Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 4854 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.
Porti liguri e ferrovia, l’AdSp accelera sull’intermodalità Messaggero Marittimo
GENOVA – Il futuro della logistica italiana passa sempre di più dalla ferrovia e dall’integrazione tra porti, infrastrutture e imprese. È il messaggio emerso durante il convegno “Insieme, sui binari del futuro”, promosso da A.I.FERR e dedicato al ruolo delle piccole e medie imprese nella realizzazione delle opere infrastrutturali, al quale ha partecipato anche l’Autorità di Sistema portuale del Mar Ligure Occidentale. Nel corso dell’incontro, il presidente dell’AdSp, Matteo Paroli, ha evidenziato come il potenziamento del trasporto ferroviario rappresenti oggi una priorità strategica per aumentare competitività e sostenibilità del sistema portuale nazionale. Attualmente i porti di Genova e Savona-Vado movimentano su ferro poco più del 13% delle merci, una quota ancora distante dall’obiettivo europeo del 30%, ma che l’Autorità punta a incrementare attraverso nuovi investimenti e interventi infrastrutturali.
Paroli ha sottolineato che il trasferimento del traffico merci dalla strada alla ferrovia consente non solo una maggiore efficienza logistica, ma anche benefici ambientali concreti, grazie alla riduzione delle emissioni, del traffico pesante e della congestione urbana. In quest’ottica si inserisce il piano di investimenti da oltre 190 milioni di euro avviato dall’AdSp insieme a RFI e allo Stato per rafforzare i collegamenti ferroviari di ultimo miglio e i nodi strategici portuali. Tra gli interventi principali richiamati dal presidente figurano il potenziamento delle gallerie ferroviarie di uscita dal porto di Genova, la nuova stazione ferroviaria di Fuori Muro, gli adeguamenti infrastrutturali nel porto di Sampierdarena e il Parco Rugna, operativo dal Maggio 2025 e considerato uno dei progetti ferroviari più avanzati del sistema portuale ligure.
Nel suo intervento, Paroli ha inoltre richiamato il mutato scenario internazionale, osservando come le difficoltà della logistica nord-europea e gli effetti dei cambiamenti climatici possano aprire nuove opportunità per i porti mediterranei. Secondo il presidente, il sistema logistico ligure deve essere pronto a cogliere questa fase favorevole rafforzando l’integrazione tra porto e ferrovia per consolidare il ruolo dei porti del Mar Ligure all’interno delle reti europee di trasporto.
Durante la sessione dedicata allo sviluppo territoriale, il capo di gabinetto dell’Authority, Silvio Fremura, ha ripercorso il legame storico tra porto e ferrovia, ricordando come la crescita delle aree portuali genovesi sia stata fin dall’origine strettamente connessa allo sviluppo ferroviario. Un rapporto che continua a rappresentare uno degli elementi chiave per la competitività dello scalo ligure. Fremura ha evidenziato come le opere in corso nei quattro bacini del sistema portuale possano diventare veri nodi strategici per favorire il collegamento delle merci verso il Nord Italia e il Centro Europa, ampliando il raggio d’azione commerciale dei porti liguri e rafforzandone il peso nelle reti logistiche continentali. Ha inoltre posto l’attenzione sul valore del know-how industriale italiano e sul contributo delle imprese ferroviarie, considerate fondamentali per sostenere crescita, innovazione e continuità degli investimenti.
Foto: AdSp Mar Ligure Occiedentale
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Ecosuntek - Eco Trade porta il fotovoltaico nel Porto di Ravenna Websim
La controllata e Renco S.p.A. stanno completando la realizzazione, tramite la joint venture paritetica Adriasol, di un impianto a terra da 37,16 MW Photo by bombermoon/Getty Images Novità in casaEcosuntek. Il gruppo - attivo nella produzione e vendita di energia rinnovabile - ha comunicato venerdì cheEco Trade(controllata al 51%) eRenco S.p.A.stanno completando la realizzazione, tramite la joint venture paritetica Adriasol, di unimpiantofotovoltaico a terra da 37,16 MW situato nel porto di Ravenna. L’infrastruttura, attualmente in fase finale di costruzione, prevede l'entrata in esercizio nel secondo semestre 2026e unaproduzione annua attesa di circa 53 GWh. Parliamo di un valore in grado di coprire i fabbisogni energetici annui di circa 20.000 famiglie e che permette di evitare emissioni di oltre 25.000 tonnellate annue di CO2 equivalenti. L’energia prodotta, in particolare, sarà destinata principalmente al sistema di cold ironing, ossia quello che consente la fornitura elettrica da terra alle navi all'ormeggio, con priorità a quelle da crociera presso le banchine di Porto Corsini. Invece, la produzione eccedente sarà immessa in rete e gestita da Eco Trade. Il progetto si è aggiudicato i meccanismi di supporto alla transizione verde previsti daldecreto FER X, beneficiando di una tariffa incentivante per 20 anni, e ha ottenuto uncontributo a fondo perduto pari a 7,6 milioni di euronell’ambito delPNRR. "L’impianto del Porto di Ravenna, per il quale Eco Trade si occuperà anche del dispacciamento dell’energia prodotta, è posizionato in una area del Paese fortemente strategica e rappresenta per il nostro gruppo un importante step di crescita per la Business Unit relativa alla Power Generation - ha sottolineatoMatteo Minelli, amministratore delegato di Ecosuntek -Questo conferma l’approccio innovativo e all’avanguardia che caratterizza la cultura aziendale, con iniziative ambiziose e sostenibili, strettamente integrate con il tessuto economico e sociale del territorio". "Giudichiamo positivamente la notizia, che congiuntamente allapipelinedi nuovi progetti coltivata da Ecosuntek (impianti per 29MWp verranno realizzati nel 2026 e ulteriori 29MWp di progetti agrivoltaici cantierabili sono in attesa di finanziamento), proietta il gruppo verso unulteriore e significativo aumento della potenza installata- ha commentatoWebsim Corporate- Al riguardo, ricordiamo che attualmente la società detiene e gestisce un portafoglio di impianti fotovoltaici aventi una potenza complessiva superiore a 17 MWp ed una capacità di generazione annua prossima a 18 GWh". Gli analisti hanno una visione positiva sul titolo:rating BUY e target price a 4,75 euro.Adesso l'attenzione è rivolta alla pubblicazione dei risultati 2025 di Ecosuntek, prevista per il 26 maggio. Advertisement Per informazioni su natura e caratteristiche dei contenuti di Websim.it, si prega di leggere attentamente la sezioneAvvertenze. Questo pannello ti permette di esprimere le tue preferenze relative al trattamento delle tue informazioni personali.Puoi rivedere o modificare le tue scelte in qualsiasi momento accedendo al registropreferenze cookie. Per rifiutare il tuo consenso alle attività di trattamento utilizza il pulsante “Accetta solo i necessari”.
Battezzata Oocl Wisdom, la più grande portacontainer dual-fuel a metanolo Shipping Italy
Con il battesimo della Oocl Wisdom, celebrato presso i cantieri Nantong Cosco Khi Ship Engineering (Naks), la compagnia Orient Overseas Container Line inserisce nella flotta un’unità con una capacità record di 24.168 Teu, dichiarata ufficialmente la più grande portacontainer dual-fuel a metanolo al mondo.
Dal lato tecnico il progetto si distingue per l’integrazione totale: oltre ai motori principali infatti, anche gli ausiliari e le caldaie sono equipaggiati con sistemi dual-fuel a metanolo. La nave è la prima di una serie di sette unità gemelle ordinate nel 2022 destinate a operare sui principali trade globali.
Il battesimo di Oocl Wisdom concretizza il piano di espansione delineato un anno fa dalla compagnia con una maxi commessa di ulteriori 14 portacontainer dual-fuel a metanolo presso i cantieri di Nantong e Dalian.
Quell’ordine da 220 milioni di dollari a nave, previsto in consegna tra il 2028 e il 2029, andava a integrare proprio il pacchetto di sette unità da 24.000 Teu di cui la Oocl Wisdom oggi è capofila. La portata dell’investimento, nonostante le tensioni geopolitiche e le minacce di dazi, conferma la volontà della controllata di Cosco Shipping di procedere verso l’obiettivo delle emissioni zero.
L’amministratore delegato di Oocl, Tao Weidong, durante la cerimonia, ha sottolineato il valore dell’upgrade tecnologico: ‘La consegna della Oocl Wisdom non solo espande la nostra capacità, ma stabilisce un nuovo benchmark tecnologico per la nostra flotta. Navi moderne e ad alta efficienza energetica come questa ci permetteranno di costruire un network logistico più intelligente, sicuro e sostenibile per il commercio globale’.
Il piano finanziario della compagnia poggia su una struttura che combina per il 60% finanziamenti esterni e per il restante 40% risorse interne.
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San Ferdinando, il sindaco risponde all’interrogazione PD su rifiuti e qualità dell’aria Telemia
Gaetano chiarisce monitoraggi Arpacal, nuovi sistemi per emissioni odorigene e risultati sulla raccolta differenziata.
Continua.... La Gru - Banner 1151x660 Screenshot 2026-03-11 110425 MedClinic autolinee-federico-agos-24 JonicaClima InnovusTelemia CompagniaDellaBellezza00
Il sindaco di San Ferdinando, Luca Gaetano, interviene dopo l’articolo dedicato all’interrogazione del PD su qualità dell’aria e gestione dei rifiuti, fornendo chiarimenti anticipati rispetto ai tempi del consiglio comunale.
Per il monitoraggio della qualità dell’aria, Gaetano ricorda che il laboratorio mobile Arpacal è operativo dal 1° ottobre 2025 e resterà attivo fino a fine gennaio 2026 per consentire un quadro completo dei parametri autunnali e invernali. Conclusa l’elaborazione dei dati, l’Agenzia fornirà al Comune la relazione tecnica. L’amministrazione ha inoltre richiesto l’installazione permanente dei “Nasi Elettronici” (IOMS) per monitorare le emissioni odorigene provenienti dagli impianti di compostaggio.
Sul fronte rifiuti, il sindaco conferma l’impegno nel miglioramento del servizio e nella riduzione dei costi. L’introduzione dei sacchi trasparenti ha già portato risultati significativi: +110% nella raccolta differenziata e –300% nel conferimento in discarica della frazione indifferenziata. L’obiettivo fissato è raggiungere almeno il 75% di raccolta differenziata.
Gaetano annuncia che nel 2026 saranno percepibili riduzioni di costo grazie al modello di servizio basato sul Project Financing, con una stima di risparmio per l’Ente di almeno 500.000 euro l’anno e benefici sulle tariffe TARI. Il nuovo assetto permetterà anche di colmare criticità ereditate e migliorare servizi come la gestione del verde, lo spazzamento meccanico e l’apertura della nuova isola ecologica.
Il sindaco respinge l’idea di “caos rifiuti” e sottolinea la sinergia istituzionale attiva, in particolare con l’avvio del progetto “Mare e Aria Puliti 2026”, coordinato presso la Prefettura di Reggio Calabria. Hanno già aderito Capitaneria di Porto – Guardia Costiera, Regione Calabria, Arpacal, IAM SpA, Calabria Verde, Consorzio di Bonifica, Polizia Metropolitana e Polizia Locale.
Gaetano ribadisce la piena collaborazione istituzionale, la trasparenza verso gli enti e i cittadini e la disponibilità a illustrare i dati richiesti dal gruppo PD anche prima del prossimo consiglio comunale.
Qualità aria e prevenzione incendi: da Regione 375mila euro per biotrituratori elettrici. Provincia di Livorno esclusa Livorno 24
Contrastare l’inquinamento da PM10 e ridurre il rischio concreto di incendi dovuti ad abbruciamenti di residui agricoli. Con questo doppio obiettivo la Regione Toscana ha approvato il bando “Biotrituratori elettrici 2026”, finanziato con poco meno di 375mila euro dal decreto dirigenziale 9331 del 14 aprile scorso.
“Con questo bando – spiega il presidente Eugenio Giani – la Regione Toscana tutela l’aria che respiriamo e previene gli incendi prima ancora che possano divampare. Abbruciare i residui agricoli non è solo una pratica dannosa per la qualità dell’aria, ma è anche un pericolo concreto per i nostri boschi e per chi li abita. Il biotrituratore elettrico è la risposta intelligente: trasforma uno scarto in una risorsa per il terreno, elimina le emissioni e spegne sul nascere il rischio di roghi. Vogliamo così accompagnare gli agricoltori e i cittadini verso scelte più sicure e sostenibili”.
Il bando nasce per rispondere alla procedura di infrazione europea sui PM10 che interessa la Piana di Lucca, ma è stato esteso anche alle aree “Agglomerato di Firenze” e “Piana Prato-Pistoia” in vista dell’abbassamento dei valori ammissibili previsto dall’UE. Allo stesso tempo, rappresenta uno strumento concreto per evitare gli abbruciamenti all’aperto, pratica che continua a causare roghi anche per il mancato rispetto dei divieti o per semplice incuria.
“L’incendio sul Monte Faeta – sottolinea l’assessore all’ambiente David Barontini – dimostra ancora una volta quanto il nostro territorio sia fragile e quanto il cambiamento climatico renda sempre più estremi e ravvicinati gli eventi che colpiscono la Toscana e non solo. In questi stessi giorni siamo passati da condizioni di forte rischio incendi alle allerte arancioni per pioggia intensa e smottamenti, proprio in aree già segnate dal fuoco. È una situazione che impone la massima attenzione e il rigoroso rispetto delle ordinanze e delle norme di prevenzione. Voglio ringraziare tutti gli operatori impegnati nelle operazioni di spegnimento e di monitoraggio, dai vigili del fuoco al sistema regionale antincendi boschivi, alla protezione civile, ai volontari e alle forze dell’ordine. Un pensiero particolare – conclude – va alle persone costrette a lasciare temporaneamente le proprie abitazioni, cosa che hanno fatto in modo diligente e responsabile”.
Il contributo, fino a 1.200 euro, è destinato a cittadini proprietari o comproprietari di terreni adibiti a coltivazioni arboree, con quota altimetrica inferiore ai 200 metri e superficie minima di 500 metri quadrati. I terreni devono ricadere in uno dei 31 Comuni coinvolti: Agliana, Altopascio, Bagno a Ripoli, Buggiano, Calenzano, Campi Bisenzio, Capannori, Carmignano, Chiesina Uzzanese, Firenze, Lastra a Signa, Lucca, Massa e Cozzile, Monsummano Terme, Montale, Montecarlo, Montecatini Terme, Montemurlo, Pescia, Pieve a Nievole, Pistoia, Poggio a Caiano, Ponte Buggianese, Porcari, Prato, Quarrata, Scandicci, Serravalle Pistoiese, Sesto Fiorentino, Signa e Uzzano.
Il biotrituratore elettrico è l’alternativa all’abbruciamento in campo aperto di sfalci e potature. Oltre a migliorare la qualità dell’aria, eliminando una fonte rilevante di PM10, azzera il rischio che i fuochi sfuggano di mano e si trasformino in incendi boschivi.
“In presenza di vento – dice ancora Barontini – gli abbruciamenti di residui vegetali sono vietati, perché basta una disattenzione per provocare danni enormi all’ambiente, al patrimonio boschivo e alla sicurezza delle persone. La Regione Toscana sta rafforzando le attività di prevenzione e ha già messo in campo misure concrete per ridurre i rischi legati agli abbruciamenti. Una delle alternative concrete è la bio-triturazione delle potature e dei residui vegetali, che consente di eliminare i pericoli dei focolai e di riutilizzare il materiale organico per migliorare il suolo, aumentando fertilità e ritenzione idrica. La Regione ha attivato questo nuovo bando da circa 375mila euro, che partirà verso la fine di maggio, per incentivare l’acquisto di bio-trituratori elettrici, per ridurre la produzione di PM10 ma anche i rischi, che non devono mai essere sottovalutato, derivanti dagli abbruciamenti”.
Come e quando fare domanda
La domanda dovrà essere presentata esclusivamente online tramite la piattaforma di Regione Toscana https://servizi.toscana.it/RT/formulari-generici, con accesso SPID/CIE/CNS. Lo sportello apre alle ore 9 del 25 maggio 2026 e chiude alle ore 16 del 30 aprile 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse. Il formulario sarà operativo da data e ora indicate: basterà cliccare sul link, selezionare “Crea nuova richiesta” e cercare nel catalogo “BANDO BIOTRITURATORI ELETTRICI 2026”.
Per chiarimenti sulle modalità di presentazione: urp@regione.toscana.it, Numero Verde 800.860.070 da rete fissa o 0554385920 da mobile.
Per informazioni tecnico-specialistiche sui contenuti del bando: qualita.aria@regione.toscana.it
Air quality in the South Bronx has significantly worsened since the controversial toll went into effect -- despite its backers touting lofty environmental promises -- an alarming new report found.
Ecosuntek, Eco Trade e Renco realizzano un impianto fotovoltaico da 37 MW nel porto di Ravenna Teleborsa
Ecosuntek, Eco Trade e Renco realizzano un impianto fotovoltaico da 37 MW nel porto di Ravenna
(Teleborsa) - Ecosuntek , azienda attiva nel settore delle energie rinnovabili e player di riferimento nella power generation, comunica che sono entrati nella fase finale i lavori per la realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra di potenza complessiva di 37,16 MW, localizzato nell’area portuale del Comune di Ravenna, integrato con sistema di "Cold Ironing”.
L’impianto, detenuto dalla società veicolo Adriasol, partecipata in via paritetica da Renco S.p.A. e da Eco Trade, avrà una produzione fotovoltaica annua attesa di circa 53 GWh, in grado di coprire i fabbisogni energetici annui di circa 20.000 famiglie italiane e permetterà di evitare emissioni climalteranti di oltre 25.000 tonnellate annue di CO2 equivalenti. Ritenuto strategico per la transizione energetica delle infrastrutture portuali, l’impianto produrrà energia da destinare prioritariamente all’alimentazione delle navi da crociera ormeggiate alle banchine di Porto Corsini, a supporto del loro fabbisogno energetico operativo, garantendo benefici economici e ambientali, con una riduzione delle emissioni e dell’inquinamento acustico delle navi nella fase di stazionamento, offrendo un servizio all'avanguardia a costi energetici competitivi.
Sulla produzione aggiuntiva, immessa direttamente in rete e dispacciata da Eco Trade, essendo l’impianto in questione risultato aggiudicatario nell’ambito dell’asta FER X, il GSE riconoscerà una tariffa incentivante per un periodo pari a 20 anni.
L’iniziativa, spiega una nota, considerata fondamentale per contribuire al raggiungimento degli obiettivi italiani stabiliti nel Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC), beneficia inoltre di un contributo pubblico a fondo perduto, pari a Euro 7.600.000, messo a disposizione dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica attraverso i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) del progetto “Green ports”.
La costruzione dell’impianto, attualmente in fase avanzata terminerà entro il primo semestre 2026 e si prevede che lo stesso entrerà in esercizio nel secondo semestre 2026.
Matteo Minelli, Amministratore Delegato del Gruppo Ecosuntek, ha commentato: "L’impianto del Porto di Ravenna, per il quale Eco Trade si occuperà anche del dispacciamento dell’energia prodotta, è posizionato in una area del Paese fortemente strategica e rappresenta per il nostro Gruppo un importante step di crescita per la Business Unit relativa alla Power Generation. Questo conferma l’approccio innovativo e all’avanguardia che caratterizza la cultura aziendale, con iniziative ambiziose e sostenibili, strettamente integrate con il tessuto economico e sociale del territorio".
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Contship Introduces First Electric Port Tractor into Operations maritimeprofessional.com
May 8, 2026 Contship takes another concrete step towards decarbonization with the introduction of the first fully electric port tractor at La Spezia Container Terminal (LSCT). The new vehicle will be operated by Hannibal for internal shuttle activities within the terminal, as part of a pilot project aimed at supporting the progressive electrification of the quay tractor fleet and reducing direct emissions (Scope 1) generated by port operations. The use of electric tractors is particularly well-suited to terminal environments; operations take place in proximity to charging infrastructure, while the high frequency of start-stop cycles maximizes the benefits of regenerative braking. The zero-emission unit also ensures optimized energy consumption during container handling maneuvers. In addition, reduced noise levels and lower vibrations contribute to safer and more comfortable working conditions, enhancing both productivity and operational quality. The investment was co-financed under the "Green Ports PNRR" program, through a dedicated call for proposals promoted and managed by the Port System Authority of the Eastern Ligurian Sea. The initiative is part of the broader "Green Ports: renewable energy and energy efficiency measures in ports" program, supported by the European Union through Next Generation EU funds, aimed at reducing CO2 emissions and improving air quality in port areas. This initiative is part of Contship's broader technological innovation and sustainability roadmap at the La Spezia terminal, which includes process digitalization, infrastructure development, and equipment upgrades aimed at maximizing operational efficiency across all areas.
📰 Energia e Mercato📅 2026-05-08📍 RavennaitAria · inquinamentoElettrificazione · cold ironing
UniCredit finanzia con 22 milioni di euro un impianto fotovoltaico nel porto di Ravenna Energia e Mercato
UniCredit ha perfezionato un green mini-perm project financing da 22,6 milioni di euro a favore di Adriasol S.r.l., società veicolo partecipata in parti uguali da Renco S.p.A. e Eco Trade S.r.l., controllata al 51% da Ecosuntek S.p.A., gruppo quotato su Borsa Italiana attivo nelle energie rinnovabili.
Il finanziamento, certificato green ai sensi dei Green Loan Principles, coprirà i costi di costruzione di un impianto fotovoltaico da circa 37 MWp nell'area portuale di Ravenna, realizzato nell'ambito di una concessione in partenariato pubblico-privato con l'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro-Settentrionale.
L'impianto sarà integrato con un sistema di Cold Ironing, che consentirà di fornire energia alle navi da crociera ormeggiate senza che queste tengano accesi i motori, riducendo le emissioni e l'inquinamento acustico durante la sosta in porto. La produzione fotovoltaica annua attesa è di circa 53 GWh. Una volta operativo, il progetto dovrebbe evitare l'emissione di oltre 18.000 tonnellate annue di CO₂ equivalente.
L'entrata in esercizio è prevista entro il primo semestre 2026. L'impianto beneficia di un contratto per differenza con il GSE e di un contributo a fondo perduto del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, nell'ambito del progetto Green Ports finanziato dal PNRR.
Primo trattore elettrico sui piazzali di La Spezia Container Terminal Shipping Italy
Primo trattore elettrico per il La Spezia Container Terminal. Il gruppo Contship, azionista di controllo di Lsct, ha reso noto che “il nuovo mezzo sarà impiegato da Hannibal per le attività di navettaggio all’interno del terminal spezzino come un primo progetto pilota di valutazione della progressiva elettrificazione della flotta dei trattori di banchina, in ottica della riduzione delle emissioni dirette (Scope 1) generate dalle operazioni in porto”.
Secondo la societò “l’elettrificazione dei trattori portuali si presta per l’applicazione in terminal: i mezzi, infatti, operano vicino alle stazioni di ricarica e gli avviamenti frequenti massimizzano i vantaggi della frenata rigenerativa. Questo modello di ralla elettrica a zero emissioni ottimizza inoltre i consumi nelle manovre di movimentazione container. La bassa rumorosità e le vibrazioni ridotte garantiscono condizioni di lavoro più sicure e confortevoli, migliorando la produttività e la qualità delle operazioni quotidiane”.
L’investimento è stato co-finanziato nell’ambito del progetto Green Ports Pnrr, attraverso un bando promosso e gestito dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale. L’iniziativa rientra nel programma “Porti verdi: interventi di energia rinnovabile ed efficienza energetica nei porti”, sostenuto dall’Unione Europea con risorse Next Generation EU che mira a ridurre le emissioni di CO2 e migliorare la qualità dell’aria nelle città portuali.
“Il programma di transizione energetica che abbiamo messo in campo mira a decarbonizzare le attività portuali” ha commentato Simone Pacciardi, Responsabile del Servizio Rapporti con UE, Gestione Progetti Comunitari e Fondi Pnrr dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale. “L’ente, in particolare, ha messo a disposizione degli operatori terminalisti il proprio know-how, relativamente alla gestione di finanziamenti Pnrr, permettendo così di sfruttare le opportunità offerte dall’iniziativa Green Ports a beneficio del sistema portuale”.
“L’introduzione del trattore elettrico rappresenta un tassello concreto della strategia di sostenibilità del Gruppo” ha aggiunto Denise Sofia, Head of Esg di Contship. “Nel 2025 abbiamo lanciato l’ambiziosa strategia “Moves that Matter” definendo obiettivi chiari e misurabili, tra cui la decarbonizzazione delle attività del Gruppo in allineamento agli standard SBTi. Questo progetto dimostra come innovazione e sostenibilità, unite alla collaborazione pubblico-privato, possano generare iniziative capaci di creare valore nel medio periodo”.
L’iniziativa si colloca in un più ampio piano di innovazione tecnologica intrapreso da Contship nel terminal spezzino, che include digitalizzazione dei processi, nuovi investimenti infrastrutturali e upgrade degli equipment per massimizzare l’efficienza operativa ad ogni livello.
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UniCredit, €22 milioni ad Adriasol per fotovoltaico da 37 MW nel porto di Ravenna con sistema Cold Ironing per traghetti Il Giornale d'Italia
UniCredit ha finanziato con €22,6 milioni Adriasol per la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 37 MW nel porto di Ravenna integrato con sistema di Cold Ironing. L’operazione, strutturata come green mini-perm project financing, sosterrà la costruzione dell’infrastruttura energetica destinata ad alimentare anche il fabbisogno operativo delle navi ormeggiate in banchina.
Adriasol è una società controllata pariteticamente da Renco ed Eco Trade, quest’ultima partecipata dal gruppo Ecosuntek. Il progetto rientra in una concessione in partenariato pubblico-privato sottoscritta con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro-Settentrionale. L’impianto, la cui entrata in esercizio è prevista entro il 2026, produrrà circa 53 GWh annui di energia da fonti rinnovabili, equivalenti ai consumi di circa 20mila famiglie. Secondo le stime comunicate, il progetto consentirà inoltre di evitare oltre 18mila tonnellate annue di CO2 equivalenti, per un risparmio complessivo superiore a 600mila tonnellate nell’arco della vita utile dell’impianto.
La parte di energia non immessa in rete sarà utilizzata per alimentare le navi da crociera in porto attraverso il sistema di Cold Ironing, soluzione che permette di ridurre emissioni e rumore durante la sosta in banchina. L’operazione beneficia inoltre di contributi pubblici legati al progetto Green Ports del PNRR, destinato a sostenere interventi di efficientamento energetico e riduzione delle emissioni nelle infrastrutture portuali italiane.
Unicredit
UniCredit è un gruppo bancario italiano attivo nei servizi di banca commerciale, corporate banking, investment banking e gestione del risparmio. Il gruppo opera in diversi Paesi europei, con una presenza in Italia, Germania, Austria ed Europa centro-orientale. La banca fornisce servizi finanziari a famiglie, imprese e istituzioni attraverso reti bancarie e piattaforme digitali. In Italia è tra i principali istituti di credito per volumi di attività, raccolta e finanziamenti alle imprese. UniCredit è quotata alla Borsa di Milano ed è guidata dall’amministratore delegato Andrea Orcel. Negli ultimi anni il gruppo ha concentrato parte delle attività su finanziamenti legati a transizione energetica, infrastrutture, digitalizzazione e operazioni di finanza strutturata.
Forum Energia di Telenord, gran finale nel segno di 'transizione gemella', digitalizzazione e innovazione tecnologica Telenord
Si è concluso il Forum Energia di Telenord, giunto alla terza edizione e organizzato da TN Events e Media all'Excelsior Palace Portofino Coast di Rapallo. Dopo una prima giornata ricca di spunti (leggi qui) a seconda giornata è stata dedicata al tema della cosiddetta “transizione gemella”, in cui digitalizzazione e innovazione tecnologica sono analizzate come leve decisive della trasformazione energetica. I lavori integrali disponibili sul sito telenord.it
Nella relazione preliminare, Carlo Cavazzoni, Head of Hypercomputing Continuum di Leonardo, ha detto: "Sovranità e possesso dati, un mondo che di recente si è trovato a scontrare con l'alimentazione primaria, l'energia. Noi stiamo misurando il numero di neuroni dell'intelligenza artificiale e serve un computer adeguato. Si tratta di macchine energivore, i computer sono sempre più potenti ma bisogna alimentare il nuovo processore dell'IA. Serve un hardware adeguato al software. A Genova c'è il supercalcolatore Da Vinci, esempio virtuoso"
Oltre l’Hardware: la “transizione gemella” - La Sessione 3 è stata dedicata al tema "Oltre l’Hardware: la “transizione gemella” - La digitalizzazione come acceleratore della transizione energetica", con la moderazione di Paola Girdinio, Presidente Start 4.0 – Professore Ordinario, Dipartimento DTEN, Università di Genova. "La transizione digitale può portare anche una riduzione dei consumi, si tratta di definirne i modi di introduzione"
Sono intervenuti Mirco Junior Mariani, Managing Director TXT Industrial: "Lavoriamo con le imprese e le soluzioni tecnologiche riescono a efficientare l'operato delle aziende. Quando si tratta di aziende energivore puntiamo alla riduzione del consumo. Ci sono altri filoni come la manutenzione preventiva, che permette di evitare i blocchi della produzione. La sfida è concentrare i cosiddetti 'silos informativi' e occorre un cambiamento culturale da parte delle aziende"; Giorgio Allasia, Chief Operations Officer Engineering & Technology Transfer, Gruppo FOS: "Ci occupiamo di innovazione digitale e ingegneria, focalizzati in intelligenza artificiale. Abbiamo riscontri pratici: usare l'IA per un progettista può essere interessante. L'IA come supporto al progettista può avere il ruolo che il computer ebbe a suo tempo per il design. La responsabilità rimane del progettista. L'adozione diffusa dell'IA generativa è recente e stiamo affrontando i problemi che si prospettano"; Marta Bray, Studio Legale B-Right Lawyers: "Il regolamento su IA ha elementi di complessità, sia per gli operatori del diritto che per gli imprenditori. Una delle grandi sfide è proprio la formazione del personale, la creazione di figure competenti nell'azienda. Ma il punto focale del regolamento è l'aver invitato le imprese a cambiare prospettiva e forma mentis: IA non è solo una tecnologia, ma un metodo da inserire in una struttura delineata in grado di fornire vantaggio competitivo. Si promuovono sistemi di IA che siano sostenibili, in una prospettiva di sviluppo. Servirà anche un'evoluzione del quadro normativo, ipotesi allo studio dell'Unione Europea"; Mattia Zara, Head of Sales and Marketing Veos AI: "Sviluppiamo piattaforme IA da oltre dieci anni, il mercato energetico ha un grande stress sul cliente finale, dobbiamo lavorare per agevolare il cliente. I dati vengono utilizzati per gestire il business planning. Riusciamo a prendere tutti i dati conosciuti fino all'ultima frontiera del valore. In questo momento i dati analizzati. L'obiettivo è la consapevolezza energetica. Il passaggio dall'elaborazione dati al pdf-bolletta va seguito passo dopo passo"; Giovanni Ponti, Responsabile della Divisione per lo Sviluppo di Sistemi per l’Informatica e l’ICT, ENEA: "La transizione energetica è una tematica ineludibile. Al momento le applicazioni di maggior impatto riguardano il precasting di fotovoltaico ed eolico. Siamo arrivati a usare droni sui campi fotovoltaici per individuare criticità. Enea ha molti progetti sulla robotica attiva che interviene sulla componentistica di campo. Altra problematica è relativa al sistema idrogeno, altra frontiera dell'autosufficienza energetica. Stiamo lavorando per migliorare l'efficienza dei microprocessori, per ottimizzare il rapporto prestazioni-consumo. Il problema è che l'efficienza induce ad aumentare l'utilizzo e quindi il consumo.
Case History - Il "Case History" su "AI Locale e Sovranità Nazionale - L’importanza dell’innovazione startup per l’uso dell’AI in infrastrutture critiche: il caso MYWAI" ha visto intervenire Fabrizio Cardinali, CEO MyWAI: "Parliamo di infrastrutture critiche che non sono tecnologiche ma accendono il Paese. Cosa vuol dire macchinari intelligenti? Oggi i mercati si fondano sul digital twinning e sugli interventi da remoto. Tre sono le innovazioni in corso: forza robotica, intelligenza prodotta nei data center e infrastuttura satellitare che rende sovrana la possibilità geopolitica di gestire dati su territori diffusi. Da qua a cinque anni tutti i macchinari saranno connessi con IA e lo scenario cambierà. Keynes aveva pronosticato che avremmo lavorato 10/15 ore alla settimana, ma forse noi vogliamo lavorare di più. La nostra azienda, basata nella splendida Sestri Levante anche in memoria di Guglielmo Marconi, fornisce informazioni utili per abilitare la manutenzione prognostica dei macchinari, la loro assicurazione parametrica, modelli pay-per-use fintech fino al monitoraggio del trasporto in condizioni di sicurezza".
Resilienza energetica e cybersecurity - Il Panel 2, moderato come il prosieguo da Roberto Rasia, è stato dedicato a Resilienza energetica: la sfida della cyber security.
Hanno preso la parola Ivan Monti, CISO Ansaldo Energia: "La responsabilità delle misure di sicurezza è condivisa e primaria nei CdA. Il lavoro di un Ciso è coordinare le attività finalizzate alla sicurezza. Oggi nessuna interlocuzione con i clienti accade senza una preventiva attività informativa. Siamo fornitori ma anche agenti essenziali di un servizio di sicurezza nazionale. La sfida è integrare le nuove norme nel ciclo produttivo. Tutto quello che verrà fatto dal dicembre 2027 dovrà avere determinate caratteristiche. Abbiamo messo in sicurezza la nostra fabbrica anche mediante la formazione del personale, la figura migliore è un ibrido tra ingegnere informatico ed esperto di cybersecurity"; Francesco Maria Gavotti, Studio Legale B-Right Lawyers: "Negli ultimi anni le disfunzioni sono aumentate, la normativa a volte complica a volte aiuta. Il problema è stato prevedere una responsabilità diretta e concreta, non è più possibile evitare la consapevolezza del rischio. I board aziendali sono responsabili della sicurezza. C'è un profilo di responsabilità degli amministratori, in base alla riforma delle SpA che prescrive adeguati assetti organizzativi. Quanto alle possibili lacune normative, la difficoltà è che il framework regolatorio ha una evoluzione continua e quindi occorre adeguarvisi. In molte situazioni serve un professionista legale per chiarire il quadro agli imprenditori"; Roberto Caviglia, Chief Business Unit YCyber, Gruppo HWG Sababa: "Avevamo infrastrutture robuste, poche centrali e tanta potenza. Ora vi è aumento di scambi di dati verso i sistemi centrali. Per avere una rete più dinamica occorre portare in giro i dati. Noi dobbiamo identificare i nostri sistemi nei punti di vulnerabilità. Episodi recenti si sono verificati in Polonia e in Spagna. Perciò noi esortiamo le aziende ad attivare sistemi di analisi del rischio. In tutto il ciclo ci deve essere una fase di gestione della sicurezza informativa, a partire dalla governance e dalla sua fisicità, un sistema fisico che manipola dati. Da qui si passa alla sicurezza della rete e alla sicurezza applicativa"; Alessandro Manfredini, Direttore Group Security e Cyber Defence A2A: "Ci siamo dati un modello organizzativo per garantire sicurezza energetica e possibilità di rimanere sul mercato, per erogare servizi essenziali di pubblica utilità. Se un sistema si blocca, mi porterà conseguenze negative, come nel caso del blocco di un sistema di distribuzione di energia elettrica a una comunità. La grande sfida è avere piena consapevolezza che la sicurezza sia un processo codificato e formalizzato. La security si declina negli ambiti del dominio fisico, logico, produttivo, deve essere un processo industriale come i processi di business. La difficoltà è adattare i processi generali alle singole società".
"Underwater: la nuova frontiera della sicurezza energetica" - La sessione 4 ha avuto come tema "Underwater: la nuova frontiera della sicurezza energetica".
Hanno preso la parola l'ammiraglio Giulio Marino Cappelletti, Direttore della Struttura Operativa del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea: "La marina militare, nell'ambito della sicurezza del traffico mercantile, svolge molte attività. Sul fondo ci sono cavi di trasmissione dati, gasdotti ed elettrodotti, la rete vascolare del nostro mondo moderno. Possono essere danneggiati anche da un'ancora, la marina militare col progetto 'fondali sicuri' valuta in tempo reale eventuali danni. Nel buio assoluto sotto i 500 m di profondità, occorre un monitoraggio persistente e permanente delle infrastrutture subacquee. E' un vero salto tecnologico. I cavi sono il problema ma anche la soluzione, essendo utilizzabili come sensori. Naturalmente il gestore della sicurezza deve essere nazionale"; Andrea Cornetti, Presidente Unitirreno: "Abbiamo realizzato il progetto Unitirreno, operazione fatta in collaborazione con Unidata, da 90 milioni, ci ha permesso di realizzare infrastruttura digitale che collega la Sicilia alla Sardegna e a Genova e al nord. Crea una nuova via alternativa a quella tradizionale del traffico dati, che va a Marsiglia e nel centro Europa. I nostri investimenti consentono un doppio tipo di obiettivo: ritorno finanziario interessante e conseguenze industriali positive"; Andrea Savino, Vice President Unconventional Underwater Solutions Development, Fincantieri: "E' finito il tempo in cui tutto quello che stava sui fondali era considerato intrinsecamente sicuro. Droni subacquei possono accedere a profondità ingenti. Dobbiamo aggredire le 'aree grigie' e sviluppare soluzioni tecnologiche adattate all'ambiente marino, mettendo a sistema le tecnologie nuove e la capacità di analisi"; Stefano Meggio, Head of Sonsub-Defense, Saipem: "La gestione delle infrastrutture critiche subacquee parte dalla progettazione, non è solo poter disporre del tubo e della condotta ma servono le navi per posarle, Saipem ha posato praticamente tutti i cavi del Mediterraneo. Poi serve la necessità di mantenerle in attuazione e di fare ispezioni continuative, dotandosi di attrezzature robot in grado di lavorare alle profondità marine. Abbiamo addestrato personale specializzato e queste professionalità servono anche a capire le minacce e a contrastarle".
Sessione 5 - Decarbonizzazione: lo shipping tra strategie e transizione energetica - Organizzata dal Propeller Club Port of Genoa, la cui presidente avvocato Giorgia Boi ha introdotto i lavori, la sessione dedicata a "Decarbonizzazione: lo shipping tra strategie e transizione energetica" ha visto una serie di interventi di alto profilo.
Lorenzo Pollicardo, Technical & Environmental Director, SYBAss: "IMO, l'organizzazione marittima della sicurezza nasce nel 1948 in sede Onu, al tempo dei grandi incidenti marittimi. Ora la sicurezza non riguarda solo la navigazione ma anche sostenibilità e ambiente, con l'obiettivo di ridurre le emissioni nel segno della decarbonizzazione. Bisogna passare a combustibili innovativi, ovvero non fossili, e all'obiettivo concorrono tutti i componenti di IMO. Noi siamo stati ritenuti, come SYBAss, parte non attiva nell'inquinamento anche per la tecnologia avanzata".
Simone Bruckner, Chief R&D Officer, Sanlorenzo S.p.A.: "Sull'onda delle normative emanate per le navi commerciali, abbiamo deciso di autoregolarci nella prospettiva della riduzione delle emissioni seguendo la falsariga delle norme sul naviglio commerciale. Quando si fa uno yacht con certe tecnologie si lavora anche nella ricerca applicata. Perciò siamo pronti ad adeguarci a ogni richiesta della clientela, abbiamo lavorato per esempio a un progetto basato su una propulsione a metanolo verde. Ci sono ancora passi normativi da fare ma siamo pronti a recepire ogni evoluzione".
Emanuela Franchini, Head of New Fuels, F.lli Cosulich: "Ci sarà una pluralità di opzioni e abbiamo deciso di diversificare le nostre strategie, la nostra attività ci permette di sentire le esigenze degli armatori e quelle del mercato. Le navi sono sempre più a carburanti alternativi. La maggior parte delle navi va ancora a gasolio e anche gli ordini delle nuove navi sono a motorizzazione tradizionale. Noi abbiamo investito su bettoline a carburante alternativo, in grado di agevolare la transizione.
Andrea Cogliolo, Senior Director Marine Excellence Centers, RINA: "La nostra attività di controllo e certificazione ci permette di avere una visione generale e una sinergia di competenze che possono essere utilizzate per le nuove apparecchiature e nuove soluzioni attualmente allo studio. C'è una normativa e occorre tenerne conto, le strategie di UE e IMO per zero emissioni nel 2050 devono essere rispettate. C'è indubbiamente una volontà di raggiungere l'obiettivo finale della decarbonizzazione, costruendo consenso attorno a un traguardo che cambierà la nostra società".
Nicole Colla, Originator, Axpo Italia: "Abbiamo deciso di valorizzare alcune navi, siamo i primi operatori a effettuare bunkeraggio (rifornimento) ship to ship, lo facciamo a Genova in una strategia di collaborazione con tutti i soggetti coinvolti e interessati alla decarbonizzazione. La transizione è un percorso, il bio LG è un carburante di transizione nella prospettiva dell'obiettivo finale. Spicca tra i nostri progetti Green Pearl, la nuova nave per GNL e bio-GNL nel Mediterraneo".
Transizione energetica e competitività: il ruolo dell’industria e del settore marittimo - Paolo Cuomo, Market Intelligence and Opportunity Identification di ENI, dialogando con Roberto Rasia ha detto: "Alla base di tutti gli scenari imprenditoriali e industriali del presente c'è la decarbonizzazione. Si parla di una pianificazione a cinque anni, è necessario capire la direzione in modo pragmatico, sempre con la sostenibilità come obiettivo. I territori non possono essere estranei alla questione. Il mondo della raffinazione è in costante trasformazione, sia per i mercati interni che per quelli internazionali. Abbiamo riconvertito per esempio le raffinerie di Marghera e Gela, convertendo il sito petrolchimico di Priolo. Anche Livorno è in fase di conversione, come Sannazzaro. L'offerta di Eni è in costante evoluzione, per arrivare all'obiettivo di un prodotto analogo al fossile ma di origine vegetale. Quale il ruolo dell'Italia nel futuro? Dobbiamo mantenere competitività e possiamo farlo attraverso l'innovazione e aggiornando i processi di formazione del business".
Il fattore umano della transizione energetica e la sfida dello “skill gap” - La sesta e ultima sessione è stata moderata da Fabio Pasquarelli. Andrea Delucchi, Responsabile Area Sostenibilità e Innovazione Tecnologica di Confindustria Genova: "L'interesse del mondo delle imprese è sempre più alto sul tema della transizione. Molte imprese faticano a reperire competenze specifiche. Nel mondo di energia, gas, acqua e ambiente nel 2025 a fronte di 53mila nuovi ingressi di personale è stato difficile reperire competenze, anche per il numero ridotto di candidati e la scarsa competenza di alcuni. Perciò nella sezione risorse energetiche di Confindustria Genova c'è grande attenzione ed è nata l'idea di realizzare, con UNIGE, un master di secondo livello per la formazione di personale qualificato". Marco Fossa, professore DIME, Università di Genova: "Stiamo lavorando con molte realtà anche imprenditoriali, per colmare il gap formativo rispetto alle richieste delle aziende. Abbiamo peraltro come UNIGE un'offerta assai ampia. Il gap esiste perché la domanda è molto più elevata rispetto all'offerta. La transizione energetica e il passaggio alle rinnovabili sono temi molto sentiti anche dalle aziende e quindi ci sono le premesse per avviare un circolo virtuoso tra università e imprese". Elisabetta Arato, Presidente Ticass: "Il nostro obiettivo è collegare università, enti di ricerca e imprese per promuovere il trasferimento tecnologico, la sostenibilità e la ricerca nei settori ambientali ed energetici. Lavoriamo come ente gestore del Polo di ricerca e innovazione ligure 'Energia, ambiente e sviluppo sostenibile'. Il nostro approccio è più tecnico che industriale e stiamo pensando a inserire, con la Regione Liguria, il tema dell'agricoltura per aggiornarne le strategie".
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Contship elettrifica i trattori di banchina alla Spezia TrasportoEuropa
Contship ha introdotto a maggio 2025 il primo trattore portuale elettrico nelle operazioni di banchina della La Spezia Container Terminal, aggiungendo un nuovo intervento al piano di innovazione tecnologica del terminal spezzino. Il veicolo sarà impiegato da Hannibal nelle attività di navettamento interno, con l’obiettivo di avviare una valutazione operativa sulla progressiva elettrificazione della flotta dei trattori di banchina. Il progetto riguarda le emissioni dirette generate dalle attività portuali, classificate come Scope 1 e s’inserisce nel percorso di decarbonizzazione avviato da Contship. La scelta del trattore elettrico risponde a una condizione operativa tipica dei terminal container: i mezzi lavorano su percorsi definiti, vicino alle stazioni di ricarica, e sono soggetti a frequenti fasi di avvio, frenata e manovra.
In questo contesto, la frenata rigenerativa consente di recuperare parte dell’energia durante le fasi di rallentamento, mentre la trazione elettrica permette di ridurre i consumi nelle movimentazioni ripetute dei container. Questo esemplare ha il compito anche di verificare sul campo l’efficacia della tecnologia nelle normali condizioni di lavoro del terminal. Contship segnala che l’elettrificazione può incidere pure sull’ambiente operativo in banchina. La minore rumorosità e la riduzione delle vibrazioni migliorano le condizioni di lavoro degli operatori e possono contribuire a rendere più regolari le attività quotidiane di navettamento, soprattutto nelle fasi in cui i mezzi operano in prossimità di gru, piazzali e aree di trasferimento dei container.
L’investimento è stato cofinanziato nell’ambito del progetto Green Ports Pnrr, attraverso un bando promosso e gestito dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale. L’iniziativa rientra nel programma Green Ports: interventi di energia rinnovabile ed efficienza energetica nei porti, sostenuto dall’Unione Europea con risorse Next Generation EU per ridurre le emissioni di anidride carbonica e migliorare la qualità dell’aria nelle città portuali. Denise Sofia, responsabile Esg di Contship, ha richiamato la strategia Moves that Matter, lanciata nel 2025, che definisce obiettivi misurabili per la decarbonizzazione delle attività del Gruppo in allineamento agli standard Sbti. L’iniziativa, secondo la società, mostra il ruolo della collaborazione tra pubblico e privato nello sviluppo di interventi orientati alla riduzione delle emissioni.
UniCredit finanzia con 22 milioni di euro il primo impianto fotovoltaico del porto di Ravenna Affaritaliani
UniCredit sostiene Adriasol con un green project financing da 22,6 milioni di euro per la decarbonizzazione del porto di Ravenna
UniCredit sostiene la transizione energetica del sistema portuale di Ravenna con un’operazione di finanza green da oltre 22 milioni di euro destinata alla realizzazione di un innovativo impianto fotovoltaico integrato con sistema di “Cold Ironing”. La banca ha infatti finalizzato un green mini-perm project financing da 22,6 milioni di euro a favore di Adriasol, società partecipata in quote paritetiche da Renco ed Eco Trade, quest’ultima controllata dal Gruppo Ecosuntek, attivo nel settore delle energie rinnovabili e quotato su Borsa Italiana.
L’operazione finanzierà la costruzione di un impianto fotovoltaico da circa 37 MWp nell’area portuale di Ravenna, destinato a diventare uno dei progetti più avanzati in Italia nel settore dell’elettrificazione sostenibile delle infrastrutture portuali. Il sistema sarà integrato con una soluzione di “Cold Ironing”, tecnologia che consente alle navi da crociera ormeggiate in porto di spegnere i motori e alimentarsi direttamente tramite energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili.
L’impianto, la cui entrata in esercizio è prevista entro il primo semestre del 2026, produrrà circa 53 GWh di energia pulita all’anno, una quantità sufficiente a coprire il fabbisogno energetico di circa 20mila famiglie italiane. Secondo le stime, il progetto permetterà inoltre di evitare emissioni climalteranti per oltre 18mila tonnellate annue di CO₂ equivalenti, raggiungendo un risparmio complessivo superiore alle 600mila tonnellate nell’intero ciclo di vita dell’impianto.
L’iniziativa si inserisce nel quadro degli obiettivi previsti dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) e beneficia di un contributo pubblico a fondo perduto finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica attraverso i fondi del PNRR dedicati al progetto “Green Ports”, destinato all’efficientamento energetico e alla sostenibilità ambientale delle attività portuali. Il finanziamento è stato certificato green secondo i “Green Loan Principles” e rappresenta uno dei primi project financing italiani dedicati a un impianto fotovoltaico integrato con sistema di “Cold Ironing”. UniCredit ha agito come Global Coordinator & Bookrunner, Structuring Mandated Lead Arranger, banca finanziatrice, Hedging Bank, Banca Agente, Banca Depositaria e Green Loan Coordinator.
Per Giovanni Rubini, amministratore delegato del Gruppo Renco, il progetto rappresenta “il primo impianto fotovoltaico di dimensioni rilevanti realizzato all’interno di un’infrastruttura portuale dove la produzione di energia da fonti rinnovabili incontra le necessità operative delle moderne navi da crociera”. “L’iniziativa ridurrà drasticamente le emissioni di CO₂ e rafforzerà la posizione competitiva del porto di Ravenna nel mercato crocieristico internazionale, offrendo un servizio all’avanguardia a costi energetici competitivi”.
Soddisfazione anche da parte del Gruppo Ecosuntek. “Questa operazione supporta concretamente la nostra pipeline greenfield di impianti solari, agrivoltaici e storage”, ha dichiarato Matteo Minelli, amministratore delegato del Gruppo. “L’impianto sorgerà in un’area strategica del Paese e conferma l’approccio innovativo e sostenibile che caratterizza la nostra cultura aziendale”.
Andrea Burchi, Regional Manager Centro Nord di UniCredit, ha sottolineato come il progetto rappresenti “un esempio tangibile di come la finanza green possa supportare la trasformazione dei modelli produttivi e contribuire allo sviluppo sostenibile dei territori”. Il porto di Ravenna si candida così a diventare uno dei principali hub italiani per la sostenibilità energetica nel settore crocieristico, puntando su innovazione, decarbonizzazione e integrazione tra infrastrutture portuali e produzione di energia rinnovabile.
📰 Gazzetta della Spezia📅 2026-05-08📍 La SpeziaitAria · inquinamentoClima · decarbonizzazioneElettrificazione · cold ironing
Contship introduce il primo trattore portuale full-electric nelle operazioni in banchina Gazzetta della Spezia
Contship compie un ulteriore e concreto passo nel proprio percorso di decarbonizzazione con l’introduzione del primo trattore elettrico presso La Spezia Container Terminal (LSCT).Il nuovo mezzo sarà impiegato da Hannibal per le attività di navettaggio all’interno del terminal spezzino come un primo progetto pilota di valutazione della progressiva elettrificazione della flotta dei trattori di banchina, in ottica della riduzione delle emissioni dirette (Scope 1) generate dalle operazioni in porto.
L'elettrificazione dei trattori portuali si presta per l’applicazione in terminal: i mezzi, infatti, operano vicino alle stazioni di ricarica e gli avviamenti frequenti massimizzano i vantaggi della frenata rigenerativa. Questo modello di ralla elettrica a zero emissioni ottimizza inoltre i consumi nelle manovre di movimentazione container. La bassa rumorosità e le vibrazioni ridotte garantiscono condizioni di lavoro più sicure e confortevoli, migliorando la produttività e la qualità delle operazioni quotidiane.
L’investimento è stato co-finanziato nell’ambito del progetto “Green Ports PNRR”, attraverso un bando promosso e gestito dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale. L’iniziativa rientra nel programma “Porti verdi: interventi di energia rinnovabile ed efficienza energetica nei porti”, sostenuto dall’Unione Europea con risorse Next Generation EU che mira a ridurre le emissioni di CO2 e migliorare la qualità dell'aria nelle città portuali.
“Il programma di transizione energetica che abbiamo messo in campo mira a decarbonizzare le attività portuali”, ha commentato Simone Pacciardi, Responsabile del Servizio Rapporti con UE, Gestione Progetti Comunitari e Fondi PNRR dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale. “L’Ente, in particolare, ha messo a disposizione degli operatori terminalisti il proprio know-how, relativamente alla gestione di finanziamenti PNRR, permettendo così di sfruttare le opportunità offerte dall’iniziativa Green Ports a beneficio del sistema portuale”.
“L’introduzione del trattore elettrico rappresenta un tassello concreto della strategia di sostenibilità del Gruppo”, ha aggiunto Denise Sofia, Head of ESG di Contship. “Nel 2025 abbiamo lanciato l’ambiziosa strategia “Moves that Matter” definendo obiettivi chiari e misurabili, tra cui la decarbonizzazione delle attività del Gruppo in allineamento agli standard SBTi. Questo progetto dimostra come innovazione e sostenibilità, unite alla collaborazione pubblico-privato, possano generare iniziative capaci di creare valore nel medio periodo”.
L’iniziativa si colloca in un più ampio piano di innovazione tecnologica intrapreso da Contship nel terminal spezzino, che include digitalizzazione dei processi, nuovi investimenti infrastrutturali e upgrade degli equipment per massimizzare l'efficienza operativa ad ogni livello.
📰 Il Tirreno📅 2026-05-08📍 PiombinoitAria · inquinamentoElettrificazione · cold ironing
Piombino e Portoferraio, estate con il cold ironing in porto Il Tirreno
PORTOFERRAIO. Conto alla rovescia per il cold ironing in due dei tre porti guidati dall’Adsp del Mar Tirreno Settentrionale. Entro il prossimo mese di giugno, infatti, sia il porto di Piombino che quello di Portoferraio saranno attrezzati per l’alimentazione elettrica delle navi in sosta. I lavori, iniziati nel 2024, sono ormai in fase di conclusione nel pieno rispetto del cronoprogramma e rappresentano un ulteriore passo in avanti nell’impegno dell’Autorità di Sistema Portuale per assicurare ai propri porti uno sviluppo sostenibile.
La riduzione dell’inquinamento atmosferico prodotto dagli scali portuali è oggi diventata un’esigenza imprescindibile per il Sistema Portuale Nazionale e gli interventi di cold ironing rappresentano una delle priorità contenute nei Documenti di Pianificazione Energetico Ambientale redatti dagli enti portuali italiani.
«In questi mesi – spiega l’ingegner Sandra Muccetti, a capo della Direzione Infrastrutture Piombino ed Elba dell’Adsp – sia nello scalo marittimo di Piombino che in quello di Portoferraio, sono stati realizzati complessivamente oltre 3 chilometri di tracciati per ospitare i cavi che collegano la rete nazionale di trasmissione sino ai porti. È stata poi realizzata una cabina di trasformazione in ciascuno dei due porti, il cui scopo è quello di ricevere la media tensione dalla rete nazionale e convertirla nelle caratteristiche richieste dalle navi. Lungo le banchine sono poi state installate le junction box (o cassette di derivazione), che rappresentano il punto di interfaccia fisica e di sicurezza tra l’infrastruttura elettrica portuale e la nave».
Il costo complessivo per la realizzazione del sistema di cold ironing nel porto di Piombino e Portoferraio ammonta a circa 26 milioni di euro. Il progetto è stato finanziato attraverso le risorse del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).
«Una volta operativo – conclude – il sistema permetterà alle navi ormeggiate di spegnere i motori termici e alimentarsi tramite la rete elettrica di terra, eliminando emissioni di fumi e inquinamento acustico in prossimità del centro abitato».
LSCT: in banchina il primo trattore elettrico Messaggero Marittimo
LA SPEZIA -compie un ulteriore e concreto passo nel proprio percorso di decarbonizzazione con l’introduzione delIl nuovo mezzo sarà impiegato daper le attività di navettaggio all’interno del terminal spezzino come un primo progetto pilota di valutazione della progressiva elettrificazione della flotta dei trattori di banchina, in ottica della riduzione delle emissioni dirette generate dalle operazioni in porto. L'elettrificazione dei trattori portuali si presta per l’applicazione in terminal: i mezzi, infatti, operano vicino alle stazioni di ricarica e gli avviamenti frequenti massimizzano i vantaggi della frenata rigenerativa. Questo modello di ralla elettrica a zero emissioni ottimizza inoltre i consumi nelle manovre di movimentazione container. La bassa rumorosità e le vibrazioni ridotte garantiscono condizioni di lavoro più sicure e conf...
📰 Città della SpeziaMedia📅 2026-05-08📍 La SpeziaitAria · inquinamentoClima · decarbonizzazioneElettrificazione · cold ironing
Contship introduce il primo trattore portuale elettrico nelle operazioni in banchina Città della Spezia
Il gruppo Contship Italia compie un nuovo passo nel percorso di decarbonizzazione delle attività portuali con l’introduzione del primo trattore elettrico a La Spezia Container Terminal. Il mezzo sarà impiegato da Hannibal per le operazioni di navettaggio interno al terminal e rappresenta un progetto pilota finalizzato alla progressiva elettrificazione della flotta di trattori di banchina, con l’obiettivo di ridurre le emissioni dirette (Scope 1) generate dalle attività portuali. La soluzione punta inoltre a migliorare l’efficienza operativa grazie a consumi ottimizzati nelle manovre di movimentazione container, minore rumorosità e vibrazioni ridotte per gli operatori.
L’investimento è stato co-finanziato nell’ambito del progetto “Green Ports PNRR”, attraverso un bando promosso e gestito dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale. L’iniziativa rientra nel programma “Porti verdi: interventi di energia rinnovabile ed efficienza energetica nei porti”, sostenuto dall’Unione Europea con risorse Next Generation EU che mira a ridurre le emissioni di CO2 e migliorare la qualità dell’aria nelle città portuali. “Il programma di transizione energetica che abbiamo messo in campo mira a decarbonizzare le attività portuali”, ha commentato Simone Pacciardi, responsabile del Servizio Rapporti con UE, Gestione Progetti Comunitari e Fondi PNRR dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale. “L’Ente, in particolare, ha messo a disposizione degli operatori terminalisti il proprio know-how, relativamente alla gestione di finanziamenti PNRR, permettendo così di sfruttare le opportunità offerte dall’iniziativa Green Ports a beneficio del sistema portuale”.
“Un tassello concreto della strategia di sostenibilità”, ha aggiunto Denise Sofia, Head of ESG di Contship. “Nel 2025 abbiamo lanciato l’ambiziosa strategia “Moves that Matter” definendo obiettivi chiari e misurabili, tra cui la decarbonizzazione delle attività del Gruppo in allineamento agli standard SBTi. Questo progetto dimostra come innovazione e sostenibilità, unite alla collaborazione pubblico-privato, possano generare iniziative capaci di creare valore nel medio periodo”. L’iniziativa si colloca in un più ampio piano di innovazione tecnologica intrapreso da Contship nel terminal spezzino, che include digitalizzazione dei processi, nuovi investimenti infrastrutturali e upgrade degli equipment per massimizzare l'efficienza operativa ad ogni livello.
Dopo tre anni di lavori Il modulo offshore di gas gecovery da 5.200 tonnellate ha lasciato lo scalo su barge al rimorchio del mezzo Pacific Discovery di Tidewater Offshore L'articolo Nuovo impianto di Rosetti Marino salpato dal porto di Ravenna per un progetto libico di Saipem proviene da Shipping Italy .
È partito questa mattina dal cantiere Piomboni di Marina di Ravenna il modulo offshore del progetto Bouri Gas Recovery, diretto verso la Libia. Il colosso da 5.200 tonnellate, costruito da Rosetti Marino per Saipem, servirà a recuperare gas oggi disperso durante le attività estrattive offshore
Il gigante d’acciaio del progetto Bouri Gas Recovery ha lasciato questa mattina il cantiere Piomboni di Marina di Ravenna e ha preso il largo verso la Libia. Trainato su una chiatta lungo il canale portuale, il modulo offshore da oltre 5.200 tonnellate è uscito dal porto ravennate davanti agli sguardi di tecnici, lavoratori e cittadini, segnando la conclusione simbolica di uno dei progetti industriali più importanti degli ultimi anni per Rosetti Marino.
La partenza del manufatto, rinviata di un giorno per il maltempo e le condizioni del mare, rappresenta un momento chiave per il comparto offshore ravennate. Il colosso d’acciaio, costruito in circa tre anni di lavoro, è destinato al campo petrolifero di Bouri, al largo della Libia, dove contribuirà al recupero del gas oggi disperso durante le attività estrattive. Un intervento considerato strategico sia sul piano industriale sia su quello ambientale.
Il modulo raggiungerà la Libia dopo circa cinque giorni di navigazione, con uno scalo tecnico a Malta dove incontrerà la nave gru Saipem 7000, incaricata dell’installazione in mare. Il progetto è stato realizzato da Rosetti Marino per conto di Saipem, general contractor dell’intervento destinato al campo petrolifero di Bouri, a circa 170 chilometri dalla costa libica.
Il modulo opererà nel sistema offshore collegato alla piattaforma di Sabratha, con l’obiettivo di recuperare il gas oggi disperso o bruciato in torcia durante le attività estrattive. Una volta trattato e compresso, il gas verrà convogliato attraverso infrastrutture già esistenti fino al terminale di Mellitah, per poi essere destinato in parte alla Libia e in parte all’Italia.
L’opera rappresenta uno dei più rilevanti interventi di ottimizzazione energetica e riduzione delle emissioni nel Mediterraneo offshore. Costruita in circa tre anni, ha richiesto 2,4 milioni di ore di lavoro, con punte di 500 persone contemporaneamente impegnate nel cantiere ravennate. La struttura si sviluppa su sette piani, è alta 45 metri e misura circa 32 metri per 45 alla base. Al suo interno trovano spazio 750 tonnellate di tubazioni, 830 tonnellate di macchinari e circa 190 chilometri di cavi.
L’investimento complessivo del progetto ammonta a 1,3 miliardi di dollari, di cui circa un terzo destinato alla realizzazione affidata a Rosetti Marino. Un risultato che consolida il ruolo internazionale dell’azienda ravennate e rafforza il rapporto industriale con Saipem in un’area strategica come quella del Mediterraneo.
Il traino della chiatta Rainbarge I su cui è stato posizionato il modulo è stato affidato alla Tidewater Offshore, che vi sta provvedendo a mezzo del rimorchiatore d’altura Pacific Discovery.
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Assarmatori: “ETS minaccia la competitività del trasporto marittimo. Servono correttivi urgenti dall’UE” marittimienavi.net
Bruxelles, 7 maggio 2026 – L’ETS europeo sta producendo effetti paragonabili alle grandi crisi internazionali, ma con un impatto strutturale e permanente sul trasporto marittimo. È il messaggio netto lanciato dal Presidente di Assarmatori, Stefano Messina, al termine della missione annuale del Consiglio Direttivo a Bruxelles, caratterizzata da una serie di incontri istituzionali di alto livello.
Messina sottolinea come la tassa sulle emissioni, applicata in modo orizzontale e senza distinguere tra i diversi segmenti del settore, stia mettendo in difficoltà comparti strategici quali i collegamenti con le isole, le Autostrade del Mare e il transhipment. “A differenza dello shock congiunturale legato alla crisi nello Stretto di Hormuz – afferma – l’ETS è una misura strutturale che incide in modo permanente sulla competitività del sistema”.
Pur riconoscendo che alcune priorità dell’armamento italiano sono state recepite nelle strategie europee, Assarmatori denuncia la mancanza di misure concrete e la persistente incertezza sugli strumenti correttivi che Bruxelles intende adottare. Particolare attenzione è rivolta alla futura Strategia europea per le isole, guidata dal Vicepresidente Esecutivo Raffaele Fitto, alla quale l’associazione ha rappresentato le criticità di una tassazione climatica ritenuta sproporzionata e non reinvestita nel settore.
“La tecnocrazia europea appare ancora troppo rigida – osserva Messina – mentre la revisione di luglio deve essere coraggiosa, per consentire al nostro comparto industriale di restare competitivo in un contesto globale sempre più complesso”.
La missione di Assarmatori ha incluso incontri con il Vicepresidente Esecutivo Raffaele Fitto a Palazzo Berlaymont, un ricevimento presso la Residenza dell’Ambasciatore d’Italia in Belgio con la partecipazione di rappresentanti UE e NATO, un confronto con il SEAE e le missioni Aspides e Atalanta, oltre a una riunione tecnica con i funzionari della DG MOVE e della DG CLIMA dedicata all’applicazione dell’ETS.
MARITTIMI&NAVI DI TORRE D’AMARE IL SITO DEI MARITTIMI…………PER INSERIMENTI LOGHI SOCIETA’ COMUNICATI INVIARE EMAIL [email protected]….TELEFONO UFFICIO DAL LUNEDI AL VENERDI CELLULARE 3770803697…..SIAMO PRESENTI ANCHE COME WHATS APP 3770803697 SEMPRE ATTIVO………..HAI DEI DUBBI SULE NUOVE CIRCOLARI, DECRETI MINISTERIALI, QUESITI, MANDA UNA EMAIL A [email protected] UN NOSTRO ESPERTO TI RISPONDERA’……
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NUOVA NAVISERVICE Per una gestione a 360° di qualsiasi tipologia di unità mercantile e da diporto.
Assarmatori all’attacco dell’ETS: «L’Europa corregga subito il sistema» AdriaPorts
TRIESTE – Assarmatori torna a premere sull’Unione europea per una revisione del sistema ETS applicato al trasporto marittimo. Da Bruxelles, al termine della missione annuale del Consiglio direttivo dell’associazione, il presidente Stefano Messina ha lanciato un duro attacco contro l’attuale impostazione della tassa europea sulle emissioni.
Secondo Messina, gli effetti economici dell’ETS sui segmenti più esposti del trasporto marittimo sarebbero ormai comparabili a quelli provocati dalle grandi crisi internazionali, come i rincari energetici legati alle tensioni nello Stretto di Hormuz. La differenza, ha sottolineato, è che l’emergenza geopolitica è temporanea, mentre il sistema ETS rappresenta una pressione strutturale destinata a incidere in modo permanente sulla competitività del settore.
Nel mirino dell’associazione armatoriale finiscono soprattutto i collegamenti con le isole, le Autostrade del Mare e il transhipment container, considerati comparti particolarmente vulnerabili all’aumento dei costi. Messina definisce l’ETS una tassazione “ingiusta perché non selettiva”, applicata senza distinguere tra le diverse tipologie di traffico e servizi marittimi.
Assarmatori guarda con attenzione anche alla futura Strategia europea per le isole, seguita dal vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto. Durante l’incontro a Palazzo Berlaymont, l’associazione ha ribadito la necessità di tutelare i collegamenti marittimi essenziali verso le isole, ritenendo che una tassazione climatica troppo elevata rischi di compromettere gli equilibri economici del settore senza generare un ritorno diretto in investimenti per la transizione energetica dello shipping.
Il presidente di Assarmatori ha inoltre criticato quello che definisce un atteggiamento “inflessibile” della tecnocrazia europea, chiedendo che la revisione prevista per luglio introduca correttivi concreti per evitare una perdita di competitività dell’industria marittima europea.
La missione a Bruxelles ha incluso anche incontri con funzionari della DG MOVE e della DG CLIMA dedicati all’applicazione del regime ETS, oltre a confronti con europarlamentari italiani e rappresentanti delle istituzioni europee e della sicurezza marittima internazionale. Tra gli appuntamenti, anche un vertice con il Servizio Europeo per l’Azione Esterna e collegamenti con le missioni navali europee Aspides e Atalanta.