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Porti & ambiente — le notizie raccolte

Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 4938 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.

Articoli per area ambientale
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Multiple tank design orders for LNG vessels in GTT’s bag
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-28 en Clima · decarbonizzazione
French technological containment specialist Gaztransport & Technigaz (GTT) has won new tank design jobs for liquefied natural gas (LNG) carriers (LNGCs) with HD Korea Shipbuilding & Offshore Engineering (HD KSOE) and Hanwha Ocean. The post Multiple tank design orders for LNG vessels in GTT’s bag appeared first on Offshore Energy .
French technological containment specialist Gaztransport & Technigaz (GTT) haswonnew tank designjobs for liquefied natural gas (LNG) carriers(LNGCs) with HD Korea Shipbuilding & Offshore Engineering (HD KSOE) and Hanwha Ocean. GTT has secured the tank design for what are said to be the world’s first large-scale 177,000 cubic meter (cbm) LNG carriers featuring a three-cargo-tank configuration, combining simplified architecture with increased cargo capacity and a lower boil-off rate for improved vessel performance. This order with HD Korea Shipbuilding & Offshore Engineering, on behalf of the shipowner BW LNG, will enable the French player’s new design to equip four newbuildings: two vessels already ordered in November 2025 and two additional vessels ordered in May 2026. François Michel, CEO of GTT, commented:“This project marks a significant step forward in the evolution of LNG carrier design, with major gains in operational efficiency and environmental performance. It demonstrates GTT’s proactive approach in working closely with shipyards andship-owners to address the evolving needs of the LNG transport market.” This three-tank design is the result of a close collaboration between GTT, the shipyard, and the shipowner, with targeted reinforcements and design enhancements to deliver performance beyond that of a conventional four-tank 174,000 cbm LNG carrier. These four vessels, which will feature the GTT Mark III Flex membrane containment system with enhanced safety and structural integrity, are scheduled for delivery from the fourth quarter of 2028. The three-tank LNG vessels represent a new-generation ship concept based on a proven design, delivering enhanced cargo efficiency and operational performance, enabling the lowest possible unit freight cost and reduced emissions. Yngvil Åsheim, CEO of BW LNG, underscored:“BW LNG is proud to pioneer the industry’s first three-tank LNG carrier design across four of our new buildings. Developed in close collaboration with GTT and Hyundai, this innovative proven configuration delivers increased cargo capacity, with greater operational flexibility and enhanced operational performance. “This collaboration reflects BW LNG’s commitment to practical innovation and delivering greater value to our clients, while strengthening our ability to support global LNG demand with lower emissions towards a lower-carbon future.” The simplified vessel architecture enables an increase in tank length of up to 55%, while raising cargo capacity by 3,000 cbm to 177,000 cbm. Similar to the conventional 174,000 cbm LNGC configuration, GTT underlines that the vessels will have the same principal dimensions, terminal compatibility, loading, and discharge parameters. The vessel can load any cargo parcel size by means of local membrane reinforcement, offering cargo owners full flexibility. With technological innovation and enhanced cargo handling and reliquefication capabilities, the three-cargo-tank design improves cargo utilisation and vessel performance. By optimising the ratio of LNG cargo volume to insulation surface area, the design improves thermal efficiency and reduces the LNG boil-off gas rate, guaranteed at 0.08% per day. HongRyeul Ryu, CTO of HD Hyundai Heavy Industries, stated:“This contract marks a meaningful milestone for HD Group in advancing next-generation LNG carrier solutions. “Through close collaboration with BW LNG and GTT, the innovative and highly efficient three-tank concept combines operational flexibility and cargo efficiency, while further strengthening our technological leadership in the LNG shipping sector.” Meanwhile, GTT has received an order from Hanwha Ocean for the tank design of a new LNG carrier, on behalf of a European shipowner. The delivery of the vessel is scheduled for the second quarter of 2029. The French firm will design the cryogenic tanks of the vessel, offering a total capacity of 174,000 cbm. The tanks will be fitted with the NO96 Super+ membrane containment system. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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Porthos: il progetto di Air Liquide per catturare la CO2 nell’area industriale del porto di Rotterdam - Econote
📰 Econote 📅 2026-05-27 📍 Rotterdam it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione
Porthos: il progetto di Air Liquide per catturare la CO2 nell’area industriale del porto di Rotterdam Econote
Nel porto di Rotterdam, il più grande polo industriale d’Europa, è in corso un importante progetto incentrato sulla cattura e il sequestro dell’anidride carbonica. Si chiama Porthos e nasce con l’obiettivo di favorire la decarbonizzazione delle attività industriali dell’area, che attualmente genera circa il 15% delle emissioni complessive di CO₂ dei Paesi Bassi. Il progetto prevede la realizzazione di una rete dedicata al sequestro, trasporto e stoccaggio permanente dell’anidride carbonica prodotta dagli impianti industriali dell’area. La CO₂ catturata verrà convogliata tramite tubazioni che attraverseranno il porto e trasportata verso giacimenti di gas esauriti nel Mare del Nord. L’infrastruttura sviluppata nell’ambito di Porthos comprenderà una rete di trasporto della CO₂, un terminale di compressione e una piattaforma offshore collegata ai siti di stoccaggio. Una volta operativo, il sistema consentirà di catturare e sequestrare fino a 2,5 milioni di tonnellate di CO₂ all’anno. Su un orizzonte di 15 anni, il progetto permetterà di stoccare circa 37 milioni di tonnellate di anidride carbonica, contribuendo in modo significativo alla riduzione delle emissioni industriali del porto. Air Liquide svolge un ruolo centrale nello sviluppo del progetto grazie alla sua tecnologia proprietaria per la cattura dell’anidride carbonica. Il Gruppo sta infatti realizzando un’unità Cryocap™, questo il nome della tecnologia, presso il proprio sito di Rozenburg, così da catturare le emissioni generate dalla produzione di idrogeno tramite reforming del gas naturale. La CO₂ catturata verrà successivamente trasportata e stoccata attraverso l’infrastruttura di Porthos, mentre l’idrogeno a basso tenore di carbonio prodotto potrà essere fornito ad altre aziende. Un altro punto di forza del progetto risiede nel fatto che l’infrastruttura è stata progettata per evolvere nel tempo: la rete potrà arrivare a trasportare fino a 10 milioni di tonnellate di CO₂ all’anno, aprendo la strada alla creazione di una rete di CCS integrata nel Nord Europa.
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Pantelleria, proseguono gli interventi di bitumazione nell’area di Scauri Porto - Il Giornale di Pantelleria
📰 Il Giornale di Pantelleria 📅 2026-05-27 it Clima · decarbonizzazione
Pantelleria, proseguono gli interventi di bitumazione nell’area di Scauri Porto Il Giornale di Pantelleria
Transizione energetica delle isole: il Parco Nazionale di Pantelleria partecipa attivamente al Forum Europeo “Clean Energy for EU Island” L’Ente Parco Nazionale Isola di Pantelleria ha partecipato, anche quest’anno, ai lavori del Forum “Clean Energy for EU Islands” che si è tenuto a Maiorca il 21 e 22 maggio. L’evento dedicato al processo di decarbonizzazione delle isole dell’Unione Europea è stato il momento conclusivo che annualmente riunisce le isole che aderiscono al programma 30for2030. Più di 130 i partecipanti tra decisori politici, esperti, autorità locali e autori. Per il Parco è intervenuto Gaspare Inglese, ingegnere ambientale, che ha portato al centro del dibattito internazionale l’esperienza di eccellenza e i risultati ottenuti dall’isola negli ultimi anni. Nella sezione dedicata alla governance locale, l’ingegnere Inglese ha illustrato il modello Pantelleria frutto di una strategia che ha puntato l’attenzione su due pilastri fondamentali: il miglioramento della comunicazione e la costruzione del consenso pubblico, attraverso l’esperienza del processo partecipativo per la sostenibilità, intrapreso con Agenda 2030 e la costruzione del FORUM del PARCO. Sottolineati anche i tre livelli di azione: statutario, ovvero la partecipazione pubblica non è un progetto temporaneo ma un elemento permanente garantito dal Forum del Parco (artt. 25-16 dello Statuto); strategico, in quanto l’energia è uno dei sei pilastri della Strategia di Sostenibilità Pantelleria 2030; procedurale, si utilizza, cioè, la metodologia partecipativa europea EASW (European Awareness Scenario Workshop), con la quale dopo avere ascoltato la comunità, si definiscono le priorità e si costruisce consenso. Un intervento molto apprezzato dagli auditori europei arricchito dalla testimonianza di un altro rappresentate dell’isola di Pantelleria, l’ingegnere Massimo Miraglia, Energy Manager del Comune con il quale il Parco collabora attivamente, che ha approfondito il tema delle Comunità Energetiche Rinnovabili in fieri. Il Parco ha inoltre esposto il percorso verso la mobilità sostenibile, intrapreso insieme al Comune, contribuendo alla flotta di trasporto pubblico elettrico per l’isola. Su un totale di diciassette autobus, il Parco contribuisce con sette veicoli, inclusi tre mini scuolabus ibridi per bambini e due scuolabus elettrici, con possibilità di essere utilizzati attraverso un servizio bus a chiamata (DRT) durante l’alta stagione turistica. A ciò si sommano le biciclette elettriche, accessibili dalle 4 ciclostazioni, tramite un’applicazione di bike sharing (con prezzo calmierato da voucher per la mobilità). Si aggiungono tre veicoli ibridi per trasferte di servizio e un furgone elettrico per le attività operative del Parco. Mezzi e infrastrutture che il Parco mette a disposizione utilizzando i Fondi per efficienza energetica, mobilità sostenibile e innovazione di “Parchi per il Clima” del MASE. Parco, Comune e Regione hanno messo in partica il principio di sussidiarietà esponendo la best practice al Forum, concorrendo in maniera unitaria all’attuazione della Mobilità Sostenibile, canalizzando i fondi sia del programma del MASE di “Parchi per il Clima”, che del piano nazionale PNRR “Isole Verdi”, nonché del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, gestiti dalla Regione Siciliana. L’ingegnere Inglese ritiene utilissima l’attività svolta in questi anni dal Segretariato dell’Unione Europea accompagnando l’isola verso la transizione energetica, anche e soprattutto, grazie al supporto tecnico del Politecnico di Torino, partner regionale italiano. Il confronto con le altre realtà insulari dell’Unione arricchisce e porta nuove idee in ultimo, ma non per ordine di importanza, per un Piano del Parco che accompagni la transizione energetica dell’Isola. Fonte: https://www.parconazionalepantelleria.it/news-dettaglio.php?id=87023&fbclid=IwY2xjawSCpOBleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBkMHk3Y0p2dEs5MXpkcEFpc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHl-1eElhXjOSypMImhukEgI5epZoK3IJMNIUFNPllVOS428lzyIRUhmjLVni_aem_rTRuui0dpvS_Yx_REVHSaQ …………………………….. Tutte le news su Pantelleria nel mnostro canale WhatsApp
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Strait of Hormuz closure: Tight LNG markets, oil prices could soar to $200
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-27 en Clima · decarbonizzazione Elettrificazione · cold ironing
With more than 80 million tonnes per annum (mtpa) of liquefied natural gas (LNG) supply, representing around 20% of global supply, being inaccessible to global markets, the Strait of Hormuz closure has the potential to spark the biggest energy supply shock in decades, according to Wood Mackenzie, an energy intelligence group, which emphasizes that oil prices could reach $200 a barrel (bbl) in a worst-case scenario, as over 11 million barrels per day (b/d) of Gulf crude and condensate supply continues to be curtailed. The post Strait of Hormuz closure: Tight LNG markets, oil prices could soar to $200 appeared first on Offshore Energy .
With more than 80 million tonnes per annum (mtpa) of liquefied natural gas (LNG) supply, representing around 20% of global supply, being inaccessible to global markets, the Strait of Hormuz closure has the potential to spark the biggest energy supply shock in decades, according to Wood Mackenzie, an energy intelligence group, which emphasizes that oil prices could reach $200 a barrel (bbl) in a worst-case scenario, as over 11 million barrels per day (b/d) of Gulf crude and condensate supply continues to be curtailed. Wood Mackenzie’s new Horizons report highlights that a prolongedclosure of the Strait of Hormuzposes the single greatest threat toglobal energy marketsin decades, while outlining three distinct scenarios: ‘Quick Peace,’ ‘Summer Settlement,’ and ‘Extended Disruption,’ which offer a different timeline for ending the conflict and reopening the waterway, as the firm assesses thepotential impactonoil and gas supply, prices, energy demand, and the broader global economy. Peter Martin, Head of Economics at Wood Mackenzie, commented:“The Strait of Hormuz is the most critical chokepoint in global energy markets, and a prolonged closure would become far more than an energy crisis.The longer disruption persists, the greater the impact on energy prices, industrial activity, trade flows and global economic growth.” Within the ‘Quick Peace’ scenario, a workable peace agreement is reached in the near term, and the Strait reopens by June, enabling the global economy to broadly return to its pre-war trajectory by Q4 2026. As a result, crude prices end up falling sharply following a deal, with Brent easing to around $80/bbl by the end of 2026 and declining further to $65/bbl in 2027 as the oil market returns to oversupply. The energy intelligence group underlines that in this scenario, global GDP growth slows from 3% in 2025 to 2.3% in 2026, with a recession limited to the Middle East, as the global economy gets back to its pre-conflict trajectory by Q4 2026. This content is available after accepting the cookies. Gulf LNG export woes push gas prices up but diversification becomes Europe’s energy lifeline The firm’s ‘Summer Settlement’ scenario assumes the ceasefire holds, but negotiations extend into late summer, with the Strait remaining largely closed until September. In this oil and LNG supply shortages persist through Q3 2026, driving a shallow global recession in H2 2026, while global GDP growth falls below 2% in 2026, resulting in modest yet permanent economic scarring compared to the pre-war baseline. Under ‘Extended Disruption,’ which is the company’s most severe scenario, the Strait of Hormuz remains largely closed through the end of 2026, with recurring tensions triggering periods of renewed conflict and sustained supply disruption. Wood Mackenzie’s analysis indicates that Brent crude prices could approach $200/bbl by the end of 2026, despite global oil demand falling by 6 million b/d year-on-year in H2 2026. This analysis points out that more than 11 million b/d of crude and condensate production remains shut in and global oil inventories continue to decline, as diesel and jet fuel prices could rise towards $300/bbl in major refining centers by year-end, while the global economy could contract by as much as 0.4% in 2026, marking the third global recession this century, with significant economic scarring. This content is available after accepting the cookies. Hormuz shutdown ramifications: Oil price hike to hit $100 as Asia-Europe LNG battle looms WoodMac elaborates that oil and gas-importing countries could intensify efforts to reduce their import dependence by aggressively pursuing faster electrification, with the regional economic impact potentially being severe and uneven, as the Middle East could see GDP contract by 10.7% in 2026. While EU27 GDP declines by 1.5% in 2026 and 0.5% in 2027, and U.S. GDP growth falls below 1% in both years, China’s GDP growth slows to 3% in 2026. Alan Gelder, Senior Vice President for Refining, Chemicals & Oil Markets at Wood Mackenzie, noted:“The long-term outlook points to structurally weaker oil prices than in our pre-conflict base case if importing countries accelerate efforts to reduce oil dependence. “If electrification advances more aggressively and oil imports are displaced, this will add further downward pressure on prices, with Brent potentially trending US$10/bbl lower than the quick peace scenario in the medium/long-term. This outlook is, however, challenged by both the pace of the energy transition and higher energy costs for oil-importing economies that seek to reduce reliance on hydrocarbons.” Wood Mackenzie’s report finds that the global LNG market facesvarying degrees of disruptionunder each of the three scenarios, with ‘Quick Peace’ pointing out thatLNG markets remain tightthrough summer 2027, as Gulf export facilities recover gradually and construction delays slow the next wave of supply growth from the region. The company underscores that a major global LNG expansion remains underway, with supply expected to increase by around 200 mtpa by 2031, roughly 50% above current levels, but the anticipated oversupply is expected to be delayed rather than eliminated. This content is available after accepting the cookies. South Asia’s $107 billion LNG gamble facing finance and energy supply threats amid Middle East conflict The firm expects that U.S. LNG cargo cancellations may eventually be required to rebalance the market, with European TTF prices in the early 2030s almost half of 2026 levels of around $14/mmbtu, but prices are then anticipated to stage a recovery through to 2035. Under WoodMac’s ‘Extended Disruption’ scenario, the market outlook becomes significantly more severe, with some of the Gulf region’s existing 85 mtpa of LNG supply potentially permanently lost, while around 75 mtpa of capacity that is currently under construction faces multi-year delays. This means that global LNG supply could be on average 70 mtpa lower than expected before the conflict. This content is available after accepting the cookies. $25 billion price tag looms over Gulf energy infrastructure repairs, Rystad says Massimo Di Odoardo, Vice President of Gas and LNG Research at Wood Mackenzie, stated:“Persistent supply uncertainty would accelerate efforts to diversify away from imported LNG, supporting coal resilience and faster growth in renewables and electrification across Asia and Europe. “LNG prices would remain elevated through to 2030 supporting investments in new LNG outside the Gulf, but lower long-term demand would risk undermining the industry’s future perspectives.” Wood Mackenzie suggests that a prolonged conflict could accelerate structural changes across global energy markets beyond the immediate supply shock, as intermittent disruption could continue even after the Strait of Hormuz reopens, reinforcing the geopolitical risk attached to both oil and LNG trade flows, creating a more volatile pricing environment, and increasing pressure on import-dependent economies to strengthen energy security. Within the ‘Extended Disruption’ scenario, the firm’s analysis indicates that countries across Europe and Asia intensify efforts to reduce hydrocarbon dependence through accelerated electrification. Simultaneously, resource-rich producers outside the Gulf, including U.S. LNG exporters, benefit from growing demand for supply diversification. The company’s report spotlights the growing strategic importance of critical minerals supply chains, as faster electrification and renewable deployment drive stronger demand for metals needed across clean energy technologies. Martin concluded:“The consequences of an extended disruption would extend well beyond energy markets.It would test the resilience of global trade, industrial supply chains and economic growth simultaneously, reinforcing the urgency of achieving a resolution.” Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! 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French firm enters deal for bioenergy with CCS projects in Brazil
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-27 en Clima · decarbonizzazione
French tubular solutions provider Vallourec and Syngular Solutions, a Brazilian engineering and consulting company specialized […] The post French firm enters deal for bioenergy with CCS projects in Brazil appeared first on Offshore Energy .
French tubular solutions provider Vallourec and Syngular Solutions, a Brazilian engineering and consulting company specialized in bioenergy with carbon capture and storage (BECCS) and carbon capture, utilization and storage (CCUS) projects, have signed a memorandum of understanding (MoU) to collaborate on carbon capture and geological storage initiatives in Brazil. The MoU establishes a joint collaboration framework aimed at developing BECCS projects, a carbon removal technology that captures CO2 from biomass-based energy systems and stores it permanently in geological formations, such as depleted oil & gas reservoirs or deep saline aquifers. “This partnership represents an important step toward accelerating CCS and BECCS initiatives in Brazil by combining Syngular’s expertise in geological storage assessment and integrated project development with Vallourec’s industrial and technological capabilities,”saidLuiz Rocha, Syngular Solutions CEO. According toVallourec, the agreement is part of its broader strategy to partner with key experts and leading players in the New Energies sector, capable of responding to the industrial, environmental and economic challenges of the energy transformation while supporting its strategic positioning in CCUS development. It is said to enable the French player to engage early with its end customers from the outset of project development and share technical expertise at an early stage. André Lacerda, Senior Vice President of South America for Tubes Activities at Vallourec, said:“Brazil offers a particularly relevant environment for the development of BECCS projects, given the scale of its ethanol industry and the presence of geological formations suitable for CO2 storage. This collaboration with Syngular Solutions allows us to support the development of carbon capture and storage initiatives in the country from the earliest stages.” Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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UK’s North Sea industry demands action on prioritizing domestic energy
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-27 en Clima · decarbonizzazione
As the North Sea offshore energy industry voices urge the UK government to put an end to reliance on imports, Britain’s trade body for the offshore energy industry, Offshore Energies UK (OEUK), has emphasized the need for the government to focus on unlocking homegrown power of supply to mitigate the effects of the escalating global energy crisis, which is caused by the war in Iran. The post UK’s North Sea industry demands action on prioritizing domestic energy appeared first on Offshore Energy .
As the North Sea offshore energy industry voices urge the UK government to put an end to reliance on imports, Britain’s trade body for the offshore energy industry, Offshore Energies UK (OEUK), has emphasized the need for the government to focus on unlocking homegrown power of supply to mitigate the effects of the escalating global energy crisis, which is caused by the war in Iran. Calling for a new coordinated response to the worsening global energy crisis in the wake of the Middle East conflict, the North Sea energy trade body held emergency talks with industry leaders on May 20, 2026, which were attended by executives from major energy companies active in the UK North Sea. OEUK points out that the domestic offshore energy industry and its supply chain support more than 240,000 UK jobs and contribute £36 billion ($48.4 billion) annually to the UK economy. The government is moving to relax sanctions on Russia imposed since the invasion of Ukraine, allowing the import of jet fuel and diesel from third countries. However, Offshore Energies UK is urging the immediate prioritization of domestic energy production, encompassing North Sea oil and gas as well as renewables, as the lessons from Iran and Ukraine show that countries that produce their own energy are more resilient. This content is available after accepting the cookies. UK signals readiness for oil & gas tax shift with £50 billion energy investment in play David Whitehouse, Chief Executive of OEUK, commented:“The evidence we have heard at this morning’s meeting makes clearer than ever the need to prioritise homegrown energy over imports, and that includes our own oil and gas. “The decision to relax sanctions to allow the import of jet fuel and diesel from third countries refining Russian crude is evidence that decades of poor policy decisions have undermined our energy security and industrial resilience. The government must support our own producers, industries, and workers.” The International Monetary Fund has predicted that Britain will face the biggest hit to economic growth from the consequences of the Iran war of all the G7 nations, in part because of its dependence on record levels of imported energy. With this in mind, OEUK emphasizes that theearly introductionof the UK Treasury’s proposed oil and gas price mechanism (OGPM) alongside accelerated approval of the North Sea’sRosebankandJackdawprojects wouldunlock £50 billion($67.18 billion) of investment. As a result, this will help boost North Seaoil and gas productionfrom fewer than 4 billion barrels under the current regime to over 7 billion barrels between now and 2050. This content is available after accepting the cookies. North Sea oil & gas seen as linchpin of UK’s energy security and net zero transition A presentation on the impact of the war in Iran was given by ProfessorNick Butler, Visiting Professor at Kings College, London, who previously served as Group Vice President for Strategy and Policy Development at BP and subsequently as Senior Policy Adviser to Prime Minister Gordon Brown. While setting out the problems of higher inflation, increased borrowing, slower growth, weaker spending and investment, and worsening pressure on public finances as a result of the war, Professor Butler highlighted:“We are the only country in the world that’s cutting back on its potential oil and gas production apart from Denmark. “I cannot see the moral, economic or environmental reason for importing oil and gas when we can produce it ourselves. In the face of this current crisis we need to maximise production of every resource we have.” Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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Eidesvik’s 2004-built vessel staying on with Equinor until year-end
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-27 en Clima · decarbonizzazione
Norwegian offshore vessel owner Eidesvik Offshore has landed an extension for its 22-year-old supply ship, which is working for Equinor, a compatriot state-owned energy giant. The post Eidesvik’s 2004-built vessel staying on with Equinor until year-end appeared first on Offshore Energy .
Norwegian offshore vessel owner Eidesvik Offshore has landed an extension for its 22-year-old supply ship, which is working for Equinor, a compatriot state-owned energy giant. Eidesvik has secured more time with Equinor, thanks to the Norwegian operator’s decision to declare the remaining options to extend the contract for theViking Avantsupply vessel. This contract extension runs in direct continuation of the current contract, extending the firm period to the end of 2026. The 2004-built, Norway-flagged Viking Avant vessel was classed by DNV, with a deadweight of 2,500 DWT and gross tonnage of 6,545 GT. The vessel ownerrecently reportedthat its platform supply vessel (PSV)Viking Energywas embarking on conversion to ammonia-powered operations. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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Porti: a Napoli primo bunkeraggio di Gnl per nave da crociera - Ore12
📰 Ore12 📅 2026-05-26 📍 Genova it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione Elettrificazione · cold ironing
Porti: a Napoli primo bunkeraggio di Gnl per nave da crociera Ore12
Primo bunkeraggio di gas naturale liquefatto (Gnl) per una nave da crociera nel porto di Napoli. A realizzarlo Axpo Italia con destinazione la nave Sun Princess di Princess Group, parte di Carnival Corporation. Il bunkeraggio di Gnl, sottolinea una nota della Capitaneria di Porto di Napoli, dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale e di Axpo, “segna un passaggio rilevante nello sviluppo delle infrastrutture e dei servizi legati ai combustibili alternativi per il trasporto marittimo”. L’operazione di rifornimento ship-to-ship effettuata ieri, domenica 24 maggio, presso l’ormeggio 09-10-11 della Stazione Marittima di Napoli, è stata realizzata da Axpo mediante la bettolina Green Zeebrugge, già impiegata in attività di bunkeraggio Gnl nel porto di Genova inaugurate a fine 2025. Il trasferimento di Gnl alla nave da crociera Sun Princess “rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di diffusione del Gnl come soluzione per supportare l’abbattimento delle emissioni nel comparto marittimo”. L’iniziativa è frutto della collaborazione di Axpo Italia con la Capitaneria di Porto di Napoli, l’Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno Centrale e Terminal Napoli Spa, che hanno coordinato le attività operative e autorizzative legate al bunkeraggio, fino al provvedimento finale adottato dal comandante del porto in linea con il Regolamento sulle operazioni di rifornimento di Gnl, approvato nei giorni scorsi dall’Autorità marittima. Sicurezza energetica e diversificazione degli approvvigionamenti Il bunkeraggio realizzato a Napoli si inserisce in uno scenario internazionale in cui il Gnl sta assumendo un ruolo sempre più centrale nella sicurezza energetica, favorendo la diversificazione degli approvvigionamenti. Secondo l’Analysis of the European Lng market developments – 2026 Monitoring Report, pubblicato da Acer1, nel 2025 l’Unione Europea ha importato 146 miliardi di metri cubi di Gnl. L’Italia ha registrato una crescita particolarmente significativa, raggiungendo 20,6 miliardi di metri cubi di GNL importato, con un incremento di 6 miliardi rispetto al 2024, risultando il secondo Paese europeo per aumento delle importazioni dopo il Belgio. La crescente diffusione del Gnl è legata alla necessità di ridurre progressivamente l’intensità emissiva del settore marittimo supportando la transizione verso combustibili a minor impatto, in linea con gli obiettivi internazionali di decarbonizzazione, come quelli regolamento FuelEU, che prevedono una diminuzione dell’80% entro il 2050 rispetto ai livelli rilevati nel 2020. Pertanto, lo sviluppo di infrastrutture di bunkeraggio e l’attivazione di nuovi servizi nei porti italiani rappresentano un elemento strategico per accompagnare l’evoluzione del settore logistico e crocieristico. Il futuro dei combustibili a basse emissioni Per Axpo Italia, “l’operazione di Napoli rappresenta un tassello del più ampio percorso di sviluppo delle attività nel segmento Small Scale Lng e Bio-Lng, attualmente in via di sviluppo sia Italia che in Spagna. La società è infatti impegnata nella costruzione di una filiera dedicata ai combustibili a basse emissioni per il comparto marittimo e dei trasporti pesanti, che ha visto l’entrata in esercizio nel 2026 della Green Pearl, unità da 7.500 mc destinata alle operazioni di bunkeraggio ship-to-ship e ship-to-truck nei porti italiani e di Alisos Lng, nuova nave per il bunkeraggio di combustibili a basse emissioni con una capacità di 12.500 mc, che ha segnato l’inizio delle sue attività operative nel marzo scorso in Spagna”. “Si tratta di un traguardo di assoluto rilievo per il porto di Napoli, che vede lo scalo partenopeo affiancarsi a quelle poche realtà portuali del Mediterraneo dove già si effettuano operazioni di rifornimento di Gnl”, commenta il direttore marittimo della Campania e comandante del porto, ammiraglio Giuseppe Aulicino. “L’iter tecnico-amministrativo condotto dalla Capitaneria di porto, con il coinvolgimento degli altri attori con i quali da mesi ci confrontiamo per valutare ogni aspetto e permettere l’esecuzione del bunkeraggio ship to ship – aggiunge – ha sempre avuto l’obiettivo di assicurare la sicurezza delle operazioni che oggi andiamo a presentare, garantendo al contempo la prosecuzione degli ordinari traffici marittimi di ogni altro operatore portuale. Un’operazione che, appunto, diventerà verosimilmente ordinaria anche a Napoli, sulla quale continueremo naturalmente a vigilare per mantenere il più rigoroso rispetto degli standard di sicurezza previsti e da noi regolamentati con l’Ordinanza n. 52/2026 che ho firmato pochi giorni fa”. “L’ingresso del Gnl nel nostro porto rappresenta un passaggio strategico verso una logistica marittima più sostenibile, con benefici diretti e immediati in termini di riduzione concreta delle emissioni per chi vive e lavora intorno allo scalo. Questo traguardo rafforza inoltre la competitività del porto, consolidandone il ruolo di hub innovativo e protagonista della transizione energetica del sistema portuale italiano”, dichiara Eliseo Cuccaro, presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno Centrale. Per Tomaso Cognolato, ceo e general manager Terminal Napoli spa, si tratta di “un traguardo importante che proietta Terminal Napoli, secondo terminal crocieristico italiano, in avanti nel percorso di decarbonizzazione che si completerà con l’avvio dell’onshore power supply. Il polo crocieristico napoletano rappresenta una delle porte prinicipali di accesso al cuore del turismo campano. Con questa nuova opportunità si potrà quindi offrire un ulteriore stimolo allo sviluppo dell’industria crocieristica di Napoli, e quindi della Campania, puntando non solo sulle già note attrattive turistiche, ma ampliando l’elevata qualità di servizi tecnici offerti alla nave garantendo un’ulteriore possibilità di rifornimento in grado di assistere nuovi itinerari e rotazioni ad oggi non possibili”. Lo sviluppo del mercato Gnl nella filiera marittima italiana “Questa operazione rappresenta un passaggio particolarmente significativo per lo sviluppo del mercato del GNL nel settore marittimo italiano”, aggiunge Simone Demarchi, ad di Axpo Italia. “Il comparto dello shipping e delle crociere – spiega – sarà chiamato nei prossimi anni ad accelerare il proprio percorso di decarbonizzazione e il GNL costituisce oggi una delle soluzioni più concrete e immediatamente disponibili per accompagnare questa transizione. Per Axpo, contribuire allo sviluppo di infrastrutture, servizi e competenze in ambito Small Scale, significa rafforzare un’area strategica del proprio business, supportando, allo stesso tempo, l’evoluzione sostenibile del sistema portuale e logistico nazionale”. John Haeflinger, senior vicepresident Maritime Policy and Analysis di Carnival Corporation, conclude: “Questo traguardo rappresenta un progresso importante per Carnival Corporation mentre continuiamo ad espandere l’utilizzo del GNL sulle nostre compagnie da crociera di classe mondiale, inclusa Princess Cruises. Ampliare l’accesso ai carburanti alternativi nei principali porti è essenziale per supportare i nostri sforzi nella riduzione delle emissioni, e questo obiettivo riflette la forza della collaborazione nel nostro settore”.
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QatarEnergy prolongs force majeure, Edison’s total affected LNG cargoes reach 17
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-26 en Clima · decarbonizzazione
Qatar’s state-owned oil and gas giant QatarEnergy has notified Italy’s Edison about a contractual force majeure extension, adding five more liquefied natural gas (LNG) cargos to the existing list of impacted ones. The post QatarEnergy prolongs force majeure, Edison’s total affected LNG cargoes reach 17 appeared first on Offshore Energy .
Qatar’s state-owned oil and gas giant QatarEnergy has notified Italy’s Edison about a contractual force majeure extension, adding five more liquefied natural gas (LNG) cargos to the existing list of impacted ones. Edison has received a further extension of theforce majeure noticefrom QatarEnergy, covering an additional five LNG cargoes, scheduled for delivery to theAdriatic LNGterminal between July and mid-August 2026. As a result, a total of 17 LNG cargoes are subject to force majeure, representing a volume of approximately 2.2 billion cubic meters of gas. The most recent cargoes from Qatar date back to the end of March 2026. The Italian company, which got 1.6 billion cubic meters of natural gas from the Persian Gulf state during the first quarter of the year, has continued to work on replacing volumes and maintaining delivery slots since the first notification. This content is available after accepting the cookies. QatarEnergy: Missile attacks spur $20 billion loss with drop in LNG exports Edison has replaced nine out of the 17 cargoes, representing a volume of approximately 1 billion cubic meters of natural gas. The firm holds a long-term contract with QatarEnergy for the supply of 6.4 billion cubic meters of gas per year to Italy. The contract, which has been in force since 2009, has a total duration of 25 years. Edison does not anticipate any impact on its end customers, thanks to the mitigation measures undertaken and the portfolio management activities already initiated. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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Axpo realizza a Napoli il primo bunkeraggio Gnl in Italia per una nave cruise
📰 La Repubblica Media 📅 2026-05-26 📍 Genova it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione
L’operazione ship-to-ship realizzata da Axpo Italia nel porto partenopeo ha rifornito la Sun Princess del gruppo Carnival attraverso la bettolina Green Zeebrugge. Il progetto segna un nuovo passo nello sviluppo del gas naturale liquefatto e dei combustibili a…
Il porto di Napoli entra ufficialmente nella mappa mediterranea del bunkeraggio Gnl. Axpo Italia, società del gruppo energetico svizzero Axpo, ha infatti realizzato il primo rifornimento ship-to-ship di gas naturale liquefatto destinato a una nave da crociera nello scalo partenopeo, la Sun Princess del gruppo Carnival, segnando un nuovo passo nello sviluppo delle infrastrutture italiane dedicate ai combustibili alternativi per il trasporto marittimo. L’operazione è stata effettuata domenica 24 maggio presso la Stazione Marittima di Napoli attraverso la bettolina Green Zeebrugge, già utilizzata da Axpo nelle attività di bunkeraggio avviate a Genova alla fine del 2025. Il progetto è stato sviluppato insieme alla Capitaneria di Porto di Napoli, all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale e a Terminal Napoli Spa, che hanno coordinato l’intero iter autorizzativo e operativo. L’iniziativa si inserisce in un contesto europeo in cui il Gnl continua a rafforzare il proprio ruolo nella sicurezza energetica e nella transizione del settore shipping. Secondo il report Acer “Analysis of the European LNG market developments – 2026 Monitoring Report”, nel 2025 l’Unione europea ha importato 146 miliardi di metri cubi di Gnl. L’Italia ha registrato una delle crescite più marcate: 20,6 miliardi di metri cubi importati, sei miliardi in più rispetto al 2024, risultando il secondo Paese europeo per incremento delle importazioni dopo il Belgio. Sul fronte ambientale, il bunkeraggio Gnl viene considerato una delle soluzioni immediatamente disponibili per ridurre l’intensità emissiva del trasporto marittimo e accompagnare gli obiettivi del regolamento FuelEU Maritime, che punta a tagliare dell’80% le emissioni entro il 2050 rispetto ai livelli del 2020. In questo scenario, lo sviluppo di infrastrutture dedicate nei porti italiani viene considerato strategico per sostenere la trasformazione del settore logistico e crocieristico. Per Axpo Italia, Napoli rappresenta un tassello della strategia di crescita nel segmento Small Scale Lng e Bio-Lng tra Italia e Spagna. La società sta infatti sviluppando una filiera dedicata ai combustibili a basse emissioni per shipping e trasporto pesante, che comprende anche la nave Green Pearl da 7.500 metri cubi e la nuova Alisos Lng da 12.500 metri cubi entrata in attività in Spagna nel marzo scorso. “Si tratta di un traguardo di assoluto rilievo per il porto di Napoli”, ha dichiarato l’ammiraglio Giuseppe Aulicino, direttore marittimo della Campania e Comandante del porto, sottolineando come lo scalo si affianchi ora “a quelle poche realtà portuali del Mediterraneo dove già si effettuano operazioni di rifornimento di Gnl”. Secondo Simone Demarchi, ad di Axpo Italia, il comparto crocieristico e dello shipping “sarà chiamato nei prossimi anni ad accelerare il proprio percorso di decarbonizzazione” e il Gnl rappresenta oggi “una delle soluzioni più concrete e immediatamente disponibili”. Per Carnival Corporation, il bunkeraggio di Napoli rappresenta “un progresso importante” nell’espansione del Gnl nella flotta crocieristica del gruppo. “Ampliare l’accesso ai carburanti alternativi nei principali porti è essenziale per supportare i nostri obiettivi di riduzione delle emissioni”, ha affermato John Haeflinger, senior vice president maritime policy and analysis della compagnia.
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ABS endorses SBM Offshore’s Shell-backed FPSO deepwater cooling tech
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-26 en Clima · decarbonizzazione
Netherlands-based SBM Offshore, a provider of the design, construction, installation, and operation of offshore floating facilities, has received the green light for its seawater intake riser (SWIR) technology from American Bureau of Shipping (ABS), a classification society. The post ABS endorses SBM Offshore’s Shell-backed FPSO deepwater cooling tech appeared first on Offshore Energy .
Netherlands-based SBM Offshore, a provider of the design, construction, installation, and operation of offshore floating facilities, has received the green light for its seawater intake riser (SWIR) technology from American Bureau of Shipping (ABS), a classification society. Following the application of its new technology qualification (NTQ) program to evaluate the prototype design, American Bureau of Shipping has released the statement of maturity for SBM Offshore’s seawater intake riser technology, which was developed in collaboration with Shell. The statement of maturity signifies that the technology is qualified to be incorporated into a production unit in the aftermath of tests and validation. The SWIR technology is described as featuring an innovative technique to pump colder seawater from around 700 meters below the ocean’s surface up to an FPSO’s topsides to be used for cooling purposes. Leile Froufe, ABS’ Vice President, Engineering, emphasized:“Completing the prototype validation stage is a testament to the strength of our collaborative relationship with SBM Offshore and our collective dedication to engineering excellence and safety. ABS is proud to support forward-thinking solutions that will refine and elevate the next generation of offshore energy infrastructure.” This seawater intake riser technology can use cold seawater for onboard process cooling and power generation, depending on process conditions and site characteristics, improving energy efficiency and reducing fuel gas consumption and greenhouse gas (GHG) emissions in offshore oil and gas production. Laurent Le Touzé, SBM Offshore’s Technology & Product Development Director, commented:“SWIR’s development reflects SBM Offshore’s innovation leadership and its commitment to supporting the emission reduction journey. “SWIR is an important step in our low-carbon roadmap: the project began as an in-house concept in 2014 and advanced through a multi-year, multi-party effort, including a development partnership with Shell and research input from academic institutes.” This statement of maturity follows the completion of a six-month prototype qualification campaign in 2025, witnessed by ABS, Shell, and Petrobras. The project was supported by Shell Brasil through the research, development, and innovation (RDI) investment clause of Brazil’s National Agency of Petroleum, Natural Gas and Biofuels (ANP). Eli Gomes, Technology Project Manager at Shell Brasil, underlined:“We are optimistic about the promising results achieved by the seawater intake system project. The technology will enable significant optimization and performance improvements in FPSO process and utilities plants, while also contributing to the decarbonization of offshore oil and gas production.” SBM Offshore recentlylandedan assignment with Petrobras for two FPSOs destined for work in the Sergipe Alagoas Basin off the coast of Brazil. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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IMO approves new safety guidelines for ammonia-fueled ships
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-26 en Clima · decarbonizzazione
The International Maritime Organization (IMO) has approved the new safety guidelines for the use […] The post IMO approves new safety guidelines for ammonia-fueled ships appeared first on Offshore Energy .
The International Maritime Organization (IMO) has approved the new safety guidelines for the use of ammonia as fuel on gas carriers, providing a practical framework to manage the associated safety risks, particularly its toxicity and handling requirements. The guidelines were developed through collaboration between Lloyd’s Register (LR), the Belgian Federal Public Service Mobility and Transport (FPS Mobility) and gas shipping operator EXMAR and were approved at IMO’s Maritime Safety Committee (MSC 111). The guidance sets out how ammonia can be handled safely on board and supports early projects as they move towards execution by drawing directly on operational experience and regulatory input. According to LR, the approval is expected to reduce uncertainty for shipowners and designers assessing ammonia as a future fuel, particularly as the first vessels designed to operate on ammonia approach entry into service. The Directorate-General Shipping of the FPS Mobility took the lead in the IMO to draft the guidelines. This is said to guarantee that the regulatory framework reflects real-world practice, enabling innovation while maintaining effective safeguards within a controlled environment. “The approval of these guidelines provides a clear signal that ammonia is moving from concept to a fuel with an emerging international safety framework,”saidLiam Blackmore, Global Head of Technology Adoption and Integration at Lloyd’s Register. “It demonstrates how close collaboration between industry, flag administrations and technical organisations can accelerate the safe adoption of new fuels at scale. Being part of this collaboration reinforces our role as a trusted advisor helping to turn ambition into practical, scalable solutions for the maritime energy transition.” Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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Contract with Shell’s JV marks Strohm’s entry into Egypt
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-26 en Clima · decarbonizzazione
Dutch manufacturer of thermoplastic composite pipe (TCP), Strohm, has secured its first contract in […] The post Contract with Shell’s JV marks Strohm’s entry into Egypt appeared first on Offshore Energy .
Dutch manufacturer of thermoplastic composite pipe (TCP), Strohm, has secured its first contract in Egypt, with Burullus Gas Company, a joint venture (JV) between EGAS, Shell and Petronas. Strohm will supply a 2,000-meter flowline for one of the West Delta Deep Marine (WDDM) projects offshore Egypt, operated by Burullus Gas Company. According to the Dutch player, the carbon fibre and PA12 polymer TCP flowline has a design pressure of 5,000 psi and is qualified to the DNV-ST-F119 standard. Oceaneering will install the flowlineat a water depth of almost 600 meters using the horizontal lay method, replacing an existing steel one. It will be the first TCP solution of this type utilized in the region, Strohm said. “This contract marks an important milestone for us as we enter the Egyptian market for the first time. We are proud to work with Oceaneering International and Burullus Gas Company as we support the region’s growing energy infrastructure needs with our high-quality flowline solutions,”saidNorman Lentsch, Strohm’s Business Development Manager for Africa. “Our entry into the local market underscores the confidence operators have in our TCP products, our extensive track record and our ability to deliver consistent quality and performance. We look forward to demonstrating Strohm’s commitment to safety and excellence.” The WDDM concession is located approximately 90 kilometers offshore Egypt, on the north-western part of the Nile Delta. It includes 17 gas fields at water depths ranging from 300 to 1,200 meters. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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Investigation ongoing: Three dead and one injured in Southeast Asian FSO incident
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-26 en Clima · decarbonizzazione
Malaysia’s state-owned oil and gas heavyweight Petronas has shed light on a tragic offshore incident connected with a floating storage and offloading (FSO) unit working at a field off the coast of East Coast Peninsular Malaysia, Southeast Asia. The post Investigation ongoing: Three dead and one injured in Southeast Asian FSO incident appeared first on Offshore Energy .
Malaysia’s state-owned oil and gas heavyweight Petronas has shed light on an offshore incident connected with a floating storage and offloading (FSO) unit, which is working at a field off the coast of East Coast Peninsular Malaysia, Southeast Asia. While confirming that an incident occurred at approximately 12.50 pm on May 24, 2025, during lifeboat maintenance work at theFSO Sepat, Petronas explained that four contractor personnel were involved in the tragic event, which took place in Malaysian waters. The company reported that three personnel were pronounced dead upon arrival at Hospital Sultanah Nur Zahirah, Kuala Terengganu, while one injured worker was evacuated for medical treatment and remains under observation. “Petronas extends its deepest condolences to the families, friends and colleagues of the deceased. The immediate priority of the company is to support the well-being of those affected,”emphasized the Malaysian firm in its statement. Petronas has highlighted that investigations into the cause of the incident are ongoing in coordination with the relevant authorities. Once the probe into the unfortunate incident is complete, more details will be available. TheFSO Sepatworks at theSepat field. Petronas Carigali, as the operator, entered into a heads of agreement (HOA) with JX Nippon in December 2022 to jointly develop a proposal to monetise the gas potential within theBujang,Inas,Guling,Sepat,andTujoh (BIGST) fieldsoffshore Kerteh, Terengganu. The BIGST cluster was expected to act as the catalyst, spurring the development of other high-contaminant fields in Peninsular Malaysia, which had not been possible before due to the lack of complete CO2-handling infrastructure. Petronas is actively expanding its oil and gas resources, assets, and infrastructure, as illustrated bya charterwith MISC for five newbuild liquefied natural gas (LNG) carriers (LNGCs). Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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Per Axpo primo viaggio a Oristano della Green Pearl oltre al debutto nel bunkeraggio a Napoli
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-26 📍 Genova it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione Elettrificazione · cold ironing
Nel capoluogo campano celebrato il primo rifornimento alla nave da crociera Sun Princess di Princess Cruises L'articolo Per Axpo primo viaggio a Oristano della Green Pearl oltre al debutto nel bunkeraggio a Napoli proviene da Shipping Italy .
Non solo il primo bunkeraggio nel porto di Napoli a una nave da crociera grazie alla bettolina Green Zeebrugge, Axpo Italia nelle ultime ore ha visto anche concretizzarsi il primo carico e trasporto di Gnl con la nuova bunkering tanker Green Pearl fra il porto di Barcellona e il deposito Higas di Oristano. La nave, di proprietà di G&H Shipping (management tecnico affidato a K-Ships) appena costruita dal cantiere San Giorgio del Porto in collaborazione con Gas&Heat, è noleggiata a lungo termine (10 anni) ad Axpo e, per la prima volta, si è trasferita dal capoluogo ligure entrando in servizio con un primo viaggio verso il porto catalano. Secondo quanto reso noto dal noleggiatore l’attuale scenario, in attesa di evoluzioni rispetto a nuovi accordi e prossimi sviluppi di mercato, vede l’attività di bunkeraggio focalizzarsi sull’utilizzo della Green Zeebrugge ma l’operatività di Green Pearl, ufficialmente partita con il primo carico a Barcellona, troverà continuità a partire da questa estate. La notizia del momento per l’azienda guidata dall’aministratore delegato Simone Demarchi è però il primo rifornimento di gas naturale liquefatto (Gnl) portato a termine con successo a favore della nave da crociera Sun Princess di Princess Cruises nel porto di Napoli. Una nota dell’azienda spiega che l’operazione di rifornimento ship-to-ship, effettuata domenica 24 maggio presso l’ormeggio 09-10-11 della Stazione Marittima del capoluogo campano, è stata realizzata da Axpo mediante la bettolina Green Zeebrugge, già impiegata in attività di bunkeraggio Gnl nel porto di Genova inaugurate a fine 2025. “Il trasferimento di Gnl alla nave da crociera Sun Princess, rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di diffusione del Gnl come soluzione per supportare l’abbattimento delle emissioni nel comparto marittimo. L’iniziativa è frutto della collaborazione di Axpo Italia con la Capitaneria di Porto di Napoli, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale e Terminal Napoli Spa, che hanno coordinato le attività operative e autorizzative legate al bunkeraggio, fino al provvedimento finale adottato dal Comandante del porto in linea con il Regolamento sulle operazioni di rifornimento di Gnl, approvato nei giorni scorsi dall’Autorità marittima” si legge nella comunicazione. Più in generale Axpo sottolinea che l’Italia ha registrato una crescita particolarmente significativa, raggiungendo 20,6 miliardi di metri cubi di Gnl importato, con un incremento di 6 miliardi rispetto al 2024, risultando il secondo Paese europeo per aumento delle importazioni dopo il Belgio. “La crescente diffusione del Gnl è legata alla necessità di ridurre progressivamente l’intensità emissiva del settore marittimo supportando la transizione verso combustibili a minor impatto, in linea con gli obiettivi internazionali di decarbonizzazione, come quelli regolamento FuelEu, che prevedono una diminuzione dell’80% entro il 2050 rispetto ai livelli rilevati nel 2020. Pertanto, lo sviluppo di infrastrutture di bunkeraggio e l’attivazione di nuovi servizi nei porti italiani rappresentano un elemento strategico per accompagnare l’evoluzione del settore logistico e crocieristico” sottolinea la società di traading e di trasporto di Gnl. Per Axpo Italia, l’operazione di Napoli rappresenta infatti un tassello del più ampio percorso di sviluppo delle attività nel segmento Small Scale Lng e Bio-Lng, attualmente in via di sviluppo sia Italia che in Spagna. La società è infatti impegnata nella costruzione di una filiera dedicata ai combustibili a basse emissioni per il comparto marittimo e dei trasporti pesanti, che ha visto l’entrata in esercizio nel 2026 della Green Pearl, unità da 7.500 mc destinata alle operazioni di bunkeraggio ship-to-ship e ship-to-truck nei porti italiani e di Alisos Lng, nuova nave per il bunkeraggio di combustibili a basse emissioni con una capacità di 12.500 mc, che ha segnato l’inizio delle sue attività operative nel marzo scorso in Spagna. “Si tratta di un traguardo di assoluto rilievo per il porto di Napoli che vede lo scalo partenopeo affiancarsi a quelle poche realtà portuali del Mediterraneo dove già si effettuano operazioni di rifornimento di Gnl” ha commentato il Direttore marittimo della Campania e Comandante del porto, Ammiraglio Ispettore (CP) Giuseppe Aulicino. “L’iter tecnico-amministrativo condotto dalla Capitaneria di porto, con il coinvolgimento degli altri attori con i quali da mesi ci confrontiamo per valutare ogni aspetto e permettere l’esecuzione del bunkeraggio ship to ship, ha sempre avuto l’obiettivo di assicurare la sicurezza delle operazioni, garantendo al contempo la prosecuzione degli ordinari traffici marittimi di ogni altro operatore portuale. Un’operazione che, appunto, diventerà verosimilmente ordinaria anche a Napoli, sulla quale continueremo naturalmente a vigilare per mantenere il più rigoroso rispetto degli standard di sicurezza previsti e da noi regolamentati con l’Ordinanza n. 52/2026 che ho firmato pochi giorni fa”. Per Eliseo Cuccaro, presidente Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, “l’ingresso del Gnl nel nostro porto rappresenta un passaggio strategico verso una logistica marittima più sostenibile, con benefici diretti e immediati in termini di riduzione concreta delle emissioni per chi vive e lavora intorno allo scalo. Questo traguardo rafforza inoltre la competitività del porto, consolidandone il ruolo di hub innovativo e protagonista della transizione energetica del sistema portuale italiano”. Tomaso Cognolato, amministratore delegato di Terminal Napoli Spa, ha parlato di “un traguardo importante che proietta Terminal Napoli, secondo terminal crocieristico italiano, in avanti nel percorso di decarbonizzazione che si completerà con l’avvio dell’onshore power supply. Il polo crocieristico napoletano rappresenta una delle porte prinicipali di accesso al cuore del turismo campano. Con questa nuova opportunità si potrà quindi offrire un ulteriore stimolo allo sviluppo dell’industria crocieristica di Napoli, e quindi della Campania, puntando non solo sulle già note attrattive turistiche, ma ampliando l’elevata qualità di servizi tecnici offerti alla nave garantendo un’ulteriore possibilità di rifornimento in grado di assistere nuovi itinerari e rotazioni ad oggi non possibili”. Secondo Simone Demarchi, amministratore delegato di Axpo Italia, “questa operazione rappresenta un passaggio particolarmente significativo per lo sviluppo del mercato del Gnl nel settore marittimo italiano. Il comparto dello shipping e delle crociere sarà chiamato nei prossimi anni ad accelerare il proprio percorso di decarbonizzazione e il Gnl costituisce oggi una delle soluzioni più concrete e immediatamente disponibili per accompagnare questa transizione. Per Axpo, contribuire allo sviluppo di infrastrutture, servizi e competenze in ambito Small Scale, significa rafforzare un’area strategica del proprio business, supportando, allo stesso tempo, l’evoluzione sostenibile del sistema portuale e logistico nazionale”. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Tenuta a battesimo la nuova nave Grande Svezia di Grimaldi
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-26 it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione Elettrificazione · cold ironing
Cerimonia ospitata dal porto di 'casa' Wallhamm e taglio del nastro affidata al cliente Volvo L'articolo Tenuta a battesimo la nuova nave Grande Svezia di Grimaldi proviene da Shipping Italy .
Si è tenuta nel porto di Wallhamn (Svezia) la cerimonia di battesimo della nave Grande Svezia. Presa in consegna a dicembre 2025, l’unità ha ampliato la flotta di Pctc (Pure Car & Truck Carrier) ammonia ready del Gruppo Grimaldi: navi di ultima generazione predisposte per il futuro utilizzo dell’ammoniaca come carburante alternativo a zero emissioni di carbonio. Il porto di Wallhamn è l’unico porto privato della nazione, ed è gestito proprio dal gruppo armatoriale partenopeo. Lo scalo è parte dello storico servizio EuroMed del Gruppo Grimaldi, sul quale è impiegata la Grande Svezia, che collega regolarmente i principali porti del Mediterraneo e del Nord Europa, con scali in Italia, Spagna, Grecia, Turchia, Egitto, Cipro, Marocco, Portogallo, Regno Unito, Danimarca, Svezia, Belgio, Paesi Bassi e Germania. All’evento hanno partecipato diversi rappresentanti di clienti e partner svedesi di lunga data del Gruppo Grimaldi, tra cui importanti produttori di veicoli come Volvo Cars e Volvo Trucks, che hanno potuto visitare le principali aree della nave accompagnati dal Comandante e dall’equipaggio. La cerimonia di battesimo si è aperta con i saluti di Sven-Göran Sjöström, Amministratore Delegato di Grimaldi Maritime Agencies Sweden, e di Costantino Baldissara, Automotive Atlantic Director del Gruppo Grimaldi. Dopo il rito della benedizione della nave, a tagliare il nastro per la tradizionale rottura della bottiglia è stata la madrina della Grande Svezia Francesca Gamboni, Chief Industrial Operations Officer di Volvo Cars. Costruita dal cantiere China Merchants Heavy Industries Jiangsu, la Grande Svezia è lunga 220 metri e larga 38 metri, ha una stazza lorda di 91.611 tonnellate ed una velocità di crociera di 18 nodi. Sui suoi 14 ponti può trasportare sia veicoli elettrici che quelli alimentati da combustibili fossili, per una capacità massima di 9.000 Ceu. All’elevata capacità si affiancano le numerose tecnologie green: la Grande Svezia è una delle unità Pctc ammonia ready della flotta del Gruppo Grimaldi, che oggi conta ben 11 navi, e sarà ulteriormente ampliata con l’arrivo di altre sei unità entro il 2027. Per azzerare le emissioni durante le soste in porto, la nave è dotata di mega batterie al litio dalla capacità totale di 5 MWh, e di un sistema che le consente di ricevere energia elettrica da terra durante le soste in porto (cold ironing) negli scali dotati dell’infrastruttura necessaria. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Eni moves forward with third chapter of oil & gas project in West Africa
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-25 en Clima · decarbonizzazione
Italy’s energy giant Eni has made a final investment decision (FID) for the next phase of its oil and gas development project off the coast of Côte d’Ivoire, West Africa. The post Eni moves forward with third chapter of oil & gas project in West Africa appeared first on Offshore Energy .
Italy’s energy giant Eni has made a final investment decision (FID) for the next phase of its oil and gas development project off the coast of Côte d’Ivoire, West Africa. Eni and its partners,PetrociandVitol, have approved the final investment decision for theBaleine Phase 3project, said to mark a significant milestone in the development of the largest hydrocarbon discovery ever made in the country. The full-field Phase 3 development will increase oil production from 60,000 to 150,000 barrels per day and gas output from 80 to 200 million cubic feet per day. All gas produced will be allocated to the domestic market. This will contribute to Côte d’Ivoire’s energy needs, expanding electricity generation and supporting the country’s industrial development. This content is available after accepting the cookies. Africa’s ‘first net zero emission upstream project’ starts its next oil & gas chapter The project entails the development of a new floating production, storage, and offloading (FPSO) unit, designed to ensure high standards of operational efficiency and safety and lower environmental impact. The third stage builds on the phased and fast-track development model already implemented in Baleine’sfirst two phases, enabling early production while optimizing costs and leveraging existing infrastructure. Claudio Descalzi, Chief Executive Officer of Eni, commented:“Baleine is a testament to Eni’s exploration and production model, built on excellence in exploration activities, the ability to develop projects through a fast-track and phased approach, and a consistent commitment to sustainability, in continuous dialogue with the host country. “This project reflects our commitment to strengthening energy security, supporting local economic development and advancing a lower-carbon energy future.” This content is available after accepting the cookies. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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Axpo, primo bunkeraggio di Lng nel porto di Napoli - The MediTelegraph
📰 The MediTelegraph Media 📅 2026-05-25 📍 Napoli it Clima · decarbonizzazione
Axpo, primo bunkeraggio di Lng nel porto di Napoli The MediTelegraph
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“Industria, Logistica e Metalli”: verso il tutto esaurito il Business Meeting in programma il 12 giugno
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-25 📍 La Spezia it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione
Ecco i nomi dei primi relatori già confermati e il programma dei lavori con due panel dedicati a domanda e offerta di trasporti. Intervista a Gozzi su "Logistica, shipping e siderurgia" L'articolo “Industria, Logistica e Metalli”: verso il tutto esaurito il Business Meeting in programma il 12 giugno proviene da Shipping Italy .
Ecco i nomi dei primi relatori già confermati e il programma dei lavori con due panel dedicati a domanda e offerta di trasporti. Intervista a Gozzi su “Logistica, shipping e siderurgia” Sta rapidamente salendo il numero di professionisti accreditati (al momento sono oltre 130) che il prossimo 12 giugno, presso Spazio Made a Luni (SP), prenderanno parte al 1° Business Meeting ‘Industria, Logistica e Metalli’, nuovo evento B2B di SHIPPING ITALY e di SUPPLY CHAIN ITALY concepito per riunire il mondo industriale e la filiera logistica per discutere dei trasporti marittimi e terrestri di acciaio, metalli, semilavorati e prodotti finiti. Il titolo dei lavori è “La supply chain dei materiali strategici tra sfide, opportunità e relazioni industriali”; si parlerà di trasporti, infrastrutture, porti, intermodalità, normative, digitalizzazione, tracciabilità e sicurezza. Questo il programma preliminare dei lavori (in aggiornamento): Opening session: Bruno Pisano (Adsp Mar Ligure Orientale) Stefano Ferrari (siderweb) Enrico Paglia (banchero costa) 1° Panel – La domanda di logistica: esigenze produttive, flessibilità e continuità delle supply chain Mario Solimbergo (Fincantieri) Augusto Cosulich (F.lli Cosulich – Trasteel) Vincenzo Romeo (Nova Marine Carriers – Assarmatori) Paolo La Bruna (Acciaieria Arvedi) * Federico Buiatti (ABS Acciai) Andrea Molteni (Marcegaglia Carbon Steel) * 2° Panel – L’offerta di servizi logistici e di trasporto: innovazione, specializzazione e capacità infrastrutturale Sandro Bucchioni (Associazione spedizionieri del porto di La Spezia) Alessandro Laghezza (Laghezza) Carlo Montaperto (Boriani) Carlo Freni (Fhp Carrara) Michele Giromini (Mdc Terminal – Gruppo Dario Perioli) Luca Abatello (Circle Group) Intervista conclusiva – “Logistica, shipping e siderurgia” Antonio Gozzi (Duferco – Federacciai) (* Streaming video) L’ingresso è a pagamento (fino a esaurimento posti disponibili) Per info su modalità di partecipazione scrivere a segreteria@alocinmedia.it oppure chiamare il numero +39 010 9703071 Esperti e aziende analizzeranno trend e flussi della supply chain, proponendo soluzioni per efficienza, sostenibilità e competitività del comparto. L’evento offrirà un momento di approfondimento, networking e confronto su temi come innovazioni nell’handling, import/export, stoccaggio e trasporto di metalli diventando un punto d’incontro strategico tra imprese. Fra i main topics del Business Meeting ci sono: Evoluzione dei flussi di acciaio e metalli nel Mediterraneo: trend di import/export, nuovi corridoi logistici e ruolo dei porti italiani Porti e infrastrutture al servizio dell’industria metallurgica: investimenti, specializzazione dei terminal e capacità operativa Intermodalità ferro-gomma-mare: opportunità e colli di bottiglia: integrazione dei vettori per semilavorati e prodotti finiti Handling e stoccaggio dei metalli: innovazione e sicurezza, tecnologie, automazione e best practice operative Digitalizzazione della supply chain dei metalli: piattaforme digitali, documentazione elettronica e integrazione dei dati Trasporti containerizzati di acciaio e metalli: opportunità, limiti e nuovi modelli operativi, container vs break bulk, impatti su costi, sicurezza, flessibilità e intermodalità Normative, dogane e compliance nel trasporto dei metalli: quadro regolatorio, procedure doganali e impatti sulla logistica Sostenibilità e decarbonizzazione nella logistica metallurgica: riduzione delle emissioni e scelte modali più efficienti Resilienza della supply chain industriale: gestione dei rischi, sicurezza degli approvvigionamenti e continuità operativa Collaborazione tra industria e logistica per la competitività: partnership tra produttori, operatori logistici e sistema portuale RELATORI E PARTECIPANTI: Acciaierie | Armatori | Cantieri navali | Terminal portuali | Service provider | Trasportatori | Associazioni di categoria | Assicurazioni | Agenzie marittime | Broker navali | Trader | Imprese ferroviarie | Studi legali | End users ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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QatarEnergy broadens its oil & gas footprint in Uruguay and Eastern Mediterranean
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-25 en Clima · decarbonizzazione
Qatar’s state-owned oil and gas giant QatarEnergy has taken steps to bring new exploration blocks off the coast of Uruguay into its fold, while sealing a gas cooperation deal in the Eastern Mediterranean. The post QatarEnergy broadens its oil & gas footprint in Uruguay and Eastern Mediterranean appeared first on Offshore Energy .
Qatar’s state-owned oil and gas giant QatarEnergy has taken steps to bring newexploration blocks off the coast of Uruguay into its fold, while sealing a gas cooperation deal in the Eastern Mediterranean. QatarEnergy has acquired participating interests in three exploration blocks offshore the Oriental Republic of Uruguay fromBG International, a subsidiary of the UK’sShell. This portfolio enlargement entails an 18% interest in blockOFF-4, while Shell held 32%, and APA Corporation, as the operator, retained the remaining 50%. The Persian Gulf state’s giant has also secured a 30% interest in blockOFF-2, which is operated by the UK energy giant with a 70% interest. QatarEnergy has also obtained a 30% interest in the third exploration blockOFF-7, with Shell as the operator, retaining 40%, and Chevron holding the remaining 30%. All three blocks are located offshore Uruguay’s Atlantic coast, covering areas ranging from 11,155 to 18,227 square kilometers in water depths ranging from 40 to 4,000 meters. Saad Sherida Al-Kaabi, Qatar’s Minister of State for Energy Affairs, President and CEO of QatarEnergy, commented:“We are pleased to strengthen our relations with our strategic partner Shell through these agreements, which mark our first entry into Uruguay’s upstream sector while further expanding our footprint in South America. “We would like to thank the Uruguayan authorities for their support, and we look forward to working with our partners on this opportunity and to achieve positive results for the benefit of all parties.” This content is available after accepting the cookies. QatarEnergy: Missile attacks spur $20 billion loss with drop in LNG exports Meanwhile, QatarEnergy has signed a memorandum of understanding (MoU) with the government of the Arab Republic of Egypt andExxonMobilto study enabling the potential development and commercialization of gas discoveries in Cyprus through the Egyptian existing gas and LNG export infrastructure. “This collaboration reflects the shared intent of all parties to developing integrated and commercially sustainable energy solutions to support growing regional demand, while enhancing connectivity between regional and international markets,”highlighted the Middle Eastern player. This MoU is perceived to enable the three players to study future growth opportunities and flexible commercial frameworks in light of the country’s position in the region and its gas infrastructure, which serves both domestic consumers and global markets. The Qatari firm highlights Egypt’s role as a potential hub for Eastern Mediterranean gas, supporting deeper integration with Cyprus in the field of natural gas while optimizing the utilization of existing infrastructure. This content is available after accepting the cookies. ExxonMobil’s new gas discovery springs into view offshore Cyprus Al-Kaabi emphasized:“This MoU represents an important step in advancing regional energy cooperation across the Eastern Mediterranean through unlocking the long-term commercial potential of natural gas resources across that region. “We look forward to working closely with the government of Egypt and our strategic partner ExxonMobil to achieve the objectives of this MoU for the benefit of all parties.” The MoU is interpreted to reinforce Egypt’s role in the Eastern Mediterranean and its continued commitment to advancing regional energy development through strong partnerships and infrastructure integration. The moves in Uruguay and Egypt come shortly after QatarEnergyteamed up withTotalEnergies, ConocoPhillips, and the Syrian Petroleum Company (SPC) to search for hydrocarbons in the Mediterranean Sea offshore Syria. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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More gas for UK: North Sea wind-powered platform back online after five-year hiatus
📰 Offshore Energy Media 📅 2026-05-25 en Clima · decarbonizzazione
Perenco UK (PUK), the Anglo-French oil and gas player Perenco, has brought back online a natural gas field in the UK sector of the North Sea, years after the production taps were turned off. The post More gas for UK: North Sea wind-powered platform back online after five-year hiatus appeared first on Offshore Energy .
Perenco UK (PUK), the Anglo-French oil and gas player Perenco, has brought back online a natural gas field in the UK sector of the North Sea, years after the production taps were turned off. Perenco has restarted production from theDavy gas fieldin the Southern North Sea (SNS) more than five years after the output was shut-in. The field, which was earmarked for decommissioning following several failed restarts in 2021, underwent a comprehensive revival project with production from Davy wells A3 and A5, restarting in late April 2026. The company explains that the combined production from both is now online and producing into itsBacton terminalat a stable rate of approximately 14 million standard cubic feet per day (scf/d). The comprehensive work program, which the firm claims clearly demonstrates its ability to safely prolong field life, entailed a significant simplification from the original 1970s design, as well as material equipment upgrades, including the installation of a wind turbine. Perenco also elaborates that partial decommissioning of nonproductive wells has been achieved with the plugging and abandonment (P&A) of two platform wells and two subsea wells. Jo White, UK SNS General Manager, commented:“The restart of the Davy gas field after five years offline is an excellent result and showcases how assets consigned for decommissioning can be revived and continue to make a meaningful contribution to the UK’s energy mix. “Davy is set to continue to produce for several years to come, and to operate reliably and with lower OPEX following the recent work programme. This is another successful collaboration between the highly-skilled Perenco and Petrodec operational and project teams, and I would like to congratulate all those involved in realising this important project.” The simplified Davy platform is now powered predominantly by wind energy rather than diesel generation, so the operation is continuing with a lower carbon footprint. This restart comes months after Perencowrapped up the purchaseof various Saturn Banks‘ assets from CalEnergy Resources, covering 50% participating interest in theBlytheandElgoodlicenses. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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Grimaldi cresce in Asia con nuove linee verso Filippine, India e Vietnam
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-25 📍 Napoli it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione
Il patron del gruppo partenopeo ha intanto quantificato in "3 milioni di euro" gli extracosti giornalieri per caro-fuel ed Ets sulle sue rotte di short sea L'articolo Grimaldi cresce in Asia con nuove linee verso Filippine, India e Vietnam proviene da Shipping Italy .
Napoli – Dopo l’attivazione a inizio anno di una rotta di cabotaggio tra la Cina e lo scalo filippino di Batangas, Grimaldi studia ora anche l’avvio di linee per l’export dai promettenti mercati di India e Vietnam. Lo ha rivelato il numero uno del gruppo, Emanuele Grimaldi, nel corso dell’intervista che ha concluso il Business Meeting “Traghetti e Ro-Ro 2026” di SHIPPING ITALY, tornato a Napoli a due anni di distanza dal precedente appuntamento. Se dall’Asia il gruppo partenopeo mostra quindi di attendersi diverse soddisfazioni, dal Vecchio Continente al momento sta invece ricevendo diversi grattacapi. Quello di più stringente attualità riguarda gli extra costi per carburante ed emissioni. Pari a “3 milioni a settimana solo per lo short sea”, ha spiegato Grimaldi, di cui 2 dovuti agli incrementi del fuel e uno all’Ets. “Una parte la ribaltiamo sulla clientela, ma il rischio è che i camion decidano di scendere a terra” ha proseguito, tornando così su un tema molto avvertito dal settore, ovvero il disallineamento tra l’entrata in vigore del sistema di scambio di quote di emissioni per il trasporto marittimo e per quello stradale (ovvero Ets2, ora atteso ora per il 2028; ma c’è anche chi, come l’ad di Caronte & Tourist Lorenzo Matacena, si è detto convinto che “l’autotrasporto non lo pagherà mai”). “Una perversione”, ha proseguito ancora il numero uno di Grimaldi Group, “dato che è ormai chiaro che il trasporto marittimo è la modalità migliore”, la quale porta a situazioni quasi paradossali ad esempio su certe linee con le isole, che “hanno bisogno di sponsorizzazioni (dello Stato, ndr): le sostieni ma poi ti riprendi i soldi?”. Difficoltà che però non stanno frenando il gruppo dal compiere investimenti, anche in newbuilding. Dopo i ro-pax (per le controllate Euromed, Minoan e Finnlines) e le 17 car carrier in costruzione (a cui potrebbero aggiungersi altre newbuilding), “stiamo virando sulle unità multipurpose, settore in cui abbiamo ordinato meno, di recente” ha affermato Grimaldi, che invece per quanto riguarda i carburanti ha confermato l’orientamento per il prossimo futuro verso il metanolo (con l’eccezione delle navi da carico per le quali la scelta va verso l’ammoniaca). “La disponibilità c’è, ma il costo è elevato, ci auguriamo che con una maggiore diffusione scenda, stiamo già vedendo dei progressi”. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Cold ironing, armatori pronti ma i porti frenano: l’appello per infrastrutture e regole certe
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-25 📍 Genova it Clima · decarbonizzazione Elettrificazione · cold ironing
Al Business Meeting “Traghetti e Ro-Ro” di SHIPPING ITALY emerge un consenso sulla necessità dell'elettrificazione delle banchine serve chiarezza normativa e un approccio realistico alle specificità del Mediterraneo L'articolo Cold ironing, armatori pronti ma i porti frenano: l’appello per infrastrutture e regole certe proviene da Shipping Italy .
Napoli – Il cold ironing è destinato a diventare uno dei pilastri della decarbonizzazione del trasporto marittimo europeo, ma la sua concreta applicazione nei porti italiani presenta ancora numerose incognite. È questa la fotografia emersa dal Business Meeting “Traghetti e Ro-Ro” organizzato da SHIPPING ITALY a Napoli, dove armatori, autorità portuali, fornitori di tecnologia e operatori logistici hanno evidenziato come il settore stia investendo per adeguare le flotte, mentre restano aperte le questioni legate alle infrastrutture energetiche, ai costi e alle procedure operative. Il tema centrale emerso dal confronto riguarda proprio il divario tra la disponibilità delle navi e quella delle infrastrutture di terra. Molti armatori hanno infatti già predisposto le proprie unità al collegamento elettrico in banchina, ma attendono che i porti siano in grado di offrire energia sufficiente e condizioni operative certe. “Abbiamo già sei navi predisposte per il collegamento al cold ironing, due di nuova costruzione e quattro in retrofit – dice Giovanni Giustiniano, direttore tecnico della flotta Moby – ma la transizione non può essere considerata soltanto dal punto di vista della nave. Deve coinvolgere l’intero sistema: porto, logistica, passeggeri, merci e operatori. Restano ancora da chiarire aspetti fondamentali come le procedure operative, i costi, le responsabilità dei soggetti coinvolti e soprattutto la formazione delle persone che dovranno gestire questi collegamenti. La tecnologia deve semplificare il lavoro, non renderlo più complesso. Per questo è necessario preparare tutto il sistema e non soltanto le navi”. Anche Guido Raso, managing director di Dfds-Samer Terminal, ha sottolineato come il problema non sia esclusivamente tecnologico. “A Trieste l’infrastruttura per il cold ironing è già disponibile – dice Raso – ma manca ancora una disciplina operativa chiara. Occorre stabilire chi collega fisicamente il cavo alla nave, quali standard applicare, quali siano le responsabilità in caso di malfunzionamenti, come viene misurata l’energia consumata e chi sostiene determinati costi. Senza un quadro normativo e procedurale definito il rischio è di avere infrastrutture realizzate ma non pienamente utilizzabili”. Se le compagnie navali chiedono regole certe, le autorità portuali richiamano l’attenzione su un’altra questione: la disponibilità dell’energia. “Analizzando i report sullo stato dell’arte dell’elettrificazione delle banchine ho sempre espresso alcune perplessità sulla concreta applicazione del cold ironing nel settore marittimo – dice Eliseo Cuccaro, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale -. Nel porto di Napoli sarebbe necessaria una nuova cabina primaria che dovrebbe essere realizzata in pieno centro cittadino e sia Terna sia Enel hanno evidenziato notevoli difficoltà per un intervento di questo tipo, tra l’altro in un edificio sottoposto ai vincoli della Soprintendenza. Inoltre, oggi non produciamo ancora abbastanza energia realmente pulita per soddisfare questi fabbisogni. Diversa è la situazione di Salerno, dove stiamo realizzando una cabina primaria e saremo presto in grado di offrire questa possibilità”. Lo stesso interrogativo è stato posto dagli armatori che già operano con navi predisposte alle nuove tecnologie. “La domanda che ci poniamo come operatori è molto semplice – afferma Ivana Melillo, energy transition manager di Gnv -: dove troveremo tutta l’energia necessaria? A Genova, ad esempio, dovremo alimentare contemporaneamente tre navi da crociera e sei traghetti con richieste energetiche enormi. Le nostre nuove navi sono già predisposte per il cold ironing e stiamo investendo per adeguare anche quelle esistenti, ma il collo di bottiglia resta rappresentato dalla disponibilità di energia, dalle reti di distribuzione, dalle tariffe e dalle infrastrutture necessarie per portare questa potenza in banchina. Armatore e porto oggi dialogano molto più di prima proprio perché queste sfide possono essere affrontate soltanto insieme”. Accanto ai problemi infrastrutturali emerge poi il tema dell’effettiva applicabilità del cold ironing alle diverse tipologie di traffico. È il caso dei collegamenti veloci, dove i tempi di permanenza in porto rendono particolarmente complessa l’elettrificazione. “Spesso si tende a trasferire nel Mediterraneo modelli sviluppati nel Nord Europa – osserva Pino Musolino, amministratore delegato di Alilauro – senza considerare le differenze operative. Nel nostro caso parliamo di unità veloci che effettuano soste di pochi minuti tra una corsa e l’altra (alle isole del Golfo di Napoli, ndr). Non esistono oggi le condizioni tecniche per effettuare ricariche significative in tempi così ridotti e non esistono nemmeno infrastrutture adeguate per garantire le potenze necessarie. Il Mediterraneo ha caratteristiche completamente diverse rispetto al Mare del Nord, dove magari un traghetto resta in sosta sei ore, e richiede soluzioni costruite sulle proprie specificità operative”. Dal lato tecnologico il messaggio è invece quello della complementarità delle soluzioni. “Il cold ironing è certamente uno degli strumenti disponibili per la decarbonizzazione – spiega Daniele Bindella di Abb – ma non esiste una soluzione unica. Serve un approccio multitecnologico che integri elettrificazione, batterie, sistemi ibridi e altre tecnologie. Le batterie possono avere un ruolo importante sia a bordo sia a terra, contribuendo a gestire i picchi di domanda energetica e a supportare le infrastrutture portuali. L’aspetto fondamentale è individuare di volta in volta la tecnologia più adatta al profilo operativo di ciascuna nave e di ciascun porto”. Il settore non contesta l’obiettivo del cold ironing e sta già investendo per adeguarsi alle nuove normative. Le criticità riguardano piuttosto la capacità delle infrastrutture energetiche nazionali di sostenere questa trasformazione, la definizione delle regole operative e la necessità di tenere conto delle peculiarità del traffico marittimo mediterraneo. Il problema, quindi, non è più se collegare le navi alla rete elettrica in porto, ma come garantire che energia, infrastrutture e procedure siano realmente disponibili quando l’obbligo entrerà a regime. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Testato da Nanni il primo motore dual fuel ad alta velocità alimentato a metanolo
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-23 it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione
Cambio automatico diesel-metanolo, riduzione delle emissioni fino al 99% per CO e HC e piena potenza mantenuta in entrambe le modalità operative L'articolo Testato da Nanni il primo motore dual fuel ad alta velocità alimentato a metanolo proviene da Shipping Italy .
Cambio automatico diesel-metanolo, riduzione delle emissioni fino al 99% per CO e HC e piena potenza mantenuta in entrambe le modalità operative Nel percorso verso la decarbonizzazione della nautica e del settore marittimo leggero, il metanolo continua a guadagnare spazio come una delle alternative più concrete ai combustibili tradizionali. In questo scenario si inserisce il nuovo sviluppo annunciato da Nanni, che ha completato con esito positivo i test del suo primo motore dual fuel ad alta velocità alimentato a metanolo. Il progetto nasce nell’ambito del programma Life Mystic e punta a portare nel segmento dei generatori marini una soluzione capace di combinare continuità operativa, riduzione delle emissioni e compatibilità con piattaforme motoristiche già consolidate. Per lo sviluppo del sistema, Nanni ha collaborato con ScandiNAOS AB, azienda specializzata nei sistemi di conversione dual fuel a metanolo. La base tecnica scelta è un motore John Deere da 6 litri marinizzato da Nanni e destinato ad applicazioni genset. Il cuore del progetto è rappresentato da un kit di conversione sviluppato da ScandiNAOS che introduce un sistema di iniezione dedicato al metanolo insieme a una gestione elettronica capace di controllare il funzionamento in doppia alimentazione. L’aspetto interessante, soprattutto in ottica operativa e commerciale, è che il motore può passare automaticamente dalla modalità dual fuel a quella diesel pura senza interruzioni, nel caso in cui il serbatoio del metanolo si svuoti. Il sistema è stato progettato per lavorare con una quota di energia proveniente dal metanolo compresa tra il 50% e il 75%, mentre l’obiettivo di progetto indicato da Nanni è arrivare a un mix equivalente a circa il 70% di metanolo e 30% di diesel. Una soluzione che consente di ridurre in modo sensibile il consumo di gasolio senza penalizzare prestazioni e affidabilità, due elementi ancora centrali soprattutto per le unità professionali e per la grande nautica da diporto. I test sono stati eseguiti secondo gli standard Iacs relativi al caricamento progressivo di motori e gruppi elettrogeni, alla presenza di un rappresentante di Rina. Secondo quanto comunicato dall’azienda, il comportamento del motore durante le transizioni tra le diverse modalità operative è risultato fluido e stabile anche sotto carico. Particolarmente rilevanti i dati emissivi. Dopo la conversione dual fuel, le emissioni di monossido di carbonio e idrocarburi sono diminuite tra il 95% e il 99%, mentre gli ossidi di azoto registrano una riduzione del 65% nella maggior parte dei punti di carico. Anche il particolato risulta sensibilmente inferiore rispetto alla configurazione diesel convenzionale, confermando una combustione più pulita. Più che inseguire una completa sostituzione delle architetture esistenti, Nanni lavora su una piattaforma capace di integrare combustibili alternativi mantenendo compatibilità con tecnologie e logiche operative già note al mercato. Un elemento che potrebbe risultare strategico soprattutto nei prossimi anni, quando la disponibilità globale di metanolo e le infrastrutture di bunkeraggio cresceranno gradualmente ma in modo non uniforme. Per il settore yachting, il tema è particolarmente interessante anche in prospettiva futura. Se oggi il dual fuel a metanolo trova il suo primo terreno applicativo nei generatori, la tecnologia potrebbe rappresentare una base concreta per sviluppi successivi su propulsioni principali ad alta velocità, soprattutto in quelle aree dove armatori, cantieri e operatori iniziano a chiedere soluzioni capaci di ridurre l’impronta ambientale senza compromettere autonomia, semplicità gestionale e disponibilità operativa delle unità. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Armatori e cantieri in sintonia: “Sostegni pubblici per costruire traghetti in Italia”
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-22 📍 Napoli it Clima · decarbonizzazione
Sul tema hanno detto la loro tra gli altri Matarazzo (Fincantieri), Garrè (SGdP) e Matacena (Caronte & Tourist) nel corso del IV Business Meeting "Traghetti e Ro-Ro" di SHIPPING ITALY L'articolo Armatori e cantieri in sintonia: “Sostegni pubblici per costruire traghetti in Italia” proviene da Shipping Italy .
Sul tema hanno detto la loro tra gli altri Matarazzo (Fincantieri), Garrè (SGdP) e Matacena (Caronte & Tourist) nel corso del IV Business Meeting “Traghetti e Ro-Ro” di SHIPPING ITALY Napoli – Armatori e cantieri navali italiani si sono trovati sulla stessa lunghezza d’onda rispetto al tema della costruzione di traghetti e navi ro-ro in Italia: per mantenere, e anzi rilanciarne, la produzione nella Penisola – obiettivo che entrambi condividono – sono necessari sostegni pubblici che colmino il gap di costo con i concorrenti asiatici. A esprimere questa posizione sono stati, durante il Business Meeting ‘Traghetti e ro-ro 2026″ di SHIPPING ITALY, innanzitutto due pesi massimi della navalmeccanica nazionale quali Fincantieri e San Giorgio del Porto, che pure in anni recenti sono riusciti a finalizzare contratti di questo tipo. “Abbiamo avuto il coraggio di fare traghetti – circa 50 nella nostra storia – ma poi il settore ha vissuto una forte delocalizzazione verso la Cina” ha ricordato Luigi Matarazzo, direttore generale navi mercantili di Fincantieri (oggi impegnata a ultimare il primo traghetto per la Regione Siciliana, la cui consegna è prevista per il prossimo mese). “Per colmare il gap servono contributi pubblici, secondo me a livello europeo e italiano” ha aggiunto il manager, che ha poi lanciato un appello al settore da tempo “a fare sistema insieme agli armatori”, anche a livello comunitario. Dello stesso avviso anche Ferdinando Garrè, a.d. di San Giorgio del Porto, cantiere genovese storicamente attivo nelle riparazioni navali ma impegnato da tempo anche nelle nuove costruzioni, traghetti inclusi (ha all’attivo al momento la nuova ammiraglia per Actv, che sarà realizzata a Piombino, cui dovrebbe aggiungersi a breve il ro-ro commissionato dal Mit per il rinnovo della flotta Tpl delle regioni – “Dovremmo aver vinto la gara” ha affermato al riguardo durante il convegno essendo gli unici partecipanti al bando). “Un tema fondamentale è quello dei contributi per coprire gap con la Cina” ha detto, evidenziando tuttavia come il suo gruppo stia lavorando per efficientare le operazioni con l’obiettivo di ridurre il divario, “senza supporto dello Stato”. Da Garrè sono arrivate però anche alcune puntualizzazioni su modi e tempi con cui i sostegni pubblici, quand’anche sono resi disponibili, vengono poi effettivamentw erogati. Per due navi finanziate con il Pnrr “ancora non abbiamo incassato contributi, pur avendo fatto tutto in fretta)” ha evidenziato, in riferimento in particolare alle bettoline per Gnl e metanolo Green Pearl e Green Heart. Criticità segnalata, lato armatoriale, anche da Carlo Cotella, a.d. di Liberty Lines, che di 9 unità veloci pure finanziate dal Pnrr e fatte costruire in Spagna, ancora attende i contributi relativi alle ultime tre. “Speriamo entro l’anno di avere quanto ci spetta” ha concluso, sottolineando però che la trafila affrontata (insieme a quella altrettanto accidentata per ottenere le certificazioni delle navi) non è “un incentivo a buttarci nuovamente su un progetto più grande di quel che lo Stato poteva sostenere”. Della necessità di supportare con fondi pubblici la produzione di traghetti in Italia (o in Europa) si sono detti convinti però anche diversi rappresentanti delle compagnie di navigazione. Particolarmente netta al riguardo la posizione di Lorenzo Matacena, vertice di Caronte & Tourist. “La mia idea è che bisognerebbe usare fondi infrastrutturali Ue per costruire navi: non per dare contributi ad armatori – che poi comprano dove è più conveniente – ma alla cantieristica europea, che peraltro garantisce forte occupazione, come strumento per avvicinare le offerte a quelle dei cantieri asiatici”. E anche riguardo uno dei pochi contratti finalizzati in Italia, come quello del traghetto costruito da Fincantieri, “è stato possibile solo perché si è trattato di un committente pubblico, altrimenti sarebbe andato altrove” per ovvie ragioni di costo. Della necessità di sostegni pubblici concorda anche Pino Musolino, oggi a.d. di Alilauro, che ha sottolineato come le compagnie che effettuano i collegamenti con le isole contino in totale “flotte di 120-130 mezzi” ma “non prendono un euro di sovvenzione”. Un eventuale piano di rinnovo, ha aggiunto, varrebbe “circa 1,5 miliardi: ad oggi mettendo insieme tutti i sostegni, da quelli del Mit a quelli Cef, non arriviamo al 20%”. Anche il vertice di Delcomar Franco Delgiudice, si è espresso a favore della cantieristica nazionale: “I traghettini si possono fare solo nei cantieri italiani”, ha affermato, evidenziando come proprio i più piccoli “in proporzione costino molto di più”. Meno netta la posizione di Grendi. Come ricordato dall’a.d. Antonio Musso, il cui gruppo prenderà nelle prossime settimane in consegna la Grendi Horizon, unità tradizionale ma metanolo-ready realizzata dal Cantiere Navale Visentini, e sta iniziando a considerare il progetto di nuove navi. “Una Grendi Horizon più grande, con capacità di carico di 3.200, 3.300 metri lineari”, per la quale considererà l’alimentazione a metanolo. Rispetto però al soggetto cui affidare l’eventuale futura costruzione, “stiamo guardando cantieri italiani e cinesi” ha aggiunto. “In Cina avremmo ovvi vantaggi economici” ma per una realtà relativamente piccola come Grendi “lo sforzo di dotarsi di un supporto per supervisionare la costruzione in un cantiere cinese anziché europeo si sentirebbe”. Anche nel caso del gruppo genovese, pare quindi di capire, un incentivo pubblico potrebbe essere decisivo nell’orientare la costruzione verso un costruttore locale anziché asiatico. F.M. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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