L’iniziativa, secondo la società, mostra il ruolo della collaborazione tra pubblico e privato nello sviluppo di interventi orientati alla riduzione delle emissioni.
UniCredit finanzia con 22 milioni di euro il primo impianto fotovoltaico del porto di Ravenna Affaritaliani
UniCredit sostiene Adriasol con un green project financing da 22,6 milioni di euro per la decarbonizzazione del porto di Ravenna
UniCredit sostiene la transizione energetica del sistema portuale di Ravenna con un’operazione di finanza green da oltre 22 milioni di euro destinata alla realizzazione di un innovativo impianto fotovoltaico integrato con sistema di “Cold Ironing”. La banca ha infatti finalizzato un green mini-perm project financing da 22,6 milioni di euro a favore di Adriasol, società partecipata in quote paritetiche da Renco ed Eco Trade, quest’ultima controllata dal Gruppo Ecosuntek, attivo nel settore delle energie rinnovabili e quotato su Borsa Italiana.
L’operazione finanzierà la costruzione di un impianto fotovoltaico da circa 37 MWp nell’area portuale di Ravenna, destinato a diventare uno dei progetti più avanzati in Italia nel settore dell’elettrificazione sostenibile delle infrastrutture portuali. Il sistema sarà integrato con una soluzione di “Cold Ironing”, tecnologia che consente alle navi da crociera ormeggiate in porto di spegnere i motori e alimentarsi direttamente tramite energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili.
L’impianto, la cui entrata in esercizio è prevista entro il primo semestre del 2026, produrrà circa 53 GWh di energia pulita all’anno, una quantità sufficiente a coprire il fabbisogno energetico di circa 20mila famiglie italiane. Secondo le stime, il progetto permetterà inoltre di evitare emissioni climalteranti per oltre 18mila tonnellate annue di CO₂ equivalenti, raggiungendo un risparmio complessivo superiore alle 600mila tonnellate nell’intero ciclo di vita dell’impianto.
L’iniziativa si inserisce nel quadro degli obiettivi previsti dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) e beneficia di un contributo pubblico a fondo perduto finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica attraverso i fondi del PNRR dedicati al progetto “Green Ports”, destinato all’efficientamento energetico e alla sostenibilità ambientale delle attività portuali. Il finanziamento è stato certificato green secondo i “Green Loan Principles” e rappresenta uno dei primi project financing italiani dedicati a un impianto fotovoltaico integrato con sistema di “Cold Ironing”. UniCredit ha agito come Global Coordinator & Bookrunner, Structuring Mandated Lead Arranger, banca finanziatrice, Hedging Bank, Banca Agente, Banca Depositaria e Green Loan Coordinator.
Per Giovanni Rubini, amministratore delegato del Gruppo Renco, il progetto rappresenta “il primo impianto fotovoltaico di dimensioni rilevanti realizzato all’interno di un’infrastruttura portuale dove la produzione di energia da fonti rinnovabili incontra le necessità operative delle moderne navi da crociera”. “L’iniziativa ridurrà drasticamente le emissioni di CO₂ e rafforzerà la posizione competitiva del porto di Ravenna nel mercato crocieristico internazionale, offrendo un servizio all’avanguardia a costi energetici competitivi”.
Soddisfazione anche da parte del Gruppo Ecosuntek. “Questa operazione supporta concretamente la nostra pipeline greenfield di impianti solari, agrivoltaici e storage”, ha dichiarato Matteo Minelli, amministratore delegato del Gruppo. “L’impianto sorgerà in un’area strategica del Paese e conferma l’approccio innovativo e sostenibile che caratterizza la nostra cultura aziendale”.
Andrea Burchi, Regional Manager Centro Nord di UniCredit, ha sottolineato come il progetto rappresenti “un esempio tangibile di come la finanza green possa supportare la trasformazione dei modelli produttivi e contribuire allo sviluppo sostenibile dei territori”. Il porto di Ravenna si candida così a diventare uno dei principali hub italiani per la sostenibilità energetica nel settore crocieristico, puntando su innovazione, decarbonizzazione e integrazione tra infrastrutture portuali e produzione di energia rinnovabile.
Historic Adriatic sea ports face large-scale transformation Maritime Journal
Welcome to maritimejournal.com. This site uses cookies.Read our policy. 2026-05-08T09:41:00 A wave of construction is reshaping both shores of the Adriatic, as ports across Italy and Croatia undergo their most ambitious overhaul in decades. The programme spans cruise terminals, shore power electrification, dredging operations and luxury marina construction, and in several locations, physical works are already well under way. Already a member?SIGN INnow It only takes a minute to sign up for a free account, and you’ll get to enjoy: Get access and more free contentsign up today Does your organisation require more access?Upgrade to asubscriptionand enjoy unlimited news and additional features. Site powered byWebvision Cloud
📰 Gazzetta della Spezia📅 2026-05-08📍 La SpeziaitAria · inquinamentoClima · decarbonizzazioneElettrificazione · cold ironing
Contship introduce il primo trattore portuale full-electric nelle operazioni in banchina Gazzetta della Spezia
Contship compie un ulteriore e concreto passo nel proprio percorso di decarbonizzazione con l’introduzione del primo trattore elettrico presso La Spezia Container Terminal (LSCT).Il nuovo mezzo sarà impiegato da Hannibal per le attività di navettaggio all’interno del terminal spezzino come un primo progetto pilota di valutazione della progressiva elettrificazione della flotta dei trattori di banchina, in ottica della riduzione delle emissioni dirette (Scope 1) generate dalle operazioni in porto.
L'elettrificazione dei trattori portuali si presta per l’applicazione in terminal: i mezzi, infatti, operano vicino alle stazioni di ricarica e gli avviamenti frequenti massimizzano i vantaggi della frenata rigenerativa. Questo modello di ralla elettrica a zero emissioni ottimizza inoltre i consumi nelle manovre di movimentazione container. La bassa rumorosità e le vibrazioni ridotte garantiscono condizioni di lavoro più sicure e confortevoli, migliorando la produttività e la qualità delle operazioni quotidiane.
L’investimento è stato co-finanziato nell’ambito del progetto “Green Ports PNRR”, attraverso un bando promosso e gestito dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale. L’iniziativa rientra nel programma “Porti verdi: interventi di energia rinnovabile ed efficienza energetica nei porti”, sostenuto dall’Unione Europea con risorse Next Generation EU che mira a ridurre le emissioni di CO2 e migliorare la qualità dell'aria nelle città portuali.
“Il programma di transizione energetica che abbiamo messo in campo mira a decarbonizzare le attività portuali”, ha commentato Simone Pacciardi, Responsabile del Servizio Rapporti con UE, Gestione Progetti Comunitari e Fondi PNRR dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale. “L’Ente, in particolare, ha messo a disposizione degli operatori terminalisti il proprio know-how, relativamente alla gestione di finanziamenti PNRR, permettendo così di sfruttare le opportunità offerte dall’iniziativa Green Ports a beneficio del sistema portuale”.
“L’introduzione del trattore elettrico rappresenta un tassello concreto della strategia di sostenibilità del Gruppo”, ha aggiunto Denise Sofia, Head of ESG di Contship. “Nel 2025 abbiamo lanciato l’ambiziosa strategia “Moves that Matter” definendo obiettivi chiari e misurabili, tra cui la decarbonizzazione delle attività del Gruppo in allineamento agli standard SBTi. Questo progetto dimostra come innovazione e sostenibilità, unite alla collaborazione pubblico-privato, possano generare iniziative capaci di creare valore nel medio periodo”.
L’iniziativa si colloca in un più ampio piano di innovazione tecnologica intrapreso da Contship nel terminal spezzino, che include digitalizzazione dei processi, nuovi investimenti infrastrutturali e upgrade degli equipment per massimizzare l'efficienza operativa ad ogni livello.
📰 Il Tirreno📅 2026-05-08📍 PiombinoitAria · inquinamentoElettrificazione · cold ironing
Piombino e Portoferraio, estate con il cold ironing in porto Il Tirreno
PORTOFERRAIO. Conto alla rovescia per il cold ironing in due dei tre porti guidati dall’Adsp del Mar Tirreno Settentrionale. Entro il prossimo mese di giugno, infatti, sia il porto di Piombino che quello di Portoferraio saranno attrezzati per l’alimentazione elettrica delle navi in sosta. I lavori, iniziati nel 2024, sono ormai in fase di conclusione nel pieno rispetto del cronoprogramma e rappresentano un ulteriore passo in avanti nell’impegno dell’Autorità di Sistema Portuale per assicurare ai propri porti uno sviluppo sostenibile.
La riduzione dell’inquinamento atmosferico prodotto dagli scali portuali è oggi diventata un’esigenza imprescindibile per il Sistema Portuale Nazionale e gli interventi di cold ironing rappresentano una delle priorità contenute nei Documenti di Pianificazione Energetico Ambientale redatti dagli enti portuali italiani.
«In questi mesi – spiega l’ingegner Sandra Muccetti, a capo della Direzione Infrastrutture Piombino ed Elba dell’Adsp – sia nello scalo marittimo di Piombino che in quello di Portoferraio, sono stati realizzati complessivamente oltre 3 chilometri di tracciati per ospitare i cavi che collegano la rete nazionale di trasmissione sino ai porti. È stata poi realizzata una cabina di trasformazione in ciascuno dei due porti, il cui scopo è quello di ricevere la media tensione dalla rete nazionale e convertirla nelle caratteristiche richieste dalle navi. Lungo le banchine sono poi state installate le junction box (o cassette di derivazione), che rappresentano il punto di interfaccia fisica e di sicurezza tra l’infrastruttura elettrica portuale e la nave».
Il costo complessivo per la realizzazione del sistema di cold ironing nel porto di Piombino e Portoferraio ammonta a circa 26 milioni di euro. Il progetto è stato finanziato attraverso le risorse del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).
«Una volta operativo – conclude – il sistema permetterà alle navi ormeggiate di spegnere i motori termici e alimentarsi tramite la rete elettrica di terra, eliminando emissioni di fumi e inquinamento acustico in prossimità del centro abitato».