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Forum Energia di Telenord: mix energetico tra rinnovabili e nucleare, la strada per la transizione e la sostenibilità - Telenord
📰 Telenord 📅 2026-05-07 it Clima · decarbonizzazione
Forum Energia di Telenord: mix energetico tra rinnovabili e nucleare, la strada per la transizione e la sostenibilità Telenord
Si è aperta, nella cornice dell’Excelsior Palace Hotel di Rapallo, la terza edizione del Forum Nazionale sull’Energia, intitolata “Transizione al bivio” e organizzato da TN Events & Media, in collaborazione con la testata specializzata Quotidiano Energia. L'evento è trasmesso da Telenord (canale 11 del digitale terrestre ligure) e in streaming da telenord.it. Due giornate di confronto tra istituzioni, imprese e mondo della ricerca per analizzare le sfide più urgenti del sistema energetico italiano ed europeo, tra sicurezza, sostenibilità e competitività. Dopo i saluti introduttivi di Massimiliano Monti, Editore Telenord, gli interventi istituzionale dell'Assessore Ambiente ed Energia Regione Liguria Paolo Ripamonti e del COO Industrial Transformation Eni Giuseppe Ricci, principale partner del Forum, si sono aperti i lavori della prima giornata. La svolta energetica tra ambizioni e realtà - La prima sessione è entrata nel vivo con la moderazione di Romina Maurizi, Direttrice Quotidiano Energia, e l'intervento di Alfredo Maria Becchetti, Presidente GSE: "Il GSE ha cambiato pelle negli ultimi anni, trasformandosi da soggetto incentivante a soggetto attuatore della transizione, oggi il GSE è il fulcro delle energie rinnovabili". A seguire, il confronto si è articolato in tre panel chiave. Geopolitica dell'energia - Nel panel dedicato alla geopolitica dell’energia sono intervenuti Costantino Amadei, Presidente Gruppo Gnl Federchimica-Assogasliquidi; Fabrizio Fabbri, CEO Ansaldo Energia; Pier Lorenzo Dell’Orco, Amministratore Delegato Italgas Reti e Presidente Proxigas; Alessandro Cecchi, Direttore Affari Regolatori Iren e Presidente AIRU; Ivanhoe Romin, General Manager Axpo Italia; Sonia Sandei, Special Advisor Assoclima; Leonardo Brunori, Energy Executive Vice President RINA. Si è affrontato uno dei temi più delicati dello scenario internazionale: la geopolitica dell’energia. In particolare Fabbri ha spiegato che i Paesi dove il mix tra fonti di energia è più ampio le bollette sono più basse e, in particolare, Ansaldo Energia è tornata in utile e gli ordini sono cresciuti del 28%. Le guerre tra Russia e Ucraina e la crisi in Medio Oriente hanno riportato l’energia al centro degli equilibri economici e strategici globali, evidenziando la vulnerabilità delle forniture e delle rotte energetiche internazionali. Il conflitto russo-ucraino ha mostrato quanto la dipendenza da gas e materie prime possa incidere sulle economie europee, mentre le tensioni nel Mar Rosso hanno acceso l’attenzione sulla sicurezza dei trasporti energetici. Oggi la sfida non riguarda più soltanto petrolio e gas, ma anche tecnologie strategiche come batterie, terre rare, idrogeno e sistemi di accumulo. Europa, Stati Uniti e Cina stanno investendo per rafforzare la propria autonomia industriale e ridurre la dipendenza dalle filiere estere. Un tema che coinvolge direttamente anche l’Italia, impegnata a rafforzare sicurezza energetica, rinnovabili e infrastrutture. Crescita della domanda e rinnovabili - Nel panel 'Crescita della domanda e rinnovabili' sono intervenuti Luca Bragoli, Chief Regulatory & Public Affairs Officer Erg, che ha affrontato il tema di "dare sostegno alle tecnologie funzionali all'evoluzione delle rinnovabili, in un quadro normativo chiaro, nella prospettiva di tutti i soggetti interessati chiamati a fare la propria parte". Antonello Giunta, Amministratore Delegato FS Energy; "Il nostro piano prevede un investimento particolarmente significativo, è importante in tema di decarbonizzazione traguardare l'aumento della produzione da fonti rinnovabili, dobbiamo capire cosa significhi decarbonizzare". Enrico Erulo, Direttore Corporate Affairs Tirreno Power; "Oltre a Vado abbiamo altri impianti idroelettrici, abbiamo attenzione per i consumatori che consumano energia appena prodotta. Abbiamo 18 impianti nella regione che necessitano di manutenzione continua. Il nostro impegno è aumentare energia da rinnovabili". Alessandro Migliorini, Head of Public Affair Italy European Energy; "Oggi situazione preoccupante, fare i conti con la realtà. Ci vuole grande resistenza fisica per fare sviluppo in Italia. Se uno guarda la mappa dei progetti in costruzione c'è una grande differenza tra Sud e Nord. Ci troviamo alle prese con progetti che ricevono 1300 osservazioni ministeriali, c'è una resistenza da parte del territorio. Bisogna far capire ai territori quali siano i benefici. Ci sono progetti in Sicilia che riguardano zone dove l'agricoltura non è svolta". Riccardo Bani, Amministratore Delegato Veos, ha analizzato la questione della "crescita della domanda delle energie secondo una filiera di valori, nella prospettiva di una transizione razionale e proficua per il mondo delle imprese e per la comunità. Paolo Picco, Presidente Federidroelettrica: "Il nostro target è di 3 megawatt. Il piccolo idroelettrico ha una visione cambiata e può agganciarsi alle infrastrutture esistenti. Serviamo consorzi e acquedotti, sistemi dove si consuma parecchio". Stoccaggio e accumulo - Nel panel 'Stoccaggio e accumulo' sono intervenuti Stefania Timperi, Head of Market Intelligence and Opportunity Identification Eni: "Siamo al centro di un percorso di trasformazione cominciato 15 anni fa, verso la transizione energetica. A Brindisi, andremo a realizzare una gigafactory per la costruzione di batterie al litio, per stare al passo coi tempi. Vogliamo facilitare lo sviluppo di una filiera nuova". Sabina Pinto, Amministratore Delegato e Direttore Generale Redelfi: "Siamo azienda italiana quotata in Borsa e siamo presenti negli Stati Uniti in Texas, Tennessee e Utah. Sviluppiamo progetti di rete di accumulo in modalità 'Stand Alone', per accumulare energia prodotta in certe fasi della giornata. Collaboriamo moltissimo con Terna". Alberto Longhi, Head of Eng & TA Fichtner Italia. "La maggior parte dei nostri impianti, tutti impianti di rete, in media 50 megawatt, sono realizzati secondo il sistema del lotto multiplo ed è importante il coordinamento tra i vari lotti. Si varia a seconda della complessità del progetto, che può essere diviso ulteriormente. Acceleriamo al massimo le attività di richiesta di offerte e di contrattazione. Altro aspetto importante è la scelta tecnologica delle batterie". Case History - Il case history è stato presentato da Alessandro Venanzini, V.P. Sales Danieli Centro Combustioni. "La nostra società progetta impianti siderurgici completi e impiega 10mila persone in tutto il mondo. Abbiamo sede a Genova e filiale in India. La decarbonizzazione nel mondo siderurgico vede come linea di demarcazione il Green Deal Europeo. Prima era tutto più semplice e gli obiettivi erano meno stringenti. I nostri impianti vanno a gas e con l'obiettivo di neutralità al 2050 abbiamo dovuto cambiare strategie. Abbiamo dovuto costruire i nostri forni sperimentali. I primi anni sembrava tutto idrogeno ma poi il settore incentivi non si è sviluppato. L'idrogeno è una buona soluzione tecnica ma oggi non è fattibile per sistema dei costi. Allora si è virati sull'elettrico, sostituendo gas con resistenze elettriche, ma anche questo comporta problemi. Giappone e Australia hanno incentivato l'uso dell'idrogeno, in Europa si crede nell'elettrico, ci credono tantissimo i Paesi del Nordeuropa. Tra poco partirà la prima acciaieria completamente elettrica". Il ritorno del nucleare nel dibattito energetico - La seconda sessione, moderata da Roberto Rasia, è stata dedicata al nucleare con due panel. Sicurezza energetica e Net Zero - Nel primo panel, dedicato a "Sicurezza energetica e Net Zero", sono intervenuti Luca Mastrantonio, Amministratore Delegato Nuclitalia: "Genova è un pezzo di storia dell'industria nucleare italiana. Abbiamo ancora un substrato molto significativo da cui ripartire. Dall'estero cercano know how nucleare italiano: perciò vogliamo partire dalla filiera italiana per organizzare un piano nucleare italiano sfruttando al massimo l'industria nazionale. Il programma italiano non si manifesterà con una semplice intenzione, ma cogliendo le occasioni di aumentare il nostro sistema". Daniela Gentile, Amministratore Delegato Ansaldo Nucleare: "Il contesto impone di guardare al portafoglio energetico in modo differente rispetto al passato, per rendere il sistema sostenibile dal punto di vista ambientale. Anno dopo anno si sono aggiunte variabili importanti, come l'obiettivo di decarbonizzare la siderurgia. Le complessità non si gestiscono in un modo solo. Nel caso si riaprisse la discussione sul nucleare, la prima base è un decreto che riapre la possibilità di reimpostare il Paese per renderlo idoneo al nucleare, a partire dalle infrastrutture legislative. Oggi l'opinione pubblica è molto più favorevole di una volta, specie i giovani. In Romania stiamo lavorando a un progetto particolare, due unità in collaborazione con un tecnologo canadese e un impianto cui stiamo 'allungando la vita'". Massimo Debenedetti, Amministratore Delegato Cetena: "Negli ultimi anni abbiamo speso molto per le rinnovabili, che ci danno autonomia energetica ma dipendenza tecnologica, nutrendo una filiera tecnologica basata in Cina. Da marzo la Cina ha aumentato del 50% l'esportazione di componentistica fotovoltaica. Non facciamo l'errore fatto con le rinnovabili: il nucleare è una tecnologia europea con solidissime basi in Italia e investirvi significa riaprire una filiera di tutto rispetto. Fincantieri si occupa di nucleare per via della multidimensionalità energetica". Franco Cotana, Amministratore Delegato RSE: "Siamo coinvolti a pieno titolo in questa transizione ambientale, da molti anni lavoriamo a questo obiettivo. Abbiamo valutato scenari diversi, si dice che il mondo potrebbe funzionare solo con le rinnovabili ma quelle che programmiamo oggi non sono stabili e così abbiamo problemi di stoccaggi. Abbiamo valutato scenari diversi e il nucleare conviene perché assicura la stabilità, affidabilità e continuità della rete elettrica. Il black out spagnolo di 10 ore ha provocato danni per un miliardo, in Italia il danno sarebbe stato cinque volte tanto. Il mix rinnovabili-nucleare è vincente perché possiamo realizzarlo con il nostro sistema di imprese. Il nucleare da fissione ha molti vantaggi sulle altre tecnologie. Sulla fusione siamo nel campo della ricerca e pensiamo alla fusione a confinamento non magnetico". Viviana Cruciani, Assistente AD e Coordinatrice programmi decommissioning Sogin: "Oggi Sogin affronta sfide tecnologiche molto importanti, per lo smantellamento dei siti italiani, in cui oggi si potrebbero implementare le nuove tecnologie da sviluppare. Disponendo già di questi beni ci sarebbe un risparmio economico, senza la necessità di costruzioni nuove, secondo l'esempio di Caorso, funzionante dal 1981 al 1986. Manteniamo in funzione impianti in esercizio quando le centrali funzionavano. Le competenze di Sogin sarebbero immediatamente disponibili se in Italia si volesse tornare al nucleare". Competenze e politiche industriali - Nel secondo panel, 'Competenze e politiche industriali', hanno preso la parola Tommaso Botto, Manager Divisione Industry and Energy ASG Superconductors: "Lavoriamo su magneti superconduttivi funzionali all'industria nucleare. La complessità e la precisione richiesta sono molto elevate e noi siamo in grado di attenervisi. Non disperdere energia e trasmetterla sono funzioni cruciali, la superconduttività va anche in questa direzione, il tutto con tecnologia italiana. Stiamo lavorando al progetto Iris, che porterà un gigawatt di potenza in poco più di 20 cm di diametro". Giacomo Grasso, Responsabile Laboratorio progettazione e analisi sistemi nucleari Enea: "La disponibilità di energia corre in parallelo col miglioramento della qualità della vita. L'energia deve essere prodotta in maniera pulita. La fusione nucleare porta sulla terra una fusione che avviene nelle stelle, per avere energia in enorme quantità a bassissimo impatto ambientale. Serviranno passi ulteriori per arrivare al concreto sfruttamento commerciale, per gestire i milioni di gradi di temperatura all'interno del plasma mediante un divertore da realizzarsi a Frascati presso i laboratori Enea. In Italia tantissime delle aziende che avevamo si sono riconvertite, ma ne abbiamo oltre 70 ancora impegnate nel nucleare e con una credibilità internazionale. Quando partimmo col programma nucleare, eravamo tra le prime potenze al mondo e questo patrimonio di conoscenze non si è disperso. Questa base di partenza è necessaria per poter pensare al rilancio del nucleare". Edoardo Fiorentini, Head of Magnetic Fusion Initiatives Development Eni: "Eni è una società che crede nelle tecnologie, noi abbiamo un approccio neutrale per ottenere la decarbonizzazione. La fusione è sicura e parte da elementi reperibili in natura. Il percorso di Eni inizia da lontano, dal 2008. Siamo in grado di riprodurre fenomeni che la forza di gravità produce nelle stelle. Vogliamo generare energia da fusione nel prossimo decennio, siamo nella fase sperimentale nella prospettiva di passare alla fase commerciale. Il nostro obiettivo è far passare la fusione come elemento industriale e commerciale". SECONDA GIORNATA - La seconda giornata del Forum si aprirà venerdì 8 maggio alle 9,30 con gli interventi di Milena Antonella Rizzi, Prefetto Capo Servizio Regolazione dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, e di Roberta Pinotti, Presidente del Polo Nazionale della Subacquea. A introdurre i lavori sarà Roberto Rasia. La mattinata sarà dedicata al tema della cosiddetta “transizione gemella”, in cui digitalizzazione e innovazione tecnologica verranno analizzate come leve decisive della trasformazione energetica. La Sessione 3, moderata da Paola Girdinio, presidente di Start 4.0 e docente dell’Università di Genova, si aprirà con la relazione di Carlo Cavazzoni, responsabile dell’Hypercomputing Continuum di Leonardo, che inquadrerà il ruolo del calcolo avanzato come infrastruttura strategica per i sistemi energetici del futuro. A seguire, il primo panel affronterà il rapporto tra intelligenza artificiale e transizione energetica, con contributi che arriveranno dal mondo industriale, legale e tecnologico. Interverranno Mirco Junior Mariani (TXT Industrial), Giorgio Allasia (Gruppo FOS), Marta Bray (B-Right Lawyers), Mattia Zara (Veos AI) e Giovanni Ponti (Enea), mentre una case history sarà dedicata alla startup MyWAI e al tema della sovranità tecnologica nell’impiego dell’AI per infrastrutture critiche. Il secondo panel della mattinata sarà invece incentrato sulla resilienza energetica e sulla cyber security, con gli interventi di Ivan Monti (Ansaldo Energia), Francesco Maria Gavotti (B-Right Lawyers), Roberto Caviglia (Gruppo HWG Sababa) e Alessandro Manfredini (A2A), che metteranno in evidenza il legame sempre più stretto tra sicurezza digitale e continuità dei sistemi energetici. Dopo una breve pausa, i lavori proseguiranno con la Sessione 4 dedicata alla dimensione underwater come nuova frontiera della sicurezza energetica. Il confronto coinvolgerà rappresentanti del settore industriale e della difesa subacquea, tra cui Giulio Marino Cappelletti del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea, Andrea Cornetti di Unitirreno, Andrea Savino di Fincantieri e Stefano Meggio di Saipem, in un dibattito focalizzato sulle tecnologie sottomarine e sulle loro possibili applicazioni strategiche. La Sessione 5, a seguire, porterà l’attenzione sul settore marittimo e sulla decarbonizzazione dello shipping, in un panel organizzato dal Propeller Club Port of Genoa. Interverranno esponenti del comparto armatoriale, industriale e della ricerca, tra cui Lorenzo Pollicardo (SYBAss), Simone Bruckner (Sanlorenzo), Emanuela Franchini (F.lli Cosulich), Andrea Cogliolo (RINA) e Nicole Colla (Axpo Italia), mentre Paolo Cuomo (ENI) offrirà un approfondimento sul rapporto tra competitività industriale e transizione energetica. Dopo il pranzo ufficiale, il pomeriggio sarà dedicato al fattore umano della transizione energetica e alla sfida dello skill gap. La Sessione 6 vedrà gli interventi di Andrea Delucchi (Confindustria Genova), Marco Fossa (Università di Genova) ed Elisabetta Arato (Ticass), che rifletteranno sulla necessità di colmare il divario di competenze per accompagnare l’evoluzione del sistema energetico. La giornata si concluderà nel pomeriggio con le considerazioni finali e la chiusura ufficiale del convegno, che ribadirà la centralità del dialogo tra istituzioni, industria e ricerca in una fase cruciale della transizione energetica europea. Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagram, su Youtube e su Facebook.
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MAN promuove l'uso di ammoniaca e metanolo come combustibile - Puente de Mando
📰 Puente de Mando 📅 2026-05-07 it Clima · decarbonizzazione
MAN promuove l'uso di ammoniaca e metanolo come combustibile Puente de Mando
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Assarmatori a Bruxelles: Urgente revisione coraggiosa dell’ETS per il settore marittimo. - Sicilianews24.it
📰 Sicilianews24.it 📅 2026-05-07 📍 Messina it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione
Assarmatori a Bruxelles: Urgente revisione coraggiosa dell’ETS per il settore marittimo. Sicilianews24.it
BRUXELLES (ITALPRESS) – Il Presidente di Assarmatori, Stefano Messina, ha messo in evidenza le gravi conseguenze della tassa sulle emissioni promossa dall’Unione Europea. Secondo Messina, questa tassa sta colpendo in modo severo i segmenti più vulnerabili e cruciali del trasporto marittimo, paragonabili a crisi internazionali come l’aumento dei costi energetici derivante dal blocco dello Stretto di Hormuz. La differenza principale è che l’ETS rappresenta una tassazione strutturale, destinata a influire in modo permanente sulla competitività e sostenibilità delle rotte marittime con le isole, delle Autostrade del Mare e del transhipment di contenitori. Criticità dell’ETS nel Settore Marittimo Messina non si è sottratto a una valutazione franca durante la missione annuale del Consiglio Direttivo dell’Associazione a Bruxelles, caratterizzata da incontri di alto profilo tra martedì e mercoledì. “Nei mesi recenti abbiamo accolto positivamente l’inclusione di diverse priorità legate all’armamento nazionale nelle strategie marittime europee”, ha affermato, “ma la questione cruciale rimane la loro traduzione in misure operative.” L’attuale regime dell’ETS è considerato ingiusto e non selettivo, applicato uniformemente senza tenere conto delle specificità dei vari settori. Messina ha sottolineato che, sebbene ci sia una crescente consapevolezza delle criticità, le informazioni riguardanti i correttivi necessari restano insoddisfacenti. Inoltre, l’associazione guarda con particolare attenzione alla “Strategia europea per le isole”, in fase di elaborazione sotto la supervisione del Vicepresidente Esecutivo Raffaele Fitto. Nel corso degli incontri, Messina ha illustrato le priorità relative ai collegamenti marittimi con le isole, evidenziando come la tassazione climatica inadeguata possa compromettere la stabilità del settore. “L’imposizione di tasse climatiche sproporzionate, che non ritornano al comparto marittimo sotto forma di investimenti, mette a rischio l’equilibrio esistente”, ha affermato. Richiesta di Revisione Coraggiosa Messina ha osservato che la risposta della tecnocrazia europea alle richieste di miglioramento delle politiche attuali risulta spesso rigida. “Chiediamo che la revisione prevista per luglio sia audace e permetta al nostro settore di rimanere competitivo in un contesto globale particolarmente sfidante,” ha affermato, mettendo in risalto le esigenze del comparto industriale. Tra gli eventi di questa due giorni di Assarmatori a Bruxelles, un incontro significativo è stato quello con il Vicepresidente Esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, presso Palazzo Berlaymont. È seguito un ricevimento per i rappresentanti delle istituzioni europee e della comunità internazionale alla Residenza dell’Ambasciatore d’Italia presso il Regno del Belgio. Durante l’evento hanno preso la parola l’Ambasciatore Federica Favi, il Rappresentante Permanente Aggiunto dell’Italia presso l’UE Marco Canaparo, e l’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, Presidente del Comitato Militare della NATO. L’agenda ha incluso anche un incontro con Giovanni Cremonini, Vice Capo Divisione per la Sicurezza Marittima del Servizio Europeo per l’Azione Esterna. Durante questo appuntamento, sono stati discussi i temi legati alle missioni Aspides e Atalanta, evidenziando la cooperazione fra le forze militari italiane e quelle europee. Inoltre, si è svolta una riunione approfondita con funzionari della DG MOVE e della DG CLIMA, rafforzando le discussioni sulla gestione dell’ETS e sui suoi effetti sul settore marittimo. Secondo quanto riportato da fonti ufficiali come l’Associazione Assarmatori, l’impiego di un più incisivo approccio normativo potrebbe contribuire a garantire un futuro più sostenibile e competitivo per il settore marittimo. Le istituzioni europee sono ora chiamate a rispondere alle sfide poste da una tassazione che, se non gestita con attenzione, potrebbe compromettere la capacità operativa degli armatori, favorendo così una discussione più ampia sulla sostenibilità e la competitività nel settore dei trasporti. (ITALPRESS) Non perderti tutte le notizie sull’ambiente su Blog.it
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STG Logistics Releases 2025 Sustainability Report, Demonstrating How Operational Efficiency Drives Environmental Impact
📰 PRNewswire 📅 2026-05-07 📍 Dublino en Clima · decarbonizzazione
Company continues emissions reductions, fuel savings and network optimization while reinforcing commitment to people, governance and long-term value. DUBLIN, Ohio, May 7, 2026 /PRNewswire/ -- STG Logistics, the nation's largest fully integrated port-to-door l…
Company continues emissions reductions, fuel savings and network optimization while reinforcing commitment to people, governance and long-term value. DUBLIN, Ohio,May 7, 2026/PRNewswire/ --STG Logistics, the nation's largest fully integrated port-to-door logistics provider, today released its 2025 Sustainability Report, highlighting continued progress in embedding sustainability across its operations while delivering measurable business results. The report underscores STG's core belief that what is good for the business is also good for the environment, and demonstrates how efficiency, innovation and responsible growth can work in tandem to create long-term value. "In 2025, we focused on turning intention into action and action into measurable progress," said Geoff Anderman, CEO of STG Logistics. "Sustainability is embedded in how we operate - from how we move freight to how we support our people and govern our business. By improving efficiency across our network, we are reducing our environmental impact while strengthening performance for our customers." One of the report's key highlights is STG's Green Haul program, which demonstrates how operational improvements can directly translate into environmental benefits. In its first full year, the program eliminated more than 2,000 metric tons of carbon dioxide emissions by reducing empty miles and optimizing container movements across STG's intermodal network. By aligning freight with existing return routes, STG completed more than 11,200 Green Haul loads in 2025—reducing fuel consumption without requiring additional equipment or operational disruption. The program was recognized as a 2025 Top Supply Chain Project, reinforcing STG's leadership in sustainable logistics innovation. Beyond Green Haul, STG continued to expand initiatives that integrate sustainability into everyday operations, including: These efforts reflect a broader strategy: designing logistics solutions that inherently reduce environmental impact while improving reliability, cost efficiency and scalability for customers. STG's sustainability strategy extends beyond environmental impact to include a strong focus on its workforce. In 2025, the company expanded employee training and development, with more than 9,500 courses completed and an average of 7.5 courses per employee. The company also enhanced employee well-being programs, benefits and workplace culture—reinforcing its "People First" philosophy and commitment to building a safe, inclusive and engaged workforce. The report highlights continued investment in governance structures that support responsible growth, including advancements in ESG oversight, cybersecurity and ethics programs. STG's 2025 Sustainability Report reflects a multi-year journey to integrate sustainability into every aspect of the business - from operations and technology to people and partnerships. "We view sustainability as an ongoing commitment, not a milestone," Anderman added. "The progress we've made positions us to continue delivering solutions that are better for our customers, our communities and the environment while building a stronger, more resilient business for the future." The full 2025 Sustainability Report is available at:https://www.stgusa.com/safety/ About STG LogisticsSTG Logistics is a leading integrated multimodal transportation and logistics provider including asset-based intermodal, marine and rail drayage, and full and less-than-truckload transportation coupled with industry leading warehousing and transloading services. With 40 years of experience in domestic logistics, STG services every major rail ramp and port in the country. CONTACT:CourtneyMcCrimmon412-225-6899[email protected] SOURCE STG Logistics
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Poco tempo per decidere: gas naturale, idrogeno, ammoniaca o biocarburanti? - Puente de Mando
📰 Puente de Mando 📅 2026-05-07 it Clima · decarbonizzazione
Poco tempo per decidere: gas naturale, idrogeno, ammoniaca o biocarburanti? Puente de Mando
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Giant Southeast Asian gas discovery passes test with flying colors
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-07 en Clima · decarbonizzazione
Italy’s energy giant Eni has revealed the results of a drill stem test (DST) that was carried out for its recent natural gas discovery off the coast of Indonesia, which confirmed reservoir productivity, strengthening the case for a third Kutei Basin hub in the Southeast Asian country. The post Giant Southeast Asian gas discovery passes test with flying colors appeared first on Offshore Energy .
Italy’s energy giant Eni has revealed the results of a drill stem test (DST) that was carried out for its recent natural gas discovery off the coast of Indonesia, which confirmed reservoir productivity, strengthening the case for a third Kutei Basin hub in the Southeast Asian country. Eniunveiled its gas discoveryat theGeliga‑1exploration well in April 2026. This gas find is located within the Ganal block in the Kutei Basin offshore Indonesia, approximately 70 kilometers from the East Kalimantan coast, with preliminary estimates indicating in-place resources of approximately 5 trillion cubic feet (tcf) of gas and 300 million barrels of condensate in the encountered interval. The Italian energy giant has now disclosed that the discovery was tested, with DST results demonstrating high deliverability, further fortifying the strategic potential of Indonesia’s Kutei Basin and supporting accelerated development options leveraging existing and planned infrastructure. The reservoir flowed at rates of up to 60 million standard cubic feet per day (scfd) during the test, constrained by the rig facilities, and with very limited pressure drawdown, said to confirm excellent deliverability. As a result, the Geliga‑1 well is estimated to produce a sustainable rate of approximately 200 million scfd of gas and about 10,000 barrels per day (bpd) of condensate. Drilled in approximately 2,000 meters of water, the well reached a total depth of about 5,100 meters and intersected a substantial gas column in the targeted Miocene interval, characterized by excellent petrophysical properties. This content is available after accepting the cookies. Exclusive interview with Eni: Gas and LNG at crux of multiple FIDs as ‘game-changing phase’ edges closer The well test results are perceived to further back the preliminary assessment of around 5 trillion cubic feet of gas and 300 million barrels of condensate in‑place within the encountered interval. This discovery is situated next to the undevelopedGula gas discovery, estimated at approximately 2 tcf of gas in place and 75 million barrels of condensate. According to Eni, early evaluations indicate that the combined Geliga and Gula discoveries could underpin incremental production of around 1 billion scfd of gas and 80,000 bpd of condensate. A plan of development (POD) is currently being prepared and is expected to be submitted to the government of Indonesia in the coming weeks. The POD aims to enable the fast‑track development of a third production hub in the prolific Kutei Basin, alongside theGendalo and Gandang gas project (South Hub)and theGeng North and Gehem fields (North Hub), by leveraging the development concept currently being implemented for theNorth Hub project. This content is available after accepting the cookies. Two deepwater gas hubs on the Asian energy horizon as Eni unveils FIDs Studies are also underway to assess liquefaction capacity at theBontangplant beyond that already included in the North Hub POD, potentially enabling the reactivation of up to two additional LNG trains currently out of service. The Geliga‑1 discovery is located in the Ganal PSC, operated by Eni with an 82% interest, while Sinopec holds the remaining 18%. The Ganal PSC is included in a portfolio of 19 blocks, encompassing 14 in Indonesia and 5 in Malaysia, that will be transferred toSearah, theEni–Petronas jointly controlled companyannounced in November 2025. The new firm will combine assets, technical know‑how, and financial capacity to support growth and reinforce its presence in Southeast Asia. The company’s business plan includes the development of approximately 3 billion barrels of oil equivalent (boe) of discovered resources, alongside the unlocking of significant exploration potential. Transition and set‑up activities are perceived to be progressing smoothly, with no critical issues currently anticipated. The transaction closing remains confirmed for Q2 2026. The valorization to a third party of a 10% stake in the Eni Indonesia portfolio withheld from the Searah transaction is underway and expected to be concluded in 2026. The Geliga discovery is interpreted to add to the value of this sale. This content is available after accepting the cookies. Southeast Asia’s deepwater gas expansion faces ‘fragile economics’ challenge Eni is actively working to augment its oil and gas arsenal around the globe, as demonstrated by a recentnatural gas discoveryoff the coast of Egypt. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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Excelerate Energy’s FSRU finds job at Jordan’s LNG terminal ahead of Iraq gig
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-07 📍 Jebel Ali en Clima · decarbonizzazione
Excelerate Energy, a U.S.-based liquefied natural gas (LNG) and power infrastructure company headquartered in Texas, has secured a new assignment for its newbuild floating storage regasification unit (FSRU) at an LNG terminal in Jordan. The post Excelerate Energy’s FSRU finds job at Jordan’s LNG terminal ahead of Iraq gig appeared first on Offshore Energy .
Excelerate Energy, a U.S.-based liquefied natural gas (LNG) and power infrastructure company headquartered in Texas, has secured a new assignment for its newbuild floating storage regasification unit (FSRU) at an LNG terminal in Jordan. Excelerate has executed a nine-month time charter party agreement with Jordan’s National Electric Power Company (NEPCO) to deploy the FSRUExcelerate Acadiato the country’s existing LNG terminal in Aqaba. This unit wasnameda few weeks ago at Hyundai Heavy Industries’ shipyard in South Korea. The FSRU is expected to begin operations in mid-2026. The interim deployment is perceived to enhance Jordan’s energy security by providing additional regasification capacity, generating incremental earnings for the U.S. firm, while it continues to advance Iraq’sfirst integrated LNG import terminalfor which it signeda definitive commercial agreementin October 2025 with a subsidiary of the country’s Ministry of Electricity. The integrated project includes a five-year agreement for regasification services and LNG supply, with extension options, and a minimum contracted offtake of 250 million standard cubic feet per day. Excelerate elaborates that jetty reinforcement and construction of the fixed terminal infrastructure have been temporarily delayed due to the conflict in the Middle East. As a result, the terminal is no longer expected to start operations in the third quarter of 2026 as previously disclosed, since the project startup is now anticipated in 2027. The long-term fundamentals supporting the project are said to remain unchanged, driven by chronic power shortages and limited domestic gas processing capacity in Iraq. The current conditions are perceived to further reinforce the country’s need for reliable and scalable LNG import infrastructure; thus, construction will resume as conditions allow. This content is available after accepting the cookies. US firm lands $450 million job for floating LNG terminal in Iraq Excelerate underlines that its terminal services operations performed as expected during the first quarter of 2026, supported by long-term, high-quality contracts, with theExplorerandExpressFSRUs remaining fully operational in the UAE, with crews safe and assets operating reliably in support of Dubai, Abu Dhabi, and the broader region as part of the country’s energy security infrastructure. After the company received aforce majeure noticein March 2026 from QatarEnergy in connection with its long-term LNG supply agreement due to theconflictin the Middle East, the U.S. player issued a corresponding notice to Petrobangla under its long-term supply agreement. This content is available after accepting the cookies. $25 billion price tag looms over Gulf energy infrastructure repairs, Rystad says “The transactions are structured on a back-to-back basis, with delivery obligations aligned to supply commitments and supported by contractual force majeure protections,”underlined Excelerate. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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Seatrium and ABS join forces to advance maritime and offshore energy spheres
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-07 📍 Singapore en Clima · decarbonizzazione
Intending to drive maritime and offshore energy innovation, the American Bureau of Shipping (ABS), a classification society, has forged a partnership with Seatrium Technology and Innovation, a technology subsidiary of Singapore’s offshore, marine, and energy engineering solutions specialist Seatrium. The post Seatrium and ABS join forces to advance maritime and offshore energy spheres appeared first on Offshore Energy .
Intending to drive maritime and offshore energy innovation, the American Bureau of Shipping (ABS), a classification society, has forged a partnership with Seatrium Technology and Innovation, a technology subsidiary of Singapore’s offshore, marine, and energy engineering solutions specialist Seatrium. The two players have signed a memorandum of understanding (MOU) to advance innovation, regulatory alignment, and sustainable technologies across the maritime and offshore energy sectors. Matthew Tremblay, ABS Senior Vice President of Global Offshore, commented:“This agreement positions ABS and Seatrium to work closely together at the intersection of innovation and regulation. “This is the latest step in our industry-leading technology collaboration with Seatrium that promises to make a real contribution to the safer application of next-generation technologies.” This agreement is interpreted to establish a framework for knowledge exchange and technical collaboration to support the Singapore firm’s technology team, helping to shape the next generation of maritime and offshore solutions. Aziz Merchant, Executive Vice President of Technology and New Product Development at Seatrium, highlighted:“Seatrium is committed to advancing future-ready offshore, marine, and energy solutions through technology leadership, new product development, and practical innovation. “Our collaboration with ABS under this MOU supports technology assessment, regulatory readiness, classification, and verification pathways of emerging solutions across new energies, maritime decarbonization, autonomous technologies, harsh-environment applications, and advanced offshore infrastructure.” The collaboration with Seatrium comes months after ABSgranted an approval in principle (AiP)to Finland’s Deltamarin and China Merchants Heavy Industry (CMHI) for a versatile floating production, storage, and offloading (FPSO) hull design. Afterward, the classification societygave an AiPto MISC and China Offshore Engineering & Technology Company (China Offshore) for their concept of an ammonia FPSO unit. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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Assarmatori a Bruxelles, Messina: “Serve una coraggiosa revisione dell’ETS” - Telenord
📰 Telenord 📅 2026-05-07 📍 Messina it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione
Assarmatori a Bruxelles, Messina: “Serve una coraggiosa revisione dell’ETS” Telenord
Una revisione profonda e coraggiosa del sistema ETS applicato al trasporto marittimo. È la richiesta lanciata dal Presidente di Assarmatori, Stefano Messina, al termine della missione annuale del Consiglio Direttivo dell’associazione a Bruxelles, caratterizzata da una fitta agenda di incontri istituzionali di alto livello. “Gli effetti della tassa sulle emissioni voluta dall’Unione europea stanno producendo conseguenze negative sui segmenti più esposti e strategici del trasporto marittimo, paragonabili a quelle generate dalle grandi crisi internazionali, come l’aumento dei prezzi dell’energia legato al blocco dello Stretto di Hormuz”, ha dichiarato Messina. “La differenza è che Hormuz rappresenta uno shock congiunturale, mentre l’ETS è una tassazione strutturale destinata a incidere in modo permanente sulla competitività e sulla sostenibilità dei collegamenti con le isole, delle Autostrade del Mare e del transhipment di contenitori”. Secondo Assarmatori, nei mesi scorsi l’Unione europea ha mostrato attenzione verso alcune priorità strategiche del comparto marittimo italiano, inserendole nelle politiche europee dedicate al settore. Tuttavia, per l’associazione, il punto cruciale resta il passaggio dalle dichiarazioni alle misure concrete. “Nel caso dell’ETS – ha proseguito Messina – siamo di fronte a una tassazione ingiusta perché non selettiva, applicata in maniera orizzontale senza tenere conto delle specificità dei singoli comparti. Oggi esiste ormai una diffusa consapevolezza delle criticità dell’attuale impianto normativo, ma permane ancora poca chiarezza sugli strumenti correttivi che verranno adottati”. Particolare attenzione viene rivolta alla futura “Strategia europea per le isole”, in fase di elaborazione sotto la guida del Vicepresidente Esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto. “Abbiamo rappresentato con forza le nostre priorità sui collegamenti marittimi con le isole”, ha spiegato il Presidente di Assarmatori. “L’imposizione di una tassazione climatica sproporzionata su questi servizi, che peraltro non ritorna al comparto sotto forma di investimenti per una reale transizione ambientale, rischia di compromettere un equilibrio già fragile”. Messina ha infine sottolineato la necessità di un cambio di approccio da parte delle istituzioni europee: “La sensazione è che la tecnocrazia europea resti ancora troppo rigida rispetto all’esigenza di migliorare in modo significativo queste politiche. Noi chiediamo invece che la revisione prevista per luglio sia davvero coraggiosa, così da consentire al nostro comparto industriale di restare competitivo in uno scenario globale sempre più complesso”. Nel corso della due giorni a Bruxelles, la delegazione di Assarmatori ha incontrato il Vicepresidente Esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto presso Palazzo Berlaymont. Si è inoltre svolto un ricevimento alla Residenza dell’Ambasciatore d’Italia presso il Regno del Belgio, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni europee e della comunità internazionale di Bruxelles. Sono intervenuti, tra gli altri, l’Ambasciatore Federica Favi, l’Ambasciatore Marco Canaparo, Rappresentante Permanente Aggiunto d’Italia presso la UE, l’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, Presidente del Comitato Militare della NATO, e il Ministro plenipotenziario Catherine Flumiani, Inviato speciale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per la Dimensione internazionale del Mare. L’agenda ha incluso anche un confronto con Giovanni Cremonini, Vice Capo Divisione per la Sicurezza Marittima del Servizio Europeo per l’Azione Esterna (SEAE/EEAS), con il coinvolgimento dei referenti delle missioni Aspides e Atalanta, oltre a un incontro con una rappresentanza degli europarlamentari italiani. Approfondito anche il confronto tecnico con i funzionari della DG MOVE e della DG CLIMA sui temi legati all’applicazione del regime ETS. Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagram, su Youtube e su Facebook.
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Eni presenta il piano per Marghera. Cgil: “Solo impegni generici” - Collettiva
📰 Collettiva 📅 2026-05-07 📍 Venezia it Clima · decarbonizzazione
Eni presenta il piano per Marghera. Cgil: “Solo impegni generici” Collettiva
Oltre 900 milioni di euro di investimenti annunciati, nuovi impianti legati alla chimica circolare, all’idrogeno e ai biocarburanti. Ma per i sindacati il nodo centrale resta ancora senza risposta: quale sarà il futuro industriale delle aree che Eni non utilizza più a Porto Marghera? È questo il punto emerso dal tavolo convocato in Regione Veneto sull’evoluzione del polo petrolchimico veneziano, alla presenza dell’assessore regionale allo sviluppo economico Massimo Bitonci, delle organizzazioni sindacali e dei vertici di Eni, Versalis, Enilive ed Eni Rewind. L’azienda ha illustrato lo stato di avanzamento dei progetti avviati dopo la fermata del cracking nel 2022. Il piano complessivo, salito dai 500 milioni inizialmente previsti agli attuali 900 milioni, comprende il potenziamento della bioraffineria Enilive, lo sviluppo delle attività di riciclo della plastica di Versalis e la realizzazione di infrastrutture dedicate all’idrogeno per il trasporto pubblico. Riciclo plastica, idrogeno e bioraffineria Tra gli interventi già avviati c’è il polo di riciclo meccanico avanzato delle plastiche post-consumo di Versalis, con una capacità iniziale di 20 mila tonnellate annue. Le quattro linee produttive entreranno in funzione entro maggio 2026. È inoltre in corso la progettazione della seconda fase del progetto. Eni ha confermato anche il rafforzamento dell’hub logistico dell’area industriale. Sono già stati installati nuovi bracci di carico per etilene e propilene, mentre proseguono i lavori sulle banchine e le attività preliminari per il nuovo serbatoio criogenico destinato allo stoccaggio dell’etilene. Sul fronte energetico, Enilive punta ad aumentare la produzione di biocarburanti attraverso l’utilizzo di materie prime di scarto, oli esausti e residui industriali. In fase di completamento anche il nuovo impianto di Steam Reforming, che permetterà di produrre idrogeno non soltanto dal metano ma anche da HVO nafta e HVO GPL. Previsto inoltre l’ampliamento dell’impianto Ecofining, che passerà da 400 mila a 600 mila tonnellate annue di capacità produttiva. A Porto Marghera sono inoltre in costruzione la stazione per il rifornimento degli autobus a idrogeno del trasporto pubblico veneziano e l’impianto da 8 MW di Green Hydrogen Venezia. Nell’area sono già operativi anche impianti fotovoltaici realizzati da Plenitude su terreni di Eni Rewind non utilizzabili per altre attività industriali. Regione e sindacati: il nodo resta il futuro delle aree Durante il confronto, l’assessore Massimo Bitonci ha raccolto le preoccupazioni espresse dai sindacati sul rischio che Porto Marghera venga progressivamente trasformata in una piattaforma logistica, perdendo la propria vocazione industriale. “Come Regione – ha spiegato Bitonci – l’obiettivo è attrarre investimenti ad alto valore aggiunto e salvaguardare il profilo industriale dell’area”. Nei prossimi giorni Eni trasmetterà alla Regione il dettaglio dei progetti e il cronoprogramma aggiornato degli interventi. Il tavolo tornerà a riunirsi a settembre. La Filctem Cgil Venezia però giudica insufficienti le risposte arrivate dall’azienda. Michele Pettenò, segretario del sindacato veneziano, sottolinea che manca ancora un quadro chiaro sul destino delle aree dismesse e sulle prospettive occupazionali. “Il punto centrale resta irrisolto: cosa intende fare Eni delle aree che non utilizza più? Quale piano industriale esiste per garantire nuova occupazione, investimenti, riconversione produttiva e continuità industriale? Senza una risposta chiara sull’utilizzo delle aree, il futuro di Porto Marghera rischia di restare sospeso”.
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Assarmatori chiede correzioni sul regime Ets - TrasportoEuropa
📰 TrasportoEuropa 📅 2026-05-07 📍 Messina it Clima · decarbonizzazione
Assarmatori chiede correzioni sul regime Ets TrasportoEuropa
Assarmatori chiede all’Unione Europea una revisione "coraggiosa" del regime Ets applicato al trasporto marittimo. La richiesta è stata formulata a Bruxelles il 7 maggio 2026 dal presidente Stefano Messina, al termine della missione annuale del Consiglio direttivo dell’associazione, articolata in due giornate di incontri con istituzioni europee, rappresentanti italiani e funzionari della Commissione Europea. L’associazione considera l’attuale impostazione dell’Ets una tassazione strutturale che incide in modo permanente su comparti ritenuti esposti e strategici: collegamenti con le isole, autostrade del mare e trasbordo di container. Messina ha paragonato gli effetti economici del meccanismo europeo a quelli prodotti da grandi crisi internazionali, come l’aumento dei prezzi dell’energia legato al blocco dello Stretto di Hormuz, distinguendo però tra una scossa congiunturale e un costo regolatorio destinato a rimanere. Il punto principale sollevato dall’associazione riguarda la natura orizzontale dell’imposizione. Per Assarmatori, l’Ets applicato al mare non tiene conto delle differenze tra segmenti di traffico, modelli operativi e funzioni territoriali dei servizi. Il tema è particolarmente sensibile per i collegamenti insulari, dove il trasporto marittimo svolge una funzione di continuità logistica e sociale, e per il combinato strada-mare, che compete con il trasporto solo stradale su rotte nelle quali il costo finale può orientare le scelte degli operatori. Messina ha richiamato anche la questione della destinazione delle risorse. Secondo Assarmatori, una tassazione climatica sproporzionata sui servizi marittimi con le isole rischia di alterare un equilibrio già fragile se non ritorna al comparto sotto forma d’investimenti per la sostenibilità ambientale. La questione rientra nella preparazione della futura "Strategia europea per le isole", in corso di elaborazione sotto la guida del vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, Raffaele Fitto, al quale l’associazione ha rappresentato le proprie priorità sui collegamenti marittimi insulari. La posizione dell’associazione arriva dopo una fase in cui alcune priorità dell’armamento nazionale sono state incluse nelle strategie europee dedicate al settore marittimo. Per Assarmatori, tuttavia, il passaggio decisivo riguarda la trasformazione di questi indirizzi in misure operative. Nel caso dell’Ets, secondo Messina, la consapevolezza delle criticità dell’attuale assetto normativo sarebbe ormai acquisita, mentre resterebbe insufficiente la chiarezza sugli strumenti correttivi che l’Unione Europea intende adottare. Il calendario indicato dall’associazione guarda alla revisione di luglio 2026. Messina ha chiesto che l’intervento sia tale da consentire al comparto industriale marittimo di conservare competitività in uno scenario globale complesso. La richiesta riguarda in particolare i servizi che, per caratteristiche tecniche e funzione economica, hanno margini limitati per trasferire o assorbire nuovi costi senza conseguenze sulla rete dei collegamenti e sulle catene logistiche.
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Maersk riceve da Tsuneishi la nuova Maersk Frio a metanolo - Shipmag
📰 Shipmag Media 📅 2026-05-07 it Clima · decarbonizzazione
Maersk riceve da Tsuneishi la nuova Maersk Frio a metanolo Shipmag
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Assarmatori sbarcata a Bruxelles per la revisione del sistema Ets marittimo - Shipping Italy
📰 Shipping Italy Media 📅 2026-05-07 📍 Messina it Clima · decarbonizzazione
Assarmatori sbarcata a Bruxelles per la revisione del sistema Ets marittimo Shipping Italy
Secondo Assarmatori, l’attuale impianto normativo – che impone il pagamento di quote per ogni tonnellata di CO2 emessa – presenta criticità dovute alla sua applicazione ‘orizzontale’. Il presidente dell’associazione, Stefano Messina, al termine della due giorni a Bruxelles, ha evidenziato come questa tassazione non tenga conto delle specificità dei diversi segmenti del trasporto marittimo ed ha paragonato l’impatto di questa tassazione alle grandi crisi internazionali, come l’aumento dei prezzi legato al blocco dello Stretto di Hormuz. La differenza sostanziale – ha spiegato -, è che mentre Hormuz rappresenta uno shock congiunturale, l’Ets è una misura strutturale destinata a incidere in modo permanente sulla competitività dei collegamenti marittimi. Nello specifico, informa l’associazione in una nota, Messina ha ricordato che le preoccupazioni riguardano il rischio di un indebolimento dei porti europei a favore della concorrenza extra-Ue, in particolare per quanto riguarda il transhipment di container, l’impatto sui collegamenti con le isole e sulle ‘Autostrade del Mare – segmenti strategici per la mobilità interna -, e per l’impossibilità di reinvestimenti poiché per le risorse incamerate dalla tassa non sono previsti meccanismi certi di restituzione al comparto sotto forma di incentivi per l’innovazione tecnologica e i carburanti green. Il punto centrale del confronto, in particolare durante il vertice con il vicepresidente Esecutivo della Commissione Europea, Raffaele Fitto, è stata la futura “Strategia europea per le isole”. Assarmatori ha sottolineato come una tassazione sul clima sproporzionata rischi di compromettere l’equilibrio economico dei servizi di linea essenziali, e ha chiesto che la politica ambientale sia accompagnata da strumenti correttivi adeguati alla realtà geografica dell’Unione. In conclusione, Messina ha auspicato che la revisione di luglio possa introdurre modifiche sostanziali all’assetto normativo per poter conciliare gli obiettivi di decarbonizzazione con la tenuta industriale del comparto marittimo in un contesto globale complesso.. Durante l’incontro la delegazione ha affrontato anche i temi della sicurezza marittima, con focus sulle missioni Aspides e Atalanta, in riunioni che hanno coinvolto vertici militari della Nato, diplomatici e funzionari delle Dg Move e Dg Clima. Nelle foto: un momento del ricevimento alla Residenza dell’Ambasciatore d’Italia presso il Regno del Belgio e l’incontro con il Vicepresidente Esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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News Content Hub - Mind the gap: ‘Misalignment’ between cruise ships and ports slows shore power adoption - rivieramm.com
📰 rivieramm.com Media 📅 2026-05-07 📍 Marsiglia en Clima · decarbonizzazione Elettrificazione · cold ironing
News Content Hub - Mind the gap: ‘Misalignment’ between cruise ships and ports slows shore power adoption rivieramm.com
Without coordination across all the stakeholders, progress on shore power will remain uneven, with gaps between ship readiness, port infrastructure, grid capacity, and investment timelines Shore power is one of the most immediate solutions for reducing CO2 and greenhouse gas (GHG) emissions, allowing ships to shut off their diesel auxiliary generators and plug into the local electrical grid while at berth. Depending on the mix of energy sources, plugging into shore power could enable a cruise ship to reduce emissions by up to 98%, according to studies by ports and the US Environmental Protection Agency. But progress on cold ironing is being slowed by the inability of ports, electrical grids, and shoreside infrastructure to meet the power demands of cruise ships, according to a class society executive. “There is a misalignment between the cruise ship and the port. The real criticality is that they are moving at different speeds,” said RINA vice president, head of Passenger Ships Segment North America, Michele Landro. While owners are “making huge investments” to connect to onshore power at ports, the shoreside infrastructure is not always ready. This is particularly the case at ports in North America, which lag those in the EU in adopting shore power technology, said Mr Landro. 61% of cruise ships controlled by members of the Cruise Lines International Association (CLIA) are equipped with shore power connections, rising to 86% by 2028, according to the association. Integral to speeding up the transition to shore power is government policy and regulation, he said. FuelEU Maritime, part of the EU’s Fit for 55 legislation, requires cruise ships and container ships (5,000 gt and above) to use onshore shore power or zero-emission technology when docked at major EU/EEA ports starting 1 January 2030. This will be extended to all EU ports by 1 January 2035. Speaking toPassenger Ship Technologyat Seatrade Cruise Global 2026 in April, Mr Landro observed, “The real challenge for shore power is not the technology, but alignment.” Across Europe, North America, and beyond, there is a gap between ship readiness, port infrastructure, grid capacity, and investment timelines. Without coordination across all the stakeholders - shipowners, ports, utilities, and regulators - progress will remain uneven.When berthed at port, cruise ships can use shore power to feed electrical demands for lights, refrigeration, air conditioning, and other vessel functions. In a first for a major cruise port on the US eastern seaboard, PortMiami has installed shore power connections at five of its cruise terminals. However, cruise ships can drain as much electricity as a small city when they plug in, putting a tremendous strain on local electrical grids. While the port has shore power available at five terminals, only three cruise ships can connect simultaneously. And shore power infrastructure is tremendously expensive. Miami-Dade County’s Shore Power Program had an estimated cost of US$125M or approximately US$25M per terminal. Mr Landro highlighted CLIA’s role in facilitating discussions between stakeholders to address gaps in shore power connectivity. “CLIA has done an amazing job at bringing together operators, ports, regulators, shipyards, and other stakeholders. It’s about moving from a high-level strategy to practical solutions,” he said. This misalignment between shipboard and shoreside infrastructure technology changes how the owner approaches the vessel’s design and limits its operational flexibility. For instance, LNG fuel and shore power might be available at a port in the Mediterranean, but not in the Caribbean. Even within the EU, not every port is ready. An example is the recently delivered LNG-powered ropax vesselCapu Rossu. While the Port of Marseille is ready with high-voltage shore power connections and LNG bunkering on one end of the vessel’s route, Ajaccio does not have full-scale electrical connectivity nor permanent LNG refuelling infrastructure. “You might have the most technologically advanced, most innovative vessel, but not have the capability, supply, or the rules and regulations to bunker the vessel with LNG or methanol,” he said. As a class society, Mr Landro said RINA not only supports its clients with decisions around safety and compliance but also the vessel’s lifecycle and operational ecosystem. “The ability to support from concept to design to operation and optimisation is the key.” Riviera’sMaritime Hybrid, Electric & Hydrogen Fuel Cells Conference & Exhibitionwill be held in Bergen, Norway, on 21-23 October 2026.Use this linkfor more information and to register for the event. Events © 2026 Riviera Maritime Media Ltd.
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NKT’s German cable accessories site becomes its first zero-carbon factory
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-07 en Clima · decarbonizzazione
NKT’s medium‑voltage cable accessories site in Nordenham, Germany, has become its first zero-carbon factory […] The post NKT’s German cable accessories site becomes its first zero-carbon factory appeared first on Offshore Energy .
NKT’s medium‑voltage cable accessories site in Nordenham, Germany, has become its first zero-carbon factory as part of the Danish firm’s goal of achieving complete zero-emission operations across all sites. The factory has reached this goal by phasing out natural gas, now operating with zero carbon emissions in Scopes 1 and 2. The first initiatives included replacing fossil-fuel-driven company cars and forklifts, with the final vehicle replaced in 2024, after which the focus was on phasing out natural gas used for heating the factory, marking the final step in becoming a zero-carbon factory. “We are very pleased with this achievement, which marks an important milestone in our decarbonisation efforts as a company. The consumption of natural gas is a significant contributor to our Scope 1 emissions, and it is essential for us to phase it out and adopt zero-emission alternatives,”saidAnthony Abbotts, VP and Head of Sustainability atNKT. The project also includes the installation of several energy-efficiency improvements, such as heat exchangers connected to the injection moulding machines, enabling the factory to reuse process “waste” heat. “This is a significant step forward for our operations, and our carbon emissions savings will amount to around 576 tonnes of CO₂e each year, which is a notable achievement. With this, we are also supporting our customers in achieving their decarbonisation targets,”saidMatthias Schaber, Head of Sustainability, Accessories at NKT. The Nordenham facility has approximately 390 employees. It became part of NKT in 1999, following the acquisition of Felten & Guilleaume from the Moeller Group. According to the Danish company, all of its production sites are powered by renewable electricity. In February, a long-term power purchase agreement (PPA) was signed for the supply of electricity from Uniper’s newly developed photovoltaic (PV) facility in Wilhelmshaven, Germany. The renewable energy will support NKT’s production sites in Cologne and in Nordenham, which is located close to the PV installation. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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Bruxelles, l’allarme di Assarmatori: “La tassa sulle emissioni mina la competitività del settore” - Primocanale
📰 Primocanale 📅 2026-05-07 📍 Genova it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione
Bruxelles, l’allarme di Assarmatori: “La tassa sulle emissioni mina la competitività del settore” Primocanale
Gli effetti della tassa sulle emissioni voluta dall’Unione Europea stanno producendo conseguenze negative sui segmenti più esposti e strategici del trasporto marittimo, paragonabili a quelle generate dalle grandi crisi internazionali, come l’aumento dei prezzi dell’energia causato dalle tensioni nello Stretto di Hormuz. Con una differenza sostanziale: Hormuz rappresenta uno shock temporaneo, mentre l’ETS è una tassazione strutturale destinata a incidere in maniera permanente sulla competitività e sulla sostenibilità dei collegamenti con le isole, delle Autostrade del Mare e del transhipment dei container”. Il presidente diAssarmatori,Stefano Messina, interviene con toni netti al termine della missione annuale del Consiglio Direttivo dell’associazione aBruxelles, caratterizzata da una serie di incontri istituzionali di alto livello tra martedì e mercoledì. “Nei mesi scorsi abbiamo accolto positivamente l’inserimento di alcune priorità dell’armamento italiano nelle strategie europee dedicate al settore marittimo – prosegue Messina – ma il nodo centrale resta la traduzione concreta di questi principi in misure operative. Sul tema ETS, una tassazione che riteniamo ingiusta perché applicata in modo orizzontale e non selettivo, senza distinguere tra i diversi comparti, oggi esiste ormai una consapevolezza diffusa delle criticità dell’attuale impianto normativo. Rimane però poca chiarezza sugli strumenti correttivi che verranno adottati”. Particolare attenzione, sottolinea Assarmatori, è rivolta alla futura “Strategia europea per le isole”, in fase di elaborazione sotto la guida del vicepresidente esecutivo della Commissione europeaRaffaele Fitto. “Abbiamo rappresentato le nostre priorità sui collegamenti marittimi con le isole – spiega Messina – perché imporre a questi servizi una tassazione climatica sproporzionata, senza che le risorse tornino al comparto sotto forma di investimenti per la sostenibilità ambientale, rischia di compromettere un equilibrio già fragile”. Secondo il presidente di Assarmatori, “la sensazione è che la tecnocrazia europea resti ancora troppo rigida rispetto alla necessità di migliorare in modo significativo queste politiche. Per questo chiediamo che la revisione prevista a luglio sia coraggiosa, così da permettere al nostro comparto industriale di restare competitivo in uno scenario internazionale sempre più complesso”. Tra gli appuntamenti della missione a Bruxelles figurano l’incontro con Fitto a Palazzo Berlaymont, un ricevimento alla residenza dell’ambasciatore d’Italia in Belgio con la partecipazione di rappresentanti istituzionali italiani ed europei, oltre a confronti dedicati alla sicurezza marittima e ai temi legati all’applicazione del regime ETS con funzionari della DG MOVE e della DG CLIMA. Iscriviti ai canali di Primocanale suWhatsApp,FacebookeTelegram. Resta aggiornato sulle notizie da Genova e dalla Liguria anche sul profiloInstagrame sulla paginaFacebook
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Marine Engines Market worth $16.92 billion by 2031 | MarketsandMarkets™
📰 PRNewswire 📅 2026-05-07 en Clima · decarbonizzazione
DELRAY BEACH, Fla., May 7, 2026 /PRNewswire/ -- According to MarketsandMarkets™, the global Marine Engines Market size is projected to grow from USD 14.24 billion in 2026 to USD 16.92 billion by 2031 at a compound annual growth rate (CAGR) of 3.5% during the …
DELRAY BEACH, Fla.,May 7, 2026/PRNewswire/ -- According to MarketsandMarkets™, the globalMarine Engines Marketsize is projected to grow from USD 14.24 billion in 2026 to USD 16.92 billion by 2031 at a compound annual growth rate (CAGR) of 3.5% during the forecast period. Browse 324 market data Tables and 68 Figures spread through 350 Pages and in-depth TOC on"Marine Engines Market - Global Forecast to 2031" The Marine Engines Market outlook for 2026–2031 is shaped by sustained growth in global trade flows and the continued reliance on maritime transport for cost-effective logistics. Increasing demand for bulk commodities, energy resources, and containerized goods is driving new vessel orders and fleet expansion, particularly across Asia Pacific. This rising shipping activity is directly supporting the demand for high-performance marine engines, especially in large commercial vessels that require efficient propulsion systems for long-distance operations. At the same time, governments and port authorities are investing in modernizing maritime infrastructure, strengthening the long-term growth potential of the market. Marine Engines Market Size & Forecast: Download PDF Brochure:https://www.marketsandmarkets.com/pdfdownloadNew.asp?id=261640121 By type, the two stroke segment held a higher share than the four stroke segment in 2025. The two stroke segment led the Marine Engines Market in 2025, primarily due to its extensive use in large ocean-going vessels such as container ships, bulk carriers, and oil tankers. These engines are preferred for long-distance maritime operations because they deliver high power output, better fuel efficiency at lower speeds, and the ability to drive propellers without complex gear systems. Their robust design and ability to operate on heavy fuels further make them cost-effective for large commercial shipping applications. In addition, the majority of the global merchant fleet relies on two-stroke engines for main propulsion, which significantly contributes to their leading market share. Ongoing advancements, including improved fuel efficiency and compatibility with alternative fuels such as LNG and methanol, are further strengthening the position of two-stroke engines in the Marine Engines Market. By fuel, the marine diesel oil segment captured the largest share in 2025. Marine diesel oil (MDO) held a leading position in the Marine Engines Market in 2025 because of its balanced advantages in cost, operational efficiency, and regulatory compliance. MDO is widely used across a broad range of vessel types, including commercial ships, ferries, offshore vessels, and auxiliary engines, because it offers cleaner combustion than heavy fuel oil while remaining more cost-effective than many alternative fuels. Its lower sulfur content makes it easier to comply with emission regulations such as IMO sulfur limits, reducing the need for additional exhaust treatment systems like scrubbers. It also benefits from well-established global availability and existing fuel infrastructure, making it a practical and reliable choice for ship operators. The growing focus on reducing emissions without significantly increasing operational costs has further strengthened MDO adoption, especially in regions with strict environmental regulations. Asia Pacific is the fastest-growing market for engines during the forecast period. The rapid growth in Asia Pacific is driven by its dominant position in global maritime trade, rapid industrialization, and strong government-led investments in port infrastructure and shipbuilding. According to data from regional and intergovernmental sources such as UNESCAP and ASEAN reports, a significant share of global shipping activity passes through Asia, with key routes like the South China Sea handling nearly one-third of global maritime trade, underscoring the region's central role in global logistics. Additionally, Asia Pacific has become the world's manufacturing hub, which continues to drive high container traffic and vessel demand across major economies such as China, India, Japan, and Southeast Asian countries. Government initiatives across the region are also focused on expanding port capacity, improving maritime connectivity, and strengthening domestic shipbuilding industries, as seen in national shipping and port development programs. Furthermore, increasing maritime budgets and investments in fleet expansion, along with rising adoption of advanced technologies and digital systems in ports and vessels, are supporting market growth. Top Companies in Marine Engines Industry: Key players in theMarine Engines Marketinclude Caterpillar (US), Wärtsilä (Finland), Everllence (Germany), Rolls-Royce Plc (UK), AB Volvo Penta (Sweden), HD Hyundai Heavy Industries Co., Ltd. (South Korea), Mitsubishi Heavy Industries, Ltd. (Japan), Cummins Inc. (US), Daihatsu Diesel Mfg. Co., Ltd. (Japan), and Deutz AG (Germany). Request Sample Pages:https://www.marketsandmarkets.com/requestsampleNew.asp?id=261640121 Caterpillar Inc. Caterpillar Inc. is a global leader in providing heavy-duty equipment and power systems. The company designs and manufactures a comprehensive portfolio of marine propulsion engines, auxiliary engines, and generator sets for commercial shipping, offshore, naval, and recreational vessel applications. Its marine business leverages its broader expertise in diesel and gas engine technologies, positioning itself as a critical supplier of power solutions for maritime operations globally. The company operates through four segments: Energy & Transportation, Construction Industries, Resource Industries, and Financial Products. It provides its marine engines under the Energy & Transportation segment. Within the Marine Engines Market, Caterpillar offers one of the industry's widest product ranges, including commercial propulsion engines, high-performance engines, marine generator sets, and integrated control systems. The company also markets medium-speed marine engines under the MaK brand, which are widely used in large ocean-going vessels and power generation applications. These engines span a broad power spectrum, from small-vessel applications to high-capacity engines exceeding 16 MW, enabling Caterpillar to serve diverse vessel classes, including fishing boats, offshore support vessels, ferries, and large cargo ships. Its competitive positioning is driven by its strong global dealer and service network, high product reliability, and lifecycle support capabilities. Wärtsilä Wärtsilä is a Finland-based company involved in marine engine manufacturing and integrated maritime solutions, operating at the intersection of propulsion technology, digital systems, and lifecycle services. The company's Marine segment is a core pillar of its business, delivering advanced engines, propulsion systems, and onboard power solutions to a wide range of vessel types, including merchant ships, cruise vessels, offshore units, and naval fleets. Its strategic positioning centers on its transition from a traditional equipment supplier to a smart marine solutions provider, emphasizing efficiency, sustainability, and digital optimization across vessel operations. The company operates through four segments: Marine, Energy, Energy Storage, and Portfolio Business. Marine engines are part of the Marine segment. It offers engines, propulsion systems, hybrid technology, and integrated powertrain systems that deliver efficiency, reliability, safety, and environmental performance. Within the Marine Engines Market, Wärtsilä offers a comprehensive and technologically advanced portfolio of main engines, auxiliary engines, and marine generating sets, covering diesel, dual-fuel, and next-generation engines capable of operating on alternative fuels such as LNG, methanol, and ammonia. The company is particularly recognized for its fuel-flexible engine platforms, which allow ship operators to switch between fuels based on cost, availability, and regulatory requirements, an increasingly critical capability amid tightening global emission norms. It also integrates propulsion systems with hybrid-electric solutions, digital voyage optimization tools, and fleet performance management systems, enabling end-to-end powertrain and operational efficiency. For more information,Inquire Now! Related Reports: Gas Engine Market Marine Lubricants Market Get access to the latest updates onMarine Engines CompaniesandMarine Engines Industry About MarketsandMarkets™: MarketsandMarkets™ has been recognized as one ofAmerica's Best Management Consulting Firms by Forbes, as per their recent report. MarketsandMarkets™ is a blue ocean alternative in growth consulting and program management, leveraging a man-machine offering to drive supernormal growth for progressive organizations in the B2B space. With the widest lens on emerging technologies, we are proficient in co-creating supernormal growth for clients across the globe. Today,80% of Fortune 2000 companies rely on MarketsandMarkets, and90 of the top 100 companies in each sector trust us to accelerate their revenue growth. With aglobal clientele of over 13,000 organizations, we help businesses thrive in a disruptive ecosystem. The B2B economy is witnessing the emergence of $25 trillion in new revenue streams that are replacing existing ones within this decade. We work with clients on growth programs, helping them monetize this $25 trillion opportunity through our service lines – TAM Expansion, Go-to-Market (GTM) Strategy to Execution, Market Share Gain, Account Enablement, and Thought Leadership Marketing. Built on the 'GIVE Growth' principle, we collaborate with several Forbes Global 2000 B2B companies to keep them future-ready. Our insights and strategies are powered by industry experts, cutting-edge AI, and ourMarket Intelligence Cloud, KnowledgeStore™, which integrates research and provides ecosystem-wide visibility into revenue shifts. To find out more, visitwww.MarketsandMarkets™.comor follow us onTwitter,LinkedInandFacebook. 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Eni sta investendo 900 milioni per la trasformazione del polo di Marghera: il punto sugli interventi nella bioraffineria - HydroNews
📰 HydroNews 📅 2026-05-07 it Clima · decarbonizzazione
Eni sta investendo 900 milioni per la trasformazione del polo di Marghera: il punto sugli interventi nella bioraffineria HydroNews
Biofuel-news Il gruppo Eni sta investendo 900 milioni per la trasformazione dell’area industriale di Porto Marghera, di cui una quota rilevante è destinata a potenziare la bioraffineria di Enilive, con un incremento della capacità e la realizzazione di un impianto di produzione di idrogeno che verrà utilizzato nel processo di produzione dei fuel di origine biologica. Il ‘cane a sei’ zampe ha fatto il punto sull’avanzamento di questo percorso di conversione nel corso di un incontro convocato dall’assessore regionale del Veneto allo Sviluppo Economico, Ricerca, Innovazione e Attrazione Investimenti Massimo Bitonci, a cui ha partecipato una delegazione di Eni e delle sue società controllate Versalis, Enilive ed Eni Rewind. Come si legge in un comunicato del gruppo, il progetto, avviato nel 2022 con la fermata del cracking, vale complessivamente oltre 900 milioni di euro, rispetto ai 500 originariamente previsti, e prevede attività in ambito di chimica circolare di Versalis, il potenziamento della bioraffineria Enilive e lo sviluppo di un polo per la produzione e l’utilizzo dell’idrogeno per la mobilità pubblica. In particolare, la bioraffineria Enilive – avviata nel 2014, primo esempio al mondo di riconversione di una raffineria tradizionale – è al centro di importanti investimenti (come avviene per le altre bioraffinerie del gruppo) – finalizzati ad aumentare l’impiego di materie prime di scarto e residui, tra cui oli vegetali esausti, grassi animali e altri sottoprodotti dei processi industriali, utilizzati per la produzione di biocarburanti. È inoltre in fase di completamento il nuovo impianto di steam reforming per la produzione di idrogeno, articolato su due linee da 15.000 Nm³/h ciascuna, destinato a supportare il ciclo produttivo dei biocarburanti. L’impianto consentirà di generare H2 non solo da metano, ma anche da HVO nafta e HVO GPL, rafforzando la flessibilità e la sostenibilità del ciclo industriale. Parallelamente è previsto il potenziamento dell’impianto Ecofining™, con un incremento della capacità di trattamento da 400.000 a 600.000 tonnellate annue. Per quanto riguarda invece la chimica, Versalis ha completato la prima fase del polo per il riciclo meccanico avanzato delle plastiche post-consumo (polimeri stirenici e poliolefine) da 20.000 tonnellate annue: le 4 linee saranno in marcia entro maggio 2026 e la produzione si avvale della collaborazione di partner di filiera, anche del territorio veneziano, per l’approvvigionamento della materia prima seconda. Eni ha inoltre precisato che gli investimenti per il potenziamento dell’hub logistico, snodo centrale per la distribuzione delle materie prime agli stabilimenti di Mantova e Ferrara e a clienti Versalis in diversi mercati, sono da tempo avviati al fine di aumentare la flessibilità e affidabilità degli approvvigionamenti. Nello specifico, è già completata l’installazione di nuovi bracci di carico per etilene/propilene, sono in corso gli interventi alle banchine e le attività preliminari sull’area dove è previsto il nuovo serbatoio criogenico di etilene, che consentirà di incrementare la flessibilità di stoccaggio. Infine, sempre nell’area di Porto Marghera, è inoltre in costruzione la stazione di distribuzione di idrogeno rinnovabile di Enilive, destinata al rifornimento degli autobus a idrogeno del trasporto pubblico AVM.
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La polacca Hynfra incassa il via libera del governo giordano per l’impianto di produzione di ammoniaca verde che sorgerà ad Aqaba - HydroNews
📰 HydroNews 📅 2026-05-07 it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione
La polacca Hynfra incassa il via libera del governo giordano per l’impianto di produzione di ammoniaca verde che sorgerà ad Aqaba HydroNews
Energia Dopo l’assegnazione alla danese Topsoe del contratto FEED, il progetto per la realizzazione di un impianto di produzione di ammoniaca verde nel porto di Aqaba, in Giordania, compie un nuovo passo avanti, questa volta sul fronte autorizzativo. Il Consiglio dei ministri del Regno hascemita, infatti, ha dato il via libera all’intesa tra il Ministero dell’Energia e delle Risorse Minerarie e Jordan Green Ammonia (la joint venture costituita da Hynfra, azienda polacca attiva nello sviluppo di progetti legati all’idrogeno e ai combustibili sintetici, insieme al gruppo giordano Fidelity Group) per lo sviluppo dell’iniziativa. Come ricorda Hynfra in un post pubblicato su LinkedIn, il valore dell’investimento è stimato in circa 1 miliardo di dollari. A regime, l’impianto dovrebbe generare circa 100.000 tonnellate annue di ammoniaca green, partendo da idrogeno rinnovabile prodotto nel sito. L’energia necessaria alla produzione arriverà da un impianto fotovoltaico dedicato, per una potenza complessiva prevista di circa 550 MW, affiancato da un sistema di batterie con una capacità di accumulo di 500 MWh. In questo modo il sito potrà funzionare in modalità off-grid, senza dipendere dalla rete elettrica nazionale. Secondo la tabella di marcia indicata dai promotori, il pacchetto finanziario a sostegno dell’investimento dovrebbe essere definito entro settembre 2027, passaggio che aprirebbe la fase realizzativa, mentre l’impianto dovrebbe entrare in esercizio nel novembre 2030. L’iniziativa si inserisce nella strategia giordana per lo sviluppo di una filiera industriale a basse emissioni e punta a rafforzare il ruolo di Aqaba come piattaforma regionale per la produzione e l’esportazione di ammoniaca green e altri derivati dell’idrogeno rinnovabile. Il primo sbocco resta quello dei fertilizzanti, ma l’ammoniaca è guardata con crescente interesse anche dal trasporto marittimo, uno dei comparti nei quali la transizione energetica resta più complessa.
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ETS e shipping, Assarmatori a Bruxelles chiede correttivi immediati all’Europa - Corriere Marittimo
📰 Corriere Marittimo 📅 2026-05-07 📍 Messina it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione
ETS e shipping, Assarmatori a Bruxelles chiede correttivi immediati all’Europa Corriere Marittimo
BRUXELLES – In occasione della missione annuale del Consiglio Direttivo di Assarmatori a Bruxelles, l’associazione degli armatori ha posto l’attenzione sulla penalizzazione strutturale che la tassa europea sulle emissioni (ETS) sta causando al trasporto marittimo, con effetti destinati a incidere a lungo sulla competitività dei collegamenti marittimi e del transhipment. La missione ha visto un’agenda fitta di incontri di alto livello fra martedì e mercoledì. Il presidente di Assarmatori, Stefano Messina, ha denunciato: “Gli effetti della tassa sulle emissioni voluta dall’Unione europea stanno producendo conseguenze negative sui segmenti più esposti e strategici del trasporto marittimo paragonabili a quelle delle grandi crisi internazionali, come l’aumento dei prezzi dell’energia legato al blocco dello Stretto di Hormuz. La differenza è che Hormuz è uno shock congiunturale, mentre l’ETS è una tassazione strutturale, destinata a incidere in modo permanente sulla competitività e sostenibilità dei collegamenti con le isole, delle Autostrade del Mare e del transhipment di contenitori”. Ha proseguito il presidente Messina: “Nei mesi scorsi abbiamo accolto con favore l’inclusione di alcune priorità dell’armamento nazionale nelle strategie europee dedicate al settore marittimo. Tuttavia, il nodo decisivo era e resta la loro traduzione in misure concrete. Nel caso dell’ETS, tassazione ingiusta perché non selettiva in quanto applicata in maniera orizzontale, senza considerare le specificità dei singoli settori, è ormai conclamata la consapevolezza delle criticità dell’attuale assetto normativo, ma resta insufficiente la chiarezza sugli strumenti correttivi che saranno adottati. In questo quadro guardiamo con particolare attenzione alla futura ‘Strategia europea per le isole’, in corso di elaborazione sotto la guida del vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto, al quale abbiamo rappresentato le nostre priorità sui collegamenti marittimi con le isole. L’imposizione su questi servizi di una tassazione climatica sproporzionata e che, per di più, non torna al comparto marittimo sotto forma di investimenti nell’ottica di una reale sostenibilità ambientale ne mette a rischio il fragile equilibrio”. “La sensazione è che la tecnocrazia europea rimanga inflessibile rispetto all’esigenza di un miglioramento significativo di queste politiche. Invece noi chiediamo che la revisione di luglio sia coraggiosa, per permettere al nostro comparto industriale di rimanere competitivo in uno scenario globale particolarmente difficile”, conclude Messina. Fra gli appuntamenti della due giorni di Assarmatori a Bruxelles, l’incontro con il Vicepresidente Esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, presso Palazzo Berlaymont; un ricevimento dedicato ai rappresentanti delle Istituzioni europee e alla comunità internazionale di Bruxelles alla Residenza dell’Ambasciatore d’Italia presso il Regno del Belgio, con interventi dell’Ambasciatore Federica Favi, dell’Ambasciatore Marco Canaparo, Rappresentante Permanente Aggiunto d’Italia presso la UE, dell’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, Presidente del Comitato Militare della NATO e del Ministro plenipotenziario Catherine Flumiani, Inviato speciale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per la Dimensione internazionale del Mare. L’agenda ha visto anche un vertice con Giovanni Cremonini, Vice Capo Divisione per la Sicurezza Marittima del Servizio Europeo per l’Azione Esterna (SEAE/EEAS), con in collegamento i referenti delle missioni Aspides e Atalanta, e un incontro con una rappresentanza degli Europarlamentari italiani. Durante la presenza a Bruxelles si è svolta anche una lunga e approfondita riunione con i funzionari della DG MOVE e della DG CLIMA, durante la quale sono stati affrontati i vari temi legati all’applicazione del regime ETS.
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Assarmatori a Bruxelles, Messina attacca sull’ETS: “Serve una revisione coraggiosa” - Ship2Shore
📰 Ship2Shore Media 📅 2026-05-07 📍 Messina it Clima · decarbonizzazione
Assarmatori a Bruxelles, Messina attacca sull’ETS: “Serve una revisione coraggiosa” Ship2Shore
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"È più economico della nostra vecchia vita": questi passeggeri hanno scelto la crociera permanente - The Body Optimist
📰 The Body Optimist 📅 2026-05-07 it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione
"È più economico della nostra vecchia vita": questi passeggeri hanno scelto la crociera permanente The Body Optimist
E se la pensione significasse soste intermedie, tramonti sull'oceano e valigie sempre pronte? Questa è la scelta di Lanette e Johan Canen, una coppia sulla cinquantina che ha deciso di scambiare la propria vita quotidiana alle Hawaii con una vita a bordo di una nave da crociera residenziale. Un'avventura che incuriosisce e ispira sogni. Una casa galleggiante per i prossimi 15 anni Lanette e Johan ora vivono a bordo della Villa Vie Odyssey, una nave progettata per circumnavigare il globo per diversi anni. La loro cabina è garantita per 15 anni, trasformando l'imbarcazione in una vera e propria casa galleggiante. L'itinerario della nave è impressionante: 425 porti di scalo in 147 paesi, distribuiti su circa tre anni e mezzo. Una vita ricca di soste, scoperte e paesaggi in continua evoluzione. A bordo, la coppia gode anche di una routine quotidiana molto strutturata. Pasti, bevande, Wi-Fi, pulizie e servizio lavanderia sono tutti inclusi nel pacchetto. Questa soluzione permette loro di viaggiare riducendo al minimo le spese materiali. "La gente pensa che siamo ricchi." L'aspetto più sorprendente della loro storia è quello finanziario. Prima di questa nuova vita, Lanette e Johan vivevano alle Hawaii, un luogo noto per il costo della vita particolarmente elevato. Secondo loro, vivere su questa barca sarebbe costato loro meno rispetto alla loro precedente vita sulla terraferma. Johan riassume la loro scelta con una frase che ha fatto molto parlare di sé sui social media: molti pensano che si debba essere milionari per vivere stabilmente su una nave da crociera, mentre a loro avviso questa soluzione è meno costosa del precedente affitto e delle spese quotidiane. La coppia spiega inoltre di aver venduto la propria attività di autonoleggio prima di intraprendere questa nuova avventura. Una vita più leggera e meno ingombra Al di là del viaggio in sé, Lanette e Johan affermano di aver desiderato soprattutto semplificare la loro vita quotidiana. Basta accumulare oggetti, occuparsi della casa o sobbarcarsi responsabilità che ritenevano eccessive. La loro nuova vita si basa più sulle esperienze che sui beni materiali. Dicono di apprezzare la possibilità di esplorare diversi paesi senza dover rifare le valigie a ogni tappa. Dalla loro partenza, hanno già esplorato destinazioni come Spagna, Portogallo, Gibilterra e le Isole Galapagos. Per alcuni, quest'idea di libertà totale rappresenta quasi una fantasia moderna: vedere il mondo mantenendo una "casa" mobile. Uno stile di vita che affascina… ma divide La loro vita quotidiana genera numerose reazioni sui social media. Alcuni utenti di internet sognano un'avventura del genere e immaginano volentieri di lasciare tutto alle spalle per vivere in mare. Altri sono più scettici. La mancanza di spazio, la distanza dalla famiglia, l'assistenza medica e lo stile di vita ristretto destano preoccupazione. Le critiche si estendono anche all'impatto ambientale delle crociere. Da anni le associazioni ambientaliste denunciano il grave inquinamento generato dalle navi da crociera, considerandole tra le imbarcazioni più inquinanti al mondo. In media, una singola nave da crociera emette circa 20.000 tonnellate di CO2 all'anno, equivalenti alle emissioni annuali di 10.000 automobili. Anche quando sono ormeggiate, queste navi continuano a produrre un inquinamento significativo: una nave da crociera ferma per un'ora emette tanto quanto circa 30.000 veicoli che viaggiano a bassa velocità. Questi dati alimentano regolarmente il dibattito su questo tipo di turismo, sempre più criticato per il suo impatto ambientale. In definitiva, nonostante le critiche, Lanette e Johan affermano di non rimpiangere la loro scelta. Per loro, questa crociera permanente rappresenta soprattutto un modo diverso di vivere e di godersi il tempo. Una cosa è certa: vivere in mare per anni non lascia indifferenti.
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Eni in Regione per la 'nuova' Porto Marghera: «Un impegno importante del Gruppo» - Il Gazzettino
📰 Il Gazzettino 📅 2026-05-07 📍 Venezia it Clima · decarbonizzazione
Eni in Regione per la 'nuova' Porto Marghera: «Un impegno importante del Gruppo» Il Gazzettino
MESTRE - All'uscita dall'incontro in Regione sindacati divisi. Erano stati proprio loro a chiedere all'assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci un tavolo sul futuro del petrolchimico di Porto Marghera. Presenti al tavolo una delegazione del gruppo Eni con i rappresentanti di Versalis, Enilive, Eni Rewind e le parti sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil con i rappresentanti dei lavoratori. Per Bitonci «l'incontro è stato l'occasione per fare il punto sugli investimenti del gruppo Eni a Porto Marghera, un impegno importante che dal 2022 al 2028 realizza un investimento complessivo di 900 milioni di euro». Eni ha descritto gli investimenti già realizzati e quelli in corso nella bioraffineria Enilive, uno stabilimento pioniere in Italia e secondo in Europa per capacità produttiva di biofuel. Di seguito gli impegni nella stazione di distribuzione di idrogeno rinnovabile e quelli nella chimica di Versalis per il riciclo meccanico delle plastiche. «Un impianto che vedrà il completamento di quattro linee produttive entro la fine del mese e poi l'avvio di un ulteriore ampliamento» ha spiegato Eni. Affrontata anche la parte dolente delle aree da reindustrializzare, una grande superficie di lotti già messi a disposizione da Eni in un accordo con l'Autorità Portuale per l'insediamento di nuove attività. Con il rischio, più volte denunciato dai sindacati, di declassare Porto Marghera a una funzione di sola logistica o di parcheggio. «Come Regione - ha detto Bitonci - l'azione per attrarre gli investimenti nell'area punta ad attività industriali ad alto valore aggiunto, un obiettivo condiviso con il gruppo Eni». Il tavolo si riunirà nuovamente a a settembre e Eni si è impegnata a consegnare alla Regione il dettaglio della progettualità e il cronoprogramma aggiornato. I SINDACATI «Usciamo dall'incontro senza alcuna reale chiarezza sulle prospettive industriali di Porto Marghera. Abbiamo ascoltato impegni generici, dichiarazioni di disponibilità, ma nessun progetto concreto capace di indicare quale futuro produttivo si voglia costruire per il sito» dice Michele Pettenó, segretario generale Filctem Cgil di Venezia. Perché il nodo è «cosa intende fare Eni delle aree che non utilizza più e quale piano industriale esiste per garantire nuova occupazione, riconversione produttiva e continuità industriale». Il sindacato denuncia la mancanza di un progetto industriale e non lo vede nemmeno nell'ipotesi legata alle terre rare «Marghera ha bisogno di investimenti produttivi, ricerca, innovazione, competenze e occupazione stabile - dice Pettenò - Non bastano annunci o formule generiche. Serve una regia pubblica forte, capace di vincolare le grandi aziende alle responsabilità che hanno verso questo territorio». «Manca un vero progetto industriale nell'area del Petrolchimico per evitare che tale area diventi solo un hub logistico» denuncia Francesco Coco, segretario generale di Femca Cisl Venezia. Chiedendo prospettive per i lavoratori del Consorzio Servizi porto Marghera (Spm), «che non essendo Eni, vanno tutelati e collocati in un contesto di tenuta industriale» e il mantenimento del tavolo per monitorare questo processo di trasformazione delicatissimo di Porto Marghera. Per il segretario generale di Uil Veneto Roberto Toigo la partita è complicata, ma riconosce il lavoro dell'assessore Bitonci e dell'Unità di crisi della Regione Veneto. «A pochi giorni dal Primo maggio che si è svolto a Marghera come luogo simbolo della deindustrializzazione - dice - le notizie sugli investimenti assicurati da Eni ci dimostrano che è possibile una reindustralizzazione».
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Nautica: Sea Index amplia rete globale porti turistici e arriva in Giappone - lapresse.it
📰 lapresse.it 📅 2026-05-07 it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione
Nautica: Sea Index amplia rete globale porti turistici e arriva in Giappone lapresse.it
La Superyacht Eco Association SEA Index arriva in Giappone. Si tratta della prima alleanza istituzionale nella regione Asia-Pacifico attraverso una nuova partnership strategica con la Japan Marina & Beach Association (JMBA) e apre un nuovo capitolo nella diffusione globale di standard di sostenibilità nel settore dello yachting, misurabili e verificati da terze parti. Lo strumento, originariamente fondato dallo Yacht Club de Monaco in partnership con Credit Suisse (oggi parte di UBS Group), consente a armatori, comandanti, cantieri navali, porti turistici e istituzioni finanziarie di passare dalle intenzioni a prestazioni ambientali misurabili, comparabili e concrete. Si concentra sulle emissioni di CO2 – certificate da Lloyd’s Register – oltre che sulla qualità dell’aria (NOx e particolato) e sul rumore irradiato sott’acqua. Le discussioni sono iniziate nel 2025, quando una delegazione JMBA ha visitato lo Yacht Club de Monaco, individuando una forte convergenza con l’approccio SEA Index. Tale allineamento è stato formalizzato durante una cerimonia di firma tenutasi il 15 aprile 2026 a Monaco. Con questa nuova adesione, l’Associazione supera la soglia dei 100 porti turistici, avvicinando la rete a un punto di svolta in cui standard condivisi e verificabili, insieme a dati trasparenti, iniziano a ridefinire le prassi del settore e ad accelerare la transizione verso pratiche più sostenibili nello yachting. In qualità di membro istituzionale, JMBA apporta il proprio portafoglio di 87 porti turistici all’ecosistema SEA Index dei superyacht, che comprende già 25 tra i principali porti e marine dedicate ai superyacht. La partnership unisce inoltre l’esperienza riconosciuta di Monaco nella misurazione ambientale e nelle strategie di decarbonizzazione con l’eccellenza operativa del Giappone nella gestione dei porti turistici, creando un ponte concreto tra due importanti culture marittime. “Ancorato alla nostra iniziativa collettiva ‘Monaco, Capital of Advanced Yachting’, SEA Index è stato concepito come uno strumento pratico per portare chiarezza e credibilità alle prestazioni ambientali nel settore dello yachting. Accogliere la Japan Marina & Beach Association nella nostra rete conferma che questo approccio risuona ben oltre Monaco e il Mediterraneo. Ciò che conta non è dove uno yacht naviga, ma quanto responsabilmente lo fa. Questa partnership dimostra che metriche condivise possono unire culture marittime molto diverse attorno allo stesso obiettivo: un progresso misurabile”, ha dichiarato Bernard d’Alessandri, Presidente di SEA Index e segretario generale dello Yacht Club de Monaco. “Fino ad oggi, i porti turistici e la cultura dello yachting in Giappone si sono sviluppati principalmente come luoghi per godere del mare. Oggi, tuttavia, siamo chiamati a passare alla fase successiva – quella che ci chiede come possiamo coesistere con il mare. I parametri chiari e condivisibili a livello internazionale presentati dal SEA Index rappresentano uno strumento essenziale che porta la sostenibilità ambientale dalla sfera dei principi a quella dell’azione concreta. Questa partnership dimostra che due culture marittime distinte, Giappone e Monaco, si sono unite attraverso valori condivisi e standard misurabili. Ritengo che rappresenti un importante passo avanti nell’evoluzione della gestione sostenibile dei porti turistici e della cultura nautica in Giappone. In futuro, ci impegniamo a integrare i principi del SEA Index nelle pratiche operative in tutto il Giappone e a promuovere un ambiente marino e una cultura dello yachting di cui le future generazioni possano essere orgogliose”, ha aggiunto Kiichiro Kumazawa, presidente di KMC Corporation e Presidente della Japan Marina & Beach Association.
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Varato da Fincantieri a Palermo il troncone di prua di Explora V - Shipping Italy
📰 Shipping Italy Media 📅 2026-05-07 📍 Genova it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione
Varato da Fincantieri a Palermo il troncone di prua di Explora V Shipping Italy
Prosegue il cronoprogramma di Explora Journeys, brand di lusso della Divisione Crociere del Gruppo Msc, con il varo odierno, avvenuto presso lo stabilimento Fincantieri di Palermo, del troncone di prua di Explora V, la quinta delle sei navi ordinate al cantiere italiano. Dopo il primo allestimento in Sicilia, la sezione sarà trasferita via mare al cantiere di Sestri Ponente, a Genova, dove avverrà l’assemblaggio finale e il completamento dello scafo. Explora V fa parte di un piano di investimento di oltre 3,5 miliardi di euro della Divisione Crociere di Msc nella sola flotta Explora. Con Fincantieri infatti, il gruppo ginevrino per il marchio Msc Crociere, ha investito complessivamente circa 7 miliardi di euro, producendo una significativa ricaduta occupazionale. Per la costruzione di ogni singola nave sono infatti necessarie oltre sette milioni di ore di lavoro, e un impegno medio di 2.500 persone per circa tre anni. Come già emerso nelle fasi di definizione del progetto nel 2023, Explora V (insieme alla gemella Explora VI, attesa nel 2028) è al vertice tecnologico della flotta in termini di tecnologia sostenibile. Diversamente dalle prime navi realizzate per questa serie, le navi in costruzione dal 2026 (a partire da Explora III) utilizzeranno il Gas Naturale Liquefatto, combustibile in grado di ridurre fortemente le emissioni di ossidi di zolfo e azoto. Su Explora V e VI, inoltre, l’impegno verso la decarbonizzazione sarà ancora più importante: le navi saranno dotate di celle a combustibile alimentate a idrogeno: una soluzione che permetterà di gestire le operazioni alberghiere durante la sosta nei porti a motori spenti, eliminando totalmente le emissioni locali durante le ore di ormeggio. Lo stato dell’arte della flotta vede attualmente i lavori su Explora V che entrano nella fase di allestimento ligure in vista del debutto nel 2027, mentre Explora I e II sono già in servizio, con la prima unità operativa dall’agosto 2023; Explora III si trova in fase di ultimazione, con la consegna prevista per luglio 2026 e con itinerari già programmati tra Mediterraneo, Nord Europa e Groenlandia – come dichiarato in occasione del varo da Anna Nash, presidente di Explora Journeys – ed infine, Explora IV e VI sono inserite nel piano di consegne che si completerà nel 2028, tutte alimentate a Gnl. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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